L’esperienza di Trump ci libera dal falso idolo della democrazia

Il bombardamento della Siria ha regalato all’amministrazione Trump un mese di tregua, ma non è stato seguito dall’auspicata rottura dei rapporti tra Casa Bianca e Cremlino. La visita a Washington del ministro degli Esteri russo ha innescato un furioso attacco contro Donald Trump, col chiaro intento di paralizzarne l’azione: l’oligarchia euro-atlantica rifiuta qualsiasi riconciliazione con la Russia. La presidenza di Trump non sarà comunque un’esperienza inutile: dopo i governi tecnocratici in Europa, il recente golpe bianco in Brasile ed le elezioni francesi sporcate dalla strategia della tensione e dall’eliminazione politica degli avversari, l’accanimento contro Trump testimonia che l’idolo delle democrazia è ormai al tramonto. 

L’impossibile riavvicinamento alla Russia

L’indice di gradimento di Donald Trump tra i “populisti” statunitensi ed europei è inversamente proporzionale a quello goduto presso l’establishment: scesa ai minimi termini in occasione del bombardamento sulla Siria dello scorso 6 aprile, la sua popolarità tra i movimenti anti-sistema sta conoscendo un rimbalzo in questi giorni, complici le manovre per defenestrarlo. È quasi certo che l’amministrazione Trump si concluderà (prematuramente o meno) senza aver mantenuta nessuna delle promesse che avevano inizialmente suscitato molte speranze, soprattutto in Europa: disimpegno degli USA dalla NATO, neo-isolazionismo, lotta alla globalizzazione selvaggia, smantellamento dell’architettura geopolitica post-1945, arresto della destabilizzazione del Medio Oriente, etc. etc. Tuttavia è già chiaro che la sua esperienza non sarà comunque inutile. Qualche lezione si può già trarre dalla breve parabola di Donald Trump ed è molto preziosa per i populisti americani ed europei: non si ottengono rivoluzioni o cambiamenti con le elezioni, perché la “democrazia” è concepita per preservare lo status quo e l’élite al potere.

Insediatosi alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio, Donald Trump ha visto la sua azione di governo impantanarsi quasi subito, tanto che i primi 100 giorni della sua amministrazione sono passati senza lasciare traccia. Ha pesato sia la sua inesperienza politica (incapacità, per usare un vocabolo più crudo), sia il feroce ostruzionismo dell’establishment liberal e delle sue mille declinazioni (media, agenzia di sicurezza, magistratura, Pentagono, organismi sovranazionali, etc. etc.). Era facile prevedere che il programma di Donald Trump, incentrato su un moderato protezionismo economico e su una realpolitik negli affari esteri, averebbe incontrato la spietata opposizione dell’élite finanziaria e globalista che vive sull’asse City-Wall Street. Il nostro paragone con Richard Nixon, soprattutto alla luce delle recenti minacce di impeachment, è più calzante che mai. Più difficile da immaginare era la virulenza e la rapidità con cui l’oligarchia ha reagito: l’amministrazione Trump ha dovuto battersi per la sopravvivenza sin da subito, perdendo il consigliere della sicurezza nazionale Michael Flynn dopo neanche un mese, subendo le immediate minacce di un ammutinamento del partito repubblicano al Congresso, incassando la continua fuga di notizie ed indiscrezioni alimentata dalla CIA.

L’attacco chimico di Idlib, orchestrato dalla propaganda atlantica ed imputato al regime di Damasco, è stato un “aut aut” per Donald Trump: se il presidente non si fosse piegato ai diktat dell’establishment, rompendo “le nozze con la Russia” e bombardando la Siria, il cerchio attorno a lui si sarebbe chiuso, obbligandolo a capitolare. Trump, sottoposto ad un’enorme pressione mediatica e politica, ha ceduto, avvallando il blitz missilistico contro l’aeroporto di Shayrat la notte tra il 6 ed il 7 aprile: così facendo, la sua amministrazione ha potuto “respirare”, rompendo l’assedio e riconquistando le momentanee simpatie di tutto il sistema atlantico (Dipartimento di Stato americano, CIA, Pentagono, NATO e UE). Al raid aereo, non è però seguito l’auspicato “raddrizzamento” della presidenza Trump: l’obiettivo della manovra non era certamente ottenere l’effimero bombardamento di un’istallazione militare, ma la sospensione di qualsiasi riavvicinamento e/o convergenza con Mosca.

Sulle ragioni della “russofobia” nutrita dall’oligarchia atlantica e sui rischi che conduca ad una nuova guerra mondiale, abbiamo scritto più volte: lungi dall’avere motivazioni di natura etica, dovuta alla presunta “illiberalità” di Mosca (perché l’establishment liberal non ha certo problemi a stringere alleanze con le retrograde monarchie sunnite e l’estremismo islamico), l’odio verso la Russia è dettato da considerazioni squisitamente geopolitiche.

Sin dal termine delle guerre napoleoniche e dall’affermarsi della Russia come grande potenza internazionale, l’élite anglofona vede questo enorme Stato collocato nel cuore dell’Eurasia (l’Hearthland di Mackinder) come una minaccia strategica per i propri disegni egemonici. In particolare l’oligarchia atlantica, esponente di potenze marittime come il Regno Unito e gli Stati Uniti, è atterrita dallo scenario di un’integrazione economica, politica ed infrastrutturale tra Mosca e degli altri Stati continentali. Un “blocco euroasiatico”, sufficientemente grande da vanificare la strategia dell’anaconda con cui le potenze marittime strangolano gli avversari, si è già formato in questi ultimi sei anni grazie alle crescenti sinergie tra Russia, Cina ed Iran. Gli angloamericani devono perciò impedire a qualsiasi costo,compresa la guerra, che a quest’entità geopolitica si saldino anche gli Stati europei.

Una Casa Bianca “russofobica”, che difenda a spada tratta le istituzioni con l’establishment liberal controlla il Vecchio Continente e lo tiene separato dalla Russia (Unione Europea e NATO), è quindi indispensabile. La prospettiva di un’intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin, che consentisse al primo di concentrarsi sulla ricostruzione economica degli USA ed al secondo di ritagliarsi una legittima sfera di influenza in Europa e Medio Oriente, è stata vissuta come un incubo dall’élite atlantica, pronta a tutto pur di scongiurare questa eventualità. Bombardando la Siria alleata di Mosca, il neo-presidente statunitense ha rifiatato per un paio di settimane. Al raid missilistico, non è però seguita l’attesa rimodulazione della politica estera in chiave anti-russa: il blitz del 6 aprile non ha impedito che l’incontro tra il Segretario di Stato Rex Tillerson ed il presidente russo Vladimir Putin si svolgesse, come da programma, il 12 aprile a Mosca e poco importa se il vertice bilaterale si stato guastato dalle vicende siriane.

Constata la mancata “conversione” di Trump, l’establishment atlanticoè tornato all’attacco, risfoderando  l’arsenale del “Russiagate” solo momentaneamente ritirato. La tempistica è ancora molta significativa: il 9 maggio, il presidente licenzia il direttore dell’FBI, James Comey che indaga sulle presunte interferenze russe nelle elezioni di novembre e, a distanza di poche ore (dopo aver incontrato l’ex-Segretario di Stato Henry Kissinger che, sotto la presidenza di Richard Nixon, riuscì nell’impresa di “separare” Mosca e Pechino) riceve alla Casa Bianca il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. Il gesto ha il sapore della ribellione: uno schiaffo di Trump a quell’establishment che, con le minacce e le lusinghe, sta tentando in ogni modo di sabotare la sua politica filo-russa. Pochi giorni dopo, Trump minaccia infatti di rivelare i ricatti cui l’FBI lo sta sottoponendo.

La visita di Lavrov alla Casa Bianca è la goccia che fa traboccare il vaso: la reazione dell’oligarchia atlantica è quasi isterica. Prima si accusa Trump di aver fornito ai russi, durante il colloquio, informazioni segrete sull’ISIS, con il rischio di compromettere la sicurezza nazionale e quella degli alleati. Poi, con una mossa a sorpresa, è lo stesso ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, a nominare un procuratore speciale che porti avanti le indagini sul “Russiagate”: si tratta di Robert Muller, direttore dell’FBI ai tempi dell’Undici Settembre, nominato da George W. Bush e confermato da Barack Hussein Obama. La parola “impeachment” aleggia nell’arena politica, poco importa se le possibilità di una defenestrazione legale di Trump siano concrete o meno. L’attacco a Trump è ripartito in grande stile e, soprattutto, si auto-alimenta: il focus è ora più concentrato sul licenziamento di Comey che sui presunti contatti tra la cerchia di Trump e “russi” prima delle elezioni. Il neo-inquilino della Casa Bianca, sempre più braccato, non può far altro che constare che è in atto la più grande caccia alle streghe della storia americana.

Donald Trump sarà disarcionato in corsa, aprendo così le porte dello studio ovale al suo vice, il più affidabile Mike Pence? Forse. In ogni caso è però ormai chiaro che l’amministrazione Trump si trascinerà in una lunga agonia, completamente paralizzata dallo stillicidio di inchieste, insinuazioni e minacce circa i presunti legami tra Trump e Putin. Una riscossa “populista”, “nazionalista” ed “anti-establishment”, benché non impossibile, si fa sempre più lontana.

Si deve quindi già archiviare l’esperienza di Donald Trump, etichettandola come inutile? No, in ogni caso la sua presidenza ha impartito un prezioso insegnamento, soprattutto perché “la cattedra” da cui viene quest’insegnamento sono gli Stati Uniti d’America: l’idolo della democrazia è ormai al tramonto.

La caduta del falso idolo della democrazia

Sulla vera natura della democrazia scrivemmo quando, di fronte all’avanzata elettorale dei populismi, si alzarono grida d’allarme da parte di politici, intellettuali, banchieri, giornalisti e tecnocrati: esiste una vasta letteratura che affonda le radici nel XX ed è stata alimentata soprattutto da economisti, storici e sociologi italiani, secondo cui la democrazia è una forma, neppure troppo celata, di oligarchia. Chi dice democrazia dice organizzazione; chi dice organizzazione dice oligarchia; chi dice democrazia dice oligarchia” è una breve massima utile a dimostrare come la democrazia, intesa come capacità della massa di influire sulle scelte politiche, sia una chimera, poco più di un mito, un falso idolo.

A sostegno di questa tesi viene in soccorso anche la storia: la democrazia liberale nasce (e da lì sarà “esportata” nel mondo con una serie infinita di guerre) in due potenze marittime, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d’America, che sono storicamente rette un’oligarchia solida e compatta. Ci riferiamo a quell’élite finanziaria, liberal, anglofona, mondialista che gestisce la cosa pubblica nascondendosi dietro il paravento del bipolarismo: wighs contro tories, democratici contro repubblicani, progressisti contro conservatori, sono false dialettiche, utili soltanto ad imbastire il grande circo delle elezioni ed offrire al popolo l’illusione di poter influire sulla gestione dello Stato. L’istituto democratico funziona finché difende gli interessi dell’élite: se nascono partiti che difendono istanze diverse da quelle dell’oligarchia, automaticamente sono tacciati di “populismo, fascismo, nazionalismo”. Se questi partiti conquistano poi il potere, scatta allora la reazione dell’élite, reazione che può spaziare dall’impeachment all’omicidio politico, dal colpo di Stato alla rivoluzione colorata.

Nella ormai settantennale fase “liberale” dell’Occidente, c’è stato già almeno un periodo in cui le quotazioni della democrazia precipitarono, creando disillusione ed amarezza: furono gli anni ‘70 (che coincisero anche con la presidenza del sullodato Richard Nixon), quando la presa dell’oligarchia atlantica sul resto del mondo sembrò affievolirsi, scatenando una serie di golpe, stragi di Stato, assassini di premier e presidenti. La crisi della democrazia liberale fu allora superata, per due principali motivi:

  • lo spauracchio del “comunismo” era sufficiente per tenere la classe media legata all’establishment;
  • l’élite si premurava comunque di garantire uno standard di vita crescente, o perlomeno costante, alla classe media.

Non era quindi interesse della “massa” mettere in discussione la legittimità dell’élite e della “democrazia” dietro cui si nasconde, perché panem et circenses” abbondavano: chiudendo un occhio sull’esclusione de facto dalla politica, il popolo accettava in cambio un discreto tenore di vita.

Crolla il muro di Berlino nel 1989, implode l’URSS nel 1991, e l’élite atlantica è finalmente libera di perseguire i suoi scopi senza più nessun limite: globalizzazione spinta, Stati Uniti d’Europa, onnipotenza della finanza, governo mondiale, immigrazione di massa, riassetto del Medio Oriente, etc. etc. Lentamente riemergono però alcuni attori geopolitici che si oppongono ai piani dell’establishment atlantico (Russia, Iran e Cina) e soprattutto, esplode l’insofferenza dei cittadini occidentali: i redditi calano, la disoccupazione aumenta, il fenomeno dell’immigrazione indiscriminata allarma. Nascono quindi “i populismi”, che trovano spesso una sponda d’appoggio proprio nella Russia di Vladimir Putin, pronto ad impiegarli contro l’oligarchia atlantica.

Gli ambiziosi progetti dell’establishment liberal si sgretolano e, soprattutto, è forte il rischio che la stessa egemonia globale delle potenze marittime ne esca irrimediabilmente compromessa: non c’è infatti più nessuna barriera ideologica (il comunismo) a separare l’Europa Occidentale dalla Russia. Come negli anni ‘70, l’élite atlantica reagisce con violenza. Abbiamo nell’ordine:

Il mito della democrazia, anno dopo anno, si appanna, perché è sempre più evidente che l’esito delle elezioni è rispettato (o i programmi dei partiti attuati, come dimostra il caso di Syriza in Grecia e forse presto il caso di M5S in Italia), soltanto se in sintonia con la volontà dell’élite atlantica.

Cresce la disillusione tra la popolazione di poter influire sulle scelte politiche e, parallelamente, aumenta la sensazione che “il circo delle elezioni” è utile soltanto a mantenere lo status quo, difendendo gli interessi dell’1%. L’esplosione dell’astensionismo in Europa è la miglior prova della crescente disaffezione verso l’istituto democratico: nessuno si attende più un cambiamento dal voto, perché le decisioni sono, in ogni caso, prese da una ristretta cerchie di persone che non sono mai sottoposte al vaglio delle elezioni. Gli interventi a gamba tesa dell’establishment per influenzare, alterare (si ricordi il caso delle presidenziali austriache) o invertire il verdetto delle urne, alimenta la certezza che la democrazia è un falso idolo, un mito dietro cui non c’è nulla, un inganno per distrarre le masse.

La storia è fatta dalle élite. La società è comandata dalle élite. I valori etici sono dettati dalle élite.

L’Occidente, per come lo conosciamo, è governato da oltre 70 anni dall’élite atlantica, anglofona e mondialista che, partendo dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, ha inglobato l’intera Europa. Quest’élite non cederà mai il potere dopo un’elezione, non consentirà mai che un presidente degli Stati Uniti si riconcili con la Russia, non tollererà mai che i partiti populisti smantellino l’architettura UE/NATO con cui controlla il Vecchio Continente.

L’élite deve prima essere eliminata: con un collasso economico, una rivoluzione violenta od una disfatta militare. Tutto il resto, compreso “la democrazia”, è noia: la triste parabola del “populista” Donald Trump contribuisce perlomeno ad abbattere i vecchi e consunti idoli del XX secolo.

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125 thoughts on “L’esperienza di Trump ci libera dal falso idolo della democrazia

  1. learco il said:

    L’elite difficilmente potrà essere eliminata con un collasso economico, perchè è in grado di guadagnare e di rafforzarsi in caso di crolli finanziari, visto che i politici al suo sevizio le permettono di utilizzare il denaro pubblico per ripianare le perdite e soprattutto perchè è la stessa elite a dare via ai crolli di borsa vendendo nel momento di massima espansione della bolla finanziaria.
    Una rivoluzione violenta è altrettanto improbabile perchè l’elite controlla gli organismi di intelligence e le forze militari e di pubblica sicurezza.
    Una disfatta militare con le armi di oggi significherebbe anche l’annientamento simultaneo del nemico.
    L’elite può cessare di esistere solo in caso di scontro interno tra le varie fazioni in cui è sicuramente divisa oppure nel caso in cui i suoi vertici decidano di abbandonare i loro piani di dominio mondiale, sociale ed economico, e di abbracciare una visione più democratica, per ragioni ideali o utilitaristiche che al momento non sussistono.
    Nel recente passato, ad esempio, l’elite ha favorito regimi democratici e redistribuzione delle ricchezze in occidente per impedire il diffondersi del pericolo comunista.
    Potrebbe decidere qualcosa di simile per riconquistare il consenso della popolazione in caso di confronto prolungato con la Russia o la Cina.

     
    • Paul Droogo il said:

      Intende dire che l’usura ca comprato l’intera generazione dei paesi occidentali per far fronte al “pericolo” comunista.
      Successivamente si è limitata a comprare i comunisti.

       
  2. Calogero il said:

    Arrivato ai 60 anni ho cominciato a dubitare che la “demmmocrazzzia” fosse un artificio per tenere tranquillo il popolo ignorante e bue. Adesso ne sono più che sicuro . Esiste il potere ed i relativi mezzi necessari ,tutti inclusi, necessari a mantenerlo.
    Nei miei periodici viaggi in Cina, dialogando con i miei partners cinesi ho detto loro di tenersi ben stretti i loro capi e lasciare stare le sirene occidentali , chè la democrazia NON esiste. Xi & C. pur con tutti i loro difetti sono patrioti ed hanno a cuore il benessere , l’indipendenza della loro nazione ed il progresso del loro popolo. Il che noi oggi , ce lo sogniamo. In Cina, beati loro, i piddini ed i corrispondenti dei nostri sinistrati, non esistono.

     
    • Paul Droogo il said:

      O, se esistono, soggiornano tutti alle miniere di sale.
      Noi, invece, avremmo solo le saline, che, tutavia, si presterebbero bene allo scopo.

       
  3. Roberto Di Rocco il said:

    …….Il Mondo scivola via verso una catastrofe, una Conflagrazione mondiale i cui podromi erano gia’ visibili alla fine degli anni novanta delNovecento. Cento anni fa si era nel bel mezzo di una Grande Guerra Mondiale a cui ne segui’ un’altra nel volgere di poco piu’ di un ventennio. Una tragedia immane ci attende, il completamento di una Triade infernale iniziata un secolo fa’ e prossima al suo terzo,terrificante e conclusivo atto. La marcia tambureggiante della Guerra diventa sempre piu’ manifesta ed assordante, nella inconsapevolezza tragica di molti e nella consapevolezza angosciante di pochi. Il momento migliore dell’Umanita’ e’ alle nostre spalle……..Sic Transit Gloria Mundi!

     
  4. Backward il said:

    “La storia è fatta dalle élite. La società è comandata dalle élite. I valori etici sono dettati dalle élite.”

    Carissimo Federico, è un grande piacere per me sentirlo riconoscere apertamente. Purtroppo stavo per scrivere un commento simile a quello di Learco: la speranza può solo arrivare da élite diverse, ma al momento non vedo prospettive.

     
  5. learco il said:

    Sempre a proposito della capacità delle elite di interferire nei processi democratici:

    “Una delle più importanti testate francesi, Le Nouvel Observateur, ha rivelato che tra i massimi dirigenti statali, alcuni ministri e capi di gabinetto era stata elaborato un piano per proteggere la Francia dalle conseguenze di una vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali….
    L’instabilità politica sarebbe stata garantita dalla permanenza in carica del governo uscente, guidato dal socialista Cazeneuve.
    La Costituzione francese indica all’articolo 8 che il presidente nomini il premier, ma solo l’Assemblea nazionale può rimuoverlo dall’incarico con una mozione di sfiducia.
    Per questo motivo, in modo contrario alla prassi recente, Cazeneuve non si sarebbe dimesso, e avrebbe probabilmente lanciato un appello a tutti i parlamentari per rimanere in carica.
    Il piano segreto prevedeva la convocazione di una seduta d’emergenza dell’Assemblea nazionale, per garantire la fiducia al governo Cazeneuve, fino alle elezione legislative di inizio giugno.”

    http://www.giornalettismo.com/archives/2217224/marine-le-pen-piano-segreto/

     
  6. Peppino Storto il said:

    L’Europa comincia a rendersi conto che l’aver permesso l’ingresso indiscriminato ed ingiustificato di milioni di deportati possa aver creato gravi problemi di sicurezza interna, la scoperta tardiva dell’acqua calda. Destabilizzare la vita sociale dei paesi europei era uno degli obiettivi principali del piano Kalergi, perfettamente realizzato.

    Ora l’unione europea chiede la chiusura dei controlli straordinari di frontiera, impedendo di fatto ai paesi membri di poter arginare in qualche modo a monte il flusso coatto di deportati. Mi chiedo cosa esista a fare un sistema di stati se non è in grado di controllare e gestire le sue frontiere. Perché non chiederne allora l’abolizione definitiva? Ne guadagnerebbero tutti, non solo i clandestini!

    L’Europa unita continua a legiferare ed agire contro i suoi cittadini/sudditi. Prima o poi questi ultimi gli chiederanno di risarcirli con un conto assai salato.

     
  7. anonimo il said:

    In Inghilterra sono ad oggi attive oltre 423 moschee e centri islamici. Nel frattempo hanno chiuso i battenti oltre 500 chiese cristiane di varie appartenenze. L’islamizzazione della Gran Bretagna è quasi al completo, forse appare più chiaro adesso il perché della Brexit.

    Dato l’elevatissimo tasso di natalità in quell’ambito, come sarà il Regno Unito del prossimo futuro, diciamo tra 20 anni? E tra 50 anni? Accanto all’Europa continentale morente avremo un’isola a maggioranza islamica?

    Il piano Kalergi procede a gonfie vele, resta da chiedersi quale sia l’obiettivo finale dei manipolatori occulti. Vogliono scatenare una guerra etnica e di religione in Europa? Oppure desiderano solo generare caos e frustrazione?

    Divertente infine la schizofrenia delle istituzioni in merito, che sanciscono i comportamenti familiari e criminali tipicamente islamici mentre proseguono nell’importazione coatta di esseri umani da aeree islamizzate.

     
    • peppino il said:

      quello che dici su UK è corretto, però io mi preoccuperei di più della nostra Italia che è sulla stessa strada.
      Con l’aggravante che , mentre UK dopo un referendum popolare, ha chiuso la porta in faccia alla dittatura di Bruxelles( Merkel) ed alla immigrazione clandestina , le nostre istituzioni con ipocrisia tipica di chi fa i soldi facendo finta di fare del bene e con il supporto di idioti milanesi tipo Salah-melecch e piddinoidi ,facciamo marce per far arrivare più cani e porci possibile, a nostre spese. Facendo bene attenzione però di evitare di aiutare tanti italiani in difficoltà economica o con problemi cronici di salute.

       
  8. learco il said:

    “Una cosa è certa: stiamo assistendo alla mutazione definitiva della democrazia americana, al sorgere di uno stato oligarchico che non tollera ostacoli, nemmeno quando essi sono un obolo obbligato alle ritualità democratiche e che per giunta si afferma sul piano di un conflitto globale con la Russia. Del resto la vicenda siriana come gli sforzi fatti per la riconquista del Sud America, il golpe ucraino come i nuovi e inquietanti piani sui balcani per un uleriore punizione della Serbia in quanto legata alla Russia.”

    https://ilsimplicissimus2.com/2017/05/19/trumpeachment-per-la-guerra-comincia-il-basso-impero/

     
  9. frank il said:

    Sapete cosa dico, le elites sono profondamente sciocche; Nixon fu defenestrato pur essendo stato probabilmente il miglior presidente americano, colui che riconobbe la Cina popolare e ruppe il blocco comunista, consentendo agli USA poi di vincere la guerra fredda. Che si rovinino con le loro mani.

     
  10. roberto il said:

    Se è assodato che la democrazia come viene attualmente realizzata è in effetti una oligarchia occorre domandarsi quale sarebbe una possibile l’alternativa. Si è sempre affermato che nelle democrazie il governo deve essere gestito da politici scelti elettivamente e che in seguito gli stessi debbano liberamente gestire il mandato di potere per conto degli elettori. Proprio questo è l’aspetto da controllare e modificare perché in ogni gruppo sociale anche solamente a livello famigliare il potere è sempre usurpato dall’individuo che in quel dato momento è il più forte (fisicamente, economicamente, moralmente etc). Dopo una votazione l’eletto tende automaticamente a dimenticare di essere stato nominato dagli elettori perché trovandosi a gestire la legge capisce che è in grado anche di modificarla e di imporla, indipendentemente da quanto promesso. Il primo punto è autorizzare a partecipare alle votazioni soltanto partiti con un programma politico particolareggiato. Il secondo punto è impedire che il programma venga variato. Il terzo punto è proibire il finanziamento dei partiti al di fuori degli iscritti e per una quota fissa, uguale e limitata per tutti i partiti. Il quarto punto prevede che lo Stato offra gratuitamente i mezzi di base per la propaganda politica elettorale e vieti spese oltre a detto importo limite. Occorre in definitiva impedire che arrivino al governo individui che possono tradire in ogni momento la parola data ma “eleggere” esclusivamente programmi di governo, che belli o brutti che siano possono però essere conosciuti in anticipo dagli elettori. La democrazia è ancora il migliore sistema di governo ma deve essere liberata dall’abbraccio mortale del denaro, dalla personalizzazione e mancanza di controllo interno (i partiti personali alla Grillo, Bossi o Berlusconi per intenderci), ancora 20-30 anni addietro in molti paesi europei la democrazia funzionava egregiamente.

     
  11. emanuele777 il said:

    La maschera si è spostata già di parecchio, se ne sono accorti pure in America. Se buttano giù Trump perdono la maschera del tutto. Senza la maschera, tutti vedranno che sono nudi

     
    • est est est il said:

      johnhelmer.net/washington-post-reveals-isis-was-partner-supplying-trump-intelligence-briefing-for-russian-officials/

       
  12. Giovanni il said:

    La cosa più triste è che leggendo spesso per lavoro le tendenze delle ricerche di google in Italia, Google Trends, sono rivolte nell’ordine a:

    Calcio
    Opinioni su calcio e su incontri disputati
    Sport vari, molto basket e ciclismo
    Personaggi delle trasmissioni pomeridiane
    Fatti di cronaca del giorno (durata circa 48h poi spariscono)
    Niente politica internazionale se non legata a scandali (fatto cronaca del giorno)
    Economia quasi zero

    Ma veramente credete che un popolo cosi può cambiare le cose……
    ” non si ottengono rivoluzioni o cambiamenti con le elezioni, perché la “democrazia” è concepita per preservare lo status quo e l’élite al potere.”
    Qui al massimo possiamo partecipare ad un quiz a premi altro che rivoluzione……

     
    • Giuseppe il said:

      Tuttavia devi riconoscere che noi italiani, il 4 dicembre scorso con il nostro NO, insieme agli inglesi siamo stati gli unici a dare un segnale a questa europa.

       
      • Francesca Ancona il said:

        Ok, ma quel No è stato così propagandato da diventare una scommessa certa, è entrato a livello popolare come una cacciata a Renzi, proprio perché Renzi l’aveva messa sul personale. Ma l’ignoranza di base resta e se il messaggio non fosse stato così chiaro non so se avrebbe vinto il No.

        Rispondendo a Giovanni, la cosa che mi fa venire letteralmente i nervi è ascoltare per radio, programmi radiofonici locali calcistici (purtroppo non li ascolto io, ma li subisco), gente gretta e povera (la povertà si sente anche dalla voce) che si preoccupa disperatamente per le questioni di fallimento della propria squadra del cuore e non delle condizioni sociali, misere, in cui vive. E’ da pazzi!!

         
  13. Roberto Gavelli il said:

    Qua stiamo peggiorando. Dopo aver auspicato/promesso rivoluzioni (improbabili) tramite personaggi altrettanto improbabili (vedi la Le Pen e Trump) che già si sapeva avrebbero disatteso certe speranze farlocche, condite pure da un complottismo paranoico. Dopo questo fallimento (prevedibile) culminato nella disfatta della Le Pen e nello stato confusionale del miliardario post Berlusconiano Donald Trump (che questo è e null’altro), ci si aspetterebbe un ripensamento, un’ammissione di non aver sbagliato.
    No, qual è la reazione? Tutta colpa della democrazia… Il fronte anti sistema e populista (una piccola minoranza della popolazione italiana) tiene in ostaggio un certo numero di persone a cui sta promettendo (adesso) che l’unica via d’uscita sia la guerra o una catastrofe equivalente. Ciò è da irresponsabili. Bisogna anche dire che questa gente ha quello che si merita, poiché ha bisogno del Grande Complotto. Ma i danni sono profondi, su un numero limitato di persone (si spera).
    Nel prossimo post cosa si scriverà? Che dato che le elite mondialiste sono invincibili, l’unica via d’uscita è il suicidio rituale?

     
    • stefanoG il said:

      Il fronte antisistema e populista sta solo dicendo che, cadute le speranze suscitate da Trump e Le Pen, le prospettive che ora si aprono sono la guerra o una catastrofe economica…oppure secondo lei dobbiamo pensare che abbiamo fulgidi anni di pace e prosperità davanti a noi?
      Personalmente non mi ero illuso né riguardo a Trump né riguardo a Le Pen però anch’io avevo voluto sperare che fossero il segnale di un cambiamento…io ed altri abbiamo sperato perché sentivamo che senza quella speranza davanti a noi rischiava di aprirsi il baratro di una guerra o di un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita.
      Forse siamo stati troppo ottimisti prima e siamo troppo pessimisti ora? Può darsi…staremo a vedere.
      Certo è che il futuro non credo che ci riserva belle cose.

       
      • Roberto Gavelli il said:

        Non esiste alcun “bene vs catastrofe”. Uscite da ‘sto cappero di manicheismo in cui certi leader e certi blogger vi vogliono confinare, per continuare a macinare consensi sulla nostra pelle, mentendo sapendo di mentire. Poi se ne può parlare.

         
    • Dnjepr il said:

      La tua visione invece qual’è?
      Preséntacela, magari è più convincente.
      Siamo tutt’orecchi.

       
    • Francesca Ancona il said:

      Penso che non bisogna essere né troppo ottimisti né troppo pessimisti. Non mi sembra che il populismo inneggi ad una guerra (o altra distruzione) come unica soluzione. Chi parla di guerra è semplicemente un realista. Gente che ha bisogno di complotti? I complotti sono sempre esistiti, come si fa a negarli. Ti assicuro che la gente preferirebbe più la trasparenza (che questa folle caccia agli indizi)

       
      • Roberto Gavelli il said:

        Francesca che sia una “caccia folle agli indizi” lo penso anch’io. I complotti sono sempre esistiti, è vero, ma anche i finti complotti e te ne cito qualcuno: Il protocollo dei savi di Sion, il piano Kalergi, Soros a capo dell’immigrazione, Macron allevato dall’ebreo Attali, il miliardario palazzinaro Trump osteggiato dalle élite finanziarie… tutti deliri che hanno una loro persistenza, ma restano deliri

         
        • Quando la smetterai di tediarci con le tue cazzate? Belli i tempi in cui dal blog cagate come le tue venivano segate senza pietà. E non rispondermi nemmeno, insignificante troll dei miei cogl…

           
        • Superza il said:

          Finti complotti… forse è meglio che credi siano tutte stupidaggini e non ti fai venire dubbi. Tipicamente è più rassicurante pensare secondo le logiche del MainStream; devi impegnarti di meno, non devi fare ricerca, visto che tutti gli articoli tipicamente includono già come la devi pensare, sollevandoti dal “gravoso” compito di farti domande, riflettere, incrociare dati, ragionare per assurdo.

           
        • Dnjepr il said:

          Spiegaci perchè sarebbero “finti complotti”. Fino a prova contraria, le cose vanno veramente così.
          Poi, se tu ti fidi dei giornalisti di regime … Buon per te. E auguri.

           
  14. Gianni Barbato il said:

    Niente di nuovo sotto il sole . Tanto per non andare troppo indietro con la storia riporto
    questo pensiero ” Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano.” ( Benito Mussolini )
    Per chi ama l’ humour : ” La democrazia significa semplicemente l’oppressione del popolo da parte del popolo per il popolo. (Oscar Wilde)

     
    • frank il said:

      Aggiungerei anche: “La democrazia rappresentativa e’ un modo sofisticato per metterlo in c**o alla gente, sopratutto alla povera gente, col suo consenso”. (Massimo Fini)

       
  15. Le elites hanno sempre comandato in qualunque sistema politico , ma i vantaggi funzionali della discussione “democratica” sono due:
    1) sviluppare una intelligenza “collettiva” ( interna alla elite , ovviamente) che sul lungo periodo è più efficace di quella prodotta un solo individuo ( il “re” ) e la sua “corte”
    2) lasciar che l’ orientamento “popolare” determini ( parzialmente) le scelte da prendere all’ interno della elite ottenendo quindi la fattiva collaborazione del “cittadino” al posto della passività del “suddito”.
    Ma non si tratta di una invenzione “inglese” quanto “romana” ben espressa nell’ acronimo SPQR ( senatuspopulusqueromanus) e quello che noi vediamo è la stessa crisi che colpì la “respublica” romana quando il “senatus” convinto di essere diventato il padrone incontrastato del mondo ruppe il patto con il “populus”.

     
    • Dnjepr il said:

      Buone osservazioni.
      La ‘democrazia’ liberale non è solo un trucco. E’ un trucco diabolico, in quanto rende i sottoposti volenterosi collaboratori dei loro padroni illudendoli di essere liberi, di non essere dei sudditi.
      Tutto oggi è sotto il segno della menzogna, e il trattto distintivo dell’ultima modernità è l’illusione. Con l’Illuminismo e il trionfo della modernità l’uomo doveva essere liberato dalla soggezione e dalle false credenze, e invece non è mai stato tanto soggetto all’inganno e mai tanto servo.

       
    • Backward il said:

      L’errore che si fa spesso è di contrapporre democrazia “popolare” e monarchia “autoritaria”, quando nella realtà i sudditi godevano di maggiori libertà dei moderni elettori e partecipavano alla vita pubblica molto più attivamente di ora, tramite le corporazioni e i vari centri di potere decisionale diffuso. I villici si riunivano nella pubblica piazza e decidevano il da farsi nel loro paese, spesso in assenza dei rappresentanti della corte. Inoltre, grande importanza aveva il diritto consuetudinario, che nemmeno i re avevano facoltà di modificare.
      Questo è il vero potere popolare: la capacità di prendere decisioni concrete nella vita quotidiana, non di barrare una casella ogni 4 o 5 anni!

       
      • la statistica storica dimostra che in media le (allora) poche oligarchie “democratiche” abbiano funzionato meglio e più a lungo della media dei principati e la ragione l’ ha ben descritta hobbes osservando la lunga intelligente sopravvivenza della piccola “repubblica “di lucca sottoposta alla pressione secolare del ben più forte “principato” fiorentino. il quale talvolta è stato guidato bene da principi “energici” ( cosimo il vecchio , cosimo il giovane) ma mediamente ha subito notevoli empasse sotto ” principi” incapaci e indolenti .
        Il fatto e’ che la qualità del potere trasmesso per sangue puo’ degradare notevolmente da una generazione all’ altra , mentre quello trasmesso “per uso” assicura una qualità continua grazie al “cursus honoris” a cui ogni esponente di una oligarchia “repubblicana” è obbligato per ricevere il potere dagli altri ottimati .
        La qualità politica di questo sistema oligarchico può certo declinare attraverso la forma di “mafie” interne alla oligarchia, ma anche puo’ durare a lungo laddove il meccanismo di selezione tra i giovani ottimati sia “imparziale ” ( l’ esercito a roma , il mare e il commercio a venezia come a londra , ma anche la sola “intrapresa ” come a lucca )

         
        • Backward il said:

          Il governo effettivo è sempre ereditario, non ci sono eccezioni. Che sia una monarchia, una repubblica aristocratica (come Roma o Venezia, nella quale ogni carica pubblica veniva ricoperta da nobili) o una moderna oligarchia di dinastie bancarie/industriali. La differenza è solo nel fatto che le moderne oligarchie ereditarie si nascondono dietro ai fantocci elettorali, mentre re e nobili governavano apertamente e assumendosene la responsabilità.
          E’ vero comunque che le monarchie assolute rappresentavano già un’usurpazione del potere, che secondo una gerarchia naturale dovrebbe essere distruibuito tra re, nobili e popolo.

           
        • @ backward
          è la “selezione” che fa la differenza. Per citare la sola roma la “selezione” dei rampolli della oligarchia avveniva tramite l’ “ordine di battaglia” romano che imponeva di schierare soldati e ufficiali in ordine di età dalla “prima linea” ( i più giovani) alla ” riserva ” ( i più vecchi) di modo che potevi raggiungere il comando solo se eri stato capace e meritevole di sopravvivere da giovane. Analogo effetto lo faceva la selezione “oltremare” sia a venezia che in inghilterra.
          Ovviamente una tale selezione comportava perdite familiari nella oligarchia addirittura più elevate che nelle classi sottostanti ( secondo il famoso “noblesse oblige “) ; per questo , una volta diventati i romani padroni del ” mondo antico ” gli ottimati preferirono violare il patto SPQR nonostante ogni tentativo “censorio” e “tribunizio” di costringerceli.

           
  16. Mentre a noi “sembra” che Trump sia al tramonto, il nome di Seth Rich sta facendo crollare le pedine dem una dopo l’altra. McCain prende le distanze dalla Clinton, Anthony Weiner patteggia per molestie pedofile, la sua tristemente famosa moglie Huma Abedin (protagonista delle mail wikileaks e di quello “spirit cooking” che è costato l’elezione alla Clinton) chiede il divorzio.
    Il caso Seth Rich si sta stringendo alla gola della casta dem: quell’omicidio arraffazzonato della gola profonda di wikileaks nel partito democratico, farà venire giù tutto.

    Nel frattempo, Comey si trova fra l’incudine e il martello con la vicenda dei suoi memo: se non esistono ha mentito, se esistono dovrà mostrare anche quelli relativi a 4 anni di amministrazione Obama, in cui ne sono successe di ogni.

    La narrazione dei media sta solo affannosamente cercando di coprire tutto questo. Ma hanno i demoni alle calcagna.

     
  17. Dnjepr il said:

    Articolo ECCEZIONALE, che conferma l’estrema lucidità e parresìa di Dezzani e, per converso, mette tragicamente in rilievo la mancanza pressoché totale di queste caratteristiche nel mondo del giornalismo e dell’intellettualità.
    La lettura di Dezzani ha il potere di risvegliare tanti, troppi per il Sistema atlantista. Già m’immagino i figli di p……..a nelle stanze dei bottoni che digrignano i denti nel leggere queste righe, cercando di accelerare i tempi per stringere le maglie della censura, con pretesti come la lotta alle Fake News o chissà quali altre diavolerie che si inventeranno.
    Delle tre opzioni per scrollarsi dal groppone l’oligarchia (collasso economico, rivoluzione violenta, disfatta militare) purtroppo la più probabile rimane la prima. I popoli europei (ma sono ancora popoli, poi? O aggregati di individualisti?) ormai non hanno nè la voglia nè le capacità di ribellarsi manu militari; anni luce ci separano dagli anni ’20 del secolo scorso, quando venivamo da un mondo abituato al sacrificio e non ancora interiormente drogato dal consumismo; e settantanni di propaganda ininterrotta della nota Lobby, padrona del discorso, ci hanno ormai lavato di cervello e tolto tutto il testosterone.
    Ma c’è un PERO’, un quarto fattore.
    Al contrario però di Dezzani e Blondet, io comincerei a vedere nell’immigrazione il fattore che potrebbe dare la spallata al Sistema. Noi vediamo l’immigrazione in un’ottica negativa perché fondamentalmente ragioniamo ancora con gli schemi tradizionali dell’estrema destra. Ma proviamo a pensarci: come farà il Sistema a tenere per le palle un’Europa con una forte presenza di individui NON SOGGETTI AL NOTO RICATTO, come sono gli extra-europei, soprattutto gli islamici? La paura del meticciamento e della scomparsa del Cristianesimo ci portano ad avversare l’immigrazione e l’Islam. Ma così facendo forniamo una stampella al Sistema. L’ennesima, come da sempre fa l’estrema destra. Ma non è affatto detto che si arrivi alle estreme conseguenze, anzi io non penso che ci si arriverà : sostituzione degli europei con allogeni e meticciato totale; imposizione dell’islamismo e mezzaluna sventolante su San Pietro per me rimangono altamente improbabili (buoni solo per i trailer sfornati da Rita Katz & Co., fatti apposta per spacentarci). Al contrario, basterà qualche milione di immigrati in più, inassimilabili ai “valori occidentali”, per bloccare l’ingranaggio atlantista una volta per tutte. Paradossalmente, dovrebbero essere i compagni a temere l’immigrazione e ad osteggiarla con tutte le loro forze (la Fallaci lo gridava a squarciagola), in quanto gli immigrati extra-europei sono ciò che di più lontano si possa concepire dai “valori” dell’Occidente terminale, incarnati dalle sinistre tanto quanto dalle destre. Invece stupidamente (ma provvidenzialmente per chi vuole la morte del sistema occidentalista) i sinistri continuano a ragionare con gli schemi del passato, ormai obsoleti. Non per niente alla nota Lobby tremano le vene dei polsi al solo pensiero, tanto da farle cambiare cavallo. Lungi dall’essere elementi anti-Sistema, i vari e sempre più accetti Wilders, Alternative fuer Deutschland, Lega, cristianisti e populisti vari sono in realtà la reazione della nota Lobby all’ingresso degli islamici e al paventato momento in cui la gente verrà “contagiata” dal “virus” dell’immunità al noto ricatto. Che è la zavorra che maggiormente ci trattiene dallo scrollarci dal groppone l’occupante.

     
    • pippo il said:

      si certo.
      perchè la nota lobby è contro l’immigrazione. Infatti controlla i partiti populisti ma non i partiti di governo in europa dal 1945 a oggi. Complimenti analisi sopraffina.
      Parlaci dei nazzisti sul dniepr. Che come noto a tutti, controllano il 95% delle attività economiche in ucraina no?

       
      • Che c’è, ti vedo risentito: Touché?

        Niente di fantasmagorico. Che l’estrema destra sia un’accolita di utili idioti è risaputo. E l’atlantismo li ha usati a piene mani, sempre.

         
    • Francesca Ancona il said:

      In effetti ci sono grandi contraddizioni in questi avvenimenti; immigrazione di soggetti islamici (non tutti però, alcuni sono cristiani, penso, non tutti gli africani sono islamici), creazione di moschee, favoreggiamento all’islam in politica (vedere Palermo), neo-partiti islamici, e allo stesso tempo esaltazione dell’omosessualità, dei vizi, della droga, teorie gender, femminismo sfrenato ecc. Tutto potrebbe far pensare a due mani, ma purtroppo penso sia la stessa mano “folle” mossa da un piano diabolico. Ciò che ne vien fuori è il caos, la guerriglia, l’uomo che sbrana l’altro. La tua è più che altro una personale speranza, alla quale io non credo, anche se sono dell’idea che tutto potrebbe ribaltarsi, è molto difficile prevedere le evoluzioni di questa ondata, più siamo e più la cosa diventa incontrollabile. Non so cosa succederà, di certo non ha le tonalità del rosa

       
      • Francesca Ancona il said:

        Interessante, grazie Sergio, avevo il sospetto che le elite volessero uniformare gli islamici al nostro tipo di vita occidentale, proprio per annullarne le radici religioso-culturali, e avevo anche detto, in altro articolo qui, che la mossa della Turchia era anti-mondialista. Nel tuo articolo il concetto è più approfondito (anche se sempre di teorie si tratta, ma molto possibili)

         
    • gattospaziale il said:

      Dnjepr: eh. Sono aaaaaanni che vado pensando che, al netto della situazione (oggettiva) che si è venuta creando dal dopoguerra ad oggi – cioè la nostra sostanziale cattività – solo un cambiamento di passo/di forma mentis possa aiutarci davvero.
      E questo lo stavo ipotizzando possibile con l’intromissione di gente che viene da aree culturali abbastanza irriducibili alla nostra.
      Detto anche: gli africani hanno differenti mentalità e nulla da perdere. Mentre noi invece siamo basicamente congelati in un mondo di pensare fortemente limitante (“Tanto non cambia niente”, per es.) che ci passiamo da generazione in generazione consegnandoci ad un presente e ad un futuro di immobilità.
      Vale la pena escludere per principio che un’immissione di gente davvero diversa non sia in grado di sparigliare le carte?

       
  18. cipollotto il said:

    Ma… calma, direi che la linea da seguire è la seguente
    1) democrazia-repubblica

    2) poi a seguito della polarizzazione della ricchezza, oligarchia con democrazia di facciata ed erogazione di panem et circenses da parte delle elite con conseguente distacco della popolazione dalla vita pubblica e seguito di cio sottrazione dei diritti.

    3) ed infine oligarchia assoluta o dominato (è il caso degli Stati Uniti), il governo del popolo scompare sia nella forma giuridica (unione europea, trattato di Lisbona, trattato di Maastricht) sia a livello formale.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Dominato

    Credo che i paragoni con il tardo impero romano o con i comuni italiani poi diventati signorie siano calzanti. L’unica vera democrazia è quella in cui l’uguaglianza sociale viene mantenuta e non vi sono ne megaricchi che possono ricattare masse di poveri, ne masse di disperati, il resto sono solo chiacchere; e quella italiana del secondo dopoguerra pur con tutti i suoi limiti e la sua sovranità limitata lo era, riguardo al “popolo”, mi viene da dire “il popolo è il risultato della propaganda voluta dalle elite”, ma non è assolutamente impedito a quest’ultimo di emanciparsi e di diventare, seppure in casi rari, elite ( vi ricordo il “tradimento della borghesia” che è durato secoli e dura tutt’ora), poi se uno resta beota è un’altro discorso; oggi come oggi viviamo sommersi nei divertimenti a bassissimo prezzo e nel rincoglionimento più totale.
    Il mito della democrazia non mi sembra in crisi, anzi, semplicemente alla gente girano i coglioni a 1000 perchè il voto non viene sistematicamente rispettato che è un’altra cosa; anche in Cile ci fu il colpo di stato di Pinochet ma non mi risulta che i cileni reclamino la dittatura. Se la democrazia fosse un falso idolo non ci sarebbe bisogno di fare tutto ‘sto casino con partiti finti per sterilizzare il dissenso,impedire di stabilire tramite l’uso della stampa il rapporto causa effetto incolpando invece che l’euro le mazzette dei politici, minacce,attentati, esplosioni e chi più ne ha più ne metta, se la democrazia fosse una farsa come la minaccia russa basterebbe qualche appello in tv e qualche servizio del tg.

    Oggi mi pare che stiamo entrando nell’ultima fase quella del dominato-oligarchia assoluta, che è la totale assenza anche formale del governo del popolo; ma consoliamoci, questa è l’ultima fase poi c’è la rottura, il problema sarà la durata………

     
  19. Carlo P. il said:

    Devo dire che attendevo con ansia questo articolo del Dezzani. Le sue illuminanti “chiavi di lettura” sono come lame affilate che squarciano il telo oscuro, sapientemente posto sugli occhi del cittadino medio, per impedirgli di leggere e di comprendere la realtà. Solo un tassello mancava al puzzle ed era tempo, ormai, che mi domandavo, come mai Federico non ci fosse arrivato, ovvero:” Quale persona informata e consapevole davvero crede che il teatrino elettorale delle urne, ancora serva a cambiare qualcosa?”.

    Già nella seconda metà dell’800, Mark Twain diceva (non a caso a proposito del Governo Usa) “***Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare”.

    Proprio così! Non solo il voto è inficiato da brogli, sostituzioni degli scatoloni contenenti le schede elettorali http://www.diario1984.it/politica/816-trovate-le-schede-trafugate-l-indagato-lavora-al-tribunale ed altri sotterfugi che probabilmente neppure immaginiamo ma tutta l’impalcatura sociale viene costantemente monitorata ed “indirizzata” dai socials network, dal “direct marketing” e dalla foltissima schiera di “traditori della patria” di cui tanto abbiamo parlato in passato, anche su questo blog, ovvero nel caso nazionale, partendo dal vertice:” 1) Servizi Inglesi/Cia – 2) Servizi nazionali alle dirette dipendenze dei primi – 3) Mafie disseminate su tutto il territorio a volte anche estere e picciotti – 4) Grembiulini e tutte le loro ramificazioni inclusi spesso i membri familiari diretti – 5) Associazioni dei cosiddetti “leoni” o alla fvancese del “votavi club”, sapete dove si riuniscono pingue signore di mezza età con i brillocchi “ai dita” e che conversando fra un flûte di champagne ed un crostino al tartufo dicono:” Sai mia figlia è andata a fave un mastev ad Harvard negli steits” con un sorriso a 36 denti di cui un paio ricoperti da una pezzo di lattuga del crostino di prima – 6) Altre infrastrutture sociali, delle quali ignoriamo completamente l’esistenza ma che operano in maniera capillare sul territorio per indirizzare e gestire il gregge, pardon il consenso, in una direzione o nell’altra. 7) Tutto il blocco dei mass media main-stream, dalle Tv ai giornali, persino ai film e telefilm, a chiudere il cerchio intorno alle poche menti libere pensanti rimaste.

    Tutto questo è il mondo occidentale oggi. Senza questa consapevolezza non si va da nessuna parte, men che mai a cambiare le cose.

     
  20. Marco Rossi il said:

    Posso suggerirti di dedicare un approfondimento ad oriente, in particolare sulla nuova via della seta?
    Mi ha molto colpito che Gentiloni fosse presente alla conferenza che dava il via a questo progetto trent’ennale ( unico learder europeo! ) e penso che questo piano cinese sia proprio in linea con lo scontro tra potenze marittime e terrestri.. guardando i paesi coinvolti ed i tracciati, confermano questo scontro, visto che tanti, troppi paesi sono sotto pressione del terrorismo/guerra tra cina ed europa..

     
      • Marco Rossi il said:

        Perfetto, grazie!

        Uno spunto: è come se la parte che fa politica estera attiva (l’ENI per capirci) capisca perfettamente restare legati all’impero in decadenza non è più conveniente ed è tempo di cambiare casacca ( ancora una volta )

         
        • I reggenti italioti sanno benissimo che cosa converrebbe all’Italia. Loro ci provano sempre ad allontanarsi un po’, sperando che il padrone non tiri il guinzaglio. Ma quando la tirata di guinzaglio arriva, orecchie basse e obbedienza zitto-e-mosca.
          Vedasi con Gheddafi, per dirne una.

           
        • Dnjepr il said:

          Gli USA staranno sicuramente già lavorando per minare la nuova via della seta (vuoi che non ci sia già in cantiere una bella rivoluzione colorata uigura?). Vedasi l’ex capo della Blackwater, riciclatosi in una nuova esperienza, nominato responsabile della sicurezza dei lavori. I cinesi però non sono scemi – hanno fatto fuori l’80 per cento degli infiltrati e informatori CIA su tutto il territorio, vd. articolo nel Corsera dei gg scorsi – come noi italiani, che abbiamo messo a capo dei servizi il figlio di una nota politica col doppio passaporto nonché moglie di un alto graduato della nota entità … Probabilmente sono loro a tenere d’occhio il mercenario; o il mercenario fa il doppio gioco.

           
  21. Willy Muenzenberg il said:

    Le élites dettano i valori, scrive Tacito in una delle sue vertiginose Historiae. Potrà capire lui come molti geniali lettori quanto e come siamo ancora sconvolti dal Nazareno. A noi fu affidato appunto da Zurigo il compito di ridefinire il logos, non il discorso. Poi la città che più e sempre nella ex Roma ci fu fedele genera Tacito. Ed eccolo svelato, il discorso. E l’Africa da cui vi portiamo a decine di migliaia al giorno i figli demonetizzati, non sta forse convertendosi tutta al Nazareno? Non ha forse il papa di Zurigo in Africa e nelle immense Russie il suo freno? E il Katai: non è ormai unito alle Russie e alla Persia dalle stupende ferrovie che concludono il dominio marittimo di Zurigo? E ora che il Katai ha donato al mondo come generarsi gratis l’energia che noi a Zurigo eravamo certi, finanziandola, che mai sarebbe divenuta competitiva con l’olio? Cosa ne sarà dei bigliettini verdi e degli altri colorati al Forte Franco, ora che non servono più a vendere e comprare l’olio? Senatus populusque Romanorum, echeggia nel mondo dalla piazza del castello degli Zar: Romanov, appunto.

     
  22. Ottimo Dezzani.
    Al contrario di altri, credo ci siano ben altre teorie oltre a quelle che conosciamo noi, che fanno parte del pensiero “occidentale”, tipo piano Kalergi, ritengo più appropiata quella di Quigley:
    http://www.carrollquigley.net/
    D’altronde noi non conosciamo teorie Russe o Cinesi in merito…
    Una volta che si saranno messi d’accordo e si saranno spartiti le sfere d’influenza nascerà il governo mondiale, ci sono tutti i presupposti perchè avvenga.
    Il bordello attuale è chiaramente indirizzato verso la non realizzazione dell’Eurasia, quindi per anni ancora dovremo aspettarci guerre e rivoluzioni in varie zone del pianeta e probabilmente anche in Europa.
    Intanto pare che inizi a ribollire il Sud America.
    La cosidetta “Brexit”, forse non aveva proprio come scopo unico l’uscita dall’Europa, d’altronde la May quando è andata in USA davanti al congresso ha chiesto di unirsi al commonwhealt.

    Saluti

     
  23. THE ROMAN il said:

    Le elites. Chi sono queste elites ? Non e’ solo con la geopolitica che si spiega la deriva totalita della sovrastrutture istituzionalli dell’occidente. La democrazia e’ un artificio messo in pratica dal potere finanziario ,funzionale agli obbiettivi di infiltrazione ,emancipazione e sovversione delle nazioni .Questo potere derivato dall’usura ,si e’ reso semi-permanente con il controllo dell’emissione monetaria delle nazioni ,che intessute in vaste trame di commerci internazionali hanno di fatto concesso ad un oligarchia cosmopolita il controllo di ogni attivita’ mediante la finanziarizzazione. La moneta ,da mezzo e’ divenuta fine ,e la concessione del diritto di emissione agli usurai internazionali,e’l’impedimento alla creazione ed alla diffusione di ricchezza e benessere,perche’ asservita all’usura ,ogni attivita’ economica e’ subordinata all’interesse del monopolio. La progressiva scomparsa di ogni regolazione in economia ,dalla abrogazione delle restrizione bancarie, alla inattuazione delle leggi antitrust,ha chiuso il cappio al collo degli occidentali,che ormai si dividono tra beneficiati parassitari del sistema e vittime consapevoli ed impotenti . A mio parere.la chiave di lettura socio-economica della crisi attuale e’ altrettanto importante di quella geopolitica. I due punti di vista convergono temporalmente, nel momento in cui si prospetta una valida alternativa sullo scenario mondiale. Negli anni trenta del secolo scorso fu la Germania nazionalsocialista,ma in misura minore anche l’Italia , a mettere in discussione il dominio delle iene internazionali, con il dispiegamento dei successi di una politica basata sul lavoro ,che si sottraeva al dominio della finanza ,oggigiorno e’ la Russia con la sua politica moderatamente nazional-popolare a contrapporsi agli interessi oligarchici. Anche allora esistevano forti dissensi interni e la suggestione esercitata dai regimi populisti ispirati al fascismo italiano era notevole, ma prevalsero i globalisti ,che con la regia del brain trust rooseveltiano, equivalente ai moderni neocons,naturalmente della stessa etnia,architettarono una guerra mondiale volta a consolidare il loro dominio. Nel nuovo millennio,le strategie ,come gli obbiettivi sono gli stessi,cambiano attori e scenario, ma il copione e’ sempre lo stesso. Dietro le quinte le stesse iene.

     
  24. Guido il said:

    Per adesso vogliono mettere le mani sull’Europa. Questo è sicuro.
    Circa il problema generale, a mio parere, non se ne esce. C’è stato l’11 settembre. La balla spaziale.
    Se Trump ha le palle e vuol rischiare la vita, dovrebbe denunciare la questione.
    Solo dimostrando che l’11 settembre è un parto nazionale, dovuta alla cricca neocon che ha sempre comandato e comanda ancora negli USA, può risolvere il problema.
    Putin può anche dare una mano, ma non sarebbe creduto. Occorrono le prove “interne” alla CIA. Esse ci sono, ma non sarebbe facile tirarle fuori.
    11 o non 11, questo è il problema direbbe qualcuno….

     
  25. learco il said:

    “Può sembrare paradossale che una dottrina (come quella neoliberista) che promette possibilità di scelta e libertà sia stata promossa con lo slogan “there is no alternative”. Ma, come osservò Hayek (principale teorico del neoliberismo) durante una visita nel Cile di Pinochet – una delle prime nazioni in cui il programma venne ampiamente applicato – “la mia preferenza personale pende verso una dittatura liberale piuttosto che verso un governo democratico privo del liberalismo”. La libertà che il neoliberalismo offre, che suona così seducente se espressa in termini generali, si rivela essere libertà per il luccio, non per i pesciolini.

    Libertà dai sindacati e dalla contrattazione collettiva significa libertà di reprimere i salari. Libertà dalla regolamentazione significa libertà di avvelenare i fiumi, mettere in pericolo i lavoratori, applicare tassi di interesse iniqui e inventare strumenti finanziari esotici. Libertà dalle tasse significa libertà dalla redistribuzione della ricchezza che solleva le persone dalla povertà.

    Forse l’impatto più pericoloso del neoliberalismo non è la crisi economica che ha causato, ma la crisi politica. Come il peso dello Stato è ridotto, così è ridotta la nostra capacità di cambiare il corso delle nostre vite attraverso il voto. Invece, la teoria neoliberale afferma che le persone possono esercitare una scelta attraverso la spesa. Ma alcuni hanno più da spendere rispetto ad altri: nella democrazia del consumatore o dell’azionista, il diritto di voto non è equamente distribuito. Il risultato è una riduzione dei diritti dei meno abbienti e della classe media. Mentre i partiti di destra e della ex sinistra adottano politiche neoliberali simili, la riduzione del potere statale si traduce in una revoca dei diritti. Un gran numero di persone sono state escluse dalla politica.”

    https://sinistrainrete.info/neoliberismo/9655-george-monbiot-neoliberalismo-l-ideologia-alla-radice-di-tutti-i-nostri-problemi.html

     
  26. learco il said:

    I dirigenti d’oggi non perseguono che due scopi; il primo, realizzare un governo mondiale; l’altro, proteggere il governo mondiale da ogni rovesciamento e nemico, attraverso un sistema di sorveglianza generalizzato fondato sulla tracciabilità totale delle persone e delle cose.

    Come si diventa padroni del mondo? “Centralizzando l’ordine e il potere attorno a una minoranza e spargendoo il caos nel popolo, ridotto al livello di burattini nel panico”.

    Molto più comodo che farsi obbedire dal popolo migliorandone le condizioni, risolverne i problemi sociali (dalla disoccupazione al disordine pubblico, dalle disparità crescenti ed inique alla droga).
    Le elites, governando col caos, non si assumono più alcuna responsabilità verso i cittadini delle crisi che provoca il capitalismo terminale.
    Anzi il caos finanziario permette di giustificare la concentrazione del potere delle grandi banche d’affari; l’11 Settembre giustifica il potere insindacabile dello Stato Profondo; la strage al Bataclàn, il mantenimento delle leggi speciali che Hollande aveva varato per la strage di Charlie Hebdo (aveva già sul tavolo il decreto da firmare).

    http://www.maurizioblondet.it/caos-metodo-governo-del-globalismo/

     
    • Dnjepr il said:

      Esatto. Ci fanno massacrare da dei “terroristi” creati nei loro laboratori (dei semplici squinternati a cui mettono in mano armi ed esplosivi, e li ammazzano prima che possano essere interrogati) per fabbricare il nostro terrore e metterci contro l’Islam, e farcelo combattere per procura. Intanto con queste balle ci distraiamo dai problemi creati dal capitalismo finanziario e non disturbiamo più il manovratore.
      Blondet è lucido in questo, ma non ha ancora fatto il passo di capire che Lega, Santanché, Forze nuove varie, e conservatori vari fanno parte del gioco – consapevoli o no – tanto quanto i giornalisti, i lobbisti e i politici tutti. Così come, fuori del Belpaese, per Trump, la Marina, e le altre stampelle del Sistema.

       
      • Backward il said:

        Eh già, sono così stampelle del “Sistema” che vengono ostracizzati in tutti i modi! E l’immigrazione è solo una distrazione: qualche centinaio di milioni di neri pronti a venire in Europa cosa sarà mai? Non so cosa farebbe Blondet senza il tuo acume.
        Mi si scusi il tono sarcastico ma credo un minimo di contatto con la realtà vada mantenuto.

         
        • in una “democrazia” funzionante l’ opposizione ( pur “di sistema”) serviva a correggere gli eccessi del “governo”; un metodo intelligente per mantenere le potenzialità e la forza del sistema stesso.
          Quello che noi vediamo ora ovunque nel cosidetto “mondo democratico” che questo ” feedback” correttivo è stato completamente azzerato per l’ evedente intento di produrre una “accelerazione degli eventi” e di questo dovremmo cercare di capire il perché in quanto la sua razionalità ci sfugge. Certo “governare attraverso il caos” è possibile ed “economico” ( per le elites), ma al prezzo di corrodere il sistema stesso

           
        • Dnjepr il said:

          Eh già, invece è tenendo in piedi lo status quo che ci si libererà dell’atlantismo e del baraccone che ha vinto nel ’45. Frignando da piccolo borghesi perché ci sono gli immigrati che fanno schiamazzi sotto casa e non ti lasciano vedere la Champions; o perché ci sono i marocchini che mettono in riga le donne (poverine, sia mai che non abbiano troppo potere!).
          Stampelle piccolo borghesi. Che si illudono di essere rivoluzionarie.
          Sai che paura per il Sistema!

           
    • Francesca Ancona il said:

      Però, questa teoria del caos fa un po’ a pugni con l’articolo, in basso, postato da Learco, quello sugli algoritmi. Se volessero davvero il caos ci terrebbero svegli e non ipnotizzati davanti al monitor

       
  27. learco il said:

    Un metodo “soft” di controllo della popolazione e di annichilimento dell’esercizio dei poteri democratici, a disposizione dell’elite finanziaria. che ci riguarderà nell’immediato futuro: l’elaborazione e la gestione degli algoritmi:

    “Il potere esercitato dagli algoritmi su individui e società è stato affrontato criticamente da una molteplicità di contributi teorici. Ad esempio, Richard Rogers parla di “algorithmic authority” riferendosi a motori di ricerca come Google e Bing, intesi come “macchine socio-epistemologiche” che, sulla base di definizioni arbitrarie e commercialmente guidate di popolarità e rilevanza, determinano la visibilità (o non visibilità) di notizie, argomenti e fonti di informazione.

    Lo spettro è quello dell’inconscio tecnologico evocato da David Beer: la produzione automatizzata della vita quotidiana da parte di tecnologie potenti e al contempo inconoscibili. Beer affronta anche la questione del controllo, concludendo che il potere degli algoritmi online sugli individui non sia solo epistemologico ma ontologico: essi non solo “mediano” il nostro sapere, ma vanno a costituire la realtà stessa – in particolare con l’assottigliarsi del confine tra “virtuale” e “reale”, tra vita “online” e “offline”.

    La pratica del potere algoritmico è insita nella sua opacità. Un’opacità che riguarda sia l’incessante lavoro computazionale di raccolta ed elaborazione di dati personali, totalmente invisibile all’utente, sia la formulazione matematica della maggior parte degli algoritmi online – tenuta gelosamente segreta dalle aziende proprietarie e soggetta a continui cambiamenti nel tempo.”

    https://www.che-fare.com/potere-algoritmi-societa/

     
    • Francesca Ancona il said:

      In pratica, siamo schiavi di una nuova dittatura (schiavi inconsapevoli per i più). La creazione di una realtà virtuale, su misura per ognuno, che soddisfi i nostri desideri con un click, un’illusione di felicità. Tra parentesi: tra soddisfazione reale e illusoria non c’è molta differenza a livello neurale-cerebrale, quindi potrebbe anche essere un beneficio. Il loro vero intento però non è quello di renderci felici, ma di annichilire ogni nostra percezione di pericolo e disagio, della serie: siamo abbandonati nella nostra casetta, in un viaggio virtuale piacevolmente emozionale, e non ci accorgiamo che qualcuno entra dalla finestra e ci ammazza, o che nel cibo che stiamo mangiando ci possa essere del veleno. Possono farci tutto, nessuno guarda più dalla “finestra”, possono metterci dei mostri, abbattere la natura che ci circonda, o le città, noi siamo nella realtà virtuale ma ciò non vuol dire che non esista più quella reale. Questo è un grave pericolo per l’umanità (e già da ora si vede e si capisce perché nessuno reagisce al nemico).

       
  28. Arlo il said:

    La falsa democrazia non è altro che un sistema più raffinato per la gestione del potere.
    Se osserviamo la storia con il suo scorrere notiamo che il sistema attuale sembrerebbe il più perfetto per le analisi abbondantemente prodotte sopra.
    Si è arrivati a questo dopo un’innumerevole sequenza di esperimenti.
    Gli USA di oggi sono un melting pot di consumatori funzionali (esperimento di due secoli).
    Forse l’Europa è destinata a seguire (secondo i piani) questo stesso destino.
    La questione di fondo è il controllo su 500 ml. di persone.
    L’Europa ha la caratteristica di avere genti troppo diverse al suo interno, ma il progetto del melting pot è in stato di avanzamento.
    Allo stato attuale non si capisce come può giocare il fattore Islam.
    Forse i manovratori del vapore stanno pensando di usarlo, in caso estremo, come casus belli per una probabile guerra civile sul continente, nel caso le cose non andassero come desiderato.
    Nel frattempo la tecnologia al servizio dei “gestori” avanza rapidamente verso il transumanesimo per una nuova generazione di abitanti del pianeta totalmente asservita e senza coscienza.

    Per mio conto un piatto di pasta all’amatriciana definisce la mia arma di resistenza identitaria (e sfido chiunque a sostituirlo con qualche sconveniente pseudo prodotto che fortunatamente, grazie al blocco del TTIP, non siamo costretti a vedere in giro).

     
  29. Aikidoka il said:

    Temo che il Dr. Dezzani abbia ragione nel valutare l’estrema improbabilità di una composizione del contenzioso che oppone l’élite euroatlantica e la Russia (contenzioso a senso unico). Il primo soggetto, semplicemente, sta cavalcando la tigre del dominio globale, la cui logica impone la totalizzazione dei mezzi e degli obiettivi. Nella medesima logica, chi cavalca la tigre NON può scendere. Per cui, è del tutto illusorio sperare in una qualche forma di resipiscenza, o di cambiamento di finalità (strategica almeno, tattica può darsi) da parte dell’élite; se si fermano si autodistruggono, implodono, la loro sopravvivenza coincide con un regime di guerra perpetua. La loro mentalità è identica a quella del tossicodipendente, deve per forza aumentare le dosi del suo veleno.

    Ho visto proposta, in alcuni commenti, un’analogia tra le fasi terminali di civiltà-culture passate, e il presente momento storico. Per ragioni che semmai argomenterò, nel caso quanto segue non fosse sufficiente, il tentativo di analogia non si appoggia su alcuno dei termini della relazione; infatti, non è mai esistita nella Storia umana una civiltà che possa essere paragonata, o posta in rapporto analogico con quella post illuminista, ossia la nostra. Dapprima il proto capitalismo, e poi (come strumento del primo) il socialismo marxista, hanno progressivamente svuotato le società occidentali da quell’anima che Aristotele chiamò “politeia”. L’avvelenamento di quest’anima, di questo principio unificante, fino alla sua morte, dapprima trasformò le grandi comunità che un tempo furono i Comuni, negli agglomerati anodini e dai rapporti umani meccanizzati, che sono le odierne città. Poi portò la stessa opera di devastazione nei centri minori, nei paesi e nei villaggi. Ho il privilegio di avere abbastanza anni per aver visto gli ultimi bagliori del vecchio mondo, di ciò che un tempo fu politeia, nelle piccole comunità agricole. Adesso, forse che con l’eccezione di piccolissime enclave nelle valli, o in centri lontani dalle città, è andato tutto perduto. Non è rimasto più niente.
    In epoca moderna, lo studioso che ha colto e proposto con maggior capacità ed enfasi questo aspetto, a mia conoscenza, è l’esimio e compianto Prof. Giacinto Auriti, esattamente, con la sua magistrale concettualizzazione di “Società organica” e “Società strumentale”. Chi conosce Auriti sa di che parlo.
    P.s.
    Prima di essere un’utopia politica, la democrazia è un’impossibilità logica. Resta da determinare, quale, sempre che esista, sia il regime politico ideale. Questione che ho sollevato alcuni post fa.

     
  30. Tanto per aggiungere una citazione che mi sembra inerente: “Datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi” ( Mayer Amschel Rothschild )

    Inoltre, a mio avviso, non basta che ci sia gente curiosa e volenterosa che passa serate a leggere notizie interessanti che la aiutino a farsi un’idea veritiera della realtà delle cose che la circondano… la vera rivoluzione sta nell’educazione scolastica dei nostri figli, ma come ben sappiamo anche quella è in mano a “loro”. Penso che nel giro di 2 generazioni si potrebbero sconfiggere molti dei problemi che ci affliggono oggigiorno.

     
    • gattospaziale il said:

      Concordo in pieno: la nostra Costituzione garantisce il diritto all’insegnamento parentale, sarebbe il caso di approfittarne. Come diceva un conoscente: “Se sei andato alle scuole pubbliche, sei fregato!”.

       
  31. alberto il said:

    Se si concorda che:
    1. per elites intendiamo gruppi numericamente minoritari caratterizzati da una straordinaria coesione ed organizzazione che governano gruppi ampiamente maggioritari ma caratterizzati da scarsa o mancante coesione ed organizzazione, e di conseguenza si concorda che nell’ambito di ogni schieramento esistono delle elites e che queste in caso di cambi di governo o addirittura di sistema prendono il posto di altre elites, come ben individuato a suo tempo dai Mosca, Pareto, Michels etc. – che per inciso ed a mio avviso sono troppo sottovalutati mentre la Scuola Elitista italiana ha posto una pietra miliare nello studio delle dinamiche politiche.
    2. la democrazia è solo una delle forme possibili di governo ma è lo strumento principe attraverso il quale si ottiene a “poco prezzo” il governo del popolo dandogli l’illusione di potersi “autogovernare”.
    3. il popolo, per quanto massa disorganizzata per aspirare ad essere parte di un ipotetico cambiamento deve avere almeno un minimo di consapevolezza delle proprie esigenze o dello stato in cui versa
    4. l’informazione in democrazia è molto più fuorviante che nei regimi autoritari perchè nella maggior parte delle persone non esiste consapevolezza del fraudolento utilizzo dei media

    si sono individuati i motivi principali per cui non è stato, non è e non sarà mai possibile un cambio o almeno un tentativo di cambio dell’attuale situazione in Europa (ma direi nel mondo occidentale) seguendo le regole della democrazia o meglio seguendole integralmente.

    Storicamente, gli unici due cambiamenti radicali avvenuti partendo da un contesto elettorale “democratico” ovvero con elementi regolarmente eletti in parlamento e che poi in modo “forzato” hanno preso il potere gestendolo in modo totalitario sono avvenuti:
    1. in Italia con le elezioni del 1921 da cui è scaturita la marcia su Roma del 1922 e la nomina di Mussolini a presidente del Consiglio da cui a sua volta scaturirono le lezioni del 1924 che in buona sostanza diedero inizio a 20 anni di governo autoritario
    2. in Germania dove dalle elezioni di fine 1932 scaturì la nomina di Hitler a cancelliere ad inizio 1933 che diede origine in pochissimi mesi all’eliminazione di ogni opposizione politica ed a 12 anni di governo autoritario.
    In entrambe la situazioni, anche se molto differenti tra di loro, vi erano elites, anticapitaliste o “antiplutocratiche” che volevano costruire una società “socialista” guidata da uno Stato che avrebbe migliorato le condizioni di vita del popolo, pronte a sovvertire le altre elites, ed un popolo, ancorchè massa disorganizzata, che aveva comunque consapevolezza del proprio stato, delle difficoltà in cui viveva e delle possibilità che venivano palesate dal cambio di governo. E’ indubbio che a livello economico, finanziario e diciamo di benessere sociale questi due governi autoritari raggiunsero eccezionali risultati, soprattutto nel caso della Germania applicando ricette del tutto innovative in campo monetario/finanziario liberandosi dal giogo della finanza angloamaericana (CFR L’ordinamento economico nazionalsocialista di René Dubail). E’ altrettanto indubbio che essendo regimi totalitari coloro che venivano individuati come nemici interni venivano distrutti.

    Esistono oggi delle elites veramente “antiplutocratiche” che vogliono realizzare uno Stato che “governi” veramente l’economia e che ove necessario imponga, per l’interesse nazionale e dei suoi cittadini le politiche che le parti sociali devono seguire? Che vogliano difendere le imprese nazionali anche strategiche e non solo …Prada o Versace (..magari prodotti al nero dai cingalesi in Campania)?
    Esiste un popolo italiano o anche europeo consapevole del degrado socioeconomico in cui vive e del futuro che lo attende?
    Esiste oggi la possibilità, nonostante internet e Blog come questo, di incidere realmente sull’informazione e quindi sulle coscienze della gente?
    Esiste qualcuno che posto di fronte all’ipotesi da una parte di poter mandare pubblicamente affanculo e senza alcuna conseguenza Renzi Berlusconi etc ma al prezzo di doversi pagare ticket sanitari ormai pari al costo degli esami, sostenere tasse universitarie pesanti, avere soprattutto per i giovani stipendi da fame, subire l’invasione forzata di popoli del tutto estranei etc etc e dall’altra parte l’impossibilità pratica di criticare pubblicamente i rappresentanti dello Stato pena il carcere ma avere politiche sociali ed economiche che tutelino il cittadino, sceglierebbe la seconda ipotesi?

    Credo di no!

    Oltre a quanto sopra, l’impossibilità pratica di compiere qualsiasi tentativo di cambiamento anche non rispettando pienamente le regole democratiche è dovuto al fatto che con la “globalizzazione” geopolitica ormai il singolo Stato non può più avere alcuna autonomia di scelta, a meno di sconvolgimenti talmente enormi che non siano prevedibili neanche da parte delle elites dominanti e che di sicuro non sono nella loro agenda.

    Le azioni del compagno Tsipras in Grecia, l’elezione dell’alieno Macron in Francia. Renzi che impera in Italia…sono tutti esempi dell’impossibilità del cambiamento.

     
  32. tombino il said:

    Chi sono i peggiori torturatori, se non quelli che, come il Grande Fratello, in 1984 di Orwell, non si accontentano della sottomissione delle loro vittime, ma pretendono pure di essere amati e venerati?
    Non vi spaventano l’egocentrismo e la vanità dei finti paladini dell’Anti-Sistema?
    E intanto gli Stati, lungi dall’essere delle istituzioni create per tutelare i diritti dei cittadini, restano degli spaventevoli mostri che stritolano tra le loro fauci i sudditi, a somiglianza del Lucifero dantesco. Gli ipocriti sono dappertutto e, dietro parvenze attraenti, si nasconde ogni genere di turpitudini.
    Resta ancora qualche cespuglio, resta qualche tarassaco: rimane l’illusione che l’esistenza possa avere, nonostante tutto, un senso, sebbene abbiamo compreso che la felicità è una chimera. Ma non dobbiamo incendiarla questa ombra di speranza o il giardino resterà deserto, arido e sconfinato, come il Sahara… ma senza oasi.

     
      • tombino il said:

        Con la tua penna ucciderai la verità (quella vera) e ti renderai complice, per la tua congenita codardia, di un altro delitto.

        “Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia ed inconsapevolezza sono la stessa cosa.” È questa una riflessione tratta dal celebre romanzo di Orwell, 1984. Considero questa massima quanto mai attuale: nel mondo d’oggi più che mai, infatti, proprio coloro che non sono allineati, come l’economista Dezzani, riescono a ragionare contro le “verità” e i dogmi imposti dalle varie confraternite laiche e religiose e sono uomini pensanti e senzienti. D’altronde, tutti i personaggi della storia che hanno dimostrato l’audacia dell’eterodossia, hanno veramente dato impulso alla civiltà ed acceso una fiaccola per illuminare il percorso dell’umanità (mi vengono in mente Akhenaton, il faraone eretico che osò sfidare lo strapotere del clero di Ammon-Ra e Siddharta Gautama Buddha, il maestro che contestò la legittimità della divisione in caste nell’India del VI secolo a.C.). Laddove reputi che Dezzani abbia perso la ragione, penso ad una riflessione di Lao Tze che ti riporto di seguito: “Prima si perde la ragione e poi compare la virtù. Quindi si perde la virtù e appare la benevolenza. Si smarrisce la benevolenza e subentra la giustizia; quando si perde la giustizia, compare la convenienza. Le leggi della convenienza fingono fede e lealtà e sono l’inizio del disordine. Il tradizionalismo è il fiore della ragione, ma anche il principio dell’ignoranza.” La saggistica internazionale non è nuova a presentarci opere colme di particolari singolari che distraggono l’attenzione del lettore impegnato in letture che denunciano le nefandezze del Sistema. E’ una tecnica utilizzata da quegli autori, che come Dezzani, sono costretti a screditare le loro stesse opere introducendo fantomatiche storielle sull’abdicazione di Papa Bergoglio (o dovrei forse dire Papa Imbroglio?), affinché non venga messa a repentaglio l’attività del loro Weblog.

         
  33. Cesare il said:

    Ottimo il parallelo Aikidoka:” L’élite euro-atlantica è come colui che cavalca la tigre. Non può scendere perché verrebbe sbranato. Ormai la tigre è troppo infuriata con lui. L’unica cosa che può fare è continuare a cavalcare aumentando velocità e controllo, fino a quando la tigre non collasserà, stramazzando al suolo.

    P.s. Grillo su Auriti https://m.youtube.com/watch?v=Rb9qfndKL7s

     
  34. Franco il said:

    Alle volte mi chiedo se l’uomo effettivamente può godere del libero arbitrio o se le decisioni che lo riguardano vengono sempre prese altrove, a prescindere dall’esistenza dell’establishment di questo o quel periodo storico. Dove sta il disordine? Il dualismo che oppone il libero arbitrio al destino è, come ogni dualismo, errato, essendo possibile intuire un trait d’union tra i due ambiti, il problema si pone poiché riguarda l’essenza stessa della vita e perché ha implicazioni di tipo teologico, morale, scientifico. Non è questa la sede per passare in rassegna il pensiero dei filosofi che hanno posto l’accento sul destino né quello dei pensatori che, invece, hanno affermato la libertà umana. Vorrei soltanto considerare certi aspetti del tema, specialmente per connetterlo ad alcuni problemi contemporanei descritti nell’articolo. Sovente ci chiediamo se il percorso della nostra vita obbedisca ad una legge imperscrutabile ed ineluttabile o se sia possibile decidere liberamente quale direzione imprimere alla vita. Giulio Carlo Argan, nella sua celebre, sebbene a volte retorica, Storia dell’arte moderna, è, alla fine costretto a constatare che le avanguardie protese a rigenerare il mondo, offrendo una nuova visione della realtà e soprattutto impegnate in un progetto di cambiamento, videro i loro sogni infrangersi contro il muro di un’oscura fatalità. Sembra che non sia solo la storia dell’arte, ma tutta la storia a svolgersi sotto il segno di un destino deciso altrove. Sartre ritiene che l’uomo sia condannato ad essere libero: in tale mancanza assoluta di condizionamenti si colloca una spaventevole responsabilità. Gli ultimi orientamenti scientifici suggeriscono che nulla è predeterminato, sicché le “leggi” di natura sono tendenze statistiche, su cui per di più influisce l’osservatore. In tale quadro, anche l’azione umana sembra potersi sviluppare in modo libero e casuale. Resta da capire se il concetto di caso di fronte al quale Einstein inorridì, essendo convinto che all’universo dovesse soggiacere un principio razionale, consuoni con la libertà e non piuttosto con il caos. Caso e caos: sono questi gli orizzonti in cui si situa la vita e non so se ed in che misura essi possano coesistere con un progetto. Nonostante le infinite variabili di un universo la cui ragion d’essere è incomprensibile, pochi rinunciano all’idea che sia possibile definire le coordinate della propria esistenza, accettando che essa sia spinta alla deriva da situazioni stocastiche oppure predeterminata. Quasi tutti preferiscono crogiolarsi nell’illusione (?) del libero arbitrio, a volte con sicumera tutta umana, mentre aveva ragione Kant quando reputava che la libertà non fosse dimostrabile e dovesse essere considerata un postulato della ragion pratica. È paradossale rilevare che i più fermi ed irremovibili sostenitori del libero arbitrio sono proprio gli uomini incatenati da pregiudizi e dogmi.

     
  35. Il Giusto il said:

    Ho sempre ritenuto sia ingenuo supporre che il M5S di Grillo possa sfuggire alle logiche immorali diffuse in ambito economico e politico proprio nel mentre gli Italiani sono costretti a constatare, ancora una volta, quanto è corrotto il sistema, con banche che derubano i correntisti (si veda il caso di Mps, approfondito nell’articolo precedente di Federico Dezzani), con operazioni spregiudicate compiute da loschi figuri, con cooperative che, con ogni mezzo, mirano ad impadronirsi degli istituti di credito e del traffico dei deportati. Molti sanno che a questo mercimonio non sfuggono i partiti, associazioni a delinquere in combutta con le banche e le finanziarie, vere organizzazioni di usurai. Ma poi, voglio dire, va bene subire ogni genere di sopruso, ma che almeno ci risparmino il discorso a fine anno del Presidente della Repubblica! Ogni volta che ascolto il suo discorso a fine anno penso che è tornato l’uomo del colle, con i consueti modi paternalistici ed untuosi, da conte zio di manzoniana memoria, che ci tortura con il suo messaggio agli Italiani. Il suo discorso è come il pranzo dell’ultimo dell’anno di cui si conosce in anticipo il menu. Già possiamo “pregustare” le solite insipide e vomitevoli pietanze ammannite da questo cuoco senza fantasia: un antipasto a base di logori luoghi comuni; un primo condito con la salsa di valori propositivi (solo a parole però); un secondo insaporito con un’esortazione all’attivismo (che deve necessariamente tradursi nell’adulazione di un leader); un contorno di rievocazioni dei “successi” della politica di Gentiloni; un dolce di zuccherosi buoni auspici per un felice anno nuovo.

     
    • Il Giusto il said:

      Di fronte a riflessioni così insulse e banali sulla realtà che ci circonda, solo una è la conclusione possibile: l’uomo del colle è un altro sepolcro imbiancato, le cui parole non contengono mai neppure una verità. Molti dimenticano che esiste qualcosa di molto più esecrando del ladrocinio perpetrato da qualche disonesto speculatore: è il sistema creditizio stesso, fondato sul furto che è stato denominato interesse. È l’interesse, non tanto il plusvalore, la pietra angolare del capitalismo sin dal tempo in cui i sacerdoti babilonesi, che, non a caso erano anche banchieri, caricavano i prestiti d’interessi. I beniamini del M5S non hanno mai denunciato il perno basso medioevale di gente avida di subiti guadani in un’economia finanziaria incentrata sull’usura, concentrandosi invece sui soliti grassatori.

       
  36. Sebastiano Oltre il said:

    Fusaro ci ricorda puntualmente ogni settimana su La7 che la classe politica del nostro Paese ha svenduto l’Italia per una manciata di privilegi: ora i parlamentari dell’Esperia, divenuti europei, siedono a Strasburgo. Costoro sono blanditi con prebende faraoniche, sono subornati dalle multinazionali e dalle banche che, scaltramente, fanno prevalere i loro loschi interessi sul bene collettivo. Costoro sono parassiti ancora più inutili, fatui ed oziosi dei nobili ospitati da Luigi XIV nella magnifica, sontuosa reggia di Versailles. Eppure, se si trattasse “solo” di immoralità diffusa in ambito economico e politico, si potrebbe paradossalmente provare un senso di sollievo. Sì, perché falsi in bilancio, frodi finanziarie, reati di aggiotaggio sono le marachelle di un bimbo un po’ discolo, se si pensa a quello che accade dietro le quinte. Dietro le quinte, in tutto il mondo o quasi, la sinarchia, il governo occulto sta tramando per scatenare un nuovo conflitto su scala planetaria, fomentando l’odio degli occidentali e degli ebrei astutamente manipolati contro le nazioni islamiche, altrettanto astutamente manipolate. Il progetto di sistematica distruzione del pianeta è perseguito giorno dopo giorno con scientifica precisione. Non è solo per il denaro, non è solo per il potere… Gli “Illuminati di Bruxelles” hanno consacrato le loro nere anime alla morte. Così gli Italiani si sdegnano e vanno in collera di fronte ai misfatti dei banchieri e dei loro potenti amici che propongono vaccinazioni obbligatorie su ricatto, alcuni si illudono che qualche nuova legge o le proposte dei finti paladini dell’antisistema possano essere risolutivi. Intanto, però, gli infernali carnefici, gli ”Iddii pestilenziali”, nelle loro tetre cucine preparano pietanze velenose da ammannire ad un truculento festino che sarà anche l’ultimo.

     
    • Francesca Ancona il said:

      A questo punto non li chiamerei “illuminati di Bruxelles” ma totalmente Spenti 🙂 ah ah ah

       
  37. Il Giusto il said:

    Il conformismo impera e, come se non bastasse, viene gabellato per profondità ed originalità. Invito chi accusa Dezzani di lavorare per Berlusconi, a prendere visione degli innumerevoli articoli pubblicati dall’economista in merito all’operato dell’imprenditore di Arcore, articoli in cui viene chiaramente esposto che, con una corretta presa di coscienza, le leggi vergogna del Cavaliere possono essere spazzate via in cinque minuti. Travaglio scrive un “romanzo” e molti critici (non tutti fortunatamente) ne tessono sperticate lodi, credendo di aver letto la summa della narrativa. Questi pubblica un saggio e la maggior parte dei lettori non si accorge della puerilità con cui sono accozzate le “argomentazioni”. Lo stesso tiene uno stucchevole discorso, trasudante banalità da ogni sillaba e la massa acefala degli attivisti da tastiera servili ed adulatori si spella le mani in applausi. I finti paladini dell’antisistema, sebbene possano apparire, in qualche caso, dei novatori, agiscono e si muovono con le loro miserrime, penose elucubrazioni all’interno del confine tracciato dai potenti, simili a lucciole imprigionate in un bicchiere. Le opere di codesti scribacchini assomigliano a monete false, dalla sottilissima patina d’oro che nasconde del vile metallo. Anche la loro critica dello status quo, quando affiora -assai raramente, a dire il vero- è talmente scialba e convenzionale che non scalfisce neppure il sistema. Con qualche frase anticonformista, credono di aver affermato la loro autonomia d’intellettuali, ignorando che le classi dirigenti auspicano queste posizioni “libere” per ostentare la loro natura “democratica”. Così, mentre il mondo s’incammina sempre più velocemente verso la tirannide mediatica, verso l’imposizione delle versioni ufficiali, proclamate come “verità” eterne, immutabili, dobbiamo solamente sperare che il numero degli iconoclasti aumenti sempre più. Gli idoli del nostro tempo devono essere spezzati, distrutti, ridotti in frantumi: gli idoli del nostro tempo sono i finti paladini alla Travaglio e co., sono giganti, certamente, ma giganti dai piedi d’argilla.

     
    • Il Giusto il said:

      I finti paladini dell’antisistema si scandalizziamo per le imperfezioni, si irritano per i granelli di polvere, ma restano indifferenti di fronte alle carneficine ed alla distruzione del pianeta, all’ottenebramento della coscienza. E’ fondamentale che sui gerani del nostro davanzale non sgocciolino le stille del bucato steso al piano di sopra, ma se gli aerei diffondono tonnellate di veleni, che ci importa? E’ giusto ciò? Anzi, è ragionevole? Milioni di persone ogni anno muoiono di fame, di sete, per malattie, a causa di cruenti conflitti fomentati dalle multinazionali e dai governi, in seguito a disastri innaturali. E’ giusto? Una decisione di un arbitro non conforme alle attese dei tifosi viene vissuta come la somma ingiustizia. Sarà stato pure il risultato di una decisione poco saggia e meditata, ma è percepito come un delitto di lesa maestà. Blaise Pascal coglieva nel segno, quando notava che è peculiare degli uomini incaponirsi per le bazzecole, trascurando le questioni importanti; tipico comportamento riscontrato con i finti riformatori come Travaglio. Capita sovente che questi si impuntano su questioni oziose e risibili, come se non vi fossero temi più importanti da discutere. Sono saggi solo in qualche banale consiglio, dispensato con malcelata sufficienza.
      Guardiamoci intorno: banchieri-usurai decidono le sorti del mondo, mentre il ladruncolo è messo alla gogna; ignoranti in sommo grado pontificano nelle università, mentre intellettuali e scienziati di valore sono emarginati, quando non sono vilipesi e calunniati; tronfi e corrotti soloni legiferano in modo draconiano, laddove i cittadini onesti sono vessati per un’inezia; ministri e sottosegretari vivono nel lusso più sfrenato, mentre gli operai sudano per buscarsi il pane e rischiano ogni giorno la vita per un miserrimo salario… Da per tutto regnano la nequizia, l’ipocrisia, la sopraffazione, ma ammantate dei più brillanti (e falsi) ideali. E’ tutto ciò giusto? Chiunque comprende che non lo è, ma, quando si tratta di additare una risoluzione, molti sanno soltanto proporre misure ancora più inique della stessa iniquità come i V-Days o ingenuamente si affidano alle screditate istituzioni virtuali dei Meetup precariamente sorrette su delle fondamenta inesistenti.
      Ammettiamolo: la giustizia non può provenire dagli uomini incuneati nelle strutture di potere e le insolite relazioni della Casaleggio Associati con l’establishment della City e la firma di Travaglio ingigantita sugli schermi dello studio di Di Martedì, una delle trasmissioni più seguite per un canale mediatico mainstream, sembrano ricordarcelo instancabilmente.

       
  38. Emanuele Pace il said:

    Dobbiamo studiare una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE. Vorrei soffermarmi sul punto “Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante”. “La conoscenza universale può essere rivelata solo ai nostri fratelli che hanno affrontato le nostre prove. La verità va dosata a misura dell’intelletto, dissimulata ai deboli, che renderebbe pazzi, nascosta ai malvagi, che solo potrebbero afferrarne qualche frammento di cui farebbero arma letale. Racchiudila nel tuo cuore, e che essa parli attraverso le tue opere. La scienza sarà la tua forza, la fede la tua spada ed il silenzio la tua corazza impenetrabile.” Questa frase è di Ermete Trismegisto, che può essere considerato l’Archetipo della dottrina Esoterica. Nel Mondo Antico l’iniziazione implicava un cambiamento netto nel modo di pensare e, conseguentemente, di agire da parte dell’ Iniziato. L’Iniziazione ai Misteri, secondo quanto si credeva nell’Antica Grecia, comportava la Metànoia, il Ripensamento, il Pentimento, e come afferma Platone, la Conversione-Rivoluzione. L’Iniziato iniziava un nuovo stile di vita che non aveva più nulla a che fare con il vecchio mondo profano. Si può dire che l’Iniziato, pur continuando a vivere nel mondo, entrava a far parte di un mondo nuovo ed allo stesso tempo Diverso. Il Profano è un conoscitore della Condizione Materiale e per questo motivo deve essere distolto dal cosiddetto mondo della Quantità, e deve riuscire a tralasciare il suo bagaglio di Archetipi della Conoscenza-Comportamento propri dell’Inconscio Collettivo. L’Insegnamento è: ascolta, raccogli, analizza, assimila, diventa e solo allora parla. L’Insegnamento profano è nozionistico, infatti all’allievo è richiesta un’intelligenza conforme alla necessità dell’apprendimento ed una buona memoria. L’Insegnamento Iniziatico è viceversa diretto alla Nòesis, all’Intelletto e non al cervello e deve far emergere ciò che è già in noi, deve far risvegliare la Consapevolezza della Coscienza. Ecco l’importanza di un atteggiamento ricettivo che, oltre a farci comprendere-apprendere, ci permetta di far sì che ciò che apprendiamo diventi parte attiva della nostra Coscienza.
    Per l’Iniziato è poi fondamentale saper vivere nel e del Silenzio.
    Guarda caso si è portati a dire che la verità è relativa quindi destinata a trasformarsi. Il Vero Sapere è riservato agli Iniziati, a coloro che sanno farne buon uso, e va quindi tramandato di bocca in bocca, per tempo.
    Se manca la capacità di lettura, di interpretazione tutto rimane oscuro, senza significato, perché dietro al significato “Profano” ne esiste un altro “Esoterico” che solo l’Iniziato può comprendere. La Conoscenza è potere, quindi deve essere controllata e distinta tra i diversi livelli di Iniziazione che uno ha. Il Silenzio Iniziatico non crea certezze, anzi, mette in discussione le certezze per sostituire ad una Verità definita una Verità in perenne scoperta. Questo è il percorso dell’apprendistato, che darà la capacità, attraverso il Silenzio Rituale, di arrivare alla Conoscenza Iniziatica. Altra fase di crescita dell’Iniziato è il Controllo della Parola che serve a tenere a freno ed a dirigere correttamente il pensiero.
    Il Profano usa la parola senza badare troppo a ciò che dice, quindi senza preoccuparsi in maniera eccessiva delle conseguenze provocate dal proprio parlare. La Parola ha in sé potenza, quindi il suo uso deve tenere conto di ciò, sia da parte di chi parla sia da parte di chi ascolta.
    L’attitudine ad imparare ad ascoltare è un’altra arte che bisogna apprendere. Essere capaci di costruire il proprio Silenzio Interiore significa anche essere in grado di far posto alle altrui parole, per poter condividere la Verità, intesa come capacità di riconoscere come vero ciò che un altro sta dicendo. Ma questo è possibile solo quando avremo imparato a percepire solo la Parte Luminosa che brilla in ogni Essere Umano, quindi avremo fatto nostra la Temperanza.
    La Temperanza, la Tolleranza, la Capacità di Regolare la Parola, la Ricerca della Verità dovranno segnare e guidare sempre e comunque il cammino dell’Iniziato.
    Ecco perché va studiata di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.
    Eraclito distinse l’umanità in due gruppi, quello dei desti e quello dei dormienti. Il problema è il seguente: il 95 per cento dell’umanità appartiene ai dormienti, anzi ai letargici. Costoro sguazzano nel brago dell’ignoranza, convinti non solo di sapere quasi tutto, ma di aver capito tutto. Costoro si fanno inebetire dai media, che non sono manipolati dai potenti, ma appartengono ai potenti. Costoro hanno l’intelletto completamente ottuso, la mente atrofizzata. Costoro non notano le più clamorose contraddizioni, credono alle più spudorate bugie, votano chi li raggira… Con codesti pusilli il potere ha gioco facile, poiché possono essere mandati innanzi allo sbaraglio, spostati come i pedoni su una scacchiera, sacrificati per mangiare qualche pezzo di maggior valore.
    L’uomo, questa creatura infima, ma superba, l’uomo, homo, humus, fango o poco più; l’uomo creato ad immagine e somiglianza di dei inferiori, capricciosi. Specie ripugnante quella umana, invidiosa, infida, avida, superba, fatua, stolida, infingarda, ambiziosa … Mi chiedo perché e per chi siano nati e vissuti tanti scrittori e filosofi, se solo una sparuta minoranza è in grado d’intendere il loro messaggio, di apprendere qualcosa del loro insegnamento. Non è un caso: milioni di telespettatori seguono beceri quiz, pensando che il nozionismo sia sinonimo di cultura.
    Non è un caso: miliardi di persone si fidano dei loro macellai e si muovono docili verso i mattatoi. Sono infiniti gli esempi dell’indegnità dell’uomo. Nonostante ciò, se la moltitudine dei sudditi può ancora suscitare compassione, giornalisti, politici, scienziati, economisti, storici, teologi… impostori meritano di essere sbugiardati, smascherati. Forse non è lontano il giorno in cui resteranno come il l’imperatore della celebre fiaba… completamente nudi ed è qualcosa di cui Federico Dezzani, Fini, Fusaro e Chiesa ci hanno già avvisato: il Re è nudo, ma noi NON VOGLIAMO ammetterlo.

     
    • Emanuele Pace il said:

      Gli esseri umani, checché se ne pensi, non appartengono, se si esclude qualche rara avis, alla specie homo sapiens sapiens, ma alla specie homo insipiens: tali sono la sua rozzezza e la sua stolidità. Le persone devono essere educate, devono diventare consapevoli, devono destarsi dal letargo indotto dai mezzi di distrazione di massa, dall’oppiaceo calcio, dagli assordanti, ma fittizi dibattiti “politici”, dalla pubblicità martellante, dai reality shows… insomma dal controllo della coscienza. In caso contrario, se non rifiuteremo in toto il perverso sistema che ottenebra la mente e lo spirito, l’homo insipiens diventerà homo insipiens insipiens. Nello squallido panorama dei palinsesti televisivi non sono mai trattate questioni scottanti e scabrose, che aprono una breccia nel muro della disinformazione e della censura imperanti. Gli interventi degli ospiti delle trasmissioni, più o meno note, sono privi di originalità e coraggio dando agio, in questo modo, alle solite banalità, ai vieti luoghi comuni, e contribuiscono a fomentare un’opinione allineata. Siamo ancora lontani da un sano atteggiamento iconoclasta teso a distruggere i dogmi e i falsi miti quotidianamente propagandati dai perniciosi araldi dell’ignoranza e della manipolazione (Benedetto XVI, Ferrara, Socci, Zucconi, Eco, Angela senior, Riotta, Vespa, Sirchia, Veronesi e via discorrendo) e i finti paladini dell’antisistema si risparmiano di discutere sul nesso guerra al terrorismo-restringimento della democrazia, sulla privatizzazione accelerata dell’economia e della politica, sul legame delle imprese statunitensi con i “paradisi fiscali” e nel riciclaggio del denaro “sporco”. Questo quadro desolante è dovuto al ruolo ormai decisivo che le corporation hanno assunto nelle principali decisioni della Casa Bianca, al punto che la precedente amministrazione Obama poteva essere definita un “comitato d’affari delle multinazionali”. Se è vero che taluni momenti storici hanno registrato episodi di contrasto tra l’imperialismo statunitense e i disegni più sottili delle lobby finanziarie mondialiste, ad esempio durante le amministrazioni Eisenhower e Reagan o per la guerra in Vietnam o con le critiche dello speculatore George Soros a Bush Jr., rimane un fatto incontrovertibile il vizio congenito della cultura a stelle strisce, portatrice di una visione messianica e totalitaria della vita e del mondo, in particolare per il profondo influsso della dottrina calvinista. Lo stesso teorema dei neo-conservatori, l’esportazione della “democrazia” per la creazione di un nuovo ordine mondiale, affonda le sue radici più profonde nel moralismo e nel “destino manifesto” degli States, con la sua pretesa superiorità e l’atavica predisposizione a volerla imporre al resto del globo. Senza fare in conti con il mostro a stelle e strisce, il nostro pianeta non uscirà mai dal baratro nel quale è stato gettato dal sistema liberal-capitalista.

       
      • Emanuele Pace il said:

        La mia visione è disfattista perché realistica; non dobbiamo lasciarci calpestare e aver timore di urlare questa violenza; per questo propongo delle soluzioni. Come reagire? Direi, innanzi tutto, violando certi tabù. Nell’ambito dell’economia, il tabù da superare è quello del signoraggio: se veramente, vogliamo ridurre il debito pubblico che attanaglia il sistema produttivo di molte nazioni, dobbiamo avere il coraggio di aggredire il problema, senza esitazioni ed infingimenti. In caso contrario, non faremo altro che ripetere le solite geremiadi sui banchieri corrotti e sui politici incompetenti. Non è incompetenza, bensì malvagità. Un altro tabù da vincere è quello delle scie chimiche, all’origine di molti e disastrosi cambiamenti climatici. Altrimenti, seguiteremo a discettare oziosamente sul protocollo di Kyoto, deplorando la superficialità dell’ex-Presidente Obama e amici. Non è superficialità, bensì scelleratezza. Un altro tabù riguarda il terrorismo: ci dobbiamo abituare all’equazione governo occulto = terrorismo. Diversamente, la nostra sarà un’anacronistica, inutile ed iniqua caccia all’untore. L’intellettuale lombardo Manzoni, che smascherò l’ipocrisia e la stoltezza delle elite, forse non comprese appieno che i governanti non sono soltanto stupidi al massimo grado, ma anche malvagi in modo inimmaginabile. Sull’idiozia, comunque, non si può nutrire alcun dubbio: ne è prova il fatto che i vari titolari del dicastero preposto alla pubblica d-istruzione succedutisi in questi ultimi decenni, mentre riformavano il “sistema educativo” con il malcelato scopo di affossarlo (si veda la Buona Scuola di Renzi), non hanno mai deciso di escludere dai programmi dell’educazione linguistica la lettura dei Promessi Sposi. I ministri, infatti, non hanno minimamente capito la carica rivoluzionaria di un romanzo che mostra il vero volto del potere, svelando “di che lacrime grondi e di che sangue.” Che cosa s’inventano i nostri politici per abbindolare quei rincitrulliti degli elettori, affinché si illudano di partecipare alla vita “democratica”, laddove è stata inscenata una risibile e squallida farsa? Le primarie. Non è necessario leggere voluminosi saggi concernenti le teorie politiche per comprendere la realtà di oggi e di quasi ogni tempo. A che pro leggere i paludati ed accademici libri di Popper e di Bobbio? Tutte le loro elucubrazioni circa il sistema democratico e il liberalismo sono solo dei flatus vocis. Rileggiamo, invece, una favola di Fedro, l’autore latino originario della Tracia. La favola s’intitola L’asino e il vecchio pastore.
        Nel mutamento di governo nulla cambiano gli umili, tranne il nome del padrone. Questa favoletta dimostra che ciò è vero. Un vecchio pauroso faceva pascolare in un prato un asinello. Quello, spaventato da un clamore improvviso di nemici, tentava di convincere l’asino a fuggire affinché non fossero catturati. Ma quello impassibile: “Di grazia, credi che il vincitore m’imporrà due basti per volta?” Il vecchio disse di no. “Perciò che cosa vuoi che m’importi chi io debba servire? Purché io porti la mia soma.” In questo breve testo sembra essere compendiata la quintessenza delle concezioni politiche. Non di meno, Fedro è considerato un autorucolo, mentre, in occasione di blasonati quanto noiosissimi convegni, relatori di fama internazionale discettano, citando illustri politologi, sui valori e sulle prospettive della “democrazia”, forma di governo che non è mai esistita, non esiste, mai esisterà. Insomma, certi mostri sacri sono soltanto dei mostri di ignoranza, dei tronfi banditori di banalità. Questo discorso vale anche per il giornalismo: prendiamo in considerazione, verbigrazia, alcune illustri firme, quali Magdi Allam, Gianni Riotta, Vittorio Zucconi, Sergio Romano, Emilio Fede, Giuliano Ferrara e via discorrendo. Sono dei pusilli, delle nullità, eppure dai loro pulpiti marmorei pronunciano le loro patetiche omelie a moltitudini di fedeli devoti. Infine, come se non bastasse, spesso risuona anche la voce chioccia di Papa Francesco, pontefice che di francescano ha però ben poco.

         
        • Emanuele Pace il said:

          I Promessi sposi sono un romanzo ancora attuale. Che cosa possiamo oggi apprendere dalla loro lettura? Se prescindiamo da certi aspetti narrativi, poetici ed ideologici obsoleti, credo che il capolavoro di Alessandro Manzoni si possa considerare adatto a farci riflettere sulla realtà contemporanea. Mi riferisco specialmente alla descrizione ironica e disincantata che l’autore offre dei gruppi dirigenti, i cui membri sono per lo più corrotti, incapaci, avidi, cinici… Sembra la raffigurazione della classe politica italiana di oggi e non solo italiana. Acutissima, poi, è l’indagine dell’intreccio e della connivenza tra le varie istituzioni al fine di perpetuare e di ingagliardire il loro pernicioso potere: si pensi soltanto al celebre colloquio tra il conte zio del consiglio segreto e il padre provinciale dei cappuccini. L’autore denuncia episodi di inefficienza, di superficialità, di inettitudine, a proposito della carestia a della peste. Il contegno dei politici del Milanese, di fronte al terribile morbo, contegno improntato a colpevole sottovalutazione del problema quando si registrano i primi casi di contagio, seguito da maldestri e in ogni caso tardivi provvedimenti, una volta diffusasi l’epidemia, ricorda la tentennante, incerta condotta delle autorità sanitarie europee, dinanzi al pericolo presentatosi pochi anni fa, poi rivelatosi assai poco concreto, dell’influenza suina. I gazzettieri, imbeccati dai ministri, ripetono, ad ogni piè sospinto, che l’allarme per l’influenza suina (stesso discorso vale per quella aviaria, che le succedette da li a poco), non dev’ essere scambiato per allarmismo. Poco più che un bisticcio di parole.

           
        • Emanuele Pace il said:

          è nell’interesse del sistema diffondere le malattie non solo per tenere sotto controllo la popolazione e per incrementare il proprio potere economico, ma soprattutto per creare un circolo vizioso che è una spirale di morte di cui vittime sono uomini, animali e piante. Assodato che il sistema in cui “viviamo” è un mostro creato per abbrancare e per fagocitare tutto, si pone il problema di come combatterlo, senza rimanere stritolati. Premesso che, a mio parere, il tempo stringe, poiché ci stiamo avviando a grandi balzi verso la tirannide globale del Libero Mercato, cerchiamo di capire quali possono essere i residui ambiti di intervento. Molti consigliano di non acquistare merci prodotte dalle spaventose multinazionali per incidere sul loro immenso potere economico. Purtroppo temo che circa il 99 per cento del mercato sia egemonizzato da società appartenenti ai Padroni del Vapore. Si dovrebbero acquistare prodotti del commercio equo e solidale che, però, sono venduti a prezzi piuttosto elevati e coprono una gamma merceologica ristretta. Chi ci si assicura poi che anche tale settore non sia controllato dalle multinazionali statunitensi e britanniche? È necessario, anzi imperativo non recarsi più a votare: uno schieramento vale l’altro, i politici rappresentano solo gli interessi loro e quelli dei burattinai. La classe dirigente nel suo complesso deve essere delegittimata, esautorata dei suoi poteri. Quando si vedono le masse abbindolate ora dalla Meloni ora da Renzi e viceversa, in un’altalena senza tregua, quando il popolino manifesta contro la legge finanziaria, invece che protestare contro il signoraggio, le scie chimiche, le menzogne dei media, la politica guerrafondaia della Satan sede e dei suoi caudatari, si capisce che le speranze di un reale rinnovamento sono veramente poche.

           
        • Emanuele Pace il said:

          Non fidiamoci dei baciapile, anche quando denunciano le atrocità del Nuovo ordine mondiale. Occorre una nuova consapevolezza, ma anche una buona dose di diffidenza, se vogliamo tentare di opporci al sistema che usa gli strumenti coercitivi, ma più spesso agisce con scaltrezza mefistofelica, creando falsi idoli per ingannare i popoli e per illuderli che qualcuno combatta per difendere i loro diritti. È d’uopo creare un bagaglio di vere conoscenze, emancipate dalla tutela della cultura ufficiale che propala una quantità incommensurabile di scempiaggini in vari campi: dalla storia all’economia, dalla medicina alla meteorologia etc… Non è facile reperire fonti culturali non allineate e critiche, ma neppure inattuabile. Inoltre, affinando le capacità interpretative, si possono sceverare le informazioni. È essenziale estirpare le religioni e distruggere le chiese, dimostrando non che esse sono coinvolte nell’inganno planetario, ma che esse sono le principali artefici della cospirazione, sentine piene di ogni turpitudine satanica. È fondamentale operare sia attraverso una diffusione costante e capillare di notizie scomode e dirompenti sia per mezzo di una volontà ferrea, tetragona, incrollabile per cercare di impedire iniziative diaboliche come la diffusione del denaro virtuale come BitCoin, l’immissione sul mercato di sistemi operativi blindati come Windows 10 di Microsoft, l’introduzione di strumenti di identificazione biometrica, le vaccinazioni dannose da poco rese obbligatorie in Italia per ben 12 vaccini diversi, le misure “antiterrorismo”, la leva militare… Tutto ciò comunque rischia di non essere bastevole, se non si cambia radicalmente il modo di pensare, distruggendo vieti pregiudizi e logori schematismi. Solo se romperemo le sbarre invisibili della prigione mentale, forse potremo spezzare le catene con cui il sistema ci blocca. Non è facile perché noi stessi, con il nostro sapere scolastico – quindi errato – , l’inettitudine e la rassegnazione rafforziamo il sistema giorno dopo giorno. Non solo, mi pare che l’umanità, invece di acquisire coscienza, sia sempre più imbambolata. Chi tenta di additarle la via della liberazione, è esposto al pubblico ludibrio come folle.

           
        • Emanuele Pace il said:

          Sembra che il progetto millenario di creazione di un nuovo ordine mondiale sia prossimo a realizzarsi. Ovunque si volga lo sguardo si vede l’ingiustizia trionfare, mentre pianta il suo nero vessillo: dai Catari massacrati in nome di Dio, ai nativi americani defraudati delle loro terre e della loro cultura; dai padri cui sono sottratti i figli da madri-arpie, ai cittadini i cui “diritti” sono conculcati da una “giustizia” asservita ai potenti ed ai furbi o al dottor Hamer perseguitato ed incarcerato, per aver contraddetto i principi indiscutibili della “medicina” ufficiale… Gli esempi potrebbero essere infiniti e dimostrano che l’iniquità è l’essenza stessa del mondo: infatti, se, per spiegare il male che affligge gli uomini, qualche teologo balordo si inventò il “peccato originale”, la colpa primigenia che dai progenitori si trasmise ai discendenti, non si comprende perché anche gli animali debbano patire spesso pene indicibili. In ogni caso, il peccato originale, il karma, la responsabilità e possono essere tentativi di spiegazione, ma non sono in grado in alcun modo di giustificare la radicale, profonda, ingiustizia della storia e dell’esistenza, in cui gli inetti, i criminali e gli stolti spadroneggiano felici ed incontrastati, laddove, se si escludono pochissime eccezioni, forse dovute al caso, le poche persone intelligenti ed oneste sono vilipese dalla massa e schiacciate dalla sorte avversa. Perché quasi tutte le persone si appassionano alle storie narrate nei romanzi e nei film? A causa di un ingenuo processo di identificazione nei ruoli di eroi ed eroine? Per fuggire dall’anonima realtà e da una vita insulsa? Per provare dell’emozioni grazie all’empatia con i personaggi? Camminiamo tra la folla: volti grigi, sguardi vacui, frantumi di frasi. Qualcosa non quadra: è come se l’umanità fosse ridotta ad uno stato larvale. Le persone si aggirano nelle strade con l’orecchio teso ad ascoltare una voce che ronza nel cellulare. Occhiute videocamere ci spiano ad ogni cantone. Nessuno sembra accorgersi di questa strana atmosfera in cui siamo immersi: è qualcosa di indefinibile, ma di sgradevole, come se la terra fosse un pianeta defunto e desolato in cui aleggiano fantasmi di pensieri e di emozioni, appartenuti a gente ormai scomparsa. Vorremmo fuggire, ma sembra che la moltitudine sia un’onda immensa che avanza incombente. Vorremmo fuggire, ma ci prende un senso di disorientato smarrimento, mentre il brulichio di visi slavati, di suoni innaturali, di odori acri diventa sempre più frenetico. Si prova quella nausea che il protagonista del romanzo di Jean Paul Sartre avverte al cospetto di oggetti o di elementi naturali; ma noi la percepiamo di fronte all’umanità disumana che si aggira senza meta in una squallida necropoli. Qualcuno ancora crede nel “diritto” e, compulsando codici e codicilli, tenta di opporsi alle prevaricazioni ed alla tracotanza degli oppressori, ma essi assomigliano ad un popolo che si difende con le fionde, mentre il nemico lo aggredisce con ordigni nucleari. Manzoni restò sgomento di fronte al dominio pressoché incontrastato del male nella vita e nella società: vagheggiò allora una giustizia ultraterrena che dovette comunque sembrargli un tardivo e parziale risarcimento dei torti subiti dagli umili per opera dei soverchiatori. Per questo motivo, lo scrittore milanese ammise, in articulo mortis, di non aver mai veramente creduto nel mito dell’Incarnazione. Schopenauer, coerentemente con il suo sistema di pensiero, affermò che ”viviamo nel peggiore dei mondi possibili e che, se solo fosse lievemente peggiore, non esisterebbe”.

           
    • Francesca Ancona il said:

      Ti sposerei Emanuele Pace! Queste parole rispecchiano tutto ciò che vivo e sento, e vedo, sono una persona controcorrente e mi risulta difficile la vita, ammetto, mi risulta difficile essere compresa dagli altri. O appaio come un’eroina, fuori dal coro, o come una pazza. Nonostante il dolore che ciò mi dà, e il rischio, perché essere così è un rischio, preferisco stare nascosta, sola, e incompresa, che buttarmi in pasto alla folla degli amorfi. Quando vado in giro (rare volte) è come se camminassi all’indietro, è come se fossi solo io a guardare gli altri con lo stupore di una bambina. Potrei dire tante altre cose della mia strana vita, ma non è questo il luogo. Scusate lo sfogo intimo, ma le parole di Emanuele mi hanno provocato questa piccola confessione. Un consiglio (bisognerebbe tacere…e io ho parlato troppo) (ma so che loro sanno…però attendono il dono nel piatto d’argento)

       
      • daniele il said:

        io invece me ne guarderei bene dal prenderlo come marito. ok: fintantoché parlava di conoscenza, iniziazione, verità in divenire, silenzio rituale, tanto tanto… poi (nini mio) è diventato logorroico e ha smerdato tutto il fascino iniziale (e iniziatico). cazzo: chi mi dice cosa devo fare per convivere con questa’mmerda fa parte della’mmerda. io convivo con la’mmerda e me ne sto zitto. ma quando (e se) comincerò ad essere logorroico (e quindi rompicoglioni) allora mi leverò dal cazzo perché la exit strategy è sempre lì a portata di mano (e di click). e pertanto: Emanuele Pace vai a cacare il cazzo a qualcun’altro (amen) (e pensare che ti ho messo anche un like al primo commento)

         
  39. ENEA il said:

    Mentre ci si preoccupa dell’oggi altri programmano il loro e nostro domani ragionando su spazi di tempo generazionali.
    Chi/cosa genera le crisi e perche’?
    Il tempo, lo spazio i bisogni.
    Il denaro, il potere, la trasmissione della conoscenza di generazione in generazione.
    Cosa viene trasmesso oggi ai figli?
    A cosa serve la famiglia?
    Uno stato senza confini a cosa serve?
    Fino a che punto il denaro e l’interesse personale accecano l’individuo?
    Più crisi c’è …più la lucidità manca, cresce l’affanno, il timore.
    Vero e’ che in tempi di benessere economico crescono di pari passo i vizi e non le virtu’.
    Strano essere l’uomo.
    La consapevolezza. Realta’ e ragione.
    Avran forse ragione i “migliori” a trattarci da pedine?

     
  40. Aikidoka il said:

    Per avere risposte utili alla soluzione di un problema, occorre fare le domande giuste. Condivido la sintesi di Enea (ore 5,51 p.m.) e la sensatezza delle sue domande. Suo padre Anchise sarebbe stato contento di lui.
    Per questo, nutro la ferma convinzione che il contenzioso tra la banda finanziaria che tiene il mondo per gli zebedei, e la Russia (in primo luogo) non sia soltanto una questione geopolitica; quest’ultima è il penultimo anello della catena causale. Il primo anello riguarda la cultura, e la conseguente concezione del mondo. Riguarda l’antropologia profonda: il principio, il cosa fare, e il perchè farlo.

     
  41. Resto dell’avviso che l’elezione di Trump sia funzionale a un cambio di strategia degli USA a fronte degli sviluppi che l’alleanza sino-russa sta producendo. A questa ipotesi si aggiungono sempre più motivi, soprattutto ora. Dopo il viaggio in Arabia Saudita, infatti, diventa chiaro che il compito di Trump in Medioriente è di avviare una guerra vera, ma non dichiarata, alla Siria e All’Iran. Una guerra che lo stesso Obama non ha avuto in animo di fare perché la strategia era quella di una guerra per procura utilizzando il fondamentalismo islamista. Una guerra che gli USA stanno perdendo a causa della sconfitta dei jihadisti e che rende inevitabile un intervento diretto di truppe americane mascherate da coalizione antiterrorismo. La copertura è bella e pronta ed è stata creata dal suo predecessore e da Bush, e si chiama “guerra al terrorismo”. Trump dichiara di voler portare in Siria, insieme agli alleati dell’area, più di 30 mila uomini per combattere il terrorismo, un esercito. Lo farebbero proprio ora che il fronte della resistenza, Siria, Iran, Iraq e Hezbollah, assesta durissimi colpi ai jihadisti wahabiti, i quali dovrebbero, secondo le dichiarazioni fatte a Rjyad, essere combattuti proprio da chi li ha armati e finanziati fin dall’inizio, le Monarchie del Golfo. Gli USA con Trump stanno giocando un grande bluff molto ben orchestrato ai danni soprattutto della Russia.
    Un bluff che nelle intenzioni diventa sempre più palese ma che, per la confusione indotta, per l’impatto mediatico, nell’opinione pubblica mondiale e nei commenti di analisti di questioni internazionali, dovrebbe creare il terreno utile perché la controparte faccia qualche scivolone, magari permettendo la nascita di una NATO araba pronta ad appoggiare la balcanizzazione dell’area e favorire le Monarchie del Golfo, la Turchia e soprattutto il progetto del “Grande Israele”. Per riuscirci Trump, come suggerito da Kissinger, dovrebbe portare la Russia nel campo occidentale, magari con qualche proposta allettante che potrebbe riguardare l’Ucraina, ma è una possibilità che appare sempre più inverosimile.

     
    • Messe le cose in questo modo la lezione che possiamo ricavarne, è che siamo stati, e forse lo siamo stati sempre, oggetto di una grande, estesa e profonda manipolazione. Siamo stati indotti a credere in una democrazia formale, svuotata degli strumenti di una reale sovranità. Ciò che ci potrà salvare è l’adesione al multipolarismo, una volta che l’asse della resistenza al mondialismo avrà vinto , perché quest’ultimo ha le sue fondamenta nella difesa delle sovranità nazionali e delle specifiche identità culturali, e perché si presenta come lo spazio dove le comunità potranno giovarsi, questa volta veramente, dei processi democratici e di partecipazione.

       
  42. Francesca Ancona il said:

    Attentato a Manchester, morti e feriti. Questi non si fermano, come aveva previsto Dezzani. L’arma del terrorismo purtroppo è utile per tante cose ancora. Che tristezza…

     
  43. Argo il said:

    Sono storie che succedono ogni giorno! Un inferno dove se sorridi è meglio! Lascia perdere lo schifo che c’è intorno! Se smetti di stressarti puoi sparire dai fastidi e stare un pò tranquillo!

     
  44. Carlo P. il said:

    Il vero punto nodale che “perplime” è l’assenza o l’inadeguatezza della risposta alla domanda:” Come se ne esce da questa situazione ?”.

    Assodato che la democrazia, (artefatto oligarchico, imposto ai popoli occidentali per dargli l’illusione di decidere del loro futuro) non esiste, la domanda è, come ne usciamo da questa situazione?

    Chiunque abbia un minimo di conoscenza dei documenti d’intelligence desecretati (vedi progetto mk-ultra, progetto monark, tessitura rete massonica ed operatività) sa bene che la disposizione piramidale della struttura sociale è stata creata per esercitare il “controllo totale sulle masse fino ai vertici”.

    A volte penso che casi come quello di Enzo Tortora, avvocato, giornalista e conduttore televisivo e radiofonico notissimo in Italia, siano stati creati, proprio per testare la distruzione di qualunque individuo volesse opporsi allo status quo. Non che Tortora volesse opporsi al “sistema” ma il suo esempio fu un segnale lanciato a chi doveva recepirlo e che riportava il messaggio:” Noi possiamo distruggere la vita di chiunque ( anche senza uccidere direttamente).

    Sfumata quindi, la speranza di Trump, sfumata la speranza di Le Pen, sfumata da un bel pezzo, per l’Italia, la speranza di Grillo e del suo (ma proprio suo) movimento, tenuto conto che quel bambascione di Donald si è rimangiato i suoi propositi di smantellamento Nato e noi restiamo seduti sulla bellezza di 70 testate nucleari…ma ndo annamo ? Cioè,le speranze di un cambiamento, nello specifico italiano,(che è quello che c’interessa) sono ridotta al lumicino.

    Per anni mi sono occupato di fisiognomica ed analisi della comunicazione analogica e digitale, ebbene posso tranquillamente sostenere che i nostri attuali “leader” non saprebbero opporsi neppure alla loro stessa “sodomizzazione” figuriamoci a quella degli italiani.

    Mai come oggi il nostro popolo è solo. Solo contro le sue stesse istituzioni ad esso nemiche, solo contro i “vassalli” delle élites internazionali, solo contro i politici ed i mass media asserviti, solo contro Grillo ed il suo movimento, solo contro il Pd, solo contro Salvini ed i “fratelli” della Meloni. I veri partiti anti-sistema (diciamoci la verità) sono relegati ai margini e non hanno visibilità né “peso”. Solo contro le forze armate, l’esercito, le forze dell”‘ordine, comandate da “uomini del sistema” ( vedi caso del magistrato Paolo Ferraro).

    Insomma, il popolo italiano è solo ed è anche diviso. Abbiamo disperato bisogno di filosofi e “visionari” che ricostruiscano una visione di società diversa e diano una speranza, altrimenti, almeno per i prossimi decenni, gli italiani, continueranno ad essere “carne da macello” e popolo su cui testare le più svariate “armi psicologiche e strategie di controllo delle masse”.

     
  45. Gézitain il said:

    Cito:

    “L’élite deve prima essere eliminata: con un collasso economico, una rivoluzione violenta od una disfatta militare.”

    Sì, ma dopo questa rivoluzione o collasso economico etc, che regime si vuole instaurare?
    Una dittatura del popolo? Un’altra oligarchia?
    Non è chiaro questo passaggio e finché non si dà una risposta bene argomentata il discorso resta privo di significato.

    La questione reale secondo me è che la democrazia “rappresentativa” ha esaurito la sua funzione e deve essere sostituita da un sistema di democrazia in cui il popolo possa controllare continuamente il rappresentante che quindi deve rispondere in ogni momento del suo mandato delle promesse fatte.

    E’ importante quindi passare a una democrazia diretta in cui il popolo non solo decide su molt più questoni di quelle su cui è chiamato a decidere oggi ma in cui il rappresentante al parlamento può essere privato del mandato dai suoi stessi elettori in qualsiasi momento.

     
    • Francesca Ancona il said:

      L’unico modo per realizzare ciò, secondo me, è un piano di mini-governi, come succede già nei comuni, quando si elegge il sindaco, lo si elegge perché lo si conosce di persona, di solito, tralasciando il partito si vota la persona di cui si ha fiducia e che puoi contattare facilmente, perché più alla portata. Quindi mini-governi ed eliminazione dei partiti

       
  46. Elisabetta il said:

    La rivoluzione violenta la dovranno fare i genitori dei bambini e dei neonati? Intervengo per la prima volta su questo blog che seguo da mesi e che mi ha letteralmente aperto la mente…Bravo Federico, per l’acutezza della tua mente e la tua capacità di vedere oltre. Vi chiedo per un momento di soffermarvi sull’infame decreto che impone 12 vaccinazioni obbligatorie a lattanti e bambini. Non è questa la sede per un discorso sulle vaccinazioni e io non ho le competenze per farlo. Se volete, potete iniziare ascoltando l’intervista di David Gramiccioli al Prof. Giuseppe Genovesi, immunologo di fama internazionale.
    Il punto su cui soffermarsi qui è la libertà di scelta, lo stato autoritario che vuole imporre un trattamento sul corpo dei bambini, nonostante il parere contrario dei genitori. Non parliamo poi degli interessi economici che sono in ballo, dell’Italia capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale, e così via.
    Il problema è più profondo. Vi chiedo di affrontare la questione, perché ci riguarda tutti. Il nostro corpo, la nostra salute, l’essenza di ognuno di noi. Ci stanno toccando in quello che abbiamo di più caro. Adesso tocca ai piccoli, che sono il nostro futuro. Non lasciate soli noi genitori. Questa deve essere la battaglia di tutte le persone deste!

     
  47. Simone il said:

    L’inflazione si ha sempre e comunque se si stampa moneta e la si butta nel cesso. Indipendentemente da chi ha stampato la moneta. Viceversa, se la moneta serve per finanziare attività reali e genuine l’effetto inflazione non esiste.

    Gli editorialisti di Repubblica e carta igienica simile ci ripetono che le banche che ovviamente lucrano su ogni euro che erogano, si auto-limiteranno e si auto-regolamenteranno (come hanno dimostrato di saper fare molto bene…) perché altrimenti aumenterebbe l’inflazione e il povero pensionato fa fatica a tirare a campare. Infatti, ora che le banche controllano la moneta l’inflazione non l’abbiamo mai avuta ( 😀 ). I banchieri sapranno sicuramente meglio dei governi quando allargare e quando restringere la base monetaria. La capacità di influenzare direttamente e in prima persona i parametri macro-economici in grado di caratterizzare tutti gli aspetti della vita economica di una nazione e la possibilità di creare crisi di credito e boom economici a bacchetta non verrà certo utilizzata a loro beneficio ma senza dubbio agiranno per il bene comune e non si sogneranno mai di ricattare i governanti tramite i poteri che derivano dal controllo della moneta e non otterranno mai vantaggi personali dalla posizione di controllo totale sull’economia in cui sono.

    Poi arriva il principe azzurro e tutti vissero felici e contenti. 😀

    In pratica i nostri economisti dei giornali come Repubblica sostengono che i privati ricchi siano il miglior soggetto in grado di detenere il potere più importante con il quale é possibile controllare i governi e allo stesso tempo arrichirsi oltre ogni limite. Una vera e propria rivoluzione dal basso. Complimenti.

    Troppo spesso non conta quello che si dice e neppure come una “cosa” viene espressa: l’importante è solo “parlare”. Hillmann ha scritto che si tende a prendere la parola senza neppure aver pensato ciò che si vuole manifestare. Su Repubblica versione cartacea si pubblicano articoli che alimentano un’ulteriore divisione in schieramenti senza porre rimedio ad una delle principali cause della schiavitù in cui giace l’intera umanità. Rimango esterrefatto quando mi accorgo che l’intelletto di taluni naviganti ha subito una dicotomia: lo yang e lo yin e simboleggiano il bene ed il male, la destra è contrapposta alla sinistra, Renzi è considerato avversario di Gentiloni o della Meloni, invece che suo sodale, la “civiltà” occidentale è in conflitto con quella arabo-musulmana… Sono tutte contrapposizioni fittizie che spaccano la mente. Sono contrapposizioni inculcate dagli Oscurati per controllare ambedue gli schieramenti. Divide et impera: invano si studia la storia, invano si studia il latino. Il pensiero si biforca ed interiorizza schemi dualistici, da cui, come in un frattale, si generano altre biforcazioni e poi ancora. È un pensiero schizofrenico che diventa chiusura e follia. È un modo di sragionare che diventa dogmatismo e fanatismo. È un pensiero che, invece, di librarsi nella dimensione della fantasia e della bellezza, per il suo peso precipita nel “deserto del reale”. “Non osi separare l’uomo ciò che Dio ha unito”: si riferiscano pure gli sprovveduti ed i bigotti alla “sacralità” del matrimonio. Qualcos’altro l’uomo ha diviso. Il coniugium, quello vero, quello, per così dire, alchemico, mistico, dell’essere appartiene alla vita, non ai suoi surrogati. Ci distinguiamo dai vermi per il coraggio di esporre le nostre idee. Morire per un ideale, è senza dubbio meglio che vivere per un padrone.

    La democrazia non è mai esistita, non esiste e mai esisterà.

    E’, semmai, intrinseca nella natura umana la capacità di amare; la violenza è un comportamento che si manifesta negli uomini per reagire ad eventuali attaccati subiti dall’esterno.

    Ripeto, non esistono Paesi democratici.

    L’anarchia è realtà nella quasi totalità dei Paesi di questo pianeta, dal momento che nulla è più anarchico del potere; i potenti fanno tutto ciò che interessa loro senza chiedere il parere o il consenso di nessuno. Se si diventa consapevoli dell’inganno planetario, forse si potrà tentare di contrastare l’aggressione dei Padroni del Vapore, prima che diventi un accerchiamento. “Freccia prevista vien più lenta”, ci ricorda Dante Alighieri. Indossiamo anche una corazza affinché il dardo avvelenato non ci trafigga. Il modo in cui il potere si manifesta e rafforza il suo mantenimento è attraverso la manipolazione delle coscienze; non penso che, da soli, il cinema e la televisione riescano ad instillare nelle persone contenuti di tipo occulto, ma senza dubbio il martellamento cui sono sottoposti i bambini e gli individui dalla psiche fragile può plagiare, soprattutto in assenza di una coscienza capace di decodificare e di filtrare i messaggi. Non si dimentichi poi il potere delle immagini di fronte alle quali siamo generalmente passivi. Anche Gregorio “Magno” considerava la pittura iconica uno strumento per educare, secondo lui, (io direi indottrinare) il volgo indotto. Non si pensi che il popolino di oggi sia più accorto di quello del Medioevo. La massa oggi è altrettanto manipolabile, anzi di più, perché i mezzi per il condizionamento mentale sono sempre più numerosi e pervasivi.

     
  48. Gianni Barbato il said:

    Cara Francesca è giusto quello che dici . IL problema di governare una comunità in modo democratico lo hanno affrontato già gli antichi Greci . Avevano capito che quando una comunità di cittadini supera un determinato numero la città diventa ingestibile . IL. territorio si impoverisce e i problemi di governo degenerano in risse . Quindi bisognava fondare altre polis . IO comunque sono scettico anche verso le piccole comunità . Hai mai partecipato a qualche riunione di condominio ? Diciamo sui 30 condomini ? Non si riesce mai a prendere una decisione razionale sulla gestione . Per cui mi sono convinto davanti all’ evidenza dei fatti che la democrazia ha il virus fatale al suo sviluppo perché i voti purtroppo si contano . Si dovrebbero pesare invece . Pensaci . Tu vai a votare e ti informi magari studi il problema e il tuo voto vale quanto quello di un fesso e disinformato qualunque .

     
  49. Dario Chiocca il said:

    Prescindo dai contenuti dei libri di Travaglio e dei suoi articoli che mi vanto di non aver mai letto, per soffermarmi sul ruolo di questo zerbinotto. Ritengo che Grillo, l’idolo Di Pietro e figure simili siano più pericolosi per la società dei politici barattieri, degli usurai e dei cardinali cospiratori, a causa dell’ascendente che esercitano sui cittadini-sudditi, sempre alla ricerca di paladini (finti) cui delegare qualsiasi forma di protesta, qualsivoglia iniziativa per tentare di correggere le infinite storture del sistema. Ricordiamoci che questi individui si limitano a scrostare qua e là solo un po’ di vernice, senza mai intaccare il metallo. Ricordiamoci che la loro fittizia, parziale, insincera, demagogica critica dei burattini (mai dei burattinai) è fonte di lucrose e pestilenziali pubblicazioni. Come quando si versa un obolo in chiesa o si offre l’elemosina ad un clochard, la coscienza si sente alleviata, così certe persone, dopo aver applaudito le atellane di Grillo o letto qualche pamphlet di Travaglio, credono di conoscere come funziona il mondo e soprattutto di aver dato il loro contributo a qualche nobile causa. Quale ingenua illusione! Questi italiani (e non solo) sono come quei beoti che pensano di aver gustato Dante Alighieri, solo perché un guitto toscano ha declamato, straziandola, la preghiera alla Vergine che, tra l’altro, è la dea egizia Iside. Sono come quei turisti della domenica che visitano le mostre su un artista del Rinascimento, convinti di saper osservare ed apprezzare i valori tonali, il disegno e la composizione, mentre non vedono i graffiti del cielo. Travaglio non è neppure la coscienza critica della cosiddetta sinistra: è solo uno dei tanti specchietti per le allodole, anzi per gli allocchi. Come osservava tempo fa un acuto lettore in un commento ad un articolo di Dezzani, gli italiani leggono pochissimo, pensano ancor meno ed hanno preso in parola colui che, al tempo dell’imperatore Costantino, ha fatto loro credere che essi sono pecore e che la responsabilità di tale gregge appartiene ai pastori. Benone, il ragionare così equivale a portare il proprio cervello all’ammasso, delegando ad altri il compito di sorvegliare e di prendere decisioni. Ma purtroppo i ‘pastori’ né sorvegliano né decidono per il nostro bene, anzi, remano contro e fanno gli interessi del Nemico. Delegare significa rinunciare, affidarsi agli altri: chi sono gli altri? I ministri, ossia i servi di loschi figuri assai più potenti, ma gli altri sono anche questi demagoghi: i vari augias, gabanelli, mensurati, santoro, travaglio… simili a polpette avvelenate accostate al muso di cagnolini scodinzolanti e bavosi. Il termine “ministro” deriva dal latino minister servo, coppiere. A proposito di coppieri, mi viene in mente un noto politico italiano che mesceva bevande cui aggiungeva… Il ghost writer di Di Pietro si è avventurato a scrivere un testo sull’inquinamento. Non l’avesse mai fatto: moltissimi lettori lo hanno bersagliato di commenti, in cui si deplorava l’improntitudine di chi dà a intendere di occuparsi della salute dei cittadini, quando è a perfetta conoscenza delle scie chimiche e delle vaccinazioni forzate (in Svezia non vige alcun obbligo vaccinale).

    L’autore dell’articolo ammette che i movimenti di protesta fasulli di Grillo non servono a niente.

     
    • anonimo il said:

      Si però a volte cambiare opinione non è un male, anzi significa crescita 😀
      Esattamente come si è comportato il tanto osannato Grillo quando dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”!

       
    • DANILO FABBRONI il said:

      Non si creda che il ‘tema’ scelto come baricentro investigativo di questa trilogia, l’esercizio della Mistificazione, sia un mero ballon d’essai, tanto che uno varrebbe l’altro… Purtroppo la realtà dei fatti, composta da schiere di impostori professionali, veri e propri chargé d’affaires della Menzogna Organizzata, i quali guadagnano sempre più terreno, ubiquamente, ci convince vieppiù che il terreno su cui sviluppare una critica della vita quotidiana è sempre più questo, sorta di teratologia applicata però all’ambito dei ‘prismi’ culturali. Non per niente John Kiriakou, un ex agente CIA noto per aver spifferato alla rete televisiva americana ABC News, sul finire del 2007, le mostruose torture inflitte al presunto affiliato di Al Qaeda, Abu Zubaydah, in un’intervista afferma che ogni dipendente della suddetta agenzia è ‘conformato’ a mentire su tutto e con tutti, sino a che taluni di loro non sanno neppure quando dicono la verità o meno. Ancor più sagace appare quando sottolinea il fatto che una persona allorché è ‘trained’, ‘allenato’ per così dire, anzi, meglio, ‘addestrato’ come lo sono i cani da riporto, a rubare, mentire, imbrogliare crede di poter usare queste ‘armi’ a suo piacimento, e di cortocircuitarle alla bisogna, ma è vero purtroppo il contrario. Queste ‘armi’, questi ‘utensili’ si impadroniscono di te, come tutto, e tu diventi un tutt’uno con loro, e non esiste più differenza tra te e la Menzogna; insomma, è un’autentica ‘possessione’ (e questo non ci sorprende più di tanto visto cosa avevamo ‘studiato’ nel capitolo conclusivo de La Superficie Opaca). Giustamente Kiriakou definisce questa way of life una sociopatia autentica, un vivere al ‘cane mangia cane’. In altre parole: la Rovine come Fede, il senso del Regresso fatto Credo. Kiriakou aggiunge – e certo non ci sorprende – che esiste una perfetta, cristallina, assonanza e consonanza tra l’Agenzia e quelle che lui chiama ‘classi dominanti’, e che noi definiamo quali Oligarchie Iniziatico-finanziarie. A Conversation with CIA Whistleblower John Kiriakou, a cura di Douglas Valentine, in “Counterpunch”, online, 28 marzo 2015.

       
      • Jean il said:

        Fabbroni, non la conosco nemmeno, ma mi sento di dirle che Hitler non è mai morto….

        Saluti

         
  50. gattospaziale il said:

    Salve.
    Capendo ben poco di macroeconomia, giro alla vostra attenzione – e in primis a Federico – l’articolo di Barnard sulla moneta elettronica e sue conseguenze (“un potere di controllo sugli umani calcolabile in 10.000 volte quello denunciato da Edward Snowden”).
    Potete darmi una mano a capire + una vostra opinione?
    Ciao
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1719

     
  51. Aikidoka il said:

    Non è mai esistito un Potere buono, sarebbe una contraddizione in termini; e la stessa cosa vale per la virtù, che non può esistere senza appoggiarsi sul vizio; e la medesima cosa per ogni coppia di opposti. La Storia cominciò nello stesso istante in cui Eva mangiò la mela, così che l’Albero della Conoscenza divenne l’Albero del Bene e del Male. Il Taoismo ha espilicitato questa verità meglio di qualunque altra filosofia e dottrina (segue Tao Te Ching XVIII):
    “Quando il gran Tao fu negletto
    s’ebbero carità e giustizia,
    quando apparvero intelligenza e sapienza
    s’ebbero le grandi imposture,
    quando i sei congiunti non furono in armonia
    s’ebbero pietà filiale e clemenza paterna,
    quando gli Stati caddero nel disordine
    s’ebbero ministri leali”.

    Questo è ciò che bisogna comprendere; e una volta fattolo fino in fondo, si vedrà con chiarezza adamantina che la via d’uscita richiede una rivoluzione molto (incomparabilmente) più radicale di tutte le Bastiglie, tutti gli Ottobre, tutti i 68. Una rivoluzione che parte da dentro, dentro, dentro, dentro, nel profondo.
    Diversamente, sarà sempre un girare in circolo, sfiniti dallo scoramento e dallo smarrimento.

    s’ebbero i ministri leali.

     
    • ENEA il said:

      Il punto di vista e la convenienza spesso e volentieri fanno la differenza.
      L’oggi e il domani.
      Quel che e’ buono oggi lo sara’ in termini assoluti domani per me o per chi verra’ dopo?
      Esistono il bene ed il male in senso assoluto? Bene per tutti, male per tutti?
      Di fronte a un’elite che controlla l’emissione della moneta e la diffusione del pensiero….solo un’elite altrettanto potente potrebbe soppiantarla nel lungo periodo storico. Un’elite che sappia offrire un modello diverso e piu’ consono al sentire dei piu’. Impossibile? Forse.
      Un’elite che non fondi il suo carisma sulle debolezze umane, sui vizi dell’uomo.
      Converrebbe al potere governare popoli( sempre che esistano) “consapevoli”?
      Quale “sistema” economico “giusto” dovrebbe essere utilizzato per regolare la vita delle genti senza “ricadere” nelle distorsioni del “capitalismo distorto”?
      La ricerca interiore e la maturazione della consapevolezza sono processi che non tutti sono in grado di seguire e praticare. Beato chi ci riesce e riesce a metterle in pratica ed essere esempio per gli altri.
      Oggi e’ piu’ facile uniformarsi alla massa per sopravvivere a contatto con il sistema.
      Adattabilita’ senza tradire la parte piu’ intima di se stessi. Cio’ che ci rende umani.
      La morte genera nell’uomo domande scomode che gli pongono problemi metafisici.
      Le dimensioni dell’uomo.
      Partire da se stessi. Un modo di pensare come lo si cambia? Quante persone occorrono affinchè un’idea sia “sentita” e diventi cambiamento di paradigma?
      Saluti

       
  52. anonimo il said:

    Grazie Federico! “La Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa” – Gustavo Rol

     
  53. Carlo il said:

    il neo-liberismo è quel processo per il quale vengono a ridimensionarsi le finalità sociali delle politiche economiche e si ha una parallela perdita di autonomia del potere politico. certo in questi anni il capitalismo selvaggio ha raggiunto la sua massima ampiezza storica, il ché ha umiliato gli ideali e le finalità originarie proposte inizialmente dall’umanista smith, basate piuttosto su un’economia orientata verso il benessere sociale. l’interpretazione di tale pensiero unico non è rimasto incastrato nel solo apparato economico ma ha inquinato anche i mezzi d’informazione, l’ideologia e la cultura facilitando il potenziamento del concetto di patrimonio… trattandosi di un incubo culturale divenuto totalitario ha ipotecato la conoscenza del passato e prelude quella del futuro. ha ragione chi afferma che “renzi entrò sulla scena politica come il tipico liberista economico (liberal economics), colui cioè che invoca privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilità ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti.” deludendo, imprevedibilmente, ogni aspettativa; renzi non ha accettato i consigli dei burattinai che avevano puntato su di lui vedendolo come uno strumento delle corporate boards dato che non ha dato alcun supporto alla rimozione di quella fastidiosa classe politica così statalista, popolana, centralista, che non piace affatto alla classe dei neoliberisti rampanti di londra e washington. l’articolo di federico dezzani è consivisibile; la linea guida intrapresa dalla politica di trump è effettivamente serpentinea; ad essere serpentinee sono anzi le decisioni degli atlantisti adesso nelle posizioni politiche di comando negli stati uniti. in realtà, trump interpreta solo un ruolo di facciata conferitogli da duecento cospiratori neo-conservatori aventi un obiettivo comune, quello di imporre il potere militare statunitense al resto del mondo. il gruppo per il dominio globale lavora in cooperazione con le maggiori industrie di appalti militari ed è diventato un fattore dominante nelle faccende politiche statunitensi. la stessa elité ha condensato una terna di poteri, militari, industriali e governativi, a partire dalla seconda guerra mondiale. il forte senso nazionalistico proprio degli americani è stato indotto, affiancato da una forte dose di religiosità, per plagiare le coscienze di un popolo sempre più ignorante. un tale clima nazionalistico necessita di una minaccia esterna per sussistere e se questa viene a mancare bisogna fornirla. ecco affiorare ora la minaccia del terrorismo islamico, ora quella bellica della Corea Democratica. per uscire dalla stagnazione forse dovremmo fare come ha fatto la germania che si affida anche al regiogeld che è una moneta parallela regionale. il mezzo di pagamento ufficiale resta l’euro. il regiogeld è accettato in determinati territori per l’acquisto di beni e servizi. ovviamente non può sostituire l’euro ma può integrarlo… ha intensificato le relazioni economiche e sta stimolando il consumo locale privilegiando i commercianti delle regioni in cui è adottato(il che ricorda la lontana origine della moneta, che fu incontestabile creazione dell’economia mercantile e non già degli stati o dei comuni, entità a cui si faceva riferimento nei commenti precedenti di altri utenti, sempre in questo articolo).

     
  54. Daniela il said:

    IL GOVERNO INVISIBILE di David Wise e Thomas B. Ross fu un libro scritto nel lontano 1964 e trattò della significativa minaccia che già allora, nei primi anni sessanta, la C.I.A. determinava per la “democrazia” americana. Nel 1995 la CIA declassifica questo libro e fa del suo meglio per distorcere quanto scritto dagli autori. Tuttavia non ha potuto non dire che effettivamente erano stati messi in atto forti accordi istituzionali efficaci per controllare la CIA. Questo più di 50 anni fa. Dal 1964 la CIA è cresciuta enormemente e con la C.I.A. è cresciuta l’N.S.A. e tutto il complesso di intelligence degli Stati Uniti, con oltre 20 agenzie che spiano e implementano operazioni segrete non solo sui “nemici” ma anche negli stessi USA e in Europa, come chiaramente è stato dimostrato sia da Snowden e sia dai rilasci di WIKILEAKS. Ecco che cosa è ora la “democrazia” occidentale, un “falso idolo”. Forse Churchill, il grande manipolatore, colui che disse che la democrazia era il miglior metodo di governo anche se non perfetto, aveva previsto questo grande progresso dell’intelligence negli anni a venire? No. E l’intelligence è solo uno dei sistemi attraverso i quali le élite implementano la plutocrazia e l’oligarchia e di certo non la democrazia, oramai dimostrato essere un “falso idolo” dietro il quale l’èlite si nasconde mentre promuove e commette crimini indicibili sia all’estero che sul mercato interno. Sono loro a aver promosso e alimentato finanziariamente Al Qaeda e lo Stato “islamico”, come chiaramente documentato da William Engdahl, che in Italia non l’avranno letto che in 20 persone, forse. Ma nel frattempo gli occidentali continuano a dormire e sognare i propri sogni preferiti che leggono nei giornali il giorno prima e così tutti loro tristi giorni da pecora. Anche perché tutto il resto, fuori dai MSM, sono solo Fake News!
    https://www.cia.gov/library/center-for-the-study-of-intelligence/kent-csi/vol8no4/html/v08i4a14p_0001.htm

     
  55. ricky66 il said:

    riguardare per l’ennesima volta “the matrix” e “truman show” farebbe bene a molti, prima di lanciarsi in arzigogolati (e tediosi) commenti sulla attuale miserevole condizione umana e sulla “cattiveria” delle elites mondialiste.
    l’essere umano inteso come organismo biologico senziente è un contenitore olografico per schiavi energetici, generanti un tipo di “energia” ad uso e consumo a chi ci ha creato-modificato in tal modo.
    eventi quali i “12 vaccini obbligatori” non sono altro che i necessari upgrades dei “software” di controllo.
    possiamo liberarci, ma non è affatto facile ed il lavoro è rigorosamente individuale.
    pensare di risvegliare le masse è pura utopia.