Trump bombarda la Siria: neanche 100 giorni per essere fagocitato dal sistema

Nella notte tra il 6 ed il 7 aprile è finita l’effimera parabola del presidente “populista” Donald Trump, fagocitato dallo stesso establishment che diceva di voler combattere: con 59 missili da crociera lanciati su una base aerea siriana, il neo-inquilino della Casa Bianca ha punito “il regime di Assad” per l’attacco chimico di Idlib dello scorso 4 aprile, un’evidente orchestrazione ad hoc. È superficiale affermare che Trump sia succube di Israele o degli alleati sunniti: il raid sulla Siria è una vera e propria resa all’establishment atlantico, ossessionato dal rinnovato attivismo di Mosca in Europa e Medio Oriente. Gli attacchi interni e le faide contro l’amministrazione Trump cesseranno, ma con essi muore anche la distensione con Mosca e le vaghe promesse di neo-isolazionismo. Le elezioni francesi si svolgeranno in un clima di fibrillazione internazionale ed il loro valore aumenta ancora.

L’establishment ha già riconquistato la Casa Bianca

La lotta tra il “populista” Donald Trump e l’establishment atlantico, liberal e finanziario, quello che poggia sull’asse City-Wall Street, non è durata neppure tre mesi: il 20 gennaio scorso il neo-presidente si è insediato alla Casa Bianca e dopo solo dieci settimane, appestate dalla diffusione di dossier, agguati al Congresso, insinuazioni sui suoi rapporti con la Russia, colpi bassi dei servizi segreti, Trump ha infine capitolato.

Tra un combattimento all’arma bianca e la resa, l’immobiliarista di New York ha scelto la seconda strada, chinando il capo ed adeguandosi alle direttive dell’oligarchia. Il gesto di riconciliazione con l’élite atlantica è coinciso col bombardamento della base aerea siriana di Shayrat nella notte tra il 6 ed il 7 aprile, motivato dal precedente attacco chimico su Idlib che gli angloamericani avevano orchestrato ad hoc: 59 missili Tomahawk con cui il neo-presidente ha cestinato la campagna elettorale, le sue promesse di distensione con la Russia ed il vagheggiato neo-isolazionismo, per ricevere il battesimo dell’establishment. Ora Trump è parte integrante del sistema: gli attacchi della stampa cesseranno, il partito repubblicano si acquieterà, la CIA smetterà di produrre scomodi dossier ed il Dipartimento di Stato si allineerà allo Studio ovale.

Poche mosse in rapida successione sono state sufficienti per piegare un presidente che aveva suscitato grandi speranza negli Stati Uniti e all’estero per la sua carica anti-sistema, ma all’atto pratico ha dimostrato di non possedere né la fibra, né l’esperienza, né la forza politica, per imporre la sua linea e liberare la nazione americana dall’élite mondialista. Il 24 marzo l’ammutinamento del partito repubblicano impedisce l’abolizione dell’Obamacare; il 31 marzo l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn si dice pronto a testimoniare davanti alla commissione del Congresso che indaga sul “Russiangate” in cambio dell’immunità; il 4 aprile si consuma nella provincia di Idlib l’attacco chimico imputato al regime di Assad e realizzato dai “White Helmets” finanziati dagli angloamericani. La strage siriana è il test decisivo per Trump: o si piega alla volontà dell’establishment o sarà estromesso. Trump getta la spugna: il 5 aprile, Stephen Bannon, l’anima “populista” della campagna elettorale, è allontanato dal Consiglio per la Sicurezza nazionale per la gioia del Pentagono. Il 6 aprile la Casa Bianca ribalta di 180 gradi la strategia sinora seguita sulla Siria: il Segretario di Stato Rex Tillerson sostiene che Bashar Assad deve essere rimosso e nelle prime ore del 7 aprile, è sferrato il blitz sulla base aerea di Shayrat, da dove sarebbe partiti i fantomatici caccia per gasare Idlib.

Sebbene Mosca disponga di mezzi idonei a neutralizzare l’attacco (i sistemi S-300 e S-400), non si registra nessuna reazione da parte russa: il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dirà che il personale della base è stato evacuato dopo l’avviso americano dell’imminente raid.

È da notare la tempistica dell’attacco: poche ore prima che il presidente Trump incontri in Florida il leader cinese Xi Jinping e a distanza di pochi giorni dalla visita del Segretario di Stato Tillerson in Russia, l’11 e 12 aprile1. Il blitz statunitense è un monito che la “nuova” Casa Bianca, quella del rinato Donald Trump, lancia al resto del mondo: nessun isolazionismo, nessuna distensione, nessuna divisione del mondo in sfere d’influenza. L’impero angloamericano è vivo ed è pronto alla guerra per difendere la sua egemonia mondiale: esattamente l’opposto di quanto aveva promesso Trump in campagna elettorale, delineando uno scenario di progressivo ritiro degli USA. Smantellamento della NATO, ritiro dal Giappone, fine delle interferenze in Medio Oriente, etc. etc.

C’è chi dice che il bombardando dell’installazione militare siriana sia la prova della dipendenza di Trump dal Likud e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu; altri dicono che, oltre a Tel Aviv, il presidente americano abbia voluto rinsaldare i legami con le potenze sunnite regionali, Turchia ed Arabia Saudita in testa. Non sono affermazione errate, ma parziali: quelli israeliani, turchi e sauditi sono pur sempre piccolo o medi nazionalismi.

L’azione di Trump deve essere letta considerando cosa è oggi il Medio Oriente: una grande scacchiera dove il declinante impero angloamericano si confronta con la rinnovata potenza mondiale russa. L’intervento in Siria è prima di tutto una vittoria dell’establishment atlantico, atterrito dai progetti neo-isolazionisti del primo Trump: Washington e Londra sono ancora in Medio Oriente e sono pronte a “contenere” la Russia in qualsiasi quadrante. Nessun Levante in mano ai russi, nessun smantellamento della NATO, nessun attacco al suo corrispettivo politico, l’Unione Europea: è questo il nuovo corso del Donald Trump “normalizzato”.

Sono sintomatici, a questo proposito, gli editoriali della stampa liberal, la stessa che fino al 5 aprile braccava Trump con le accuse di connivenza con Mosca: ora che il presidente si è piegato alla linea “russofobica”, ora che è disposto a combattere l’esuberanza russa in Medio Oriente, ora che la distensione, mai decollata, è morta del tutto, è un fiorire di elogi e ripensamenti.

Striking at Assad Carries Opportunities, and Risks, for Trump2 scrive il New York Times, asserendo che il blitz militare è un’occasione per “raddrizzare” la sua amministrazione allo sbando, riaffermando l’autorità americana nei confronti di Mosca. A president who launches missiles into Syria is a president these GOP Trump skeptics can get behind” titola il Washington Post, assicurando che le fratture dentro il partito repubblicano si riassorbiranno presto, ora che Trump si è adagiato alla linea dei vari neocon. “Trump Shows He Is Willing to Act Forcefully, Quickly” gioisce il Wall Street Journal, cantando le lodi del marziale Trump, vero “commander in chief”.

La chance di Trump e la credibilità persa da Obama” è il significativo articolo di Richard Haas, presidente del Council on Foreign Relations, il tempio statunitense dell’oligarchia atlantica. Afferma l’autore3:

È raro che la storia offra una seconda possibilità (dopo il mancato bombardamento di Obama dell’agosto 2013, Ndr), ma gli Stati Uniti e gli altri Paesi si trovano precisamente in questa situazione. (…) Un’opzione è attaccare le posizioni siriane, soprattutto i campi d’aviazione e gli aerei associati con le armi chimiche. (…). Un’azione militare russa, tuttavia, non è da considerarsi scontata. Il presidente Vladimir Putin potrebbe esitare prima di rischiare e adottare un atteggiamento di sfida, considerando le difficoltà economiche e il riaccendersi delle proteste politiche in patria. (…) Un altro approccio sarebbe quello di fornire attrezzature di difesa antiaerea ai curdi siriani e a gruppi sunniti dell’opposizione ben selezionati. (…). Vale la pena sottolineare che nei prossimi mesi bisognerà fare di più per rafforzare i sunniti locali, che devono poter garantire la sicurezza in quelle aree della Siria che devono essere liberate dai gruppi terroristi. (…). Trump ha l’opportunità di marcare le distanze rispetto al suo predecessore e dimostrare che c’è un nuovo sceriffo in città; Theresa May, la premier britannica, ha un’opportunità analoga. È raro che la storia offra una seconda possibilità: stavolta non va sprecata.”

Ecco qual è la missione del nuovo Trump “addomesticato”: portare a compimento il piano di balcanizzazione del Medio Oriente iniziato nel 2014 con l’improvviso scatenarsi dello Stato Islamico, ritagliando tra Siria ed Iraq un “Sunnistan” ed un Kurdistan, due nuove entità legate agli angloamericani ed agli israeliani. È superfluo dire che tale strategia è inconciliabile con la difesa dell’integrità nazionale degli Stati sostenuto da Mosca ed appoggiata da Teheran.

Lo stesso bombardamento aereo del 6 aprile si inserisce in questa logica di balcanizzazione della regione: nessun jet siriano è partito dalla base siriana di Shayrat per “gasare” i ribelli, ma l’installazione, situata nella provincia di Homs e aperta ai russi nel dicembre 2015, è di strategica importanza per contenere l’ISIS nell’est e nel sud della Siria, le stesse zone in cui dovrebbe nascere il Califfato islamico protetto dagli angloamericani. Non è certamente casuale che i miliziani islamisti abbiamo prontamente sfruttato il blitz aereo di Trump per riprendere l’iniziativa contro le postazioni dell’Esercito Arabo Siriano4.

Gli effetti di una Casa Bianca “rimessa in riga”, superano però i confini del Medio Oriente ed hanno profonde ripercussioni anche nell’Unione Europea, dove, dopo l’elezione di Trump, i movimenti populistici avevano potuto contare sulla sponda americana e su quella russa.

Il voltafaccia di Trump priva i nazionalisti europei del supporto statunitense, in coincidenza per di più di un appuntamento elettorale decisivo per le sorti della UE/NATO: le imminenti elezioni presidenziali francesi. Anziché avvalersi di una cooperazione tra Putin e Trump in chiave anti-Bruxelles, la candidata del Front National affronterà le elezioni in un clima di tensione internazionale e forte polarizzazione, utile ai suoi detrattori per dipingerla come la “quinta colonna”di Putin in Francia.

Constata la conversione di Trump ed il deterioramento sempre più preoccupante della situazione internazionale, la vittoria di Marine Le Pen riveste un ruolo ancora più importante: solo svincolandosi da Bruxelles, che è sinonimo di Unione Europea ma anche di NATO, sarà possibile per i Paesi europei evitare di essere trascinati nel conflitto tra angloamericani e potenze euroasiatiche che si va delineando all’orizzonte, giorno dopo giorno. Poco importa se a iniziarlo sarà Trump o qualsiasi altro burattino dell’establishment atlantico.

 

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1http://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-russia-usa-idUSKBN1771V6

2https://www.nytimes.com/2017/04/07/world/middleeast/airstikes-syria-trump-russia.html

3http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-04-07/la-chance-trump-e-credibilita-persa-obama–134537.shtml?uuid=AEJKBQ1

4https://sputniknews.com/world/201704071052396619-russian-mod-us-attack-syria-terrorists-offensive/

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159 commenti su “Trump bombarda la Siria: neanche 100 giorni per essere fagocitato dal sistema

  1. learco il said:

    I russi affermano di non aver reagito per rispetto degli accordi con gli USA, ma che da adesso in poi non permetteranno più attacchi.
    Bisogna vedere se dicono la verità.

     
  2. Oscar il said:

    Il conflitto di cui parla, sig. Dezzani, sembra avvicinarsi più velocemente di quanto previsto. Infatti da un ultimora sembra che gli USA stiano accusando la Russia e non più Assad di essere la responsabile dell” attacco chimico di pochi giorni fa.

     
    • Robertus il said:

      La visita di Tillerson la prossima settimana a Mosca è confermata. Lavrov aveva cancellato la sua in Turchia, dopo l’abbattimento del SU-24; e non c’è stato scontro con la Turchia: non ci sarà nessuno scontro diretto con gli USA. Non conviene a nessuno: USA, Cina, Russia.

       
      • Federico Dezzani il said:

        La guerra si prepara un passo alla volta, come insegna il 1914 ed il 1939.

         
      • Robertus il said:

        Chiaro che si prepari un passo alla volta. Intanto, però, i nodi sono venuti al pettine e le cose sono due: 1) gli Stati Uniti hanno fatto una figura del c***o colossale con quest’attacco missilistico in Siria: 23 missili su 59 hanno centrato il bersaglio, non compromettendo l’operatività della base aerea (confermato dalla fake “osservatorio siriano per i diritti umani). Koneshkov l’ha chiamata scarsa efficacia, io la chiamo una colossale figura di m***a. Senza contare che i media hanno raccontato di aver colpito e distrutto le armi chimiche, poi però i militari siriani giravano nell’aerea senza problemi e senza protezione. Italia 1! Al Pentagono devono per forza aver capito di NON ESSERE IN GRADO di affrontare direttamente la Russia. Tant’è che ora parlano di sanzioni economiche, la no-fly zone è solo nei sogni di Erdogan.
        2) Ci sono delle trattative e dei giochi sottobanco, i quali non sono ancora ben chiari, ma sono sempre di più a parlare di una specie di messinscena. Allego gli articoli di Maurizio Blondet e di Moon of Alabama.
        I TOMAHAWKS HANNO CENTRATO I BERSAGLI. A WASHINGTON?
        http://www.maurizioblondet.it/tomahawks-colpito-bersagli-giusti-washington/

        Israele ha appena ricevuto un enorme Regalo dalla Russia. Da che parte sta?
        https://comedonchisciotte.org/israele-ha-appena-ricevuto-un-enorme-regalo-dalla-russia-da-che-parte-sta/

        Non scordiamoci, Dezzani, che c’è anche una guerra interna in Israele e pure tu lo hai ipotizzato nel tuo articolo sull’attentato in Canada. Netanhyau non preme dalla voglia di un confronto militare con Russia, Iran ed Hezbollah, almeno stando a quello che dice Press TV (Iran).
        Il Guardian scrive questo:
        “However, the White House press secretary, Sean Spicer, refused to discuss any next steps – military or diplomatic – as the world struggled to understand Trump’s policy on the civil war. (…)
        Spicer called the missile strike on the airbase “very decisive, justified and proportional” and entirely justified by “humanitarian purposes”.
        But he demurred on saying whether Assad had to leave power, despite secretary of state Rex Tillerson’s insistence before the missile strike that diplomatic steps to oust Assad were already “under way”.
        https://www.theguardian.com/us-news/2017/apr/07/us-russia-relations-syria-military-strikes-putin-trump
        Notate che sono tutti scoordinati e contradditori:
        – Spicer dice una cosa o non risponde, Tillerson ne dice un’altra.
        – Il Pentagono afferma che i russi sono stati avvisati, Tillerson nega. Com’è possibile questa incoerenza tra forze armate e segreteria di Stato? È evidente che una guerra interna è fortissima.
        – Tulsi Gabbard e Rand Paul accusano Trump di aver violato la Costituzione per aver lanciato il bombardamento senza autorizzazione del Congresso.
        Si può dire tutto e il contrario di tutto oramai…

         
      • Non noti la differenze delle due diverse situazioni ? Nella prassi diplomatica “chi va” è colui che deve andare per una SUA necessità ( obbligo e/o proposta) . Non poteva quindi dopo la provocazione turca ANDARE Lavrov ad ankara come NON sarebbe andato a Washington dopo questa provocazione americana.
        Anche se gli americani se ne fanno beffe la “forma” in diplomazia è tutto perché DOPO c’è solo la guerra.

         
      • Robertus il said:

        Non sono d’accordo, ws: se, come dice il Pentagono, la Russia è responsabile delle armi chimiche in Siria, allora perché la visita è ancora confermata? A quel punto Tillerson dovrebbe cancellarla, perché non lo fa?

         
      • Roberto67 il said:

        purtroppo come dice bene Federico i pezzi del puzzle stanno rapidamente trovando collocazione e la guerra si avvicina in maniera inesorabile. la storia insegna che occorrono molti passaggi prima di arrivare all’episodio poi indicato in maniera grossolana come fattore determinante………ma tutti i preparativi (come appunto già accaduto in passato) vengono rapidamente messi a punto.
        è una questione di egemonia, di mantenimento o di cambiamento degli assetti geopolitici mondiali. e chi finora aveva in mano il pallino del gioco è tutt’altro che propenso e nemmeno disposto a cederlo o anche solo a condividerlo.
        D’altronde gli ultimi tre secoli di storia ci sono stati raccontati in maniera più che distorta e per tale ragione la maggior parte della gente continuerà a credere alle versioni sempre più taroccate fornite loro dalla stampa mainstream controllata in toto dai veri padroni del mondo occidentale: altro che democrazia!!!

         
    • @ robertus che scrisse
      A quel punto Tillerson dovrebbe cancellarla, perché non lo fa?
      bisognerebbe chiederlo a lui, io posso solo ipotizzare che vada tastare il polso dei russi per vedere cioè quanto siano inkakkiati o intimoriti.
      Si tratterebbe cioè di una diplomazia grossolana ma abbastanza probabile in un diplomatico dilettante ma ben allevato nella guerra per bande delle multinazionali

       
  3. Gézitain il said:

    Ci sono due questioni.

    1) da sempre un governo messo alle strette gioca la carta della guerra e funziona sempre per riconquistare consenso, anche quando perdi (vedi l’Argentina con le Malvinas) ma soprattutto quando vinci e agli occhi dell’opinione pubblica il bombardamento in Siria appare come una affermazione di potenza.

    2) la gente quando c’è la guerra ha paura o si esalta e crede che la si stia facendo per proteggerla.
    I movimenti populisti perderanno consensi perché mediamente gli europei reagiranno nella maniera consueta presso qualsiasi “massa” di sudditi e cioè si stringeranno tremanti tutti sotto l’ombrello del padrone (che oltretutto se la situazione dovesse degenerare diventerà particolarmente severo con le voci di dissenso).

    Putin è in situazione di scacco dopo la brillante operazione in Siria che però è stata appunto “troppo” brillante quindi si era trasformata in una sorta di figuraccia per gli americani. Occorreva al più presto una risposta che sarebbe immancabilmente arrivata con la Clinton e che con Trump ha avuto solo bisogno di qualche settimana in più per prendere corpo, giusto il tempo di polverizzare la squadra che aveva portato Donald alla presidenza.

    Tutto sta a vedere come reagirà la Cina che da parte sua teme moltissimo il possibile attacco alla Corea del Nord che la metterebbe in grave difficoltà.

    Se al primo turno delle elezioni francesi Macron dovesse superare la Le Pen significherebbe che Putin è completamente accerchiato. A quel punto non so cosa decideranno di fare i cinesi ma non è escluso che opteranno per abbandonare la Russia al suo destino magari non con dichiarazioni esplicite ma, come stanno facendo oggi, mantenendo una posizione ambigua che nei fatti equivale a lasciare il campo completamente libero agli americani.

    E una guerra, anche se probabilmente non proprio un faccia a faccia sul terreno fra russi e americani ma in distretti periferici però strategici, come di consueto risolve le crisi economiche…

     
    • Gézitain il said:

      Ci tengo a precisare…

      Non solo sono mie opinioni personali ma spero con tutto il cuore di sbagliarmi quindi se la Le Pen dovesse vincere o fare più del 30% al primo turno ne sarei molto contento.
      E’ che non mi sembra che al di là di confuse reazioni di pancia il populismo abbia formato una vera coscienza politica nei cittadini quindi al primo stormir di foglie la protesta antieuropea potrebbe svanire come nebbia al sole.

       
      • Federico Dezzani il said:

        I cinesi abbandonare i russi?
        Sarebbero i prossimi a cadere: la prossima guerra è terra contro mare, come sempre per altro. Russo-cinesi versus angloamericani + satelliti vari.

         
      • Gézitain il said:

        Ah…su “terra contro mare” sono abbastanza preparato e sono molto piacevolmente sorpreso di questa allusione.

        Dezzani si riferisce a un libro fondamentale scritto dal più importante filosofo del diritto, il tedesco Carl Schmitt, nazista, antisemita ma nella sua materia assolutamente imprescindibile: “Il nomos della terra”.

        Esistono due “nomoi” ossia due sistemi filosofici tradotti in leggi (sistemi giuridici e modi di essere delle comunità) e sono quello del mare e quello della terra.
        Quello del mare prefigura un mondo uniforme quindi “liscio” in cui un singolo nomos finirà per uniformare l’intera superficie terrestre (si intende: la società umana) quindi “la globalizzazione”.
        Il nomos della terra invece presuppone un mondo “corrugato” in cui i nomoi sono molteplici e irriducibili.
        In un mondo liscio e uniforme l’ordine non può esistere, esiste la piatta uniformità e basta.
        In una superficie corrugata invece l’ordine esiste ed è indispensabile in quanto “criterio” di convivenza fra ordini diversi (il che però non esclude la sopraffazione…in fondo Carl era pur sempre un nazista…).

        Ora è evidente che il popolo “del mare” è quello anglosassone e quello della terra per il giurista germanico era quello tedesco ma noi oggi verifichiamo che il “nomos della terra” in contrasto con quello del mare è quello dei russi.

        C’è da dire che il libro è abbastanza ponderoso e non tutti hanno il tempo di leggere quindi vi linko una conferenza assolutamente eccezionale del filosofo Carlo Galli che parla per un’oretta di Schmitt in generale e in particolare di questo libro oggi importantissimo.

        https://m.youtube.com/watch?v=5Zv_VFxaDPo

        Dura un’ora e sei minuti ma è una cosa straordinaria da non perdere.
        È amico di Cacciari ma è di una categoria di gran lunga superiore al collega e non ha quelle idee scleroticamente elitarie che sono tanto irritanti nel veneziano.

         
  4. Matteo il said:

    Che delusione Trump, ma io non mi sono fidato di lui, solo Putin può salvarci. E la Le Pen vincerà alla grande, ne sono sicuro. Certo che è inquietante quante vite sia disposto a sacrificare l’impero per mantenere il suo (fragile) potere

     
  5. roberto il said:

    Questa e altre azioni simili che molto presto vedremo dimostrano che l’esplosione a lungo annunciata della bolla finanziaria/economica in cui versa l’occidente controllato dagli USA/Israele è ormai alle porte, questione di pochi mesi, e quindi non vi è più il tempo per procrastinarla ma solamente di controllarla militarmente. Un segnale importante ci viene anche dalla forte accelerazione dell’approvazione in Germania della legge sulle così dette Fake News a cui si accoderanno presto i rimanenti paesi EU. A breve tutte le economie occidentali e anche quella cinese entreranno in recessione spegnendo quella falsa ripresa drogata solamente dalla emissione di moneta spazzatura nei mercati finanziari. La disoccupazione tornerà a correre anche nei paesi del centro/nord Europa dove sono già visibili chiari segnali in merito unitamente ad un brusco aumento dell’inflazione tipico delle fasi che precedono conflitti e rivoluzioni e l’unico strumento per controllare la popolazione sarà quello militare e poliziesco. In Francia non verrà assolutamente permesso alla Le Pen di prendere il potere anche a costo di programmare grandi attentati terroristici o il diretto sabotaggio dei risultati delle urne. Forse è meglio così perché perlomeno lo scontro tra l’establishment e le nazioni avrà finalmente inizio. La vittoria delle nazioni e dei popoli è sicura.

     
  6. Nikos il said:

    Dezzani 1-1 e palla al centro. Con i 4 missili buttati a cazzo dagli americani (sedicenti fonti dicono 15 morti, potrebbero dirne anche 150 tanto come si fa a verificare in un paese come la Siria ed in quella zona di mondo? Secondo me molte persone non sono neanche censite) e con l’attentato di Stoccolma si pareggiano i conti. La morale della favola è NIENTE GUERRA. Se si muove qualcosa in Siria succede qualcosa in Europa. Ovviamente sono tutti voti per Zia MARINE che già ha proclamato in un video ufficiale la Laicità dello stato e che ognuno deve predicare nei suoi edifici di culto. Trump, Putin e Xi jinping sono d’accordo. Devono solo far digerire il boccone amaro o polpetta avvelenata a quegli psicopatici dei neocon ed alla loro creatura Schifoforme che è la Unione Europea. E’ probabile che nasca un’Unione Europea diversa e non si vada verso la disgregazione. E’ una simulazione della II Guerra Mondiale dove alla fine gli unici ad uscirne con le pezze al culo furono gli Europei (Vincitori e Vinti). USA, Russia e stavolta anche la Cina torneranno a spartirsi la vecchia Europa. La Francia con la paladina di La Trinité sur Mer andrà ai Russi come la Spagna. Italia e Germania agli USA con l’appoggio finanziario dei Cinesi. Corsi e ricorsi storici. Saluti

     
    • Federico Dezzani il said:

      Ehhh?
      La strage di Stoccolma sarebbe opera di Putin che se la prende con gli svedesi? Stessa mano, stessa regia: un sano diversivo, così la gente si corica pensando al terrorista islamico anziché alla III guerra mondiale.

       
      • Nikos il said:

        Sono d’accordo con te. Non penso ci sia la mano di Putin ma della CIA. Leggendo Baudrillard ed aprendo un pò occhi si capisce che ormai la realtà è creata dal nulla come la moneta che usiamo. Secondo me Russia, USA e Cina si spartiscono la torta Europea. Ma a chi conviene questa III guerra mondiale? Una guerra come scusante per tutte le Bolle finanziarie mega-galattiche create ad arte e per farle scoppiare? Inizio a mettere da parte cibi a lunga conservazione e a rinforzare le finestre !

         
    • Federico Dezzani il said:

      Certo. Un attacchino dimostrativo su una base strategica.
      Tra l’altro, metà della “controinformazione” in lingua inglese è gestita dai soliti noti.

       
  7. Robertus il said:

    Dezzani, questa volta non sono d’accordo con la tua tesi, ma rimango prudente: che la situazione possa peggiorare non si può escludere. Ci sono molti punti che non tornano.
    1) L’attacco missilistico da parte di Trump ha avuto una percentuale di fallimento del 60%: su 59 missili lanciati, 23 hanno colpito il bersaglio: hanno i russi qualche arma elettromagnetica? Una delle piste è rimasta intatta, quindi la base è ancora utilizzabile e non ci vorrà tanto a rimetterla a posto.
    2) Peskov ha affermato che i russi sono stati avvisati, Tillerson ha seccamente smentito: dichiarazioni contradditorie. Avvisati? Non avvisati? La visita di Tillerson al Cremlino è confermata, Lavrov ha annullato la sua visita in Turchia per l’abbattimento del Su-24 ad opera di un missile. Qui ne sono stati lanciati 59!
    3) C’era Xi Jinping, la coincidenza dell’attacco era un chiaro messaggio da gangster a lui e alla Corea del Nord? Può anche darsi, ma dalle foto della cena vediamo che Steve Bannon era presente alla cena, nonostante l’allontanamento. Come? Perché? Lo riporta anche il Guardian.
    4) Trump non ha chiesto autorizzazione al congresso, ha avuto un atteggiamento dittatoriale. Ci sono dei senatori, tra cui la dem Kamala Harris che sono furiosi. Qui la sua dichiarazione su facebook:
    “President Trump must consult with Congress to address the Administration’s lack of clear objectives in Syria and articulate a detailed strategy and path forward in partnership with our allies. The American people deserve no less.”.
    Indubbiamente il fine di questo attacco era puramente dimostrativo, per scrollarsi di dosso una volta per tutte dall’accusa dei neocon di essere un agente di Putin: si sognerebbero ora di accusarlo di essere d’accordo con lui? NO, perché non gli crederebbe nessuno!
    Eppure Fulvio Scaglione azzarda anche quest’ipotesi.
    http://www.tpi.it/mondo/siria/attacco-stati-uniti-siria-trump-putin
    Ribadisco, è solo un’ipotesi, ma mi auguro sia vera e che tu abbia torto.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Guarda. E’ nettamente più probabile che abbiano infinocchiato Trump, piuttosto che Trump abbia infinocchiato gli avversari. Non mi sembra un genio politico, anzi…

      E poi è sufficiente aspettare 1-2 settimane per vedere che piega prendono gli eventi: l’articolo rimane qui.

       
      • Robertus il said:

        È possibilissimo, non si può escludere. Se però i falchi hanno infinocchiato Trump, mi sembra palese che o gli americani si siano infinocchiati da soli col loro fallimentare attacco missilistico oppure li abbiano infinocchiati i russi con nuove armi segrete.

         
  8. learco il said:

    L’asse City di Londra-Wall Street ha dimostrato di poter piegare la resistenza di qualsiasi politico.
    Ammettiamo che la Le Pen vinca davvero le elezioni e che l’élite mondiale decida di non eliminarla fisicamente, in quanto premier di uno Stato importante.
    Sarebbe così difficile per questi signori distruggere politicamente i suoi collaboratori, come è stato fatto con Trump o coinvolgerla in qualche scandalo creato ad arte dalla premiata ditta CIA & MI6?

     
  9. Guido il said:

    Non si possono ancora trarre conclusioni da avvenimenti così precipitosi.
    In una settimana o poco più, abbiamo avuto: un attacco sul ponte di Londra al Parlamento, (29 marzo,
    un attacco di Assad con scoppio di depositi chimici, una riunione dell’ONU con blocco della Russia, un attentato a Leningrado, 4 marzo, un lancio di missili su base aerea di assad, un confronto CINA-USA, con conferenza notturna di Trump, ed un attentato a Stoccolma.
    Troppa carne al fuoco. Troppi avvenimenti clou che si susseguono giorno per giorno…
    Non siamo la CIA, che spia le persone e sa ciò che sta per succedere.
    Noi traiamo le conclusioni. Ma le traiamo dai pochi materiali disponibili, che devono essere anche certificati. Non ci resta che attendere, e s volete, supporre. Ma nessuna certezza è possibile.

     
  10. Giulio il said:

    Caro dr. Dezzani non si illuda sulla Lepen come ha fatto con Trump. Anche se venisse eletta sarebbe neutralizzata in un tempo minore di quello necessario per Trump.
    Cordialmente.

     
    • Gézitain il said:

      Non credo in questi fatalismi generici.
      Trump è stato eletto dalla “populace” americana, gente nata l’altro ieri che abita in posti come l’Arizona o il Wyoming che ci vai in macchina dopo un’ora ti rendi conto che stai viaggiando nel nulla cosmico…poi appare un accrocco di casette…dopo un’ora un altro…e quasi con orrore ti accorgi che sono “tutti uguali identici”…distributore…supermercato…fast food…un localaccio dove evidentemente si va a mangiare e bere la sera…tutto uguale ovunque e la gente che è anche simpatica ma ti rendi conto che non ha radici, il suo unico desiderio è andarsene da lí.
      In Europa invece il paesino sperduto è anche una particolare e irripetibile identità che magari vuoi lasciare per questioni di lavoro ma del quale avrai sempre una striggente nostalgia, una identità cioè che è profondamente radicata nel cuore delle persone e nella tradizione di quella comunità per quanto minuscola.
      Il più sfigato paesino calabrese o lucano è un sublime faro di civiltà paragonato all’informe nucleo abitato dell’America profonda.
      E quindi figurati in Francia dove oltre a quella tradizione europea presente anche in Italia coltivano da secoli e con orgoglio anche quella loro caratteristica usanza di “festeggiare affettuosamente” tutti insieme nella pubblica piazza quell’autorità che superi i limiti della decenza.

      In altre parole, se voteranno Le Pen significherà che non si sono rammolliti e allora la signora sarà un osso molto più duro di quel ridicolo pagliaccio di Trump.
      Se però voteranno Macron vorrà dire che dalla “gloriosa” è passato troppo tempo e che anche i cugini si sono rimbambiti.

      Di fatto concreto c’è che gli americani stanno andando in feeding frenzy e temo che ne vedremo (e sperimenteremo) le conseguenze fra non molto.

       
      • Francesca Ancona il said:

        Conosco una signora francese, non so se voterà Le Pen, ma penso di sì, che odia a morte Macron, ogni giorno posta la sua rabbia contro quest’uomo. Spero siano tutti come lei. I francesi stanno molto arrabbiati a quel che vedo

         
  11. a mio modesto parere si tratta di una messinscena concordata per allentare la pressione dei “fratelli maggiori” e neocons vari su Trump in attesa delle elezioni francesi.Chi vivra’ vedra’

     
      • Fartzilla il said:

        Questi sono tutti fuori di testa.
        Io mi auguro che tu abbia torto, ma da quel che sembra le cose vanno in quella direzione.

         
      • Stimo molto il tuo lavoro e il tuo impegno per condividere con gli altri queste analisi molto importanti,ma spero davvero,con tutto il cuore che stavolta ti sia sbagliato.cordialmente

         
  12. Dodo il said:

    Comunque c’è di buono che la gente, l’opinione pubblica europea, anzi occidentale, è sempre più distaccata dai media di regime. Fatevi un giretto sui siti all-news Mediaset e leggetevi i commenti: nove su dieci sono filo-russi, o perlomeno per un’amicizia occidental-russa, e sono sempre più quelli che subodorano le false-flag. I media continuano imperterriti nel proclamare all’unisono la verità di regime ma sono ormai un altro mondo rispetto all’opinione comune. Grazie alla rete internet la gente li bypassa. La tanto temuta ‘disintermediazione’ ha assestato un colpo fatale al sistema granitico e collaudato dell’indottrinamento mediatico, la gente non ha più solo l’unica voce del regime a cui abbeverarsi ma può spaziare, cercare, informarsi, approfondire. E crede sempre di meno alle balle del regime atlantista. La fretta con cui stanno cercando di instaurare la censura anti-‘Fake News’ è il segnale che sentono l’acqua alla gola.

     
  13. Cesare il said:

    Dopo quanto accaduto ieri notte mi sento di fare solo tre brevi considerazioni:

    1) Il sentimento anti-americano serpeggia ormai ovunque nel mondo ed in particolare in Europa e nei paesi arabi. La mossa di Trump, bombardando la base di Shayrat, non ha fatto altro che innalzare questo sentimento che per moltissimi ormai è odio.

    2) Gli Usa stanno capitolando economicamente e credo che l’annuncio elettorale che fece Trump sul progressivo ritiro, in termini militari, degli Usa, dal resto del mondo, vada letto anche in chiave:”Non abbiamo i mezzi economici per continuare a sostenere l’egemonia usa a livello globale.

    3) il punto 3 si collega al punto 2 e ne delinea una possibile soluzione. Una soluzione schifosa e meschina, quanto probabile e veritiera:”Scatenare una guerra di proposito ed eliminare quegli avversari (Russia e Cina) emergenti, finché gli Usa si trovano in una posizione fortemente egemonica in termini militari.

     
    • Jean il said:

      Concordo, ma il problema sta nell’ultima frase, “finché gli Usa si trovano in una posizione fortemente egemonica in termini militari”, che mi fa un pò riflettere, o si va verso una guerra nucleare, oppure ci sarà una macelleria incredibile, la Cina e la RUssia insieme, anche se non più forti degli USA (che poi e tutta da vedere), hanno parecchie armi, qui se scoppia la guerra ci saranno milioni di morti nel giro di pochi giorni….

       
    • roberto il said:

      Russi e cinesi ne hanno le tasche piene da anni degli avventurismi di Washington, e da tempo si stanno riorganizzando sul piano militare con esiti impensabili fino a dieci anni fa; negli ultimi tempi fanno esercitazioni congiunte. In parole povere è altamente sconsigliabile pensare di confrontarsi con loro sul piano militare.
      Nel settore degli aerei da combattimento, sommergibili nucleari e della sorveglianza elettronica i russi sono già oggi più avanzati degli Usa. Il 10 aprile 2014, ad esempio, nel Mar Nero, un Sukoj 24 russo ha sorvolato per una dozzina di volte il cacciatorpediniere Donad Cook “accecandone” il sistema di difesa antimissile.
      Nonostante le oltre 800 basi sparse nel mondo – che hanno un costo non indifferente – gli Usa non hanno nessuna possibilità di prevalere sul piano militare nel confronto con avversari “reali”. Uno studio di «Linda Bilmes, esperta di finanze pubbliche dell’università di Harvard, […] dice che [il] costo complessivo della guerra in Iraq per gli Stati Uniti è di 4.000 miliardi di dollari» e il risultato è stato un colossale fiasco nonostante non ci fosse anti-aerea e l’esercito iracheno si sia liquefatto in 48 ore.
      Dall’aprile 2014 le truppe ucraine sono state sostenute e dirette dai consiglieri americani ma nel Donbass sono state sonoramente sconfitte e l’unica attività in cui si sono distinti consiste nel piombare nei villaggi periferici per assassinare civili inermi e nel bombardare da lontano i complessi residenziali. Su youtube ci sono centinaia di filmati che lo documentano.
      Dal 2002 il Pentagono studia il modo per attaccare l’Iran mediante sofisticate simulazioni al computer e le uniche conclusioni a cui sono giunti è che attaccare l’Iran comporterebbe perdite enormi. In altri termini gli iraniani sono in grado di colpire efficacemente le portaerei Usa e se c’è una cosa che non vogliono al Pentagono è l’immagine di una portaerei americana che affonda nello stretto di Hormuz che demolirebbe il falso mito dell’invincibilità degli Usa.
      Se si dà un’occhiata ai siti internet russi e cinesi – ce ne sono di ottimi che spesso ospitano analisti americani – ci si rende conto che la supremazia militare dell’occidente non esiste più e che prima ce ne rendiamo conto anche noi e meglio è per tutti.
      Poi, certo, c’è sempre l’opzione “Dottor Stranamore”…

      roberto r

       
  14. roberto il said:

    Non v’è dubbio che dopo il 7 aprile ci troviamo tutti smarriti o peggio ancora atterriti. Il pericolo di una guerra devastante tra le superpotenze si sta avvicinando. Chi comanda le elite atlantiche, viscidi personaggi figli e nipoti di chi da ormai tre secoli determina le vicende nel mondo, ovvero le solite famiglie di banchieri della city che impartiscono ordini al loro guardiano armato Usa (da sempre sotto il loro controllo, prima politico e poi monetario/finanziario), non ritiene di avere più altre opzioni. Serve la guerra, una grande e devastante guerra per poter riassumere il comando, ricompattare i popoli a loro sottomesso e distruggere o tentare di distruggere chi li sta sfidando. Russia e Cina oramai stanno creando una rete istituzionale, economica, finanziaria, militare svincolata e alternativa. Non si piegano e non si piegheranno. Per cui resta solo l’opzione di affrontarli per tentare di distruggerli.
    Tutto ciò detto, il vero dramma è che questa situazione è ben nota anche a chi sta loro di fronte. Per cui la guerra avrà il carattere devastante della lotta per la sopravvivenza sapendo entrambi i contendenti che sulla terra non c’è spazio per entrambi gli schieramenti.
    Pertanto l’uso delle atomiche non sarà una opzione ma bensì una scelta obbligata da effettuare prima è meglio dell’avversario. iQuesti ci portano all’estinzione e nel frattempo in Italia e nel mondo occidentale, dei popoli viziati corrotti e privi della loro identità discutono i gravissimi problemi legati ai diritti LGBT etc. Bellissimo panorama di fronte a noi.
    A volte vorrei essere uno dei tanti coglioni che si incontrano per strada che hanno come unica loro preoccupazione il tatuaggio che si devono fare la scarpa che vogliono comprare, l’ultimo modello di smartphone, o la nuova Mercedes appena uscita. Almeno loro non faranno in tempo a capire nulla!

     
    • Jean il said:

      A beh… quei tanti coglioni che incontri per strada non hanno fatto nemmeno il militare, a che vuoi che servano in caso di guerra? Scapperanno tutti con la coda tra le gambe…

       
    • Francesca Ancona il said:

      Caro Roberto, che brutto sentire queste note di tristezza nelle tue parole, ma se ti guardi intorno siamo già, da tempo, in una situazione follemente degradata, c’hanno portato ad un collasso così grave che una guerra è quasi necessaria, per fare pulizia e ripristinare un certo ordine. Da qui non se ne esce, parlatemi di altre soluzioni, io non ne vedo. Certo, la guerra ha sempre dei grandi punti interrogativi, noi, della nostra generazione, non l’abbiamo mai vissuta, in effetti, è facile parlare senza aver provato. Io mi chiedo, però, che tipo di guerra potrebbe essere questa futura, davvero arriverebbero a devastare il pianeta e ad estinguere la razza umana? A che pro…Mah, vedremo

       
      • Francesca Ancona il said:

        A me, sinceramente, fa più paura la guerra sotterranea che stanno già attuando da tempo; il lavaggio del cervello, la denatalità, Il nuovo schiavismo, la povertà, le modificazioni biologiche, il politically correct che limita la libertà di espressione, l’individualismo, l’alienazione, il torpore indotto dalle tecnologie, la dittatura del pensiero unico, insomma, tutto lo schifo che c’è già, una sorta di nemico invisibile che non puoi combattere

         
  15. Aironeblu il said:

    Si’, purtroppo sembra che dopo 3 mesi di attacchi a 360 gradi Trump stia drammaticamente cedendo rassegnandosi ad essere l’ennesimo burattino nelle mani dello Stato Profondo, fagocitato e funzionale al sistema che ha controllato fino a ieri i governi USA.
    Le conclusioni piu’ attendibili sono evidentemente quelle di Federico, ma aggiungerei alla questione un’ulteriore distinzione, che potrebbe essere fondamentale, alla quale viene fatto un accenno nell’articolo.

    Ricordiamo che le elezioni presidenziali USA hanno segnato la rottura dichiarata tra due fazioni dello Stato Profondo alimentando un conflitto aperto tra la componente oligarchica dei mondialisti (dei Bush, dei Clinton e Obama) e la componente piu’ “progressista” (come la definisce Magaldi) di matrice nazionalista che ha appoggiato Trump nell’insediamento alla Casa Bianca.
    E ricordiamo che il primo e piu’ importante contribuente alla causa dei “nazionalisti” e’ lo stato israeliano di Netanyahu, un nazionalista che non ha alcun interesse nel progetto mondialista NWO, ma e’ interessato a consolidare e amplificare il potere della sua Nazione (per quanto abusiva) a livello regionale.
    E cosi’ come Netanyahu non ha mancato di usare la sua influenza sul congresso americano per sostenere Donald Trump – e permettergli di resistere fino a ieri alla campagna di propaganda e diffamazione a 360 gradi della finanza globalista – , allo stesso modo il presidente USA ha ricambiato con il pieno appoggio a tutte le nuove violazioni del diritto internazionale partorite da Israele, dalla Gerusalemme riconquistata, alle dichiarazioni di guerra contro l’Iran, Libano, e tutti i vicini non graditi nella regione mediorentale (in nome dell’autodifesa preventiva, ci mancherebbe!).

    In questa cornice il gesto scellerato di Trump si potrebbe vedere non piu’ come una resa incondizionata all’oligarchia mondialista del NWO, ma come uno scambio di favori con il suo principale alleato e sostenitore.
    Ricordiamoci anche che Netanyahu in questi giorni aveva urgenza di vendicare il Niet di Putin incassato qualche giorno prima a Mosca come risposta alle sue pretese di rottura dei rapporti Russia-Iran e Russia-Siria. E come ogni capomafia che si rispetti, anche questa volta Netanyahu ha scelto il linguaggio delle bombe per chi nonpaga il pizzo, a S. Pietroburgo, per mano dell’intelligence, e in Siria, per mano di Donald Trump.

    Non e’ certamente uno scenario rassicurante, ma aprirebbe diverse possibilita’ di sviluppo.

     
    • Jean il said:

      Bravo, bella analisi, ma sono convinto che ci siano fazioni Israeliane molto legate ai Russi a doppio nodo, magari non il leader attuale… ci sono milioni di Russi che vivono in Israele.

       
  16. Cinà il said:

    Aggrapparsi ad una eventuale elezione di Marine Le Pen mi sembra più un modo per consolarsi o per darsi un’illusione di salvezza prima del terribile evento. Purtroppo l’elite occidentale dominante è quella che ha piegato Trump, Tsipras, l’Austria (elezioni presidenziali ultime), l’Olanda, Berlusconi (quando provava faticosamente ad apparire statista) e la lista è ancora molto lunga.
    La mia paura è che riescano a piegare anche la Russia, anche loro hanno il loro “deep state” che pende dalle labbra (e dai dollari) delle elite occidentali. Putin ha una pericolosa partita da giocare in casa, oltre a quella che tutti vediamo con gli Usa. Paradossalmente, la Cina, nel caso in cui capitolasse la Russia, si troverebbe sola di fronte ad un sistema poderoso. A quel punto, considerando anche l’indole cinese che non è certo guerriera, si conformerebbero cercando di adattarsi come meglio possono al NWO nel tentativo di guadagnarsi il loro piatto di lenticchie e sperando in tempi migliori.
    Questa è la cosa più preoccupante: riuscirà Putin a resistere a questa terribile pressione? E se si, quanto riuscirà a resistere ancora prima di rischiare di essere spazzato via?
    Il pericolo credo sia molto più reale e imminente di quanto si possa immaginare!

     
    • La mia paura è che riescano a piegare anche la Russia, anche loro hanno il loro “deep state” che pende dalle labbra (e dai dollari) delle elite occidentali.
      purtroppo è un ipotesi realistica, ma se l’ elite russa avesse voluto cedere l’ avrebbe già fatto. La russia si batterà , stavolta il bluff sarà visto .

       
  17. Emanuele il said:

    Caro Dezzani,
    la seguo con stima ed interesse da sempre senza commentare mai.
    Non amo parlare al conducente. Lo fanno a iosa gli altri.
    Oggi un’eccezione; per dirle che forse le sue conclusioni stavolta sono affrettate.
    Lo confermerebbero tre analisti di alto valore:

    1. The saker “SITREP: Important update on the US attack on Syria”
    http://thesaker.is/sitrep-important-update-on-the-us-attack-on-syria/

    2. Tierry Meissan “Donald Trump affirme son autorité sur ses alliés”
    http://www.voltairenet.org/article195897.html

    3. Maurizio Blondet “I TOMAHAWKS HANNO CENTRATO I BERSAGLI. A WASHINGTON?”
    http://www.maurizioblondet.it/tomahawks-colpito-bersagli-giusti-washington/

     
  18. Cinà il said:

    Francesca Ancona: “A me, sinceramente, fa più paura la guerra sotterranea che stanno già attuando da tempo; il lavaggio del cervello, la denatalità, Il nuovo schiavismo, la povertà, le modificazioni biologiche, il politically correct che limita la libertà di espressione, l’individualismo, l’alienazione, il torpore indotto dalle tecnologie, la dittatura del pensiero unico, insomma, tutto lo schifo che c’è già, una sorta di nemico invisibile che non puoi combattere”.
    Volevo solo sottolineare che condivido moltissimo la tua riflessione, ciò che stanno facendo con le nostre coscienze è simbolicamente ben rappresentato dall’attentato delle torri gemelle del 2001: hanno minato dall’interno le strutture portanti, distruggendole, e facendo apparire il tutto come un attentato provocato da fattori esterni (l’impatto degli aerei). Un turpe gioco di prestigio che sta dissolvendo la nostra civiltà!

     
  19. Alberto il said:

    Le interpretazioni che si danno di questo stato di cose, legato all’improvviso voltafaccia di Trump. sono ormai tante. Le parole di Francesca sono però illuminanti. Dice infatti: “A me, sinceramente, fa più paura la guerra sotterranea che stanno già attuando da tempo; il lavaggio del cervello, la denatalità, Il nuovo schiavismo, la povertà, le modificazioni biologiche, il politically correct che limita la libertà di espressione, l’individualismo, l’alienazione, il torpore indotto dalle tecnologie, la dittatura del pensiero unico …”.
    E’ l’immagine di una società in decomposizione, di un impero in decadenza: il mondo occidentale, con l’America in primis. E’ una decadenza di cui solo ora cominciamo a renderci conto, ma che parte anni fa. L’America oggi è un colosso dai piedi d’argilla, una tigre di carta, una società senza più’ valori che non siano quelli delle celebrities hollywoodiane che, non a caso, si pongono ad immagine di quel che oggi, erroneamente, si chiama “deep state”. Non esiste alcun “deep state”: esiste un complesso militare-industriale, l’unica industria posseduta oggi dagli USA, che ha generato un potere tanto autoritario, corrotto ed inefficiente da assimilare l’intera America ad una dittatura militare sudamericana. Da 70 anni gli USA hanno scatenato guerre in ogni parte del mondo e mai ne hanno vinta una; sono passati di disfatta in disfatta e sempre con ignominia. Dal Vietnam all’attacco all’ambasciata di Tehran, ove si sono coperti di ridicolo di fronte al mondo, per finire con l’Iraq, la Siria e la Libya ove hanno mostrato la loro natura criminale, tendenzialmente genocida. Mettiamoci nei panni di un cittadino iracheno e libico le cui condizioni, prima dell’intervento usa, erano mediamente buone e di più’ che discreto benessere.
    Come una qualsiasi giunta militare sudamericana, corrotta ed inefficiente, anche gli usa potrebbero cadere con relativa facilità. E l’Europa con loro.

     
    • Jean il said:

      La cosa è un pò più complessa, ma approvo quanto affermi, non solo il complesso militare è estremamente corrotto, spende miliardi per armi che non funzionano nemmeno, ma ovunque ci sono basi americane, c’è un puttanaio, nel verso senso della parola e c’è il controllo delle droghe, dall’eroina Afgana alla cocaina Colombiana, questa è la realtà dei fatti, fermandomi quei per non andare oltre….

       
  20. learco il said:

    “Lo aveva detto esplicitamente Henry Kissinger in un recente intervento alla Trilateral riportato da Paolo Mastrolilli sulla Stampa del 27 marzo. Pur rigettando la criminalizzazione di Putin, l’ex segretario di Stato americano aveva affermato senza mezzi termini: “la Russia non ha diritto a stare in Medio Oriente”.

    Kissinger non esprimeva una sua opinione ma rendeva nota la determinazione presa ai più alti livelli del potere internazionale, ai quali partecipano i neocon americani: le interferenze russe nei progetti neocon riguardanti il Medio Oriente sono inaccettabili.”

    http://www.occhidellaguerra.it/siria-missili-putin/

     
  21. Non ho letto tutto il post, ma mi viene subito da pensare…

    “Ora Trump è parte integrante del sistema:… Bashar Assad deve essere rimosso e nelle prime ore del 7 aprile, è sferrato il blitz sulla base aerea di Shayrat, …

    Sebbene Mosca disponga di mezzi idonei a neutralizzare l’attacco (i sistemi S-300 e S-400), non si registra nessuna reazione da parte russa: il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dirà che il personale della base è stato evacuato dopo l’avviso americano dell’imminente raid.”

    1) I tomahawk non hanno cuasato ingenti danni, perchè inefficienti o perchè programmati male volutamente, 59 milioni di dollari ….per cosa???

    2) Perchè Putin ha disattivato gli s 300 s 400 ed evacuato la base, per fare in modo che il Sistema fagocitasse Trump che era partito con buone intenzioni?

    p.s.
    adesso continuo a leggere il post

     
    • la russia ha per tradizione tenere “coperti” i suoi migliori strumenti bellici per impiegarli solo nei momenti veramente topici , e un S400 ( o 300) non merita un tomahawk armato di testata convenzionale; , per quello basta il fuoco puntuale di un pantsir.

       
  22. Paul Droogo il said:

    Se Trumb si è piegato per salvarsi, avrà qualche delusione.
    L’essersi inginocchiato faciliterà soltanto il distacco della testa.

     
  23. Francesca Ancona il said:

    Ma vi posso dire una cosa? Secondo me non ci sarà nessuna guerra classica, non conviene. Questa gente si è fatta furba, mica sono gli ingenui dei secoli scorsi, delle vecchie guerre, dove si vedeva tutto (e ora si vedrebbe ancora di più), si vedeva il nemico in faccia e tu sapevi chi dovevi combattere e annullare. Noi dovremmo augurarci una vecchia guerra, ma non ci sarà, perché è così comoda la guerra underground, dove nessuno vede nulla, azioni, nemici, nessuno ci mette la faccia, dove l’opinione pubblica è divisa e litigante: “è stato quello!”, “no, per me è stato l’altro!!”. Confusione, è nella confusione che agisce la nuova guerra subdola e vince, distrugge, molte volte anche usando noi come strumenti, la gente che casca nel tranello. Questa è la nuova guerra

     
    • Backward il said:

      Certo: guerra finanziaria, mediatica, sotterranea. E dobbiamo solo sperare che non ci sarà alcuno scontro militare aperto tra grandi potenze, perché non c’è dubbio che una biosfera già in fase di estinzione di massa non lo reggerebbe.

       
    • Gézitain il said:

      Riporto i link perché sono di siti famosi ma non vuol dire che sia tutto oro colato.
      Il secondo sembra essere più esplicito del primo ma entrambi sono. Olto cauti.
      Il sito russo del Saker è pessimista ma curiosamente sottolinea, con amarezza che non si sa se sia vera o simulata, la risposta troppo “flaccida” di Putin.
      Il che fa pensare che forse qualche fondamento di verità nella tesi dell’azione dimostrativa ci potrebbe essere

      http://thesaker.is/sitrep-important-update-on-the-us-attack-on-syria/

       
  24. Mihai Podeanu il said:

    La guerra è truffa, franci.
    Stratagemmi di guerra. Eccoti 2 titoli da studiare.
    Buongiorno Dezzani e grazie.
    Ed abbi dubbi, quando il Rampin scrive che i tedeschi non adoperavano la meravigliosa arte dell’inganno (ops 1 altro titolo): forse non contro i loro cugini ariani sassoni oltremanica. Ma pensa agli scesi dal vagone (froci pochi. Rom e Sinti. Comunisti. Testimoni di bagnacavallo. Internati nostri ribelli, ingannati da un Re che portava i soldi a Londra e marescialli con grembiulino e cazzuolino salvati traversando l’ultimo ponte sul Tagliamento. Famiglie di sedicenti eletti perlopiù). Confidavano realmente nelle docce dopo il viaggio-bestiame fin a Birkenau.
    DNFTT. IST

     
  25. Arlo il said:

    Tuttavia ci potrebbe essere un’altra ipotesi.
    L’aver usato armi convenzionali con un esercito convenzionale porta Trump agli onori della cronaca. Trump è riuscito a “spegnere” momentaneamente i riflettori su tutti gli avvenimenti “minori” probabilmente congegnati dalla controparte proprio per metterlo in difficoltà. In questo caso la reazione è stata fulminea e nello stesso tempo esente dal creare troppi danni.
    Se così fosse potremmo nutrire ancora qualche speranza. Certo la pressione è alta e l’attacco è su diversi fronti. Confidiamo nel proverbiale sangue freddo della fazione Russa al potere (per il bene dell’umanità).
    Se così non fosse Trump potrebbe essere stato “pensato” da sempre come il solito “uomo di paglia”.
    Questi “signori” non molleranno mai. Sono il “sauron” di turno. Hanno fretta perchè la conquista è nel loro DNA:

     
  26. Willy Muenzenberg il said:

    Tacito vede aprirsi le porte di Giano: troppo ingombrante è ormai Roma in Oriente, tornata a scacciarvi barbari e predoni. Con il lancio di pochi vettori, senza in pratica causare danno, lo scozzese che abbracciò gli inglesi in fuga da Zurigo da’ al suo governo il tempo necessario a chiudere con la falsa moneta e il ‘debito pubblico’ con cui da un paio di millenni demonetizziamo chi vogliamo. Prima, il classico casus belli sulla stampa. Il capo di Dzugashvili, in genere, queste operazioni le affidava a noi. Ricordo ancora l’incendio del Reichstag.

     
  27. Credo che l’élite mondialista non abbia mai abbandonato la scena e che abbia ben gestito un coup de théâtre ai danni prima di Putin e ora aggiustando il tiro ai danni di Xi Jinping.
    La strategia di Trump fin dall’inizio puntava a dividere il fronte che sostiene il multipolarismo portando la Russia nel campo occidentale e spingendola ad abbandonare la Siria, l’Iran e poi la Cina, per gli USA l’obiettivo principale. Putin, però, ha deciso di non abbandonare gli alleati e difronte alle richieste di Israele ha continuato a sostenere l’Iran e la Siria di Bashar al-Assad, il ché ha spinto l’amministrazione statunitense ad accelerare il piano di attacco, già bello e pronto, alla Siria, e lo ha fatto proprio mentre ospitava, mostrando grande amicizia, Xi Jinping, in una forma di spudorata minaccia data anche la presenza nel mare cinese di una flotta sul piede di guerra. Con Putin ha fatto la stessa cosa, da un lato fingeva amicizia ventilando possibili accordi, dall’altro minacciava pesantemente la Russia concentrando truppe ai suoi confini. In sostanza Trump dice a Xi Jinping quello che ha già detto a Putin: vedi io sono con te, abbandona questi tuoi alleati che non hanno speranza perché la “grande America” ha deciso che non ne permetterà l’esistenza, e vieni da noi che volentieri ti accogliamo nella grande tenda degli alleati dell’America, altrimenti, io non potrò fermare quei cattivi del Pentagono che ammassano truppe ai tuoi confini. Il fatto però di puntare a questa strategia rivela una intrinseca debolezza degli USA difronte all’asse Russia-Cina-Iran soprattutto sul piano militare, infatti se così non fosse avrebbero dato campo libero alla Clinton. Con questa mossa, però, hanno deciso di venire allo scoperto giocandosi anche la carta dell’intervento di terra sotto la copertura della guerra ai takfiri dell’Isis. Ma sembrerebbe una mossa per forzare la mano alla comunità internazionale, visto anche il richiamo alle altre nazioni di sostenere il loro intervento, un richiamo però che avvalora l’ipotesi che possano non essere del tutto supportati in questa avventura. Putin dovrà trovare il modo di disinnescare la carica guerrafondaia degli Stati Uniti d’America tenendo a mente le considerazioni di Andrej Fursov, storico e politologo: “Penso che l’evento o fenomeno capace di formare un ordine mondiale multipolare non potrà essere un’altra guerra, ma piuttosto impedire la terza guerra mondiale. Se riusciremo a superare il punto critico, permettendo che la situazione si normalizzi, tutti i Paesi troveranno un po’ di prosperità e avranno tutti i benefici derivanti dalla globalizzazione”.

     
  28. Ewiak il said:

    Dove ci stiamo dirigendo adesso? La Bibbia dice: “[il re del nord = Russia a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Daniele 11:27)] ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze [1945], e il suo cuore sarà contro il patto santo [l’ostilità nei confronti dei cristiani. L’Unione sovietica ha introdotto l’ateismo di stato], e agirà [attività in ambito internazionale], e tornerà al suo paese [1991-1993. La disintegrazione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Le truppe russe restituito alla paese]. Al tempo fissato [il re del nord] tornerà [questo significa crisi, che eclisserà la Grande Depressione, la disgregazione non solo dell’area euro, ma anche dell’Unione europea e della NATO. Molti paesi dell’ex blocco orientale tornerà nella sfera d’influenza della Russia]. Ed entrerà a sud [questo potuto essere Georgia, proprio come nel 2008], ma non sarà come la prima volta [2008 – Georgia] e come l’ultima volta [Ucraina].” (Daniele 11:28, 29)

    Ma la terza volta sarà l’intervento degli Stati Uniti. (Daniele 11:30a)

    Mosè scrive: “E delle navi dalla direzione di Kittim [dall’Occidente], e affliggeranno Assur [Russia] e affliggeranno Eber [nemici rimasti, compreso l’Iran e la Cina].” (Numeri 24:24a)

    Questo sarà una guerra nucleare. (Rivelazione 6:4) Questo non sarà Armageddon. Questo sarà “l’inizio delle doglie del parto”. (Matteo 24:7, 8)

     
    • Tutte interpretazioni letterali: Assur = Russia? Per favore! Già la Rivelazione (Apokalypsis) è piena di tanti simboli, l’Antico Testamento è ancora più difficile da interpretare. Ti rifai alla traduzione dei testi in ebraico o in greco? Hai letto le omelie di qualcuno dei Padri della Chiesa?
      Nessuno vuole negare che questi fatti abbiano un importante ruolo escatologico, messianico e metapolitico, ma non è questo il modo di interpretarli.

       
  29. Il Maglia il said:

    Certo che Federico ha coagulato attorno al blog una cerchia (in continuo aumento) di frequentatori dal livello eccelso. E’ un piacere leggervi, lo dico davvero

     
  30. Frank Brown il said:

    La voce del web consolida la ipotesi rassicurante per cui il vero scopo del lancio missilistico sarebbe stato quello di tacitare le voci ostili al presidente Trump, togliendo loro i principali argomenti polemici. A suo sostegno molti fattori già notati dai commentatori di questo forum: il fatto che sia stata avvertita la controparte con stretto ma sufficiente anticipo, la evidente inefficacia del lancio riconducibile ad un puntamento intenzionalmente fuori bersaglio, la risposta sottotono della Federazione Russa, eccetera.
    Ma la vicenda lascia comunque uno strano retrogusto metallico. Si, avverto quell’inconfondibile sentore di piombo…

     
    • Cinà il said:

      Questa ipotesi di raffinata strategia politica sarebbe plausibile qualora Flynn e Bannon fossero rimasti al loro posto, difesi da Trump. Mi pare siano stati fatti fuori entrambi senza tanti complimenti, quanto agli altri consiglieri, chi avrebbe mai potuto suggerire una strategia del genere?
      In ultimo, potrebbe essere anche una strategia autonoma, della dirigenza Usa, che si basa sul fatto che i russi ormai sopportano qualsiasi cosa, ciò significa che Putin è estremamente indebolito sotto il profilo politico e …. non è certo una buona notizia!

       
      • Cipollotto il said:

        A me pare più un disperato tentativo di Trump di restare in sella, stretto com’è tra assalti mediatici, pseudo proteste pacifinte, consiglieri buttati fuori, accuse infondate, la Yellen che gli alza i tassi, boh forse ha scelto di compiere un gesto spettacolare, non penso c sia alcun accordo con Mosca, che conclude molto poco in termini militari ma gli garantisce un po di sopravvivenza politica.
        Quanto ai discorsi dei soliti politici clintoniani: altre sanzioni verso la Russia, altre bombe sula Siria, altri “interventi umanitari”, presumo lo avrebbero detto a prescindere da qualsiasi cosa avesse o non avesse fatto Trump; comunque le vere intenzioni del palazzinaro le capiremo nelle prossime settimane.
        Cordiali saluti a tutti

         
  31. Gézitain il said:

    Si sta manifestando la “vera” strategia di Trump?

    Intanto una lettera al congresso in cui si annuncia che ci saranno altre azioni americane in Siria

    https://mobile.twitter.com/PhilipinDC/status/850784339193458691/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fwww.zerohedge.com%2Fnews%2F2017-04-08%2Ftrump-tells-congress-us-will-take-additional-action-further-national-interest-syria

    Da cui cito:

    “US will take additional action [in Siria], as necessary and appropriate, to further its important national interests.”

    Poi dopo inminacciosi annunci di imposizione di terribili dazi sui prodotti cinesi all’incontro con Xi sono sorrisi e abbracci da tutte le parti con il presidente americano che sottolinea lo splendido “rapporto personale” con la sua controparte.

    Quindi: finto riavvicinamento alla Russia e finta aggressività verso la Cina sulla questione dei dazi.
    Dopodiché: attacco indiretto alla Russia e cordiali rapporti commerciali con la Cina.

    Si separano i due antagonisti degli USA e si attacca per primo quello più minaccioso sul piano militare.
    L’altro, si considera, è tradizionalmente restio alla guerra e si accontenta di essere una potenza commerciale.
    Ciò che i cinesi dovrebbero sapere (dovrebbero…) è che una volta sconfitti i russi toccherebbe immancabilmente a loro.

     
  32. luigiza il said:

    @Dezzani
    Tra un combattimento all’arma bianca e la resa, l’immobiliarista di New York ha scelto la seconda strada, chinando il capo ed adeguandosi alle direttive dell’oligarchia.

    No dezzani c’era una teza strada percorribile: quando tutto é perduto l’uomo che ha dignità salva il proprio onore, dimettendosi ma a testa alta.
    E’ la strada che percorse papa Ratzinger ed anche per questo gesto che mi sta simpatico mentre odio papa Pampurio I.

     
    • No, nessun capo salva la faccia dimettendosi senza combattere. “Comandare” non è una ” prescrizione medica ” ne una “sinecura”.

       
    • learco il said:

      Per la verità il buon Ratzinger è stato costretto a dimettersi dal clan Soros-Obama-Clinton, probabilmente perchè non in linea con il progetto di globalizzazione e immigrazione forzata deciso dall’asse finanziario City-Wall Street.
      Quei gentiluomini hanno escluso la banca vaticana dal sistema di compensazioni interbancarie SWIFT, fino alla rinuncia di Papa Benedetto:

      http://www.maurizioblondet.it/ratzinger-non-pote-ne-vendere-ne-comprare/

       
      • luigiza il said:

        @learco
        Per la verità il buon Ratzinger è stato costretto a dimettersi….

        Appunto, quando qualcuno che é al comando non ha più carte da giocare, si rende conto che le leve nella stanza del comando non rispondono, che deve fare?
        Mettersi a 90° come pare abbia fatto il Trump, tradire i suoi oppure prendere atto della sua impotenza e togliere il disturbo?

         
  33. learco il said:

    Forse Trump era solo l’esca usata dal famoso “Deep State” americano per spingere Putin ad allontanarsi dall’Iran e dalla Cina.
    E’ impensabile, infatti, lanciare un attacco all’Iran, come vorrebbe la lobby filoisraeliana, se prima questo non viene isolato diplomaticamente e militarmente.
    Preso atto che il piano non è andato a buon fine, essendo Putin tutto tranne che ingenuo, si passa all’uso della forza, anche se il rischio è quello di mettere in mostra i ritardi e le inefficienze di un apparato militare, che ha come scopo principale quello di arricchire l’elite finanziaria americana.
    Così si diffondono notizie allarmanti su aerei di ultima generazione che non volano se piove, su missili che dovrebbero essere precisi al millimetro e scompaiono nel nulla e su centinaia di basi militari, utili solo ad aumentare i profitti delle ditte che le costruiscono e le riforniscono.

     
  34. Katerina il said:

    Ecco un commento che, secondo me, potrebbe spiegare la reale situazione odierna:

    ( fonte: https://it.sputniknews.com/mondo/201704074312001-siria-attacco-usa/)

    ” In teoria tutto puo` essere, nelle prossime settimane vedremo piu` precisamente gli obiettivi di questa operazione.
    Il mio personale punto di vista e` che sia una “messa in scena” con missili veri (50 per una sola base ?!), da cui preventivamente e`stato fatto evacuare il personale russo (per evitare l’obbligatorieta` della risposta) forse anche quello siriano (ma in tal caso bisognera` inscenare, come si usa da quelle parti, un po` di cadaveri sul terreno).
    Le ragioni di questo comportamento? Salvare Trump.
    Trump ora potra` dire di aver fatto quello che Obama non ha avuto il coraggio di fare, di essersene fregato della Russia (quindi non e` amico di Putin), di aver dimostrato che l’America non ha paura di nessuno (“ritornare grandi”) eccetera, eccetera, eccetera.
    A questo punto la campagna contro di lui (amico della Russia) perde argomenti e lui comincia a tirare fuori i suoi: cioe` che sono gli uomini di Obama/Clinton che hanno tentato il tradimento nei confronti del Presidente degli Stati Uniti.
    Dopo di questo possono iniziare i colloqui seri con la Russia dove se il Presidente USA fa delle promesse, sara` maggiormente in grado di mantenerle.
    Nel campo Occidentale tutti saranno contenti perche` finalmente gli USA “agiscono”.
    Nel resto del Mondo “isolato” si avra` la dimostrazione ancora una volta che agli USA dell’ONU, del diritto internazionale non gliene frega niente e che si credono “gendarmi del Mondo” per cui meglio andare per la propria strada.
    I Troll avranno finalmente nuovi argomenti da aggiungere agli ormai stantii: afganistan e “il sukkhoj abattuto dai turchi”. Buon lavoro. ”

    E’ il commento di un certo Loris Zecchinato che condivido, sperando ….

     
    • Cinà il said:

      È arrivata la risposta a questo commento di tal Zecchino, attraverso l’agenzia ansa: “ANSA) – NEW YORK, 9 APR – Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, accuserà la Russia di essere “complice” nell’attacco chimico in Siria del 4 aprile nel faccia a faccia con il ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, il 12 aprile.
      Lo riporta Fox citando alcune fonti, secondo le quali Tillerson chiedera’ a Mosca di ritirare l’appoggio al presidente Bashar al-Assad”.
      Francamente non capisco che senso possa avere questo incontro tra Lavrov e Tillerson. È come sedersi al tavolo a bere un caffè con uno che ti ha appena mollato un ceffone.
      C’è qualcosa in tutta questa storia che sfugge alla comprensione!

       
      • Jean il said:

        Si sono già divisi la torta? Alla Russia l’Ukraina, io mi prendo al Siria (USA), e i Cinesi si prendono la Corea, tutta, nord e sud. 🙂

         
  35. Nikos il said:

    Ho un amico arruolato nell’esercito italiano che da poco tornato da Arbil (Iraq) che non dista molto dal confine Siriano e Turco. Stava in una caserma con Americani e Tedeschi gomito a gomito. Beh gli Americani avevano ben chiaro che l’Iraq era roba loro e la Siria dei Russi. Come dire qua stiamo noi e là state voi. Non penso si arriverà a nessuna guerra tra U$RAELE e Russia. Gli Yankees sanno benissimo che l’Orso Russo è potente, molto potente ed ha un grande sangue freddo, indispensabile nella strategia di guerra di posizione. Gli usa sono fortemente compromessi. Non si può combattere una guerra interna ed una esterna. Trump è stretto fra due muri per questo è stata fatta la messa in scena dell’attacchino. Ma quando mai gli Americani hanno lanciato 59 Tomahawk senza andare tutti a bersaglio e non continuare l’attacco?. Che fanno le prove come quando compri le botte a Capodanno e ne provi un paio per vedere se sparano bene? Trump ha provato la messinscena, vediamo se il Deep State si accontenterà. Trump è fra due fuochi e di fatto ormai è un burattino dei neocon che sono numerosi anche tra i Repubblicani. Gli hanno dato un assaggio con l’Obamacare. Putin ha una grande responsabilità adesso che gli USA hanno scoperto le carte. Comunque che il tutto è legato alle politiche presidenziali francesi sembra ovvio. E se fosse un avvertimento a Putin del tipo, giù le mani dall’Europa e noi non ti attacchiamo in Siria?

     
  36. Massimo il said:

    C’è qualcosa che non torna sull’attacco alla base siriana, qui possiamo vedere il tipo di danno che arreca un missile Tomahawk che raggiunge il bersaglio:

    https://www.youtube.com/watch?v=8sa7ZX58Kk4

    Edifici di grandi dimensioni vengono spazzati via… Da tenere presente che quelli dell’ultima generazione hanno un potere distruttivo maggiore.

    I danni subiti dalla base siriana non sono compatibili con l’esplosione di 23 missili da crocera bersaglio: la pista è intatta, gli hangar colpiti sono solo semi-distrutti, i danni agli edifici minimi. Tipicamente un missile forma un cratere, di dimensioni considerevoli, dato che la testata ha un’accelerazione tale da penetrare come una lama nel burro una corazzata. Qui non vi è traccia di tali danni.

    Sembrano esplosioni operate da terra o bombardamenti a bassa intensità, senza contare che altri 35 missili sono “missing” e inspiegabilmente non c’è stata risposta da parte delle batterie anti-missile russe pur essendo l’attacco, o presunto tale, stato comunicato prima (base deserta). Strano che con tutti i droni e i satelliti che hannoo i russi e gli americani in zona non esista alcun filmato che riprenda dall’alto il bombardamento.

    Un false flag in risposta ad un altro false flag? Un piccolo sacrificio concesso da Putin sul piano militare per ottenere qualcosa sul piano politico per Trump? La tesi è ardita ma in un’epoca di inganno globale nulla è da escludere, bisognerà vedere cosa succederà nei prossimi giorni per capire “cui prodest”

     
  37. Gézitain il said:

    Nuove sanzioni contro la Russia…

    http://www.washingtontimes.com/news/2017/apr/8/mcconnell-weighing-new-russia-sanctions-over-syria/

    E dire che è stato eletto anche sulla esplicita promessa di far la pace con la Russia…cioè lo ha detto varie volte, ha proclamato solennemente che era un errore litigare con Putin…pochi giorni fa ha fatto dire a uno dei suoi che il destino della Siria è solo nelle mani del popolo siriano…

    C’erano quelli che dicevano che il viso pallido ha la lingua biforcuta e uno pensava che esagerassero…

    E ora (ripeto…) che faranno i populisti?
    Ma soprattutto, che faranno gli elettori?
    Se la faranno sotto come sempre accade quando il padrone alza la voce?
    E’ tutto nelle mani dei cugini che una volta sapevano come farsi rispettare davanti a chiunque…oggi in piena era postmoderna non ne sono più tanto sicuro…

    Uno crede di essere preparato a tutto dopo una certa età e invece si scopre continuamente che allo schifo non c’è limite…

     
  38. Massimo il said:

    Qui si può apprezzare il cratere che lascia un vero missile, basta vedere la quantità di materiale che solleva e la profondità del solco che scava per dubitare fortemente sia della versione degli USA che di quella russa:

    https://www.youtube.com/watch?v=pEN6l4OVPnQ

    Essendo inesistenti i danni hanno pure dovuto ridurre quasi di un terzo il numero dei presunti missili (59) a bersaglio. La cosa certa è che hanno abboccato tutti, almeno inizialmente

     
  39. maurizio innocenti il said:

    Sono pienamente d’accordo con Dezzani.
    Aggiungo che con questo atto di pirateria internazionale
    Trump ha perso le simpatie che si era guadagnato nei
    paesi occidentali.
    Non credo che Trump si sia lasciato sottomettere dal
    “deep State”,penso che ne faccia parte,che rappresenti
    l’old Economy piuttosto che la new Economy,che abbia
    fatto una campagna populista solo ed esclusivamente
    per farsi eleggere.
    Mi ricorda il Berlusconi di venti anni fa quando,se faceva
    comizi agli operai,diceva:”anch’io sono stato operaio!”,
    mentre,se faceva comizi agli agricoltori,diceva:”anch’io
    sono stato un contadino”…..
    Quanto all’influenza dello sputtanamento di Trump sulle
    elezioni francesi,penso e spero che sarà nullo o quasi.
    Dopo tutto Marine si rivolge ai francesi nazionalisti,a quelli
    contrari alla Nato,e la mossa di Trump ha forse contribuito a
    fare chiarezza.

     
  40. Cinà il said:

    Siete ancora convinti che il bombardamento in Siria sia stato un bluff di Trump e Putin?
    Leggete cosa ha appena pubblicato Marcello Foa:
    Sta per iniziare una vera guerra? I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti. L’esercito americano sta inviando in queste ore a 150 mila riservisti delle lettere con un preavviso di mobilitazione. L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa verrà dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti, i quali iniziano a far circolare le notizia. Secondo queste indiscrezioni, provenienti dagli Stati Uniti, l’obiettivo del Pentagono sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane.

    Centocinquantamila riservisti: per fare cosa? Un attacco in grande stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? In Corea del Nord? Purtroppo la sciagurata svolta di Donald Trump – che si è arreso ai neoconservatori facendo propria l’agenda strategica che in campagna elettorale aveva promesso di combattere – autorizza qualunque ipotesi. Anche quella più drammatica e sconvolgente di una guerra alla Russia di Putin.

    E non è un caso che Assad, il governo iraniano e il Cremlino in queste ore abbiano dichiarato che “l’attacco americano alla base siriana ha superato molte linee rosse che da adesso in avanti “risponderemo con la forza a qualunque aggressione”. Questo significa che Putin ha perso ogni speranza di raggiungere un accordo con Washington. E che si prepara agli scenari peggiori.
    Attenzione e mi angoscia molto scriverlo, ma da diversi decenni la pace nel mondo non è mai stata così a rischio.

    Marcello Foa
    http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/174756/gli-usa-mobilitano-150-mila-riservisti

     
    • Francesca Ancona il said:

      Continuo a ripetere che preferisco una vera guerra antica, vecchio stile, a questa guerra malsana, condita di attentati di cui non si sa dove e quando, a sorpresa. Che venissero avanti!

       
      • Backward il said:

        Guerra vecchio stile? Un conflitto termonucleare che trasformerebbe l’intero pianeta in un inferno? Io preferisco gli attentati.

         
      • Francesca Ancona il said:

        Backward: a cosa servirebbe la guerra termonucleare? Ok, i Grandi hanno il bunker, o forse vivono su altri pianeti?! Perché dopo una guerra di questo tipo nessuno potrebbe affacciare il naso sul pianeta per molti anni…

         
      • Francesca Ancona il said:

        Backward: a cosa servirebbe la guerra termonucleare? Ok, i Grandi hanno il bunker, o forse vivono su altri pianeti?! Perché dopo una guerra di questo tipo nessuno potrebbe affacciare il naso sul pianeta per molti anni…

         
      • Francesca Ancona il said:

        Questo è il risultato della società individuale; che c’importa se è morto qualche egiziano, qualche svedese, qualche siriano, e via dicendo, l’importante è che non siamo morti noi. “Io preferisco gli attentati”; a parte che potrebbe anche capitare a noi, non siamo speciali. Una guerra vecchio stile, non nucleare (sarebbero fessi, ma anche con una guerra normale lo sarebbero, ecco perché non credo si farà), inizia e finisce, si stipulano accordi ed inizia un periodo di pace, di ripresa. Certo, per chi sopravvive, ma io non penso egoisticamente a me stessa, ma alle generazioni successive, con questo tipo di guerra potrei sperare che si arrivi ad una fine delle tribolazioni. Questa guerra degli attentati, invece, potrebbe durare all’infinito, ecco perché fa più comodo (non dimentichiamo che oltre agli attentati corre parallela un’altra guerra tra potenze, di cui noi, come stabilito, siamo ignari, o quasi)

         
    • Robertus il said:

      Apprezzo molto Foa, ma non è infallibile: aveva pure azzardato l’ipotesi che Trump sarebbe stato “fatto fuori” dai Grandi Elettori il 20 dicembre.
      http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/12/18/attenzione-oggi-potrebbero-rovesciare-trump-e-privarlo-della-vittoria/
      Con questo non voglio negare che il richiamo dei 150mila riservisti sia un bluff, ma potrebbe benissimo essere una misura da applicare nel caso (molto probabile) che gli Stati Uniti debbano fronteggiare disordini e una guerra civile interna: applicherebbero la legge marziale.
      Per fronteggiare Russia e Cina? La possibilità non è 0%, ma mi sembra più probabile quello che ho scritto. Poi, forse, mi sbaglierò…

       
      • ..è più probabile questa ipotesi…i riservisti in Siria che ci vanno a fare?..

         
      • Backward il said:

        Credo non si sbagli affatto. Le notizie che da tempo circolano sui campi di concentramento pronti negli USA, la militarizzazione della polizia e il richiamo dei riservisti sembrerebbero proprio indicare una possibilità di guerra civile. Potrebbero anche essere falsi allarmi. Di certo non la preparazione per una guerra alla potenza atomica russa.

         
  41. Francesca Ancona il said:

    Che pensate dell’attacco in Egitto? Io sono davvero stanca di questa guerra, perché questa è la guerra, Una risposta a Trump, forse? non so bene come siano andate le cose ma Trump, nonostante la cretinata che ha fatto, non mi sembra il tipo che faccia amicizia con i Fratelli Musulmani…boh

     
    • ..le miriadi di situazioni violente credo siano nell’agenda dei soliti noti per creare la “strategia della tensione”…questa volta a livello globalizzato…

       
    • Backward il said:

      @Francesca
      E’ proprio perché una guerra termonucleare non servirebbe a nulla che non credo ci sarà guerra tra superpotenze. Una guerra convenzionale diventerebbe sicuramente termonucleare non appena una parte temesse di perdere, quindi non ha senso discuterne. Probabilmente il conflitto si protrarrà con guerre per procura, mediatiche, informatiche, attentati, e tutta la sequela di bassezze che, da individualista superficiale quale mi accusa di essere, preferisco all’olocausto atomico. Porti pazienza se ragiono con logica.

       
      • Francesca Ancona il said:

        Mi scusi lei se mi sono permessa di darle dell’individualista. Io preferirei un mondo di pace, un mondo dove tutto è chiaro. Non amo né guerre subdole, né quelle normali, tanto meno nucleari. Ma in fondo diciamo le stesse cose, guerre tra superpotenze non ci saranno, è logico.

        Penso che gli esseri si siano abituati ad una certa spettacolarizzazione degli eventi e ci aspettiamo questo, quando immaginiamo una guerra. Io invece penso che si vada in un futuro molto piatto, dove non si vedrà niente, dove continueremo a “dormire” dietro i monitor, a sognare, immaginare, fantasticare. Il potere oggi ha una grande arma, l’arma invisibile, più di così…(Però, qualche spettacolo, si divertono a concedercelo di tanto in tanto)…E’ un mondo assurdo

         
  42. stefanoG il said:

    C’è tutta una girandola di bombe, camion, coltelli e missili che rende difficile capire bene cosa stia succedendo. Hanno tutti la stessa matrice o provengono da fonti diverse per interessi simili o, addirittura, diversi?
    L’attentatore uzbeko a Stoccolma era manovrato dalla cia o da Kiev? E l’attentato in egitto è roba da “fratelli mussulmani” o di Israele?
    E perché la russia non ha reagito ai missili di quel pagliaccio di Trump?
    L’attacco Usa alla Siria è stato forse tutta una messinscena per evitare a trump lo spettro della defenestrazione per connivenza con i russi?
    O forse i russi non hanno reagito perché non avevano le armi utili per contrastare i famigerati tomahawk ammerecani?
    E se fosse che i russi sono stati ingannati da rivoluzionari sistemi americani che hanno reso invisibili ai radar i loro missili?
    E i Cinesi? sbaglio o stavano alla casa bianca senza profferire parola mentre trump sparava missili sulla siria?
    Insomma ci sono mille domande alle quali riesce difficile e forse impossibile rispondere.
    Tuttavia una cosa mi sembra certa: l’attacco di Trump ha messo una pietra tombale su ogni ipotesi di ravvedimento ammerecano sulla politica estera Usa che è stata e resterà semplicemente guerrafondaia.
    Anzi, sono pressoché certo che il bellicismo di trump farà impallidire quello della Clinton e di Obama.

     
  43. stefanoG il said:

    C’è tutta una girandola di bombe, camion, coltelli e missili che rende difficile capire bene cosa stia succedendo. Hanno tutti la stessa matrice o provengono da fonti diverse per interessi simili o, addirittura, diversi?
    L’attentatore uzbeko a Stoccolma era manovrato dalla cia o da Kiev? E l’attentato in egitto è roba da “fratelli mussulmani” o di Israele?
    E perché la russia non ha reagito ai missili di quel pagliaccio di Trump?
    L’attacco Usa alla Siria è stato forse tutta una messinscena per evitare a trump lo spettro della defenestrazione per connivenza con i russi?
    O forse i russi non hanno reagito perché non avevano le armi utili per contrastare i famigerati tomahawk ammerecani?
    E se fosse che i russi sono stati ingannati da rivoluzionari sistemi americani che hanno reso invisibili ai radar i loro missili?
    E i Cinesi? sbaglio o stavano alla casa bianca senza profferire parola mentre trump sparava missili sulla siria?
    Insomma ci sono mille domande alle quali riesce difficile e forse impossibile rispondere.
    Tuttavia una cosa mi sembra certa: l’attacco di Trump ha messo una pietra tombale su ogni ipotesi di ravvedimento ammerecano sulla politica estera Usa che è stata e resterà semplicemente guerrafondaia.
    Anzi, sono pressoché certo che il bellicismo di trump farà impallidire quello della Clinton e di Obama.

     
  44. Dostojevskij il said:

    Segnalo anche questo “anomalo” comunicato congiunto del “joint command center” di Russia, Iran, Siria e alleati (Hezbollah in primis).. non ne avevo mai sentito parlare ma sembra affidabile dato che Hezbollah e vari account media pro Assad lo hanno condiviso. E’ scritto esclusivamente in arabo e contiene minacce molto concrete e pesanti agli USA, in Russia nessuno si è preso la briga di smentirlo e molti media lo hanno segnalato come affidabile, a mio avviso potrebbe far parte di quelle risposte “asimmetriche” che tanto piacciono a Putin. Come lo interpreta signor Dezzani? Mi sembra un fatto abbastanza nuovo nelle relazioni politiche, forse i Russi stanno creando una nuova entità (??) che parli e agisca in vece loro in Siria e che possa fare una guerra agli USA in loro senza coinvolgerli direttamente e evitando così un’internalizzazione del conflitto???

    https://southfront.org/iran-russia-and-their-allies-say-us-missile-strike-on-syria-air-base-crosses-red-lines/

     
  45. Lucy il said:

    Esercitazioni NATO in programma per il 27/04, mentre leggevo i vs commenti e poi l’articolo di Blondet, ho pensato: la premessa è che Russia, Cina e America abbiano fatto un certo accordo circa i fatti degli ultimi 3 giorni.
    La Russia ha risposto in modo molto blando a 59 (nn 5 ma ben 59 di cui23 “spariti”) missili, la Cina nn si è sentita oltraggiata per quanto successo nella visita a washington, in tempi normali il presidente cinese sarebbe ripartito come un razzo (appunto)e la reazione nn si sarebbe fatta attendere.
    Ora quello che mi viene da pensare aggiungendo anche l’articolo di Blondet, è che l’America stia bluffando due volte. Rassicura i nemici circa i suoi interventi ma si prepara in realtà ad attaccare l ‘orso mentre questi ha la guardia abbassata.
    L’unico punto che nn riesco a far quadrare nella teoria dell’accordo a tre è la strage dei cristiani in Egitto da parte dei fratelli musulmani.
    http://www.maurizioblondet.it/la-nato-si-sta-preparando-guerra-alla-russia-maniera-allarmante/

     
    • Gli americani non attaccheranno mai i russi ne’ i cinesi o i coreani o gli iraniani semplicemente perche’ la loro opinione pubblica interna non tollererebbe mai le spaventose perdite e le distruzioni anche in casa propria.Ricordiamoci che dalla 2ww non hanno mai vinto una guerra.La Russia non e’ la Libia o l’Iraq

       
  46. La mia sensazione è che la narrazione “ufficiale” da entrambe le parti (una contenta, l’altra indignata) insista molto su: “Trump si è rimangiato le promesse e si è rivelato come un altro guerrafondaio”.

    E il fatto che le narrazioni ufficiali di entrambi i governi insistano così tanto per convincerci di questo, mi fa istintivamente dubitare. Sarà un mio difetto…

     
    • Francesca Ancona il said:

      Anche io dubito molto sulle narrazioni ufficiali, ma credo anche che oggi sia passato il tempo degli Eroi e non ce lo vedo molto, per età e posizione, un Trump a sfidare il Grande Sistema Mondiale (mettendo a rischio lui, il suo patrimonio, la sua famiglia, ecc.)

       
      • Cris il said:

        E allora, sempre per età e posizione, chi diamine glielo ha fatto fare a candidarsi a Presidente, promettendo la rivoluzione mondiale manco fosse che guevara?

        Poteva rimanersene in piscina a godersi i nipotini.

         
      • Federico Dezzani il said:

        Fai male: nella peggiore delle ipotesi è un traditore, nella migliore è un pericoloso improvvisatore.

         
      • emanuele777 il said:

        e se invece fosse più in gamba (e più furbo) di quello che pensiamo? se stesse recitando una parte? con un attacco che ha fatto danni molto limitati, ha quasi spazzato via l’opposizione interna.. è solo una speranza, ma ultimamente abbiamo visto che la realtà supera di molto la fantasia

         
  47. Osservatore Internazionale il said:

    “PERCHE’ DEZZANI QUESTA VOLTA NON HA CENTRATO LE PREVISIONI ?”

    Consentitemi di dare il mio “punto di vista” sul perchè, l’ottimo Dezzani, questa volta, non ha centrato le previsioni su Trump. Perchè il neo-presidente americano, da poco insediatosi alla Casa Bianca, dopo neppure 100 giorni si è arreso ai diktat dell’ala imperialista neo-global dell’asse guerrafondaio Clinton/Obama ?

    Il mio parere è il seguente:”

    In matematica esistono equazioni dove si conoscono, agli inizi, tutti i “valori in gioco”. Il bravo analista, sarà quindi in grado, sulla base di quei valori, di centrare con un margine di errore nullo o ridottissimo, il risultato finale. Esistono poi equazioni con “variabili dipendenti”, di difficoltà molto maggiore delle prime, dove per centrare il risultato è assolutamente necessario centrare il valore della “variabile indipendente”. Supponiamo una funzione Y= f (X), ok, la variabile X è detta variabile indipendente, mentre la variabile Y è una variabile dipendente ed il motivo è che possiamo assegnare ad X qualsiasi valore (purchè appartenente al dominio della funzione), mentre il valore di Y dipenderà dal valore assegnato ad X.

    Dezzani è molto bravo a risolvere, logicamente e razionalmente, qualunque equazione/funzione, dove i valori siano “razionalmente individuabili” ma, purtroppo, per lui, in questo caso, le “variabili indipendenti” in gioco, sfuggono alla “logica razionale analitica” per addentrarsi in territori sconosciuti e non prevedibili.

    Di seguito, proverò a stilare alcune considerazioni da cui prendere spunto per “centrare” alcune di queste “variabili indipendenti” (senza avere la pretesa di essere esaustivo):

    1) Scriveva, cinque anni fa, il Prof. Zingales ( Laurea in Fisica, Conseguimento PhD in Fisica, secondo Dottorato in Matematica; quindi non proprio un “complottista illetterato”) sul suo Blog economiaincrisi.blogspot.com

    :” Diceva Holderlin “..l’uomo da servo dell’Essere è divenuto padrone dell’ente, da angelo si è fatto mercante..è giunta mezzanotte, l’ora dell’ombra più lunga, l’ora in cui l’uomo obliatosi oblia l’oblio”.
    Vivremo momenti veramente difficili nei prossimi anni: oscurata con colpevole scienza e con pervicace lavoro la luce della Fede, i popoli saranno sempre più spaventati, confusi, agitati. Eventi drammatici (naturali, politici, bellici ed economici) si susseguiranno in modo sempre più rapido, pietrificando nella paura, nella disperazione e nelle bestemmie le moltitudini ingannate dal pifferaio magico.

    L’economia virtuale e finanziaria è semplicemente un mattone dell’imponente edificio innalzato dall’uomo in un luciferino desiderio di ribellione: la moderna torre di Babele, costruita con la squadra ed il compasso da muratori sotto l’ordine diretto del pervertitore.

    2) Esperti di “simbolismo” avranno già notato che in quasi tutte le sue conferenze o “public speech”, il presidente Trump, utilizza un simbolo “esoterico” assai noto, ovvero il 666 fatto con le mani https://www.google.it/search?q=666,+symbol,+trump&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0ahUKEwiimZOq3ZnTAhWq5IMKHX5OBosQsAQIGQ&biw=1366&bih=659 , che molti avranno visto, mostrato in continuazione sul cartello digitale pubblicitario, nei pressi della “London Eye” a Londra. Ebbene leggetevi qui http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20MASSONERIA%201.htm e rivedrete quello stesso simbolo, mostrato dal nostro Silvio nazionale

    4) Se all’uomo dal “carattere di ferro”, considerato l’uomo più potente al mondo, sono bastati apenna 100 giorni per capitolare ed asservirsi all’elite globalista dei neocon, quale può essere la speranza di un qualunque capo di stato marginale o peggio di un comune cittadino, di riuscire a “sottrarsi” al loro controllo ? Ovviamente , nessuna! A meno che non si attui di concerto, in massa ed in maniera sinergica.

    5) Se, come ha sottolineato Dezzani, a Trump mancava il controllo della Cia, che di fatto avrebbe continuato ad operare in maniera indipendente, nonostante l’immediata nomina di Mike Pompeo, vuol dire che a Trump mancava la “sicurezza”, per se stesso e per la sua famiglia. Kennedy docet. Facile quindi che abbia capitolato, nel momento in cui, gli sia “mancato il terreno sotto i piedi”,; ammesso e non concesso che sia falso il “punto 2”. Questa considerazione prepara il terreno alla “considerazione numero 6”

    6) La vicenda siriana dell’attacco americano alla base di Shayrat, su ordine di Trump, insegna che l’attuale “sistema democratico elettorale” che porta determinate persone ai vertici di potere nazionali e (come in questo caso) mondiali, non funziona. Determinate “posizione di potere” non possono essere occupate da CHIUNQUE solo perchè è riuscito ad accaparrarsi la maggioranza dei “grandi elettori”, bensì dovrebbero essere assegnate solo a COLORO che sono disposti a “sacrificare la propria vita” per un determinato IDEALE di società e per determionati valori.

    7) Dal punto 6 si evince che l’attuale assetto nazionale italiano di società “democratica” a “Rappresentanza Parlamentare” si è mostrato desueto e fallimentare, in quanto, per sua natura intrinseca e per l’inficio di quella “variabile indipendente” legata ai “poteri occulti”, non può essere “prevedibile” e sarà destinato a rappresentare l’involuziomne di una piramide rovesciata, dove il “meglio della società” sarà relegato alla base in fondo ed il peggio della società, assurgerà ai vertici di comando ed istituzionali, come già oggi avviene.

    8) I “poteri occulti” legati alla “variabile indipendente” controllano di fatto, tutti i vertici istituzionali a livello mondiale, i vertici militari, i vertici delle multinazionali (inclusi i gestori delle mail e telefonici), i vertici del potere giudiziario, i vertici del potere mediatico e religioso ed hanno gruppi di “gang stalking” e di criminalità organizzata ed isolata ovunque. Essi sono quindi in grado di annullare qualunque oppositore isolato ( non a caso i successi imprenditoriali ed artistici, sono ormai dettati non tanto dalle capacità del soggetto, quanto dall’appartenenzo o meno del soggetto a determinati “circoli”).

    9) Ricordate tutti la lotta della Bindi sugli elenchi delle logge Calabresi e Siciliane vero ? http://www.iltempo.it/home/2017/03/02/news/sequestrati-gli-elenchi-dei-massoni-d-italia-la-caccia-alle-streghe-della-bindi-1026091/ Bene ! Ecco com’è finita http://www.corriere.it/politica/17_aprile_10/rosy-bindi-dopo-28-anni-lascio-politica-mi-dedico-studi-viaggi-c16688ec-1dbb-11e7-a3e5-56b4898b2bcd.shtml

    10) Alla luce di quanto esposto sopra, “previsioni infallibili” senza tenere conto di quella “variabili indipendente” non potranno esserci. Per fortuna il “potere” per sua natura UMANA non potrà mai essere monolitico ed è in questa contrapposizione ai vertici, che qualcosa accadrà e dove risiede la nostra speranza di cambiamento.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Sbagliato le previsioni su Trump? Io ho detto che avrebbe vinto le elezioni ed ho inserito il suo programma elettorale in un contesto geopolitico.
      Se poi stravolge tutto in meno di 3 mesi, non è certamente colpa mia: io disegno la traiettoria più probabile del razzo, non tutte le varianti possibili.

       
      • Cavenaghi il said:

        Ho seguito sin dall’inizio lo spin della presidenza Trump, con opinioni che andavano dal pessimismo definitivo del Saker, alla “swamps strikes back” di Escobar, alla tua fiducia nella tenacia di Donaldone. In tutti i casi però sono mancate ipotesi ed analisi su un passaggio chiave: il ricatto. Voglio dire, qualcosa devono avere in mano per tenerlo per le palle. Impeachement, ma su cosa? Altro? Propendo più per questa seconda: uno come Trump deve avere per forza scheletri nell’armadio e lo intercettavano da chissà quando: é lo scenario Snowden tradotto in realtà. Questo credo sia il tema più preoccupante ed orwelliano di tutti, ancora più delle legislazioni contro le fakenews che stanno proliferando un po’ dappertutto.

         
      • Cipollotto il said:

        X cavenaghi
        su Trump c’era anche un parere interessante di Dario Fabbri, che vi consiglio di leggere, per quanto riguarda la capacità di ricatto, credo che oltre nsa cia e acronimi vari la più temibile sia di gran lunga la fed la quale se alzasse i tassi manderebbe gli usa letteralmente nel caos finanziario, non parliamo di ricatti con i quali finisci in tribunale e magari con un pool di costosissimo avvocati ti salvi, parliamo di un ricatto di tipo tecnico dal quale non se ne esce in alcun modo. Ipotizzo ( ipotesi molto azzardata) che la cricca americana al potere di fronte alla concreta possibilità di vedersi smantellare l’impero, abbia reagito mostrando l’opzione “muoia Sansone con tutti i filestei” cioè il rialzo dei tassi.

        Il ricatto da servizio segreto tipo cia e robaccia varia funziona con persone di spessore più modesto, medi funzionari, politici che contano poco ecc, un pezzo grosso, ad esempio uno tipo Berlusconi assalti del genere li ha retti abbastanza agevolmente
        http://federicodezzani.altervista.org/golpe-2011-una-ministra-riscaldata-servita-quando-fa-comodo-parte-i/

         
      • Osservatore Internazionale il said:

        Tranquillo Dezzani, sono dalla tua parte e per quanto mi riguarda, resti ai vertici degli analisti italiani. Giustamente, però, come dici tu, non potevi prevedere il “voltagabbana di Trump” (come nessuno poteva prevederlo), proprio perchè rientra in quelle “variabili indipendenti” svincolate da tutti i feedback, politici, istituzionali ed economici.

        Questo è il dato che forse più di ogni altro, emerge, dal periodo storico che stiamo vivendo:” La Menzogna con la M maiuscola”.

        Certo, tu dirai, in tempo di guerra, la Menzogna è la prima “arma” che viene utilizzata. Vero ! Il fatto è che qui la stanno usando, continuamente, anche in “tempo di pace”. Basti vedere i “video farlocchi dell’Isis”, ripresi da cameraman, sempre rigorosamente esperti e quasi in stile holliwodiano.

        Tutte le analisi, sul nuovo presidente, vengono fatte, dando per scontata la “buona fede di Trump”.

        Pochi giorni fa, con l’attacco a Shayrat, il tavolo è stato ribaltato.

        Ora….qual’è la verità ? Trump è stato ricattato, oppure ci ha mentito sin dall’inizio ? Ecco la “variabile indipendente” che impedisce di definire con certezza il risultato finale della funzione !

         
    • Backward il said:

      “…il “meglio della società” sarà relegato alla base in fondo ed il peggio della società, assurgerà ai vertici di comando ed istituzionali, come già oggi avviene.”

      Precisamente, ed è già così da tempo. Se Dante nascesse oggi, sarebbe meno noto di un paroliere per canzonette.

       
  48. Luca il said:

    C’è del metodo in questa follia (William Shakespeare).
    La presidenza degli Stati uniti come camera di compensazione tra gli americani e gli angloamericani.

    Gli Stati uniti sono una nazione ancora giovane. Per affrancarsi dallo stato di colonie hanno dovuto prima fare una rivoluzione e combattere per l’indipendenza, poi affrontare una guerra civile. In entrambe le occasioni l’America che è emersa è quella che si è emancipata dall’impero britannico. L’America sommersa è quella che continua a essergli fedele.

    I contrasti e le contraddizioni che sovente esplodono all’interno dei centri istituzionali di potere americani sono il vettore di forza di un conflitto sopìto ma mai risolto. Che vede contrapporsi gli americani alleati dell’ex impero coloniale – gli “angloamericani” – agli americani nazionalisti – gli “americani”. I primi godono del sostegno benevolo di Londra, della quale anzi sovente si limitano a interpretare le direttive. I secondi sanno che per prevalere sui primi devono garantirsi l’appoggio della Russia.

    Così nella rivoluzione americana, vinta dagli americani grazie anche al rifiuto della Russia di intervenire a fianco della Gran Bretagna.

    Così durante la guerra civile, quando gli americani scongiurarono la secessione anche grazie alla marina russa, che bloccò un progetto della Gran Bretagna di bombardare e distruggere New York a sostegno dei confederali anglosassoni.

    Così subito dopo la seconda guerra mondiale, vinta dagli americani alleati dell’URSS, i quali tentarono di imbrigliare nel progetto di un’Europa coesa e autonoma (pur se non indipendente) le velleità degli angloamericani di egemonia sugli stati dell’Europa continentale e sulle loro colonie in Asia e Africa.

    Così nella crisi di Suez, quando gli angloamericani furono costretti a rinviare il disegno di ricolonizzazione dell’Egitto a causa dell’intervento degli americani, appoggiati dall’URSS.

    Anche quello in corso, secondo questa chiave di lettura, non è che uno dei tanti episodi del perenne conflitto tra interessi nazionali – che hanno lottato per la decolonizzazione e hanno ispirato lo spirito americano come indipendente, forgiato dalla rivoluzione di liberazione e che guarda a una nuova frontiera – e interessi angloamericani – che si sentono più soddisfatti nell’ambito del perimetro di un Commonwealth britannico, ripiegato su una tradizione imperiale che ancora sogna di riprendersi la sua rivincita sul novecento.

    Gli angloamericani sono semplicemente orgogliosi di essere americani. Gli angloamericani amano l’America ma non ne sopportano gli americani.

    La presidenza degli Stati uniti – nella quale, a prescindere dal partito del presidente, trovano rappresentanza entrambi i gruppi di interesse – è la camera di compensazione, turbolenta e imprevedibile, di un conflitto che dura da tre secoli.

    La recente azione dimostrativa in Siria, abbandonata per spostarsi subito dopo verso la penisola coreana, è una delle tante possibili soluzioni di un’equazione che ha sempre due incognite.

     
    • Backward il said:

      Lei legge troppo La Rouche, confessi. E’ un peccato che il sud non abbia vinto la guerra di secessione: oggi gli Stati Divisi non avrebbero la forza di essere il tiranno del mondo.
      Ed è un peccato ancora maggiore che USA e Russia abbiano vinto la seconda guerra mondiale, relegando metà Europa al ruolo di colonia yankee e l’altra metà al giogo comunista.
      E aggiungo: con tutti i suoi demeriti, l’impero britannico è stato l’ultimo faro di civiltà europea.

       
      • Luca il said:

        Lei legge forse troppo Churchill. Il quale prevedeva che la storia sarebbe stata benevola con lui, perché era lui a scriverla.
        Stavamo svolgendo alcune considerazioni, non il tifo per una postura imperiale o un’altra. Nel merito, converrà che è un peccato che non possano intervenire rispetto alle sue osservazioni alcune decine di milioni di indiani, sepolti sotto l’oblìo di una storia scritta dai vincitori.
        Il contributo dell’impero britannico alla civiltà europea, intesa in senso stretto, a me pare che sia stato più che altro un contributo alla civiltà britannica. Come riconoscono gli stessi sudditi di HGM e come la storia recente sembra confermarlo, Britain’s best export it’s snobbery.

         
      • Backward il said:

        @Luca
        No, certamente non leggo Churchill che fu uno dei criminali responsabili della seconda guerra mondiale ovvero del declino dello stesso impero britannico.
        Visto che ha citato le vittime indiane degli inglesi, mi dica: quanti milioni di pellirossa sono stati uccisi dagli americani nella conquista del continente? Quante vittime ha prodotto l’impero romano? Quante quello mongolo? Quante quello cinese? Quante quello ottomano? Se la civiltà si misurasse dal numero di morti prodotti o risparmiati, dovremmo dedurne che l’uomo non è mai stato civile. Chiaramente non è questo il significato di civiltà.
        Per quanto riguarda la snobbery, ben venga. La credenza assurda secondo cui i diseguali sono eguali è quanto di più lontano ci sia dalla civiltà, che è anzitutto ordine.

         
  49. Gabriele il said:

    Aggiungo a quanto già argomentato da molti sulla strana ed improvvisa fallacia dei missili americani.
    Ammesso che ne abbiano veramente sparati 59 (in caso contrario sarebbe stata una messa in scena concordata tra USA e Russia) effettivamente i danni alla base sono non in linea con quanto ci si potrebbe aspettare.
    Se i Russi hanno usato armi di guerra elettronica ed hanno deviato i missili in una zona desertica (danneggiando poi ad arte la base per fingere che qualche missile sia arrivato) si apre una prospettiva grandiosa.
    Significherebbe che gli USA non possono contare su alcun first stricke, in quanto solo una estrema precisione permette di annientare difese e posti di comando supercorazzati (le difese elettroniche russe potrebbero avere valenza anche su altri tipi di missili).
    Il quasi silenzio che ha seguito tale fatto significa costernazione da parte USA e atteggiamento sornione da parte Russa.
    I Russi potrebbero stare in questo momento ad analizzare una grandiosa miniera dei resti di 59 missili da cui trarre ulteriori informazioni succose sull’armamento USA.
    Spiegherebbero anche il considerevole fairplay russo, come il parimenti suo duro comunicato in arabo (con Siria e Iran) che dichiara che in futuro le cose saranno diverse.
    Se fosse così la guerra, quella totale e terribile, sarebbe parecchio più lontana (almeno il tempo per gli USA di trovare le contromisure).

     
    • stefanoG il said:

      “…Se i Russi hanno usato armi di guerra elettronica ed hanno deviato i missili in una zona desertica (danneggiando poi ad arte la base per fingere che qualche missile sia arrivato) si apre una prospettiva grandiosa…”

      Ipotesi plausibile ma non mi convince. Se davvero molti missili ammerecani fossero stati deviati fuori strada dalle difese elettroniche russe penso che la cosa sarebbe stata propagandata a voce alta da russi e/o siriani o quant’altri per far capire agli ammerecani di non riprovarci perché la prossima volta i loro missili glieli abbatterebbero tutti.
      Qui o qualche pezzo grosso con le stellette ammerecane ha sbagliato i calcoli (e allora forse a Washington cadrà la testa di qualcuno di questi pezzi grossi con le stellette) oppure questi famosi tomahawk sono dei bidoni un po’ come i famosi caccia f35.
      La reazione russa è stata ferma solo dopo il bombardamento (interruzione per il futuro dei rapporti tra comandi russi e Usa e – così ho letto – qualche ulteriore minaccia per future incursioni ) ma al momento del lancio non hanno reagito…a meno che quei tomahawk non avessero dispositivi che li rendevano invisibili ai radar russi è davvero inspiegabile l’inerzia russa e siriana.
      L’idea di una qualche complicità tra russi e Usa non mi convince, perciò la domanda di cui sopra resta ancora senza risposta.

       
      • Gabriele il said:

        Mi sembra che i Russi siano molto freddi e acuti. L’inerzia puo’ essere dovuta al fatto di sapere di essere in grado di parare i missili.
        Ora non lo sbandierano per lasciare nel dubbio gli americani e per dare a Trump la possibilità di mozzare teste gallonate, accusate di incompetenza.
        Io ricordo che l’attacco in IRAQ fu preceduto da un bombardamento di missili in grado di selezionare target con precisione, tanto che la Botteri dell’epoca, mi sembra si chiamasse Lilli Gruber, poteva filmare con telefonino satellitare le varie esplosioni senza timore di essere seppellita, ricordo “…questo doveva essere il minister Tale,… e questo sicuramente Tal’altro…’
        Che si siano invecchiati i missili? Dopotutto, grazie a Gheddafi, questi dovevano gia’ essere di una partita nuova.

         
      • Gabriele il said:

        per chi vuole approfondire sui razzetti: https://en.wikipedia.org/wiki/Tomahawk_(missile)
        si vede che e’ un’arma ben sperimentata e precisissima, fiore all’occhiello sino al 6 aprile u.s.
        Ed ora mi viene da ricordare un’altra cosa strana. Un sommergibile nucleare UK mesi fa ha sparato un missile Trident per esercitazione. L’hanno tenuto segreto per un pezzo, poi si e’ saputo, il missile e’ impazzito e si e’ diretto verso le coste USA!!!!
        Anche allora si disse che era un “missile invecchiato”:
        https://www.theguardian.com/uk-news/2017/jan/23/how-did-the-trident-test-fail-and-what-did-theresa-may-know
        se ci fosse lo zampino russo pure lì, sai come si tengono la pancia dalle risate!

         
      • che la Botteri dell’epoca
        era la botteri , “enbedded” ( non so quanto letteralmente 😎 )

         
      • che la cosa sarebbe stata propagandata a voce alta da russi e/o siriani o quant’altri per far capire agli ammerecani ..
        non è nello stile dei russi , tanto più che al pentagono sono in grado di capirlo da soli senza dover guardare RT 😎

         
      • stefanoG il said:

        x ws e gabriele
        ma scusate se insisto…vi sembra logico che russi e siriani abbattono o deviano nel deserto la bellezza di 36 tomahawk e nessuno (neppure per interposta persona) si fa scappare un qualche cenno di vittoria per un’impresa del genere?
        Non ci posso credere!
        La mia opinione è che o i missili lanciati non sono stati affatto i 59 di cui si è sentito parlare oppure i 36 non arrivati a destinazione si sono persi o per qualche errore di calcolo di traiettoria oppure per problemi insiti a questi tomahawk nel senso che sono dei mezzi bidoni.

         
      • Gabriele il said:

        il documento in arabo congiunto Russia Siria Iran, che abbiamo dato per buono, era invece una fake: http://russia-insider.com/en/abc-news-continues-spread-russia-red-line-hoax-because-why-not/ri19550

        Tutti si meravigliano perchè nessuno esulta se veramente hanno schivato 36 missili (ma anche quelli arrivati non hanno fatto tutto il danno che ci si aspettava). Ho letto anche che uno e’ arrivato nella base siriana e non e’ esploso. Roba ghiotta per i Russi che lo analizzaeranno per benino.

        Elenco un po di ragioni per non esultare:

        1. non irritare gli americani. sembra stupido e non lo e’. pearl harbour funzionò per portare gli usa in guerra perchè l’opinione pubblica si infuocò.

        2. Trump può mozzare teste di generali accusandoli di inettitudine, non sono i russi ad averli giocati, sono loro che non sanno fare il loro mestiere

        3. si da ai generali la possibilita di negare che i russi gli deviano i missili, piu’ tardi affrontano il problema meglio e’. Se c’e’ un successo, in questo fallito attacco, e’ proprio di aver fatto venire fuori questa magagna, i russi certamente si volevano tenere il segreto per spenderselo in qualche conflitto piu’ importante.

        se ci si ragiona tutti insieme ne troviamo altre di ragioni.

        e sia chiaro, e’ solo una teoria, ma gli strani indizi la giustificano.

         
      • stefanoG il said:

        x ws
        Ho letto questo sull’articolo che hai proposto: “I russi non potevano legalmente abbattere i missili degli Stati Uniti” perché ci sarebbe un accordo di non interferenza reciproca per sorvoli di aerei con o senza equipaggio e perché le forze missilistiche russe sono in siria solo per proteggere personale e attrezzature russe.

        Anzitutto direi che non credo che questo accordo consentisse di bombardare la siria con 59 tomahawk! tanto più perché – come dice lo stesso saker – questo rappresenterebbe una palese violazione di ogni norma internazionale (infatti, dopo l’attacco, i russi si sono ritirati esplicitamente da quell’accordo per l’ovvio motivo che col loro attacco gli ammerecani hanno palesemente violato ogni norma internazionale di non aggressione).
        In secondo luogo, volendo accettare l’ipotesi di saker sull’efficienza dei cruise Usa – e, quindi, sia sbagliato (come io ho scritto in altro commento) supporre che ci sia stato una qualche inefficienza operativa di quei missili o qualche errore di programmazione delle rotte – credo che i russi non hanno usato i loro SS antimissili un po’ per risparmiare, un po’ per non fare troppo “rumore” stile “guerre stellari” , un po’ perché forse contro i tomahawk i famosi SS russi (nelle varie versioni) non sono del tutto efficienti.
        Che quei 23 missili siano passati perché c’è stato un qualche accordo tra Putin e Trump non ci credo perché i “nemici” di trump non sono tanto stupidi da non capirlo; che siano stati fatti passare dai russi per confondere le idee agli ammerecani e non svelare troppo le loro meraviglie tecnologiche ci credo ancora meno perché se gli ammerecani credessero che i loro tomahawk sono abbastanza efficienti da riuscire a passare almeno al 50%, sarebbero invogliati nei loro eterni progetti di un primo colpo nucleare . Perciò sono dell’idea che quei missili sono passati semplicemente perché sono riusciti a bucare le difese russe e siriane… e se ci sono riusciti una volta c’è da star certi che gli ammerecani ci proveranno di nuovo…è’ un caso che Tillerson proprio dopo questi missili di trump ha detto che “il regno di Assad sta per terminare”?
        Gli ammerecani con questa loro mossa hanno saggiato le difese russo-siriane, ora temo che la prossima volta questi missili cadranno proprio sulla testa di Assad…ma spero di sbagliare o che i russi siano in grado di apprestare in fretta difese migliori per sé stessi e per il loro alleato siriano…e per noi!
        p.s. spero mi perdonerai di non avere le tue capacità sintetiche nei miei commenti

         
    • Gézitain il said:

      No…ci voleva Obama che diceva che se vince la Le Pen poi la Francia si dovrebbe mettere in coda rispetto ad altri paesi “più amici”…ha portato sfiga alla Brexit, ha fatto perdere Renzi al referendum, ha sostenuto Hillary alle elezioni americane facendo trionfare Trump…eh, il vecchio Barack era infallibile, peccato che non sia più fra noi…

       
  50. Maurizio il said:

    Gli obiettivi del gruppo old economy che sta dietro Trump sono legati all’energia, quelli del gruppo Obama erano più legati all’usura globale. La guerra in Siria è stata voluta per il gasdotto del Qatar (Exxon) e Trump in questa direzione sarà presumibilmente più determinato di Obama. Tra l’altro, diversamente da Obama, va assai d’accordo con Netanyahu (che sulla Siria ha anche lui bei progettini). Quindi era strano che parlasse di disimpegno dalla Siria, non ciò che sta facendo ora. Combatte gli iraniani, come era nella sua agenda (simile a quella dei petrolieri che hanno preceduto Obama) e più che arrendersi ai neocon sta spiegando loro che lui è ancora più neocon. Non è un politico, né uno scacchista e neanche un manager: è un imprenditore. Agisce e azzarda, se ne fotte della forma e bada al sodo. Spesso improvvisando, come dice Dezzani (che saluto).

     
    • stefanoG il said:

      “…più che arrendersi ai neocon sta spiegando loro che lui è ancora più neocon. ”

      Però non mi sembra che l’abbia spiegato anche a quei tanti che l’hanno votato sperando in un cambio di politica rispetto ai neocon.
      Perciò, se davvero non si è arreso ai neocon, significa che è solo un gran figlio di puttana che ha preso per il culo gran parte dei suoi elettori.

       
  51. Maurizio il said:

    E’ un uomo d’affari, che va in conferenza stampa sulla Siria con starwars come sfondo. Gli americani che l’hanno votato vogliono america great again (e meno neri alla casa bianca). Conta che l’ottenga, il come interessa meno. Il mondo è una polveriera e Trump non è un pompiere, né il presidente del mondo (il nobel l’hanno già dato a Obama). E’ un bel casino, ma non certo una sorpresa.

     
  52. Antonello S. il said:

    Ho letto il post e tutti gli interessanti commenti che ne sono seguiti.
    Oltre a fare i complimenti a questo blog (ed a Dezzani) che sta diventando un riferimento irrinunciabile per comprendere meglio la geo-politica dei nostri tempi, ritengo altresì, che riguardo alla valutazione su Trump uomo politico, dovremmo aspettare ancora un altro pò per comprendere meglio la direzione.
    Sono ottimista (se è corretto usare in tali casi questo termine) per quanto riguarda la possibilità di un eventuale conflitto mondiale.
    Le guerre si fanno per vincerle…a nessuno piacerebbe partire sconfitto e tutti siamo consapevoli che il potenziale atomico stipato nei bunker nei tanti Paesi che ne sono in possesso, è sufficiente per non far vincere nessuno.

    Oggi le armi si usano ancora solo per risolvere piccoli-medi conflitti con territori diversissimi da un punto di vista dell’organizzazione bellica.

    D’altronde oggi abbiamo l’evidenza empirica che per controllare intere popolazioni è sufficiente utilizzare la leva economica, grazie al complesso intrigo di regole che ne hanno fatto uno strumento micidiale nelle mani di pochi psicopatici.

     
  53. roberto il said:

    Venerdì scorso il Parlamento egiziano ha bollato come violazione del Diritto internazionale l’attacco missilistico sulla base aerea siriana di Al Shayrat.
    Neanche 48 ore dopo, in Egitto, due esplosioni hanno causato diverse vittime in due chiese copte: a Tanta, a nord de Il Cairo, e ad Alessandria.
    Immediatamente, secondo un cliché abusato, gli attentati sono stati rivendicati dall’Isis, una sorta di versione moderna dei “rough riders” inventati da Theodore Roosevelt, ai tempi della “splendida guerricciola” contro la Spagna, che ebbe come pretesto l’affondamento del Maine.
    Ormai anche i muri dovrebbero aver compreso come funziona il giochetto.

    Russi, cinesi e iraniani lo hanno capito da tempo.
    Quanto a Putin, forte di una popolarità in patria costantemente intorno all’80%, reagisce freddamente alle provocazioni di Washington perché, in fondo, con una superficie di oltre 17 milioni di kmq la Russia è il Paese più vasto del pianeta, è ricco di risorse, e dispone di un apparato militare tale da sconsigliare a chiunque di fornire a Mosca suggerimenti non richiesti.

    roberto r

     
  54. Cesare il said:

    Come giustamente ha fatto notare Osservatore in un commento precedente, tutto si riduce a questa domanda:” Trump è stato ricattato ed ha cambiato idea successivamente, oppure ci ha preso in giro fin dall’inizio ?”.

    Tutto qua! Da questa verità si potrà partire per comprendere tutto il resto.

     
  55. learco il said:

    “Ma il fatto è che nel Regno Unito, libero dai miasmi di Bruxelles, ancorché di fatto legato mani e piedi agli Usa, si va facendo strada da qualche tempo una sensazione di insicurezza, aumentata a dismisura da quando si è saputo, grazie a uno scoop del Sunday Times, che nel giugno scorso era miseramente fallito un test missilistico fatto al largo della Florida: un sommergibile inglese aveva lanciato un missile balistico Trident (destinato all’impiego con armi nucleari) che non appena uscito dall’acqua si è diretto nella direzione opposta rischiando di colpire il territorio americano, sia pure senza alcun ordigno a bordo. Secondo quanto ha riferito un alto ufficiale inglese il sommergibile di sua maestà ha trasportato e lanciato il missile senza alcun inconveniente, ma “ciò che è andato storto era di tecnologia americana”.

    https://ilsimplicissimus2.com/author/ilsimplicissimus2/

     
  56. Cassandra il said:

    Incredibile dalla Francia: Ballottaggio tra Marine Le Pen e Melenchon. Entrambi estremisiti (destra-sinistra) entrambi anti euro ed in entrambi i casi l’establishment Europeo sconfitto. Niente accordo quindi per il ballottaggio in quanto non c’è nessun candidato pro-Europa (Fillon-Macron-Hamon). Lunedì 24 Aprile terremoto per le borse mondiali e secondo me qualche dichiarazione di Guerra ufficiale. questi 15 giorni sono tra i più importanti della storia dopo il 9-9-1989. Dal 1989 al 1993 cambiò il mondo. Dal 2016 al 2018 pure !

     
  57. BARBATO GIOVANNI il said:

    C’e’ un ipotesi che non è stata presa in considerazione.
    Trump non è stato normalizzato per il semplice fatto che
    è stato sempre normale.Cosa voglio intendere? Mirando alla
    Casa Bianca e avendo come rivale la guerrafondaia Clinton
    non ha senso presentarsi con un programmma elettorale simile
    ai neocon.
    Gli elettori avrebbero votato la Clinton che lo surclassava
    in esperienza ed anni di governo.Trump usando il metodo di
    Niccolò Machiavelli della volpe e del lione furbescamente
    ha adottato una campagna opposta a quella della Clinton.
    Una volta eletto ha mostrato le sue intenzioni reali e di
    sempre. Tattica che potrebbe essere stata anche concordata
    col le lobby neocon. Questo spiega anche la fine di Flynn.
    Non si è MAI avuto l’intenzione di averlo nel governo . Queste lobby sono prevalentemente in mano maschili e poco avrebbero visto di buon occhio una donna allaCasaBianca.
    Forse anche l’elezione di Obama è stata pilotata vs la Clinton.
    D’altronde non si accede alla massima guida politica
    dell’America se non si condividono a priori gli obiettivi
    delle grandi lobby della finanza.

     

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