Non ci resta che la Rosneft: come il governo Gentiloni sta affondando nel pantano libico

L’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump produce i suoi effetti in Libia, dove il “governo d’unità nazionale” di Faiez Al-Serraj, creato dall’amministrazione Obama riverniciando la precedente giunta islamista di Tripoli, è agli sgoccioli: la capitale, dilaniata dalle lotte tra fazioni, sta scivolando verso il caos. La crescente influenza di Mosca sulla Cirenaica si è invece tradotta in un primo accordo petrolifero, cui è seguito un disperato attacco delle milizie islamiste per strappare al generale Khalifa Haftar il controllo dei giacimenti. Il governo Gentiloni, indissolubilmente legato all’era Obama, si ostina ad appoggiare un esperimento, quello di Faeiz Al-Serraj, ormai abortito: all’Italia non rimane che affidarsi alla Rosneft, nella speranza che il colosso russo restituisca all’Eni il favore ricevuto in Egitto.

“Governo d’unità nazionale”: un bluff cui crede solo più l’Italia

“Errare humanum est, perseverare diabolicum” è una massima che si adatta perfettamente alla sciagurata posizione assunta dal governo italiano sul dossier libico: già nel nostro ultimo articolo sull’argomento ci eravamo chiesti se non fosse stato più conveniente per la tutela degli interessi nazionali sulla “Quarta sponda” se Palazzo Chigi e la Farnesina fossero rimasti senza inquilini. Il rischio, intuibile da subito e poi concretizzatosi nei primi “100 giorni” del governo Gentiloni, era infatti che Roma continuasse la disgraziata politica del governo Renzi, senza prendere in dovuta considerazione il cambiamento apportato dall’elezione di Donald Trump e le sue molteplici ricadute, compresa la Libia.

Senza analizzare nuovamente il processo di “balcanizzazione” della Libia, scientemente perpetrato dalla NATO dal 2011 in avanti, ne riportiamo le tappe salienti: nell’estate 2014, formazioni islamiste appoggiate da angloamericani, turchi e qatarioti, conquistano con un colpo di mano Tripoli, obbligando il legittimo parlamento a rifugiarsi in Cirenaica; il governo di Tobruk, laico e nazionalista, entra nell’orbita dell’Egitto e, nonostante goda per un lungo periodo dell’appoggio di Parigi, intensifica i rapporti con Mosca man man che i francesi sono rimessi in riga; con il vertice di Shikrat del dicembre 2015, gli angloamericani “riverniciano” la giunta islamista creando il governo d’unità nazionale, installato a Tripoli e presieduto da Faiez Al-Serraj. Con questa mossa, l’amministrazione Obama persegue due obbiettivi: sancire la divisione della Libia in due entità e coprire i maneggi in Tripolitania con un manto di legalità. La regione, infatti, resta sotto il controllo della Fratellanza Mussulmana ed è impiegata dalla NATO come trampolino di lancio dei flussi migratori verso l’Europa. È la cosiddetta “rotta mediterranea centrale” , quella che regala all’Italia la cifra record di 181.000 sbarchi nel 20161.

Le fortune del “governo d’unità nazionale” sono legate alle presidenziali americane dell’8 novembre: solo l’elezione di Hillary Clinton, vicina agli ambienti islamisti ed espressione di quell’establishment liberal che, dal papa Bergoglio allo speculatore George Soros, incentiva l’immigrazione selvaggia, garantierebbe la sopravvivenza nel medio termine di Faiez Al-Serraj, offrendogli la necessaria copertura diplomatica e militare. I rivali di Tobruk non perdono tempo, infatti, stringendo alleanze “pesanti”: nel gennaio del 2017 il generale Khalifa Haftar è ospitato sulla porterai russa Kuznetsov di ritorno dalla Siria. L’insediamento di Donald Trump rappresenta quindi uno spartiacque nelle vicende libiche: una netta frattura rispetto al passato, una frattura che avrebbe dovuto indurre Roma a rimodulare prontamente i suoi piani, alla luce dei mutati equilibri internazionali. Il governo Gentiloni prosegue invece come se nulla fosse, potendo contare su quelle istituzioni che non riconoscono la vittoria di Trump: Dipartimento di Stato americano, NATO ed Unione Europea.

Il 9 gennaio riapre così l’ambasciata italiana a Tripoli, mossa che scatena l’immediata ed accesa reazione del governo nazionalista esiliato in Cirenaia (“è una nuova occupazione”2). Il profilo del nuovo ambasciatore è molto eloquente: si tratta di Giuseppe Perrone, capo del consolato generale a Los Angeles dal 2011 fino al 20143 e fedele alla linea pro-islamista e pro-Serraj lasciata in eredità dall’amministrazione Obama. È una scommessa, quella italiana, temeraria. Anzi, il termine più appropriato è “sciagurata”. Nonostante il mutato contesto internazionale, Roma aumentata le puntate su un cavallo che mostra inequivocabili segni di affaticamento: a distanza di pochi giorni dalla visita del ministro Marco Minniti a Tripoli, esplodono in città violenti scontri tra le milizie fedeli a Serraj e quelli legate al precedente premier islamista Ghwell, formalmente decaduto dopo la nascita del governo d’unità nazionale. Sebbene l’ambasciatore Perrone si affretti a minimizzare l’episodio (“Non mi risultano scontri in città, sembra che ci siano dei movimenti di uomini vicini a Ghwell in alcuni uffici, più che in sedi del governo”4), la cruda realtà è che Faiez Al-Serraj controlla a stento qualche edificio.

Il “governo d’unità nazionale” non dispone di alcuna forza militare e soffre di un grave male congenito: essendo stato calato dagli angloamericani sull’enclave islamista di Tripoli e dintorni, vive in balia delle milizie di Alba della Libia, le stesse che conquistarono la capitale nel 2014 e continuano a dettare legge nell’ovest del Paese, gestendo indisturbate i flussi migratori per conto della UE/NATO. Non solo. Le ambizioni del premier Faiez Al-Serraj sono rese ancora più velleitarie dal mancato controllo dell’unica fonte di ricchezza nazionale, quella che consente al Paese di importare beni di prima necessità e pagare i dipendenti pubblici: i campi petroliferi. La “Mezzaluna petrolifera” che affaccia sul Golfo della Sirte è sotto il controllo del governo di Tobruk e, sebbene i proventi della produzione di greggio, risalita nell’autunno 2016 dai 200.000 ai 700.000 barili al giorno, siano incamerati dalla National oil corporation5, super-partes ed ultimo retaggio dell’era Gheddafi, non c’è alcun dubbio che l’estrazione dipenda in ultima analisi dal generale Khalifa Haftar.

È certamente il controllo della Mezzaluna petrolifera da parte di Haftar a indurre la National oil corporation a siglare il primo significativo contratto dalla caduta di Gheddafi con il maggiore sponsor del governo di Tobruk: la Russia. Il 21 febbraio, il presidente della compagnia statale libica firma un accordo preliminare con la russa Rosneft6, la stessa società che è entrata nel maxi-giacimento egiziano di Zohr, acquistandone una quota del 30% dell’ENI: Mosca consolida così le posizioni non solo nel Mediterraneo orientale ma addirittura in quello centrale, vanificando i tentativi, culminati con l’intervento della NATO in Libia del 2011, di estrometterla dalla regione. L’affronto è troppo perché l’establishment atlantico, lo stesso che trama a Washington per estromettere Donald Trump dalla Casa Bianca, non risponda: urge a tutti i costi strappare i giacimenti petroliferi dal governo di Tobruk e, di riflesso, dalla Russia.

Ai primi di marzo è condotto così un disperato tentativo per riconquistare la Mezzaluna fertile: partecipano all’operazione gli islamisti espulsi da Bengasi dopo lunghi e feroci combattimenti con le truppe di Haftar (ora ridenominati “Brigate di Difesa di Bengasi”), le milizie altrettanto radicali di Misurata, che lavorano gomito a gomito con le truppe inglesi7 e gli estremisti del Libyan Fighting Group, da sempre al soldo degli angloamericani. L’attacco sortisce in un primo momento discreti risultati, tanto che, galvanizzati dalla rapida avanzata, i miliziani promettono addirittura di marciare fino a Bengasi per “liberarla” dall’Esercito Nazionale Libico. Il governo italiano, sempre adagiato alla linea atlantica, saluta con favore l’effimero successo delle milizie islamiste: “la scommessa dell’Italia: puntare sulla capacità di Serraj di controllare le milizie filo-islamiche”8 scrive la Repubblica, riportando che sia Giorgio Starace, inviato speciale del governo italiano per la Libia, sia l’ambasciatore Giuseppe Perrone, guardano con soddisfazione agli sviluppi in corso. “L’Italia saluta con favore il fatto che il Governo di accordo nazionale di Tripoli abbia ristabilito il pieno controllo sui terminal della Mezzaluna petrolifera”: è inutile dire che le esternazioni italiani scatenano dure critiche a Tobruk.

Il successo degli islamisti si rivela però un fuoco di paglia: assistito, secondo quanto sostengono il Pentagono ed i media statunitensi9, dalla Russia, che gli avrebbe messo a disposizione mercenari, corpi speciali e droni, il generale Haftar riconquista il 14 marzo la Mezzaluna petrolifera, infliggendo un duro colpo alle milizie islamiste ed al “governo d’unità nazionale”. La scommessa del governo e della diplomazia italiani, totalmente al rimorchio dell’establishment atlantico timoroso che Mosca possa “interferire” in Libia, si rivela così un clamoroso fallimento, reso ancora più umiliante da quanto avviene quasi in contemporanea a Tripoli: nella capitale riesplodono gli scontri tra milizie pro-Serraj e milizie islamiste, precipitando la città nella guerriglia urbana, dopo settimane di scontri a bassa intensità.

Chiunque, a questo punto, avrebbe colto la necessità di abbondare il premier Faiez Al-Serraj e l’effimero “governo d’unità nazionale” al suo destino: chiunque, ma non il premier Paolo Gentiloni, che si ostina a riconoscere come unico interlocutore il governo di Tripoli, in ossequio alle direttive ricevute dall’amministrazione Obama. È anche decisamente sfortunato il presidente del Consiglio: quando il 20 marzo si riunisce a Roma il gruppo di contatto Europa-Africa, fortemente caldeggiato dal governo italiano per fronteggiare l’emergenza migratoria, il premier Faiez-Al Serraj raggiunge l’Italia lasciandosi alle spalle una Tripoli in preda all’anarchia, dilaniata da faide e scontri tra fazioni, tanto da rendere incerta la sua partenza fino all’ultimo. La capitale è lo specchio di un “governo d’unità nazionale” che esiste soltanto più sulla carta: un bluff sin dalle origini e durato più di anno. Un bluff cui nessuno crede più, tranne Roma.

Di fronte all’incapacità della nostra politica di difendere gli interessi nazionali, si può solo auspicare che Mosca ed il Cairo, contando sul disinteresse di Donald Trump per le sorti del “governo d’unità nazionale”, forniscano il sostegno necessario al generale Haftar ed alle forze armate di Tobruk per riunificare il Paese, attuando quella “marcia verso Tripoli” più volte annunciata negli ultimi due anni. Come Mosca è entrata in Egitto tramite l’ENI e l’acquisto di una quota del giacimento Zohr, così Roma potrebbe a quel punto tornare in Libia tramite la Rosfnet e lo sviluppo congiunto delle concessioni: in mancanza di una politica estera, bisogna accontentarsi dei surrogati e della capacità del cane a sei zampe di supplire alla Farnesina.

 

 

1http://www.lastampa.it/2017/01/06/italia/cronache/migranti-nel-record-di-sbarchi-in-italia-dal-decuplicati-gli-arrivi-dallafrica-z541fyXvtlkpMwbG38eNFI/pagina.html

2http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2017/01/13/tobruk-contro-apertura-ambasciata-italia_e0c5b64c-364b-45cb-b4ea-36590c289c7b.html

3http://www.panorama.it/news/esteri/libia-chi-e-giuseppe-perrone-il-nuovo-ambasciatore-italiano/

4http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Libia-uomini-armati-occupano-sedi-ministeri-scontri-a-Tripoli-651576f6-a14e-44a8-a6e5-8fe1804231a6.html

5http://www.lastampa.it/2017/01/14/esteri/la-produzione-di-petrolio-cresce-e-ora-il-bottino-sono-i-pozzi-a-est-jnnIjcWfx92cIQGEBmV7YP/pagina.html

6https://www.ft.com/content/d9322ba4-f84d-11e6-bd4e-68d53499ed71

7http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/26/british-special-forces-destroyed-islamic-state-trucks-in-libya-s/

8http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/11/news/libia_haftar_prepara_riconquista_pozzi_petrolio_est-160335724/

9http://www.reuters.com/article/us-usa-russia-libya-exclusive-idUSKBN16K2RY

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70 commenti su “Non ci resta che la Rosneft: come il governo Gentiloni sta affondando nel pantano libico

  1. Andrea il said:

    L’Italia è una marionetta in politica estera anche perché l’argomento è tabù sui media e l’italiano medio non vede oltre la punta del naso. A chi si lamenta del flusso di immigrati dico sempre che se non avessero bombardato Gheddafi il flusso non ci sarebbe stato. In risposta vedo facce stralunate e commenti tipo “quella è un’altra cosa…”. Apologia di guerra? No, semplice antiberlusconismo: non sia mai che Berlusconi ne abbia azzeccata una. Residui di seconda repubblica e propaganda mondialista hanno zombificato gli italiani. Per fortuna l’Eni conserva una sua italianità discreta e speriamo i rapporti coi russi siano ancora vivi.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Paradossalmente l’Italia aveva molti più spazi di manovra durante il bipolarismo della Guerra Fredda.

       
      • emanuele777 il said:

        Durante la Guerra Fredda ci trovavamo esattamente nel mezzo tra i due blocchi, e con il Partito Comunista più forte d’Europa.. di conseguenza agli americani conveniva trattarci bene perché eravamo nel bene e nel male l’ago della bilancia, guai se ci fosse venuta voglia di cambiare sponda. Dopo il crollo dell’URSS questo pericolo non esisteva più, e il destino dell’Italia si è deciso a bordo del Britannia

         
      • mimmo il said:

        …eravamo seduti in un tete a tete con il generale Tito, e poi con le prime basi militari cinesi in Albania a 37 km in linea d’aria da S.Maria di Leuca.
        Sul territorio scorrazzavano spie dell’est e dell’ovest.
        Le basi americane erano dappertutto.
        Tutto questo era un programma ben preciso.Compresa la guerra fredda…
        Ci hanno presi prigionieri e ci hanno dato da mangiare bocconi avvelenati del piano Marshall.
        Poi, per riportare all’ordine l’Italia partita da Cassibile, ci bombardavano scientificamente con attentati colorati di nero o di rosso.
        Hanno devastato , e devastano ancora , il nostro paradiso terrestre.
        Hanno ammazzato ed ammazzano ancora.

        E meno male che ci hanno trattato bene…per essere dei vincitori sono stati
        anche troppo “misericordiosi”….

         
  2. Cinà il said:

    In questo ottimo articolo di Dezzani, la cosa che più colpisce è il fatto, sottinteso ma chiaro, che negli Usa sia in corso una vera e propria guerra civile combattuta, per ora, con le armi tipiche della burocrazia. In altre parole abbiamo l’Ue, la Nato, il Dipartimento di Stato Usa, che continuano a fare una politica come se fosse stata eletta la Clinton, cioè in aperto contrasto con l’attuale amministrazione Trump. D’altronde questo particolare si nota pure dal tenore degli articoli della stampa mainstream.
    Dunque, o Trump capitola e viene sostituito o siamo alle soglie di una catastrofe socio-politica dell’Occidente.
    Un’ultima nota: forse in questo contesto potrebbe avere ragione Gentiloni, magari perché informato della probabile imminente capitolazione di Donald Trump e della conseguente restaurazione del vecchio modello politico Obama-Hillary.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Gentiloni è muffa. Quando la Len Pen spalancherà le finestre, scomparirà.

       
      • verklarte il said:

        Non se la prenda Dezzani, ma ancora non ci ha detto perché considera sicura la vittoria della Le Pen. Anche i sondaggi “segreti” – pur assegnandole una percentuale di voti superiore a quelli pilotati – non la danno vincente al secondo turno.

         
    • Cris il said:

      Non è detto che la politica di Gentiloni sia dovuta a saggezza o a chissà quali informazioni. Potrebbe invece essere causata dalla semplice prassi secondo cui non puoi prendere decisioni contrarie alla volontà di chi ti ha messo al potere, anche se questo ti porta al disastro.

       
    • Osservatore Internazionale il said:

      Quindi Cinà, secondo te:” O Trump capitola e viene sostituito o siamo alle soglie di una catastrofe socio-politica dell’Occidente ?”.

      Piuttosto superficiale la tua analisi, che non tiene conto di alcuni importantissimi fattori:

      1) Trump incarna il tipico americano dal carattere “Forte e Vincente” per il quale non esiste possibilità di sconfitta. Già questo basterebbe ad escludere una eventuale capitolazione

      2) Basterebbe dare una occhiata al documentario “Generazione Zero” di Stephen Bonnan, stretto consigliere strategico di Trump, per capire che quella fra Trump e l’elite rappresentata dal clan uscente Clinton/Obama, non si tratta di una semplice “contrapposizione farlocca” come fu, negli anni novanta, in Italia, fra il Berlusca e la sinistra, ma di uno “spartiacque dell’umanità”, un bivio fra ” due visioni contrapposte e fortemente polarizzate”, uno scontro fra “Sovranisti e Globalisti” una vera Armageddon fra “Uomini atti a costruire la società ed il futuro sulla base di regole chiare e ferme ed una generazione che ha costruito il mondo sulla concezione relativistica e la deprivazione valoriale a favore della supremazia del capitale senza confini”

      3) Le società occidentali sono state costruite sulla base di una struttura piramidale. Non è un caso che il simbolo massonico, riportato anche sul dollaro, sia una “piramide con al vertice l’occhio onniveggente”. Proprio perchè, l’elite anglo-americana, più volte citata da Federico, ha costruito, nei secoli, le società occidentali, predisponendo alla base il popolo, mano a mano che si sale troviamo, le figure istituzionali e di comando, con potere crescente, messe sempre comunque al loro posto non dalla base popolare, come siamo stati abituati a credere, bensì dal vertice della piramide. Le logge massoniche, dislocate con i loro adepti in tutti i punti strategici dell’impalcatura piramidale, dalla base fino al vertice della piramide, rappresentato i “controllori della società e della umanità, quindi del gregge”.

      Questa visione, spiega anche perchè ai vertici politici e/o istituzionali di tuttele società occidentali, non si arriva mai per meritocrazia o capacità, bensì solo per “Fedeltà al progetto tracciato e deciso dal vertice della piramide”. “Ripeto, si sale di grado solo per Fedeltà al Progetto Tracciato dal vertice della piramide”.

      Questa visione del mondo, per la prima volta, dopo 3 secoli esatti ( e non so’ se sia un caso), viene messa in discussione e combattuta apertamente, soprattutto dall’elite vincente che ha portato Trump al potere.

      4) Il punto 3 non esclude che ciò che ci attende nel futuro, sia necessariamente migliore di ciò che abbiamo vissuto finora, però ci aiuta a comprendere che lo scontro in atto và molto al di là della semplice baruffa “teatrale” alla quale siamo abituati in patria.

      La “capitolazione” alla luce di queste considerazioni, direi che non è proprio contemplabile.

       
      • Il Maglia il said:

        Stavo leggendo in questi giorni dei libri ammeregani motivazionali e/o relativi al business dei primi 2000’s (in tempi non sospetti), quando Trump era solo un’icona in quest’ambito…vado a memoria, una sua citazione che dice più o meno così: “Ho visto tanta gente in gamba che non ce l’ha fatta, perchè le mancava lo “staying power”….ossia la capacità di resistere alle tensioni ed alle pressioni che ti assalgono poco prima di raggiungere la vetta o dopo che l’hai raggiunta, per cui si molla la presa…. quindi a meno che non abbiano fatto minacce di morte dirette a lui e/o famiglia, dovrebbe poter resistere

         
      • Cinà il said:

        Osservatore internazionale, la mia riflessione era basata su una semplice osservazione: la macchina burocratica americana non risponde alla nuova amministrazione Trump. Da ciò ne consegue che o Trump riesce a prenderne il controllo, o lo fanno fuori (potrebbero semplicemente renderlo inoffensivo, e mi pare siano sulla buona strada). Occorrerebbe, dato il grado di radicamento del deep state attuale, un’azione sul modello di quella fatta da Erdogan dopo il golpe nella scorsa estate.
        Quanto all’armageddon cui lei fa cenno, questo grande scontro mi pare sia stato sin ora solo una grande ritirata e sconfitta su tutti i fronti da parte di Trump, rimane attaccato ai suoi tweet che vengono puntualmente smentiti senza alcuna replica da parte sua (pensi alle accuse di intercettazioni ordinate da Obama nei suoi confronti e le subitanee smentite della Fbi).
        Insomma, ancora è presto per un giudizio definitivo, ma se il buon giorno si vede dal mattino….
        Quanto alla elezione della Le Pen cui fa cenno Dezzani, non vorrei che nella ben augurata ipotesi che si avverasse ci trovassimo di fronte ad un’altra delusione sul tipo di quella di Trump. Speriamo di no!!!

         
      • Cris il said:

        Molto interessante la tua analisi. Però io, un pochino più pessimista di te, credo che stiamo assistendo solo ad una lotta al vertice. Non li faccio così compatti, in sintesi: se in un qualunque partitucolo al governo ci sono correnti che si scannano, figuriamoci a quei livelli che faide secolari.

        La parte che sostiene Trump è nemica di quella globalista, questo è certo, ma non è che siano i “buoni”. Per noi è comunque ottimo che costoro si combattano, creando un certo equilibrio che non consente mai a uno dei due estremi di dilagare.

         
      • Francesca Ancona il said:

        Mi aggancio a questo interessante commento, di Osservatore Internazionale, per dirvi una cosa che a molti scettici sembrerà stupida. Io ho dei flash notturni, a volte, non sono sogni, sono delle immagini che mi vengono quando sono ad occhi chiusi tra il sonno e la veglia. Vedo delle scene, mi è capitato con famigliari, vedevo alcune persone soffrire e poi si sono rivelate vere. Una notte di qualche mese fa mi vennero immagini di Trump, mi venivano di continuo proprio come dei flash, aprivo gli occhi, li chiudevo, e sempre la stessa immagine, lui alla scrivania intento a scrivere. C’era qualcuno che voleva darmi un messaggio, in quel momento mi sembrava tutto chiaro, tanto che mi dissi “domani scrivo tutto sul blog di Dezzani”, poi il giorno dopo non era così chiaro, però era rimasta una parola accanto a quei flash: guerra. Non sono una che scrive invenzioni. Non ho dato, in fondo, molto peso a sta cosa, però a volte ci penso e dopo questo commento, e la lettura del link su Bannon, be’…Ok, ho voluto raccontarvi questa mia esperienza

         
  3. Guido il said:

    Articolo perfetto.
    Ora, o Gentiloni SA che Trump viene eliminato, oppure è un imbecille. In ogni caso, il disastro migratorio si abbatterà sulla nostra Italia. Anzichè dare armi e soldi a Serraj, si dovrebbe trattare con Haftar, stringendo un forte accordo di tipo “gheddafiano” e, se i flussi migratori continuassero, trasportare i migranti nel campo di accoglienza di Tobruk, dove Haftar procederà a espulsioni o riconoscimenti.
    Ma, questa ovvia cosa, non viene neanche detta dalla opposizione….
    Questi sono i nostri politici…Imbecilli i governanti e modesti anche quelli della opposizione…
    D’altronde, la politica estera è sempre stata ostica per il paese. Siamo l’Italietta del campanile..Ragioniamo per sindaci, non per governi.

     
  4. Gianni il said:

    Gli italiani erano noti in tutto il mondo per essere i migliori, i più rapidi, nello sport “il salto sul carro del vincitore”, se non siamo più capaci neanche in questa specialità dubito che il futuro che ci aspetta non sarà una terribile tragedia, per di più l’italia aveva in Libya un terreno favorevole, nel football si dice giocare in casa, quindi pur con tutte le condizioni più favorevoli si perde e malamente, concordo con Federico sul fatto che l’Eni abbia in prospettiva una politica sulla Lybia più produttiva del governo, l’ha sempre avuta ed è anche per questo che ci sono sempre maggiori spinte dagli ambienti finanziari per continuarne la privatizzazione.
    La cosa più strabiliante è che in occidente dopo la dipartita di obanana qualcuno punti ancora sulla fratellanza musulmana, la madre di tutti i terrorismi islamici, forse è anche la dimostrazione di quanto sia stata capillare l’infiltrazione di questa organizzazione ai massimi livelli politici in occidente.
    Continui così Federico, le sue analisi sono sempre ghiotte occasioni di riflessione.

     
  5. Il Maglia il said:

    La genialità di Federico non si espleta solo nell’offrire nuove chiavi di interpretazione quando analizza i fatti che sono all’ordine del giorno e sulla bocca di tutti, ma nell’andare a scovare quali sono i veri eventi che scatenano le nuove direttrici secondo cui si muovono i poteri internazionali.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Il fatto che Macron abbia “vinto” il dibattito televisivo di ieri sera, corrobora l’ipotesi che la Le Pen sia saldamente in testa.

       
      • Frank Brown il said:

        La candidata Le Pen sembra essere effettivamente in testa e molto probabilmente supererà vincitrice il primo turno. Per perdere al ballottaggio.
        Se tale epilogo si avverasse, il “nucleo solido” dell’Unione Europea – in testa Germania e Francia – potrebbe iniziare il percorso per diventare “Stati Uniti d’Europa” probabilmente già a partire dal 2018.
        Resta da vedere cosa ne sarà dell’Italia.
        Avete ascoltato il discorso che il Presidente ha tenuto oggi alle Camere riunite per la celebrazione dei Trattati di Roma? Parole che lasciano ben trasparire il timore che non vi sia più tempo per le tergiversazioni.
        Avete notato che per la Lega era presente solo l’onorevole Bossi?
        Si, proprio lui che l’altro ieri – in una lunga intervista pubblicata sul Corriere della Sera – aveva affermato: “Se venisse giù l’euro, verrebbe giù tutto, una situazione che nessuno saprebbe gestire. Tra l’altro, pagheremmo di più le materie prime, cosa che per un Paese di trasformazione come l’Italia sarebbe un disastro. Berlusconi parla di doppia moneta, il che è una presa per il culo. Ma non è che Berlusconi non sia in grado di capire le cose…” aggiungendo subito dopo: “Io mi faccio candidare soltanto da chi fa una battaglia per la liberazione del Nord”.
        (http://www.corriere.it/politica/17_marzo_14/bossi-la-lega-nazionale-morira-1392067c-082d-11e7-b69d-139aae957b51.shtml)

         
    • Il Maglia il said:

      Learco, hai praticamente scritto parola per parola il commento che avrei voluto scrivere io, ma poi ho mi son detto : basta con queste moine incensatorie, che poi il Dezza mi si monta la testa 😀

       
  6. Willy Muenzenberg il said:

    Tacito abbagliato dal suo Mediterraneo, illumina le tristi vicende di terre e mari un tempo solcati da fieri guerrieri. Come ha fatto un suo allievo realizzando uno di questi ‘video’ in cui le navi della vostra, da sempre nostra e autoaffondata navy, vanno insieme a prendere decine di migliaia di giovani africani demonetizzati maschi e in età militare. Jean Marie vedrà Marine e Volodia inviare le truppe con cui la Terza Roma civilizzera’ nuovamente la povera Europa prima ancora dell’Africa del nord. Ave, Tacito.

     
    • luigiza il said:

      @Willy Muenzenberg
      … Volodia inviare le truppe con cui la Terza Roma civilizzera’ nuovamente la povera Europa…..</i<

      Sì succederà perchè così é stato profetato e così vuole la logica ma sarà un azzardo che Volodia ed i suoi pagheranno, purtroppo, molto ma molto caro.
      Comprendo benissimo che l'occasione che si presenterà a breva sarà talmente ghiotta che spimgerà l'orso fuori dalla sua tana ma sarà uno sbaglio ancorchè da lui non evitabile e ribadisco: purtroppo per loro e per tutti noi europei.

       

      • Il Maglia il said:

        Eh caro luigiza, il nostro Willy, purtroppo lancia le sue abbacinanti perle, non dandosi pena di rispondere alle richieste di aiuto di noi mortali (solo una volta, mi pare rispose a qualcuno che lo scherniva perché, forse nuovo del sito, non aveva saputo coglierne la criptica ed ermetica genialità)…

         
      • Tonnies il said:

        secondo me willy è il più strepitoso e raffinato troll della storia del ueb

         
  7. pier magno il said:

    ” si può solo auspicare che Mosca ed il Cairo, contando sul disinteresse di Donald Trump per le sorti del “governo d’unità nazionale”, forniscano il sostegno necessario al generale Haftar ed alle forze armate di Tobruk per riunificare il Paese, attuando quella “marcia verso Tripoli” più volte annunciata negli ultimi due anni.”

    Qui non ti seguo, una nuova fase di guerra aperta è tutto tranne che “auspicabile”.
    L’ex Libia finirà divisa in stati più piccoli perchè è questa la volontà della stragrande maggioranza delle popolazioni interessate.
    Tutti gli Stati ex-coloniali sono contenitori artificiali progettati per essere deboli , sono bombe ad orologeria che hanno un decorso naturale verso la disgregazione.
    Qualsiasi tentativo di tenerli insieme dopo la data di scadenza porta guadagno solo nelle casse dei mercanti d’armi e delle multinazionali succhia risorse, mentre le popolazioni vengono ulteriormente devastate.
    La “balcanizzazione” è inevitabile quando è caduto quel Regime che con la dittatura totale imponeva a popoli diversi una comunione in realtà mai voluta ( ex Yugoslavia ad esempio, chiedete a Kosovari, Bosniaci e Croati se vogliono tornare a unirsi o stanno bene divisi ).
    Opporsi alla natura umana è profondamente inutile, pensa che qualcuno arriva persino a caldeggiare la rispresa del conflitto totale con chissà quali carneficine perchè “così Roma potrebbe a quel punto tornare in Libia tramite la Rosfnet e lo sviluppo congiunto delle concessioni:”….ah bè….allora….ne vale la pena dai….cosa sono 50 mila morti se poi la Rosfnet si prende una fetta di torta per la gloria di Roma…..

    con tutto il rispetto, ma chissenefrega della Rosfnet, fallisse domani mattina.

    volontè popolare : un concetto che se lo ignori non dimentica, ti viene a prendere per le orecchie anche due secoli dopo, o mille anni dopo, non importa prima o poi arriva e non lo ferma nessuno ( chiedere allo Zar ).

     
    • Federico Dezzani il said:

      Certo, certo.

      Caro “pier magno”, sei sulla stessa lunghezza d’onda del clan Clinton/Obama.

       
  8. Guido il said:

    Se haftar riconquistasse la Libia, sarebbe un nuovo Gheddafi.(Ci vorrebbero comunque anni per ristabilire la posizione).
    Ma se riuscisse, ricordiamoci che i libici, sotto Gheddafi, avevano un reddito pro-capite di 8500 Dollari, contro i 2200 di reddito degli egiziani.
    La ricchezza dei libici era dovuta alla scarsità di popolazione rispetto alle riserve/produzione petrolifera.
    I libici non lavoravano. Facevano fare i lavori a indiani, bengalesi, palestinesi, insomma a quello che passava il mercato.
    Per loro vi erano il ruolo di poliziotti, controllori, dipendenti comunali, ecc…Il paradiso dei fannulloni. Tutto questo grazie a Gheddafi ed al petrolio.
    Con Haftar sarebbe la stessa musica. E vivrebbero tutti felici e contenti.

     
  9. Cesare il said:

    ” X Osservatore Internazionale ”

    La piramide è di vetro. Al vetro sono stati, sapientemente, apposti dei drappi scuri e “sinistri” affinché la luce del sole non vi potesse entrare, tenendo quindi, l’interno della piramide e le società nell’ombra. Il nostro compito, come “nuova umanità” è di togliere quei drappi oscuri e bruciarli, affinché la luce del sole possa entrare nella piramide e consentire all’umanità di ritornare a vivere nella trasparenza, così com’era agli inizi e come dovrà ritornare ad essere. Tre secoli maledetti, possono bastare ed avanzare.

     
  10. StefanoD il said:

    Non si puo’ non notare come la Russia stia realizzando un contro accerchiamento della Nato. Cioè la Russia è braccata sul baltico, in Ucraina e Georgia dalla Nato. E risponde accerchiando a sua volta i paesi Nato a partire dal Medio Oriente fino al Nord-Africa.

     
  11. Daniela il said:

    Accurato post di Dezzani. Per quanto riguarda Trump, molto nominato nei commenti, aggiungo solo che una delle ragioni per cui Donald Trump è stato eletto Presidente è stata il suo impegno per la normalizzazione dei rapporti con la Russia e il voler riconsiderare la prosecuzione della NATO dopo 25 anni dalla fine del suo “apparente” scopo ovvero il crollo dell’Unione Sovietica. L’impegno di Trump costituisce una minaccia diretta per il potere e il profitto del complesso militare e di sicurezza degli Stati Uniti, i cui 1000 miliardi di dollari di bilancio annuale ha la necessità vitale di presentare e giustificare con una GRAVE MINACCIA, una grave minaccia che solo la Russia può offrire.
    Potremmo dire che c’è una guerra nel Bilderberg, tra “globalisti puri” come i Clintonobamabush e i “sovranisti meno globalisti” come Trump. Non a caso Kissinger svolazzava parecchio intorno a Trump prima della vittoria presidenziale, un buon indicatore di vittoria, che Dezzani aveva colto.
    Per chi è interessato un link dove si conclude che l’assetto economico e monetario mondiale che in piedi dal 1971 (ma in fondo dal 1945) si sta disfacendo.
    https://www.sinistrainrete.info/estero/9091-claudio-conti-come-nixon-nel-71-gli-usa-cambiano-le-regole-del-gioco-ma-senza-rete.html

    Il che in linea con quanto conclude Dezzani in questo post.

     
  12. Daniela il said:

    Bilderberg è solo una abbrevazione di un complesso di Potere dove gli attori del Deep State sono anche diversi Stati.

     
  13. learco il said:

    Putin è riuscito ad impedire che l’attacco degli israeliani e degli americani alla Siria atrraverso l’ISIS, finanziato e addestrato dagli occidentali, interrompesse il collegamento tra l’Iran e il Libano.
    Poi gli errori di Obama hanno avvicinato alla Russia anche l’Egitto e la Turchia.
    In questo momento gli USA sono sulla difensiva in Medio Oriente; sono solo riusciti a destabilizzare l’Europa, inondandola di migranti, per tenerla meglio sotto controllo.
    E’ chiaro che quando si parla di Stati Uniti non si intendono i 350 milioni di abitanti ufficiali, ma le 400 famiglie di miliardari in dollari, di cui parlava l’assistente di Hillary Clinton, quando era Segretario di Stato.
    Sappiamo che l’elezione di Trump ha rappresentato il segnale di una frattura all’interno dell’oligarchia americana, tra i “globalisti” di Wall Strett e della Silicon Valley e i “nazionalisti” che vorrebbero un ritorno ad un’economia basata sull’industria e la produzione e un abbandono del progetto imperiale.
    Anche in Libia è probabile che il conflitto fratricida tra gli esponenti dell’elite USA, dei vari servizi segreti e di varie parti del Pentagono consegnerà il Paese all’egemonia russa.

     
  14. Robertus il said:

    Notizie di ieri: il segretario di Stato Rex Tillerson salterà il vertice NATO (che dovrebbe essere il suo primo!) per recarsi prima in Cina, dove incontrerà Xi Jinping, e subito dopo volerà in Russia: Mosca non conferma né smentisce.

    http://theduran.com/rex-tillerson-ditches-nato-meeting-will-travel-to-moscow-instead-to-hold-talks-with-a-sovereign-nation/

    In questo articolo, invece, l’economista Alfonso Tuor ipotizza una svolta della “Trumponomics” verso provvedimenti in stile Lincoln e Roosevelt. Tuor, inoltre, parla di tre grandi riforme che avvicinerebbero “gli Stati Uniti alla Cina e quindi tutti quelli che pensano a uno scontro economico tra Pechino e Washington sarebbero clamorosamente smentiti. Infatti queste tre riforme ricalcano la politica economica cinese. Se questa ipotesi si rivelerà fondata lo si saprà ben presto. Per capirlo basterà vedere se gli Stati Uniti parteciperanno ufficialmente al grande “Belt and Road Forum” (Una via, una cintura) che si terrà a Pechino il prossimo 14 maggio. L’incontro tra Xi Jinping e Trump, che dovrebbe tenersi in aprile in Florida, potrebbe spianare la strada a questa clamorosa svolta. Basti ricordare quanto fatto dall’uomo del regime Barack Obama per impedire alla Cina di creare una banca internazionale di aiuto agli 9investimenti infrastrutturali. Questa svolta sarebbe la sconfessione maggiore dei detrattori di Donald Trump.”

    http://www.ticinonews.ch/tuor-blog/364594/tutti-i-mezzi-per-far-fuori-trump

     
  15. learco il said:

    “In questi giorni poi si è raggiunto il punto di massima tensione con l’abbattimento da parte della contraerea siriana di una caccia di Tel Aviv (distruzione prima negata poi ammessa, assieme alla messa fuori combattimento di un altro velivolo) che stava prendendo parte a un raid contro le forze filo Assad a Palmira e successivamente di un drone israeliano, vicenda che ha spinto il Dipartimento di stato di follia di Washington a dichiarare di stare riflettendo su attacchi contro l’esercito siriano.”

    https://ilsimplicissimus2.com/author/ilsimplicissimus2/

     
  16. Robertus il said:

    Attacco al Parlamento di Londra. Diversi feriti. Ucciso l’assalitore, un asiatico (ANSA).

    Con tutta la sicurezza tra polizia, esercito e servizi segreti attorno al Parlamento britannico, questo “pazzo” in auto riesce a ferire 12 persone. Sembra ci sia una donna morta.
    Notizie molto caotiche, ma mi sembra quasi scontato che ci sia lo zampino della CIA e dei mondialisti… Pochi giorni fa la regina Elisabetta ha dato il via libera per la Brexit e la May inizierà ufficialmente l’attivazione dell’articolo 50 fra una settimana.
    Esattamente un anno fa gli attentati a Bruxelles…

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/03/22/attacco-a-parlamento-londra-diverse-persone-ferite_16777646-036d-4218-b87b-fc3c99aee4e9.html

    https://www.theguardian.com/politics/blog/live/2017/mar/22/peers-say-brexit-with-no-trade-deal-would-cause-signicicant-damage-to-service-sector-politics-live

     
  17. learco il said:

    Il vero prestatore di ultima istanza per l’Italia era il governo di Muammar Gheddafi, che gestiva i fondi libici e nel fare ciò evitava che aziende private italiane finissero in mani straniere quando il corso delle azioni scendeva a livelli troppo bassi. Quei fondi erano pieni di beni reali come riserve in oro e soprattutto titoli petroliferi.
    Un articolo del 2011 descriveva i rapporti tra la nostra economia e Gheddafi, il leader che secondo molti storici era stato aiutato nella sua ascesa dai servizi italiani:

    http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/02/21/462651-scheda_unicredit_alla_juventus_investimenti_libici_italia.shtml

     
  18. Paolo L. il said:

    Scusate l’off-topic ma leggendo i commenti (In particolare quello di Osservatore Internazionale) e ricordando alcuni post di Dezzani, viene da chiedersi:” Una operazione militare come la “Judgement”, durante la quale, la Royal Navy britannica, la notte fra il 10 e l’11 novembre 1940, annientò in poche ore la quasi totalità della marina militare italiana, nella rada di Taranto….secondo voi, non beneficiò di quegli “sporchi traditori” della patria, da sempre prezzolati dagli inglesi ?

    Possibile che una marina prestigiosa, come quella italiana, che a quel tempo dominava letteralmente il Mediterraneo, si fece “inchiappettare” in maniera così assurda, dagli inglesi ? In pratica, nonostante fossimo in piena guerra (c’era già stata la dichiarazione di guerra) nel porto di Taranto si erano riunite, tutte insieme, senza quasi protezione, le navi da battaglia Andrea Doria, Caio Duilio, Conte di Cavour, Giulio Cesare, Littorio e Vittorio Veneto, gli incrociatori pesanti Bolzano, Fiume, Gorizia, Pola, Trento, Trieste e Zara, i due incrociatori leggeri Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi e Giuseppe Garibaldi e vari cacciatorpediniere….come a dire “Bombardateci ora !”.

    Per citare un’espressione dell’ammiraglio Andrew Cunningham: «Tutti i fagiani erano nel nido».

    Non furono innalzate cortine fumogene. I palloni di sbarramento, degli 87 istallati, 60 furono strappati dalle cattive condizioni climatiche. Sembrava un film di Fantozzi. Ci fecero un mazzo che la metà sarebbe bastato.

    Possibile una cosa del genere senza i soliti “spioni”, “servi” al soldo del nemico ? Io non ci credo. Fummo traditi sin dall’inizio e si sapeva già come sarebbe andata a finire la guerra. Povera Italia !

     
    • StefanoD il said:

      Mio nonno me lo diceva sempre! quella sera era lì a sparare alla cieca nel buio con la sua mitragliatrice da un edificio militare. I suoi compagni si erano imbarcati ed ebbero la peggio…

       
  19. Manente il said:

    Caro Paolo resto sul tema , che dire di un microcefalo cranioleso romagnolo che decise ,di dare il varo a 5 corazzate da più di 30.000 tonnellate ,littorio Cavour Duilio Giulio Cesare Roma.
    Al posto di ognuna Delle quali si sarebbero potuti. costruire 1000 carri armati da 30 tonnellate?
    Quelle corazzate ,a prescindere dai siluri degli swordfish inglesi ,rimasero quasi sempre in porto per carenza di carburante.
    È solo in due occasioni presero il mare per poi fuggire davanti alla home fleet.
    Fu la mancanza di mezzi corazzati adeguati il cronico problema dell’ esercito italiano.
    Migliaia di tonnellate di acciaio impiegate per far fare quattrini ai cantieri Orlando.
    Quando i più importanti successi della marina furono ottenuti con i maiali dai nostri incursori.
    Il petrolio libico scoperto da ardito Desio e mai sfruttato dal suddetto microcefalo predappiese.
    Un esercito che era stato dissanguato Delle già scarse risorse per l impresa etiope inutile ,e fatta
    Solo per vendicare l’ onta di Adua.
    I tedeschi il loro acciaio preferirono usarlo per i panzer,loro vararono solo due corazzate pesanti Bismarck e Tirpiz
    La guerra sui mari la fecero con gli uboot ,e fino a che non fu decrittato il loro codice di trasmissione
    Con ottimi risultati.
    Il demente che voleva spezzare le reni alla Grecia (per poi trovarsi respinto oltre il confine albanese)
    Fu il vero responsabile dell’ inadeguatezza del nostro esercito.
    Questo al netto di ciò che è scritto sul pur ottimo libro”fucilate gli ammiragli”
    Saluti ,non romani

     
    • Fabrizio F. il said:

      Manente dice:”Saluti ,non romani” .

      Non è che voleva dire:” Saluti massonici ?”.

      D’altra parte è facile addossare la colpa sempre al solito predappiese, indicandolo come l’unico e vero responsabile di tutti gli errori commessi dall’Italia nel secondo conflitto. Si fa poi una bella legge ad hoc, di “apologia del fascismo” per tappare la bocca a quelli che ancora osano contestare il “pensiero unico”, e si seppellisce il tutto, sotto tonnellate di libri di storia, scritti (ovviamente) dai vincitori a quattro mani con i “venduti di sempre” e/o i saltimbanchi sul “carro del vincitore”.

      Battuta a parte, la storia la scrivono sempre i vincitori ed è ovvio, che oggi, quel tragico episodio dell’operazione “Judgement”, altresì chiamata ” La notte di Taranto”, viene attribuito alle “presunte inefficenze economiche della marina militare” o agli errori strategici del duce.

      Eppure basta saltare le prime pagine di ricerca di google sulla storia del fascismo (che godono della precedenza seo dei “vincitori”), per iniziare a trovare, notizie interessanti: ” LA NAVE LITTORIO AD ESEMPIO: La Littorio, ribattezzata Italia il 30 luglio 1943, fu una nave da battaglia appartenente alla Regia Marina, prima ed eponima unità della stessa classe che comprendeva anche le gemelle Vittorio Veneto e Roma. Rappresentò con le navi sorelle il meglio della produzione navale pesante italiana della seconda guerra mondiale, ma nel corso di diverse battaglie non riuscì a dare un contributo evidente, circostanza dovuta all’atteggiamento prudenziale e passivo dei vertici militari della marina”.

      Eccoli i VERI responsabili delle sconfitte della marina militare italiana:” Gli Ammiragli”. I VERTICI MILITARI”

      § Oggi siamo costretti a fermarci qui, per ovvie ragioni, ma sono certo che verrà il giorno in cui emergerà tutta la verità, non solo sulla triste “Notte di Taranto” ma sulla sconfitta italiana nel secondo conflitto e sul ruolo che ebbero “i traditori” nel sancirne l’esito.

      Aggiungo, come StefanoD, anche mio nonno, superstite quella notte, fino a quando rimase in vita, avanzò gli stessi, identici, analoghi, dubbi citati da Paolo L.

       
  20. Manente il said:

    Su Trump e le speranze in lui riposte , la Siria abbatte un caccia israeliano , a seguire gli americani bombardano in tre giorni
    Prima una moschea ,poi una scuola con un totale di cento civili morti.
    Schieramento nel nord Siria di truppe speciali usa ,con la motivazione ufficiale di prevenire scontri turchi curdi.
    In realtà si sono interposte tra esercito siriano e Isis.
    Ora vi chiedo,Dunford e Mattis chi li ha nominati?
    Dopo l abbattimento del caccia israeliano con gli ss200 russi ,guarda caso Bibi ,si rivolge a Mad dog Trump ,e parte
    Una evidente provocazione a suon di bombardamenti sui civili siriani.
    Allora ,siamo sicuri che Trump voglia realmente ,cambiare politica in medio Oriente?
    Vogliamo raccontarci che il povero Donald ,non controlla le attività militari usa in Siria?
    Trump per me è solo il piano b (forse ne è consapevole o forse no) della piramide occulta
    Pensare che i vertici della piramide siano rimasti spiazzati dalla sua elezione ,mi pare
    Di una ingenuità totale, gli eventi questa feccia umana li progettano e organizzano.
    Credere che non abbiano organizzato un piano b . è una novelletta.
    Già detto è scritto ,ma mi ripeto.
    Piano A: Hillary clintonfeller viene eletta e sequel globalista di Obamadronebombing
    Ma se il termometro dell opinione pubblica ,schifata dalle conseguenze del programma
    Globalista ,indica la voglia di affidarsi ai populisti nazionalisti, allora gli si fa capire ,quali siano le
    Conseguenze di tale scelta.
    Piano B si fanno ritirare i più quotati candidati repubblicani,ufficialmente il partito repubblicano
    Critica Trump ,ma poi ,gli consente di vincere ,causa mancanza di avversari di spessore.
    Il popolo usa ,a questo punto ,tra clintonfeller e Trump sceglie il secondo.
    Trump ricordiamolo e’ molto più filo israeliano di clintobama,
    Conseguenza, escalation militare in medioriente,(questo lo stiamo già vedendo)
    Le provocazioni degli ultimi giorni ,non sono però supportate dalla presenza di forze
    Convenzionali usa tali da rovesciare la situazione.
    Si sta preparando lo scenario per giustificare l’ uso di armi nucleari tattiche?
    Se Mad dog Trump arriverà a questo, vedo già un equipe di psichiatri convocata dal senato
    Che ne certifichera’ l instabilità mentale ,e la conseguente deposizione.
    Prevista dalle leggi USA , Pence è un filoglobalista.
    Questo senza tenere conto dei probabili disordini interni che nel frattempo verranno fatti
    Montare negli usa a causa delle politiche sull’ immigrazione di Trump.
    Se ,e’ questo ciò che bolle in pentola,(io temo di sì) a seguire ondata di esecrazione mondiale
    Verso i nazionalisti tradizionalisti ,che verranno assimilati al bombarolo psicopatico Trump.
    E da lì semaforo verde per un accelerata definitiva verso la società globale microchippata.
    Quando i tempi di guerra si avvicinano, le espressioni di dissenso vengono silenziate.
    Segnalo prov. 165 del parlamento europeo ,di pochi giorni fa’ ,censura alla diffusione video
    Di interventi dei parlamentari contro le decisioni Eu
    Decreto Gambaro ,censura informazioni in rete.
    Pochi giorni fa ,altro provvedimento ,per la confisca a livello europeo Delle armi da fuoco da
    Difesa personale sul territorio europeo.
    Tre decisioni ravvicinate ,che non lasciano presagire alcunché di buono

     
    • Federico Dezzani il said:

      Escalation militare in MO?
      Se avesse vinto la Clinton ed avesse tentato di creare una zona d’interdizione di volo sopra Aleppo, saremmo in guerra da 2 mesi!
      Pensiamo sempre all’alternativa…

       
  21. Manente il said:

    Ma ovviamente chi ancora valuta il cranioleso di Predappio (andato al potere con una marcia
    Guidata da quattro GM massoni ,che scelse il futuro suocero di cuccia ,il massone beneduce
    Come presidente dell’ iri, che ebbe il titolo di GM onorario dal goi ,che ebbe il riconoscimento
    Del GM de ambris ,sul fatto che la rivoluzione fascista fosse stata una creazione massonica
    E gran finale ,che fu deposto dall’ ordine del giorno Del GM Grandi,dopo che grandi si era accordato
    Con il massone gambe segate VM 3 ) creato ,spalleggiato ,e rimosso dai massoni,come un
    Fiero lottatore contro le demoplutocrazie giudaico massoniche, ebbene chi ancora ,facendosi
    Scudo del ridicolo provvedimento del 1925 che lascio i vertici della massoneria ai loro posti
    Nella macchina statale ,e nell’ esercito,salvo proibire l attività Delle logge ufficiali.
    Tali babbei ovviamente ,credono nella indipendenza di Trump ,come ancora credono in quella
    Del cranioleso di Predappio.
    Vadano tali babbei a vedere a chi Mussolini vendette i diritti di estrazione del petrolio italiano
    Vadano a vedere a chi cedette le società italiane impegnate nel settore idrocarburi in irak
    La sindrome dell uomo della provvidenza ,e’il residuo della sindrome del redentore .
    Se mala cupidigia altro vi grida
    Uomini siate e non pecore matte
    Sì che l giudeo tra voi non rida
    Così come Lenin ebbe il compagno halfand
    Hitler ebbe hijalmar shacth
    Il canioleso di Predappio ebbe beneduce
    Trump ha il suo caro genero ,che gli organizza gli incontri con l amico Bibi
    Quattro burattini funzionali ai programmi di chi ride delle pecore matte.
    Nel teatro delle marionette , c’è chi ancora si immedesima nei burattini
    Auguri

     
    • Federico Dezzani il said:

      Bene “Manente”: si rifugi in una cascina sopra le colline fiorentine e non rompa i coglioni a noi poveri fessi, affascinati dalle marionette.

       
    • fascismo e nazismo SONO massoneria. Sono il tentativo di restaurare il paganesimo e l’antica roma attraverso la struttura politica della massoneria. Non è un connubio, sono proprio la stessa cosa. Stesse idee, stessi simboli, stessa struttura, stessa gerarchia. Loro principale obiettivo? L’eliminazione della chiesa cattolica e del cristianesimo colpevoli, a loro dire, della scomparsa del paganesimo.
      Saluti
      Gianni

       
      • Cesare il said:

        Hai detto una menzogna clamorosa e ti spiego anche il perche’.

        La massoneria speculativa, nasce a Londra nel 1717 e da allora e’ sempre stata utilizzata dagli anglo-americani, per gestire, indirizzare, controllare, le loro colonie ed il loro impero a livello mondiale. L’espansione delle logge e l’internazionalizzazione della massoneria ha portato pero’, non pochi effetti collaterali anche per la struttura interna stessa dell’organizzazione. I ” patti di fratellanza” sanciti fra “fratelli frammassoni” a livello internazionale, ha comportato, nel tempo, un vulnus assai grave, alla sovranita’ degli stati. Essendo i massoni, quasi sempre ai vertici di tutte le istituzioni, politiche e spesso anche private, gli obblighi di asservimento fra “confratelli” di grado diverso, creavano delle distorsioni e dei contrasti con gli obblighi imposti ad una figura istituzionale pubblica, dai singoli stati sovrani. In pratica e’ come se un Ministro per il Turismo italiano si trovasse a doversi confrontare con un Ministro del Turismo Francese e fossero entrambi massoni ma di grado diverso. Ad esempio, quello italiano un semplice iniziato e quello francese un trentatreesimo. Ovviamente, per la “legge interna massonica” quello italiano sarebbe obbligato, quantomeno, ad una “percezione d’inferiorita’” nei confronti del suo omonimo francese. Poteva essere compatibile una tale anomalia ? Con tutte le conseguenze che forse ha portato nel tempo ? Ovviamente NO!.

        Ecco quindi, probabilmente le ragioni e la necessita’ della GENESI di un nuovo NWO, di stampo massonico, basato su un mondo senza confini, senza STATI, GLOBALIZZATO, ovvero privo della SOVRANITA’ delle singole nazioni e con una elite massonica ramificata e distribuita a livello internazionale, libera dal peso del confronto internazionale fra “fratelli”, soprattutto se rappresentanti istituzionali, del popolo, vincolati ai doveri di “aiuto massonici”, in aperto contrasto con gli obblighi che la “Sovranita’ di uno Stato impone” ai propri cittadini, specie se “rappresentanti istituzionali”.

        Da quanto anzi-detto, si evince l’acuirsi dello scontro fra le due fazioni contrapposte oggi, a livello mondiale:

        ” SOVRANISTI (populisti) contro GLOBALISTI (massoni)”.

        Questo e’ il VERO scontro in atto !

         
      • Non fai altro che confermare quanto da me detto, infatti il fine ultimo della massoneria era la distruzione degli stati cristiani (leggasi prima guerra mondiale) e l’unificazione in un’unica entità pagana (leggasi hitler e mussolini). Ecco perchè l’ultima tua frase (sovranisti contro globalisti), è invece smentita dai fatti: i sovranisti (populisti) sono coloro che hanno iniziato e attuato la conquista di altre nazioni, mica se ne sono stati chiusi tra le loro quattro mura. Ergo, lo scontro è solo visto da chi ci crede, in pratica è l’attuazione dai due lati dello stesso programma. Che differenza c’è tra instaurazione di nwo lato globalisti e unificazioni di stati sovrani dall’altro? Il Patto Tripartito (asse germania italia giappone) ti dice niente? Eppure in teoria avrebbero dovuto essere Stati Sovrani (e populisti). Invece si spartivano zone d’influenza e territori. Come gli anglo americani dopo la seconda guerra mondiale. Suvvia, dai, non farti confondere dalle parole ma bada ai fatti. E’ la stessa cosa che sta succedendo in Italia, l’èlite gioca con due carte, il governo e il m5s. Non per niente il fu gianroberto casaleggio viene da quegli ambienti anglo-massonici. Eppure il m5s viene percepito (cioè fatto percepire) come sovranista e populista e quindi contro i globalisti e massoni (almeno stando alla tua analisi). Invece il fu gianroberto casaleggio aveva come grande amico franco bernabè ed era grande ammiratore di helena blavatsky e della teosofia. Bernabè principale rappresentante degli inglesi e blavatsky e la sua società teosofica iniziata in italia da Garibaldi. I fatti caro Cesare, i fatti.

         
  22. Manente il said:

    Fabrizio visto che leggi un post alla volta ,leggiti quelli seguenti .
    Federico ,sulle colline fiorentine ottimo olio di oliva
    Tu continua pure a condire a olio di ricino
    E buon appetito

     
    • Fabrizio F. il said:

      Manente, avevo letto benissimo il tuo post successivo, ma la cosa non cambia affatto la mia “battuta” o il mio giudizio. Mi pare che qui, (almeno su questo Blog), di polli ce ne siano ben pochi.

      Saluti e veda di abbinarci un buon “chianti” a quella bruschetta con olio di oliva

       
    • Federico Dezzani il said:

      “Tu continua pure a condire a olio di ricino”

      Cazzeggio in libertà. Vai a tagliare l’erbaccia sotto gli ulivi!

       
      • Cinà il said:

        Al di la di questa dialettica molto colorita sia sulla storia che sull’attualità degli ultimi commenti, mi pare sia lampante che a fronteggiarsi siano dei blocchi di potere ben definiti.
        Mi sembra che questi attentati un poco arrangiati (fatti da drogati e/o alcolizzati tutti puntualmente rivendicati dalla katz-agenzia), mi pare stiano favorendo la possibile ascesa dei movimenti “populisiti”. Dunque si potrebbe concludere che quella stessa destra israeliana, che ha favorito l’ascesa di Trump in Usa, oggi sta aiutando (con i suoi metodi poco ortodossi) l’ascesa dei populisti europei, a cominciare dalla Le Pen?
        Che ne pensate?

         
  23. Arlo il said:

    ..denoto che questo blog è frequentato da molte teste brillanti, ma ogni tanto compare qualcuno/a a “disturbare” con argomentazioni insistenti, spesso mal argomentate e in pessimo italiano tanto che Federico è costretto a “intervenire”. A questi individui dico un’ ennesima volta SIATE COSTRUTTIVI negli interventi. Se gli argomenti sono validi non hanno bisogno di essere descritti come se non si avesse nulla da fare. Sì, è vero, il silenzio è d’oro,ma se fastidiosamente espresso è il nulla.

     
    • Io invece esorto il Dott. Dezzani (come ho già fatto in passato) a segare senza pietà il ciarpame ed il liquame eventualmente postato nei commenti del blog. Non ne abbiamo bisogno 🙂

       
      • Federico Dezzani il said:

        Il mio articolo sulla anglo-masso-mafia ha scatenato i grembiulini di tutta Italia, specialmente quelli toscani che sono i più numerosi.

         
  24. numa il said:

    aah bellissimo essere accusato di indossare il grembiulino, un’accusa nuova, anche quella di essere toscana. Dezzani siete facce della stessa medaglia, loro sono globalisti, tu sei un reazionario è uno scontro di poteri in cui a farci le spese sono sempre le povere persone, è la famosa sintesi hegeliana.

     
  25. Cesare il said:

    Cara Numa, ammesso e non concesso che dietro il tuo Nick, si nasconda davvero una donna, vorrei farti leggere un articolo proprio di una donna, tale Antonella Randazzo che proprio a proposito della Massoneria, ovvero dei “grembiulini”, ha tracciato una eccellente analisi, non tanto sulla genesi e sugli obbiettivi di questa organizzazione (fra l’altro ottimamente enucleata da Dezzani), quanto sul “perché della ritualità ed in particolare di una certa ritualità”. “La vera libertà risiede nella conoscenza”. Saluti – Ecco il link

    http://www.altrainformazione.it/wp/massoneria-e-istituzioni-autorita-criminali-e-culti-misterici/

     
  26. Numa il said:

    non capisco perché segnala a me questo articolo sulla massoneria Cesare visto che per me massoni e reazionari (tramutatisi in nazionalisti) sono della stessa pasta, si rilegga bene il mio stringato intervento che non approfondisco anche perché questo spazio è di Dezzani e se non ama alcune critiche è legittimato a non tollerarle e quindi non vado oltre.