Gas sarin sulla campagna elettorale francese

La Siria è stata teatro dell’ennesimo atto di guerra psicologica: il 4 aprile l’aviazione di Damasco è stata accusata di aver perpetrato un attacco chimico nella provincia di Idlib, sebbene tutto lasci supporre, proprio come nel caso della strage di Ghouta dell’agosto 2013, la presenza di un’oculata regia “occidentale” dietro l’episodio. C’è da chiedersi perché il nuovo assalto mediatico contro Bashar Assad sia lanciato proprio ora: come le presidenziali americane furono accompagnate dalla grancassa dell’assedio di Aleppo, “la nuova Sarajevo”, così l’episodio di Idlib si collega alle imminenti presidenziali francesi. Lo spettro di una vittoria di Marine Le Pen si materializza man mano che il voto si avvicina e l’attacco di Idlib è l’estremo tentativo di intralciarne l’ingresso all’Eliseo.

Attacco chimico ad Idlib: sì, Marine Le Pen è proiettata verso l’Eliseo

Si avvicina il primo turno delle presidenziali francesi e, considerando gli effetti che la vittoria di Marine Le Pen produrrebbe sui già malconci assetti euro-atlantici, tutto è apparso sinora fin troppo tranquillo: calma piatta sui mercati finanziari, sporadici allarmi terroristici, fiacchi attacchi giudiziari. Decisamente troppo poco, calcolando che la conquista dell’Eliseo da parte del Front National sconquasserebbe definitivamente l’architettura internazionale negli ultimi 70 anni, con il duplice abbandono francese della NATO e dell’Unione Europea. Solo negli ultimi giorni, quando mancano meno di tre settimane al primo ballottaggio del 23 aprile, il registro degli eventi si è adattato alla gravità dell’imminente voto: ci riferiamo all’attacco chimico nella provincia siriana di Idlib.

Collegare la presunta mattanza siriana alle prossime presidenziali francesi può sembrare una forzatura, il frutto di un approccio così olisitico da vedere connessioni tra eventi anche dove in realtà non ci sono. Eppure, attraverso qualche semplice passaggio logico, si può dimostrare non solo che l’episodio di Idlib sia correlato all’imminente voto francese, ma anche come esso corrobori la tesi che la vittoria di Marine Le Pen sia più concreta che mai. Dopotutto, c’è un illustre precedente a quanto sta avvenendo in questi giorni: la campagna elettorale americana dello scorso autunno, dove una candidata filo-establishment, Hillary Clinton), fronteggiò uno sfidante “filo-russo” (Donald Trump), sullo sfondo dell’assedio di Aleppo, definita dai media come“la nuova Sarajevo”. L’equivalente della Clinton è il candidato centrista Emmanuel Macron, Marine Le Pen corrisponde al “populista” Trump, e la strage di Idlib è la versione aggiornata dei fatti di Aleppo.

Partiamo dalla situazione politica in Francia, dove media, sondaggisti ed opinionisti ripetono il mantra di una vittoria di Emmanuel Macron al ballottaggio con la stessa ossessività con cui sostenevano che Hillary Clinton avrebbe conquistato la Casa Bianca (“Clinton has 90 percent chance of winning: Reuters/Ipsos States of the Nation” scriveva la Reuters l’8 novembre 20161): il timore che aleggia nella stanza dei bottoni è che la candidata del Front National, già data vincente al primo turno da alcuni sondaggisti, riesca nell’impresa che suo padre, Jean-Marine Le Pen, fallì nel 2002, sbaragliando il concorrente al ballottaggio e conquistando l’Eliseo. La forza di Marine Le Pen consiste nella sua carica anti-establishment, che l’ha portata su posizioni agli antipodi rispetto all’oligarchia euro-atlantica. Due, in particolare, sono le iniziative che ci interessa sottolineare ai fini della nostra analisi: il 20 febbraio scorso, durante una visita ufficiale in Libano, la candidata del Front National si è espressa a favore del presidente Bashar Assad (“la seule solution viable et une solution bien plus rassurante pour la France que l’État islamique”2) ed il 24 marzo è volata a Mosca per un amichevole incontro con Vladimir Putin, cui ha ribadito la volontà, se eletta, di ristabilire prontamente le relazioni franco-russe3.

La politica estera di Marine Le Pen è quindi chiara e ben delineata: sui dossier internazionali più bollenti, i rapporti Russia-Occidente e la crisi siriana, “la populista” francese è fortemente sbilanciata verso il Cremlino e verso Damasco, in aperta opposizione alla retorica dominante dei media e dei governi occidentali. È possibile, per chi volesse bloccarne ad ogni costo l’ingresso all’Elisio, studiare un’offensiva ad hoc sulla base di questi orientamenti. Come? Inscenando l’ennesima crisi internazionale che dipinga Bashar Assad come un macellaio del suo popolo e Vladimir Putin come il cinico e spregiudicato difensore del dittatore siriano. Entra quindi in campo l’attacco chimico di Idlib del 4 aprile: l’ennesimo episodio di guerra psicologica che ha accompagnato la destabilizzazione della Siria, giocato però più in chiave “francese” che “mediorientale”.

La cronaca degli eventi è nota: il 4 aprile, le agenzie di stampa sono inondante delle ultime atrocità commesse dal regime siriano contro la popolazione civile. Nella provincia di Idlib, non distante dal confine con la Turchia ed ancora controllata dai ribelli, l’aviazione di Damasco avrebbe bombardato con “gas tossici” i centri urbani in mano agli insorti, compresi alcuni ospedali. Centinaia di civili presentano i tipici sintomi di intossicazione da agenti nervini ed il bilancio dei morti sale rapidamente fino a contare 86 vittime, di cui una trentina di bambini. Nel volgere di poche ore i giornali sono subissati di scioccanti immagini dell’ennesima strage di innocenti: salme avvolte nei teli, bimbi ricoverati, soccorritori impegnati nella decontaminazione.

Preparato adeguatamente il terreno mediatico, può iniziare l’affondo politico-diplomatico: Unione Europea ed Onu partono lancia in resta contro Bashar Assad, ma sono soprattutto Regno Unito e Francia a guidare l’offensiva. Ai fini della nostra analisi è importante evidenziare il ruolo dell’Eliseo e del governo francese: è il ministro degli Esteri Jean-Marc Ayrault che imputa “senza alcun dubbio” la strage al regime siriano4, è Parigi a chiedere un’immediata riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, è il presidente François Hollande ad attaccare duramente Bashar Assad ed i suoi alleati, cui va addossata una “responsabilité politique, stratégique et morale5”. In difesa di Damasco interviene ovviamente la Russia che, decisa ancora una volta a bloccare qualsiasi risoluzione ostile al Consiglio di sicurezza dell’ONU, parla di vere e proprie “fake news” scientemente alimentate attorno alla presunta strage.

Sulla matrice “occidentale” della presunta strage e sulla sua fabbricazione a tavolino, ci sono pochi dubbi. L’attacco chimico di Idlib è identico, in termini di immagini, narrazione e battage mediatico di accompagnamento, all’analogo episodio di Ghouta dell’estate 2013: già allora emerse con chiarezza la responsabilità di quelle potenze regionali6 (Turchia, Arabia Saudita ed Israele) interessate a trascinare gli USA in una campagna di bombardamenti aerei contro l’esercito arabo siriano. Parallelamente, fu subito evidente l’assurdità di un simile gesto se perpetrato da Damasco: oggi come allora, le forze armate siriane non hanno alcun interesse nel cimentarsi in azioni suicide, specie dopo i successi militari degli ultimi 18 mesi. Ma sono soprattutto gli attori coinvolti nell’operazione ad imprimere l’inconfondibile sigillo “atlantico” sui fatti di Idlib: tutto il materiale prodotto sulla presunta strage di Idlib è confezionato dai “White Helmets”, un’organizzazione non governativa adibita alla “difesa civile” nelle zone liberate “dal regime” e finanziata da “the governments of the UK, Holland, Denmark, Germany, Japan, and the USA7”.

Come nell’agosto di quattro anni, la mattanza a base di gas sarin è prontamente sfruttata da quelle potenze che dal 2011 lavorano per la caduta di Bashar Assad: “tutte le prove che ho visto suggeriscono che è stato il regime di Assad, nella piena consapevolezza di usare armi illegali in un attacco barbaro contro il suo stesso popolo” afferma il ministro degli Eteri inglese Boris Johnson; “più di 100 persone sono state uccise e tra queste 50 bambini, Assad assassino, come farai a sfuggire alle loro maledizioni?” incalza il presidente turco Recep Erdogan; the murderous chemical weapons attacks on citizens in Idlib province in Syria and on a local hospital were carried out on the direct order and planned by the Syrian president, Bashar Assad, using Syrian planes” ribadisce il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liberman. Ma non c’è dubbio l’arma chimica di Idlib sia indirizzata soprattutto alla campagna elettorale francese.

Comment les prétendants à l’Élysée comptent-ils gérer le dossier syrien?” si domanda le Figaro il 6 aprile, stigmatizzando le posizioni filo-Assad e filo-russe di Marine Le Pen8. “Attaque chimique en Syrie : les réactions des candidats à la présidentielle” scrive Le Monde, ricordando che per Marine Le Pen “le seul rempart contre Daech, c’est Bachar Al-Assad”, mentre secondo il centrista Emmanuel Macron, “Assad devra répondre de ses crimes devant des tribunaux internationaux”9: la populista parteggia per il dittatore che gasa i bambini, al contrario del candidato della banca Rothschild che vorrebbe trascinarlo in un tribunale internazionale. Il mondo politico non è da meno e coglie al balzo l’attacco chimico siriano per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le impresentabili frequentazioni di certi candidati all’Eliseo:

L’attacco chimico di Idlib inaugura quindi l’ultima fase della campagna elettorale francese: si tratta di un voto capace di stravolgere gli assetti consolidatisi negli ultimi ‘70 anni se Marine Le Pen emergesse come vincitrice. In vista del ballottaggio del 7 maggio, l’affare siriano è destinato ad ingrossarsi.

1http://www.reuters.com/article/us-usa-election-poll-idUSKBN1322J1

2http://www.lefigaro.fr/elections/presidentielles/2017/02/20/35003-20170220ARTFIG00317-au-liban-marine-le-pen-affirme-qu-assad-est-la-seule-solution-viable-en-syrie.php

3http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/24/putin-riceve-le-pen-al-cremlino_40eae81b-e24b-4d27-9106-c909b39c56c2.html

4http://www.agenzianova.com/a/58e4cb60cf9ae2.78265989/1540636/2017-04-05/siria-ministro-esteri-francese-nessun-dubbio-su-responsabilita-assad

5http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2017/04/04/97001-20170404FILWWW00207-syrie-hollande-charge-les-allies-d-assad.php

6http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2017/04/04/97001-20170404FILWWW00207-syrie-hollande-charge-les-allies-d-assad.php

7http://syriacivildefense.org/our-partners

8http://www.lefigaro.fr/elections/presidentielles/2017/04/06/35003-20170406ARTFIG00132-comment-les-pretendants-a-l-elysee-comptent-ils-gerer-le-dossier-syrien.php

9http://www.lemonde.fr/election-presidentielle-2017/article/2017/04/06/attaque-chimique-en-syrie-les-reactions-des-candidats-a-la-presidentielle_5107035_4854003.html

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84 thoughts on “Gas sarin sulla campagna elettorale francese

  1. Robertus il said:

    100% d’accordo che ci siano di mezzo le elezioni francesi, avevo notato anche io che la Francia si è spudoratamente fatta avanti per prima. La tua analisi che Marine Le Pen è in vantaggio e vincerà (a meno che non sia dichiarato lo stato di guerra con leggi speciali e sospensione delle elezioni) era esatta.
    L’articolo però trascura un aspetto fondamentale: il disgustoso, vigliacco voltafaccia degli Stati Uniti, mediante il pagliaccio Trump e la prostituta Nikki Hayley, che tre giorni fa hanno definito “silly” rimuovere Assad (http://www.voltairenet.org/article195856.html) e ora invece “Assad must go”. Gli Stati Uniti procedono a passi da gigante verso la loro rovina, il problema è che trascineranno taaaanti di noi.
    Chi ha fatto cambiare idea a Trump così velocemente? Io scommetto sulla lobby sionista che c’è dietro, tant’è che Bannon è stato sostituito da Ivanka (Kushner).

     
    • Federico Dezzani il said:

      Vedremo. Non credo che Trump interverrà militarmente, anche se pressato dalla lobby israeliana: la mia impressione è che si muova un po’ “alla ca***”.

       
      • Calogero il said:

        tra le dichiarazioni di Tillerson sulla Siria ed il dondolamento di Trump, anche questa volta temo di aver posto le mie speranze di pace ,erroneamente, sull’ennesimo coglione guerrafondaio americano.

         
      • Luisa il said:

        Federico, mi pare che a stilar profili su un personaggio come Trump si perda solo tempo : lo vedo duttile, malleabile e fortemente influenzabile.
        Che triste giornata per la pace sul versante internazionale!

         
        • Federico Dezzani il said:

          Ha già mollato, dopo neppure 100 giorni. Poveri Stati Uniti… vero Paese di m***

           
      • Gézitain il said:

        Infatti è appena intervenuto militarmente (e le manda i suoi saluti, a lei e al professor Bagnai che urlava a gran voce che a Trump faceva comodo la fine dell’euro. Oggi Trump, diventato un semplice burattino del deep state dopo appena tre mesi dall’insediamento, ha bisogno del massimo supporto internazionale e una UE saldamente unita al suo fianco gli è indispensabile).

        Comunque è vero che ora i movimenti sovranisti (non a caso tutti filorussi) sono spiazzati.
        Anzi sono definitivamente fuori gioco.
        Non escludo un sorpasso al primo turno di Macron ai danni di Le Pen.

        Tutto sta a come reagisce il popolo e purtroppo vedo la gente completamente rimbambita.

        By the way vi metto un link al sito dei cristiani cattolici che vivono in Siria dove si dice esplicitamente che Assad non c’entra una mazza coi gas.
        Se andate a leggere fra i vecchi articoli vedrete che questi cristiani di Siria da anni sono avvelenati con gli USA che ritengono responsabili della crescita di ISIS, colpevole di diverse carneficine di cristiani in medio oriente.

        http://oraprosiria.blogspot.it/2017/04/gli-usa-attaccano-la-siria-senza.html

         
      • PANTALONE il said:

        Puo’ darsi anche come ha detto Giulietto Chiesa Trump e’ ricattato dai Neocons guerrafondai sionisti che vogliono portare a temine il loro progetto mondialista assogettando la Russia. Non molleranno facilmente , ma Putin per fortuna e’ un osso duro.

         
      • Fabio il said:

        Siamo sicuri che tutto questo indebolisca Marine Le Pen?
        Hollande ha appoggiato nettamente l’intervento USA in Siria.
        Per quanto facciano passare l’intervento come intelligente, sempre bombe sono.
        Mentre le parole di Marine sono decisamente più ragionevoli e moderate. Da Capo di Stato.

         
  2. Luigi il said:

    Il problema di Trump è che non può continuare a sparare a zero su tutto (vedi Corea del Nord e Cina), in questo caso poi dimostrando un’assoluta idiozia rispetto ai fatti, ed incoerenza rispetto a quanto diceva in precedenza sulla Siria.
    Ricorda molto da vicino un certo politico italiano, pronto a firmare trattati un giorno e tradirli il giorno dopo… forse hanno trovato l’uomo giusto in grado di fare la ca***ta nel momento adeguato… cosa che un Obama forse non avrebbe fatto.
    Per me su Trump molti stanno prendendo cantonate… in fin dei conti i multimiliardari non sono così scemi da rischiare posizione e soldi per chi poi?
    Per ora sta facendo gli interessi di ricchi e lobbies.

     
    • Francesca Ancona il said:

      Che vi dicevo, quando ebbi quei flash su Trump (e sia chiaro, io credevo in Trump) c’era una voce che mi diceva nella mente “sai perché l’hanno messo lì…per la guerra”. Sta frase, ripeto, mi sembrava senza senso, ecco perché non ho detto nulla, era troppo sospesa e insignificante. Prendetemi per folle, non m’interessa. Comunque questi sono fenomeni di telepatia, mi vengono rarissimamente, passano anni, finora sempre su parenti, non mi era mai successo con persone non legate a me. Boh, strano

       
      • Sandrone il said:

        anche io lo penso, un capro espiatorio

        “…era un capro utilizzato anticamente durante i riti con cui gli ebrei chiedevano il perdono dei propri peccati nel Tempio di Gerusalemme.”

         
  3. Cinà il said:

    Certamente le elezioni francesi e le posizioni di Marine Le Pen sono il bersaglio perfetto della false flag organizzata dai soliti noti. Tuttavia sono convinto che il pesce grosso stavolta sia direttamente Putin: vogliono toglierselo dalle scatole, o attraverso l’eliminazione di Assad (quanto potrebbe resistere militarmente, la Russia, ad un attacco concentrico di Usa, Turchia e Israele insieme agli ascari europei?)
    Gli converrebbe mettere in gioco tutto il suo apparato militare per difendere la Siria? Nel caso in cui desse strada alle note canaglie, allora avrebbe perso la faccia. Riceverebbe un colpo mortale alla sua fama di statista carismatico.
    Insomma, le elezioni francesi sono sicuramente importanti, ma fatto fuori Putin risolverebbero in un sol colpo tutti i loro problemi. La Le Pen diventerebbe solo un dettaglio poco significante della storia.
    Viceversa Israele avrebbe risolto le sue ossessioni legate alla potenza iraniana e agli Hezbolla.
    Stavolta la posta in gioco è molto più alta!

     
    • Marco il said:

      L’obiettivo primario è quello di impedire l’accordo Trump Putin. Se poi si riesce ad eliminare Putin meglio I legami con la probabile elezioni della Le Pen sono deboli. Inoltre diventa sempre più evidente che Trump è in via di essere neutralizzato rispetto alle promesse elettorali (sempre che queste fossero veritiere) .

       
  4. Lucy il said:

    Intanto l’america (volutamente in minuscolo), torna a fare il gendarme del mondo……… E la fauna occidentale se la dorme beata invece di richiedere una riunione straordinaria dell’Onu contro l’ingerenza di questo gendarme mafioso e dei suoi accoliti in Siria.
    Che schifo! Sono nauseata, ora ne ho la prova provata, trump è il nulla no l’uomo della svolta!

     
  5. Lucy il said:

    Attendo la reazione di Putin, c’è la stanno mettendo tutta per farlo Inc…..re!!!!

     
    • Daniela il said:

      Putin ha un sangue gelido e una lucidità impressionante.
      Mi fido di lui anche perchè non ho altro di cui fidarmi. Putin ha ampiamente dimostrato in questi ultimi mesi di avere una calma olimpica, mesi duri per la Russia perchè gli hanno ammazzato importanti ambasciatori, gran parte del coro dell’Armata Rossa (senza dimenticare i morti russi nel conflitto in Siria e quelli dell’aereo cannonneggiato poco tempo fa da uno Stato inaffidabile come la Turchia) e adesso l’attacco a San Pietroburgo (non ne riesco a parlarne molto, le mie antiche origini sono da quella meravigliosa città).
      Si, non vogliono la Le Pen e quindi attaccano la Siria per indebolire Putin che supporta La Le Pen. Poi ci sono le elezioni russe nel 2018, pochi lo ricordano. Trump continua a rimanere una cesura rispetto a quanto vogliono le elite, come lo è stata la Brexit e in misura minore, perchè noi italiani siamo minori, valiamo solo in quanto portaerei sul Mediterraneo (sic), il referendum del 4 dicembre scorso (finito il referendum, finito il dibattito sulla Costituzione e soprattutto non mai abbastanza ricordato lo sfregio alla medesima fatto da Monti con il pareggio di bilancio).
      Ma Trump ha davvero resistito poco agli attacchi del deep State.
      Tuttavia c’è ancora qualcosa di poco chiaro, oltre il fatto che il povero popolo siriano, colto, liberale e modernissimo, venga distrutto e ammazzato. Faccio memoria e ricordo che l’elite atlantista se la prende solo con gli Stati arabi moderni, dove “addirittura” c’erano laicismi che davano un minimo di indipendenza anche al genere femminile, vedi Iraq, vedi Libia e vedi Siria (e da lontano vedi Libano).
      Tutto per “amore” di Israele.
      Il poco chiaro è che i disegni mondialisti dell’elite, che ha una punta dell’Iceberg nel Bilderberg e una segnatura negli USA con il Council on Foreign Relations (CFR), sembrano avere forti scosse, come se ci fossero più fazioni al suo interno.
      Rockfeller da sempre rappresenta la parte globalista, mono moneta mondiale, servi e signori come nel medioevo più inquinato, ma Rothschilds? Kissinger (che sta sempre dalla parte dle più forte e quindi stava dalla parte di Rothschilds) si era molto avvicinato a Trump poco prima dell’otto novembre 2016 e poi Trump è stato eletto. La figlia immediatamente cambia religione e diventa ebrea. Dice Trump “voglio avvicinarmi alla Russia, ma anche no, sostituisco una s*****a come la Power con un’altra s*****a come la Haley, elimino Flynn e metto tutta una serie di generaloni guerrafondai, non riesco a chiudere il mio gabinetto di ministri perchè mi fanno la guerra non solo quelli del partito democratico ma anche i miei, vedi Mc Cain (un fondatore dell’ISIS), mi devo occupare di stupidaggini come il travel ban (che poi copia male uno di Obama del 2015) e altre amenità, non sfioro l’Obamacare (una vera stronzata, basta conoscere qualche cittadino USA) quando incontro i capi di Stato sembra che io faccia il parrucchiere per vecchi divi del cinema…basta, andate avanti voi”.
      Ecco dice tutte queste cose poi bombarda la Siria e lascia che la Haley dica emerite stronzate.
      Sono sbalordita. E molto ma molto preoccupata.
      Un link sul bilderberg
      http://www.globalresearch.ca/the-true-story-of-the-bilderberg-group-and-what-they-may-be-planning-now/13808

       
  6. sniper il said:

    Sono ottimista.
    E’ di tutta evidenza che la supposta strage di Idlib non sia opera di Assad.
    Trump e i suoi non sono stupidi lo sanno benissimo. E allora perché i missili?
    Fra l’altro con danni non catastrofici?
    Operazione concordata anche con Putin con 3 obbiettivi:
    1- innalzare a ruolo di vero presidente Trump
    2- ammonire il mondo (nord corea in primis) della potenza americana
    3- spiazzare i detrattori interni

     
    • mimmo il said:

      effettivamente ci sarebbe da pensare ad una tattica diversiva da parte di Putin e Trump.
      Il deep state americano è troppo grosso da affrontare con la forza bruta.
      Trump non è lo stupido che sembra, e nemmeno Putin lo è .
      Potrebbe essere che, saggiamente, cerchino di evitare la rissa, funzionale solo agli interessi degli sciacalli che bramano al banchetto sui resti dei caduti.
      Solo teoria, ma anche una flebile speranza…

       
      • emanuele777 il said:

        Pure io voglio sperare che sia solo una operazione di facciata, fatta proprio per evitare il peggio.
        Trump finge di fare la guerra (un pochino la fa davvero) alla Siria per salvare la faccia dell’America di fronte al mondo. I vari detrattori di Trump, a cominciare dalla giornalista che era in lacrime per la felicità debbono cominciare a dargli una certa veste di ufficialità, e i Neocon alla Casa Bianca si danno una calmata.
        Da presidente osteggiato da tutto e da tutti, Donald diventa vero presidente (finalmente bombarda!), e ottiene quella parte di potere che gli mancava per fare le politiche che davvero vuole fare..

        Una messinscena degna di un incontro di wrestling, o l’inizio della guerra mondiale vera e propria? lo sapremo tra poco.. lo so che sembra un ragionamento scervellotico ed esageratamente ottimistico, ma non ci resta che sperare con tutte le forze

         
      • Federico Dezzani il said:

        Ma che tattica diversiva…. Hanno colpito una base aerea strategica per combattere l’ISIS… Trump si è venduto!

         
      • Robertus il said:

        Sono sempre più ampie le voci di una messa in scena: una pista aerea è rimasta intatta secondo il ministero della Difesa russo. Ci vuole impegno più per non colpirla che per colpirla…
        Inoltre, Trump ha agito senza alcuna autorizzazione del Congresso: avete notato?

         
    • sniper il said:

      Calma Dezzani….
      I danni all’aeroporto siriano sembrano davvero poca cosa. I morti potrebbero anche essere inventati. L’intervento giustifica un maggiore impegno russo in Siria. (le difese aeree saranno rafforzate) (una fregata sta già attraversando il Bosforo)
      In compenso Trump sta passando alla cassa raccogliendo sostegno da quasi tutto il mondo, compreso chi prima non vedeva di buon occhio la sua elezione, ma soprattutto viene per la prima volta visto come il Presidente di tutti gli americani.

       
      • Francesca Ancona il said:

        Ma, scusate, allora anche l’origine, il gas, i bambini, ecc., è stata una finzione per mettere in buona luce Trump e compagni? Sono morti davvero quei civili col gas o è tutta una scena…non si capisce più niente

         
  7. Valerio il said:

    I missili statunitensi sembrerebbero smentire l’elettorato francese (in ogni caso, le capacità analitiche del Dezzani, durante il sonno, sono 3 volte quelle dell’intero staff del NYT).
    Se Trump ha attaccato, probabilmente, ieri sera a cena ha avuto “rassicurazioni” dalla Cina che, comunque, non interverrà.
    D’altra parte, se sono morti dei cittadini russi, si potrebbero far scattare norme simili all’art. 5 del trattato NATO.
    Se la Russia reagirà in maniera plateale, sarà sintomo che L’intelligence russa ha affidabili informazioni che la Cina non sarà appeasant con gli USA.

     
  8. enzo il said:

    La reazione molto tiepida della Russia e tutto sommato anche della Siria mi lascia il dubbio che l’attacco missilistico sia in qualche modo un’azione di facciata concordata per dimostrare che Trump si muove contro Putin anche perchè i danni provocati da 59 missili tomahawk non sono compatibili con il modesto risultato descritto e poi per punire Assad si dovevano colpire altri obbiettivi siriani. Gli USA sanno bene che poco possono ormai in Siria dove i militari russi hanno ormai posizioni inattaccabili a meno che non vogliano una guerra totale contro Russia-Cina-Iran e ci metterei anche una altra dozzina di stati. Chi detiene il vero potere non vuole rischiare la pelle visto che ama il denaro e la bella vita, è più probabile che una vera guerra totale avverrà più per errore che per vera programmazione degli eventi.

     
  9. Fartzilla il said:

    Possibilità di un allargamento all’ Iran, inviso agli israeliti, ma con il quale intrallazzava l’abbronzatissimo precedente occupante della Casa Bianca?

     
  10. French presidential candidate Marine Le Pen, the leader of the National Front party, has condemned the US missile strike on the Syrian airbase.

    “What happened in Syria is terrible, and I strongly condemn this,” Le Pen said, adding that the West should have “waited for the results of an international investigation [into the use of chemical weapons in Idlib] before carrying out strikes on Syria.”

    “We should allow democracy and the Syrian people to speak out. It’s they who should choose their leader,” Le Pen concluded.

    https://www.rt.com/news/383785-us-missiles-syrian-army/

     
  11. Giovanni il said:

    Leggo con piacere che pressochè tutti i vostri inteventi sono ragionevoli e condivisibili. Anch’io avevo posto grandi speranze in Trump oggi deluse, certo chiunque al suo posto non avrebbe vita facile a contrastare il piano decennale dei newcon mirato a svuotare i territori bibblici e nel contempo destabilizzare l’economia europea. Obbiettivi che potrebbero anche mettere d’accordo le 3 superpotenze.

     
  12. Alberto il said:

    Il segnale primo e più’ significativo è l’uscita di scena di Bannon: il bombardamento è la logica conseguenza e il tutto dimostra la totale dipendenza di ogni presidente americano dal complesso militare-industriale.
    USA governati da una ” junta” come una qualsiasi repubblica delle banane? Perché no, non ci sono abbastanza segni?
    Un paese immiserito e senza più’ una classe media (certi processi continuano a manifestarsi in ritardo di 10 o 20 anni, qui da noi) e soggetto ad un regime sempre più’ autoritario e sempre più’ opaco. Trump, in fondo, è tipicamente rappresentativo della classe dei neo-ricchi, così’ plasticamente identificata nell’immondo milieu del hollywoodiano.

     
  13. ENEA il said:

    Cio’ che mi lascia basito e’ la facilita’ con la quale “certi” riescano a nascondere o far passare in cavalleria le loro innumerevoli malefatte/omicidi/stragi anche di bambini, vedi Iraq, Yemen (ce ne sarebbero dozzine se non centinaia di esempi).
    Guarda il dito che indica la luna.
    E’ proprio vero che l’essere umano e’ semplice.
    Bombardano un matrimonio in Yemen, errore.
    Si ma l’errore ha ucciso innocenti.
    Cosa vogliamo significare?
    Che certi morti valgono piu’ di altri? Domanda retorica dato che si sa che e’ cosi’ da sempre.
    Monta la canea mediatica, strilla forte. Deve coprire.
    I bambini in Iraq chi li ricorda?
    E’ impressionante, piu’ racconti una bugia e piu’ persone interessate si accodano.
    Torniamo sempre al punto di partenza, alcuni hanno in mano il Verbo e la giustizia (interessi di parte maggiormente condivisi) altri devono solo subire.
    I bambini non sono tutti uguali. Le morti non sono tutte uguali nel carnevale dell’ipnosi di massa.
    Il principe De Curtis si sbagliava la livella non e’ uguale per tutti.
    Ipocrisia e menzogna.

     
    • Sandrone il said:

      “alcuni hanno in mano il Verbo e la giustizia altri devono solo subire”

      questa è l’unica “verità” certa di cui siamo in possesso

       
  14. Gabriele il said:

    Io propendo per una messa in scena. Anzi Putin sta insegnado il judo a Trump.
    Usare la forza dell’avversario per metterlo a terra.
    Con questa mossa Trump ottiene molto:
    Alcuni commenti precedenti hanno elencato parecchio.
    Aggiungo, c’e’ il beneficio di prendere tempo in attesa del successo della Lepen. Avete notato come la Lepen ha parlato presto e chiaro? L’ elettorato, stanco di bugie (questa delle stragi chimiche e’ chiaramente goffa e malfatta, direi appositamente) la voterà.
    Sicuramente il pentagono voleva agire, lasciandolo agire così, in modo scomposto e inefficace (59 cruise per 6 morti pareggia l’altra assurdità di due aerei che abbattono 3 grattacieli) lo sbilancia in avanti, prima che riprenda l’equilibrio sarà il 7 maggio. E poi il 13 maggio, 100 anni dal 1917!

     
  15. si tratterebbe insomma della solita “reductio ad hitlerum” attraverso la proprieta’ transitiva che va dall “hitler” attualizzato ( assad) alla lepen tramite putin .
    In tal caso trump sarebbe stato abile bruciando il tutto subito sul nascere “drammatizzando” la situazione prima del tempo adatto ( non più di una settimana , il “poppolo” in media ha solo 4k di memoria 😎 ) che l’ equazione merdiatica avesse il suo massimo effetto ?

     
  16. THE ROMAN il said:

    Non importa chi sieda alla casa bianca, il vero potere e’ nelle mani degli “eletti”. trump,ma sarebbe meglio chiamarlo PLUTO,puo’ castroneggiare quanto vuole,ma ad un cenno di Netanyau abbaia,al comando di mordere morde. Con l’estromissione di Bannon , anche l’ultima interferenza nella stanza dei bottoni e’ stata eliminata,ed il pieno controllo ristabilito. Qualcosa e’ successo negli ultimi giorni, e ogni possibile detente cordiale con la Russia e’ definitivamente fuori prospettiva. Ci sono ATTENTATI ed attentati,Notizie e NOTIZIE. Con gli ultimi avvenimenti e’ stato reso chiaro a Putin che non rientrera’ nel club,la cosiddetta comunita’ internazionale mette in scena il copione dei padroni del discorso,e non ammette ne solisti,ne dissidenti. Ora tutti aspettano la risposta del presidente russo,che non ci sara’. Putin fara’ quello che ha sempre fatto ,tessera’le reti diplomatiche e commerciali,argomentera’, e fara’ appello alla ragione,ma niente di piu’. C’e’ del vero nell’analisi di Dezzani, la cui intuizione e’ prodigiosa,ma stavolta credo che il gioco sia ben piu’ grande, e coinvolge in modo piu’ che diretto i veri padroni. Netanyau ha messo bene in chiaro ,in modo definitivo che con i minuetti non si inverte la rotta . la musica la suonano loro e non hanno intenzione di lasciare spazio ad altre orchestre . Putin ha snobbato le offerte di Bibi, e peggio lo ha irritato deridendolo apertamente e regalandogli un manoscritto antico odiato dagli ebrei. La Russia e’ forte, ha un grande popolo che non ha mai temuto la guerra e conosce bene i propri nemici,ma a volte ne dimentica il grande potere. Potere che da occulto diventa sempre piu’ chiaro.

     
    • ENEA il said:

      ..quel potere deve uscire alla luce del sole. Perche’ tutti gli esseri pensanti devono vedere e capire e scegliere da che parte stare. Dietro la menzogna e l’ipocrisia si stanno combattendo guerre altrui.

       
    • Osservatore Internazionale il said:

      Condivido la tua analisi THE ROMAN e ricordo il libro “La Guerra Giudaica”, regalato da Putin a Bibi.

      Leggendo diverse testate in giro per il mondo, la cosa che più stupisce di questa vicenda sui 59 missili “Usa e getta”, “gettati” appunto, verso Damasco dagli ammerigans, è la mancata reazione militare di Mosca. Cioè , il bombardamento è stato effettuato senza la minima reazione russa. Alla base aerea di Khmeimim, nei pressi di Latakia, sede operativa dell’aeronautica russa per le operazioni contro l’Isis, sono infatti dispiegati i sistemi da difesa aerea (Anti-Access/Area Denial = A2/AD) S-300 capaci di offrire un ombrello protettivo contro ogni minaccia aerea, dai cacciabombardieri ai missili balistici passando anche per i missili da crociera, con un raggio di 200 km, quindi ben superiore alla distanza che intercorre tra Khmeimim e la base di Shayrat attaccata questa notte (circa 133 km). Se Mosca avesse voluto difendere Damasco, avrebbe quindi avuto tutti gli strumenti per farlo sul piano militare e politico, invece anche questa volta è stata lasciata mano libera agli Stati Uniti: il capo ufficio stampa del Cremlino, Dmitry Peskov, infatti si è limitato ad una debole condanna dell’attacco dicendo che “Putin non era stato chiamato”, pur sostenendo che l’attacco per Mosca è una “aggressione contro un alleato”. Una sorta di colpo al cerchio ed uno alla botte. Qualcosa non quadra. Probabilmente manca qualche “ingrediente” nella ricetta, perchè altrimenti non si spiega come da un “Panettone, profumato, soffice e spugnoso” come ci aspettavamo uscisse fuori dal forno, alla fine è uscita “sta torta demmerda”.

       
  17. Gézitain il said:

    La cartina tornasole della sconfitta totale di Trump è la defenestrazione di Bannon e l’ascesa del genero marito di Ivanka.
    Ormai Donald è un burattino nelle mani del deep state, il che significa la normalizzazione dell’ondata populista, la fine delle speranze dei partiti sovranisti europei e purtroppo anche l’inamovibilità dell’euro.
    La prova del nove la avremo alle elezioni francesi e, temo, basterà aspettare il risultato del primo turno.

     
    • Federico Dezzani il said:

      I sovranisti europei perdono la sponda atlantica, ma hanno ancora la Russia dalla loro parte. Io sono fiducioso per le elezioni francesi.

       
      • Cipollotto il said:

        Dubito, considerando che la Francia è fuori dai five eyes non oso immaginare l’attività di dossieraggio che può essere compiuta dai servizi cia end company ai danni della classe dirigente francese, supponendo che la Le Pen vinca, probabilmente scatterebbero “rivelazioni”, filmatini su youtube anche un po “piccanti”, e tantissimo altro materiale per delegittimare e distruggere chiunque osi anche solo seguire la Marine Le Pen nel caso in cui questa decidesse davvero di uscire dall’euro dalla nato ecc. ecc., ma provate anche solo ad immaginare la capacità di ricatto che possiede ‘sta gente per bloccare l’iter burocratico necessario o semplicemente per allungartelo all’infinito ( ad esempio rompendo le balle ad ogni singola persona coinvolta nel procedimento), senza alcun bisogno di sparare e mettere bombe; ma non è mai detta l’ultima parola. Chi vivrà vedrà

         
      • Paul Droogo il said:

        Ma l’aggressione alla Siria, a suo parere, rafforza o indebolisce le possibilità della Le Pen?
        I sondaggi, per quel che valgono, hanno accusato variazioni?

         
  18. Dostojevskij il said:

    I 59 missili lanciati ieri sera la dicono lunga su quanto l’attacco non sia frutto di un accordo. Quei missili costano un occhio della testa e ne bastavano un paio per recapitare il messaggio, se ne sono stati lanciati così tanti è per “saturare” le difese antiaeree russe e siriane in zona e se cerchi di farlo è perché temi la possibilità di fallire (aka missili intercettati). Inoltre l’attacco di ieri ha ringalluzzito il fronte anti Assad e riporta in auge No Fly Zone / Safe Zones e altre amenità varie, dando il via libera a chiunque voglia banchettare col territorio siriano a spese dei siriani stessi. Non credo che Putin avrebbe mai accettato un deal così debole solo per rinforzare la posizione di Trump (che a mio avviso risulta ancora più precaria adesso). Quest’attacco innesca un’autostrada verso la guerra, nessuno è più nella posizione di fare davvero passi indietro, da qui in avanti l’escalation è destinata ad allargarsi a Nord Corea (Trump farà lo stesso?), Ucraina (Putin ha adesso il diritto di fare lo stesso), South China Sea (osservate le ultime mosse delle Filippine, Giappone, ecc. La Cina non avrà visto di buon occhio l’impulsività USA)… c’è solo l’imbarazzo della scelta.

     
    • Gabriele il said:

      se sono d’accordo, si sono accordati anche sul numero dei missili sparati, non occorre spararli davvero.
      chiaramente il pollaio starnazza, con tutto sto fragore.
      Chi si ringalluzzisce ma poi scopre che non e’ cambiato niente ed i bombardamenti continuano come prima, poi si deprime.
      Putin non ci esce male, parla di Mosul, di legge internazionale calpestata, rt di missili poco precisi (mica quelli russi che ti capano i centri di comando israeliani vicino aleppo come un bisturi).
      Potrò sbagliarmi, ma forse e’ solo per riempire un po’ di chiacchere da Bar Sport il Mondo, in attesa delle elezioni Francia. E rendere occupati e criticabili quelli del pentagono

       
      • dostojevskij il said:

        Se davvero Trump ha tutti questi nemici e talpe in casa come potrebbe rischiare di organizzare un accordo del genere in 24 ore? o ordinare di sparare missili per finta? Se venisse fuori una cosa del genere lo impalerebbero nel giardino della casa bianca

         
      • Luigi il said:

        Non vedo come Putin possa uscirne bene.
        Si è dimostrata l’inefficacia del sistema di difesa aerea russa… si è spernacchiato sulle minacce russe di rispondere ad attacchi via aerea diretti al suolo siriano, sia che fossero obiettivi siriani che russi. Tra l’altro la base attaccata non è molto distante da alcuni avamposti russi, quindi anche con il rischio di mettere in pericolo vite di militari russi.
        E’ una mossa sconsiderata e scriteriata, soprattutto perché è evidente l’assurdità dell’ipotesi sulla responsabilità siriana dell'”attacco” chimico.
        Solo un “matto” poteva farsi trascinare in una situazione del genere senza prove e sulla base di un’evidente mistificazione.
        Non dimentichiamo poi le continue minacce a Cina e Corea del Nord, e il promesso stratosferico aumento delle spese militari, lo sblocco di molti progetti prima accantonati… c’è chi ha brindato negli USA dopo l’attacco, altro che vogliono fare fuori Trump… ma dove lo trovavano uno migliore di lui a fare PR per la guerra?
        Questa è peggio ancora della provetta di Powell all’Onu.

        Non puoi dire che Assad combatte il terrorismo e poi il giorno dopo che se ne deve andare e lo bombardi in modo assolutamente illegale, senza la minima prova (e vorrei vedere)… mentre abbiamo le prove sul coinvolgimento turco e saudita nel rifornire di componenti per la creazione di armi chimiche i vari terroristi.

         
      • Gabriele il said:

        ci sono molte opzioni, anche per comunicare senza scambiarsi neppure un’occhiata.
        I missili possono anche averli sparati tutti, ma ad attenderli c’era un apparato di disturbo elettromagnetico per farli atterrare un po’ piu’ in la’. In questo i russi sono maestri.
        Poi fare un paio di fuocherelli con qualche vecchio mig da museo.
        In tutto questo a Trump bastava dire ai suoi generali, voglio un’operazione circoscritta e micidiale. Chi puo’ impalarlo per questo? Al resto ci pensano le intelligence. Gli USA sono in guerra civile. Vuoi che non ci sia nessuno che fa sapere ai russi quando e dove arrivano i missili? E puo’ anche essere che gli USA debbano dare quella informazione ai russi per non mettere a rischio personale russo. Con tutti i ragazzoni usa nei cantoni kurdi pronti ad essere casualmente colti da morte naturale.
        Avete visto nel filmato di ricognizione intorno all’aeroporto colpito, dove si vedono batterie antiaeree ancora intatte, alla fine si vedono dei militari Siriani che parlano, ridacchiano, sorridono? Vi sembra normale se hanno appena ricevuto un duro colpo?

         
      • Dostojevskij il said:

        Non si può escludere del tutto, eppure Trump viene acclamato oggi a reti unificate dai suoi avversari di ieri tutti, questa mi sembra la prova più evidente del non accordo. Sarebbero dei perfetti imbecilli ad accoglierlo così nello scenario che descrivi, a me sembra che i festeggiamenti fossero già pronti

         
      • Dostojevskij il said:

        Aurora ha lo spiacevole vizio di non citare mai le fonti e non si capisce mai del tutto se quanto riporta sia frutto di speculazioni pura (non che dalle altre fonti oggi sia facile capirlo.. ma almeno lo sforzo)

         
  19. Massimo il said:

    Se un lato è più che evidente che si tratta di una sequenza di avvenimenti pianificati, a partire dall’attacco CIA-Mi6 a San Pietroburgo, alla detonazione di armi chimiche da parte dei cosidetti “ribelli” in prossimità di un ospedale proprio durante un bombadamento dell’aziazione di Assad, la rimozione di Steve Bannon dalla stanza dei bottoti, Kushner a fare public relations in Medio Oriente con gli alleati di sempre fino ai missili balistici su base aerea strategica siriana preceduti fraudolentemente da dichiarazioni rassicuranti e concilianti di Trump e ambasciatori vari, tipiche di chi mente sapendo di mentire; dall’altro si semina il dubbio che Trump sia un’improvvisato, un pasticcione o addirittura un semplice “stupido” che si commuove per i bimbi siriani gassati (dai suoi).

    Ma ci vuole tanto a capire che è tutto già piaificato? Quando si sentono tanti “no doubt” su questioni di guerra, quando si prendono decisioni tanto repentine, tanti “Assad è colpevole e Putin complice” vuol dire che si segue uno script, mesi fa, un piano strategico di distruzione della Siria. Forse qualche ingenuo può credere che un furbo mentitore del calibro di Trump non sia perfettamente consapevole di tutto ciò?

    Il suggello sulla vicenda e sulla strategia che sarà perseguità nei prossimi giorni lo mette, udite udite, chi? Hillary Clinton che detta esattamente l’agenda: “Bisogna eliminare tutte le base aeree di Assad!” e Trump ovviamente esegue, rimangiandosi qualsiasi cosa detta in precedenza, come se la Clinton fosse il vero presidente e Trump il suo portavoce.

    Se ancora qualcuno non l’ha capito la cosa non finisce qui, le vittime sono limitare per non dare adito a polemiche eccessive, qui si trattava di iniziare l’opera di distruzione degli asset militari dell’aviazione siriana che, oggettivamente, hanno dato fino ad ora il vantaggio sulle truppe ISIS. Se l’aeroporto non è stato raso al suolo è solo perché i missili Tomahawk fanno pena e sono di rara imprecisione, ma quando saranno i caccia a sganciare da vicino addio aviazione siriana.

    Quello è infatti il vero obiettivo, come ci dice la Clinton, e non a caso sono contestualmente ripartite azioni di terra da parte dei mercenari comandati da Washington, Londra e Tel Aviv, ulteriore spia di un evidente coordinamento. Buon sonno a chi dice che una reazione russa non ci sarà!

     
    • “ma quando saranno i caccia a sganciare da vicino addio aviazione siriana.”
      Da quando i caccia “sganciano” ?

      Ammesso che vogliano “bombardare”, i bombardieri sarebbero , volendo, intercettati prima ancora che decollino…

       
  20. Matteo il said:

    Trump si è piegato alla CIA, che delusione. Confidiamo tutti in Marine

     
  21. Luigi il said:

    Missili sulla Siria.
    Ecco a cosa servono i matti al potere.
    Obama, pur con tutti i suoi difetti, un errore del genere non l’avrebbe commesso (la Clinton forse sì o forse no).
    E così si chiude anche il teatrino Trump amico di Putin e contro gli interessi del sistema… blablabla… tutti ce l’hanno con lui …

     
  22. Matteo il said:

    Il mio progetto per l’assetto postbellico è la nascita di una Federazione Araba, sul modello della fallita RAU, allargata anche all’Iraq, in funzione antisaudita e antiturca. Ma gli americani non permetteranno mai che si crei nuova stabilità nella regione, purtroppo

     
  23. Dostojevskij il said:

    Puntuale arriva l’attentato. Nessuno parlerà più dell’assenza di prove contro Assad. La sua colpevolezza rimarrà un fatto dato per assodato. Il copione si ripete. Terrificante.

     
    • Massimo il said:

      Ad ulteriore riprova, oltre ogni ragionevole dubbio, che tutti gli eventi degli scorsi giorni sono concatenati e servono la medesima agenda

       
      • Dostojevskij il said:

        Si ho letto il suo intervento precedente e mi sembra che sia sul pezzo. Onestamente sentivo puzza di trappola già dall’avanzata disperata dei mercenari jihadisti che ha rifocalizzato l’attenzione di Siria e Russia sul fronte Nord di Hama nell’ultima settimana. Seguo ogni giorno il conflitto e non riuscivo a capire l’utilità di un attacco così sconsiderato che sacrificasse le ultime e più sofisticate risorse dei mercenari in una offensiva destinata a fallire miseramente e a costare pesanti perdite. Immaginavo l’obiettivo potesse essere rallentare la discesa verso Raqqa dell’esercito siriano (e in parte sicuramente lo era) ma qualcosa non mi tornava. Adesso molte cose cominciano a tornare al loro posto. Anche e soprattutto sulla grande scacchiera. Si scoprono contemporaneamente i bluff di Erdogan (si era comunque già tradito), Trump, ecc. Tuttavia un simile intrigo con annesso sacrificio politico di diverse pedine ha partorito tutto sommato un topolino, utile solo a fare esaltare qualche vecchio psicopatico a la McCain. I russi a mio avviso hanno fatto più che bene a non sprecare cartucce contro i 59 missili di cui la maggiorparte non avrebbero colpito il bersaglio comunque. La loro reazione a caldo è stata estremamente pacata e sebbene questo non mi sorprende da un lato mi preoccupa (perché la reazione a freddo sarà probabilmente speculare).

         
  24. the Roman il said:

    A tutti piace esercitare la propria fantasia . Ho letto teorie di ogni tipo, pertanto mi permetto di condividere la mia. E’ in corso una guerra ibrida combattuta tra apparati e fazioni, una guerra nella quale Pentagono e Cremlino hanno un accordo segreto per evitare lo scontro militare. I veri detentori del potere non ne sono affatto contenti perche’ il loro dominio e’ insidiato da piu’ fronti, e soprattutto hanno perso il monopolio dell’ informazione. A sostegno delle leggi repressive emanate dai loro apparati, ricorrono a falsi attentati e mobilitazioni confezionate per mantenere artificiosamente il consenso residuo. Putin, che conosce questo gioco, si comporta di conseguenza, evitando l’ aperta denuncia di certe azioni e relativi attori .Evitando clamori eccessivi, la dirigenza russa spera di raggiungere un compromesso che permetta alla Russia di essere riammessa nella comunita’ internazionale. Ma cio’ potra’ avvenire solo se la Russia sara’ spogliata dei valori cristiani e nazionali che rappresenta, che costituiscono un pericolo mortale per l’ elite giudaico- massonica che governa l’ occidente. A questo punto la speranza di pace risiede nella capacita’ di giudizio degli europei. L’ America non ha la forza di rigenerarsi, e temo che l’ Europa sia ancora piu’ marcia.

     
  25. Cinà il said:

    Non credo molto all’idea che circola di un accordo sottobanco tra Trump e i russi. Quale sarebbe il vantaggio per questi ultimi? Mi sembra inverosimile.
    Piuttosto è impressionante la sequenza dei colpi inferti ai russi:manifestazioni di Navalnj, attentato di Pietroburgo, false flag in Siria con attacco mediatico senza precedenti (ONU Ue etc.), bombardamento di stanotte. Sicuramente la dirigenza russa è rimasta stordita dalla sequenza, che potrebbe anche continuare, non riuscendo a reagire in maniera simmetrica.
    Trump rassicura il deep state mettendo al sicuro,almeno per il momento, la sua presidenza; Putin viene chiuso in un angolo perché qualsiasi reazione porterebbe ad una escalation che non può essere sostenuta in Siria, lontano dalla Russia. La sua immagine viene seriamente ridimensionata sia nel suo Paese che nel resto del mondo perché si mostra incapace di proteggere i propri interessi al cospetto della super potenza e, quindi, a pochi mesi dalle presidenziali si pongono le basi per il cambio di prospettiva politica in Russia?
    Vi sembra poco?

     
    • sniper il said:

      I vantaggi di Putin stanno nel prestigio riconquistato da Trump, di cui Putin è sempre stato sostenitore, non perché gli fosse simpatico, ma perché il suo smarcamento dallo scenario europeo non può che essere molto gradito alla Russia. (Grande sostenitore della Brexit…e di tutte le exit possibili).
      Oggettivamente Trump era in grande difficoltà: sul fronte esterno era inviso da quasi tutti gli alleati. Guarda oggi le loro reazioni: lodi sperticate.
      Sul fronte interno era continuamente osteggiato qualsiasi azione facesse (Obama care). Accusato di aiuti pre elettorali dalla Russi (alto tradimento). Accusato di aver lavorato con la mafia russa. Oggi è il Presidente degli Americani, a detta di tutti. Anche dall’interno lodi sperticate.
      Prestigio internazionale ed interno riconquistati, prova di forza verso il mondo intero, tentativo di riassumere il ruolo di garante della giustizia internazionale che punisce il malefico, satanico, sterminatore delle sue genti Assad.
      Ripeto: il vantaggio è lo scostamento di Trump dall’Europa. Questo fa gola a Putin

       
      • Dostojevskij il said:

        L’establishment non avrebbe riabilitato Trump così in fretta se non fosse stato sicuro di averlo al 100% dalla sua parte. Oggi si leggono lettere d’amore su TUTTI gli organi ufficiali, questo non può essere frutto di una leggerezza dell’establishment. L’attentato a Stoccolma è la firma definitiva e serve anche a riabilitarne definitivamente la figura all’audience internazionale (ricordate quando proprio Trump avvertì del pericolo in Svezia poco tempo addietro e fu deriso?)
        Seguendo questo filo logico si dipana un piano molto complesso ma coerente, a dirla tutta alcuni analisti avevano già ipotizzato un Trump doppiogiochista o semplicemente debole e convertibile sulla via di Damasco (un po’ come Erdogan).

        Sono conclusioni coraggiose e sicuramente premature ma direi che non prenderle in considerazioni alla luce dei nuovi fatti sarebbe un errore. Buona serata a tutti e grazie per lo spazio di discussione educato e interessante rappresentato da questo blog (una rarità nel panorama italiano)

         
  26. Dostojevskij il said:

    Detto questo rinnovo i miei complimenti a Federico per il pregevole lavoro svolto finora,ma ahimè, nel nuovo scenario che si dipana se Marine è davvero personaggio così sgradito allora non ha nessuna speranza di arrivare (viva) all’eliseo. Troppi nemici, troppi pochi amici, più probabile segua la parabola della pulzella di Orleans fino in fondo o si esibisca in un voltafaccia a la Trump (ma lei non mi sembra il tipo)

     
    • Matteo il said:

      Io sono fiducioso per la vittoria di Marine, se i sondaggi segreti sono attendibili, gli basterebbe l’appoggio di Melenchon e di Dupont-Aignan per vincere

       
      • Dostojevskij il said:

        Io credo che a questo punto le regole del gioco sono definitivamente cambiate. Il ricorso a colpi scorretti è in vertiginoso aumento e la poltrona di Francia è un posto troppo importante. Mi aspetto di vedere il peggio del loro arsenale, molto peggio di quanto visto finora.

         
  27. Etabeta il said:

    A quanto pare, nel complesso dei commenti, è plausibile tutto ed il suo contrario.
    A parte – non me ne voglia Francesca – quelle basate su mere sensazioni, le vostre analisi a me sembrano tutte plausibili e supportate da dati di fatto (o, per lo meno, da informazioni tratte da articoli che si spera siano attendibili) e tuttavia non conducono ad univoche conclusioni. Anzi.
    Ciò è indice che la partita è stata preparata e viene condotta davvero molto bene, non nel consueto stile hollywoodiano, dove si capisce dall’inizio chi è il buono e vincerà e chi il cattivo e soccomberà.
    Perciò, credo che al momento convenga rinunciare ai pronostici e godersi lo spettacolo che, converrete, si sta facendo davvero interessante.
    Vincerà il predestinato, come in un incontro di wrestling, ma noi scopriremo chi è solo verso l’ultima pagina, come in un giallo di Agatha Christie.

     
  28. Alberto il said:

    Dopo l’attacco alla Siria credo che purtroppo tutti noi che abbiamo plaudito all’elezione di Trump come male minore forse dobbiamo iniziare a ridefinire le nostre posizioni. Se avesse vinto la Clinton a quest’ora saremmo già ad uno stadio molto più avanzato di conflitto e quindi almeno l’elezione di Trump ha rallentato un po’ la corsa, però ho la brutta impressione che tutti noi abbiamo vissuto una piccola utopia.
    Come qualcuno ha scritto tempo fa Trump avrebbe avuto alcune chanches di cambiare il corso della storia se nei primi 3 o 4 mesi dal suo insediamento avesse radicalmente cambiato gli assetti alla Casa Bianca, a Langley e negli altri siti dove risiede il deep state, alla luce dei fatti non solo non sembra esserci riuscito ma pare che stia perdendo pezzi a go go.
    In questo blog si fanno delle “speculazioni” che in quanto tali hanno tutte pari dignità, però credo sia necessario mantenere sempre un certo distacco tra il cuore ed il cervello per evitare che esse diventino più un desiderata che un qualcosa che sia supportato da un processo deduttivo logico.
    Con Trump forse non abbiamo mantenuto questa necessaria distanza! E’ vero che può essere vero tutto ed il contrario di tutto, che l’attacco può essere addirittura un accordo tra Trump e Putin per dar respiro al primo, è vero che la base è strategica ma è anche vero che a Deir Ez Zor gli USA hanno bombardato la zona uccidendo molte decine di soldati siriani e favorendo il temporaneo consolidamento delle posizioni dell’ISIS ed il tutto non ha suscitato grandi dibattiti, può essere vero che circa metà dei missili lanciati sono stati intercettati etc. etc, ma è veramente difficile delineare un qualcosa di razionale.
    Non vorrei paragonare Trump a Berlusconi ma il nostro “statista” è riuscito ad avallare l’ignobile guerra alla Libia – che inevitabilmente avrebbe portato all’omicidio di Gheddafi – credo un anno dopo aver ratificato il trattato di amicizia italo libico, e poco interessa se furono le elites atlantiche e Napolitano a “costringerlo” a quella scelta, fu un comportamento schifoso che da solo dovrebbe relegare quel cialtrone di Berlusconi all’inferno, Trump potrebbe essere un suo emulo che pur di restare al potere se costretto è pronto a vendersi.
    Concludendo credo che un po’ di cautela andrebbe applicata alle elezioni francesi, personalmente auspico una vittoria della Le Pen ma, al contrario di molti frequentatori di questo blog, sono quasi sicuro che non vincerà e questo non tanto – o meglio non solo-per via delle manovre delle elites ma anche per un livello di imbecillità dei cittadini che esiste anche in Francia con uno zoccolo ampissimo di “Anti facho” assimilabile ai nostri esaltatori della “Costituzione nata dalla resistenza” e similari e che, in nome di un qualcosa che se mai fosse esistito adesso avrebbe ormai perso qualsiasi significato, ipocritamente fanno il gioco delle oligarchie finanziarie ed impediscono qualsiasi tentativo di cambiamento.

     
    • Backward il said:

      E questa sarebbe la nostra democratica “libertà”: dipendere da un lato da una massa di deficienti votanti, e dall’altro da servizi segreti, multinazionali avide e politici corrotti. Mi si spieghi perché ciò dovrebbe essere migliore di una monarchia tradizionale con cariche e responsabilità certe e dichiarate.

       
  29. learco il said:

    Trump si è dovuto piegare al continuo attacco dei neocon fanatici che lo accusavano di intelligenza col nemico russo, ma anche al lavoro di logoramento dell’AIPAC, la potente lobby filoisraeliana mobilitata da Netanyahu dopo il fallimento degli ultimi colloqui con Putin.
    Il presidente russo aveva deriso il leader israeliano dichiarando che le sue paure sulla minaccia iraniana non potevano fondarsi sugli avvenimenti descritti dalla Bibbia migliaia di anni fa e la vendetta del rancoroso Netanyahu è arrivata in tempi rapidi.
    Dopo la sconfitta in Libano nel 2006, il popolo e i politici israeliani avevano perso la fiducia nell’esercito nazionale e avevano attivato la loro lobby americana per destabilizzare i Paesi confinanti, utilizzando la forza militare americana; progetto fallito con l’intervento russo in Siria.
    Il permesso concesso in questi giorni da Assad all’Iran di costruire una base militare sulla costa siriana, ha definitivamente gettato nel panico l’establishment israeliano, spingendolo a compiere mosse avventate.
    Comunque, settanta missili caduti su una base semideserta non possono cancellare quindici anni di guerre disgraziate dell’occidente che hanno portato gli USA a un debito stellare, l’Iran ad estendere la sua influenza fino al Libano attraverso l’Iraq e la Siria, Hezbollah ad assumere il controllo del Libano e a minacciare il confine di Israele, la Russia a ricoprire un ruolo determinante nell’area mediorientale da cui era stata allontanata dopo la fine dell’URSS, mentre la Cina osserva da lontano i suoi diretti concorrenti che si sbranano e preparano il suo futuro dominio mondiale.

     
  30. Guido il said:

    Bene. Oggi vediamo un attentato a Stoccolma.
    E’ stato Putin? Una reazione all’attentato di San Pietroburgo?
    Una risposta ai missili sulla base militare di Assad?
    Od è sempre la CIA che fa gli attacchi per poterli attribuire ai russi?
    Mamma mia. Marine Le Pen vincerà di sicuro.
    Il prossimo attentato ? Parigi, sicuramente.( o no? )
    Federico, coraggio. Ti si prepara una vita da blogger ogni giorno….
    Vedremo.

     
  31. Willy Muenzenberg il said:

    Dei Russi a noi tedeschi non impressionava solo la fede, ma le capacità scientifiche; e matematiche in particolare. Ed era anche di queste che a Ulianov e Bronstejn fu dato il compito di impossessarsi, cambiandogli pure il nome in Lenin e Trotsky. Solo il loro genio poteva concepire e produrre missili, ampiamente dispiegati in Siria, in grado di abbatterne qualsiasi altro. Sono stati lasciati inattivi. E’ la moneta creata dal nulla e prestata da Zurigo al mondo ad essere in gioco: non penseranno, Russi Cinesi e Persiani di liberarsene? E il concerto sinfonico, le truppe di Roma, non lo hanno forse suonato nel teatro romano di Palmira?

     
  32. Jamesgrey il said:

    Analisi abbastanza superficiale, questa volta. C’e’ una quantita’ tale di immagini e documentazione in questo caso da lasciar pensare che stavolta i white helmets non c’entrino molto. D” altra parte la linea di difesa di Putin, per cui gli effetti delle armi chimiche sono il risultato di un attacco contro una fabbrica di armi chimiche, e’ una implicita attribuzione di responsabilita’ nei confronti di Assad – oltre a non stare in piedi.

     
  33. Mihai Podeanu il said:

    La guerra è truffa, franci.
    Stratagemmi di guerra. Eccoti 2 titoli da studiare.
    Buongiorno Dezzani e grazie.
    Ed abbi dubbi, quando il Rampin scrive che i tedeschi non adoperavano la meravigliosa arte dell’inganno (ops 1 altro titolo): forse non contro i loro cugini ariani sassoni oltremanica. Ma pensa agli scesi dal vagone (froci pochi. Rom e Sinti. Comunisti. Testimoni di bagnacavallo. Internati nostri ribelli, ingannati da un Re che portava i soldi a Londra e marescialli con grembiulino e cazzuolino salvati traversando l’ultimo ponte sul Tagliamento. Famiglie di sedicenti eletti perlopiù). Confidavano realmente nelle docce dopo il viaggio-bestiame fin a Birkenau.
    DNFTT. IST

     
  34. Dodo il said:

    Quando incomincia la narrazione sui bambini e sul gas, le nostre facoltà critiche devono immediatamente allertarsi. L’impero mondialista si regge praticamente su questa narrativa.

     

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