Terra contro mare: una nuova guerra mondiale potrebbe essere inevitabile

Il raid americano in Siria e la minaccia di un analogo intervento in Nord Corea hanno riacceso i timori di un conflitto mondiale esteso a Russia e Cina. È un argomento non nuovo, che abbiamo già trattato evidenziando le condizioni critiche dell’economia occidentale e la più generale crisi del sistema internazionale post-1945, dove l’egemonia angloamericana appare sempre più in affanno. Tocca ora completare l’analisi, soffermandosi sull’emergere di nuove realtà geopolitiche capaci di spodestare l’impero atlantico. L’intesa tra Russia e Cina ed il cementarsi di un blocco euroasiatico è il peggior incubo possibile per gli strateghi delle potenze marittime, tanto di spingerli ad una “guerra preventiva” finché esiste una possibilità di vittoria.

Il blocco continentale euroasiatico: il peggior incubo della potenze marittime

È ormai assodato che Donald Trump sia stato “normalizzato” dopo neppure 100 giorni alla Casa Bianca e che abbia iniziato ad agire come qualsiasi altro alfiere dell’oligarchia atlantica: il suo voltafaccia non solo lascia l’amaro in bocca, tradendo le molte speranze “rivoluzionarie” che erano state riposte in lui, ma desta anche forti timori, alimentati dalle sue ultime mosse in politica estera e dalla prospettiva di nuovi imprevedibili interventi militari. Come abbiamo più volte evidenziato negli ultimi anni, il panorama internazionale è infatti attraversato da gravi e profonde tensioni e l’idea di un presidente americano “isolazionista”, che focalizzasse cioè la sua attenzione sull’economia americana anziché sulla politica estera, era la migliore garanzia per il mantenimento della pace. La conversione di Trump alla solita politica imperiale statunitense contribuisce invece alla sensazione che le nubi nere addensatesi negli ultimi tempi possano esplodere da un momento all’altro, scatenando una tempesta internazionale di epiche proporzioni.

L’interrogativo che molti si pongono dopo il raid in Siria del 7 aprile, e la minaccia di un intervento analogo in Nord Corea, è se Washington stia o meno per avventurarsi in un’impresa militare che, coinvolgendo potenze del calibro di Russia e Cina, avrebbe buone probabilità di degenerare in un conflitto regionale e/o in una nuova guerra mondiale. Constatata l’incapacità degli Stati Uniti di auto-rigenerarsi e la completa sudditanza di qualsiasi inquilino della Casa Bianca alla volontà dell’oligarchia atlantica, ci sono oggettivamente poche ragioni per essere ottimisti: le premesse per un conflitto di proporzioni globali sono chiare e visibili ed è difficile soltanto stabilire quando (una settimana, un mese, un anno, tre anni?) potrebbe scoccare quella scintilla destinata ad incendiare le polveri sinora accumulate. Data la natura degli attori coinvolti (Stati Uniti, NATO, Russia, Cina) e l’estensione delle operazioni all’intero globo terracqueo, il conflitto si configurerebbe come la classica “guerra d’egemonia”, utile a ridisegnare la gerarchia delle potenze: chi comanda e chi obbedisce, chi riscuote e chi paga, chi scrive le regole e chi le osserva.

Come scrivemmo nel nostro articolo “Perché il sistema internazionale si dirige verso la guerra”, pubblicato alla vigilia delle elezioni presidenziali per sensibilizzare i lettori sui rischi che un’elezione di Hillary Clinton avrebbe comportato (gli stessi poi materializzatisi con Donald Trump!), l’attuale configurazione del sistema internazionale è di per sé allarmante: l’erosione della base economica degli Stati Uniti, l’emergere di nuovi potenze, il divario economico-tecnologico sempre più ridotto, hanno creato un forte disequilibrio, interpretato come una grave minaccia da Washington e Londra e come un’imperdibile occasione per i concorrenti. Significativo era un passaggio tratto da “Guerra e mutamento nella politica internazionale” di Robert Gilpin:

“Lo squilibrio nel sistema internazionale è dovuto alla crescente mancanza di corrispondenza tra governo del sistema e redistribuzione del potere all’interno dello stesso. Benché la gerarchia del prestigio, la distribuzione del territorio, le regole del sistema e la divisione internazionale del lavoro continuino a favorire la potenza o le potenze tradizionalmente dominanti, la base di potere se cui si basa il dominio del sistema si è erosa in seguito a livelli differenziati di crescita e di sviluppo tra Stati. Queste differenze tra le parti che compongono il sistema internazionale rappresentano delle sfide per gli Stati dominanti e delle opportunità per quelli emergenti”.

Secondo Gilpin è possibile in linea di principio che la potenza egemonica, constata l’erosione della sua forza, abdichi volontariamente in favore dello sfidante emergente, rinunciando così ad ingaggiare una lotta mortale: era il motivo per cui allora tifavamo per il Trump “neo-isolazionista”, il candidato che avrebbe dovuto ritirare gli Stati Uniti dalla NATO e le truppe americane dall’Estremo Oriente, lo stesso presidente che si è rimangiato l’intero programma elettorale dopo nemmeno tre mesi alla Casa Bianca (“In passato ho detto che la Nato è obsoleta. Ecco, devo dire che la Nato non è più obsoleta”, ha detto Trump il 13 aprile incontrano il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg1). Lo stesso Gilpin ammette però che un simile evento non si è mai verificato: normalmente, “un persistente squilibrio comporta tensioni, incertezze e crisi nel sistema internazionale. Questa situazione di stallo, però, non dura di solito a lungo”.

La situazione di stallo, sempre più precaria, sfocia in un conflitto destinato a ridisegnare i rapporti di forza tra gli Stati, quello che Gilpin chiama “guerra d’egemonia” ed altri autori definiscono come “guerra costituente”.

“La guerra per l’egemonia è dunque il banco di prova definitivo del cambiamento nelle posizioni relative di potere nel sistema esistente. (…) La vittoria o la sconfitta ristabiliscono senza ambiguità la gerarchia di prestigio consona alla nuova distribuzione di potere nel sistema. (…) Per questo motivo le guerre d’egemonia sono conflitti illimitati; sono contemporaneamente guerre politiche, economiche e ideologiche per significato e conseguenze. Sono dirette alla distruzione del sistema politico o economico avversato e sono di solito seguite da una trasformazione religiosa, politica o sociale della società sconfitta. (…) Come ci ha insegnato Tucidide, la posta in gioco nella grande guerra tra Sparta Atene era l’egemonia sulla Grecia e non le questioni di importanza più limitata che erano oggetto di disputa tra i due Stati.”

I presupposti di questo genere di conflitti, noti al grande pubblico come “guerre mondiali” dopo le esperienze del 1914 e del 1939, sono tre:

  1. L’intensificazione dei conflitti è una conseguenza del restringersi dello spazio e delle opportunità economiche;
  2. c’è la percezione che si sta verificando un mutamento storico decisivo ed una o più potenze sono convinte che il tempo stia lavorando contro di loro, rendendo opportuno iniziare una guerra preventiva finché si dispone di una certa superiorità;
  3. il corso degli eventi comincia a sfuggire dal controllo umano.

Sono tutte condizioni, purtroppo, oggi esaudite: protezionismo montante, recessione economica, frizioni territoriali in Medio Oriente, percezione ormai comune di una grande svolta imminente, eventi sempre più imprevedibili e potenzialmente esplosivi (vedi il raid in Siria di Donald Trump).

A quest’analisi “macroscopica”, condotta cioè a livello di sistema internazionale, ne avevamo aggiunta una serie di carattere economico-finanziario (“La deflazione che apre le porte di Giano”, “Il magma che ribolle sotto i tassi a zero”, “La Siria, la Russia e l’elefante nella stanza: la bolla di Wall Street”) facilmente constestualizzabili in quanto abbiamo sinora detto: se la potenza egemone, gli Stati Uniti d’America, si dirige verso una grave crisi finanziaria, economica e sociale, la tentazione di sferrare un attacco preventivo contro gli sfidanti sarà ancora maggiore, perché difficilmente si avranno a disposizione in futuro le risorse per conservare il primato internazionale. Gli Stati Uniti, con un indebitamento pubblico a livello di guardia, una bolla azionaria senza precedenti ed un’economia reale che non è mai uscita dalle secche della Grande Recessione, sono in questa precisa condizione: quasi dieci anni di politica monetaria ultra-espansiva hanno inoltre svuotato l’arsenale della FED in vista della prossima crisi economica e nessuno sa se il dollaro riuscirà ancora a mantenere il suo status di riserva mondiale.

Supponiamo però che la potenza egemone vada incontro ad una grave crisi economica e sociale ed all’orizzonte non si profili nessuno sfidante: il sistema internazionale semplicemente si aggiustererebbe su livelli inferiori (minori standard di vita, imbarbarimento sociale, decadenza culturale, etc. etc.) senza sfociare in una guerra costituente. Attualmente, gli sfidanti all’egemonia mondiale però ci sono e sono ben visibili: anzi, si può dire che la loro stessa natura contribuisca ed esasperare la potenza egemone declinante, rendendo così sempre più concreto il rischio di un conflitto generalizzato.

È quindi giunto il momento di completare il nostro ciclo di articoli sulle prospettive di una nuova guerra mondiale, analizzando da vicino gli sfidanti: Russia, Cina ed Iran, tre potenze continentali che, intessendo crescenti relazioni economiche, politiche e militari (poco importa se con scopi di difesa, più che di offesa), hanno esponenzialmente aumentato in questi anni i rischi di una guerra mondiale.

La stella polare degli strateghi angloamericani, concepita già nel corso del Settecento dagli inglesi e poi ereditata dagli statunitensi dopo il 1945, è infatti sempre stata quella di evitare che sul continente euroasiatico nascesse un’alleanza di potenze, od una singola potenza, sufficientemente grande da neutralizzare le manovre di accerchiamento (politico, militare ed economico), condotte dalle potenze marittime contro le potenze di terra. Il “divide et impera”, noto anche come “balance of power”, è lo strumento adottato dagli inglesi sin dai tempi delle lotte sul continente contro Luigi XIV e le guerre per procura, combattute da altri nell’interesse delle potenze marittime, ne sono il corollario. Qualsiasi alleanza tra grandi potenze continentali (l’intesa tra Napoleone e lo zar Paolo I, la Santa Alleanza tra Prussia, Austria e Russia, il possibile accordo tra Secondo Reich ed impero russo caldeggiato dal premier Sergej Witte, il trattato di Rapallo tra la Repubblica di Weimar e l’URSS) deve essere sabotata in qualsiasi modo: rivoluzioni, complotti, omicidi, corruzione, guerra, etc. etc.

Il primo autore a formalizzare la secolare visione dell’impero britannico è Halford Mackinder (1861-1947), direttore della London School of Economics e padre nobile della geopolitica: è lui a individuare in quello spazio che va dalla Germania alla Siberia, dai Paesi Baltici al Caucaso, il cosiddetto “Hearthland”, il cuore del continente euroasiatico decisivo per gli equilibri mondiale: è una regione che corrisponde, grossomodo, con la Russia europea e ciò spiega la “russofobia” che da sempre contraddistingue Londra, Washington e le istituzioni da loro controllate (Unione Europea e NATO in testa). Se l’Hearthland è correttamente organizzato dal punto di vista economico, militare ed infrastrutturale (già Mackinder era atterrito nei primi anni del Novecento dalla ferrovia transiberiana), rappresenta una spina nel fianco delle potenze marittime, insidiando la loro egemonia mondiale: per gli strateghi angloamericani lo Stato russo dovrebbe essere prono ai loro interessi o, meglio ancora, smembrato. È infatti significativo che nelle recenti “previsioni” della società texana Stratfor, che ambisce a disegnare le strategie americane come un novello Mackinder, la Russia debba scomparire dalla carta geografica2, balcanizzata dalle spinte secessionistiche interne.

Se la Russia è, di per sé, una minaccia all’impero angloamericano, il pericolo aumenta se attorno ad essa si coagulano altri Stati euroasiatici: più cresce la massa del blocco euroasiatico, minore è l’efficacia delle manovre di accerchiamento messe in campo dalle potenze marittime e maggiore è il rischio che l’egemonia atlantica evapori. Quando Washington incassò la bruciante sconfitta del Vientnam, riuscì a sollevarsi grazie al “capolavoro” geopolitico di Henry Kissinger che, attuando la consueta strategia del “balance of power”, riuscì ad incunearsi tra l’Unione Sovietica e la Cina, in un momento in cui sembrava che la vittoria finale arridesse a Mosca. Il processo di isolamento della Russia è stato però arrestato e, con grande orrore di Londra e Washington, invertito nel corso degli ultimi due decenni, quando, con una serie di azzardate avventure politiche militari (rivoluzioni colorate in Caucaso e Centro-Asia, invasione dell’Afghanistan, occupazione dell’Iraq, golpe ucraino, etc. etc.) gli strateghi angloamericani hanno cercato di conquistare porzioni sempre maggiori della massa euroasiatica. L’aggressività delle potenze marittime ha creato nuove occasioni per Mosca e due, in particolare, sono le alleanze di peso che hanno scombussolato i piani angloamericani: l’intesa tra Russia ed Iran e quella tra Russia e Cina.

L’ayatollah Ruhollah Khomeyni ricevette un discreto, ma decisivo, supporto occidentale nella rivoluzione del 1979 perché visceralmente anti-comunista: sebbene l’Iran rivoluzionario entrò poi in rotta con gli Stati Uniti, non strinse mai infatti nessun alleanza con l’Unione Sovietica. L‘aggressione del 2011 al governo siriano e la successiva minaccia dell’ISIS, seppellisce il gelo russo-iraniano della Guerra Fredda (Teheran ha da poco aperte le proprie basi iraniane all’aviazione russa3) eproietta” la Russia verso il Golfo Persico e l’Oceano indiano, dischiudendo scenari che non si vedevano dai tempi del Grande Gioco e della lotta senza esclusioni di colpi tra l’impero britannico e quello russo per il controllo dell’Asia.

L’isolamento cui è stata sottoposta la Russia dopo l’annessione della Crimea, ha invece cancellato con un solo colpo il capolavoro geopolitico di Henry Kissinger di circa trent’anni prima: Mosca e Pechino, entrambe sottoposte ad un contenimento da parte delle potenze marittime (vedi il “pivot to Asia” dell’amministrazione Obama) ed alla medesima destabilizzazione strisciante (si ricordi la rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, l’insurrezione islamista nello Xinjiang ed i disegni secessionistici del Tibet), si sono sedute al tavolo per studiare un comune approccio strategico alla minaccia angloamericana: accordo contro l’intervento occidentale in Siria, cooperazione militare nella cornice dello SCO, intensificazione dei rapporti economici, fornitura di idrocarburi, manovre congiunte nel Mar Meridionale cinese4. La costruzione di oleodotti e gasdotti tra Russia e Cina (Mosca è già il secondo fornitore dell’impero celeste, subito dopo l’Arabia Saudita5), rende superflua la “politica dell’anaconda” con cui le potenze marittime stritolano da sempre gli avversari, impedendo loro l’approvvigionamento di materie prime e carburanti.

A turbare ancora di più il sonno degli strateghi angloamericani, come a suo MacKinder era tormentato dalla transiberiana, è poi sopraggiunto lo sviluppo delle ferrovie ad alta velocità ed alta capacità che, anno dopo anno, stanno coprendo l’intera massa euroasiatica, a Nord, come al Sud ed al Centro del continente: lo spazio inerte si accorcia e “prende vita”, creando legami politici ed economici sempre più forti, infondendo così un’anima al blocco euroasiatico. Il termine “blocco” è più calzante che mai, perché rende bene l’idea dell’intangibilità e dell’autosufficienza di questa enorme massa terrestre che, ricoperta di ferrovie, vive “sulla terra”, senza alcun bisogno di avventurarsi in quegli stretti o in quei mari presidiati dalle potenze marittime: poco importa se la flotta americana occupa lo Stretto di Malacca, perché il petrolio arriva nelle raffinerie cinese direttamente dalla Siberia ed i treni merce riversano grano e metalli rari.

Ecco quindi ben delineato “lo sfidante” del declinante impero angloamericano di cui parlavamo all’inizio: un coeso blocco continentale che spazia dalla Russia alla Cina, dal Mar Baltico al Golfo Persico. Il peggior incubo possibile per le potenze marittime, incapaci di accerchiare e strangolare una massa terrestre che occupa buona parte dell’Eurasia: Pitt il Giovane, Lord Palmerston, Halford Mackinder e Lloyd George si metterebbero le mani nei capelli.

Abbiamo detto come il recente raid americano in Siria e la minaccia di un analogo intervento in Corea sia il tentativo dell’amministrazione Trump di rompere questo blocco monolitico: premettendo su Mosca perché tagli i ponti con l’Iran e si “riallinei” agli USA e, parallelamente,cercando di intimidire Pechino affinché prenda le distanza dalla Russia. Sono tentativi che si stanno rivelando fallimentari ed aprono quindi lo scenario di un intervento delle potenze marittime sulla massa continentale per “contenere” l’esuberanza di quelle terrestri: un’invasione della Siria, una recrudescenza della guerra ucraina, un cambio di regime in Corea del Nord?

Gli eventi potrebbero così iniziare a sfuggire al controllo umano, innescando quella guerra d’egemonia che seppellirebbe l’attuale sistema internazionale ed il secolare dominio delle potenze marittime: dopotutto, nessun impero in declino ha mai gettato la spugna senza aver prima sguainato la spada un’ultima volta. Difficilmente gli Stati Uniti d’America saranno un’eccezione.

 

1http://www.askanews.it/esteri/2017/04/13/trump-ci-ripensa-la-nato-non-%C3%A8-pi%C3%B9-obsoleta-top10_20170413_074348/

2http://www.linkiesta.it/it/article/2015/07/28/la-crisi-della-russia-sara-il-problema-piu-grande-dei-prossimi-dieci-a/26840/

3http://www.presstv.ir/Detail/2017/03/28/515873/Iran-Russia-Syria

4http://edition.cnn.com/2016/09/12/asia/china-russia-south-china-sea-exercises/

5https://www.bloomberg.com/news/articles/2016-05-12/cnpc-to-start-laying-second-china-russia-oil-pipeline-in-june-io48uk3h

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133 thoughts on “Terra contro mare: una nuova guerra mondiale potrebbe essere inevitabile

  1. Complimenti ancora una volta Dott. Dezzani! L’intera situazione geopolitica attuale riassunta perfettamente in due pagine…. Magistrale!

     
  2. Cipollotto il said:

    Scusi Dezzani ma perchè allora i russi non destabilizzano, o almeno ci tentano, con una rivoluzione colorata, un partito dell’onestà o robaccia del genere almeno uno dei five eyes: uk, Australia, Nuova zelanda, Canada? Gli usa no sono troppo grossi. Oppure che lei sappia hanno già tentato?

    p.s. a giudicare dagli articoli consiglierei di investire in casse da morto, tra un po potrebbero essere molto richieste sia per l’export che per il mercato domestico 🙂 🙂

    Cordialità

     
    • Andrea il said:

      Cipollotto, terra bruciata la fa chi si ritira, non chi avanza. Gli USA destabilizzano perché sono in ritirata e non hanno argomenti. I russi non otterrebbero consenso se facessero così.

       
      • I russi forse sembrano in difficolta’,ma ,se ci pensiamo bene,fino a 3 anni fa’ nessuno avrebbe pensato a militari russi in Siria,basi russe in Siria,Iran e forse presto in Libia,Egitto,Algeria.Difensiva?

         
  3. credo che l’ attacco avverrà in siria e avverrà presto . L’ operazione in NK ( e qualcosa in europa , forse un attacco ukraino) saranno di diversione , e il peso dello scontro sarà tutto sulla russia con la cina che starà a guardare come gli U$A tra il ’39 e il ’41.
    L’ ultimo problema che gli strateghi U$raliani devono risolvere e’ che non sanno cosa realmente putin abbia in testa perchè ancora non avrebbero infiltrato bene la cerchia intima di putin
    http://russia-insider.com/en/rue-ruse-or-rule-president-putins-options-facing-us-military-junta/ri19571

     
  4. Backward il said:

    Se non esistessero le armi termonucleari, probabilmente la terza guerra mondiale sarebbe già stata combattuta da tempo. Ora però la geopolitica dei secoli scorsi deve confrontarsi con questo nuovo imprescindibile dato di fatto: una guerra combattuta fino in fondo non avrebbe vincitori.
    Non a caso il conflitto si disputa oggi sui mercati finanziari, nei media, e con guerre per procura che mirano al controllo di gasdotti, risorse strategiche, ecc. facendo uso della “plausible deniability” ovvero nascondendo la mano delle grandi potenze dietro attori regionali.
    E’ chiaro che gli esperti militari russi, statunitensi e cinesi sanno perfettamente quali rischi comporterebbe un’azione diretta di vasta scala. Si può discutere all’infinito di possibili scenari di guerra limitata, ma una guerra di portata mondiale sarebbe il risultato di una follia generale che francamente mi sento (e spero) di escludere.

     
  5. Paul Droogo il said:

    Se questi fossero i punti di partenza di un conflitto, a guadagnarci sarebbe solo l’India, purché riuscise a starne fuori.
    Le potenze marittime dovrebbero arruolare anche l’India, ma se non l’hanno fatto fino ad ora qualche motivo ostante ci sarà.
    Altrimenti la guerra proventiva, il canto del cigno dell’impero talassocratico, dovrebbe essere scatenata contemporaneamente contro Russia, Cina, Iran ed India.
    Anche se riuscisse a superare la prova (e mi permetto di dubitare) agli USA non resterebbero più forze sufficenti a contenere nemmeno l’invasione da parte del Messico, che non è detto si possa limitare a riprendersi i suoi Texas, Arizona, Colorado, Nuovo Mexico, Nevada e California.

     
    • Francesca Ancona il said:

      Ho letto che la California vuole lasciare gli Usa e diventare indipendente (o forse dopo l’attacco hanno cambiato idea?)

       
    • Oriundo il said:

      L’India è sempre stata un problema per i guerrafondai perchè la sua ideologia religiosa è impermeabile a qualsivoglia bellicismo. Shivaiti, Khrisnaiti, Visnuiti in tutte le loro differenti ramificazioni sanno perfettamente che la Ahimsa unita alla ricerca del Karman positivo è la tabella morale per sopravvivere in questo oceano di dolore e di disgrazie. Questo non significa ‘pacifismo’ ad oltranza ma è vicino a stare lontano, assai lontano da avventurismi militari specie se utili solo ad altri stati. L’India potrebbe revocare questa indole antica solo se venisse attaccata, ad esempio dal Pakistan o dalla Cina: è già successo ed è già successo che rapidamente si sia scelta la via della fine delle ostilità, indispensabile proprio per mantenere l’Hindutva come collante ideologico-religioso ( nonchè fonte di verità ) per un miliardo e trecento milioni di individui.
      L’India è conosciuta assai poco e male in Italia, paese dominato dal cattolicesimo e dalla sua ostilità verso chi cristiano non è: basti vedere come è stato trattato il problema ‘marò’ per capire il livello infimo di chi non si perita di dare lezioni ad altri senza osservarle per sè stesso…e senza capire assolutamente nulla di chi non ha proprio bisogno del cristianesimo per vivere: è ( necessario e ) sufficiente seguire la immutabile Legge del Dharma.
      P.S.: faccio notare en passant che le nazioni che oggi sono in rotta di collisione sono a stragrande maggioranza nazioni o cristiane o musulmane o giudaiche: è forse troppo facile chiedersi chi sia quel ‘dio’ cui tributano ipocrito ossequio con rinnovati sacrifici umani chiamati ‘guerre’…

       
      • oriundo il said:

        BackWard, sia detto senza animosità alcuna, dici così perchè forse non hai ben analizzato l’ideologia americana del suprematismo: la sua fonte è nella Bibbia, la lettura che ne dà è protestante calvinista\puritana, il suo ossequio ai valori giudaici è totale proprio per questo ed è condiviso dalla stragrande maggioranza del popolo americano, a partire dall’alzabandiera nelle aule scolastiche, a ‘god bless america’, ecc. ecc…: e la stragrande maggioranza degli americani è d’accordo senza se e senza ma. Quanto alle nazioni europee dimentichi i cappellani militari cristiani che benedicono le armi, confessano i soldati, danno copertura religiosa\ideologica all’operato delle truppe: leggiti p.f. quanto dicono quelli cattolici circa le ‘missioni di pace’ in Afghanistan, ad esempio…e ricorda come Bush andò in processione in Vaticano per ottenere il viatico alle missioni di guerra dell’Impero. E l’ottenne, a parte le solite filippiche ad usum stultorum sulla ‘pace’, l’ ‘amorre’ ecc. ecc…
        Queste sono ‘nazioni cristiane’ di un cristianesimo politico, le cui late basi sono religiose e che traggono linfa e sostentamento proprio da questa ‘copertura’: che ci credano o meno i sudditi, che peraltro al 95% sono battezzati, che questa ideologia sia o meno coerente col Vangelo ( e direi di sì, a leggervi che il Cristo è venuto a portare la spada…: è il cristianesimo dei potenti, non dei servi, e di qui la ‘doppia verità’ di tante asserzioni papali ed è questa la divaricazione fra dire e fare propria di tanta parte della schizofrenica politica attuale ) è altra e tutto sommato non importante cosa: tutt’ al più può consolare chi ci tiene alla sua animuccia…
        Ogni tanto fa assai bene mettersi dall’altra parte della barricata: così, tanto per capire come siamo visti e come in realtà siamo…

         
      • Backward il said:

        Oriundo,
        Ciò che descrivi è il totale asservimento del cristianesimo moderno al sionismo. Le varie sette protestantiche di USA e nord Europa hanno gran poco a che fare con il cristianesimo tradizionale, che anzi esse disprezzano e condannano. Quelle congreghe di esaltati sono pronte ad accusare la chiesa cattolica di pedofilia, mentre benedicono i bombardamenti “umanitari” sugli ospedali.
        Dal canto sua, anche la chiesa cattolica non ha ormai più nulla di tradizionale ed è diventata essa stessa uno strumento dei globalisti.
        Perciò, se proprio vogliamo collegare le recenti pulsioni belliche alla religione, dobbiamo parlare di sionismo e “sette” ad esso asservite -cristiane come anche mussulmane!

         
      • Augusto il said:

        Fanti di marina a parte, condivido.
        Effettivamente le tre religioni del libro sostengono i popoli che sono stati o sono i piú guerrafondai / violenti della storia; con i “diversi” e con se stessi.
        I grandi imperi: Persiano, Romano, Cinese e Mongolo hanno sempre invaso e conquistato ma, solo per ragioni economiche (imperialismo appunto) o di difesa; mai per ragioni filosofiche o religiose. Tanto é vero che in tutti questi molte differenti religioni coesistevano (piú o meno) pacificamente.

         
      • Andrea il said:

        Tirato in ballo in Cristianesimo vorrei chiarire alcuni aspetti. Il Cristianesimo è religione di pace. Fu Cristo ad insegnare di amare i propri nemici. Quanto alla sua dichiarazione che avrebbe portato spada (vangelo di Matteo, capitolo 10), era riferita alle situazioni in famiglia, in quanto un familiare avrebbe accettato il Cristianesimo e gli altri no. Leggete bene prima di giudicare. Nel 4° secolo il Cristianesimo viene politicizzato cominciando con l’imperatore Costantino e via via fino all’imperatore Teodosio. In meno di un secolo la Chiesa, o se volete gli eretici che la guidavano, si trasforma da perseguitata a persecutrice con tutte le tristezze della storia note ai più. La Chiesa dal 5° secolo in poi non ha nulla a che fare con le intenzioni originali del suo fondatore Gesù Cristo, che le aveva dato una impostazione politicamente neutrale (si veda il processo di Cristo davanti a Pilato). I vari movimenti riformatori protestanti teoricamente scelsero un ritorno alle origini, reso però impossibile dal fatto che non scelsero la neutralità politica ma cercarono sin dall’inizio il sostegno di soggetti politici antagonisti a quelli che volevano combattere. Quindi per parlare correttamente di questo soggetto occorre separare il concetto di Cristianesimo (inteso come idee e comunità fondati da Gesù Cristo) e Cristianità, intesa come soggetti geopolitici e chiese politicizzate formati e risultanti dall’inserimento del Cristianesimo in politica contrariamente alle idee del suo fondatore.

         
      • Silvia il said:

        L'”ideologia religiosa dell’India e’ cosi’ pacifica che prevede perfino una casta, gli ksatrya, dedita alla guerra. Cerchiamo di non parlare dell’India e della sua complessa civilta’ con I soliti stereotipi.

         
    • Andrea il said:

      Paul, l’India è già membro a tutti gli effetti della SCO. La SCO, o patto di Shanghai, è l’organizzazione militare che finirà per contrapporsi alla NATO e di cui i nostri media tacciono, per evitare che la gente si preoccupi. Se guardate la cartina della SCO su Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_per_la_Cooperazione_di_Shanghai) vi rendete conto che questa organizzazione a guida russo-cinese occupa già tutta l’Asia (la “terra”). La diplomazia russa ha lavorato molto per ricomporre le vertenze aperte nella regione del centro Asia, tra Cina ed India e anche tra India e Pakistan. L’India però è anche paese leader dei Paesi non allineati (https://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_dei_paesi_non_allineati) Anche se questa organizzazione è ormai del tutto obsoleta l’India comunque cerca di trarre profitto dalla sua mancanza di conflittualità con gli USA (e come darle torto?). Se possibile, cerca di mantenere un profilo basso. Ma se fosse costretta a scegliere, il suo posto è nella SCO.

       
  6. Cinà il said:

    Ho l’impressione che l’eccessiva pacatezza dei russi e dei cinesi, dopo gli ultimi fuochi d’artificio di Trump e degli inglesi, possa indurre a pensare ad una efficace azione di contenimento delle politiche delle due potenze in favore degli Usa. Come se le rispettive dirigenze di Russia e Cina, nel momento cruciale, fossero costrette a chinare il capo di fronte al bullismo delle potenze marittime.
    Forse è solo una mia impressione, però gli elementi a sostegno sono molti.

     
  7. Yalta puzzava di vecchio già da un po’.
    E la pressione dei nostri ridicoli governi a creare “l’esercito europeo”, che ultimamente si è fatta insistente, come dovrebbe rientrare in questo quadro? Serve qualche milione di morti per sedersi al tavolo della pace? O il timore di fare la fine del sorcio, l’Europa come campo di battaglia che subisce la guerra?
    Oppure ancora il timore che l’EU si frantumi, ognuno vada per conto suo, e qualcuno passi dalla parte dei russi?

    Altra domanda: la sempre più frenetica urgenza con cui si incamerano immigrati a migliaia, potrebbe avallare la mia vecchia teoria secondo cui saranno usati come carne da cannone?

    Per finire: la Russia senza la Cina non può farcela contro la Nato, secondo me. Non sarà che quei furboni dei cinesi aspetteranno ad intervenire che la Russia sia in ginocchio, in modo da essere loro a comandarsela alla fine, invece dei russi?

     
    • Andrea il said:

      Cris, Yalta non esiste più da decenni, se esistesse gli ex paesi comunisti non avrebbero avuto libertà di cambiare schieramento. Yalta esiste solo per noi che questa libertà non ce l’abbiamo. Secondo punto: la Russia se vuole può seppellire la Nato, per il fatto che da sempre ha forze di terra nettamente superiori (carri armati ed effettivi) mentre la Nato ha solo aerei e portaerei, bombarda e se ne va. I pochi militari Nato schierati ai confini russi servono per fare propaganda, ma in caso di guerra sarebbero spazzati via in poche ore. Quanto agli immigrati militari e alla Cina che domina la Russia, scusa, nemmeno Anderson o i fratelli Grimm avrebbero avuto la fantasia di inventare favole simili basate esclusivamente sulla pura immaginazione.

       
      • “I pochi militari Nato schierati ai confini russi servono per fare propaganda, ma in caso di guerra sarebbero spazzati via in poche ore.”

        Scusa, ma lo hai appena detto tu: la Russia ha superiorità negli effettivi. Certo, se non consideriamo appunto gli “immigrati militari”, che non sono affatto un frutto dell’immaginazione: sono già stati impiegati ampiamente in Iraq, dove migliaia erano gli immigrati clandestini latinos che si sono messi la divisa USA in cambio della promessa di una futura cittadinanza (qualora fossero tornati, naturalmente).
        Non vedo perché non si possa immaginare il medesimo metodo di arruolamento contro i russi. A qualcosa deve pur servire, tutta questa urgenza di importare più giovani maschi possibile sul suolo europeo con le navi (tra l’altro) della Marina.

         
  8. Willy Muenzenberg il said:

    Il genio di Tacito: in due pagine condensa e va oltre ciò che al pensatore scozzese richiedette anni di lavoro. Roma fiera sa quale sia il suo dovere.

     
  9. StefanoD il said:

    Ottimo articolo! Federico, ho però l’impressione che in uno scontro tra potenze di mare e di terra, queste ultime siano avvantaggiate dagli attuali arsenali a disposizioni. Le portaerei americane tanto temute, calerebbero subito a picco in uno scontro con una potenza di rango. Basterebbe un solo missile Kalibr o un barchino iraniano. Finora gli americani si sono confrontati con potenze di gran lunga inferiori.

     
  10. sniper il said:

    Se le teorie di Dezzani sono giuste, probabilmente sarà la Siria il primo campo di battaglia. Lì si stanno rafforzando:
    http://reseauinternational.net/quelque-chose-damericain-se-trame-dans-le-sud-syrien/
    Ma io ritengo che si vada piuttosto verso un conflitto regionale dove russi ed americani non si fronteggeranno mai direttamente: un conto è fare gli spavaldi lanciando una bomba retaggio del secolo scorso, che visto il suo peso deve per forza essere sganciata da un cargo (C130) che vola a 500 km/h su una zona priva di reali difese antiaeree, un conto è confrontarsi con i sistemi ad alta tecnologia russa S 400 o peggio ancora un combattimento aereo contro un SU 35.
    Un conflitto regionale soddisferà sia Trump, ridandogli prestigio al suo interno, che Putin che potrà proseguire i suoi progetti di espansione.

     
  11. Francesca Ancona il said:

    Ma Soros è convinto di questa guerra? L’occhio che tutto vede, la punta della piramide 🙂 No, davvero, sembra una domanda cretina, ma ora che hanno il mondo in pugno, ci hanno come mosche, una guerra (mondiale) cambierebbe molto il contesto sociale e come un commentatore ha scritto, in proposito, sul blog di Blondet, “una guerra sveglierebbe le coscienze”. Vogliono svegliarci dal perfetto letargo?

    Tutto è possibile comunque, tutto è ribaltabile…Non so perché, ma l’idea della guerra mi fa ridere (ho preso gli antibiotici stamattina, mi hanno fatto un brutto effetto) Un bacio Fede 😉

     
    • Francesca Ancona il said:

      Voglio chiarire l’origine della mia domanda. Chi comanda il mondo non ha stato, quindi non credo sia interessato ad una particolare economia, se questa non entra nei disegni previsti. A questo punto, se dovesse esserci una guerra mondiale, il motivo non sarebbe egemonia tra stati-potenze, ma per il Nuovo Ordine Mondiale, non pensate? Se sbaglio sono prontissima ad accettare critiche ed opinioni. Siamo qui, appunto, per capire e imparare

       
      • Roberto 67 il said:

        Ciao Francesca,
        come ha ben delineato Federico, qua non si tratta di essere convinti ma di necessità estrema. Ormai i giochi e le scelte iniziali sono già state fatte da tempo e i ripensamenti non sono più consentiti a meno di accettare la perdita del potere conquistato e mantenuto con tanta caparbia, cattiveria e senza guardare i faccia nessuno nel corso degli ultimi 3-4 secoli. Siamo giunti ad una svolta: o l’uno o l’altro contendente prevarrà, probabilmente a mio avviso il gruppo terra il blocco euroasiatico. ovviamente evito di considerare la terza ipotesi in quanto comunque non interesserebbe nessuno visto che nessuno avrebbe modo nemmeno di poterla discutere….
        quanto all’affermazione: chi comanda non ha stato, a mio avviso non è più tanto corretto…..non dopo la seconda guerra mondiale. In ossequio alla precedente promessa Balfour lo stato (Israele) ora ce l’hanno. e detto tra noi hanno anche quasi tutti gli altri stati, visto che detengono il controllo assoluto delle emissioni monetarie e che privatizzando le risorse dei vari paesi si sono oramai accaparrati il grosso delle risorse planetarie. proprio per questo ritengo impensabile che possano riuscire a mantenere l’attuale situazione. quando l’invidia che determini negli altri è eccessiva prima o poi arriva il momento in cui …te la vengono a prendere eliminandoti. E’ un rischio già corso il secolo scorso…….ma ora la situazione è nettamente ingigantita.

         
      • Francesca Ancona il said:

        Capisco Roberto, ma ho la sensazione che le motivazioni siano scuse. C’è questo desiderio di globalizzare, mondializzare tutto, e dominare su tutto il mondo. Quindi, non a caso, si sta puntando sugli ultimi stati indipendenti e nazionalisti, Siria, Corea del Nord, ecc. le ultime forti dittature. Forse sbaglio, ma se penso alle destabilizzazioni del medio oriente, vedo sempre lo stesso progetto, quello di privare il popolo delle proprie radici e mischiarlo, con queste migrazioni, che non sarebbero state possibili con le dittature precedenti. Comincio ad essere pessimista se osservo da questo punto di vista. Una guerra è possibile proprio per cancellare l’identità culturale di ogni stato…m’intristisce questa cosa

         
  12. Antonello S. il said:

    L’analisi geo-politica di Dezzani è come al solito inappuntabile.
    Però diversamente dagli scenari del passato, quello attuale, spero ed auspico che sia fortemente condizionato dal deterrente atomico.
    Come è stato argutamente scritto da Backward, senza quella minaccia noi saremmo già da tempo entrati in un conflitto mondiale, alla faccia dei tanti burocrati venduti che ci hanno spaccato i marroni con la storiella che la UE ha garantito decenni di pace, ignorando completamente il ruolo della NATO.
    Ora è chiaro che l’effetto di droghe pesanti, di cui sembra facciano uso molti di questi psicopatici guerrafondai, non è un sintomo tranquillizzante riguardo il naturale discernimento che dovrebbero utilizzare quando si pianificano azioni politiche strategiche come quelle degli ultimi anni.
    Però voglio ancora credere che l’animo umano dei potenti della terra possa effettivamente comprendere a pieno gli effetti annichilenti che avrebbe un conflitto mondiale sul nostro pianeta.
    L’utilizzo della cosiddetta super bomba da parte degli USA, si potrebbe anche leggere come un loro tentativo puerile di convogliare un eventuale conflitto verso l’utilizzo di armi convenzionali, seppur di nuova generazione.
    Ma sarebbe comunque follia pura, perchè la storia ci insegna che l’inizio di una guerra coincide sempre con l’avvio di una spirale di odio senza fine, in cui i contendenti non si sono mai fatti scrupolo di utilizzare i peggiori ritrovati bellici, pur di eliminare il nemico.
    La “piccola” differenza è che oggi, con la tecnologia attuale, in caso di un eventuale conflitto mondiale non rimarrebbe più nessuno a denunciare ai posteri quello che è realmente accaduto.
    Buona Pasqua di Pace a tutti.

     
    • Gianni il said:

      La mega bomba è una cagata pazzesca, per sganciarla ci vuole un grosso aereo da carico, infatti è stato usato un C-130, non certo un aereo dalle capacità di operare in territori fortemente protetti da sistemi antiaerei, va bene giusto per far parlare quei giornalisti a libro paga e tristemente noti per incompetenza, resta solo come miserabile propaganda e spreco immorale di denaro pubblico.

       
    • Silvia il said:

      Probabilmente e’ vero, senza il deterrente atomico saremmo gia’ in un conflitto mondiale, ma non avremmo l’incubo della distruzione nucleare, e ci sarebbe anche la speranza della fine del dominio totale USA sull’Europa, che invece cosi’ secondo me continuera’ tranquillamente.

       
  13. Backward il said:

    Vero. Ma lo è anche il moderno “antirazzismo”. E basta leggere gli “insegnamenti” del prof Ignatiev per capire gli scopi di tanto “umano” immigrazionismo e mescolamento di popoli.

     
  14. roberto il said:

    Dice Trump che ha inviato in Corea “un’invincibile armada”. Quella di riesumare la guerra di Corea è un’idea degna di Trump: la versione ridicola di John Wayne.
    Al Pentagono capita spesso di “prendere la tigre per la coda”, ma questa volta hanno afferrato l’intero serraglio.
    L’altro ieri c’è stato l’incontro a Mosca tra il segretario di Stato Usa, Tillerson e il ministro degli Esteri russo Lavrov, cui ha fatto seguito una conferenza stampa congiunta. Come di consueto Lavrov si è mostrato all’altezza della situazione, elencando tutte le menzogne di cui gli Usa si sono avvalsi per destabilizzare Iraq, Libia, Sudan, ecc. “Questa fissazione di rimuovere i dittatori sappiamo come va a finire”, ha sottolineato Lavrov, lasciando intendere che questa volta Mosca porrà in essere adeguate contromisure per evitare il ripetersi di tali eventi.
    Trump ha detto che “la visita di Tillerson è andata meglio del previsto”, ed ha ipotizzato “che ci sia bisogno di una maggiore comunicazione a livello superiore tra i nostri due paesi, sia a livello diplomatico che militare”, ma naturalmente non può essere preso alla lettera, visto il clamoroso voltafaccia rispetto alle promesse della campagna elettorale.
    Nel frattempo il vice premier cinese Zhang Gaoli ha dichiarato che la Cina prevede di “raggiungere accordi ad alto livello con la Russia nel corso del Silk Road forum che si terrà a maggio”. Così, tanto per far meglio comprendere a Washington qual è lo stato dell’arte.
    Dal canto suo, il Pentagono, per mostrare al mondo la sua potenza, ha pensato bene di sganciare sull’Afganistan quella che chiamano la “madre di tutte le bombe”. Trump ha parlato di “successo”, e il ministero della Difesa di Kabul ha dichiarato che “sono stati uccisi almeno 36 miliziani del sedicente stato islamico”. Un risultato tutto da verificare, e comunque deludente per un ordigno da 10 tonnellate.
    Se gli Usa pensano di impressionare Kim Jong-un con questi “effetti speciali” hanno fatto male i conti. Secondo Gianandrea Gaiani, un attacco Usa sulla Corea del Nord non potrebbe impedire una immediata rappresaglia a suon di armi chimiche su Seul, che conta 11 milioni di abitanti.
    Dopodiché l’immagine degli Stati uniti “difensori del mondo libero” andrebbe a farsi benedire una volta per tutte.

    Detto questo, sarebbe sbagliato attendersi da Washington un atteggiamento razionale – là c’è ancora chi crede al “destino manifesto” degli Usa; credono che la loro sia “la nazione indispensabile”, e molti sono ancora convinti che “il dito di dio” li abbia condotti in America in quanto “popolo eletto destinato a guidare i destini del mondo”- e, come rileva Dezzani, gli eventi potrebbero rapidamente andare fuori controllo.

    roberto r

     
    • Certo che se Trump ha detto “invincibile armada” ha proprio fatto un accostamento storico infelice, mi pare che sia colata a picco come il destino dell’impero che l’aveva varata.

       
  15. Già subito dopo la fine “ufficiale” della II GM sono iniziati nuovi conflitti regionali in Corea, Vietnam, innumerevoli guerre in Africa, Israele-Arabi, guerre-guerriglie in America latina, che non erano altro che la continuazione della II GM nel nuovo stile moderno delle guerre per procura. La guerra per procura e adesso con mercenari, non danneggiando direttamente il territorio e la popolazione dei suoi mandanti, permette di mantenerne (si crede) l’evoluzione a livello di sicurezza evitando l’autodistruzione termonucleare garantita. Questo però fino a quando uno dei mandanti, prima di abdicare vedendosi sconfitto, tenta l’ultimo assalto e allora la pura teoria in cui credono i capi militari e governanti non serve più a nulla. Hitler e Churchill forse non immaginavano di vedere Berlino e Londra sotto le macerie ma poi avvenne e la storia si ripeterà a breve come credo affermi Dezzani non dimenticando inoltre che la razza umana ha sempre usato tutte le armi che la tecnologia le ha messo via via a disposizione.

     
    • Backward il said:

      Credo che i fronti contrapposti abbiano un certo grado di fluidità, che la scacchiera globale si presti a varianti, compromessi, aggiustamenti, passaggi di campo. Per un motivo molto semplice: per dominare i mercati, occorre esistano i mercati. A nessuno interessa dominare da un bunker un pianeta ridotto in cenere.
      Anche ammesso che alcuni strateghi ritengano di poter colpire efficacemente senza subire ritorsioni drammatiche, dubito che i vertici intendano correre dei rischi simili.
      E’ un fatto che finora le uniche armi atomiche mai usate in guerra furono quelle su Hiroshima e Nagasaki, 72 anni fa. Da allora, nessuno dei nuovi ordigni, di gran lunga più devastanti, ha mai trovato impiego militare, nonostante le svariate tensioni internazionali.
      Perciò insisto nel non credere ad una guerra mondiale a tutto campo. Se dovesse accadere, in poche ore o giorni i nostri dubbi saranno evaporati -letteralmente.

       
  16. Arlo il said:

    Se il potere vero è trasversale in ogni schieramento ci sono obbedienti di diverse formazioni.
    Stando così le cose non ci sarebbe speranza per nessuno.
    Se invece ci troviamo di fronte alla difesa di interessi “nazionali” ognuno affronterà la situazione nella maniera indicata dal suo spessore culturale tradizionale.
    Quindi Russia,Cina, India e Anglo/Americani dovranno fare i conti con il loro passato.
    Non sempre il bullo può trovare davanti a se la persona giusta.
    Nel panorama gli Imperialisti Anglo/Americani hanno fatto, nella storia, la loro parte e la stiamo ancora osservando.
    Inviterei però ad attenzionare altri Soggetti Nazionali Imperialisti che si stanno muovendo nella conquista di ampi spazi sul Pianeta e che, certamente, non sono da considerare più teneri di quello a noi conosciuto.
    Naturalmente tutto ciò è da considerarsi off topic rispetto alla magistrale analisi di Federico.

     
  17. In un romanzo di fantapolitica i cinesi starebbero attirando gli americani in una guerra per procura con la nordcorea per colargli a picco la flotta del Pacifico e continuare a commerciare in pace nel LORO cortile di casa

     
  18. emanuele777 il said:

    Quello che mi fa pensare, è che quando iniziò la seconda guerra mondiale, i tedeschi come anche gli (ahimé) italiani e i giapponesi erano per lo più fedeli con i loro leader, e praticamente contenti di entrare in guerra.
    Adesso, negli Stati Uniti hanno eletto Trump proprio perché ha fatto una campagna CONTRO alle politiche imperialiste e di guerre in tutto il mondo. Se si iniziasse (Dio non voglia) una guerra mondiale, che supporto possono avere i neocon in America? rischiano quantomeno una guerra civile in casa loro..
    Per non parlare dell’Europa, che sta unita solo di facciata. Basta ricordare che la Gran Bretagna, il paese più guerrafondaio di tutti, ha appena votato per abbandonare la linea politica atlantista, tramite la Brexit..
    Per come la vedo io, se iniziasse una guerra vera e propria, sia il sistema occidentale che la Nato sono destinati a sgretolarsi in meno di una settimana, la guerra non la vuole proprio nessuno, né in America (dove la leadership dei Neocon è sempre più staccata dalla popolazione), né tantomeno in Europa

     
    • il 70% degli americani ha approvato l’attacco alla siria fatto fuori dalle regole internazionali e con falsi pretesti pur ben sapendo che il loro paese usa sempre falsi pretesti ( le famose ADM di Saddam )per aggredire chi gli pare.
      Non fatevi illusioni , gli americani sono sempre contro le proprie guerra DOPO , ( specialmente se dovessero aver constatato di averla persa 😎 )

       
    • Francesca Ancona il said:

      La Gran Bretagna, a mio parere, istinto, non ha lasciato col Brexit la linea atlantista. Ha lasciato l’Europa per agire in modo indipendente, forse proprio nella probabilità di una guerra.

       
      • oriundo il said:

        Lo ha detto esplicitamente la Regina in un fuori onda che ha spostato l’esito del referendum: quello che ha da venire è un confronto militare talmente devastante che la II G.M. sarà ricordata come una piccola cosa.

         
    • Francesca Ancona il said:

      La Gran Bretagna, a mio parere, istinto, non ha lasciato col Brexit la linea atlantista. Ha lasciato l’Europa per agire in modo indipendente, forse proprio nella probabilità di una guerra.

       
      • Arlo il said:

        Condivido.
        Meglio essere autonomi (anche con i propri servizi).
        In fondo quando il mare è mosso è il continente a essere isolato.

         
  19. Gézitain il said:

    Terra e mare in filosofia della storia sono resi per metafora con due dei tre mostri biblici Leviathan (mare), Behemoth (terra dove vive nascosto nel deserto invisibile di Dundayin a est del Giardino dell’Eden) (il terzo è Ziz, aria).
    Della lotta che contrappone i mostri della terra e del mare ne parla Carl Schmitt nel suo celebre “Il nomos della terra” a cui avevo accennato in un post precedente.
    I popoli del mare sono gli anglosassoni ma anche gli attuali discendenti dei Fenici i quali come è noto sono della pura razza degli Atlantidei sopravvissuti al cataclisma (mondo di cui fra l’altro parla Platone nel Crizia con dei dettagli sugli usi, costumi e riti che si prestano a interessanti paragoni con alcuni popoli tutt’ora esistenti).
    I popoli della terra sono i germanici e i russi ma anche i cinesi e molti altri che, come detto in questo articolo, abitano nel cosiddetto Heartland.

    I mostri sono citati nel libro di Giobbe, nel libro di Enoch e nel Siddur.
    Gli accenni sono sparsi ma in sostanza si profetizza di una ultima lotta mortale fra i due che terminerà quando il Signore deciderà di ucciderli entrambi.
    Con la lucente pelle del Leviathan si costruiranno lussuose tende (da residenza) e tessuti mentre con la carne del Behemoth si ciberanno le genti ricavandone nutrimento e letizia.

    Nel frattempo avranno cancellato dalla faccia della terra due terzi della popolazione umana e animale rendendo presumibilmente radioattivo tutto il pianeta per i prossimi seicento anni.
    Ma di questo piccolo incidente collaterale dovuto al furioso scontro fra i due mostri tacciono sia il Siddur che la Bibbia…

     
  20. DANILO FABBRONI il said:

    Sanno ormai anche le pietre che una parte consistente del debito americano (e che la Cina sia una formidabile force de frappe nucleare che mette in totale ridicolo l’abbaiare della canea contro il dito nucleare iraniano mentre non scorge la luna termonucleare cinese…) è in mano cinese ma c’è ombra sul fatto che le ombre cinesi stiano anche altrove.
    E da tanto tempo.

    Nella lontana Australia, ad esempio.

    Ce lo spiega appunto Cai Shaoqing che nel suo sorprendente On the Overseas Chinese Secret Societies of Australia afferma:

    «James A. Chuey, che […] era della regione dello See Yap, emigrò in Australia nel 1878. […] Egli si fece molti amici, sia cinesi che australiani.
    W.A.Holman, un australiano che fu eletto premier nel New South Wales tra il 1913 e il 1919, fu uno dei suoi più stretti amici.
    Egli fu uno dei più importanti capi dell’Aligned Chines Masonic Society [un’Alta Loggia Massonica; N.d.R.] durante le prime tre decadi del secolo passato. Sotto questa egida tale Loggia diventò un’importante potere sia sociale che politico entro la comunità cinese sino a tutto il 1920 mentre giocò un importante ruolo nel processo di unificazione della Società Massonica Cinese in tutta l’Australia».

    Ma non si tratta – quello dell’Australia – di un caso isolato, a se stante.
    La giornalista Judi McLeod ci racconta che Sidewinder è il nome di un controverso rapporto messo a punto da un ristretto team dei servizi segreti canadesi allarmati dalla penetrazione di una estesissima rete spionistica messa in piedi ai danni del Paese da parte dell’intelligence cinese.
    In particolare nel rapporto, messo poi a tacere dal Primo Ministro canadese Jean Chretien, si gettava una luce particolare sulle attività della CITIC, China International Trust Investment Company la quale ha speso nel corso degli anni più di 500 milioni di dollari canadesi per comperare ogni sorta di realtà economiche del Paese.
    Un altro primattore di questo scenario Sidewinder è Li Ka-Shing, patron dell’impresa di telecomunicazioni Hutchinson Whampoa, che in combinazione con COSCO, ha dimostrato uno smisurato interesse per ogni sorta di attività economica canadese.

    Ma allora, ci verrebbe da chiedere, il balance of power tutto connotato a stelle & strisce forse dovrebbe considerare nel Grande Gioco anche tali entità?
    Confessiamo la confusione.

    ***

    Per caso ci può “soccorrere” sbirciare la quarta di copertina dell’ultimo libro che René Guénon pubblicò nel lontanissimo 1946?
    Diamoci un’occhiata:

    «”Il Cielo copre, la Terra sostiene”, dice un’antica sentenza cinese.
    Il cielo è la “perfezione attiva”, la terra è la “perfezione passiva”.
    “Cielo, Terra, Uomo” (Tien-ti-jen), ecco la Grande Triade […].
    Invece di affermare in termini generali la corrispondenza esoterica delle tradizioni, [Guénon] volle […] far vedere in concreto che cosa è tale corrispondenza e in quali modi essa si articola […].
    Lo yin e yang, […], il solve e coagula dell’alchimia, […], il simbolismo massonico della squadra e del compasso e quello cabalistico della Sheki-nah, la ruota cosmica […].
    […] pur facendo presagire ogni volta tutta la complessità e peculiarità di queste immagini, le ha fatto risuonare nella loro essenza, le ha rese trasparenti […] inanellandole in un’aurea catena, dove il vincolo è invisibile e indissolubile».

    Ah! Il vincolo!
    Se ne parlava proprio nel Sessantotto a proposito di Giordano Bruno e di Culianu.
    Qui sopra si dice che esso è invisibile: una superficie opaca?
    Ma al di là di ciò: l’aurea catena quanti anelli conserva dall’Estremo Occidente che non hanno lasciato il passo al Secolo Cinese, come direbbe un fine conoscitore delle cose come Geminello Alvi?

    Altro esempio, altra “futilità”:

    «[…] la società Greycoat Placements di Londra dice di avere nei suoi elenchi 20 mila servitori professionali pronti o a partire per l’Asia o a lavorare nelle case londinesi dei nuovi ricchi cinesi.
    […] a Pechino ne ha scritto il “Global Times”, giornale in inglese del glorioso gruppo guidato dal “Quotidiano del Popolo”.
    Titolo: “Il ritorno del maggiordomo inglese”. L’autore dell’intervento è uno storico inglese che ha prodotto tra l’altro un saggio sulla “Superpotenza cinese”».

    Futilità?
    Può darsi.

    ***

    Passiamo allora a qualcosa di più serio che ci riporta all’aurea catena di certo Occidente con certo Oriente.
    Stiamo parlando ad esempio di Jim O’Neill che «dopo aver lasciato il vertice di Goldman Sachs, dove era presidente dell’Asset Management […] si è preso un periodo di pausa. […] e gira il mondo per studiare e tenere conferenze.
    A Pechino è venuto con gli “Young Icebreakers”, gli eredi del gruppo di 48 imprenditori e industriali britannici che 60 anni fa sbarcarono a Pechino per fare affari, nonostante il governo comunista fosse sotto embargo [corsivo nostro]. Quindi O’Neill nel futuro e nel presente della Cina continua a crederci».

    Come si vede c’è un ottimismo lampante.
    Non si stenta a dubitare di questo ottimismo.
    Tanto più che tale speranza in un futuro radioso di alba socialista si basa su una forte devozione verso «una schiavitù terribile» come racconta il cinese Yan che «rompe l’omertà, sfruttato dai [suoi] connazionali»:

    «Prato, Firenze.
    Una parola, due, la bocca che trema, la gola secca per la tensione.
    Minuti di pausa e sudore.
    Poi Yan il clandestino ha iniziato a parlare.
    Si è alzato dalla sedia e in cinese al traduttore ha raccontato quei giorni terribili di sfruttamento nella fabbrica fantasma gestita da un gruppo di connazionali: diciotto ore al giorno di lavoro in nero, dal lunedì alla domenica, dalle 7 del mattino sino all’una di notte, per circa un euro all’ora.
    E poi sei ore di sonno in luridi giacigli, sempre nel laboratorio prigione.
    Si è pure infortunato, Yan, quando sfinito, è caduto sui macchinari del laboratorio alla periferia di Prato rimanendo gravemente ustionato».

    Si dirà: ma è una storiella piccola, insignificante, di poco conto.
    Forse.
    Ed allora torniamo a vedere le cose “in grande”:

    «Il quartier generale dell’Unità 61398 dell’esercito di Liberazione Popolare.
    Nome in codice: Apt1, Advanced Persistent Threat.
    Pechino.
    Il rapporto sembra il copione di una spy story hollywoodiana.
    Il covo dei “cattivi” è un palazzo di dodici piani alla periferia di Shangai; nome in codice Apt1 […] vale a dire Minaccia Persistente ed Avanzata […] dietro il piano ci sarebbe l’esercito rosso, vale a dire le forze armate cinesi.
    Ma secondo il “New York Times” e la società di sicurezza informatica americana Mandiant non c’è fiction in questa storia, solo dati.
    E i dati dicono che gli hacker che da sei anni anni stanno cercando (e riuscendo) a introdursi nei computer dei governi, gruppi industriali e giornali dipendono direttamente da Pechino.
    […] Mandiant sostiene che in quel palazzo […] potrebbero lavorare “centinaia o anche migliaia di tecnici con connessioni in fibra ottica ad alta velocità di tipo militare fornite da China Mobile, il più grande gruppo telecom al mondo».

    Che dire?
    Fanta-geo-politica?
    Forse.

    Ma questo che segue è realtà, anzi iper-realtà:

    «La camorra incoraggia Tremonti: “i cinesi” soci perfetti”.
    Amano i nostri rifiuti tossici, gradiranno anche i nostri titoli spazzatura.
    Mettere una bella fetta del nostro debito pubblico nelle grinfie del dragone Rosso?
    C’è chi storce il naso.
    Gli imbecilli.
    Chi se ne intende invece è entusiasta. Stiamo parlando dei clan napoletani che da anni contrabbandano ogni sorta di rifiuto tossico in partnership con le Triadi cinesi e si trovano benissimo.
    […] Qualche numero: 2 milioni di tonnellate il traffico illecito di rifiuti nel 2010, pari ad oltre 82 mila camion pieni di spazzatura (contenenti cromo esavalente, mercurio, arsenico e quisquilie simili)».

    ***

    Nel dicembre del 2011, il signor Wei Jiafu, presidente della maggiore compagnia marittima commerciale cinese, la China Ocean Shipping Co. (COSCO) ha annunciato che la sua compagine era in trattative per l’acquisizione di un porto di grandi dimensioni nella costa Est degli Stati Uniti oppure nel Golfo del Messico.
    Si suppone che nel mirino ci fosse il porto di Baton Rouge, cioè il porto di New Orleans … nientedimeno!
    La cosa potrebbe essere favorita dal fatto che lo stato della Louisiana sotto l’articolo 7, sezione 14 della costituzione prevede accordi cooperativi nel caso di infrastrutture.
    In parole povere: apertura all’entrata di capitali stranieri in porti ed aeroporti, ad esempio.
    Giustamente il giornalista Jenkins fa notare che da sempre i porti hanno costituito un punto d’appoggio perfetto dell’aurea catenaria su cui si basa ogni rete dei servizi segreti.

     
  21. DANILO FABBRONI il said:

    Di contro sarebbe da orbi non notare lo tsunami che viene da lontano, dalla fine del sentiero percorso da Marco Polo.
    Da Oriente, Estremo.
    Marea – Hung è il caso dire… – che vede le avanguardie del Popolo cantare: «To overthrow the Qing and Restore the Ming», sbarazzarsi dei Cing e restaurare i Ming, come ci fa notare sagacemente Cai Shaoqing, professore di storia dell’Università di Nanjing, e premiato con il Frederic Milton Trasher Award per il suo contributo alla storiografia delle società segrete cinesi.
    Sanno ormai anche le pietre che una parte consistente del debito americano (e che la Cina sia una formidabile force de frappe nucleare che mette in totale ridicolo l’abbaiare della canea contro il dito nucleare iraniano mentre non scorge la luna termonucleare cinese…) è in mano cinese ma c’è ombra sul fatto che le ombre cinesi stiano anche altrove.
    E da tanto tempo.

    Nella lontana Australia, ad esempio.

    Ce lo spiega appunto Cai Shaoqing che nel suo sorprendente On the Overseas Chinese Secret Societies of Australia afferma:

    «James A. Chuey, che […] era della regione dello See Yap, emigrò in Australia nel 1878. […] Egli si fece molti amici, sia cinesi che australiani.
    W.A.Holman, un australiano che fu eletto premier nel New South Wales tra il 1913 e il 1919, fu uno dei suoi più stretti amici.
    Egli fu uno dei più importanti capi dell’Aligned Chines Masonic Society [un’Alta Loggia Massonica; N.d.R.] durante le prime tre decadi del secolo passato. Sotto questa egida tale Loggia diventò un’importante potere sia sociale che politico entro la comunità cinese sino a tutto il 1920 mentre giocò un importante ruolo nel processo di unificazione della Società Massonica Cinese in tutta l’Australia».

    Ma non si tratta – quello dell’Australia – di un caso isolato, a se stante.
    La giornalista Judi McLeod ci racconta che Sidewinder è il nome di un controverso rapporto messo a punto da un ristretto team dei servizi segreti canadesi allarmati dalla penetrazione di una estesissima rete spionistica messa in piedi ai danni del Paese da parte dell’intelligence cinese.
    In particolare nel rapporto, messo poi a tacere dal Primo Ministro canadese Jean Chretien, si gettava una luce particolare sulle attività della CITIC, China International Trust Investment Company la quale ha speso nel corso degli anni più di 500 milioni di dollari canadesi per comperare ogni sorta di realtà economiche del Paese.
    Un altro primattore di questo scenario Sidewinder è Li Ka-Shing, patron dell’impresa di telecomunicazioni Hutchinson Whampoa, che in combinazione con COSCO, ha dimostrato uno smisurato interesse per ogni sorta di attività economica canadese.

    Ma allora, ci verrebbe da chiedere, il balance of power tutto connotato a stelle & strisce forse dovrebbe considerare nel Grande Gioco anche tali entità?

     
  22. Gianni il said:

    Questo articolo richiama le teorie geopolitiche sul confronto tra heartland e potenze marittime, teorie che hanno ritrovato lustro negli ultimi tempi, e pur mantenendo un impianto credibile non sono a mio avviso sufficienti a spiegare interamente quanto sta avvenendo di fronte ai nostri occhi, certamente i rischi prospettati dal nostro Federico sono reali e indiscutibilmente più vicini di quanto lo siano mai stati, ci sono però elementi ambivalenti sviluppatisi negli ultimi decenni, un mostro economico, cioè finanziario, è stato alimentato e fatto crescere a tal punto che le principali vittime abitano proprio nelle lande dove quel mostro è stato allevato, c’è un grafico che rappresenta perfettamente quanto è avvenuto, io l’ho incontrato più volte nei siti che trattano di economia, si può riassumerlo in breve dicendo che dagli anni 20 del secolo scorso sino agli anni 70, quindi grosso modo un cinquantennio, la quota sul pil mondiale del lavoro è cresciuta vertiginosamente ai danni della quota finanziaria, a metà degli anni 70 a causa anche dell’abbandono di nixon del sistema aureo tale crescita ha cambiato direttamente direzione sino a raggiungere esattamente le proporzioni che causarono la grande crisi del 29 e la grande depressione che ne fu conseguenza, i risultati sono già evidenti da qualche anno a questa parte e i più di 40 milioni di americani che dipendono per la propria sopravvivenza dagli assegni governativi ne sono una delle evidenze più terrificanti, questo tipo di abbandono da parte delle èlites occidentali nei confronti delle proprie cittadinanze, come si sta verificando anche sotto altri aspetti pure in europa , non è però l’unico sintomo nè il più importante segno della decadenza delle così dette talassocrazie e dei loro vassalli/complici, la dipendenza delle strutture economiche di queste potenze, o forse già ex-potenze, da flussi di denari che prima di poter venire creati in maniera virtuale con il solo ausilio di una tastiera, vedi yellen & draghi, dovevano essere prodotti anche e soprattutto in maniera illegale, ha portato già negli ultimi 40 anni del secolo scorso a far sì che si creasse un sistema altamente criminale di commistione di quelle stesse èlites con mafie dedite allo spaccio su scala mondiale di sostanze stupefacenti, traffico di armi, connivenze che portavano sempre maggiori flussi cash alle centrali finaziarie mondiali passando per paradisi fiscali che ovviamente avevano sede in quelle colonie che si prestavano a tale scopo, tutto ciò è andato a corrompere l’economia mondiale proprio nel cuore del sistema capitalistico occidentale, da un alto principalmente finanziarizzando quasi tutta l’economia e instaurando, un regime basato sul prestito e l’usura fino ad interessare anche gli stati oltre ai singoli cittadini, l’italia oggi ad esempio deve sborsare ogni anno ai privati una quota prossima al 5% del pil, gli statistici ci informano che è un tasso inestinguibile, questo tipo di capitalismo predatorio ha di fatto ucciso le varie democrazie nazionali e messo nelle poche mani di abili speculatori il controllo politico dell’occidente, di conseguenza anche ad un richiamo alla guerra totale non ci sarebbe più qualcuno capace di tirarsi indietro, lo si è visto proprio in questi giorni, a differenza di quando germania e francia, se non erro, si rifiutarono di prendere parte direttamente all’invasione ed al massacro dell’Irak, tutto questo certamente rende molto probabile lo scontro di cui ci avvisa Federico però è anche vero, d’altro canto, che proprio quel tipo di corruzione morale che ha pervaso in maniera sempre più capillare l’impero marittimo ne ha causato anche la decadenza tramite abbandono sistematico e truffe colossali dell’enorme apparato militare che ne misurava la forza reale, gli ultimi decenni persi in guerre senza senso e in progetti assurdi ma costosi oltre ogni logica hanno fatto si che quell’apparato militare ed industriale da cui ci mise in guardia il gen. Eisenowher nel discorso d’addio come presidente degli usa, si sia trasformato nel regno della corruzione, un apparato molto industriale e ben poco militare, alcune analisi di noti esperti che trattano di questioni militari stimano che gli usa non siano in grado di dispiegare in guerra più del 10 % del potenziale militare dichiarato, molti sistemi d’arma sono obsoleti e quelli ancora efficienti non sarebbero in grado di essere utilizzati per poco più di brevi combattimenti, mentre quelli di ultimissima generazione rischiano di non entrare mai in produzione esempi lampanti l’f-35 e quella nave che fu definita pomposamente la nave più potente mai costruita e la cui arma di punta, un futuribile cannone elettromagnetico, non potrà mai essere prodotta dato che il costo di ogni proiettile (al tungsteno) si aggira nell’ordine del milione di dollari. Ho voluto puntualizzare tutto questo per dire che forse l’anglo-sionismo è andato forse troppo in là per avere ancora possibilità egemoniche sul resto del mondo, unica possibilità sarebbero le armi nucleari ma anche qui sembra che la Russia abbia sorpassato gli usa di almeno due generazioni, quindi una possibilità ancora più remota a meno che la pazzia oltre alla corruzione governi davvero l’occidente, e si vada danzando verso l’estinzione del genere umano, cosa che non escluderei a priori osservando il cambio psichico del personaggio Trump e di tutta l’amministrazione che lo segue, ieri il portavoce della casa bianca è riuscito a dire che l’obbiettivo dell’amministrazione è quello di destabilizzare la Syria, al che ho dovuto ammettere prima di tutto a me stesso che questi sono oltre che pazzi pure scemi e dilettanti di cui avere davvero paura.

     
    • Jean il said:

      La tua analisi è ottima, visto che il capitale è “trasversale”, potrebbero esserci sorprese che noi non conosciamo….

       
  23. Guido il said:

    Non credo ad una guerra nucleare globale.
    Gli USA potranno anche usare la superbomba contro la Korea del Nord.
    Kim potrà lanciare le sue bombe su Seul, magari una atomica sporca.
    Ma gli USA non potranno usare bombe nucleari, se non “tattiche”. Effetti limitati.
    Dopo due giorni di devastazioni, ci si siede ad un tavolo: Russia, Cina, USA. Al più gli USA chiederanno che si sieda il Giappone. E tutto finisce lì. Nuovi accordi e si passa al prossimo presidente USA.
    Circa l’Iran, qui il problema è più complesso. Perchè il desiderio israeliano è di eliminare l’Iran, non la Korea del Nord, di cui non frega quasi niente a nessuno.(tranne ai vicini).
    Eliminare l’Iran, però, credo sia difficile. La Russia non lo concederà. Vale più di Assad.
    Aspettiamo ancora qualche giorno….Sono giorni interessanti. Elezioni francesi, Korea, e ….Genriloni che va a Washington..(che ci va a fare? A prendere ordini?…Mah.)

     
  24. Erich il said:

    E secondo lei chi sta spingengo adesso per dare inizio ad uno scontro si accontenterà di “due giorni di distruzione”?

     
  25. Massimo il said:

    Preoccupante che gli USA distruggano, con la più potente arma convenzionale nell’arsenale, le scottanti prove dei bunker e del centro di comando CIA in Afghanistan utilizzato per coordinare militarmente le incursioni terroristiche. Sembra si stia preparando il campo per cosa, una coalizione internazionale contro “l’asse del male”? Si tagliano i ponti con un passato imbarazzante (Al Qaeda)?
    Può essere.

    Nel fratempo James “cane pazzo” Mattis la settimana prossima arriva a discutere ufficialmente di “Siria, Iran e ISIS” con Natanyhau, tradotto vuol dire che gli saranno impartiti ordini su come e chi attaccare, è sintomatico notare, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’agenda militare in Medio Oriente non la decidano a Washington ma a Tel Aviv. Inutile dire che si prepara il terreno per una guerra al fianco dei compagni di merende di sempre, inclusi Arabia Saudita e Giordania, che ovviamente fanno parte del tour del nostro.

    Dal punto di vista strategico è insensato e controproducente combattere su due fronti per cui, è evidente, che le tensioni con la Corea del Nord siano a livello di puro bluff, solo propaganda, mentre si addensano dense nubi di guerra sui cieli siriani

     
    • Backward il said:

      E’ chiaro che le decisioni vengono prese a Tel Aviv.
      31 marzo: L’amministrazione Trump dichiara che rimuovere Assad non è più necessario;
      3 aprile: Israele, Italia e Malta si accordano formalmente per la costruzione del gasdotto che porterà in Europa il gas del nuovo giacimento israeliano off-shore;
      4 aprile: false-flag del sarin;
      6 aprile: gli USA attaccano la base siriana con i Tomahawk.
      Potrebbe essere più chiaro?

       
      • Silvia il said:

        A me non sembra tanto chiaro. Non si dice che Trump abbia cambiato idea a causa dell’opposizione interna, americana?

         
  26. Matteo il said:

    Quando guerra sarà (perché ormai è una certezza) spero che il nostro paese rimanga neutrale, anche se non ci conto molto

     
    • Antonello S. il said:

      Neutrale?
      Con la sua naturale funzione geografica di “ponte” fra l’Europa ed il continente africano e con tutti gli arsenali (anche atomici) americani stipati nelle varie roccaforti a stelle e striscie, la vedo un pò dura poter rimanere neutrali…

       
      • Andrea il said:

        La neutralità dell’Italia presupporrebbe una capacità decisionale dell’Italia. Roba da sogno.

         
    • Jean il said:

      Con un centinaio di basi NATO sul territorio, neanche le decisionalità di un eventuale politico, (che non c’è), ci lascia fuori….

       
  27. Cesare il said:

    Spesso sento ripetere la stessa frase:”Non saranno così pazzi i vertici militari ed istituzionali Americani, da catapultarci in un conflitto globale ?”. Bhe, considerato il livello di questo Blog, voglio postarvi un documento esclusivo. Si tratta dell’intervista alla ex-moglie del Colonnello Nato, Greegs. Sono quasi 8 ore d’intervista allucinanti, dove capirete fino a che punto può inabissarsi l’umanità.

    L’intervista è solo in inglese https://m.youtube.com/watch?v=U_qCmuJWiAQ

     
    • Gézitain il said:

      È vero quello che dice la signora sulle “iniziazioni maschili” ma è anche peggio ossia a livello della vera élite si pratica la pedofilia.
      Non parlo tanto di quella con dei teenager non ancora maggiorenni ma proprio quella con i bambini che più si va in “alto” più assume caratteri rituali e in alcuni casi cruenti.
      Il problema però non è questo aspetto diciamo “satanico” o meglio ancora “luciferino” ma piuttosto il fatto che l’idea che il potere possa esistere esclusivamente come dominio e sfruttamento è diffusissima in tutta la società a ogni livello quindi anche fra le classi subalterne.
      La cosa che lascia stupefatti, ma evidentemente il mondo funziona cosí, è che le classi subalterne che sono oggetto di questo sfruttamento e autentico “stupro” da parte delle classi più alte (sfruttamento e stupro sia dal punto di vista del lavoro che culturale ma anche sessuale, vedi la schiera di “intellettuali” anche progressisti come Pasolini, Foucault e moltissimi altri, tanto “de sinistra”, che però andavano nelle borgate a fare orge con ragazzini di tutte le età…e chissà come mai la gente a loro li giustifica…pensateci un attimo…) le classi subalterne vittime di questo trattamento schiavile invece di ribellarsi lo accettano e anzi non perdono occasione per ripeterlo esse stesse “su sé stesse” infliggendosi le identiche violenze, soprusi e maltrattamenti che subiscono dalle classi dominanti convincendosi che questa crudeltà sia nell’ordine naturale delle cose.
      No poveri cristi, è solo l’ordine che vi viene imposto dalle classi dominanti e al quale voi per paura e gaglioffa complicità non avete la forza di ribellarvi per cui scaricate la vergogna della mancata ribellione nella violenza che infliggete al più debole fosse anche vostro fratello.
      Alla faccia della coscienza di classe di cui vaneggiava Marx…

      Tempo perso…finché si parla di sciocchezze complottistiche va tutto bene ma quando si affronta la verità indicibile la gente casca dal pero.

       
      • Cesare il said:

        Scrive Gézitain (probabilmente in un impeto di “mania di grandezza” totalmente ingiustificata): ” No poveri cristi, è solo l’ordine che vi viene imposto dalle classi dominanti e al quale VOI per paura e gaglioffa complicità non avete la forza di ribellarvi per cui scaricate la vergogna della mancata ribellione nella violenza che infliggete al più debole fosse anche vostro fratello”.

        Devo premettere che questo tipo di discorsi, dove si accusa la “plebe” di “mancanza di spina dorsale”, nella storia moderna, li ho sentiti fare solo a due categorie d’individui:” I ragazzi sotto i trent’anni, che ancora non hanno maturato una idea veriteria del mondo e gl’imbecilli”. Sono certo che tu appartieni alla prima categoria.

        A Roma, quando qualcuno se ne esce con questo tipo di “sparate”, ti direbbero:” Ahò ma tu chi tre credi di essere ? “.

        Eh già, perchè altrimenti non si spiega, come Gézitain possa accusare la maggioranza del popolo (perchè di tale si tratta) di “paura” o peggio “mancata forza di ribellione”, tirandosi fuori.

        Quindi due sono le cose:” O tu fai parte della cosiddetta “classe dominante” oppure vivi su di un altro pianeta”.

        Dimmelo tu !

        Vorrei tanto che tu avessi vissuto in paesi oppressi dalla dittatura, come ho fatto io (anche se solo per alcuni mesi), così da apprendere che un conto è parlare ed un conto è viverci.

        Credi che davvero che in quei paesi, non vi sia “gente con le palle”, disposta ad immolarsi per un ideale di libertà ?

        Innanzitutto, in dittatura la “libertà di parola” non ti è concessa e se provi a fare il “ganassa” urlando e sbraitando (ovvero ribellandoti…come tu sostieni di “saper fare” al contrario di “noi popolo poveri cristi”), ti vengono a prendere, ti denudano e ti fanno il “sederino alla pizzaiola” e non in senso figurativo.

        Questa è la realtà. Allora, o hai le armi ed inizi una guerra civile, oppure la dittatura te la tieni. Le parole lasciano il tempo che trovano, come sosteneva lo stesso Che Guevara.

        Se poi credi che anche da noi sia facile ribellarsi ai poteri forti, magari puoi leggerti la storia di “Francesco Carbone e Poste Italiane”, oppure la storia di “Eva Polak”, oppure del magistrato Paolo Ferraro che per avere toccato alcuni “poteri forti”, pur essendo fra i magistrati più apprezzati del foro romano, ricevette un ordine di Tso, il giorno dopo la denuncia.

        Quindi, caro Gézitain, prima di “accusare il volgo di mancata tempra” conta fino a dieci, la prossima volta e scusami se sono stato un po’ duro nella risposta ma credo che alcune volte sia necessario.

        Buona Pasqua di pace a te ed a tutto il Blog

         
      • Gézitain il said:

        Cesare, non hai capito una mazza (n. 1 mazza) di quello che ho detto.
        Come ho scritto alla fine del post quando si toccano certi argomenti la gente casca dal pero e reagisce in maniera irrazionale, come hai fatto tu, ossia si sente toccata sul personale e sovrappone assurdamente la propria esperienza e i propri sentimenti a una discussione che vorrebbe essere razionale.

        A riprova di questo osservate cosa scrive Cesare.

        Cito:

        “Quindi, caro Gézitain, prima di “accusare il volgo di mancata tempra” conta fino a dieci, la prossima volta e scusami se sono stato un po’ duro nella risposta ma credo che alcune volte sia necessario”

        Se leggete il mio post io non ho MAI parlato di mancanza di tempra (parola già ridicola di per sé) eppure Cesare molto scorrettamente la mette fra virgolette come si fa quando si riporta il testo di qualcun altro.
        E che diavolo c’entra la mancanza di tempra nel mio discorso lo sa solo Cesare il quale poi, evidentemente afflitto da un complesso – appunto – di “scarsa tempra” fa pubblica vanteria della propria mascolinità dicendo (cito):

        “scusami se sono stato un po’ duro nella risposta ma credo che alcune volte sia necessario”

        Povero Cesare, siccome ti sei sentito colpito nel vivo dalle mie parole hai sentito il bisogno di far vedere che con me hai dovuto essere paternamente severo.
        Si vede che qualcuno è stato tanto severo con te e tu a suo tempo non hai mai avuto il coraggio di reagire se non sui blog del web.
        Scusami se sono troppo sincero con te ma è necessario che tu conosca te stesso.

        RIPETO e per l’ultima volta: il rapporto che il potere stabilisce con i subalterni è fondato sul dominio e lo sfruttamento CHE SONO RESI POSSIBILI DA UNO STUPRO PRIMARIO che può essere metaforico ma anche reale a seconda dell’importanza del “rito di passaggio”, stupro che in certi ambienti viene addirittura ritualizzato.
        Questo stupro primario provoca l’effetto che lo stuprato:

        1) rimuove lo stupro (per motivi che qui non possono assolutamente essere affrontati)

        2) e quindi sente il bisogno di infliggerlo ad altri ossia lo stesso stuprato diventa funzionale alla replicazione del sistema del dominio e dello sfruttamento per di più trovandosi a infliggere questo sadismo coatto proprio sui suoi compagni di classe sociale dato che sono i più indifesi (ma ci sono motivazione più profonde e complesse di cui non è il caso di parlare in questa sede).
        Quindi non solo lo stuprato diventerà funzionale alla continuità del sistema ma anche alla permanenza dell’egemonia di quelle stesse classi dominanti che hanno operato su di lui lo stupro primario (o “castrazione primaria” di cui parla diffusamente Platone nel Simposio che tutti voi avete letto e studiato a fondo, naturalmente).

        L’ho detto in maniera molto criptica quindi per chi vuole approfondire segnalo:

        1) di Elias Canetti: “Massa e potere” in particolare la parte in cui si parla del concetto di “SPINA”

        2) di Herman Melville: “Billy Budd” di difficilissima interpretazione ma per chi sa leggere vi si dice tutto quello che c’è da dire sul potere, la società, le classi sociali e la natura dell’uomo

        3) di Marc Saudade (pseudonimo di Furio Colombo): “Bersagli mobili”

        4) di Blondet, autore che non amo particolarmente ma che qui ha colto nel segno: “Gli Adelphi della dissoluzione”

        5) Platone: “Il simposio”, la parte sulla formazione dei sessi

        6) Foucault: tutto quello che vi riuscite a leggere

        Così funziona il potere politico, religioso, culturale ed economico della società.
        Non ci credete?
        Mi chiedete come cavolo io faccia a saperlo?
        Pensate che siano sciocchezze inventate di sana pianta?

        Ecco, allora buona Pasqua a tutti.

         
      • Gézitain il said:

        Aggiunta

        E non ho mai usato la parola “volgo”.

        Vabbe’, chiusa la discussione, ognuno ne tragga ciò che vuole.
        Io sull’argomento non mi pronuncerò più (anche se già sapevo che qualcuno ne varebbe sofferto e avrebbe reagito male).

        Ribuona Pasqua

         
      • Cesare il said:

        Gézitain, davvero mi hai fatto sorridere. Il tuo “riscaldarti oltre misura” nella risposta e la rapidità con cui l’hai elargita, reca implicitamente la prova che devo aver “centrato il bersaglio”. ( …a meno che tu non faccia parte dei “grembiulini del blog”…. eheheh )

        Come al solito, un conto è studiarla sui libri ed un conto è viverla la dittatura. Il fatto che poi tu decida di ritirarti dalla discussione, non depone a tuo favore e comunque non significa che tu abbia ragione ed i punti seguenti te lo dimostrano:

        1) Tu non hai parlato di “tempra”, però hai scritto esattamente la stessa cosa quando dici ” …..No poveri cristi, è solo l’ordine che vi viene imposto dalle classi dominanti e al quale voi per paura e gaglioffa complicità non avete la forza di ribellarvi…”.

        Un carattere “temprato” (da dizionario sabatini e colletti) è infatti un “carattere forte fisicamente e spiritualmente” e quindi certamente in grado di opporsi a quella “classe dominante” da te citata e che invece il “povero popolo (che io definisco “volgo” estrapolandolo dalle tue parole) non riesce a fare.

        2) La parte più interessante, alla quale, tuttavia, non hai risposto è quella in cui tu dici :” No poveri cristi, è solo l’ordine che vi viene imposto dalle classi dominanti e al quale VOI per paura e gaglioffa complicità……”

        Perchè dici “VOI” e tu ti tiri fuori ? Fai parte della “classe dominante” ? Non vivi sul pianeta terra ?

        3) Non me la sono presa sul “personale” sta tranquillo. Semplicemente ho vissuto per un periodo della mia vita, sotto dittatura (anche se ero un ragazzino) e so ( a differenza tua che, probabilmente, lo hai appreso solo dai libri) cosa vuol dire.

         
      • Gézitain il said:

        Eheh…il povero Cesare colpito sul vivo le tenta tutte.
        Mi spiace amico mio, non parlo solo dei libri, parlo di cose che so per esperienza e conoscenze dirette, poi per quanto riguarda i paesi con dittature sono stato in molti fra cui anche l’Unione Sovietica (Russia, suoi satelliti ma anche alcune dittature africane, sudamericane, emirati arabi e altri regimi più o meno restrittivi).
        Ma sto parlando di tutt’altro.
        Nella tua ingenuità credi che io mi riferisca alla ribellione verso il potere.
        Non c’entra niente né la ribellione né le palle né la tempra e anzi se vogliamo parlare di una specifica qualità particolare quella che manca ai subalterni “sturpati” è piuttosto la cristiana carità (non l’elemosina caro Cesare che già ti vedo che confondi) ma (attenzione) “la carità verso sé stessi” e per facilitarti ho messo alcune segnalazioni di testi che ti possono aiutare a capire meglio.

        Sapevo che le persone più sensibili e con più sensi di colpa repressi come Cesare avrebbero reagito col sarcasmo e l’aggressività e avevo scritto nel primo post che aspettavo qualche reazione irrazionale.
        Ho detto quello che avevo da dire poi chi vuole ci rifletterà su.

         
      • Cesare il said:

        Scrice Gézitain;” Eheh…il povero Cesare colpito sul vivo le tenta tutte”.

        Colpito nel vivo da cosa, scusa ? Dall’accusa di “subire” i voleri di una oligarchia dominante ? Bhe….puo’ darsi. D’altra come tutti coloro che vivono in Italia e non fanno parte di una “supposta elite di potere dominante”.

        E tu da che parte stai Gézitain ?

        A giudicare dalle tue risposte, si evincerebbe che il “chiappino alla pizzaiola” te lo abbiano fatto diverse volte. Non prendertela con il prossimo

         
      • Gézitain il said:

        Cesare ma ti rebndi conto che sei fuori di testa?

        Leggi cosa hai scritto:

        “A giudicare dalle tue risposte, si evincerebbe che il “chiappino alla pizzaiola” te lo abbiano fatto diverse volte. Non prendertela con il prossimo”

        Lo capisci che sei pazzo?
        E per di più non hai capito niente di cosa ho scritto.

        Avevo scritto precisamente che sono argomenti per i quali la gente perde la testa.

         
      • Cesare il said:

        Gézitain scrive: “Lo capisci che sei pazzo?
        E per di più non hai capito niente di cosa ho scritto.

        Avevo scritto precisamente che sono argomenti per i quali la gente perde la testa”.

        Quindi tu ti permetti d’insultarmi per cosa ? Perchè ho scritto:”A giudicare dalle tue risposte, si evincerebbe che il “chiappino alla pizzaiola” te lo abbiano fatto diverse volte. Non prendertela con il prossimo” ?

        Embè “fare il mazzo” in Italia, vuol dire, anche che ti “hanno fregato”, sia in senso politico che “comunicativo”, cosa assai probabile.

        Lo capisci quindi, che sei un imbecille ? Lo capisci che sei anche un ricchione demmerda ?

        Ti ricordo infine che sei tu ad essere entrato a “gambatesa” nel mio thread con i tuoi vaneggiamenti, quindi adesso sparisci perchè non sei gradito.

         
    • Backward il said:

      Cesare,
      L’intervista è allucinante solo per chi ha una visione molto ingenua del mondo, ad esempio chi è cresciuto con le favole della “buona America cristiana”, come la signora.
      Ma se si vuole davvero credere che i pervertiti al comando intendano passare il resto della loro vita in un bunker, a questo punto la discussione esce dalla razionalità.

       
      • Cris il said:

        Mi accodo a questa discussione solo per una riflessione: l’America profonda ha votato Trump PROPRIO per liberarsi delle elite pedofile e con le manie rituali. La spinta decisiva alla vittoria di Trump è arrivata infatti proprio dalla rivelazione Wikileaks sullo “Spirit Cooking”, ovvero le cene rituali di stile cannibalistico a cui partecipa (anche) tutto l’entourage Clinton. Con tanto di mail riservate e foto, la vicenda uscita allo scoperto una settimana prima delle elezioni ha causato un terremoto violentissimo nella società americana, e ha provocato ulteriori scoperte su pedofilia e altri orrori.

        Moltissimi elettori confidavano in Trump proprio perché facesse pulizia e sbattesse in galera tutto quel sistema. Non sembra che lo stia facendo, ma la gente ora sa e ricorda.

         
  28. Cesare il said:

    Scusate l’errore di battitura sul cognome dell’intervistata che è Griggs e non Greegs.

    Kay Griggs, ex moglie (oggi passata a miglior vita) del Colonnello dei Navy Seals George Griggs nonché Alto Ufficiale Nato

     
  29. Andrea il said:

    Aggiungo solo una nota di tono economico all’ottimo (come sempre) articolo di Federico Dezzani. Dando per assodata la prossima fine dell’euro, e il ritorno all’utilizzo di valute nazionali, cosa comporterebbe questo. Comporterebbe che l’Italia entrerebbe nella sfera di influenza russa nel giro di pochissimo tempo (Un mese? Due?). Questo perché la nuova lira nell’Italia manifatturiera sarebbe sottoposta alle stesse pressioni inflattive che si verificarono fino agli anni ’90: la Banca d’Italia che vende lire ed acquista dollari affinché gli italiani possano pagare le materie prime. Le cose oggi però sono diverse: a quel punto però interverrebbe la Russia con una offerta troppo ghiotta per poter essere rifiutata: la Russia direbbe “accettiamo le vostre lire in pagamento delle nostre materie prime, tanto ai nostri le lire servono per comprare la vostra moda, i vostri alimentari e per venire in vacanza da voi”. Questo avrebbe come conseguenza il quasi azzeramento delle spinte inflattive della nuova lira, ma anche un inevitabile notevole avvicinamento dell’Italia alla Federazione Russa. La manovra accelererebbe la caduta del dollaro dal trono di valuta mondiale del commercio e di conseguenza, il potere anglo-americano subirebbe un durissimo colpo. Le elites anglofone lo sanno. Ecco il perché dell’accanimento terapeutico su un morto attaccato alle macchine qual’è l’euro.

     
    • Silvia il said:

      Gli USA per me farebbero qualsiasi cosa per evitare questo avvicinamento alla Russia, compreso un rovesciamento del governo o una “rivoluzione colorata” in Italia, mentre la Russia non sembra in grado di fare cose simili.

       
  30. Matteo il said:

    La neutralità, considerando i nostri storici rapporti con la Russia, è la decisione più logica. E poi tutti i governi nella Storia hanno sempre fatto il possibile per mantenere il potere, e per queto io mi guarderei bene dal prendere una decisione così impopolare

     
  31. Guido il said:

    La banca d’Italia non dovrà vendere lire per comprare Dollari.
    Basta prendere le valute che i turisti portano dall’Estero. E’ sempre stato così, e non abbiamo mai avuto bisogno di nulla. Solo Ciampi continuava a vendere lire contro Marchi. Ma le lire erano di persone a cui non si può dire no: Agnelli, DeBenedetti e Soros. Per questo Ciampi “resissteva”. Voleva che facessero il pieno. E per questo è diventato Ministro, Presidente del Consiglio e Presidente della repubblica. Un carrierone.
    Ed inoltre, era sempre lo stesso problema. Il serpente monetario, dove avevano fissato la” banda di oscillazione” .Mi sempbra fosse + o – 5%. Se fissi l’oscillazione a + o – 30% non succede nulla. (Esattamente come il Dollaro, che dagli 0,9 contro Euro virtuale del 1998, ai tempi di Clinton, è finito a 1,60 grazie al quantitative easing di bernake nel 2008-2012). Allora funziona il mercato.

     
  32. Non si può non concordare sul quadro che viene delineato. Ci sarebbero da aggiungere le considerazioni di Micalizzi a proposito delle motivazioni contingenti che spingono gli USA ad accelerare l’attacco al la Corea del Nord: “ l’unico modo per continuare a finanziare il deficit commerciale collocando dollari ed obbligazioni che il “libero” mercato sta dimostrando di non gradire più, è di creare le condizioni (una guerra che coinvolga Cina, Giappone, sud-est asiatico e Russia, attaccandone il crocevia, la Corea del Nord) per una sorta di “piano Marshall”, cioè una gigantesca operazione di indebitamento spacciata come aiuto alla ricostruzione post-bellica ma che in realtà costituisca l’embrione di un nuovo mercato di sbocco per le proprie obbligazioni.” Per il resto non credo che Trump sia una vittima, se così fosse potrebbe dimettersi a fronte del fatto di dover dar seguito a una politica opposta a quella del suo programma elettorale: interventismo in Siria, rafforzamento della NATO, minaccia a Cina e Russia e guerra non dichiarata alla Corea del Nord. Gli USA sono lo strumento principale di dominio nelle mani dell’élite mondialista, la cui società, lo stato e la politica, dall’omicidio dei Kennedy, sono del tutto nelle loro mani. Credere che ci siano dei fronti contrapposti o che ci sia la possibilità per un outsider di ricoprire posti di tale responsabilità significa fare il loro gioco. Un gioco ben organizzato iniziato con l’offerta alla CINA da parte del Regno Unito di fare della City un hub per la finanza cinese, il ché unito alla Brexit, ha fatto sì che ricevessimo l’impressione che il potere finanziario internazionale avesse subito una divisione al suo interno. Impressione rafforzata dai proclami di Trump di volere abbandonare i trattati di libero scambio, puntando alla ricostruzione del tessuto industriale attraverso l’attuazione di una politica protezionista che insieme all’annuncio di non dare più sostegno alla NATO portava a rafforzare l’idea che una parte di quei poteri, difronte ai nuovi equilibri internazionali per l’alleanza sino-russa, avessero optato per dare un freno ai processi della globalizzazione. Non era così e analisti come William Engdahl e Pepe Escobar fin dall’inizio ci avevano messo in guardia. L’elezione del falso outsider serviva a dividere il fronte sovranista che si oppone alla mondializzazione.

     
    • Francesca Ancona il said:

      Perfetta analisi, è proprio così; Trump è l’uomo giusto al momento giusto. Ha preso in giro il popolo però, questo non lo si può negare, e sfacciatamente anche. Io mi vergognerei, ma per questa gente la vergogna non esiste. Anche se ho notato leggendo i commenti: nella sua pagina Facebook è ancora molto amato, forse più di prima, mentre nei commenti del Washington Post quasi tutti gli erano contro. Mi meraviglia solo una cosa, tutto il caos fatto dopo la sua elezione: manifestazioni, proteste, media scatenati, politici europei indignati, hanno tutti recitato? Bravissimi davvero!

       
      • Il Maglia il said:

        Francesca, magari è proprio come dice Federico, le intenzioni erano buone, poi ha (spontaneamente o “spintaneamente”) cambiato idea…
        io mantengo una (flebilissima) speranziella che ORA stia bluffando, però forse sto vivendo la fase di chi non vuole ammettere di essere stato tradito..
        in realtà questo è il problema comune della psiche umana, ed è su questa debolezza che i leader politici marciano

         
      • Non credo abbiano recitato, hanno semplicemente partecipato come comparse e spettatori della grande sceneggiata, proprio come noi. Il gioco lo reggono altri, loro sono solo dei burattini, intendo soprattutto i politici europei. Per quello che riguarda le proteste organizzate da Soros e l’orientamento dei media americani c’è una notizia che chiarisce tutto: il genero di Donald Trump, Jared Kushner, l’alto consigliere del presidente, è da sempre in stretti rapporti finanziari con Georges Soros, quello stesso Soros che si è strenuamente battuto contro l’elezione del suocero e ha continuato a farlo anche dopo. Il tutto per favorire e rendere credibile la trappola in cui doveva cadere Putin e Xj jinping. In questi casi meno sono gli attori consapevoli più possibilità ha la storia di apparire veritiera ma considerando il ruolo avuto da Soros è plausibile che anche la Clinton abbia partecipato consapevolmente alla recita. Poi non ci dimentichiamo che Tillerson è stato a capo della ExxonMobil, un agente dei Rockfeller proprio come Henry Kissinger , il fautore della presunta “nuova” linea politica trumpiana. C’è una pratica dell’élite mondialista sempre in uso, quella di finanziare e sostenere tutte le forze in gioco per poi utilizzarle come pedine secondo i loro piani. La lezione che riceviamo, come insegna la storia delle “armi di distruzione di massa” irachene, le motivazioni che hanno portato al bombardamento della Libia e tutti gli altri episodi che conosciamo, rivoluzioni colorate e primavere arabe in primis , è che non dobbiamo assolutamente fidarci delle apparenze. Putin e Xj jinping, per nostra fortuna, non l’hanno fatto…

         
    • @Salvatore Penzone che scrisse
      . Putin e Xj jinping, per nostra fortuna, non l’hanno fatto…
      Non ho nulla contro Xi ma io mi fiderei molto di più di un putin ,che ha alle spalle 17 anni di coerente politica di resistenza all’ impero , che di una cina che ha 50 anni di opportunistica “amicizia” con lo stesso.

       
  33. Ewiak il said:

    Purtroppo, la terza guerra mondiale è inevitabile, come la morte, ma non ancora. Quando accadrà questo? La Bibbia dice: “[il re del nord = Russia a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Daniele 11:27)] ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze [1945], e il suo cuore sarà contro il patto santo [l’ostilità nei confronti dei cristiani. L’Unione sovietica ha introdotto l’ateismo di stato], e agirà [attività in ambito internazionale], e tornerà al suo paese [1991-1993. La disintegrazione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Le truppe russe restituito alla paese]. Al tempo fissato [il re del nord] tornerà [questo significa crisi, che eclisserà la Grande Depressione, la disgregazione non solo dell’area euro, ma anche dell’Unione europea e della NATO. Molti paesi dell’ex blocco orientale tornerà nella sfera d’influenza della Russia]. Ed entrerà a sud [questo potuto essere Georgia, proprio come nel 2008], ma non sarà come la prima volta [2008 – Georgia] e come l’ultima volta [Ucraina].” (Daniele 11:28, 29)

    Ma la terza volta sarà l’intervento degli Stati Uniti. (Daniele 11:30a)

    Mosè scrive: “E delle navi dalla direzione di Kittim [U.S. Navy], e affliggeranno Assur [Russia] e affliggeranno Eber [nemici rimasti, compreso l’Iran e la Cina].” (Numeri 24:24a) Questa armada dopo la cottura testate nucleari non tornerà, sarà distrutto. (Numeri 24:24b)

    Questo sarà una guerra nucleare. (Rivelazione 6:4) Questo non sarà Armageddon. Questo sarà “l’inizio delle doglie del parto”. (Matteo 24:7, 8)

     
  34. Gengiss il said:

    Aggiungo che non è solo uno scontro per l’egemonia tra Nazioni, ma soprattutto per l’egemonia tra Capitali: ricordiamo Giovanni Arrighi. I predatori devono assicurarsi la superiorità sia sulle prede, sia sugli altri predatori.

     
  35. Mihai Podeanu il said:

    Buongiorno e buona Pasqua e pasquetta.
    Penso alle rive dell’Ussuri nel 1968.
    Teniamo conto che ( https://it.m.wikipedia.org/wiki/Crisi_sino-sovietica ) il compagno Mao sopporto’ dialetticamente finché il compagno  Никита Сергеевич Хрущёв non si oppose apertamente ai movimenti di truppe indiane… peraltro la risposta fredda si ebbe nel 1979 collAfghanistan. Ah, queste divisioni tra sinistri… altro che i nostri zerovirgola parlamentari ed extra.
    Oggi è francamente diverso. Le connessioni energetiche comunicative trasportistiche logistiche sono aumentate anche di un ordine di grandezza in certi ambiti. E gli screzi tra somali ed etiopi hanno lo stesso peso di quelli in sangiaccato o kosovo. In Vietnam bevono cocacola come a Nanjing. Paradossalmente la globalizzazione (quella che 1 Khanna elogerebbe) ha raffreddato diversi ardori di vecchie giovani generazioni. Vero è che le consistenze di leva sono ancora appannaggio dei paesi dellhearthland. Chissà che ne penserebbe uno Spykman.
    Buon lavoro Federico.

     
  36. Orazio il said:

    Dezzani, articolo giusto ma, come si ricorderà in un precedente mio commento fatto tempo fa su Trump, gli avevo fatto notare che si era circondato da molti ebrei…
    Per cui era gioco forza che tutto era una pagliacciata, al solo fine di far credere alla gente che LUI era diverso.
    La stessa tattica la vediamo anche a casa nostra, in cui ci troviamo partiti di 1° e 2° linea cui le elitè mettono in campo per prendere per i fondelli gli italiani… evito di dire i nomi di tali partiti in quanto è chiarissimo.
    Dire che era chiaro allora è fin troppo facile.

     
    • Francesca Ancona il said:

      Interessante sta cosa, vorrei capire anch’io la mossa di Erdogan, abbastanza anti mondialista. Che significa?

       
  37. Mihai Podeanu il said:

    Mah. Anche no, franci…
    Buona pasquetta e scusate: Heartland non Hearthland (fede!).
    Il sultano ebbe già 1 assaggio del veleno dalle ur-lodges atlantiste. Ha ottenuto un simulacro di carriera assicurata. Ed agli occhi degli altri autocrati eurasiatici apparirà ne più né meno che 1 Kadyrov…

     
  38. Alberto il said:

    Buona Pasquetta a tutti!
    Molto belli gli ultimi due articoli, complimentoni al ns. magnifico Dezzani.
    Vorrei solo segnalare, a completamento, quest’altro articolo, anch’esso molto illuminante, da zerohedge: http://www.zerohedge.com/news/2017-04-16/has-trump-lost-control-pentagon
    Ormai appare sempre più’ chiara la presa del potere in USA da parte di una “junta militar”.
    Di solito queste giunte, parlo di quelle del continente americano anche se un po’ più’ a sud, sono assai sgangherate, oltre che profondamente corrotte e non credo questa sia tanto diversa. Come adombrato, Trump potrebbe non arrivare a fine mese. Ho come la sensazione che nemmeno loro potrebbero contare su di un orizzonte di tantissimo più’ lungo.

     
  39. Cesare il said:

    Alberto, comunque vada, anche se le cose dovessero evolvere, malauguratamente, nella direzione da te prospettata, nulla sarà come prima. La consapevolezza acquisita dagli americani e dal mondo intero sui meccanismi di conquista e gestione del potere, da parte del “leviatano talassocratico atlantista” renderà assai fragile una eventuale “giunta sostitutiva” oltre che incrementare la percezione diffusa di “usurpazione”. Piaccia o no, comunque vada, siamo ad un punto di svolta epocale. Le élites attuali lo sanno ed è per questo che mai come adesso è alto il rischio di un conflitto globale. La guerra in questo caso non andrebbe vista come deterrente a mire espansionistiche, come strumento di conquista di nuovi territori o altro, quanto come strategia per “mantenere lo status quo” imposto dal “vecchio ordine mondiale”.

     
    • Alberto il said:

      Caro amico, è curioso sentire ancora parlare di mera percezione (ricorda un po’ il tema di grande attualità nei dibattiti televisivi per pensionati e casalinghe sulla “percezione” della delinquenza …). Un simulacro di democrazia è rimasto nella civiltà occidentale e questo è in grave contrasto con le necessità del complesso militare-industriale americano (altroché elites …). E’ una mera questione di sopravvivenza: l’industria militare è l’unica rimasta agli USA, ormai surclassati su tutti i terreni., e la sua sopravvivenza è garantita solo dal ruolo di dominazione mondiale accampato dagli USA medesimi. I militari assumono direttamente su di sé il compito di guidare il paese e infatti hanno già provveduto a scaricare le Clinton, gli Obama e tutte queste marionette dietro le quali si nascondevano. Trump non si sa nemmeno se arriverà a fine mese.
      Idem sta accadendo in Europa dove la Germania sta avocando direttamente a sé stessa il ruolo guida: controllo economico, controllo dei media e presto anche controllo militare. L’Europa è già fallita e, come ama dire un Signore a lungo Primo Ministro in un paese orientale (non a caso …), La Germania è riuscita a portare a compimento oggi quel che non era riuscita a fare con l’ultima guerra.
      Altro che “leviatano talassocratico e con quel che segue …

       
      • Peppino Storto il said:

        Non credo alla favola secondo cui il mondo sarebbe in mano al complesso militare-industriale statunitense.

        C’è sicuramente dell’altro. Ci sono famiglie elitarie dietro lo schifo che ha pervaso il mondo.

        Lo dimostra l’esistenza stessa delle Carte degli Illuminati, che ovviamente non è un gioco da tavolo, ma è un prodotto delle sfere esoteriche del reale.

        Lo dimostra la danza celebrativa inaugurale del tunnel del Gottardo (guarda il video su YouTube, suda satanismo da ogni dove).

        Lo dimostra la sparizione di centinaia di migliaia di bambini ogni anno nel mondo e nessuno sa dove vadano a finire. I membri di tali elite sono in genere pedofili.

        Lo dimostra ciò che è avvenuto l’11 settembre 2001 (guarda il video che riprende i bambini della scuola elementare in cui si trovava Bush al momento dell’attacco sferrato contro la seconda torre).

        Lo dimostra il problema delle scie chimiche, opera di menti perverse oltre che malate e fatue.

         
      • Peppino Storto il said:

        @Osservatore Internazionale
        Siccome capisci tutto tu, dai un’occhiata a questi video e inizia a farti qualche domanda e vergognati della tua ignoranza:

        Nessun aereo ha colpito le torri gemelle:
        https://www.youtube.com/watch?v=m5Dl5jIdtdk

        9/11 Bush alla scuola elementare I bambini ripetono le parole:Aquilone-acciaio-colpire-aereo-deve
        https://www.youtube.com/watch?v=Dqf8dHp0XzI

        03/17 Paraculata del Tg2 che NORMALIZZA la GeoIngegneria: “Ci protegge”:
        https://www.youtube.com/watch?v=R8FF1FgLLXE

        IMPERDIBILE confessione del capo della CIA John Brennan sulla Geoingegneria
        https://www.youtube.com/watch?v=qhaOwOzYn3A

        Inaugurazione del tunnel del Gottardo:
        https://www.youtube.com/watch?v=7mP6SfJiQWs

        “Gioco” di carte Illuminati:
        http://www.menphis75.com/illuminati_card_game.htm

         
  40. Sergio il said:

    “Il generale Curtis LeMay che coordinò i bombardamenti durante la guerra di aggressione (1950-1953) dichiarò quanto segue nel 1988: “Siamo andati lì e abbiamo raso al suolo ogni città della Corea del Nord ci capitasse a tiro, tanto che abbiamo sforato anche in Corea del Sud per stare sicuri. Nel corso di un periodo di tre anni abbiamo fatto fuori il 20% della popolazione della Corea quali vittime dirette della guerra o a causa della fame generata dalla distruzione dei campi e delle fabbriche e dell’esposizione alle nostre bombe.” …Secondo quanto ricostruito dagli storici, oggi si ritiene che la popolazione coreana abbia perso quasi 1/3 dei suoi 8-9 milioni di persone durante i trentasette mesi di guerra; una percentuale senza precedenti per mortalità subita da una nazione a causa della belligeranza di un altro Paese. Ogni singola famiglia in Corea del Nord ha perso una persona cara durante la guerra degli anni cinquanta”. (fonte: http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=401373:la-corea-del-nord-minaccia-gli-stati-uniti&catid=176:worldwide&Itemid=100018).
    Oggi la Corea del Nord è un boccone molto indigesto per il famelico, insaziabile e maledetto zio sam (https://aurorasito.wordpress.com/2017/04/16/parata-nordcoreana-con-sorpresa-per-trump/): un’ Italia sovrana, indipendente e autonomamente nuclearizzata lo sarebbe altrettanto.

     
  41. Matteo il said:

    L’ atteggiamento di Erdogan, come il nostro nelle due guerre, è volutamente ambiguo. è il classico tipo che non scende in campo fino a quando non è sicuro di vincere, lo schieramento è ininfluente

     
  42. Dnjepr il said:

    Le Potenze Marittime purtroppo coincidono con le popolazioni più bianche (cui va aggiunta l’Europa centro-settentrionale, che di fatto è asservita alle Marittime, vedasi l’entusiasmo con cui la Svezia partecipa alla campagna russofobica), e antropologicamente l’uomo bianco è il migliore a fare la guerra. Per questo solo gli indoeuropei e i loro discententi hanno conquistato il mondo.
    La Russia è piena di sangue nordico, è vero, ma minoritario rispetto alle sue componenti asiatiche: non solo non sarebbe in grado di fare la guerra al blocco bianco, ma di fatto non è capitolata di fronte ai due storici attacchi bianchi-occidentali sostanzialmente per il fattore C (il generale inverno, la vastità territoriale, gli aiuti esterni, ecc.), fattore che non è detto funzioni sempre. E ancor di più il discorso vale per Cina e Iran: qui la componente caucasica (e quindi la dote combattentistica) è ancora minore, e un’eventuale guerra contro le potenze marittime sarebbe un tiro a segno, eventualmente rallentato dai soliti fattori geografici (le distanze enormi, ecc.) e da eventuali tattiche kamikaze.
    Bisognerebbe che una crisi economica facesse affondare l’America e gli anglo in genere prima che possano sferrare l’attacco, altrimenti sono destinati a vincere.
    Purtroppo.

     
    • pupazzo il said:

      eh sta russofobia !!! così bravi i russi !!!
      hanno liberato l’europa col sacrificio dei loro soldati !
      certo hanno stuprato tutte le donne dell’est ma tantè.
      si doveva liberare l’europa….

       
    • Jean il said:

      @Dnjepr
      Infatti sia i Russi che i Cinesi sono organizzati con armi difensive.

       
    • ginko il said:

      Con che cosa attualmente vincerebbe, con i tomahauk contro s-400 e kalibr? Ora come ora, in un assurdo scontro convenzionale(assurdo perche’ impossibile, si passerebbe alle atomiche), la potenza di mare retrocederebbe a potenza di terra, anzi isolana direi. Lo scontro diretto tra loro mi pare impossibile quindi, moriremmo tutti. Con qualcun altro sobillato magari si, la turchia?

       
  43. Matteo il said:

    La Svezia è sempre stata neutrale, infatti non è mai entrata nella NATO. Comunque i sondaggi continuano a ripetere ossessivamente, ma io lo ritengo inverosimile. La Le Pen al primo turno prenderà il 30% e anche di più al primo turno, e al ballottaggio anche il doppio. Ora la May ha deciso elezioni anticipate

     
    • Matteo il said:

      Ehm, nella frase per la fretta mi sono scordato di scrivere “che vincerà Macron” ma vedo che quello che volevo dire si è capito lo stesso. Chiedo venia

       
  44. Matteo il said:

    è esattamente quello che ho detto. Al ballottaggio con la Le Pen ci andrà Melenchon, o anche Fillon. Mr Rotschild sarà quarto, facendo una figura di merda colossale

     
  45. Matteo il said:

    è esattamente quello che ho detto. Al ballottaggio con la Le Pen ci andrà Melenchon, oppure Fillon. Macron scivolerà quarto, facendo una colossale figura di merda

     
  46. stefanoG il said:

    Un voltafaccia del tipo di quello di cui ha dato prova Trump – fin dal suo insediamento e soprattutto adesso col suo bellicismo da bullo di quartiere – credo che non si sia mai visto nella storia!
    che questo voltafaccia sia frutto di un’ipocrisia congenita del soggetto o di minacce che ha subito credo che abbia un’importanza secondaria.
    Tuttavia, continuo a considerare un’ipotesi remota quella di un conflitto generale tra Usa-Nato e potenze emergenti (russia e cina in particolare) a meno che gli ammerecani non posseggano una qualche nuova arma rivoluzionaria capace di annichilire l’avversario senza subire grosse perdite.
    Naturalmente c’è sempre la possibilità che qualcuno perda la testa oppure che la situazione sfugga di mano ma, in linea generale, le probabilità che questo accada credo che siano abbastanza scarse.
    Molto più probabile mi sembra invece l’ipotesi di un accendersi (anzi, oramai, visto che di conflitti ce n’è già a sufficienza, più che di un “accendersi” bisognerebbe parlare di un “acutizzarsi”) di vari conflitti regionali alimentati dal bullo a stelle e strisce allo scopo di mettere all’angolo i rivali.
    C’hanno provato ( intendo i bulli o le serpi a stelle e strisce)i con l’ucraina e la Siria ma le cose, almeno finora non sono andate secondo i loro desideri, ora ci riprovano accendendo qualche altro fuoco in corea e attizzando di nuovo quello in ucraina.
    Non credo che otterranno risultati migliori e alla fine dovranno rassegnarsi a più miti consigli oppure al classico “muoia sansone con tutti i filistei”… ma i bulli a stelle e strisce e gli usurai che li foraggiano hanno ben poco del mitico sansone!

     
  47. sniper il said:

    Non posso credere che dopo aver sbandierato al mondo intero l’invio della “invincibile armada”, dopo aver minacciato direttamente Kim Jong-un di fargli totò sul culetto “se non fa il bravo”….l’invincibile armada dicevo, invece navigasse tranquillamente verso l’Australia (foto della flotta nello stretto tra Java e Sumatra).
    Non posso credere che il comando della “poderosa flotta” non avesse ricevuto l’ordine di far rotta verso il mar del Giappone, o che l’avesse travisato.
    Tutto il pressapochismo degli americani, la loro faciloneria non può giustificare una simile incomprensione.
    E allora? E allora sono due le ipotesi:
    1- quello di Trump era un bluff, forse anche per distogliere l’attenzione da altri scenari (Siriano ed Ucraino in primis)
    2- Trump era convinto di quello che diceva, ma l’apparato militare no; da cui il mancato recepimento dell’ordine di navigare verso la Corea del Nord. Con il non piccolo risultato di ridicolizzare Trump e di affermare chi realmente porta i pantaloni negli Stati Uniti.

     
  48. learco il said:

    “….guardiamo la cartina geografica e focalizziamo la Corea del Nord: si trova nel crocevia tra Cina, Giappone e sud-est asiatico (e Russia…), cioè precisamente il serbatoio di merci che rischiano di prendere altre direzioni, considerando che la Cina potrebbe fare da apri-pista per altri Paesi limitrofi, dischiudendo anche ad essi nuovi mercati di sbocco alternativi a quello americano.
    Ecco quindi la miscela esplosiva: la necessità per l’America di difendere i “cassonetti della spazzatura” dove collocare dollari in cambio di merci.”

    https://albertomicalizzi1.wordpress.com/2017/04/14/perche-una-guerra-nel-pacifico/

     
  49. learco il said:

    “A partire dal fatto che comunque il Medio Oriente possiede il 47,7% delle riserve accertate di greggio nel mondo (In ordine Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait, EAU). Stanno qui le ragioni della guerra in Siria. Nel 2011, l’anno delle primavere arabe e della rivolta anti Assad, viene pubblicato uno studio (francobritannico) che esplicita il significativo “potenziale idrocarburico” di tre giacimenti al largo delle coste siriane. Si parla di 1,7 mld di barili di petrolio e 3,5 trilioni di m³ di gas naturale, secondo un rapporto del Strategie Studie Istitute (SSI – 2014) dell’esercito statunitense, che stima che le risorse offshore della Siria facciano parte di un sistema più ampio di giacimenti nel Mediterraneo orientale che coinvolgono più Stati in concorrenza tra loro. Questi giacimenti, sempre secondo lo SSI, rappresentano un’opportunità strategica per ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas russo e per rinforzare l’autonomia energetica di Israele.”

    http://www.unimondo.org/Guide/Ambiente/Cambiamento-climatico/Signori-della-guerra-signori-del-petrolio-156981

     
  50. Leggevo che io fondatore della Blackwater s’è trasferito armi e bagagli in Sinkiang a lavorare per il governo cinese, dopo avere fondato un’altra compagnia. Suo compito sarebbe quello di consulente e di sorvegliante della nascente nuova Via della Seta.
    Ma dico, come fa Xi Jinping a fidarsi?? Quello come minimo gli tira il doppio- o quadruplo gioco …
    Sapendo che Zio Sam sta cercando di usare i cinesi del Turkestan come grimaldello anti-Pechino, e che la nuova Via della Seta sarà un pugno in un occhio per le Potenze Marittime, io come minimo avrei scelto compagnie a chilometro zero, o perlomeno cinesi, al massimo russe. Possibile che dovesse scegliere proprio quel tizio? Quello come minimo ha ancora una linea di comunicazione riservata con McCain …

     
  51. Peppino Storto il said:

    @Osservatore Internazionale
    Siccome capisci tutto tu, dai un’occhiata a questi video e inizia a farti qualche domanda e vergognati della tua ignoranza:

    Nessun aereo ha colpito le torri gemelle:
    https://www.youtube.com/watch?v=m5Dl5jIdtdk

    9/11 Bush alla scuola elementare I bambini ripetono le parole:Aquilone-acciaio-colpire-aereo-deve
    https://www.youtube.com/watch?v=Dqf8dHp0XzI

    03/17 Paraculata del Tg2 che NORMALIZZA la GeoIngegneria: “Ci protegge”:
    https://www.youtube.com/watch?v=R8FF1FgLLXE

    IMPERDIBILE confessione del capo della CIA John Brennan sulla Geoingegneria
    https://www.youtube.com/watch?v=qhaOwOzYn3A

    Inaugurazione del tunnel del Gottardo:
    https://www.youtube.com/watch?v=7mP6SfJiQWs

    “Gioco” di carte Illuminati:
    http://www.menphis75.com/illuminati_card_game.htm

     
  52. Germano il said:

    Capitalismo….“[..]Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me!”.

     
  53. Guido il said:

    Leggo che l’invincibile armada di Trump, appena sentito l’ordine di andare verso la Korea del Nord, ha proseguito in direzione opposta. Quattro giori dopo, è stata vista nello stretto della malacca, quindi si era allontanata dall’obiettivo Korea.
    La cosa è stata evidenziata sul Washington Post.
    Allora che dobbiamo pensare? Che a Trump non obbedisce ancora nessuno? I politici, no. I magistrati, no. I militari, no.
    Io comincerei a tassarli, questi americani. Vediamo se obbediscono o no all’Ufficio delle tasse…

     
  54. Caro Federico,
    ti scrivo nei commenti perchè non ho trovato altro modo per contattarti. Volevo farti i miei più calorosi complimenti, mi piace proprio il tuo lavoro. Ho preso tutti i tuoi libri, anche se ancora non ho avuto modo di leggerli, li ho solo rovistati, e sto seguendo da qualche settimana il tuo blog. Sono dell’84 come te e faccio molta arte, da un anno a questa parte me ne vado in giro per strade, piazze, scuole ecc. con delle installazioni che utilizzo per fare uno spettacolo. Sono partito dal passato con un lavoro che si chiama “MUNNU ERA” dove racconto la storia del Meridione e della Sicilia dall’eversione della feudalità, 1806, alla seconda repubblica, 1992. Ultimamente però ho cominciato ad avere le idee chiare anche su quello che succede dopo il ’92, soprattutto da quando ho aperto uno squarcio su quello che realmente si nasconde dietro l’unione monetaria, e adesso mi sto attrezzando per proseguire il racconto! Ho smantellato il mio sito, se hai possibilità di visualizzare la pagina Facebook del mio progetto “Kalura meridionalismo” potrai notare qualche grafica. Sicuramente la cosa che più ti piacerà è “RIZIKU, ‘o juoco ra conquìst’ ro munn”… un risiko gigante che uso per raccontare guerre e geopolitica https://www.facebook.com/pg/Kalura-Meridionalismo-1636049916711962/photos/?tab=album&album_id=1677821909201429
    Ti rinnovo ancora i miei complimenti, mi piacerebbe molto un giorno scambiare quattro chiacchiere con te, nel caso dovessi passare dalle parti di Lauria, e dintorni in Basilicata, sei in benvenuto. A presto e buona fortuna.

     
  55. Matteo il said:

    Alla luce dell’intenzione di micron di attaccare la Siria, questo articolo è più che mai attuale. E in più ci sono anche le profezie di Villegas a inquietarmi…