L’altra metà di Tangentopoli: Umberto Bossi, Gianfranco Miglio ed i progetti secessionistici

Ogni fase politica della Repubblica italiana è stata scandita da un partito “di protesta”, funzionale agli interessi dell’establishment atlantico: si comincia con L’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini per terminare col Movimento 5 Stelle di Gianroberto Casaleggio, passando per il Partito Radicale di Marco Pannella e la Lega Nord di Umberto Bossi. Fino alla recente svolta nazionalista, filorussa ed anti-euro, il Carroccio è infatti stato uno dei tanti prodotti di Washington e Londra, schierato su posizioni “thatcheriane” ed europeiste. Nei primi anni ‘90 la Lega Nord avrebbe dovuto essere lo strumento per attuare un ambizioso disegno geopolitico: la frantumazione dello Stato unitario e la nascita di una confederazione di tre “macroregioni”, così da cancellare l’Italia come attore del Mar Mediterraneo. Il ruolo della Lega Nord durante Tangentopoli e la figura, determinante, di Gianfranco Miglio.

Non si muove foglia che Washington non voglia: anche in Padania…

La democrazia liberale è simile al mercato dei beni di consumo: ogni segmento della domanda deve essere coperto, l’offerta deve essere costantemente rinnovata e nuovi prodotti possono essere lanciati grazie ad un’adeguata campagna pubblicitaria. Nel caso della politica, i beni di consumo non sono ovviamente bibite, detersivi o dolciumi, bensì i partiti. L’abilità di chi tira i fili della democrazia consistente nel rifornire gli scaffali dalla politica di partiti giusti, al momento giusto: ad ogni tornata elettorale, i votanti acquisteranno i loro prodotti preferiti, con grande soddisfazione di chi controlla il grande supermercato della democrazia.

C’è un segmento del mercato politico particolarmente interessante, molto ingrossatosi negli ultimi anni di crisi economica e sociale: i partiti di protesta. La loro origine non è recente e risale agli albori della Repubblica Italiana, quando Washington e Londra foggiarono per l’Italia una singolare democrazia, dove le seconda forza politica del Paese, il PCI, era esclusa de iure dal governo.

È per ovviare a questo opprimente immobilismo, che un po’ stona con le logiche del mercato, che in 70 anni sono state immesse diverse sigle per intercettare il malcontento dell’elettorato e la domanda di cambiamento: si comincia, prima delle elezioni del 1948, con l’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini e si termina oggi con il Movimento 5 Stelle di Davide Casaleggio. Sia Giannini che Casaleggio sono, incidentalmente, inglesi da parte materna. Tra i due estremi, bisogna annoverare anche il Partito Radicale di Marco Pannella, che prestò non pochi servigi all’establishment atlantico: la campagna per le dimissioni del presidente Giovanni Leone, quella per l’aborto ed il divorzio, i referendum del 1993 contro “la partitocrazia” e “lo Stato-Padrone”, etc. etc. C’è, infine, il caso della Lega Nord, nata e cresciuta nei travagliati primi anni ‘90, nutrendosi dei voti in uscita dal PSI e soprattutto dalla DC.

Ma come? Anche il folkloristico Carroccio, i raduni di Pontida, il dio Po ed il leggendario Alberto da Giussano, sono un prodotto dell’establishment atlantico?

La risposta, come vedremo nel proseguo dell’articolo, è affermativa. È una verità che probabilmente spiazzerà molti leghisti della prima ora, indispensabile però per capire, ad esempio, perché Umberto Bossi, padre-padrone della primigenia Lega Nord, contesti la recente svolta nazionalista, anti-euro e filorussa di Matteo Salvini, deciso a trasformare (con esiti incerti) il Carroccio nella versione italiana del Front National: “Lega, Bossi chiede il congresso: La base è stufa di Salvini”1, “Bossi: La Lega nazionale morirà, Salvini al Sud crea solo caos2”, “Attacco frontale di Bossi al segretario: secessione, il resto sono chiacchiere”3. Bruxelles è sempre stata ed è tuttora il faro di Umberto Bossi, sebbene il suo obiettivo fosse agganciarsi all’Unione Europea non attraverso l’Italia, ma tramite la “Padania”, in ossequio a quella “Europa della macroregioni” tanto cara all’establishment atlantico. Smembrare gli Stati nazionali per sostituirli, al vertice, con un governo sovranazionale e, alla base, con una costellazione di cantoni, regioni e feudi: l’oligarchia libera di comandare indisturbata su 500 milioni di persone ed i paesani appagati delle loro effimere autonomie.

La storia della Lega Nord è indissolubilmente legata al crollo del Pentapartito ed alle manovre, iniziate con la firma del Trattato di Maastricht, per traghettare l’Italia verso la nascente Unione Europea a qualsiasi costo: vergognose privatizzazioni, saccheggi del risparmio privato, attentati terroristici e giustizialismo spiccio. Studiare l’origine della Lega Nord significa quindi completare l’analisi dell’infamante biennio 1992-1993 che travolse la Prima Repubblica e forgiò la Seconda, dove Umberto Bossi ha giocato un ruolo di primo piano.

La Lega Nord nasce ufficialmente nel febbraio del 1991, come federazione della Lega Lombarda, della Liga Veneta, del Piemont Autonomista e dell’Union ligure: esula dalla nostra analisi, ma chi volesse indagare sul periodo proto-leghista, scoprirebbe quasi certamente che anche questi movimenti autonomisti nascono nel medesimo humus massonico-atlantista da cui germoglierà poi il Carroccio. È sufficiente dire che la Liga Veneta, certamente la lega più radicata ed “antica”, risalendo ai primi anni ‘80, compie i primi passi presso l’istituto privato linguistico Bertrand Russel di Padova, dove nel 1978 è istituito un corso di storia, lingua e civiltà veneta. Chi volesse scavare più indietro ancora, potrebbe riallacciarsi alla lunga serie di attentati destabilizzanti, di matrice autonomista e secessionista, che colpiscono tra gli anni ‘50 e ‘60 il Nord-Est dove, è bene ricordarlo, la concentrazione delle forze armante angloamericane è più alta che in qualsiasi altra parte dell’Italia continentale (Camp Ederle ed Aviano). L’idea di superare le leghe su base “etnica” e di federarle in un’unica Lega allargata all’intero Nord, ribattezzato all’occorrenza come “Padania”, è comunque ufficialmente attribuita ad Umberto Bossi.

È però legittimo chiedersi se il parto del Carroccio sia effettivamente naturale e se “il Senatur” (titolo che Bossi si conquista nel 1987 entrando in Senato) ne sia effettivamente l’autentico padre, oppure se, come nel caso del Movimento 5 Stelle, dietro la genesi della Lega Nord non si nasconda una regia molto più sofisticata ed altolocata. Diversi elementi fanno propendere per la seconda ipotesi, declassando Umberto Bossi al ruolo di capo carismatico di facciata, di semplice tribuno e di arringatore: la stessa funzione, per intendersi, svolta da Beppe Grillo nel M5S. Siamo infatti nel febbraio 1991, il muro di Berlino è crollato da due anni e l’Unione Sovietica collasserà entro pochi mesi: l’oligarchia atlantica ha già stilato i suoi piani per il “Nuovo Ordine Mondiale” che, calati nella realtà italiana, significano l’abbattimento della Prima Repubblica, l’archiviazione della DC e del PSI, lo smantellamento dell’economia mista e, se possibile, anche un nuovo assetto geopolitico per la penisola. Da attuare attraverso la Lega Nord e parallele leghe indipendentiste in Meridione e sulle isole.

L’accoglienza che la grande stampa anglosassone riserva al neonato Carroccio, simile a quella che il Movimento 5 Stelle riceverà a distanza di 15 anni, non lascia adito a dubbi circa l’interessamento che Londra e Washington nutrono per la neonata formazione nordista: il 4 ottobre 1991 il Wall Street Journal definisce la formazione di Umberto Bossi come “il più influente agente di cambiamento della scena politica italiana”, nel gennaio 1992 il settimanale statunitense TIME definisce Bossi come il leader più popolare e temuto della politica italiana, il 28 marzo 1992 il settimanale inglese The Economist, megafono della City, accomuna la Lega Nord al Partito Repubblicano di Ugo La Malfa, definendolo come “l’unico fattore di rinnovamento nel decadente panorama politico italiano”. Sono le stesse settimane in cui Mario Chiesa, esponente socialista e presidente del Pio Albergo Trivulzio, è arrestato per aver intascato una bustarella: è il primo atto di quell’inchiesta giudiziaria, Mani Pulite, destinata a travolgere il Pentapartito e la Prima Repubblica.

Non c’è dubbio che la Lega Nord debba “completare”, nei piani angloamericani, l’inchiesta di Tangentopoli: il pool di Mani Pulite è incaricato di smantellare la DC ed il PSI, mentre il Carroccio ha lo scopo di intercettare i voti in fuga dai vecchi partiti prossimi al collasso. Il trait d’union tra il palazzo di giustizia milanese e la Lega Nord è fisicamente incarnato dal console americano Peter Semler: il funzionario statunitense che alla fine del 1991, un paio di mesi prima dell’arresto di Mario Chiesa, “’incontra” Antonio di Pietro nei suoi uffici per discutere delle imminenti inchieste giudiziarie. Lo stesso funzionario che, quasi contemporaneamente, “incontra” i dirigenti della Lega Nord. Ha affermato Semler in un’intervista a La Stampa del 20124:

“Ricordo che un primo gennaio (del 1992, Ndr) ebbi un pranzo con due leader della Lega e quello che mi colpì di più era un ex poliziotto, ex militare. Giocammo al golf club di Milano e mi dissero: “Cambierà tutto”. Ma a Roma Secchia continuava a dirmi: “Basta perdere tempo con queste storie”.

C’è da scommettere che non siano stati i due leader della Lega Nord ad avvertire il console americano che tutto sarebbe cambiato, bensì l’opposto. Il Carroccio, infatti, con la sua corrosiva e talvolta violenta retorica contro la partitocrazia, la vecchia classe dirigente della Prima Repubblica, lo Stato clientelare ed assistenzialista (si ricordi il cappio sventolato nel 1993 a Montecitorio, per “appendere” i politici corrotti), è parte integrante della manovra angloamericana per smantellare il PSI e la DC.

Perché, però, l’attacco è sferrato “su base regionale”, attraverso una formazione che inneggia alla Padania onesta e laboriosa, contro la Roma corrotta e la ladrona, sede di “un Parlamento infetto”? Perché la stessa funzione non è assolta da un partito di protesta “nazionale”, come il Movimento 5 Stelle? Compito della Lega Nord è anche quello di attuare il piano geopolitico che l’establishment atlantico ha in serbo per l’Italia in questa drammatica fase della vita nazionale: passare dall’Italia unita all’unione, o confederazione, di tre macroregioni. La Repubblica del Nord (o Padania), una repubblica del Centro ed una del Sud: è il periodo, infatti, delle “stragi mafiose” e Cosa Nostra ed il Carroccio sembrano lavorare all’unisono (d’altronde, la regia a monte è comune) per ritagliarsi ognuno il proprio feudo, cannibalizzando lo Stato nazionale.

Veniamo così ad una figura chiave della Lega Nord delle origini, il personaggio politico che avrebbe dovuto essere “la mente” del processo di secessione della Repubblica dal Nord: Gianfranco Miglio (1918-2001). Allievo del filosofo liberale Alessandro Passerin d’Entrèves (a lungo docente all’Università di Oxford e quella di Yale) e del giurista Giorgio Balladore Pallieri (primo giudice italiano alla Corte europea dei diritti dell’uomo), professore all’Università Cattolica di Milano, teorizzatore del decisionismo, studioso del federalismo ed ascoltato consulente in materia di riforme costituzionali, “giacobino di destra”, Gianfranco Miglio è un intellettuale molto gettonato dai politici e dagli alti manager della Prima Repubblica in cerca di consigli: comincia coll’assistere Eugenio Cefis ( presidente dell’ENI dal 1967 al 1971 e della Montedison dal 1971 al 1977), per poi diventare consulentedel premier Bettino Craxi.

Nei tumultuosi anni che seguono la caduta del muro di Berlino, il professor Miglio compie  una spettacolare e singolare metamorfosi: nel giugno del 1989, constata la precarietà delle finanze pubbliche e del panorama politico italiani, suggerisce nientemeno che “sospendere le prove elettorali per un certo periodo, dar vita a un lungo Parlamento, bloccare il ricambio parlamentare, che so, per 8-10 anni.5”, affidando quindi poteri speciali al Pentapartito per fronteggiare le emergenze. Dopo nemmeno due anni, Miglio è invece diventato “l’ideologo” della costituenda Lega Nord ed il più severo e spietato censore della partitocrazia, dello Stato parassitario e della deriva mafiosa del Meridione: è difficile spiegare questo repentino cambiamento ed il suo “affiancamento” a Umberto Bossi, se non come un’operazione studiata a tavolino, concepita da quegli “ambienti liberali ed anglofoni” che Miglio frequenta sin dalla gioventù.

Gianfranco Miglio è l’architetto di quelle riforme costituzionali che dovrebbero scardinare l’assetto geopolitico dell’Italia, servendosi della Lega Nord e di Umberto Bossi come semplici grimaldelli. Esisterebbero, secondo il professore, due Italie: una europea, da agganciare alla nascente Unione Europea, ed una mediterranea, da abbandonare alla deriva verso il Levante ed il Nord Africa. Lo Stato unitario ha fatto il suo tempo e sulle sue macerie bisogna edificare uno Stato federale, o meglio ancora confederale, costruito da tre entità separate: una Repubblica del Nord, una del Centro ed una Sud. Al governo centrale della neo-costituita Unione Italiana, spetterebbero soltanto più la difesa esterna e parte della politica estera (“perché una certa autonomia in questo campo dovrà spettare ai singoli membri della federazione”). Il disegno sottostante alle ricette di Miglio è chiaro: sfruttare l’inchiesta di Tangentopoli che sta sconquassando la politica, il crollo del Pentapartito, la strategia della tensione e l’emergenza finanziaria, per cancellare l’Italia unitaria come soggetto geopolitico. Un’Italia che, con Enrico Mattei, Aldo Moro e le politiche filo-arabe di Bettino Craxi e Giulio Andreotti, ha dimostrato di poter infastidire gli angloamericani nello strategico bacino mediterraneo.

Le elezioni politiche del 5 aprile 1992 vedono la Lega Nord raccogliere una discreta percentuale dei voti in uscita dalla DC e dal PSI: in Lombardia il Carroccio raccoglie il 23% delle preferenze, ad un solo punto dai democristiani, ma si ferma all’8,65% a scala nazionale e le varie leghe del Sud non decollano. “Non è andata così bene, dovevamo essere determinanti” commenta Bossi: già, perché la secessione della Repubblica del Nord dal resto dell’Italia, implica una forza elettorale che la Lega Nord, all’atto pratico, dimostra di non avere. I 55 deputati e 25 senatori sono comunque un prezioso patrimonio, utile per portare a compimento la demolizione della Prima Repubblica ed il rapido smantellamento dell’economia mista, come auspicato dai croceristi del Britannia.

Non c’è una singola mossa del Carroccio, infatti, che si discosti dall’agenda che l’establishment atlantico ha in serbo per l’Italia: la Lega è decisiva per bloccare l’elezione di Giulio Andreotti al Quirinale, si schiera contro l’ipotesi di una presidenza del Consiglio affidata a Bettino Craxi, è favorevole ad un aggressivo piano di privatizzazioni (“Gli economisti di Bossi credono nella Thatcher6 titola la Repubblica, riportando che la Lega vuole “privatizzare tutte le imprese di Stato dall’ Iri all’ Eni all’ Efim. Senza risparmiare le banche pubbliche come Bnl, Comit, Credito italiano, San Paolo di Torino. Largo ai privati anche per le Ferrovie, l’ Enel e le Poste”), è fautrice di un liberismo spinto contrapposto allo Stato-padrone, definito ovviamente come “parassitario, bizantino, romano-centrico, corrotto, ladrone, etc. etc. Non solo, il Carroccio gioca di sponda con “le menti raffinatissime” che stanno attuando una spietata strategia di destabilizzazione per meglio saccheggiare i risparmi degli italiani e l’industria pubblica: mentre i servizi segreti “deviati” piazzano bombe in tutt’Italia e gli squali dell’alta finanza si accaniscono sui Btp, la Lega Nord getta altra benzina sul fuoco, incitando allo sciopero fiscale, sconsigliando di comprare i titoli di Stato, evocando la separazione del Sud mafioso dal resto dell’Italia, gridando all’imminente secessione della Padania.

Ma se la casa crolla, il Nord deve andarsene…” è un sintomatico titolo di la Repubblica del 31 dicembre 19927. Nell’articolo il professor Miglio dipinge un futuro a tinte fosche per l’Italia e pronostica un prossimo drammatico peggioramento della situazione economica, anticamera della secessione della Repubblica del Nord: Se si arrivasse a non riuscire a controllare più niente, se non si riuscisse più ad avere i servizi, se la sicurezza e le garanzie crollassero è evidente che ciascuno penserebbe a se stesso. Probabilmente anche il Sud se ne andrebbe per conto suo”. Le parole dell’ideologo del Carroccio sono musica per chi, a Washington e Londra, lavora per tenere l’Italia in costante fibrillazione.

Siamo ora nel 1993 e l’inchiesta di Mani Pulite ha sortito gli effetti sperati: la DC ed il PSI, i vincitori morali della Guerra Fredda, sono stato spazzati via dal pool di Milano. L’unico grande partito risparmiato dalle inchieste giudiziarie è stato il PCI, riverniciato ora come PDS, cui gli angloamericani contano di affidare il governo facendo affidamento sulla sua ricattabilità (nella Russia allo sfascio si comprano gli archivi del KGB a prezzo di saldo). Se dalle prossime elezioni uscisse un Nord saldamente in mano al Carroccio ed un Centro-Sud in mano alla sinistra, si concretizzerebbe lo scenario di una secessione de-facto della Padania dal resto dell’Italia.

Per la Lega Nord non che resta, a questo punto, che ricevere la benedizione “ufficiale” da parte dell’establishment atlantico, dopo lunghi rapporti reconditi ed opachi: il 18 ottobre 1993 una delegazione del Carroccio si reca in visita al Quartiere generale della NATO a Bruxelles ed il 23 ottobre è la volta degli Stati Uniti, con una prima tappa a New York per incontrare il milieu dell’alta finanza e di Wall Street ed una seconda tappa a Washington, dove sono in programma pranzi di lavoro con deputati e senatori repubblicani ed esponenti della National Italian American Foundation (sic!)8.

In questo quadro, “la discesa in campo” di Silvio Berlusconi annunciata nell’autunno del 1993 è un evento non previsto dall’establishment atlantico: la neonata Forza Italia si impone alle elezioni politiche del 27-28 marzo 1994, drenando buona parte dei voti in uscita dal PSI e dalla DC ed imponendosi come primo partito del Nord Italia. La Lega Nord, ferma all’8% delle preferenze su scala nazionale, dimostra ancora di non avere una forza sufficiente per strappare la secessione della Padania ed attuare gli ambiziosi cambiamenti costituzionali sognati da Gianfranco Miglio. Forte di 122 deputati e 59 senatori, la Lega Nord dispone però di manipolo di parlamentari sufficienti per staccare la spina al primo governo Berlusconi, di cui è entrata a far parte nella cornice del Popolo della Libertà. Riemerge quindi la natura della Lega Nord come strumento politico nelle mani di Londra e Washington: quando Berlusconi, durante la conferenza mondiale dell’ONU contro la criminalità organizzata, riceve un invito a comparire dal pool di Milano, Umberto Bossi completa l’operazione per disarcionare il Cavaliere, togliendogli la fiducia ed avvallando “il ribaltone” che insedia l’ex-Bankitalia Lamberto Dini a Palazzo Chigi.

Si marcia così rapidamente verso nuove elezioni ed ancora una volta il Carroccio agisce in perfetta sintonia con l’establishment atlantico: scegliendo di correre da solo e di non rinnovare l’alleanza col Popolo della Libertà, spiana la strada ai governi di Romano Prodi e Massimo D’Alema: seguirà “il Contributo straordinario per l’Europa”, la scandalosa privatizzazione della Telecom, “la marchant bank” di Palazzo Chigi, la liquidazione finale dell’IRI, il vergognoso cambio di 2.000 lire per ogni nuovo euro, l’avvallo alle operazioni militari della NATO contro la Serbia. E così, mentre quel rimane dell’economia mista è smantellato a prezzi di saldo ed i risparmi degli italiani sono immolati sull’altare della moneta unica, Umberto Bossi continua a blaterare di secessione, di camice verdi, di milizie armate del Nord, di rivolta fiscale, etc. etc.: utile idiota manovrato dall’oligarchia atlantica. La Lega Nord tornerà al governo solo dopo le elezioni politiche del 2001, quando i giochi “europei” sono ormai fatti.

Le vicende della Lega Nord, di Gianfranco Miglio e di Umberto Bossi sono legate a doppio filo alla nascita Seconda Repubblica, alla perdita di qualsiasi sovranità nazionale ed all’avvento della moneta unica. Il Senatur ne è in fondo perfettamente cosciente e, intervistato dal Corriere della Sera, ha recentemente affermato9:

Se venisse giù l’euro, verrebbe giù tutto, una situazione che nessuno saprebbe gestire. Tra l’altro, pagheremmo di più le materie prime, cosa che per un Paese di trasformazione come l’Italia sarebbe un disastro. Berlusconi parla di doppia moneta, il che è una presa per il culo. Ma non è che Berlusconi non sia in grado di capire le cose…”

Sono le ultime battute dell’ennesima “stampella del potere”.

 

 

Bibliografia

Il vento della Padania, Guido Passalacqua, Mondadori, 2009

Dalla Liga alla Lega, Francesco Jori, Marsilio, 2009

Come cambiare, Gianfranco Miglio, Mondadori, 1992

1http://www.repubblica.it/politica/2016/11/27/news/lega_bossi_chiede_congresso_base_stufa_salvini-152955314/

2http://www.corriere.it/politica/17_marzo_14/bossi-la-lega-nazionale-morira-1392067c-082d-11e7-b69d-139aae957b51.shtml

3http://www.ilgiornale.it/news/politica/attacco-frontale-bossi-segretario-secessione-resto-sono-1308152.html

4http://www.lastampa.it/2012/08/30/italia/cronache/di-pietro-mi-preannuncio-l-inchiesta-su-craxi-e-la-dc-DOydQU77k6yZcRwHkpJc9I/pagina.html

5http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/01/miglio-ha-una-proposta-dieci-anni-senza.html?ref=search

6http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/01/30/gli-economisti-di-bossi-credono-nella-thatcher.html?ref=search

7http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/12/31/ma-se-la-casa-italia-crolla.html?ref=search

8http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1993/10/15/Politica/LEGA-NORD-DAL-18-VISITA-ALLA-NATO-POI-NEGLI-USA_130800.php

9http://www.corriere.it/politica/17_marzo_14/bossi-la-lega-nazionale-morira-1392067c-082d-11e7-b69d-139aae957b51.shtml

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157 thoughts on “L’altra metà di Tangentopoli: Umberto Bossi, Gianfranco Miglio ed i progetti secessionistici

  1. Cinà il said:

    Ma oggi, quanto è credibile la posizione assunta da Salvini, contro l’euro, filo Putin e contro l’establishment atlantico? Mi sembra sia in totale distonia con la storia della lega, così come tracciata nell’articolo sopra.

     
    • MarcoTerenzio il said:

      Scusa ma Putin chi credi che sia?
      È un agente dell’establishment filoatlantico, no?

      Anzi, come dice Benjamin Fulford, Putin è morto e quello che vediamo in tv e sui giornali è un sosia.

      Vorrei spiegare affettuosamente che se gli USA pensano di sfruttare a loro vantaggio l’ascesa di un certo movimento politico NON VUOL DIRE che quel movimento politico è stato creato da loro né che è “posseduto” da loro.
      Il M5S per esempio è completamente autonomo anche se è possibilissimo che una volta al potere venga cooptato e snaturato.
      La Lega si è alleata con Putin quindi giudicate voi quanto quel partito possa essere una mera creazione del tentacolare “establishment filoatlantico”.

      Il signor Dezzani piuttosto, se fosse veramente in possesso di informazioni e se non si limitasse a fantasticare sui copincolla sul web, ci soiegherebbe cosa sta succedendo in seno alle élite cosmopolite (ossia proprio in seno a quell’establishment filoatlantico di cui si parla un po’a vanvera in questo blog) dove si è evidentemente verificata una spaccatura fra due fazioni nella quale si è immediatamente inserita la Russia.
      La storia dei prossimi anni dipenderà interamente dall’esito di questo comflitto intra élite quindi uno informato in alto loco come il blogger pitrebbe parlarci di chi sono questi due misteriosi gruppi di potere e perché si è verificata questa scissione.

      A questo proposito a chi vuole leggere qualcosa di importante linko questo articolo di Samuel Huntington in cui si larla della “denazionalizzazione” della élite americana (solo 15 pagine)

      http://wphna.org/wp-content/uploads/2013/12/04-03_The_National_Interest._Samuel_Huntington_Davos_Man.pdf

      Denazionalizzazione significa in sostanza, se ci si oensa un attimino, “scissione”…e l’articolo è del 2004…

       
      • Gianni il said:

        “La Lega si è alleata con Putin” spero che sia una battuta, anche se non fa ridere.

         
      • Francesca Ancona il said:

        Putin è morto e al suo posto c’è un sosia: mi dici allora a che serve ancora la Nato?

         
        • MarcoTerenzio il said:

          Signora, scusi ma ha frainteso.
          Se mi dice cosa crede di aver capito le chiarisco meglio la storia del sosia (che NON sostengo io e che è ovviamente una sciocchezza).

           
        • Francesca Ancona il said:

          Lei ha scritto che Putin è un agente filo atlantico, poi ha aggiunto che Putin non esiste, ho creduto alle sue parole. Mi scusi, non ho capito l’ironia 🙂

           
        • MarcoTerenzio il said:

          Gianni

          Amico mio, se non leggi il link che ho postato (e se non vai a verificare la notizia su altri siti) di cosa stai parlando?
          Salvini ha fatto degli accordi con Putin, informati e vedrai che ti sei perso questo passaggio.

           
      • DANILO FABBRONI il said:

        Beh, basterebbe soppesare la posizione putiniana sui concetti di Famiglia e di Sodomia per capire che Putin con le Oligarchie Tecno Finanziarie Iniziatiche del West c’entra come il cavolo a merenda ( solo per dir uno jato incolmabile tra la Russia coeva e l’Occidente Estremo); per inciso: seguo Dezzani da tempo e nessun vuol mitizzare nessuno nemeno il Sig. Dezzani ma affermare come fa Lei che fa 1 copia & incolla è ridicolo. Abbia pazienza…sia serio.

         
        • Federico Dezzani il said:

          “Il M5S per esempio è completamente autonomo anche se è possibilissimo che una volta al potere venga cooptato e snaturato.”

          Le faccio un copia ed incolla del mio cervello e si fa un bell’innesto.

           
        • MarcoTerenzio il said:

          Dezzani, lei non ha uno straccio di informazione privilegiata come credono i suoi lettori.
          Lei legge qui e là poi ci si inventa un film, tutto qui.

           
        • MarcoTerenzio il said:

          Cito:

          “Beh, basterebbe soppesare la posizione putiniana sui concetti di Famiglia e di Sodomia per capire che Putin con le Oligarchie Tecno Finanziarie Iniziatiche del West c’entra come il cavolo a merenda…”

          Eh…e quindi?

           
        • MarcoTerenzio il said:

          Danilo Fabbroni

          Sì non è esatto che fa copincolla, intendevo dire un’altra cosa e cioè che si legge un po’ di roba su internet (e quindi NON ha uno straccio di informazione privilegiata ossia ne sa come chiunque, nulla di più) poi col collage dei ritagli di quello che si è letto si inventa una trama e la dà in pasto ai lettori.
          E’ già un gradino sopra a Benjamin Fulford, bisogna riconoscerlo.
          Fatto sta che si tratta solo ed esclusivamente di sue personali elucubrazioni spesso con basi documentali del tutto inconsistenti e sempre senza la minima fonte “particolare”.
          Ma non vi voglio convincere, qui ci venite per consolarvi a vicenda,non date fastidio a nessuno e se ai vostri fini funziona va benissimo così.

           
        • Francesca Ancona il said:

          La consolazione, di questi tempi è una grande cosa signor Terenzio. Si viene qui anche per condividere, per riflettere su punti di vista diversi, per cercare, attraverso nozioni, anche storiche (che non fa mai male un ripasso), un certo ragionamento logico, un nesso del disegno diabolico, misterioso, delle famose menti. Credo sia molto difficile procurarsi informazioni privilegiate, se così fosse questo sito era già chiuso

           
        • Osservatore Internazionale il said:

          Marco Terenzio,

          mi piacerebbe sapere dove lei s’informa oppure dove ha maturato tutta quella consapevolezza per cui possa permettersi di dire che le analisi di Dezzani siano “…elucubrazioni con basi documentali del tutto inconsistenti e sempre senza la minima fonte “particolare”.

          A me pare, invece, che nell’era di internet, le “tessere del mosaico” siano già tutte sul tavolo. Sul web ormai c’è tutto. Persino documenti segreti della Cia o dei servizi segreti nazionali. Basta saperle cercare e si trovano tutte le fonti. L’ arte di Dezzani consiste, secondo il mio giudizio, nel saperle riconoscere e metterle in fila a costituire il mosaico finale

          Ovviamente se “lei” frequenta solo la loggia del suo quartiere, oppure il meetup dei grillini locali e s’informa solo lì è difficile che con la sua terza media riesca ad afferrare il senso nodale delle analisi di Federico.

          Ad ogni modo ci tocca sopportarvi. Da quando il buon Dezzani ha toccato i grembiulini d’Italia con il suo articolo http://federicodezzani.altervista.org/mafia-camorra-e-ndrangheta-come-il-meridione-e-litalia-fu-infettato-dagli-inglesi/ e da quando ha strappato la maschera ai grillini http://federicodezzani.altervista.org/m5s-la-stampella-del-potere/ il blog (stranamente) ha iniziato a pullularsi di strenui critici.

          Va bene così. L’importante è non dare troppo peso alle vostre parole.

           
      • Giulio O. il said:

        Dopo il “Movimento dei Grembiulini”, il buon Dezzani dovrà sorbirsi, alla luce di questo articolo, anche il “Movimento dei Grillini”.

        Ammesso e non concesso che, ai vertici, vi siano differenze di fondo, fra gli uni e gli altri……..Vado a prendere i pop corn……

         
        • MarcoTerenzio il said:

          Francesca

          E quindi signora, se non si hanno informazioni privilegiate, se non si hanno prove documentali, se non si ha esperienza diretta di intelligence, che senso ha sparare opinioni personali come se fossero notizie?
          Siete contenti così e questo significa che Dezzani offre il servizio che voi cercate.
          Il mercato funziona così però se uno vede i ragazzini che mangiano avidamente da McDonald glielo dice che credono di mangiare carne mentre si tratta di pink slime.
          Dopodiché quelli continuano a rimpinzarsi e chissenefrega.

           
        • Francesca Ancona il said:

          Marco, Dezzani dà notizie appurate e poi la sua opinione, noi commentiamo anche con nostre opinioni. Io vedo uno scambio interessante che potrebbe o meno portare a qualche conclusione. Comunque non si è obbligati a venire qui, seconda cosa, anche da Blondet c’è questo discorso, eppure è un blog molto interessante, nessuno ha in mano informazioni privilegiate, almeno sul web. Mi dispiace questo accanimento…Si tratta di punti di vista, non so che dire

           
        • MarcoTerenzio il said:

          Francesca

          Permetti che sia io a decidere se venire o non venire qua?
          Grazie.
          Per di più come sai non è che siano mesi che io commenti i post di Dezzani quindi, sempre con la tua autorizzazione, credo di avere il diritto di esprimere la mia opinione.
          Opinione che tu, Francesca, non sei obbligata a leggere né sei obbligata a commentare.

          Per quanto riguarda Dezzani il suo schemino è semplicemente meccanico: succede una qualsiasi qualcosa e lui dice che c’è una manina – sempre e regolarmente legata all’ “Establishment filoatlantico” – che ha organizzato tutto.
          Comunque se siete contenti cosí. fate benissimo a leggerlo e a dargli credito.

           
        • Francesca Ancona il said:

          Scusami, in effetti puoi fare quello che vuoi, ma io non ti ho vietato di venire o di commentare, siamo liberi. Ma sento molta rabbia da parte tua, quasi fosse una cosa a livello personale…Fatti vostri, io non so nulla. Ciao

           
        • Francesca Ancona il said:

          Sai, io ammetto di non avere una grande cultura in questo campo, non è colpa mia se mia madre, al tempo, mi ha indirizzata verso studi artistici al contrario di ciò che desideravo fare, però cerco di costruirmela da sola, appunto, frequentando questo blog e altri, più siti stranieri, ecc. Ma trovo dei commentatori, dei lettori qui, molto preparati culturalmente, storicamente, in materia, non si può negare

           
  2. Mario il said:

    Ma come non sono i russi a finanziare il M5S? Prima dei russi Grillo e Casaleggio non erano finanziati da Soros & Rothschild vari? AHOOO e dateve n’à linea che qui nun ce se stà a capì + niente!! P.S. Comunque mi dovete spiegare perché in mezzo ci mettete sempre il M5S persino quando parlate di 25 anni fa… BOOOH??

     
  3. Willy Muenzenberg il said:

    Risolutivo, Tacito spiega tutto della storia della vostra povera Italia. Non Lega spartachista, cui lavoravamo noi. Lega degli utili idioti del mio amico Ulianov. Nulla però di tutto ciò sarebbe avvenuto se a Roma Montini non avesse consegnato la Tiara.

     
  4. Buongiorno Dezzani,da leghista, come immagini ,l’articolo e’ un quarto di pugno nello stomaco…un quarto perché i comportamenti di Bossi rispetto a Salvini fanno nascere i dubbi che renderebbero plausibile la tua analisi. Mi lasci perplesso quando descrivi la nascita di Forza Italia come evento spontaneo e contra establishment(se vediamo la parabola di berlusconi e le sue posizioni,questo si mi sembra un prodotto diciamo Nato)
    .La guerra in Serbia ebbe ,se non sbaglio, l’opposizione e voto contrario della Lega,come tutte le successive.Poi non spieghi(ti fermi) come tutto questo si concilierebbe con Salvini e tutte le sue posizioni su immigrazione,euro,Russia,globalizzazione,trattati commerciali,tenere unita l’Italia,atteggiamento del mainstream sulla Lega ,accomuni di pietro,grillo e lega come soggetti uniformemente manovrati dai soliti…
    Attendo chiarimenti necessari a spiegare le numerose incoerenze che , magari agli occhi meno informati,emergono da questa tua lettura.

     
    • Federico Dezzani il said:

      FI nasce appoggiandosi a determinati settori dell’establishment atlantico, ma su quello liberal dei Clinton che puntava tutto sui PDS. Infatti, Berlusconi finisce all’opposizione dopo pochi mesi di governo e ci torna solo nel 2001, quando l’euro è già assemblato e sulla rampa di lancio.

       
      • Germano il said:

        Caspita, guardate che è veramente difficile capire chi comandai Italia, sto impazzendo per trovare il bandolo della matassa.

        Lega: establishment atlantico
        PD: establishment atlantico
        FI: establishment atlantico
        M5S: establishment atlantico
        Radicali: establishment atlantico
        PSI: estinto
        Scelta civica: establishment atlantico, oltre al rischio di estinzione (o estinto)
        Rifondazione, fratelli, destra, sinistra ecologia, verdi, Pound, ecc ecc: irrilevanti

        Moneta di riferimento: Euro, creata e controllata dall’establishment atlantico.

        Ultime riforme da affrontare: 24% di Eni, il 70% di CdP, Leonardo 30% e PI 29%.(rimane pochino da riformare oramai)

        Non ne sono certo, ma ho come l’impressione che in Italia gli italiani non contino molto 😀
        Ho addirittura come l’impressione che anche Dezzani faccia parte dell’establishment atlantico e adesso che ci penso anch’io (a mia insaputa naturalmente.) :-D:-D

         
  5. Gianni il said:

    Negli anni 90 vivevo e lavoravo nel nord-italia e ricordo che tra gli storici di formazione diciamo marxiana andava forte l’idea che la lega aveva le sue radici storiche negli allevatori di maiali della bassa lombarda che si erano ritrovati nell’idea comune del rifiuto delle nuove normative, per loro penalizzanti, in termini di rispetto ambientale e quant’altro sarebbe venuto dall’allora nascente progetto europeo, quindi la si leggeva come un movimento alla cui base l’anti-europeismo la contraddistingueva dal resto del panorama politico, dopo avere letto questo suo testo, Federico, sono ancora più convinto che questi cosiddetti storici o filosofi marxiani siano completamente fuori dalla storia, anzi lo sono già da parecchio tempo, è assai interessante e molto più realistica la lettura che tutto quanto è avvenuto nel periodo del dopoguerra vada letto sotto la luce dell’elemento atlantista, ma non solo perchè, come si evince da altri suoi precedenti articoli, tutta la storia della repubblica italiana non è in alcun modo una storia a sè ma dipende per molti, troppi fattori da “potenze” estere quali uk e usa e non solo, è certo che le presenze diplomatiche atlantiste sia civili che militari non abbiano mai inventato alcunchè però è altrettanto certo che abbiano sempre svolto un determinante ruolo nello spingere o nel frenare i movimenti politici italiani all’insegna dei loro peculiari interessi geo-strategici ed economici, la natura si dice aborre il vuoto e quindi qualche soggetto politico viene sempre a sostituire chi sparisce lungo la strada della storia, in quei frangenti chi detiene i mezzi può seriamente intervenire per determinare chi e quale ruolo avrà un futuro e chi no. Illuminante articolo, grazie.

     
  6. learco il said:

    Concordo con l’analisi di Dezzani. Aggiungerei che l’entrata in scena di Berlusconi non sia stata casuale, bensì gestita da una parte degli ambienti atlantico-massonici, contrari alla disgregazione dell’Italia.
    La massoneria considera, infatti, l’unificazione italiana la sua più grande conquista, come dimostrano i tanti leader del Risorgimento legati agli ambienti latomistici.

     
  7. StefanoD il said:

    A questo punto, il valore storico dell’azione politica di Silvio Berlusconi è enorme dato che di fatto ha garantito l’unità nazionale. Ciao

     
    • Gianluca il said:

      Va bè adesso non esagaeriamo a santificare il berlusca…che nella sua vita non ha fatto altro che pensare ai propri interessi….

       
      • Andrea il said:

        Gianluca, berlusconismo ed antiberlusconismo sono residui della seconda repubblica e su questo grande dilemma ci hanno abbindolato per due decenni. Cerchiamo di guardare avanti per favore.

         
  8. learco il said:

    Sappiamo che Berlusconi ha agito per svariati motivi, ma se noi guardiamo attentamente alle sue mosse politiche, soprattutto negli anni ’90, non c’è dubbio che uno dei suoi intenti principali era quello di neutralizzare l’azione disgregante della Lega collegandola al carro del centrodestra.
    Si tratta di un’operazione piuttosto sofisticata, sicuramente gestita da menti raffinate appartenenti ad una parte dell’elite atlantica legata alla massoneria “nazionalista”.
    Non bisogna credere, infatti, che quello che chiamiamo potere sia un blocco monolitico con obiettivi molto chiari; ogni gruppo dirigente nazionale e internazionale è diviso in vari spezzoni con scopi spesso contrastanti, uniti forse soltanto nel tenere sotto controllo i ceti subalterni; e questo vale sicuramente anche per l’Italia a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica.

     
  9. Luca Parenti il said:

    un’osservazione.
    Gianfranco Miglio non attende il 1989 per esporre la sua teoria secessionista.
    Ricordo perfettamente che, mentre facevo le mie ricerche relative alle origini del debito estero argentino (guarda caso saldamente connesso all’instaurazione della dittatura di Videla e soci), mi imbattei in un’intervista de “L’ Espresso” proprio a questo pseudo intellettuale in cui – credo – per la prima volta esternava il progetto di secessione dell’Italia secondo i principi da lei elencati.
    Se non erro, era un numero del 1977. La cosa fantastica è che il servizio venne offerto in pasto al pubblico nella rubrica “FANTAPOLITICA”

     
  10. Andrea il said:

    Prima che mi facciate arrabbiare Dezzani distraendolo da lavori più importanti vorrei fare io una piccola appendice all’articolo, senza avere la pretesa di scrivere per Federico.

    1) Questo articolo non è un giudizio sull’operato generale della Lega ma un’analisi storica relativa agli anni di nascita della Seconda Repubblica, completandone la serie. Inutile quindi cercare nell’articolo riferimenti a Salvini che in quegli anni (per dirla con Craxi) “portava i pantaloni alla zuava”.

    2) Il fatto che un movimento sia strumentalizzato ai vertici dalle elites atlantico-massoniche non significa che scendendo di grado tutti i suoi componenti siano delle marionette. I vertici stessi e sicuramente la base possono essere buoni e sinceri, la leadership corrotta.

    3) Anche io mi portavo dietro il dubbio dei “fratelli serbi” con cui Bossi si oppose alla guerra in Bosnia e poi in Serbia. Trascuravo un piccolo particolare: le sue dichiarazioni provocarono sconvolgimenti in borsa, magari utili a qualcuno… e comunque nei fatti non cambiò nulla. Come quando Grillo tuona contro i poteri forti, tutta chiacchiera.

    4) Bossi diede inspiegabilmente un sostegno esterno al governo Ciampi con l’astensione della Lega. Poi altrettanto inspiegabilmente provocò il ribaltone del governo Berlusconi 1. Poi, apoteosi delle assurdità, sostenne il governo Dini insieme al PDS che non carburava proprio. Con l’articolo di Dezzani queste superbe azioni non sono più inspiegabili. Se le argomentazioni di Dezzani non sono vere, ci dia Bossi stesso le vere motivazioni.

    5) Tornando ai nostri giorni, quando le elites decisero di spingere il M5S decisero pure di affossare la Lega per convogliarne i voti verso Grillo. Ecco che scoppia lo scandalo della laurea albanese del trota e della gestione dei fondi della Lega. Il tutto con la complicità di Grillo che misericordiosamente non infierisce sulla Lega. Se credete ancora alle coincidenze siete dei fessi.

    6) Toh, la Lega non crepa, nonostante sia stata colpita al cuore nella persona del suo fondatore. Inizia una discussione che porta alla leadership un personaggio molto più concreto. Questi abbandona la cialtronata del secessionismo e si dirige verso il vero nocciolo del problema: l’euro e la sovranità perduta. Questo dimostra la veridicità del punto 2.

    7) Oggi la Lega è divisa al suo interno tra Salviniani e Bossiani. Ovviamente speriamo che vincano i Salviniani, sebbene non credo che cambi molto. La vera spallata al sistema ho sempre creduto che verrà solo dalla Francia con le elezioni che si terranno a fine mese. L’Italia è come al solito sotto cloroformio, gli italiani troppo facili da incantare. Un avviso di garanzia, un articolo su Repubblica, un servizio del TG1 e fatta la festa, milioni di voti spostati.

    8) Punto tutto dedicato a Marco Terenzio: Dezzani non “possiede informazioni” particolari, non è un servizio segreto. E non si limita affatto a “fantasticare sui copiaincolla sul web”. Piuttosto, non ci hanno insegnato la democrazia? Dezzani fa esattamente quello che dovrebbe fare l’elettore medio: analizza le informazioni in suo possesso e tira le conclusioni. Se le informazioni sono insufficienti è colpa del sistema, non di Dezzani. Se fate fatica a credere alle sue argomentazioni allora presentate dei fatti come fa Dezzani, non vi mettete a sfottere. Dezzani è ognuno di noi. Quello che conta sono i fatti che presenta.

     
    • Giulio O. il said:

      Commento “furbata”, classico del “debunker professionale” che con fare nonchalant, s’intromette strizzando (falsamente) l’occhio all’autore, al fine di porglisi davanti e dire la sua (spodestandone per un attimo l’autorità) e confidando in un protocollo attuativo, notoriamente utilizzato soprattutto “dal vivo” ma oggi anche sul web e che consiste nel partire con frasi, del tipo…..: “Prima che mi facciate arrabbiare Dezzani distraendolo da lavori più importanti vorrei fare io una piccola appendice all’articolo, senza avere la pretesa di scrivere per Federico” …per finire, con la classica “insinuazione del dubbio” del tipo: “8) Punto tutto dedicato a Marco Terenzio: Dezzani non “possiede informazioni” particolari, non è un servizio segreto. E non si limita affatto a “fantasticare sui copiaincolla sul web”. Piuttosto, non ci hanno insegnato la democrazia? Dezzani fa esattamente quello che dovrebbe fare l’elettore medio: analizza le informazioni in suo possesso e tira le conclusioni. Se le informazioni sono insufficienti è colpa del sistema, non di Dezzani. Se fate fatica a credere alle sue argomentazioni allora presentate dei fatti come fa Dezzani, non vi mettete a sfottere. Dezzani è ognuno di noi. Quello che conta sono i fatti che presenta”.

      p.s. Andrea qui caschi male. Lascia pure il tuo commento ma senza “pretendere” di “non pretendere”…..Saluti

       
      • Andrea il said:

        Altra insinuazione sui motivi altrui che solo il Padreterno può conoscere. Fatti zero. Inoltre, non casco affatto, resto in piedi.

         
    • MarcoTerenzio il said:

      Andrea

      Se me lo consenti (ma anche se non me lo consenti) esprimo la mia opinione.
      Ho letto molti articoli di Dezzani e sono giunto alle conclusioni che ho esposto sopra.
      Dezzani legge da varie fonti poi si inventa una trama da film giallo facendo un patchwork degli articoli disponibili sul web.
      Questa cosa che ogni incidente è un attentato, ogni attentato è un false flag e ogni partito è una marionetta dell'”establishment filoatlantico” etc etc è semplicemente un giochino molto meccanico, un metodo di captatio benevolentiae a presa rapida per lettori poco attrezzati, NON è analisi né studio né men che meno “informazione privilegiata”.

       
      • Andrea il said:

        Marco Terenzio

        Due domande. Le sue conclusioni sul conto di Dezzani sono basate su sensazioni o su fatti concreti? Il semplice “non puo’ essere” non è un fatto concreto. Seconda domanda: se qui siamo tutti abbindolati e veniamo solo per sentire quello che ci piace sentire, lei qui che ci sta a fare?

         
    • Antonello S. il said:

      Complimenti ad Andrea per questo intervento integrativo e chiarificatore del post di Dezzani.

      Sono le mie stesse idee, fra l’altro scritte con molta competenza.

      Il “Senatur” ha lo stesso ruolo che sta avendo l’ultimo Berlusconi ed il vecchio re Giorgio.

      D’altronde, come si dice a Napoli, “tiene famiglia”, ed in passato “il trota” qualche problema di gestione dei propri risparmi (e di quelli degli altri) ce li ha avuti sicuramente…

       
  11. DANILO FABBRONI il said:

    inoltre sarebbe da indagare A FONDO i legami tra la Fondazione CINI veneziana e la genesi della Lega (by the way: si sa quanto sia stimatissima nel West il paradigma che portò la Serenissima ai fulgori dell’Impero semi-mondiale di allora…).

     
  12. annibale55 il said:

    Mah…io sono un leghista della prima ora e sull’ articolo di Dezzani posso dire che in quegli anni lui non c’ era. Su Miglio: senza dubbio uno dei più lucidi politici italiani. Se l’ Italia avesse seguito i suoi piani non sarebbe certamente nelle condizioni in cui si trova ora. Il sud si troverebbe con una moneta svalutabile, fuori dalla moneta unica mentre il nord avrebbe più chance per sostenere l’ Euro! Ai tempi si parlava di doppia moneta o di “gabbie salariali” per il sud, in un contesto nazionale, paragonato ad oggi, più FORTE e che si poteva ancora gestire. Purtroppo il paese ha deciso di seguire un altra strada, probabilmente seguendo ordini atlantici, firmando MAASTRICH e l’ Euro per il Nord e per il Sud condannando così il paese ad una tassazione forsennata, allo sfinimento industriale e perdendo quel poco di sovranità nazionale che nel ’92 ancora vigeva. In pratica i cosiddetti europeisti hanno messo l’ Italia nella bocca dei lupi seguendo una semplice IDEOLOGIA CASTRISTA (nel senso che castra il paese) e che per certe cose ricorda il bolscevismo! Quella che fanno ancora oggi i vari Napolitano, Boldrini, Monti, ecc. ecc. I risultati sono sotto gli occhi di tutti…100.000 giovani italiani istruiti/anno che se ne vanno, di contro immigrazione incontrollata moltiplicata per x volte e con basso livello istruttivo, salari da fame, povertà in aumento, tassazione FOLLE, (Ucraina anni ’30: legge delle cinque spighe…quanti sono gli imprenditori, kulaki, suicidi italiani per sbilanci familiari dovute alle tasse?) debito pubblico fuori controllo. Col senno di poi possiamo dire che l’ Italia scelse soltanto di calciare il barattolo, nell’ illusione che la Germania (i lupi) pagasse le sue inefficenze. Ora si trova ancora più vecchia, stanca, ignorante ed indebitata e con un grado di autosufficenza ridotto. Io penso che le soluzioni di Miglio sono solo rinviate, pena la morte economica e culturale del Sud, del Centro e del Nord e la loro definitiva colonizzazione!

     
    • Giulio O. il said:

      Annibale55, troppo comodo partire da quel che accadde negli anni 90 ed il fallimento secessionista della lega. Troppo comodo perchè, quel nord ricco e prospero che VOI leghisti vi ostinate (giustamente) a difendere ed a volere indipendente è divenuto ricco grazie alla “predazione economica” del Banco di Napoli in particolare e del sud in generale.

      Bello il passaggio di Dezzani, nel suo articolo splendido http://federicodezzani.altervista.org/mafia-camorra-e-ndrangheta-come-il-meridione-e-litalia-fu-infettato-dagli-inglesi/ , quando dice:

      “….. Il Regno delle Due Sicilie, svuotato da uno Stato parallelo che è cresciuto dentro lo Stato di facciata, si squaglia rapidamente: Reggio Calabria non oppone alcuna resistenza, mentre Napoli precipita nel caos, lasciando che il vuoto di potere sia colmato la camorra, lieta di accogliere Garibaldi e le sue truppe. Nasce così il Regno d’Italia, che ancora oggi paga il prezzo del suo peccato originale. È uno Stato strutturalmente debole, nato senza possedere il monopolio della violenza, costretto a convivere con due gemelli siamesi, le mafie e la massoneria speculativa, che non solo altro che meri strumenti in mano a chi ha davvero orchestrato l’Italia unita: l’impero britannico…”.

      Bisognava impedire che il sud diventasse povero e quindi volendo essere GIUSTI bisognerebbe partire da prima dell’Unità d’Italia e non da Bossi….

       
      • annibale55 il said:

        “quel nord ricco e prospero… ” frutto della depredazione dei Savoia e del saccheggio del Bco Napoli…questi sono i pensieri derivanti da una ideologia di comodo distorta di voi centralisti statalisti meridionali (fortunatamente non tutti parassiti). Vedi, per certi aspetti assomigliate tanto ai BOLSCEVICHI centralisti statalisti ideolocizzati staliniani che si presentavano nelle campagne ucraine del 1929-34 dai kulaki a prelevare-rubare tutto il grano per il governo centrale comprese le sementi dell’ anno sucessivo. Non importa se i loro figli morivano per fame (8.000.000 di morti per fame in Ucraina-migliaia di suicidi per tasse nel Nord!) l’ ideologia comunista bolscevica illuminata dogmatica ideolocizzata non prevede deroghe. Io spero che i popoli del Nord, in particolare quelli Veneti, trovino la voglia di reagire anche istituendo frontiere fisiche ed economiche verso il sud come ai tempi della Serenissima Repubblica. Io sono stufo di pagare per dei corrotti scansafatiche centralisti…hai capito? Se avete delle lamentele votatevi i BORBONI. Se i Savoia-Cavour-Garibaldi vi hanno fregato il Bco Napoli rivolgetevi a coloro che vi hanno fregato…io non ho mai fregato nessuno!

         
        • Giulio O. il said:

          A quanto pare l’unica cosa che sembri conoscere (superficialmente) è la storia dei kulaki e dei bolscevichi e la ripeti a pappagallo, tentando di mostrarti come persona colta ed informata. Fenomenale, inoltre, la chiosa quando dici:”Se i Savoia-Cavour-Garibaldi vi hanno fregato il Bco Napoli rivolgetevi a coloro che vi hanno fregato…io non ho mai fregato nessuno!”.

          Bene! Allora ti rispondo con la stessa moneta:” Io sono stufo di ascoltare le deliranti critiche leghiste, sui meridionali corrotti scansafatiche e centralisti…io non ho mai fregato o corrotto nessuno. Hai capito ?

          Mettiti l’anima in pace. Le tue velleità secessioniste, termineranno in un bar di periferia, sullo sfondo di un boccale di birra alla spina di bassa qualità. Fra l’altro ai ritmi di “deindustrializzazione” che stiamo vivendo, fra un paio di lustri, il nord-italia sarà talmente povero che dal Bangladesh verrammo gli operai e la classe povera, a svernare.

          Di nuovo, la storia si ripete e vedrai che allora nessuno più parlerà di secessione http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/25/divario-nord-sud-tutto-inizio-con-lunita-ditalia-lincapacita-genetica-non-centra/1535817/

          Cari saluti

           
      • Giulio O. il said:

        X Annibale55

        Mi scuso ma c’è stato un errore di “valutazione prospettica”. Le tue velleità secessioniste termineranno, non solo, in un bar di periferia, sullo sfondo di un boccale di birra alla spina di bassa qualità ma ad accompagnarti nei tuoi deliranti discorsi ci saranno anche due infermieri vestiti di bianco, che annuiranno in continuazione, dopo averti strappato il cappello di Napoleone dalla testa :-)))

         
    • Francesca Ancona il said:

      Ma l’articolo di Federico sulla mafia non l’ha letto nessuno? Io capisco la rabbia sia del nord che del sud in questo momento, non è ora di dar colpe tra noi, sarebbe l’ora di unirsi. L’Italia è stata sempre manovrata, non prendiamocela tra sud e nord, siamo entrambi vittime.

       
      • annibale55 il said:

        XGiulio O…Birra latrina a parte che quella la lascio volentieri a te…W la tua cultura. (mi spiace per i meridionali onesti). Leggiti il fatto quotidiano e quello che ti pare basta che la prossima volta voti i tuoi BORBONI e che ti levi dalle palle! Meglio Russi, Neri, Cinesi, Tedeschi, Africani senza nulla,…chiunque al posto di gente come Voi!

         
      • Cris il said:

        I leghisti l’odio per il “meridionale” ce l’hanno genetico.

        Ora fanno tanto i “noeuro”, ma mi piacerebbe fare un bel referendum in nordItalia:
        “Volete che tutta l’Italia esca dall’euro, o volete far uscire il sud e lasciare dentro il Nord insieme alla Germania e ai Paesi “civili” del centro Europa”?

        Voterebbero la seconda opzione in massa.

         
  13. Sergio il said:

    Articolo illuminante come i precedenti. Vorrei chiedere al dott. Dezzani come interpreta l’esautorazione dal vertice leghista del “cerchio magico” bossiano ed il successivo avvento di Salvini alla segreteria del movimento: se cioè sia stata possibile un’eterodirezione di tale operazione ed eventualmente da parte di chi. Grazie.

     
  14. …manovra angloamericana per smantellare il PSI e la DC….
    E se non l’avessero smantellata, Poggiolini ed accoliti avrebbero continuato ada accumulare lingotti d’oro o no ?

    sanzioni antirusse…
    mmmmaaaahhhhhh, i danni sono evidenti, chi li subisce dovrebbe essere contento e quindi non ascoltare chi li demonizza (leggasi salvini e m5s) ?

    sono confuso…

     
  15. “basterebbe soppesare la posizione putiniana sui concetti di Famiglia e di Sodomia per capire che Putin con le Oligarchie Tecno Finanziarie Iniziatiche del West c’entra come il cavolo a merenda ”

    ORO COLATO !!!

     
  16. “Tra l’altro, pagheremmo di più le materie prime, cosa che per un Paese di trasformazione come l’Italia sarebbe un disastro…”

    Vabbbbeeeeeeehhhhhhhhh,
    il senaur forse non sa che il costo della materia prima sul prodotto finale, incide in modo poco significativo.
    Ma ormai in economia son tutti esperti, quindi anche teniamoci anche questa di bossi&family…

     
    • Andrea il said:

      Nic, l’incidenza della materia prima sul costo del prodotto finale dipende da quello che fai: se fai gioielleria l’incidenza è altissima, se fai prodotti di plastica l’incidenza è bassissima. Però si può dire che il valore aggiunto che dà il prodotto italiano è tale che possiamo tranquillamente evitare di porci il problema del costo della materia prima. Anzi: in genere più la materia prima costa più viene ricercato il prodotto italiano. Quindi a conferma del tuo pensiero, le chiacchiere sull’iperinflazione in caso di uscita dall’euro sono vere e proprie balle.

       
  17. Osservatore Internazionale il said:

    Ennesimo monumentale articolo di Federico Dezzani. Alla luce di quanto letto, mi sento di fare alcune rapide considerazioni:

    1) L’analisi riportata, relativa al parallelo fra il “Fronte dell’uomo qualunque di Giannini” ed il M5S, trova conforto nel fatto che entrambi si sono confermati, primo partito a Palermo ed in Sicilia. A conferma del “Feudo atlantico” tuttora vigente. Anche sui social network, se ci fate caso, quasi tutti i “sostenitori sfegatati del m5s” sono targati Palermo, Catania etc. etc. Un caso ? Coincidenza ? Non credo !

    *Le elezioni amministrative del 1946

    Alle elezioni amministrative del 1946 il Fronte dell’Uomo Qualunque si presenta soprattutto in Centro e nel Mezzogiorno, a Venezia sia allea con il Partito Nazionale Monarchico, mentre in alcuni casi è alleato con il Partito Liberale Italiano.

    °°°°°Le elezioni amministrative del 1946 (Uomo Qualunque) https://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_dell%27Uomo_Qualunque

    In Sicilia ottiene i migliori risultati a livello nazionale ed è primo partito a Palermo e Messina dove ottiene rispetivamente il 24,53% e il 30,60% eleggendo gli unici due sindaci qualunquisti di capoluogo, il palermitano Gennaro Patricolo e il messinese De Salvo.

    ***** Elezioni regionali siciliane 2012 (M5S) http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/29/elezioni-sicilia-solo-47-al-voto-astensione-record-e-primo-partito/396226/

    Boom del Movimento 5 Stelle, che è ufficialmente il primo partito dell’isola con il 14,9% dei consensi.

    2) Credo si apprenda sulla nostra storia, più leggendo il Blog di Dezzani che su quelle tonnellate di carta straccia, di libri si storia, distribuiti durante le elementari e le medie a scuola. I professori di Storia in ascolto, facciano tesoro e decidano di conseguenza

    3) Continuo a credere che le colpe non debbano ricadere sui colonizzatori ma sui vinti, che per interessi meramente personali ( di solito economici e/o di potere) e quindi prettamente materiali, hanno venduto se stessi, la loro patria, la loro gente, ai vincitori. Loro sono i VERI colpevoli, ovvero gli italiani “Traditori d’Italia” e NON gli anglo-americani (….che giustamente si comportano da vincitori di una guerra).

    A quegli “italiani” (volutamente con la i minuscola), va tutto il nostro Disprezzo (volutamente con la D maiuscola).

     
    • ” Loro sono i VERI colpevoli, ovvero gli italiani “Traditori d’Italia” e NON gli anglo-americani (….che giustamente si comportano da vincitori di una guerra). ”

      A dir la verità l’avevano appena iniziata, la guerra, avendo ben dissodato prima(*) il terreno e la loro prima imposizione furono le AM lire
      […]
      Anche in quest’invasione l’altro fattore importante fu quello della “compiacenza” di alcuni generali italiani, altrimenti sarebbe veramente inspiegabile il mancato uso della flotta. I più importanti mafiosi locali, Genco Russo e Calogero Vizzini, accolsero gli americani e da essi vennero scelti per rappresentarli sul territorio. addirittura Vizzini fu nominato da un tenente americano sindaco di Villalba; nella cerimonia d’insediamento, fu salutato al grido di “Viva la mafia!”.
      Max Corvo e la sua squadra vengono sbarcati in Nord Africa a maggio 1943.
      […]
      http://italiamistero.blogspot.it/2013/01/lo-sbarco-in-sicilia-e-la-mafia-patto.html

      (*)
      “Noi abbiamo avuto rapporti con la mafia, questo è stato un terribile errore”, la clamorosa ammissione dell’ex capo C.I.A. riscrive la storia, il potere enorme concesso alla mafia nell’immediato dopoguerra è stato il terreno di coltura di una pletora di criminali che hanno insanguinato l’isola del mediterraneo condizionandone in negativo lo sviluppo e la storia, i Bontate, i Riina, i Provenzano, i Badalamenti, i Leggio, si formano in quegli anni di impunità garantita per legge dallo stato italiano.
      Si, per legge, oggi possiamo affermarlo.


      Cominciò così il connubio mafia-servizi segreti americani…

       
      • Tonnies il said:

        temo cominci prima, con le rivolte pilotate e i plebisciti truccati di Cavour e l’aiuto dei carabinieri.

         
  18. enzo il said:

    Quante volte ci è capitato di avere un amico su cui facevamo totale affidamento oppure un famigliare a cui abbiamo dato tutto di noi stessi e poi nel corso del tempo, anche senza la nostra volontà, queste persone sono diventate i nostri peggiori nemici. Le cronache quotidiane ci descrivono di mogli, figli, genitori e anche di grandi ex amici finite nel sangue. Quante nazioni una volta amiche sono poi diventate acerrime nemiche e viceversa. Francia e Germania si sono fatte almeno tre grandi guerre negli ultimi due secoli e ora sono alleate di ferro. Tutto questo per dire che la maggior parte delle volte le cose nascono magari in un modo e poi finiscono diversamente e il finale non è stato quindi preprogrammato a tavolino . La mia idea è che la gestione del potere si evolve col dipanarsi degli eventi e il cambiamento socio-economico. La Lega Nord poggiava le sue basi su un diffuso sentimento anti meridionale che è sempre stato presente fra il popolino e non solo del Nord Italia, anche la DC era a suo modo xenofoba, Bossi ha facilmente cavalcato questo sentimento e sarebbe riuscito a molti. Non era necessario l’intervento di Washington e Londra per arrivare a creare la Lega e lo stesso vale per il MS che ha raccolto per esempio tutti i voti degli ex simpatizzanti PCI (dirigenti esclusi naturalmente). Soltanto in seguito si ha l’infiltrazione delle forze di potere che agiscono nell’ombra per deviare a proprio favore l’evolversi della situazione. Il Bossi iniziale non era certamente il burattino d’oggi completamente al soldo della Merkel & c. , qualcosa di normale ancora gli frullava nel cervello. Il fatto che ora la Lega abbia finalmente una vero segretario che esegue gli interessi della Nazione e non dei masso-sionisti mi fa sperare che questa volta i grandi burattinai rimarranno con un pugno di mosche fra le mani.

     
    • Andrea il said:

      E’ vero Enzo, l’estabilishment non crea il malessere, ma lo manipola a suo vantaggio per restare al potere. E’ difficile guardare con gli occhi di oggi la storia passata, e la maggioranza di noi leggendo la storia antica ha addirittura la sensazione che gli antichi fossero tutti stupidi, quando ovviamente non e’ vero. Quindi io direi di non giudicare il passato ma di essere vigili affinche’, come giustamente dice lei, non si verifichino infiltrazioni laddove ci sono giuste istanze. La Lega di oggi potrebbe essere autentica, ma purtroppo e’ ancora prigioniera degli stereotipi del passato ed e’ ancora vista da molti come razzista, xenofoba, antimeridionalista, secessionista, e quindi difficilmente riuscira’ ad ottenere un ampio consenso in grado di smuovere qualcosa.

       
    • tutto vero caro enzo.
      a inizio anni 90 la gran parte del nord era favorevole alla secessione, meridionali compresi.
      se la lega avesse avuto statisti e non un suonatore di sax e un finto laureato, avrebbe preso il 70% dei voti altro che storie.
      poi è arrivata la globalizzazione, l’invasione dell’africa e amen.
      a allora era così giusto o sbagliato.

       
  19. da wikipedia
    “qualunquismo”, ottenne il 5,3% dei voti alle elezioni politiche del 1946
    alle elezioni politiche del 1948 l’alleanza UQ-PLI ottenne solo il 3,8%
    Il movimento di Giannini si sciolse l’anno successivo.

    il m5s dal nulla e nonostate tutto non declina, anzi…
    24 e 25 febbraio 2013 in tutte le circoscrizioni:
    Camera 25,55% dei voti in Italia e il 9,67% all’estero,
    Senato 23,79% in Italia e 10,00% all’Estero, per un totale di 7,4 milioni di voti

    fare un parallelo col m5s e relative considerazioni mi sembra improprio

     
  20. Massimiliano il said:

    Caro Federico ricordo un comizio di Bossi nella primavera del 96 in un paese di circa 10.000 abitanti vicino a casa mia con una piazza talmente gremita che nemmeno un Milan Inter finale di coppa Campioni con maxischermo avrebbe avuto quei numeri.
    Non capii mai appieno la svolta secessionista, la trovavo controproducente in termini elettorali, ne mi ha mai convinto il discorso dEl Senatur sulla separazione morbida attraverso referendum, e qui il parallelo col referendum antieuro dei 5stelle mi scappa….
    Ma erano anche gli anni in cui D alema, ammiccando, definiva Bossi un “animale politico”, anni in cui Scalfaro ( con l accento sulla seconda a) subito dopo la sfiducia al Berlusconi 1 accoglieva il leader del carroccio, nelle consultazioni al quirinale con un eloquente “… Accolgo Bossi il nostro libertador…), giravolte che io giovin padano facevo fatica a seguire…
    Poi le beghe con Berlusconi, le denunce, La Padana che titolava un giorno si e uno pure sui rapporti mafiosi del cavaliere, per giungere nel 2000 poco prima degli accordi per il secondo governo Berlusconi.
    Risultato concreto di queste giravolte?
    Dalle piazze gremite del 96 ad una sala teatrale di un capoluogo a guida leghista nel 2000 in cui contai 120 persone
    La secessione che diventò un vicolo cieco che schiaccio’ in un angolo anche le proposte migliori
    Dal 10% su scala nazionale del 1996 al 3,9% del 2001
    5 anni a parlare di Devolution dal 2001 al 2006, slalomeggiando fra emendamenti e veti incrociati dei vari Fini Follini Volontè Gasparri Buttiglione ecc per proporre una riforma simil Renzi che poco o nulla aveva a che fare con federalismo e devoluzione miseramente affondato dalla consultazione referendaria( per altro il risultato era scontato, pur senza il blog di Dezzani a darci le dritte).
    Tutto questo per dire caro Dezzani che sarà che tu copiincolli da internet come dice qualche illuminato, sarà che prove zero, sarà che la storia descritta ad anni di distanza non vale( chissà poi perché), sarà quel che sarà ma a mio modo di vedere, se non centri il bersaglio in pieno lo sfiori non più di qualche millimetro.
    Come sempre complimenti.

     
    • ottimo intervento , ma ti manca la conclusione , che sembra impicita in questo post di Dezzani , che “normalizzando” la lega “ammergana” berluska abbia ” salvato il paese” ..( non vediamo infatti come adesso l’ italia sia “salva” ?&#128520)

       
  21. Arlo il said:

    ..a me invece le analisi storiche del Dezzani piacciono parecchio. Le ritengo obiettive come poche. Naturalmente leggo tutti i commenti e spesso ad ogni articolo escono fuori nuovi personaggi che ritengo “argomentino” un po’ troppo al di sopra del “senso critico”. Dezzani invece “scorre” bene ed è un autentico piacere leggerlo. (Il piacere è importante!).
    Nessuno nasce “imparato” e lo studio serio si fa’ per vocazione.

     
  22. bossi è andato a scuola di autonomia da bruno salvadori, ideologo union valdotaine.
    Morto in un incidente il salvadori, bossi si aggrega a roberto gremmo, laeder della union piemoteisa poi lega piemoteisa. Il gremmo è biellese. J.
    Lo vidi in un bar del mio paese (3000 abitanti) gran eloquio.
    Bossi come detto si aggrega a lui, affina le cose, gli porta via simboli e nomi di partito.
    Gremmo resterà a girare bar di paesini sperduti. Bossi finirà a monte citorio.
    Bossi non ha mai avuto una strategia, se non quella di non lavorare e guadagnare.
    Mi pare ci sia riuscito.
    Che poi tutti i partiti siano controllati dagli usa sai che scoperta: una vita il piccì e il msi.

     
  23. Maurizio il said:

    Bossi ha sempre giustificato le varie scelte incomprensibili col fatto che alla lega interessava solo la secessione: tutto ciò che indeboliva il potere centrale era cmq positivo. Oltretutto, la logica della macro regione dal punto di vista economico e sociale non era certo campata in aria. Il Nord era (resta) parte della filiera produttiva del Nord europa, gran parte dell’export attuale italiano è fatto di sub forniture alla Germania.
    La lega con Salvini diventa nazionalista per marketing politico, i suoi elettori vogliono integrarsi col Nord europa, non hanno certo in mente proiezioni mediterranee o la rifondazione del Paese. E siccome sono gli italiani i primi a non voler essere italiani, non si capisce perché gli altri dovrebbero avere particolari riguardi nei confronti del Paese. Né come si possa pensare che nel caso in cui gli angloamericani affondassero (e non accadrà) tedeschi e cinesi sarebbero meno feroci.

     
    • la realtà è che la lega è un “sintomo” e non una “malattia” e la malattia è che l’ italia NON funziona per cause proprie (i vizi storici degli italiani).
      In un paese così , DA SEMPRE, gli altri passano e fanno gli affari loro ( e che altro dovrebbero fare ? ).
      Ma aldilà della feccia massonica e dei “progetti inglesi” che lo determinarono ” il Risorgimento conteneva la scommessa che formato uno stato unitario con una certa massa esso avrebbe potuto cambiare i rapporti di vassallaggio degli staterelli preunitarii con le grandi potenze. Purtroppo oggi possiamo dire che la scommessa è stata persa e che vale la pena domandarsi se fosse stato meglio alla sopravvivenza ETNOCULTURALE dell’ italia essere ancora divisi in staterelli sotto ” protettorato” (come slovenia o slovacchia o bielorussia) che il grosso “pisciatoio del mondo” che siamo diventati.

       
  24. cipollotto il said:

    Salve ho letto colonia italia di Fasanella e son rimasto stupito dalla quantità abnorme di giornalisti italiani venduti o utili idioti tra i quali Montanelli, potrebbe fare un articolo sui vari Travaglio e Saviano, cosi per capire l origine delle loro fortune e soprattutto delle loro informazioni, in particolar modo Travaglio ed anche il suo giornale il fatto quotidiano.
    Anche se è intuibile

     
    • stefano il said:

      Cipollotto
      ho letto anch’io Colonia Italia , dove le citazioni sono tutte prese da documenti desecretati dell intelligence del Regno Unito , dagli archivi di Kew Garden.
      Concordo e rimango sbalordito da quanti e quali nomi del giornalismo e dell
      editoria italiana erano e rimangono al soldo degli inglesi . Ci sarebbe veramente
      molto materiale per riscrivere i libri di storia che impongono alle scuole .

       
      • cipollotto il said:

        La cosa che colpisce è la quantità di informazioni che ha Travaglio su Berlusconi, quando all’inizio della sua seconda candidatura comincia a snocciolare tutte quel fiume di informazioni https://www.youtube.com/watch?v=q-Vh2-DZXV8 in questa celebre intervista, considerando che viene dalla scuola di Montanelli e che colpisce sempre e solo Berlusconi, sul quale ha costruiro la sua fortuna, e mai i 5 stelle.
        Ricorda molto quel pezzo di colonia italia nel quale Montanelli è sempre in possesso di informazioni sull eni di Mattei, e chissà chi gliele passava…….Forse negli archivi di Kew Garden c’è anche lui, il nostro fustigatore di costumi latini corrotti? Il magnificatore del mondo anglosassone e della sua “stampa libera”?

         
      • DANILO FABBRONI il said:

        Una di queste è invero un romanzo o se vogliamo una saggio romanzato, che sebbene porti la firma di Claudio Mauri (diciamo ‘sebbene’ in quanto una delle sue precedenti opere definiva Montanelli ‘eretico’, cosa assai ridicola in quanto costui non poteva esser più mainstream di quanto è stato) titolato La catena invisibile. Il giallo del fascismo magico.
        Non solo Montanelli era quanto di più mainstream, di scontato, ci potesse essere nell’ambito giornalistico, nonostante l’apparente andar controcorrente, per via della sua vena destrorsa, ma è stata taciuta a lungo tanto il suo penchant per l’Impostura quanto il suo ‘talento’ ad essere lacché, se non fosse per un piccolo, fulminante, portrait apparso dove meno ce lo saremmo aspettati: in una storia del cinema italiano! Leggiamo quanto scrive Sergio Amidei: «Con Montanelli ho avuto dei rapporti [per degli articoli] poi i rapporti si sono guastati decisamente quando Montanelli ha pubblicato il romanzo Il generale Della Rovere copiando paro paro dalla sceneggiatura e scrivendo nella prefazione, che di solito la gente non legge, che lui aveva ricavato il romanzo dalla sceneggiatura, cosa che è poi scomparsa nelle altre edizioni […] Mi pareva strano che una persona come Montanelli avesse questa libidine di poter scrivere un romanzo, ma forse ce l’aveva proprio perché non è capace. Allora mi sono limitato a non incontrarlo più. La gente che si comporta così mi fa vergognare al posto loro. Faccio questo mestiere da tanto tempo, un certo occhio per giudicare le persone ce l’ho e ho trovato in lui molto … un lacché. Un modo in cui si comportava, ad esempio, con Rizzoli o con il conte Cini, era proprio da lacché, non da uomo da pari. Pur avendo questa specie di rozzezza, di violenza, in fondo è un lacché», riportato in L’avventurosa storia del cinema italiano raccontata dai suoi protagonisti. 1935-1959, a cura di Franca Faldini e Goffredo Fofi, Feltrinelli, Milano1979. Cfr. anche degli acuti articoli apparsi nel sito di MoviSol – il Movimento Internazionale per i diritti civili Solidarietà – dal titolo Leeden: dal fascismo allo scontro delle civiltà e Montanelli: un Cilindro col doppiofondo. Le smanie golpiste di Cini, Clare Boothe Luce e ‘il lacché’, ambedue reperibili in http://www.movisol.org. Quivi si legge: «Nella galleria degli intellettuali italiani che hanno fatto parte dell’Associazione per la Libertà della Cultura non poteva mancare il principe dei giornalisti anticomunisti, Indro Montanelli. [egli] fu legatissimo a due figure chiave [dell’Associazione di cui sopra]: l’ambasciatrice Clare Boothe Luce, moglie del magnate americano grande sostenitore di Mussolini […] e l’ufficiale inglese Michael Noble, diretto superiore di Hubert Howard nel Psychological Warfare Branch britannico». Fa ragionare a questo proposito l’appellativo di ‘diabolico’ e di ‘stregone’ riportato nel testo Lo stregone. La prima vita di Indro Montanelli, uscito per i tipi di Einaudi, Torino, 2006 a doppia firma di Sandro Gerbi e Raffaele Luicci a pagina XV e XVI: ricordiamo che anche Raffaele Mattioli si attribuiva un coté magico-sapienziale. Del resto l’avversione fanatica di Montanelli a Enrico Mattei è la cartina tornasole che svela l’appartenenza al partito dei lacché filobritannici: vedi op. cit. a pagina 280, come del resto la sua posizione a favore della droga, pagina 313, op. cit., nonché il suo ambientalismo ante litteram, pagina 314, op. cit., così come il penchant a favore della figura di Adriano Sofri, pagina 328, op. cit.

         
    • MarcoTerenzio il said:

      Oh, finalmente qualcuno che si è accorto della utile stupidità di Montanelli.
      Normalmente è un profluvio di lodi pecoresche che non si può sentire.

      Di Fasanella ho leggiucchiato il libro sul Risorgimento e ci sono quelle lettere dell’ambasciatore inglese che sono impressionanti.
      Ho fatto una piccola ricerca purtroppo dai risultati non completamente definitivi ma sembra proprio che quei manoscritti di James Hudson esistano e vi si riportino delle precise accuse di omicidio tramite avvelenamento ad opera della équipe di medici del re.

      Ecco, nel caso del Risorgimento non si tratta proprio di “establishment filoatlantico” ma di anglosassoni invadenti certamente sì, esattamente come in Grecia (anch’essa diventata indipendente grazie all’attivo “interessamento” dell’Inghilterra) con gli stessi identici risultati, in Italia e nel paese ellenico,relativamente alla formazione di una peculiare mentalità antipatriottica nella classe dirigente locale che non si riconosce in alcun modo “col” e anzi cerca in tutte le maniere di distinguersi “dal” proprio stesso popolo.

      Da noi per di più c’è l’eredità disastrosa delle guerre cinquecentesche, come osserva anche Sapelli, che rende cronico e temo incurabile il problema.

      PS: Sul fatto ho visto Otto e Mezzo con Padellaro, Severgnini e Salvini.
      A un certo punto si prospetta un paragone fra Putin e la Merkel, quindi “sotto chi vorreste stare” e Padellaro a gran voce ha interrotto il discorso gridando a pieni polmoni: “Io con la Merkel. Mille volte con la Merkel”.

      L’idea che uno possa NON avere un padrone non sfiora nemmeno lontanamente il medio borghese italico…

       
      • cipollotto il said:

        Sulla eredità delle guerre del 500 non saprei, credo che il passato lo si possa alterare a proprio piacimento in maniera abbastanza semplice da parte della classe dirigente o della parte dominante di un paese magari straniero, concordo sul discorso della mentalità antipatriottica che viene inculcata con i soliti metodi che non sono molto diversi da quelli che venivano usati sui neri africani colonizzati: inferiori, razzialmente inadeguati, incapaci nel dna, nel nostro casa si portano inutili stereotipi a casi di studio tipo scemenze come le buche in strada o l’evasione fiscale o l’andare a mignotte ogni tanto, o le ong “indipendenti” tipo transparency international o freedom house che hanno fatto della pseudoscienza un credo quasi religioso( se qualcuno sa come si misura la libertà o la corruzione vi prego di segnalarmelo perchè io so usare solo il metodo scientifico e questi 2 “concetti” non rientrano nel sistema metrico decimale come parametri di misura) , notare che greci spagnoli e portoghesi sono etichettati alla stessa maniera (vedi piigs che non è altro che una forma di razzismo moderno e politicamente corretto che fornisce la giustificazione a bastonare questi popoli all’opinione pubblica un po come si faceva un secolo fa con i neri in Africa), tra un po anche i russi verranno dipinti come mafiosi anzi lo sono già vedi il film ” la promessa dell’assassino” di Cronenberg,sul discorso del medio borghese, anzi dell’uomo medio in generale, non solo italico ma un po di tutto il mondo credo che Dante nella Divina Commedia vide giusto quando mise di fronte all’inferno gli ignavi cioè un’orda di gente senza bandiera ne ideali che semplicemente ha seguito la moda di turno per puro menefreghismo e convenienza
        .
        Ho visto anche io quella puntata che oscena è dire poco, credo comunque che un giornalista venduto o servo lo si possa riconoscere dal messaggio che invia, se è riassumibile nel “Italia merda, estero bello” quasi sicuramente è un venduto o un ignavo, sul discorso sud Italia e risorgimento comunque ci andrei con le pinze dato che questo revisionismo è partito agli inizi degli anni 90 ( le coincidenze), ergo cedo la parola a chi ne sa più di me; concludo dicendo che il discorso Travaglio, Saviano e compagnia cantante lo avevo proposto a Dezzani in quanto mi pare parecchio più informato del sottoscritto e magari ne sa di più e soprattutto sa argomentare di più.

        E mi raccomando la colpa è della corruzzzzzzzzzzione 🙂 🙂 🙂

         
    • Osservatore Internazionale il said:

      Fasanella chi ?

      1) Quello che si “cala le braghe” difendendo strenuamente il “diritto” dell’ex presidente Napolitano a non essere intercettato ? https://www.youtube.com/watch?v=xiLZTdu7_O4

      2) Quello che va a presentare il suo libro al rotary ? http://www.rotaryfoggia.it/news/286-conviviale-interclub-con-giovanni-fasanella-per-la-presentazione-del-suo-libro-%E2%80%9C-colonia-italia%E2%80%9D-dell%E2%80%99impero-britannico-%E2%80%9Cle-prove-nei-documenti-top-secret-di-londra%E2%80%9D.html

      3) Quello stesso Fasanella presentato in “pompa magna”, più volte, sul blog della Casaleggio & Associati ? http://www.beppegrillo.it/2011/09/il_golpe_ingles/

      Se è lo stesso, consentitemi di esprimere dei forti dubbi e delle forti perplessità per delle “dinamiche” che solo alcuni riescono ad “intercettare”…

       
      • Cipollotto il said:

        1) non lo so
        2) voler far soldi vendendo il proprio libro dove ti capita l’occasione non mi sembra strano, club come rotary, lions sono tutto meno che inavvicinabili e l’esclusività è parecchio di facciata.
        3) questo è il punto davvero interessante, per confondere le persone non si censura nessuno, al contrario lo si fa parlare a diritto e poi si sommerge l’ascoltatore di informazioni inutili, cosa che il blog di grillo fa puntualmente su qualsiasi argomento (basta vedere come è stato trattato Bagnai)

        Fasanella nel complesso a me pare una persona credibile, di certo non infallibile, nessuno ha smentito il suo libro,soprattutto cita le fonti cosa che fa anche dezzani alla fine di ogni suo articolo, che è lo stesso motivo per cui apprezzo ‘sto blog. Poi se uno cerca la perfezione si rivolga a dio se ci crede.

        Cordiali saluti

         
      • DANILO FABBRONI il said:

        ma cosa c’entra presentare o no un libro al Rotary? cosa c’entra con l’affidabilità di una persona? talvolta si coglie occasione anche da campi non propriamente ‘concordanti’…

         
      • Osservatore Internazionale il said:

        X CIPOLLOTTO

        Riguardo al primo punto che ti ho linkato, ovvero il video di presentazione del libro di Fasanella. ti riporto il commento di un lettore, che rispecchia il mio punto di vista:

        “Tutto condivisibile fino al punto in cui cala le braghe di fronte alle evidenti implicazioni del ex presidente della repubblica. Cosa avrebbero dovuto fare i magistrati_? Spegnere i registratori? Mentre intercettavano Mancino? Questa è bella. Il suo messaggio mi sembra: Parla della mafia, anche tutta la sua storia ma combatterla no. Mi domando e se avessimo una massima carica dello stato coinvolta in affari illegali? Mangiamoci le bobine o spegniamo i registratori in barba alla legge… Bahh”

        Aggiungo io:” Allucinante”. Come si fa a non vedere il soggetto. Fra l’altro uno che nasce come “Giornalista Parlamentare” la dice lunga sul “tipo di carattere che devi avere per ricoprire certi ruoli”. E fidati che io per trentanni ho selezionato personale ai più alti livelli.

        Riguardo al terzo punto, ovvero la presentazione del libro sul blog di Casaleggio, potrei anche darti ragione.

        Non però sul secondo punto. Se si può trarre una conclusione univoca, incrociando le analisi di Dezzani, Blondet, Solange Manfredi e persino quelle di Cerreghino e Fasanella, emerge una cosa chiara e netta, ovvero che la Massoneria (…le cui retrovie e propaggini si estrinsecano chiaramente sia nel Rotary che nei Lions https://labuonastrada.wordpress.com/2012/12/31/le-retrovie-della-massoneria-il-club-rotary-international-ed-il-lions-club-international/ ) è stata da sempre utilizzata dagli inglesi per gestire, governare, indirizzare e consolidare il suo impero e le sue colonie, in giro per il mondo.

        Un INVITO, perchè di tale si è trattato al Rotary, di Fasanella a presentare il suo libro, potrebbe quindi essere letto, come il fatto che quel libro, in realtà è “stranamente” funzionale al consolidamento dell’impero britannico e non viceversa.

        Nelle parole di Fasanella e nel titolo del suo libro:”UNA LUNGA TRATTATIVA STATO MAFIA – La verità che la Magistratura NON PUO’ ACCERTARE”, mi sembra che si voglia “inoculare” nella testa del lettore proprio l’opposto. Ovvero che quegli ambienti sono INTOCCABILI e NON SI DEVONO TOCCARE.

        La sua “levata di scudi” a difesa di Napolitano nell’affaire sulle intercettazioni con Mancino, il suo passato da “giornalista parlamentare”, il suo versare l’acqua agli altri ospiti nel corso della conferenza ed il suo elogio, condito da uno “sbavamento a dir poco imbarazzante per un Giornalista” di quel livello, nei confronti di Cirino Pomicino, sull’altro video postato, per chi sa leggere quel tipo di linguaggio, la dicono lunga ed avallano la mia ipotesi.

         
  25. Massi Prad il said:

    Federico, verifica il numero dei parlamentari della Lega: le percentuali sarebbero tra il 18% e il 20% [per il senato occorre tener conto poi dei senatori a vita…].
    […]La Lega Nord, ferma all’8% delle preferenze su scala nazionale, dimostra ancora di non avere una forza sufficiente per strappare la secessione della Padania ed attuare gli ambiziosi cambiamenti costituzionali sognati da Gianfranco Miglio. Forte di 122 deputati e 59 senatori, la Lega Nord dispone però di manipolo di parlamentari sufficienti per staccare la spina al primo governo Berlusconi. […]

     
    • c’era il maggioritario e bossi forte dell’ essere arrivato PRIMA aveva imposto il rapporto 2:1 sui candidati comuni ( che poi non gli servì a nulla visto che berluska dei 180 leghisti se ne compro’ subito un centinaio … 😎 )

       
  26. learco il said:

    Non credo che la Lega sia stata un fenomeno creato artificialmente dai servizi segreti USA o GB per disgregare l’Italia.
    Il partito di Bossi è decollato dal punto di vista elettorale dopo le stragi e gli attentati mafiosi dei primi anni ’90, che avevano fatto perdere ogni speranza alla borghesia nordista di poter risolvere il problema del ritardo economico meridionale e del controllo della criminalità organizzata.
    Non solo a livello popolare, anche nei congressi degli storici e dei giuristi, come nelle università, si era avviato un dibattito importante sui modi dell’unificazione italiana e sulla struttura dello Stato.
    Si era preso atto che l’unità del Paese era stata realizzata da un ristretto manipolo di patrioti aderenti alla massoneria e dal piccolo Stato piemontese, con il finanziamento e la supervisione della Gran Loggia di Londra, i cui membri più influenti stavano investendo ingenti capitali nel Canale di Suez e volevano uno Stato affidabile lungo la rotta tra la Gran Bretagna e l’Egitto.
    L’unificazione non era stato un fenomeno di massa, ma era avvenuto contro le masse, il Vaticano, le strutture burocratiche e militari dell’Antico Regime ad opera di uno striminzito gruppo di borghesi.
    Questa debolezza iniziale e la paura di perdere l’unità raggiunta aveva portato alla creazione di un sistema statale fortemente accentrato, che secondo molti aveva schiacciato le identità locali e le loro potenzialità.
    Quindi la Lega, almeno all’inizio, si era fatta interprete, anche se in modo rozzo e confuso, di queste esigenze, realmente sentite e della protesta contro lo sperpero del denaro pubblico destinato al sud e intercettato dalle organizzazioni criminali.
    E’ probabile che in seguito, come spiega il Dezzani, questo movimento e queste necessità siano stati manipolati da forze superiori con il solito obiettivo di destabilizzare gli Stati per meglio dominarli.

     
    • resta da dire che già nel ’93 con l’ affare Enimont e i 200ml dati a patelli da sama fu intrapreso dalla maggistratura ( cioè il padrone “estero”) l’ eliminazione politica della LN, poi fpur danneggiata fondamente all’ affermazion di berlusconi e poi pure ritornata utile al sistema per impallinare l’ imprevisto berluska , ma subito dopo rimessa sotto pressione per la sua deriva “etnonazionalista” ( 1999) con il risultato di renderla un facile asset di berlusconi. con la quale è tornato al potere però fallendo il compito di assorbirla, tanto che poi si è cercato nuovamente di liquidarla per via giudiziaria dopo la capitolazione al sistema di berlusconi nel 2011.
      La LN non è quindi un banale “movimento di protesta” ma il sintomo ineliminabile che questa italia sta fallendo.

       
      • Federico Dezzani il said:

        Ma parliamo della stessa LN che ha avuto come tesoriere Belsito, il nesso tra Bossi, ‘ndrangheta e servizi?!?!! Se questo è il nuovo che avanza, meglio le tangenti per costruire fabbriche e ponti!

         
      • La famigghia bossi non è la lega (altrimenti la LN sarebbe già morta ) ma in ogni caso mi saprà lei forse dire come è finito il processo a belsito ,visto che a me non risulta che tutta quella montagna di accuse e sia mai sfociata in un processo al quel signore calabese , ma so di certo che i processi fatti ad altri accusati leghisti ( vd cota) siano finiti in assoluzioni perché “il fatto non sussisteva”.
        In ogni caso caro dezzani dover pagare il triplo a km di strada rispetto alla svizzera sarà sempre un grave sintomo della impiombatura di questo paese… con la LN o senza 😎

         
  27. Arlo il said:

    ..allo stato attuale..senza cercare di uscire fuori dall’articolo principale:
    1) Ci sono all’interno della “Fratellanza” diverse “Origini”.
    Prima della Rivoluzione Francese la “Fratellanza” era solo in seno all’Aristocrazia (si facevano le guerre tra parenti).
    Dopo la Rivoluzione la parte “progressista”,probabilmente foraggiata dai soliti “noti Imperialisti”, assesta un duro colpo ai regimi dei “Regnanti”(probabilmente a favore di altri però).
    Le lotte di potere a cui assistiamo oggi sono tra queste due o più “categorie” e tutti i personaggi che sono stati scelti come “gestori” assecondano ciò che le varie Logge decidono.
    2) Ci sono fra Nord e Sud Italia differenze di costumi e culturali. E’ normale, l’Italia è lunga.
    Anche in larghezza ci sono differenze. Con la conquista del Sud i Savoia (Stato dichiarato fallito per le lunghe guerre) si appropria di parte delle ingenti ricchezze del Sud Borbone. I Savoia erano stati “stimolati” nell’impresa dal solito Imperialismo Britannico che si ritrova come è “normale” un po’ su tutto (e che partecipa agli utili.)
    3) Al Sud, (dove esistevano le seconde acciaierie d’ Europa), è riservata la stessa fine che vediamo riservata, poco più di 160 anni dopo, alla Libia di qualche anno fa’ (tanto per essere sintetico).
    Il gioco è lo stesso, stessi attori, stesso copione.
    4) Il Nord è diventato più ricco del Sud e in special modo le Regioni ad Ovest perchè, a) Oro da Sud, b) grande dedizione al lavoro, c) mancanza di mafie varie (ovviamente mi riferisco al periodo storico post Unità d’Italia).
    Pur essendo coscienti delle differenze “culturali” anche al Sud c’era il potenziale della grande dedizione al lavoro, (che si è espressa pienamente nei milioni di emigrati in ogni parte del Pianeta e specialmente nei Paesi a guida Anglofona) ma non si è potuta esprimere appieno nel Meridione d’Italia per le ragioni a) e c) al punto 4.
    Per ritornare all’articolo di Federico posso solo dire che sì, nonostante il Nord o il Sud, c’è sempre qualcuno che decide per noi (creando anche falsi “movimenti” illusori che vanno a catalizzare periodicamente l’impotenza delle “masse” per poi “scaricarne la forza vitale).
    Il gioco del Potere è sottile in questa parte di Mondo. E forse è un “bene” che sia così (onde evitare ben più tragiche “strategie”).

     
  28. Matteo il said:

    Eccellente.
    A questo si aggiunge il ritorno a desuete tematiche anti risorgimentali, di cui anche Dezzani si è (inspiegabilmente, visto il livello altissimo dei suoi scritti) fatto portavoce.
    Aggiungo una nota di colore scuro fascista che da sempre bazzica gli ambienti di quella cloaca nota come DR: Borghezio in gioventù militava nella Giovane Europa di Thiriart, massone e membro della frangia esoterica (secondo alcuni ariosofica ma io credo di no per vari motivi) delle SS.

     
    • Cris il said:

      Che Borghezio sia un esoterista, e anche uno studioso molto preparato di quell’ambito, è una storia che gira da parecchio.

       
  29. Maurizio il said:

    Salve Dezzani, se non sbaglio è sparito un commento (interessante) di stamattina di MarcoTerenzio. Legge ammazzablog?

     
    • Federico Dezzani il said:

      Non voglio piantagrane, specie alla luce di quanto avvenuto qualche mese fa, quando non sono intervenuto per qualche giorno e la situazione è degenerata. Diversamente, chiunque può dire la sua.

       
      • Maurizio il said:

        Quello di cui parlo era un commento di stamattina, molto moderato, su Colonia Italia, sul libro di Fasanella sul Risorgimento, e con un riferimento finale a Salvini, Padellaro e qualcun’altro recentemente dalla Gruber. A differenza degli altri commenti, che ha lasciato, questo non aveva alcuno spunto polemico. Dezzani, mi sorprende.

         
        • Federico Dezzani il said:

          Guardi. Sebbene sia domenica e stia facendo tutt’altro, vado a cercarlo nella spam appositamente per lei…

           
        • Maurizio il said:

          La ringrazio, viviamo in tempi particolari, per un nulla si diventa sospettosi.
          Il commento comunque è interessante, aveva già anche 3 like…

           
  30. Cinà il said:

    In genere i commenti alle analisi di Dezzani sono per lo più intelligenti, tali da indurre il lettore a ulteriori riflessioni e approfondimenti. Stavolta, molti commenti al presente articolo, lasciano molto a desiderare sia per il livore mostrato nei confronti dell’autore (il perché non è dato sapere), sia sotto il profilo della qualità, in particolare mi riferisco all’idea ricorrente, in alcuni commentatori, che il Sud Italia sia la causa dei mali del Nord e che la “padania” senza il Sud sarebbe divenuta una specie di paradiso terrestre. Nel 2017 fa male sentire ancora affermare idiozie di questa portata. Un po come chi decidesse di segare le proprie gambe per affaticare meno il cuore.
    Credo che l’unica cosa di cui abbiamo bisogno in questo Paese, tanto bello quanto politicamente sciagurato, sia un gruppo di persone oneste che abbiano come unico obiettivo quello di far riprendere all’Italia il posto che le compete nel mondo, liberandola dalle attenzioni pelose dei molti falsi amici e facendo una pulizia interna di approfittatori e corrotti. Sicuramente è un compito assai difficoltoso, tuttavia il tempo dell’attesa è terminato se vogliamo evitare la disintegrazione. Non so chi potranno essere gli uomini capaci di intestarsi un tale gravoso compito, forse Salvini e Meloni, forse i grillini, non so. Le analisi vanno bene, però non c’è più tempo, vorrei che ci fossero più uomini come il pm Michele Ruggiero che da una piccola procura di provincia, ha indossato una cravatta col tricolore e ha avuto il coraggio di sfidare, DA SOLO, i Golia della finanza mondiale per difendere il proprio Paese.
    Ecco, l’italia ha bisogno di meno ruggiti e più RUGGIERO!!!

     
  31. Etabeta il said:

    Come sempre, da quando un mese fa ho conosciuto questo blog, leggere i tuoi articoli è un piacere ma più ancora è causa di stupore: faccio fatica a credere che alla tua giovane età (e al netto del tempo che hai dovuto sprecare per studiare materie inutili al liceo e per laurearti in economia) tu possa avere sviluppato (e mandato a memoria) una così vasta, profonda e documentata competenza storica e politologica.
    Per me è poi altrettanto incredibile che tu possa avere notizie di prima mano tanto precise quanto precluse al volgo, da cui trarre divinazioni così puntuali ed articolate.
    Sinceri complimenti, ma permettimi un sospetto invidioso: non sarai mica una sorta di Rita Katz “de noaltri”?

     
  32. “E’ vero che noi settentrionali
    abbiamo contribuito qualcosa
    di meno ed abbiamo profittato
    qualcosa di più delle spese
    fatte dallo Stato Italiano dopo
    la conquista dell’Unità d’Italia
    e dell’indipendenza nazionale,
    peccammo di egoismo quando
    il settentrione riuscì a cingere
    di una forte barriera doganale
    il territorio ed assicurare così
    alle proprie industrie il mono-
    polio del mercato meridionale,
    con la conseguenza di impove-
    rire l’agricoltura,unica industria
    del sud,è vero abbiamo spostato
    molta ricchezza dal sud a nord
    con la vendita dell’asse ecclesi-
    astico e del demanio e coi pre-
    stiti pubblici.” Luigi Einaudi
    piemontese, Presidente della
    Repubblica. Fonte Luigi Einaudi
    Il Buongoverno: saggi di econo
    mia e politica (1897-1954)
    La Terza 1954.
    Ai tanti convinti delle vagonate
    di denari elargiti alle popolazioni
    del sud che li sperpera e li regala
    alla criminalità. In quanto alla
    Cassa del Mezzogiorno, l’unica
    grande opera, compiuta con i
    soldi di tutti gli italiani,
    solo l’acquedotto pugliese
    il resto solo raggiri con tanti
    miliardi stanziati, mai arrivati
    nel meridione, con “in-prenditori”
    che speculavano con false
    promesse e cattedrali nel
    deserto. Gli unici Imprenditori
    seri e onesti del nord sono stati
    Enrico Mattei e Adriano Olivetti,
    ai quali va la nostra stima.
    Inoltre, il boom economico degli
    anni del dopoguerra in Italia, ha
    avuto il contributo determinante
    di tanti (troppi) emigranti del
    meridione all’estero, che con le
    loro rimesse in valuta pregiata
    con le quali si potevano pagare
    le materie prime e l’energia per
    le fabbriche del nord Italia,
    per la ricchezza delle banche
    che potevano prestare allo
    scopo di incrementare gli affari
    e facilitare le iniziative commer-
    ciali e industriali.
    E milioni di meridionali che negli
    anni 50 affluivano nel triangolo
    industriale padano, manodopera
    a basso prezzo, immani sacrifici
    ma nè lo Stato, nè le autorità
    locali davano alloggi, scuole e
    servizi adeguati a questa gente
    che si doveva solo arrangiare,
    arrangiare e lavorare sodo.
    Finitela di proseguire ancora
    con le menzogne, queste si ne
    abbiamo viste, in misure
    sproporzionate, enormi, oceani
    di falsità.

     
  33. Il Maglia il said:

    Federico, a questo punto la domanda sorge spontanea: che fare?
    Nessuna forza del panorama politico, tranne quelle da percentuali tipo prefisso telefonico, offre qualche garanzia? Salvini mi sembra abbastanza convinto di quello che dice, non mi sembra un infiltrato dell’establishment (anche non bisogna mai mettere la mano sul fuoco per nessuno..).
    Probabilmente la brutta fine di Bonanno (come ricordato da altri utenti recentemente) è un pizzino per Salvini…
    Di sicuro quel che era evidente è che la base e parte della dirigenza leghista non approvano la svolta salviniana

     
    • Francesca Ancona il said:

      Invece, secondo me (opinioni, nulla di certo), è così: Salvini è stato messo dall’establishment, diciamo dalla Lega originaria atlantica, erano sicuri che avrebbe dirottato voti (per indebolire la destra) ma, per il passato nordista, anti-meridionalista, non avrebbe sfondato. Invece il successo è stato una sorpresa e Salvini pare sfuggire ora al suo padrone, ecco perché Bossi cerca di affondare la nave. Il povero Bonanno sapeva troppe cose del passato, sia Lega che Salvini, avrebbe fatto casino, era una mina vagante.

      Terenzio, qui si esprimono opinioni libere e diverse, anche dall’autore, come vedi, ognuno pone la sua visione (probabile o meno)

       
      • Il Maglia il said:

        Cara Francesca, qui faccio fatica a seguirti…ma se anche fosse verosimile la tua ricostruzione, la domanda rimane: dobbiamo attendere l’Eliseo (e magari, come lascia presagire Willi, il Cremlino) ed essere ancora una volta spettatori e non artefici del nostro destino….triste destino nei secoli quello italiano…

         
      • Francesca Ancona il said:

        Secondo me, stiamo in un momento dove tutto può succedere e ribaltarsi. Siamo stati sempre spettatori ma le cose sono cambiate, sta a noi prendere l’occasione e sfruttarla, ma se nessuno fa niente, mi sa, che resteremo spettatori in attesa di nuovo padrone…Caro Il Maglia

         
  34. Cinà il said:

    Non c’entra con l’articolo … ma potrebbe anche entrarci: a che dobbiamo questa visita del principe Carlo e consorte in Italia, proprio in avvio di Brexit? Ho letto il programma fatto di tanti appuntamenti mondani e di carità (pelosa), ma qual è il vero motivo?
    Ogni volta che gli inglesi calano in Italia (loro grande colonia recondita) c’è sempre da preoccuparsi, sin dalle visite di Churchill dal dopo guerra in poi ..

     
  35. maurizio terli il said:

    SCUSI DEZZANI MA SE LA LEGA NORD FU CREATA DALL’ESTABLISHMENT ATLANTICO, CHI CREO’ FORZA ITALIA NEL 1994 ?

     
    • credo un gruppo di “nostalgici” del CAF ma sempre perfettamente proni al padrone che il CAF l’ aveva bastonato nel 1992

       
  36. Fabrizio F. il said:

    A proposito d’immigrati e d’immigrazione di massa incontrollata, nei confronti della quale, la lega ha, di fatto, solo “starnazzato, trovo interessantissima questa chiave di lettura di Blondet http://www.maurizioblondet.it/ratzinger-non-pote-ne-vendere-ne-comprare/ dove si spiega come Ratzinger fu defenestrato grazie all’esclusione dello IOR dal circuito SWIFT ed al suo posto messo Bergoglio, amante della carne cruda….già… e dell’accoglienza immigrati senza limiti.

    Interessante questo passaggio, che identifica benissimo i promotori dell’immigrazione di massa, pur senza identificarne i mandanti:”Bergoglio ingiunge ai cristiani di accogliere sempre più immigranti, senza limiti, con totale “accoglienza” e carità – Ebbene: “Con un comunicato ufficiale, firmato da ben 28 diverse obbedienze (tra cui ben 8 francesi ed una italiana, la Gran Loggia d’Italia), i massoni richiamano i governi europei ad accogliere gli immigrati, anzi ad accoglierne sempre di più. Dimostrando così una convergenza d’intenti con pochi precedenti non solo tra loro, ma anche rispetto alle nuove strategie seguite dagli Stati membri “ (Corrispondenza Romana, 11 settembre)”.

    Che dire ? Serve aggiungere altro ?

     
  37. Giorgio Sirchia il said:

    Condivido la Teoria di mani Pulite come clava per distruggere la prima repubblica.
    Sui Radicali come partito che rappresenta l’Establshment atlantico, mi permetta, ma dimentica il Partito Liberale e il Partito Repubblicno, loro si atlantisti fino al midollo.
    Sulla Lega….mah. La stretta alleanza col Berlusca durante il “ventennio” sembra smentire questa teoria.
    Ed anche sul Movimento 5 stelle, con Casaleggio controllato dalla CIA o chi che sia…doppio mah! Non si spiegherebbe il TERRORE di Napolitano e Mattarella (ma anche del Vaticano, di de Benedetti e Repubblica, di Marchionne e del Corriere della Sera, della Confindustria, ecc.. ecc..) “atlantisti” di ferro, di vederli al governo. Dunque? Come spiegare che il più alto rappresentante dei poteri atlantici in Italia (Napolitano) al solo pensiero dei 5 stelle al governo diventa bianco dalla paura?

     
    • Osservatore Internazionale il said:

      Perchè ? Perchè quel “terrore”, ovvero quella che lei chiama “paura” è solo frutto della sua immaginazione, coadiuvata dal teatrino di quella gentaglia. Ecco perchè! D’altra parte per “far credere qualcosa che non esiste nella realtà”, un minimo di sceneggiata la dovranno pur fare o no ? Altrimenti come ci cascano quelli come te ?

      P.s. Il più lampante parallelo lo trova dal 1993 in poi, con la “finta contrapposizione” fra il centro-destra di Silvio ed il centro-sinistra di Massimino il baffino. Davanti alle telecamere e sui giornali, acerrimi rivali, salvo poi, attuare in parlamento, sul concreto, in perfetta simbiosi e complementarietà.

       
      • Cipollotto il said:

        io guarderei dal punto di vista dalla catena di comando atlantica, in fondo agli ammeregani che vinca questo o quell’altro partito interessa poco a patto che siano filoatlantici fino al midollo; al contrario al partito in competizione per restare al potere ( Napolitano, pd e compagnia cantante) interessa moltissimo restare attaccati alla poltrona. ergo la competizione tra pd e m5s possiamo considerarla abbastanza credibile, perchè se gli uomini del pd perdono, la poltrona se la dimenticano, ma dal punto di vista dell’impero americano l’importante è che chiunque vinca: non esca dall’euro, non esca dalla nato, esegua gli ordini in politica estera. Mi pare che gli stelluti ed i piddini non facciano grande differenza. Notare invece come un tempo quando c’era il pci la dc ecc. ecc. le cose fossero parecchio diverse

         
  38. matheu il said:

    E che ci dici degli indipendentisti sardi? L’altra faccia della stessa medaglia?

     
  39. pippo il said:

    il movimento cinque stelle candiderà piercamillo davigo a premier.
    bene direi no?

     
    • Massimo il said:

      “Lo shrapnel è un tipo di proiettile per artiglieria. Esso deriva il suo nome dall’inventore, il tenente BRITANNICO Henry Shrapnel, che lo mise a punto nel 1784” (Wikipedia).

      Gli amici del Mossad ci infomano che la bomba “rudimentale” era stata riempita di tali proiettili…

      Il NY Times, fonte ufficiale della propaganda made in UK, la redazione dell’Mi6 con sede all’estero, ci informa che Putin si è fatto l’attentato da solo, proprio mentre era nella sua amata città, orrendamente sfregiata in un luogo simbolo, per discutere di rivoluzioni colorate con Lukasenko.

      E’ partito il countdown per la rivendicazione dell’ISIS: 3,2,1! Rita facci sognare, raccontaci quanto sono fessi i russi e i loro servizi inefficenti, irridili, nemmeno si sono accorti di uno pseudo islamico con la barba finta che depositava indisurbato ordigni esplosivi nella SUBWAY. Messaggio recapitato e ricevuto, si attende il seguito, magari a Mosca…

       
  40. Bull il said:

    Buona sera Dezzani, noto che dal volume di interventi che lei è sempre più popolare. Le vorrei chiedere un chiarimento. Scrive “il vergognoso cambio di 2.000 lire per ogni nuovo euro”, ma questo cambio non è la semplice trasposizione del cambio dei sei mesi precedenti? Grazie.

     
  41. emmebi il said:

    “l’avvallo alle operazioni militari della NATO contro la Serbia” ? ma che razza di sciocchezze scrive (a parte che si dice “avallo”, non “avvallo”) ? Lega e Rifondazione furono gli unici partiti di peso ad opporsi all’aggressione NATO alla Serbia, e alle Europee del 1999 la Lega pagò a caro prezzo l’essersi opposta al fronte atlantista, scivolando al 4,48 per cento. Visto che l’unico modo serio di argomentare è di poggiarsi su documenti che abbiano almeno la parvenza della verità e della rilevanza, ecco una mozione di deputati leghisti del 1999, in cui l’opposizione all’intervento contro la Serbia è inequivocabile: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=1/00365&ramo=C&leg=13&gruppoPartecipanti=LEGA&gruppo=LEGA&testo=Serbia%201

     
    • IL prossimo passo sara’ raccontare che l’ € uro(pa) la voleva La lega ? Mi sbaglierò ma qui sento sempre più odore di “forza Italia reloded” ..😈 .

       
    • Paolo il said:

      In effetti il documento da lei linkato non lascia adito a dubbi. Si può passare sopra agli errori di ortografia, ma non ad uno stravolgimento dei fatti di questa portata. Apprezzerei da parte di Dezzani una replica e, se del caso, il riconoscimento dello sbaglio.

       
    • learco il said:

      “Si marcia così rapidamente verso nuove elezioni ed ancora una volta il Carroccio agisce in perfetta sintonia con l’establishment atlantico: scegliendo di correre da solo e di non rinnovare l’alleanza col Popolo della Libertà, spiana la strada ai governi di Romano Prodi e Massimo D’Alema: seguirà “il Contributo straordinario per l’Europa”, la scandalosa privatizzazione della Telecom, “la marchant bank” di Palazzo Chigi, la liquidazione finale dell’IRI, il vergognoso cambio di 2.000 lire per ogni nuovo euro, l’avvallo alle operazioni militari della NATO contro la Serbia.”

      Dezzani non ha scritto che la Lega ha avvallato le operazioni militari, ma solo che scegliendo di correre da solo ha spianato la strada a governi di centrosinistra che hanno avvallato le operazioni militari.
      Non è la stessa cosa.

       
      • Ed infatti berlusconi nel 1999 NON avallo’ l’ aggressione alla serbia esattamente come nel 2011 quella alla libia ( o no ? 😎 )

         
      • Parvus il said:

        CVD: se gli si tocca il “Senatur”, i vetero-leghisti non san più leggere l’italiano.
        Forse ci vuole il testo a fronte in lumbard, per fargli capire che Bossi voleva l’Europa ma non “il Contributo straordinario per l’Europa”, le privatizzazioni ma non “la merchant bank” di Palazzo Chigi, il governo Dini ma non i successivi Prodi e D’Alema…

        Quanto ai motivi del “ribaltone” bossiano, basta confrontare i voti di PdL e Lega nel 1994: alle politiche Berlusconi prese il 21,01% e Bossi l’8,36; ma appena due mesi e mezzo dopo, alle europee, il primo arrivò al 30,62%, mentre il secondo crollò al 4,73.
        E’ quindi del tutto ridicolo affermare, come fa qui sopra emmebi, che «alle Europee del 1999 la Lega pagò a caro prezzo l’essersi opposta al fronte atlantista, scivolando al 4,48 per cento».

         
  42. Massimo il said:

    Oggi è la commemorazione del centenario delle proclamazione delle celebri “tesi di Aprile”, quando l’Internazionale dei nasi importanti mandò Lenin in Russia per istruire i bolscevichi sul da farsi. Articolo di oggi del solito NY Times che ci racconta, mirabilmente, tutto il malcontento verso l’irriconoscente dirigenza di oggi, messa lì da gente fidata (Eltsin, a libro paga di Londra) ma che ahimè non obbedisce più come una volta:

    https://www.nytimes.com/2017/04/03/opinion/what-was-lenin-thinking.html?_r=0

    Scritto il 04/03/2017 ma gli autori e la firma sono gli stessi di un tempo, una “coincidenza” davvero singolare che, alla luce dei fatti odierni, dovrebbe far capire come certa gente interpreta la politica estera, cioè non propriamente con i mezzi della diplomazia e del dialogo

     
  43. gengiss il said:

    Il secessionismo come ARMA per minacciare/punire la classe dirigente di un Paese scomodo, o che non prende le decisioni “giuste”.
    Un tempo in Italia, ora in Gran Bretagna dopo la BREXIT. Guarda caso, i media sono improvvisamente diventati filo-scozzesi, e (chissà perché) bisogna rifare il referendum per l’indipendenza. Un messaggio d’intimidazione anche per gli altri Pesi europei con minoranze etniche (cioè quasi tutti): se uscite dall’euro, rischiate la secessione.

     
    • certo , ma questo significa solo che gli indipendentisti scozzesi sono degli ingenui come i padanisti di allora, “strumenti” involontarii di un gioco più grande ( salvo qualcuno ovviamente che deve far correre le “parole d’ordine)
      Ma se gli italiani non avessero voluto entrare nel 1996 nella trappola dell ‘euro oggi non voterebbero ancora in massa partiti euristi.

       
  44. Marizio Innocenti il said:

    In effetti Dezzani,che pure apprezzo molto,in questo articolo sulla Lega ha scritto
    varie inesattezze.
    La maggiore,rimarcata anche da altri,riguarda la posizione sul conflitto nella
    ex Jugoslavia.
    La Lega e Bossi si espressero a favore della Serbia e contro l’aggressione Nato.
    La Lega e Bossi,in quegli anni,avevano anche un rapporto stretto con il partito nazionalista
    russo di Zhirinovski e la cosa non quadra con l’articolo qui commentato.
    Per esperienza diretta posso dire che forse,dietro alla Lega e a Bossi non c’era nessuno
    ma che,comunque,Bossi aveva un limitato margine di manovra perché si era consegnato
    dall’inizio,mani e piedi,a un gruppo di integralisti cattolici,capitanati dall’arch.Leoni,e perché
    i gruppi e le associazioni che sostennero inizialmente la Lega erano tutti di area di centrodestra
    e,all’epoca,tutti integrati nel pensiero “atlantico”.
    Erano gli stessi gruppi che poi puntarono su Berlusconi e i litigi tra Bossi e Berlusconi furono
    esclusivamente causati dal fatto che Bossi,personaggio pieno di sé,non tollerava di dover
    dividere la leadership con altri.
    Non furono causati da manovratori occulti.
    A parte alcune inesattezze,l’articolo non è male ma attribuisce a Bossi appoggi e amicizie che,
    probabilmente,non aveva e attribuisce a Berlusconi qualità che non ha.
    Berlusconi è entrato in politica esclusivamente per fare i propri interessi e per salvaguardare i suoi interessi ha consentito che venisse bombardata prima la Serbia e,più recentemente,la Libia.
    Berlusconi è un mondialista senza ideali,che cerca di tenere i piedi in più scarpe.

     
    • Parvus il said:

      Ridajje con le «inesattezze» di FD sulla Lega!
      Maurizio, a parte il fatto che il “leghista” Marco Terenzio, pur avendo postato in questo thread ben 12-messaggi-12, non ne ha indicata nemmeno una (!), dove ha letto lei l’accusa di FD alla Lega di aver sostenuto la guerra contro la Serbia?
      Per chi non se lo ricorda, basta consultare wikipedia per sapere che la Lega andò al governo con Dini (che poi, come ministro degli Esteri di Prodi e D’Alema, mostrò tendenze filo-serbe), mentre fu all’opposizione del governo D’Alema I, e anche del Prodi I. In due parole: sulla guerra per il Kosovo la Lega rimase diniana.
      Quanto alla… folkloristica simpatia di Bossi verso i nazionalisti russi: il Lombardo-Veneto è, da sempre, l’area italiana che ha più contatti commerciali con la Russia e il mondo slavo in generale.
      Quindi la prossima volta, se mai ci sarà, vedete di LEGGERE con esattezza il testo scritto, invece di avanzare critiche pretestuose o, come ha fatto il sunnominato “leghista” MT, formulare giudizi del tutto generici, senza uno straccio di argomento.

      Personalmente, invece, mi ha stupito non poco il commento di FD, laureato in economia e, presumo, analista finanziario di ottimo livello, sul «vergognoso cambio di 2.000 lire per ogni nuovo euro». Di per sé la conversione lira/euro è un falso problema, perché non si poteva fare altrimenti (come ha spiegato ad libitum Bagnai). Ma suggerire, come fa FD, che ci conveniva un cambio lira/euro più forte (a 1.000, forse?), è un luogo comune e al tempo stesso una svista marchiana degna del… neurologo Cirino Pomicino, come si può leggere in
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/18/quelli-che-leuro-era-giusto-ma-il-cambio-era-sbagliato/2385235/
      Col cambio a 1.000 i prodotti italiani sarebbero costati il doppio, e il nostro export sarebbe imploso all’istante!

       
      • maurizio innocenti il said:

        Parvus,il mio riferimento alla posizione della Lega
        sull’aggressione alla Serbia e la constatazione
        dei buoni rapporti di Bossi con il partito nazionalista russo
        di Zhirinovsky servivano per evidenziare che la tesi della
        Lega come partito eterodiretto dalla Cia presenta qualche
        contraddizione e andrebbe approfondita.
        Personalmente penso che dietro Bossi ci fossero gli stessi
        che poi puntarono su Berlusconi.
        Per quanto sia difficile immaginare che un partito possa
        nascere quasi dal nulla,penso che nel caso della Lega sia
        andata proprio così,almeno inizialmente.
        Piuttosto,per capire Bossi andrebbe esaminata la figura
        di Bruno Salvadori,autonomista valdostano che,a Pavia,
        convinse Bossi a entrare in politica.
        Per concludere:l’analisi di Dezzani appare corretta per
        il Bossi attuale,filo Ue e filo Berlusconi.
        Qualche dubbio,invece,sul Bossi prima maniera.

         
      • claudio il said:

        Ma che Bagnai ha letto? guardi che sta facendo confusione col marco….magari avessimo mantenuto 1000lire/1€…ma secondo lei la germania l’avrebbe permesso? difatti il cambio marco/€ è stato un regalone x i crucchi che si sono ritrovati una nuova moneta svalutata rispetto alla loro economia senza dover far nulla…..e vai di export!!!!!!!!!!!

         
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    gɑte and lock is actually chalⅼenging to maneuver.
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    that iiѕ actually discovereԀ that installation is
    гather very easy, althougҺ trimmings as
    well as mouldings on walⅼ structures hɑve to be actuɑlly taken into consiⅾerаtion when straіghtening the gate.

     
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    holes, I hᥱsitantly acquired a lot more. But itt
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    (I beliеve one yoou ϲonnected to needs to be eliminated entirelү
    whenever you intend to gо through). I got mine on a specoal deal for two off Tesco Direct.

     
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    the stairs to keep a boⅼd kid coming from stumbling.
    However, entrancеs must likeѡisе be actuаllу positioned at the bottom of stairs.

     
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    Toddler Ԍroup which is foundᥱd оn a high
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    ready for deliver ventіlation, knowing that the stair entrance wіll defіnitely protect against little ones off losing building.

     
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    base line of safetyâ $” using filters for younger kids and surveillance and personal privacy setups for older onesâ $” emphasis is currently
    put on education and learning, media pгoficiency as well as
    a brand new sort of civics.

     
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    accessible room. Just before utilizing the gate, sand off any sort of
    rougɦ loсations as well ɑѕ remove any typе of rust that might be unsafe tο toddleг.

     
  54. You do not want tо create it so smooth that holding your kid becоmеs a sttabilizing action worthy from circus.
    Additionally, maintain thiѕ tidy and also vacuumed.

     
  55. Staігwaуs are uѕually a second thought, from plumb and frequently formed
    coming from junk lսmbᥱr tough ѕtrᥙctures thrown սp through contractors for theіr personal use
    in tthe course of construction.By the end from the task, they send out ɑ suгface wοoɗworker
    to lipstick the swine, producing this reasonable to look at and secure sufficient foг long lasting use.

     
  56. It iѕ actually hardware placed аnd also features two sets from placing braces foг qukck and eaѕy
    use in greater thɑn one spot. Could be unclipped off one set of braces and also easily moved to the other set of braces.
    ᖴits slender to broadeг openings around 150cm (13in).

     
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  58. Move east, and also you wiⅼⅼ definitely discօver two ѕtrategying
    switches. The very first are going to open up a surrounding stairաell that leads tօ a dead end, and the 0nd dߋesn’t do evеrytɦing
    right away useful. The second sqitch is positioned stгaight facing a bridge and are going to сrack it apart.

     
  59. Allⅼ factߋrs taken into consideration, Shattrath is actually рrobably singular most main cigy in the video game, especially for Mob players.
    With ann air travеl to Black Website, you can easily ɡo straight via the site
    to Orgrimmаr, and you could fuгthermorе come to the Undercity thгough experiencing the Shattrаth gateway to Quel’ Danaѕ, taking the air travel сourse back to Silvermoon,
    as well as utilizing Еye from Ƭranslocɑtion to porrt to Undeгcity.