Esplosione alla metro di San Pietroburgo: presidenziali russe nel mirino

Lunedì 3 aprile, un kamikaze si è fatto esplodere nella centralissima stazione metro di Piazza Sennaya, San Pietroburgo, uccidendo 14 persone. La matrice ufficiale dell’attentato è islamica, ma è facile scorgervi la mano dei servizi atlantici e collegare l’attentato alle recenti proteste di piazza a Mosca: oggi, come nel 2011, è in corso in Russia un’aggressiva campagna di destabilizzazione in vista delle prossime presidenziali. Gli attacchi terroristici mirano soprattutto a Vladimir Putin, che ha costruito la propria immagine di leader riportando ordine e stabilità in Russia e vede la sua opera messa in discussione da ogni attentato sul suolo nazionale. L’episodio dimostra per l’ennesima volta che i servizi angloamericani non rispondono alla Casa Bianca, agendo come se Hillary Clinton guidasse ancora il Dipartimento di Stato.

Bombe e proteste in Russia: lo stesso copione del 2011

Il neo-presidente degli Stati Uniti, il “populista” Donald Trump, si è installato alla Casa Bianca da tre mesi, eppure larghi settori dell’establishment liberal non si sono ancora rassegnati alla sconfitta subita alle presidenziali dello scorso novembre ed hanno scelto, al contrario, di ingaggiare una feroce lotta per uccidere in fasce la nuova amministrazione o, perlomeno, depotenziarne al massimo l’azione. Lavorano contro Trump democratici e buona parte dei repubblicani, gli stessi che, infischiandosi di qualsiasi lealtà verso il partito e negando il loro voto al Congresso, hanno impedito l’abolizione dell’Obamacare, cavallo di battaglia della campagna elettorale del neo-presidente. Lavorano contro Trump i maggiori circuiti dell’informazione, delegittimando costantemente il nuovo inquilino della Casa Bianca ed investendo enormi energie per dimostrare i presunti legami tra l’amministrazione in carica e la Russia. Lavorano contro Trump i servizi segreti americani ed inglesi, sfornando dossier ad hoc e passando alla stampa informazioni utili a dipingere Trump come un burattino manovrato da Mosca.

Se l’oligarchia atlantica non si fa scrupoli nell’ingaggiare un braccio di ferro con “l’uomo più potente della Terra”, sfoderando negli stessi USA l’armamentario delle rivoluzioni colorate solitamente impiegato contro governi ostili, è facile immaginare che, a maggior ragione, la sua politica continui indisturbata all’estero: dopotutto, Dipartimento di Stato e CIA, due tradizionali bastioni dell’élite liberal, agiscono storicamente con ampi margini di manovra rispetto alla Casa Bianca e tutto lasciva supporre che la loro “autonomia” sarebbe aumentata dopo l’esito delle scorse presidenziali. È in questo quadro, dove Donald Trump non controlla l’apparato di sicurezza ma ne subisce al contrario gli assalti, che si colloca quanto sta avvenendo in Russia in queste settimane e quanto avverrà, quasi certamente, nei prossimi mesi: nel marzo 2018 si terranno le presidenziali russe e “lo spauracchio” dell’establishment liberal, l’uomo che sta sabotando i piani dell’oligarchia anglofona in USA, Europa e Medio Oriente, Vladimir Putin, può candidarsi per un nuovo mandato.

Sia chiaro: l’elezione di Donald Trump non è stata affatto inutile. Se le presidenziali avessero incoronato Hillary Clinton, quasi certamente la guerra per procura che angloamericani e russi combattono in Siria dal 2011, sarebbe degenerata in un conflitto di proporzioni regionali od internazionali: uno scenario paradossalmente preferito da chi, nel duplice quartier generale di Bruxelles (Unione Europea e NATO), percepisce il nuovo inquilino della Casa Bianca come una minaccia esistenziale. La vittoria di Trump non ha però impedito che l’oligarchia atlantica continuasse le sua attività di destabilizzazione all’estero, in primis in quella Federazione russa costantemente accusata da aver tramato contro Hillary Clinton. Ci sono pochi dubbi, infatti, che quanto sta avvenendo in queste settimane in Russia sia riconducibile alle consuete operazioni di interferenza della CIA/MI6: è una strategia, a differenza della presunta attività russa negli USA, così concreta da essere sanguigna (ma l’aggettivo più appropriato sarebbe forse “sanguinosa”), già collaudata circa sei anni fa, quando la Russia si avvicinava alle presidenziali del marzo 2012 (poi vinte da Vladimir Putin), Barack Obama sedeva nello studio ovale e Hillary Clinton dirigeva il Dipartimento di Stato.

Le proteste “contro la corruzione” (uno dei feticci più amati dall’establishment liberal, dopo i diritti umani e la violenza sulle donne) che hanno interessato Mosca ed altre città russe nel mese di marzo, altro non sono che il secondo atto delle manifestazioni anti-Putin che si svolsero nella capitale ed in altre città russe nel tardo autunno del 2011. Allora, Vladimir Putin accusò espressamente il capo del Dipartimento di Stato, Hillary Clinton, di essere la mandante dell’ennesimo tentativo di rivoluzione colorata nell’est-europeo (“Vladimir Putin accuses Hillary Clinton of encouraging Russian protests” titolava The Guardian1 l’8 dicembre 2011), evidenziando le analogie tra quanto stava avvenendo in Russia e quanto giù successo in Ucraina e Kirghizistan: incitazioni alla rivolta da parte degli USA, utilizzo di Facebook per mobilitare la piazza, regia locale affidata alle solite organizzazioni non governative, etc. etc. Oggi, l’arsenale delle rivoluzioni colorate sembra piuttosto deteriorato, come si evince dalla necessità di ripiegare su figure agli antipodi dei “canoni liberali” dell’Occidente: il leader delle recenti proteste, idolatro dalla stampa occidentale dopo il suo arresto per una banale violazione del codice amministrativo, è Alexey Navalny, conosciuto in Russia per le sue posizioni ultra-nazionaliste e xenofobe.2

Allo stesso modo, è facile tessere analogie tra l’attentato che ha insanguinato il 3 aprile la metropolitana di San Pietroburgo e simili attacchi terroristici che accompagnarono già allora i tentativi di rivoluzione colorata in Russia. La memoria corre alle due kamikaze, originarie del Caucaso, che si fecero esplodere nella metro di Mosca il 29 marzo 2010, uccidendo 40 persone; oppure all’attentatore suicida, sempre proveniente dalla galassia dell’islamismo caucasico, che devastò il 24 gennaio 2011 l’aeroporto moscovita di Domodedovo, uccidendo 37 persone; oppure all’attentato dinamitardo che sconvolse l’11 dicembre 2011 la stazione Octobriaskaja della metropolitana di Minsk, a poche centinaia di metri dall’ufficio del presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko3. Sono ingredienti (la metropolitana, la matrice islamista, la figura di Lukashenko, etc.) che troviamo identici nell’attacco di San Pietroburgo, perché è comune la mano che si nasconde dietro i diversi attentati: i servizi segreti atlantici, abituati ad impiegare gli estremisti mussulmani del Caucaso e del Centro-Asia in chiave anti-russa sin dall’Ottocento, e sempre molto attenti nell’inviare “messaggi inconfondibili”.

La cronaca dei fatti è nota: è l’ora di punta del 3 aprile, quando un ordigno esplode su un vagone della metropolitana di San Pietroburgo, sconquassando il convoglio in movimento tra la centralissima fermata di Sennaya Ploshchad e quella del Tekhnologichesky Institut. Un secondo ordigno, piazzato nella stazione di Piazza Vosstaniya e nascosto in un estintore, è neutralizzato grazie all’immediato blocco della rete telefonica nella metropolitana. Muoiono 14 persone e altre decine rimangono ferite, investite dall’onda d’urto della bomba, infarcita di biglie e chiodi, che un 22enne russo di origine kirghisa trasportava nello zaino.

Se la matrice dell’attentato è ufficialmente “islamista” (il Kirghizistan ha fornito diverse centinaia di volontari al Califfato negli ultimi anni4), il tempismo dell’attentato lascia però supporre una regia molto sofisticata, che si colloca al di sopra della semplice manovalanza fondamentalista : la bomba, infatti, semina il panico a San Pietroburgo nelle stesse ore in cui il presidente Vladimir Putin e l’omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko sono in città per un vertice5. L’attentato è un “pizzino” inviato all’odiato Putin ed “all’ultimo dittatore d’Europa”, Lukashenko: i servizi atlantici possono colpire anche San Pietroburgo, in qualsiasi momento, anche con il presidente della Federazione Russa in città. Ma allo stesso tempo l’attacco terroristico è un colpo inferto al presidente russo in vista delle prossime presidenziali del 2018: la popolarità di Putin poggia sul ristabilimento dell’ordine e della sicurezza in Russia dopo il caos dell’era Eltsin ed il sanguinoso episodio di San Pietroburgo è quasi un affronto personale per l’ex-colonnello del KGB. Non è casuale la velocità con cui è stata riaperta la metro già il giorno seguente, così da dimostrare l’immediata capacità di reazione dello Stato.

Donald Trump si è affrettato ad esprimere le condoglianze al Cremlino ed ha ribadito la sua volontà di collaborare con la Russia contro la comune minaccia terroristica. Tuttavia l’attentato di San Pietroburgo e le recenti proteste moscovite, prontamente ingigantite dai grandi media occidentali, dimostrano quanto il neo-inquilino della Casa Bianca sia solo nel suo cammino di riappacificazione con Mosca: l’establishment liberal è contrario a qualsiasi negoziato con la Russia, di cui si ostina a negare il ritrovato rango di superpotenza e preferisce menare fendenti a destra e manca, con furore e disperazione. Contro Trump, contro Putin, contro l’attivismo russo in Europa e Medio Oriente (si ricordino a questo proposito l’abbattimento del volo Metrojet sopra il Sinai ed il recente “omicidio in diretta” ad Ankara dell’ambasciatore Andrei Karlov).

L’unica strada percorribile rimane quindi “smontare” un pezzo alla volta l’architettura con cui l’oligarchia atlantica si proietta all’estero, svincolando le nazioni dall’élite mondialista e liberandole dalle sue politiche sempre più sanguinose ed azzardate: in questo senso, l’ingresso all’Eliseo di Marine Le Pen, recentemente ricevuta al Cremlino da Vladimir Putin, assumerà una funzione determinante e quasi certamente risolutiva.

1https://www.theguardian.com/world/2011/dec/08/vladimir-putin-hillary-clinton-russia

2http://www.bbc.com/news/world-europe-16057045

3http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/12/bielorussia-strage-nel-metro-un-attentato-terroristico.html?ref=search

4http://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-nationals-fighting-iraq-syria/27897554.html

5http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/04/03/esplosione-metro-s.pietroburgo-vittime_b501ce7b-7ac9-4ecc-adfa-0704947069f9.html

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72 thoughts on “Esplosione alla metro di San Pietroburgo: presidenziali russe nel mirino

  1. Matteo il said:

    Splendido articolo come al solito! Ho scoperto il tuo blog due settimane fa e da allora me lo sono letto tutto. Comunque la CIA non riuscirà ad impedire la rielezione di Putin, che in patria è amatissimo. Spero anch’io che possa vincere la Le Pen, speravo in Fillon ma è stato colpito da quell’infame scandalo… Comunque il Front National dovrà aggiudicarsi la maggioranza alle legislative per avere libertà di manovra

     
  2. Concordo, con questa tesi ! Quello che posso aggiungere se è veramente “l’islamista ” è il suicida oppure un volontario incarcato di un trasporto speciale per conto di qualcuno, che lo ha reso martire grazie a un telecomando. Oppure è stato un espediente per dare una paternità a questo atto terroristico , quando invece poteva esserci una bomba già piazzata nel metro. Poichè l’attentato c’è stato , per il servizio di sicurezza Russo, ritengo fosse importante dare un volto di questo crimine alla opinione pubblica. Ciò, serve, per non dare adito a ipotesi fantasiose e informatiche come quella di Edward Luttwak e le proteste avvente nei gioni precedenti. I servizi non tanto segreti che agiscono in concerto contro la Russia, ritengo che non siano guidati da Mike Pompeo nuovo direttore della Cia insediato da Donald Trump. Il Mossad è più interessato a queste operazioni, come in Siria.

     
  3. Andrea il said:

    Una rivoluzione colorata in Russia è impossibile, Putin è letteralmente adorato dai russi per i suoi successi in politica interna. Navalnyy o il partito filo-atlantista Yabloko invece sono completamente sconosciuti e le proteste non hanno fatto che creare loro un’immagine di corrotti. La TV russa la scorsa settimana ha riportato la testimonianza di uno dei giovani aderenti alla protesta, secondo cui avrebbe ricevuto 10.000 euro di premio nel caso la polizia avesse risposto alle provocazioni. Scopo delle proteste era dunque far commettere eccessi alla polizia per distruggere l’immagine del regime. Vero o no, questa è l’immagine che hanno Navalnyy e company in Russia, come sobillatori al soldo di Soros. Da noi, invece? Avete visto il titolo dello StraFatto Quotidiano? Danno la colpa a Putin dell’attentato alla metro. Secondo loro Putin sarebbe in difficoltà o addirittura il suo regime ‘sul punto di cadere’ a causa delle proteste, e per consolidare il suo potere avrebbe organizzato l’attentato. Io mi chiedo: ma questi credono veramente che i lettori siano tutti scemi?

     
    • E’ possibile che vogliano creare il frame per un golpe interno. L’ attuale rischiosissima pressione esercitata sulla russia potrebbe portare a una guerra ma anche a premere sulla potente fazione “occidentalista” affinché la russia scegliesse di arrendersi . all’ occidente e dissolversi come l’ URSS
      Si tratta Insomma dello stesso bluff esercitato negli anni ’80 e che portò al potere ( l’ ingenuo ? ) gorbaciov e il piu’ scaltro eltsin.
      C’è comunque da notare che stavolta manca in russia la condizione psicologia che favorì il golpe di allora quando l’ intera elite russa credeva davvero alle illusioni del “paradiso capitalistico”; oggi tentare di rovesciare il “putinismo” sfocerebbe solo nell’ annientamento degli “atlantisti”.
      Per questo i rischi di una deriva ad una guerra “calda” ( da combattere qui in europa ovviamente )sono fortissimi.

       
    • “Avete visto il titolo dello StraFatto Quotidiano?”

      Behhh, lo sappiamo tutti che Travaglio “stravede” per i “fratelli maggiori”….

       
  4. sembra che U$rael voglia accelerare l ‘ ( inevitabile ) scontro che la neo-russia di putin , da piegare in ogni modo o con le “buone” ( rovesciamento dall’ interno) o con le ” cattive” ( una guerra “calda” dalle imprevedibili conseguenze )

     
    • Giulio O. il said:

      Una guerra contro la Russia ? Stai scherzando vero ? Israele sarebbe il primo stato ad essere totalmente annientato

       
      • Non scherzo perché il rischio di una “guerra calda” è sempre più grande e le guerre calde non si può mai sapere come evolvono e vanno a finire.
        Infatti è ovvio che lo scopo evidente sia mettere su una nuova “guerra fredda ” per ri-piegare il braccio alla russia. Si tratta quindi del vecchio bluff con la differenza col 1989 che:
        1) I russi sanno che U$rael non mantiene mai i patti.
        2) la russia non puo’ più arretrare.
        e che quindi stavolta troveranno al kremlino più facilmente un altro “stalin” che un altro “gorbaciov”.

         
  5. Radek il said:

    La diffenza fra la narrazione “sovranista” e la narrazione “globalista”, consiste in questo.
    La prima appesantisce i nessi causali ed attribuisce rilievo, pur condizionato, alla progettualità umana, ed è organicista. La seconda prescinde integralmente dal nesso causale e si limita a denuziare o ad auspicare. E’ atomista e tutto succede e si autoregola “per caso”.
    La prima presuppone l’antropologia sociale (anche inconscia), la seconda una antropologia individualista per la quale la società non esiste.
    Meglio la prima.
    rdk

     
  6. Parvus il said:

    Analisi corretta, as usual, ma io sarei meno ottimista: se i globalisti non riescono a scatenare un bel conflitto (“finché c’è guerra c’è speranza”), l’eventuale vittoria di MLP in Francia innescherà una crisi economica epocale, come prevede Andrea Mazzalai di Icebergfinanza.
    Oggi, intanto, lo spread BTP/Bund ha superato quota 200, e mancano ancora 18 giorni al primo turno…

     
    • Federico Dezzani il said:

      “se i globalisti non riescono a scatenare un bel conflitto (“finché c’è guerra c’è speranza”), l’eventuale vittoria di MLP in Francia innescherà una crisi economica epocale”

      Ma tu, Parvus, da che parte stai? Ci stai dicendo che è meglio la guerra mondiale alla vittoria di Marine Le Pen?

       
  7. Paul Droogo il said:

    Ma Kasparov (Jerry) che fine ha fatto?
    Non era lui il gran capo indiscusso dell’opposizione a Putin?
    È tanto tempo che non si sente più parlare di Jerry Kasparov. E Navalny non dice proprio niente di Jerry Kasparov?

     
    • Natalino,sondaggi a parte(sai che precisione!) ,l’ultima volta che si è presentato alle elezioni ha raccattato un grandioso 0,75%…..capo dell’opposizione….

       
      • Paul Droogo il said:

        Un sistema socio-politico che ai propri vertici non riesce a fare arrivare che mezze figure come Obama, Bush (per tralasciare i trombati come Clinton, Kerry, Romney, Gore, McCain ecc), non è pensabile riesca a recuperare altro che meschini ali livello di Kasparov o di Navalny da spingere ai vertici di una comunità sociale e politica come la Russia.
        Per quanti sodi possano puntarci sopra, Navalny, con tutta la sua Yale, non farà nulla di più di quel che è riuscito a fare Kasparov.

         
  8. Gianni il said:

    Ottimo come sempre, Federico, però su una cosa vorrei puntualizzare, quando scrive “l’attacco terroristico è un colpo inferto al presidente russo in vista delle prossime presidenziali del 2018” io aggiungerei che questo rimane solo un pio desiderio delle èlite atlantiste perchè il successo del Presidente Putin non si basa solo ed esclusivamente su questioni di ordine interno, ma soprattutto (a mio avviso, naturalmente) su un ritrovato senso di sovranità dei Russi sulla Russia e non di meno sull’orgoglio e sul successo che la Presidenza Putin ha dato alla nazione portandola ad essere il punto di riferimento mondiale per tutti quei popoli e quelle nazioni che si vogliono liberare dal giogo colonialista, che il mondo occidentale ha imposto, come minimo a fasi alterne, a quasi tutto il resto del mondo, le presidenze gorbaciov-yeltsin avevano rischiato di far perdere un primato unico alla Nazione Russa cioè quello di non essere mai stata soggiogata completamente dal colonialismo occidentale, unica nazione tra tutte quelle extra occidentali a non finire vittima del saccheggio dei soliti noti.
    Da Monaco 2007 la Russia è diventata portabandiera di quel multipolarismo che si basa sul diritto di non interferenza e rispetto di ogni sovranità, tutto quello che l’occidente colonialista e neo-liberista odia di più in assoluto, proprio perchè ha da sè assunto il ruolo, per dirla con le parole di obanana, di “nazione eccezionale, che deve stabilire le regole che tutti gli altri devono seguire”, cosa che soprattutto in campo economico ha trovato già larga applicazione tramite multe esagerate ad aziende e nazioni che non accettano i diktat geopolitici atlantisti, costringendole talvolta a modificare le proprie legislazioni come è successo ad esempio al Svizzera in campo bankario.

     
  9. ENEA il said:

    Il controllo totale della parola e del medium attraverso cui viene diffuso il verbo, il controllo delle reazioni istintive e dei bisogni primari delle popolazioni occidentali permette all’elite (che finge di rappresentarci) di giocare col destino di interi popoli in nostro nome.
    Si nascondono ed operano dietro muri d’ipocrisia, specchi, slogan, parole vuote se non contestualizzate (Europa, libertà, democrazia, valori). Impediscono alla ragione (per chi ne ha e sa ragionare) di funzionare e comprendere.
    Esiste un disegno che attraversa i secoli e le “vite a termine” di ognuno di noi (mentre la loro conoscenza viene trasmessa), esiste un elite che impone il suo volere. Di solito utilizza le nostre debolezze.
    Il controllo economico e finanziario (moneta e sue forme) gli permetterebbe oggi di mettere in ginocchio qualunque oppositore semplicemente cancellandolo. Giocare alle loro regole con i loro soldi rende il singolo “facile preda”. Chi decide il paradigma vincente oggi?
    Potremmo ragionare sul fine che si propongono. Valutarne gli effetti sociali. Immaginare a seconda del nostro carattere quale potra’ essere il futuro prossimoi pochi ben organizzati…a questo gioco.
    Nel tempo sono stati appositamente disinnescati nel mondo occidentale i valori: spirituali o identitari che avrebbero potuto proporre un alternativa capace di RIUNIRE seppur per scopi limitati LE MOLTITUDINI.
    L’atomismo sociale, l’individualismo sfrenato generato dall’uso sapiente del modello eco capitalista egoista han prodotto “l’uomo senza identita’ sociale”. Pensare solo all’oggi, al benessere economico, al guadagno immediato, ad una vita limitata senza avere una visione legata al ciclo delle vite ed alla trasmissione del sapere. Segmentare il volgo, applicare alla societa’ strategie di marketing, ridurre il tutto “mercato” ha ucciso tutto cio’ che poteva sviluppare il concetto di bene comune e di SOCIETA’ arrogando solo per LORO il controllo della forza e della reazione.
    In relazione agli ultimi accadimenti quello che mi preme sottolineare è che non capisco il ripetersi costante di alcuni fatti.
    Perche’ la strategia d’attacco diretto, l’uso della menzogna, l’uso del terrorismo, l’uso della comoda ipocrisia sono sempre a stretto vantaggio di alcuni ed altri invece subiscono costantemente?
    Alcuni modellano vite e popoli altrui.
    Altri non hanno lo stesso potere. Perche’? Semplice vantaggio competitivo acquisito nel tempo?
    Banalmente mi domando: i servizi segreti e le elite di certi stati non potrebbero rendere pan per focaccia e“colpire” direttamente i mandanti reali dietro certi “attentati” eliminandoli.

    Una cosa è evidente, strumenti come l’ipocrisia e il doppio standard senza la ns complicita’ (interessata o meno) non potrebbero esistere.
    Oltre il solito bias di conferma occorre uno sforzo di onesta’.

     
    • Backward il said:

      La domanda posta è molto importante. Le ovvie alternative sono:
      – non ne ritengono positivo il bilancio costi/benefici;
      – non ne sono in grado;
      – sono, ad alto livello, collusi e complici.

       
      • ENEA il said:

        Si le sue alternative sono corrette.
        Uno dei tratti che contraddistinguono il potere e’ non comparire alla luce del sole.
        Il segreto di pulcinella sta nel mantenere la parvenza ipocrita di giustizia (piace tanto sentirsi dalla parte giusta del fiume).
        Per questo si nascondono dietro L’onu (quando serve), per questo parlano di democrazia, per questo creano i nuovi pirati 2.0 per attaccare popoli che non potrebbero essere attaccati direttamente senza motivazioni non coloniali.
        Ma tutto nasce dal fatto che …controllano moneta accettata da tutti.

        Nella nuova guerra la propaganda attacca il ventre molle delle societa’ altrui.
        Un potere del genere non e’ facile da ottenere. Richiede una forma di ipnosi di massa tale da colpire l’immaginazione delle moltitudini. Quel che dico io e’ legge perche’ il mio verbo arriva a tutti. La tua parola invece viene smontata come di parziale o di parte e quindi interessata. E’ pazzesco.
        Il focolare e’ stato ucciso da un elettrodomestico cui molti danno credito e obbediscono senza porsi domande.
        Saluti.

        ps…non vorrei fosse solo un gioco sulla testa dei nullatenenti.

         
      • ENEA il said:

        Backward

        le rispondo qui a
        “Purtroppo sembra più efficace sfruttare la stupidità delle masse, come le oligarchie da Lei citate fanno da secoli, che comandarle onestamente in nome della verità e del bene comune”.

        forse han capito prima di altri che il popolo non esiste. Esistono PORTATORI DI INTERESSI E SEGMENTI DI SOCIETA’. Esistono le donne, gli uomini con il loro gusti e bisogni.
        Dall’uno ai molti. Individuo e societa’. Immediato e futuro.
        Han capito che l’uomo e’ prigioniero dei suoi bisogni primari. Soprattutto in una fase di “travaso di ricchezza/crisi per le masse”.
        Per cui controllare il software “profitto/capitalismo” attraverso cui vengono soddisfatti permette loro di “comandare” e creare tanti “ripetitori” innocui del “grande gioco/go”. Il piccolo capitalista.
        Il mercato in realta’ viene/veniva regolamentato solo ai lvelli piu’ bassi e con minore valore aggiunto. Ai piani alti invece vince da sempre il piu’ forte per appropiarsi e controllare le fonti della ricchezza reale.
        I bisogni dell’uomo vengono sfruttati. Sono il motore dell’economia. Siano essi “alti” o “bassi”. Mangiare, vestirsi, mobilita’, sesso (prostituzione), fuga dalla realta’ (droga, sesso) religione.
        Controllare il “liquido” del funzionamento economico, il denaro e le sue forme. Altro vantaggio Reale.
        L’ orizzonte temporale dell’uomo normale e’ finito. Cerca di fuggire dalla morte trasferendo la vita e il patrimonio. Cerca di assicurare il vantaggio competitivo alla sua prole.
        Ai livelli piu’ alti l’orizzonte e’ diverso perche’ si trasferisce CONOSCENZA/POTERE il denaro e’ uno strumento.
        Questa gente ragiona su concetti di Spazio/tempo diversi.
        I valori comuni che potrebbero elevare le masse sono temporanei e sono pochi e appositamente disinnescati…PATRIA, SPIRITO, NAZIONE.
        Stanno agendo suoi loro popoli e quelli altrui.
        Gente astuta.

        Saluti.

         
    • Penso (ma non ne posso essere certo) che chi potrebbe (e spesso tutti noi lo vorremmo) non agisce simmetricamente,proprio perchè è saldo a quei principi di cui l’occidente si è liberato. Quindi ,come in una saga ,va in scena la lotta del bene contro il male. Io credo che mai,ad esempio,Putin ricorrerebbe alla strategia della tensione.

       
      • ENEA il said:

        Il problema e’…..il popolo….e’ consapevole della lotta che si sta combattendo in Russia? Il popolo Russo e’ capace di interpretare il valore morale e metafisico della lotta del bene contro il male?
        Oppure abbacinato dall’immininza delle aspirazioni egoistiche e di sopravvivenza….si vende al solito primo offerente?
        Attenzione la domanda che pongo sottolinea che alcune oligarchie che hanno “attraversato il tempo” sono in grado di agire sia sui popoli direttamente controllati che su quelli altrui. Cosa che altri non possono o sanno fare.
        Il vantaggio di queste oligarchie e’ di aver per un certo periodo fatto vivere i loro sottoposti secondo standard migliori…standard che altri popoli hanno invidiato. Qualcuno ne paga sempre il prezzo, ma nel frattempo queste oligarchie hanno affinato IL POTERE DEL VERBO…nascondendosi dietro PAROLE / BANDIERE: liberta’, valori occidentali, giustizia, democrazia. Oggi l’oligarchia puo’ attaccare un governo ritenuto NEMICO(NON ALLINEATO AI DICTAT) accusandolo di tirannia verso il suo popolo. Cosa grave. Perche’ si presuppone una superiorita’ MORALE di alcuni verso altri. Ci vuole una forza superiore per resistere AI DANNI DEL POTERE DELLA MALDICENZA. Saluti

         
      • Backward il said:

        D’accordo, ma perché non azioni mirate contro i veri responsabili? La sensazione che si ha è di impotenza o, ancora, di collusione.

         
      • Backward il said:

        @Enea
        Leggerla è un piacere. Purtroppo sembra più efficace sfruttare la stupidità delle masse, come le oligarchie da Lei citate fanno da secoli, che comandarle onestamente in nome della verità e del bene comune.

         
  10. DANILO FABBRONI il said:

    x ENEA:
    «L’oligarchia è quindi una forma di governo da sempre considerata cattiva; così cattiva che deve celarsi agli occhi dei più e nascondersi nel segreto. Questa è una sua caratteristica tipica: la dissimulazione. […] Devono esibire una realtà diversa, fittizia, artefatta, costruita con discorsi propagandistici, blandizie, regalie e spettacoli. […] Così l’oligarchia è il regime della menzogna, della simulazione […] opacità nell’esercizio del potere […] globalizzandosi e velarsi in reti di relazioni d’interesse politico-finanziario, non prive di connessioni malavitose protette dal segreto, sempre più complicate e sempre meno decifrabili. Se, per un momento, potessimo sollevare il velo e guardare la nuda realtà, quale spettacolo ci toccherebbe vedere?»

    Gustavo Zabrelsky, Referendum, tempo di oligarchie e di chiarimenti, “La Stampa”, online, 12 ottobre 2016, riportato in http://www.dagospia.com

     
    • Backward il said:

      Il potere è sempre di pochi. Il problema non è che sia di pochi, è che i pochi che oggi lo esercitano sono apolidi e adoratori del denaro e della tecnologia. Non hanno in nessun conto, a differenza del passato, alcun valore umano.

       
      • ENEA il said:

        Il problema non è che sia di pochi, è che i pochi che oggi lo esercitano sono apolidi e adoratori del denaro e della tecnologia. Non hanno in nessun conto, a differenza del passato, alcun valore umano.
        ……………………

        Backward
        non sapppiamo ancora se denaro e tecnologia SONO SOLO STRUMENTI necessari ai “signori” per realizzare il controllo totale.
        Al di la del bene e del male….
        ne’ e’ facile intuire lo scopo finale.
        Dopo aver conquistato tutto…che faranno?
        governeranno su un mondo di zombie?
        governeranno su un deserto?

        La diversita’ genera confronto e comprensione. Rispetto.

         
      • Backward il said:

        @Enea
        Mi basta vedere cos’hanno fatto finora. L’adorazione di denaro e tecnologia ha portato alla distruzione delle antiche civiltà del mondo intero.

         
  11. DANILO FABBRONI il said:

    Dev’essere una sorta di capolinea ideologico raggiunto se una ‘gola profonda’ del più convenzionale che si può mainstream rispondente al nome di Federico Rampini abbia pubblicato un volume intitolato inequivocabilmente Il tradimento. Globalizzazione e immigrazione, le menzogne delle élite, Mondadori, Milano 2016: segno che il re è più che ignudo, è indifendibile e quindi si cerca, in qualche modo, di porsi al riparo dopo decenni e decenni di agit-prop sparsi da questi figuri a favore delle Oligarchie tecno Finanziarie Iniziatiche.

     
    • ENEA il said:

      Gent.mo Danilo Fabbroni,

      purtroppo i danni provocati dal vantaggio competitivo acquisito dall’oligarchia che “attraversa il tempo” sono enormi in termini di controllo della vita sociale ed economica. Oggi che se ne parli e che (per chi sa “vedere e capire”) il re appaia real-mente ignudo : una montagna di m…..a, a “loro” non interessa poi molto dato che un libro (IL LIBRO RICHIEDE FATICA, LETTURA E COMPRENSIONE…e quindi destinato ad un pubblico ridotto) o due “chiacchiere” tra di noi in questo bel acquario internettiano non spostano molto nel breve periodo. Le “chiavi” del loro successo poggiano sul dominio dei punti chiave, il dominio dei media e del verbo, del pensiero-emozionale, della moneta e del sistema di soddisfazione dei bisogni dell’uomo (metodo capitalista…che fa di noi tutti TANTI PICCOLI IMPRENDITORI-ripetitori degli squali che al vertice della piramide controllano il gioco RE-ale e gli enormi profitti derivanti dal dominio delle fonti delle materie prime piu’ importanti ).
      Nel lungo periodo invece le cose potrebbero combiare…sempre che si riesca ad educare e raggiungere piu’ persone “vive e deste” possibili. Sempre che anche da quest’altra parte della barricata si riesca a trasmettere il “sapere” per sviluppare anticorpi sociali che diano valore e sale alla vita. Conoscere le cose e come va il mondo non dovrebbe rimanere un esercizio sterile. Dovrebbe generare reazione. Ma al momento tutte le possibile vie di fuga sono state disinnescate.
      Saluti

       
      • DANILO FABBRONI il said:

        x ENEA:
        concordo, io parlo di “cultura silenziata”, quella parte assai minoritaria, quasi inesistente che si oppone alla “superficie opaca” del tutto e dell’Insieme. In un circuito idraulico l’olio va dove è + facile andare: la stessa identica cosa accade per le persone la cui Doxa è solo quella dell’olio. Del resto non è 1 caso che si è speso 1 vera e propria montagna di denaro per prezzolare diciamo così in maniera veloce, il 98% del mondo accademico anglosassone ai diktat dei Servizi. Se lo si studiasse si rimarrebbe letteralmente IMPRESSIONATI.

         
      • Backward il said:

        “…metodo capitalista…che fa di noi tutti TANTI PICCOLI IMPRENDITORI-ripetitori degli squali che al vertice della piramide controllano il gioco…”

        Esattamente. E’ per questo che è inutile accusare le “elite” se abbiamo assorbito interamente la loro ideologia.

         
  12. Fartzilla il said:

    Bravo!

    Parlando d’altro, ho notato che Di Maio è in tour negli USA, sul modello di Renzi.
    Te ne occuperai presto?

     
    • Todisco il said:

      Ma cosa c’è da dire oltre di quei pezzenti ? Più di quello che si è detto e scritto ? Ormai a credere alle balle a five stars, sono rimaste solo tre categorie:” 1) I collusi con il Gril/Casal Power. 2) Gli speranzosi mediocri, desiderosi di un posticino istituzionale. 3) I Babbei (aiutami a dire Babbei) devastanti che al posto del cervello hanno un chicco di caffè in torrefazione.

       
      • bullone il said:

        C’è anche chi votava a sinistra e (a malincuore) piuttosto che la Lega voterebbero M5S.
        Io a loro non so bene cosa dirgli, e li capisco.
        Non tanto perchè la Lega è di destra, ma perchè difficilmente si riesce a dar fiducia a un partito con dentro Bossi e Salvini che dicono le cose opposte (e qui è già stato spiegato il perchè).
        Anche se, piuttosto che i tecnopazzoidi di Casaleggio e associati, sarebbe molto più saggio votare scheda bianca.

         
      • bullone il said:

        Sia chiaro, io, ad oggi, voterei lega senza pensarci.
        Anche se mi piacerebbe assai un’alternativa più solida, concreta e con attributi di cui si è perso lo stampo.

         
  13. maurizio il said:

    La tua analisi a prima vista molto lineare non mi sembra corretta.
    per prima cosa bisogna avere molto chiaro come si sono evolute nel tempo le operzioni di terrorismo false flag
    gestite dagli apparati di intelligence.
    mentre nella strategiadella tensione italiana degli anni 70 le bombe, i morti ed i feriti erano veri ;
    a partire dagli’ultimi 20 anni
    le cose(per varie motivazioni) sono diventate un po’ piu’ sofisticate:
    sono comparse le societa’ che forniscono crisis’s actor group,
    i media hanno ultrriormente raffinato la capacita’ di eseere
    creatori di simulacri,ect. In una parola Hoax.

    Ora per tornare a san pietroburgo se prendiamo in considerazione che si tratta di un’hoax e’ impossibile esegurlo senza l’appoggio militar-mediatico-intelligence dei russi.

    Questo puo’ voler dire che stanno usando per propri obiettivi
    lo spauracchio islamico oppure che ci sono livelli di collaborazione piu’ elevati tra atlantisti globalizzanti e
    sovranisti euroasiatici di quanto a prima vista appaia.

    Ti faccio comunque i complimenti per il tuo interessante blog.

     
    • Cipollotto il said:

      Sul discorso come gestire la stampa ed i media suggerisco di leggere Marcello Foa, o di vedere i suoi video sul tubo il quale spiega, io credo abbastanza correttamente, come si fa ad influenzare i giornali e ad indirizzarli nella direzione desiderata in un regime di stampa libera, o quasi.

       
      • Federico Dezzani il said:

        Maurizio…
        una bomba è esplosa nella metro: fumo, sangue, lamiere, vetri rotti e corpi dilaniati.

        Nessun attore, niente gas fumogeni, niente sangue finto.

         
    • “e’ impossibile esegurlo senza l’appoggio militar-mediatico-intelligence dei russi”???.Scusa,allora anche in Siria senza la collaborazione di Assad ,l’isis(…si fa per dire) non poteva fare ciò che ha combinato…parti da un assunto che mi sembra l’Himalaya!

       
      • maurizio il said:

        la mia premessa era che le operazioni false flag si siano trasformate negli ultini 20 anni
        in hoax (crisi’s actror,live drill,tv fakery ect):
        partendo da questo presupposto anche
        l’attentato di san pietroburgo deve essere
        necessariamente eseguito con la complicita’
        di pezzi dell’apparato russo.
        la situazione in siria con l’isis e’ totalmente differente e assomiglia molto di piu’ alla situazione libica con folle antigheddaffi create negli studi di doha di aljazzera.
        Se invece si pensa che i morti del metro’ siano veri
        lo scenario disegnato da federico e’ molto piu plausibile.
        dal punto di vista geopolitico non e’ che cambi granche’, cosi’ come per le terribili conseguenze per le popolazioni mediorientali ed africane.
        per le opinioni pubbliche occidentali invece
        si capisce ancor meglio il livello e la sofisticatezza della guerra psicologica a cui sono sottoposti dalle proprie stesse elite.

         
    • Francesca Ancona il said:

      Sono un po’ scocciata di questo pensiero sulle false flag, non tutte sono false flag (se ci sono davvero) . Lo fanno per confondere l’opinione pubblica, una persona, alla fine, non sa più cosa è vero e cosa no, se ci sono morti o attori. Questo è terribile! Invece i morti ci sono e ci saranno. Non tutto è finto, forse vogliono abituarci al massacro. Non mi piace questa cosa

       
  14. Massimo il said:

    Il quadro generale è convincente e ben delineato ma, onestamente, alcuni punti e omissioni mi lasciano perplesso. Primo non capisco come si possa tralasciare l’attacco con armi chimiche sull’ospedale in Siria, basta leggere la stampa israeliana per leggere che Bibi ha chiesto all’ONU l’intervento di una coalizione internazionale(!!!) per destituire Assad, reo di esserene il responbabile diretto insieme ai russi e agli iraniani, dato che l’ordine è partito dall’alto. In un momento di debolezza sul fronte interno della Russia è più che evidente l’intenzionalità e la sincronia, è un vero e proprio accerchiamento su più fronti anche da un punto di vista politico e di UE (Mogherini, qualche giorno prima dell’attacco: “Assad non ha futuro”).

    Infatti, se da un lato si utilizzano i soliti asset dei servizi segreti inglesi (il Kyrgyzstan, così come altre repubbliche centro asiatiche, sono sebatoio di combatteti spediti in Siria reclutati dagli inglesi) per colpire direttamente Putin, dall’altro si incolpa Assad, che è chiaramente mai e poi mai userebbe armi chimiche, di un crimine perpetrato evidentemente da dagli stessi che lo accusano. Da notare come si sottolinei che l’attacco è avvento dal cielo, proprio perché ISIS ufficialmente non ha aviazione (a parte quella britannica e israeliana…).

    Altra cosa che andrebbe sempre scritta a chiare lettere è cosa siano gli attentatori “suicidi”. In realtà trattasi di una operazione psicologica largamente sperimentata sulle masse per indurre terrore, incapacità di ragionare e impiantare artificialmente l’idea che chi compie tali atti sia semplicemente un folle, un estremista. Ecco perché la bomba è sempre “artigianale” e perché si tratta di “lupi solitari” radicalizati o fanatici. Peccato che la realtà sia ben diversa, non esistono né mai sono esistiti terroristi kamikaze, tantomeno “fabbriche di cinture esplosive” o scemenze simili, in realtà si tratta semplicemente di fattorini, al servizio del SIS, che normalmente trasportano droga o armi, per questo sono totalmente tranquilli prima di andare incontro alla morte, perché ignari del proprio destino.

    Non SI fanno saltare, ma LI fanno saltare, per lo più con controllo remoto a distanza azionato da cellulare, sono vittime inconsapevoli e il profilo è sempre il medesimo: di giovanissima età, con pochi soldi e con amicizie nella criminalità e giri sbagliati. Nella maggior parte dei casi nemmeno è gente che ha fatto i corsi di addestramento o in cui hanno impiantato personalità multiple, sono semplicemente degli sventurati che vengono usati per pochi dollari ed eliminati all’occorrenza. Da notare che i nomi sono spesso falsi e allusivi, il presunto disgraziato si chiamava AKBARzhon Jalilov… Allah Akbar, cioè il trademark dell’ISIS… più chiaro di così! Probabilmente un modo di dire alla controparte qualcosa.

    Il mio invito è di smettere di utilizzare a sproposito la parola “kamikaze”, non si fa altro che alimentare la disinformazione e fomentare una guerra psicologica che è molto più letale delle bombe, un’opinione pubblica consapevole è molto più pericolosa di qualsiasi arma

     
    • Federico Dezzani il said:

      “Non SI fanno saltare, ma LI fanno saltare, per lo più con controllo remoto a distanza azionato da cellulare, sono vittime inconsapevoli e il profilo è sempre il medesimo”

      Possibile in alcuni casi. Difficile dire se in tutti.

      A me interessa cmq la mente degli attentati, non l’esecutore materiale.

       
      • Massimo il said:

        In tutti i casi, fa parte del protocollo. Kamikaze è un codice diffuso dai media, sdoganato in grande stile col 9/11 al grande pubblico, è l’ABC dei libri di testo che danno agli operativi, è tipico psychological warfare. Poi beh, capita anche che il postino salti in aria dove non deve, inspiegabilmente in luoghi isolati, uccidendosi, ma di solito è un problema tecnico o qualcuno che ha mangiato la foglia 🙂

        In Iraq ad esempio, ai tempi dell’invasione americana, ai posti di blocco fermavano per dei “controlli” ignari automobilisti, gli riempivano l’auto o il furgone di esplosivo e detonavano poi a distanza, immancabimente davanti a posti di polizia o edifici istituzionali. Chiaramente erano sempre descritti come dei folli attentatori suicidi, mentre trattasi di tattiche di guerra che, oggi, si combatte nello stesso modo anche in teatri civili

         
  15. maurizio innocenti il said:

    Se il secondo ordigno non è esploso perché,dopo
    il primo attentato,sono state immediatamente
    disattivate le linee telefoniche,allora la logica
    costringe a ritenere che ci fosse un’altra persona,
    diversa dall’uzbeco morto,ad azionare gli ordigni.

     
      • Federico Dezzani il said:

        Avrebbero trovato dei fili legati al braccio dell’attentatore.
        In ogni caso l’innesco è sicuramente doppio, per evitare “ripensamenti”: manuale e remoto.

         
  16. ENEA il said:

    il punto di vista e il potere della maldicenza.

    “Coloro che gli forniscono queste informazioni specifiche hanno i propri interessi che questa informazione sia presentata al pubblico in un modo particolare”.
    Mentre non ci sono prove dell’attacco con armi chimiche perpetrato dall’esercito siriano sulla città di Idlib, è l’Osservatorio siriano dei diritti umani ad avere la “verità” in tasca e dare in pasto al mondo il colpevole di tanto orrore: ovviamente Assad.

    L’Osserrvatorio, come spiega Difesa Online, “non è una ONG qualunque, ma un’enigmatica organizzazione con sede a Londra, divenuta rapidamente l’unico portavoce ascoltato in Occidente dei report di guerra siriani. Il suo leader, Rami Abdel Rhaman, è indicato dal governo siriano come attivista dell’opposizione, mentre fonti non verificate alludono esplicitamente a collaborazioni con servizi occidentali (inglesi). Lo scopo sarebbe screditare agli occhi dell’opinione pubblica mondiale il governo di Damasco, agendo magari in previsione di una futura iniziativa giudiziale penale internazionale contro le sue figure politiche di rilievo”

    Ma cosa diceva pochi giorni fa il governo tedesco sull’Osservatorio?

    “L’Osservatorio siriano per i diritti umani [OSDH] non è sul campo, ma si trova a Londra.

    “Si racconta che all’alba dei tempi la verità fosse uno specchio limpido. Un giorno, però, cadde a terra e si ruppe in tantissime schegge. Ogni uomo ne prese una e, vedendo riflessa la propria immagine nel pezzetto che teneva in mano, cominciò a credere di possedere l’intero specchio. Da quel giorno le cose andarono sempre così”.

     
    • Osservatore Internazionale il said:

      Bella la metafora dello specchio rotto in tante schegge anche se io la sostituirei con un’altra.

      “Si racconta che all’alba dei tempi la verità fosse scritta sulla superfice di un lago limpido, che tutti gli uomini riuscivano a vedere, attraverso una grande cupola di vetro che ne proteggeva la superficie. Un giorno, degli uomini malvagi e dall’animo torbido, che si erano profondamente allontanati da Dio, colpirono con un maglio la cupola di vetro che si ruppe in tante schegge, di modo che non fosse più possibile, leggere la superficie del lago. Ogni uomo prese una scheggia e tentò di leggere attraverso quella scheggia la superficie del lago. Gli uomini dannati che si erano impadroniti di tutti i mezzi di comunicazione però, spiegarono al popolo che ciascun uomo doveva concentrarsi non su quello che intravedeva, sulla superficie del lago, attraverso la scheggia di vetro, quanto sul riflesso del proprio io, che vedeva sulla superficie della scheggia. Da allora ogni uomo, pur possedendo quella scheggia di vetro e pur potendo leggere la superficie del lago, si concentra “egoisticamente” sull’immagine di sè, riflessa sulla superficie della scheggia e ciò gl’impedisce di vedere oltre, sulla superficie del lago. Da quel giorno le cose andarono sempre così”.

       
      • ENEA il said:

        Antica parabola Sufi

        “La verità era uno specchio che cadendo si ruppe.
        Ciascuno ne prese un pezzo
        e vedendo riflessa in esso la propria immagine
        credette di possedere l’intera verità.”

        Jalal ad-Din Rumi

        …bella anche la sua . Saluti

        il potere della maldicenza.

         
    • Backward il said:

      La Rouche è fissato con l’idea che la corona inglese sia diabolica e responsabile di ogni male del mondo. E’ cresciuto intriso di demente patriottismo americano e non si rende conto che gli USA sono stati da sempre lo strumento principe dell’ordine del denaro. La corona inglese conta talmente tanto che non riesce nemmeno a bloccare la costruzione di edifici esteticamente rivoltanti nella sua Londra. Il povero La Rouche fa quasi pena.

       
  17. Guido il said:

    In genere Putin preferisce tacere in questi casi.Glissare è la sua abitudine.
    Poi segna tutto nella casella giusta e si rifarà a quattr’occhi con trump. Gli consegnerà le prove dell’intervento CIA e gli dirà: -Se vuoi liberarti, colpisci qui e non lì'”.
    Trump in seguito vedremo se è capace di farlo, o no.
    Perchè anche lui si è unito al coro dei nemici di Assad, che fanno le foto coi bambini feriti dai gas che gli stessi oppositori hanno nei loro magazzini.
    Questo è il piano B dell’attentato.
    In pratica: Piano A: Colpire Putin in San Pietroburgo, insieme al bielorusso Luvaskenzo.
    PIANO B: colpire Assad, con le foto dei gas nervini e bambini vari.
    PIANO C: Cercare di far passare una delibera ONU.
    Il piano C è fallito. La Russia ha posto il veto.
    Perciò, prevedo un nuovo intervento. Un aereo russo che parte dal Cairo e viene fulminato in volo…o qualcosa di simile.
    Ormai la CIA è scatenata e libera da vincoli.
    Unica soluzione: parlare dell’11 sett. e aprire il sacco…Ma non si può.

     
    • StefanoD il said:

      Il quadro sullo sfondo è quello di una crisi finanziaria che si sta per abbattere sui mercati accompagnata da una probabile frattura dell’area euro. La crisi rischia di seppellire le elite padrone dei mercati sotto un cumulo di macerie. Quelli lì non hanno dimostrato alcun capacità di visione strategica a lungo termine. Ragionano in termini di settimane, o al piu’ quadrimestri. Dato che si sono ficcati in un buco e non sanno come uscirsene, allora la guerra è vista come l’ultima risorsa poichè non sanno far altro che ammazzare la gente, fare stragi, provocare ondate di profughi, finanziare assassini che mangiano organi umani, distruggere Stati una volta tranquilli. Se si decide di andare in guerra neanche Trump potrà farci niente!

       
  18. learco il said:

    “Trump — che il giorno prima aveva dichiarato che Bashar el Assad non era il problema principale e che, invece era l’ISIL a dover essere debellato — sotto la pressione delle emozioni suscitate dalle fake-notizie — cambia idea e annuncia che l’America agirà da sola, senza aspettare l’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La rappresentante USA all’ONU, agitando le foto dei bambini morti, organizza l’entrata in guerra formale contro la Siria (guerra che è già in corso con 3000 soldati illegalmente sul terreno in Siria). Si ripete, cioè la messa in scena di Colin Powell con la fialetta in mano al Consiglio di Sicurezza prima dell’attacco contro l’Irak di Saddam Hussein.”

    https://it.sputniknews.com/opinioni/201704064307633-cercare-washington-chi-cerca-colpire-putin-mettere-trump-spalle-muro/

     
  19. Gézitain il said:

    Dà per scontata l’elezione della Le Pen?
    Se succederà complimenti ma ci credo poco.
    Un trenta per cento al primo turno creerebbe comunque qualche turbolenza.