Governo Gentiloni: la Salò della Seconda Repubblica

Lunedì 12 dicembre, a distanza di pochi giorni dalle dimissioni di Matteo Renzi, si è insediato il nuovo governo presieduto da Gentiloni. Si dice che sia una “fotocopia” di quello precedente e che il premier dimissionario ne tiri i fili: scritta la nuova legge elettorale, Renzi staccherà la spina, portando il Paese verso le elezioni anticipate. È invece sicuro che Paolo Gentiloni punti al 2018, perché “durare” il più a lungo possibile è la missione che gli è stata affidata. L’esecutivo Gentiloni sta alla Seconda Repubblica come la Repubblica di Salò sta al fascismo: è il disperato tentativo di scongiurare la fine, l’ultimo crepuscolare capitolo prima del tragico epilogo. Una serie di fattori, economici e politici, ne rendono l’esistenza drammaticamente incerta e le faide giudiziarie in corso indicano che l’establishment si sta sfaldando.

L’ultimo, disperato, arroccamento

È durato pochi giorni il “vuoto di potere” a Palazzo Chigi: mercoledì 7 dicembre il premier Matteo Renzi ha formalizzato le dimissioni e lunedì 12 il nuovo governo, presieduto dall’ex-ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha prestato giuramento. Sono tempi inquieti e si vuole evitare che la poltrona di presidente del Consiglio resti vacante: c’è da gestire il dopo-terremoto nel Centro Italia, l’emergenza immigrazione e (meglio non sbandierarlo ai quattro venti, per non spaventare i correntisti) una strisciante crisi bancaria. La parola d’ordine è stabilità: ce lo chiede Francoforte, ce lo chiede Bruxelles, ce lo chiede Washington, ce lo chiede Berlino.

Nei concitati giorni in cui è stato messo in cantiere il nuovo governo, sono circolate diverse opzioni: si è passati da un Renzi II (che avrebbe ignorato de facto l’esito del referendum costituzionale, calpestando il voto di milioni di elettori) ad un governo “istituzionale” presieduto da Pietro Grasso, da un governo Delrio ad uno Franceschini. Fitte trattative e lunghe consultazioni si sono succedute, complicate da un dissidio di fondo: quello tra il premier dimissionario Matteo Renzi, che desiderava il voto anticipato, ed il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, deciso a portare la legislatura sino alla scadenza naturale, nel febbraio del 2018.

La soluzione escogitata per riconciliare le divergenze è stata, alla fine, la peggiore.

A ricevere l’incarico per formare il nuovo governo è stato Paolo Gentiloni, il presunto “fedele” di Matteo Renzi, messo a capo di un governo che è quasi una fotocopia del precedente, come testimonia il passaggio di Maria Elena Boschi al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e la nomina a ministro del braccio destro di Renzi, Luca Lotti. Si è così voluto tranquillizzare il premier dimissionario, assicurandogli che il nuovo esecutivo, scritta la nuova legge elettorale, avrebbe esaurito la sua funzione e portato il Paese verso elezioni anticipate nella primavera del 2017. Proprio come nei suoi sogni.

Nei piani del Quirinale e, soprattutto, in quelli delle cancellerie estere, il futuro è però molto diverso: Gentiloni si dovrà “emancipare” dall’ex-premier (“Gentiloni deve essere libero, Renzi ha tenuto tutta l’Italia in ostaggio” ha detto Ferruccio De Bortoli1) e la “brutta fotocopia” del governo Renzi dovrà durare, durare il più lungo possibile: nessun voto anticipato, nessuno scioglimento prematuro della Camere. L’ex-premier-cazzaro ha ricevuto un contentino nel momento in cui si è formato l’esecutivo, lo si è convinto che fosse ancora il dominus della situazione, ma nello stesso momento in cui Renzi è tornato a Pontassieve, l’agenda dell’esecutivo è cambiata: orizzonte 2018.

È stato lo stesso premier Paolo Gentiloni a confermarlo appena insediato: “il governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento”2. Tradotto, fino al termine della legislatura: perché così vuole Sergio Mattarella, così vuole buona parte del PD (“Bersani a Renzi: Voto subito? Non si vince sulle macerie del Paese3), così vuole Forza Italia (forte di un numero di parlamentari che è il triplo rispetto agli attuali consensi del partito), così vogliono i deputati che a metà settembre maturano il vitalizio, così vuole il Movimento 5 Stelle, che si adegua alle direttive impartitegli. Il povero Renzi, ridotto a semplice segretario del PD (non si sa per quanto tempo ancora) ed estromesso dal potere, non dà più le carte: ha tutto il tempo di organizzarsi una lunga vacanza negli USA, perché la campagna elettorale non comincerà prima del tardo autunno 2017.

Che il post-referendum si concludesse con la sostanziale emarginazione di Matteo Renzi, era in un certo senso ineluttabile. L’ex-sindaco di Firenze rappresentava infatti “l’ultima speranza” per l’élite europeiste e filo-atlantica nostrana: era il rottamatore che avrebbe dovuto riplasmare l’Italia secondo i criteri neoliberisti della Troika, attuare la “riforme strutturali” e salvaguardare così la permanenza dell’Italia nell’eurozona. Svalutazione interna (Job Act), privatizzazioni, riforma costituzionale ed elettorale, così da permettere al primo partito d’establishment di governare indisturbato col 25% dei consensi: questa era l’agenda di Renzi, che per mille giorni ha  governato pressoché senza alcuna opposizione mediatica e politica. Suicidatosi col referendum costituzionale, trasformato in un plebiscito sulla sua persona, Renzi è diventato improvvisamente inutile e, di conseguenza, esiliabile senza rimpianti a Pontassieve.

L’establishment ha ripreso ancora una volta le redini della situazione e lo ha fatto prefiggendosi un unico obiettivo: durare, durare, durare.

Spazzata via l’ipotesi delle elezioni anticipate, la prima meta da raggiungere è quindi il voto nel 2018: come aveva suggerito The Economist, una settimana prima del referendum, fiutando l’imminente sconfitta di Renzi; come ha caldeggiato il più insigne rappresentante italiano degli ambienti euro-atlantici, Giorgio Napolitano (Voto subito tecnicamente incomprensibile”4); come ha “invitato” il suo erede, Sergio Mattarella (“Inconcepibili le elezioni immediate”), portato alla presidenza della Repubblica dagli stessi circoli (Barack Obama, il clan Clinton, la City, il Council on Foreign Relations, il Bilderberg, etc. etc.) che avevano scommesso tutto su Renzi.

La nomina di Paolo Gentiloni non comporta nessun cambiamento di fondo: è una semplice variante dell’ex-sindaco di Firenze.

L’ex-ministro degli Esteri non è stato scelto tanto perché un “uomo fidato” di Renzi, ma perché partorito dagli stessi ambienti: sia Renzi che Gentiloni sono cresciuti infatti alla corte di Francesco Rutelli. Allievo” di Rutelli5 e suo protetto è stato l’ex-sindaco di Firenze, assessore e portavoce dell’ex-sindaco di Roma è stato Paolo Gentiloni. E Rutelli non è un personaggio qualsiasi: fondatore della Margherita, candidato premier nel 2001, padre nobile del Partito Democratico, l’ex-sindaco di Roma è sin dagli anni ’90 il trait d’union tra la sinistra italiana ed il clan Clinton. Quel clan Clinton che ha dato l’estrema unzione alla Prima Repubblica e ha benedetto la nascita della Seconda, quel clan che diventa il punto di riferimento della sinistra “post-comunista” e ne detta l’agenda: smantellamento dell’economica mista, svendita dell’industria pubblica, ingresso nell’euro, neoliberismo, guerra in Jugoslavia, guerra in Libia (imposta da Giorgio Napolitano), immigrazione di massa, etc. etc.

Il governo Gentiloni, fallito miseramente l’esperimento del “rottamatore”, è l’estrema difesa della Seconda Repubblica: si sbarra il passo ai “populisti” sventando le elezioni anticipate, si coopta un Silvio Berlusconi ormai 80enne e preoccupato soltanto di mettere in sicurezza l’impero di famiglia, si riscrive la legge elettorale in senso proporzionale e si porta il Paese ad elezioni nel febbraio del 2018, sperando che il PD e Forza Italia raccolgano un numero di voti sufficienti per formare una grande coalizione che salvaguardi lo status quo.

Nel frattempo si confida nell’azione della magistratura (proprio come nel 1992, nel 1994, nel 2011, etc. etc.), incaricata di sgonfiare il Movimento 5 Stelle, che è, sì, un’opposizione addomesticata come Syriza, ma comporta pur sempre rischi di instabilità intollerabili nell’attuale contesto politico ed economico. Partono così le inchieste di Palermo sulle firme false e, è cronaca di questi giorni, quelle di Roma: trascorrono soltanto cinque mesi dall’insediamento di Virginia Raggi al Campidoglio ed il responsabile del personale del Comune, Raffaele Marra, è tratto in arresto con l’accusa di corruzione. “Arresto Marra, dal Pd a FI parte l’attacco al M5s: Grillo è corresponsabile” titola la Repubblica6.

L’establishment è però attraversato da forti tensioni, si sfalda sotto il peso della crisi istituzionale e non è più monolitico come un tempo: mentre la procura di Roma infierisce sulla giunta grillina di Roma, fornendo un prezioso assist al PD e a Forza Italia, la procura di Milano contrattacca, mettendo nel mirino, nelle stesse ore, l’uomo simbolo del renzismo e del nascente Partito della Nazione PD-FI , il sindaco di Milano Giuseppe Sala. L’inchiesta sugli appalti dell’Expo 2015, a lungo dormiente, si risveglia improvvisamente, colpendo nientemeno che l’ex- commissario dell’evento, ora primo cittadino di Milano. Accusato di falso ideologico e falso materiale, Sala è costretto ad “auto-sospendersi”, nelle stesse ore in cui gli arresti di Roma fanno tremare l’amministrazione di Virginia Raggi. Uno a uno: palla in centro.

Il governo Gentiloni nasce così in un clima crepuscolare, appesantito dal senso di fine imminente, ammorbato dalle faide, intorbidito dai regolamenti di conti interni al sistema: un clima che rende l’attuale esecutivo simile alla RSI del 1943-1945. Gentiloni sta alla Seconda Repubblica come Salò sta al fascismo: è l’ultimo disperato tentativo di scongiurare la fine, allungando il più possibile l’esistenza dell’establishment italiano.

È l’estremo tentativo di una classe dirigente fallimentare, quella che dal 1992 ad oggi ha trascinato il Paese nella bancarotta economica e sociale, quella ha sacrificato il benessere del Paese sull’altare dell’Unione Europea oggi in dissoluzione, quella ha sistematicamente agito per vent’anni contro gli interessi nazionali dell’Italia, di salvare se stessa. Anziché fuggire verso il lago di Garda e le montagne del Nord Italia, il “vecchio” si asserraglia in Parlamento, cercando di sbarrare in ogni modo l’avanzata del “nuovo”. Il destino del governo Gentiloni, proprio come la RSI, è però segnato e destinato ad un tragico fallimento: il contesto economico e politico in cui è maturato si sta rapidamente decomponendo ed è impossibile che l’esecutivo gli sopravviva. Scricchiola l’eurozona, soffia forte il vento del populismo, cadono uno dopo l’altro i punti di riferimento internazionali. Persino l’obbiettivo di raggiungere il 2018 si fa difficile.

Potrebbe essere la crisi bancaria ad essergli fatale: MPS è ormai destinata alla nazionalizzazione, in aperta violazione delle regole del bail-in appena introdotte, e non è ancora chiaro come Unicredit, dopo aver venduto il vendibile, possa raccogliere 13 €mld di capitale in un mercato asfittico, dove le banche europee scommettono ormai sulla Italexit. Potrebbe essere il cambiamento delle politiche monetarie ad essergli letale: il rialzo dei tassi della FED ormai avviato o la riduzione dell’allentamento quantitativo da parte della BCE. Potrebbe essere l’insediamento del populista Donald Trump, al posto della democratica ed “europeista” Hillary Clinton, ad infliggergli il colpo di grazia. Potrebbe essere la vittoria di Marine Le Pen o la sconfitta di Angela Merkel a portare l’Unione Europea verso il collasso finale.

In ogni caso, gli ultimi appigli del governo Gentiloni rischiano di mancare molto presto. La Salò della Seconda Repubblica è ufficialmente iniziata: prepariamoci a molti schizzi di sangue (in senso figurato, si auspica).

 

rutelli-connection

1http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/gentiloni-deve-essere-libero-renzi-ha-tenuto-tutta-litalia-in-ostaggio/

2http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-7993f741-6993-4c1b-837b-c840549c2663.html

3http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/bersani-a-renzi-voto-subito-non-si-vince-sulle-macerie-del-paese-_3045026-201602a.shtml

4http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2016/12/07/napolitano-voto-subito-tecnicamente-incomprensibile_dkF4P5WXJPrQ9mvTs4vFLK.html

5http://www.ilgiornale.it/news/politica/rutelli-loda-renzi-mio-allievo-1064584.html

6http://www.repubblica.it/politica/2016/12/16/news/roma_arresto_marra_reazioni_orfini_grillo_corresponsabile-154217415/?ref=HRER3-1

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65 commenti su “Governo Gentiloni: la Salò della Seconda Repubblica

  1. Uriele il said:

    Ottima analisi, come al solito, Federico !

    Peccato per noi italiani – perchè come ormai quasi tutti hanno intuito e come si evince dalla tua disamina – siamo soli.

    Gli italiani sono soli contro un establishment asserragliato dentro il parlamento ed i palazzi di potere.

    Il “vecchio” ormai morente, sta per crollare su se stesso come un castello di legno marcio ed il nuovo (rappresentato dal populismo) avanza ?

    Mmmhh ma, siamo sicuri che il populismo avanza in Italia ?

    Populismo rappresentato da chi poi ?
    Non certo dal Mov. Cinque Stelle, che (condivido la tua analisi) è sempre più stampella del potere !
    Non certo da Salvini, Meloni, entrambi con lustri di presenza in parlamento !
    Non certo, dal “Movimento dei Forconi”, troppo ambiguo e di scarsa presenza sul territorio nazionale !
    Non certo da partiti e partitini minori, di poca o nulla rilevanza !

    Allora come se ne esce dal “vecchio”, se il “nuovo”, non si vede neppure all’orizzonte ?

     
  2. Tra tutte le possibili variabili elencate, ve ne sono sicuramente due che possono avere un effetto dirompente qualora si verificassero:
    – la vittoria elettorale della Le Pen in Francia avrebbe l’effetto di uno tsunami sulla classe dirigente europea, quella italiana sarebbe tra le prime ad essere spazzata via;
    – la magistratura con le sue inchieste potrebbe ancora una volta essere l’ago della bilancia della politica italiana, in buona sostanza decidono loro chi buttare giù dalla torre e chi innalzare al rango di “politico onesto” (mi pare che il M5s dovrebbe iniziare a preoccuparsi seriamente).
    Negli altri casi credo invece che troverebbero il modo di resistere e continuare a vivacchiare (crisi bancaria compresa).

     
  3. Giuseppe Colavita il said:

    Signor Dezzani, leggendo questo articolo e molti altri che parlano di politica attuale mi accorgo di come sia marcia fino al midollo la nostra “classe dirigente” e come il “nuovo” ,ovvero m5s, sia estremamente disorganizzato e (come ho potuto apprendere in un suo magistrale articolo) colluso con determinati gruppi di potere (oddio, sicuramente non in ogni sua componente sia chiaro, però la parte che conta si). Ora, quello che io le chiedo è: Accade questo, si realizza il nostro sogno, crolla l’euro, crolla l’unione europea, chi guiderà la nazione verso la nuova via sovrana e con la lira? Insomma siamo stati educati all’auto lesionismo, al “se so magnati tutto”, in Germania non accadrebbe, bisogna emigrare, bisogna accogliere tutta l’Africa perchè noi siamo stati cattivi con noi ,l’europa e l’unione europea sono la stessa identica cosa ed è brutto andarci contro… (d’accordo ora la smetto); con tutte queste cretinate in testa, l’Italia riuscirà a mettere alla sua guida dei nuovi Augusti oppure rimetterà al potere quell’abominevole massa di carne che ci comanda ?

     
    • Rosso Piceno il said:

      Quando morì il fascismo, la nuova classe dirigente fu costituita da quella vecchia previa sostituzione della camicia nera, semplicemente cambiandone il colore. La nuova classe dirigente già c’è, forse a sua stessa insaputa (vabbé, lasciatemelo passare). E’ quella parte della società civile composta da persone di cui nemmeno conosciamo il nome, ma che è presente e già opera nella società, nel mondo della cultura e del lavoro. Vuoti di potere non ce ne sono mai stati. Non ce ne saranno nemmeno questa volta.

      La questione in ballo, semmai, è il quadro di riferimento nel cui ambito l’Italia potrà muoversi. E’ questo il punto su cui dovremmo tutti concentrarci. Nel post 1945 questo fu composto, in generale, dall’atlantismo (l’europeismo ne è stata una mera espressione) e dal keynesianesimo (fino al 1989), espressione economica sia delle grandi socialdemocrazie europee che del cattolicesimo sociale (Codice di Camaldoli). In quale ambito potremo muoverci nel mondo del post-globalismo (post liberista)? Abbiamo appena cominciato a parlarne. Vediamo dov’è che l’analisi di Dezzani ci porterà.

      Sforziamoci comunque di essere ottimisti. Quando ci hanno lasciato fare (ovvero quando le briglie non erano troppo tirate), noi Italiani abbiamo sempre fatto bene, partendo da condizioni anche molto peggiori da quella in cui l’euro e l’UE ci hanno precipitato. E nel mondo del post euro ci sono molte opportunità …

       
      • la nuova classe dirigente fu costituita da quella vecchia… cambiandone il colore. La nuova classe dirigente già c’è…
        Ed è questo che è particolarmente preoccupante. Gia’ l’ elite italiana sotto il fascismo era peggiore di quella giolittiana, e 70 anni di “okkupazione” U$A non l’ hanno certo migliorata. Anzi avendo imparato a ” zoppicare” per “selezione” in questo lasso di tempo ( vedi lo schieramento dell’ intera elite per il SI ) molto difficilmente tornerebbe a “camminare diritto” senza robusti “interventi correttivi”.

         
  4. Buongiorno Dezzani, una cosa che non capisco: posto che i 5S sono figli dei servizi angloamericani, perchè non vengono usati subito per rimpiazzare una stantia classe dirigente anchessa figlia della stessa madre?

     
    • Federico Dezzani il said:

      La carta su cui avevano scommesso era Renzi: M5s doveva fargli una finta opposizione. La rotazione tra PD e M5S sta creando qualche scossa di terremoto…

       
  5. stefano il said:

    Interessanti quelle foto dell’articolo…non sapevo di simili legami!
    Quanto al renzi, credo che sia troppo bullo e ambizioso per mettersi da parte.
    Per il momento, a suo dispetto, ha vinto la fazione dei “vecchi” e “responsabili” avversi alle nuove elezioni ma lui, il cazzaro, credo che abbia interesse a far saltare il tavolo prima possibile e l’occasione potrebbe essere quella che i “responsabili” non riescano a mettere nero su bianco una nuova legge elettorale oppure coglierà qualche altro pretesto.
    Ripeto quanto scritto in altro commento: vista l’incapacità sostanziale delle attuali opposizioni, dobbiamo sperare che l’ambizione del bullo toscano ci dia finalmente nuove elezioni…poi lì gli italiani se la giocheranno anche contro di lui per affossarlo definitivamente…anche se lui è convinto invece di ritornare alla ribalta.

     
  6. Ursula il said:

    e certo i 5 stelle vogliono le elezioni subito e ora nell’articolo appoggiano Gentiloni.
    Più passa il tempo meno diventa credibile

     
    • Federico Dezzani il said:

      Dimettetevi in blocco dal Parlamento, anziché fare i “flashmob”…. banda di pagliacci!
      Tra l’altro, se volessi infierire, direi che il tempo lavora contro di voi, non contro di me: ogni settimana… uno scandalo od un arrestato… ops!

       
      • Ursula il said:

        commento fine non c’è che dire da vero gatekeeper. Se non sei informato, lo scandalo affitti d’oro partì dalla dirigenza romana dell’m5s nel 2013, ma la magistratura ha rilevato il ruolo di Marra solo adesso. Che la Raggi sia stata incapace in questo caso certamente, ma che tu sei fazioso lo è altrettanto.
        In questo caso l’ultimo articolo di Blondet è illuminante. Spero mi pubblicherai.
        Ciao

         
      • StefanoD il said:

        Certo che il vostro partito M5S è proprio buffo! firmare un contratto con Grillo che obblighi a consultarlo è ridicolo. E poi la storia del logo che si può togliere in qualsiasi momento se il capo lo decide è una genialata degna di un franchising non di un partito. Il vostro partito si scoglierà come neve al sole alla prima malaugurata prova di governo perchè non avete la capacità per reggere.

         
      • Ursula il said:

        il mio partito? Ora parlare a favore di un movimento lo rende mio? Please distaccare l’analisi dal tifo

         
      • Santo Subito il said:

        Ursula, ma allora non hai letto nulla su quello che è stato scritto sul M5S (particolarmente in questo Blog – dove sono stati riportati fatti e comportamenti, anche MOLTO “particolari”, di alcuni elementi di spicco del M5S), soprattutto al riguardo del passato del fuCasaleggio e del GrilloMannaro.
        Non hai ancora capito che l'”uno che vale uno” è una … emerita minchiata!
        Praticamente è un “movimento” completamente eterodiretto (ed ora sempre più allo sbando – viste le spaccature interne pro-Raggi e contro-Raggi).
        Quando vi deciderete di essere obiettivi e guardare la realtà dei fatti?
        Siete ancora convinti che la Politica la fa benissimo anche la casalinga di Voghera, ma non è così!
        La Buona Politica, o ce l’hai nel sangue, o vai a scuola per apprenderla, il resto fa solo grandi danni!

         
      • infatti piu’ diventa ipoteticamente possibile ‘ il suo accesso al potere e piu’ l’ M5S dovra’ subire il “trattamento lega”

         
      • potrei essere d’accordo sulle dimissioni quando gentiloni richiederà il MES ma ora no….

         
  7. roberto il said:

    Si arriverà a fine legislatura per i motivi elencati nell’articolo – salvo implosione dell’Ue a causa di un eventuale tonfo di Merkel. Del resto, i parlamentari sono tenacemente impegnati ad arrivare a settembre 2017 per maturare il vitalizio. E più di tutti lo sono i morti di fame del M5s, a partire dai “duri e puri”, tipo Paola Taverna, Di Battista, Di Maio, ecc., che si attaccheranno alle poltrone unguibus et rostris.
    Quanto a Renzi, un futuro ce l’ha: farà l’allevatore di gufi.

    Gli italiani come al solito dovranno arrangiarsi.

     
  8. Ursula il said:

    Riproponendolo sperando che lo pubblichi, può sbraitare quanto vuole da bravo gatekeeper, ma sull’incompetenza della Raggi nelle nomine non discuto, Marra non è il 5 stelle e l’indagine affitti d’oro partì proprio grazie agli esponenti 5 stelle nel 2013, che poi l’affaire marra sia stato fatto uscire proprio oggi anche questo ha del sospetto. Che ci sia un problema di nomine è chiaro, ma la sua faziosità alimentata dalle mezze verità che afferma fa più male che bene.
    Meglio leggere l’ultimo articolo di Blondet sul tema Marra-Raggi, sicuramente ha un’obiettività che lei non ha.
    Può anche non pubblicarmi tanto il messaggio è rivolto a lei personalmente. Lei è un gatekeeper spero involontario.

     
    • Veda Ursula, non è che accusando Dezzani lei possa rimediare all’inettitudine e alla doppiezza dei 5 stelle: fin ora la loro opposizione è stata solo una recita da avanspettacolo (Grillo docet), non una sola azione che abbia determinato un cambiamento importante, un provvedimento che abbia influito sull’azione del Governo italiano. Nulla!
      Eppure il M5s ha preso il 25% dei voti alle ultime elezioni, per fare cosa? Nulla! Quando vi è stata l’occasione di poter battere i pugni sul tavolo si sono vergognosamente tirati indietro lasciando gli italiani che li avevano votati con un palmo di naso. Faccio solo due esempi e poi taccio perché la lista potrebbe essere lunghissima: quando Bersani cercò l’accordo era l’occasione buona per imprimere un cambiamento significativo alla classe dirigente italiana, i 5s avrebbero potuto pretendere moltissimo ma … nulla ancora una volta.
      Alla fine del referendum pochi giorni fa avrebbero potuto pretendere le elezioni immediate trovando un accorodo con la Lega e Fratelli d’Italia, magari dimettendosi in massa dal Parlamento o facendo una manifestazione sotto il Quirinale in stile Maidan Ucraina. ma …… ancora una volta nulla!
      Allora non si lamentino, ora, dei togati che li finiranno pian piano, un’inchiesta dopo l’altra senza dare loro scampo perché o non hanno capito nulla o sono in mala fede!

       
      • Uriele il said:

        A parte “l’accordo con Bersani”, condivido tutto il resto del commento. Il fatto che il M5S sia una “stampella del potere” ed al contempo una “valvola di sfogo” della rabbia popolare è talmente evidente, soprattutto dopo una intera legislatura, che se uno non lo vede o è un emerito imbecille oppure è in malafede. Non ci sono altre spiegazioni.

        Non andare al voto, interessa solo l’establishment ed in particolare i parlamentari smaniosi di arrivare a settembre a vitalizio. Il m5s, dopo la caciara iniziale è prontamente rientrato nei ranghi, passando dagli strali post-Gentiloni ai post sul Blog di Grillo, su Aleppo e sull’energia alternativa.

        Ormai la speranza degli italiani si riversa sulla vittoria di Le Pen in Francia e sulla eventuale nascita di un partito nazional-popolare nuovo in Italia.

         
  9. Massi Prad il said:

    Da Tel Aviv a Londra, da Francoforte a Washington, le informazioni sono all’unanimità: nuova coalizione al governo nei Paesi Bassi a fine marzo 2017; voti concentrati su François Fillon il 07 maggio 2017.
    Prima del 08 maggio 2017 (che in Francia e Belgio è ancora festivo) non cambierà molto.
    Gli italiani, poi, voteranno per ultimi: dopo i tedeschi (ottobre 2017). Per evidenti ragioni non sarà né la Germania né l’Italia a far saltare l’Unione Europea.

     
  10. Willy Muenzenberg il said:

    A Zurigo la questione è una. Lasciare o no che il loro controllato a S. Marta metta lui gli oltre 30 mld di ‘euro’ necessari a dare qualche altro mese alle due banche italiane fallite. Non li darà. Dunque, saranno prelevati gli ‘euro’ di tutti quelli che detengono i mamrè, che per confondervi abbiamo fatto chiamare ‘obbligazioni’; e poi quelli di tutti gli altri. In Germania sono pronte le tipografie e i nuovi tagli dei ‘marchi’. In Romagna, di cui sempre Benito mi parlava, si susseguono gli incontri: fondare subito il nuovo partito romano, o aspettare ancora? Il genio autore di questo e altri studi ha già usato il pensiero del mio mai amico Weber per spiegare la nascita del leader carismatico, creato dalle società in condizioni di collasso sociale ed economico: come accade per le Russie venti anni orsono e per le Americhe quest’anno.

     
    • Davide Maglio il said:

      Willy, chi c’è in Romagna???
      Sono pure andato a cercare (indarno) il significato di mamrè…

       
      • Rosso Piceno il said:

        In effetti, Signor Davide, il nostro Willy stavolta è stato particolarmente criptico (o noi due un po’ inadeguati). Per Santa Marta il pensiero va a Santa Marta dentro al Vaticano e quindi per “loro controllato” il pensiero va al Papa. Dovrebbe essere il Vaticano a metterci i 30 miliardi? Boh, me sa che nun c’ho capito gnente.
        Per Mamré basta andare su wikipedia, che ci porta direttamente ai miti del mondo ebraico, e quindi il riferimento potrebbe essere alla finanza ebraica. Ma che c’entra con il discorso che ci sta facendo?
        Per il resto avrei capito (?) che per riunioni in Romagna (il riferimento è a Mussolini, romagnolo, e al PNF) Willy si riferisca alle riunioni in corso per formare un nuovo Partito, ovvero il Partito della Nazione (il PNF del nostro secolo), a supporto dell’avvento dell'”uomo forte”.
        Signor Willy, si ritenga libero di chiarire, dovesse averne voglia. Altrimenti, grazie lo stesso, è sempre un piacere leggerla.

         
      • Davide Maglio il said:

        Ragazzi, i commenti di Willy stimolano sempre le sinapsi ma a volte nun je a fo’…
        questa è una di quelle volte 😉 grazie comunque per essere accorsi in mio soccorso

         
      • Andrea il said:

        Mi consentano Parvus e Willy di spiegare il vero significato di Mamre. Tre angeli visitarono Abramo quando era accampato presso i grossi alberi di Mamre, come narrato nella Genesi, capitolo 18. E questo e’ tutto. La dottrina della Trinita’, adottata dalla Cristianita’ nel IV secolo ben dopo il concilio di Nicea, non appartiene certo alla tradizione giudaico-ebraica, che concepisce Dio come una unita’ non come una Trinita’. Io non so se Willy abbia usato questo termine in relazione alle triangolazioni finanziarie giudaico finanziarie, ma se lo ha fatto, ha commesso un anacronismo storico-religioso. La tradizione giudaica non vede nessuna Trinita’ nell’episodio di Abramo a Mamre.

         
    • luigiza il said:

      @Willy Muenzenberg il 17 dicembre 2016 a 4:02 pm s
      In Germania sono pronte le tipografie e i nuovi tagli dei ‘marchi’.

      Avevo letto già anni fa che in Germania i vecchi marchi non sono mai andati al macero.
      Se preparano nuovi tagli dei marchi é perchè sono convinti che il ritorno alla vecchia valuta porterà ad una pesante ri-valutazione della medesima ed hanno necessità di tagli piccoli.

       
  11. the Roman il said:

    Quello che piu’ mi piace delle analisi di Dezzani, e’ il suo modo di valutare gli eventi in un ottica libera dal pregiudizio. A molti , compreso il sottoscritto, risulta difficile liberarsi dalle considerazioni, ormai cristallizzate in convinzioni, sulla totale inadeguatezza antropologica della nostra classe dirigente e di gran parte del popolo italiano. Solleva in parte dall’ angustia, osservare che questa umana degradazione e’ generalizzata in tutto l’ occidente , giacche’ le teorie universalistiche alla base di questa involuzione, sono i pilastri della ” open society” globalista. Federico Dezzani attribuisce alle correnti populiste valore di forza rigeneratrice, identificando questo risveglio collettivo come il volano di un irrefrenabile cambiamento. E’ chiaro che ci sara’ un cambiamento, l’ attuale sistema volge all’ entropia e nuove energie saranno coinvolte in nuove dinamiche. Molto resta da vedere sui rapporti di forza che si stabiliranno tra i poteri e l’ indirizzo storico di quella riconfigurazione che si va delineando. La blindatura della narrativa storica, e l’ elevazione del gruppo etnico piu’ potente del pianeta allo status di non criticabilita’ a norma di legge, non lascia presagire nulla di buono. Personalmente sono convinto che una autentica rinascita’ nazionale, non puo’ prescindere dall’ accertamento della verita’ storica, dallo smascheramento di certi miti, e di conseguenza il rigetto dell’ autocastrazione impostaci dai nostri ” liberatori”. Questa mia convinzione non implica il ritorno di vecchie politiche anacronistiche e velleitarie. Nessuna nostalgia di imperi perduti , ma un ideale di nazione cristiana e sociale, nella quale i nostri figli e nipoti possano vivere liberi. Oltre non vado. Sono un populista e ne vado fiero.

     
    • perfettamente daccordo sulle conclusioni , ma a questo due cose sono ” leninisticamente” necessarie
      1) un forte lavoro culturale ( che per ora vedo confinato solo su pochi siti web )
      2)La forza MILITARE per poterlo difendere.
      Quindi purtroppo non se ne uscira’ “democraticamente” perche’ troppi interessi (e i loro epigoni ) dovranno essere “liquidati”.

       
      • Condivido la riflessione accorata di Roman, se venisse alla luce una forza politica con le caratteristiche di una sana difesa delle prerogative nazionali, il ripristino di uno stato sociale con una vera protezione delle fasce più deboli, una sovranità piena sia in materia economica che di politica estera, quindi anche militare, che rivedesse l’intero apparato burocratico dello Stato eliminando gran parte della corruzione che lo erode, che, infine, vedesse tutti i poteri dello Stato lavorare nella SOLA direzione degli interessi dei cittadini …. sarebbe proprio un bel giorno per l’Italia…. ma forse è solo utopia!

         
  12. Antonello S. il said:

    Personalmente non sarei così pessimista e tantomeno eviterei di utilizzare la solita accusa che l’establishement usa con chi coraggiosamente cerca di avanzare le proposte che noi auspichiamo.
    Mi riferisco per esempio a quando Renzi ha rinfacciato alla Meloni di aver governato con Berlusconi (Ministro per la giuventù!) o quando viene rinfacciato a Salvini le vecchie alleanze della Lega, sempre con l’inutile Berlusconi.
    L’importante per il momento è indebolire ed incrinare il PUDE (partito unico dell’euro), ricordandoci che per un buon Governo non occorre necessariamente un ducetto che accentri tutto a se, ma è sufficiente anche un primo ministro onesto che si circondi di tecnici preparati e soprattutto con la medesima volontà di aiutare veramente questo Paese ad uscire dalle secche.
    Lo stesso Salvini ha nominato come responsabile economico un certo Claudio Borghi che nelle sue rare (perchè ormai lo temono come la peste) apparizioni nelle trasmissioni televisive ha pesantemente demolito chiunque.
    Questo per dire che ci sono personaggi diversi da quelli che tristemente conosciamo, in grado di apportare un contributo nella direzione che tutti auspichiamo.

     
  13. Gli Italici, come al solito, dovranno sbrogliarsela cercando di salvare capra e cavoli (arte di cui sono indubbiamente maestri). Vedrete che qualsiasi cosa succeda riusciranno a mediare pur di non perdere quel poco che hanno. Le teste geniali non mancano, anche se le comparse a cui siamo abituati, per ora, occupano insistentemente la scena.

     
  14. stefano il said:

    E’ evidente che l’attacco al 5s a palermo come a roma ha lo scopo di colpire l’unica forza che potrebbe rappresentare un qualche pericolo per i padroni del vapore.
    Succede ai 5s un po’ quello che succede ai tagliagole dell’Isi in Medioriente: americani e complici vari li hanno creati e foraggiati ma qualche volta devono purtroppo anche bombardarli per evitare che prendano iniziative non gradite o perché devono fingere di essere loro nemici.
    Così hanno creato il m5s per fargli svolgere il suo ruolo di calamita e di gestore della rabbia della popolazione tutta interna ai covi del potere ma qualche volta devono dargli qualche strigliata per evitare che prendano iniziative non gradite…e in questo caso è evidente che non era gradita la voglia dei 5s di andare subito ad elezioni.
    Data la massa dei loro votanti i 5s , dopo lo sconcio della creazione del nuovo governo, potrebbero creare dei problemi e , quindi, bisogna “bombardarli” prima che siano tentati di farlo.
    Forse la stessa preoccupazione ha spinto i centri di potere a mettere in qualche difficoltà anche il bullo renzi colpendone un suo uomo (Sala) a Milano…come per suggerire anche a lui di darsi una calmata con le sue ansie di andare a nuove elezioni.
    Quanto a berlusconi, l’attacco è partito dalla francia con la scalata al suo fiore all’occhiello di mediaset.
    Se questo è vero allora forse dezzani sbaglia un pò dicendo nell’articolo: “1 a 1 , palla al centro”…direi piuttosto : “3 a 0 , palla al centro”.

     
  15. Trader Marco il said:

    Domanda OT a Federico Dezzani ed agli altri del Blog:

    ” Il mercato immobiliare italiano è sofferente da anni. I prezzi degli immobili sono calati e continuano a calare.

    Secondo te Federico e secondo voi, qualora ci dovesse essere a breve l’implosione dell’eurozona (cosa assai probabile) ed il ritorno ad una moneta sovrana, il valore degli immobili sarebbe destinato ad aumentare vertiginosamente, oppure il contrario ?

    Quali sarebbero gli effetti di un ritorno alla moneta sovrana, in Italia, sui beni immobili ?

     
    • salirebbero di valore essendo assets reali. L’ attuale depressione e’ indotta dalle politiche fiscali che sono finalizzate a “servire il debito” con le banche straniere.
      In pratica funziona come un leasing negativo dove lo stato preleva una rendita non sua a spese del capitale degli italiani.

       
    • Credo che un ritorno alla lira, creerebbe una forte crisi di liquidità. I soldi non basterebbero per mangiare, figurati per comprare gli immobili.
      Insomma, per due o tre anni, i prezzi degli immobili scenderebbero.
      Poi, superata la frase critica della mancanza di moneta, il crescere della spirale inflattiva, andrebbe ad aumentare anno su anno, il valore degli immobili. Diciamo che in tre anni riprenderebbero il valore che avevano sei anni prima.
      Dopodichè, si continuarebbe con la solita politica economica adatta alla economia italiana . inflazione e svalutazione rispetto alle monete forti.
      La domanda di fondo è: vi fidate della vostra moneta? Dopo tanti sconquassi, ovviamente no. E gli italiani tornerebbero a comprare immobili, se non avessero altre alternative.
      Esiste tuttavia un problema. Gli italiani avranno, causa demografia calante, in media due immobili a testa. Occorrerà una grande politica di distruzione e ricostruzione per dare un significato ad un mercato. Se una auto si rottama in vent’anni, per un immobile ce ne vogliono cento. Quindi il mercato di sostituzione è molto più “lento”..

       
      • Credo che un ritorno alla lira, creerebbe una forte crisi di liquidità. I soldi non basterebbero per mangiare, figurati per comprare gli immobili.

        infatti a noi mancano tutte le materie prime comprese le pregiatissime “miniere di lire”..😎
        Tornando al serio quello che mancherebbe sarebbe la “valuta straniera” con cui comprare beni e sevizi esteri . e capisco che la nostra borghesia compradora sarebbe un dramma… ma per la massa degli attuali sottooccupati& disoccupati no.

        Il vero problema sarebbe quindi quello di un ritorno alla lira TROPPO TARDI quando il nostro apparato industriale fosse definitivamente defunto.
        Eppure non ci sono santi , questo paese puo’ sopravvivere solo attraverso una operazione che asporti l’ €urocancro che ci uccide.

         
      • Non credo affatto che mancherebbe la moneta pesante, Euro o Dollaro per acquisto di materie prime.
        Queste sono fesserie che ci hanno raccontato per farci prendere l’Euro come insostituibile e necessario.
        Fino a prova contraria, visto che la moneta sarebbe sotto controllo dello stato, saranno i turisti a portare Dollari e Marchi-Euro come sempre è accaduto nei paesi che hanno il turismo.
        L’unico bene che non è sostituibile nè globalizzabile è il sole, il mare, le bellezze artistiche. perciò non mi fascerei la testa per trovare gli euro e i Dollari. Il turismo è il 15% del PIL e dovrà diventare il 20%. Con la svalutazione della lira, è possibile. Non so che ne pensa Dezzani, che è più colto di me.

         
    • Per rispondere a questa domanda occorrerebbe tenere conto della variabile costituita dall’imposizione fiscale. Un bene può avere un valore arbitrariamente elevato, ma quel valore diviene comunque un disvalore se tassato quanto basta per demolire le disponibilità dei proprietari. Per la mucca la mungitrice (macchinario che non costa proprio due lire) è un valore o un disvalore?

       
    • Per rispondere a questa domanda occorrerebbe tenere conto della variabile costituita dall’imposizione fiscale. Un bene può avere un valore arbitrariamente elevato, ma quel valore diviene comunque un disvalore se tassato quanto basta per demolire le disponibilità dei proprietari. Per la mucca la mungitrice (macchinario che non costa proprio due lire), quand’anche di proprietà dell’animale, è un valore o un disvalore?

       
  16. Ottimo articolo che, come sempre, fornisce un quadro sintetico della situazione. Segnalo la raccolta di firme on line contro la ministra Fedeli, messa alla pubblica istruzione senza una laurea e senza, forse, un diploma quinquennale. Invito ad andare su citien.go, basta cliccare su google “Fedeli, petizione, dimissioni”. Già raccolte, in due giorni, 64 mila firme. Arriviamo a 100 mila! E’ vero che non otterremo le dimissioni, ma almeno difendiamo un po’ la dignità: in un altro paese un ministro è stato costretto alle dimissioni per il solo fatto di aver copiato la tesi di laurea, trenta anni prima.

     
  17. stiv de biasio il said:

    guarda dezzani che il dopo sarà molto peggio del presente,almeno adesso cè qualcuno che governi…dopo,tra proporzionale e regole da paralisi istituzionale(vedi bicam.paritario) avremo solo una perenne rissa tra i partiti residui,buoni solo ad odiarsi…perchè,visto che hai il dono del prevedere l evolversi dei fatti,non dedichi un articolo a come sara l italia dopo?a me viene un misto tra paura e vomito,altro che compiacimento perchè renzi e c.affondano….

     
  18. StefanoD il said:

    Da questa crisi si uscirà quando in Italia si restaureranno i partiti. L’M5S è un fenomeno passeggero destinato a sgonfiarsi. Rimarranno due soli partiti. Le vecchie categorie di destra e di sinistra sono oramai antiquate. I due partiti rifletteranno le due principali correnti politiche: mondialisti vs nazionalisti. I mondialisti sono per una economia basata su bassi tassi di interesse–>debito–>deflazione, sulla delocalizzazione–>perdita del potere contrattuale dei sindacati-> riduzione dei diritti del lavoratore–>disoccupazione, accentramento delle politiche monetarie–>privatizzazioni–>perdità progressiva della sovranità, frantumazione della società–>indebolimento della famiglia tradizionale–> teoria gender, smantellamento delle tradizione religiosa e immigrazione di massa. Dall’altra parte abbiamo i nazionalisti che sono per una economia basata sul credito–>alti tassi di interesse–>inflazione, mantenimento delle aziende sul territorio nazionale–>dazi commerciali–>mantenimento dei diritti del lavoratore, recupero pieno della sovranità anche monetaria, nazionalizzazione delle aziende strategiche, limitazione dell’immigrazione, ordine sociale garantito dal recupero dei valori tradizionali a cominciare da quelli religiosi. Obama Merkel Clinton Hollande Renzi fanno parte del primo partito. E abbiamo visto che fine hanno fatto. Trump e Putin del secondo. Ora, in Italia abbiamo un partito mondialista per eccellenza (il PD). Manca un partito Nazionalista. I partiti di centro destra balbettano, non parlano ancora in maniera chiara. Non parlano di nazionalizzazione delle imprese strategiche (ad esempio Telecom), anzi spingono ancora per le fallimentari politiche di privatizzazione. Non parlano di infrastrutture strategiche: treni veloci (soprattutto a SUD), fibra ottica, ponte sullo Stretto ecc.. Non si sa come la pensano sull’Euro. Dicono: il referendum non si può fare, dobbiamo decidere con gli altri Paesi ecc… Stronzate! Il referendum si puo’ fare e anche se non ha un valore giuridico ha un enorme valore politico! la gran Bretagna col Brexit ha deciso senza consultare prima Bruxelles. Un partito con un programma del genere vincerebbe a mani basse le prossime elezioni. Sono convinto che la ristrutturazione dei partiti passi attraverso la restaurazione di una legge elettorale di tipo proporzionale come era prima quando c’erano DC e PCI. Il maggioritario ha promosso una eccessivo protagonismo dei leader ed ha prodotto di fatto un processo di frantumazione politica per cui i leader di partiti rappresentano solo se stessi.

     
    • barabba il said:

      Attenta e sintetica resa in parole di pensieri che condivido.
      Studierò il suo intervento e quello di the Roman più in alto.

       
  19. Lorenzo Argentino il said:

    In tutta questa babilonia non c’è una parola su Salvini. Strano molto strano.

     
  20. stefano il said:

    I governi passano ma il Papa resta e sparla: ” accogliere i migranti è come accogliere Dio stesso” ! Poco fa li aveva paragonati a Gesù bambino ora rincara la dose paragonandoli addirittura a Dio! Ho qualche dubbio che Dio approvi, ma sicuramente approvano le mafie, il “filantropo” Soros assieme alla cricca della Ue e approvano sicuramente anche i renzi e i gentiloni, cioè il Pd.
    Le mafie ci guadagnano nuovi affari, manovalanza e prostitute, il Pd ingrassa le sue cooperative e si rende ben accetto ai suoi padroni di qua e di là dell’ atlantico, i filantropi alla soros ci guadagnano più di tutti in termini di manovalanza a basso costo e distruzione di identità nazionali, ma guadagnano anche la “riconoscenza” di futuri poliziotti e soldati neri da scagliare contro infide popolazioni europee e contro i barbari russi.
    Siamo in balia di forze praticamente invincibili (anche grazie alla stupidità di bigotti e pensionati paurosi) e possiamo solo assistere sostanzialmente impotenti ai balletti di renzi, alle sue pseudo autocritiche che gli servono per meglio ingannare la gente, alle preghiere dei papi che servono solo ad addormentare le coscienze, alle direttive di Obama o della Ue che servono solo ad aggravare l’agonia.
    Grillo fa il battibecco con renzi, renzi fa il battibecco con grillo, salvini è solo un bravo ragazzo peraltro ancora un pò troppo marchiato da vecchie e nuove alleanze con l’infido berlusconi, berlusconi pensa all’unica cosa che gli interessa veramente (mediaset e i suoi processi), i Fd’I sembrano più bellicosi ma sono 4 gatti e, quindi, possono strillare quanto gli pare tanto nessuno se li fila.
    Forse – sperando che il bullo la spunti- andremo a nuove elezioni in primavera /estate, gli italiani sommergeranno nella merda renzi e il Pd ma probabilmente il pd risorgerà dalla merda perché le elite, a meno di commissariare direttamente l’italia, non hanno alternative credibili.
    Non so se davvero “Gentiloni sta alla Seconda Repubblica come Salò sta al fascismo” … ma so che il fascismo (che pure aborrisco) ebbe una sua dignità e Salò finì con piazz.le Loreto, invece alle mezze cartucce come gentiloni temo che potrà seguire solo altrettanta mediocrità.
    Tuttavia vale la pena di continuare a battersi e a lottare perché la storia a volte è ricca di sorprese.

     
  21. Alberto il said:

    Analisi condivisibile, come al solito, nel suo insieme, anche se questa volta ritengo che la metafora utilizzata per rappresentare la situazione non sia stata delle più felici.
    Il quadro rappresentato è abbastanza realistico, ma merita alcune riflessioni. Credo sia ancora oggi difficile comprendere appieno la parabola di Renzi che, godendo di un appoggio totale anche di tutti i media come forse mai nessun premier nella nostra storia, pare abbia voluto “suicidarsi” motu proprio con il referendum, che personalmente contino a ritenere sia stata una cosa del tutto inutile visto come è strutturato il nostro sistema politico e la sua totale subordinazione al sistema delle elites finanzairie. Solo uno stolto non sarebbe stato in grado di prevederne l’esito (e qui un plauso a Dezzani che ha azzeccato quasi al decimale le percentuali), in altre parole pur ritenendo possibile che le elites atlantiche avessero deciso di scaricarlo non capisco le azioni dell’ex premier e di conseguenza lo scopo del Governo Gentiloni, una farsa che solo in un Paese come il nostro è possibile. Si potrebbe quasi affermare che il Governo Gentiloni con i vari Lotti, Boschi ed i millantatori di lauree, sia fatto apposta per far incazzare gli elettori e dare un assist al M5S, ed in parte si spiegherebbero le lotte attraverso la magistratura tra coloro che ormai sono consapevoli dell’ascesa del M5S e coloro che non vogliono perdere il posto ed il potere datogli dai loro sponsors finanziari.
    Sul M5S, come ho già avuto modo di scrivere in questo blog, tutto è possibile! Non ne sono certo come Dezzani ma continuo ad aver paura che il M5S sia una versione attuale di quello che la Lega Nord fu agli inizi degli anni ’90 e trovo molte similitudini nelle motivazioni e nello spirito della base, ancorchè con le dovute differenze, e tutti sappiamo la triste parabola della Lega Nord. Ovviamente non dimentico Tsipras in Grecia. L’ipotesi che il M5S sia una creazione al fine di convogliare il malcontento popolare è quindi plausibile anche se ritengo che non sia e sarà così semplice per coloro che dovrebbero “indirizzare“ il M5S verso gli obiettivi decisi dalle elites controllare ed indirizzare sia la base ma soprattutto parte degli eletti sia in parlamento che nelle regioni che nei comuni che in molti casi sono persone perbene e combattive. Poi purtroppo bisogna considerare il fattore umano – come ampiamente dimostrato da Forza Italia, Lega e PD-ovvero che se si offre l’opportunità a chi è nessuno di diventare qualcuno poi questo pur di mantenere prestigio e prebende è capace di tutto come affermare in Parlamento che una prostituta sedicenne fuggita da un casa protetta sia la nipote di un capo di Stato straniero!!!
    Cosa trovo invece poco pertinente è il paragone tra il Governo Gentiloni e la Repubblica di Salò, da un punto di vista storico si intende.
    Nei 20 anni precedenti Salò in un regime inconfutabilmente totalitario e pur considerando (a puro titolo di esempio) l’affare Sinclair/Matteotti, i rapporti Mussolini/Churchill, i Quadrumviri e Beneduce esponenti della Massoneria, gli errori strategici del regime, la corruzione che permeava certi ambienti etc., vi fu una indubbia crescita e tutela sociale e del lavoro. Cito la Legge a Tutela lavoro Donne e Fanciulli, la Legge Assicurazione Invalidità e Vecchiaia, la Riforma Gentile, la Legge sulla Riduzione dell’orario di lavoro ad 8 ore giornaliere, la realizzazione dei grandi acquedotti etc. etc. L’adesione alla Repubblica di Salò fu per alcuni sicuramente una scelta obbligata in quanto troppo compromessi col regime, mentre per altri fu sicuramente l’ultimo tentativo rivoluzionario di realizzare quelle istanze socialisteggianti che in qualche modo erano state se non “tradite” quantomeno sopite durante il ventennio, non si spiegherebbe altrimenti la presenza di persone quali ( ad esempio) Bombacci (fondatore del PCI a Livorno) fucilato a fianco di Mussolini a Dongo oltre che ad altri “rivoluzionari”. Infine la RSI promulgò nel 1944 quella che a mio avviso era una legge straordinaria (visionaria?) quale quella sulla Socializzazione delle Imprese.
    Nei 20 anni precedenti Gentiloni cosa abbiamo avuto? La perdita della sovranità monetaria, le privatizzazioni degli assets statali ceduti a privati a prezzi irrisori, le delocalizzazioni, la devastazione della scuola italiana dalla Gelmini in poi, la devastazione del mondo del lavoro a partire dalla legge sul lavoro interinale del 1996 Prodi/Treu, la diminuzione dell’assistenza sanitaria, la legge Fornero, la privatizzazione de facto dei servizi pubblici più redditizi, il totale azzeramento del ruolo geopolitico nel nostro Paese nell’area Mediterranea e del Medio Oriente,il fallimento del sistema bancario etc. etc. Nel Governo Gentiloni vi sono forse emuli dei Bombacci o degli altri rivoluzionari della RSI?
    In conclusione credo che proprio un episodio che ormai ci pare marginale, come quello del ministro della pubblica istruzione e la umiliante ed indegna vicenda della sua laurea millantata, dia la misura di quanto sopraesposto.

     
  22. Uriele il said:

    Con tutto il rispetto Alberto, però hai scritto un pippone inutile, pieno di spunti e ricordi storici interessanti ma avulso dal contesto. La mia personale opinione è che Federico abbia voluto assimilare il Governo Gentiloni ad una Salò della seconda repubblica, intedendo, semplicemente, questo governo come un “ultimo strenuo arroccamento, prima della debacle finale”. Esattamente come avvenne per la Repubblica di Salò con il Fascismo. Nessuno credo, nè tantomeno Federico (credo) si è sognato di mettere sullo stesso piano i due contesti storici e men che meno, i protagonisti.

    I protagonisti della seconda repubblica, per la loro mediocrità, la loro bassezza morale, la loro totale mancanza di spirito di servizio all’Italia ed agli italiani, la mancanza di spina dirsale ed i risultati raggiunti, potrebbero essere paragonati, al limite a Menem, Cavallo, De La Rua, dell’Argentina di fine novecento.

    Nulla di più !

     
    • Alberto il said:

      Uriele, il pippone lo hai fatto tu!
      Io ho espresso il mio parere su quanto scritto da Dezzani.
      Frequento questo blog da un pò ed ho avuto modo di intervenire alcune volte ma non ho mai avuto la presunzione di interpretare per gli altri cosa volesse dire Dezzani (e non credo che nessuno ne senta la necessità), ognuno di noi interpreta le parole e gli scritti secondo la sua sensibilità ma, soprattutto, senza il bisogno di un “tutor”!!
      Nulla di più

       
  23. Uriele il said:

    A proposito del governo Gentiloni and company, avete notato come sulla vicenda Mediaset/Vivendi, ci sia stata una levata di scudi generale ? Nessuno si sarebbe aspettato una tale strenua e trasversale difesa del “nemico” Silvio eh ? Da Calenda a Grillo, tutti paladini difensori degli “interessi nazionali”. Sul Blog di Grillo c’è addirittura un post dedicato a Bollorè, intitolato, “Il distruttore di dinastie”.

    In realtà sapete cosa difendono ? Difendono lo “status quo”.

    Le reti Mediaset (con la Rai), infatti, sono la principale artiglieria nazionale, al servizio palese ed evidentissimo, di quella elite massonico-atlantico-europea di cui tanto si è parlato in questo blog.
    Basta fare un po’ di attenzione al palinsensto per evincerne le finalità.

    Ecco perchè la levata di scudi e lo stracciamento di vesti.

    A loro di Berlusconi, non gliene frega una mazza.

     
  24. Ursula il said:

    Intanto l’m5s è l’unica forza politica che parla apertamente (in prima pagina sul blog) della finzione mediatica su Aleppo.
    Questo francamente sconferma tutti i veri gattopardi che sono altri, ha ragione Dezzani non nomina mai Salvini sel ecc. spero lo faccia al più presto. Chi vuol capire capisca.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Non giriamoci intorno: qui si vuole conoscere le mie simpatie politiche.
      Ebbene, io sono un alfaniano doc! Il mio maestro spirituale, il mio faro, la mia guida, è Angelino Alfano! Prima ministro della Giustizia, poi degli Interni ed infine degli Esteri: il tutto, senza mai aver raccolto il 2% di voti ad un’elezione.
      W Angelino, nessuno come lui!

       
      • Santo Subito il said:

        Gent.mo Dott. DEZZANI, su Angelino Alfano è proprio il caso di dire …. CAZZU CAZZU IU IU !!
        e
        CHIU’ PILU PE’ TUTTI !!

        L’ottimo ANTONIO ALBANESE insegna … o mi sbaglio?

         
    • il problema della politica italiana e’ l’ €uro e la sudditanza agli U$A , artefici di tutte le “aleppo” del mondo, e di cui l’€uro e’ uno strumento imperiale.
      Quindi non ce ne facciamo nulla di politici che parlano di tutto fuorchè ALMENO dell’ €uro (perche’ , per adesso , a parlare direttamente degli U$A si fa una brutta fine )

       
  25. Francesca Ancona il said:

    Ambasciatore russo ucciso ad Ankara. Brutta cosa. Che avevamo detto? che tutto poteva succedere prima che prendesse posto Trump. Ovviamente, secondo me, dietro ci sono i soliti noti

    Che ne pensi Federico?

     
  26. Sandrone il said:

    Salvini è filoisraeliano come pochi, è anti Assad come il PD ma vorrebbe giustamente togliere l’embargo a Siria e Russia. Un controsenso vivente.

     
    • Ne la lega ne salvini sono “anti Assad come il PD” . a lega e salvini sono filorussi , quindi caro sandrone attento alla rima con c……..

       
      • Sandrone il said:

        E’ pieno di dichiarazioni di Salvini a conferma di quello che ho scritto, però effettivamente è vero, non proprio “anti Assad come il PD”, giusto un pochino meno.
        Per il filoisraeliano non ci sono dubbi (che poi è collegato all’anti Assad).
        La rima con il tuo acronimo non è facile, ma volentieri e con dovere di rendo il c…….!

         
  27. Mentre in USA i neocons liberal con apporti di CIA tentano di golpizzare il neo eletto

    e “Israele” è preoccupata che il neo eletto tagli loro gli “aiui” ( ma chiamiamolo pizzo ) perché ha l’ atteggiamento di Dow quando mise in relazione risorse, produttività e trasporti con la ricchezza economica ( quindi tralasciando la pura speculazione… del resto Trump è un costruttore edile )

    vediamo che MPS va verso una sicura nazionalizzazione che mette la parola fine sugli abusi del neoliberismo

    vediamo che Haftar ieri era in Algeria

    e che Seehofer della CSU è sempre più critico verso la ” Cancelliera” ((( Cancelliera )))

    è solo questione di tempo, perché anche qui tutto l’ entourage ‘renziano’ ( Gutgeld, Mc Kinsey Institute, Carrai ), torni a casa propria con le pive nel sacco. A Gerusalemme.

     
  28. Alla fine della fiera: come ne usciamo da questo casino?
    Via politica?
    Rivoluzione?
    Alieni?
    Riuscite a vedere una possibilità?
    Insomma: come/cosa si fa????

    Wile.

     
  29. non si è considerata l’opzione colpo di stato militare, oppure mi è sfuggito qualche post; a noi italiani manca solo quella esperienza.
    Le forze armate di oggi non sono quelle della prima repubblica.
    Professionisti con tanto di esperienza di guerra…