Siria e Nord Corea: il disperato tentativo atlantico di separare Mosca e Pechino

Dopo il bombardamento del 7 aprile, domina l’interrogativo se il raid statunitense sia stato solo un evento isolato oppure il preludio di un più ampio coinvolgimento in Siria. Parallelamente le manovre americane in Nord Corea lasciano presagire un intervento militare anche in Estremo Oriente: c’è un nesso tra le due crisi simultanee? L’attacco chimico del 4 aprile, seguito dal blitz missilistico e dalle pressioni sul Cremlino per abbandonare Assad, è una maldestra manovra per riallineare la Russia agli USA ed al resto del blocco occidentale. La minaccia di un intervento contro il regime di Pyongyang, storico “vassallo” cinese, è il tentativo speculare di svincolare Pechino dalla Russia: constata la monoliticità del blocco euroasiatico, si va verso l’escalation militare?

Due “regimi”, un obiettivo: il blocco euroasiatico

Il bombardamento del 7 aprile sulla base siriana di Shayrat ha creato molta amarezza tra i “populisti” europei, galvanizzando al contrario quei governi e quelle istituzioni che si sentivano orfani della salda guida della Casa Bianca: la Francia di François Hollande, la Germania di Angela Merkel, l’Unione Europea e la NATO hanno salutato con sollievo e soddisfazione il rinsavimento, o sarebbe meglio dire “la normalizzazione”, di Donald Trump. Allo choc seguito dal raid americano, un vero e proprio ribaltamento di 180 gradi della politica estera promessa da Trump durante la campagna elettorale, si è sommata la confusione circa le intenzioni di Washington nell’immediato futuro: una confusione alimentata dalla cacofonia della stessa amministrazione Trump, dove ad una fazione che preme per il cambio di regime a Damasco si contrapporrebbe una più conciliante, disponibile a negoziare una soluzione con Mosca.

La fazione dei “falchi” sarebbe capitanata dall’ambasciatrice americana alle Nazione Unite, Nikki Haley, secondo cui la defenestrazione di Bashar Assad è “inevitabile” ed è “una priorità degli Stati Uniti d’America”, insieme all’eliminazione dell’influenza iraniana in Siria1. Le “colombe” risponderebbero invece al Segretario di Stato, Rex Tillerson, che domenica 9 aprile ha ribadito che la linea della Casa Bianca non sia cambiata e che l’obiettivo più impellente rimanga la lotta all’ISIS2. È però forte il sospetto che la suddetta contrapposizione in seno all’amministrazione Trump sia solo apparente e sia riconducibile al classico gioco delle parti: a pochi è infatti sfuggito come, nelle immediate ore che hanno preceduto il blitz del 7 aprile, lo stesso Tillerson avesse ammesso che si stesse lavorando (“steps are underway”3) per rimuovere il presidente Assad. L’obiettivo di “falchi e colombe” è quindi lo stesso ed ognuno lavora a suo modo per raggiungerlo: la Haley parlando espressamente di cambio di regime manu militari, Tillerson proponendosi come mediatore.

La strategia del doppio binario, impostata nelle 72 ore successiva al bombardamento aereo, prosegue la settimana successiva. Da un lato, il Pentagono ed il governo inglese assumono posizioni sempre più intransigenti, evocando una responsabilità russa nell’attacco chimico del 4 aprile e premendo per un ulteriore irrigidimento dei rapporti diplomatici. Dall’altro, il Segretario di Stato Tillerson conduce l’estremo tentativo diplomatico teso a sganciare Mosca dal governo siriano e dall’abbraccio con Teheran: l’occasione è fornita dal G7 di Lucca del 10-11 aprile, trasformato, dopo gli ultimi drammatici sviluppi, in un summit straordinario sulla questione siriana.

Oltre ai rappresentati dei “sette Paesi più industrializzati” (etichetta ormai obsoleta), intervengono al vertice anche i delegati di Turchia, Emirati, Giordania, Arabia Saudita e Qatar: tutte le potenze sunnite schierate contro Damasco ed il suo alleato iraniano. Il G7 toscano, che precede di poche ore il viaggio di Tillerson in Russia, coincide con l’ultimo appello che l’establishment atlantico lancia a Mosca affinché ritiri il suo sostegno ad Assad, in cambio di un pieno reintegro della Russia nel circuito diplomatico-economico occidentale. “È chiaro a tutti noi che il regno di Assad sta arrivando alla fine. Le alleanze russe con Assad, Iran ed Hezbollah non servono gli interessi di Mosca, che dovrebbe riallinearsi con gli Usa e gli altri Paesi4 afferma Tillerson alla fine del summit. Diciamo ai russi di cogliere l’opportunità (dell’attacco chimico, Ndr) per distanziarvi dagli orrori del regime di Assad e mostrare con sincerità che volete la pace5 gli fa eco il ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault.

I tentativi del “russofilo” Tillerson (ha intessuto discreti rapporti con Putin nella veste di amministratore delegato della ExxonMobil) cadono però nel vuoto: la Russia non ha minimamente intenzione di abbandonare una regione dove ha ritrovato il suo rango di superpotenza mondiale per stringere un’infida alleanza con il blocco atlantico, lo stesso che ha ordito il cambio di regime in Ucraina e fomenta il terrorismo dentro i confini russi. Nei giorni che seguono il raid americano in Siria, l’intesa tra Mosca e Damasco non vacilla minimamente e si assiste, al contrario, ad un incremento del dispositivo militare russo e dei contatti con Teheran in vista di ulteriori attacchi americani: l’8 aprile la moderna fregata Admiral Grigorovich attraversa il Bosforo per posizionarsi davanti alle coste siriane, quasi contemporaneamente è diffuso in forma ufficiosa un comunicato congiunto di Mosca, Teheran ed Hezbollah che promette ritorsioni nel caso in cui gli USA violino di nuovo “la linea rossa” dell’ingerenza militare 6, il 9 aprile Vladimir Putin e l’omologo iraniano, Hassan Rouhani, intrattengono un colloquio telefonico per condannare congiuntamente l’azione statunitense.

Putin rimane sordo alle offerte occidentali e l’esplicito riferimento a Saddam Hussein ed all’armi di distruzione di massa, è una spia di quanto il Cremlino tema che possa avvenire dopo il suo rifiuto di “riallinearsi agli USA”: nuovi attacchi chimici e nuove accuse ad Assad7, prodromo dell’intervento militare americano in Siria. Fallito infatti il tentativo di Tillerson di incunearsi tra Mosca e Damasco, torna infatti alla ribalta il piano di Nikki Haley e dei falchi dell’amministrazione Trump: “If you gas a baby, if you put a barrel bombing to innocent people, I think you can see a response from this president” ha affermato il 10 aprile il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, spalancando le porte di un intervento militare con un ampissimo margine di discrezionalità della Casa Bianca.

Altra prova dell’aggressività angloamericana è la strage di domenica 9 aprile alle due chiese copte a Tanta e ad Alessandria d’Egitto: l’attacco rivendicato dall’ISIS e costato la vita ad una cinquantina di persone, costringe il presidente Abd Al-Sisi a proclamare lo stato d’emergenza per tre mesi, extrama-ratio contro la perdurante destabilizzazione di cui il Paese arabo è vittima 2011. Parliamo dello stesso Egitto che, dopo la Primavera Araba del 2011 e la tragica presidenza della Fratellanza Mussulmana, è progressivamente entrato nell’orbita russa, stipulando contratti miliardari, comprando ingente materiale bellico e progettando una comune strategia nella vicina Libia: colpire la comunità cristiana significa colpire il laico e nazionalista Ab Al-Sisi e, in ultima analisi, il nuovo partner mediorientale della Russia. L’ennesima spintarella affinché Mosca si “riallineai agli USA”.

Parella al dossier siriano, procede la crisi in Nord Corea: i destini di Damasco e di Pyongyang sembrano legati a doppio filo dall’attacco chimico di Idlib. Il raid del 7 aprile coincide con il vertice in Florida tra il presidente Trump e quello cinese Xi Jiiping,protettore” della Corea del Nord come Putin lo è della Siria. Il 9 aprile, una flotta di navi americane guidate dalla portaerei americana USS Carl Vinson si dirige verso la penisola coreana. L’11 aprile, il presidente Donald Trump si dice pronto ad un intervento militare contro il regime nord-coreano: “la Repubblica Popolare di Corea è pronta a reagire con ogni modalità di guerra desiderata dagli Stati Uniti” risponde perentoriamente Pyongyang di fronte allo scenario di un’aggressione militare americana sempre più concreta. L’atomica, dice il regime nord-coreano, è un’arma indispensabile per prevenire attacchi simili al bombardamento in Siria.

In Estremo Oriente come nel Levante, il neo-presidente ha rapidamente assunto una postura diametralmente opposta alle promesse di disimpegno militare, abbandonando i vaghi propositi neo-isolazionisti ed adagiandosi al più classico interventismo in difesa dell’impero angloamericano. È possibile leggere in maniera organica le ultime mosse di Donlad Trump in Siria e Corea?

La strategia angloamericana messa in atto col raid aereo del 7 aprile è un maldestro tentativo di separare Mosca e Pechino: inscenando l’attacco chimico, bombardando la Siria con un raid puntuale ed invitando il Cremlino di abbandonare Assad, l’establishment atlantico offre alla Russia “l’occasione di riallinearsi agli USA ed agli altri Paesi del G7”, schierandosi così implicitamente nel blocco occidentale. Parallelamente è attuata la manovra per svincolare la Cina da Mosca: durante la visita in Florida del presidente cinese, Trump offre probabilmente a Xi Jiiping l’intangibilità del regime nord-coreano in cambio di un allentamento dei rapporti economici e politici col vicino gigante russo: ecco spiegata la simultaneità delle due crisi.

È un’operazione che si sta rivelando drammaticamente fallimentare: né Putin ha intenzione di abbandonare la Siria e tagliare i ponti con la Cina, né Jiiping è disposto a farsi ricattare dagli USA. I media cinesi hanno prontamente condannato il raid aereo del 7 aprile, schierandosi implicitamente con Mosca8, e la diplomazia russa ha già preso una ferma posizione contro un’ipotetica azione militare di Washington nella penisola coreana9. La disperazione angloamericana è dimostrata dal precipitare della situazione in Nord Corea: se Putin fosse rientrato nei ranghi dell’Occidente o se Jiiping avesse accettato di isolare la Russia, un eventuale intervento militare contro Pyongyang non sarebbe più all’ordine del giorno.

Dinnanzi alla monoliticità del blocco euroasiatico e all’avvicinarsi di un appuntamento elettorale, le presidenziali francesi, che rischia di infliggere il colpo di grazia alla UE/NATO con la vittoria di Marine Le Pen, cosa farà l’establishment atlantico? Procederà con un blitz in Nord Corea, simile a quello del 7 aprile, per poi passare all’invasione della Siria? E, soprattutto, cosa faranno Russia e Cina di fronte all’aggressività sempre più sfrenata gli Stati Uniti? Le tensione del sistema internazionale è destinata ad aumentare incessantemente nelle prossime settimane.

 

1http://edition.cnn.com/2017/04/09/middleeast/syria-missile-strike-chemical-attack-aftermath/

2http://edition.cnn.com/2017/04/10/politics/nikki-haley-syria-donald-trump/

3http://www.cnbc.com/2017/04/06/trump-tillerson-suggest-assad-should-be-removed-in-apparent-reversal.html

4http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-8d35fa90-15b7-407c-b1d6-da0f86e284fb.html

5http://www.agenzianova.com/a/58ecb3767adef7.98066737/1544539/2017-04-11/siria-ministro-francese-ayrault-a-g7-nessuna-soluzione-con-assad

6http://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-allies-idUSKBN17B0K7

7http://www.lastampa.it/2017/04/11/esteri/mattarella-da-putin-rafforzare-i-nostri-rapporti-con-la-russia-eJKD5SD01YLqhx5sRpo58H/pagina.html

8https://www.nytimes.com/2017/04/08/world/asia/china-xi-jinping-president-trump-xinhua.html

9http://www.reuters.com/article/us-usa-russia-tillerson-northkorea-idUSKBN17D147

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85 thoughts on “Siria e Nord Corea: il disperato tentativo atlantico di separare Mosca e Pechino

  1. Sembra che la CIna abbia appena respinto due carichi di carbone dalla Nordcorea, stia ammassando truppe al confine e lanci minacce a Pyongyang.
    Mi sa che Trump li ha convinti.

    Tillerson ci proverà anche con Putin, ma lì la vedo dura.

     
    • Federico Dezzani il said:

      No, Cris,
      Pechino si prepara ad entrare nella Corea del Nord, per restarci.

       
      • Maurizio il said:

        E Trump, grande stratega, gli avrebbe dato il pretesto. Sarebbe una mossa devastante e in stile Putin (che però in Crimea l’ha fatto in un lampo). A quel punto o partono le atomiche o l’occidente comunque è finito.
        Usa e Uk in termini di potere ora hanno poco da perdere, il che rende le minacce credibili. Possono inoltre cmq accendere i grandi incendi lontano da casa loro e col fumo confondere e provare a cambiare il corso delle cose. Scopriremo in questi giorni qual’è la vera personalità di Xi Jiiping.

         
    • Gabriele il said:

      La Cina ha dato ordine a tutte le carboniere Nord Coreane di partire, onde non avere patate bollenti per le mani .

      Le truppe servono nel caso le difese Nord Coreane cedano, la Cina non vuole manco uno yeankee piu’ su del 38mo parallelo.

      Secondo me gli USA stanno per afferrare un grosso e spinoso fico d’india.

       
    • enveroxa il said:

      mi associo. le analisi di federico sono l’antidoto all’ipnosi generale auspicata da media sempre piu scandalosi.

       
    • le truppe cinesi sono li per fare come fecero nel 1951… solo che se verranno tirate in ballo stavolta nessuno potra’ fermarle di nuovo al 38 parallelo…

       
  2. Cipollotto il said:

    La corea del sud c’entra qualcosa in tutto questo? Ho letto questi articoli, in cui si leggono le solite dinamiche, presidente corrotto, abbasso la corruzione ecc. ecc.
    http://www.difesaonline.it/geopolitica/tempi-venturi/la-presidente-park-costretta-dimettersi-scontri-seul-cosa-succede-corea
    http://www.corriere.it/tecnologia/17_gennaio_11/sud-corea-scandalo-park-indagato-corruzione-l-erede-samsung-8e6e3b46-d7df-11e6-9dfa-46bea8378d9f.shtml?refresh_ce-cp

    P.s. quando esce il libro su Putin?

     
    • La corea del sud c’entra qualcosa in tutto questo?
      si dovranno essere loro a dare origine alle danze e poi finire massacrati come campo di battaglia .
      Purtroppo la storia sarebbe sempre una buona maestra , ma trova sempre soltanto studenti somari !

       
    • Paul Droogo il said:

      La “Corea del Sud” non è che uno stato fantoccio creato dagli USA. Non appena gli USA lasciassero la penisola coreana verrebbe meno ogni sua ragione d’esistere.

       
      • Cipollotto il said:

        Interessante, altra domanda, se gli usa non dovessero riuscire: a cacciare Assad, cacciare Putin, staccare Cina e Russia, fare gli stati uniti d ‘Europa, in altre parole a doversi ritirare e diventare uno stato normale, vista la loro situazione economica quanto possono durare ancora? Ed in caso di crack secondo voi farebbero il botto tipo crollo urss o una roba tipo fine dell’impero britannico (cioè graduale e controllato)? Oppure hanno “benzina” per tirare a campare un’altra ventina-trentina d’anni?

         
    • @ cipollotto
      secondo me le elite U$A nella loro logica o vincono o rovesciano il tavolo e l’ unica cosa che non farebbero mai sarebbe cambiare il proprio paradigma socio-politico ( come fecero URSS e GB in crisi )
      . Per questo russi e cinesi ci vanno con i piedi di piombo contando sul fattore tempo, c’è un “matto” nella “cristalleria “.

       
      • Cipollotto il said:

        Sulla teoria del pazzo c’è quest’ottimo articolo

        https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_pazzo

        Sul fatto che le elite usa non cambino paradigma non saprei, chi avrebbe mai immaginato lo schianto dell’urss in quel modo senza sparare un missile? A parte Galtung, Chalmers Johnson e Todd

        comunque resta la domanda, con tassi a zero stampante fed a manetta,una enorme fetta dei quattrini dei paesi europei finita nel tritacarne di wall street per tenere in piedi il baraccone finanziario, una buona parte del mondo che non vuole più gli usa tra i coglioni, quanto possono durare ancora come superpotenza? E’ questo che vorrei capire, se è questione di pochi anni o di decenni.

         
    • Eppure non riesco a credere che si possa arrivare ad un confronto militare nucleare.
      purtroppo è sempre una illusione di tutti i generali credere che le guerre siano “controllabili” ,ma quando la posta è altissima (come in questo caso ) una volta “partite ” nessuno è in grado di controllarne gli sviluppi.

       
  3. la storia dell’ “attacchino coordinato” si è subito rivelata essere la solita “deception” culmine di tante precedenti altre ( trump-filorusso , trump-isolazionista ect .. ) .. In realtà il piano trumpiano era semplice : bombardare in siria mentre Xi era cena per spaventare ” due piccioni con una fava” . Per questo era stato richiesta la vista ( con ‘ ultimatum) di tillerson a mosca con il g7 due giorni prima.

    E in questo io trovo veramente elegante il modo con cui i russi gli hanno sabotato la sceneggiata ” deviandoli misuratmente” un po’ di missili senza nemmeno attivare gli s-400. chapeau !

     
    • Michele il said:

      Come sarebbe a dire “deviando misuratamente un po’ di missili senza nemmeno attivare gli S400”?

       
      • beh 36 missili su 59 non hanno raggiunto la base siriana ( e pare ora che solo 10 l’ abbiano efficacemente colpita ) .Si tratta di un tasso di “insuccesso ” elevato ,in parte si suppone indotto da un dispositivo mobile in grado di “confondere” le centraline di volo dei tomahvak e forse anche da un sistema di difesa puntuale che ( a giudicare dal video fatto girare dai siriani ) non è il fuoco diretto di un pantsir ma una specie di “classica” antiaerea shrapnel ma “flottante”.

         
    • Michele il said:

      Può cortesemente fornire l’origine delle sue fonti? Trovo le sue informazioni dannatamente interessanti.

       
  4. Complimenti,un pezzo magistrale.Io credo che,se gli americani dovessero proseguire in questa follia,siano destinati ad un nuovo Vietnam.I nordcoreani sono armati fino ai denti e i costi sarebbero enormi.Credo anche che l’opinione pubblica americana non potrebbe supportare una guerra cosi’ insensata.

     
    • Cassandra il said:

      Inoltre hanno un pazzoide come dittatore. Nella mia vita mi hanno sempre insegnato a non avere paura dei razionali ma dei pazzi irrazionali. Se gli angloamericani sono psicopatici quel kim jong un è un vero Fenomeno pazzoide. Lombroso lo avrebbe analizzato. Quello è talmente pazzo che attiverebbe qualche missile nucleare mentre pranza coi suoi figli mangiando babà e cannoli siciliani. Con i pazzi non si scherza !

      PS Dezzani che ne pensi delle bombe al bus del Borussia Dortmund? Sembrano la strategia della tensione (bombe nell’auto allo stadio Olimpico) in salsa Europea… gradirei opinioni

       
      • Io questa storia di dare del pazzo furioso ai leader altrui, mica me la bevo più tanto.
        Mi sa che i pazzi furiosi siamo noi ad averli in casa…

         
      • Fosse stato altrettanto “pazzo” Gheddafi non saremmo in queste condizioni.

         
      • Gabriele il said:

        Non so quanto Kim sia pazzo o così ce lo dipingono. Come Assad dovrebbe essere sanguinario e dispotico.

        Secondo me la loro peggiore colpa e’ che vogliono difendere la loro nazione piuttosto che mettersi a libropaga dei mafiosi atlantici.

        Comunque ci sono gia’ parecchie unita’ antisommergibile allertate al largo della California, pare che ai sub Nord Coreani siano arrivati dei codici di attivazione….

        https://www.infowars.com/unusual-navy-patrol-sparks-fear-of-foreign-sub-off-california-coast/

        http://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/604504/north-korea-attack-coded-messages-radio-broadcast

         
      • Paul Droogo il said:

        La Corea si è fatta le bombe proprio per evitare attacchi in stile Chayrat da parte degli USA.
        L’annientamento di Guam come assaggio. Ma c’è anche Okinawa.
        Se non bastasse, un bel tsunami davanti alle coste californiane (San Diego e isole Farallon), con un’atomica sottomarina.
        Con gli USA in mutande, chi si asterebbe dal cogliere l’occasione? La Cina? La Russia? Ma neanche l’India.

         
      • Orazio il said:

        Perché il termine pazzoide?
        Vorrei ricordare che la Corea del Nord, se la sono attaccata al dito quello che fecero a loro negli anni 60 gli Americani, portatori di democrazia, ovvero quando vi fu la guerra del 38 parallelo gli stessi, spianarono completamente le abitazioni della Corea del Nord.
        Se la vostra città, venisse spianato con le bombe e chissà quanti vostri amici e parenti morirono in tali attacchi, è lecito pensare che giustamente, visto chi sono gli americani, che si sono dovuti armare.
        Che tale costo dell’armamento sia “costato” anche alla popolazione civile, ci sta.
        Concorda?

         
      • Francesca Ancona il said:

        Io sinceramente adoro Kim Jong, mi ha sempre affascinata la sua figura…Concordo con i commenti sopra, difende la sua nazione e non rompe le scatole a nessuno, come ogni stato dovrebbe fare

         
  5. learco il said:

    “Come si vede, Tillerson non va a trattare. Va a esigere la resa incondizionata , senza contropartite all’umiliazione e alla vergogna.
    Secondo me, lo fanno consapevolmente. Non vogliono trattare; vogliono la guerra, perché sanno che fra dieci anni non saranno più in grado di vincere una guerra mondiale; perché il loro sistema finanziario è sull’orlo dell’implosione.”

    http://www.maurizioblondet.it/quello-tillerson-porta-putin-si-chiama-ultimatum/#comment-11704

     
    • Secondo me non ne sono in grado nemmeno adesso, ma almeno se perdono la guerra non dovranno pagare i debiti…. 🙂

       
  6. Roberto 67 il said:

    Passano i secoli e i millenni ma la strategia dei signori della City continua a riproporre gli schemi del passato: i Romani dicevano in questi casi: dividi et impera. Affronta un nemico per volta. Fa si che i tuoi avversari non si alleino fra loro.
    Ma il loro problema è che se un tempo i cultori di strategia militare e politica erano molto pochi (anche per la difficoltà oggettiva a trovare il materiale su cui studiare e imparare) oggi le cose stanno diversamente. I cinesi hanno perso due guerre con gli inglesi chiamate guerre dell’oppio ovvero mirate al controllo del commercio della più importante sostanza stupefacente conosciuta da sempre. Ancora oggi MI6 e CIA mantengono il controllo mondiale di questo prezioso commercio appaltato loro dalla Compagnia delle Indie ((oggi potremmo identificarla nella HSBC). Ma come detto oggi anche gli avversari sono preparati e pronti. Sanno che solo rimanendo uniti potranno resistere all’assalto finale di quei pazzi. E sono disposti a tutto perché sanno di non avere alternative. O muoiono lentamente da pecore o affrontano la situazione – guerra ben sapendo che in tal modo i rischi di una distruzione totale è molto reale ma che rimane l’unica opzione rimasta.

     
  7. Roberto 67 il said:

    Riguardo alla supposta pazzia di Kim Jong Un, io non concordo per nulla.
    Tale appellativo deriva solo dall’attribuzione al dittatore coreano di un sacco di crimini e fatti di cui in realtà non sappiamo nulla. Se la stampa ufficiale a distanza di oltre 15 anni si ostina ad attribuirei fatti delle due torri ai terroristi, se nel frattempo fatti simili si sono ripetuti fino alla nausea, se ancora oggi molti avvenimenti dello scorso secolo seguono un mantra ripetitivo a uso e consumo di alcuni ristretti gruppi di elite etc……Beh perché dovrei, dovremmo credere alla versione occidentale riguardo al Sig. Kim????

     
  8. Mihai Podeanu il said:

    Ed eccoci tornati al”pivot to Asia”.
    Il lavoro non Ti manca proprio in questi tempi interessanti, Dezzani.

     
  9. Carissimo Federico, le elezioni francesi sono poco importanti, in quanto tutte e due gli scheramenti sono occupati da persone care all’establishment anglo americano, cioè sia Macron che Le Pen. Vedasi Trump. Si era detto che con la Clinton ci sarebbe stata un’escalation militare e con Trump la pace e la normalizzazione dei rapporti con Russia e Cina, e invece neanche 100 giorni e Trump tira dentro Russia e Cina in escalation militari impensabili. Il fatto è che Trump non ha nè ingannato nessuno nè qualcuno gli ha fatto cambiare idea: Trump è il massimo rappresentante dell’establishment americano, con meno potere di azione e di opinione rispetto a un Obama ad esempio. E’ stato messo lì per completare ciò che Obama non ha voluto completare. Trump dalla sua ha avuto un grandissimo lavoro fatto dal suo entourage (vedasi Bannon) il quale è riuscito a far passare tutti i messaggi possibili: a chi credeva nella pace è stato detto che Trump fosse dalla loro parte, ai guerrafondai idem, ai razzisti stessa cosa. Bastava leggere. Steve Bannon è un fervente ammiratore di Julius Evola, uno dei massimi filosofici del fascismo e del nazismo. E uno dei suo refrain è: “l’apocalisse è ora”. Lascio un link per chi volesse farsi una piccola idea. Saluti.
    http://www.huffingtonpost.it/2017/02/09/steve-bannon-apocalisse_n_14657332.html
    Gianni Palumbo

     
    • Claudio il said:

      Caro Gianni, come spieghi allora i mesi precedenti all’elezioni americane, dove l’intero apparato politico/mediatico appogiava la Clinton? Come spieghi l’enormi probabilità di vittoria attribuitele fino al giorno prima? Suvvia.. Trump ha tradito il suo elettorato e tutti coloro che riponevano in lui un minimo di opposizione alle politiche ordoliberiste degli ultimi 30 anni (ed il mio modesto parere a riguardo è che l’abbia fatto per preservare la sua fortuna e la sua famiglia, prima che venisse attaccata dal medesimo sistema americano..).

       
      • Funziona così: l’apparato mediatico mainstream appoggiava la Clinton, l’apparato mediatico chiamiamolo alternativo (in prevalenza social) spingeva per Trump. Ma sempre apparato mediatico è, pagato e finanziato da qualcuno. Non diventi candidato ufficiale dei Repubblicani per volontà del popolo, lo diventi per volontà di una determinata élite. Che poi ti chiede il conto. E tu sai benissimo che dovrai pagare.
        Allo stesso modo funzionerà per Le Pen e per Grillo. Ti svelo anche il filo rosso che li lega: evola, la teosofia e madame blavatsky, ergo la massoneria inglese.
        Saluti
        Gianni Palumbo

         
      • Orazio il said:

        Direi che il vecchio detto che il sistema paga sia a destra che ha sinistra, ci sta.
        A loro interessa che i loro interessi, non vengano toccati.
        Elementare.
        Per cui se vogliamo capire da che parte tira il vento, e chi abbiamo di fronte ci dice la verità, dobbiamo capire come e in che modo va contro il sistema e contro la moneta a debito.
        Se Trump, “fosse” dico fosse, in quanto ci sono giochini molto sofisticati, per far credere una cosa e poi farne un’altra… dico di nuovo “fosse” avrebbe dovuto nazionalizzare la FED.
        Non mi risulta che abbia in mente, o abbia mai espresso nulla contro a tale sistema.
        Ergo, fa parte del sistema, oppure le cose non sono come noi crediamo.
        Del resto i potenti, fanno vedere solamente quello che vogliono farci vedere.

         
    • è difficile dire che cosa sia davvero trump , solo i fatti ci diranno se e’/era
      1) un sincero “rebuilder” della vecchia america sprovveduto e/ o vile
      2) un cinico mestierante che ha occupato una parte nella commedia della “democrazia” americana
      3) una truffa mediatico-politica per il proseguio della solita strategia imperiale di U$rael ma con diversa tattica
      4) un abile giocatore mediatico con un suo progetto di cambio del paradigma politico degli USA ( la più improbabile ma non me la sento ancora i escluderla completamente )

      Quello che è certo è che non basta diventar presidenti per cambiare traiettoria ad un megamissile come gli USA dominato da un centro di potere ( U$rael) che puo’ spazzare via qualunque politico (presidente compreso) quando vuole.

       
  10. Partendo dal fatto ormai ampiamente acquisito che qualunque conflitto ha ragioni economiche posso immaginare che sia per gli USA che per la Cina non sia così negativa una totale destabilizzazione della Corea del sud. Cioè, invece che eliminare la Corea del Nord che magari cadrebbe sotto il totale controllo della Cina, eliminare la Corea del Sud che da fastidio ad entrambi. Per esempio la Samsung che scompare dal mercato globale non farebbe poi mica male a Apple e Huawei e pensando a quali numeri ci stanno dietro una bella guerra farebbe giusto al caso. Inoltre il problema del debito bluff USA ormai è proprio dietro la porta e il grande baro o rovescia subito il tavolo oppure viene smascherato e questa è una occasione da non lasciarsi più perdere.

     
  11. StefanoD il said:

    Se inizia la guerra sono curioso di vedere quanto durerà. Un giorno? due giorni? Quando gli americani si accorgeranno che anche loro possono morire allora si ritireranno a gambe elevate!!!

     
    • Antonello S. il said:

      Secondo me occorre pensarci bene prima di spingere il bottone rosso.
      E bisogna anche evitare di blaterare con leggerezza di guerra, quando parliamo di Paesi in possesso di armi nucleari.
      Oggi esistono missili che possono trasportare testate atomiche a migliaia di kilometri dalle rampe di lancio.
      Non occorre leggere “On the road” di kerouac per immaginare come diverrebbe il mondo dopo la guerra…anche per i “vincitori”.
      Sarebbe molto disdicevole fomentare una profezia autoavverante.

       
      • Backward il said:

        Credo che non molti riflettano davvero sulle conseguenze di una guerra moderna. Uno solo dei nuovi missili russi Satan II sarebbe in grado di livellare un’area pari all’intera Francia o al Texas. Ne basterebbe una dozzina per obliterare completamente gli USA. Sarebbe semplicemente l’inferno e occorre rendersene conto.

         
      • StefanoD il said:

        non è che lo premo io il bottone rosso. E poi la mia profezia sarebbe di una guerra di al più due giorni. Secondo me l’unica opzione vera che hanno gli americani sulla Siria è quella di provare a forzare la mano (con migliaia di truppe) con una invasione da terra dalla Turchia o dall’IRAQ come hanno già provato a fare negli scorsi giorni in maniera molto limitata. Invasione pura senza missili o aerei che sarebbere immediatamente abbattuticon potenziale innesco di una una escalation. Le navi USA nel Mediterraneo non durerebbero neanche qualche ora altrimenti. Arrivati a questo punto bisognerebbe capire cosa fa la Russia: accetta la sfida e invia truppe da terra andando incontro a costi elevatissimi (e rischio di bancarotta in poco tempo)? Usa i missili con il rischio di innescare una escalation? oppure resta ferma? Come vedi con questa mossa gli USA proverà a mettere nell’angolo la Russia. Secondo me la Russia opterà per lo scontro a terra con l’esercito. A quel punto, alle prime bare che torneranno a casa la guerra finisce.

         
      • Gianni il said:

        Caro Antonello, mi sembra tu ti sia confuso, forse intendevi “The Road” di Cormac McCarthy (uno dei miei scrittori preferiti) e non Kerouac il quale in “On the road” parlava di ben altre questioni, molto più divertenti, cordiali saluti.

         
    • Cavenaghi il said:

      Rispondo qua al tuo commento sotto: in caso di guerra convenzionale non credi che i boots on the ground sarebbero iraniani? Ciao

       
  12. Non è che poi alla fine tutta sta sturia è semplicemente “comm”, cioè annunci di comunicazione per tenere alti i gradimenti di Trump e nient’altro? 🙂

     
  13. Osservatore Internazionale il said:

    Qualcuno ricorda il discorso di qualche messetto fa, del Generale Mark Milley, Capo di stato maggiore dell’esercito Usa ?

    Vale la pena ascoltarlo https://www.youtube.com/watch?v=gRei2vBuZHE perchè c’è un passaggio nella parte finale, che mi ha lasciato molto perplesso.

    Dal minuto 2:48 Milley sostiene che il futuro campo di battaglia, dove si combatterà la futura guerra globale, sarà complesso ed interesserà zone ad alta densità di popolazione urbana civile. Quasi una sorta di “guerriglia porta a porta”.

    Com’è possibile ? Andiamo verso una “guerra nucleare” e questo parla di “guerriglia urbana” ?
    Qualcosa non torna. Vuoi vedere che (come dicono alcuni complottisti) questi davvero vogliono ridurre la popolazione del mondo a 1 miliardo di persone ? C’è poco da ridere !

     
      • Orazio il said:

        Oppure come DICHIARATO e scritto sulla pietra, LA MASSONERIA vuole la riduzione della popolazione a non più di 500 milioni di individui?
        Inclusa ovviamente anche la MASSONERIA ITALIANA… succube di quella inglese?
        Credo comunque che anche in America, gli americani siano stanchi di tale modo di fare… anche se con la geoingegneria, li hanno rincoglioniti come anche i nostri connazionali.

         
  14. learco il said:

    “Del resto sono le cifre che parlano, quelle dell Unicef, dell’Ocse, dell’Onu e di decine di altri istituti ufficiali e ricerche accademiche: dal 1945 ad oggi ci sono stati in tutto il pianeta 248 guerre e 201 di esse sono state cominciate dagli Usa per il controllo delle risorse oppure in nome della geopolitica, mentre tali conflitti hanno fatto oltre 30 milioni di morti in gran parte civili (una percentuale che oscilla tra l’85 e il 90%), secondo quanto riporta l’ American Journal of Public Health. Del resto gli Stati Uniti hanno il 41% delle spese militari globali contro il 4,4 e l’8,2 per cento di Russia e Cina, con oltre 800 basi sparse ovunque e ogni anno spendono per mantenere questo esercito di occupazione planetaria sei volte la cifra necessaria a evitare che 15 milioni di persone, tra cui 11 milioni di bambini muoiano di fame.”
    https://ilsimplicissimus2.com/author/ilsimplicissimus2/

     
    • Osservatore Internazionale il said:

      “…in tutto il pianeta 248 guerre e 201 di esse sono state cominciate dagli Usa per il controllo delle risorse oppure in nome della geopolitica, mentre tali conflitti hanno fatto oltre 30 milioni di morti in gran parte civili…”

      Sarà bene ricordare a TUTTI coloro che leggono questo blog, che una eventuale terza guerra mondiale, dovrà essere chiamata:” LA ULTIMA GUERRA MONDIALE”.

      Nel mondo ci sono circa 16.000 testate nucleari di cui 7.200 circa in mano russa, 7.000 in mano Usa ed il resto sparse fra Iran, Francia, Corea del Nord, India, Pakistan etc.

      Una sola testata nucleare di ultima generazione russa che dovesse cadere su Roma, ad esempio, eliminerebbe la “vita” di tutta la nostra penisola, per sempre.

      Non capisco come si possa parlare a cuor leggero di “Terza Guerra Mondiale”.

       
      • Osservatore Internazionale il said:

        Altro che 30 milioni di morti. Quel numero di persone, saranno gli unici sopravvissuti ad un terzo conflitto globale, dei 7 miliardi di persone che abitano il pianeta oggi !

         
  15. roberto il said:

    Il portavoce della Casa bianca, Sean Spicer, si è scusato per il paragone tra Assad e Hitler. Con la faciloneria tipica dell’americano convinto che la storia del mondo coincida con la nascita degli Usa, lo sprovveduto aveva affermato che “neanche una persona spregevole come Hitler aveva usato armi chimiche durante la II GM contro il suo popolo”.
    Fattagli notare l’incongruenza dell’affermazione, Spicer è riuscito a far di peggio dichiarando che “Hitler non ha usato gas sulla sua gente nello stesso modo in cui lo fa Assad. Portava la gente nei centri dell’Olocausto”.

    Ecco, dovrebbe risultare evidente che con cervelli come questi gli Usa non hanno alcuna possibilità di piegare il mondo ai loro voleri.

    Del resto, che qualcosa non funzioni nei cervelli d’oltre atlantico risulta evidente anche dalle ultime dichiarazioni di Trump circa la questione coreana: uccidere Kim Jong-un, o dispiegare armi atomiche nella Corea del Sud.
    Immaginiamo l’entusiasmo a Seul.

    Mentre Spicer si aggrovigliava nella sua insipienza, il ministero della Difesa russo rilevava, tra il serio e il faceto, il modesto esito dell’attacco missilistico sulla Siria.

    Una della caratteristiche degli americani è che quando il loro governo aggredisce una nazione sovrana non trovano di meglio da dire che “giusto o sbagliato, è sempre il mio paese”. È grazie a questa filosofia d’accatto che, a partire dal 1999 – e mi riferisco al solo XXI secolo, altrimenti il discorso si farebbe lungo -, gli Usa hanno sbriciolato intere nazioni con il solo risultato di far deflagrare conflitti, tensioni e risentimenti di cui non si sentiva alcun bisogno e con cui ci troveremo a fare i conti per molto tempo ancora.
    È ciò che lo storico e antropologo francese Emmanuel Todd, nel suo libro Dopo l’impero (2000), definiva “micromilitarismo teatrale: dimostrare la necessità della presenza dell’America nel mondo schiacciando lentamente avversari insignificanti”.
    Molti americani sembrano incapaci di comprendere che la storia del mondo non è iniziata con lo sbarco del Mayflower. Da ciò nasce tutta una serie di fraintendimenti, a partire dalla inammissibile tendenza a considerarsi superiori agli altri paesi: “Credo nell’eccezionalità dell’America con ogni fibra del mio corpo – ciò che ci rende eccezionali è la nostra volontà di imporre la regola della legge attraverso le nostre azioni” (Obama, discorso a West Point, maggio 2014), fino all’incapacità odierna di rassegnarsi ad accettare che questo non sarà il “secolo americano”, come auspicavano i cosiddetti “neo-con” – che ai tempi di G. Bush a Washington erano meglio noti come i “falchi dalle ali di pollo” -, e che insistere a voler piegare il mondo ai propri voleri non potrà che avere conseguenze nefaste che poi difficilmente saranno in grado di tenere sotto controllo.
    È ipotizzabile che Trump – uno che, diciamolo, ragiona così come si pettina – si stia mostrando aggressivo al solo scopo di vedere l’effetto che fa.
    Ed è altrettanto ipotizzabile che rimarrà deluso nel constatare che nessuno, tranne forse la Corea del sud, si è lasciato impressionare.

    roberto r

     
    • Backward il said:

      E gli americani sono davvero eccezionali: sono unici al mondo nella loro ignoranza, presunzione e faciloneria. Sono gli unici a muoversi più come scimmie che esseri umani, e sicuramente i più avanzati nel degrado fisico e mentale prodotto dalla modernità. Ogni persona con qualche residuo di civiltà li può solo guardare con imbarazzo.

       
  16. learco il said:

    Prima dell’attacco alla base siriana, l’atmosfera a Washington era da caccia alle streghe: “L’atmosfera politica tossica della russofobia a Washington non ha precedenti – osservava Finian Cunningham su Strategic Culture . L’amministrazione Trump viene azzoppata in ogni occasione di una normale azione politica sotto una nube tossica di sospetta colpevolezza di tradimento per via di collusioni con la Russia”.

    http://www.occhidellaguerra.it/russiagate-motivo-della-svolta-trump/

     
  17. Gézitain il said:

    OT, una interessante notizia che i media mainstream mettono opportunamente nelle ultimissime pagine.

    La Repubblica Ceca, che fa parte della Unione Europea, ha la sua moneta (la corona) ma ha sempre mantenuto un cambio fisso con l’euro pari a 27 corone per un euro (quindi col vincolo di cambio fisso è come se avesse avuto l’euro).
    Pochi giorni fa questo cambio fisso (peg) è stato abbandonato e oggi la corona è libera di fluttuare.
    Ha svalutato e si è subito abbattuta la rovina su quel paese?
    No,
    Si è anzi rivalutata di pochi decimali e attualmente il cambio è di 26,67 corone per un euro (la corona si è rafforzata anche se di pochissimo).
    Un altro mattone levato alla costruzione europea.

    http://www.repubblica.it/economia/2017/04/10/news/la_repubblica_ceca_si_sgancia_dall_euro-162629923/

     
  18. Robertus il said:

    Analisi lucidissima questa volta. Purtroppo, l’escalation continua, possiamo solo sperare nelle divisioni interne nei Paesi G7/UE. Per esempio, la May sembra in rotta di collisione con pazzo (e traditore) Johnson e Michael Fallon.
    https://it.sputniknews.com/mondo/201704124335988-Media-May-diffida-Johnson-per-negoziati-sulla-Siria-con-Lavrov/

    Qui un sunto dell’ultima telefonata tra Xi Jinping e Trump, riportato da PressTV.
    http://www.presstv.ir/Detail/2017/04/12/517739/China-Xi-Trump-phone-conversation-North-Korea-peaceful-resolution

    Purtroppo, l’evoluzione della situazione porta ad escludere la prima ipotesi di “messinscena” tra Russia e USA riguardo al lancio dei 59 missili. C’è da capire se ora gli USA si concentreranno sulla Corea del Nord, continueranno con la Siria o terranno aperti entrambi i fronti.

     
  19. Massimo il said:

    A chi fino ad ora ha insensatamente sostenuto Trump e le sue presunte differenze con Hillary Clinton, ricordo le parole in diretta a BBC World di Ehud Barak, con la lista dei “rogue states” da distruggere, mentre le torri ancora fumavano:

    Iran (to do)
    Iraq (done)
    Libria (done)
    Corea del Nord (to do)

    La lista è stata aggiornata negli anni successivi con l’aggiunta della Siria che si trovava, incidentalmente, sulla strada di un noto gasdotto. Oggi, a distanza di oltre 15 anni e qualche milione di morti, Trump riprende la medesima lista e minaccia gli stati ancora non bombardati a tappetto dall’esercito non ufficiale del regime di Israele, cioè gli Stati Uniti.

    Ora, o si va avanti a prendersi in giro, oppure si prende atto che qulasiasi stato al mondo che si ritaglia indipendenza monetaria ed economica contrasta l’egemonia sionista in tale ambito, quindi è automaticamente uno “stato canaglia” che va regolarizzato con la forza.
    Come ha detto recentemente Assad che, con l’acqua alla gola, non può che dire come stanno veramente le cose al di fuori di una sperimentata e ipocrita diplomazia: “I terroristi (cioè ISIS e le sue varie declinazioni) stanno combattendo per Israele, questo è un punto molto importante da compredere: l’agenda di guerra che ha come scopo la distruzione della Siria è l’agenda israeliana, non degli americani”.

    Se capiamo questo ben si comprende anche il ruolo di Trump, impostore, attore consumato e circondato(si) da sionisti, giudei e guerrafondai della prima ora che, al contrario di Obama, il quale un minimo di autonomia se l’era ritagliata, tanto da arrivare ad odiarsi con Netanyahu, appare come uno strumento totalmente manipolato dalla destra israeliana come lo era Bush, che in più era un povero psicolabile con il Qi di un bambino di 8 anni.

    Poi possiamo discutere all’infinito su chi controlli chi e quale sia, nella gerarchia della piramide tenuta insieme dalla massoneria mondiale, la testa del serpente ma di certo Iraele è ben posizionato e in Medio Oriente ha fomentato le guerre degli ultimi 30 anni (sarò buono…). La sua politica di egemonizzazione è inoltre la forza ispiratrice dell’immigrazione di massa verso l’Europa, accettata a capo chino da tutti i paesi interessati, vuoi perché sotto ricatto, vuoi perché guidati da leader completamente corrotti e contro gli interessi nazionali. E’ evidente che depopolare è perfino più produttivo di sterminare perché al contempo indebolisci e destabilizzi anche il vecchio continente imponendo la cosidetta globalizzazione (nel lavoro, nell’economia, nella cultura di massa plasmata dai media, organi di propaganda controllati dai medesimi “globalizzatori”).

    Sarebbe lungo trattare ogni singolo aspetto, dall’origine massonica dell’Unione Europea, fino alla giudeizzazione dei finti leader dei giorni nostri, mi limito quindi a sottolineare ancora una volta che i destini di Pyongyang e Teheran sono legati a doppio filo con chi ha stabilito lo stato di Israele, via City of London, 100 anni fa e non vi sarà tregua fino a quando quel disegno non si compirà. Quella lista, anno 2001, è come la Bibbia (ma forse dovrei dire come il Talmud) e Trump & Co. sono i nuovi, adoranti, adepti

     
  20. Guido il said:

    Non credo alla guerra nucleare.
    Penso invece che potrebbe esservi un confronto militare anche accanito tra Nord Korea e USA. La Cina eviterà di fornire appigli al dittatore nord coreano, evitandogli di premere il bottone rosso atomico.
    Gli fornirà generosi aiuti per resistere.
    In fondo, gli USA, vogliono più una botta di immagine, che un confronto serio.
    Per Trump, il successo, sarebbe distruggere qualche sito nord-coreano, ed allontanarsi alla svelta, senza un solo ferito.
    Avrebbe “mostrato i muscoli” per trattare successivamente.
    Certo, se inizia a subire perdite, ed aumentasse la pressione militare sul nord Korea, allora anche Seul ne andrebbe di mezzo. Bisogna aspettare e vedere come va. Quando arriverà la nave? Il venerdì di pasqua? O dopo? Ogni giorno farà 300-500 Km. In sette giorni 3000 Km. Arriva?

     
    • Federico Dezzani il said:

      Ma della Corea non frega niente a nessuno, Guido.
      Qui parliamo di Russia e Cina e dell’egemonia mondiale.

       
      • Massimo il said:

        Il problema non è la Corea in quanto tale, ma cioè che rappresenta a livello simbolico, cioè l’epitome dello “stato canaglia” da punire. La Cina non è la Russia, li molleranno al primo segno che militarmente si fa sul serio, alla prima provocazione (reale o costruita) prenderanno le distanze tirandosi fuori perché troppi inteteressi sono in gioco.
        La Russia invece non perderà la faccia perché si sente forte militarmente e ha un codice d’onore che non ha mai tradito nei confronti dei propri alleati, quello che Putin chiama “professionismo”. Trump è stato irriso come è stato irriso di recente Netanyhau, senza mezzi termini i russi gli hanno dato, e a buon ragione, del buffone

         
    • Paul Droogo il said:

      Gli “aiuti” per prolingare la gerra in casa non vedo come possano interessare i coreani.
      Penso, invece, probabile una prima risposta molto contenuta: nuclearizzare Okinawa o Guam.
      Starebbe, poi, a Trump decidere.
      Se anche la Cina gli permettesse di polverizzare la Corea (per annettersela, in pratica) nessuno gli toglierebbe gli ingenti danni al territorio metropolitano degli USA.
      Soprattutto gli USA si troverebbero in uno stato stato di debolezza che incentiverebbe molti altri ad approfittarne. La Serbia nel Kosovo, la Russia in Ucraina, l’Iran in Siria, Irak, Kuwait, Bahrain ed Arabia Saudita. L’Egottp in Libia. La Cina a Taiwan, oltre che in Corea.

       
    • La Cina ….Gli fornirà generosi aiuti per resistere.
      In fondo, gli USA, vogliono più una botta di immagine, che un confronto serio.

      Guarda che se il confronto non è ” serio” U$A non concludono nulla , e se è ” serio” ( tipo guerra di korea 2.0) gli U$A perdono uomini e mezzi senza comunque concludere niente .
      Quindi in ogni caso ” buonanotte immagine ! “

       
  21. Mondo cane (non F. Grimaldi)... il said:

    Mi pare che l’idea del cuneo tra Russia e Cina sia di qualche tempo fà e a teorizzarla è il solito Zbigniew Brzezinski*. Poi certo non è che può pensare a tutto lui!

    *http://orientalreview.org/2014/06/22/the-reverse-brzezinski-the-ultimate-eurasian-dilemma-i/

     
  22. Gianni il said:

    Concordo sul fatto, ben mostrato da Federico, che il tavolo da gioco è uno solo, il mondo intero, e i principali nemici dell’avvento del secolo anglo-sionista siano la triade composta da Russia, Cina ed Iran, ma non dimenticherei che anche altri paesi nel mondo ne hanno piene le palle di colonialisti e di neo colonialisti, un dubbio forte però mi rimane rispetto a Trump: perchè rispondere ad un false-flag con un falso-attacco? qui mi è facile ipotizzare che il neo presidente sia un vero farlocco, manipolabile dai registi neo-con, che gli hanno proposto un gesto simbolico per poi incalzarlo da tutte le direzioni ed impantanarlo in un, come minimo, nuovo Vietnam, nuovo ma molto più pericoloso. L’anglo-sionismo fa fede troppo sulle sue stesse bugie mentre vede che il suo tempo è agli sgoccioli, penso che le motivazioni principali del delirio alla casa bianca siano da imputare alla raggiunta emancipazione, conclusa in tempi recentissimi, dal sistema di interscambio bankario SWIFT, cioè l’ultima arma di ricatto che potevano ragionevolmente pensare di spendere per isolare la Russia e la Cina, come fu usata contro l’Iran, così costretto a patteggiare l’accordo sul nucleare. Se Russia e Cina e Iran ed altri alleati Eurasiatici possono sopravvivere e prosperare economicamente in termini alternativi al regime di debito-usura basato sul dollaro come moneta di scambio internazionale, i sogni di gloria dell’anglo-sionismo finanziario e guerraffondaio sono giunti alla fine, ed è in questo contesto che le cose si avviano a diventare più pericolose, se poi ci aggiungiamo che gli acquisti massicci di oro degli ultimi anni da parte delle due potenze Asiatiche consentono loro di costruire un sistema di scambio in cui le monete sono legate ad una base aurea, quindi con la prospettiva di sfuggire ai cicli boom-bust che fanno la felicità della City e di War Street ma che tanti disastri, non ultime le guerre e le “crisi” create ad arte, hanno creato nel mondo intero, si ha una prospettiva antagonista al modello speculativo occidentale, ma sicura vincente per il duo Cino-Russo, si capisce bene che alla bestia vada il sangue alla testa rendendola incapace di valutare al di là dell’odio che nutre verso il mondo intero per il suo fallimento, l’ennesimo di chi ha sognato di imporre al mondo intero il suo verbo, per poi morirne.

     
    • Orazio il said:

      Come diceva Pound, se non mi sbaglio, i banchieri si arrabbiano se non ti indebiti… Putin e Jiiping credo che l’abbiano capito.
      A parte questo, sanno che divisi possono essere attaccati, uniti NO.
      Molti commentatori anche in altri siti, fanno osservare che la Cina…potrebbe per interesse lasciarsi andare. Ma non credo che mai lo faranno, sanno perfettamente che il sistema è a pezzi e che un qualsiasi accordo con gli USA è foriero di futuri disastri.

       
  23. Cesare il said:

    In aggiunta a quanto scritto sopra da Gianni, vorrei consigliare la visione di questo video https://m.youtube.com/watch?v=PNOkF_FyUdg in quanto offre un punti di vista molto pragmatico su chi comanda davvero in Usa e come si è arrivati, storicamente, alla “necessità” di una guerra globale.

     
    • Backward il said:

      Sappiamo perfettamente perché lorsignori hanno scatenato la prima e seconda guerra mondiale. Capiamo perfettamente perché ne vorrebbero scatenare un’altra. Tuttavia, continuo a non capire quale vantaggio porterebbe loro la distruzione atomica del pianeta. Credo di più ad un piano per il caos globale, che però non mi sembra possa garantire i loro scopi.

       
  24. Willy Muenzenberg il said:

    Traguardando nel tempo ispirato dalla storia e dalla stessa passione che viveva il suo predecessore, Tacito vede aprirsi le porte di Giano di cui scrisse memorabili pagine spiegando la deflazione, il debito impagabile e la falsa moneta. Proprio quella il cui ‘corso forzoso’, per usare la vostra bellissima lingua, ed ancor prima la sua creazione dal nulla essi non vogliono perdere. Zurigo. Parvus almeno commerciava. Qui invece, nulla. La pietra trasformata in cibo. Fiera, Roma sa che la civiltà dipende da essa è dalla sua missione. Conscio della quale il vostro presidente è andato a chiedere al Patriarca: Cosa dobbiamo fare?

     
  25. Peppino Storto il said:

    Anche in questo Weblog, raro conglomerato di dotti pensatori, ci sono lettori che si sono bevuti la storia del dittatore pazzo che governa la Corea del Nord.

    Non lo capite che è l’equivalente di Assad?