L’Italia dopo Trump: l’establishment attende inquieto la fine

 

Regna lo sconcerto nell’establishment italiano dopo la vittoria di Donald Trump, ma anche una cupa rassegnazione, simile a quello di chi sente avvicinarsi la fine: chi ha indissolubilmente legato le sue fortune alla moneta unica ed all’Unione Europea, sa di avere le ore contate. Si avvicina così l’epilogo di quella classe dirigente che, subentrata alla Prima Repubblica, immolò l’economia mista ed il benessere italiano sull’altare dell’integrazione europea: il “rottamatore” Matteo Renzi, ne è stata l’ultima espressione e l’estrema speranza di salvezza. La vittoria di Trump non solo tira la volata del “No” al referendum costituzionale, ma, sopratutto, stravolge il quadro internazionale, privando l’oligarchia nostrana del principale punto di riferimento: gli Stati Uniti d’America. La Seconda Repubblica volge al termine.

Matteo Renzi: come chi si sente un mastino alle calcagna

La reazione di Matteo Renzi al successo elettorale di Donald Trump è stata pacata, mirata sopratutto ad evitare il (naturale) accostamento tra la vittoria del candidato populista e l’imminente referendum sulla riforma Boschi1:

“Il mondo saluta l’elezione di Trump. A nome dell’Italia mi congratulo con lui e gli auguro buon lavoro, convinto che l’amicizia resti forte e solida. (…) Chi l’avrebbe detto che Trump avrebbe vinto? Eppure è così e noi abbiamo rispetto, collaboreremo con la nuova presidenza Usa e al rapporto tra Usa e Ue. (…) Non penso vi siano elementi di particolare collegamento tra Brexit, elezioni Usa e referendum italiano”.

Eppure, ben altri devono essere i pensieri che frullano nella testa del premier: il senso d’oppressione, frutto della consapevolezza che la sfida referendaria sarebbe stata quasi certamente persa, è diventato pesante come un macigno il 9 novembre, appresa la notizia della vittoria di Trump. Gli scenari più foschi si devono essere prospettati al premier, solo e smarrito, che si aggira senza più una meta e senza più protettori nell’agone politico, aspettando solo la fatidica ora, che sarà allo stesso tempo fine e sollievo dalle sue sofferenze.

Dal 9 novembre, Matteo Renzi deve sentirsi un po’ come Parrinieddu, il confidente della polizia magistralmente descritto da Leonardo Sciascia ne “Il giorno della civetta”:

“Tanti altri notarono lo smarrimento di Parrinieddu, il suo andare inquieto, come di chi si sente un mastino alle calcagna (…). Da quell’ultimo incontro le ultime ventiquattrore del confidente si svolsero atroci e frenetiche. Il vagheggiamento di una fuga si alternava alla visione di se stesso morto. La fuga era il fischio lungo dei treni, la campagna che nella corsa del treno si apriva (…). E tutta la giornata passò ora vagando per le strade ora precipitosamente rincasando, una decina di volte deciso a chiudersi in casa e altrettante a farsi ammazzare, finché nell’ultima decisione di nascondersi, sulla porta di casa, due infallibili colpi di pistola lo colsero.”

Vaga, Renzi, in stato confusionale, proprio come Parrinieddu ne “Il giorno della civetta”: attacca l’Unione Europa, promette l’abolizione di Equitalia, cerca un accordo politico per scongiurare il referendum, scommette sulla vittoria di Hillary Clinton, ne subisce la sconfitta, torna ad attaccare l’Unione Europea ed intanto guarda l’orologio. Quanto manca al 4 dicembre? Il respingimento del ricorso del costituzionalista Valerio Onida, che avrebbe rimandato di mesi il referendum, deve essere in fondo stato una liberazione per Renzi: “i due infallibili colpi di pistola” si avvicinano, portando con sé il sollievo dalle pene.

La strada imboccata da Matteo Renzi era stretta, strettissima.

Sfumato lo scenario di una vittoria plebiscitaria al referendum costituzionale, un’illusione che aveva spinto il premier a personalizzare al massimo la consultazione così da ottenere quella legittimazione elettorale che non ha mai avuto, il premier adotta un strategia molto azzardata: rinviato il referendum di due mesi, dismette i panni di “proconsole della Troika” ed indossa quelli di euro-scettico, lanciandosi in duri attacchi contro Bruxelles ed il rigore di stampo tedesco. La nuova politica, finalizzata a raccattare consensi a destra, è resa possibile solo dalla copertura di Angela Merkel e, a monte, dall’incondizionato appoggio di Barack Obama, preoccupato che la bocciatura della riforma costituzionale possa imprimere lo slancio finale alla dissoluzione dell’Unione Europea.

Ricevuta così la benedizione dall’ambasciatore statunitense John Phillips (“Se vince il no, passo indietro e addio investimenti”), Renzi imposta la campagna referendaria coperto dall’artiglieria americana: assolda come consulente l’ex- vice capo di Gabinetto di Barack Obama, Jim Messina, cena alla Casa Bianca con il presidente uscente e, sopratutto, si sbilancia apertamente per la candidata democratica Hillary Clinton (“Noi… speriamo che sia femmina” scrive con tempismo perfetto l’8 novembre). In questo modo il premier scommette, anche in caso di una debacle al referendum, di rimanere in sella, forte della nuova amministrazione democratica. Il calcolo si dimostra drammaticamente sbagliato perché Donald Trump, nonostante il fuoco di sbarramento della stampa e dell’intero establishment, conquista la Casa Bianca: cominciano così i tormenti di Renzi-Parrinieddu, che dall’9 novembre si aggira inquieto e confuso, come chi si sente un mastino alle calcagna.

L’elezione di Donald Trump ha, infatti, conseguenze tragiche per l’ex-sindaco di Firenze, dirette ed indirette: dirette, perché la vittoria del candidato populista tira la volata al “No” (il cui vantaggio, come nel caso di Trump, deve essere di molto maggiore di quello sostenuto dai sondaggi), indirette, perché la sconfitta di Hillary Clinton priva il presidente del Consiglio di qualsiasi copertura internazionale, esponendolo così ai “due infallibili colpi di pistola”.

Qualcuno potrebbe obbiettare, ma non gli rimane Angela Merkel, la cancelliera di ferro cui gli angloamericani hanno subappaltato la gestione dell’Europa? La riposta è no, perché la Kanzlerin sarà la prima a saltare nel mutato quadro internazionale: la possibilità di un quarto mandato alla Cancelleria Federale era indissolubilmente legata alla vittoria della Clinton e della sua cricca atlantica, pro-euro e pro-immigrazione. Come può Angela Merkel pensare di salvare Renzi, se d’ora in avanti lotta per la propria sopravvivenza?

Renzi-Parrinieddu è, come Angela Merkel, il residuato di un’epoca archiviata dall’elezione di Donald Trump: era l’epoca delle immigrazioni di massa incoraggiate dalla cancelliere europee, dell’ingresso di un milione di immigrati in Germania nel solo 2015, del servizio di spola tra Italia e Libia gestito dalla Marina Militare Italiana, del “più Europa” ad ogni crisi si presentasse, della crescente cessione di potere agli organi “illuminati” di Bruxelles e Francoforte. Era l’epoca, insomma, in cui George Soros e l’oligarchia euro-atlantica dettavano il bello ed il cattivo tempo in Europa, grazie a personaggi come Barack Obama, Matteo Renzi, Angela Merkel, Jorge Bergoglio e François Hollande.

Per capire lo stravolgimento prodotto dall’elezione di Donald Trump sugli assetti europei, è sufficiente ricordare qualche sua esternazione sulla moneta unica e sulle istituzioni di Bruxelles. Corre l’anno 2012 e l’eurozona è nel pieno del ciclone finanziario, atteso ed auspicato, da cui dovrebbe nascere il Tesoro europeo e, di conseguenza, la federazione del Continente. Mentre i vari Jacques Delors, Joschka Fischer, George Osborne, Carlo Azeglio Ciampi, etc. etc. pubblicano il “Manifesto per gli Stati Uniti d’Europa2, l’allora poco conosciuto Donald Trump è schierata su posizioni diametralmente opposte:

euro-trump

Trascorrono gli anni e Trump non modera i toni, né cambia opinione. Intervistato nel giugno 2016 dal Times, appena dopo la Brexit, il candidato repubblicano pronostica l’imminente implosione dell’Unione Europea, sotto il peso delle ondata migratorie che si riversano sul Continente3:

“I think the EU is going to break up. I think the EU might break up before anybody thinks in terms of Scotland (…). I really think that without the immigration issue [the EU] wouldn’t have had a chance of breaking up . . . the people are fed up, whether it’s here or whether it’s in other countries, and you watch, other countries will follow.”

Si può quindi facilmente comprendere lo smarrimento di Renzi-Parrinnieddu: scalzata dalla Casa Bianca quell’oligarchia euro-atlantica che premeva per l’integrazione europea e garantiva l’unità dell’eurozona, venuta a mancare quella cricca massonica-finanziaria che benediceva ed incentivava l’immigrazione di massa verso l’Europa, il presidente del Consiglio e la sua protettrice Angela Merkel sono poco più che macerie di un periodo definitivamente archiviato.

Ad attendere la fine, tra l’inquietudine e la rassegnazione, non è però soltanto Renzi-Parrinieddu, bensì un’intera classe dirigente: quella che subentrò alla Prima Repubblica e legò indissolubilmente le sue fortune all’euro ed al processo d’integrazione europeo.

La Seconda Repubblica è finita il 9 novembre 2016

L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca decreta la fine di quell’epoca di globalizzazione e finanza selvaggia avviata 27 anni prima, con la caduta del muro di Berlino: è stato il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” post-Guerra Fredda. È significativo che Lucia Annunziata abbia commentato la vittoria di Donald Trump con un articolo apparso sull’Huffington Post, intitolato proprio “Nuovo Ordine Mondiale”4, quasi a sancire pubblicamente l’apertura di nuovo ed ennesimo capitolo della storia, dopo la parentesi unipolare durata dal 1989 al 2016.

Sull’Italia, ora come allora, si riverberano gli effetti dei cambiamenti internazionali.

La fine della Prima Repubblica, che molti fanno coincidere con l’inchiesta di Tangentopoli del 1992, va in realtà retrodatata al novembre 1989: sono la caduta del Muro di Berlino e la fine del mondo bipolare che, a distanza di tre anni, produrranno l’inchiesta giudiziaria benedetta dagli USA, che spazzerà via democristiani e socialisti. Il nuovo corso della storia, aperto ufficialmente con l’insediamento alla Casa Bianca di Bill Clinton (gennaio 1993), rende infatti d’intralcio quella classe dirigente italiana legata all’economia mista, ad una politica estera filo-araba e, per quanto possibile, conciliante con la Russia ed il Terzo Mondo. Il “Nuovo Ordine Mondiale” prevede il neoliberismo spinto, la supremazia della finanza ed il totale appiattimento dell’Italia alle politiche atlantiche: in sostanza, implica l’adozione dell’euro e la convergenza dell’Italia verso l’Unione Europea.

L’oligarchia atlantica reputa che, per l’attuazione di questa agenda, l’establishment della Prima Repubblica (che sulla carta avrebbe dovuto incassare i dividendi della “vittoria sul comunismo), non sia più idoneo: troppo legato a logiche nazionali e geloso della sovranità italiana. Gli angloamericani, quindi, spazzano via il Pentapartito avvalendosi dei servigi del pool di Milano e puntano sui deboli e ricattabili ex-comunisti, divenuti ora PDS. L’ingresso di Silvio Berlusconi in politica (dettato dal timore che gli ex-comunisti colpiscano le sue aziende televisive) non è previsto e, di conseguenza, prontamente sabotato col mandato di comparizione del novembre 1994.

Comincia così l’epoca dei governi Dini, Prodi, D’Alema ed Amato, che traghettano l’Italia nell’euro a colpi di salassi fiscali e privatizzazioni: l’economia mista, che aveva elevato l’Italia da Paese semi-industriale a quinta economia del mondo, è smantellata con noncuranza, regalando sfiziosi bocconi a speculatori internazionali come George Soros ed a pescecani locali del calibro di Carlo De Benedetti. Così facendo, la Seconda Repubblica lega i suoi destini a quelli della moneta unica, dell’Unione Europea e dell’oligarchia euro-atlantica, incarnata dal clan Clinton (e successivamente da Barack Obama): o la va o la spacca.

L’euro, le cui basi sono state gettate col Trattato di Maastricht del 1992, entra in circolazione nel 2002, con immediati effetti di impoverimento e di perdita di competitività, ben visibili nella bilancia commerciale: si accumulano così quelle tensioni che, al primo choc esterno (la bancarotta di Lehman Brothers del 2008) innescheranno l’attesa eurocrisi da cui dovrebbero nascere gli Stati Uniti d’Europa. Silvio Berlusconi, intenzionato secondo alcune indiscrezioni ad abbandonare l’euro, è accompagnato nuovamente alla porta (novembre 2011), per cedere il posto ad figura di spicco dell’oligarchia massonica-finanziaria pro- euro e pro-UE, il professore Mario Monti.

Subito però emerge che l’establishment tedesco (eccezion fatta per Angela Merkel) non è assolutamente interessato a sobbarcarsi i costi dell’eurozona (nein agli eurobond ed alla “tranfer-union”) né a diluire la Germania (come del resto anche la Francia) in un organismo sovranazionale, i cosiddetti USE: l’euro, quindi, rimane un semplice regime a cambi fissi, perpetuabile solo con devastanti politiche d’austerità e di svalutazione interna. L’esperimento di Monti fallisce miseramente e quello di Enrico Letta neppure decolla. Che fare? L’establishment euro-atlantico e quello italiano giocano l’ultima carta: Matteo Renzi, definito non a caso dal Financial Times come “the last hope for the Italian elite5.

Il “rottamatore” è, in realtà, un banale esempio di gattopardismo politico: l’establishment presenta Renzi come “il rinnovamento”, quando è in realtà l’extrema ratio per tentare di salvare la Seconda Repubblica ed i suoi due pilatri, euro ed Unione Europea. Matteo Renzi non solo si pone in perfetta continuità con l’ordine esistente, ma addirittura accentua l’appiattimento dell’Italia sulle posizioni euro-atlantiche: privatizzazioni di quel che è rimasto, “Job Act”, rottura dei rapporti con l’Egitto, sostegno alla Fratellanza Mussulmana in Libia, schieramento di soldati italiani al confine con la Russia, riforma costituzionale sponsorizzata dall’alta finanza, invasione programmata dell’Italia incentivando al massimo i flussi migratori dal Nord Africa.

Matteo Renzi è, in un certo senso, l’apoteosi della Seconda Repubblica: distruzione della base produttiva e sistematica violazione degli interessi nazionali.

Il gioco dura finché il “Nuovo Ordine Mondiale” uscito dal 1989 regge: se l’ordine vigente crolla, è inevitabile che l’establishment italiano subisca gli effetti degli stravolgimenti internazionali. Il 9 novembre 2016, ossia l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump, un presidente anti-europeista, isolazionista e protezionista, è per la Seconda Repubblica quello che il 9 novembre 1989, ossia il crollo del muro di Berlino, fu per la Prima. È il suono della campana a morto.

È la fine di Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, Mario Draghi, Sergio Mattarella, Laura Boldrini, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi, Enrico Letta, Giuliano Amato, Pierluigi Bersani, etc. etc. Ma è la fine anche del Movimento 5 Stelle, prodotto, come abbiamo sempre sottolineato nelle nostre analisi, di quell’élite massonico-finanziaria che ha sinora tirato i fili dell’Unione Europea (si ricordino gli espliciti richiami del buon anima Gianroberto Casaleggio al “Nuovo Ordine Mondiale”, nel suo video “Gaia” carico di allusioni mondialiste-massoniche).

È difficile pronosticare quali forze politiche emergeranno in Italia dopo l’inevitabile collasso della moneta unica e dell’Unione Europea, ma l’agenda, in un certo senso, è già tracciata e contempla un ritorno al passato: economia mista, svincolamento dell’egemonia angloamericana, vocazione mediterranea e sinergie con il nuovo mondo che sta sorgendo ad Oriente.

911repubblica

 

1http://www.ansa.it/usa_2016/notizie/2016/11/09/usa-2016-le-reazioni-dallitalia-alla-vittoria-di-trump_fe3583bb-54d1-4bc5-b2a7-e09f8e970bd9.html

2http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-08/manifesto-stati-uniti-europa-095643.shtml?uuid=AbMhN6oF

3http://www.thetimes.co.uk/article/on-foreign-turf-trump-takes-a-swing-at-almost-everyone-8f3b7pn3h

4http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/nuovo-ordine-mondiale_b_12878384.html

5https://www.ft.com/content/21f3bf46-86cd-11e4-9c2d-00144feabdc0

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80 thoughts on “L’Italia dopo Trump: l’establishment attende inquieto la fine

  1. Ermete il said:

    Ottimo articolo, come sempre. Sarebbe interessante approfondire l’ultima parte, quella sul nostro futuro economico- geopolitico: vocazione mediterranea ed economia mista.

     
  2. Willy Muenzenberg il said:

    Tacito, Tacito, Tacito!
    Lei perdonerà se parafrasiamo un suo titolo, che passerà alla storia. Come avvenne per il mio amico Gramsci. Bruciante su coloro che hanno reso possibile la svendita del vostro paese; e della Chiesa.

    ‘Il cattolicesimo democratico fa quello che il socialismo non potrebbe fare: amalgama, ordina, vivifica… E si suicida’

    Il buon Sergio e gli altri siciliani da decenni tutti ben retribuiti e docili traditori dei loro conterranei, sconcertati si chiedono cosa ne sarà di loro. Parrinieddi?

     
  3. Giuseppe M. il said:

    Come al solito Federico Dezzani ha la capacità di condensare 27 anni in un agilissimo articolo, unendo i punti di questa “storia”.
    Non so se questa sia giunta all’epilogo. Cercherò di concentrarmi per step. Uno di questi è 9 novembre/dicembre 2016 (elezione ufficiale), quindi gennaio 2017 (pieni poteri).
    Frattanto guardo l’evolversi di queste strane manifestazioni di piazza contro Trump, la rete di supporto che si muove, quel Moore che incita alla rivolta…..vediamo se queste manifestazioni diventino “colorate”. Vediamone l’evoluzione.

    Chiedo quindi a Federico Dezzani di restare vigile (ma non ho il minimo dubbio) e di continuare a raccontarci questa storia, di cui tutti vogliamo vedere l’epilogo spazzarla via.

    ps Non sopporto chi gioca con i numeri e questo mantra che comincia a ossessionare circa il fatto che la Clinton ha comunque preso in termini di voto popolare più voti di Trump. Quando si fa un’affermazione, occorre avere la capacità di contestualizzarla e renderla logicamente inoppugnabile. Altrimenti è aria fritta da vendere al mercato. E come tale non vale niente.

    1) Intanto non è detto che ci siano stati i brogli di cui Trump parla da mesi e quindi in realtà il voto popolare sarebbe ben diverso.

    2) Ma in ogni caso le “regole del gioco” le conoscevano tutti e due i candidati. E con queste regole hanno giocato e fatto la campagna elettorale. Tutti e due quindi hanno trascurato gli Stati dove si sentivano sicuri vincitori o perdenti (e nel caso della Clinto qualche Stato “vincente” le ha regalato un’amara sorpresa), per concentrarsi negli Stati in bilico, dove Trump ha trionfato.
    Quindi tutti muti e a casa.

     
  4. mariano il said:

    L’elezione di Trump alla presidenza usa non mi ha stupito, grazie alle sue analisi dei giorni precedenti, mi sta preoccupando invece l’analisi del suo elettorato, ovvero uno spaccato di america diviso da una vera e propria lotta di classe, cioè la parte colta e ricca delle grandi città contro quella dei finora invisibili delle zone periferiche.
    In “Maschere per un massacro” di Paolo Rumiz, l’autore fa una sua analisi della guerra civile yugoslava, che fu spacciata per motivi etnici e religiosi, quando invece era una lotta di classe e/o di censo.
    Si pensava di aver relegato questi aspetti nel secolo passato e invece sono purtroppo ancora fonte di tensioni.
    Riflessioni esagerate? non lo so!
    Riguardo alla situazione italiana, purtroppo io vedo l’unità del paese a rischio (gli inglesi ad es. assumono preferibilmente personale che ha studiato in certe zone d’Italia, oppure nei moduli scrivono italiano/napoletano, ecc: a quanto pare gli stranieri si sono accorti prima di noi che il nostro paese scricchiola ).
    In Veneto , la maggioranza è a favore dell’autonomia e molti pure per l’indipendenza (se mai si farà il referendum !!) e pure il movimento 5 stelle ha registrato il simbolo M5S Veneto, soprannominandolo “Lega 5.0 ”
    Ne vedremo delle belle, perchè “il sistema” teme l’autodeterminazione delle regioni italiane più ricche.
    Complimenti e grazie per le “sue perle di saggezza”

     
    • Federico Dezzani il said:

      Il “sistema” lavora dal 1992 per lo smembramento dell’Italia: la figura di Gianfranco Miglio andrebbe studiata a fondo. Cmq il futuro dell’Italia passa da Suez e dal Bosforo, sicuramente non dall’Austria!

       
      • Ciao Federico,
        Commento per la seconda volta nel tuo blog in meno di un’ora. Ottima la tua analisi su Parrinnieddu Renzi (sembra sardo e non siculo! :’D ), sulla falsa opposizione del Movimento 5 Stelle (criptopolitica che avanza, come aveva pubblicato nel suo blog un caro amico) e sul crollo prossimo, a detta tua già avvenuto, della Seconda Repubblica.
        La mia opinione -poi potrei anche vedere male- è che non vedo un gran futuro per l’Italia come nazione, nel senso soprattutto di unità nazionale, se mai c’è stata.
        E’ risaputo che l’Italia sia stata creata, dal punto di vista geopolitico, per indebolire l’Impero Austriaco, facendo fuori il Regno delle Due Sicilie (potenza navale, rete ferroviaria all’avanguardia, riserve d’oro…), lo Stato Pontificio e conglobando i varii ducati governati dai parenti degli Asburgo. Dal punto di vista metapolitico possiamo invece dire che pure allora c’erano di mezzo le varie massonerie (francese ed inglese) che volevano la distruzione della Chiesa e del Sacro Romano Impero in nome del grande architetto.
        E’ per questo che mi trovi in disaccordo, soprattutto per auspicii personali, quando dici che il futuro dell’Italia non passa per l’Austria. Stando ai fatti del XIX secolo (partendo dai moti del 1848, MASSONICI) fino alla Prima Guerra Mondiale, all’Austria sarebbe lecito ridare non solo l’Alto Adige, ma anche il Veneto, il Friuli Venezia-Giulia, il Trentino e, perché no, anche la Lombardia. Sono stato due volte in Veneto quest’anno: sia in provincia di Belluno che a Padova ci sono forti sentimenti anti-italiani e filo-austriaci. Credo che pure i friulani e i lumbard sarebbero più che felici di tornare a Vienna.
        Detto questo, però, ti chiedo di spiegarti meglio sul dire che il futuro dell’Italia passa per il Bosforo (suppongo commercio navale con la Russia verso la Crimea) e attraverso Suez (da qui ci sono taaante destinazioni).
        Con stima,
        Roberto

         
        • Federico Dezzani il said:

          Che vuoi che ti dica: se proveranno a balcanizzarci come la Siria, chiameremo Putin!

           
        • Germano il said:

          Perdonami Robertus (ed anche al generoso Dezzani), ma i Veneti si sentono in cuor loro prima di tutto Veneti, anche per via di quei 1100 anni di Repubblica indipendente (o quasi, in quanto in epoche remote era assoggettata ai tributi a Bisanzio, ebbene si La Serenissima era la porta dell’oriente in occidente, e questo i cinesi a quanto pare lo ricordano ancora).
          Che poi dopo le guerre Napoleoniche viene ceduta all’Austria come contentino di ciò che le era stato sottratto è un’altro capitolo della storia (anche perché all’epoca come oggi il lombardo veneto è il bancomat per eccellenza). Discorso Diverso per quanto riguarda la Lombardia, dove (riassumendo) il ducato Visconteo fu quasi sempre un potentato dipendente da “appoggi” esterni (e mai la popolazione fu interrogata con finti plebisciti di gran moda all’epoca…e anche oggi).
          Ora che queste aree in tempi di gestione italica, dove le aziende vengono assoggettate con tassazioni ufficiali al 44%, (ma che con i vari contributi può salire anche al 80/90%_ fonte: Victor Uckmar – considerando che l’evasione fiscale in Lombardia è il 12,5% Veneto 19% è l’area a meno evasione Europea è la Baviera con il 10%, ma con un carico fiscale totale inferiore del 30%) è logico che questi si sentono “Austriaci” dove la tassazione è inferiore e dove le tempistiche burocratiche sono inferiori, ma penso che il Lombardo-Veneto si senta di qualsiasi nazione con tassazione umana, ed a ben donde.

           
        • Robertus il said:

          Grazie della risposta, Germano.
          E’ assolutamente pieno diritto dei Veneti promuovere un referendum per l’indipendenza totale, invece che per l’annessione all’Austria. Tutto sta nel loro sentimento come popolo e anche nella loro anima di popolo.
          Così come anche la Sardegna dovrebbe poter decidere da sola se diventare indipendente o continuare ad appartenere politicamente alla penisola italica. Tutto sta anche qui nella capacità dei Sardi di muoversi politicamente, ma (e lo dico da sardo!) sono un po’ scettico su ciò.
          Staremo a vedere, si prospettano tempi interessanti e su questo, concordo al 100% col buon Dezzani.

           
        • silvia il said:

          E’ come temevo. Non si prospetta la suddivisione dell’Italia per es. in Nord piu’ industrializzato e piu’ stanco di tasse e Sud piu’ agricolo ecc., ma in tante microunita’ senza prospettive di sopravvivenza (il Veneto, la Sardegna…io proporrei anche il mio condominio)

           
      • Se il futuro dell’Italia passa da Suez e dal Bosforo , allora renzi , e suoi importando caterve di islamici e corteggiando emiri , ci si sono gia’ ben portati avanti &#128526

        Battuta a parte capisco benissimo il concetto geopolitico di questa affermazione, ma nel bene come nel male “il futuro dell’ Italia ” passera’ sempre e solo dalle scelte degli italiani , che purtroppo fino ad adesso non hanno certo brillato di intelligenza.

         
    • Frank Brown il said:

      Il signor Mariano esprime il timore di una possibile “spaccatura” dell’Italia.
      Le repliche del dott. Dezzani e degli altri intervenuti, mi hanno fatto ricordare quanto Lucio Caracciolo – direttore della rivista Limes – ha trattato in una conferenza del Giugno 2016 – dal titolo “Caoslandia scenari geopolitici per L’Italia”.

      Potete seguirla qui: https://www.youtube.com/watch?v=ibVAUPwh_kA
      In particolare dal minuto 11.35 al minuto 13.30.

      Nella prima parte dell’intervento egli ricorda la compresenza di quattro crisi fra loro contemporane: la crisi di governance dell’eurozona, la crisi con la Federazione Russa, la crisi migratoria (ritenuta la più importante) e quella del terrorismo (ritenuta la meno importante).

      Quindi egli osserva come: “il modo in cui i vari paesi dell’unione reagiscono a queste crisi portano – di fatto – ad una disintegrazione dello spazio comunitario. Questa non determinerà un ritorno allo stato precedente (come alcuni credono) ma a nuove riaggregazioni che rispecchieranno geometrie ed equilibri aggiornati”.
      In tal senso Caracciolo individua un probabile nuovo spazio geo – economico centrato sulla Germania, che costituirà un sotto – insieme dell’attuale Unione Europea. Questo raggrupperà i paesi del nord ed est europa, e – parzialmente – anche l’Italia.

      Osservando la cartina geopolitica che viene mostrata da Caracciolo (e che è stata pubblicata in più occasioni dalla rivista Limes nel corso del 2015 e 2016 con il titolo “Europe in gestazione”) si nota che fra i paesi che vi faranno parte l’Italia è l’unico che vi rientra parzialmente: le regioni del nord infatti hanno un grado di “intrinsichezza” con il sistema industriale tedesco che quelle centrali e meridionali non possiedono.

      Caracciolo conclude sottolinenando come questa frattura, che non casualmente si collocherebbe all’altezza della linea gotica, è “l’aspetto più preoccupante per il futuro del nostro paese”.

      Queste osservazioni mi sono parse fondate e mi sembra rimangano attuali anche all’indomani delle elezioni statunitensi, poiché il loro esito accellererà il processo di riconfigurazione dell’Unione Europea.

      Contrariamente a quanto sembra pensare il signor. Mariano, tuttavia, andrebbe osservato che le oligarchie capitalistico-finanziarie non temono ma promuovono le destrutturazioni degli stati nazionali: come tutte le aristocrazie costoro pensano alla formazione di stati multietnici dove l’autorità promana dal vertice ed il cittadino diviene suddito.

      E’concretamente possibile che i prossimi anni riservino per l’Italia un simile percorso di dissoluzione e che non tutti sarebbero disposti ad accettarlo senza reagire. Si farebbe largo – quindi – una nuova interpretazione del concetto di “resistenza”.

       
      • Federico Dezzani il said:

        Anziché alla “linea gotica”, pensiamo ad agganciarsi ai flussi del XXI secolo: per la prima volta dal 1492, abbiamo l’occasione di tornare centrali in Europa.

         
  5. stiv db il said:

    ma come fate a essere tutti scandalizzati dal taglio delle inutili province,di 200 inutili politici e dal dare ad un paese che ha avuto solo governicchi ,un qualche governo che ..governa?se questo vuole jp morgan allora li ha ragione…io vedo invece una fottuta restaurazione della fottuta prima repubblica…ma adesso è finito il grasso.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Magari! Giulio e Bettino erano giganti rispetto a ‘sta caghetta di Renzi! Il 4 dicembre sarà il nostro “Make Italy great again”!

       
  6. stiv de biasio il said:

    a me sembra che grillo,piu che portare chissa dove l italia,ci riporti in pieno nella piu buia prima repubblica,fatta di spesa fuori controllo e pentapartiti vari…altro che progresso.lo stesso il fronte del no…credono di compiere chissa che imprese e invece ci riportano al caf…bravi,davvero.

     
  7. stiv de biasio il said:

    MAKE ITALY GREAT AGAIN..ma poi,visto che grillo vuole il proporzionale,chi governa l italia per farla grande ancora?i 5 stelle piu berlusca piu la lega?e visto che solo a parlare di toccare la costituzione vanno tutti in isteria(oddio arriva la dittatura!)come si tagliano porcate tipo i vitalizi,difesi dalla costituzione?io non vedo tutta questa grandezza in vista se vince il no e poi tornano al proporzionale…detto questo,tolto un certo spirito grillino che vedo nel dezzani,mi unisco alla schiera di chi attende con ansia le sue analisi geopolitiche…

     
  8. mariano il said:

    @federico Dezzani: Chengdu (cina) – Rotterdam , nuova via della seta trasporta merci via ferrovia in 15 giorni, contro i 40 via nave. Suez e Bosforo rischiano di andare in crisi, a menoche i Russi non vogliano proteggerli nel marasma delle guerre mediorientali

     
    • Federico Dezzani il said:

      Sull’argomento scriverò un pezzo. L’Italia è il terminale della via della seta marittima, che fa Cina-India-Corno d’Africa-Italia.

       
      • Stefano il said:

        L’Italia è stata finora esclusa dagli investimenti sulla via della seta che comporterebbe investimenti sulle infrastrutture soprattutto al SUD. Si pensi al ponte sullo stretto o addirittura ad un collegamento autostradale e ferroviario sul canale di Sicilia tra Sicilia e Tunisia fattibilissimo da un punto di vista tecnico (http://www.biennalespaziopubblico.it/un-ponte-sul-canale-di-sicilia-tuneit-utopia-dello-spazio-pubblico/) e notevolmente impattante da un punto di vista geopolitico. Non pensate che il SUD, la piu’ grande area del nostro Paese e la piu’ omogenea dal punto di vista storico-culturale, abbia paura a marciare da sola. Ci sono forti movimenti identitari ribollenti (basti pensare alle ultime elezioni di Sindaco a Napoli e al programma di De Magistris dove si parla di Napoli citta autonoma…) e nascosti dalla stampa main-stream. Se nei prossimi anni lo spazio di azione geopolitica dell’Italia diventa il Mediterraneo, allora sarebbe piu’ il NORD a perdere il SUD che viceversa in caso di separazione. Tuttavia penso che politiche economiche piu’ uniformanti come quelle seguite nell’immediato dopo-guerra e un forte stato centralizzato permettano a tutte le regioni d’Italia di raggiungere elevatissimi livelli di sviluppo economico.

         
      • Germano il said:

        E chissà come tracanna in questi giorni Juncker aspettiamoci altre esternazioni isteriche da dead man walking…..oops dead man drinking

         
  9. Mihai Podeanu il said:

    buonasera e scusate.
    intanto, il titolo di libro+DVD è “sopra e sotto il tavolo” ed. Pironti (sì, la stessa del “in God’s name” dello Yallop).
    eppoi, m’è sfuggito il copia-incolla tra <<<<<<>>>>>>>> dall’Innominato di Pescara (che googlando non avreste individuato nel Prof. Bagnai). eccoVi l’abstract (ambito non solo peninsulare ma medring, almeno, diciamo):
    <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    grazie dell’ospitalità, al bravo padrone di casa Dezzani

     
  10. L’ingresso di Silvio Berlusconi in politica ….. non è previsto e, di conseguenza, prontamente sabotato

    Ma non e’ cio’ che rischia anche ( il suo ” simile” ) Trump ?
    Infatti l’ unica cosa che puo’ salvare Trump ( e che manco’ sempre al berluska ) e ‘ avere i servizi dalla sua .

     
    • Federico Dezzani il said:

      Anche Berlusconi ha avuto dalla sua l’ENI, che in Italia è un bel pezzo di servizi. La parte rimanente non risponde al governo.

       
      • Andrea il said:

        Ben detto, in Italia gli unici servizi veri sono stati creati da Mattei. Quelli ufficiali sono gestiti dagli angloamericani come hanno gestito l’alleanza con la mafia. Come disse Cutolo, riferendosi ai servizi segreti: “e basta dire sempre ‘deviati’, qualsiasi cosa, ‘deviati’, diciamo pure ‘I servizi segreti italiani'”.

        In America una simile deviazione straniera non c’e’, ma non significa che i servizi non siano pervertiti. Io ho gia’ consigliato a Donald un elmetto in kevlar al posto del parrucchino. Qualcosa il Diavolo si inventa sempre.

         
  11. Luca Salvarani il said:

    X Federico Dezzani,

    Se Trump mantiene quel che ha detto hai sicuramente ragione. Ma come facciamo a sapere che sarà cosi? Come possiamo sapere che non è uno messo li dalle elites perchè si sono accorte di avere esagerato in questi anni e non vogliono rompere il giocattolino? Perfavore rispondimi su questo.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Lo farà, perché è cambiato il vento: hai visto la reazione isterica di Juncker, no?

       
      • Nicola il said:

        Se Juncker non abbassa la cresta ora dopo brexit e dopo Trump allora penso proprio che sia scemo forte. Il teatrino europeo si queste mezze calzette arroganti finisce qui ed è meglio che si diano una mossa altrimenti la loro europetta gli si accartoccia addosso, resteranno solo un pugno di immigrati irregolari a eupportarli e qualche paese nord europeo

         
      • Germano il said:

        Dal mio punto di vista il franco svizzero sarà un’ottima bussola della situazione, se si rivaluta bye bye euro (e cambio di paradigma radicale), se tiene 1,10 o su per giù allora ci sarà uno “scontro” tra fazioni, anche se penso che alla fine la soluzione sarà “rosada” ovvero un punto di equilibrio lo si trova sempre.

         
    • Andrea il said:

      Per il momento l’unica indicazione possibile e’ l’avversione con cui le elites anglofone hanno reagito alla sua candidatura. E comunque tutto dipenderà da quello che Trump realizzerà effettivamente governando. E’ presto per giudicare quello che farà, ma le forze centrifughe europee sono in moto, in assenza di interventi attivi i vari regimi europei, soprattutto quelli dell’Europa orientale, si scioglieranno come neve al sole. Da parte di Trump è sufficiente guardare dell’altra parte.

       
  12. Andrea il said:

    Mi piacerebbe un approfondimento sulla Lega degli anni 90. Era supportata dagli anglo americani? Affiancata inizialmente all’incontrollabile Berlusconi con lo scopo di sabotarlo? L’inspiegabile ribaltone del 1994 lo farebbe pensare. Fu proprio la Lega a far conoscere agli italiani le idee di Adam Smith, che fino ad allora erano rimaste sconosciute ai più, con grandi manifesti del tipo: “Più soldi in busta paga, meno allo stato = più sviluppo, meno mafia”. Eppure tutto lascia pensare che col tempo la Lega sia stata sedotta ed abbandonata dai poteri forti, fino allo scandalo del figlio di Bossi (il “trota”), organizzato per distruggerla (favorendo di conseguenza il M5S), nell’ambito della più ampia strategia generale del golpe 2011. Le idee di Adam Smith furono abbandonate ed oggi la Lega è il più filo-russo dei partiti italiani, alleato di Marine Le Pen e sostiene in pieno l’idea ben poco anglo americana di un’economia mista stato-privati. Si sta comportando come un’ex amante che odia il suo precedente partner?

     
    • Tanto per incominciare bisogna rendersi conto che la lega e’ solo un “sintomo” della malattia che corrodeva gia’ la “magnifica” italia ’80 , e questo “sintomo” si e’ da subito espresso attraverso due “anime” corrispondenti a due problemi che affliggevano la lombardia l’ allora “motore del paese”.
      1) “L’ anima liberista”; che esprimeva il problema del peso eccessivo di uno stato inefficiente sul tessuto produttivo lombardo espresso da un grande ” trasferimento fiscale negativo” e “mancate infrastrutture”
      2)”l’ anima identitaria” che invece esprimeva il problema di una eccessiva “invasione etnica” da parte di immigrati meridionali arrivati in massa attraverso due canali a) come forza economica a basso costo per calmierare i salari dei lombardi b) con l’ occupazione massiccia di ogni posto pubblico ( con relativa “inefficienza” di cui a punto 1 )
      Addirittura io penso che la vicenda della lombardia di allora sia stata poi studiata in germania, da cui l’ odierno assoluto rifiuto tedesco ad ogni trasferimento finanziario europeo e ad ogni “mescolamento” dell’ apparato pubblico.
      Questo ovviamente fatta salva invece l’ immigrazione competitiva necessaria all’ apparato industriale tedesco per rimanere operativo nel mondo globalizzato 😎

       
      • Germano il said:

        Esatto, concordo al 100%.
        La Lega nasce per volontà (e soldi) di un artigiano della provincia di Varese (Marino Moroni) che con Bossi (il Renzi dell’epoca, per le contrade del Varesotto), Arch. Leoni (che allora di architetto aveva ben poco, sia di professione che di massonico) e mi pare Roberto Maroni. I punti che elenchi sono proprio quelli che motivarono la Lega della nascita, ma mentre il MM legato alla tradizione del: gh’ho no temp gh’ho da laüra, ma bisogna fà un quai cös, andè vü alter dü che si giugni e avegh nagott defà (TRAD. ho un’azienda da mandare avanti non ho tempo per la politica però dobbiamo fare qualcosa così non si può andare avanti, andate voi che siete giovani e non avete niente fa fare), continua lavorare e a foraggiare il movimento creato (fino al fallimento della propria attività). Con le prime comparse dei due a Roma, capiscono che possono trarre molti vantaggi dall’essere esponenti politici ( e mentre Leoni onorevole decide di rimanere “nell’ombra” e successivamente passa al Senato e praticamente rimane uno del movimento con qualche incarico e qualche intrallazzo con il Vaticano) Bossi invece che capisce che il suo ruolo non è il senato (è per questo che viene soprannominato senadür, dalla sua prima carica legislativa) essendo lui il Renzi dell’epoca passa successivamente alla camera ed al megafono della lega. Quello che succede successivamente, probabilmente, lo sa meglio di me qualcun altro che scrive in questo stupendo blog.

         
        • Federico Dezzani il said:

          Io suggerivo di focalizzarsi su Miglio. La rottura con Bossi arriva quando il “Senatur” rinuncia alla secessione…

           
        • Germano il said:

          Partiamo dal fatto che Bossi sta a Miglio come il sussidiario sta all’enciclopedia Britannica.
          Il cambio di fine nella lega avviene quando Bossi entra nel governo come ministro, dove viene sacrificato Miglio.
          Perché avviene questa congiura nei confronti del professore?

          1-Sicuramente non era ben visto da una parte del potere centralista che alloggiava nel cdx dell’epoca (casini e fini, rappresentavano partiti che facevano della politica unitaria una questione ideologia ed di interessi, FI una questione solo di interessi – ha mai avuto una ideologia?-) Miglio era in grado di creare un’italia federale dal punto di vista tecnico e legislativo.
          Compare la Devolution, una parola che per fare capire ai leghisti (in italia quando si usano termini inglesi o stranieri è solitamente per fottere la gente) che la rivoluzione è finita, ma dare al contempo che l’idea è comunque federale, per rattoppare i malumori dei AN e CCD/CDU e tutte quelle sigle idiote oramai scordate di area centrista.

          2-Bossi e alcuni dei suoi, non sono mai stati occupati realmente (hanno sempre fatto lavoretti ed espedienti) intuiscono che possono gestire il partito come un’azienda pubblica (Miglio tra l’altro non vorrei sbagliare, ma è sempre stato + un’esterno che uno del direttorio della lega), più la torta è grande più la paga è buona (in caso di secessione che succede? chi mi paga? e soprattutto qualcuno paga?). Tralasciamo i discorsi di finanziamenti e banche padane gestite come bancomat.

          3- Ad i governatori USA, un’italia spaccata avrebbe ritardato di molto la creazione dell’europa unita.
          Anche se parlava di Europa delle regioni (anni 90) ciò non sarebbe mai successo, sicuramente la Francia giacobina non si sarebbe riconosciuta in questo progetto, e non avrebbero mai appoggiato un’italia (ed EU) federale.
          Tant’è che anche la Francia, in piena crisi europea, ha fatto un passo indietro (o forse di lato) nel momento clou. Fondamentalmente la tradizione giacobina è ancora forte in Francia (anche perché molti sarebbero rimasti senza potere e senza portafogli – i parassiti ci sono anche lì-).
          Considerando che un Lombardo Veneto libero di galoppare nel neo globalismo emergente, avrebbe spaccato le gambe ad una Germania fondamentalmente in piena crisi economica (e probabilmente altro che unità, si sarebbe posto pesantemente il problema Bavarese, anche per tenere testa alla locomotiva LombardaVeneta dell’epoca),e ha molte realtà europee ed anglosassoni. E’ per questo che dicevo, in qualche post fa, che l’europa predica libertà e razzola centralismo, vuole solo le secessioni della Jugoslavia del Kossovo, del Montenegro (prossimamente Scozzese??) perché affini al progetto Nato, ma quelle Catalane, Lombarde, Venete, Euskadi e Crimeane sono da evitare come la peste.

          4- Bossi non è mai stato un secessionista fino in fondo, ha sempre evitato che aree politiche Venete potessero salire ai vertici della Lega, il Veneto a differenza della Lombardia ha il DNA indipendente dall’italia e perciò determinante e determinato alla propria autonomia politica. (tant’è che i Veneti non dicono via il Veneto dall’italia, ma fuori gli italiani dal Veneto -fratelli d’italia? gnanca parenti- trovi scritto sui muri). Trovo molto guardando dietro come il Renzi odierno sia molto simile al Bossi degli anni fine 90’, un solvente di idee un re Mida a poli opposti trasformare l’oro in merda, sono i fratelli muffa e merda.

          5- L’idea di stato di Miglio, avrebbe realmente creato forte di coesione autonoma Europea, e pertanto dannose ad altri scopi. Generando nel tempo una possibile unificazione politica federale e successivamente economica.
          La cosa triste è che scomparsi questi giganti siamo rimasti con molto poco (ma i collaboratori di Miglio che fine hanno fatto??? messi all’indice??), il federalismo è praticamente scomparso, la lega vuole ambire a divenire il franchising del front national (con Salvini, che sta al sussidiario come un quotidiano regionale), Bossi capisce l’enorme manipolazione che ha subito, vorrebbe magari rimettere in careggiata federale la lega, ma troppo debole e troppo tardi. Le uniche speranze separatiste potrebbero essere il Veneto, Alto Adige (ma ancora dispone di un’ottima carta di credito italiana) e la Sardegna (oramai rassegnata a sopravvivere di sussidi), per il resto la notte è fonda (anche se qualche debole lucciola si intravvede.…che siano quelle che vuole regolarizzare Salvini??? bah vedremo)

           
  13. emanuele777 il said:

    La rabbia di Junker è il migliore spot per Trump che si potesse immaginare.
    Sono però preoccupato per quella che sarà la situazione in America, in particolare da qui a gennaio, quando Trump entrerà effettivamente in carica: spero fortemente di sbagliarmi ma ho paura di giochi molto sporchi

     
  14. Robertus il said:

    Mi scuso in anticipo se mi permetto di insistere, ma forse non potrebbe avere la Russia più interesse ad una balcanizzazione dell’Italia, piuttosto che a tenerla unita?
    https://ndnews.it/it/costume_e_societa/2180.html

    Inoltre, vorrei ricordare che sono stati i consigli regionali di Veneto e Lombardia per primi a riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia.
    https://it.sputniknews.com/opinioni/201606232953032-lombardia-riconoscimento-crimea/

    In queste regioni è vivo un sentimento secessionista e indipendentista (o di riannessione all’Austria). In certi ristoranti tengono le foto degli ultimi imperatori d’Austria: Francesco Giuseppe e il beato Carlo d’Asburgo.
    Per concludere, non mi sembra che le élites euro-atlantiche abbiano interesse a balcanizzare l’Italia. I provvedimenti presi contro i secessionisti catalani dovrebbero esserne un esempio lampante, poi può darsi che mi sia perso qualcosa…
    http://www.rischiocalcolato.it/blogosfera/solidarieta-dalla-regione-lombardia-al-sindaco-catalano-arrestato-216066.html

    Vorrei infine ricordare che, per diritto al’autodeterminazione dei popoli, come la Crimea ha fatto un suo referendum per tornare alla Russia, se ci sono i presupposti, Veneto, altre regioni del Nord Italia e pure la Sardegna hanno il loro diritto a votare all’indipendenza o all’annessione ad un altro Paese.
    Questa risposta di ricorrere all’aiuto della Russia in caso di “balcanizzazione” dell’Italia mi pare una minaccia neanche tanto velata.
    Il fatto di non aver avuto risposta ai fatti storici che l’unità d’Italia (il minuscolo è voluto) è stata pilotata dalle massonerie francesi e britanniche è segno palese che un pizzico di verità devo averla detta.

    Saluti,
    Roberto

     
  15. Mihai Podeanu il said:

    Scusate ennesimo misunderstanding con queste cazzo di piastrelle piene di coltan e colle batterie ora al 30%…
    C’è 1 nixon-moment. Chiaro?
    Nel bene per i taxpayers della nazione massonicamente sempre tesa alla felicità. Nel male… lavorate 1 po’ Voi. http://goofynomics.blogspot.it/2016/11/nixon-moment.html?m=1
    . Altro compito per casa, folks: potete vettoriare le vostre merci da Chengdu a Rotterdam in:
    -15 h ad un certo prezzo via aerea
    -1,5 gg ad un altro prezzo
    -15 gg ad un altro prezzo ancora
    -30/40 gg ad un altro prezzo (sempre più bassi…) ancora.
    Chiaro il concetto?
    Federico, ma dobbiamo sempre ripartire dall’ABC? Queste cose Donald le imparava il primo giorno di cantiere con papà Sdrunf

     
  16. Federico e se:
    Trump fosse veramente un innovatore nel senso che è stato effettivamente messo al comando dal deep Power, un deep Power che da un po’ ha capito che l’impostazione degli ultimi 30 anni era in esaurimento e perpetuare avrebbe logorato la struttura base del fare soldi (come una vena aurifera esaurita), e coscienziosamente abbia abbandonato la vecchia via.
    In più bisognava cambiarsi di vestito e rifarsi i lineamenti (nuove politiche pro stato) onde evitare di essere riconosciuto come il precedente padrone sia dal popolo che dalla corte, corte(Europa e parte dell’establishment americano) che è stata tenuta volutamente allo scuro e con gli occhi puntati sul candidato del vecchio filone e che ora starnazza isterica e inviperita x qualcosa che nn capisce. Scusa il termine ma è x questo che io credo che Ue e compagnia bella siano fottuti, le campagne contro Trump coloreranno un po’ i prossimi mesi ma poi spariranno insieme ai vari juncher, Merkel, Renzi, Hollande e compagnia cantante. Buttati alle ortiche come vecchi pupazzetti logori, mentre il vecchio padrone con una nuova faccia è in viaggio verso l’altra parte del mondo..

     
  17. Corto Maltese il said:

    Ho dei forti dubbi su quanto sta accadendo. E se Trump durasse poco? Un paio di anni e poi qualcosa o qualcuno lo farà fuori? Magari uno scandalo sexy. Se durasse giusto il tempo per rialzare per un paio di anni i tassi d’interesse (come sta già accadendo). Ricordiamoci che Trump è molto ricattabile. La sua “ricchezza” non è assoluta, anzi è per la maggior parte fatta di debito e fortissima leva finanziaria. Se fosse solo una “scusa” e poi pronti di nuovo con Michelle Obama (donna e nera) per ritornare con i tassi bassi e la globalizzazione. Questi (finanza giudaico-massonica con complicità della chiesa) non molleranno mai. Cosa ne pensate? Cordiali saluti

    PS l’articolo è un bellissimo riassunto. Se dovesse implodere l’Euro non oso immaginare cosa possa accadere…

     
  18. A Federico un grandissimo complimento:
    “Meglio di così, la storia di questi trenta anni, non la si può scrivere”.

     
  19. lorenzo argentino il said:

    Salve Federico qui mi sono bloccato” L’ingresso di Silvio Berlusconi in politica (dettato dal timore che gli ex-comunisti colpiscano le sue aziende televisive) non è previsto e, di conseguenza, prontamente sabotato col mandato di comparizione del novembre 1994.”
    Mi chiedo allora chi l’ha finanziato?

     
    • Santo Subito il said:

      Questa è una domanda che si potrebbe girare al fratello Paolo, ovvero se ci spiegasse meglio come funzionano i traffici di rifiuti tossici interrati in terra di Campania …. ed oltre.
      Cercate su Youtube i video del pentito di camorra Carmine Schiavone e dell’onesto Poliziotto Roberto Mancini (Poliziotto …. non l’inutile allenatore), che indagò sullo sversamento illegale di rifiuti speciali e tossici nei territori della Campania (che gli costarono 10 anni di sofferenze fisiche e psicologiche – portandolo poi alla lenta morte).
      Poco prima di morire (naturalmente in circostanze che necessiterebbero degli approfondimenti – vista la futilità con la quale avvenne la complicanza che lo portò alla morte) Carmine Schiavone , stanco della presa per i fondelli operata dallo Stato Italiano e durata un ventennio, disse che avrebbe fatto lui personalmente il nome di chi era “a capo” del traffico dei rifiuti tossici…… ed il nome lo fece chiaramente.
      In uno dei filmati lo pronunciò chiaramente (e firmò la sua condanna a morte).
      A questo punto Paolo Berlusconi potrà anche pronunciare il classico NO COMMENT! – Un classico di tutti questi VENDUTI E TRADITORI dell’Italia e degli Italiani onesti!!

      P.S.: vi semplifico in parte l’opera, tramite il seguente link, più che chiarificatore:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/16/rifiuti-tossici-schiavone-a-der-spiegel-napolitano-fece-secretare-i-miei-verbali/846862/

       
  20. Francesca Ancona il said:

    Federico, io non riesco più a commentare, da almeno tre articoli, mi dà sempre errore codice captcha. Perché non metti commenti più accessibili, magari…Grazie, sempre se questo commento riesce

     
    • Giuseppe M. il said:

      Ciao Francesca.
      Pure a me dava questo problema, io ho risolto così.
      Fai un bel copia del tuo commento, quando hai terminato di scriverlo.
      Inserisci il codice captcha, se ti dà il problema che dici, aggiorna la pagina e incolli il commento. Non dovrebbe più darti l’errore.
      Ciao

       
      • Federico Dezzani il said:

        Oltre a seguire il consiglio di Giuseppe, è possibile cambiare browser. Ho già provato ad installare altri tipi di commenti, ma questo sistema è ancora il più facile ed accessibile.

         
  21. pier magno il said:

    condivido tutto tranne “è la fine del Movimento 5 Stelle”.
    semmai è l’inizio del M5S, nessuna nuova forza politica alternativa e di pari potenziale può emergere in Italia nel breve e medio periodo, forse un domani abbastanza lontano e comunque dopo le prossime elezioni nazionali ( che se vince il No al referendum potrebbero essere più vicine del previsto ).
    al massimo possono fare da stampelle al M5S.

    se come sostieni il M5S è strumento della massoneria finanziaria, a maggior ragione questo cavallo di troia sarà sostenuto a dovere da quelle stesse oligarchie, in difficoltà ma certo non prive di potenza di fuoco.

    quindi, in entrambi i casi, che il M5S sia marcio o no, è l’inizio della loro era.

     
  22. Tenerone Dolcissimo il said:

    Ottimo articolo anche per me per quanto riguarda l’aspetto “ricognitivo”, ma temo che sia viziato da wishful thinlink come aspettative politiche.
    Prima di tutto non penso che il NO vinca perlomeno tanto facilmente il 5 dicembre(*).
    Inoltre non credo che la fine del Renzi sia vicina.
    Infine anche se fosse vicina non significherebbe una rivoluzione democratica ma semplicemente l’arrivo di un quarto quisling.
    (*) Anche grazie alla campagna demenziale della sinistra pro NO tutta “difendiamo la costituzione più bella del mondo” e totalmente dimentica del fatto che con la riforma scritta da Juncker (che l’abbia scritta Renzi o Boschi è una pia illusione) i trattati UE entreranno in costituzione e a quel punto la UE potrà imporci di tutto compreso il licenziamento di tutti i metalmeccanici italiani per sostituirli con migranti a metà salario

     
    • Orazio il said:

      Per Tenerone.
      Per quanto riguarda il NO, non c’è discussione.
      Che la nostra Costituzione, sia la migliore, beh mi lascia alquanto perplesso.
      In primis, in quanto già nella sua formulazione, qualche manina non ha voluto che si mettesse la pietra miliare di uno stato, ovvero “in costituzione” la sovranità monetaria. C’è il termine sovranità, ma è vago.
      Poi ci sono i due articoli truffa che a monte sono stati inseriti… ovvero l’art. 11 e 75.
      Vorrei ricordare che l’art. 75, di fatto è una vera porcheria in pieno contrasto con i primi articoli della costituzione…. quella che dice che la sovranità appartiene al popolo. Allora perché in tale articolo vi è scritto che non è possibile effettuare un referendum sui trattati?
      Come si è ben visto è bastato scrivere trattato sulle varie porcherie approvate dai legislatori di destra e di sinistra, per blindare le scelte e impedire al popolo di emendarle/abrogarle?
      Poi ci sono i nuovi articoli che sono stati messi dopo… ma questa è un’altra storia.

       
      • Tenerone Dolcissimo il said:

        “perché in tale articolo vi è scritto che non è possibile effettuare un referendum sui trattati?”
        ***
        Caro Orazio, non so se ricordi il film “Così parlo’ Bellavista”. Il professor Bellavista (De CRESCENZO) vede uscire la figlia e chiede “dove vai?” “Esco” “Questo lo vedo, ma con chi esci?” “Con Giorgio” “E chi è Giorgio?” Ma la figlia non risponde e lui commenta con gli amici che quello con i figli è un dialogo perennemente interrotto.
        Qualche scena dopo la moglie dice al professore “nostra figlia è incinta” E il professore: “chi è stato?”. E la moglie stizzita trattandolo da deficiente risponde “E chi vuoi che sia stato? Giorgio!” E Bellavista commenta: “Ah, no’ ho capito chi è Giorgio”.
        Anche io dopo il trattato di Maastricht e quello sull’Euro ho capito chi è Giorgio

         
      • Tenerone Dolcissimo il said:

        “perché in tale articolo vi è scritto che non è possibile effettuare un referendum sui trattati?”
        ***
        Caro Orazio, non so se ricordi il film “Così parlo’ Bellavista”. Il professor Bellavista (De CRESCENZO) vede uscire la figlia e chiede “dove vai?” “Esco” “Questo lo vedo, ma con chi esci?” “Con Giorgio” “E chi è Giorgio?” Ma la figlia non risponde e lui commenta con gli amici che quello con i figli è un dialogo perennemente interrotto.
        Qualche scena dopo la moglie dice al professore “nostra figlia è incinta” E il professore: “chi è stato?”. E la moglie stizzita trattandolo da deficiente risponde “E chi vuoi che sia stato? Giorgio!” E Bellavista commenta: “Ah, mo’ ho capito chi è Giorgio”.
        Anche io dopo il trattato di Maastricht e quello sull’Euro ho capito chi è Giorgio

         
  23. Federico Dezzani il said:

    Concordo che non bisogna deconcentrarsi prima della vittoria, ossia prima del successo del no. Dopo, il rottamatore sarà un rottame.

     
  24. Francesca Ancona il said:

    E’ interessante, l’ultima notizia, la vittoria, In Bulgaria e Moldavia, di due presidenti filorussi. Come la vedi tu, Federico? E’ sicuramente un segnale (del disagio sociale) da non sottovalutare

     
    • Federico Dezzani il said:

      Penso che il mondo sta cambiando molto, molto, velocemente. Me ne occuperò nel prox articolo.

       
  25. Ti posso garantire che Gianroberto Casaleggio era tutto fuorché un massone, tutto fuorché un estimatore dei poteri forti. Aveva idee precise in proposito, persino un po’ “cospirazioniste”. Ti sarebbe piaciuto, era una persona molto originale e molto profonda.
    Quanto al M5S, sta prendendo una piega Tsipras. E la ragione sono proprio la malattia e la morte di Casaleggio, che invece avrebbe apprezzato molto Trump pubblicando sul blog uno dei sui post improvvisi e sferzanti che tanto facevano incazzare i suoi tsiprasini a Roma.
    Come vedi, è una storia complicata che nessuno conosce. Forse un giorno la scriverò. Anzi… probabile.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Gianroberto era massone ed agente dei servizi atlantici: Logica plc, Sassoon, Di Pietro, etc. etc.

       
    • Santo Subito il said:

      Mi dispiace contraddirti CRIS, ma sei completamente fuori strada, ma proprio completamente.
      Se lo fai in buonafede è meglio che ti aggiorni e segui bene questo Blog, altrimenti…….. non sei convincente.
      Il fuCasaleggio (per fortuna) è stato un … VENDUTO VENDITORE degli Italiani onesti.
      Niente di più e niente di meno.

      Grillo Beppe farebbe meglio a non frequentare per almeno una volta al mese (ma anche due e da lungo tempo) l’ambasciata americana a Roma.

      DI MAIO LUIGI farebbe meglio a non frequentare i loschi individui che girano intorno alla Trilaterale ed al Bildeberg Goup.

      RAGGI VIRGINIA farebbe meglio a scegliersi i collaboratori tra coloro che l’hanno sostenuta e che erano regolarmente iscritti al M5S da vecchia data, invece di pescare tra il torbido del passato e scegliere gli Assessori principali (adducendo, tra le altre cose, futili motivi).

      CRIS non perdere mai l’obiettività…… altrimenti il sistema ti ipnotizza.

       
      • Quindi secondo te è più informata una persona che trae le sue convinzioni dalla lettura di (ottimi e informati) blog alternativi, o quella che con i personaggi in questione ci andava a mangiare insieme?
        No perché in tal caso diventa inutile qualsivoglia esperienza di vita. Basta leggere i blog, e null’altro serve.

         
        • Santo Subito il said:

          Anche io sono andato a mangiare personalmente con DI MAIO LUIGI (oltre ad altri Deputati e Senatori M5S), e si è parlato di molte cose attuali, ma quando ho visto la sua foto a fianco di membri del Bildeberg Group e della Trilaterale….. scommetto che a te non ti hanno mai invitato a pranzo.
          O mi sbaglio?
          Come vedi un conto è mangiare insieme ed un conto è capire perchè si mangia insieme.

          Con GRILLO BEPPE non ci ho mai mangiato, ma ho visto come il suo STAFF (organizzato dal fuCASALEGGIO e lasciato in eredità al figlio di quest’ultimo) gestisce le famose “ELEZIONI ONLINE”, dove “UNO VALE UNO” … ma taroccate ed assolutamente incontestabili, perchè non ti forniscono alcun dato di raffronto di alcun genere, e non forniscono spiegazioni nemmeno quando ti fanno trovare più del doppio dei candidati, quando alla selezione iniziale non li avevi mai visti.
          Dammi retta….. aggiornati, che è meglio.
          Ringrazia quelli come il Dott. DEZZANI, perchè si espongono abbastanza e… dammi retta…. si impara molto più da loro, che ad una mangiata con certi “personaggi”.

          Tanto più che alcuni di loro sono affiancati da altri “personaggi” con un curriculum professionale molto “strano e particolare”.
          Ad esempio: perchè non ti informi meglio sull’attuale compagna di DI MAIO LUIGI?
          Giusto per fare una citazione.
          Poi, quando lo riascolterai nelle svariate trasmissioni televisive dove ora appare in prima serata, facci sapere nuovamente la tua impressione sul suo modo di parlare, di gesticolare e sulla sua “freddezza” espositiva.

           
  26. Luca Di Rocco il said:

    Caro Federico, la tua analisi è come sempre molto interessante e soprattutto ha il pregio di essere un utile strumento per comprendere la realtà, il che costituisce la migliore conferma della sua validità. Tuttavia, su un punto specifico, dissento. Lo stato italiano è uscito dalla IIGM sconfitto e quindi colonizzato, gestito e controllato dai vincitori. Su questo dato di fatto, ignorato volutamente dalla narrativa delle “classi dirigenti”, non è più possibile discutere seriamente. Tuttavia, tutto questo ha avuto importanti conseguenze che vanno oltre il dato storico. La società italiana è infatti semplicemente collassata. Lo si può vedere dal tasso di natalità negativo da anni, dalla sostenuta emigrazione dei giovani laureati, dalle folli ed insensate guerre generazionali che tutt’ora infestano le varie categorie produttive. Inoltre, a nessun livello della PA esiste la minima consapevolezza dell’assurdità di decisioni imposte dall’alto: gli esempi vanno dalla distruzione delle banche venete, alla “importazione” degli africani attraverso l’uso delle navi della Marina Militare. Tutto questo è, a mio parere, collegato da un filo rosso: la caotica ed irreversibile distruzione dello Stato, ma soprattutto della società sottostante, che non è più in grado di opporre alcuna reazione vitale. Vorrei sbagliarmi, ma anche di fronte agli attuali rapidi mutamenti geopolitici, lo Stato italiano non saprà trarne alcun vero vantaggio. E non può farlo perché semplicemente non è più veramente governato da tempo. Nella società civile, da tempo tutti percepiscono la fine dello Stato e l’inquietudine aumenta di giorno in giorno. Un processo che naturalmente esploderà all’improvviso, ma secondo le antiche linee di rottura di questo sfortunato territorio…

     
    • Federico Dezzani il said:

      Forse ti è sfuggita la dinamica di fondo (e, mi spiace dirlo, è piuttosto grave): la federazione europea è fallita perché ancora una volta lo Stato-Nazione si è mostrato vitale.

       
  27. M4TT30 il said:

    Caro Federico, non voglio rubarti tempo con un commento lungo e inutile.
    Solo per dirti che leggo molto al pc e tanti siti diversi anche se diciamo schierati tutti chi più chi meno contro l’attuale sistema (diciamo così). E devo dire che il tuo sito e i tuoi pezzi sono quelli che apprezzo di più, sono quelli che mi aiutano a collegare tutti i puntini, quelli che trovo qui e lì ma che non sempre riesco a mettere insieme, a capire fino in fondo. Le tue analisi sono semplicemente perfette (non esagero), penso che trovare di meglio sia difficile al giorno d’oggi. Non so che altro dire o come altro darti il mio supporto e farti i miei complimenti. Una donazione al sito l’ho fatta poco tempo fa, adesso tra poco dovrei iniziare a lavorare per la stagione invernale, allora farò un altro “versamento” a quello che reputo il migliore sito che ho trovato fino ad oggi.
    Grazie infinite, continua così, vorrei aiutarti o provare a essere utile in qualche modo ma ora come ora non saprei come, chissà in futuro.
    Grazie ancora, a presto.
    Con stima e affetto veramente sinceri

    M

     
  28. Marco Villa il said:

    Ciao Federico,
    prima di tutto ti chiedo di non pubblicare il mio commento. Scrivo qui perché non ho trovato altri modi per contattarti (non voglio iscrivermi a Twitter).
    Riscrivo il commento perché c’è stato un problema col codice CAPTCHA.
    Leggo i tuoi articoli da anni e li apprezzo molto.
    Tempo fa hai scritto che Prodi e Bersani non sono diventati, rispettivamente, presidente della Repubblica e premier perché erano filo-russi, senza dare altre spiegazioni. Ecco qui il motivo (si tratta di uno dei nostri volantini): https://terracinasocialforum.files.wordpress.com/2015/01/latoa-presidenza-finito.jpg.
    Il nostro blog viaggia ad una media di 250 visite giornaliere, con un crollo il sabato e, soprattutto, la domenica e nei giorni festivi.
    L’immagine del volantino è stata pubblicata sul blog nel pomeriggio di sabato 17 gennaio 2015. Domenica 18 gennaio 2015 abbiamo registrato oltre 1.000 visite, delle quali più di 800 provenienti dagli USA. Le rimanenti visite erano il classico trend domenicale.
    Siamo attenzionati ed abbiamo indovinato.
    Ti scrivo per dirti di stare in guardia: sei troppo ottimista nei tuoi ultimi articoli.
    L’articolo 13, comma 2, della legge 124/2007 stabilisce che i servizi segreti hanno accesso alle banche dati delle pubbliche amministrazioni.
    Questa norma verrà applicata nella notte tra il 4 ed il 5 dicembre 2016? Al Viminale?
    Secondo me chi fa campagna per il No deve parlare continuamente e costantemente di BROGLI.
    Prima del voto, non dopo.
    Per cercare di impedirli.
    Puoi contattarmi a questo numero: 340.3923508.
    Complimenti di nuovo per gli articoli.

     
  29. Uriele il said:

    Complimenti, innanzitutto all’ottimo Dezzani, per le sue analisi ineccepibili ed il suo evidente, quanto raro, talento .

    C’è una domanda che vorrei porre a tutti voi ed a Federico: ” La mossa “Brexit” dell’Inghilterra fu parte di una strategia che poggiava le basi sulla conoscenza anticipata di cosa, sarebbe poi accaduto in Usa e di conseguenza in Europa, con l’elezione di Trump ?

    Gli inglesi (come spesso storicamente successo) avevano previsto tutto in anticipo ? La mossa di Cameron di concedere il referendum sull’uscita dall’Unione Europea, fu suggerita dai servizi segreti britannici e dalla potentissima massoneria inglese ?”.