Attentato a Westminster: l’ISIS sbarca in Regno Unito in vista della Brexit

A distanza di un anno esatto dagli attacchi terroristici di Bruxelles ed a sette giorni dall’avvio dei negoziati per il divorzio tra il Regno Unito e l’Unione Europea, Londra è stata teatro di un attentato carico di significati: un’auto ha travolto i passanti sul ponte di Westminster, per poi schiantarsi contro i cancelli del Parlamento britannico. Cinque i morti, una quarantina di feriti ed un inequivocabile messaggio: la Brexit non destabilizzi ulteriormente la già moribonda Unione Europea. Che lo stesso Parlamento inglese, braccio politico della City per più di due secoli, sia oggetto di un attentato intimidatorio, è sintomo della degenerazione raggiunta dall’ordine mondiale “liberale”, sempre più vicino al collasso.

Westminster e la City: mai così distanti

Viviamo “anni interessanti” che, iniziati con la bancarotta di Lehman Brothers nel settembre 2008 e proseguiti sino ad oggi, coincidono con lo sfaldamento dell’impero angloamericano, di cui la UE/NATO sono la storica propaggine sul continente euroasiatico. È un periodo inquieto e tormentato, in cui si è assistito ad un’esplosione del terrorismo come non si vedeva gli anni ‘70, quando la presa di Washington e Londra sul resto del mondo sembrò mancare una prima volta. Certo, il terrorismo si è adeguato ai tempi e anziché essere “marxista-leninista”, “fascista” o “palestinese”, è oggi “islamista”, opera del letale quanto sfuggente “Stato Islamico”. Sono così frequenti gli attentati e così spudoratamente maldestra la loro esecuzione, che è persino inutile dissipare energie per smontare la versione ufficiale degli attacchi terroristici: il lavoro di analisi può dare un valore aggiunto solo collocando i singoli episodi in una cornice allargata, uscendo dalla narrazione del terrorismo islamico per entrare nel territorio della guerra ibrida combattuta dall’establishment atlantico contro il resto del mondo.

Gli attentati “islamisti” che hanno insanguinato la Francia a partire dal gennaio 2015, sono riconducibili, ad esempio, al tentativo di sedare una società, quella francese, in piena ebollizione a causa della disoccupazione record e delle riforme economiche di stampo neoliberistico. Attacchi terroristici di natura economica, come l’assalto a Volkswagen ed a Deutsche Bank da parte delle autorità americane e di George Soros, sono dettati dalla volontà di piegare Berlino, nella certezza che la rigidità tedesca in fatto di conti pubblici porti, presto o tardi, al collasso dell’eurozona. L’attacco “islamista” di Berlino dello scorso dicembre va poi inquadrato nel braccio di ferro tra Germania ed euro-periferia sull’applicazione del “bail in” e sullla garanzia europea dei depositi bancari.

In questo quadro ci sono state sinora alcune eccezioni, significative e “razionali”: nessun attentato nell’euro-periferia, perché marginale rispetto al motore franco-tedesco che decide le sorti dell’euro e già piegata dalla depressione economica, e nessun attentato nel Regno Unito, perché “isolato” dal resto continente, in virtù della Manica e della sterlina.

L’attentato del 22 marzo a Londra, prontamente rivendicato dall’ISIS come le stragi in Francia e Germania, rappresenta un’anomalia rispetto alla storia recente, sebbene, ad essere rigorosi, non sia il primo episodio di terrorismo che interessi il Regno Unito e sia collegabile alle fibrillazioni europee: esiste un triste precedente, di cui l’ultimo attacco può essere considerato “il secondo atto”. Pensiamo, ovviamente, all’omicidio della deputata Jo Cox, perpetrato alla vigilia del referendum sulla permanenza di Londra nell’Unione Europea: un classico esempio di guerra psicologica con cui si cercò di influenzare (senza risultati) l’imminente voto.

Riportiamo brevemente i fatti: è il pomeriggio del 22 marzo quando un Suv Hyundai Tucson esce dalla carreggiata del ponte di Westminster per immettersi sul marciapiede e falciare i passanti. L’auto finisce la corsa contro i cancelli del Parlamento inglese e l’attentatore, sceso dal veicolo, accoltella ancora a morte un poliziotto prima di essere liquidato dagli agenti di sicurezza: si contano in totale cinque vittime, compreso il terrorista. Trascorreranno meno di 24 ore prima che “il Califfato” rivendichi l’attentato attraverso il consueto canale del SITE Intelligence Group, la spudorata firma con cui i servizi segreti atlantici (CIA, MI6, Mossad, DGSE) siglano le loro operazioni sin dalla strage di Charlie Hebdo.

La data, 22 marzo, è molto significativa, perché cade a distanza di un anno esatto dagli attentati che inseguirono Bruxelles e a sette giorni dall’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, per l’uscita formale del Regno Unito dall’Unione Europea. La dinamica dell’attentato è altrettanto significativa, perché la sua estrema semplicità (un’auto, un coltello, un terrorista) implica una preparazione molto rapida, se non frettolosa, dettata dall’urgenza di agire sull’onda di qualche evento esterno: risale infatti al 20 marzo, appena due giorni prima, la decisione di Downing Street di attivare il sullodato articolo 50. “Brexit, l’Inghilterra va avanti: dal 29 marzo il via ufficiale all’iter per l’uscita dalla Ue” titolava la Repubblica1. L’obbiettivo dell’attentato è strettamente collegato a quanto appena detto: si tratta del Parlamento inglese, lo stesso che ha avvallato l’iter per la Brexit ed influenzerà l’operato della premier Theresa May nei prossimi mesi. Il profilo dell’attentatore si inquadra infine perfettamente nel nostro discorso: è il 52enne Khalid Masoo, già noto ai servizi segreti britannici, l’MI5, ma considerato un elemento marginale”2. Un pesce piccolo, una figura periferica”, utilizzabile dai servizi segreti inglesi per un lavoro semplice e veloce come l’attentato di Westminster: un uomo di mezza età, “appassionato di giardinaggio”3, adescato probabilmente in moschea e portato sul ponte di Westiminster forse lucido o, più facilmente, sotto l’effetto di sostanze allucinogene.

Mai, in passato, si sarebbe verificato qualcosa di analogo nel Regno Unito: i servizi segreti, etichettati per l’occasione come “deviati”, agiscono contro il proprio governo solo nei Paesi a sovranità limitata, Stati subalterni che gravitano nell’orbita atlantica: Italia, Germania, Egitto, Turchia, etc. etc. Il famigerato Secret Intelligence Service è abituato ad interferire con attentati, omicidi e rivoluzioni colorate in Paesi terzi, non certamente ad intervenire a gamba tesa nell’agone politico inglese e mai, comunque, contro il Parlamento britannico inteso come istituzione.

L’attentato del 22 marzo sancisce quella frattura interna al Regno Unito, tra la politica e la City, tra lo Stato-nazione inglese e la finanza cosmopolita che ha in Londra la propria sede principale, tra l’establishment nazionale e quello sovranazionale, mondialista e liberal delle grandi banche: dopo aver vissuto in simbiosi per secoli, i due vecchi alleati si sono separati sull’Unione Europea. Come negli Stati Uniti i servizi segreti, fedeli all’establishment liberal, non si fanno scrupoli nell’attentare alla presidenza di Donald Trump con dossier e fughe di notizie, così in Regno Unito i servizi segreti non hanno remore nell’inviare avvertimenti mafiosi alla camere in vista della Brexit.

Già, perché non alcun dubbio che l’attentato al Parlamento inglese non ruoti attorno ad una fantomatica guerra di civiltà tra l’ISIS e l’Occidente, ma attorno alla ben più concreta uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, edificata, passo dopo passo (CECA, CEE, UE), proprio dalla finanza cosmopolita che ha sede a Londra, la stessa che negli anni ‘20 del Novecento sovvenzionava il primo esperimento di federazione del Continente, la Paneuropa del conte Coudenhove-Kalergi.

Si è cercato in ogni modo di depotenziare, se non di ribaltare tout court, il voto dello scorso 23 giugno: si sono raccolti milioni di firme per ripetere una seconda volta il referendum, si è ricorsi all’Alta Corte Britannica che ha vincolato la Brexit all’approvazione del Parlamento, si è cercato fino all’ultimo di indebolire l’azione del governo attraverso la Camera dei Lord, che avrebbe voluto vincolare l’accordo finale sulla Brexit ad un voto delle due camere. Tutto inutile, perché la premier Theresa May ha infine ottenuto, il 13 marzo, che la Camera dei Comuni la investisse di pieni poteri per negoziare la Brexit senza vincoli di sorta: a distanza di una settimana Downing Street ha annunciato l’imminente attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona e nove giorni dopo, quando i media ricordavano gli attentati “islamici” di Bruxelles di un anno prima, si è consumato l’attacco a Westminster.

Il messaggio sottostante all’attentato è inequivocabile: che i negoziati non destabilizzino ulteriormente un’Unione Europea che si dibatte tra crisi politiche, economiche e sociali sempre più lancinanti. Che la premier Theresa May non fornisca altra benzina ai “populisti” oltre Manica, col rischio di innescare un incendio di proporzioni continentali. Che la politica inglese non alimenti le spinte centrifughe che stanno divorando le istituzioni di Bruxelles.

Subito dopo la Brexit, scrivemmo che l’ordine mondiale “liberale”, edificato dagli angloamericani del secondo dopoguerra e poggiante sul binomio UE/NATO, era entrato in crisi irreversibile: l’attentato del 22 marzo rafforza questa tesi, svelando un sistema internazionale così degenerato da sfiorare l’autocannibalismo, dove i servizi segreti atlantici sferrano un attacco persino contro Westiminster, degradato ai livelli di un Parlamento sud-americano o africano qualsiasi. È la stessa agonia cui si assiste dall’altro lato dell’Oceano, dove la faida tra la Casa Bianca ed i servizi segreti sta assumendo toni sempre più drammatici. Si avvicina il crepuscolo dell’establishment liberal e nessuno può sentirsi al sicuro dai suoi colpi di coda: neppure il blasonato Parlamento inglese.

 

1http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/20/news/brexit_l_inghilterra_si_appellera_all_articolo_50_il_29_marzo-160986708/

2http://www.repubblica.it/esteri/2017/03/23/news/londra_giorno_dopo_attentato-161185668/?ref=RHPPTP-BL-I0-C12-P1-S1.12-T1

3http://www.huffingtonpost.it/2017/03/23/chi-e-khalid-masood_n_15566508.html?utm_hp_ref=italy&utm_hp_ref=italy

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66 commenti su “Attentato a Westminster: l’ISIS sbarca in Regno Unito in vista della Brexit

  1. Bull il said:

    Salve sig. Dezzani, la leggo sempre con interesse. Ma davvero qualcuno può pensare con questi mezzi di impedire la Brexit? Perchè se è così anche io posso aspirare al posto di capo dei servizi segreti inglesi.

     
  2. Willy Muenzenberg il said:

    Come i razzi inviati su Londonia da chi li aveva salutati dalle dune al sole della Francia imbarcarsi sorridenti sotto lo sguardo benevolo di noi tedeschi, al solito ben gestiti.
    Teresa. Marina. Volodia… I nomi stessi illustrano sintetici quanto Tacito descrive e anticipa come avvenne col suo predecessore e l’impero.

     
  3. Sergey Kolivanov il said:

    Quello che mi perplime è che questi terroristi sono kamikaze, ossia rinunciano a tutto e alla vita stessa per compiere questi attentati. Insomma, perchè mai dovrebbero suicidarsi solo per impedire la Brexit o mettere in difficoltà Hollande? Non è del tutto assurdo?
    Mi pare che si cerchi di spiegare col complottismo quello che in fondo è “semplice” fanatismo islamico.

     
    • Paul Droogo il said:

      Il suicidio non è contemplato dalla cultura islamica, mentre è essenziale in questa tipologia di attentati. La sopravvivenza dell’attentatore, infatti, potrebbe comportare la chiara individuazione dei mandanti e degli organizzatori.
      Il suicidio a fini politici è, invece, sostanziale nella cultura giudaica (Muoia Sansone con tutti i Filistei), da cui quella cristian-europea ha da sempre preso le distanze.
      Il disperato che con sostanze chimiche psicotrope alimenta e sopravvive alla propria disperazione, è un prodotto tipico, invece, del disfacimento dell’ordine mondiale “liberale” (dice Dezzani, il lo chiamerei “usuraio”). Ingrediente disponibile in ogni momento per il confezionamento dell’attentato farlocco del momento.
      Sull’analisi di Dezzani ci scommetto: la sua interpretazione, invece , non è semplice, ma semplicistica ed insulsa.

       
    • Francesca Ancona il said:

      Chi legge Dezzani da tempo (e anche chi riflette un po’ sulle cose) dovrebbe sapere, ormai, che il profilo del presunto “kamikaze” è sempre lo stesso; musulmano, mentalmente instabile, quindi, facilmente preda, spesso ignora la fine che gli spetta, a volte anche il compito, che non esegue materialmente lui…

       
    • Sergei, personalmente credo che le mire politiche siano a conoscenza solo dei capi dell’organizzazione. Le pedine vengono radicalizzate, riempite di odio velenoso e convinte con promesse o minacce.

       
    • Come tu mettessi un pedofilo in un asilo,poi fatto il danno,lo prendessi come scusa per chiudere l’asilo,perché luogo pericoloso.
      Vuoi che ti faccia un esempio più pertinente?

       
  4. Lucy il said:

    Certo…..Semplice fanatismo islamico….Come no! Che menti malate questi complottisti; vedere una dietrologia dove tutto è così chiaro a colpo d’occhio, era un semplice amante del giardinaggio radicalizzato dalla sera alla mattina. Che cattivoni questi islamici.

     
    • DANILO FABBRONI il said:

      Non sappiamo ovviamente dar risposta a questo interrogativo, ed anzi altri ci si prospettano – come in un caleidoscopio – davanti a noi e più complicati.
      Stiamo parlando dell’incipit di questo capitolo che riferiva di un incrocio simbolico, un translucere, tra il testo di Blood on the Altar e La follia che viene dalle Ninfe.
      Perché diciamo questo?
      Lo diciamo perché ci ha colpito una breve, sibillante, affermazione dell’autore che afferma come la «conoscenza attraverso la possessione […] non è qualcosa che si può aggiungere a un assetto già delineato del pensiero quale appendice, fenomeno marginale o eccentrica variazione».
      Capiamo?
      Un consiglioridi alto rango dei Parterre de Rois ci fa notare che la conoscenza è possessione e viceversa. Quindi l’individuo conciato così – una sorta di Golem – come lo siamo andati elencando sino ad oraè quello voluto da questi archetipi venefici, secondo le parole di Calasso: “esseri delicatissimi e oscuri, fascinosi e terribili” – e quindi non è frutto del caso, o di qualche vaniloquio, ma di una negromanzia.
      Negromanzia di necromanti e tanatofili.

      Ma continuiamo a prestar la dovuta attenzione a Calasso che scrive il divenire di questa “metamorfosi” diabolica in questa guisa:

      «Questa metamorfosi che si compie lottando con figure che abitano al tempo stesso la mente e il mondo, o abbandonandosi ad esse, è il fondamento della conoscenza metamorfica che riconosciamo nella possessione.
      Una conoscenza che non può presentarsi se non in termini erotici: theólēptos etheóplēktos, l’essere “presi” dal dio e l’essere “colpiti” dal dio, le due modalità fondamentali della possessione, corrispondono ai due modi delle epifanie erotiche di Zeus: il ratto e lo stupro. […] Perciò Platone, dopo aver elencato nel Fedro i quattro tipi di possessione, afferma che la possessione suprema è quella erotica: la manía erōtikḗ».

      Cosa ci suggeriscono queste righe se non il ritratto perfetto di vicende quali quella dei Finders, della Franklin o di Marcinelle?
      Là tutte queste linee di viluppo furono portate a compimento: troppo ardito azzardare una silloge tra questa teoretica di cui sopra e quella pragmatica di là?
      Eppure gli animi coincidono perfettamente con quegli intenti: di nuovo, una pura coincidenza?
      Non è lo stesso Calasso a deridere chi non sa leggere i valori intrinseci, misterici, en abîme, che lui definisce “storia di possessione” del racconto panpedofilo Lolita di Nabokov? Lolita: la ninfa quale genotipo nella Modernità.
      Giacchè «il corpo delle Ninfe era il luogo stesso di una conoscenza terribile, perché al tempo stesso salvatrice e funesta. La conoscenza attraverso la possessione. Una conoscenza che dà la chiaroveggenza, ma può anche consegnare chi la pratica a una peculiare follia».
      Quindi la follia come senso escatologico per questi Santi di Satana è la loro chiave di volta. Tutto concorre difatti verso quella volta infernale, verso questo nadir di Dissoluzione, verso il sangue sull’Altare.
      Infatti Calasso aggiunge che «dalla bonomia ecologica al massacro la distanza era minima» volendo dire che c’è poco da rallegrarsi e crogiolarsi da parte dei “moderni”, dei “coevi”, sguazzando nel pantano, nel cortile, della potente e immaginifica Libertà Assoluta di Tutte Le Libertà, gustando il frutto proibito di ogni perversione pensata e pensabile: presto, al di là del muro del lager dorato, del miraggio diabolico, il Terribile è già accaduto, è già là, insediato da tempo ed in forze.
      Anticipazioni reali, come shrapnel nella notte, se ne hanno giù avute, ma nessuno, o pochissimi, ne hanno intravisto la portata funesta: la Bosnia, il Libano, il Guatemala, Falluja, la Palestina, la Cambogia…
      Dietro i cotillons della Modernità si celano le mazze ferrate dei Neo Atzechi della Regressione di ritorno.

       
  5. Cesare il said:

    Eccellente Dezzani, Eccellente.

    P.s. Segnalo un piccolo errore su questo passaggio ” …alla ben più concreta uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, edificata, passo dopo passo (CECA, CEE, UE), proprio dalla finanza cosmopolita che ha sede a Londra..”

    La virgola andrebbe dopo la parola Regno Unito

    Saluti a Federico e al blog.

     
    • Cesare il said:

      Visto che c’e’ stato un dislike, tengo a precisare, che la frase cosi come e’ impostata potrebbe lasciar intendere che e’ “l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea…. ad essere stata edificata passo dopo passo…..dalla finanza cosmopolita che ha sede a Londra”

      Caro Federico, se non vuoi spostare la virgola, puoi anche impostarla nel seguente modo: ” …alla ben più concreta uscita del Regno Unito, da quella Unione Europea edificata, passo dopo passo (CECA, CEE, UE), proprio dalla finanza cosmopolita che ha sede a Londra..”

      Sono dettagli lo so, tuttavia, quando stavo leggendo….. per un attimo, ci sono cascato anch’io. Libero, comunque, di non variare il testo che e’ molto bello e leggibile anche cosi 🙂

       
    • Scusami,ma anche tu hai scritto maiuscolo il secondo eccellente…sembri ,da come ti poni una persona colta,…senza offesa,ma non ti stimola una riflessione e quindi un commento il contenuto dell’articolo? Sarei,penso,saremmo felici di dialogare con te sul contenuto,non sulla punteggiatura. Ciao.

       
    • Markus il said:

      Ma che state a ddi’…non c’è nessuna virgola da spostare…
      Ihihihih…la gente non sa manco leggere….

       
  6. Luca il said:

    L’attentato e la sua eco mediatica sono risultati sincronizzati, con tempismo professionale, con la riunione a Washington dei 68 ministri della Global Coalition working to defeat ISIS. Quelli che in tre anni ha tirato su la discreta sommetta di 25 miliardi di dollari e che propone ai suoi membri di occupare in modo stabile (la dizione ufficiale è “stabilization of liberated area”) ampie porzioni di territorio appartenenti ad altri stati.
    https://www.state.gov/r/pa/prs/ps/2017/03/268332.htm

    Dopo che il sempre solerte SITE Intelligence Group (con sede a Bethesda, lussuoso sobborgo di Washington), ha annunciato, tramite Amaq, il tanto atteso e altrettanto incontrovertibile collegamento tra l’attento di Westminster e l’ISIS, anche i membri meno convinti hanno dovuto convenire che gli obiettivi della coalizione sono attuali, le azioni urgenti, l’impegno finanziario doveroso.

     
  7. learco il said:

    In passato sono già avvenuti scontri tra la City di Londra e la Gran Bretagna.
    Ho letto che la Guerra di Indipendenza Americana fu sostenuta e finanziata dai banchieri della City contro gli interessi della corona britannica allo scopo di creare il primo Stato di ispirazione massonica del pianeta.
    Quando fu firmato il Trattato di Parigi che sanciva la fine della guerra, nella City i festeggiamenti proseguirono per giorni.
    La Brexit paradossalmente ha rappresentato il tentativo dello Stato inglese di affrancarsi dal potere dei banchieri.

     
  8. Daniela il said:

    La frase del post “svelando un sistema internazionale così degenerato da sfiorare l’autocannibalismo, dove i servizi segreti atlantici sferrano un attacco persino contro Westiminster” è chiarificatrice.

    L’ISIS è una creatura della CIA e l’MI5 o 6 o 7 (magari esiste), sicuramente sapeva tutto e avranno avvisato la vecchia sovrana.

    Londra non voleva uscire dall’Europa, ma Londra è la sede del parlamento, quindi alla fine a Londra si doveva fare qualcosa, anche se molto hanno già fatto a Londra, tipo gli attentati del 7 luglio 2005 che hanno fatto 56 morti e quasi 700 feriti.

    Poi ci sono molti turisti a Londra, anche italiani che sono morti in tutti gli attentati dal 2004 in Spagna, 2007 a Londra e poi Francia e Germania. Anzi la scelta di Nizza era piuttosto minacciosa anche per l’Italia.

     
    • Il Maglia il said:

      Infatti io mi chiedevo come mai Federico, solitamente molto circostanziato, non facesse menzione dell’attentato del 2005 a Londra.
      Tra l’altro, mi piacerebbe sapere (all’epoca, come forse quasi chiunque, mi bevevo tutte le stronzate che ci rifilavano i MSM) quale era la finalità della strage succitata.

       
      • Federico Dezzani il said:

        Parliamo di ere geologiche differenti: nel 2005 le truppe britanniche erano in Iraq.

         
  9. Arlo il said:

    ..tutto questo ci riporta al suddetto scontro tra due entità (quella sovranista e quella global)..the Queen circa un anno fa’ si “lasciò scappare” un paio di “riflessioni”..una in favore della Brexit, l’altra sui tempi bui che stanno per arrivare in GB…l’attentato è chiaramente un’intimidazione..possiamo colpire sia la gente che la sede storica della democrazia…il momento è delicato e sembra che più la fazione global scateni caos più la gente sia stufa della situazione e si affidi ai sovranisti…a tutto c’è un limite!
    …grazie Dezzani per l’apporto chiarificatore svolto e anche agli altri analisti costruttivi.

     
    • Cinà il said:

      Arlo, mi associo al suo ragionamento con una piccola nota di aggiunta. Lei dice: “…il momento è delicato e sembra che più la fazione global scateni caos più la gente sia stufa della situazione e si affidi ai sovranisti…”
      È proprio questo il particolare che non torna nel ragionamento; sono molto cattivi ma non stupidi! Ergo perché continuare a perseguire una strategia che sta facendo sfaldare completamente la loro credibilità politica? I “populisiti” avanzano dappertutto grazie anche a questa tattica di attentati che mina costantemente la fiducia della gente nel progetto di governo global-liberista.
      Questi attentati (o presunti tali) portano più alla diffidenza rispetto a chiunque sia “straniero”, che non provenga dallo Stato sovrano e quindi ben conosciuto … Insomma, non sono molto sicuro che questa strategia sia una pinizione da parte dei liberal-usurai nei confronti dei sovranisti (per inquadrare sommariamente le due categorie), quanto piuttosto l’opposto.
      Che ne pensate?

       
      • Arlo il said:

        Conoscere i progetti degli architetti sarebbe il massimo, ma non siamo autorizzati a vederli. Quindi si possono formulare soltanto ipotesi.
        1) Il Sistema ha cambiato strategia visti gli insuccessi recenti favorendo una sorta di globalizzazione tra Stati Sovrani (ma non credo).
        2) I Globalisti si sentono talmente potenti da poter anche agire stupidamente.
        La gente comunque ragiona con la pancia e al di là del soggetto radicalizzato usato all’occasione non piace vedere pezzi di territorio Europeo “controllati” da “Sistemi di Credenza” tipo Islam.
        Quindi in breve: 1)Europa o Stati con identità e caso mai ospitanti culture minoritarie o 2)Europa senza identità (un melting pot di consumatori facilmente controllabile con conseguenti perenni tensioni ai “piani bassi”). Ai “piani alti” gli “intoccabili”, che comunque guadagnano sempre; sia che appartengano al gruppo 1 che 2.
        Comunque una toppa và messa all’attuale situazione. Il resto sarebbe un mondo irriconoscibile.

         
    • Spesso si citano i regnanti di inghilterra,olanda ecc. come attori del grande gioco in combutta con i globalizzatori.
      In questo caso,invece, la Regina d’I. sembrerebbe sovranista… contrapposta quindi… anche ai suoi servizi segreti? I tempi buii da lei paventati,cosa sono? Una guerra fisica in europa? Le catastrofiche conseguenze di austerità-immigrazione programmate dalla ue e che lei ben conosce,da cui vuole salvare i suoi sudditi? Federico prova a dirci…

       
  10. THE ROMAN il said:

    Nodisinfo.com, un sito di cui consiglio la visita a tutti i frequentatori del sito. Non ho abbastanza elementi per convalidare la tesi che si tratti di una messinscena,ma resto anche io perplesso di fronte a certe immagini. E’ possibile che molti di questi attentati siano in realta’ dei falsi , e riflettendo risulta perfettamente plausibile questa eventualita’. Uccidere centinaia di persone ,come avviene nelle stragi in medioriente, provocherebbe reazioni imprevedibili. Da considerare inoltre quanto sia preferibile gestire dei complici in una messinscena , piuttosto che di una mattanza. Certe dichiarazioni stereotipate e propagandistiche di testimoni e familiari delle vittime , sono semplicemente non credibili. Inneggiare a democrazia e diritti umani in certi frangenti, come la morte di una figlia, sarebbe materia per psichiatri se non fosse un artificio hollywoodiano. Come per nizza ,bataclan, mercatino tedesco e aereoporto di Bruxelles, ci sono troppe incongruenze sia nella scena del crimine ,sia nello svolgimento di questi presunti attentati e nelle dichiarazioni dei coinvolti. Ricordate Charlie hebdo ? il poliziotto ucciso da colpi di kalashknikov a salve ? Le marce organizzate.le bandierine preparate,i selfie. Gli slogan gia’ pronti con tanto di logo . Viviamo nella societa’ del falso, con un oligarchia che deve il suo predominio a delle falsita’ storiche, e dove vengono venerate delle false vittime di fatti mai avvenuti . Piu’ grandi sono le menzogne ,piu’ le masse sono propense a crederle.

     
    • Federico Dezzani il said:

      La mia personale opinione è che queste teorie degli attentati “finti” facciano parte della campagna di disinformazione.
      Si distrae l’attenzione sul particolare irrilevante (il colpo a salve, il sangue finto, il manichino, etc. etc.) così da non cogliere il quadro generale, che è quello importante.

       
      • Massimo il said:

        I morti ci sono certo, ma in misura limitata, di solito è quasi esclusivamente l’attentatore che, anche in questo caso, girava in auto con il suo handler, un pelato di razza caucasica misteriosamente poi scomparso dalla scena.

        Prima di dare il “ciak” infatti ci sono in larga parte uomini del SIS e dei vari contractor, oltre ai vari watchers che controllano che tutto si svolga senza intoppi. Questo non per “scrupoli” di chi organizza la messinscena, ma perché avere tutto sotto controllo è preferibile perché si evita che si vada ad indagare da parte delle famiglie delle vittime, cosa da evitare per quanto possibile.

        Il cliché è sempre lo stesso: si disattiva la videosorveglianza (gestita da ditte vicine ai soliti noti), niente guardie o sicurezza sull’obiettivo, il solito capro espiatorio sotto controllo mentale o scopolamina che inevitabilmente muore e non va mai a processo.

        Su 4chan un utente anonimo aveva già postato le coodinate GPS un giorno prima, inoltre l’inevitabile numerologia torna alla ribalta visto che 03/22 (all’anglosassone) è 322 il numero caro alla più importante società segreta a stelle e strisce (Skull and Bones), oltre che il giorno della morte di Johann Adam Weishaupt secondo il calendario gregoriano. Non a caso stesso giorno di altri attentati che ben ci ricordiamo.

        A mio avviso è un pizzino che arriva da ambienti ben precisi, l’unità 6 dell’intelligence militare ricordo che non è sotto il controllo del parlamento ma dei coronati, nello specifico però viene citata appositamente dai solerti media mainstream l’unità 5 che aveva casualmente anche un dossier sul nostro “terrorista”. l’Mi5 va a braccetto con la CIA, nella stessa misura in cui l’NSA corrisponde ai propri partner dell’GCHQ. Quindi hai pefettamente ragione, gli stessi che stanno dando filo da torcere a colpi di dossier russi a Trump hanno preparato il lavoro sotto il Big Ben.

        Aggiungo un’altra cosetta: il cognome Massood rima molto bene con Mossad e, a giudicare da certi personaggi sulla scena e la scontata rivendicazione, direi che il quadro è chiarissimo

         
  11. Articolo come al solito molto interessante caro Dezzani, ma dovrebbe anche spiegarci perchè la May e relativi sodali stanno caricando così tanto la Brexit di “razzismo” e disamore per i CITTADINI / LAVORATORI EUROPEI, gran parte dei quali stanno puntualmente mollando al loro destino il NHS e tutte le altre aziende con sede in Inghilterra che contano su di loro per continuare a funzionare. Se i Brexiters volessero lottare contro i poteri forti cercerebbero il modo per lasciare in pace chi lavora e porta ricchezza e soldi al Regno Unito anzichè infastidirli, e ci stanno infastidendo parecchio glielo posso assicurare, perchè io in Inghilterra ci vivo.

     
  12. Gianni il said:

    Le sue analisi, Federico, sono sempre stimolanti, e portano acnhe a trarre conseguenze che portano lontano, possiamo ancora parlare di democrazia in occidente quando è almeno dalla fine della seconda guerra mondiale che le cosiddette democrazie sono ostaggio dei servizi segreti? servizi che sfuggono al potere politico scelto (+ o -) dalle cittadinanze per via elettorale, e che tentano di dirigere il corso delle scelte fondamentali attraverso omicidi perpetrati contro quegli stessi cittadini oggetto e soggetto fondante di ogni ipotesi democratica, non è da oggi quindi che la parola democrazia è stata svuotata letteralmente del suo significato e se si vorrà ristabilirlo in futuro non si potrà prescindere da fare tabula rasa di questi servizi deviati, che appartengono più al crimine organizzato che non alle sovranità nazionali, mentre la fallita unione monetaria ancora non ha mai speso una parola al riguardo, segno inequivocabile di una burocrazia compromessa con quell’ordine di cose.

     
  13. enzo il said:

    Prima di tutto occorre porsi questa domanda : quali sarebbero i vantaggi di questi atti terroristici ad una eventuale causa islamista di ISIS o ad altre sigle varie ?
    Dopo un attentato il governo di turno emana il solito dispaccio : non ci faremo intimorire! Ricordo ad esempio che Holland disse che gli attentati hanno come obbiettivo quello di terrorizzare i cittadini cosi ché per esempio nessuno va più a teatro, a cinema o al ristorante.
    Praticamente i terroristi ogni tanto mettono bombe oppure investono la gente per strada e la gente spaventata non esce più di casa, quindi i governi per non subire altri attentati consegnano il governo della nazione ai terroristi, si applica poi la sharia e il gioco è fatto.
    Ma allora perché gli USA e le altre potenze globali spendono migliaia di miliardi di dollari per la difesa quando bastano qualche decina di pazzi armati di coltello e patente di guida per abbattere uno stato nemico?
    Ieri leggevo su il Fatto quotidiano i commenti ad un post di Diego Fusaro (essendo troppo numerosi e quasi sempre dello stesso tono dubito molto che siano veritieri e invece che si tratti di commenti automatici interni alla redazione) e per quasi tutti era chiaro invece che la strategia terroristica era più che attuabile.
    Mai una volta nella storia, vedi BR, Rote Armee Fraktion, Talebani, Al-Kajda etc, i gruppi terroristi hanno ottenuto i risultati della loro azione ma è sempre stato il contrario quindi appare scontato che il terrorismo è sempre di stato oppure i terroristi sono degli emeriti imbecilli.
    Resta ancora da chiarire bene come si riesca a “radicalizzare” gli autori pratici degli atti terroristici, credo che si tratti di soggetti sottoposti a qualche manipolazione mentale anche con l’uso di droghe o simili considerando che quasi sempre si tratta di individui per niente islamisti come stile di vita (alcolizzati, omosessuali o libertini estremi).
    La versione ufficiale è sempre accettata dalla stragrande maggioranza della gente perché la stessa è idealmente collusa col potere e gradisce essere presa per in giro per non dovere ragionare e ammettere che vive in un mondo guidato da idioti, loro compresi.

     
  14. Jean il said:

    Ottima analisi Dottore, come al solito, vedremo se vince Marine cosa faranno scoppiare, lì si gioca grosso….

    Saluti

     
  15. learco il said:

    Tutte le notizie che noi ascoltiamo e i video che vediamo sul terrorismo provengono da un’unica fonte: il SITE di Rita Katz, il solo ad essere accreditato come attendibile dall’ANSA e dal governo USA.
    Stando a quanto ho letto su questa signora, si tratterebbe di una fanatica sostenitrice dello Stato di Israele:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/16/isis-il-monopolio-di-site-sui-video-del-terrore/1429142/

    Come farebbe questo curioso personaggio a ottenere tutte queste favolose informazioni?
    Da quello che lei sostiene, possiede i codici crittografati che le permetterebbero di entrare nei siti dei terroristi, da cui trarrebbe il materiale che poi diffonderebbe presso tutte le agenzie e i media del mondo.
    Cioè, da quello che ho capito leggendo i siti web e i giornali in questi giorni, esiste una fonte unica di notizie che attribuisce la paternità degli attentati e che tutti accettano senza discutere; una fonte gestita da una persona assolutamente di parte e che non dice in che modo preciso si procura queste notizie.
    Spero di aver compreso male, ma se fosse vero tutto ciò, siamo sicuri di non essere tutti vittime di una truffa colossale?

     
  16. the Roman il said:

    La moneta Fiat, ovvero basara su di unvalore fittizio puramente fiduciario e ‘cio ‘ che sostiene il sistema finanziario globale. Crediamo ad un valore stabilito da un elite . L’odierno sistema di valori e’basato sul mito dell ‘olocausto e dell ‘inammisibilita’ di indagare sulla sua veridicita’. Dobbiamo credere alla verita’storica imposta da un elite. Avvenimenti inverosimili e contrari alle leggi della fisica sono spacciati come verita ‘ indiscutibili ( 11 sett.). Invasioni programmate e attuate sfrontatamente vengono fatte passare per un fenomeno epocale inevitabile. Potrei continuare con gli attentati che osserviamo e commentiamo, anche essi narrati in maniera insultante verso un pubblico che si pretende incapace di intendere , con le rivoltanti teorie che ci vengono imposte come progresso e altro ancora. Sono tutti anelli di una stessa catena ,che imprigiona le nostre coscienze rendendole inabili . La paura che oltre questa matrix possa esserci instabilita’ , perdita di benefici materiali e dolore ,e ‘ cio’ che rende quest’assurda versione di mondo l ‘unica accettabile per molti che in fondo ne beneficiano . Molti si chiedono perche’ certi abominii siano possibili , perche’ non ci sia una generale e sacrosanta ribellione. Sono ancora tanti quelli a cui fa comodo ,questa e’la ragione.

     
    • Backward il said:

      Mi scusi, ma quando leggo di “ribellione” devo sorridere. Lei si aspetta davvero che le masse che vede fuori, del telefonino e dei jeans strappati, di YouTube e del calcio, di Fessbook e della De Filippi, formino un pensiero intelligente, superino le ostilità individuali, trovino il coraggio e si impegnino in qualcosa di più faticoso di un click?

       
    • Fuga dalla libertà,lo lessi da ragazzo,spiega quasi tutti i comportamenti individuali e quindi sociali. Conoscere,comporta fatica,decidere,comporta responsabilità…si può sbagliare…meglio delegare ad altri:maestro(grillo-fidatevi di me!) ,Chiesa(papa-fidatevi di me!)Libro(imam-se non vi fidate…zaaak),sette(massoni-ubbidisci a me!) e fuggire ,fuggire sempre ai propri compiti.

       
  17. Fabrizio il said:

    Caro “The Roman” diciamo, che non c’è una “sacrosanta ribellione” in quanto ad una parte del popolo ancora fa comodo questa situazione (evidentemente) proprio come tu dici, ma è anche vero che vi sono dei sistemi di controllo di società “a sovranità limitata” com’è il caso dell’Italia, che sfuggono la percezione del comune cittadino. Quindi oltre a Forze dell’Ordine, Esercito e Servizi Segreti, anche (cosa assai importante) uno stuolo di “adepti” disseminati ovunque fra la popolazione (Qui ci sarebbe da farne un trattato di proporzioni bibliche) https://labuonastrada.wordpress.com/2012/12/31/le-retrovie-della-massoneria-il-club-rotary-international-ed-il-lions-club-international/ I mass media mainstream chiudono il cerchio ed il controllo delle società è pressoché totale.

     
  18. Ottimo articolo. Se permettete, io vivo in UK e posso dirvi che l’attentato ha avuto successo pieno: c’è un dispiegamento enorme di polizia e sono tutti in preda al panico più assoluto. L’attentatore è morto, ma le sue azioni hanno fatto dei danni enormi all’economia e al morale della nazione. Ne parlo con più dettagli nel mio blog.

     
  19. Giuseppe M. il said:

    Vista l’ora tarda, buonanotte a tutti.

    Letto con molto interesse l’articolo “sull’ennesimo attentato isis”. Letto pure i commenti.
    A proposito di qualche commento e dell’articolo vorrei osservare un aspetto di questo “attentato”.

    Alcuni si chiedono (e non torna loro) il perchè continuare a perseguire una strategia (quella degli attentati) che sta facendo sfaldare la loro credibilità politica (dei globalisti) fancendo avanzare i “populisiti” in quanto questi attentati portano più diffidenza rispetto a chiunque sia “straniero”.

    Io penso che occorre osservare che quest’ultimo attentato è arrivato si nel mentre il Parlamento inglese si sta apprestando a muovere i primi passi verso la Brexit, ma anche durante la celebrazione dei 60 anni del Trattato di Roma.
    Quindi, non dobbiamo solo guardare alla Gran Bretagna per il Brexit, ma anche alla UE che si affanna per non sfaldarsi.
    La narrativa che infatti è stata immediatamente data, dopo l’attentato, è “Non possiamo dividerci, il terrorismo lo possiamo affrontare solo insieme”.
    Quindi, questo attentato, semmai, più che a spaventare, può servire a orientare l’opinione pubblica.
    Non ci fosse stato, non so di cosa avrebbero parlato i media durante le celebrazioni dei 60anni del Trattato di Roma.
    Invece di parlare dello stato comatoso del progetto UE, è finita che si è detto PIU’ EUROPA.

    Anzi, c’è di peggio. Sempre più insistentemente si parla di modello Israele per fronteggiare il terrorismo. L’ho sentito con le mie orecchie in diverse trasmissioni.
    E quando in diverse trasmissioni si sente la stessa cosa….non credo sia un caso.
    Addirittura l’ho sentito in una trasmissione molto secondaria andata in onda in seconda terza serata, non ricordo che trasmissione era.
    Intervistavano un signor nessuno (forse un professore, boh) che ragionando su Londra diceva: “Purtroppo impedire un attentato del genere è molto difficile. Perchè la possibilità di reazione per impedire i morti è troppo ridotta. Con un tir è meno problematico solo perchè il tir è lento, ma un auto è troppo veloce. I fatti dicono che il modello Israele per prevenire gli attentati è il più efficiente”
    L’intervistatore rispondeva: “Ma modello Israele significa controlli senza praticamente limiti dettati dalla privacy. Vivere quotidianamente come in stato di guerra”.
    E il signor nessuno: “Si, lo so. Ma è il più efficiente. E comunque in Israele vanno al cinema, al ristorante e al mare.”

    Ad ogni modo, in tre giorni ho sentito 4 volte la parola “modello Israele”. E la cosa mi puzza.
    Così come mi puzzano queste continue minacce del sultano Erdogan

     
    • A volte riesci a tirare il filo rosso tra persone ,fino a quel punto insospettate,proprio dal sincronismo dei loro ,appunto,spin capisci da che centrale dipendono.

       
    • Erdogan potrebbe fare un servizio proprio a “loro”,contestandoli e dando l’impressione che il progetto della Turchia in europa(altro forte argomento dei populisti) non verrà attuato. Vedi che la polemica in Olanda ha favorito il candidato di bruxelles,togliendo argomenti a Wilders,che partiva già senza argomento eurozona-depressione,essendo l’Olanda avvantaggiata dall’euro.
      I pupi di legno hanno molta più anima di questi teatranti ormai costretti a dei cambi di maschera a scena aperta che non vengono scoperti solo per la puttanevolezza del sistema dei media.

       
  20. Infatti questi “spin” quando li senti in contemporanea da travaglio,formigli,gruber,da un presentato come esperto,magari da un crozza nei suoi pezzi, sono dei sicuri marcatori degli scopi .

     
    • Osservatore Internazionale il said:

      Dezzani su Sputnik è il minimo. Qualora dovesse risorgere, dalle ceneri, una nuova Italia, vorrei Federico alla dirigenza dell’Agenzia di Stampa Nazionale… alle mie dirette dipendenze :-)))

       
  21. Cesare il said:

    Caro Learco, con riferimento al tuo link, consentimi di avete dei dubbi. Tutte le volte che un giornalista di rilievo, come Giulietto Chiesa, incontra uno come Gioele Magaldi, in un dibattito, una conferenza etc. la storia impone allo spettatore, d’iniziare a maturare dei fondati dubbi sul giornalista. Quando si hanno posizioni antipodali vere e non farlocche, conferenze congiunte non avvengono. Mai !

     
    • Osservatore Internazionale il said:

      In linea di massima avresti ragione Cesare, ma Giulietto Chiesa a me sta molto simpatico e soprattutto dopo questo video https://www.youtube.com/watch?v=N90yzwfdi1M

      * Dovranno mettere on-line tutti gli iscritti, come fanno tutti gli ordini professionali. Trasparenza è la prima cosa .

       
    • Markus il said:

      Sí, quell’incontro è stato abbastanza strano con i due che parlavano ognuno per i fatti suoi su posizioni evidentemente non conciliabili.
      Però la questione in casi del genere è che a volte non si tratta solo di due privati signori che si fanno una chiacchierata.
      Chiesa non è minimamente un cane sciolto, lo si sa da decenni e Magaldi rappresenta qualcos’altro – diciamo cosí – “per costruzione”.
      Quelli a cui fa riferimento Chiesa in questi ultimi anni si stanno dando da fare come matti sapendo che gli “altri” fanno altrettanto r anzi avevano cominciato a “lavorare” molto prima di loro (vedi il caso Navalny che è solo l’ultimo in ordine cronologico).
      Quello che non si capisce benissimo è chi rappresenti Magaldi: il suo libro è un ammasso di idiozie talmente delirante da far ridere eppure ci fa le conferenze, molti gli danno credito nonostante la palese assurdità di certe sue tesi e infine il gruppo di Gioele sul blog del (sedicente) Grande Oriente Democratico si è dimostrato sempre fieramente filoisraeliano, che è anche una posizione lecita ma è diametralmente opposta a quella di Giulietto.
      Chi vivrà vedrà ma dubito che da un simile innaturale connubio possa nascere qualcosa di concreto.

       
  22. learco il said:

    Ho proposto questo articolo perchè riassume in modo semplice alcune ipotesi formulate sui siti di controinformazione e mai presentati, se non come ipotesi complottiste, sui soliti media.
    Per quanto riguarda Chiesa e Magaldi, del primo apprezzo il suo lavoro, coraggioso di questi tempi,su Sputnik Italia, del secondo mi sono sembrate interessanti alcune sue ricostruzioni di avvenimenti storici contemporanei, anche se da Gran Mestro della Massoneria tende un pò troppo a trovare nel lavoro delle logge le fonti di questi eventi, senza capire che la massoneria è uno dei tanti strumenti utilizzati dalle elite finanziarie per perseguire i loro scopi.
    Comunque, credo che ogni contributo possa servire per combattere la disinformazione con cui i poteri forti mondiali mascherano i propri piani di dominio: da quello di Blondet a quello di Chiesa passando per Dezzani e così via.
    Hanno per lo più idee diverse, ma sono tutti animati dalla ricerca della verità che si nasconde dietro ai fatti e sono più letti di quanto si possa immaginare, visto che esistono progetti di legge per cancellarli dal web.

     
  23. Cesare il said:

    “Esistono progetti di legge per cancellarli dal web”…..ed io aggiungerei, progetti ignoranti presentati da personaggi che di web non capiscono nulla evidentemente e quindi altrettanto ignoranti.

    Sul DDL Gambaro, preferisco non addentrarmi per evitare di dover vomitare sul pc, le uova strapazzate ed il bacon che ho appena mangiato a colazione, però posto un link che esprime bene di chi stiamo parlando http://www.altreinfo.org/informazione/7425/ddl-gambaro-arriva-la-censura-del-web/

    Ad ogni modo, persino in Cina dove esistono i tecnici informatici più preparati al mondo, sanno che non è possibile mettere alcun “bavaglio alla rete” sui contenuti. Puoi bloccare social network, motori di ricerca ed alcuni siti, come hanno fatto ( il tutto aggirabile comunque con vari accorgimenti tipo vpn etc. ) ma mai i contenuti.

    Se penso alla Gambaro ed al fatto che è nata on-line, è stata eletta on-line, in un movimento nato on-line, ed ha avuto lo stomaco di mettere la faccia su un tale disegno di legge, ho le visioni mistiche dei dragon Ball con le emorroidi.

     
  24. Guido il said:

    Federico ha messo un sigillo anche su questo attentato.
    Vediamo se anche a Londra sequestreranno i filmati delle videocamere di sorveglianza….
    Perchè dovrebbero esserci, no?
    Mi sembra tuttavia, che i media non si siano assatanati per riproporre le immagini, che dovrebbero avere diverse angolazioni…
    Diciamo che l’interesse generale è stato per il cordoglio…
    Volevo ricordare che Soros, che nel 2001 voleva fottere il suo paese odiato, la Germania, attraverso l’Euro, non è riuscito a farla franca, perchè Merkel ha sempre schivato i debiti altrui..Nel 2012, in piena crisi Euro ( circa a 1,21 su Dollaro) Soros ha rilasciato una importante intervista, in cui spiegava che la Germania doveva accollarsi i debiti, se no l’Euro saltava per aria.
    Nulla di quanto proposto da Soros, avvenne. Draghi si mosse per salvare Euro. Credo che da allora, Soros si sia messo allo scoperto su Euro. Cioè, se non salta l’Europa, e con esso la Germania, almeno facciamo saltare i tedeschi… E di qui lo scandalo diesel Wolksvagen, poi i derivati di Deutsche Bank…Insomma, i tedeschi sono stati colpiti più volte da colpi avversi. Obama, ha sempre sostenuto merkel, in apparenza. (Ma Obama è un bastardo…dice il presidente filippine). Il TTIP non è andat in porto, per la caduta di Clinton, non per la Merkel, che era felice di affondare la Francia.D’altronde era il solito trattato commerciale in cui si affonda l’agricoltura, per previlegiare le macchinette…un toccasana per la Germania, un disastro per la Francia e l’Italia, Spagna inclusa..
    Quindi questo attentato può provenire dagli ambienti Soros, che giocano: A) a favore di Israele come grande venditore di sistemi di sicurezza ( in pratica, la principale industria del paese).B) a favore di se stesso come scommettitore contro l’Euro.( se questa è la sua posizione, come probabile).
    Certamente Marine Le Pen viene aiutata da questo attentato.
    Perciò, le possibilità di un successo di marine dovrebbero essere in salita. Ma non si hanno sondaggi, nè recenti, nè certi.
    Queste sono le coordinate

     
  25. learco il said:

    Per avere un’idea dell’importanza della controinformazione per smascherare le trame dell’elite globalista e del suo personale di servizio nei vari media mainstream, ecco un articolo interessante sull’oppositore di Putin, arrestato durante una manifestazione ed elevato a martire dai governi e giornali occidentali:

    “…..l’organizzatore della protesta moscovita, Aleksej Navalny non è solo un proteiforme quanto inconsistente oppositore di Putin, è nei fatti un agente occidentale. Questo “agitatore politico – finanziario” misteriosa e ambigua definizione data da Time è venuto fuori praticamente dal nulla nel 2005, appena tornato, guarda i casi della vita, dall’Università di Yale, organizzando una sorta di campagna anti corruzione per la quale non ha nessun titolo visto che nel 2013 è stato arrestato per appropriazione indebita di mezzo milione di dollari finendo ai domiciliari, cosa davvero insolita in Russia, mentre l’anno dopo ha subito una condanna per truffa e riciclaggio.”

    https://ilsimplicissimus2.com/author/ilsimplicissimus2/

     
  26. Andrea il said:

    C’è qualcosa che non quadra.
    Partiamo dal meteo.
    I giorni precedenti all’attentato il clima era mite e il cielo sgombro da nuvole, con un bel sole primaverile. Eccetto il giorno dell’attacco terroristico. Trovo interessante far notare che il terrorista ha scelto (o ha aspettato) il giorno piu piovoso e ventoso compiere questa operazione.
    Vi faccio notare che quando la parlamentare Labour fu accoltellata, ministro dell’interno era Teresa May.
    Ora, chi è stato a Londra sa molto bene che i turisti si godono il sole, soprattutto se si è all’inizio della primavera, riversandosi per le strade e storiche. Ma non quel giorno perchè quel giorno pioveva a dirotto.
    Solitamente il fine di un terrorista è quello di fare quanti piu morti possibili, tuttavia questa volta ha deciso di non fare troppi danni al business turistico di sua maestà.
    Il terrorista, si sarebbe fatto esplodere (su committenza dei plutocrati dell’europa massonica, secondo questo blog) per vendicarsi delle politiche anti UE del Regno Unito.
    Vorrei far notare tuttavia, che chi si rafforza da questo attentato è il governo. Il parlamento, simbolo di democrazia e sovranità, è più compatto. Con tanto di parlamentare eroe che salva passanti.
    Dezzani. Gli attentati non li fanno solo i servizi segreti a libro paga dei banchieri. Londra (inteso come istituzione politica Nazionale) sa altrettanto bene come si influenza l’opinione pubblica.

     
  27. Guido il said:

    Esiste ormai un network dell’attentato su cui tutti pescano. Il materiale umano è abbondante.
    Basta mettersi in contatto con la centrale operativa e si può risolvere qualunque problema.
    I mandanti possono essere: Governi democratici, Governi autoritari, Miliardari facoltosi, servizi segreti deviati, servizi segreti collusi, ecc. ecc.
    E’ la multinazionale dell’attentato. Ci possono essere tutti dentro. (Tranne i nordcoreani e gli asiatici in genere).

     
  28. Nicola il said:

    Dezzani, il fatto che Trump abbia aumentato e di molto il budget di spesa militare e dei veterani, contrariamente a quanto ci si aspettava avesse fatto pre vittoria delle elezioni dove la sua propaganda era “diminuiamo i nostri sforzi militari all’estero e concentriamoci su di noi e sulla nostra economia”, potrebbe eventualmente essere una tattica del tycoon per farsi alleato tutto l’entourage militare così da pararsi dalle ritorsioni dei servizi segreti che secondo quanto lei Dezzani dice starebbero cercando di massacrarlo?