“L’Europa a due velocità” passa per il sacco di Roma

L’eurocrisi sta entrato nell’ultima fase e, guardando indietro, si può finalmente afferrare il grande disegno nel suo complesso: tutte le tappe salienti dell’Unione Europea, dal Trattato di Maastricht all’imposizione dell’austerità, passando per la demolizione della Prima Repubblica ed il sostegno alle forze secessionistiche, sono riconducibili ad un solo, coerente, obiettivo. La fondazione degli Stati Uniti d’Europa, allargati all’intero continente, è stata scartata da anni, sempre che sia stata mai presa seriamente in considerazione. Dal 2011 in avanti, si persegue la nascita di un nocciolo federale circoscritto a Germania, Francia e realtà minori. Il destino dell’Europa meridionale è il default e lo smembramento, così da annettere alcuni territori agli USE: l’uscita dall’Unione Europea è l’unica salvezza per Italia e Spagna.

Tutto è finalmente chiaro: Macron, Monti e Bossi giocano nella stessa squadra

Comprendere lo sviluppo dell’eurocrisi è come osservare la costruzione di un grattacielo di cui non si conosce il progetto: ogni volta si crede di aver afferrato il disegno nel suo insieme, per poi scoprire che c’è un altro piano, poi un altro ancora , ed un altro ancora. L’edificio continua a crescere e, solo quando la costruzione ha raggiunto l’altezza delle gru, si può finalmente esclamare: è chiaro! È finalmente chiaro ciò che gli architetti (ma meglio sarebbe dire “il Grande Architetto dell’Universo”) avevano in mente!

L’ottobre del 2017 corrisponde, per chi scrive, con questa presa di coscienza. Dopo anni di austerità che hanno esacerbato le tensioni nell’europeriferia e deteriorato le finanze pubbliche, dopo le palesi forzature per insediare l’ex- Rothschild Emmanuel Macron all’Eliseo, dopo i proclami per “un’Europa a due velocità”, dopo il palese sostegno di Bruxelles alle spinte secessionistiche in Spagna ed Italia, è finalmente tutto chiaro. Un disegno logico, pulito e coerente. E, bisogna aggiungere, diabolico, perché prevede l’annichilimento dei più deboli: i Paesi dell’Europa Meridionale.

Nei nostri articoli abbiamo sempre evidenziato come la crisi dell’euro fosse stata deliberatamente progettata dall’oligarchia di Bruxelles: calando un regime a cambi fissi su un’area monetaria non ottimale era solo questione di tempo prima che, al primo choc esterno (bancarotta di Lehman Brothers), si innescasse il ciclo di Frenkel. I capitali, confluiti dal centro verso la periferia, defluiscono improvvisamente verso il centro, facendo tremare i titoli di Stato dei Paesi più deboli. A questo punto i membri dell’unione monetaria hanno dinnanzi a sé due strade: la prima, procedere con l’istituzione di un Tesoro unico e la fondazione di un super-Stato, la seconda, procrastinare l’inevitabile fine del regime a cambi fissi, imponendo una massiccia e letale dose di austerità alla periferia, così da riequilibrare le bilance commerciali. Con la prima strada, sarebbero nati i massonici Stati Uniti d’Europa allargati all’intero continente, con la seconda, presto o tardi l’euro sarebbe imploso, a causa del continuo deteriorarsi delle finanze pubbliche in Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Francia, etc.

Non conoscendo il disegno nel suo complesso, ci dicevamo, fino a poco tempo fa, piuttosto ottimisti: la moneta unica sarebbe inevitabilmente collassata e le nazioni europee si sarebbero finalmente liberate dal giogo di Bruxelles.

Solo ora capiamo che l’eurocrisi si è finora sviluppata grossomodo secondo i piani dell’establishment liberal: gli Stati Uniti d’Europa, estesi all’intero continente, sono stati scartati da anni, sempre che qualcuno li abbia mai presi davvero in considerazione. Dal 2011 in avanti, dallo scoppio cioè dell’eurocrisi in tutta la sua virulenza, l’obiettivo segretamente perseguito non è stato il salvataggio dell’eurozona nel suo complesso e la nascita di uno Stato federale esteso dal Portogallo alla Finlandia, ma la fondazione di un’Europa federale ristretta al nocciolo franco-tedesco, allargato ad alcune realtà minori.

Le prime avvisaglie a proposito risalgono infatti al dicembre 2011: “Sarkozy and Merkel unveil two-speed EU plan to shore up euro”1 scriveva allora The Guardian. Oggi l’obiettivo diventa finalmente esplicito, con il rilancio da parte di Emmanuel Macron, rocambolescamente paracadutato dalla banca Rothschild all’Eliseo, di un’Europa a due velocità, alias “Europa à la carte”. Un nocciolo di Paesi (Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Slovenia, Finlandia) prosegue con la fondazione degli USE, mentre gli altri sono abbandonati ad un tristissimo destino. Non perché esclusi dal “club franco-tedesco”, ma perché spinti al default e cannibalizzati, a livello territoriale, dal blocco federale.

La nascita degli Stati Uniti d’Europa, circoscritti alla coppia Macron-Merkel, contempla il default di Italia e Spagna e la loro scomparsa come Stati nei termini sinora conosciuti: il loro fallimento servirà da innesco al processo federativo di Francia e Germania ed il loro smembramento territoriale alimenterà il nucleo federale con l’apporto di alcuni territori ritenuti “pregiati”: Catalogna, forse i Paesi Baschi, il Veneto, la Lombardia, in prospettiva il Piemonte. La fondazione degli USE è quindi un progetto altamente eversivo, che prevede il saccheggio e l’annichilimento dell’europeriferia, spinta alla bancarotta e fatta a brandelli. Né Spagna, né Italia, i due alleati naturali della Russia in Europa, dovrebbero sopravvivere alla riconfingurazione geopolitica del Vecchio Continente.

In quest’ottica, come detto, tutto diventa chiaro, coerente, lineare. Nel biennio 1992-1993 si gettano le basi del processo: Tangentopoli, eliminazione degli storici partiti garanti dell’interesse nazionale, inoculazione delle prime forze secessionistiche. Nel 2001 si procede con la destrutturazione dello Stato con la riforma del Titolo V della Costituzione, che rafforza le regioni a discapito del governo centrale. Nel 2002 è introdotta la moneta unica che, come una talpa, inizia a scavare sotto le fondamenta economiche dell’Europa Meridionale. Nel 2011 è scatenata la crisi dell’euro, cui segue l’imposizione della letale austerità: con la scusa di “risanare i conti”, si procede in realtà con l’ulteriore indebolimento degli Stati periferici.

Merkel e Catalogna, Monti e Padania, apparentemente agli antipodi, sono in realtà alleati: entrambi lavorano per lo smembramento di Spagna ed Italia. Chi espone chiaramente il concetto è il Senatur Umberto Bossi, personaggio colorito e buffonesco, dalla cui bocca, proprio a causa della bassa autorevolezza, esce spesso la verità. Nell’articolo de La Stampa, “Bossi scommette sul default dell’Italia”2, scritto quando il governo tecnico di Mario Monti si è appena insediato, si può leggere:

“Ovviamente ciascuno è autorizzato a pensare che ci sia della follia, in questa logica: ma di certo Bossi mostra un disegno preciso: «Miglio aveva capito che sarebbe stata l’Europa a fare la Padania. In Europa c’è stata una guerra, una guerra economica. Adesso è finita e l’Italia ha perso. Alla fine di ogni guerra si riscrivono i trattati e si ridisegnano i confini». E i nuovi confini sono appunto quelli della cartina colorata dal Trota: un nuovo Stato che annette la Padania al Nord e abbandona l’Italia centro-meridionale a un destino nordafricano. «Al tavolo della pace», spiega, «noi padani ci presenteremo come popolo vincitore perché queste cose le diciamo da anni, lo sapevamo che l’Europa che stavano costruendo sarebbe fallita. L’Italia invece sarà lì come popolo sconfitto».”

Il governo Monti assesta deliberatamente un primo, durissimo, colpo alle finanze pubblica: grazie all’austerità, il debito pubblico cresce a ritmi mai sperimentati prima e inanella sempre nuovi record3. Dopo la parentesi di Enrico Letta, è la volta di Matteo Renzi, definito nel 2015 dal Financial Times the last hope for the Italian elite”4: dopo l’esperienza dell’ex-sindaco di Firenze, installato a Palazzo Chigi per fallire, la dissoluzione dell’Italia subirà infatti un’accelerazione. Renzi è spinto all’inutile referendum costituzionale da quegli stessi poteri che poi consiglieranno di votare “no” (si ricordi la presa di posizione de The Economist): la prevedibile bocciatura della riforma aumenta ulteriormente la disgregazione politica del Paese. I partiti si sfaldano, la barca Italia è alla deriva, si fatica persino a scrivere una legge elettorale, l’anti-politica raggiunge nuove vette.

Mentre la decomposizione della politica, avviata nel 1992-1993, raggiunge l’acme, in parallelo si riaccendo le spinte secessionistiche in seno all’europeriferia: il referendum per l’indipendenza della Catalogna e quelli per l’autonomia di Veneto e Lombardia procedono di pari passo. Tutte e tre le consultazioni sono concepite nel 2014, tutte e tre colpiscono all’unisono nell’ottobre del 2017, tutte e tre sono appoggiate dagli stessi poteri: Bruxelles, l’alta finanza à la Soros, l’oligarchia che progetta la fondazione dell’Europa a due velocità attorno al nucleo franco-tedesco. I secessionisti catalani e, in un futuro prossimo, quelli lombardo-veneti, lavorano di comune accordo con Parigi e Berlino per smembrare gli Stati periferici affinché gli Stati Uniti d’Europa possano inghiottirne alcune parti. Il milieu di George Soros e di Carlo De Benedetti sostiene apertamente i secessionisti catalani, come esistono testimonianze che Berlino li finanzi5 (non era un fervente filo-tedesco anche Gianfranco Miglio e non vuole, Luca Zaia, che il suo referendum sia “una riposta” al plebiscito del 18666, che staccò il Veneto dall’orbita germanica?).

Oggi, Spagna ed Italia sono due Paesi fragilissimi, sebbene Madrid sia leggermente più avanti nel processo involutivo: debito pubblico record, milioni di disoccupati, uno schieramento politico in frantumi, spinte centrifughe in aumento. Per l’Italia del 2018 si prospetta uno scenario identico a quello attuale spagnolo: un effimero governo di minoranza, costretto ad affrontare sfide sempre più drammatiche. Basta un niente perché la situazione precipiti: una crisi di governo, uno choc finanziario, l’avvitamento della situazione interna. Il default di Spagna ed Italia innescherà la nascita dell’Europa federale franco-tedesca e, al contempo, sancirà la fine della loro integrità territoriale.

Che fare? Come evitare che “le menti raffinatissime” di cui parlava Giovanni Falcone vincano la partita iniziata proprio nel 1992?

L’uscita dall’Unione Europea è ormai una necessità non più procrastinabile.

La Russia di Vladimir Putin, che tutto avrebbe da perdere dalla scomparsa di Italia e Spagna e dalla nascita di un blocco atlantico monolitico in Europa, la Cina, interessata ad avvalersi dell’Italia come testa di ponte in Europa, e Donald Trump, nemico dichiarato di George Soros e dell’establishment liberal, sono i nostri unici amici. Qualcuno salga su un aereo e stipuli subito alleanze, prima che i lanzichenecchi stranieri (Macron, Merkel, Soros) e quelli indigeni (Prodi, Monti, Draghi, Maroni e Zaia) mettano l’Italia al sacco e la facciano a pezzi.

Non ci serve un Alberto da Giussano, ma un Giovanni delle Bande Nere. E se Bergoglio non è con l’Italia, bé, può sempre trasferirsi ad Avignone.

1https://www.theguardian.com/world/2011/dec/07/sarkozy-merkel-two-speed-eu-plan

2http://www.lastampa.it/2011/12/05/italia/politica/bossi-scommette-sul-default-dell-italia-tS4VSdZQyd5LDtCELWFFlO/pagina.html

3http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/18/sotto-governo-monti-debito-pubblico-record-ogni-italiano-32mila-euro-neonati-compresi/198473/

4https://www.ft.com/content/21f3bf46-86cd-11e4-9c2d-00144feabdc0

5http://www.jpost.com/International/Catalan-Independence-advocate-looks-to-Israel-Germany-for-funding-382680

6https://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3110642

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159 thoughts on ““L’Europa a due velocità” passa per il sacco di Roma

  1. In un mondo perfetto certi cialtroni, come quelli menzionati da Dezzani, neanche avrebbero spazio in un giardinetto pubblico. In Italia, grazie all’atteggiamento sonnacchioso dei più, si sono talmente allargati da sentirsi come Highlander, immortali.
    Il taglio di Dezzani, politico, si sposa con il taglio economico che ho sottolineato alla mia spiaggia: Cina e Russia sono alleate sulla cosa più sostanziale, per loro (e per tanti come me): la sostituzione della flat currency dollaro con un ritorno al gold standard.
    Nel frattempo, comperiamoci nuovi tappi di cera per pararci dalle amenità italiche.

     
  2. Cris il said:

    E in questo quadro come rientra l’invasione africana e islamica fomentate dai globalisti? Sembra proprio che le zone “elette” per gli USE non siano risparmiate, anzi pare stiano combinate peggio di tutti.
    E’ notorio che tale invasione scassi l’economia e anche la convivenza civile, quale sarebbe allora l’interesse nel minare gli USE ancor prima che nascano?

     
    • Federico Dezzani il said:

      Paradossalmente, gli immigrati hanno aiutato soltanto partiti “anti-italiani” dentro la UE: Afd in Germania, LN da noi.

       
      • Mi pare un po’ sproporzionato importare milioni di immigrati e scassare tutto solo per portare qualche % in più a qualche partito (che poi all’atto pratico è pure irrilevante…)

         
        • Bartleby il said:

          Ma è perfetto per fiaccare la coesione nazionale e disintegrare il tessuto sociale.

           
  3. gengiss il said:

    Prospettiva impressionante.
    La balcanizzazione dei Paesi periferici è la soluzione finale, ma finché per l’Oligarchia dura la pacchia (liberismo + euro + austerità) può anche rimanere a livello potenziale, di MINACCIA: non pensateci nemmeno a ribellarvi, a uscire dall’euro/dall’Ue, altrimenti farete la fine dell’ex-Jugoslavia.

     
  4. Antonello S. il said:

    Qualche mese fa tutto mi sarei aspettato meno che di fare l’avvocato difensore della Lega di Salvini, però quando c’è il rischio di “gettare il bimbo insieme all’acqua sporca”, creando solo inutili ed ulteriori divisioni, allora è meglio approfondire e cercare un chiarimento.
    Lo stesso Zaia ha ripetutamente affermato che tale referendum va nella direzione di una maggiore autonomia fiscale delle regioni interessate, non si tratta certo di un divorzio a tutti gli effetti.
    Se vogliamo è anche una risposta positiva all’eccesso di controllo centralizzato instaurato dagli ultimi governi di centro-sinistra con l’eliminazione dei poteri alle periferie.
    Anche il responsabile economico della Lega ha voluto precisare in merito…

    https://storify.com/borghi_claudio/le-ragioni-per-il-decentramento-e-l-autonomia

     
    • Federico Dezzani il said:

      Conta il VALORE POLITICO del referendum! Leggi le PAROLE di BOSSI!
      Chi se ne fotte della LN, bambino dannato da buttare con l’acqua!

       
      • Antonello S. il said:

        Bossi è fuori dai giochi con quasi tutto il suo entourage storico.
        Se buttiamo via il 15% della Lega attuale, ci rimangono ben pochi appigli concreti per un tentativo democratico di cambiamento politico.

         
        • Federico Dezzani il said:

          Bossi è fuori. Maroni e Zaia no.
          Salvini, forse, non è una cattiva persona. Ma il gioco è per professionisti.

           
      • Silvia il said:

        Intanto, dato il disastro generale, se l’Italia a Nord del Po cerca di salvarsi staccandosi e unendosi all’Europa centro-settentrionale bisogna capirla.

         
  5. Daniela il said:

    Stavolta ho sentito dolore e senso di panico nel post di Dezzani.

    Come fare capire il tutto a chi non ha tempo per leggere e capire e ascolta solo le ca**ate dei MSM?

    Come aggregare, se dovesse infine nascere questa ribellione ispanico italiaca, tutta questa propulsione? Senza che diventi una ulteriore finzione tipo M5S?

    Il web ci isola, siamo isolati, gridiamo, scriviamo parolacce, ma poi siamo soli, noi e il video.

    Facciamo anche bellissime analisi, questo blog è uno di quei luoghi, ma si rimane sempre lo 0.000001%.

    Il resto dorme, mentre i ladri a cui apre le porte, gli devastano la casa.
    Mi ricorda quanto descritto con piacevole ironia ne HO VISTO UN RE di Jannacci.

    Si può trovare un minimo comune denominatore, un qualcosa di così urgente da risolvere che tutto il resto passa in secondo o terzo piano?

    Quando tento di dire qualcosa di anche MOLTO lontano da quanto qui si racconta, sono freddata da occhi da metropolitana (quelli vacui, nel vuoto, per non avere contatti).

    Qaulcuno, raro, ascolta, ma poi vedo queste straordinarie persone, scrollarsi l’informazione da dosso e ficcare la testa nella sabbbia, cantando LALALALALALALA’.

    Sono solo io a sentire il vacuum in cui ci ha immerso 50 anni di consumismo e propaganda globalista?

    Pasolini riconobbe tutto, oltre 40 anni fa e fu ucciso per questo. Il suo finto assassino è morto senza poter dire altro se non che lui si assunse la colpa a pagamento. Leggere SCRITTI CORSARI, che sono una raccolta di articoli per il Corriere della Sera, fa bene e male nello stesso momento.
    Ti si aprono sinapsi e contemporaneamente ti chiedi come mai nessunn’altro abbia capito così bene.

    So di non aggiungere nulla al dibattito, ma il dolore di Dezzani lo sento anche io, da anni, da decenni, e sempre in solitudine.

     
    • Federico Dezzani il said:

      dolore e senso di panico.

      Non direi. E’ la sensazione di quando ti svegli la mattina e dici: cazzo, ho capito!

       
      • Gianni Barbato il said:

        Caro Federico è così . Infatti nel post precedente quando avevi detto che ti piaceva vincere ti risposi ” peccato che le carte siano truccate ” inviandoti l’immagine dei Bari di Caravaggio che nel suo mutismo è molto ” eloquente ” . Ovviamente le carte truccate non erano le tue . Credo che più che a Giovanni dalle Bande Nere dovremo ispirarci ai moti carbonari . Domani in Parlamento potrà
        passare la legge liberticida della chiusura e controllo dei Blog .
        Già Messora ha avuto problemi . Siamo tutti a rischio . La ottima
        Daniela già sente i brividi dietro la schiena e non da oggi e giustamente pone la domanda principe CHE FARE ? Io pongo la mia di domanda da profano dei blog : Come si può creare un blog che sfugga alla censura ? E’ una questione di finanziamenti ? o di tecnologia ? Tempi duri ci aspettano !! Ci tempreremo combattendo . Le difficoltà ci aguzzeranno l’ingegno .

         
        • La mia spiaggia è su server americano, non per caso (Entendance Beach ha supportato Trump contro Clinton, dura battaglia e vinta, con tutti i distinguo possibili)! Got the picture?
          Chiunque volesse si registri, mi contatti sul server con messaggio privato e…benvolentieri avrà a disposizione uno o più threads a suo nickname, dove potrà postare e altri potranno contribuire.

           
      • Bravo! Niente panico, è quello che vogliono.
        Questa sera ci sarà una riunione online della CLN (Confederazione per la Liberazione Nazionale) che ha appena lanciato un appello alla mobilitazione proponendo di usare lo strumento della partecipazione alle prossime elezioni politiche con una lista, Italia Ribelle e Sovrana (IReS), CHE NON E’, NE’ DEVE ESSERE INTESA, COME UNA PROPAGGINE DELLA CLN!

        Nel corso della riunione, uno dei testi che verrà discusso è proprio questo articolo di Federico Dezzani, la cui lettura dei fatti condivido.

        IReS è, nelle intenzioni della CLN, uno strumento per suscitare la più rapida aggregazione possibile di tutte le forze e tutti i cittadini italiani che non accettano la resa senza combattere. Per questa ragione, il sostegno e l’adesione a IReS sono chiesti a tutti gli italiani, senza troppo preoccuparsi delle mille piccole differenze di opinione che, pur legittimamente e anzi fortunatamente, ci sono. La Costituzione del 1948 è la nostra bandiera, la Patria unita e indivisibile il bene che vogliamo difendere. Vogliamo uno Stato unitario e sovrano, ma per raggiungere questo obiettivo serve un veicolo elettorale, questo sì “federale”, che sia policentrico dal punto di vista ideologico e territoriale, capace di essere il collettore di tutte le forze patriottiche.

         
      • Frank Brown il said:

        Questo è innazitutto un articolo onesto perchè mostra come il dott. Dezzani sia giunto per gradi alle conclusioni che illustra.

        Da tempi non sospetti ho segnalato, su questo ed altri fora, la carta geopolitica pubblicata da Limes il 4 Aprile 2016 dal titolo “Europe in gestazione”.
        Essa mostra la possibile configurazione di un eventuale nuovo assetto dell’Unione basato sulle catene del valore dell’industria multinazionale Tedesca e – in subordine – Francese. Vedi: http://www.limesonline.com/europe-in-gestazione/90791

        Tale carta è stata parzialmente rielaborata da Limes nel Febbraio di quest’anno con il titolo “Europe à la carte” espressione che viene opportunamente ripresa dal dott. Dezzani.
        Vedi: http://www.limesonline.com/europa-a-la-carte/97415

        In entrambi i casi si tratta di una Unione che trova il suo perno sulla Germania e sulla Francia (in posizione di rincalzo) cui farebbero da corollario una serie di piccoli stati vassalli. Le periferie verrebbero considerate esterne al nuovo sistema. Esse forse verrebbero trattate come “zone cuscinetto” rispetto al nord Africa, al medio oriente ed ai Balcani, aree facenti parte di quella amplissima zona equatoriale del mondo che Thomas Barnett definisce come “non-integrating gap”.

        A partire dal referendum britannico del 2016 sino ad ora, la sequenza degli eventi ha inesorabilmente confermato – passo dopo passo – tale previsione.

        In questo frangente, a noi Italiani interessa soprattutto il fatto che essa evidenzi una crasi tra le nostre regioni settentrionali (che verrebbero incluse nella nuova Unione) e centro-meridionali (che verrebbero escluse). Ed in effetti, se georeferenziassimo le acquisizione industriali fatte da Francesi e Tedeschi negli ultimi anni, probabilmente scopriremmo che esse sono geograficamente concentrate in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e – in minor misura – Piemonte.

        In presenza di una nuova crisi finanziaria potrebbe appalesarsi un rapido evolversi degli eventi ed un punto di discontinuità traumatica.
        Tra i segni premonitori evidenziati dal dott. Dezzani inserirei anche la questione saliente delle assimmetrie nella regolamentazione bancaria europea di cui parlano Vladimiro Giacchè e Marco Zanni in questo intervento di un paio di giorni or sono:

        https://www.youtube.com/watch?v=LsMVJsd7W84

        E’ un intervento molto interessante che consiglio di seguire con attenzione sino in fondo.

         
  6. Ciao Dezzani, ti seguo da tempo. Ottima analisi, l’articolo mi è piaciuto molto.
    Io dico che alla fine non tutti i mali vengono per nuocere… Se dalla linea gotica in su non ci si sente in comunità con il resto del paese e non sono disposti a morire per esso, ben venga allora questa stramaledetta secessione, si facciano i loro stati uniti d’Europa ma lascino fuori e in pace il centro-sud con la propria moneta e la propria politica, in modo da svilupparci autonomamente e senza condizionamenti di una regione o macroregione nei confronti del resto dello stato.
    Io auspico un’Italia centro meridionale, escluse le isole (i Sardi difficilmente si sentono italiani, lo stesso per i siciliani, così abbiamo anche una mafia in meno da combattere), la massonica e catto-comunista Toscana e la provincia di pesaro e urbino (che si sente più romagnola che marchigiana), un periodo iniziale di ferrea dittatura militare in modo da eliminare tutti gli ascari, traditori e i catto-comunisti radical chic e il ritorno a uno stato centrale con l’eliminazione di qualsiasi tipo di autonomia che serve solo a mantenere parassiti e alimentare odi verso le altre regioni… Naturalmente la nuova repubblica sarà presidenziale e con un ruolo dello stato nell’economia, senza i condizionamenti di Bruxelles o di Maastricht.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Io, cmq, voglio il mio ducato: batterò moneta, avrò un castello e tante belle cortigiane, molto svestite. Poi buffoni e tanti cuochi.

       
      • Se Veneti, Lombardi e gli altri non sono disposti a combattere e a morire per l’Italia, anzi non vedono l’ora di partecipare al sacco di Roma a fianco ai crucchi, è o non è un problema serio? Gli italiani dalle Alpi alla Sicilia, si sentono un’unica nazione? E’ questo il nocciolo del problema, altrimenti non si spiegherebbe come mai una persona rozza come Bossi e il suo partito siano riusciti a mettere in crisi il l’unità d’Italia…
        Nel mio intervento non volevo offendere nessuno, ma dico che se le popolazioni che compongono lo stato italiano si sentono diverse e si odiano tra di loro, che ci stanno a fare insieme? E’ meglio stare con coloro con cui ci troviamo e con cui condividiamo valori, tradizioni, cultura e ideali, piuttosto che stare con persone che non vedano l’ora che una parte dell’Italia crepi…
        Forse le “piccole patrie regionali” possono difendersi meglio dallo straniero e dalla globalizzazione (anche alleandosi tra di loro in occasionali leghe o confederazioni) rispetto allo stato italiano unificato male e da massoni e mafiosi, dato che sono molto attaccate alle loro tradizioni? (Non dimentichiamoci che esistono nazioni come Norvegia, Islanda e Corea del Sud che sanno difendersi bene, poi questa è una mia considerazione, giusta o sbagliata che sia…)

         
        • E per favore non bloccarmi, almeno fammi replicare prima…
          La mia era soltanto una riflessione, forse anche un pò provocatoria, che voleva portare all’attenzione il problema dell’unità d’Italia e di come sia stata fatta e non sentita particolarmente a cuore dagli stessi italiani…
          Dispiace anche a me vedere questo paese ridotto così e umiliato e calpestato nei secoli da qualsiasi tipo di straniero e invasore…
          Con questo intervento concludo.

           
      • guidino il said:

        Il sacco di roma avvenne nel 1527 ora siamo mel 2017 quindi 490 anni fa. Probabile cha la storia si ripeta… anche senza aspettare altri dicei anni…

         
    • Gengiss il said:

      Non hai capito, nel progetto la situazione dei Paesi fuori dagli Stati Uniti dEuropa sarà di caos e miseria, qualcosa di simile all’ attuale Ucraina o alla Libia

       
    • Francesca Ancona il said:

      A proposito di mafia, che fine farà? Alla mafia è utile ciò, conviene? La mafia non era al soldo degli americani, e ora?

       
  7. ENEA il said:

    A cosa e’ servito unirla in passato se poi ai primi problemi di convivenza scappano con la borsa?
    Ovviamente la domanda e’ retorica.
    Alla luce della storia, non quella delle favole edulcorate, si sa perche’ i vari regni vennero sottomessi al Regno Sabaudo e a quali potenze straniere.
    Oggi i padroni del discorso vogliono di nuovo ” giocare” al risiko con la complicita’ interessata dei vecchi nuovi bottegai.
    Egoismo e mancanza di visione unitaria fanno da sponda, siamo da sempre disuniti e comodamente e piacevolmente proni ai desiderata altrui per non doverci assumere le nostre responsabilita’ storiche di fronte al mondo ed alla civilta’ che aveva forgiato i ns progenitori.
    Ormai il danno e’ fatto…si salvi chi puo’…

    Vede qualcuno capace di prendere aerei per stipulare alleanza scomode in un paese pieno di …..?
    Quali poteri interni potrebbero avere un peso idoneo a supportarli?
    Saluti

     
    • Federico Dezzani il said:

      Ormai il danno e’ fatto…si salvi chi puo’…
      Vede qualcuno capace di prendere aerei per stipulare alleanza scomode in un paese pieno di …..?
      Quali poteri interni potrebbero avere un peso idoneo a supportarli?

      E’ questo che volevano! Volevano proprio questo!

       
      • ENEA il said:

        Appunto hanno un progetto preciso che prevede diverse opzioni comunque vincenti…per loro e i loro lacche’.
        Hanno un progetto condiviso dai piani alti e dai poteri reali di questa entita’ geografica chiamata Italia.
        Chi invece prova a scorgere e capire “la tagliola della storia” e’ diviso ed alle spalle pare non avere alcun gruppo forte interessato a rappresentare le istanze della nazione unita e forte…
        Considerando il grado di infiltrazione ai massimi e minimi livelli e considerando il controllo totale attuato a mezzo MSM che hanno sul sistema paese….basta vedere come sterilizzano il pensiero critico….beh io non riesco a vedere chi possa prendere un aereo (che voli e non cada prima) per chiedere aiuto.Qualcuno abbastanza forte e con le spalle coperte.
        Poi alla luce della storia mi chiedo:
        1) Perche’ la Cina ha permesso lo sfruttamento della sua massa lavoro accordandosi con il capitale americano ed europeo? §olo per un discorso di valuta? Che rapporti reali ci sono tra le elite occidentali e orientali?Non lo sapremo se non ex post o forse mai…
        2) La Russia che ruolo ha nel grande gioco? Viene ancora usata e si fa usare come lo spauracchio per giustificare quel che accade in europa occ.le? Come avvenne dopo la II° guerra mondiale. Il comunismo venne costruito per distruggere gli Zar e inoculare l’ateismo e il materialismo e servi’ a giustificare e radicare la presenza dei liberatori sui territori europei. 40 anni servirono per implementare la creazione di una macro area europea e per la cessione di sovranita’…e vissero felici e contenti…
        L’ingresso di Putin nella storia ufficiale. La caduta di eltsin. La Russia fino al 2007 era partner indispensabile e membro del G8…..e poi? Cosa accadde realmente?

        Una nazione sovrana non chiama nuovi padroni in sostituzione dei vecchi con i quali e’ da sempre altamente compromessa. La storia insegna che se apri la porta di casa a chiunque….entreranno gli ospiti e si comporteranno come padroni e i tuoi figli si adegueranno culturalmente ad essere servi o collaboratori.
        Certo ….non tutti le nazioni amano il giogo a somma zero….. ma applicano accordi win to win….ma per fare questo ci vuole “tigna”.

         
  8. Willy Muenzenberg il said:

    Tacito si erge come il suo predecessore, che intravide chiarissimo il crollo vicino di Roma. E prefigura il crollo della piccola nazione assemblata dai suoi conterranei piemontesi su mandato degli stessi che oggi la disfanno. Ne scriverà profetico, il geniale Dostoevskij: uno del livello di Tacito: “un’unità meccanica e non spirituale (cioè non l’unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine”. I debiti sarebbero quelli, al solito, dovuti alle cartine colorate da noi create dal nulla e prestate a Stati che tali non sono: ma nostri camerieri il cui compito è far lavorare i popoli per ripagarle al doppio più gli interessi. Catai, Roma e Persia hanno deciso di mettervi fine: non cederanno più né l’energia né le merci frutto del lavoro e del genio dei loro popoli e della ricchezza delle loro terre in cambio di cartine colorate. Ma solo di oro e di nuova moneta emessa a credito basandola sull’oro posseduto. Traditrice per apostasia dei finti pontefici succeduti al grande Pacelli, la ex Roma si ritrova senza nessuno a guidarla. Essa, che diede i natali a Machiavelli e a Gramsci, con tutti i giovani di qualche capacità espatriati: e con nessuno alla sua guida, se non i nemici della sua storia e delle sue genti. Dostoevskij – che Ulianov non riusciva proprio a capire – era, appunto, un profeta.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Willy, pesca anche nel Rinascimento: erano tempi divertenti e l’Italia era il centro dell’Europa.

       
      • Marco Vinicio il said:

        Hai ragione Federico sul Rinascimento e non solo perchè anche io voglio il mio ducato e cortigiane nell’Italia prossima ventura.. è stato il periodo più esaltante della storia d’Italia – compreso il pensiero politico: solo, uno stato unitario era impedito dalle ingerenze, ed eserciti, degli invasori-saccheggiatori di sempre: Germania e Francia (fino alle armate napoleoniche, ai nazisti, Maastricht). Mi compiaccio tu abbia citato Giovanni dalle Bande Nere, osservazione lucidamente “politica”; a quanti qui lo hanno liquidato superficialmente suggerisco il magnifico film ‘Il mestiere delle armi’ di Ermanno Olmi, con focus su Giovanni che fece la guerra ai tedeschi invasori arruolando nella sua compagnia di ventura unicamente combattenti italiani. Non si dice mai che questi condottieri avevano teste brillanti, erano adusi alle armi e ai piaceri ma pure ai libri. Quando Bona Sforza va sposa al re di Polonia non porta solo ortaggi e architetti per fare la cattedrale di Cracovia: gli suggerisce una politica estera. Giovanni non aveva solo un carattere focoso al limite della furia, ma uno spirito indomito e una visione “geopolitica”. Elementi soffocati oggi dagli orditori di quelli che Federico chiama gli Use che si apprestano a spogliare, dopo quella pubblica, anche la ricchezza privata degli italiani. Gli è quasi sfuggito, lapsus, al presidente della Bundebank, Jens Weidmann, pochi giorni fa intervistato dalla Annunziata.
        Come i lanzichenecchi a Roma nel 1527 che Giovanni non aveva potuto fermare per forze impari. Già che ci siamo: menzione per un altro grande italiano coevo, Benvenuto Cellini poco-di-buono che si vantò di aver ucciso l’Orleans, fra i capi dell’esercito imperiale venuto da nord, con una botta d’archibugio da Castel S.Angelo ultima resistenza.
        Condivido: è la Lega Nord il vero cavallo di troia del disegno di partizione-spartizione dopo gli sconquassi operati dai Maastricht-governi. Il laboratorio in Spagna dello strappo anti-costituzionale, prova generale di altri colpi di mano sulle spoglie degli Stati-nazione in ginocchio.
        Riflessione: quando la Catalogna si stacchi, o il Lombardo-Veneto, pagheranno i contributi alle casse previdenziali di Spagna e Italia? Più probabile che, in seguito ai mancati versamenti dei ricchi che anelano a legarsi ad altri stati ricchi, l’Inps farebbe crack. Default su default. La Catalogna pagherebbe la sua quota-parte di debito pubblico alla Spagna? C’è da dubitarne. Nè le regioni nordico-leghiste devolverebbero la quota di immobili che lo sciagurato federalismo e la riforma del titolo V della Costituzione hanno loro assegnato, come alle altre regioni, privando lo Stato centrale di beni coi quali oggi potrebbe coprire parte del debito per negoziare da una posizione (qualcosa) più forte con Berlino. Ammesso che vi fossero partiti che fanno gli interessi nazionali, invece spazzati via con la Prima Repubblica.
        Anzi non ci sono più nemmeno ‘partiti’, ma piuttosto contenitori politici che si fanno e disfanno, si dissolvono e riaggregano “surfando” sulle contingenze tattiche – vedi la legge elettorale spuria – per tirare a campare fino al sacco.
        Il “che fare” di Ulianov, chè in Europa meridionale, vieppiù in Italia, i partiti comunisti furono “nazionali” (il Pci perfino nel simbolo: vessillo tricolore sotto la bandiera rossa): è vero il web per sua natura atomizza, fa discutere e pensare ma non aggrega, essendo il M5S la sola eccezione, eppure quanto è difficile lì trovare la quadra di un’efficace azione politica. Ma si è detto che è LN il cuore del processo. E quando passeranno leggi liberticide sulla parola web, pure la discussione sarà ostica. All’università insegnavano che l’Urss faceva il doppio registro di diplomazia: nei canali tradizionali e nelle piazze ideologizzate. La Russia attuale non può contare su questo “aiuto” nella politica estera che l’ha vista impegnata ad arginare il “fagocitamento” Usa-Use di tanti paesi, dalla Siria all’Ucraina. Fortunatamente può contare su Cina, l’aggregazione di Shanghai e l’Iran. Sperando che la morsa interna su Trump si allenti e gli Usa vadano a un tavolo di riscrittura dell’ordine mondiale.
        All’Italia servirebbe un partito che faccia gli interessi nazionali, merce rara nell’Europa in crisi di identità. Provare a ricostruire un’identità a partire dai Giovanni dalle Bande Nere sarebbe un buon inizio.

         
  9. Daniela il said:

    Giusto. Sono io a sentire dolore e senso di panico che poi è quello che si prova dopo aver capito da oltre 20 anni (io provai una angoscia estesa alla morte dei due giudici e una successiva nausea. Dopo qualche tentativo, smisi di dare il mio voto a un partito, scelsi l’annullamento della scheda elettorale).
    Forse la percezione di schifo la ebbi ancora prima, quando molto isolata, odiavo il partito radicale, mentre attaccava quel partito quasi del tutto spelacchiato che ancora pensava alla maggioranza degli italiani, quelli che lavoravano (PCI).
    Rimane sospesa la domanda: come aggregare questo dolore (so di non essere unica) e questa Eureka?

     
    • come aggregare questo dolore (so di non essere unica) e questa Eureka?
      Non certo aderendo alle sette su twitter che vanno per la maggiore (a giudicare dal numero di followers…); sono non più di una decina e ben noti, dove 3/4 sono amenità di gente che ama mostrare a se stessa di esistere mentre dà 0 contributi facendo da clap al capo-bastone e qui mi fermo, perché ho scrittto già sull’argomento, persino ieri. Per il resto, la rimanderei a quanto ho risposto al signor Barbato (non è un caso che dal 2004 uso servers USA)

       
  10. Cristina Bruni il said:

    Bettino Craxi, venti anni fa, dall’esilio

    «Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire»

     
    • Federico Dezzani il said:

      Già,
      Bettino aveva capito tutto. Ed anche Giulio.
      Peccato! Se la Russia non fosse stata alle corde nel 1992, chissà…

       
      • Guido il said:

        Bettino e Giulio sono stati eliminati tramite l’omicidio di falcone e Borsellino. E noi, bischeri, a pensare alla Mafia!!!….Senza accorgerci quale diabolico piano c’era sotto!! Ed Amato prende 40.000 Euro di pensione…
        Grazie Napolitano, Amato, Ciampi, i padri della patria massonica !!!!

         
  11. Angelo il said:

    Caro Dezzani,
    Lei ha spiegato con chiareza la situazione politica di questo nostro disgraziato paese. Ed io concordo con Lei.
    Sarebbe interessante sapere come valuta la probabilità di un intervento della Russia e della Cina che possa salvarci dal baratro. Naturalmente questa probabilità può essere zero od un numero piccolissimo e cio equivalrebbe a dire in parole povere che siamo spacciati.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Le porte sarebbero spalancate, anche perché l’Italia è molto amata sia in Cina che in Russia. Qualcuno, però, deve bussare.

       
      • Io sto facendo quello che posso. Ma non so se ce la farò. E’ difficile far capire, molto.
        Non dico altro.

         
      • In effetti la tua ipotesi spiega molto bene un’insieme di comportamenti e di azioni politiche che analizzati singolarmente sembrerebbero azioni isolate dettate da contingenze momentanee. Non credo che , almeno in Italia, ci siano tali tanti traditori come oggi.

         
      • Sarebbe la nostra unica salvezza, ma oltre a bussare, qualcuno da questa parte dovrebbe almeno aprire e dare il benvenuto, purtroppo non so chi possa e voglia farlo….

         
    • Gianni Barbato il said:

      Caro Angelo si spera nella Rssia , nella Cina .Si spera . Si spera .Si spera . M a dove ho già sentito questa musica ? Dove ? Dove? Dove? …….. Ah ora ricordo .

      Dagli atrii muscosi, dai Fori cadenti,
      dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
      dai solchi bagnati di servo sudor,
      un volgo disperso repente si desta;
      intende l’orecchio, solleva la testa
      percosso da novo crescente romor.
      Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
      qual raggio di sole da nuvoli folti,
      traluce de’ padri la fiera virtù:
      ne’ guardi, ne’ volti confuso ed incerto
      si mesce e discorda lo spregio sofferto
      col misero orgoglio d’un tempo che fu.
      S’aduna voglioso, si sperde tremante,
      per torti sentieri, con passo vagante,
      fra tema e desire, s’avanza e ristà;
      e adocchia e rimira scorata e confusa
      de’ crudi signori la turba diffusa,
      che fugge dai brandi, che sosta non ha
      …………………………………………………………….
      Udite! Quei forti che tengono il campo,
      che ai vostri tiranni precludon lo scampo,
      son giunti da lunge, per aspri sentier:
      sospeser le gioie dei prandi festosi,
      assursero in fretta dai blandi riposi,
      chiamati repente da squillo guerrier.
      E il premio sperato, promesso a quei forti,
      sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,
      d’un volgo straniero por fine al dolor?
      Tornate alle vostre superbe ruine,
      all’opere imbelli dell’arse officine,
      ai solchi bagnati di servo sudor.
      Il forte si mesce col vinto nemico,
      col novo signore rimane l’antico;
      l’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
      Dividono i servi, dividon gli armenti;
      si posano insieme sui campi cruenti
      d’un volgo disperso che nome non ha.

       
  12. Matteo il said:

    Alea iacta est. Sono cose a cui pensavo anch’io, ma in modo più confuso. E probabilmente nel mezzo ci sarà anche la guerra. E sarà l’ultima

     
  13. Geronimo il said:

    Federico Dezzani, come collochi la Brexit in questa tua analisi ? Mi ha colpito il fatto che tu non abbia citato la mossa “strategica” degli inglesi.

    Credi che i britannici fossero già al corrente di questo piano e quindi abbiano deciso, di tirarsi fuori con la Brexit ?

    X DANIELA: Credo sia un errore annullare la scheda. Gli italiani dovrebbero smetterla di andare a votare. Solo una colossale astensione darebbe un segnale forte.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Credi che i britannici fossero già al corrente di questo piano e quindi abbiano deciso, di tirarsi fuori con la Brexit ?

      Sì, assolutamente. Ci sono altri progetti per il Regno Unito.

       
        • Federico Dezzani il said:

          Per avere la risposta… Paga! Non distribuisco risposte gratis.

           
        • emanuele777 il said:

          Per una serata a chiacchierare con Dezzani, una cena la pagherei più che volentieri! Ma probabilmente lui se ne scaperebbe a metà, non riesco nemmeno a immaginare la caterva di domande che gli vorrei porre 🙂

           
      • annibale mantovan il said:

        Premetto che io sono un indipendentista veneto non violento da sempre (ho 55 anni). Vi racconto un fatto: ancora 25-30 anni fa (fine anni ’80) frequentando ambienti di una embrionale e disperata liga veneta lessi una relazione di origine inglese, non ricordo l’ autore ma ricordo il contenuto perchè al tempo lo definii stravagante. Questa relazione considerava ineludibile il processo di separazione del nord-est dal resto dell’ Italia…va be…, fin qui tutto normale, niente di nuovo (con il 70% di tasse…) ma la cosa che più mi colpì fu che veniva fissata una data: 2017!

         
    • Posso certificarti che, quando è alta l’astensione, in Parlamento BRINDANO.
      Significa che votano solo le loro clientele e i loro zoccoli duri, e quindi possono spartirsi le poltrone senza sorprese.
      Quindi, il tuo segnale puoi scordartelo.

       
      • “Significa che votano solo le loro clientele e i loro zoccoli duri, e quindi possono spartirsi le poltrone senza sorprese.”

        Vero come il sole !!!!!!!!!!!!!!!!

         
  14. Jean il said:

    Non ci sto Dezzani, la Francia non regge il confronto con la Germania, deve uscire anche lei, il totale dei debiti è maggiore di quelli Italiani, per non parlare poi delle banche che hanno delle leve che sono al di fuori di tutta la logica, chi dovrebbe salvarli questi stati, Draghi?

    Saluti

    PS: ha visto che hanno censurato il blog di Sapir?

     
    • Federico Dezzani il said:

      Non ci sto Dezzani, la Francia non regge il confronto con la Germania.

      Questo è un altro discorso. L’intesa Macron-Merkel è per un matrimonio alla pari.

       
    • Non dimenticare che la Francia è una potenza nucleare dotata di Triade (la Germania no).

       
  15. andrea z. il said:

    Giornali e televisioni sono concentrate in questi giorni sui conati indipendentisti di Catalogna e Paesi Baschi, ma nessuno parla più del tentativo dei romagnoli di secedere dall’Emilia.
    Si avvicina la nascita dello Stato indipendente dei Bagni Lido?

     
  16. Germano il said:

    Anche le ultime proposte UE sui NPL e la legge Fiano vanno nella direzione giusta. Mettere ancora più in crisi il mercato interno (con forti ripercussioni sul bene principe degli italiani) togliendo anche potenziale alle banche italiane di acquistare titoli di stato (le tempistiche di attuazione collimano con il possibile stop degli acquisti della BCE e anche con un nuovo presidente della BCE).
    Inoltre la legge Fiano toglie la possibilità di recuperare una forte immagine di unità nazionale, dando così mano libera anche all’esercito che negli anni 1992-93 diede il primo scossone.
    Ora quanto tempo ha a disposizione l’italia per uscire dalla UE? probabilmente dai 3 ai 6 mesi. Fatto il nuovo governo tecnico ( e l’arrivo della recessione degli USA) ciao ciao Italia. Possibilità reale di salvezza dell’unità, non più del 10% (ho abbondato).
    Su Trump come aiuto non conterei, sarà già impegnato a salvare se stesso dal fallimento della Trumpnomics.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Su Trump come aiuto non conterei.

      Lui se ne frega della UE. Per noi è un enorme aiuto. La Clinton avrebbe gioito per il nostro default.

       
  17. Paolo il said:

    E la NATO…? con le sue basi militari ? e le sue bombette atomiche sparpagliate in tutto il territorio (mi pare circa 90 ) ? …..i paese abbandonati al default pilotato saranno abbandonati anche militarmente ? (non credo …la penisola italiana svolge ancora TUTTA una funzione importante dal punto di vista geopolitico/strategico..visto che siamo l’estrema periferia dinanzi al nord Africa e il perenne inquieto medio oriente ) ……

     
        • Paolo il said:

          dico la mia.
          Il resto del sud non so…io sono sardo..e qui è forte un certo antiitalianismo (da una ricerca di qualche anno fa fatta dalla facoltà di economia di Cagliari risulta che circa il 49 % dei sardi in un modo o in un altro è per l’indipendenza o una fortissima autonomia…) ..ma in generale quasi tutti i sardi rispondono sempre di sentirsi prima sardi e poi e molto poi italiani…infatti c’ è una forte simpatia per la Catalogna …(ad Aghero e dintorni si parla Catalano ). Pure a me (non indipendentista perché amo l’Italia tutta dal nord al sud …) sin da bambino mi è stato inculcato di sentirmi prima sardo e poi forse eventualmente italiano. Detto questo pare che ci sia un forte interesse della Svizzera per la Sardegna . Non so se avrà sviluppi (ma forti simpatie da entrambi le parti si son manifestate ) . E’ ovviamente una cosa “impossibile ora” ma nel caso si sfasciasse l’Italia possibilissima più di quanto apparentemente non sembri. (conosco alcuni promotori di questa idea..e mi è sembrato di capire che in alcuni “piani alti” del potere svizzero la cosa è stata vista con un certo interesse e simpatia : ma non si son pronunciati (ovviamente )..
          Inutile dire che per quanto mi riguarda lo sfascio dell’Italia è un immensa sciagura …e che nello specifico i sardi da soli non ce la fanno (come tutto il meridione ) e che nell’eventualità “svizzera” saremo una loro colonia (illusi i sardi che ci credono …). e noi saremo gli Apache della riserva (a dire il vero in alcuni frangenti per certi aspetti lo siamo anche con l’Italia…ma lasciamo stà…).

          Mi auguro che questo progetto dello sfascio dell’europa meridionale non riesca….sarebbe veramente una tragedia.

           
      • Vincenzo il said:

        Perchè il Sud sarebbe ancora oggi roba inglese, forse meglio dire roba americana? Semplificando molto gli inglesi hanno perso la loro partita italiana in Sicilia nel 1943-47 dopo 100 anni di enorme influenza da Lord Bentinck in poi.
        Nel quadro della dissoluzione nazionale il sud italia resterebbe una repubblica-portaerei?

         
        • Paolo il said:

          Perchè il Sud sarebbe ancora oggi roba inglese, (Vincenzo )
          ——
          ——
          Ti consiglio vivamente di leggere i seguenti libri di Fasanella…e capirai perfettamente la risposta di Dezzani.
          1)Il golpe inglese. Da Matteotti a Moro: le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell’Italia
          Autore: Mario Josè Cereghino, Giovanni Fasanella
          Editore: Chiarelettere

          2)Colonia Italia. Giornali, radio e tv: così gli Inglesi ci controllano. Le prove nei documenti top secret di Londra
          Autore: Mario Josè Cereghino, Giovanni Fasanella
          Editore: Chiarelettere

          Sono due OTTIMI libri e fanno capire tante ma tante cose….Dezzani ha perfettamente ragione. Leggere questi due libri non è tempo sprecato.

           
  18. Maurizio il said:

    Tra le elite angloamericane, tedesche, francesi, e quelle russe, cinesi (Xi a Davos) e indiane (Modi e demonetizzazione a fine 2016) c’è molta più affinità di quanto non sembri. Stanno “trattando” per i nuovi equilibri, ma i giocatori sono solo quelli e si accorderanno anche presto, la Bolla incombe.
    Gli unici “non integrabili” (come a suo tempo certificato dalla famosa cartina Barnett) sono Iran e Turchia, che appunto in questi giorni sono alle prese con un altro referendum.
    Quanto all’Italia, Dezzani, purtroppo la penso come oggi la pensa lei già da parecchio.

     
  19. andrea z. il said:

    Nei mesi scorsi Soros, il volto con cui si presenta una fazione dell’ élite angloamericana, ha finanziato varie formazioni indipendentiste catalane, che hanno contribuito a estremizzare la situazione e a gettare nel panico i mercati con conseguente crollo della borsa di Madrid.
    Ammettiamo per un attimo che Soros e compagni di merende abbiano venduto allo scoperto, puntato al ribasso,come avevano fatto nei primi anni ’90 in Italia e Gran Bretagna.
    Ci troveremmo di fronte ad una profezia che si è autoavverata.
    Poi la reazione dello Stato spagnolo e della Corte Suprema hanno spinto la borsa al rialzo, come previsto dai nostri amici, che nel frattempo avevano comprato a prezzi stracciati realizzando con questo doppio colpo guadagni immensi per miliardi di euro.
    E, se dietro la Catalogna ci fosse soltanto una speculazione pura e semplice?

     
    • Backward il said:

      La speculazione è la ciliegina sulla torta di progetti più vasti, come fu riscuotere l’assicurazione sulle torri del WTC dopo il “9-11”.

       
  20. Cinà il said:

    Proviamo a proiettare un film che andrà in anteprima a partire da domani 6 ottobre:

    Un gruppo di Pm della procura X comunicano che sono stati mandati degli avvisi di garanzia per un’indagine per alto tradimento ai danni dei vertici politici, a partire dall’allora capo dello stato, che nel 2011 si sono piegati ai diktat di potenze straniere per stravolgere gli assetti politico – istituzionali ed economici italiani uscite dalle precedenti elezioni. Che vi è un’indagine sulla repentina nomina di Monti a senatore a vita etc.
    Dopo l’inevitabile attacco politico – mediatico – giudiziario nei confronti dei suddetti giudici della procura X, si presentano alla stampa tramite un documento a firma comune i generali Tizio, Caio, Sempronio e gli ufficiali di alto rango Y, Z, J etc. dell’arma dei Carabinieri prendendo posizione a favore dei Pm della procura X e dicendo che quei magistrati vanno fatti lavorare per chiarire una volta per tutte quel che accadde in quei frangenti. Voi pensate che i servizi italiani e quelli Usa che fanno base normalmente in Italia, se ne starebbero tranquilli ad aspettare l’esito dell’inchiesta?
    In altre parole, ammesso che vi sia qualcuno disposto a rischiare per un’operazione di questo genere o simile, pensate che senza un’adeguata forza di intelligence e militare si riesca a scardinare questo sistema?
    O forse qualcuno pensa che andando a mettere la crocetta su un foglietto colorato volante possa risolvere problemi di questa portata?
    Vana sine viribus ira est.

     
    • Altro che elezioni. Forse solo i militari potrebbero farci uscire da questa situazione.
      Ma francamente, ho l’impressione che siano un branco di rammolliti.

       
      • Ma che rammolliti…
        Hanno il culo al caldo…
        Un maresciallo che partecipo’ all’esportazione di democrazia in Somalia mi disse che oltre a 180 € di default, lo stipendio era triplicato.
        Ed era un maresciallo, figurati quelli con le stellette!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

         
    • Jean il said:

      Purtroppo quando c’è stato mani pulite, la prima cosa che hanno fatto è stato togliere la corte marziale per i militari, infatti subito dopo ne furono arrestati parecchi per intralazzi vari, dopo di chè in pratica se li sono semplicemente comprati e protetti, come fai a contare su militari che tifano per altri stati?

       
    • Paolo il said:

      Io ho dato una mia interpretazione vedi post precedente. Credo che Dezzani si riferisca ad un qualcosa del genere.

      Paolo
      il 6 ottobre 2017 a 12:16 am said:

      Perchè il Sud sarebbe ancora oggi roba inglese, (Vincenzo )
      ——
      ——
      Ti consiglio vivamente di leggere i seguenti libri di Fasanella…e capirai perfettamente la risposta di Dezzani.

       
      • DANILO FABBRONI il said:

        ….Paolo ha dato un ottimo suggerimento; a corollario MOSSAD BASE ITALIA di Eric Salerno è ancor più sagace dei due Fasanella…

         
        • Paolo il said:

          Io conosco da poco questo splendido blog (uno dei migliori )…ci sono finito per caso navigando…mi pare una segnalazione in un commento nel blog di Bagnai…
          ho letto poco fa l’articolo di Dezzani da te segnalato (più tutti i commenti ) …è ottimo…detto questo ” la sostanza” più o meno non è molto diversa da quello che dice Fasanella (di cui non so un tubo eccetto quei libri ) …però ho notato che nella blibliografia di Dezzani sotto l’articolo è menzionato anche Fasanella anche se in relazione ad un altro scritto di quest’ultimo.

           
      • Io consiglio di iniziare da “ASSE ROMA-BERLINO-TEL AVIV ” e poi gli altri a seguire :-)))

         
  21. emanuele777 il said:

    Caro Dezzani,

    ahimé temo che ci abbia preso in pieno con la sua analisi. Una domanda per quanto banale: ma chi ci è rimasto da votare? o forse dovrei chiedere se vale ancora la pena di farlo?

     
    • Federico Dezzani il said:

      Vale la pena votare?
      No, è un’operazione completamente inutile. Ci può salvare soltanto quel che è rimasto dello Stato italiano.

       
  22. Calogero il said:

    Caro Federico, quando uno stato non difende i propri confini non esiste più.
    Penso spesso ai miei compatrioti morti per l’Italia, nella prima guerra mondiale. La commozione l’ amarezza e la rabbia mi assalgono. Con la morte di Pertini anche l’Italia ha cominciato a morire.

     
  23. Gustavo il said:

    E molto probabile che questo succeda, e gli eventi scatenanti sono stati ben programmati creando condizioni insostenibili per il nord costretto a pagare per un sud mandato alla deriva da clientelismo e malversazioni. Le elezioni politiche stesse una farsa , probabilmente truccate al computer del viminale.
    La possibilità di nascita di un partito di centro destra di unità nazionale praticamente impossibile, causa controlli incrociati di spie ed intelligence. Quindi la Padania verrà costretta , magari a malincuore a staccarsi

     
    • Mihai Podeanu il said:

      “turarsi il naso” e far superare lo sbarramento a Giorgia? la butto lì.
      DNFTT: IST

       
      • Enrico il said:

        Non abbiamo esercito ne capitali. O dal basso… o dal basso… prendendoci tutte le responsabilità che comporta una ricostruzione/rifondazione, compresa la povertà.

         
        • Enrico il said:

          Volevo aggiungere: senza violenza.
          Dobbiamo guardare ad Est.
          Per forza lo devono fare i pezzi restanti dello stato italiano? noi, cittadini, che siamo?
          Politica: dal greco, significa “che attiene alla pόlis” la città stato; dobbiamo farci carico noi cittadini di questo fardello o nessuno verrà a salvarci.
          Occorre sensibilizzare le menti “sveglie” e coercere con ogni mezzo a nostra disposizione le menti assopite a scendere in piazza, guardarci negli occhi di nuovo dopo molto tempo, e chiedere aiuto ad est con le bandiere e le immagini dei mass media… si lasceranno sfuggire l’occasione di mettere due piedi nel mediterraneo?

           
  24. Guido il said:

    Bravissimo Dezzani. E’ proprio come asserisci.
    Io non capivo bene i contrasti tra maroni e Salvini. Salvini con la sua Lega Nord andava al Sud per prendere voti. Era una cosa logica. Da “Roma ladrona ” di Bossi, che era una affermazione vera in quanto nel 1990 il potere era ancora a Roma, Salvini dichiarava “Bruxelles ladrona”, perchè il potere non era più a Roma, ma a bruxelles. Quindi il problema dello sfruttamento del Nord, non andava visto se non in sede nazionale. Logico quindi andare al Sud, ecc. Anche perchè il piatto forte della lega era l’invasione migratoria incontrollata. maroni ha sempre guardato con diffidenza alle mosse di salvini, che tuttavia si è affermato con la conquista dei voti. Ora, forse, il referendum leghista finirà in burletta, visti i bassi numeri che raccoglierà. E Salvini, pur non essendo un cervello, potrebbe per orgoglio proprio continuare a fare politica su territorio nazionale, mentre maroni finirà in soffitta o a suonare con la sua band. Questo non toglie che il pericolo è forte. Vedremo.
    Certamente, questi piani massonici sono come razzi a più stadi. le mosse sono calcolate sempre con varianti e piani A,poi B, poi C. ecc.

     
    • Cris il said:

      Si, non ci avevo pensato.
      Salvini rimane nell’ombra, sul referendum leghista, proprio perché servirà a misurare le forze (anche se in Lombardia/Veneto Maroni e Zaia sono forti).
      Sotto una certa percentuale di partecipazione, vince Salvini. Mi sbaglio?

       
      • brughen il said:

        salvini si sta dimostrando più furbo del previsto (o forse è ben consigliato…), sta in disparte e aspetta, ho sempre pensato che attenda proprio i due referendum prima di cambiare nome alla lega, trasformandola in partito nazionale… se i due referendum avranno successo proporrà la stessa cosa per tute le regioni, se non ce l’avranno spingerà sull’acceleratore della lega nazionale.

         
    • Germano il said:

      Quando mai all’Europa e servito un referendum popolare per portare a termine un progetto?
      E comunque la spaccatura è già avvenuta, quando 11.000 imprese (e di che spessore) lasciano la capitale per il nord Italia (e soprattutto Milano) il destino è gia segnato.
      http://www.ultimora.news/le-aziende-lasciano-roma-per
      http://www.blitzquotidiano.it/economia/roma-exodus-sky-mediaset-anche-esso-in-fuga-dalla-capitale-2696420/

      Pensate che la Exxon abbandoni un’architettura come quella di Roma, giusto perchè sentiva la necessità di respirare un po’ di polveri sottili in più?
      E qui non sono citate le aziende che invece hanno proprio cambiato nazione come ad esempio Cementir che è stata ceduta a Italcementi che ha sua volta era stata acquisita da HeidelbergCement (GER).

       
  25. Francesca Ancona il said:

    In pratica si ritornerebbe indietro di secoli, quando l’Italia era divisa, il nord era austriaco e il sud nelle mani borboniche, all’epoca, oggi sarebbe in quelle inglesi? Io non voglio essere pessimista, il sud era più ricco del nord prima di questa finta unione, chissà che possa riprendersi col tempo, tanto tempo sicuramente. A questo punto la mafia non servirebbe più, o sbaglio?
    Saluti

     
  26. l’europa nasce come protettorato USA: 300 basi militari tra Italia e Germania, sanzioni alla Russia (dannose per noi…), F 35 acquistato senza nessun informazione, sapendo che noi costruiamo l’eurofighter e Alenia produce altro… i DERIVATI … le società di rating, il Venezuela vende il petrolio con lo YUAN e l’euro tarda… le nomine: Draghi voluto da Geithner… tutto il disegno rientra in questo passo fondamentale. I tentativi della Germania di emergere si scontrano con: dollaro… auto che emettono… i derivati: quanti ne hanno in Germania? quando in USA decidono sono fritti, peggio di noi!

     
  27. Un quesito che interessa a molti: chi pagherá gli stipendi dei dipendenti pubblici (enti locali, forze dell’ordine, magistrati, ecc) e le pensioni attuali e future nelle 2 o più Italie?

     
    • Gianni Barbato il said:

      La camorra , la ‘ndrangheta , la mafia , e la sacra corona unita .
      Non essendoci concorsi pubblici si possono mettere tutti gli affiliati delle cosche nelle varie amministrazioni con notevoli vantaggi pensionistici per gli affiliati e giri di affari stratosferici per le cosche . Ricordiamoci che si può parlare di mafie solo se c’è uno stretto connubio fra politica e malavita . Altrimenti non si parla di mafie , ma di banditismo , o associazioni a delinquere .

       
  28. Samuel A. il said:

    Leggo con interesse ormai da qualche tempo le sue audaci teorie Federico. Perdoni la franchezza ma la sua “presa di coscienza” di ottobre non le aggiusta di poco: le stravolge. Devo dire comunque che quest’ultimo impianto teorico mi pare molto più verosimile dei precedenti. Complimenti.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Il mio impianto teorico di base è il passaggio del potere dall’Atlantico all’Eurasia. Questo rimane intatto.
      Ho sempre affermato che la UE sarebbe scomparsa nelle attuali forme: confermo.
      Cambia l’assetto del nucleo centrale della prossima europa: Grande Germania o impero carolingio.

       
  29. Grazie a Federico e a tutti i cortesi lettori/contributori del blog.
    Il quadro generale è effettivamente triste, in rapida accelerazione e chiaro deterioramento ma a rinfrancarmi rileggo la splendida Ida Magli e riconosco così la natura millenaria e storicamente costante di questa situazione, con i benefici che necessariamente comporta 🙂

    Ida Magli, Omaggio agli Italiani, Bur 2005.
    Introduzione
    “Il tema essenziale di questo libro consiste nel mettere in luce, attarraverso la loro opera in tutti i campi – dall’arte alla letteratura, dalla musica alle scienze – la storia degli Italiani, fondamento, espressione massima e guida della civiltà occidentale.
    Si cercherà di dimostrare, con assoluto rigore nell’esaminarli, due fatti concomitanti fra loro e che fanno della storia degli Italiani un’eccezione assoluta fra quelle di tutti gli altri popoli.
    Il primo: come i Governanti, a partire dal predominio del cristianesimo, ininterrottamente attraverso tutti i secoli che abbiamo alle spalle così come oggi, abbiano odiato, disprezzato, calpestato i loro sudditi in modo tale che in pratica la storia degli Italiani potrebbe (anzi deve) essere definita una “storia per tradimenti”.
    Nessun popolo è stato mai tradito dai suoi governanti in maniera così determinata, ossessiva, cinica, perversa. Di questo atroce comportamento si darà una spiegazione, più oscura, fra quelle considerate ovvie dal punto di vista politico, più difficile da comprendere e da dimostrare, più nascosta e tuttavia evidente.
    Il secondo fatto: come gli Italiani abbiano reagito al tradimento e alla più spietata oppressione con le armi della pura intelligenza, attraverso l’ininterrotta, “sfrenata” produzione del pensiero in tutti i campi. Ma sopratutto inserendovi sempre una denuncia, una critica oggettiva, una freddissima analisi di cosa sia il Potere. (…)”

    Cari saluti e auguri
    EmmE

     
    • Federico Dezzani il said:

      Che bella citazione!

      Nessun popolo è stato mai tradito dai suoi governanti in maniera così determinata, ossessiva, cinica, perversa. Di questo atroce comportamento si darà una spiegazione, più oscura.

      Qual è la spiegazione di così tanti tradimenti? Io credo la difficoltà ad unificare la penisola in un unico Stato, ciò che ha facilitato le influenze esterne con conseguente corruzione, pugnalate e voltafaccia.

       
  30. andrea z. il said:

    Fare uno spezzatino degli Stati mediterranei potrà sicuramente permettere al nocciolo duro nordeuropeo di controllare e dominare meglio, ma dal punto di vista economico ci sono dei rischi.
    Ad esempio, la Spagna senza la Catalogna passerebbe ad un rapporto debito/PIL del 125%, rispetto al 100% attuale, con inevitabile collasso dell’economia e riduzione a carta straccia dei titoli del debito, perchè il debito pubblico, come hanno fatto notare i politici catalani, è in carico alla Spagna.
    E un crollo della Spagna non lascerà indenne nessuno.
    Alla fine, la Germania rischia di fare la fine dei passeggeri di prima classe del Titanic, che hanno continuato a ballare nei saloni di lusso fino all’affondamento, ma alla fine sono finiti sott’acqua anche loro.

     
      • Gianni Barbato il said:

        In pratica TUTTI . Solo che ognuno pensava di essere il bottegaio più furbo che avrebbe fregato TUTTI gli altri .

         
  31. frany il said:

    Federico, è la prima volta che scrivo (scrivo raramente).
    non ho tutta questa preparazione storica/geo strategica.

    che ne pensi del movimento di liberazione italia, del Generale Pappalardo.

     
      • frany il said:

        Allo stato attuale delle cose, è l’unico che ha chiesto l’applicazione della sentenza della corte costituzionale (parlamento abusivo).
        Se ne devono andare tutti.
        Tra 3 giorni scade ‘l’ultimatum’.

         
        • Doraemon il said:

          Gli “ultimatum” di Pappalardo sono come “gli scioperi della fame di Pannella (bonanima)”, ogni 3X2 ne fa uno. Ti ricordo che lo scorso 11 settembre, il “prode” generale insieme a tale Simone Carabella, avrebbero dovuto mandare a casa tutti i nostri parlamentari con una “imponente” manifestazione a piazza Montecitorio. Ovviamente il Questore di Roma ha detto ” NIET ” e i due se ne sono ritornati con la “coda fra le gambe”. Volendo fare un parallelo è come se Fidel Castro e Che Guevara fossero arrivati all’ingresso di l’Havana (durante la rivoluzione), e poi Bautista avesse detto che tale rivoluzione era “illegale” e i due se ne fossero ritornati a casa brontolando ed imprecando contro il regime di Bautista ahahahah

          https://www.nextquotidiano.it/la-manifestazione-dell11-del-12-settembre-pappalardo-stata-annullata/

          Ma andiamo ! Qui siamo alle barzellette.

          Ma chi gli crede a quei due ?

           
        • Gianni Barbato il said:

          Cara frany tu sei una ……………..Frana !!!
          Quì di seguito l’irresistibile discesa politica del Pappalardo

          Nell’aprile del 1992 viene eletto alla Camera dei deputati, come indipendente nelle liste del PSDI, nel collegio di Roma.
          Nel marzo 1993 costituisce il movimento politico “Solidarietà democratica” con cui si candida sindaco per il comune di Pomezia, TROMBATO !!!
          Nel novembre 1993, alle elezioni comunali di Roma, è capolista in una lista anti-Rutelli, “Solidarietà democratica” collegata al principe Giovanni Alliata Di Montereale, ottenendo lo 0,55 % dei voti .TROMBATO !!!
          Pappalardo nel settembre 1993 abbandona il gruppo parlamentare socialdemocratico a Montecitorio per aggregarsi al gruppo misto e aderendo a dicembre al Patto di Mario Segni dove resta fino al febbraio 1994, dimettendsi perché non candidato nel Patto per l’Italia . FOTTUTO !!!!
          Termina così il mandato parlamentare con le elezioni del 27 e 28 marzo 1994. Due mesi dopo si candida per le elezioni europee da indipendente nelle liste di Alleanza Nazionale. TROMBATO!!!
          Ad inizio 2001, Pappalardo fonda il movimento “Popolari Europei”, collocato a destra della Casa delle Libertà
          In vista delle elezioni si candida al Senato nel collegio di Taranto in Lega d’Azione Meridionale, un movimento collegato all’ex Sindaco di Taranto Giancarlo Cito,TROMBATO !!!! Due mesi dopo, nel giugno 2001 si presenta candidato alle elezioni regionali siciliane nella circoscrizione di Catania nella lista Biancofiore, promossa da Salvatore Cuffaro TROMBATO !!!!
          Ai primi di marzo del 2008, Pappalardo pubblica su La Sicilia di Catania un articolo in merito alle scelte politiche del Consiglio Nazionale del SUPU a favore di Raffaele Lombardo e del Movimento per l’Autonomia (MpA) in occasione delle imminenti elezioni regionali e nazionali La Segreteria Nazionale del SUPU si riunisce l’11 marzo 2008 e decide di sostenere la candidatura di Pappalardo nell’MpA. Viene candidato in tre collegi senatoriali, Abruzzo, Puglia e Sicilia
          A seguito dei risultati risultati elettorali del 14 aprile 2008, l’MPA ottiene solo due senatori in Sicilia. TROMBATO !!!
          Il 30 ottobre 2011 annuncia la sua candidatura a sindaco di Palermo con il Melograno Mediterraneo. La lista viene esclusa in quanto presentata oltre i termini stabiliti . INCULATO !!!!
          Pappalardo presiede dal 2016 il Movimento Liberazione Italia[ facente parte della galassia di sigle a cui ci si riferisce impropriamente come Movimento dei Forconi. Il 14 dicembre 2016, assieme ad alcuni membri del Movimento 9 Dicembre-Forconi fra i quali il presidente Danilo Calvani, inscena uno pseudo arresto ai danni dell’ex parlamentare Osvaldo Napoli nei pressi di Montecitorio . RIDICOLIZZATO !!!

          Dimmelo frany su dimmelo che sei vissuta su un altro pianeta
          Oppure dimmelo su dai dimmelo che non sei Italiana e sei emigrata da noi da qualche landa sperduta del pianeta Terra !!
          Azzardo una ipotesi ? Sei cinese vero ?

           
        • Orazio il said:

          Giusto giusto, con l’arrivo dell’Ambasciatore Americano a Roma.
          Guarda il caso.!!!!
          Che abbiano fatto i conti per tempo…. la mia è un’idea maliziosa, ma non mi stupirei che gli Americani, temendo di rimetterci nel caso di un default generalizzato e/o gravi crisi europea cui vi siano delle sgradevole conseguenze… ovvero addio soldini che paghiamo alle banche/fondi americani per il nostro debito pubblico, e ad una molto possibile revisione di tutti gli accordi ivi inclusi le basi e la permanenza della Nato in Italia, si stiano preparando per qualche mossa speciale, anche in salsa anti Germania.
          Del resto alcune anticipazioni giuste o sbagliate li abbiamo viste.
          Il resto me lo tengo per me….

           
  32. Ermete il said:

    Questo articolo mi ha reso molto triste. Sarebbe bello un suo articolo con qualche soluzione “pratica”. So di chiederle troppo…

     
    • Federico Dezzani il said:

      La storia recente della Siria dimostra che, senza l’appoggio di potenze estere, è impossibile per una singola Nazione resistere all’assalto di questi poteri. Quindi la soluzione pratica è: darsi una mossa e cercare amici!

       
  33. Federico Dezzani il said:

    Risposta generalizzata sul futuro del Sud nel caso in cui l’assalto all’Italia fosse coronato dal successo ed il Paese fosse fatto a pezzi: Meridione, Sicilia e Sardegna andrebbero al Regno Unito.

     
    • Maurizio Destro Benini il said:

      Servirebbero i cosacchi che abbeverano i cavalli in p.za s Pietro come descritto in una una profezia……. Deve accadere qualcosa di veramente impensabile oggi , affinchè si realizzi. Anche se quanto descritto in questo post potrebbe lasciarlo intravvedere…….

       
    • Fabrice il said:

      @Federico Dezzani

      Due Domande:

      1) Scusi, ma le basi Nato a comando americano sparse in tutto il Sud Italia ( isole comprese ) gli USA le metterebbero subito a disposizione di UK?

      E in cambio di cosa?

      Si sa che gli USA non hanno mai fatto beneficenza, tutt’altro…!!

      Comunque, non la vedo così facile, ma proprio per niente!!

      2) Lei è in contatto con ambienti militari italiani di alto livello che hanno un qualche piano per opporsi a uno spezzatino nazionale vergognoso del genere?

      Secondo me si, qualche contatto significativo lo ha avuto di recente ma non lo vuole svelare oppure già l’ha svelato implicitamente con questo articolo, chi lo sa…..!!

      Cordiali saluti.

      Fabrice

       
      • Frank Brown il said:

        Chi abbia osservato l’espressione sul volto del Presidente Boldrini durante tutta la Parata del 2 Giugno dovrebbe poter intuire che – si – all’interno delle nostre forze armate (ed in particolare dell’Esercito e dei Carabinieri) è ancora presente un certo spirito patriottico.

        https://www.youtube.com/watch?v=OBiJ5KzbtJI

        Per certo esso era presente nel Corpo Forestale dello Stato – che presidiava le aree rurali e montane – e che è stato sciolto (decreto 177/19 Agosto 2016, Governo Matteo Renzi, Ministro Maurizio Martina).

        Comunque – senza scomodare il “sentimento patriottico” (valore eticamente elevato ma che alcuni considerano “astratto”) – occorrerebbe tenere presente che le attuali Forze Armate sono attualmente costituite nella loro quasi totalità da Ufficiali, Sottoufficiali, Graduati e Truppa provenienti dalle sole regioni italiane: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Potrei sbagliarmi ma a me non sembra che costoro abbiano una spontanea simpatia verso un progetto che spingerebbe le loro regioni verso una situazione ancor più difficile di quella odierna.

        Poi ci sarebbe tutto il resto… ma diamo tempo al tempo.
        *Secta et Ligata Refloret*

         
    • guidino il said:

      Nella Sua ipotesi il nord italia rimane attaccato all’europa e si terrebbe l’euro mentre il sud rovinato sarebbe comunque liberato dall’euro e tornerebbe ai reales o giù di li…
      Comunque non male, potrebbero vendere spiagge, aranceti e panorami agli arabi ricchi che comunque vivono in territori che sono altri mille anni indietro. Trasferendosi al sud l’italiano del nord diventerebbe più libero.

       
  34. Matteo il said:

    L’Europa frammentata e ininfluente è il sogno eterno della Massoneria, nonchè la causa per cui fu fatta la Prima guerra mondiale e distrutto l’impero asburgico. Ma questo secolo infame sta volgendo al termine

     
    • Orazio il said:

      Il sogno della massoneria, perpetuato in secoli, ha come scopo l’accentramento degli Stati, non la loro parcellizzazione.
      A partire dalla guerra risorgimentale, passando per la prima guerra mondiale, fino ad arrivare ad ora con i vari trattati, opportunamente messi nella nostra costituzione “guarda caso” massonica, siamo arrivati a un governo non eletto da nessuno che esegue i “compiti” da non eletti da nessuno.
      Più chiaro di così.
      Ora rispetto Dezzani, in quanto quando tutti pensano la stessa cosa, nessuno pensa, mi sembra però che ci sarebbe da fare delle opportune osservazioni.
      Non mi convince, il fatto che il nord verrebbe assorbito dalla Ue? Poi perché e per quali motivi? Ci danno la sovranità monetaria, ci regalano oro e monete? Restare in un “gruppo” che alla fin fine è quello di spogliare gli ultimi brandelli di economica, esattamente come hanno fatto nella Germania dell’Est? Suvvia, bravi si, ma non così fessacchiotti. Che stiano spolpando l’Italia e la Spagna, come altre nazioni del sud europa, lo abbiamo visto, ma pensare che possano continuare fino alla fine, mi sembra veramente eccessivo.
      Distintamente.

       
  35. Stefano il said:

    Il nord alla Francia e Germania, il sud agli angloamericani, e il centro?

     
  36. Stefano il said:

    Mi scuso per il commento tronco; volevo in effetti chiedere se, viste le divisioni dell ‘Italia, potesse essere il centro il nucleo di mantenimento di una italianità altrimenti scomparsa? Grazie

     
    • Federico Dezzani il said:

      viste le divisioni dell‘Italia?

      Qui si discute su come respingere l’invasore!!!

       
  37. ginko il said:

    Suvvia Federico, rileggi quello che hai scritto, ti sei espresso male. Solo ora ottobre 2017 comprendi il piano diabolico franco tedesco? Sul resto sono d’accordo, ma tutti compreso tu, avevamo capito benissimo non dalla risatina Merkel -Sarkozy, ma molto prima, dove andavano a parare. Indubbiamente siamo alla fase finale con il sacco di Roma.

     
    • Orazio il said:

      Non sappiamo se e come finirà, visto le enormi variabili che ci sono e pensare che la Svizzera, con la propria sovranità monetaria, possa annettersi tante porzioni di territorio … Francesi, Italiani e addirittura Tedeschi, mi sembra un vero esercizio di immaginazione.

       
      • Federico Dezzani il said:

        Concordo sul fatto che il confine italo-svizzero vada rivisto.

        Dobbiamo spostarlo a Nord, fino al passo del Gottardo. Questione di sicurezza nazionale.

         
        • Sottoscrivo.
          Basta che poi non ci tocchi concedere ai locali le stesse prebende riconosciute agli Altoatesini

           
  38. Che dire!
    Ci eravamo abituati a questa Italia, ma ci eravamo dimenticati che la Storia è un continuo divenire.
    Gli Stati Nazione posso essere rismontati e rimontati a piacimento.
    Gli Stati in effetti, come noi li conosciamo , non servono più.
    Basta un cervellone centrale e tanti terminali.
    Ovviamente la frammentazione paga per ovvi motivi ed è funzionale al progetto in atto.
    Le menti raffinatissime ci indicano la strada per una direzione non cruenta dove cittadini felici e inconsapevoli continueranno, senza particolari affanni, a esercitare il loro diritto al consumo.
    Niente guerre sanguinose come in Libia e Siria.
    Si può fare tutto senza particolari traumi. L’importante è che il progetto degli USE proceda.
    Naturalmente sarà la Germania a farla da padrona (almeno apparentemente).
    I tedeschi si sà soffrono perchè castrati storicamente in più occasioni.
    Quale migliore occasione per coagulare le forze europee rafforzate e lanciate contro l’orso Russo.
    Speriamo di non cadere nella trappola (noi europei).
    Il nord Italia come nuovo sud Europa. Forse loro sanno qualcosa che a noi sfugge. Forse a breve, non sarà più conveniente produrre in Oriente.
    Per i centro/sud non c’è problema. L’aiuto Americano ( non Trumpiano) potrà bastare. Son già dei parchi a tema naturali.

     
    • alonzo il said:

      Ma noi ce l’abbiamo uno in ottimi rapporti con Putin, un vero amico: il Cavaliere!

       
      • Federico Dezzani il said:

        Sarebbe davvero drammatico se fossimo costretti a rivalutare il Cav. come un grande statista.

         
        • Cinà il said:

          Sarà anche vero che il Belusca è amico di Putin, ma non dimentichiamo che lui si presenta, nell’attuale scenario politico, come l’argine ai populismi e grande interprete del PPE.
          Più semplicemente, ha preso talmente tante di quelle botte dal sistema che ormai è un fantasma che recita a soggetto in più tavoli politici sapendo che la sua parabola è ormai nel tratto finale.

           
        • Orazio il said:

          Berlusca, quello che ha autorizzato alla irrorazione dell’Italia da parte della NATO?

           
        • Guido il said:

          Beh, il cavaliere , in quanto venditore di pubblicità, aveva un interesse personale che coincideva con l’interesse nazionale. Voleva che i consumi salissero, quindi non si affannava a tartassare gli italiani come Monti. Le sue scelte politiche – amicizia con la Russia e controllo della immigrazione con gheddafi – erano anch’esse nell’interesse nazionale.
          Perciò è stato eliminato.
          Non poteva essere un grande statista, in quanto essendo molto ricco poteva essere distrutto nel patrimonio, cosa che è puntualmente avvenuta, grazie alla magistratura che condannò Mediaset a pagare 600 milioni per una inesistente causa relativa alla Mondadori. Ricordo perfettamente gli avvenimenti di Borsa del 1991. De Benedetti uscì gongolante dall’accordo, che gli riconsegnava Repubblica e l’Espresso. Quindi, causa inesistente. Divorzio dalla moglie da centinaia di milioni, ecc.. Tirava brutta aria, e Berlusconi cedette le armi a Napolitano, che insediò Monti. Quest a la storia.
          Un ultimo appunto. Nel 2011, nel mese di agosto, il debito pubblico era a 1920 miliardi, e nel mese di ottobre, Tremonti lo passò (la caduta di Berlusconi fu il 10 novembre) con 1880 miliardi ( dati del Bollettino di bankitalia). Un paese sull’orlo della rovina, non diminuisce il suo debito pubblico di 50 miliardi n due mesi…..Perciò che le condizioni fossero disastrose è un falso pubblico alimentato dai giornali di sinistra.

           
        • Cinà il said:

          Voglio aggiungere un auspicio: vorrei una forza politica, di qualunque parte dell’arco costituzionale, che avesse il coraggio di inserire nel proprio programma elettorale la priorità di una commissione di inchiesta che chiarisca con precisione i contorni delle vicende che determinarono la defenestrazione “violenta” dell’ultimo governo Berlusconi, indagando anche il ruolo che ebbe la stampa nell’accadimento di quei fatti; le vicende politico-economiche che hanno determinato la castrazione dell’economia italiana in un preciso arco temporale tramite l’imposizione di misure draconiane e totalmente controproducenti. Parimenti, la suddetta commissione d’inchiesta, dovrebbe indagare sugli eventi degli anni 1992-93 che portarono alla distruzione dell’assetto istituzionale che aveva governato l’Italia dal dopoguerra, cercando di capire quali siano stati i veri motivi che hanno prodotto quegli eventi.
          Dulcis in fundo: la pubblicazione di tutti i trattati e gli accordi, sia pubblici che segreti, che ci sottomettono agli Usa ed alla Nato sin dal 1943.
          Quando troveremo un partito o un movimento che si deciderà a mettere in chiaro quali sono i limiti della nostra libertà, allora varrà la pena spendersi e appoggiare con tutte le proprie forze questa formazione.
          Se invece, e torno tristemente alla realtà nostra, si continua a giocare con le fandonie che ci propinano tutti i giorni, allora vale la pena andarsene a mare … o in montagna secondo la stagione, piuttosto che continuare a farsi prendere per l c..o da queste mezze cartucce di politici!

           
  39. Paolo il said:

    Quando ho sentito alla radio che a Barcellona erano scesi in piazza oltre 300.000 catalani, il mio cuore ha avuto un sussulto di gioia. Questo non tanto per la condivisione dei propositi d’indipendenza che m’interessano il giusto, quanto per la risposta unitaria di un popolo a dei “propositi politici”.

    Fatto salvo il fatto che tutte quelle persone in piazza a Barcellona, siano state frutto del reale volere del popolo e non di “burattinai avvezzi alle rivoluzioni colorate in giro per il mondo”, mi chiedo:” Quando gli italiani si decideranno a scendere in piazza, almeno in quel numero, contro una classe politica cialtrona, criminale, incompetente e nemica ?”

     
    • Tobia il said:

      Cia, Gladio, Servizi Segreti Deviati, Massoneria, Mass Media Main-stream e ” Guerra Psicologica” CONTRO gli italiani.

      Il risultato è stato una profonda apatia e mancata reattività alle ingiustizie da parte del popolo. In pratica, siamo diventati un “territorio atto a sperimentare qualunque arma psicologica” da poter poi applicare in altre parti del mondo.

      Ecco perchè gli italiani non scendono in piazza e non reagiscono mai.

      Link https://www.youtube.com/watch?v=kweOpe0R9go

       
      • Parecchi anni fa lessi un libro intervista ad Ettore Bernabei,un uomo avvezzo a frequentare la stanza dei bottoni:nel libro si fa menzione piu’ volte all’interesse massonico-atlantista per il cosidetto “filetto”,la parte migliore di un Paese da assorbire lasciando alla deriva la parte meno appetibile,obiettivo da conseguire con le buone o con le cattive,vedi Yugoslavia e Cecoslovacchia.A mio modesto parere,se i piani degli psicopatici di bruxelles andassero in porto,il Lombardo-Veneto diventerebbe semplicemente il cottimista della Germania e satelliti,condizionato e ricattato dalla revoca del contratto,simile al finto socio lavoratore della finta cooperativa terrorizzato di essere lasciato a casa ad ogni cambiamento di umore del finto presidente della finta cooperativa.Il sud,e lo dico da terrone DOC,difficilmente potrebbe andare peggio di cosi’,potrebbe diventare la California o la Colombia d’Europa,in quanto alla mafia ,a questo punto,ognuno dovrebbe aver capito che si tratta di manovalanza di ben altri poteri,da Portella della Ginestra all’omicidio Mattei,non fa certo i nostri interessi,ogni capomafia ha il suo posto in loggia,segreta o scoperta che sia.Cordialmente

         
  40. Le conclusioni a cui arrivi, per quanto possano lasciare sbigottiti, sono molto plausibili e danno risposta a un quadro che diventa sempre più coerente. È un allarme che non possiamo far cadere ma che dobbiamo rilanciare, prima che ci vengano chiusi i canali perchè è sempre più chiaro che ai paesi della periferia d’Europa è stata fatta una guerra a tutti gli effetti e che bisognerà approntare una risposta, ora che siamo ancora in tempo.
    L’unico elemento che sfugge a questo quadro è la riscoperta di quel minimo di sovranità che ha portato il governo a ristabilire le relazioni diplomatiche con l’Egitto.

     
    • Geronimo il said:

      Salvatore Penzone a me pare che tu sia partito come un treno e arrivato con il freno.

      La risposta è liberarci dei traditori interni. I traditori della patria. Tutti sanno chi sono, a partire dalla nostra intelligence. Processiamoli !

      Solo dopo avere “bonificato” gli spazi interni potremo pensare di occuparci di chi ci fa la guerra dall’esterno!

       
    • Io credo che li ci sia lo zampino dell’ENI,l’unica entita’ che ha ancora una politica estera,grazie a Dio;hanno tirato i russi dentro l’affare,mi pare di ricordare col 30% e si sono messi al sicuro dalle ingerenze di altre compagnie.

       
  41. roberto il said:

    Questo ho scritto a commento del penultimo Articolo di Dezzani :

    Francia e Germania sono nazioni che presentano al loro interno differenze culturali, etniche e di costume paragonabili o maggiori a quelle spagnole o italiane ma stranamente non si sente mai parlare di secessioni di qualche loro regione dallo stato nazionale. La regioni tedesche hanno in effetti una relativa autonomia ma non é molto differente da quella delle controparti italiane o spagnole. E’ quindi evidente che tutta questa falsa esigenza di autonomia è da ascriversi alla strategia franco-tedesca che dura dalla fine della seconda guerra mondiale di dividere il più possibile gli altri stati europei e/o i loro interessi economici. In pochi decenni sono scomparse la Jugoslavia e la Cecoslovacchia che fanno ormai parte delle economie di Germania e Francia mentre la Grecia è ancora unita solamente perché di fatto non esiste più essendo diventata una colonia. La Francia e la Germania sono la vera culla della massoneria e del sionismo e i vari tentativi di smembrare l’Italia sono stati impediti in passato solamente dalla DC e dal PSI che erano gli unici partiti pienamente nazionali, non controllati dai poteri massonici mentre Lega Bossi e PD Renziano sono creature rispettivamente tedesche e francesi. Ricordo la grande passione di Bossi per l’unione (annessione) alla Baviera o tutti i regali fatti dal PD alla Francia (dal mare dell’isola dell’Elba alla Libia, dalla sostituzione dei rapporti con l’Egitto sino a Telecom e a tutte le altre decine di imprese strategiche date in pasto alla finanza sionista francese). Sono convinto che entro la prossima metà del 2018 l’Italia come l’abbiamo fin ora conosciuta si avvierà rapidamente alla definitiva scomparsa (2-3 anni al massimo) e d’altra parte lo è già sotto l’aspetto formale.

    Questa la Risposta di Dezzani :

    Sono convinto che entro la prossima metà del 2018 l’Italia come l’abbiamo fin ora conosciuta si avvierà rapidamente alla definitiva scomparsa.

    Hmm. Non sarei così pessimista. Ci sono potenze che premono in senso opposto, come spiegato nell’articolo

    Attuale commento :

    Francia e Germania non hanno nessuna intenzione di associare il Nord Italia perchè le loro industrie non ne hanno più bisogno avendone già il controllo di quello che fu un fino a un decennio prima un formidabile concorrente economico. Ricordo inoltre che Zaia all’ultimo congresso della Lega disse inequivocabilmente che in nemico del Nord Italia è il NORD, intendendo dire “il nord europa”, andate a risentirvi il suo bel intervento. Maroni è isolato e non conta ormai granchè nel partito, saldamente in mano alla linea Salvini. Sento pochissimi leghisti parlare di secessione dall’Italia mentre la grandissima maggioranza della base ha capito la truffa di Bossi e Berlusconi. Senza il Sud il Nord Italia è alla totale sudditanza dell’asse Franco-Tedesco e anche i piccoli e medi inprenditori hanno provato sulla loro pelle la distruzione delle loro industrie. Nessuno può sperare di formare in pochi mesi un movimento capace di opporre una qualsiasi resistenza all’asse franco-tedesco, occorre essere uniti insieme all’unico partito nazionale ancora esistente anche se non si condividono tutti gli aspetti politici.

     
    • Paolo il said:

      interessante cio che dice Roberto.
      Aggiungo che una consistentissima parte di cio che si produce al nord viene consumato al sud..se crolla l’economia del sud chiudono a catena intere filiere produttive al nord…molto di cio che si produce al nord è in diretta concorrenza con la Germania . L’Italia Unita “potenzialmente” conta (nonostante tutto conta ancora: è la 8 o 9 potenza mondiale ) smembrata non conta un C…Equivale a dire che la cosidetta “Padania ” non sarebbe assolutissimamente nulla (forse neanche piccola potenza economica ). Cio che delinea una identità nazionale è la lingua ..i confini italiani erano già determinati (spontaneamente) cosi come sono dalla lingua parlata. Smembrare l’italia sarà nefasto per tutti.E’ molto più semplice risolvere i problemi nord sud che far fronte alle problematiche di un possibile smembramento. Prima dell’unità d’Italia il nord era scorrazzato da spagnoli , francesi , austriaci …e non mi pare fossero ben voluti. Altra considerazione: ci son tantissimi italiani del nord che non vogliono lo smembramento e ci sono tantissimi ormai del nord ma di provenienza meridionale altrettanto. Altro: ma l’Emilia Romagna e la Toscana …?? sono ricche e produttive ..non quanto il bacino lombardo veneto ma lo sono…

       
  42. Gianni Barbato il said:

    Sicuramente si stanno facendo ragionamenti a dire poco cazzaroni .
    Mettiamo che le Regioni più produttive , quelle più industrializzate, quelle con le banche più sane vengano assorbite da altri siano esse Svizzera , Francia o Germania
    E quindi producono , producono ,producono ,merci servizi e ogni ben di dio . Ma dico chi cazzo compra se tuttigli altri si sono affossati economicamente ? Faranno una gigantesca Cassa per IL Mezzogiorno ? Se è così io ci metto la firma sul separatismo . Vivere a sbafo di chi si danna l’anima per produrre non è mica da fessi!

     
    • Paolo il said:

      Sono d’accordo…con sto smembramento e con l’affossamento economico di un intera fascia geoeconomica come la fascia meridionale del sud Europa vorrei sapere dove e a chi vendono (posto che un certo mercantilismo ordoliberista tedesco impone cure dimagranti e tagli continui alle retribuzioni …alla fine cio che produrranno dove lo venderanno ??? va beh…che i tedeschi son pazzoidi con una tendenza nichilista all’auto distruzione….quel loro istinto a prevaricare alla fine li rende cechi (storia docet) sino al massacrare per poi farsi massacrare. Non penso affatto che la smembramento dell’Italia porti più benessere al nord..affatto. Sarà tutta l’Italia a perderci. E l’Italia smembrata resterà “Italia” anche se non più politicamente: un veneto , un lombardo , un piemontese…è e resta italiano ed è percepito come un italiano …saranno sempre considerati “italiani” PERCHE’ LO SONO.

       
    • Federico Dezzani il said:

      Questi sono ragionamenti del tipo “nel 1914 la guerra non scoppierà, perché ci perderebbero tutti…”

       
      • Paolo il said:

        per quanto riguarda me…non ho fatto quelle considerazioni con la convinzione che non succederà nulla perché alla fine forse ci perdono tutti…credo che le analisi da Lei fatte ci stiano ..e alla grande…lo dico convinto che se succederà lo smembramento (e potrebbe succedere perché è evidente che ci siano delle forze “importanti ” che lo vogliono ) chi pensa di poter cosi trarne un vantaggio economico e sociale (ed esempio i cosiddetti padani secessionisti ) forse sbagliano…smembrare l’Italia “potrebbe” non portare quei vantaggi sperati e potrebbe creare degli svantaggi di gran lunga maggiori degli attuali nel rapporto nord sud…posto che a mio avviso come precedentemente detto uscendo dall’euro ..e mantenendo però l’unità nazionale..si potrebbero creare condizioni per un rapporto diverso tra nord e sud (rivedere ad esempio i trasferimenti che notoriamente non hanno mai risolto nulla ne in Italia e altrove…) e magari ristabilire nuove regole senza drenare risorse dal nord (esempio una lira a due velocità…ad hoc riflettente le due rispettive economie del nord e del sud …che sono “oggettivamente ” e strutturalmente due economie diverse…) . Guardate che dalla moneta unica…cioè la lira come la abbiamo conosciuta ha tratto vantaggio esclusivamente il Nord Italia (esattamente come oggi la Germania con l’euro )…creando un equilibrio che ha funzionato per 50 anni ed anche benino per certi versi visto che l’Italia è cresciuto al 5% sino ai primi anni ottanta e poi ha continuato a crescere a circa un rispettabile 3% ai primi anni novanta …per poi comunque mantenersi in modesti tassi di crescita inferiori al 3 % ma di gran lunga migliori rispetto agli attuali … per poi gradualmente andar giu sui 0,(qualcosa ) e non risalire più e perdere il 25 % della sua economia (cioè l’equivalente di una guerra di medie dimensioni…perché guerra c’è stata non militare ma di altra natura ..ma con danni enormi ) . Io son convinto che e molto più facile risolvere i problemi noti all’Italia in particolare il rapporto nord sud (di cui si è avvantaggiato il nord…che poteva svilupparsi con una lira perennemente svalutata rispetto al sud ..ed i “trasferimenti” erano una sorta di compensazione …che tenevano però un equilibrio sbilenco non permettendo mai e poi mai lo sviluppo del sud /meridione …quei trasferimenti non erano generosità del nord ma semplicemente il compenso di uno squilibrio monetario permanente che permettevano al sud di essere una perenne serbatoio di consumo dei prodotti del nord (senza nessuna possibilità di sviluppo per i motivi prima detti ) e avvantaggiando il nord ..nella competizione con il sud …ed contemporaneamente la debolezza del sud permetteva alla Lira di tenersi debole e quindi competitiva con l’estero . Bisognerebbe rivederla la teoria (menzognera ) del nord che ha mantenuto il sud…e bisognerebbe anche rivedere il risorgimento…per capire cosa è realmente successo co i Sabaudi al sud. Uscire dall’euro , stare uniti (ma con regole diverse ), potrebbe essere un nuovo modo di accogliere le istanze del nord (produttivo ) e del sud (potenzialmente produttivo anche se in modo differente dal nord ) stando uniti con regole diverse e con due diverse monete . Smembrare l’Italia è una pazzia…e ripeto: l’Italia resterà Italia…perché i confini “italici” si sono determinati spontaneamente per altre ragioni (lingua docet ) molti ma molti secoli prima : i padani sono italiani…come lo sono i meridionali ..diversi in alcuni aspetti ma sempre italiani. Se sfasciano l’Italia continueranno ad aver problemi. Quindi non ho detto che l’Italia non si sfascerà perché non conviene a nessuno …ma che se l’Italia si dovesse sfasciare (e potrebbe essere ) chi pensa di trarne vantaggio avrà a mio parere un amara sorpresa . Forse Salvini lo ha capito . Anzi secondo me lo ha capito.

         
        • discorso diverso per la Sardegna….la Sardegna ha una vocazione indipendentista di lunga storia …risalente ai primi del novecento….forse i sardi (io son sardo ) non si son MAI sentiti veramente italiani…mentre i padani sostanzialmente chiedono l’indipendenza per motivi di pecunia (i trasferimenti al sud ..) ) . I cosiddetti Padani se non fosse per quel Tot che vola al sud non vorrebbero la secessione…i Sardi invece si…perché le ragioni che spingono ad una sorta di indipendentismo sono più profonde con reali motivazioni storiche, sociali, etniche , geografiche etc etc …fermo restando che arrivati a questo punto anche l’indipendentismo sardo pur avendo buone motivazioni …è sbagliato.

           
  43. ENEA il said:

    La compagnia petrolifera statale russa Rosneft ha acquisito da Eni il 30 per cento della concessione per lo sviluppo del giacimento di gas Zohr in Egitto per 1,125 miliardi di dollari.
    La società, in base all’accordo che è stato sottoscritto, compenserà inoltre l’azienda italiana anche per i costi storici sostenuti per il progetto.

     
  44. Fabrice il said:

    L’immancabile Goerge Soros si è detto favorevole all’indipendenza della Catalogna anche perchè ci aveva già messo i suoi soldi, digitare sul vostro motore di ricerca preferito:

    George Soros finanzia l’indipendentismo catalano Voltairenet

    Ma è interessante notare tutta la sua opera precedente di destabilizzazione attraverso la creazione di mini nazioni, eccolo arriva!!

    La destabilizzazione di Soros attraverso la creazione di “micro-nazioni”

    di Wayne Madsen

    http://www.ilnodogordiano.it/?p=12153

    Cordiali saluti.

    Fabrice

     
  45. I’m curious to find out what blog platform you’re utilizing?
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  46. Geronimo il said:

    Intanto Puidgemont ha dichiarato l’indipendenza della Catalogna, sebbene con la sospensione degli effetti per un paio di settimane, al fine di concordare una “secessione soft” fra Madrid e Barcellona.

    In contemporanea, i “Pagliacci di Palazzo Madama”, hanno imposto la fiducia sul Rosatellum, scatenando le “ire” dei cinque stelle che per bocca del loro “portavoce dei portavoce del popolo”, Giggino Di Maio, hanno promesso “reazioni durissime”.

    Il teatrino europeo prosegue. Attendiamo l’analisi di Federico Dezzani.

     
  47. robbert67 il said:

    Caro Federico, devo dire che per quanto la tua esposizione possa di primo acchito sembrare alquanto forzata…….,beh in effetti mi trova assolutamente d’accordo. Purtroppo!

     
    • russo il said:

      Questa mattina su rai radio1, il presidente Emiliano ha serenamente “raccontato” come il progetto europeista sia proprio quello di un’ Europa delle regioni per mezzo del superamento dello stato nazionale, avvallando completamente i contenuti dell’articolo.
      Poi ha concluso dicendo: “e ma io sono trent’anni avanti”

       
  48. Andrea il said:

    Non sono convinto.
    I rischi per la euro da una scissione della Catalonia son troppo forti, considerando il potenziale effetto domino di questa secessione.
    Poi la posizione di Germania e Francia e molto chiara.

     

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