La Francia ha scelto il suo Matteo Renzi (e già sappiamo che fine farà)

Il secondo turno delle presidenziali francesi non ha regalato l’attesa rivoluzione politica: con il 66% delle preferenze, l’ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, ha conquistato l’Eliseo. Alla base della sconfitta di Marine Le Pen c’è un’affluenza che, sebbene in calo, è rimasta comunque sopra il 75% e, soprattutto, la tenuta del “fronte repubblicano” in ossequio alle vecchie logiche della Quinta Repubblica. Con il 39enne Emmmanuel Macron, rottamatore, liberale, europeista, la Francia rivive la stessa esperienza politica che l’Italia ha sperimentato con Matteo Renzi: il tentativo di somministrare dosi di liberismo/austerità ad un’economia stagnante, ucciderà politicamente “l’ultima speranza delle élite francesi” in un triennio scarso. Sempre che il contesto economico non travolga lui, e la moneta unica, molto prima.

Il vecchio “fronte repubblicano” ha regalato la vittoria alla banca Rothschild

La dissoluzione dell’Unione Europea è come un pendolo che oscilla tra due estremità: la fine politica ed il collasso economico. Subentrato il settimo di eurocrisi, erano elevate le probabilità che il pendolo avesse acquisito sufficiente slancio per toccare un estremità, quella politica, grazie alla marea montante dei populismi. Il pendolo, però, si è fermato a pochi centimetri dalla meta ed ora ha ripreso a viaggiare verso la disgregazione della UE per cause economiche/finanziarie. Il potenziale rivoluzionario del 2017, la sua capacità di imprimere una frattura definitiva agli assetti occidentali consolidatisi negli ultimi 70 anni, era in gran parte legato all’esito delle presidenziali francesi: sfumata quest’occasione, non resta che affidarsi all’inevitabile deflagrazione dell’eurozona che seguirà ad un rialzo dei tassi della BCE (2018-2019?), ad una recessione globale (già in nuce1), o all’acuirsi della crisi economica/politica/sociale in Italia.

Il secondo turno delle presidenziali francesi non ha, infatti, regalato l’esito sorprendente che, sebbene statisticamente improbabile, era matematicamente possibile: la candidata anti-europeista Marine Le Pen ha perso il ballottaggio del 7 maggio ed è stata sconfitta dal “centrista” Emmanuel Macron in maniera chiara ed inequivocabile, incassando un secco 34-66%. Si può tranquillamente affermare che le ragioni dell’insuccesso lepenista siano le stesse per cui il nostro scenario (affluenza al 67% e vittoria del FN col 51%) è andato in fumo: il vecchio “fronte repubblicano”, l’unione di tutti i partiti per sbarrare la strada alla destra, ha retto ancora una volta, prendendo il sopravvento sull’impostazione “sovranismo versus mondialismo”, “nazione versus élite globalista”, “classe media versus 1%”, che Marine Le Pen ha adottato con buoni risultati (ha pur sempre raddoppiato i voti raccolti dal padre nel 2002), senza però sfondare.

L’astensione tra il primo ed il secondo turno è scesa solo marginalmente, pur toccando il record dal 1969 (dal 77% al 75%), e molti elettori che al primo turno si erano espressi per il centro-destra di François Fillon e la “France insoumise” del populista rosso Jean-Luc Mélenchon hanno raccolto l’appello al “barrage républicain”, votando Macron oppure scheda bianca (12%, record assoluto). Pochissimi hanno rotto gli schemi, affidandosi al Front National. Stabilire con esattezza come sia avvenuto il “travaso” di voti è impossibile, ma è ipotizzabile che solo il 15% dei voti di Fillon sia andato al FN e nessuno sia provenuto da Mélenchon, i cui elettori hanno quasi certamente preferito ripiegare sulla scheda bianca (presumibilmente con una percentuale del 35%). Il FN ha così incamerato solo i voti del sovranista Nicolas Dupont-Aignan ed una manciata di voti in uscita dal centro-destra: troppo poco per lambire anche soltanto la soglia del 40%.

Il datato, ma sempre funzionante, “fronte repubblicano”, la cui tenuta è stata sottostimata sia da noi che probabilmente dalla stessa Le Pen, è stato quindi abilmente sfruttato all’oligarchia finanziaria per raggiungere il proprio obiettivo: superato lo scoglio del primo turno, è stato facile espugnare l’Eliseo appellandosi alla classica “minaccia fascista” rappresentata dal FN. La parte complessa dell’operazione è stata conquistare il ballottaggio del 7 maggio ed ha richiesto, non a caso, il maggior sforzo:

  • si è obbligato François Hollande a non presentarsi per un secondo mandato;
  • si è frantumata la sinistra (che unita avrebbe conquistato il secondo turno), scindendola tra socialisti di Hamon e “France Insoumise” di Mélenchon;
  • si è lanciato il partito “En Marche!”, scegliendo come candidato Emmanuel Macron, 39enne ex-banchiere Rothschild, già ministro socialista dell’economia sotto la presidenza Hollande. La neonata formazione si è affermata nel volgere di pochi mesi (novembre 2016-aprile 2017), grazie alla martellante opera dei media francesi e della politica internazionale, nonché all’illimitata disponibilità di risorse finanziarie;
  • si è affossato il principale ostacolo che separava Macron dal ballottaggio con il FN, il candidato repubblicano François Fillon, con uno spietato scandalo mediatico-giudiziario;
  • si è lambita Marine Le Pen con le inchieste della magistratura, così da indebolirla ma da consentirle comunque l’accesso al ballottaggio: ad attenderla c’era, infatti, il candidato della banca Rothschild ed il “fronte repubblicano” pronto a scattare come una tagliola.

Emmanuel Macron è stato però cosi fulmineo nella sua avanzata da lasciarsi alle spalle pericolosi vuoti, primo tra tutti il radicamento quasi nullo del partito “En Marche!” sul territorio: è quindi probabile che le imminenti elezioni legislative obbligheranno il candidato “centrista” ad imbarcare spezzoni del partito socialista e del centro-destra per formare l’esecutivo, creando così un’inusuale Grande Coalizione in un sistema, quello francese, concepito per ruotare attorno all’Eliseo come in una monarchia. È l’ennesimo sintomo di un’architettura politica che, dopo le disastrose esperienze di Nicolas Sarkozy e François Hollande, si sta velocemente deteriorando, divorata da un lenta ma costante azione delle forze centrifughe e della crisi economica. Si noti come, su un corpo elettorale di 47 milioni di persone, Macron ha raccolto al ballottaggio 19 milioni di voti: solo quattro aventi diritto su dieci, hanno scelto al ballottaggio di affidarsi al nuovo presidente della Repubblica.

Ma è soprattutto il compito affidato a Macron dall’oligarchia euro-atlantica a lasciare presagire una veloce “rottura dell’incantesimo”: il più giovane presidente della V Repubblica, il suo sorriso accattivante, il “nuovismo” del partito, la retorica à la Tony Blair o à la Barack Obama, non sono altro che zucchero per addolcire l’amara pillola delle “riforme strutturali”. Sono le politiche neoliberiste di cui l’Esagono ha disperatamente bisogno per svalutare il costo del lavoro e deprimere i consumi interni, così da rimanere agganciato al regime a cambi fisso detto “euro”. La Francia ereditata da Macron è la stessa, infatti, che ha visto il debito pubblico esplodere a partire dall’introduzione dell’euro (supererà il 100% del PIL sotto il primo anno della nuova presidenza), la bilancia commerciale sprofondare in un cronico disavanzo, la disoccupazione raggiungere la cifra record di sei milioni di persone. I primi tentativi di somministrare un po’ di “liberismo” alla società francese (vedi legge El-Khromi) sfociarono in prolungate ed accese tensioni sociali, soffocate dall’establishment ricorrendo alla classica strategia della tensione a base di bombe ed attentati. È facilmente prevedibile che gli “sforzi riformatori” di Macron (contratti aziendali, tagli del personale pubblico, austerità di bilancio, giro di vite sulle pensioni, etc. etc.) si tradurranno in analoghe proteste, allungando parallelamente la lunga scia degli “attentati islamici”.

Riuscirà l’ex-Rothschild nell’immane impresa di “modernizzare” la Francia secondo i criteri della Troika oppure, come il suo predecessore François Hollande, è destinato a sprofondare nei consensi entro la fine del terzo anno di presidenza? Stimare in 1.000 giorni il lasso di tempo necessario perché Macron bruci tutto il suo capitale politico sembrerebbe ragionevole: è la stessa durata politica di un l’altro enfant prodige cullato dall’oligarchia euro-atlantica. Matteo Renzi.

Perché è Macron che deve guardare a Renzi e non l’opposto…

Durante la campagna elettorale francese e nelle ore successiva alla vittoria di Emmanuel Macron, i media nostrani hanno tessuto paragoni, molto innocenti, tra il candidato di “En Marche!” e l’ex-premier Matteo Renzi. Utilizziamo l’aggettivo “innocente” perché, ovviamente, ci si è guardati dall’evidenziare le incredibili analogie tra le carriere di due 39enni che, con stucchevole celerità, hanno scalato (o addirittura fondato) un partito, per poi essere catapultati nella stanza dei bottoni saltando a piè pari il classico cursus honomurum della politica. Entrambi sponsorizzati da una grande banca d’affari (la Rothschild per Macron e la JP Morgan per Renzi), entrambi aiutati da scandali giudiziari (il Penelopegate che affossa Fillon e “l’affare stadio” che spiana la strada di Renzi verso il Comune di Firenze), entrambi benedetti da Washington e dal “luogotenente” Angela Merkel, entrambi incensati dal milieu intellettuale-mediatico, entrambi aiutati dalla “fortuna” nella loro conquista del potere (la scissione tra socialisti e France Insoumise nel caso Macron, la defenestrazione tutta extra-parlamentare di Enrico Letta nel caso di Renzi).

No, non era interesse dei media soffermarsi su questi curiosi, ma scomodi, particolari: la loro volontà è era piuttosto evidenziare come entrambi incarnino il rinnovamento, la modernità, l’europeismo, l’apertura agli ideali liberali. Soprattutto, si è tentato in Italia di sfruttare la vittoria di Emmanuel Macron per rilanciare Renzi, quasi che l’ex-premier potesse ricevere in dono dal nuovo inquilino dell’Eliseo una seconda vita politica. L’Espresso di Carlo De Debenetti è arrivato addirittura a scrivere lo scorso 5 aprile: “La nuova sfida di Renzi: diventare Macron. L’ex premier guarda al candidato centrista francese. Perché una sua vittoria avrebbe effetti anche in Italia. E gli lancerebbe la volata verso la riconquista di partito e governo2. Viviamo, si sa, un’epoca in cui cadono le illusioni sulla democraticità delle nostre istituzioni, un’epoca di massiccia e costante guerra psicologica, un’epoca in cui la razionalità è una merce sempre più rara. Sono tempi in cui si potrebbe leggere sul giornale: “la nuova sfida della frittata: diventare uovo”.

Già. Non c’è alcun dubbio che la narrazione dei media su Macron e Renzi sia deliberatamente invertita dal punto di vista cronologico. Non è l’ex-premier italiano che può diventare Macron (perché il momento magico che quest’ultimo ora vive, Renzi lo ebbe nella lontana primavera del 2014), quanto piuttosto è il nuovo presidente francese ad essere probabilmente ossessionato dal triste epilogo dell’ex-presidente del Consiglio. L’Italia, infatti, si colloca rispetto alla Francia un passo in avanti in termini di crisi economica/politica: l’esperienza del giovane “rottamatore” appartiene non al nostro presente, ma al nostro passato, ed è stata brutalmente archiviata il 4 dicembre scorso con la bocciatura del referendum costituzionale.

Sono bastati mille giorni (Job Acts, privatizzazioni, inasprimenti fiscali, immigrazione incontrollata, disoccupazione a due cifre, stagnazione economica) perché l’indice di gradimento di Renzi scivolasse sotto il 30% e gli italiani decidessero di sbarazzarsi di lui, ricordando l’infausta promessa “se perdo il referendum, lascio la politica3. Constata l’identità tra l’agenda di Renzi e quella di Macron, è facile prevedere che lo stesso tempo sia sufficiente per annichilire politicamente l’ex-Rothschild: data la maggiore dose di “mercato” che Macron deve introdurre in Francia, l’assenza di un saldo partito di riferimento e la bellicosità della società francese, è addirittura ipotizzabile che l’enfant prodige della politica francese entri in crisi addirittura nel secondo anno di presidenza.

Il Financial Times a suo tempo descrisse Renzi come “the last hope for the italian élite”: noi possiamo senza alcun indugio descrivere Macron come “l’ultima speranza dell’establishment francese”. Dopo il quinquennio dell’ex-Rothschild, non ci sarà più nessuna presidenza socialista, né centrista, né repubblicana: sarà l’ora delle forze anti-sistema, che si chiamino Front National o con un altro nome, che a guidarle sia ancora Marine Le Pen od un’altra figura.

Tutto rimandato al 2022, quindi? Bisogna attendere le prossime presidenziali francesi perché il continente possa finalmente liberarsi dalle catene di Bruxelles e di Francoforte? Fortunatamente (cinque anni non sono pochi nella vita di un uomo), no. Il pendolo, come dicevamo in apertura, ha ripreso il suo viaggio verso la dissoluzione economica dell’Unione Europea e, in ordine cronologico, sono tre le prossime tappe salienti:

  • il precipitare della situazione italiana, complice anche la prossima instabilità politica;
  • una nuova recessione globale che cova sotto le ceneri;
  • il rialzo dei tassi da parte dalla FED e/o della BCE.

Ne parleremo nel prossimo articolo. Come direbbero in Francia: nous avons perdu une bataille, on gagnera la guerre!

 

1http://www.cnbc.com/2017/04/10/theres-more-than-60-chance-of-a-global-recession-within-the-next-18-months-economist-says.html

2http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/03/30/news/la-sfida-di-renzi-diventare-macron-1.298360

3http://www.ilgiornale.it/news/politica/quando-renzi-senato-disse-se-perdo-referendum-lascio-1298340.html

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165 thoughts on “La Francia ha scelto il suo Matteo Renzi (e già sappiamo che fine farà)

  1. maurizio innocenti il said:

    Aspettiamo il mese prossimo e vediamo cosa succederà con
    le elezioni legislative francesi.
    Se i gollisti e i centristi non otterranno un risultato tale da
    poter fare da stampella al partito di Macron e se il partito
    di plastica di costui non sfonderà,come possibile,i problemi
    per l’agente dei Rotschild cominceranno subito.

     
  2. Nico il said:

    Bella l’immagine del pendolo. I populisti in Francia sono già molto oltre il 40% e aumentano, ma non costituiscono un fronte comune. Se si arriva al collasso economico, per una delle possibili cause sopra elencate (cui aggiungerei l’instabilità geopolitica globale), sarà forse un bel tutti contro tutti?
    Quanto al ballottaggio, il fronte repubblicano ha tenuto alla grande, annullando tutte le variabili contrarie. Le Pen ha concesso anche troppo, rivedendo il programma in chiave moderata, soprattutto in tema di euro, e forse sbagliando. Forse come candidato non era la persona giusta, anche perchè ha polarizzato un voto contrario alla sua persona.

     
    • Lucilla Fiaccola il said:

      effettivamente ““LA NUOVA SFIDA DELLA FRITTATA: DIVENTARE UOVO” è talmente di intelligente fantasia, che ci fa ben sperare nell’efficacia dell’evoluzione di Noi anti-sistema, ex di Sinistra che siamo o non. Noi siamo il NOOOOO del 4 dicembre 2016. “in Lotta” non in marcia. Dobbiamo risparmiare le forze fisiche per aumentare a dismisura quelle intellettuali. Evoluzione, non rivoluzione. In ogni caso non possiamo aspettare il 2022. Potremmo essere scacciati a 50 anni e finire sotto un ponte, sempre che non ci crolli sopra per difetto di costruzione e cattiva, anzi inesistente manutenzione, in attesa di morire di stenti all’età della pensione, ora a 67 anni. E…udite medio, udite medio: poiché gli investimenti non si fanno più da parte dei risparmiatori, che non fidandosi più di nulla e di nessuno, viste le fregature che hanno preso con le banche di governo, etruria, vicenza, veneto e le altre fallite a scapito di chi si era fatto il gruzzoletto per la vecchiaia in luogo di sperperarli in trans e mignotte o gioco d’azzardo, e li tengono sui conti correnti, tramutati in casseforti…ma attenti al “lupo”, che ti vanno a pensare i fautori dei mossad boys micron e lenzy? Anche i conti correnti saranno CONSIDERATI “investimenti”. Si avvererà, nelle loro intenzioni, la mia PROFEZIA: la cassaforte ruberà il suo contenuto. A meno che…Noi gocce dell’Oceano, agendo individualmente nella stessa direzione NON FARSI FOTTERE, gli rompiamo le “nuts” nel paniere.
      MPS pare che guadagni 900 milioni. E sapete perché? Non per le ragioni che riferisce radio24 alle 16:43, ma perché è stata ritirata dalla borsa e quindi non perde di valore, essendo fuori dalle speculazioni. Non tutti i mali vengono per nuocere, al paravento di UniCredit ed anche di banca intesa.

       
    • PANTALONE il said:

      Sarebbe opportuno che la prossima volta le forze antisistema si collizzassero contro le elites, superando divergenze personali, nell’interesse della nazione

       
  3. mrhcool il said:

    ci sono sconfitte che sono meglio di una vittoria; ora il nemico, il SISTEMA, è comune per tutti(sinistra, destra, e non schierati per ribrezzo) e sotto i riflettori… guerra civile in vista, ma rivolta nella traiettoria più esatta possibile, ovvero contro l’elite finanziaria globalista, mai prima più esposta di così. Chi li difenderà dalla rabbia popolare? Checche, ruffiani, relitti del 68 ed extracomunitari a cottimo? Auguri, Micron…

     
      • mrhcool il said:

        no, permettimi, non è affatto “facile”… ci sono molti generali francesi che non hanno digerito per niente l’adesione alla NATO. E l’anima delle forze armate francesi è, al contrario degli altri eserciti europei, ancora in larga parte nazionalista/gaullista. Non ce li vedo a sparare addosso agli antiglobalisti, specialmente su quelli di destra. Leggevo addirittura altrove che la Le Pen gode dell’appoggio della Legione Straniera. Quanto alla polizia, ricordiamoci della reazione all’imposizione del sequestro dei filmati a Nizza; c’è del malcontento che cova pure li. Non dico che non ci siano ufficiali collusi o semplicemente pedissequamente leali agli ordini dello stato, ma se lo stato stesso venisse delegittimato da una contestazione di massa, dubito fortissimamente che le forze armate facciano fronte compatto per difenderlo. Rimane, ovviamente, una personale opinione

         
        • Tenerone Dolcissimo il said:

          Ci sono gli immigrati (cioè le risorse) che sono pronti a sparare sugli operai che protestano.
          E da alcuni articoli apparsi sul web pare che i fucili per armarli siano gia pronti

           
        • mrhcool il said:

          @tenerone dolcissimo
          purtroppo hai assolutamente ragione(già gli attentati sono stati fatti in collaborazione con i servizi segreti francesi)…. ma penso anche che una esposizione così plateale, significherebbe il brusco risveglio anche di quelli che ancora sono sotto l’incantesimo del “buonismo”. La qual cosa contribuirebbe ad ampliare e compattare il fronte sovranista. Non credo, quindi, sarebbe una buona mossa da parte delle elites. E’ più probabile si proceda allo screditamento delle destre con scandali o atti violenti da imputare falsamente ai “fascisti” lepennisti… sta già succedendo in Germania contro l’AfD

           
  4. Roberto67 il said:

    Caro Federico, per una volta riscontro ne tuo scritto molta prudenza. Per carità, condivido in pieno quanto affermi, ma a mio avviso non indichi la possibilità di un evento, a mio avviso assai probabile, che potrebbe anticipare di molto tutto il postulato.
    Come infatti da te indicato più volte, siamo sulle soglie di uno scontro egemonico che per forza di cose troverà la sua piena manifestazione in un grande conflitto….
    ecco a mio avviso uno dei motivi della scelta di Macron, personaggio pieno di se e superbo è proprio questo…..appena vedrà (purtroppo assai presto) che seguendo le regole dell’Europa non sarà possibile governare il paese…….non potrà che cedere alla tentazione di una guerra. la guerra da sempre unisce il popolo ai suoi governanti ….almeno nella fase iniziale. Al solito verrà indicata come necessaria ma anche conveniente per le sorti economiche del paese. e si punterà sull’orgoglio del cittadino e sul sentimento di Grandeur che sempre ha unito i francesi……d’altronde quando si conquista qualcosa si recuperano ricchezze ….e con quelle si può andare dai banchieri a negoziare il nuovo prestito per la ricostruzione…nella storia è sempre andata così….e anche questa volta i tasselli stanno tutti trovando la giusta collocazione.
    un futuro grigio e cupo ci attende. la bolla finanziaria ormai ha assunto proporzioni e numeri che la mente nemmeno più riesce a concepire. non saranno certo le ricette liberiste a permettere di recuperare la situazione.
    per cui a questo punto preoccupiamoci solo di capire bene gli eventi delle prossime settimane e mesi….forse qualcosa di più…ma ormai ci siamo.

    visto che sei sempre molto preparato e arguto, a tuo parere esiste un angolo del pianeta che potrà essere risparmiato almeno in parte dagli eventi? nel caso ti prego di indicarcelo.
    e buona fortuna a tutti.

     
    • roberto il said:

      Non ce li vedo i francesi disposti a morire per Macron. Grandeur o non grandeur.
      Un conto è tracciare una croce su una scheda per scongiurare la vittoria della “fascista e Pen, un altro è immolarsi per Macron.

      roberto r

       
      • PANTALONE il said:

        infatti speriamo non siano cosi ebeti da segiure Macron, ovunque e a qualunque costo |

         
    • Etabeta il said:

      Per preparare e dichiarare una guerra, ci vogliono un paio di palle così e io non ho visto alcun attributo del genere finora in Micron, che credo tu stia sopravvalutando.
      Se dovesse essere necessaria, ci penserà Trump/Nato a partire per la guerra trascinandosi dietro tutta l’Eu(ropa).

       
  5. Superza il said:

    Vorrei sottolineare un passo importante;
    Se se sono state le “elite” stesse a far si che la LePen arrivasse al ballottaggio, forse è perché erano comunque ragionevolmente sicuri che avrebbero potuto fargli fare la stessa fine di Trump, ovvero rimetterla in riga secondo i dettami dell’agenda in 90 giorni.
    Questo per dire che anche se le forze antisistema un giorno vincessero, non è detto che le “Elite” falliscano nel portare avanti la loro agenda!
    Se ci fanno scegliere loro tra un “mondialismo” ed un “populismo” entrambi sotto il loro controllo… massimo a cui potremmo aspirare è rallentare la loro agenda…
    Credo abbiamo previsto anche questo “mondialismo finche si può” oppure la sequenza “populismo->casus belli->guerra”;
    Diverso sarebbe se gli interessi della maggioranza occidentale fossero difesi dai candidati moderati, ma evidentemente a quelli non è permesso di salire nelle stanze della politica 🙁

     
    • giovanni il said:

      c’è anche la dimostazione pratica del fatto che le élite preferiscano la Le Pen al ballottaggio: le borse sono schizzate in alto due settimane fa, non oggi. E perchè ? Perchè il vero nemico era Melenchon, per la borghesia, e quindi era necessario impedire ad ogni costo che avesse due settimane di ribalta nazionale per portare avanti le idee di sinistra contro il naziliberismo.
      Ai nazilib i fascisti non danno nessun fastidio, anzi! Il primo esperimento liberista fu fatto nel Cile di Pinochet, e non per caso…

       
      • vai avedere chi finanziò la rivoluzione bolscevica.
        poi pinochet fascista è davvero da barzelletta.
        sei proprio un elettore da pci/prc/sel…..

         
        • Carlo il said:

          Ci sono spunti interessanti sul parallelismo tra i due cloni e i due sistemi ma c’è troppo ottimismo sulle reazioni che la elite puo’ concretizzare.
          Stiamo andando avanti a botte di 1000 potenziali mercenari neri al giorno conditi in salsa buonista, fin che c’è grana per mantenerli. Quand’anche si riesca a votare un soggetto/gruppo alternativo (non populista ma sovranista vero) non servirà la guerra, arriveranno a lanciare l’ordine: “Scatenate l’Inferno” dall’interno (previa fornitura di adeguata ferramenta).

          Consiglio ai vecchi piccisti/buonisti/democ/repubb/social/ecc. lobotomizzati dalla nascita come me, stupido goy…. un approfondimento spinto sul bolschevismo grazie alle collane Effepi/Ritter (non faccio nomi e non usate lamazzone)

           
      • Alberto il said:

        Non si può dire che non abbia funzionato. Anzi.
        Mi scusi ma mi è venuto fuori così’, molto spontaneamente ed incontrollatamente. L’osservazione è molto centrata e opportuna. Non so se, date le condizioni attuali in Europa e nel mondo, possa ottenere gli stessi risultati: a tutta prima mi verrebbe da dubitarne.

         
    • Francesca Ancona il said:

      Forse hanno messo la Le Pen perché sicuri che non avrebbe vinto, con il marchio del “fascista” oggi tagliano le gambe a tutti. E’ come se da noi Salvini arrivasse ad un duello con Renzi, o 5 stelle, non vincerebbe Salvini, sia per il marchio “fascista” che per quello passato “anti-meridionalista”. A volte questi personaggi fanno comodo alle elite

       
      • giusto , tenemmoci abberluscone. Si è visto nel 2011, 2012, 2013 , 2014 ect che lui si che è un vero patriotta…

         
  6. the Roman il said:

    Senza nulla togliere alla sagacia e alla verve di Dezzani, credo che , con una propaganda ore 24, dalla frittata renziana emergera’ un nuovo ” pacco politico” . Come in Francia il fronte democratico ha convogliato parassiti e imbecilli contro Marine, in Italia la confluenza tra 5 stelle e Pd servira’ da argine ai populisti e all’ immarcescibile berlusconi che si prestera’ al gioco delle parti. Credo che un cambiamento sia possibile solo se bagnato dal sangue. Una guerra che coinvolgesse l’ Italia, potrebbe terminare il suo cammino unitario, relegando il sud ad avamposto africano.

     
  7. roberto il said:

    Ormai abbiamo capito che le votazioni sono completamente controllate dal Sistema, si perda come in Francia o si vinca al referendum come in Italia, al potere non gli interessa più di tanto. E’ come al Casinò o altri giochi d’azzardo, chi fa le regole vince sempre e basta. Bisogna cambiare le regole della attuale e falsa democrazia elettiva impedendo che il denaro possa influenzare la volontà di scelta. Fino ad alcuni decenni addietro, con l’esclusione forse degli USA, le lelezioni erano limitatamente influenzabili dal denaro e per esempio da noi erano vietati i finanziamenti di privati, poi venne Mani Pulite apposta per cambiare i giochi a favore della finanza. Inoltre va vietato di votare per una persona, sia capo del governo o sindaco o altro, ma per un partito strutturato e con ferre regole di partecipazione democratiche al suo interno. La vecchia DC o il PSI con tutti i loro difetti erano delle vere organizzazioni democratiche dove comandavano i principi ideali, condivisibili o meno che fossero, e difatti gli USA ce li hanno eliminati in una manciata di anni. Attualmente in Italia vi è purtroppo un solo movimento con una struttura democratica paragonabile alla prima repubblica e si chiama Lega.

     
  8. valle cupa il said:

    sarebbe interessante scoprire dove micron (nome che mi sembra più appropriato) tiene nascosti gli svariati milioni di euro che deve sicuramente aver guadagnato a seguito della sua mediazione a favore della Nestlé, nella trattativa che nel 2012 porto all’acquisizione della divisione alimentare della Pfizer, per la modica cifra di circa 11 miliardi di dollari. Vista la sua modesta dichiarazione patrimoniale, se si scoprisse un suo conto segreto passerebbe guai molto seri …

     
    • Lochlomond il said:

      Personalmente credo che la bizzarra e sgangherata uscita dei “Macron Leaks” sia proprio un tentativo di cauterizzare in anticipo presso il pubblico (“aah ma è una bufala grossolana, fatta dagli agenti ubriaconi di Putin come quella a due ore dalle elezioni, non ti ricordi?”) l’effetto di eventuali rivelazioni su quale e dove sia il suo VERO fondo nascosto, non quello posticcio e fatto con Pdf palesemente sovrapposti di questa volta….

       
  9. Nicola Rossi il said:

    Buonasera a tutti seguo questo blog dalla sua comparsa . Apprezzo tantissimo lo stile e la tenacia di Federico. Non è da tutti riuscire a mantenere alto l’ottimismo della truppa anche dopo la batosta frastornante di domenica. La speranza e l’ottimismo sono armi che ci mantengono vivi anche in questi giorni cupi. Grazie inifinite Federico.

     
    • Alberto il said:

      Mi associo incondizionatamente. Bellissima analisi del nostro Dezzani.
      Personalmente non vedo un grande orizzonte per il Frankenstein francese; non credo durerà i 3 anni che ipotizza il nostro ospite. Si tratta di una figura molto opaca in tutti i sensi e il suo futuro sembra proprio già scritto.

       
    • Francesca Ancona il said:

      Mi unisco anch’io, grazie Federico!! L’unione, anche se virtuale, fa la forza! Mi ha fatto impazzire la frittata che vuole diventare uovo 😀

       
  10. Molto fessi questi francesi,li facevo piu’ intelligenti,fessi come quei fessi di austriaci.Spero di non leggere mai piu'(per fortuna non in questo blog) l’orrenda “italioti”.Noi italiani abbiamo a volte la pessima abitudine di svalutarci,ma io credo che l’italiano spesso come singolo sia molto piu’ maturo di tanti blasonati cugini europei

     
  11. Gianni il said:

    Devo andare controcorrente rispetto ai commenti letti ,
    Che ci può interessare a noi Italiani se Macron sia un nuovo Renzi ?
    Che ce ne frega a noi Italiani della Brexit ?
    Che ce ne fotte a noi Italiani se Tramp è uno stronzo ?
    Bisogna smettere di pensare che i nostri problemi di disoccupazione , di imbastardimento della società ,dI degrado della vita civile li possiamo risolvere aggrappandoci ad eventi esterni e sperando o desiderando che il potere nazista economico tremi .
    Cosa stiamo facendo in sintesi noi Italiani per noi stessi ? Dove è il movimento di RESISTENZA quello vero e non quello parolaio nel combattere il nemico globalista?
    Ai tiepidi e agli indecisi vorrei ricordare che nel consesso europeo non partiamo da
    zero come molti credono . Come disse Troisi ricominciamo da tre .
    Monti l’abbiamo mandato a casa , Renzi pure .
    Poco sopra ho ripreso il titolo del Libro di Lenin Che fare ?
    AOOO GENTE !!! CI fosse stato uno che abbia risposto CONTROINFORMAZIONE DI REGIME . OK scrivendo su questo blog lo facciamo ( non tutti ) ,ma ripeterlo e crederci sul serio è già qualcosa . Non basta complimentarsi con Dezzani dobbiamo portare la
    discussione anche fuori dal blog . Ognuno di noi deve essere un attivista DOCUMENTATO . Questo io intendo come RESISTENZA .

     
      • Claudio il said:

        Marx e le sue opere sono le fondamenta su cui demistificare il capitalismo. Sono la cazzuola ed il secchio per una comprensione profonda delle contraddizioni del mondo in cui viviamo. Altro è il marxismo ed il suo sviluppo, che ben diverge dalla teoria marxista (e ciò era stato compreso già da grandi intellettuali come Gramsci e Lukàcs).

         
        • Daniela il said:

          I metodi di analisi economica di Marx sono quelle usate da tutte le istituzioni mondiali…per dire….quindi si, Claudio ha ragionissima.

           
    • Claudio il said:

      «Ognuno di noi deve essere un attivista DOCUMENTATO. Questo io intendo come RESISTENZA .»

      In questo senso dovremmo sempre ricordare e mettere in pratica il monito sulla prima pagina dell’Ordine Nuovo (1° numero, 1919):

      «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
      Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
      Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.»

       
      • io dico che in un contesto di disordini, i primi a lasciarci le piume saranno i marxisti, marxiani, picisti, piciola vari.
        non dimentichiamo che ci son state 4 guerre civili in italia dal 1861 a oggi. Ci sarà la 5.

         
      • Ben detto! Il pensiero e gli scritti di Gramsci sono di un’attualità disarmante, oltre che di una lucidità, profondità e spessore incredibili…. Sarebbe finalmente ora di valutarlo come merita e cioè uno dei più grandi (se non il più grande) intellettuale politico italiano dell’era moderna e di liberarlo dagli steccati ideologici dove per “comodità” l’ha letteralmente ingabbiato sinora il potere costituito.

         
  12. guidino il said:

    volevo solo dire che “en marche” ha un significato semi militare e a me fa venire in mente le Todesmarsch della fine della IIGM. I tedeschi facevano marciare i prigionieri fino alla morte fino alla morte senza dargli da mangiare.

     
  13. stefanoG il said:

    Dezzani ha riconosciuto che oltre ad un astensionismo molto inferiore alle aspettative, il fattore determinante della sconfitta di MLP è stato :”Il datato, ma sempre funzionante, “fronte repubblicano”, la cui tenuta è stata sottostimata sia da noi che probabilmente dalla stessa Le Pen…”.
    Pienamente d’accordo!
    Meno d’accordo sull’ipotesi che il 2022 (e forse anche prima) sarà il tempo delle forze anti-sistema.
    Mi sembra che in questa ipotesi riecheggi ancora l’illusione che quelle forze possano finalmente conquistare il potere per via elettorale!
    Penso che questo non avverrà perché le elite hanno mille mezzi per impedirlo (totale controllo dei media, di terroristi vari, di magistrati che fanno inchieste per sputtanare chi osi proporsi contro, corruzione, minacce … e chi più ne ha più ne metta).
    Le forze (timidamente o parzialmente antisistema) avrebbero solo due mezzi per prevalere nel “gioco elettorale”:
    1) alleanza tra spezzoni diversi delle stesse forze indipendentemente dalla loro collocazione di destra o di sinistra …cosa abbastanza anzi altamente improbabile sebbene possibile
    2) capacità di mobilitare le masse nelle piazze …cosa che sapevano fare e facevano i comunisti o i fascisti di un tempo ma che oggi – non so per quale ragione – nessuno è più capace di fare.
    Perciò abbandoniamo una volta per tutte il tavolo da gioco sul quale vogliono tenerci impegnati le elites dominanti.
    Per il momento , a meno di eventi eccezionali interni o esterni, non siamo in grado di rovesciare il tavolo ma possiamo almeno abbandonarlo e convincere altri a fare altrettanto.
    Cosa conterà un macron o un renzi quando la grande maggioranza dei giocatori avrà abbandonato il campo? meno che niente! A quel punto si apriranno prospettive oggi impensabili.

     
    • Superza il said:

      Rispondo al punto 2, capacità di mobilitare le masse non so più perchè:
      Forse perché le masse sono sempre state mobilitate dal potere, raramente sono spontanee; La politica aveva il controllo delle masse sin quando le multinazionali avevano meno potere degli stati.
      Ma ora che il sorpasso è avvenuto da tempo (credo che ad es. Apple con i suoi 700 miliardi di capitalizzazione ed un cash di 250 miliardi possa essere considerata economicamente più potente dell’Italia) la politica ha perso il controllo diretto e si limita a mobilitare le folle secondo i dettami di chi li comanda, controllando quasi tutto.
      Certo qualcosa sfugge tipo le manifestazioni della sinistra francese antisistema ad esempio, ma nella normalità ecco quindi che il Jobs Act passa senza manifestazioni, mentre la gente scende in piazza per le rivoluzioni colorate o per difendere che so i diritti all’eutanasia di cui Attali è un grande Fan.

       
    • Michele il said:

      Le masse, tutte (elettori e cittadini non sono differenti) non sanno coordinarsi, non sanno nemmeno identificare gli obiettivi e meno che mai sanno attribuire priorità. Triste a dirsi, ma siamo come pecore e seppur maggiori in numero non possiamo travolgere chi ci guida verso il baratro. E’ per questo che basta un pastore ed un cane per gestire un gregge.

       
  14. Dnjepr il said:

    Si, ma chi dovrebbe votare le forze sovraniste una volta che il pupo esaurisca la sua spinta?
    Come già ricordato da qualcuno nei commenti all’articolo precedente, l’ultimo secolo ha visto una rivoluzione antropologica inedita nella storia dell’uomo europeo e occidentale. Chi potrebbe sentirsi ancora attratto da qualcosa di patriottico, tradizionalista, metafisico … ? Forse qualche contadino nelle campagne (i cui figli comunque già sono fagocitati dalla tecnica e dalla cultura unica dominante al pari dei loro coetanei urbani). Senza contare che la Le Pen ristrutturerà completamente il partito in senso ‘perbene’ per attrarre gli orfani delle destre istituzionali allo sbando, rimuovendo quel poco di non culturalmente omologato che c’era rimasto.
    I figli della République preferiranno prenderlo in quel posto dal liberismo selvaggio piuttosto che concedere un’unghia a tesi sovraniste bollate dallo stigma di babau fascista. E le poche velleità rivoluzionarie dei compagni verranno facilmente smorzate dalla repressione, non riuscendo a mobilitare una base proletaria ormai magrebinizzata che ha ormai ben individuato nel Corano, e non nel Capitale di Marx, l’alternativa rivoluzionaria al Sistema. Gli unici che possono fare una rivoluzione sono gli islamici, ma hanno dimostrato di essere manipolabili in quanto pecore matte senza guida – ad eccezione degli sciiti che difatti sono nel mirino delle armi mondialiste.

     
    • mrhcool il said:

      la Le Pen ha preso la maggioranza dei voti nella fascia 18-24 anni, un risultato importante che risponde positivamente e sorprendentemente alle tue giuste osservazioni. I giovani hanno bisogno di una causa per cui battersi, i globalisti li zombizzano privandoli di ideali ed obiettivi ma gente come Le Pen e Melenchon, anche se in modo opposto, li svegliano e li polarizzano riattivandone lo spirito politico e sociale; di certo “politically correct”, “liberismo” e “globalismo” diventeranno sempre più “parolacce” equiparate o peggiori di “fascismo”. La Natura vince sempre…

       
  15. luigiza il said:

    nous avons perdu une bataille, on gagnera la guerre!

    Buona l’analisi del voto francese Dezzani ma ancora ottimista vedo. You want to believe.
    Ma gli avversari non sono fessi ed non hanno esaurito le loro cartucce. Si ricordi che per loro la vita umana conta meno del bottone della loro giacchetta.

     
  16. roberto il said:

    Così, da passante, direi che Macron crolla anche prima di Renzi.
    In fondo, i francesi lo hanno votato per paura di Le Pen, ma tra non molto avranno paura di lui.
    Infatti Juncker ha già indicato la direzione che dovrà prendere Macron, rimarcando che “i francesi spendono troppo e nei posti sbagliati”. Juncker ha criticato la spesa pubblica francese, che assomma al 57%, ammonendo che “alla lunga così non può andare”.

    Mentre i francesi si fanno un’idea più precisa di Macron, nonché della reale funzione dell’asse franco-tedesco, Berlusconi, prendendo come d’abitudine fischi per fiaschi, ha dichiarato che “la vittoria di Emmanuel Macron è una cosa buona”, e “ci consolida nella nostra volontà di andare verso la ricostruzione dell’Ue”.

    In Italia pressoché tutti i commentatori, con poche eccezioni, hanno definito Macron come “nuovo”. Anche Renzi si è affrettato a salutare con entusiasmo l’elezione di Macron, pensando che, di riflesso, la sua immagine di leader carismatico e vincente ne uscirà rafforzata.
    Ma, come al solito, ha fatto male i conti: è molto probabile che, da qui al 2018, l’immagine di Macron si sarà offuscata parecchio, e non sarà più così trendy celebrarne le gesta.

     
  17. Santo Subito il said:

    I francesi hanno preferito il democratico Macron alla fascista Le Pen.
    Ora avranno la loro democrazia con leggi ultraliberiste e sfruttamento dei salariati (tanto di manovalanza africana ne hanno tanta 😀 ).
    Così capiranno bene che il fascismo capitalista è più doloroso di quello nazista.
    Il percorso che porta dalla’invenzione della moneta all’invenzione della finanza è breve.
    Lo sterco del demonio che ha soppiantato il baratto millenni or sono continua a mietere vittime.

     
  18. Etabeta il said:

    Non è dalle elezioni che scaturirà il cambiamento che stiamo auspicando; il “gioco democratico” è solo lo strumento attraverso cui le elites controllano i parlamenti ed i governi fin dalla loro origine e non ci sarà modo di sottrarglielo.
    Alcuni candidati (come i simpatici Micron e Renzi) vengono creati appositamente; altri (Le Pen, Trump, Tsipras, …) vengono sterilizzati ed utilizzati per legittimare i primi.
    Mi sembra che non ci sia stata alcuna eccezione a questa regola, finora.
    Perciò, divertiamoci pure a commentarne i risultati, ma liberiamoci dall’illusione che le elezioni risolveranno alcunché.
    Ci penserà l’economia ma in tempi purtroppo molto lunghi.
    Oppure bisognerà che ci si inventi qualcos’altro.

     
    • Jean il said:

      Mi pare anche a me, intanto che si discute di come e chi, si stanno fottendo tutti i soldi che possono, nessuno dice niente… chiunque ci sia al potere sempre la stessa cosa fa…

       
  19. Daniela il said:

    Dezzani ha scritto un buon articolo. Sta cercando, con le sue sole forze da surfista della rete, di fare chiarezza e di stimolare le persone a aprire gli occhi.
    Vorrei far notare una cosa “strana”: stavolta gli exit poll non solo NON erano sbagliati, ma addirittura ci hanno azzeccato alla virgola. Eh, l’efficienza francese…
    Poi, altra “stranezza”: in USA la Clinton, spiata e compromessa, PERDE. Qui, lo spiato era Macron, che però VINCE.
    Vince per le PAURE degli elettori, a cui la Le Pen è stata mostrata come di destra estrema (ma se il suo programma elettorale era quasi simile a quello di Melenchon? Giusto, intanto sono riusciti a far dimenticare che esiste anche Melenchon, sono furbi). La Le Pen parla di sicurezza, città sicure. E è di estrema destra. Forse l’elettore del centro, quello moderato, non vuole sicurezza, città sicure?
    Come si identifica l’elettore moderato di centrofuffasinistra (non Melenchon)? E’ una persona che dice di NO. Non fa altro che dire NON si fa, NON si dice, dice NO per “amore” di una idea di tolleranza distorta, dove se a fare una schifezza è uno parte di una “minoranza” va bene, sennò no, sei fascista. Renzi ci ha ammorbato fino alla nausea con i problemi dei LGBT, come se fossero la maggioranza. Un anno e mezzo a sentire parlare solo di questo, Tg e altri fuffa approfondimenti televisivi. Dopodichè è stata approvata una legge nel 2016 che consente le unioni civili. Risultato BEN 2800 coppie che usano le unioni di fatto. UN RISULTATONE, che qualcuno nel governo ha già detto essere in “linea con l’Europa”.
    Marine crede nelle norme civili, nel rispetto delle culture reciproche, ma è LEI LA FASCISTA.
    L’ULTIMA SPIAGGIA DEL FUFFACENTROSINISTRISMO: il puntare tutto sugli aspetti esteriori, sulla crosta, sulla impiallacciatura. L’orientamento delle argomentazioni è tutto in quella crosta, per nascondere il vuoto.
    Marine dice che non vuole perdere la sua identità, che non vuole essere assorbita in una moneta sovranazionale, che vuole il controllo giuridico del proprio territorio (NO TTIP) perchè questi sono tutti segni distintivi di una Nazione libera. E lei è la fascista.
    In queste lezioni, per difendersi da Marine, i globalisti hanno scelto bene. Il pupo di Rothschilds, il clone di Obama, il finto liberale ma invece neoliberale, quello del neoliberismo che fa apparire ogni persona come individuo capace di scelte, ognuno che dice NO, non voglio questo, voglio fare quest’altro e non questo.
    La prossima preda del globalismo è la Germania, il boccone più prezioso in Europa. E le elezioni in Francia mostrano COME saranno svolte le elezioni anche in Germania: punteranno alle emozioni individuali, e l’individuo, preda di queste, farà poca attenzione a ciò che andrà a votare.
    Macron, lo spettro di Obama, colui che vuole tutto il parlamento a suo favore, il capo di un partito inestitente sul territorio, vuole ripristinare la monarchia, facendo assurgere la moglie a una specie di smooth operator con incarico da smooth operator. E l’ha detto pubblicamente, come e meglio di Michelle Obama che aveva scelto nientepopodimeno il cibo di cui occuparsi, l’argomento più complesso che ci sia. E chi controlla il cibo, i suoi rifornimenti e la sua qualità, controlla i popoli. E infatti Obama di cosa viene a parlare in Italia, la Nazione con la più alta cultura alimentare al Mondo?

     
  20. Arlo il said:

    Qualcuno ha detto: “Mentre loro contavano i voti noi contavamo gli sbarchi”. La strategia per annichilire l’ Europa continua (si è persino scomodato “il grande speculatore” per indirizzare le “comparse”). E l’ex president USA è in città per il summit internationale sul cibo del futuro – ANSA- (per incontrarsi con il venditore di cantuccini).

     
  21. alberto il said:

    Purtroppo quanto avvenuto in Francia era facilmente prevedibile ed anche in quelle proporzioni, infatti molti di noi che partecipiamo al blog lo avevamo previsto.
    Credo non sia molto produttivo fare analisi dei flussi del voto, astensioni, etc. etc.
    Il problema non è Macron, o Renzi etc, i punti salienti a mio avviso sono altri, visto che è la gente che ha votato Macron, e questo al netto di tutti i possibili brogli che a mio avviso non ci sono stati perché non ve ne è più bisogno nelle nostre società.
    Il primo punto è che il sistema democratico è stato concepito dalle elites finanziarie proprio per rendere impossibile qualsiasi tipo di cambiamento che le mettesse in difficoltà, in quanto da una parte rende possibile l’accesso all’elites stesse (con i benefici conseguenti) di tutti coloro che partecipano al teatrino e ne accettano le regole, indipendentemente dalla provenienza socio/culturale, e dall’altro consente di “ingabbiare” culturalmente i cittadini in recinti che loro stessi si autocostruiscono, vedasi il discorso del Fronte Repubblicano contro la ”fascista” MLP. A tal proposito è da oltre 70 anni che assistiamo ad una demonizzazione totale (con palesi alterazioni dei fatti storici) delle due ideologie che in Europa hanno dimostrato con i fatti di essere veramente antisistema plutocratico (per usare un termine d’antan ma molto efficace) e che avevano utilizzato proprio il sistema democratico stesso (se così si può dire) per accedere al potere ed impossessarsene per realizzare i loro obiettivi in modo del tutto antidemocratico e dittatoriale. Il punto è che sia socialmente che economicamente e finanziariamente, soprattutto nel caso del nazionalsocialismo, si raggiunsero obiettivi straordinari – al contrario del famigerato New Deal americano- utilizzando, possiamo dire, una forma di economia Keynesiana in salsa totalitaria da una parte ed una gestione della valuta assolutamente innovativa ed in modo del tutto autonomo dal sistema finanziario internazionale. Proprio qui sta l’inizio della fine del nazionalsocialismo ed anche parzialmente del fascismo: essere stati in grado di dimostrare concretamente che un sistema totalitario ed antidemocratico che sfuggiva al giogo della finanza internazionale (nonostante Schacht e Beneduce pare fossero massoni) era in grado di dare prosperità e benessere al suo popolo di gran lunga più proficuamente della maggior parte dei sistemi cosiddetti democratici e stava mettendo a rischio il predominio del governo mondiale esercitato dalla finanza stessa. Il prezzo del “benessere” era vivere in un sistema totalitario che indubbiamente aveva degli eccessi (come tutti gli altri Stati basti ricordare i neri negli USA) però nonostante questo l’appoggio popolare era altissimo e questo di sicuro stravolgeva il paradigma che stava alla base della cosiddetta democrazia.
    Il secondo punto è che i cambiamenti o meglio le concessioni verificatesi nelle moderne democrazie sono avvenute solamente per una naturale evoluzione autoconservativa del sistema stesso, e questo fino a quando è stato possibile, poi quando “il popolo degli elettori” rischiava davvero di contare troppo e mettere in difficoltà il sistema allora si è provveduto ad una manipolazione costante delle menti ed alla realizzazione della cosiddetta globalizzazione proprio nel senso ben descritta da Dezzani più volte. Non si tratta ovviamente di una “propaganda” tipica dei regimi dittatoriali che come tale viene percepita dalla gente ma di un sistema che ci trasforma in “neuroschiavi”, altrimenti qualcuno dovrebbe spiegare perchè in un Paese come il nostro dove vi sono milioni di persone in difficoltà, senzatetto, manca il lavoro etc. viene ritenuto del tutto normale dalla maggior parte dei cittadini che lo Stato paghi 30 euro al giorno per ogni immigrato ( credo 90% africani) che viene accettato (mi pare la spesa sia di circa 4 mld annui) e che la stessa gente che ritiene normale questo ritenga normale che il nostro Stato invada e bombardi paesi con cui abbiamo sempre avuto rapporti amichevoli, dalla Jugoslavia all’Irak dalla Libia alla Siria. Oppure come sia possibile che la gente abbia paura dall’Islam senza sapere nulla di quella religione e di come viene sfruttata proprio dalle cosiddette democrazie occidentali.
    Il terzo è che la capacità di analisi storico/politica del cittadino medio ormai arriva ad un mese al massimo e questo è veramente incredibile, abbiamo perso la capacità di analizzare la storia anche del recente passato in modo da poter provare a prevedere gli scenari futuri, e proprio il caso Macron è emblematico: ma (scusate) come cazzo si fa a votare un uomo di Attali, ex banchiere dei Rotschild ed ex ministro di Hollande come uomo antisistema? Se veniamo a noi (e riscusatemi) come cazzo si fa a votare Renzi dopo tutto quello che ha fatto?
    In altre parole questo sistema non si potrà mai cambiare dall’interno utilizzando le regole che sono studiate apposta per non poterlo cambiare in quanto ormai gli elettori hanno perso ogni capacità di analisi e votano esclusivamente in base agli stimoli di Pavloviana memoria.
    Detto questo possiamo discutere per milioni di byte su come e se si possono cambiare le cose in meglio e quale potrebbe essere la ricetta migliore, ma per quanto qualsiasi tesi onestamente espressa (ovviamente non dai trolls) sia un arricchimento per tutti noi, non credo che si possa prescindere in tutto o in parte da quanto sopra.
    Al momento non credo esistano possibili soluzioni per cambiare le cose ma l’importante è continuare a ragionare insieme ed avere la speranza che lo si possa fare, indispensabile (più che altro per la nostra psiche) è non comportarsi come colui che precipitando dal 10° piano di un palazzo arrivato al 9° diceva “sin qui tutto bene”, al 7°“ sin qui tutto bene, al 2° “ sin qui tutto bene”, e poi…………

     
  22. Roberto il said:

    Salve dezzani, personalmente credo che in Italia si stia preparando il terreno politico per un commisariamento del paese stile Grecia. Una volta fallito il tentativo di renzi e con la sentenza della consulta sul italicum si è creato un contesto in cui non ci saranno vincitori alle prossime elezioni e con i 5s primo partito a fare da destabilizzatore ci saranno tutte le condizioni per un intervento a gamba tesa delle istituzioni UE. Mi chiedo se macron non sacrificherà l Italia per mantenere il consenso in patria

     
    • roberto il said:

      Mi perdoni l’intromissione, ma vorrei sottolineare che l’Italia non è la Grecia, e Macron non sembra in grado di sacrificare altri se non se stesso nel barcollante scenario Ue.

      L’Italia non è il paese di cialtroni che i media si accaniscono a rappresentare ogni giorno.
      Se prendiamo in esame «il numero di primi, secondi e terzi posti nell’export mondiale detenuti da ciascun Paese del G20, l’Italia figura quarta assoluta dopo Germania, Cina e Stati Uniti. Inoltre l’Italia è seconda al mondo soltanto alla Germania per numero di posizioni di eccellenza nell’export in rapporto alla sua popolazione.»
      E va sottolineato che per l’Italia l’euro è una zavorra, non un’opportunità, come si ostinano a ripetere gli aedi di questa grottesca costruzione europea a guida tedesca.

      Quanto alle autorità europee che intendessero commissariare l’Italia, sono della stessa opinione espressa recentemente da Claudio Borghi: accogliere le autorità europee con i carabinieri all’aeroporto.

      Dopo otto anni di crisi sarebbe giunto il momento di chiedere conto ai burocrati Ue dei danni che hanno arrecato all’economia dell’Italia. Una nazione, tutto sommato, ancora meritevole di rispetto e considerazione.

      roberto r

       
      • Roberto il said:

        non credo che l Italia sia il paese di cialtroni descritto dai media internazionali ma che anzi siano proprio le nostre eccellenze a renderci appetibili per i predatori del grande capitale il problema è che abbiamo una classe politica e imprenditoriale debole e manovrabile dalle elite e la mia paura è che macron sia una pedina del capitalismo francese che già negli anni recenti ha mostrato un forte interesse verso i gioielli dell industria italiana

         
        • roberto il said:

          Non posso che condividere la sua opinione circa la “classe politica e imprenditoriale debole e manovrabile dalle élite”. È uno dei maggiori problemi dell’Italia odierna.

          roberto r

           
  23. DANILO FABBRONI il said:

    di nuovo, repetita juvant, ma non par proprio qui: chi mai dovrebbe votar una le Pen se poi la ‘ggente’ (con due ‘g’) vota in folla oceanica Macron e/o gongola perchè arriva Obama al mercato degli ‘obei-obei’…? Di nuovo: “gli schiavi anelano al padrone”.
    Paolo Guzzanti per “il Giornale”

    Negli anni roventi dell’ antiamericanismo i presidenti in visita in Italia venivano trattati dalle folle di sinistra come odiosi carnefici: «Johnson-boia», «Nixon-boia» e così via. Ieri Barack Obama era in visita a Milano e per lui le folle del conformismo politicamente corretto cinguettavano al suo passaggio. I presidenti americani, da Jimmy Carter a Gerald Ford, da Bill Clinton allo stesso Obama, una volta concluso il mandato diventano delle slot machine: venditori di presenza – la loro – a carissimo prezzo. Si fanno invitare, osannare e pagare cifre da calciatori.

    OBAMA
    OBAMA
    La fondazione Clinton è da vent’anni una fornace che ingoia e brucia milioni di dollari, tanto che l’ex presidente Bill non fu per nulla contento quando sua moglie Hillary annunciò di volerlo nel suo governo se avesse vinto: troppe conferenze perse, troppi soldi buttati. Ora è la volta di Obama che ha la fama di buono, lo zio Tom della Casa Bianca che permette di nascondere il razzismo di sinistra, così come l’ antisionismo maschera l’antisemitismo.

    Una giusta glossa del ‘tipino’:
    Eppure Obama ha messo a soqquadro l’economia del suo Paese con il progetto narcisistico di una spesa sanitaria – il cosiddetto Obamacare ricchissimo di presunzioni ma povero di risorse. Obama inoltre si è molto divertito usando il telecomando con cui si sganciano missili contro bersagli terroristici che producono campi di cadaveri di civili innocenti. Obama ha devastato il Medio Oriente dando credito ai tagliagole della «primavera araba» elargendo la patente di eroe democratico persino al boia di Gheddafi che praticò la sodomia sul condannato in nome della civiltà occidentale.
    obama studente
    OBAMA STUDENTE

    Obama ha lasciato, per inerzia e assenza, che il Mediterraneo diventasse una palude di belve, pirati, mercanti di schiavi e di assassini. In compenso è irresistibilmente elegante, indossa lo smoking come un grande attore, scrive un inglese raffinato anche quando racconta di suo padre ubriaco che si va a schiantare a duecento all’ora contro un albero in Africa.

    Sulle cartoline del buonismo sta fra madre Teresa e il papa con il quale ha consolidato la dittatura comunista a Cuba. Ha riportato i soldati in Irak dopo aver gridato che li avrebbe ritirati, ha spedito truppe fresche in Afghanistan praticando la teoria della endless war, la guerra senza fine e senza fini, ma fingendo di essere un pacifista per non aver spedito boots on the ground, la fanteria a terra, dove ce n’era bisogno.
    obama con l amico sohale
    OBAMA CON L AMICO SOHALE

    Ha infine aggravato la condizione degli afroamericani durante il suo regno: per servire la retorica, non ha fatto nulla per arrestare la strage fra neri nei ghetti di Chicago e delle altre megalopoli, accendendo i fari soltanto sui deplorevoli abusi dei poliziotti che cinicamente hanno imparato che per sopravvivere è meglio sparare e poi chiedere i documenti. Donald Trump ha paradossalmente conquistato molti voti neri che un tempo erano di Obama e che mai si sarebbe sognato di ottenere, dicendo semplicemente: «Voglio riportare a scuola i vostri figli strappandoli dalla carneficina».
    michelle e barack
    MICHELLE E BARACK

    Obama inizia da Milano la sua tournée portando in scena un’ immagine leggendaria. Un po’ come fece il celebre e bellicoso cowboy Buffalo Bill che un secolo fa chiuse la sua carriera portando in Europa il circo dei suoi pistoleros e dei suoi feroci indiani addomesticati.

     
    • affamato_di_sapere il said:

      Ha un blog?
      No perché mi piacerebbe leggere altri suoi pezzi.

       
        • DANILO FABBRONI il said:

          ….ho capito, grazie; non ho un blog sia perché il blog – a mio modesto avviso – va condotto come si conduce un instant-book rispetto ai libri non partoriti in realtime e la materia che – come dire? – ‘studio’ [coi miei enormi limiti, sia chiaro] non si presta ad essere ‘sfornata’ su una base ripetitiva né tanto meno quotidiana. Troppo ‘densa’ per aver qualche ‘appetibilità’. In più esistono già ottimi blog condotti magistralmente come il presente di Dezzani che mi porta a dir che sarebbe inutile e dannoso sovrapporsi ad esso o ad altri consimili. Non ho neanche la stoffa per farlo. Lo dimostra il fatto che i miei commenti sono raramente (Lei è un’eccezione…) degni di considerazione tra gli utenti dei blog i quali prediligono l’hic et nunc, mentre io tendo a veder – magari mi sbaglio – le ‘linee di faglia’ in maniera più vasta e forse più ‘nebulosa’. Ad ogni modo taglio corto: al posto di blog mi piace intesser dei ‘racconti’, per così dire. Si trovano in rete. Il 1° è uno studio sul Sessantotto visto che il 99% dei testi disponibili sono un aperto omaggio a quella latrina che risponde al nome del ’68. Il testo è di recente stato pubblicato dall’editore Solfanelli. Sempre in rete sono disponibili i due ‘seguiti’ del 68: “La Superficie Opaca” e “Kasch o il Regresso della Rovina”. Attualmente sto lavorando ad un altro saggio ma si trova in fase embrionale. Grazie per l’attenzione.

           
    • Daniela il said:

      Aggiungo:
      OBAMA PRESIDENTE
      Lo divenne attuando due politiche accorte e apparentemente in contrapposizione.
      Fu il primo senatore USA, nel 2008 a dire un si entusiastico alla legge Bush Jr. di eliminazione retroattiva di diritti civili in nome della farsa 9/11. Il discorso convinse i Poteri Forti a vederlo come Futuro presidente USA: bello, nero e capace di essere bugiardo fino al midollo. Uno sgherro di prima categoria.
      La seconda mossa, quasi in contemporanea, fu di fregare i delegati democratici della Clinton, con mosse oratorie da “estrema sinistra” e quindi divenendo il grande difensore dei diritti civili.
      Quelli che aveva appena stracciato con Bush jr.

       
      • Carlo il said:

        A Daniela:
        a volte si fanno delle analisi storiche e dietrologiche con doppio avvitamento carpiato quando magari la soluzione è molto piu’ semplice e dietro la porta:
        due articoli su aurorasito.wordpre… a) la lunga storia della madre e dei nonni b) uno piu’ recente dopo le elezioni (tana libera tutti…) sui retroscena nei circoli di chicago.
        Il singolo, anche se bello bravo e bugiardo non riesce a fare nulla senza la regia totale di chi lo ha pre-scelto (vedi ultimo foto-scoop di blondet)
        Buona lettura

         
        • Daniela il said:

          Certamente. Infatti le due azioni citate, il “si” a Bush e fregare i delegati della Clinton, sono state eseguite con grande intelligenza da Obama.
          Nessuno ne nega l’intelligenza.
          Obama è poi divenuto un grande esecutore di regie esterne. Regie che diventano sempre più palesi e ciò dimostra la loro disperazione e la loro incapacità. William Engdahl li chiama i “grandi Patriarchi USA” che dalla seconda guerra mondiale in poi si facevano obbedire con uno schiocco di dita. Ma non si vedevano, per anni non si conosceva la loro esistenza. Poi la parola Bilderberg ha comnciato a girare. E Soros è andato in prima persona a parlare con Gentiloni.
          Può un semplice cittadino italiano andare in prima persona a parlare con Gentiloni?

           
  24. Dammi un attimo il said:

    Non provo invidia, davvero, piuttosto mi stupisco delle loro riuscite imprese; a tal punto vi è scompiglio ovunque nei Paesi UE che a trovar logica non mi capacito. Ecco io stesso, affranto, conduco le mie caprette senza sosta come fare sono sovente i padroni della UE-NATO. Queste caprette, le conduco a stento tra le dolci valle lodigiane, perché bravo non sono come i miei padroni.
    Qui tra folti nocciuoli pochi mesi fa, l’Italia, avendo partorito un bieco primo ministro come Gentiloni, la speranza del gregge, l’ha lasciata sulla nuda pietra a crogiolar.
    Ricordo che spesso, se non fossimo stati stolti, questo male ce lo predissero le querce colpite dal fulmine. Tuttavia chi saetta i fulmini dall’alto ancora il gregge non lo ha capito, li chiamato Illuminati ma identificarli è cosa assai ardua.

     
    • chioggia il said:

      Domenica si votava per scegliere tra morire di stenti mentre si lavora come muli (Macron e le sue leggi neoliberiste del libero mercato) o morire in un conflitto bellico (non per scelta della Le Pen, sia chiaro, ma per scelta del traditore Trump che non avrebbe mai accettato la vittoria della Le Pen all’Eliseo ed avrebbe accelerato i tempi del disfacimento dei rapporti con la Corea del Nord [irritare la Cina] – o con la Siria di Assad [irritare la Russia] – ).

       
    • Jean il said:

      Appunto, “NATO”, se si lasciano sfuggire un paese con l’arma nucleare diventa grave la situazione….

       
  25. Vorrei solo porre una domanda: perchè quando analizzate la situazione politica, ignorate sistematicamente i tempi?
    I tempi sono tutto, la vittoria di Macron gli permette di insediarsi alla presidenza francese il 14, tra pochi giorni. Ha senso secondo voi pensare alle elezioni del 2022 o anche soltanto a quanto avverrà il prossimo anno?
    A mio parere, no. perchè le elite che lo hanno messo là della durata di Macron non gliene può fregare di meno, essi devono solo guadaganre tempo, convinti come non possono non essere che stanno compiendo il loro suicidio.
    Le elite con queste operazioni comprano tempo, antropologicamente sono fatti così, vogliono continuare a comandare a loro piacimento il più a lungo possibile, non pensano certo a risolvere i problemi del mondo, devono solo tirare a campare.
    Per queste ragioni, io cìsono così convinto che i tempi sono tutto.
    L’ho letto solo io le notizie sul progetto di unificazione di forze armate, forze dell’ordine e servizi segreti all’intenro della UE? E’ di pubblico dominio, e ci vuole tanto a capire che occorreva avere all’Eliseo un loro uomo perchè dopo la BREXIT, di potenze nucleari in Europa c’è rimasta solo la Francia.
    Non importa quanto crollerà il gradimento da parte dei francesi del cretino di turno, mentre i francesi malediranno sè stessi per la cazzata fatta, la UE inizierà ad esercitare un controllo su strutture di sicurezza e militari, con la logica di gettare la chiave dopo averci chiusi dentro.
    Ma non vi ricorda nulla tutto ciò? A me ricorda l’eurom, anch’esso istituito senza prevedere modalità di recesso, insomma sempre buttando via la chiave.
    So bene che nessuna situazione è davvero irreversibile, ma per i potenti del mondo basta rendere le situazioni quanto meno così intrecciate che il tornare indietro costa una fatica boia.
    Non facciamoci illusioni, questi stanno preparando la guerra civile senza neanche rendersene conto, i nostri figli la dovranno necessariamente combattere.

     
    • Già, l’Eurogendfor ad esempio è pronta da anni, con impunità praticamente illimitata.

       
  26. Il Gommista il said:

    …a proposito di problemi reversibili o meno…:
    Il problema centrale dell’economia Europea è e rimane l’Euro così come è stato realizzato ovvero incompleto e quindi instabile.
    Questa questione però è già stata affrontata in tempi passati da paesi trovatisi nelle stesse condizioni.
    Osserviamo a tal proposito la situazione UE paragonata in estrema sintesi a quella USA:
    Nella UE gli stati hanno una moneta unica (non tutti…), ma non TITOLI di STATO e quindi DEBITI in comune;
    Negli USA gli stati hanno TUTTO in comune.
    Ora consideriamo che alcuni stati del sud America come Argentina, Brasile e Messico hanno deciso in tempi passati di agganciare la propria valuta al dollaro, sempre con l’intento di renderla più stabile (entrando quindi in un sistema a cambi fissi), ma dal quale sono stati costretti ad uscire appena trovatisi in crisi sia per svalutare e avere merci competitive, sia per poter stampare denaro senza doverlo chiedere esternamente.
    Noi paesi del sud Europa come Italia, Spagna, Grecia ci troviamo invece nelle seguenti situazioni rispetto ai suddetti stati americani, ED ENTRAMBE SONO A NS. SVANTAGGIO:
    1) rispetto agli stati dell’America del nord che fanno parte degli Usa NON abbiamo Titoli di Stato e quindi Debiti in comune garantiti dallo stato centrale e pertanto siamo deboli rispetto alle speculazioni e senza potere;
    2) rispetto agli stati dell’America del sud NON abbiamo la possibilità di poterci sganciare dall’Euro sia per svalutare che per stampare secondo necessità imposte da crisi anche solo temporanee.
    Ora curarsi da questa malattia “detta Euro” seguendo il racconto dei Main Stream Media, è come cercare di guarire dal cancro seguendo solo quello che leggiamo sui giornali o sentiamo alla televisione, invece di rivolgerci ai centri di eccellenza nella lotta alla malattia che applicano i PROTOCOLLI SCIENTIFICI ELABORATI IN BASE ALLE ESPERIENZE RACCOLTE SU PAZIENTI E CASI EQUIVALENTI.
    Ora o vengono centralizzati i Titoli-Euro Bond e Debiti oppure ci si sgancia, …cosi come ci ritroviamo l’Euro è un’anatra zoppa …che non può andare lontano…

     
    • Jean il said:

      Vero, ma il problema è che l’Euro non crolla se non lo decidono oltreoceano… 🙂

       
  27. Cesare il said:

    Personalmente, sebbene condivida l’analisi di Dezzani, indubbiamente un fuoriclasse, ho bisogno di qualche milione di nanosecondi per “elaborare il lutto”.

    La cosa che mi lascia perplesso e che continuo a chiedermi è:” Come hanno fatto i francesi a votare uno come Macron”.

    L’unica spiegazione razionale, a questo punto, si trova nel film di John Carpenter’s “THEY LIVE”.

    P.s. Solo una cosa in più: ” Escluderei la guerra perché questa è gente che fa tutto questo per mantenere la supremazia, il danaro ed il potere”. Visto che, al momento hanno tutto ciò, a loro non interessa più infilarsi in una guerra che rischia solo di cambiargli un “tavolo” favorevole.

     
  28. Salve a tutti,scusate l’OT ma una cosa mi colpito e volevo condividerla: hanno spedito a Parigi un gran numero di poliziotti a presidiare la Gare du nord,credo, cercando tre fantomatici attentatori di cui naturalmente non hanno trovato traccia.Ormai non serve piu’ fare attentati,basta scatenare l’immaginazione delle possibili vittime,oppure un’altra lettura potrebbe essere: volevano compiere un attentato ma noi lo abbiamo impedito.Visto come siamo bravi?Il tutto a costo zero e senza ingaggiare uno straccio di fondamentalista.Diabolico no?

     
  29. Guido il said:

    Alcune considerazioni.
    Sento molti parlare di guerra. Ma non specificano.
    Esiste la guerra tradizionale. Quella che ci ha insegnato L’Iliade.
    Quelle guerre si fanno coi paesi “selvaggi” o del “quarto mondo”, dopo una accurata scelta. Esempio: Afghanisthan, Iraq, Siria, Libia,….Yemen…Arabia Saudita ( ma ne vale la pena? Ci comprano i dollari…si fanno tanti affari.Lasciamoli stare.). Non si possono fare con Pakisthan(hanno l’atomica) ed è il motivo per cui Obama venne prescelto a Clinton nel 2008 ( Clinton voleva la guerra all’Iran, ma c’era il problema del pakisthan di musharraf da risolvere, perchè l’Iran avrebbe potuto avere la bomba tra qualche anno, mentre il Pakisthan L’AVEVA…) .
    Perciò non credo che faranno la guerra alla Russia. Almeno non direttamente. Si cerca di aprire un tale numero di fronti, da farla saltare economicamente. COME IN RISIKO. Ma lo scontro DIRETTO non avverrà MAI. Troppi rischi.
    Andiamo avanti. Poi ci sono le guerre finanziarie. Le conosciamo bene.
    Poi le guerre “indotte” dalla immigrazione. Una guerra tra poveri, che corrode il tessuto sociale e diminuisce le forze, anche economiche, di una nazione.
    Poi ci sono le “guerre” nate da alcune invenzioni finanziarie, come l’Euro. Possiamo tranquillamente dire che l’Europa è in “guerra” tra le varie Nazioni, mentre ci raccontano che l’Euro ci ha consentito la “pace”. A me non sembra. Siamo dei migranti forzati per trovare un pezzo di pane…
    Poi ci sono guerre alimentari, guerre del clima, …
    Insomma, ragazzi, quando parliamo di guerra è come sfogliare un vocabolario…
    La guerra si è molto raffinata e moltiplicata…
    Andiamo avanti: ci sono altre guerre.
    Guerra finanziaria.

     
    • Tenerone Dolcissimo il said:

      Analisi ineccepibile che meriterebbe un articolo a parte del nostro ospite
      Non a caso i francesi hanno l’istituto per lo studio della guerra economica.

       
  30. Matteo il said:

    Adesso l’obiettivo per il Front National è conquistare un numero consistente di seggi all’Assemblea Nazionale e secondo me ci riuscirà. Secondo me i tre partiti più votati alle legislative, non necessariamente in quest’ordine: Front National, France Insoumise di Melenchon e gollisti

     
    • stefanoG il said:

      si certo, si tratta della “nuova battaglia” di cui ha parlato la Le Pen!
      Dopo la cocente sconfitta da parte, peraltro, di un parvenu con probabili tendenze incestuose, la Le Pen faceva meglio a ritirarsi a vita privata (come sembra abbia deciso una sua cugina) oppure a denunciare alto e forte che il capitalismo non permette di vincere (secondo le cosiddette regole elettorale) a nessuna forza critica perché la sproporzione di forze è enorme, insuperabile (media, giudici, terrroristi…tutti mossi dal potere per impedire un qualsiasi cambiamento anche solo del’1%).
      Invece adesso cercherà una ben misera rivincita con le elezioni legislative! Ammesso pure che FN diventi il primo partito (come sembra che sia in italia il m5s) non concluderà niente di niente perché il giochetto delle opposizioni di allearsi contro funzionerà anche in parlamento.

       
      • A mio parere non dobbiamo gettare la spugna,fino a pochi anni fa i partiti sovranisti erano da prefisso telefonico e la lotta e’ appena cominciata.Mi sembra che la valanga si ingrossi sempre di piu’ e acquisti piu’ velocita’.Forse ai mangiarane serve piu’ trattamento Italia e ai mangiaspaghetti piu’ trattamento Grecia per avere reazioni da viventi piuttosto che da zombie

         
  31. Willy Muenzenberg il said:

    Dunque, i francesi in piena demonetizzazione dopo aver assediato il loro governo e ridicolizzato il loro president e il loro premier ministre costringendoli al ritiro, avrebbero votato compatti non un giovane ex sindaco sconosciuto da noi formato alla persuasione con la Gestalt, ma il ministro del tesoro del medesimo governo? Dszughasvili ce lo ripeteva sempre: le elezioni, conta chi le organizza.

     
    • Guido il said:

      Verissimo.
      Il sistema ha mostrato una grande capacità di adattamento ai venti contrari. Nessuno poteva immaginare che un partito nuovissimo, in poco tempo potesse far trionfare uno sconosciuto. Evidentemente i fili del potere non sono accessibili ai comuni mortali. IL controllo dei media, dei giornali, anche quelli di gossip che hanno fatto diventare un rapporto semi incestuoso una storia rosa con lieto fine alla “Pretty woman”, hanno il loro significato nella realtà dei fatti. E’ vero, hanno i soldi, ma hanno anche la capacità di organizzare perfettamente le risorse ed i TEMPI della comunicazione.
      Chapeau! Occorre il disastro per abbatterli. Quando Macron cadrà, sommerso dai fischi, il “sistema” troverà un nuovo escamotages…Magari riabilita Fillon,dandogli piena soddisfazione in un nuovo processo di beatificazione..mentre processerà all’Alta Corte Europea Marine Le Pen….

       
      • ENEA il said:

        Il “sistema” conosce i suoi polli.
        Ha le armi per trovarsi un passo avanti e determinare gli eventi.
        Conosce il verbo, il potere della maldicenza e sa usare il denaro.
        Sa indirizzare il voto estremizzando la scelta, confonde la sostanza privilegiando la forma.
        L’ideologia, la convenienza e la paura fanno il resto, sa giocare molto bene dato che i comuni mortali non guardano al di la del proprio nasino….IL CICLO DELLA VITA/E
        Il denaro….puo’.

         
        • Frank Brown il said:

          Il “sistema” aveva già sperimentato con successo la tecnica della creazione di “movimenti nuovi” in Italia e poi in Grecia e Spagna.
          Abbiamo la conferma sperimentale che oggi i centri del potere economico-finanziario in sei mesi sono in grado di creare dal nulla una organizzazione in grado di imporsi in qualsiasi elezione nazionale o comunque di condizionare in modo decisivo la composizione del parlamento.
          Il loro grande successo non è la sconfitta di Marine Le Pen, ovviamente: la candidata del Front National non avrebbe avuto comunque alcuna seria possibilità di vittoria. Da questo punto di vista ella era la rivale ideale.
          Come avvenne in Italia agli inizi degli anni 90, il loro successo è stato il crollo dei due partiti tradizionali, condotto – questa volta – senza “spargimento di sangue” – come una operazione chirurgica endoscopica. (dobbiamo ammetterlo: in trent’anni la psicologia di massa ha davvero fatto molti passi avanti).
          E’ proprio la tipologia organizzativa del “Partito” che tali centri di potere percepiscono come ostacolo alla realizzazione dei loro piani. Essi anelano ad una forma diretta di influenza sulle masse, tale da portare queste ultime a rispondere in modo immediato ed istintivo ed a muoversi verso la direzione desiderata.
          Per questo i movimenti da loro creati parlano costantemente di “democrazia diretta”.
          I “partiti” tradizionali, invece, hanno una struttura concepita per permettere la partecipazione popolare, il dibattito, la rappresentazione di interessi eterogenei (cosi la nostra costituzione, invisa a lor signori). Per quanto ormai in piena decadenza, preda della corruzione e del malaffare, vittima di affaristi senza scrupoli, essi “strutturalmente” mantengono la loro natura originaria. Ad un partito ti puoi iscrivere e partecipare ad un processo decisionale. Esso è comunque una realtà legata in modo tangibile al territorio ed alla sua popolazione di cui – nel bene e nel male – riflette interessi e contraddizioni.
          Questo è percepito dai centri del potere finanziario come ostacolo al proprio controllo sulle masse. La forma del “movimento” – come si vede ormai sistematicamente promossa ed applicata – è il miglior modo per inibire la forza collettiva della popolazione: fornendole l’illusione della partecipazione democratica ma in realtà riducendola ad una somma chiassosa e sterile di individualità. Per governare tali greggi è sufficiente un qualsiasi affabulatore, un bravo attore di avanspettacolo come uno che abbia calcato da ragazzo le scene del teatrino scolastico…

           
    • Osservatore Internazionale il said:

      Ottima analisi Frank Brown !

      Fra l’altro, quello che tu dici, ovvero che la POLITICA è diventata ININFLUENTE, la spiega Jovannottti dopo il suo invito alla riunione dei Bildelberg.

      Il soggetto in questione, che deve avere il Q.i. di un battiscopa, spiega dal minuto 1:50 che i politici sono stati accantonati dal grande potere, in quanto:” il politico “cerca consenso…e quando tu cerchi consenso sbagli sempre (qui ha ragione), proprio perchè le tue scelte sono dettate dalla “convenienza” e poi sono sempre scelte a “breve scadenza” e non a “lunga scadenza”.

       
  32. Aikidoka il said:

    Seguo silenziosamente questo blog da tempo. Apprezzo l’impegno e la capacità del Dr. Dezzani, e, parimenti, gli interventi di taluni frequentatori. Talvolta, come nel caso che mi spinge a intervenire, l’apprezzamento viene meno. Mi riferisco all’encomio tributato a Gramsci, riconosciuto nientemeno come il maggior filosofo politico del secolo scorso. Se solo fosse possibile un confronto, sarei tentato di citare, fra i tanti, il nostro Del Noce; per non parlare di Nikolaj Berdjaev che, vedi ad esempio “L’idea russa”, traccia una delle più radicali confutazioni del marxismo e del capitalismo, assieme. Mentre, la critica gramsciana del capitalismo procede e rimane dal principio alla fine entro l’orizzonte del mero materialismo (cosiddetto “dialettico”); che è quello che vede l’uomo, unidimensionalmente, come soggetto biologico dotato di ratio-dianoia; e presso il quale, è non solo assente, ma del tutto inconcepibile l’Intelletto-Nous. Si tratta di concezioni dell’uomo e del mondo non sono eterogenee ed inconciliabili, ma di cui, l’una, la gramsciana, rappresenta l’esatta inversione dell’altra.
    Per non dire, che la natura luciferina del capitalismo fu denunziata, e argomentata, molto prima di Gramsci (per quanto di corretto ci potrebbe pur essere nella sua analisi) dalla/nella Dottrina Sociale della Chiesa; sia con la “Rerum Novarum” (1891), sia nella “Quadragesimo Anno” (1931). A loro volta, queste encicliche altro non fanno che trasferire (adeguando il linguaggio al contesto) l’idea che la cattolicità ebbe, nei secoli, delle questioni di giustizia sociali.
    Dunque, non appare razionale attingere al pozzo avvelenato del marxismo, quando si dispone già di acqua chiara e pulita.
    E’ per questo, anche, che giudico improvvido e pericoloso (e anche ingenuo) prestar orecchio ai discorsi di un Giulietto Chiesa, o di un Fusaro. Per quanto, decontestualizzate, certe loro posizioni possano apparire condivisibili, il contesto, APPUNTO, prevale. E da quel contesto non può venire nulla di migliore del capitalismo che si pretende di superare. Anche perché non occorre essere degli storici di professione, per sapere che il comunismo è stato ed è una creatura del capitalismo.
    Da Marx, Gramsci, Lukas, ecc…, non c’è nulla da apprendere.

     
      • Lochlomond il said:

        avresti altri riferimenti sul tema? Anch’io penso che, pure per i non cattolici, il riferimento alla elaborazione della Chiesa sui temi della giustizia e sociali in generale sia molto utile e interessante, nonché molto adatto alla realtà italiana.

         
    • Etabeta il said:

      Concordo, Aikidoka, con la tua disamina filosofica e con la tesi di fondo. Credo anch’io che Gramsci – filosofo evergreen – sia sopravvalutato e Del Noce ingiustamente sconosciuto ai più, vittime entrambi di una moda politica che ha portato ad esaltare il primo e ad ignorare il secondo non per lo spessore filosofico ma per affinità ideologica.
      Ritengo, tuttavia, fuorviante la tua necessità di “contestualizzare” le idee politico-filosofiche, nel senso (se ho capito il significato che hai voluto dare all’espressione) di misurarne il valore sulla base della esplicazione che qualcuno ne ha dato nel corso della storia.
      Se ci pensi, potresti arrivare alle peggiori aberrazioni “contestualizzando” le idee di qualsiasi filosofo. Pensa all’attuale oligarchia finanziaria (peggio della quale non conosco alcuna altra dittatura): ben potrebbe essere una “contestualizzazione” della teoria del “governante-filosofo” e del “governo dei sapienti” di Platone.
      Analogamente, giudicare la radice filosofica di una persona (intesa come somma dei valori delle categorie di riferimento) e la persona stessa attraverso la falsa rappresentazione/attuazione che di quella teoria filosofica qualcun altro ha dato in passato mi sembra ingiusto e pretestuoso.
      Perciò io non ritengo comunisti (in senso deteriore) né Fusaro (che da studioso della filosofia effettivamente sembra fin troppo affezionato al suo vecchio caro marxismo) né Giulietto Chiesa (pragmatico e ammiratore del popolo russo e non dei suoi trascorsi stalinisti).
      Nessuno dei due mi sembra un nostalgico né un portatore d’acqua inquinata e non riesco a “contestualizzarli” nel senso di incatenarli al loro passato di comunisti a cui la storia ha dato torto.
      Credo che la loro vicenda li abbia costretti a rivedere criticamente le loro più intime convinzioni, che non è un esercizio facile per nessuno, e che ne sono riemersi rinforzati perché i valori in cui credono non sono caduti con il Muro.
      Possiamo non essere d’accordo con le loro idee, ma oggigiorno abbiamo estremo bisogno di chiunque sia in grado di fare riflettere le persone.
      Senza eccezioni.
      Grazie dello spunto di riflessione che mi hai dato, sperando di rileggerti presto da queste parti.

       
    • stefanoG il said:

      “Da Marx, Gramsci, Lukas, ecc…, non c’è nulla da apprendere.”

      e ti pareva!

       
    • uno di passaggio il said:

      mi viene da chiedere : quindi ,se per la dottrina della chiesa ,che fin dal 1891 ha identificato nel capitalismo la natura luciferina ,quali e quante sono ad oggi ,126 anni dopo “l’informativa” del vaticano , le responsabilità di questo esercito di fedeli ?come si sente oggi un cattolico …126 anni dopo ?
      p.s. io , per me , preferirei le responsabilità di chi ne è al corrente dall’altro ieri, i cattolici non so . ma attendo risposta

       
    • mrhcool il said:

      per quanto vale, provo a dire la mia
      fermo restando che è in corso, negli usa, una guerra tra lobbies di corrotti con parvenze politiche: ora che è stato svelato pubblicamente che l’accusa a Trump di collusione con i russi è stata una costruzione propagandistica sostenuta dal nulla, il Donald passa al contrattacco silurando il “signore” che ha insabbiato lo scandalo delle email della Clinton. Qualche giorno fa Trump ha twittato che se si cercavano legami coperti con la Russia bisognava chiedere alla Hitlery, alludendo al fatto che la sua fondazione(a delinquere) ha ricevuto una tang… ahem… “donazione” da una azienda russa che ha poi ottenuto un contratto per l’acquisto a prezzi “agevolati” di scorie nucleari. Facendo due più due, direi che la rovina incombe sullo schieramento Dem e sulla sua “eroina” nello specifico… il Donald è vendicativo assai…

       
    • stefanoG il said:

      il traditore Trump ha solo voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe vendicandosi per i tentativi di quel capo dell’FBI di dare supporto ai Dem nei loro tentativi di farlo fuori.
      In effetti trump è stato furbo, prima ha fatto il duro in siria, in corea, in afganistan per scrollarsi di dosso le accuse di essere manovrato da Putin, poi ha sferrato il colpo contro quel tizio dell’FBI.
      Tuttavia non credo sia il caso di illudersi di nuovo su trump…la sua politica estera è sostanzialmente identica a quella dei suoi predecessori e forse anche peggio…cambierà solo qualche sfumatura del tutto secondaria.

       
  33. Carlo P. il said:

    Molto interessante il commento di Aikidoka ed ampiamente condivisibile.

    Fra l’altro la “Deriva gauche, pro-global, pro-immigrazione incontrollata, pro-distruzione dell’identità di genere, pro-tatuaggi, anti-religiosa, libertina, satanista e quant’altro” che sta ammantando la quasi totalità del territorio europeo, impone di capirne le ragioni.

    Fra l’altro nessuno si domanda perché tutti i “rossi, finti rossi o ex rossi” nazionali e europei, sono cosi distanti o addirittura avversi alla Russia e viceversa così vicini all’America.

    Volgendo lo sguardo al passato, le domande sullo “Tsunami Rosso Europeo” porta a fare dei paralleli con la Rivoluzione Bolscevica e la nascita del Nazismo e nel 1919 dell’antisemitismo.

    Allora la domanda chiave è :” Perché Hitler odiava gli Ebrei ? Da cosa nasceva questo odio ?”.

    Ci fu un legame fra gli orrori e le umiliazioni che il giovane Hitler subì quando era ragazzo e la rivoluzione rossa tedesca, capeggiata da Karl Liebkmecht e Rosa Luxemburg ? Davvero entrambi erano ebrei ? Davvero il partito rosso estremo di Kurt Eisner il 7 novembre del 1918 dichiarò la Baviera dove viveva il giovane Hitler (Monaco) una Repubblica Sovietica ? Lo stesso Eisner, Ernst Toller, Eugen Levine, Gustav Landauer, davvero erano tutti ebrei ? C’erano davvero loro dietro la guerra civile che investì la Germania e la Rivoluzione Bolscevica ? Leon Trotsky era davvero ebreo anche lui ? E fu lui che attaccò la Polonia a capo del suo esercito ed in supporto alla “Rivoluzione rossa di Germania?”

    Furono davvero queste le ragioni della nasita del partitonazional socialista tedesco a Monaco in Germania ? In definitiva furono davvero queste le ragioni che spinsero Hitler ad emettere la prima legge razziale anti-semita nel 1919 ?

    Sono davvero loro che tirano le fila della globalizzazione e della nuova “rivoluzione rossa europea” ?

    Oggi come un secolo fa 1917 – 2017, potrebbe nascere un leader di estrema destra, in risposta a questa “Nuova Rivoluzione Rossa Targata EU” ?

     
  34. Giovanni2 il said:

    Come scrive Willy, i francesi, dopo aver ridicolizzato e costretto al ritiro il presidente e il premier uscenti, hanno votato il ministro dell’economia della stessa amministrazione socialista uscente, presentatosi come “la nuova speranza della Francia”.
    Io credo che il mercato elettorale, oltre gli interventi piu’ “oscuri” per influenzare il voto (di cui qui si parla ampiamente), venga trattato, appunto, con le tecniche dei mercati di prodotti di largo consumo: ai consumatori (gli elettori) si offre un prodotto che, rispetto alla concorrenza, sia ben confezionato, provochi grandi suggestioni, faccia sognare, etc. etc., ossia stimoli solo il bisogno “emotivo” del consumatore, non la razionalita’. Inoltre, il prodotto e’ addirittura offerto gratis!!! (votare non costa nulla).
    In un’analisi “basica” credo che Macron, Renzi & co., siano marchi proposti dalla “casa madre” ed acquistati dai “consumatori” mediante le raffinate tecniche del marketing.
    Il problema diventa, percio’, quello della emancipazione della massa dei consumatori-elettori.

     
  35. Carlo P. il said:

    Intanto sul versante coreano, siamo passati dalla “Portaerei Americana pronta a sferrare attacco a Corea del nord” a “Il nostro obbiettivo è la riunificazione delle due Coree”. L’importante e’ denuclearizzare http://www.ansamed.info/sito/notizie/topnews/2017/05/09/seul-denuclearizzare-corea-nord_e4de1547-520d-478e-92d6-0963dd0c853f.html

    Ripeto, a questi non interessa nulla della guerra. Questa è gente come Renzi, oggi dice una cosa e domani un’altra.

    “Andiamo a comandare con il trattore in tangenziale”

     
    • Tenerone Dolcissimo il said:

      Per fortuna Renzi non ha né le portaerei né la valigetta nucleare

       
  36. Ewiak il said:

    La vittoria di Macron – questo è il dito di Dio. La Bibbia dice: “Al tempo fissato [il re del nord = Russia] tornerà”. (Daniele 11:29a) Dio ha un piano. Lui è un ottimo stratega. Macron è un cavallo di Troia per l’UE. Egli combatterà con Varsavia e Budapest. Questo accelererà il disgregazione dell’Unione europea e il ritorno della Russia.

     
  37. Massi Prad il said:

    Federico, finalmente torni a focalizzare le tue osservazioni e la tua analisi sugli aspetti finanziari ed economici della “partita” più che sulla sovrastruttura politica.
    Attendo il tuo prossimo articolo e rinnovo la mia stima per il tuo/vostro lavoro.
    Avanti così!
    Un lettore della “prima ora”

     
  38. Francesca Ancona il said:

    Scusate se sono fuori tema, ma sono addolorata per la situazione in Venezuela. Secondo te, Federico, è vera protesta popolare o dietro c’è la solita mano? Mi preoccupa sta cosa e penso, se potrebbe succedere a noi una cosa così, sarebbe terribile. Ho degli amici italiani lì, si stanno rassegnando alla fine (sono anziani), raccontano cose molto brutte, ma si vede che non possono molto parlare

     
  39. Guido il said:

    Sul venezuela, io ho questa idea:
    maduro è alle corde, perchè il petrolio è sceso dai circa 100 Dollari di quattro anni fa, a 50 Dollari di adesso. Quindi ha circa la metà delle risorse da spendere.
    mancando i Dollari, l’economia è a terra. le importazioni non possono andare che col contagocce. La gente si incazza perchè manca tutto o quasi.
    Nel frattempo, il Venezuela paga cedole esorbitanti dei prestiti contratti in dollari.
    Ti faccio un esempio di borsa. Le obbligazioni del Venezuela, oscillano tra il 9,75% ed i 12,75%. Siccome sono prezzate a 50, significa che il dividendo oscilla tra il 20% ed il 30%.
    ma lui continua a pagare, se no perde una società americana che frutta un sacco di soldi. Gli unici.

     
  40. Carlo P. il said:

    Maduro è “strangolato” in virtù della sua opposizione e di quella del suo predecessore Chávez, alla politica imperialista a stelle e strisce. Non smetteranno fino a quando non li avranno eliminati (politicamente) ed instaurato un governo filo-élite con quello che abbiamo noi.

    P.s. Messaggio per Dezzani – Stamattina ho postato un commento riguardo alla rivoluzione bolscevica ed al parallelo con l’attuale “ondata rossa” sull’Europa. Come mai non lo hai pubblicato?

     
  41. Massimo il said:

    Caro Federico, come previsto Macron ha vinto con largo margine ma vedo che nessuno o quasi si sia chiesto come. Come vince un ballottaggio un pupazzo finanziato dai banchieri che odia a tal punto la Francia da festeggiare sulle note del massonico inno europeo? Potrebbe aiutare visionare questo video:

    http://www.express.co.uk/news/world/801510/Marine-Le-Pen-French-election-latest-faulty-ballot-paper

    E’ possibile che circa 15 milioni di voti abbiano cambiato destinatario o che siano stati annullati, senza contare la quantità di schede in più stampate per Macron che si sono volatizzate per poi riapparire magicamente nel conto finale. Dopo le elezioni europee che sono palesemente manipolate a livello informatico, ci troviamo di fronte al più grande broglio della civiltà occidentale, operato a livello statale e finanziato dai soliti che gestiscono l’unione europea e che hanno voluto la sua fondazione.

    Se ne deduce che l’euro sia irreversibile e che qualsiasi tentativo di retromarcia sarà, in qualsiasi modo, bloccato a meno che dall’alto un giorno si decida che l’euro deve finire ovviamente.

    In quanto a madame Marine, circondata da sionisti di ogni sorta, una versione di Trump al femminile, evidentemente non è stata ritenuta abbastanza affidabile ma ha comunque fatto il suo dovere, senza protestare, nonostante la palese frode alle urne. Questo la dice lunga sulla sua sincerità, il solo fatto che il padre sia stato espulso dal partito la dice lunga su cosa sia oggi il Fronte Nazionale, cioè una finta opposizione di catapesta studiata adhoc, “estremista” quanto basta per rendere verosimile in fatto che non possa vincere mai e che appaia normale che stravinca chiunque altro

     
  42. Komodo il said:

    Il venerabile ha sentenziato: l’euro è IRREVERSIBILE.

    Come la si mette? Chiacchiere tarallucci e vino?

     
  43. Aikidoka il said:

    Avrei una risposta per Lochlomond ed Etabeta, ma non riesco a postare; suggerimenti.
    Grazie.

     
  44. Carlo P. il said:

    Fra l’altro il mio intervento (che Dezzani non ha pubblicato) seguiva il bel commento precedente di Aikidoka sul marxismo e cercava di dare uns risposta alla domanda che nessuno si pone (stranamente) ovvero:” Perché Hitler odiava gli Ebrei ? Da dove nacque tale odio ? “.

     
  45. Matteo il said:

    La leggenda vuole che sia perchè il professore che gli impedì di essere ammesso all’Accademia delle Belle Arti di Vienna era ebreo, ma mi è sempre sembrato inverosimile

     
  46. Carlo P. il said:

    Infatti Matteo, giustamente tu parli di “leggenda”. La verità sulla genesi dell’odio di Hitler e del suo antisemitismo, credo sia stata sempre sapientemente occultata. L’odio raramente nasce dal nulla. Di solito è una risposta ad un “male fatto in passato”, più frequentemente una “umiliazione” personale, familiare o del proprio popolo. Mi piacerebbe capire di più. Conoscere di più. Quantomeno avvicinarmi alla realtà….per tanti motivi…..

     
    • notizie_false_tendenziose_atte_a_turbare_l_ordine_pubblico il said:

      Su Comedonchisciotte (oggi gestito dai Servizi ma fino a quattro anni fa simile a GlobalResearch) era apparso un articolo di Carlo Bertani, poi riproposto da Disinformazione.it di Marcello Pamio, in cui veniva spiegata la causa dell’odio che gli europei provavano per gli ebrei che abitavano in Europa poco prima dello scoppio della GM, prima che Lenin avesse la “geniale” idea di regalare loro la Palestina (che poi venne ribattezzata Israele).

       
    • Matteo il said:

      C’era quella vecchia diceria, che tuttavia io ho sempre ritenuto vera, che il nonno fosse ebreo…

       
      • pippo il said:

        che fosse per via del fatto che il 4% di stranieri controllasse il 70% delle attività economiche e delle imprese grandi/piccole ?
        no sia mai.
        nonno.
        cugino.
        professore.

         
    • Ho letto di recente i diario di Albert Speer l’architetto di Hitler e poi ministro fino alla caduta: ho trovato una cosa per me inesplicabile; ci sono decine e decine di cognomi ebraici tra i dirigenti nazisti a partire dal gauleiter della polonia Frank all’ideologo del nazismo Rosemberg.Come si spiega tutto questo? Se qualcuno ne sa di piu’ sia il benvenuto

       
  47. Massimo il said:

    Se ancora qualche ingenuo crede che il voto in Francia non sia stato manipolato (a mio avviso è addrittura del tutto artificiale) provate a dare un occhio alla percentuale finale dei voti attribuita a Macron:

    66,06%

    Ovvero 666. E’ necessario aggiungere altro? La cabala stravince e mette la firma, tanto per mettere nero su bianco chi decide. Messaggio chiaro, la Francia è cosa loro e con la UE i suoi padroni (o padrini?) non si scherza.

    Quindi, per favore, lasciate pedere le valutazioni sul voto e sull’elettorato, sui motivi della sconfitta della Le Pen ecc. Ogni assunto lascia il tempo che trova perché, se la partita è truccata, non esiste discussione e non resta che pendere atto che la finanza ha smesso di giocare con gli intermediari, mette direttamente uno dei suoi al vertice dello stato e basta.

    I modi non sono violenti, in apparenza, ma tecnicamente sempe di colpo di stato si tratta

     
    • M4TT30 il said:

      sai cosa? ho appena letto l’articolo e vedo letture: 5.666 cavolo!!! 😛

      ps siamo seri che di gente che dice cazzate a iosa ne abbiamo fin troppa.

       
  48. learco il said:

    Secondo un articolo del “Sole24ore” Macron deciderà di intervenire subito liberalizzando ulteriormente il mercato del lavoro, così già ad inizio luglio chiederà al Parlamento di votare la legge che consentirà al Governo di agire rapidamente con decreti di immediata attuazione. Su almeno due punti chiave, a rischio di scontrarsi con sindacati e mobilitazioni sociali: il trasferimento di maggiori competenze a livello di categoria e impresa; i tetti alle indennità di licenziamento.

    Come scrive l’economista Emiliano Brancaccio: “Macron incarna l’estremo tentativo del capitalismo francese di aumentare la competitività, accrescere i profitti e ridurre i debiti per riequilibrare i rapporti di forza con la Germania e stabilizzare il patto tra i due paesi sul quale si basa l’Unione europea. Al di là degli slogan di facciata, cercherà di sfruttare il crollo dei socialisti e lo spostamento a destra dell’asse della maggioranza parlamentare per promuovere le riforme che gli imprenditori francesi invocano e che, a loro avviso, Hollande ha portato avanti con troppa timidezza”.

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/macron-il-nuovo-che-gia-puzza-di-establishment/

     
  49. Il Passante il said:

    Insomma, nella migliore tradizione degli economisti: spiegare, dopo i fatti accaduti, il perchè non si sono verificate le previsioni. Avanti così Dezzani! Non faccia trading però, mi raccomando!

     
  50. Osservatore Internazionale il said:

    ” INTANTO NEGLI USA, IL FONDO DELLA PENTOLA COMINCIA A BOLLIRE ”

    https://scenarieconomici.it/sessionesalvatrump/

    Mi dicono cose impressionanti dagli States. Che possono essere tradotte nel detto, “Non dire gatto fino a quando non lo hai nel sacco”.

    Partiamo dai fatti: la ministro della giustizia ad interim USA nella transizione post giuramento del nuovo Presidente, quella che si rifiutò con motu proprio di attuare un ordine presidenziale, ossia a grande rischio di alto tradimento, è sotto indagine parlamentare per le intercettazioni su Trump durante la campagna presidenziale, un Watergate allargato. Clapper, il coordinatore di tutti i servizi segreti USA, è anch’egli sotto torchio ma da ex militare è più scaltro [e protetto] e sta buttando di fatto tutti i problemi dalla parte di Sally Yates.

    Poi ieri la chiusura del cerchio: Comey, l’ormai ex capo dell’FBI, è stato licenziato ieri per non essere più in grado di dirigere il Buerau, In realtà il motivo è che non ha voluto procedere contro M.me Clinton ai tempi delle presidenziali pur avendo innanzi prove schiaccianti. In tutti i sensi (…).

    Cosa significa tutto questo? Due cose. La prima, che Trump ha ceduto, sì, ma solo ai propri repubblicani ed ai militari, ottenendo in cambio la pulizia del passato, sia esso Clinton, Obama e tutto l’entourage stra schierato assunto dal primo presidente di colore degli USA (anche la governante della Casa Bianca, di colore anche lei, è stata licenziata). Aprendo la diga….

    Secondo. A fronte del cedimento trumpiano su alcuni dossier, cedimento finalizzato alla pulizia delle incrostazioni clinton-obamiane, ora il Presidente ha carta bianca per muoversi di conseguenza, da qui l’indagine parlamentare sul duo Yates-Clapper ed il licenziamento di Comey. Si noti: le indagini federali in USA hanno due elementi imprescindibili, uno è l’accusa (l’FBI) e l’altro è l’approvazione dell’indagine (il Ministro della Giustizia, Jeff Sessions), ne manca uno e non parte nessun procedimento. Ossia, dalla nomina del nuovo capo dell’FBI partiranno le inchieste arenate ad arte, quelle che contano. Manca solo la nomina del nuovo capo dell’FBI che, scommetteteci, sarà iper-repubblicano.

    Chi vincerà in tutto questo? Certamente i militari, che sono super partes, ma avranno la loro guerra. Probabilmente vincerà Trump (se non verrà eliminato dalle elites oscure nei prossimi 100 giorni, vedasi oltre) che, viste le ipotetiche malefatte clintoniane, con le indagini che verranno farà scoppiare un terremoto a Capitol Hill. A seguire verranno “regolati” i traditori, soprattutto quelli esterni agli USA che avevano scommesso troppo presto su un Trump normalizzato”. ( Continua nell’articolo …)

     
  51. Aikidoka il said:

    Rieccomi.
    Chiedo al gestore del blog, o a volenterosi utenti, di aiutarmi a risolvere il problema del copia/incolla. La prima volta, nel mio primo post, è andato tutto liscio, ho fatto copia/incolla da word, e il testo è stato accettato. Stavolta non mi riesce di “imbucare”. Ho provato a dividere il testo in più parti, niente da fare. Allora ho copiato l’originale Word in un semplice documento di testo come blocco note, niente da fare. Mentre, se scrivo direttamente, come si vede, tutto funziona. Esiste una soluzione?
    Grazie dell’aiuto.

     
  52. learco il said:

    Credo che il paragone proposto da Dezzani tra Macron e Renzi sia azzeccato, perchè entrambi rappresentano un nuovo tipo “usa e getta” di politico.
    Le elite finanziarie sanno che le politiche economiche che i loro protetti dovranno portare avanti, contro il lavoro e le costituzioni democratiche, li porteranno nel giro di pochi anni in contrasto con la maggioranza degli elettori.
    Il compito di questi politici kamikaze è, quindi, quello di far passare alcune leggi o “riforme” sul modello Jobs Act, e poi, inseguiti dalla rabbia popolare, passare la mano ad un altro clone che dovrà aggiungere qualche altro mattone all’edificio della globalizzazione neoliberista.
    Se riescono a servire in modo adeguato i loro padroni potranno ottenere qualche posto di rilievo a Bruxelles, all’ONU o in qualche altra inutile istituzione agli ordini del capitale finanziario.
    Si tratta di un lavoro lento e paziente, ma i grandi banchieri, per conseguire il loro scopo di dominio contro gli interessi della maggioranza della popolazione mondiale, devono per forza continuare a inventare, con il sostegno dei media, e a bruciare i loro politici burattini.
    Quello che conta è il risultato: anno dopo anno le libertà dei cittadini e i diritti dei lavoratori vengono rosicchiati con spietata determinazione.

     
  53. Aikidoka il said:

    Analisi chiara, quanto corretta.
    Mi piacerebbe argomentare i miei commenti, ma, come scritto in precedenza, il sistema-blog non mi accetta il copia/incolla. Per cui devo limitarmi a poche righe. Credo sia una questione di Karma; tuttavia soffro (anche se moderatamente).

     
  54. Matteo il said:

    Ma questo scandalo della Boschi? Visti De Bortoli e i suoi agganci, è praticamente sicuro che l’ordine arrivi da molto in alto

     
    • Guido il said:

      La Boschi è stata colpita, per raffreddare l’attivismo di Renzi.
      Renzi non deve andare al governo al prossimo giro. Renzi deve “riposare”, non fare piani di riconquista di palazzo Chigi.
      Perciò, mi sono detto: perchè non andare a elezioni antecipate, in modo da avere un governo nuovo che possa parlare e combattere dal nuovo due Macron-Merkel IV Reich? Perchè verrà rieletta merkel, ovviamente…
      Può un Gentiloni difendere il paese? Ovviamente, no. E durare fino a maggio 2018? Mah…
      Poi ci vogliono tre mesi per rifare un governo…E siamo arrivati a settembre 2018…insomma, siamo moto, molto in ritardo nella agenda politica italiana..
      Allora ho trovato la soluzione: il posto di Governo è già assegnato.
      A chi?
      A Mario Draghi, che lascerà la BCE finito il suo mandato.Scade agli inizi del 2019.ma può, ovviamnete lasciare prima, finito il QE.
      Per questo motivo, non risolvono la faccenda di montepaschi. Quella è la atomica che scoppierà per metterci il venerabile Draghi sulle spalle, onde “salvare” il paese dai mercati .

      Questa è la mia ipotesi da complottista.

       
    • learco il said:

      “…..quel che fa della “Presidenza del Consiglio” una preda invidiatissima, che fa una gola immensa, che adesso “poteri forti o quasi vogliono togliere alla Boschi per metterci uno di loro. Un centro di potere che ha il vantaggio di essere poco visibile, con immensa capacità di spesa, che assume chi vuole e dà gli stipendi che vuole agli amici suoi, per incarichi fantastici o inventati.”

      http://www.maurizioblondet.it/cosa-vogliono-dalla-zarina-boschi-miliardi-potere/

       
  55. Aikidoka il said:

    Ho omesso di specificare che nel post precedente mi riferivo a quanto scritto da Learco.

     
    • Etabeta il said:

      Aikidoka, da quella silenziosa e discreta sei passato alla partecipazione attiva ed alacre, vedo; ed è un bene perché i tuoi interventi sono stimolanti.
      Il problema del copia e incolla deve essere una diavoleria introdotta appositamente da Dezzani come disincentivo ai commenti lunghi ed argomentati, che sono una sua esclusiva.
      Non ti resta che adeguarti al modello “tweet”.

       
      • Aikidoka il said:

        Gentilissimo, Etabeta,
        più che altro mi sembrava corretto dare una risposta a te, a Lochlomond, e a “uno di passaggio” (sic!); per farlo – sembrandomi piuttosto barocco l’uso della telepatia – servono parole in forma di argomenti, i quali dettano a noi la loro corposità, e non viceversa.
        In ogni caso, mi consola la certezza che l’universo seguirà lo stesso il suo cammino.
        Grazie, Etabeta, magari il Karma ci soccorrerà, è capriccioso.
        P.s.
        Però, strano, col mio primo post il copia/incolla non ha dato problemi.

         
  56. uno di passaggio il said:

    ot
    in alcuni blog ( questo è uno ) quasi tutti gli articoli meritano sincronicità , simultaneità.
    oppure , al loro interno , link di collegamento ipertestuale.
    saluti

     
  57. xfretrensis il said:

    scontro al sud per gli immigrati, bombetta a Roma…Federico cominciano le perturbazioni?

     
  58. tombino il said:

    Il presidente del comitato sulla giustizia del Congresso, Goodlatte, guida una delegazione di 15 membri in una missione urgente in Grecia, Bosnia, Albania, Macedonia, Kosovo e nella nostra Repubblica delle Banane, per testimonianze sul favoritismo dell’era del negretto della Casa Bianca che continua a danno di cittadini, istituzioni e stabilità regionali. La delegazione del Congresso (noto come codel) è partita il 6 maggio per un’indagine congressuale di dieci giorni. Un addetto dell’ufficio giustizia del Congresso rifiutava di commentare citando preoccupazioni sulla sicurezza. Anche se sei dei nove membri sono repubblicani, come i conservatori King e Marino, la natura della missione estera del Congresso, Codel, dipende dal dipartimento di Stato; dove gli ambasciatori in ogni Paese sono nominati dall’amministrazione del negretto della Casa Bianca che ha l’hobby di uccidere gli iracheni nel tempo libero che continuano ad attuarne le politiche. È difficile immaginare che la delegazione riceva informazioni imparziali dalle ambasciate assai invadenti nella politica locale, secondo le comunità dirigenti di ogni Paese.

     
  59. Mihai Podeanu il said:

    vera sincronicity, salendo sulle spalle di un Jung…
    http://www.express.co.uk/news/world/802793/Dutch-politician-100-million-European-Central-Bank-eurozone
    Capito, lo zio Mario?
    A dutch politician clashed with the President of the European Central Bank (ECB) demanding he returns €100bn to the country’s coffers if it quits the Eurozone. The ECB president insisted that countries would not be able to get money they have put into the bank back. He replied: “Let me respond to you as I have responded to similar questions in European Parliament. The Euro is irrevocable, and this is the treaty. I will not speculate on hypotheses that have no ground in the present treaty.”
    dare ed avere. in un senso e nell’altro…
    DNFTT. IST

     
  60. Aikidoka il said:

    @Lochlomond,
    (e @ Etabeta, che leggo dopo aver scritto la presente, e a cui rispondo, purtroppo brevemente, nel p.s., e a uno di passaggio)
    a me la presente questione (l’impossibilità di un confronto tra marxismo e Dottrina Sociale della Chiesa, DSC) appare semplice, persino in modo imbarazzante. L’accordo (in tutto o in parte) di due soggetti sulla critica in negativo di una data idea, non genera inferenza logica, né rapporto analogico, con ciò che quei due soggetti predicano in positivo di quell’idea. In altri termini, la critica che il cristianesimo porta al capitalismo (e con esso – ma questo allargherebbe troppo il discorso – induismo, buddismo, e islam, per non parlare del taoismo, e con ragioni molto simili) procede da presupposti antitetici rispetto a quelli dei socialismi e di qualsiasi altra forma moderna di umanesimo. E, a partire dalla radicale eterogeneità dei presupposti, entrambi i sistemi di pensiero sviluppano una dottrina dei fini parimenti eterogenea ed inconciliabile. In sintesi estrema, per il socialismo-umanesimo il principio, la fine, e il fine dell’uomo, risiedono nella vita terrena, nel relativo e nel finito. E pertanto, come ineluttabile conseguenza della premessa, la relatività di tutto, a partire dall’etica, per finire allo stesso fondamento della conoscenza, è la sola legge (che questo assunto sia auto contraddittorio è altro discorso). Insomma, se non esiste un “Cielo”, uno sbocco alla finitezza e all’usura dell’impermanenza, devo prendere e FRUIRE tutto ciò che è possibile nel breve lampo, chiamato vita, che mi separa dai due nulla, quello che ero prima di nascere, e quello cui tornerò alla morte. Ne deriva che è l’orizzonte psicologico dell’ateo e dell’agnostico a determinare la prospettiva politica, non viceversa. Il capitalismo-come-accumulo (quello così propriamente detto), e il capitalismo-come-distribuzione (ossia il socialismo-comunismo) sono l’inevitabile conseguenza della visione del mondo che su ho tratteggiato in estrema sintesi; e sono entrambi accidenti diversi di una medesima sostanza. Quella dell’uomo il cui orizzonte è la materia, il mondo, la Storia.
    Al contrario, per tutte le visioni del mondo che (pur riconoscendo l’aspetto transitorio, relativo, e finito dell’umano in quanto tale) collocano l’essenza ultima dell’essere umano oltre la mera manifestazione terrena, l’idea stessa di “accumulo” appare naturalmente perversa.
    Qui non posso dilungarmi, ti allego un link ( http://www.actaphilosophica.it/it/bibliographical-resources-la-giustizia-politica-tommaso-daquino) nel quale troverai un’introduzione molto generale al tema in questione; con l’avvertenza che, l’autore dell’articolo, pur riportando fedelmente i punti essenziali della tematica, a giudicare dai “distinguo” e dalle riserve con cui commenta la prospettiva tomista, pare non aver ben compreso il nocciolo della questione. Che è il seguente: molto prima della scelta tra destra e sinistra, tra pubblico e privato, tra Stato sociale e liberista, e ancora prima di quella tra capitalismo/socialismo e … e … cosa (COSA? in termini politici, mi permetto di chiedere a chi ha avuto la pazienza di leggermi)? la scelta vera è, come è sempre stata, tra Mammona, e …, ognuno metta al posto dei puntini il sostantivo che preferisce. Se scegli Mammona, non hai scampo ai giacobinismi di destra e di sinistra, all’oscillazione pendolare tra tirannide democratica e tirannide totalitaria. Basta leggere Machiavelli, che capì tutto appena prima che cominciasse. Il potere suona una sola musica, con diversi arrangiamenti.

    P.s.
    Grazie degli spunti offertimi, Etabeta. Credo, più che spero, che queste brevi righe rispondano, almeno in parte alle questioni da te sollevate, o che, quanto meno, servano a meglio delineare i contorni del mio precedente post. Ovviamente, sono più che d’accordo che non è la Verità a doversi adattare al contesto (quale che sia), ma sempre viceversa; diversamente, sprofonderemmo nei pantani del relativismo filosofico, storico e morale. Ma spero che su questo tema, fondamentalissimo e sovente affrontato con mazza e accetta, ci sia occasione di ritornare. Venendo, sempre brevemente, a Fusaro e Chiesa, soggettivamente, non nutro dubbi che siano brave persone; la questione è che la (eventuale) qualità umana è del tutto secondaria alle idee che determinano l’agire nel mondo; e quindi la condotta etica, la soluzione al problema della Giustizia intersoggettiva, per approdare all’idea di “umano” singolare e collettivo. Ebbene, Fusaro non si schioda dalla diade Hegel-Marx (in questo ottimo allievo del suo maestro, Preve). Per costoro, certamente gli ultimi due, il mondo è (per dirla con Tommaso) “materia signata quantitate”, ossia, la sola verità è il fisicalismo; la sola dottrina esplicativa dei prodotti raffinati del fisicalismo (ossia noi), è il marxismo. Sia Marx, sia Preve, che Fusaro, in tutta coerenza, vedono in Hegel, se mi si consente di scherzare un po’, il “mastro di porta”; colui che, col suo “tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale”, ha dato la stura definitiva al mondo della quantità, che obbedisce ed è totalmente definito dal puro determinismo algoritmico. La Gerusalemme della modernità. Ricordo, perché la cosa è basilare, che la Ratio-dianoia, di per sé, non presenta alcun carattere cognitivo, né etico; essendo solo uno strumento, una mera facoltà di calcolo; tanto che una macchina di Touring, se ben costruita, è più razionale della stragrande quantità degli umani (se ci sarà l’occasione, mostrerò con un caso di scuola tratto dalla Teoria dei Giochi, come, contrariamente a una certa retorica, la sola ratio può condurre a esiti etici devastanti).
    Tornando a noi, qual è la sola risposta possibile e coerente che può dare uno di questi rispettabili signori alla domanda sul fine? O non dà alcuna risposta, e in questo caso mostra di non comprendere le sue stesse premesse; oppure, dà la sola risposta coerente, formula la sola escatologia possibile nel mondo della quantità: il tentativo di estenderla indefinitamente (la quantità), e/o di cancellare le sue limitazioni. Si chiama Transumanesimo; ed è una tendenza (psicologica, ideologica, e politica) a paragone della quale l’animo del Dott. Faust è quello di un chierichetto. Ed esso, il transumanesimo, almeno nell’area soggetta alla cultura occidentale, costituisce la materia di cui è fatta la corda che sta impiccando la curiosa specie Homo sapiens sapiens, trascinando nella fossa delle ceneri nucleari tutte le altre specie.
    P.s.2
    In ultima analisi, capitalismo e marxismo vorrebbero dar da mangiare all’uomo lo stesso pane; il primo, attraverso la mano miracolosa del libero mercato; il secondo, con un miracolo ancora più prodigioso del primo, vorrebbe farlo scaturire dalle mani di una società perfetta, capace di aver esorcizzato il demone che portò, nello spazio senza tempo del Mito, il fratello a scannare il fratello.
    E il signore delle illusioni gongola.
    @ uno di passaggio,
    se l domanda è rivolta a me, La informo che non sono un apologeta alla Messori o alla Cammilleri (Rino), o altri folgorati, o almeno un po’ abbronzati, dalla luce dello Spirito Santo. In ogni caso, basta avere una minima conoscenza della Storia della Chiesa, non secondo la storiografia massonica (che è quella che hanno insegnato a scuola a me, a Lei, e a tutti), per rendersi conto che, sicuramente fino a tutto il Medio Evo, essa è molto meno truculenta di quanto mostrano i testi di un Saitta, ad esempio, o fumetti come «Le Crociate» di Scott. Per la Storia post medioevale, è altra cosa; lo Spirito comincia lentamente a ritirarsi dietro le quinte, e la compromissione col mondo/mammona, sempre più pervadente. Ma tutto ciò non riguarda neppure in misura infinitesimale la Chiesa in quanto Corpo Mistico di Cristo; riguarda l’Istituzione vaticana, e soprattutto la Curia, che via via si trasforma in un’associazione a delinquere.
    Come si sente un cristiano oggi? Sa, dipende a quale cristiano e cristianesimo si fa riferimento. Se lo chiede a me, sottolineo se, la Sua mi sembra una domanda piuttosto personale, e magari un tantino impertinente. Sempre nell’ipotesi si riferisse a me. In generale, per quello che posso dire, e nella misura in cui sono cristiano, ci si sente malissimo, ma non per ragioni concernenti la Dottrina (che, chi la conosce e la comprende, non ha dubbi essere di origine Divina. Chi ne parla per luoghi comuni e sentito dire, quindi, non può con me trovare interlocuzione). Ci si sente malissimo, concludendo, come per un grave lutto. La Chiesa Cattolica, per quanto mi concerne, è morta, almeno dal Vaticano II; e questo ignobile figuro che siede sul trono di Pietro è un sinistro impostore.
    Ovviamente, non è morto il cristianesimo, che sopravvive intatto nella Chiesa russa, e in talune Chiese africane. Oltre che nel cuore di chi ha un cuore.

     
  61. uno di passaggio il said:

    grazie per avermi risposto , traggo quindi le conclusioni e se sbaglio…: i cattolici sono informati da ben 126 dellla pericolosità del capitalismo , non hanno fatto niente , alcuni di loro se ne dispiacciono , la chiesa é morta.
    dal mio canto voglio dirle : nonostante i cattolici sapessero anticipatamente il loro monoteismo é diventato instrumentum regni totalitario , uno strumento del capitalismo , perché pratica l’irrilevanza etica del conflitto sociale , nel cristallizzare le posizioni evita l’evoluzione sociale dei più poveri, e mi ripeto , per questa ragione é lo strumento ideale per il capitalismo . se a questo aggiunge anche il fatto che é eticamente immorale che invece di fare gli interessi dei più deboli , pur sapendolo , ed attraverso le loro pratiche , fa quello delle classi che i poveri li sfruttano….veda lei .
    professano la coscienza individuale anteponendola ad un reale percorso formativo che in realtà non c’è , li lasciano , in buona sostanza , al loro stato , la coscienza individuale che matura e diventa sociale , acquisibile con la presa di coscienza della propria condizione é il pericolo per i capitalisti ed il loro capitalismo ed é quello che la chiesa non fa , non vuole fare , non ha mai fatto .
    saluti

     
  62. Aikidoka il said:

    Grazie della risposta, uno di passaggio.
    Dato che alla fine il processo karmico ha trovato la via per il copia/incolla, spero che col presente post si possa chiarire il punto nodale del nostro parlare. Io potrei sottoscrivere quasi integralmente il contenuto del suo post, senza minimamente contraddire quanto da me scritto in precedenza. La sua critica è rivolta allo stesso indirizzo della mia: la struttura secolare (ossia lo Stato vaticano, ossia il più antico e marcio impero del Mondo) che si è sovrapposta alla Chiesa vera e propria, la sola che può legittimamente chiamarsi così, la cui sostanza è il “Corpo Mistico di Cristo e la comuniuone del santi”. Mi sono poi riferito alla Dottrina Sociale della Chiesa (la Rerum Novarum e la Quadragesimo Anno), che reputo insuperabile (magari ci metterei un quasi) nell’inquadramento della questione della cosiddetta giustizia sociale. io mi permetto di invitarla a leggere i due testi, e poi, ma solo poi, a darne un giudizio.
    Concludendo, il tradimento della Dottrina da parte dei vertici della gerarchia pontificia, non ne scalfisce neppure l’adamantino splendore. Sempre nei limiti delle cose umane; giacchè è impossibile tradurre in una forma finita l’infinità della Verità, senza che questa non sia velata da ombre.
    Grazie dell’attenzione.

     
  63. unodipassaggio il said:

    il fatto che é eticamente immorale …professano la coscienza individuale anteponendola ad un reale percorso formativo ….ed é quello che la chiesa … non ha MAI fatto … è la stora, e non io che, ha gia espresso un giudizio sulla chiesa.
    SALUTI