Le (enormi) ricadute geopolitiche dell’imminente voto francese

Domenica 23 aprile si svolgerà il primo turno delle presidenziali francesi: è l’appuntamento chiave del 2017, capace di innescare e/o accelerare dinamiche che travalicano i confini dell’Esagono per abbracciare l’intero scacchiere mondiale. Il malessere sociale e le drammatiche condizioni in cui versa l’economia della Francia, pienamente ascrivibile tra i Paesi dell’europeriferia, hanno sgretolato il sistema politico transalpino, aprendo lo scenario di un inedito ballottaggio tra populisti di destra e populisti di sinistra: Marine Le Pen contro Jean-Luc Mélenchon. La sconfitta dei candidati europeisti accelererà la dissoluzione della moneta unica e dell’Unione Europea, compromettendo irreparabilmente l’intera architettura euro-atlantica edificata negli ultimi 70 anni: lo speculare rafforzamento della Russia dopo la vittoria di Marine Le Pen ed l’ingrossarsi del blocco euroasiatico rischiano di portare il sistema internazionale al carico di rottura.

La Francia al bivio: Atlantico o Eurasia

Se il 2017 ha tutte le caratteristiche per essere definito “l’anno della frattura”, lo spartiacque tra il vecchio ordine mondiale “liberale” a guida angloamericana e l’avvento di un nuovo assetto internazionale, ebbene, c’è un appuntamento più decisivo degli altri, quello capace di dispiegare tutto il potenziale rivoluzionario dell’anno in corso: le presidenziali francesi. Domenica 23 aprile si terrà il primo turno delle elezioni che incoroneranno il nuovo inquilino dell’Eliseo ed è tempo, oltre che di pronosticare il probabile esito del voto, anche di collocare le presidenziali francesi in una più ampia cornice geopolitica: solo chi nascondesse la testa sotto terra, potrebbe infatti affermare che l’imminente voto sia scollegato dalle rinnovate tensioni tra NATO e Russia e dai venti di guerra nella Corea del Nord.

Partiamo coll’analizzare lo schieramento politico a distanza di pochi giorni dal voto, azzardando il probabile esito del primo turno.

In Francia, come altrove, il principale quesito è se i partiti tradizionali, legati a doppio filo all’establishment euro-atlantico, riusciranno o meno a respingere l’assalto “populista”, l’avanzata, cioè, di quei movimenti che predicano ricette economiche ed una politica estera diametralmente opposta a quella dell’oligarchia al potere: la risposta è quasi certamente “no”. Come abbiamo più volte sottolineato nelle nostre analisi, la Francia, di fronte all’eurocrisi scoppiata nel lontano 2009 e progressivamente incancrenitasi avendo mancato l’obiettivo di fondo (strappare il Tesoro Unico europeo e gli Stati Uniti d’Europa), è scivolata giorno dopo giorno verso l’euro-periferia, mostrando l’illusorietà del “motore franco-tedesco”: la galoppante crescita del debito pubblico francese, che dall’introduzione dell’euro è passato dal 60% al 97% del PIL, gli alti deficit in funzione anti-ciclica, il cronico disavanzo della bilancia commerciale e la disoccupazione record (quella ufficiale si attesta attorno al 10% della forza lavoro), collocano l’Esagono più vicino al Mediterraneo che al Reno.

La parità formale tra Parigi e Berlino scongiura certamente quelle politiche di austerità imposte al resto dell’europeriferia (capaci di innescare esplosive rivolte in una società, come quella francese, abituata a ricevere generose prestazioni dallo Stato), ma non impedisce che qualche “riforma strutturale” sia somministrata anche alla Francia: il “Job Act” gallico, la legge El Khomri, provoca reazioni impensabili in Italia, mobilitando sindacati e lavoratori per settimane e paralizzando diversi settori strategici dell’economia. L’assaggio di neoliberismo, il crescere incessante della disoccupazione e la parallela caduta verticale del presidente François Hollande in termini di popolarità, sono accompagnati dall’esplosione del terrorismo islamista che, avviato nel gennaio 2015 con la strage di Charlie Hebdo, semina morti fino alla strage di Nizza dello scorso luglio: è la classica strategia della tensione utile a “sedare” un’opinione pubblica sul piede di guerra, a causa dell’impoverimento generalizzato e dei tagli allo Stato sociale.

La strategia della tensione fallisce l’obiettivo di compattare i francesi attorno al capo di Stato, sebbene il governo socialista ripeta ossessivamente che “la France est en guerre”: per la prima volta dall’avvento della Quinta Repubblica, il presidente in carica, François Hollande, sceglie di “abdicare”, rinunciando a correre per un secondo mandato. L’obiettivo è quello di arrestare l’avanzata dei populisti, relegando il quinquennio di Hollande ad una triste parentesi, e puntando su volti nuovi. La ribellione dell’elettorato è però ormai troppo impetuosa per essere incanalata: il “filo-russo” François Fillon conquista la candidatura del centro-destra battendo l’esponente dell’establishment, Alain Juppé. Segue quindi una feroce campagna mediatica-giudiziaria per stroncare la corsa di Fillon verso l’Eliseo e lanciare verso il ballottaggio del 7 maggio il centrista ed “outisider” Emmanuel Macron, ex-banchiere Rothschild: il calcolo politico si basa sulla convinzione che tutti i voti moderati si coaguleranno attorno all’europeista e filo-atlantico Macron, sancendo così la sconfitta della populista e filo-russa Marine Le Pen.

Nella Francia del 2017, come nel resto dell’Occidente, i voti “moderati” sono però merce rara: il malessere diffuso, tre milioni di disoccupati (che salgono a sei considerando i lavoratori iscritti ad un corso di ricollocamento), l’insofferenza generalizzata verso la cricca di privilegiati che ruota attorno all’Eliseo e ad ai salotti buoni di Parigi, spinge l’elettorato sulle ali estreme dello schieramento politico: la candidatura del centrista Emmanuel Macron, presentato dalla maggior parte dei sondaggi e dei media compiacenti come il presidente in pectore, rischia di sgonfiarsi addirittura al primo turno, schiantandosi contro lo scoglio dell’elettorato.

Ferma restando la vittoria di Marine Le Pen, crescono infatti le probabilità che lo sfidante al ballottaggio del 7 maggio non sia l’ex-banchiere di Rothischild, ma il “populista rosso” Jean-Luc Mélenchon: storico esponente dell’ala sinistra del Partito socialista, fondatore del movimento “France insoumise” (la Francia ribelle), abile oratore e figura piuttosto carismatica, Mélenchon è la declinazione “giacobina” di Marine Le Pen. Comune è l’avversione all’ortodossia finanziaria di Bruxelles, comune è l’intenzione di manovra fiscali espansive in forte deficit, comune è il rifiuto dei dogmi liberisti e l’apertura al protezionismo, comune è l’intenzione di traghettare la Francia fuori dalla NATO, comune la volontà di riconciliarsi con Mosca superando le varie discrepanze, in primis sulla Siria.

Diversi fattori (la presidenza socialista uscente di Hollande, la crisi migratoria, l’emergenza sicurezza nella città, il vento nazionalista sempre più forte a livello europeo) lasciano supporre che sarà la populista di destra, Marine Le Pen, ad emergere vincitrice dal ballottaggio del 7 maggio. Nelle attuali condizioni in cui versa l’Unione Europea, è però chiaro che se dalle urne del 23 aprile dovesse emergere una sfida tra forze anti-sistema di sinistra e di destra, Bruxelles incasserebbe il colpo di grazia anche senza conoscere il verdetto finale delle presidenziali francesi: parliamo di istituzioni europee così lacerate da assistere inermi alla ribellione degli Stati alla politica migratoria comune, alla puntuale disapplicazione di norme fino a poco tempo fa presentate come ineludibili (fiscal compact e bail in), al tramonto di qualsiasi ulteriore integrazione necessaria a garantire la sopravvivenza dell’euro (in primis la garanzia unica sui depositi). L’affermazione dei populisti Le Pen e Mélenchon al voto di domenica prossima, sancirebbe la rottura definitiva del motore franco-tedesco da tempo in panne e, aprendo una drammatica faglia nel cuore dell’Europa, porterebbe al collasso finale le già pericolanti istituzioni di Bruxelles.

La dissoluzione dell’Unione Europea ed il simultaneo ricollocamento di Parigi su posizioni filo-russe sarebbero un vero terremoto geopolitico, scuotendo alle fondamenta l’intera architettura politico-militare consolidatasi in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale: le istituzioni di Bruxelles, sinonimo di UE ma anche di NATO, sono infatti lo strumento con cui l’impero angloamericano ha prima blindato, e poi allargato, la testa di ponte sul continente euroasiatico, conquistata con due guerre mondiali.

Scopo strategico della UE/NATO è attrarre verso l’Atlantico il maggior numero possibile di potenze europee ed impedire il sorgere di qualsiasi alleanza tra la Russia e l’Europa occidentale. Lo squagliamento della UE, accompagnato dalla parallela uscita della Francia della NATO, stravolgerebbe quindi la settantennale strategia dell’establishment atlantico sul Vecchio Continente, incentratala sulla cooperazione franco-tedesca con la benedizione di Londra e Washington, e sul progressivo ampliamento verso est delle organizzazioni “transatlantiche”.

Si materializzerebbe così il peggior scenario possibile per gli strateghi angloamericani, tratteggiato da Zbigniew Brzezinski nel suo libro “The Grand Chessboard: American Primacy and Its Geostrategic Imperatives” del 1997: una Francia nazionalista che, oppressa dall’egemonia della Germania schierata su posizioni filo-atlantiche, parte alla riconquista del primato continentale alleandosi con la Russia e riconoscendo a quest’ultima una legittima zona d’influenza nell’est-europeo. Un patto franco-russo, in sostanza, per ridimensionare la Germania ed espellere gli angloamericani dal Vecchio Continente.

Il quadro si farebbe ancora più drammatico per gli strateghi angloamericani se la Francia “nazionalista” non si saldasse soltanto alla Russia, ma al blocco euro-asiatico che comprende anche la Cina e l’Iran e si irrobustisce giorno dopo giorno: la Francia, anziché lavorare per la caduta di Assad ed il puntellamento del regime filo-saudita in Yemen, passerebbe così ad una condizione di neutralità o larvata ostilità nei confronti degli alleati regionali di Washington e Londra, compromettendo ulteriormente l’opera angloamericana di “contenimento” delle potenze euro-asiatiche. Gli USA a quel punto, espulsi dalla massa continentale anche grazie alla cooperazione francese, perderebbero automaticamente lo status di superpotenza mondiale. Scriveva Brzezinski nel lontano 1997, allo zenit del mondo monopolare:

“Henceforth, the United States may have to determine how to cope with regional coalitions that seek to push America out to Eurasia, thereby threatening America’s status as a global power. (…) Potentially, the most dangerous scenario would be a grand coalition of China, Russia, and perhaps Iran, an “antihegemonic” coalition united not by the ideology but by complementary grievances. (…) Also quite remote, but not to be entirely excluded, is the possibility of a grand European realignment, involving either a German-Russian collusion or a Franco-Russian Entente”.

Stiamo assistendo all’inverarsi di una doppia minaccia mortale per l’impero angloamericano: il saldarsi della coalizione tra Russia, Cina ed Iran, unito al nascere di un’intesa franco-russa. Quattro potenze distinte, unite dalla comune volontà di archiviare l’egemonia degli USA e dell’oligarchia atlantica, per ridisegnare l’assetto mondiale.

Si spiega quindi il clima di elevata tensione internazionale, caratterizzato dal precipitare delle relazioni russo-americane e dai concomitanti venti di guerra in Corea, in cui si svolgeranno le elezioni francesi: la posta in gioco supera i confini dell’Esagono ed abbraccia gli equilibri dell’intero Vecchio Continente. La probabile vittoria di Marine Le Pen è in grado di compromettere ulteriormente la presa angloamericana sull’Europa, a beneficio di Mosca e delle altre potenze continentali. È uno scenario che lascia supporre un ulteriore aumento della tensione in vista del ballottaggio del 7 maggio e negli immediati mesi successivi al voto: più la UE si sfalda ed il blocco euroasiatico si ingrossa, maggiori sono i rischi che il sistema internazionale raggiunga il carico i rottura, imprimendo agli eventi quella drammatica svolta che si sarebbe evitata soltanto se Donald Trump avesse mantenuto le promesse neo-isolazioniste della campagna elettorale.

Vota!
Precedente Terra contro mare: una nuova guerra mondiale potrebbe essere inevitabile Successivo Un crescendo di tensione fino al ballottaggio, ed oltre...

118 thoughts on “Le (enormi) ricadute geopolitiche dell’imminente voto francese

  1. Robertus il said:

    Grandissimo articolo, eccellente analisi: se vincesse la Le Pen, avrebbe dalla sua anche i generali, come sottolineato oggi da Blondet:
    https://www.rischiocalcolato.it/2017/04/generali-francesi-cosa-pensano-del-pentagono-e-delle-sue-imprese.html
    Il che porrebbe la Francia in una situazione politicamente migliore rispetto agli Stati Uniti, dove Pentagono e Casa Bianca divergono su tutto: si veda ad esempio il cambio di programma delle navi militari americane che dovevano essere lo scorso fine settimana al largo della Corea, invece si trovano in Australia per un’esercitazione congiunta. Trump, da comandante in capo, non sapeva niente? Hanno finto una minaccia di mandare le portaerei per vedere la reazione di Cina e Corea del Nord? La vicenda mi sembra molto grottesca, per usare un eufemismo.
    Un’alleanza franco-russa si contrapporrebbe alle potenze marittime, dove si riproporrebbe la ben nota rivalità storica in Europa tra Francia e Gran Bretagna.
    Troppe cose tutte assieme succedono: Erdogan che vince di misura il referendum costituzionale (da solo meriterebbe un’analisi) e la May che indice elezioni per Giugno, dopo il voto francese. Non mancherà da scrivere a Dezzani né mancherà a noi di commentare.

     
    • Sono Blondet e non sono tanto ottimista, purtroppo. Una vittoria della Le Pen può trascinare la Francia in una guerra civile, anzi civile-etnica (“musulmani” contro francesi “de souche”).
      Spero tuttavia che si realizzi quanto auspica Dezzani.

       
      • Francesca Ancona il said:

        Che bello vederla qui signor Blondet!!! 🙂

        Io non commento, non ho nulla da dire, bisogna solo attendere gli eventi. Ciao Federico

         
      • Federico Dezzani il said:

        A mio avviso, se dovesse essere guerra civile, sarebbe tra la Le Pen e spezzoni dello Stato: alle “banlieu” manca una guida politica e non vanno oltre le sporadiche barricate.

         
      • Gianni il said:

        É un onore averla qui con noi, grazie come sempre direttore, in questi ultimi giorni si sta davvero superando, continui così!

         
      • Andrea il said:

        E’ proprio perché gli manca una guida che le balieu sono piu pericolose di certe frange di sinistra: possono essere eterodirette a piacimento.
        Tra l’altro, come potrebbe la Le Pen riuscire a controllare tutti gli apparati burocratici della Repubblica? Magistrature, Polizia, Servizi di informazione…

         
      • Robertus il said:

        Intanto ringrazio l’egregio Signor Blondet (che seguo da oltre 10 anni) per l’intervento, Dezzani per la pronta risposta e tutti quelli che hanno commentato.
        Degli scontri dopo la vittoria della Le Pen sono più che probabili, però l’osservazione di Dezzani è corretta: non hanno una guida. Oltretutto, abbiamo già assistito a ribellioni e atti di guerriglia anche della popolazione francese a Calais e incendi di campi profughi. Forse nelle città sarebbe un disastro, ma in piccoli centri i francesi avrebbero la meglio? Bisogna vedere quando cadrà la goccia che farà traboccare il vaso.
        Se sono “ottimista” è perché sono molto perplesso dalle operazioni degli Stati Uniti in Siria, Afghanistan e Corea del Nord: ma si è mai visto che tutti i media urlino delle navi da guerra in arrivo per Pasqua al largo della Corea e poi, invece, si dirigevano verso l’Australia? O è un depistaggio per testare le reazioni dei vari “stati canaglia” o Trump comanda solo una parte dell’esercito USA. Ho letto anche Meyssan 🙂 :
        http://www.voltairenet.org/article196065.html
        Pure secondo Russia Insider è tutta una bufala, poi è fuori discussione che per tutti sia estremamente difficile fare una lucida analisi della situazione.
        https://comedonchisciotte.org/escalation-usa-contro-la-corea-del-nord-tutta-una-bufala/

         
        • Federico Dezzani il said:

          La Corea del Nord, come la Siria, sono partite che l’amministrazione Trump ha appena aperto: bufale, bluff, finte…. sono semplici mosse. I fondamentali geopolitici, che sono quelli che descrivo, indicano tempesta nel medio termine. Si vedrà.

           
      • Dodo il said:

        Ci falcidieranno di attentati pseudo-islamici per riempirci di terrore e di odio contro gli islamici e far divampare la guerra civile tra autoctoni e islamici, o meglio tra occidentalizzati (in senso mondialista) e non occidentalizzati. Ma devono stare attenti perché non siamo più negli anni 70 o 80 quando non c’era internet e ci si abbeverava solo al tg nazionale o ai rotocalchi mainstream. Se cominciano a fare errori, sbavature, non riusciranno più a coprirle e diventeranno di dominio pubblico, benché sottotraccia. E anche se i media ufficiali continueranno a coprire la versione ufficiale, la fiducia della gente comunque calerà ulteriormente. L’11 settembre false flag è ormai il segreto di pulcinella. Se la gente subodora che il giochino si ripete, i Poteri Forti rischiano di rovinarsi tutto, e il tentativo di aizzare la guerra civile può diventare un boomerang per loro. La rabbia dei nostri e degli islamici potrebbe unirsi e rivolgersi contro il Sistema. Mentre fascisti e estrema sinistra hanno continuato imperterriti a fare gli utili idioti del Sistema, abbboccando e continuando ad abboccare alla strategia della tensione, frontisti e islamici francesi potrebbero invece mangiare la foglia e combattere insieme wahhabiti e apparati statali deviati.
        Un sogno? Sicuramente un incubo per il Sistema.

         
    • Robbert 67 il said:

      a mio avviso la situazione è molto complessa e di difficilissima lettura o meglio interpretazione.
      Se anche una parte, e sottolineo la parola “parte”, delle forze militari e/o magari anche di quelle dell’ordine pubblico fosse effettivamente dalla parte della Signora Le Pen, l problema rimane.
      Nessuno può sapere quanti infiltrati ci sono tra le stesse forze militari di polizia etc e peggio ancora quanti sono presenti nei servizi segreti francesi: occorre considerare che in Francia come in ogni altra parte del mondo occidentale questi servizi segreti sono tutte fedeli derivazioni o emanazioni dei famigerati agenti Rothschild di un paio di secoli fa….non si tratta purtroppo di teorie complottiste ma di pura e semplice realtà.
      Per capirlo basterebbe anche solo riferirsi ad due del tante funzioni di cui si occupano storicamente detti servizi: il traffico della droga e il traffico di schiavi. Una semplice analisi, anche superficiale, evidenzia subito quale importanza abbiano sul territorio Francese ancora oggi: certo il boom avutosi tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni settanta quando gran parte dell’eroina veniva raffinata sul territorio dell’esagono, è venuto meno quando i signori della City hanno pensato fosse meglio affidare il compito alla Cia in virtù di una capacita di diffusione e controllo enormemente superiore, ma non si può negare che i servizi segreti francesi sono tra i più presenti in tutte le guerre nel mondo in tutti i loschi affari che vengono ogni giorno compiuti….
      Tutto ciò premesso, siamo sicuri che i nuovi attentati in Francia abbiano come unico vero scopo quello di spianare la strada all’attentato vero: che non serva a fornire delle basi di stampo terroristico per un eventuale eliminazione della candidata Le Pen qualora dovesse vincere?

       
      • Jean il said:

        La Marine Le Pen, la votano anche i mussulmani, quelli con il passaporto francese, che sono contro l’immigrazione, per paura di perdere i privilegi che come cittadini francesi hanno acquisito, che rappresentano la maggioranza… .)

         
  2. Alberto il said:

    M auguro che le previsioni,di Dezzani riguardo alle elezioni francesi si avverino con la stessa precisione con cui ha indovinato le percentuali del referendum sulla modifica costituzionale!
    Riguardo alla vittoria della Le Pen ho già manifestato i miei dubbi (dovuti oltre che a valutazioni politiche anche dalla frequentazione del Paese stesso) non solo per via dell’intervento delle oligarchie finanziarie attraverso la candidatura di Macron ma sul fatto che esiste, soprattutto nei centri urbani di una certa dimensione, una grande fetta di elettorato relativamente giovane e progressista “antifachò” ovvero antifascista che, anche se il termine è sostanzialmente privo di significato detto nel 2017 in Francia, non si sognerebbe mai di votare un candidato con la storia della Le Pen., credo che posti di fronte ad una ipotetica scelta tra la Le Pen e Macron voterebbero quest’ultimo senza esitazione.
    Riguardo a Melenchon penso siamo di fronte al solito quaquaraquà proveniente dalle file di una sinistra non ben definita che ha fatto della politica la sua professione ( è stato deputato per circa 20 anni nel partito socialista il che non mi pare poco) e visto il suo spazio stringersi nel partito decide di fondarsene uno. Inoltre siamo d’accordo che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli ma avere un padre massone come pubblicamente ammesso, un qualche imprinting lo avrà pur dato. Indubbiamente raccoglierà un certo numero di voti oltre che tra i vecchi comunisti (ammesso che ne esistano ancora) anche da quei progressisti “antifachò” di cui sopra ( e perché no anche delle oligarchie qualora avessero la percezione che Macron è un prodotto che non va bene per il mercato) il che lo potrebbe portare al ballottaggio con la Le Pen.
    E qui la mia visione è diametralmente opposta a quella di Dezzani ( e lo ripeto spero di prendere una cantonata) in quanto se Melenchon arriva al ballottaggio siamo fottuti perché vincerà lui di sicuro appoggiato da tutte le oligarchie finanziarie culturali etc etc e si ripeterà quello che è successo in Grecia con il compagno Tsipras ovvero l’unico che è in grado di applicare le più disastrose ricette vessatorie delle oligarchie finanziarie è normalmente un esponente della sinistra post comunista. Quindi se vince Melenchon la Francia resterà nella NATO, nell’Europa, nell’Euro, continuerà il suo impegno sovversivo in Medio Oriente.
    L’unica incognita ( ma con una importanza relativa riguardo alle elezioni) a mio avviso sono le medio/alte gerarchie militari e la loro possibile influenza in quanto è nota la loro insofferenza ad essere subordinati agli USA e non rinunciano a manifestarlo, vedasi le ultime dichiarazioni del Generale Delawarde a proposito della fantomatica esplosione della MOAB in Afghanistan. Non bisogna dimenticare che la Francia, pur avendo partecipato a vario titolo a teatri di guerra come la ex Jugoslavia, è entrata nella NATO solo nel 2009 e solo grazie al fatto che il presidente Sarkozy era un “agente” USA ed ha agito pro domo loro e non a favore della Francia che appunto è stata o perlomeno si è considerata una potenza militare nucleare autonoma sin dagli anni ’60 ovvero per circa cinquant’anni.
    In conclusione se vince la Le Pen penso che si verifichi buona parte di quanto previsto nell’articolo, se vince Macron le cose restano immutate, se vince Melenchon le cose restano immutate o rischiano ancora di peggiorare nel senso che sarà un perfetto esecutore degli ordini delle oligarchie come appunto Tsipras.

     
  3. Willy Muenzenberg il said:

    Qui dove tutto era iniziato con la prima rivoluzione senza popolo ordita da Geneve, ovvero Zurigo: qui, spiega il genio del nuovo Tacito, la nostalgia di Roma che alberga da allora nel cuore dei francesi è pronta ad inverarsi. Il nitore del pensiero di Tacito illumina gli eventi in pagine di livello epocale: che irridono chi aveva ardito accostare a storia la parola ‘ende’.

     
  4. Cavenaghi il said:

    Federico, io continuo a credere che fillon sia il candidato piu papabile x il secondo posto, nonche quello con maggiori possibilita di battere la Le pen al balottaggio. I sondaggi sui media hanno presumibilmente un bias di almeno 5 pti in +\- a seconda che i candidati siano pro\anti establishment: in questo momento melenchon e’ un nome mediatico, il piano B dei macroniani in odore di Tsipras.

     
  5. Melechon di sicuro vuole ” più euro” e “piu’ europa”, e non viene accusato di “russofilia” quindi con il suo programma da “paese dei balocchi” qualora vincesse diventerebbe assai più facilmente un “hollande reloaded” che un reale “rivoluzionario antisistema “.
    Melechon era stato infatti messo in pista per sottrarre alla le pen quel ” vote ouvriere” al primo turno che poi potesse essere richiamato a sostegno del candidato “republicain ” al secondo in nome del solito ” antifascismo dei fessi “; ma è comunque evidente nel clima di scontentezza generale che melechon con il suo “grillismo” rischia ora di impallinare più macron che la le pen.

     
  6. the Roman il said:

    E’ triste ricordare l’ origine della fiamma francese, copia dell’ antica fiamma italica. L’ eurodestra, della quale Giorgio Almirante fu primus inter pares, fu tradita dal vile fini , che rinnego’ storia ed ideali in obbedienza a Sion. Per l’ avanzamento economico di un pugno di vermi, l’ Italia e’ alla finestra mentre il mondo e’ in fermento. De Gaulle ci degrado’ da fratelli latini a cugini, speriamo che Marine ci consideri ancora parenti.

     
    • pippo il said:

      fini mi pare fosse arrivato 5° come segretario del fronte.
      come mai si ritrovò segretario al posto di marco tarchi?
      di chi fu la colpa ?
      me lo ricordi che non ricordo ?

       
      • THE ROMAN il said:

        Non sono un appassionato della storia del Msi,partito dal quale non mi sono mai sentito rappresentato. Almirante scelse senz’altro male il suo delfino,ma non si puo’ fargliene una colpa : il tradito non e’ colpevole del tradimento. Resta la realta’ che ho descritto di un Italia monca a destra .

         
  7. Fabrizio F. il said:

    Ottima osservazione The Roman. Fra l’altro Fini, dopo Fiuggi, il nulla.

    A proposito di Sion, intanto la Le Pen appare come l’unico candidato presidenziale a non essersi circondato da “fratelli”. ( Marine Le Pen seems to be the only candidate for the highest state office, who is not surrounded by “brothers”. In the retinue of Marine Le Pen, Le Point has identified only one single Freemason. It is Gilbert Collard. http://eponymousflower.blogspot.com.es/2012/02/freemasons-cast-long-shadow-on-elysee.html?m=1 – Fonti attendibili dell’entourage della Le Pen parlano della volontà di “rottura con il passato” e con il modello anglo-americano, dove il mostro a due teste militare-finanziario si è ormai impossessato della politica a stelle e strisce (ogni militare americano o quasi e’ iniziato alla massoneria o ad una società segreta parallela https://coverupsexposed.wordpress.com/2011/11/13/freemasons-in-asia/ D’altra parte si sa, gl’inglesi sono sempre stati maestri nell’utilizzare a proprio beneficio le menti mediocri. Navigando sul web mi sono imbattuto, ad esempio, in questo dialogo fra emerite capre, che elogiano la presenza di quasi 30.000 grembiulini nella sola isola di Cuba http://unisolanelsole.blogspot.com.es/2015/04/massoneria.html?m=1 dimenticando il ruolo che quest’associazione ha avuto nello strappare il dominio agli spagnoli su tutta l’America latina ed i Caraibi, per consegnarlo agli ” interessi ” anglo americani. Oggigiorno i grembiulini sono ovunque, tranne in Siria, dove a quanto pare sarebbero stati evacuati con un aereo ponte con il Belgio https://corrieredellacollera.com/2015/07/12/guerra-di-siria-la-massoneria-scende-in-campo-a-aleppo-per-salvare-i-suoi/ – Anche il nostro Dezzani ne scrisse in maniera eccezionale http://federicodezzani.altervista.org/mafia-camorra-e-ndrangheta-come-il-meridione-e-litalia-fu-infettato-dagli-inglesi/. (leggere i commenti).

    Che dire…Fini piegò la testa. Marine Le Pen è donna ed ho speranza che non lo farà mai. Allora potremo dire che sarà l’inizio della fine per questo “strumento di potere” nelle mani della élite atlantista.

     
  8. Jean il said:

    Ottimo Dezzani, sicuro che se domenica sera passano gli estremi, lunedì crolla il castello di carta ancora prima del secondo turno, ma anche se abbastanza probabile, non lo darei per scontato, personalmente credo ancora che si possa arrivare al secondo turno Fillon/Marine Le Pen…

     
    • Federico Dezzani il said:

      Bé, il bacino della sinistra non si è prosciugato e poi Fillon è la continuazione di Sarkozy: un liberismo anglosassone che in Francia non attecchisce.

       
      • Jean il said:

        Si, però al primo turno dal bacino della sinistra vi attingono in tre, Melenchon, Macron e Hamon… 🙂

         
  9. sniper il said:

    Chissà se ci prendono più i sondaggi o il numero di follower:
    Le Pen e Melenchon….il fatto di porsi agli estremi degli schieramenti politici, fra l’altro con politiche populiste, concentra su di loro numerosi seguaci (quasi come gli adepti del M5S) che VOGLIONO esprimere il loro dissenso antisistema, per cominciare, appoggiando palesemente i loro beniamini. Certamente molte più adesioni palesi di quei personaggi nel sistema che PERO’ tradizionalmente raccolgono molti più voti che segnali di appartenenza.
    Per tale motivo ritengo il numero dei follower sia un indicatore non decisivo per individuare le intenzioni di voto di una intera nazione.
    Analizziamo lo schieramento dei candidati significativi: 2 populisti A PAROLE ANTISISTEMA (di destra e di sinistra), 2 candidati espressi dal sistema; tutti intorno al 20% (+o- 5%).
    Arrivati al ballottaggio occorre capire come si indirizzeranno gli elettori. Gli elettori di Macron e Fillon convergeranno su quello dei due che la spunta al primo turno. Gli elettori di Melenchon NON voteranno mai la Le Pen al secondo turno (lo stesso dicasi degli elettori di Amon).
    Caro Dezzani, se ne faccia una ragione: al ballottaggio probabilmente andrà la Le Pen…ma non vincerà.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Quella di Twitter era una curiosità: sarà la disoccupazione record a incoronare la Le Pen.

       
  10. pippo il said:

    I follower possono essere comprati ma io penso siano reali: i giovani stanno con le pen e melechon.
    Il problema è che votano i vecchi e che votano gli immigrati.
    Quando i vecchi saranno morti, ci saranno gli immigrati a votare per il regime.
    E gli ex giovani francesi saranno fregati.
    Allora come oggi.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Anche i “vecchi” sono a spasso, non solo i giovani. E poi il problema della sicurezza riguarda ogni fascia d’età. Gli immigrati sono un’incognita: chi ha qualcosa, vuole difenderla.

       
      • pippo il said:

        meglio non scrivere troppo sul problema che non si può.
        ad ogni modo i sondaggi che danno LP prima sono fatti per mobilitare al voto pro MACRON. é ovvio:
        – elettori di melechon e fillon puntate su macron, che la lepen è in testa !!
        – elettori di hamon puntate su melechon che sennò van un liberale e una fascista al ballottaggio.
        Questo il senso dei sondaggi.
        Vedremo se abboccheranno.
        Comunque la lepen sotto il 28% non ha possibilità al 2° turno. Purtroppo è così.

         
  11. StefanoD il said:

    Ecco le percentuali di voto al primo turno seconto Twitter:
    Le Pen 38%
    Macron 18%
    Fillon 14%
    Melenchon 30%

     
  12. ENEA il said:

    Il “sistema” ha dimostrato ampiamente di fregarsene del velo/voto democratico della volonta’ popolare.
    Carica nomi “altisonanti” come europa (concetto per lo piu’ geografico e non piu’ culturale) come specchi per gli allocchi. Minaccia, ricatta. Lo vuole L’europa….che non esiste….piu’. Esiste il recinto europeo.
    Ipotizzando una vittoria Le Pen mi domando se avra’ la forza e gli appoggi per combattere questa mafia globale che succhia via la ricchezza dei popoli e degli uomini.
    Sara’ una nuova riedizione della sceneggiata Trump?
    Dietro le quinte il presente parla di una progressiva distruzione del tessuto sociale ed economico.
    Il vero boom arrivera’ con la dipartita della generazione degli anni 40/50.
    Allora si che le nuove generazioni a credito vedranno da vicino il muro del liberismo del sistema.
    Nel frattempo gli sbarchi continuano come se nulla fosse.
    L’europa lo vuole.
    Paghiamo tasse ad uno stato che non garantisce neanche piu’ i suoi confini.
    Nulla e’ come appare.

     
  13. Eugenio Orso il said:

    Pur condividendo fino in fondo la sostanza anti-elitista e anti-globalista dell’articolo, mi sento di rilevare che è eccessivamente ottimista … quanto alla vittoria nel ballottaggio di Marine Le Pen, graditissima a tutti noi, e, addirittura, all’ipotesi di un ballottaggio fra Le Pen e Mélenchon, con l’esclusione beffarda del “candidato dei soldi”, l’odioso euroservo Macron. Ripensando alle ultime dipartimentali francesi, in cui la Le Pen e giovanissima nipote non hanno ottenuto la vittoria sperata, non posso che costatare l’efficacia del “patto repubblicano”, della desistenza praticata da tutti i servi sub-politici della troika e temere che avrà successo anche questa volta. Ritengo, inoltre, troppo ottimistica la stessa previsione di un ballottaggio Le Pen-Mélenchon. In tal caso, i servi delle élite finanziarie occidentali appoggerebbero il secondo, probabilmente molto più “malleabile” della Le Pen.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

     
    • Federico Dezzani il said:

      Le previsioni sulle elezioni sono facilmente controllabili: tre giorni e sapremo il verdetto del primo turno. In base a quello, si conoscerà con certezza quasi assoluta anche l’esito del secondo.

       
  14. Etabeta il said:

    Analisi come sempre acuta, ficcante e soprattutto lusinghiera, per chi la pensa come me.
    Tuttavia, parafrasando un adagio mai troppo valorizzato, bisognerebbe stare molto attenti a desiderare così ardentemente un evento, perché potrebbe anche verificarsi.
    A maggior ragone dopo Trump, che non sarà fatto della pasta della Le Pen, però …

     
    • Daniela il said:

      Trump sembra aver fatto 180 gradi di inversione, eppure ancora lo preferisco alla guerrafondaia Hitlery Klinton, che i russi in Siria con c***o li avrebbe avvisati… poi il giochino con il cicciottino capo della Nord Corea…attenzione che il cicciottino Kim Jong-un ha passato 15 anni dei suoi 34 in Svizzera, dove ha imparato le lingue e dove è entrato nei servizi segreti svizzeri (ovviamente con la CIA acconsenziente)…è teatro, vero e proprio, la flotta che minaccia poi va a fare una esercitazione in Australia…
      Se qualcuno lo desidera consiglio questa lettura a questo link
      http://www.voltairenet.org/article196065.html
      Mentre la stampa internazionale descrive la grande giravolta di Donald Trump, Thierry Meyssan dimostra che non è proprio così: lungi dall’aver abbandonato il suo ideale di pace, il presidente degli Stati Uniti urla e bombarda, facendo però attenzione a non commettere nulla di irreversibile.

       
      • gianni il said:

        Concordo con Daniela, le ipotesi sono ancora tutte sul tavolo e ben lungi da essere chiare, prima di tutto perchè Meyssan è un buon analista, come Federico del resto, e i buoni analisti vanno sempre presi in considerazione, e poi perchè al di là di tutto il clamore dei MMS sino ad ora Trump ha fatto solo delle azioni farlocche, sia i cruise contro la base aerea già operativa dopo 12 ore e sia per la bomba MOAB buona solo per sciocchi creduloni, su questa è stato lapidario Snowden, tra parentesi un atro grande analista, e anche le portaerei che vanno in Korea mentre in realtà navigano verso l’Australia mi sembrano atti di belligeranza fake, fatti solo per calmare i più esagitati guerraffondai del suo staff.

         
      • Etabeta il said:

        Sono molto riluttante dal mettere la mano nella pentola, anche se mi assicurano che quella che mi ha scottato un paio di settimane fa fosse in realtà acqua fredda abilmente camuffata.
        Tuttavia, assistendo a questo teatrino in cui gli attori si divertono a scambiarsi le parti, me lo sono immaginato anch’io un Donald Trump che dichiara guerra alla Russia ed il main stream, i militari, l’establishment, le killary Klinton, ecc. – pur di dargli contro – lo fanno desistere al grido di “basta guerre, è ora che i nostri ragazzi tornino a casa”.
        Sembra una fiaba della buona notte ma, in fondo, è quello che si può leggere tra le righe di Meyssan perché, altrimenti, che scopo avrebbe urlare e bombardare pur facendo attenzione a non fare danni?

         
  15. Daniela il said:

    Ottimo libro quello del 1997 di Zbigniew Brzezinski “The Grand Chessboard: American Primacy and Its Geostrategic Imperatives”. Ottima citazione.

    Analisi eccellente, che secondo me è vicina alla verità, molto, e non credo che Dezzani telefoni al Bilderbergh o a Kissinger per avere notizie “BUONE”. Federico è un eccellente surfista delle rete. Uno dei migliori e poi ci aggiunge il capsicum di una lucida analisi geopolitica. Certo che un po’ di BIAS lo ha, ce l’ho anche io perchè tifo, esattamente come lui, per la vittoria della Le Pen.

    Inoltre, vorrei finire, nessuno possiede LA SFERA DI CRISTALLO (nemmeno il Bilderberg) che permette di vedere come tutti quei sistemi e sottosistemi (politici, economici, finanziari, culturali, militari e molti altri ancora) tra loro interferenti e soprattutto estremamente complessi anche da singoli, interagiranno in “tempo reale” e quali esiti potrebbero o non potrebbero produrre.

    E Dezzani ci ha già azzeccato, solo basandosi sulle analisi da surfista.

     
  16. Guido il said:

    Il “surfista” Dezzani, sa cogliere benissimo la cresta dell’onda…
    Se le pen vincerà, farà il filotto delle previsioni.
    Non temo il finale Le pen-Macron. Non c’è partita.
    Temo, invece, il finale Le Pen-Fillon.
    Spero di sbagliarmi.
    Ancora tre giorni.

     
    • Mario il said:

      Io temo di più il finale Le Pen-Mélenchon.
      Con gli altri due, la Le Pen dovrebbe vincere facilmente.
      Mélenchon, a chiacchiere, difenderebbe le stesse classi a cui si rivolge lei.

       
  17. Tenerone Dolcissimo il said:

    Una considerazione ed una domanda.
    CONSIDERAZIONE Caro Dezzani, il successo delle tue previsioni al referendum del 4 dicembre ti ha montato la testa (absit injuria verbis). La Le Pen all’Eliseo è un sogno e penso proprio che tale resterà.
    DOMANDA. Ammesso che la Le Pen vinchi. Non pensi che in tempi brevi la si “normalizzerebbe” come avvenuto per Trump?

     
    • Dodo il said:

      Prima ancora che il rischio “normalizzazione”, c’è il rischio demonizzazione. Il Sistema non esiterà a giocare le carte che sa benissimo usare: i false flag, per scongiurare all’ultimo momento il “pericolo” di una Le Pen che dovesse superare gli ostacoli finora posti.
      Quali potrebbero essere questi false flag?
      Sicuramente qualcosa di razziale, visto che quello è sempre il tallone d’achille della destra non liberista. Qualcosa che coinvolga o gli immigrati o gli ebrei, un attentato attribuito ad un militante del FN. Ma più che un eventuale attentato contro immigrati, con strascico di prevedibili disordini che mettano a ferro e fuoco le banlieu “costringendo” le autorità a leggi d’emergenza e blocco del secondo turno,
      vedrei più probabile un attentato anti-ebraico di matrice estremodestra, con tanto di bambini tra le vittime. L’esercito di giornalisti pronti con i coccodrilli interverrebbe subito a terrorizzare i francesi che ancora intendessero votare la Le Pen, ammonendoli sui terribili pericoli di antisemitismo che l’elezione della figlia di Jean Marie porterebbe ad una Francia già preda dell’anti-sionismo di marca araba. Et volià, il gioco è fatto. FN escluso per l’ennesima volta.

       
      • Tenerone Dolcissimo il said:

        20 aprile 2017
        Ore 1.35 pm Dodo dice: “il sistema non esiterà a giocare le carte che sa benissimo usare: i false flag, per scongiurare all’ultimo momento il “pericolo” di una Le Pen …. Sicuramente qualcosa di razziale, visto che quello è sempre il tallone d’achille della destra non liberista. Qualcosa che coinvolga o gli immigrati o gli ebrei,”
        Ore 21.00 pm “Torna il terrore a Parigi …. A tre giorni dal primo turno per le elezioni presidenziali francesi, giovedì sera verso le 21 un uomo ha aperto il fuoco con un kalashnikov contro la polizia … un agente è morto, due gravemente feriti (che comunque sono fuori pericolo). Anche l’aggressore ha perso la vita nel conflitto a fuoco. … In tarda serata è arrivata anche la rivendicazione dell’Isis. L’agenzia Amaq, legata allo Stato Islamico, riferisce che l’attacco è stato compiuto da «combattenti» dell’Isis, uno dei quali viene individuato in Abu Yusuf al Beljiki, ovvero «il belga».”
        +++
        Magari in separata sede ti mando data, ora e luogo di nascita (so che il luogo è importante per il tema astrale) Cmq sono leone ascendente leone.
        Cio’ premesso:
        1) essendo single pensi che troverò una compagna nonostante sia un po’ in la’ con gli anni?
        2) che sviluppi professionali vedi per me?

         
  18. Matteo il said:

    Spero proprio che il ballottaggio sarà questo, e ovviamente tifo per la Le Pen. Tuttavia Fillon può ancora arrivare al ballottaggio. Macron eliminato con ignominia

     
    • Tenerone Dolcissimo il said:

      Sinceramente mi riesce difficile capire come un cittadino normale possa votare Macron
      Tuttavia, la vita mi ha insegnato che tutto è possibile.
      C’e’ per caso qui qualche psicologo o psichiatra o affine il quale mi possa spiegare per quale oscuro meccanismo della psiche umana un operaio o impiegato o idraulico o peggio ancora disoccupato ma anche un benestante come un avvocato o piccolo imprenditore possa giungere a votare Macron?

       
      • Federico Dezzani il said:

        “Ammesso che la Le Pen vinchi”……….

        Ahahahaha! Fai scassare dalle risate, Tenerone Dolcissimo: sarai mica il ragionier Filini di Fantozzi?

         
      • Tenerone Dolcissimo il said:

        Caro Dezzani, considerato quel che si legge su questo blog, se ogni tanto uno non spezza con una battuta tra un po’ i partecipanti sarebbero la metà causa suicidio

         
  19. Cipollotto il said:

    Un’osservazione, supponendo che la Le Pen vinca, quante persone all’interno dello stato profondo transalpino le metterebbero i bastoni fra le ruote? In questi anni quante persone facenti parti della classe dirigente francese si sono “atlantizzate”? Esiste anche in Francia una roba tipo un pool stile “mani pulite” pronto a “combattere la corruzione”? Magari è già pronto un dipietrino francese? Sui servizi segreti non credo c sia bisogno di aggiungere altro a quanto è stato detto; dai molti dotti commenti sembra che l’esercito stia con la Le Pen, ma così ad occhio, mi pare solo quello. Boh fatti i dovuti conti nel caso in cui dovesse vincere,probabilmente dovrà aspettarsi un trattamento alla “De Gaulle” ( attentati, sabotaggi, ecc. ecc. e sempre che non cambi idea come Trump), bisogna aggiungere che Negli anni 60 la penetrazione dell’atlantismo in Francia era di gran lunga minore di adesso ( almeno lo suppongo), quindi con molta fatica un leader vero poteva realizzare risultati concreti in termini di indipendenza e sovranità, ma dopo Sarkozy, il crollo del muro l’ euro, ho l’impressione che la grande maggioranza della Francia sia tutta contro la Francia stessa. Spero di sbagliarmi

    Cordiali saluti

     
  20. maurizio innocenti il said:

    Ottimo articolo anche questo di Dezzani.
    Forse troppo ottimista.
    Spero nella vittoria di Marine ma ho forti dubbi.
    A mio parere l’ideale avversario di Marine al ballottaggio
    sarebbe Mèlenchon e questo perché la grande maggioranza
    degli elettori del partito di Fillon e una parte degli elettori
    di Macron voterebbero per Marine al secondo turno,essendo
    Mèlenchon troppo a sinistra.
    Quelli che votano chiunque purchè sia contro Marine sono a sinistra e
    al centrosinistra e sono quelli che votarono Chirac contro il padre di
    Marine (ma se al ballottaggio fosse andato un socialista,almeno una parte
    dei voti gollisti sarebbe andata a Jean Marie Le Pen.
    Gli elettori gollisti,di centrodestra,difficilmente voterebbero
    Mèlenchon solo per far perdere Marine.
    L’elettorato gollista è paragonabile a quello di Forza Italia
    che tra Grillo e Salvini voterebbe in prevalenza Salvini.
    In conclusione: il miglior avversario di Marine sarebbe Mèlenchon
    e il peggiore Fillon perché su quest’ultimo convergerebbero i voti
    contro Marine sia dei centristi che dei socialisti,dei verdi e degli ex comunisti.
    Nel mezzo metterei Macron perché non farebbe il pieno dei voti gollisti.
    Su Mèlenchon ho la stessa opinione di Alberto: finto oppositore del sistema,
    finto amico della Russia e finto nemico della Nato,proprio come Grillo.
    PS:Concludo segnalando a Dezzani che quando mi collego al suo blog
    mi esce un avvertimento che lo indica come sito pericoloso per il p.c..

     
  21. Maurizio M. il said:

    In caso di vittoria della Le Pen, (come quasi tutti ci auguriamo), uno degli effetti previsti dagli economisti è il “crollo dell’Euro” https://it.sputniknews.com/mondo/201703274258725-bloomberg-lepen-euro-valuta-tassodicambio/ – Questo, senza addentrarci nelle previsioni ancora più fosche di un eventuale conflitto globale.

    La necessità dei risparmatori di convertire la liquidità in perdita dei depositi bancari, in beni tangibili, dovrebbe far ripartire il mercato immobiliare nazionale.

    A breve, chi ha soldi in banca ne vedrà crollare il “valore”, mentre chi ha una casa da vendere, ne vedrà risalire il prezzo medio di mercato.

     
  22. gianni il said:

    Corposo, molto corposo questo contributo del ns. Federico, che mette in luce molti elementi che se messi nel posto sbagliato, come le tessere di un puzzle, producono infine un quadro assai pericoloso, certo l’esito che anche io auspico è quello della vittoria della Marine, per motivi personali io la trovo anche molto simpatica e perchè ho letto il suo programma la trovo molto preparata, quindi mi auguro che diventi la prossima Presidente della Francia, tra l’altro mi sembra di capire che più i fake media main stream diano addosso ad un candidato più gli fanno guadagnare consenso in un elettorato stanco di bugie, guerre, terrorismi e privazioni economiche e quant’altro ci stanno portando via in questi anni assurdi, quindi le frecce dell’arco in mano ai padroni dell’universo in questo momento sembrano spuntate, nemmeno qualche attentato false flag sarebbe loro di utilità, forse spingerebbe più giù il peso nella bilancia dei consensi, insomma devono mettersi lì e prendersi anche loro quello che verrà dalle urne, ammesso e non concesso che in Francia si possa barare sul risultato, ma per tutte le cose c’è sempre una prima volta, mi auguro che non sia questa.
    Detto questo, se vince Marine cosa accadrà? questa è la questione di fondo, Lei è stata chiara sulle sue intenzioni e questo ci porta al quadro espresso con chiarezza da Federico, andare verso la Russia come si proponeva e per cui fu osteggiato ed escluso De Gaulle, un’Europa da Lisbona a Vladivostok, un sogno che più grande non si può, il più grande progetto di civiltà mai espresso dopo l’Impero Romano, una roba che agli anglo-sionisti provocherebbe un infarto solo a pensarci, un’idea che combatteranno fino alla morte, e dispongono di risorse intestine alla Francia che possono mettere in scena il peggior spettacolo mai visto in Francia, abbiamo già visto i servizi Francesi usare la strategia della tensione mediante atti terroristici contro il popolo francese, e questo sarebbe ancora poca cosa, la questione più pericolosa nel medio periodo penso che sia quello dei milioni di islamisti che risiedono sul continente europeo, questo consentirebbe ai signori del caos di inoculare la “cura Syriana” al’Europa, infatti l’aggressione Syriana non inizia nel 2011 ma viene preparata almeno un decennio prima, inviando uomini, predicatori della sharia, arsenali immensi di armi e montagne di dollari, poi quando obanana va al Cairo e fa il suo cazzo di discorso ecco che si scatena l’inferno, a dimostrazione dell’esistenza di un piano volto a distruggere ogni Stato laico per promuovere la guerra settaria e fare a pezzi ogni sogno di panarabismo, un sogno che tra l’altro è ancora ben visibile nelle bandiere di Egitto, Irak e Syria, quindi un grande sogno di emancipazione e liberazione.
    Per cura Syriana intendo proprio queste aggressioni contro le popolazioni civili in nome di pratiche abberranti, come quelle mostrate in molti paesi del mondo arabo, ad esempio le pratiche di compravendita di esseri umani, con particolare riguardo per le aste di giovani donne acquistate da schifosi riccastri del golfo, per la cronaca: i migliori alleati dell’atlantismo.
    A me pare che la cura sia quasi pronta ed un evento come la separazione della Francia dalla unione monetaria europea, ancorchè solamente in fase iniziale, potrebbe essere il là per iniziare la terapia, intendo una guerra islamica in europa e vorrei vedere come farebbero a chiamarla guerra civile quegli stronzi che parlano in quei termini dell’aggressione alla Syria.
    Penso che gli anglo-americani a trazione sionista sono disposti al peggio pur di non finire ai margini della storia ed allora ecco che si preannunciano venti di guerra in tutti i quadranti del globo, dalla Nord Korea alla Syria (proprio il ministro della difesa francese va dicendo che ha le prove dell’uso di sarin da parte del “Regime Assad” e le presenterà a breve, fors’anche con motivazioni elettorali, naturalmente segue come un eco analoga dichiarazione di qualche politico o che altro isisraeliano), allo Yemen dove cane pazzo Mattis si sta accordando con i pedo-petrolieri sauditi per un’invasione di terra ad un popolo che è già sull’orlo di una gravissima carestia, sino ad una guerra con l’Iran che sarebbe inevitabile anche se solo come conseguenza di un invasione dello Yemen.
    A mio modesto parere queste guerre gli anglo-sionisti le perderebbero tutte, e non ho contato la situazione dell’Afghanistan dove la Russia sta prendendo in mano il pallino della situazione e propone persino di portare al tavolo delle trattative di pace i Talebani, che a parte tutto sono pur sempre gli unici che avevano ridotto a zero le coltivazioni di oppio, mettendo perciò a rischio la principale fonte di auto-finanziamento di cia & co., quindi un altro probabile teatro di guerra che metterebbe ancora più in ambasce il sistema bellico atlantista, a volte sembra che con grande abilità di scacchisti i Russi muovano i pedoni in diverse aree, tutte però basilari per gli atlantisti che sono così costretti a schierare grossi contingenti in troppi posti diversi, finendo per immobilizzarsi, non potendo nemmeno loro combattere così tante guerre tutte assieme; a questo punto se Trump fosse un grande stratega cercherebbe di combatterle tutte, i generali lì per lì sarebbero tutti accontentati, ognuno avrebbe finalmente una guerra tutta sua da combattere, il risultato sarebbe così quello di annichilire il sistema militare-industriale, che dopo una serie contemporanea di severe bastonate non avrebbe altro da fare che ritirarsi con la coda tra le gambe a curarsi le ferite e rimanere così fuorigioco per lunghi anni, consentendo al neopresidente di realizzare la proposta elettorale di un isolazionismo degli americani, vedremo cos’ha in mente, ma ho seri dubbi al riguardo.
    Ecco, questo è quanto io interpreto dalle parole di Federico quando parla di “carico di rottura”, cioè penso anch’io che se Marine vince le presidenziali e inizia a muoversi coerentemento a quanto promesso la cosa più probabile sarà una grandinata di merda, prima sul medio oriente e poi sull’europa, potrebbe anche non rivelarsi un grande disastro mondiale come in tanti sentiamo possibile e di cui ovviamente siamo preoccupati, ma nelle grandi curve che la storia percorre nei suoi momenti cruciali le cose non sono mai indolori, anzi sono quasi sempre della catastrofi, però sono inevitabili.

     
  23. ENEA il said:

    Togliere ai padroni del “sistema” la proprieta’ del denaro.
    Senza questo passaggio fondamentale non si va da nessuna parte.
    Senza denari comprare servi, servetti e traditori sara’ piu’ difficile.
    Oggi possono finanziare guerre e minacce grazie a carta straccia che noi riconosciamo come “valida”.
    Ci sono uomini o donne capaci di fare questo?

    Paghiamo le tasse ad uno stato che non difende i suoi confini.

    europa….un gioco/go di scatole cinesi…

     
    • Heyan6868 il said:

      Verissimo. Ma la stampante monetaria è inarrestabile (sia BCE, sia FED). Più crimini si vogliono perpetrare, più si stampa denaro fiat drenando ricchezza all’economia reale. Ti serve un miliardo di euro per una nuova bomba? No problem! ci pensa la FED! Vuoi dieci miliardi per sviluppare un’arma alle microonde? Via di stampante! Sino a quando la moneta non sarà tolta dalle mani di un monopolista (banche o poteri corrotti dello stato poco cambia) non cambierà mai nulla. Oggi l’unica vera alternativa, che sta impetuosamente crescendo per fortuna, è l’adozione di massa delle criptovalute: sono incontrollabili; rappresentano una riserva di valore inattaccabile ed inespropriabile; se dovessero essere utilizzate in massa impedirebbero (o almeno limiterebbero) ai monopolisti della moneta fiat che ne fanno uso criminale di usarla per armi e guerre. Difficile. Proveranno in tutti modi di impedirlo. Ma tutto sta a noi

       
  24. Eugenio Orso il said:

    Ricordate le presidenziali austriache? Ci sono stati brogli con il voto per posta a favore della marionetta verde Van der Bellen, prediletto dagli euristi, le elezioni sono state ripetute, dopo molti mesi, e il candidato della finanza di rapina/”sogno europeo” ha vinto …
    Ci saranno brogli anche contro la Le Pen? E dopo un eventuale ricorso coronato da successo, cosa accadrà?

    Cari saluti

    Eugenio Orso

     
    • Tenerone Dolcissimo il said:

      Tutto è possibile.
      Ma i francesi non sono austriac. Mi permetto di ricordare che poco tempo fa i dipendenti di Air France hanno quasi fatto la pelle ai loro dirigenti che volevano procedere a licenziamenti di massa per compiacere la UE.
      Preciso che i dirigenti si sono salvati non perché i rivoltosi si siano fermati more italiano e tutto sia finito a tarallucci e vino. No! I dirigenti si sono salvati perché sono stati di gamba svelta a scappare e soprattutto tanto agili da superare d’un balzo la recinzione della loro sede meglio di gatti inseguiti da dobermann.
      Preciso ancora che i suddetti rivoltosi non erano teppisti abbonati agli scontri di piazza e nemmeno operai avvezzi ad un ambiente rude e pronto al confronto fisico, ma pacifici mezze maniche con la pancetta.

       
  25. Gianpietro La Camera il said:

    E’ ovvio che l’attacco suicida avvenuto in Siria pochi giorni fa è stato commesso da al-Qaida. 127 del civili, a soli uno o due km dalla zona di sicurezza del governo, furono uccisi dall’attacco suicida, tra cui 95 bambini. Molti di più furono feriti. Un numero imprecisato di “ribelli” di Ahrar al-Sham fu ucciso. Non v’è alcun serio disaccordo su ciò che è successo.. Nessun elemento governativo avrebbe potuto attraversare il territorio occupato dai terroristi. Le forze governative non hanno mai effettuato attacchi suicidi, mentre al-Qaida e Ahrar al-Sham ne hanno commessi centinaia. Questo era un attacco suicida dei “ribelli”, probabilmente al-Qaida, contro i profughi filo-governativi. Ma BBC, CNN e altri media occidentali non lo diranno. La CNN ha definito il massacro “incidente di percorso“. Il primo articolo da Washington era illustrato con una scena bucolica di “sciiti” in un campo. Gli articoli nascondono al lettore medio gli autori della strage. Non dicono chi fossero i probabili colpevoli e alcuni insinuano, contro ogni logica, che sia il governo. L’ultimo articolo della BBC sul massacro è uno dei peggiori di tale propaganda. Si supponga per un momento di non aver letto quanto sopra, solo il seguente:
    “Siria: ‘Almeno 68 bambini tra i 126 uccisi’ nell’attentato ai bus
    Almeno 68 bambini sono tra le 126 persone uccise nell’attentato agli autobus che trasportavano gli evacuati dalle città assediate, dicono gli attivisti. Un veicolo imbottito di esplosivo ha colpito il convoglio nei pressi di Aleppo”.
    L’80% dei lettori leggerà solo il titolo e forse le prime righe. Chi li ha uccisi? Chi ha effettivamente letto saprà che alcune vittime erano sciiti e che “gli evacuati dalle città governative sono stati uccisi insieme a operatori umanitari e soldati ribelli“. (Da quando i predoni tagliagole di Ahrar sono “soldati”? Come lo era questo tizio? Anche lui un “soldato”). La storia della BBC continua ad insinuare che il governo l’ha fatto perché i “ribelli” non lo farebbero: “E’ successo quando un veicolo carico di cibo è arrivato ed ha iniziato a distribuire patatine, attirando molti bambini prima di esplodere, dice la corrispondente della BBC Lina Sinjab. Ha detto che non era chiaro come il veicolo potesse raggiungere la zona senza il permesso del governo. Ma non c’è neanche alcuna prova che i ribelli siano coinvolti nell’attacco, come il governo sostiene. Non sarebbe nell’interesse dei ribelli, secondo la nostro corrispondente, mentre attendevano che i propri sostenitori venissero evacuati dalle altre città”. Ho letto un sacco di propaganda anti-siriana, ma mai roba così ignobile. “Non era chiaro come il veicolo avrebbe potuto raggiungere la zona senza il permesso del governo.” Bene, un veicolo da quella zona potrebbe arrivare alla sede della BBC a Londra, esplodere e uccidere molte persone senza il “permesso del governo siriano”. (Forse dovrebbe. Solo a scopo dimostrativo). E il territorio occupato dai “ribelli” ha le frontiere aperte con la Turchia da cui vengono riforniti. Qualsiasi gruppo “ribelle” che ha commesso attentati suicidi negli ultimi anni vi ha libero accesso. La corrispondente della BBC e i suoi editori lo sanno bene. Sanno anche che “i ribelli” non sono uniti e che hanno interessi divergenti. E’ del tutto chiaro chi ha commesso tale massacro. Ma la BBC insinua che “il governo l’ha fatto”. Vi sono sono morte più persone che nell’incidente chimico di Qan Shayqun, che ha ucciso alcune persone in una zona occupata dai terroristi. L’incidente fu probabilmente un attacco false flag inscenato dai “ribelli” senza alcun coinvolgimento del governo. Un rapporto a Trump del NSC mentiva su prove che il governo siriano fosse colpevole di tale incidente e gli Stati Uniti bombardarono uno degli aeroporti siriani. 95 bambini sono stati bruciati e maciullati dall’attacco suicida e non saranno onorati quali “bellissimi bambini”, come Trump definì due bambini biondi in una foto di Qan Shayqun. I bambini uccisi ieri erano sfollati “pro-regime” (secondo la CNN) e non meritano tale onore. Le vittime della strage di ieri avranno assai meno seguito mediatico delle quattro vittime realmente documentate dell’incidente di Qan Shayqun. Quel che riceveranno sarà vilipendio di cadavere, con la BBC che offende il popolo siriano che sostiene il proprio governo. Damasco ha deciso che l’accordo e l’evacuazione continuino, nonostante il massacro. Le due città di Idlib sono indifendibili contro un ampio attacco. Alcuna grande operazione del governo su Idlib può avvenire mentre sono tenute in ostaggio.
    Eliah J. Magnier indica ulteriori dettagli sull’accordo di scambio delle “4 città”. Ne ha twittato i passi principali: “Elijah J. Magnier @EjmAlrai
    L’”accordo della quattro città” comprende ostaggi del Qatar, denaro, prigionieri di guerra, prigionieri e corpi.
    Si è conclusa la prima fase (evacuare i civili di età inferiore ai 15 anni).
    Il secondo passaggio evacuerà tutti i terroristi.
    Il terzo sarà lo scambio di prigionieri e cadaveri detenuti da Damasco, Hezbollah e al-Qaida.
    Il quarto sarà la liberazione degli ostaggi del Qatar detenuti in Iraq (non ancora rilasciati) e il pagamento di un riscatto ad al-Qaida”.

     
  26. learco il said:

    Se Marine Le Pen, dopo la vittoria, volesse davvero uscire dalla UE e dalla NATO contro la volontà dell’elite finanziaria dovrebbe affrontare uno scontro difficile da vincere.
    La Francia è uno Stato fortemente indebitato con titoli posseduti per il 60% all’estero: la grande finanza può buttare sul mercato i titoli facendo aumentare lo spread, come fece con Berlusconi; può agire sui derivati, facendo danni immensi anche senza detenere i titoli oppure colpire la Francia in tanti altri modi, utilizzando i sofisticati trucchi finanziari, facendo crollare la sua economia.
    L’elite finanziaria attuale è detta transnazionale, proprio perchè gestisce capitali che non hanno più un riferimento nazionale, ma si muovono da una parte all’altra del globo e possono concentrarsi o sparire in un attimo cliccando sulla tastiera di un computer.
    Non esiste più uno Stato nazionale in grado di opporsi ai giganteschi movimenti speculativi attuali e, purtroppo la Francia non fa eccezione.
    Marine dovrà scendere a patti con questa gente o accettare la demolizione della sua economia.

     
    • Guido il said:

      A questo non credo.
      L’economia francese è autonoma per quanto riguarda l’agricoltura, l’energia, e la difesa. Perciò resterà in piedi, anche se dovesse adottare il franco.
      Certo, la germania farebbe di tutto per farla restare nell’Euro. E’ il suo alibi, altrimenti tutto crolla.
      Ha molte pedine di scambio. Le sue aziende nucleari decotte E.ON e RWE, che può piazzare ai francesi quasi in omaggio. Recentemente le hanno venduto Opel (tramite General Motors, ma sempre azienda tedesca era). Insomma, hanno partite di scambio..
      Certo, l’acquisto di Monsanto da parte di bayer per avvelenare tutta l’Europa, potrebbe far drizzare i capelli agli agricoltori francesi…
      Contemporaneamente la may che indice elezioni, significa che le elezioni francesi saranno decisive. la may avrà il piano A (Macron) ed il piano B( Le Pen).
      Non resta che stare a vedere….

       
  27. Sibilla il said:

    Ma scusate chi dovrebbe sostenere la Le Pen al ballotaggio del 7 maggio? Macron ( già, perché Melanchon si rafforza ma è intorno al 18% non passa assolutamente alla fase 2) avrebbe dalla sua i socialisti (lo hanno già dichiarato) e probabilmente i seguaci di Fillon, la Le Pen rimarrebbe completamente sola. Queste elezioni mi sembrano davvero scontate e non vedo nessun thriller in svolgimento, solo un grande pompaggio mediatico

     
  28. maurizio innocenti il said:

    Articolo avvincente questo di Federico Dezzani e in gran parte condivisibile,
    a parte il giudizio su Mèlenchon che è il solito sinistro,alla Grillo o alla Tsipras,
    che finge di essere populista per togliere voti ai populisti veri.
    Speriamo che la previsione della vittoria di Marine sia confermata dai fatti.
    Personalmente non ho grande fiducia nei francesi e ancor meno ne ho nella
    loro lungimiranza.
    Spero che al ballottaggio vadano Marine e Mèlenchon perché,in tale ipotesi,
    penso che i gollisti voterebbero in massa per Marine perché Mèlenchon è troppo
    a sinistra per loro.
    La conventio ad escludendum in tal caso sarebbe molto difficile.
    Anni fa i sinistri votarono Chirac per impedire la vittoria del padre di Marine e la cosa ebbe un senso perché,comunque,Chirac era,tra i due,il meno lontano dalla loro ideologia
    ma non credo che i gollisti,di centrodestra,voterebbero un estremista di
    sinistra,proprio perché,in tale caso,sarebbe Marine la meno lontana dalle loro idee.
    Se va al ballottaggio Fillon,temo che si ripeta,sia pure in misura minore,quello
    che accadde a Jean Marie,con socialisti,verdi,ex comunisti,ecc.ecc. che voterebbero
    Fillon.
    Se va la ballottaggio Macron l’esito sarebbe incerto: una parte dei gollisti non
    lo voterebbe ma una parte probabilmente sì.
    A questo punto,cominciamo a vedere quello che succederà al primo turno.
    Segnalo,da ultimo,a Federico Dezzani che quando mi collego al suo blog
    mi esce un’avviso di sito non sicuro e devo cliccare su “procedi comunque”
    per visitarlo,con un’attesa di vari secondi per il collegamento effettivo.
    Penso che la cosa vada approfondita,sia che si tratti di un avviso fondato
    sia che si tratti di un tentativo di boicottaggio del sito.

     
    • A me poco più di un mese fa dal mio posto di lavoro veniva inibita la visualizzazione del blog da parte del firewall aziendale, poiché ne rilevava il tentativo d’installazione di un malware java…. Questo per qualche giorno.

       
  29. Arlo il said:

    A me sembra che qui si stanno “sganciando” tutti tranne noi (che non possiamo).
    C’è qualcosa di grosso in arrivo e ognuno vuole avere le mani libere (con i propri servizi sotto controllo).

     
  30. roberto il said:

    Leggo pressoché tutti i blog alternativi ma una così grande e qualificata partecipazione al blog di Dezzani lascia veramente stupefatti ! Onere al suo fondatore, potremo anche pensare di fare un movimento in proprio. Quasi non riesco a trovare nulla da aggiungere ai commenti se non questo :devo ringraziare Dezzani per avermi aperto la mente sul finto movimento M5S nel quale riponevo gran parte delle mie speranze, a Torino ho potuto osservare dal vivo la totale nullità delle promesse fatte in campagna elettorale, difatti i giornaletti La Stampa, Repubblica, Il Sole24h dicono che la Appendino è la sindaca tipo cucina Scavolini “la più amata dagli Italiani” ! Dopo avere manifestato alcune volte lo scontento dei Torinesi sul blog del Grillo adesso non mi ospitano più e basta, vi rendete conto della loro presunta democrazia interna e del pericolo di questa “nuova forza politica”?

     
  31. roberto il said:

    ………………….. stupefatti ! Onere al suo fondatore, potremo anche pensare di fare…………………….

    Ho sbagliato ! volevo dire ….. ONORE ! al suo………………

     
    • Matteo il said:

      Capisco il tuo ragionamento ma sinceramente non capisco perchè le elezioni, che si terranno tra meno di 60 ore, debbano essere rimandate per questo increscioso episodio, peraltro dagli scopi ben evidenti, segno che l’estabilishment non impara mai dai suoi errori

       
    • Federico Dezzani il said:

      Colpi di coda della strategia della tensione: la Le Pen è saldamente in testa…

       
      • Roberto il said:

        Strategia della tensione. E ormai concordo. MA ancora non capisco come sia possibile che , per esempio in questo caso, la polizia colpita non sappia come stanno le cose e SUBISCA questo attacco senza denunciare! E perchè la stessa le Pen non lo faccia. Chiedo scusa se torno con la domanda stupidina!
        Ma la festa, se vince la Le Pen dove la facciamo?

         
      • Gentilissimo Federico, casomai il contrario. Colpo per non far cambiare idea ai francesi e far votare la Le Pen, a tutti gli effetti candidata ideale dell’establishment anglo americano. Quello che ha portato alla brexit e quello che ha fatto eleggere Trump.
        Saluti
        Gianni Palumbo

         
  32. Paul Droogo il said:

    Si è visto quanto valgano i “sondaggi” in occasione del referendum brexit, nelle elezioniUSA, per il referendum si Renzi.
    Direi che non ce ne azzeccano una.
    Quelli per le elezioni francesi sono diversi?
    Lo sapremo tra 72 ore.
    Il tema dei “sondaggi”, invece, resta aperto.

     
  33. Keith Richards il said:

    Comunque il silenzio di questi demoni deliranti che costituiscono la cricca degli eurocriminali e’ indice della loro paura.Tutti zitti..potrebbero prendere posizione e dire che Macron e’ l’uomo giusto per la Francia e invece silenzio.Dopo i festeggiamenti di Roma sono scomparsi…tic tac

     
  34. Sniper il said:

    Ma questo pseudo attentato a chi doveva giovare? Non credo a Fillon o Macron
    Piuttosto alla Le Pen che unisce il problema terrorismo al problema immigrazione
    E’ soprattutto la dimensione dell’attentato che mi dà da pensare. Per spaventare la gente…..per indurla a votare come sempre a fatto….per convincerla a votare i candidati del sistema…..per arrivare ad una sospensione del processo elettorale…..l’atto terroristico sarebbe dovuto essere sconvolgente. Questo non lo sembra

     
    • Ovviamente favorisce la Le Pen. Ma è quello che vogliono gli anglo americani, mettendole contro degli avversari veramente ridicoli e pieni di scheletri negli armadi.
      La linea è abbastanza chiara, si punta a disgregare l’Europa e a colpire la Germania. Ma l’europa disunita porta ai conflitti, la storia è maestra.
      Saluti
      Gianni Palumbo

       
      • Federico Dezzani il said:

        Ehhh?
        Ma se Trump si è appena convertito all’europeismo! E l’omicidio Cox prima del voto sulla Brexit? La Germania di Angela Merkel è poi il più saldo bastione atlantico in Europa! E le porcherie sanguinose in Iugoslavia ed Ucraina per allargare la UE/NATO?

        Ma davvero crede che Putin sia così fesso da ricevere al Cremlino una pedina degli anglomaricani?
        Ma lei sa cos’è l’Unione Europea? E’ la testa di ponte degli angloamericani sul continente.
        Lei, Palumbo, potrebbe essere un simpatico troll.

         
    • Tenerone Dolcissimo il said:

      C’è ampia letteratura che dimostra che la Le Pen non vince nelle zone in cui ci sono stati attentati bensi’ in quelle in cui è forte la disoccupazione
      Quindi l’attentato ha il solo scopo di rinsaldare il potere del mozzarellone o suoi aventi causa (id est Hollande et Hamon)
      Nihil novi sub soli

       
      • Gentilissimo Federico, le intenzioni cambiano con il variare degli uomini al comando. I voleri e i desideri di un determinato periodo temporale non sono un monolite che resiste nei secoli ma variano in funzione del periodo storico stesso. Non è detto che l’Europa sia più così congeniale agli anglo americani come una volta, magari perchè tutta l’Europa ha acquisito troppo potere o magari perchè una o più componenti l’europa stessa abbia acquisito più potere di quello che ci si aspettava (leggasi Germania e Francia) e abbiano intrapreso azioni indipendenti che collidono con gli interessi degli anglo americani stessi. Ed ecco che il primo ad avviare la disgregazione dell’europa è proprio il partner/socio più affidabile (inghilterra) e a ruota si spinge una loro favorita (Le pen) affinchè prenda il potere in una delle 2 nazioni con più potere all’interno dell’Europa. E’ un modus operandi abbastanza canonico degli anglo americani (ucraina-nazisti, francia-front national, italia-mafia, zar di russia-lenin), i quali da un lato fingono di stare con il potere del luogo ma dietro armano e finanziano il contro potere più forte per sostituire il primo sempre con un loro beniamino. Ora, l’esperienza Trump avrebbe dovuto far sorgere un campanello di allarme, neanche 100 giorni e fagocitato dall’establishment. Che poi, fagocitato neanche troppo, bastava guardare l’entourage di Trump per rendersi conto che era in perfetta sintonia con l’establishment. Vede? si fa finta di sostenere un gruppo (Clinton) e di nascosto senza farsi scoprire si finanzia e si porta al comando un altro (Trump). Io spero tremendamente di sbagliarmi e che lei, Federico, abbia ragione. Ma la storia è maestra, e la storia in Europa è: crisi sociale-crisi politica-ascesa delle destre-nazionalismi-GUERRA.
        Saluti
        Gianni Palumbo

         
  35. Marta Dassù, atlantista in pectore, in diretta su Rainews24 sta tracciando un’analisi quasi perfettamente coincidente con la tua in merito alla valenza delle elezioni francesi, Federico.
    dobbiamo preoccuparci?
    😉

     
  36. ENEA il said:

    Non si possono capire l’attuale e le passate grandi crisi economiche, che sembrano periodicamente colpire come un’invasione di locuste bibliche la nostra civiltà occidentale, se non si ha ben chiaro l’esatto ruolo in essa giocato dall’economia. L’economia occidentale è il sistema stesso di gestione del potere, lo schema, il “Matrix” attraverso il quale si struttura il potere e l’èlite mercantile-finanziaria, il “motore immobile”, la funzione primaria cui sottostanno tutti gli altri meccanismi sociali, il sistema operativo trasversale sia ai governi che ai secoli. Funzione il cui scopo ultimo non è né la sussistenza dei popoli né l’arricchimento della classe dominante, ma il puro schema attraverso il quale si conserva e tramanda nel tempo il potere reale.
    In una parola, è l’Occidente stesso, il “sistema” stesso, il suo organismo e non uno dei tanti organi.
    Ma quello che non vi diranno mai è che il fine ultimo dell’economia è quello della “demolizione controllata” del sistema sfruttato… ossia proprio quello che sta ora accadendo.
    Facendo l’esempio di un computer, l’economia occidentale (è bene sottolineare sempre tale aggettivo, e capire perché) coincide quindi con il “sistema operativo”, all’interno del quale girano e sono ad esso sottoposti tutti gli altri “programmi” di gestione sociale, inclusa la “politica” che ad esso è completamente asservita. Questo non perché le cose “debbano” andare per forza così, ma semplicemente perché così si è strutturato e mantenuto nei secoli quel potere finanziario-bancario che prese il sopravvento in Occidente al tempo dei Comuni e delle Signorie, parallelamente alla caduta (o per meglio dire “formulazione di compromesso”) del potere temporale della Chiesa.
    Potere mercantile che trova nel sistema bancario non solo il mezzo ideale per sostituirsi al potere dinastico di Principi e Vescovi, ma anche il mezzo perfetto per poter tenere sotto controllo occulto la popolazione che, con la caduta degli assolutismi, sarebbe divenuta il centro del potere, nonché l’èlite legittimamente delegata alla guida della società…
    Condizione quest’ultima che, guarda caso, non si è mai effettivamente verificata nonostante i successivi apparenti passaggi di potere dalla nobiltà al popolo, passaggi ottenuti a costo di sanguinose rivolte, rivoluzioni e guerre d’indipendenza ripetutesi prima in Europa contro gli assolutismi di re e prìncipi, poi in America per l’indipendenza dalla nativa Inghilterra, fino alla conquista in tutto l’occidente degli Stati Nazionali e delle attuali “Democrazie”… eppure mai il popolo ha tratto da tutte queste guerre un briciolo di potere o benessere in più…
    Quello che invece parallelamente vediamo verificarsi è che, nonostante il passaggio negli stessi secoli del centro “fisico” del potere prima dalle Repubbliche Marinare agli Stati Coloniali, poi dal dominio Inglese a quello Americano, troviamo ben salda nelle posizioni di comando e “potere reale” sempre una sola e ben precisa classe: quella mercantile con le sue pretese di governance globale.
    Cosa è successo, quindi? In una parola, che il potere mercantile ha sempre trovato molto più comodo tenersi nell’ombra, “facendo credere” alla popolazione prima di poter conquistare il potere tramite le rivoluzioni, poi di poterlo gestire, autogovernandosi attraverso gli stati democratici…
    Ma quello che vediamo benissimo ancora oggi è che questa in realtà non è altro che l’illusione in cui con grande maestria ci hanno sempre intrappolati, mentre il vero governo ed il potere reale sono sempre stati saldamente nelle loro mani…
    In una parola il potere mercantile “ha usato” dapprima la popolazione per abbattere il proprio nemico, ma poi semplicemente ne ha occultamente preso il posto, illudendo il popolo con una raggiunta libertà che purtroppo sarà solo formale, ed autoeleggendosi (eccoli, gli “eletti di Dio!”) a nuova nobiltà parassitaria che dalla popolazione trarrà la sua linfa vitale, potere e sostentamento.
    Lo strumento che ha permesso la riuscita di tale perfetto gioco illusionistico è appunto l’economia, o per meglio dire il virus in essa introdotto per rendere schiavo il sistema operativo economico (e di conseguenza ogni programma sociale che in esso “gira”).
    Virus, coincidente col controllo privato dell’emissione monetaria, che comincia lentamente ad agire provocando successivamente nel sistema tali malfunzionamenti:
    a) Aspirazione della ricchezza dalla base e suo totale trasferimento all’Empireo finanziario (banchieri, azionisti, investitori, borse, paradisi fiscali, speculatori, assicurazioni, spa, strumenti speculativo-finanziari in genere).
    b) Conseguenti malfunzionamenti della macchina statale, sfruttati a loro volta per impoverire maggiormente la base con l’ulteriore richiesta di tasse, tagli, sacrifici, maggiore produttività, privatizzazione di imprese statali.
    c) Rischio di default degli Stati, cui si sopperisce con un’inutile operazione di rifinanziamento a fronte dell’ulteriore privatizzazione di imprese, servizi pubblici, beni e patrimoni culturali.
    d) Morte sistemica finale, che sarà gestita come demolizione controllata o del solo aspetto economico o dell’intero sistema socio-politico.

     
    • II parte
      E così un’ idea perfetta, un meccanismo in sè perfettamente funzionale e dotato di un preciso regolatore interno, viene lasciato esternamente intatto, ma infiltrato da sempre più numerosi virus … che trasformano il corretto funzionamento dell’ economia inteso come “pompa” per favorire gli scambi, in quello tipico di un’ “autoclave”, che risucchia la ricchezza dal basso per proiettarla verso l’ alto, verso il ceto dominante.
      Il sugo della trattativa sarà stato più o meno quello sopra riportato, con l’ aggravante che il politico “democratico” diventa ora una sorta di giano bifronte, apparentemente al servizio del popolo che lo elegge ma realmente legato a doppio filo con chi gli “presta” la moneta, in quanto costretto ad indebitare realmente la… ma non finisce qui, in quanto verrà indotto a stringerla in un ricatto ancora peggiore di quello che legava i precedenti monarchi ai loro finanziatori: il ricatto speculativo.
      Per farla breve: il complesso mondo finanziario: banche, borse, azionisti, investitori, speculatori, ecc … in sintesi PERSONE PRIVATE CON ENORME POTERE FINANZIARIO a questo punto non si accontentano di chiedere gli interessi annuali sulla massa monetaria circolante, interessi che non essendo in essa inclusi causano già continua inflazione e continuo ricorso a nuovo prestito ( virus primario ), ma, impossessandosi arbitrariamente della decisionalità e potere legalmente appartenenti allo Stato, cominciano tramite tutta una serie di artifici e prodotti finanziari atti a “capitalizzare la moneta” ( ossia le decretano un “valore intrinseco” del tutto arbitrario ), ad indebitare il futuro stesso delle popolazioni … creando quella famosa “bolla virtuale” per onorare la quale si costringeranno gli Stati ad essere sempre più despoti verso i loro popoli, pretendendo “tasse sempre più elevate, tagli alla spesa pubblica e sempre maggiore produttività”. ( secondo virus ).
      Forzando in questo modo ulteriormente l’ equilibrio interno degli Stati e mettendoli nelle condizioni di non poter essere puntuali nel pagare il loro debito, che così si accumula, si cominciano ora a pretendere “svendite di aziende e servizi”, accampando la scusa della “non produttività” statale ( terzo virus ).
      Non ne hanno ancora abbastanza ? … No, perchè come vedremo questo è solo il gradito antipasto … il piatto forte deve ancora venire, in quanto coinciderà con la “demolizione controllata del sistema”.
      Infatti tutti questi virus sono SCIENTEMENTE INTRODOTTI nel sistema economico non ( o perlomeno non solo ) al fine di arricchimento e dominio, ma PROPRIO PER PORTARLO INFINE AD ESPLODERE
      A questo punto bisogna introdurre la differenza tra i concetti profondamente diversi di “crisi ciclica” e “crisi sistemica”

      Le crisi “cicliche” e le crisi “sistemiche”

      Il “cuore” del sistema di questo Potere.
      Un cuore che deve essere assolutamente occultato alla vista della popolazione.
      E’ ovvio ed intuitivo che un sistema economico che continua a richiedere ad un asino sempre più digiuno ancor più sacrifici, che insiste a caricarlo con pesi che lo uccideranno, che persevera contemporaneamente a gonfiare una bolla speculativa virtuale anche quando NON PUO’ MATERIALMENTE PIU’ ESSERE ASSORBITA dal sistema stesso … beh, è ovvio che non lo sta facendo “per errore” ( come furbescamente dicono i vari analisti ammaestrati ), ma lo sta facendo “apposta” … e che non è colpa del “capitalismo”, o del “tenore di vita troppo elevato” ( e quale di grazia ? ), o del “sistema che non funziona” ( grazie tante, dopo i virus introdotti da loro stessi … ) ma è, al contrario, l’ “esatto funzionamento che si vuole ottenere dal sistema economico” ( e sociale per ovvia ripercussione ).
      Se il nostro “autoclave” dell’ esempio sopra sarà infatti spinto a succhiare più ricchezza di quanta la base possa produrre, e si insiste a farlo funzionare così, presto succederà semplicemente che “girerà a vuoto”, ossia non riuscirà a portare più nulla ai piani superiori … e che i sacchi gia virtualmente predisposti ad accogliere tale ricchezza rimarranno inesorabilmente vuoti.

      Ecco: ora è arrivato il momento di “far crollare il sistema”, in quanto non se ne ricava più niente, come da una tetta sterile o da un terreno esausto.
      E L’ èlite ha ovviamente più di un interesse a partire in un sistema completamente nuovo piuttosto che “riparare” l’ esistente: crisi, guerre, spoliazioni, privatizzazioni, conquiste, ricostruzioni ecc. daranno il duplice vantaggio economico di “riempire i sacchi fino al possibile” e di partire da zero in un sistema vergine da riparassitare alla stessa identica maniera, con un po’ di popolazione in meno, maggiormente impoverita e sempre più “governabile” …

      La crisi ciclica: Se tale processo è LIMITATO ad una zona specifica e al puro ambito economico prende il nome di “crisi ciclica” … è la tipica crisi che l’ èlite CREA ( sottolineo: le crisi sono scientemente create in quanto parte terminale ed indispensabile dell’ intero ciclo del debito, semplicemente facendo rientrare la massa monetaria circolante ) al fine di “spazzolare ricchezze reali” che vadano a colmare la bolla virtuale artatamente gonfiata.
      E poichè l’ èlite prevede in questo caso di poter recuperare tutto o buona parte del “debito” sono le tipiche crisi “da cui si esce”. Avvengono generalmente in cicli di circa 50 / 60 anni.
      La crisi sistemica: Ben altra cosa, e ben più grave per la popolazione, è la “crisi sistemica”, ( come quella odierna ), in quanto si alimenta continuamente la bolla speculativa in modo CHE NON SIA PIU’ RECUPERABILE ( oggi si parla di circa 10 volte l’ intero Pil mondiale ) … sono le tipiche crisi “da cui non si esce” … perlomeno non con i soliti strumenti finanziari.
      Perchè lo fanno ??? E qui sta il “segreto dei segreti”, l’ aspetto più terribilmente subdolo di questo tipo di potere: perchè l’ èlite ha deciso in questo secondo caso uno stravolgimento totale del sistema, stravolgimento che attraverso guerre o rivolte di massa dovrà portare ad un nuovo ed esteso riassetto geopolitico, e garantire contemporaneamente a sè stessa di potersi “riciclare” in un diverso centro del potere ( che ieri era l’ Inghilterra, oggi l’ America, domani probabilmente la Cina ).
      E’ l’ Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri, è la tipica crisi cui all’ aspetto puramente economico si aggiunge un aspetto geostrategico e politico: tutti i passaggi storici sopra menzionati avvenuti attraverso guerre e rivoluzioni che abbiano spostato il centro fisico del potere occidentale sono stati conseguenti ad una crisi sistemica.

      Il Potere mercantile-bancario attraverso queste crisi FINGE DUNQUE LA SUA MORTE per poter mantenere il suo anonimato e la sua caratteristica di segretezza, predisponendosi ad un nuovo “ciclo storico” ( questa volta NON SOLO ECONOMICO ), proprio per poter rinascere facendo credere alla popolazione ingenua di essere definitivamente sparito, vittima proprio di quella stessa Rivoluzione Sociale da lui stesso provocata, ma in realtà risorgendo più forte come la Fenice, come il vampiro che muore solo apparentemente, finchè non si riesca a trapassargli definitivamente il cuore con un paletto di frassino.

      I vantaggi di tale processo di “morte e resurrezione” sono innumerevoli per l’ èlite: essi vanno dall’ accumulo di enormi ricchezze portate dai conflitti, al fatto di evitare di poter col tempo essere scoperta, al vantaggio di “nuova e maggiore governabilità” di una popolazione che si crede finalmente libera, alla possibilità di continua reiterazione dello stesso schema di dominazione occulta, allo stringere nuove alleanze, al dare un ordine sociale SOLO APPARENTEMENTE NUOVO, come sopra riportato, dove le conquiste per il popolo saranno di pura facciata, di pura forma, tendenti a donargli l’ illusione di essersi liberato del “nemico” ( che non a caso viene mediaticamente indotto ad essere fallacemente individuato sempre e solo in “sotto-sistemi” quali la casta politica, il capitalismo, la setta bancaria, i riscaldamento climatico, le lobbye e le multinazionali, ecc ) e di potersi ora pienamente autogestire … mentre il potere, poco dopo, si scoprirà essere rimasto esattamente nelle stesse mani di prima, e condotto con gli stessi subdoli espedienti.

      CAVALCARE LA CRISI
      Qual’ è la cosa oggi ( come in ogni crisi sistemica ) più temuta in assoluto dal potere reale ? Che scoppi una rivolta VERA, ossia da lui non prevista e gestita che scavalchi le intenzioni della stessa èlite che ha predisposto il caos, finendo per volgersi a vantaggio della popolazione che riesce così veramente ad individuare e cacciare o imprigionare “il vampiro”, ossia i membri locali dell’ èlite. Un potere lo combatti solo con un altro potere?
      Ogni incanalazione “politica” ovviamente non costituisce invece un vero pericolo per il potere, in quanto strettamente controllata dallo stesso, e per questo si cercherà in ogni modo di far confluire il caos generato ad indirizzarsi e riorganizzarsi attraverso una via “politica” preventivamente predisposta e studiata dall’ èlite stessa a sfociare nelle soluzioni già stabilite … via politica che può benissimo essere costituita anche da una rivoluzione pilotata, o da un conflitto bellico, o addirittura da un conflitto mondiale.
      Per questo i politici esortano continuamente la popolazione a “mantenere la calma” … per prendere tempo, per temporeggiare all’ infinito, dando modo all’ èlite sia di “spazzolare per bene” beni, aziende, servizi e patrimonio culturale ( come sta avvenendo oggi in Grecia e domani da noi ), e nel frattempo lasciarle predisporre quello che sarà il piano di “demolizione controllata” del sistema esistente … tra una cosa e l’ altra possono passare anni, per cui si presenta la necessità di una disinformazione molto ben infiltrata ad ogni livello …
      Disinformazione in cui si butta la colpa sugli “organi” del sistema piuttosto che sulla sua stessa essenza … ( nè del resto potrebbero venirvi a raccontare che l’ economia non può riprendersi proprio perchè farla crollare, far crollare l’ ordine interno degli Stati, creare caos, guerre e distruzione è proprio quello che a questo punto si vuole …

       
      • Francesca Ancona il said:

        Enea sei un genio. Mi ha toccato molto questo scritto, è la verità, cruda e amara. Sarebbe davvero bello sorprenderli, ma siamo così divisi e in queste azioni ci vorrebbe un’unità popolare incredibile, che forse non c’è mai stata, se questo potere continua imperterrito da secoli. Quindi, impossibile vincere il mostro, rassegnamoci…

         
      • Maurizio il said:

        L’ analisi , che condivido in pieno , mi ha fatto venire in mente uno scritto di Jean Paul Sartre sulla strumentalizzazione e quindi l’ inutilità di tutte le ” rivoluzioni “.Che ne possa arrivare una vera non lo credo possibile.

         
      • Ivan il said:

        Enea non so se questo ragionamento mi convince completamente, come fanno costoro a essere così ben organizzati. Dove mettiamo il fattore umano, la casistica, i contrattempi e le degenerazioni delle guerre. Un pianeta distrutto non giova a nessuno come non mi spiego il perchè di tanta avidità di beni materiali. Ma per farci che cosa? Mi sembra un meccanismo inumano, un autoclave come dici tu, ma l’umanità ha troppi difetti per funzionare così bene…

         
      • Francesca Ancona il said:

        Per il fatto dei beni materiali sono d’accordo con Ivan. Loro succhiano proprio il sangue, non credo siano interessati a tutti questi beni materiali, c’è qualcosa di più, qualcosa d’innaturale e mostruoso…Però, come dice Enea, i beni materiali portano il potere, ma loro ne hanno già in abbondanza. Non saprei

         
  37. Fartzilla il said:

    E, puntuale, arriva l’Attentatòn sur Les Champs-Élysées!

    Stanno diventando veramente prevedibili, diciamolo!

     
    • gengiss il said:

      LaRepubblica dice che nella macchina dell’attentatore sono stati trovati “appunti scritti a mano con l’indirizzo della Dgsi”, i servizi segreti francesi. Chissà come mai… Lui, da morto, non potrà spiegarlo…

       
    • Tenerone Dolcissimo il said:

      Vedi sopra il mio commento a
      Dodo
      il 20 aprile 2017 a 1:35 pm said:

       
    • PS: non e’ che mi levi questo avatar-icona nazisteggiante, pls?

      uno perfettamente simmetrico, come quelli di Mihai Podeanu e learco, sarebbe assai piu’ gradito

      PS: ma sei il guzzanti sotto falso nome?

       
  38. DANILO FABBRONI il said:

    Speriam davvero che Madame le Pen non sia altro che un Bernard Fay in gonnella! Non sarebbe la prima volta in Francia….

     
    • Federico Dezzani il said:

      Tra le tue intuizioni, Danilo, e quelle dell’FSB russo, accredito di più le seconde…

       
  39. Cinà il said:

    Data la matrice dell’attentato di ieri sera, mi piacerebbe che Dezzani ci fornisse un serio approfondimento dei rappporti tra il sionismo e il Fn. Perché sappiamo tutti che la impresentabile governance europea non sempre è stata molto tenera nei confronti delle politiche israeliane. Dunque una punizione che partisse dalla disgregazione dell’attuale Ue (in debito d’ossigeno per l’economia asfittica, l’immigrazione fuori controllo etc.) per giungere ad una balcanizzazione europea sullo stile di quella perpetrata in Medio Oriente?
    Certo dipenderebbe molto dalle reali azioni politiche di Marine Le Pen, in caso di sua elezione, tuttavia considerati i trascorsi esempi (Tsipras, Trump, lo stesso Erdogan dopo il golpe fallito …), sinceramente, non mi sento di festeggiare in anticipo!

     
    • Federico Dezzani il said:

      C’è un mito da sfatare: Israele NON è onnipotente, NON è gli Stati Uniti, NON è l’establishment atlantico.

      Israele è una striscia di terra creata dall’impero britannico: il Likud è un partito semi-fascista che è spesso in rotta con i centri di potere liberal.

      Tra Israele e la Le Pen intercorrono gli stessi legami che ci sono tra Israele e Putin. Punto. Basta.

      E poi quello che lei chiama “balcanizzazione della UE”, io lo chiamo sovranità!!!!

       
  40. ..ma questi lo “sono” o lo “fanno”?…
    Stando così le cose dopodomani mattina la prima cosa che farei, dopo aver bevuto un grand cafè noir e addentato un’ottima baguette con roast beef è andare al seggio e pensare alla Marion, se non altro per scarsa efficienza dei Servizi sotto “l’attuale Governo” (il peggiore della storia di Francia).

     
  41. Sniper il said:

    Un attentato di questo livello, che al contempo ridicolizza la sicurezza francese e la giustizia francese, che consolida l’assioma terrorismo immigrazione, non può che favorire la Le Pen.
    Diverso sarebbe stato con un nuovo Bataclan che venne vissuto come un attacco alla nazione, col risultato di coalizzarne quello che ne resta, in questo caso su un nome dentro l’apparato.
    La stessa Le Pen dichiara di aspettarsi altri attentati, quasi a confermare la farloccaggine di questo.

     
  42. Matteo il said:

    Russia e Cina stanno ammassando truppe alla frontiera coreana. La Guerra, quella definitiva, non è mai stata così vicina

     
  43. Peppino Storto il said:

    Fonti militari americane hanno riferito questa mattina alla Cnn che l’aeronautica militare della Cina avrebbe messo i caccia in stato di massima allerta.
    Fonte: Il Giornale

     
  44. tombino il said:

    Cinque mesi fa venne qui pubblicato l’articolo intitolato “Vince Trump ed il mondo, no, non sarà più lo stesso!”
    Temo che anche in quell’occasione Federico fu profetico, ma per motivi diversi da quelli pronosticati.
    Il tradimento di Trump ci costerà caro.

     
  45. Diana il said:

    Sappiamo bene che se un candidato vince le elezioni significa che è sostenuto da qualcuno che conta nel Sistema.

    Lo chiedo ingenuamente: La Le Pen è sostenuta da Israele, così come il primo Trump era sponsorizzato da Israele?

    Che differenza c’è tra François Hollande, Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen?
    A quanto pare nessuna: tutti vendono la Francia allo stesso acquirente, ma con diversi intermediari. Se i primi due attraverso gli Stati Uniti, Marine Le Pen ha scelto Israele, essendo tali Paesi interfacce complementari dello stesso mandante.

    L’ampia campagna mediatica sul prestito di 9 milioni di euro al Fronte nazionale da parte della Prima Banca Ceco-Russa di Roman Jakubovich Popov crea tanto rumore su un semplice prestito, è utilizzata per nascondere l’essenziale.

    Ho seguito la campagna. Tutto inizia con la rivelazione di Mediapart, la cui fughe meriterebbero delle domande sull’origine e il motivo per cui sono finite negli uffici del giornale. Inizialmente, Marine Le Pen passa per filo-Putin, quasi suo famiglio, rafforzando l’immagine nazionalista del FN, che indossando i panni di un Putin, passa per puro e duro nazionalista, dato che Putin rappresenta gli interessi del suo Paese contro tutti. Il passo successivo è invertirne i ruoli. Dato che Marine Le Pen sembra Putin, Putin può sembrare Marine Le Pen.

    Christine Ockrent ha tratto la conclusione necessaria, che il presidente russo sia di estrema destra, contando sulla demonizzazione del FN imposta in Francia per anni per ritrarre Vladimir Putin nelle vesti del nuovo Hitler che finanzia i partiti di estrema destra europei, colpendo di passaggio il nuovo nemico, l’Ungheria, ma attenta a dimenticare i nazisti ucraini.

    Secondo Christine Ockrent, Putin gestisce tutto, guida tutto, concede o nega prestiti, respinge o nomina chi vuole, in tutti i settori, ecc. come superman di Hollywood. Un buon dittatore che si rispetti deve essere responsabile di tutto ciò che accade nel suo Paese. Le banche francesi prestano quotidianamente ad eminente stranieri, ma mai Ockrent incriminerebbe Francois Hollande per le transazioni. François Hollande non è un dittatore!

    Su Putin, si tratta di compiere un ulteriore passo nell’hitlerizzazione della sua immagine, e Marine Le Pen, intenzionalmente o no, è pienamente coinvolta in tale operazione. Christine Ockrent, che non si vedeva da tempo, è stata assunta per l’occasione illuminandoci sulla nuova ‘ideologia estremista” di Putin. Il FN, ancora una volta, gioca il ruolo per cui è stato creato e mantenuto fino ad oggi, un demone a cui poter votare ogni persona che vorremmo demonizzare.

    Christine Ockrent è una grande figura del sionismo in Francia e la cui scelta per tale campagna non è banale. Infatti, in tutte le fasi dell’operazione, si nota l’impronta del sionismo. Il prestito al FN ha seguito le normali operazioni di prestito, con colloqui, intermediari, ecc. L’assordante rumore mediatico su tale prestito, mettendo in evidenza il presunto rapporto tra Le Pen e Russia, si limita a coprire i retroscena. Ora, l’uomo chiave del prestito è Aleksandr Babakov, che ha due caratteristiche di cui Christine Ockrent non potrà mai parlare: è il presidente del partito di sinistra Rodina e ha triplice nazionalità: russa, svedese e… israeliana.

    Ora si comprende perché il chiasso mediatico sia ben accolto e anche amplificato da Marine Le Pen, che può evitare di parlare di cose che potrebbero far sobbalzare parte del suo elettorato. In effetti, si porrebbero certe domande cui difficilmente risponderebbe, come questa ad esempio: che rapporto ha il FN con un uomo di sinistra che possiede un castello in Francia ed ha la cittadinanza israeliana, sapendo che un oligarca israeliano è ovviamente sionista (altrimenti non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere un oligarca)?

    In ultima analisi, 40 milioni di prestiti al FN (i 9 milioni di cui parlano tutti è solo una prima parte) sono dovuti alla rete sionista. In cambio di quali servizi in Francia?

    Spero tanto di sbagliarmi Fede, ma dopo il voltafaccia dell’imprenditore americano sono sfiduciata.

     
      • Federico Dezzani il said:

        No, pochi semplici fatti smontano la vostra tesi:
        1. La Le Pen sostiene Assad che è ostile ad Israele.
        2. Si è recata in visita ufficiale in Libano che è di nuovo sull’orlo della guerra con Israele.
        3. Ha dovuto muoversi con cura, per scansare le accuse di antisemitismo.
        4. Ha detto espressamente che gli ebrei devono scegliere tra la cittadinanza francese e quella israeliana.
        5. Israele è comunque una realtà con cui devi confrontarti e lo stesso Putin è costretto ad incassare le continue violazioni israeliane dello spazio aereo di Damasco.

        E poi è importante il ruolo della Le Pen in chiave anti-euro e pro-Russia. In MO la Francia conta il 2 di picche nel 2017.

         
  46. emanuele777 il said:

    Sempre nella Storia si è creduto che nulla potesse cambiare: in realtà le cose cambiano, in maniera lenta ma cambiano.

    Quanto a Trump sono ancora in tanti a credere che stia recitando una parte, fa la voce grossa e minaccia ma (fino ad ora) non ha fatto ancora nulla di irreparabile: doveva inviare la Armada in Corea del Nord ma si è scoperto che andavano nella direzione opposta. E intanto la grancassa mediatica contro di lui si è chetata, addirittura la CNN ha dichiarato che è diventato presidente sul serio..

    Secondo me è ancora presto per dire che Trump abbia fatto un serio voltafaccia, staremo a vedere le prossime settimane ma il meglio (e il peggio sono ancora possibili).

    Ricordate che solo un anno fa nessuno avrebbe creduto possibile che un paese come la Gran Bretagna avrebbe lasciato l’Unione Europea, eppure sta succedendo

     
  47. guidino il said:

    C’e una nuova scienza da studiare: “il recasting” viene effettuato post elezioni nei palazzi di centrali del potere, appena finite le cerimonie e spazzati via i coriandoli e i palloncini. Si smonta la propaganda elettorale del perdente per rimontarla sulla azione politica del vincitore.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Vedremo, come fatto giustamente osservare sopra, la storia cmq procede…

       

I commenti sono chiusi.