2016: l’agonia dell’ordine mondiale “liberale”

Il 2016 volge al termine e non ha disatteso le nostre previsioni: avevamo promesso un anno ad alta tensione e così è stato. Attentati terroristici, assalti speculativi, operazioni sporche dei servizi, putsch militari, consultazioni dagli esiti sorprendenti, lampi di guerra, hanno scandito i dodici mesi appena trascorsi: dopo averli esaminati uno per uno, è il momento di inquadrali in un’analisi complessiva. Nel corso del 2016 l’ordine mondiale “liberale”, uscito dall’ultima guerra e basato sull’egemonia angloamericana, è entrato ufficialmente in agonia, dopo un periodo di crisi iniziato con il crack di Lehman Brothers: la ribellione dell’elettorato all’agenda dell’élite, alias “il populismo”, e l’emergere di nuove potenze ordinatrici hanno decretato l’ingresso del sistema internazionale post-1945 nella fase terminale.

Un 2016 che non ha “deluso le aspettative”

Anche il 2016 sta volgendo al termine, in ossequio al vecchio calendario gregoriano: è una delle poche caratteristiche che accomuna l’anno uscente con quelli precedenti. Il 2016 non è stato, infatti, “come gli altri”: è stato più agitato, inquieto e torbido di quelli passati, sebbene il concetto di “normalità” si sia molto allargato nell’ultimo periodo e l’opinione pubblica abbia ormai fatto il callo ad una serie di avvenimenti “eccezionali”: crisi finanziarie, attacchi terroristici, lampi di guerra, putsch militari, etc. etc. Dopo il già movimentato 2015, l’impresa di impressionare ancora era difficile, eppure l’anno uscente ci è riuscito.

Chi segue questo blog, non può dirsi completamente sorpreso: avevamo sin dall’inizio del 2016 pronosticato un anno “tempestoso” e la nostra facile profezia si è avverata. Un particolare accento è stato sempre posto sulle cause di questa “burrasca internazionale”, di cui gli attacchi dell’ISIS, i colpi di Stato e le guerre finanziarie sono stati soltanto “i fulmini”: abbaglianti e spaventosi, ma effimeri e sfuggenti, poco utili per formulare analisi di ampio respiro. Più volte abbiamo sottolineato come le vere ragioni della “tempesta”, la dinamica di fondo utile a spiegare ed anticipare gli avvenimenti, fosse e sia il progressivo sfaldamento dell’ordine internazionale uscito dall’ultima guerra mondiale e rafforzatosi provvisoriamente nel 1991 col collasso dell’URSS: è la dissoluzione del mondo unipolare a guida angloamericana, di cui l’Unione Europea e la globalizzazione sono alcune delle massime espressioni.

L’ordine mondiale “liberale”, basato sull’instabile capitalismo anglosassone che vive di bolle speculative continuamente alimentate e fatte scoppiare, entra in crisi nel 2008 con il crack di Lehman Brothers e l’insolvenza dei mutui spazzatura: Washington e Londra constatano di non avere più i mezzi per mantenere l’egemonia globale, soprattutto di fronte all’emergere di nuove potenze che, a differenza degli anni ’70, non sono più “ghettizzate” da nessun tipo di ideologia. Gli strateghi angloamericani, lungi dal desiderio di gettare la spugna, progettano quindi di “ridisegnare” l’assetto mondiale, in maniera tale da salvaguardare la supremazia delle potenze anglosassoni. Il piano, attuato a partire dal gennaio del 2009 con l’insediamento alla Casa Bianca di Barack Hussein Obama, poggia su tre cardini:

  • abbandono del Medio Oriente, previa destabilizzazione della regione;
  • trasformazione dell’Unione Europea in Stati Uniti d’Europa, così da avere due entità gemelle sulle diverse sponde dell’oceano Atlantico;
  • contenimento delle potenze emergenti, con una serie di trattati economici e militari con le potenze minori.

Cominciano così quegli “anni interessanti” 2008-2016, da noi sintetizzati in un intuitivo diagramma che raccoglie le diverse crisi (economiche, politiche, militari) che si accavallano nel corso degli anni, in un crescendo quasi rossiniano. Già, perché il sullodato piano degli strateghi angloamericani incontra da subito forti resistenze, rendendo cosi necessarie azioni sempre più pesanti e serrate.

Come principale resistenza esterna al blocco atlantico, emerge presto la Russia: prima ostacola il processo di balcanizzazione del Medio Oriente, e poi si sostituisce agli angloamericani come potenza egemone nella regione. Non solo, Mosca si afferma anche come punto di riferimento per tutti i nazionalismi europei che si oppongono alla diluizione degli Stati in un organismo sovranazionale. Seguono, come rappresaglia, il golpe in Ucraina, le sanzioni economiche, il rigurgito di Guerra Fredda, etc. etc. Come principale resistenza interna al blocco atlantico, emergono invece i movimenti populisti: è il rigetto da parte dell’elettorato dell’agenda euro-atlantica e di tutto ciò che essa comporta: globalizzazione, strapotere della finanza, immigrazione incontrollata, cessione di sovranità ad organismi sovranazionali. Tra Mosca ed i movimenti populisti sboccia, ovviamente, un’istantanea simpatia.

I giochi si aprono ufficialmente nel 2011, con la duplice destabilizzazione del Medio Oriente e dell’eurozona, ma è una partita tutt’altro che facile vista la molteplicità degli attori e degli interessi coinvolti: qualsiasi ritardo o fallimento nell’attuazione della strategia, implica necessariamente un indebolimento dell’egemonia angloamericana.

Il massimo sforzo esercitato da Washington e Londra è raggiunto nel 2014, con lo scatenamento dell’ISIS in Medio Oriente ed il putsch di estrema destra che rovescia Viktor Yanukovich in Ucraina. Il 2015 vede il Califfato raggiungere l’apice dell’estensione territoriale ma i suoi successi contengono già i semi della disfatta: Mosca, intimorita dal vacillamento di Assad, invia nel tardo autunno una spedizione militare in Siria. In Europa, poi, le forze centrifughe alzano la testa: la Grecia sembra sul punto di uscire dall’euro nel corso dell’estate, la Francia, in piena ebollizione sociale, è oggetto della classica strategia della tensione, la Germania, colpevole di un eccesso di rigore potenzialmente letale per l’euro, obbliga ad adottare contromisure: è il Dieselgate che affossa Volkswagen e infligge un duro colpo al sistema-Germania. Nel complesso, già il 2015 si chiude con un “ordine liberale” molto malconcio.

Il 2016, definibile come “l’annus horribilis” per l’oligarchia atlantica, è la naturale conseguenza del fallimento della strategia adottata: sfumata la vittoria sui tre fronti (destabilizzazione del Medio Oriente, Stati Uniti d’Europa, contenimento delle potenze emergenti), l’egemonia angloamericana entra palesemente in agonia. La situazione si fa così drammatica che, durante la campagna elettorale per le presidenziali americane, lo scenario di una guerra tra Russia e Stati Uniti sembrerebbe concretizzarsi nel caso di una vittoria di Hillary Clinton: si tratterrebbe di un’extrema ratio, il classico conflitto con cui la potenza egemone declinate tenta di sopraffare quelle emergenti, finché ritiene di averne i mezzi.

Prima di scendere nei dettagli del 2016, proponiamo il nostro diagramma sugli “anni interessanti”, aggiornato al 31 dicembre.

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L’anno uscente è dominato da due appuntamenti elettorali decisivi, svoltisi nei Paesi chiave dell’attuale sistema internazionale: il Regno Unito, dove si è tenuto il referendum sulla permanenza nell’Unione Europea, e gli Stati Uniti, dove gli elettori sono stati chiamati a scegliere il nuovo inquilino della Casa Bianca. In entrambi in casi è andato in onda lo scontro tra l’elettorato in aperta ribellione (i cosiddetti “populisti”) e l’oligarchia al comando. Contrari alla cessione di sovranità a Bruxelles ed alle sue politiche migratorie erano i cittadini inglesi; contrari ad un’altra presidenza sulla falsariga di Barack Obama ed all’ennesimo candidato dei poteri forti, erano i cittadini statunitensi. Attorno al candidato “populista” Donald Trump si raccoglie infatti buona parte della classe media stremata da anni di globalizzazione selvaggia e di crisi economica: mentre Wall Street macina nuovi record e le statistiche ufficiali parlano di un Paese vicino alla piena occupazione, l’economia reale stagna, come testimonia il consumo di elettricità inchiodato sui numeri del 20081 e la cifra record di americani fuori dalla forza lavoro2.

In Inghilterra serve a poco la violenta campagna mediatica per “piegare” l’elettorato: minacce di recessione, disoccupazione, salassi fiscali, perfino di guerra. Neppure un’operazione sporca come l’omicidio della deputata Jo Cox a distanza di pochi giorni dal voto, è utile a spostare i voti a favore della causa europeista: il 23 giugno il referendum inglese sancisce la vittoria del “leave”. Per l’establishment euro-atlantico, che ha proprio nella City di Londra il suo principale bastione, è un colpo durissimo: l’Unione Europea perde per la prima volta un membro, in una congiuntura già drammatica per l’eurozona e per di più un azionista di peso come il Regno Unito, da sempre garante della “vocazione atlantica” delle istituzioni brussellesi. L’ordine internazionale post-1945, basato sui due pilastri NATO-CEE/UE, incassa il primo, doloroso, colpo.

La situazione sarebbe ancora rabberciabile, se a Barack Obama subentrasse un altro esponente dell’élite atlantica, la candidata democratica Hillary Clinton: il controllo della Casa Bianca è fondamentale per tenere a bada le spinte centrifughe nell’Unione Europea ed impedire che la Russia, nuova potenza ordinatrice, colmi il vuoto geopolitico lasciato dall’impero angloamericano in ritirata. La campagna per le presenziali è tra le più sporche di sempre ed il candidato populista Donald Trump è costretto a lottare contro il partito democratico, buona parte di quello repubblicano e le principali corazzate dell’informazione. Si insinua addirittura che Donald Trump, sia al servizio di una potenza straniera, la Russia, e si accusa Mosca di voler interferire con la compagna elettorale, ricorrendo a manipolazioni elettroniche del voto. È tutto inutile, perché il vento del populismo gonfia le vele di Trump: l’8 novembre 2016, vince in maniera netta ed inequivocabile le elezioni.

L’ordine mondiale “liberale” subisce così un altro drammatico colpo, probabilmente quello letale: alla Casa Bianca non siederà più un esponente dell’establishment pronto a tutto pur di puntellare l’impero, ma un “populista” interessato solo a consolidare la sua posizione, dirottando risorse verso l’economia interna, riducendo gli impegni internazionali, ridimensionando la NATO, abbandonando al suo destino l’Unione Europea, trovando, in ultima analisi, un modus vivendi con la Russia. L’intera opera di Barack Obama finalizzata a scavare un fossato incolmabile tra Occidente e Russia vacilla: non sorprende che, a distanza di pochi giorni dal suo addio alla Casa Bianca, il presidente uscente abbia scelto di spendere il suo residuo capitale politico per avvelenare il più possibile i rapporti tra Russia ed USA, espellendo una trentina di ufficiali russi.

Lo sfaldamento del sistema internazionale, a distanza di 71 anni dalla sua nascita, non è però soltanto un prodotto delle consultazioni elettorali nei Paesi “chiave”. Anche le dinamiche in atto alla periferia dell’impero, in Europa come in Medio Oriente, rivestono un ruolo di primo piano.

Nel tentativo di sedare un’opinione pubblica sul piede di guerra a causa della riforma della legge del lavoro e della disoccupazione record, prosegue in Francia la strategia della tensione subappaltata ai servizi israeliani che, dopo uno stillicidio di attentati minori, sfocia nella strage di Nizza del 14 luglio. Ma a preoccupare è sempre l’establishment tedesco: il suo persistente rifiuto di qualsiasi condivisione del debito pubblico nell’eurozona, rende sempre più difficile scongiurare il collasso della moneta unica. Dopo la guerra commerciale a Volkswagen, nel 2016 l’oligarchia atlantica sferra un attacco mirato a Deutsche Bank e, soprattutto, mette la Germania nel mirino del “terrorismo islamico” con una serie di attentati dell’ISIS che culminano con la strage di Berlino di dicembre. Basterà a ricondurre Berlino a più miti consigli? Difficile, perché la situazione dell’eurozona si è fatta sempre più precaria e molti investitori tedeschi scommettono ormai sull’uscita dell’italia dall’euro. Motivo? Le sofferenze bancarie, accumulatesi durante l’eurocrisi, hanno raggiunto un peso insostenibile e l’elettorato dà segni di aperta ribellione, come testimonia la secca bocciatura della riforma costituzionale benedetta dalla Troika.

Il quadro, dal punto di vista angloamericano, è persino più fosco in Medio Oriente dove si consuma la clamorosa espulsione delle vecchie potenze occidentali a beneficio della Russia. L’inizio dell’anno vede Washington e Londra accanirsi in particolare sull’Egitto di Al-Sisi, reo di aver represso la Fratellanza Mussulmana e di flirtare col Cremlino: si comincia con l’omicidio Regeni, utile a rompere i rapporti diplomatici tra il Cairo e Roma, e si prosegue con il disastro aereo del volo Egyptair sulla tratta Parigi-Cairo, un inequivocabile messaggio rivolto a Parigi affinché sospenda i rapporti con Al-Sisi: un pizzino che François Hollande recepisce, considerato che durante l’anno la Francia raffredda i rapporti con l’Egitto ed il suo principale alleato in Libia, il generale Khalifa Haftar. Il governo del Cairo e di Tobruk si allontanano così ulteriormente dall’orbita occidentale ed entrano sempre più in quella russa.

Chi ha anche percepito i mutati equilibri regionali è la Turchia di Recep Erdogan: dopo aver a lungo sostenuto il processo di balcanizzazione della Siria e la proliferazione dell’ISIS, il presidente turco cambia linea quando si capacita dell’isolamento regionale in cui è caduta Ankara e, soprattutto, dell’intenzione angloamericana di creare un Kurdistan a spese della Turchia. Nel mese di luglio, Ankara sonda il terreno per il riavvicinamento a Mosca e la riappacificazione con Damasco: segue a ruota il tentato putsch militare del 15-16 luglio, con cui si cerca di gettare il Paese nella guerra civile. Erdogan, sostenuto probabilmente dai russi, esce però indenne dal golpe e prosegue la sua riconciliazione con il Cremlino: neppure l’assassinio ad Ankara dell’ambasciatore russo Andrei Karlov, un cadavere gettato tra i due Paesi, riusce a minare la rinata sintonia tra Turchia e Russia. Si arriva così alla “tregua generale” in Siria siglata da Mosca ed Ankara il 28 dicembre, a distanza di due settimane dalla liberazione di Aleppo: per gli angloamericani ed i francesi, che tanto avevano scommesso sulla caduta di Assad e sulla balcanizzazione della regione, è il sigillo di questo “orribile” 2016. Per la prima volta dalla caduta dell’impero ottomano, l’Occidente è completamente escluso dal riassetto del Medio Oriente.

L’evoluzione della guerra siriana, non fa che confermare i propositi di quelle potenze che nel corso del 2016 manifestano la volontà di liberarsi dal giogo angloamericano per tessere più proficui rapporti con Mosca e Pechino: pensiamo alla Malesia, che a ottobre ha annunciato l’acquisto di navi militari dalla Cina3 a discapito della cooperazione con gli USA, o alle Filippine di Rodrigo Duterte, il vulcanico presidente che ha annunciato la volontà di interrompere le esercitazioni militari con Washington per stringere maggiori legami con i due pesi massimi dello SCO (Organizzazione di Shanghai per la cooperazione), Russia e Cina. L’unica potenze emergente ad avere subito nel 2016 i colpi di coda dell’impero angloamericano è un Paese a forte penetrazione massonica, dove i servizi atlantici hanno ancora ampi spazi di manovra: stiamo parlando, ovviamente, del Brasile, dove si è concluso con successo il golpe bianco per defenestrare Dilma Rousseff. L’auspicio è che le prossime elezioni possano riportare il Brasile nel novero delle potenze emergenti, dopo la triste parantesi del presidente filo-americano, massone e ricattabile, Michel Temer.

Concludendo, possiamo dire che durante i dodici mesi appena trascorsi ilglobal liberal order”, per usare un’espressione tanto cara alla stampa anglosassone4, è entrato definitivamente in agonia, senza essersi mai davvero ripreso dal crack di Lehman Brothers.

È entrato in agonia perché una quota maggioritaria dell’elettorato occidentale ha stimato che i costi di questo sistema (l’impoverimento generalizzato, la sovversione dei valori tradizionali, la perdita di qualsiasi controllo sui governi, i rischi di una nuova contrapposizione tra blocchi, immigrazione indiscriminata) superassero i benefici: è toccato ai populisti intercettare il malessere della società occidentale. Ma è entrato in agonia anche perché le potenze emergenti hanno saputo offrire un’alternativa al caos in cui gli angloamericani avevano gettato ampie porzioni del globo. Ordine anziché destabilizzazione, aiuti militari anziché terrorismo, infrastrutture anziché cambi di regime, sicurezza anziché sovversione: questa è la ricetta con cui la Russia ha scalzato gli angloamericani in Medio Oriente.

Se l’agonia “dell’ordine mondiale liberale” ha tenuto banco per tutto il 2016, l’ultimo respiro del sistema internazionale vigente sarà esalato nel corso del 2017: insieme a lui spireranno anche gli ultimi superstiti di un’epoca ormai archiviata, dall’Unione Europea al TTP, dall’euro all’ISIS, dalla globalizzazione illimitata alla finanza selvaggia. Gli “anni interessanti” non terminano quindi il 31 dicembre ma si protraggono nel 2017 che incombe. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia…

 

ARTICOLO DELL’ANNO

Populismo: quando l’oligarchia perde il controllo della democrazia

 

1http://aceee.org/blog/2016/03/us-electricity-use-no-longer-growing

2http://www.cnsnews.com/news/article/susan-jones/americans-not-labor-force-participation-rate-risesdrops

3http://www.reuters.com/article/us-malaysia-china-defence-idUSKCN12S0WA

4https://www.ft.com/content/a4669844-a643-11e6-8b69-02899e8bd9d1

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65 commenti su “2016: l’agonia dell’ordine mondiale “liberale”

  1. Corto Maltese il said:

    Nel bellissimo grafico di cui sopra, alla voce Italia nel 2017 puoi mettere una bella Croce Nera ! Attualmente vige un fantastico Rosso Sangue (del popolo ovviamente)

     
  2. Sergio il said:

    Quello che può accadere nel 2017 a livello globale è una bella incognita visto che il neo presidente eletto degli sati uniti in fatto di politica estera ha già cominciato a creare tensione con i partner strategici della Russia ed è in piena sintonia con la moderata idea di confini nazionali dell’unica “nazione democratica” in medio oriente.
    Per quanto riguarda la barca Italia una cosa è certa, rimarremo in balia degli eventi e senza un timoniere ancora per un po.

     
  3. Uriele il said:

    Vorrei rivolgere una domanda a Dezzani:

    ” Mi scusi Federico, i cambiamenti evidenti e di declino, che stanno coinvolgendo l’elite euro-atlantica ( uscita vincitrice dall’ultimo conflitto e che trova indubitabilmente, il suo tessuto connettivo in quella massoneria speculativa nata a Londra nel 1717 ), quanto e come potrebbero ripercuotersi sulla massoneria stessa ? Voglio dire, lo spostamento del baricentro d’influenza in Europa, da Londra-New York a Mosca-Pechino, potrebbe coinvolgere, in qualche modo, anche la stessa massoneria, oppure crede che sarà ininfluente ? “.

     
  4. Analisi chiara, il 2017 si annuncia esplosivo, si potrebbe scommettere su chi esce per primo dall’Europa e dall’euro, visto gli ultimi avvenimenti direi la Grecia, ma visto i debiti delle banche potrebbe anche essere quello che una volta chiamavamo il “belpaese” 🙂
    Buona parte di coloro che desiderano il cambiamento attendono Parigi, me compreso, anche se nutro larghi dubbi sulla vittoria della Marie, come al solito la metteranno in mezzo e al secondo turno voteranno tutti compatti il candidato rivale, che dovrebbe essere Fillon.
    Da vedere concretamente che direzione prenderà Trump, potrebbe essere un colpo netto a questa unione sovietica che ci sta uccidendo poco a poco.

    Buon anno 2017 a tutti, vada come vada

     
  5. StefanoD il said:

    Ciao Federico! Bell’articolo come sempre! Mi conforta il fatto che per il 2017 ci sarai ancora tu a commentare gli eventi. Buon anno nuovo!

     
  6. Ottimo articolo. Comunque, la partita sarà lunga da giocare. Io credo, che finchè non verrà rivelata al popolo USA la vera storia dell’attentato alle Torri, ci saranno alti e bassi . La massoneria vive da trecento anni. Non sono pochi. se pensiamo che la banca di Russia è controllata dai Roschildt, capiamo che questa organizzazione bancaria privata, con sede in Svizzera, ha in mano i destini del mondo. L’Italia è “nave senza nocchiero in gran tempesta”. Non sarà un anno facile il 2017.
    Per quanto riguarda la situazione bancaria, pensare che il presidente della BCE sia stato l’inventore della truffa di MPS, fa rabbrividire sui nostri destini.
    Tanti auguri a tutti.

     
  7. Willy Muenzenberg il said:

    ‘Il capitale e la Borsa sono tutto. Parlamento ed elezioni il nulla’, ubriacava i suoi, noi, Lenin che io chiamavo sempre Ulianov. Invece è esattamente grazie alla legge che riserva ai nostri la creazione dal nulla e la cessione in prestito a tutti attraverso i Parlamenti debitamente ‘franchi’ a Zurigo, dei ‘dollari’ nelle Americhe ed ‘euro’ agli ex Romani. È questo l’ordine folle quanto conceda a coloro che emettono queste monete di controllare la vita dei popoli – ad essere in gioco. Roma, con Tacito, ne narra e anticipa e spiega le vicende come solo Tacito prima seppe fare.

     
  8. Rosso Piceno il said:

    Analisi ampia e di notevole lucidità. Quest’anno dovremo viverlo, evidentemente, navigando a vista, sperando come sempre nello “stellone”. Sarebbe interessante sapere se il nostro establishment abbia o meno elaborato una qualche idea, che so?, una specie di piano utile per affrontare possibili evenienze. A volte riusciamo ad interpretare più quello che succede nel mondo, che quello che succede a casa nostra. Forse perché i nostri leaders non elaborano mai niente, nel senso che sanno solo andare a rimorchio.

    Non rattristiamoci, comunque. La dissoluzione dell’euro è esattamente quello che ci auguriamo. Bisogna quindi essere contenti delle risultanze di quest’analisi. Anche uscire male ed in modo unilaterale è meglio che restare chiusi in questa camicia di forza. Auguri di buon anno al nostro Federico Dezzani (bravo come sempre) ed ai lettori del blog. Se è vero che l’eurozona andrà a catafascio, il 2017 sarà un buon anno sia per noi che per il nostro paese.

     
  9. Dezzani, potrebbe essere utile, riguardo la situazione italiana, preparare un focus sulle prossime elezioni regionali siciliane. Infatti la Sicilia è stata spesso terreno di sperimentazione per i modelli politici italiani. L’auspicio sarebbe quello di veder nascere una nuova formazione politica, trasversale ai vecchi schemi ideologici, ma con le idee chiare su un corretto uso dello statuto autonomo siciliano. L’autonomia potrebbe essere un ottimo strumento giuridico per mettere in discussione la rigida applicazione delle regole di Bruxelles in economia e molto altro …
    Che ne dice?

     
  10. luigiza il said:

    Mi si consente di fare il bastian contrario così da rovinarvi l’inizio del 2017?
    Dunque il bravo Dezzani mette in campo il seguente sillogismo dove abbiamo come premesse:
    1. l’Oligarchia anglo-americana schifa il popolino;
    2. il popolino, al quale é stata dataingenuamente la possibilità di esprimersi, ha manifestato il suo malcontento
    quindi.segue la conclusione:
    3.2016: l’agonia dell’ordine mondiale “liberale”

    Perdoni Dezzani ma questa non é una conclusione logica ma solo un desiderio.
    Proprio oggi 31 Dic 2016 é apparso su ZeroEdge un articolo che arriva a conclusione opposta:
    Trump Is Exactly Where The Elites Want Him ed i fatti, non i desiderata, a me pare che gli diano ragione.

    Al momento sono stati eliminati solo due giuppini: la Clinton già in campagna elettorale quando apparve chiaro a lor signori che la loro candidata non avrebbe potuto vincere. Apparvero in rete i video del Steve Pieczenik ex uomo di stato, al servizio dell’intelligence, video salutati dagli illusi come prova di ribellione del deep state quando invece, a mio avviso, erano solo un mezzo per coprire e salvare la rete di complicità che doveva essere preservata per il futuro.
    Citazione:
    “Donald Trump appears to be the perfect antithesis to Hillary Clinton. … the real question is, is Trump a reflection of the frustration and defiance of the conservative population, or, is he a clever ruse by the establishment to co-opt and placate the conservative population before we rebel?” (per me vale la 2.a che ha scritto).

    Ora per scadenza naturale sta per uscire di scena l’altra marionetta. l’Obama che però guarda caso fino all’ultimo e contro ogni tradizione ed anche corretta prassi, controfirma decreti miranti ad aggravare la situazione sia interna che esterna agli USA.

    Attenzione a non scambiare brindisi per traslochi dalle parti di Zurigo.
    Poi per carità la malattia mentale é in agguato a casa mia ed a mia insaputa.

     
    • Rosso Piceno il said:

      L’ordine mondiale liberale, così caro ai neocons, è palesemente alla frutta. Tutti i capisaldi su cui poggiava stanno venendo meno. Il mondo di oggi è forse quello degli USA unica superpotenza? L’UE e la NATO sono in buona salute? E il Medio-Oriente … e l’Europa dell’Est? E che dire del dollaro e dell’economia statunitense?

      Detto questo, nessuno sostiene che gli Stati Uniti svaniranno nell’aria come i personaggi di Star Treck. Si sostiene, invece, che quel paese uscirà ridimensionato sullo scacchiere mondiale, che il globalismo lascerà il posto a politiche più nazionaliste (saranno aboliti i vari TTIP ma non sarà certamente abolito il WTO) e che tutto questo porterà a delle intuibili conseguenze a livello geopolitico (situazioni ben descritte dall’articolo di Dezzani).

      Ciò premesso, non è la prima volta che mi trovo a scrivere (fra tanti altri) che Trump non era affatto un candidato isolato, piombato lì quasi per caso. Un parte dell’élite mondiale (compresa quella “progressista”), conscia della situazione venutasi a creare, lo ha sempre supportato ed è quindi logico che adesso il neopresidente si trovi esattamente dove quelle élites vogliono che sia (perché Trump e quelle élites sono la stessa cosa!).

      Dov’è la contraddizione? Anche loro sanno benissimo che il mondo del post ’45 è finito. Non lo hanno scoperto oggi leggendo l’articolo di Dezzani. La sua tesi, ovvero che Trump sia una foglia di fico dei neocons (perdoni la semplificazione), mi sembra fuori dal mondo.

      Dopodiché, la parte elitaria uscita sconfitta (i neocons) che fa, si suicida? Magari! Credo, invece, che farà un po’ di casino per cercare di uscirne meglio che può e poi si accoderà, cercando di trarre il maggior utile possibile dalla NUOVA situazione che si è venuta a creare. Magari cercando improbabili rivincite per il futuro. Improbabili perché il mondo è cambiato … e non si tornerà indietro. Poi, sul lungo termine, saremo tutti morti, come ci diceva Keynes.

      Zero Hedge, per quanto goda di una notevole e meritata fama, a volte scopre l’acqua calda e poi ne chiede il copyright. Sono bravi, ma non li creda sempre a prescindere.

       
    • Francesca Ancona il said:

      Mah, premettendo che tutto sia possibile, se così fosse si divertono a prenderci in giro con grandi sceneggiati, Obama è un attore da Oscar, a cosa servirebbe tutto il veleno che sta mandando prima di uscire (sfacciatamente pure)…?

      Io l’ho sempre saputo che Trump è stato messo lì da un’elite, ma bisogna capire quale, perché io sono troppo convinta che di poteri ce n’è più di uno e non vince sempre lo stesso (litigano, come bande, gangs, chiamatele come volete). Poi, potrei anche sbagliarmi (spero di no, se no siamo morti ormai senza speranza)

       
    • Dniepr il said:

      Anch’io sono per frenare gli entusiasmi di chi vede nel fenomeno Trump la fine del potere neocon e dei soliti noti, la fine dello scorrazzare americano per il mondo, la fine dell’ordine liberale, ecc.ecc.
      Innanzitutto, non mi sembra possibile che dal cilindro americano possa uscire una soluzione alla Sovversione massonica. L’America E’ la Sovversione. Qualunque abito si metta, rimane sempre il nemico finale dell’Europa, anzi dell’Eurasia.
      Per questo, è più credibile che si tratti di un cambio di cavallo, piuttosto che dell’uscita di scena di quei poteri dietro alle quinte delle precedenti amministrazioni. Certo, i neocon si erano incistati talmente bene nel precedente entourage, che hanno cercato fino all’ultimo di preservare lo status quo già collaudato e rodato. Il nuovo scenario vuol solo dire che la piovra userà altri tentacoli, non che si è fatta da parte.
      Un esempio su tutti: l’insistenza trumpiana sulla rottura dell’accordo con l’Iran, e il rispolvero della vecchia tiritera sull’Iran stato canaglia, ripetuta maniacalmente come un mantra; e il filo-sionismo a prescindere, maggiore addirittura di quello dei Bush.
      Non vedo quali sospiri di sollievo ci siano da tirare se da un lato vuole la pace con la Russia ma dall’altro vuole la guerra con l’Iran – e magari con la Cina. Sappiamo benissimo che Israele non aspetterà altro che cercare un pretesto per accusare l’Iran di minaccia, cosa che ora potrà fare molto più agevolmente avendo le spalle di nuovo coperte. La Nato sarà tutt’altro che smantellata (e secondo me nemmeno ridimensionata) e così ci toccherà di mandare i nostri ascari a supportare l’agognata manovra di distruzione dell’Iran, che probabilmente sion studia da decenni e ha già elaborato nei dettagli.
      Per questo credo che i tempi siano tutt’altro che matur per cantar vittoria.

       
  11. italiota il said:

    Auguri di buon anno e grazie a Federico Dezzani per le preziose pillole rosse di Matrix che ci offre in questo mondo di menzogne.

    PS:
    non funziona il link di condivisione Facebook
    i colori dei gannt mi sembrano da sistemare

     
  12. Francesca Ancona il said:

    L’ennesimo attentato in Turchia? Un altro segno evidente della “bestia ferita e impazzita”
    Federico, attendiamo il tuo prezioso parere

    Sto cercando di lottare contro il codice captcha, se il commento arriva più volte, mettine solo uno caro 🙂

     
  13. Arlo il said:

    Forse crediamo che il mondo sia gestito da persone come Obama, Trump o Putin ect ect.
    Sappiamo che non è così.
    C’è qualcosa di trasversale che collega i vari esponenti dei sistemi in Occidente come in Oriente.
    Il mercato è importante..Il controllo è importante…
    Credo che sia in atto da parte dell’Occidente un cambio di strategia dopo i disastri creati.
    Forse stiamo tornando indietro ad un gestione più diretta ed energica delle società (voluto con grande desiderio dalle popolazioni disorientate).

    In questo contesto Brexit, Trump e forse Le Pen ect. ect.

    Le sicurezze, i valori culturali e identitari e ect. sono stati oggetto di attacco e le popolazioni occidentali vogliono tornare a vivere e crescere tranquillamente (come è giusto che sia), ma anche il Sistema ha bisogno di riprenderne il controllo. Un cambio di passo quindi si è reso necessario, ma credo che sia lo stesso Sistema a produrlo dopo tanti anni e energie buttate via. Quindi dopo il caos l’ordine, ma bisognerà vedere se saranno restituiti alle classi medie e proletarie diritti, dignità e crescita (anche e soprattutto culturale).
    Un Sistema non si autodistrugge. Si autorigenera quando avendo portato quasi all’eccesso i suoi programmi e le sue strategie constata che l’ultimo passo sarebbe quello fatale.

     
  14. Cinà il said:

    La Turchia continua ad essere pesantemente punita per la sua scelta di campo, quando deciderà di reagito contro i veri colpevoli Erdogan?

     
  15. Trump è stato supportato da una elite.Questa elite non è dei neocon ( che nascono con Bush padre-Clinton, ottengono il loro grande successo con l’11 settembre, ed ora stepitano, perchè rischiano veramente grosso, se venissero fuori tutte le faccende commesse dal 10 di settembre in avanti.).
    L’elite è però della stessa appartenenza dei neocon. Sono israeliti che hanno deciso diversamente di giocare le loro fiches su Trump, anzichè su Hillary. Sono emissari di Netahanyau, che vogliono la “loro” libertà di azione. Se Obama ha tramato facendo fare le guerre agli altri, e l’America è stanca di pagare per conto degli affari di israele, che vuole un Medio Oriente “pulito” dagli avversari, chi, sen la stessa Israele è capace di liberarsi del nucleare iraniano? Quindi, Israele “rompe” con gli USA di Obama, che vuole due popoli e due stati. Lo sostituisce con trump che dice : “Sono c…vostri”. OK.
    Israele accetta, si accorda con la Russia e Turchia. Prende le misure di Iran e, quando VORRA’, deciderà il da farsi. Ma ora, ha le mani libere e potrà dare gli schiaffi a chi le pare. ha finito coi rastrellamenti di gaza, perchè costano molte vittime israeliane. Perciò Trump, e non più la sofisticata cerebrale Hillary e George Soros, con la sua ossessione Ucraina. Restano : gli USA, la Russia, e Israele. Poi, a seguire, Cina ecc…L’Europa? Non pervenuta, si romperà come un vaso di cristallo. Il pezzo più grosso, si potrà utlizzare ancora, ed ha la forma della germania. Gli altri, booh…
    Ecco come Trump è riuscito a diventare presidente. Il maggior referente è Paulson. E’ lui il Soros di ieri.

     
    • Uriele il said:

      Quindi secondo te Guido, a tirare le fila di tutto questo ambaradan internazionale ci sarebbe Israele ?

      Mmmhh e coma mai uno staterello indipendente si e no dal 1948, con 8 milioni e rotti di abitanti, si ritrova all’apice del mondo, addirittura al di sopra di superpotenze come Russia, Cina e Usa (che sarebbero capaci di annientarlo in un solo giorno) ?

      Qual’è il suo segreto ? Qual’è il segreto d’Israele ?

       
      • Guido il said:

        Io ho detto che ci sono state due cordate .
        La cordata Hillary, capitanata da Soros, e la cordata Trump, con Paulson.
        La precedente tornata, ci fu sempre una doppia cordata israelita, ma all’interno del partito democratico.
        La cordata Hillary e la cordata Obama. La cordata Obama era sostenuta da Soros, ed il miracolo fu di far fuori Hillary. La cordata Hillary (2008) sosteneva la solita guerra all’Iran, mentre la cordata di Soros-Bresinsky, sosteneva- giustamente- che l’Iran non aveva la bomba, invece i pakistani, sì. Quindi, prima di fare casino, si doveva mettere a posto il pakisthan. E così, vinse Obama.

         
  16. Situazione penisola Italica.
    Mi deprime molto sapere che “all’estero” ci siano “leader e organizzazioni” consistenti e nella penisola Italica ci siano le solite mezze calzette.
    Questo, nel caso di uno sfaldamento dell’attuale ordine.
    I lor signori che attualmente vivono di “rendita politica” cercheranno di portare a casa il più possibile, come se niente fosse (come hanno sempre fatto e non parlo solo di politici di mestiere, ma anche di chi si pasce di stato).
    Il malcostume, la cultura pseudo mafiosa, l’ignoranza abissale ect. ect, fanno e hanno fatto di questo popolo la vittima adatta per svariati esperimenti.
    Ma una parte del popolo italico è anche detentore di un’antica saggezza data dalla vita dedica al lavoro e alla costruzione di giusti e sani valori della vita (creatività, duro lavoro, sacrifici, ect.).
    C’è un DNA in queste genti che è fantasticamente positivo e che si traduce spesso in repentina reazione, spesso quando tutto sembra perduto.
    Ma la domanda è: chi sarà ad assumersi la responsabilità politica e gestionale del nuovo corso?
    La “mediterranea strategia” di tirare a campare potrà anche essere accettabile, ma forse un popolo come ogni individuo dovrebbe aspirare a qualcosa di più.

     
    • Germano il said:

      Per quale strano motivo l’italia che è stata costruita dagli stessi che hanno costruito la UE, con ugual teoria e uguali metodi, dovrebbe avere una sorta diversa, ora che i costituenti iniziano ad avere vuoti di potere (e di controllo)?
      Preparatevi, la stessa sorte dell’euro/europa spetterà anche alla penisola italica, anzi forse il nostro disfacimento ne sarà il primo detonatore. E’ per questo che non ci sono figure di spicco, perché ognuno sta pensando alla propria arca e alla propria sopravvivenza, cercando di arraffare gli ultimi pezzi dell’argenteria.

       
  17. Kenshiro il said:

    complimenti per gli articoli sig. dezzani
    Una domanda riguardante l’increscioso fatto dell’aereo russo caduto nel mar nero a Natale,ho letto su un sito greco (non allineato e non mainstream),pronews.gr che la famosa dott.ssa Liza,(a capo dello staff di medici a bordo dell’aereo diretto in Siria per lavorare negli ospedali da campo e aiutare i civili siriani ,alla faccia dello stereotipo dei cattivoni bolscevichi che bombardano civili inermi) era coinvolta in uno studio all’università di Baltimora in un team di medici misto russi-americani nella creazione e approvvigionamento in Siria di arti creati con stampanti 3-D,per curare le mutilazioni di guerra ai danni di feriti civili siriani
    A quanto pare subito dopo il disastro aereo il premio nobel per la guerra-obama (il minuscolo è voluto) avrebbe cacciato via anche i medici russi del suddetto staff,(oltre ai 35 diplomatici) e chiuso l’attività del centro ricerche di Baltimora…
    Secondo lei ci può essere una connessione…? Ricordo che l’aereo trasportava parecchi militari,tra cui la banda dell’esercito,(sembra stato quindi anche un macchiavellico colpo all’onore militare russo) oltre che all’obiettivo prestabilito: la dott.ssa Liza,(molto famosa in patria per l’aiuto che stava dando ai civili siriani)
    L’ondata di attentati che gli atlantisti stanno portando contro la Russia ha raggiunto livelli imbarazzanti, spero che l’orso russo continui a rimanere saggiamente calmo e non risponda alle provocazioni
    Cordiali saluti e avanti così col blog!

     
  18. Tenerone Dolcissimo il said:

    Da buon liberale mi sarei un po’ rotto di sentir definire liberale un sistema basato sulla negazione della proprietà privata e sul conseguente esproprio di chi la detiene nonché sulla soppressione di ogni privacy a cominciare dal segreto bancario.
    E’ un errore che, secondo me, deriva da una cattiva traduzione. Si parla di “global liberal order” e “liberal” viene traslato nell’italiano “liberale” mentre corrisponde al nostro “radical chic”.
    Suggerirei in merito di ricorrere ai tanti testi che mettono in guardia dai “falsi amici” che inducono a traduzioni maccheroniche dall’inglese.
    Dal punto di vista della sostanza, ritengo invece che un utile spunto possa venire da Paolo Barnard il quale parla di “NEOFEUDALESIMO”

     
    • Antonello S. il said:

      A scuola le bbasi insegnano che se: 2:4=6:12 parliamo di un rapporto equivalente.

      Ora stare a disquisire se noi oggi in Europa ci troviamo in un regime economico liberale o di economia sociale di mercato, è equivalente.

      In pratica nel nostra situazione attuale ciò significa che lo Stato, lungi dal voler applicare una reale rappresentanza elettorale, in realtà vuole garantire la libertà di mercato ad uso e consumo delle grandi lobbies mercantiliste, mantenendo un controllo sulla società quel tanto che basti per assicurare le condizioni imposte da tali potentati per continuare ad arricchirsi sulle spalle dei più deboli e che mostri un apparente parvenza di giustizia sociale per cercare, come disse Von hayek “…di fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi”.

      Quindi prima di affermare che l’intervento statale è antitetico al concetto di libero mercato, occorre comprendere se in realtà è lo Stato che può controllare il mercato o se quest’ultimo controlla i suoi governanti.

      Però attenzione, che ciò comunque non equivale ad affermare se è “nato prima l’uovo o gallina…”

       
      • Corto Maltese il said:

        Friedrich Von Hayek è il più grande economista della storia. In Italia il problema è che lo Stato ed il suo esercito di parassiti è enorme e si tutela. Il resto scannatevi e distruggetevi nel libero mercato. Fare impresa in Italia non è un’impresa è semplicemente impossibile. L’Italia è uno stato socialista di MERDA !!!!! A morte lo stato

         
        • Rosso Piceno il said:

          Ho già avuto occasione di interloquire con lei, notando una notevole arroganza ed una cultura con qualche vuoto da colmare. Facciamo così, oggi è l’Epifania, fuori nevica e sarà per questo che non ho tanta voglia di dimostrare l’assunto. Vada sul sito Orizzonte 48. Barra Caracciolo ha dedicato all’argomento “Von Hayek” numerosi saggi. Dia ad essi un’occhiata e poi, se vuole, se ne riparla.

          La prossima volta, però, visto che assieme a Von Hayek ci tiene tanto a stare dalla parte delle 85 persone più ricche al mondo, quelle che posseggono quanto le ultime 3,5 miliardi di persone (notizia di questi giorni), cerchi di andare un po’ più sullo specifico e magari di fornire gentilmente una qualche pezza d’appoggio alle sue tesi, in modo tale che l’eventuale lettore possa confutare.

          Scendere al livello dell’asino che vola e guai a chi mi contraddice, perché esprimo un’opinione personale, non è proprio il massimo da leggere in un sito che, mi sembra, si sforza di fare informazione e cultura, non terapia. Per quella ci sono degli ottimi psicologi.

           
          • Corto Maltese il said:

            mi abbasso per guardarti in faccia. Preferisco mille volte l’individualismo darwiniano ad uno Stato guidato da papponi e parassiti che RUBANO dalle tasche di chi qualcosa se lo è guadagnato lavorando e risparmiando !
            Lei grande ignorante preferisce campare sulle spalle degli altri.
            Von Hayek e la Scuola Austriaca sono i più grandi economisti e difensori della Libertà individuale.

            La differenza tra me e lei e che io cerco la LIBERTA’ con idee, lavoro, intelligenza, lei persegue il PARASSITISMO sulle spalle di PERSONE come me !
            IGNORANTE e MISERABILE da 4 soldi vattene a quel paese tu e lo Stato !

             
            • Rosso Piceno il said:

              Io non ho offeso nessuno. Ho espresso dissenso nei riguardi del Sig. Corto Maltese, ma non ho usato parole offensive. Dezzani, adesso lei mi invierà nome e cognome di questo signore, perché quello che mi ha scritto dovrà ripeterlo nelle sedi opportune, davanti ad un Giudice. Sappia che se non lo fa, ne risponderà lei personalmente. Le do tempo fino a domani sera.

               
              • Attenzione mai dare da mangiare ai troll ! E per gli eventuali “escrementi ” la ramazza spetta al padrone di casa. e non agli ospiti…😎

                 
              • Sig. Rosso Piceno datosi che Federico Dezzani non interviene ho pensato che si sia preso un meritato riposo (magari è anche dis-connesso). Quindi mi permetto, avendoLa letta sempre nei suoi vari interventi con attenzione pari quasi al titolare di questa rubrica, di pregarla se proprio non crede di poter soprassedere al rivalersi su chi non meritava neanche una replica, almeno di dilazionare il suo ultimatum.

                 
            • Federico Dezzani il said:

              Von Hayek ed i suoi amici della società Mont Pelerin sono annoverabili a buon diritto tra i “padri dell’euro”.

              Oggi sarebbero di grande utilità gli insegnamenti di un economista tedesco, non di un austriaco naturalizzato inglese come Hayek: Friedrich List

               
          • Tenerone Dolcissimo il said:

            Le 85 persone piu’ ricche del mondo diventano sempre piu’ ricche proprio perché manca un mercato e possono arricchirsi spogliando dei propri averi con le tasse i piccoli proprietari, fra gli applausi di alcuni beoti che hanno applaudito al sacro loden e all’imposta patrimoniale.
            Stranamente quelli che appoggiano questo stato di cose -che oramai siete rimasti in pochi a chiamare libero mercato- sono tutti di sinistra, mentre i liberali -come Antonio Martino- votano contro il fiscal compact.
            Io farei una seria riflessione su cosa e’ la sinistra in Italia e nel mondo.

             
      • Tenerone Dolcissimo il said:

        vuole garantire la libertà di mercato ad uso e consumo delle grandi lobbies mercantiliste,
        ***
        Il concetto di lobby e’ di per sé antitetico a quello di libero mercato.
        La presenza di soggetti che intendono espropriare i piccoli proprietari dei loro averi di per sé esclude che ci sia un libero mercato.
        Al paese mio questo sistema si chiama mafia.

         
        • Antonello S. il said:

          Infatti il mercato libero che immagina lei (come anche lo Stato di vera rappresentanza che auspico io) non esiste, è un ologramma, una profonda utopia in balia di chi detiene il vero potere economico che, tendenzialmente è sempre propenso a generare un regime di monopolio (economico ma anche democratico) per sopraffare il concorrente.
          Stabilito questo, personalmente ritengo che sia più realistico lottare per migliorare quell’Istituzione di regolazione economica e sociale chiamato Stato piuttosto che provare ad assecondare (senza nessun intervento terzo) il naturale sviluppo di un mercato selvaggio e senza regole.
          Senza contare poi che un trust è il risultato di un accordo fra poche potentissime parti, mentre lo Stato è (dovrebbe) essere il risultato di un voto plenario e democratico.

           
  19. Keith Richards il said:

    Federico, Obama e la sua cricca di criminali non solo stanno avvelenando i pozzi ma fino all’ultimo tenteranno un colpo di Stato per sovvertire l’esito elettorale.
    E’ per questo che Trump nella sua squadra ha messo generali tipo “cane pazzo” amato dalle truppe?

     
  20. Roxgiuse il said:

    Rosso Piceno per favore nn risponda e nn dia consigli fasulli: secondo lei potrebbe intelligere Barra Caracciolo? Se potesse userebbe strumenti logico-argomentativi e nn l’arroganza e l’insulto. Aldilà della proclivita’ al darwinismo sociale e a Von Hayeck che nn condivido ma rispetterei.

     
  21. Sig. Rosso Piceno datosi che Federico Dezzani non interviene ho pensato che si sia preso un meritato riposo (magari è anche dis-connesso). Quindi mi permetto, avendoLa letta sempre nei suoi vari interventi con attenzione pari quasi al titolare di questa rubrica, di pregarla se proprio non crede di poter soprassedere al rivalersi su chi non meritava neanche una replica, almeno di dilazionare il suo ultimatum.

     
  22. Cinà il said:

    Dezzani cosa sta accadendo al M5S?
    Perché hanno deciso di suicidarsi politicamente e venire spudoratamente allo scoperto?
    Faccia leggere le sue opinioni informate, sono sempre un valido contributo alla riflessione ed alla comprensione …

     
  23. Giuseppe M. il said:

    Cosa sta accadendo al 5 stelle?
    E che deve accadere…..in tempi di cambiamenti si getta la maschera.
    Mi viene anche di dire: Ahahahahah, Dezzani ha sempre ragione 🙂

    Piuttosto mi ha spiazzato la bocciatura ricevuta dopo la “consultazione online” dei 5 stelle da parte dell’Alde.
    Mi spiace per gli attivisti pentastellati in buona fede….non sanno quanto siano usati. Magari ora cominciano a rendersene conto.

     
  24. Rosso Piceno il said:

    Caro Sig. Dezzani, finalmente si rifà vivo (lo desumo da un suo commento pubblicato poco fa. Un lettore sosteneva che lei era forse in ferie e quindi disconnesso), facendo però finta di niente – devo ammetterlo con notevole souplesse.

    Eppure non le sarà sfuggito quanto è appena successo. Ovvero che nel suo sito ed ai miei danni è stato consumato il reato di Diffamazione probabilmente aggravata (Art. 595 C.P.) da parte del Sig. Corto Maltese, punita (se riconosciuta come tale dal competente Tribunale) con la reclusione fra 6 mesi e tre anni + multa (oltre ai danni morali), successiva alla probabile violazione dello stesso Signore dell’Art. 291 C.P., Vilipendio della Repubblica, commessa nel suo precedente intervento.

    Da parte sua lei non s’è nemmeno degnato di cancellare il commento “incriminato”, come avviene di solito in altri siti, dotati evidentemente di una diversa sensibilità in materia, né s’è sforzato di scusarsi nei miei riguardi per quanto avvenuto, quanto meno cercando di mitigare o, sbollita la rabbia, sistemare la vicenda. Mi permetterei inoltre di ricordarle la recente sentenza della Corte di Cassazione, che attribuisce al gestore del sito la responsabilità sulla pubblicazione dei commenti, anche quando questi sono firmati dal commentatore con il proprio nome e cognome.

    Detto questo, premesso che ho tre mesi di tempo per poter agire, vorrei pregarla di contattarmi (il mio indirizzo e-mail le è noto, perché da dichiarare in modo esplicito per poter commentare), per scambiarci quattro righe sul merito della questione. Questa è l’ultima volta che intervengo, poi lei saprà cos’altro mi resta da fare. Veda lei se pubblicare questa mia richiesta. Io non ho altro mezzo, salvo rivolgermi alla Polizia Postale.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Ehhhh? La polizia postale per uno scazzo tra due anonimi della rete? Corto Maltese è stato etichettato come spam. Finita qui.

       
      • Rosso Piceno il said:

        No, non è finita qui. Consulti pure il suo legale, magari potrà dirle qualcosa che evidentemente lei ignora. Le ho anche indicato, fra le righe, come fare per uscire dalla situazione ma lei, preso com’è da problemi internazionali, non se ne è nemmeno accorto. Cancellare dal sito il commento diffamatorio e scusarsi per il mancato controllo. Dopodiché Corto Maltese non è uno spam (non le toglierebbe comunque alcuna responsabilità. L’ha letta la sentenza di cassazione che ho citato?) né io un anonimo. Lei ha un indirizzo e-mail dal quale è facile risalire alla mia identità (e comunque basterebbe chiedermela in modo riservato, o rivolgersi alla polizia postale per esserne informato). Coraggio, lei è un grande, grandissimo analista e non un coniglio bagnato.

         
        • Santo Subito il said:

          Egregio Rosso Piceno, io credo che un sito come questo non si trovi facilmente in rete. Soprattutto per le info molto “ben documentate” ed io, personalmente, AVENDO VERAMENTE molta voglia di capire il “sistema” e, magari, poterlo anche schivare o cambiare….. accetterei anche offese a mia madre da parte di chiunque (figuriamoci poi da sconosciuti incontrati per caso) …. pur di mantenerlo in attività.
          Senza quindi far perdere tempo al gestore del Blog per qualsiasi screzio, dato che quest’ultimo si impegna molto per tenerci informati.
          Però questo dipende dagli interessi veri che ho io personalmente. Lei Rosso Piceno che interessi ha?
          Quali sono le Sue priorità?
          Mi perdoni Rosso Piceno, ma sono un “complottista” molto tonto e non ho ben capito.

           
        • Robertus il said:

          Buonasera, Signor Rosso Piceno.
          Comincio questo commento associandomi in pieno alle parole dei signori Giuseppe M. e Santo Subito.
          Mi sfugge più di una cosa, caro signor Rosso Piceno: pur essendo inequivocabile che il signor Corto Maltese l’abbia offesa, io, ignorante totale in Giurisprudenza, non riesco proprio a capire chi, in pubblico, possa venire a sapere da questo sito chi è Lei veramente (nome, cognome, mestiere/attività, etc.). Lei è totalmente ANONIMO (tranne per il dott. Dezzani) così come il signor Corto Maltese. Pertanto, Lei potrebbe avere paradossalmente anche il mio nome e cognome, ma per risalire al suo nome e cognome, o Dezzani dovrebbe pubbicare nel blog le sue generalità o lo potrebbe fare il sig.Corto Maltese (o qualcuno per lui), hackerando il Suo profilo. Tanto per rimanere in tema di hacker, nevvero?
          Quel che sto cercando di dire, Lei da ANONIMO mi spiega quale danno ha?
          E’ vero che esiste una sentenza della Cassazione che ” il provider è responsabile penalmente e civilmente (paga i danni) per i commenti diffamatori dei partecipanti. “I siti sono responsabili per i commenti dei lettori”, come ha riassunto Repubblica, che ha dato la notizia martedì. Era il caso di un lettore di un sito che aveva lasciato un commento contro Carlo Tavecchio, diffamatorio: benchè il diffamatore si fosse firmato, il sito è stato considerato responsabile in solido e quindi condannato a pagare a Tavecchio 60 mila euro.”
          http://www.maurizioblondet.it/facebook-vi-protegge-dalle-notizie-dannose-mentana-grillo/
          Ora in questo caso la vittima è il presidente Carlo Tavecchio, ma non c’è ombra di dubbio che in quell’atto diffamatorio il nome e cognome della vittima fossero presenti. Invece qui non è presente niente.
          Potrei capire se il signor Corto Maltese le avesse scritto delle minacce fisiche che io in vita mia ho ricevuto, avendo fatto l’arbitro, ma, se mi consente senza offesa, gli insulti che ha ricevuto Lei sono una puntura di zanzara al confronto di tutti quelli che ho ricevuto io (peraltro scritti parola per parola, firmati da me e validati dalla Federazione). Ora, se tutti gli arbitri dovessero presentare una denuncia penale per tutte le offese che ricevono, come finirebbero gli stadi e i tribunali? E cosa direbbero gli arbitri ad un collega che non sopporta gli insulti?
          Purtroppo nemmeno io riesco a capire perché farla pagare al Dott. Dezzani. Le rivolgo le stesse domande di Santo Subito, ma sono molto più tonto di lui, anzi, come mi hanno detto in tante partite, io sono zuccone, cog***ne, etc. etc. e purtroppo non ci arrivo.
          Quali sono le Sue priorità? E i Suoi interessi?
          Perché non va a fare il paladino su Facebook, dove tra i milioni di commenti se ne trovano ben peggiori contro la Repubblica Italiana, contro i Cristiani e altre categorie? Perché non va a fare un controllo su Facebook?
          Grazie per l’attenzione,
          Cordiali Saluti.

           
        • Caro Rosso Piceno usando le sue parole ad un “grandissimo analista” non si da del “coniglio bagnato”! .
          Io in questa diatriba avevo per Lei una naturale simpatia , quantomeno per suoi modi garbati che mi sembrano sia riconosciuti da tutti , ma il suo insistere “formale” in questo luogo informale mi da ora adito ai peggiori sospetti . Non e’ che Lei e ” quellaltro ” avete giocato a “poliziotto buono e poliziotto cattivo ” proprio per far chiudere Dezzani dalla Polizia VERA ? .

           
  25. Giuseppe M. il said:

    Buonasera signor Rosso Piceno, mi scusi se mi permetto di intervenire in questa discussione.
    Ho avuto modo di leggere i suoi commenti (sempre interessanti) dei vari articoli di Dezzani.
    Ora, capisco che la discussione tra lei e il signor Corto Maltese, ha preso una piega che può risultare indigesta, specie per lei che si è vista insultare, ma le sembra il caso di mettere così sulla graticola il gestore di questo blog?
    Già per persone che si “espongono” così in rete tira una brutta aria che odora di ministeri orwelliani della verità, se a questo aggiungiamo altri grattacapi creati da noi che usufruiamo di questo spazio e vorremmo remare insieme verso una verità più aderente alla realtà (o comunque essere liberi di esprimere le nostre opionioni sui fatti del mondo), per il gestore di un blog come questo si fa veramente difficile impegnarsi e andare avanti.
    Non mi equivochi, gentilmente, non sto certo giustificando o dicendo di accettare degli insulti (a tutti danno fastidio), ma stia sicuro che il suo messaggio è arrivato forte e chiaro e la sua presa di posizione è stata netta.
    Quello che vorrei farle comprendere invece è che è giusto stigmatizzare un comportamento inaccettabile (gli insulti), vabbene tirare fuori gli artigli, ma, mi permetta, crede sia veramente il caso di tirare fuori la pistola e fare un Ok Corral? Mettendo pure in mezzo il dottor Dezzani che, riconosciamocelo, ci sta offrendo un gradevolissimo e utile servizio?
    La prego di riflettere e di voltare pagina, abbiamo ancora tanto da dirci, non possiamo nemmeno escludere che saremo sempre liberi di poterlo fare, di avere uno spazio per noi.
    Veramente, visito questo blog quasi da quando è nato e mi ha da subito piacevolmente colpito sia per la miniera di informazioni e di opinioni che vi si leggono, sia per il garbo dei commentatori.
    Mai avrei pensato si potesse arrivare a questo tipo di discussioni. Ora, c’è stato un incidente, non facciamolo diventare un incendio le cui fiamme tutto bruciano. Rassereniamoci, è una preghiera.

     
  26. Francesca Ancona il said:

    Ma il signor Corto Maltese era davvero uno spam? Io ricordo tanti suoi interventi normali. Secondo me viviamo in tempi molto brutti dove è facile perdere le staffe, io sarei superiore e comprenderei, lascerei perdere. Capisco che ognuno possa avere il suo carattere e reagire in maniera diversa, ma a volte l’arma migliore è una sana indifferenza o una bella risata ironica di grande superiorità. La libertà è una cosa importante e Federico Dezzani dimostra questo senso, lasciare liberi tutti nell’espressione, forse dando troppo per scontata una maturità che forse è ancora carente. Suuu, non facciamo i bambini, che abbiamo tutti una certa età penso…Pace pace, fate la pace 🙂 Coltelli ce ne sono già tanti in giro.

    Federico, attendiamo nuove!!!! Cambiamo argomento, che so, parliamo di Grillo e della sua folle, ridicola, mossa, dai dai

     
  27. Paolo il said:

    Buongiorno a tutti. E’ la prima volta che scrivo a questo blog che seguo assiduamente. Voglio ringraziare il sig. Dezzani per le analisi e per l’impegno che mette nei suoi articoli incorraggiandolo ad andare avanti per la sua strada. Riguardo alla polemica tra i due utenti in questione, mi sono trovato in una situazione analoga in un altro blog dove, a fronte di miei commenti, peraltro educati, ma molto critici nei confronti del malcostume italiano, sono stato attaccato volgarmente da un utente. Non ho neanche ritenuto di dargli il privilegio di una mia sintetica replica, essendo il silenzio e il contegno, il tratto distintivo di ogni gentiluomo e della buona educazione. Buon anno a tutti.

     
  28. Keith Richards il said:

    Caro Federico,il tuo blog e’ in crescita, in futuro quello che scrivi potrebbe finire sotto gli occhi di qualcuno che potrebbe non gradire.Ti invito pertanto ad essere VIGILE e FERMO.
    Non avere timore e banna senza pieta’ chi ti minaccia o provoca.
    E chi ti minaccia deve sapere che tu Federico sarai supportato in OGNI MODO da TUTTI i lettori del blog.
    Io per primo.

     
  29. Roxgiuse il said:

    @Rosso Piceno
    Ero completamente dalla sua parte nella controversia con corto maltese ma ora si sta veramente coprendo di ridicolo e forse il reato lo sta compiendo lei: minacce a scopo di estorsione (dell’identità di Corto Maltese ). Da uomo di legge le dico poi che la diffamazione nn esiste per un anonimo, che ovviamente nn può avere fama e onorabilità da difendere, ma che comunque lei al limite è stato ingiuriato e nn diffamato. Le consiglio di scusarsi con blogmaster e di prevalere nella dialettica con le persone maleducate tramite l’indifferenza e il contegno

     
  30. Paolo il said:

    Vorrei invitare il sig. Rosso Piceno a postare un intervento distensivo e conclusivo, dimostrando di essere il gentleman che senz’altro è. Ritengo il suo contributo molto importante per la crescita del blog e anche se è stato provocato di andare oltre.
    Sono certo di interpretare il sentimento di tutti.
    Cordialmente.

     
  31. …ma, abbiamo tempo da perdere?..
    ……invito chi ha offeso qualcuno con termini inadeguati a chiedere scusa eventualmente….
    …questo è un blog di analisi e di grande stimolo; tutti noi partecipanti, mi pare, adoriamo il senso della verità….
    …invito, se le scuse non arrivano, eventualmente (tra gli interessati alla vicenda),di passarci sopra; la vita è bella e non è così seria come sembra e l’acredine non giova alla riflessione, all’analisi, allo studio (motivo primo per cui siamo qua) e neppure al divertimento…
    ….la mia solidarietà a Federico consigliandolo di usare qualche filtro in più quando gli interventi perdono di vista il senso e degenerano in altro (che senso non ha)……….

     

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