Napolitano e Grillo, gli incendiari

Il 2018 si profila come un annus horribilis per l’Italia: il Paese, già stremato dall’austerità, dovrà affrontare un contesto internazionale sempre più ostile. In un panorama politico terremotato dalla bocciatura del referendum costituzionale del 4 dicembre, dallo sfaldamento del bipolarismo e dalla debolezza strutturale dei partiti, l’approvazione di una legge elettorale sarebbe un’urgenza per evitare che il Paese precipiti ulteriormente nel caos. Dopo l’affossamento del “tedeschellum”, rientra invece in campo, per sabotare la legge elettorale, l’ex-presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: a suo fianco, sempre il Movimento 5 Stelle. L’establishment atlantico si oppone a qualsiasi soluzione politica che intralci i suoi piani e punta apertamente su un governo Ulivo-M5S.

Napolitano e M5S, cervello e braccio dell’oligarchia euro-atlantica

Per l’Italia si profilano tempi molto difficili, anzi, i più difficili dall’avvento della Seconda Repubblica: gli stessi poteri finanziari-politici che sferrarono l’assalto del 1992-1993, stanno per tornare alla carica, per lanciare l’ultimo, decisivo, attacco. Default “pilotato” o disordinato del Paese, saccheggio dei risparmi privati e dei beni pubblici, sostegno alle forze secessionistiche, così da minare l’integrità territoriale dello Stato.

L’Italia affrontò l’attacco del 1992-1993 godendo di una buona salute economica-sociale-politica: ciononostante, gli effetti furono pesanti, come testimoniarono i 18 mesi di recessione, le turbolenze terroristiche che accompagnarono le privatizzazioni, i timori di secessione di alcune zone del Paese. Dopo un quarto di secolo in cui lo Stato è stato demolito in maniera scientifica (riforma del Titolo V, abdicazione al controllo delle frontiere, anti-politica martellante, etc.) e l’Unione Europea ha portato allo stremo l’economia e le finanze italiane (disoccupazione e debito pubblico alle stelle), il nostro Paese è molto più debole e indifeso che ai tempi di Tangentopoli. L’Italia è stata sfiancata a sufficienza e, come un animale braccato, è pronta per essere accerchiata e finita.

La politica, insieme all’economia ed alle finanze pubbliche, è il principale termometro dell’involuzione italiana.

Dal dopoguerra fino al 1992, il panorama politico è dominato da partiti nazionali, strutturati, ancorati alle principali famiglie europee ma attenti agli interessi nazionali. Con Tangentopoli sono spazzati via i grandi contenitori nazionali, per lasciare il posto a partiti territoriali (Lega Nord), partiti personali (Forza Italia), partiti asserviti agli interessi euro-atlantici (PDS-DS). Si tenta di instaurare anche in Italia un bipolarismo all’anglosassone, coll’effetto collaterale di personalizzazione ulteriormente i partiti, sempre più “liquidi” e incentrati sulla figura del leader: tipico, a questo proposito, è il processo del PD. Se la politica è sempre più sfilacciata, serve almeno una “cornice” solida che supplisca alla sua debolezza: in questo senso, l’approvazione della riforma costituzionale di Matteo Renzi avrebbe contribuito a stabilizzare momentaneamente il sistema. Monocameralismo e forte premio di maggioranza alla Camera, avrebbe consentito a forze minoritarie di governare con stabilità anziché, come ai tempi della Prima Repubblica, cercare il 50%+1 nel Paese.

La bocciatura del referendum costituzionale ha ulteriormente accelerato la disgregazione politica italiana, lasciando macerie dappertutto. Macerie nella legge elettorale, diversa per Camera e Senato (che si sarebbe dovuto trasformare in altro), macerie nello schieramento politico, sempre più frantumato ed amorfo, macerie nel rapporto lo Stato ed i cittadini, sempre più allergici al “Parlamento corrotto e incostituzionale”.

Che la riforma costituzionale sarebbe stata bocciata, dopo l’incauta trasformazione della consultazione in un voto pro/contro il governo Renzi, non c’era alcun dubbio, tanto che ne avevamo anticipato l’esito quasi al decimale.

È però importante sottolineare, ai fini della nostra analisi, come, contro il referendum, non si siano schierati soltanto i cittadini in aperta rivolta contro le politiche di austerità e di immigrazione adottate dal governo (entrambe imposte dalla UE/NATO). Votano “no” al referendum anche The Economist, megafono dell’oligarchia atlantica, ed il senatore Mario Monti1, un frequentatore abituale del gruppo Bilderberg, calato nell’autunno del 2011 a Palazzo Chigi dagli ambienti della finanza internazionale grazie alla manovre dell’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Rileggere a freddo le ragioni formali del “no” dell’Economist, ora che il disegno complessivo è chiaro, consente di capire quelle sostanziali. Scrive il blasonato settimanale britannico2:

“Mr Renzi’s constitutional amendment fails to deal with the main problem, which is Italy’s unwillingness to reform. (…) Granted, the peculiar Italian system of “perfect bicameralism”, in which both houses of parliament have the exact same powers, is a recipe for gridlock (…) To begin with, the Senate would not be elected. Instead, most of its members would be picked from regional lawmakers and mayors by regional assemblies. (…) At the same time, Mr Renzi has passed an electoral law for the Chamber that gives immense power to whichever party wins a plurality in the lower house. Using various electoral gimmicks, it guarantees that the largest party will command 54% of the seats. The next prime minister would therefore have an almost guaranteed mandate for five years.”

La riforma di Renzi non avrebbe intaccato il vero problema italiano, l’allergia alla riforme: non è questo il movente del “no”. La riforma costituzionale avrebbe superato il paralizzante bicameralismo perfetto, ma avrebbe introdotto un Senato di nominati: non è questo il movente del “no”. La riforma avrebbe garantito al maggior partito il 54% dei seggi alla Camera: che sia questo il motivo del “no”? E avrebbe consentito al primo ministro di conservare le redini del governo per cinque anni: sì, è proprio questa la regione del “no”. L‘establishment atlantico si pronuncia contro l’effetto stabilizzante che la riforma costituzionale, abbinata all’Italicum, avrebbe prodotto sulla martoriata Seconda Repubblica.

La bocciatura del 4 dicembre e la defenestrazione di Renzi, infatti, non producono alcun scossone sui mercati finanziari. Gli scossoni, come abbiamo detto, si riversano sulla politica italiana, sempre più in affanno.

Installato Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, con l’unico vero obbiettivo di traghettare la legislatura sino al termine naturale, la priorità della politica italiana, sempre più lacerata e acefala, diventa la scrittura di una legge elettorale: per la credibilità del Parlamento ed il normale funzionamento delle istituzioni è una necessità impellente. Senza una nuova legge, infatti, il Paese voterà con una norma per la Camera (l’Italicum modificato dalla Consulta) ed un’altra norma per il Senato (il Consultellum, ossia il Porcellum modificato dalla Consulta): in queste condizioni, disporre di una maggioranza simile nei due rami del Parlamento è impossibile, come, di conseguenza, è impossibile la formazione di un esecutivo politico. Il disallineamento delle due leggi elettorali è il prodromo dell’ingovernabilità, del caos istituzionale e dei governi tecnici: è la stessa melma del 2011, in cui sguazzano personaggi come Napolitano, Monti e Soros.

I partiti italiani, ormai in riserva di credibilità, si mettono quindi al lavoro per “armonizzare” le due leggi elettorali, incalzati anche dal Presidente Sergio Mattarella che, conscio della gravità della situazione, ha vincolato lo scioglimento delle Camere alla scrittura di una nuova norma. “Mattarella: “Parlamento approvi presto legge elettorale”. Capigruppo: “In Aula a fine maggio” scrive La Repubblica negli ultimi giorni di aprile3. Le quattro principali forze politiche (LN, FI, PD, M5S) sembrano convergere su un proporzionale con sbarramento al 5%, il cosiddetto “tedeschellum”: la futura governabilità è incerta, ma non impossibile, specie si percorresse la strada della Grande Coalizione.

Un probabile governo politico dominato da due personalità, Berlusconi e Renzi, indigeste ai circoli liberal? No, il copione non prevede questo.

Rientra in campo Giorgio Napolitano e, sostenendo che l’accordo tra i quattro maggiori partiti sia soltanto funzionale al voto anticipato (si parla di sei mesi di differenza), affossa la legge: “Legge elettorale, Napolitano: “Voto anticipato colpo a credibilità del Paese”. E Prodi approva” scrive la Repubblica il 6 giugno. Partito l’ordine dal massimo rappresentante italiano dell’oligarchia euro-atlantica, non resta che eseguirlo: sebbene gli “iscritti” del blog di Grillo si siano espressi a favore del “tedeschellum”,4 il Movimento 5 Stelle si svincola dall’accordo, affossando la legge alla Camera. “Franchi tiratori in azione, salta patto Pd-M5s. Fiano: la legge elettorale è morta” scrive il Sole 24 Ore l’8 giugno.

Sulla vera natura del M5S, quella di “stampella del potere”, scrivemmo tempo fa: ci preme ora soltanto evidenziare come la Casaleggio Srl si muova in perfetta sintonia con Giorgio Napolitano e, soprattutto, con i poteri euro-atlantici che si nascondono dietro l’ex-presidente della Repubblica.

Trascorre l’estate e si ripropone l’urgenza di scrivere una legge elettorale. Questa volta si profila un patto a tre (PD-FI-LN), con l’esclusione del M5S che ha affossato la precedente norma: si tratta di un sistema misto proporzionale e maggioritario, “il Rosatellum”, su cui il governo pone la fiducia per avere certezza dell’approvazione. Sondaggi alla mano, sarebbe possibile formare una maggioranza attorno al centro-destra, coagulando esponenti del centro: Renzi, in cambio, spazzerebbe via le minoranze del PD che sognano il “nuovo Ulivo” con Romano Prodi, ottima conoscenza della finanza internazionale e padre nobile dell’euro.

Che fare? Rientra in campo Giorgio Napolitano che, aggrappandosi ad un comma della legge (l’indicazione di un “capo” da parte dei partiti5), getta in Parlamento tutto il proprio peso per affossare nuovamente la legge. Il nuovo patto a tre, però, esclude a monte il ricorso ai franchi tiratori grillini: al M5S, questa volta, non rimane che gridare ad un’improbabile “emergenza democratica” ed occupare Piazza Montecitorio godendo dell’ampia eco mediatica del Gruppo De Benedetti. Rosatellum, ok alle prime fiducie alla Camera. M5s-Mdp in piazza. Interviene anche Napolitano” scrive La Stampa il 12 ottobre.

Napolitano e Grillo, i due incendiari che, pur di scongiurare l’approvazione della legge elettorale e la formazione di un esecutivo che intralci l’azione dell’establishment euro-atlantico, sono pronti a precipitare il Paese nel caos, affossando il governo, obbligando l’Italia all’esercizio provvisorio, assicurando l’ingovernabilità della prossima legislatura.

Assumendo che l’iter per l’approvazione del “Rosatellum” vada a buon fine, quali sviluppi attendersi per la politica italiana?

Le probabilità che la Corte di Strasburgo accolga il ricorso di Silvio Berlusconi, rendendolo candidabile per le politiche del 2018, scendono drasticamente; in parallelo aumentano le probabilità che Matteo Renzi sia scalzato dal PD, sull’onda delle elezioni siciliane o di un nuovo scandalo à la Consip. Le elezioni della prossima primavera si profilano sempre più come uno scontro tra il Patto del Nazareno ed il Club Bilderberg. L’interrogativo principale è: che piani avrebbero, Napolitano e Prodi, per un ipotetico governo Ulivo-M5S?

 

1http://www.corriere.it/politica/16_ottobre_18/mario-monti-perche-votero-no-referendum-costituzionale-8546db02-94b6-11e6-97ea-135c48b91681.shtml

2https://www.economist.com/news/leaders/21710816-country-needs-far-reaching-reforms-just-not-ones-offer-why-italy-should-vote-no

3http://www.repubblica.it/politica/2017/04/26/news/mattarella_parlamento_approvi_presto_nuova_legge_elettorale_-163955109/

4http://www.ilblogdellestelle.it/sulla_legge_elettorale_hanno_gia_deciso_gli_iscritti.html

5https://www.agi.it/fact-checking/napolitano_pisapia_rosatellum_fact_checking-2242823/news/2017-10-12/

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91 thoughts on “Napolitano e Grillo, gli incendiari

  1. Atomos il said:

    Pienamente condivisibile l’analisi di Dezzani. D’altra parte il fetore di marcio che accompagna il M5S, ormai si sente a chilometri di distanza. C

    Credo che ad essersene accorti, siano ormai la maggior parte degli italiani. Un “termometro” di questo dato di fatto è la frequentazione del Blog di Grillo, scesa a livelli davvero ridicoli, del tipo 80 commenti a post ( quando solamente un lustro fa era il primo Blog in Italia e fra i primi al mondo). Il bello è che nessuno dei “grilloidi” analizza questo dato.

    Un altro dato molto interessante che dovrebbe spingere gionalisti, analisti e magistrati, ad indagare a fondo, è lo “strano appoggio” che riceve il M5S sul web ed in particolare sui socials network. Personalmente credo, esista un “movimento occulto” (sulla falsa riga del Movimento Arturo http://federicodezzani.altervista.org/movimento-arturo-le-truppe-cammellate-di-george-soros-in-rete/ ), ai servizi dell’èlite euroatlantica e che si occupa di “creare consenso” intorno al M5S.

    In pratica, i cosiddetti “trolls” tanto denunciati dai grillini, sarebbero presenti proprio nelle loro fila. Da una analisi superficiale dei profili facebook che riportano nella maggior parte dei casi la scritta “Lavora per il M5S” e che si occupano della strenua difesa del movimento, ho trovato tanti “ex-militari dell’esercito”, tanti “siciliani”.

    Purtroppo servirebbe una indagine dell’intelligence per scoperchiare il “pentolone” e portare alla luce questi “gruppi occulti e vastissimi”, che condizionano la vita democratica del paese. Speriamo un giorno si riesca a squarciare questo velo di omertà e si arrivi alla verità. I miei dubbi, sono certo, diventerebbero certezze.

     
  2. Mario il said:

    Boh!
    Il ragionamento potrebbe filare.
    Però, Berlusconi e soprattutto Renzi hanno sempre eseguito al top le istruzioni dell’establishment.
    Dezzani ora sarebbero i nostri difensori?

     
      • Federico Dezzani il said:

        Potremmo levarci Draghi di torno se la Commissione d’indagine sulla banche facesse 1/10 del lavoro che dovrebbe fare.

        Il libro su Parvus cresce… Sarà il mio capolavoro.

         
        • Mihai Podeanu il said:

          eh… gli archivi…
          Goldman Sachs: una brutta storia finita nel dimenticatoio
          Roma, 27 Novembre 2006, AgenParl.
          «A metà settembre Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, aveva fatto circolare un comunicato stampa in cui denunciava che, approfittando delle diverse legislazioni fiscali in vigore nei Paesi europei, Goldman Sachs International, quarta banca d’affari nel mondo, ha attuato una ingegnosa truffa ai danni dello Stato per 202 milioni di euro. La banca ha avuto come vice presidente e responsabile per l’Europa Mario Draghi nel periodo incriminato (2002-2005). C’è in corso un’indagine della magistratura e un’operazione delle Fiamme Gialle è stata disposta dalla Procura della Repubblica di Pescara, titolare dell’indagine in quanto nella città abruzzese ha sede il centro operativo dell’Agenzia delle Entrate. Queste operazioni hanno portato all’inizio di settembre a sequestrare valori per 5 milioni di euro nella sede romana della Goldman Sachs, dopo i quattro milioni prelevati in precedenza.
          Era stato messo in atto un meccanismo truffaldino con il quale le azioni di società italiane quotate in Borsa, detenute anche da investitori istituzionali (come fondi pensione e altri), poco prima del periodo di distacco delle cedole dei dividendi, venivano ‘trasferite’ in altri Paesi, in prevalenza in Inghilterra, in modo da creare le premesse per evitare la doppia imposizione fiscale.
          Quindi partiva la richiesta di rimborso, ma subito dopo i titoli tornavano in Italia, scriveva l’Adusbef.
          L’indagine era stata denominata ‘Easy Credit’.
          Lannutti si chiede dove sia finita la solerzia sia di Tommaso Padoa Schioppa che di Draghi, anche perché il Tesoro continua ad avvalersi di Goldman Sachs come banca di riferimento privilegiata nel piazzamento dell’ultima emissione di global bond decennali da 3 miliardi di dollari con scadenza 20 settembre 2016, conferendole la qualifica di lead manager, assieme a JPMorgan e Citigroup».

           
        • Parvus il said:

          Draghi? Si modo promoveretur, et etiam amoveretur…
          Siamo seri: ce lo togliamo di torno solo se lo mandano al FMI.
          E non accadrà, perché là avrebbe troppo potere di controllo.

          «L’Italia affrontò l’attacco del 1992-1993 godendo di una buona salute economica-sociale-politica»? Sarà, ma politicamente andò in pezzi!
          Secondo me, tra gli altri motivi, perché continuavamo a puntare sul cavallo sbagliato (arabo, invece che …).
          Oggi raccogliamo i cocci politici, e chi ruppe non pagò. Anzi, ci stra-guadagnò. Oggi bisogna fare in modo che questo non si ripeta e, sarò banale, ma la cosa più sciocca sarebbe toglierci lo sfizio di un altro vaffanculo-day come quello del 4 dicembre.

           
      • pippo il said:

        te ne accorgerai tra un anno cosa comporterà l’assenza di draghi dalla bce…..vedrai che fine faranno i 350 miliardi delle POSTE ITALIANE… ma sicuramente tu sei tanto intelligente da aver portato i soldi fuori come han fatto berluscazzo, agnello, elkazz, demaledetti e merdetton….

         
        • Federico Dezzani il said:

          te ne accorgerai tra un anno cosa comporterà l’assenza di draghi dalla bce.

          Draghi ha fatto il suo lavoro: prolungare di 7 anni il macello dell’europeriferia. Non dimentichiamo che sul Britannia è salito anche il venerabile Draghi.
          Quanto al denaro sul mio cc…. la somma è tale che la possono convertire anche in sterline scadute della Rhodesia.

           
        • ortensio il said:

          Ah, perchè oggi secondo voi portare i soldi all’estero si può, senza farseli beccare?

           
  3. pippo il said:

    ciao. a me i M5sassoon hanno bloccato l’account sul blog di grullo perchè a volte criticavo alcune iniziative…..ecco la democrazia dal basso…password sbagliata…ah aha ha ha haah.
    condivido l’analisi, gli inglesi vogliono un governo m5s+pd anche per provocare insoddisfazione al nord, mettere in crisi salvini e riportare la lega su posizioni secessioniste dei zaia& maroni (J).
    agli americani invece importa nulla dell’italietta, tanto hanno la sicilia e tanto gli basta.

     
      • pippo il said:

        aggiungo due piccoli indizi che fanno una prova sulla natura del m5sassoon cocco dell’im-prenditoria italiana:
        1)elezione bis di re giorgio. ore 14, grullo: è un colpo di stato, sto andando a roma in camper, non lasciatemi solo, dovete essere milioni. ore
        17: grullo io domani sono a una riunione col gruppo parlamentare, andate pure ma non fate casini…..
        2) ho scritto circa 30 volte al m5s di COPIARE la regel 50%+1 tedesca. Ora mi rendo conto che ci sian problemi più urgenti, ma questa legge ha permesso ai club di calcio tedeschi di A e B di tornare al 50,1% nelle mani delle associazioni di tifosi (azionariato popolare diciamo) togliendolo dalle grinfie dei ladroni locali (ci sono anche lassù gli omologhi di quelli italiani) mettendoli in minoranza. Oltre naturalmente al dominio della nazionale locale in uefa e fifa. Ovviamente nessuna risposta.
        —–
        questi 2 episodi mi han fatto capire che sono un movimento padronale al servizio delle grandi famiglie italiane e inglesi. Fanno schifo. Bene ha fatto ieri il generale P…….

         
      • Alberto il said:

        E’ certamente quanto appare in tutta evidenza come logica conclusione delle sue ottime analisi. Che ci sia una lotta furibonda all’interno della LN è altrettanto evidente: da una parte Salvini, Borghi e la, chiamiamola cosi’, “nouvelle vague” di Radio Padania attorno a loro , mentre dall’altra ci stanno Zaia e Maroni con tutto il vecchio apparatcik di protoleghisti finti “secessionisti”. I casi sono due: o Salvini vince oppure verrà triturato e l’aver portato il movimento dal 5 al 15% non gli sarà servito a nulla.
        Che cosa poi potrebbe fare Salvini nell’ipotesi, assai remota, di una sua vittoria, è poi tutto da dimostrare: al momento non mi riesce possibile decifrare alcun elemento di strategia da parte sua.

        Comunque, caro Dezzani, ancora una volta complimenti per l’assoluta originalità di analisi e mancanza di pregiudizi.

         
        • Federico Dezzani il said:

          ancora una volta complimenti per l’assoluta originalità di analisi e mancanza di pregiudizi.

          Grazie,
          se si sviscera il potere, non si può dire che i polmoni filtrano il sangue ed i reni si riempono d’aria.

           
  4. Daniela il said:

    Analisti geolipolitici e economico finanziari seri, tipo Michael Pento, dicono che siamo al default mondiale. Ha anche individuato una data, luglio 2018.

    Per fermare il default o inflazione o tassi negativi.

    Draghi ha fermato il default europeo con l’immissione di 60 miliardi di euro al mese. Questo consente di comprare i bond dei tesori dei diversi Paesi UE, perchè altrimenti gli investitori privati non li ​​comprerebbero ai cambi attuali, nonchè le bad bank e gli eccessi di debito societario. Questo è il motivo per cui i principali tassi di interesse sono diventati così bassi. Il tutto è ovviamente insostenibile e inflazionistico.

    L’altro metodo per ridurre il debito pubblico (una invenzione neoliberista) sono i bond a tassi negativi. Per decenni.

    Porto Rico ha un milione di abitanti e 100 miliardi di debito.

    Gli USA hanno 23 miliardi di miliardi di debito. Ieri sera Putin l’ha ripetuto diverse volte. E i costi militari degli USA sono più della somma dei costi militari degli altri Paesi.

    Cosa c’entrano queste parole con quello che scrive Dezzani?

    C’entrano eccome. Lui ha appena detto che l’italia non ha più lo stesso panorama politico del 1992/1993 dove c’era comunque un potere costiuto da partiti nazionali, strutturati, ancorati alle principali famiglie europee ma attenti agli interessi nazionali.

    Italia, Terra di conquista.

    Attendo l’arrivo di un buon extraterrestre. Grazie.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Il tutto è ovviamente insostenibile e inflazionistico.

      Eh, sì… la famosa inflazione che galoppa… La si vede tutti i giorni facendo la spesa….
      L’inflazione è negativa ed i debiti pubblici continuano a salire…. perché le banche centrali pompano liquidità solo nei mercati finanziari!
      Draghi un salvatore? Ma se ha distrutto l’Italia a due riprese: 1992 e 2011!

       
      • Daniela il said:

        Palese che Draghi salvi SOLO i mercati finanziari, non dovevo certo precisarlo.
        Di conseguenza mica vedo Draghi come un salvatore del popolo (era sul Britannia? mi pare di si).

        Ma non cambia come ESSI gestiranno la cosa, nel nostro c.u.l.o.

        Il costo della vita non l’ho visto diminuire e nemmeno le tasse, dirette e indirette.
        L’IVA in Svizzera è al 7,7% (!!!).

        I nostri diritti son diventati un gratta e vinci.

        Ehm, temo peggioreranno.

         
  5. Gianni Barbato il said:

    Cara Daniela mi piace il tuo ottimismo . Ma se si verificasse invece Terra pianeta di conquista ? Hai notato anche tu che ci stanno rincogliionendo con Nibiru’ ? Ciao

     
      • Federico Dezzani il said:

        Magari teniamo i commenti sull’argomento dell’articolo, senza spostarli su Micheal Pento, E.T., Gordon Gekko e Flash Gordon.

         
        • Daniela il said:

          Non mi pareva che si trattasse di Flash Gordon. E nemmeno di Gekko.
          Interessante.

           
    • Francesca Ancona il said:

      Ma davvero credete a Nibiru? ma queste sono davvero cazzate per rincoglionire di più e distrarre dai problemi reali. Io leggo solo Dezzani ormai e mi basta così (oddio, le altre razze esistono, sono sempre esistite, ma sono sempre state qui tra noi, io potrei essere di un’altra razza ad esempio, ma nessuno lo sa) 🙂

       
      • Federico Dezzani il said:

        Io leggo solo Dezzani.

        Troppo gentile, Francesca!
        Però non esagerare con i complimenti. Non vorrei che tuo marito pensasse male… 🙂

         
        • Francesca Ancona il said:

          ahahaha non ti preoccupare Federico, mio marito non ama leggere politica, né ama il web. Quest’angolo è tutto solo mio 😉

           
  6. Francesca Ancona il said:

    Quindi, Federico, noi avremmo dovuto votare sì al referendum al posto del no, ci siamo cascati tutti, soprattutto quelli che hanno votato contro la persona di Renzi, cosa secondo me fatta apposta proprio per assicurarsi il no totale. Sta cosa volevo scriverla già dall’altro articolo. Ora leggo i commenti sopra

     
    • Giorgio Maurizi il said:

      Se Dezzani avesse cambiato, in maniera così drastica, il suo punto di vista sul Referendum Costituzionale, comincerebbero a sgretolarsi le fondamenta di quel “faro” – ovvero questo blog – a cui tutti noi facciamo riferimento per navigare in quel mare buio, cupo e tempestoso, com’è la geopolitica dei nostri giorni.

      Speriamo sia solo un caso momentaneo…

       
  7. Petrox il said:

    Era il 26 novembre e Lei scriveva testualmente “…Federico Dezzani il 26 novembre 2016 a 9:45 am said:

    No, sono ancora per il “No”, perchè è una tappa fondamentale della dissoluzione dell’euro. Renzi, per me, rimane il premier-cazzaro, che senza Ledeen e Carrai sarebbe ancora a Rignano.

    The Economist, prima che Renzi cominciasse a fare cagnara, era per il “Sì”.”

    Nell’articolo dell’epoca, pur evidenziando il doppio gioco e l’azzardo dell’Economist, voglioso di liberarsi di un Renzi “scomodo” per le sorti dell’Euro, Lei manteneva ferma l’idea che il No fosse la scelta corretta. In un altro articolo Lei indicava che il No fosse, per l’alta finanza, “…uno choc da evitare ad ogni costo…”
    Dopo un anno si scopre che abbiamo giustamente sbagliato a votare No. Perdoni l’ossimoro.
    E che Renzi fosse l’unica stampella a cui ci saremmo dovuti aggrappare e che la stabilità governativa data dal combinato disposto riforma costituzionale-legge elettorale era preferibile, quasi necessaria. Mi sembra di ricordare che alcune modifiche agli articoli della Costituzione avrebbero ulteriormente rafforzato la normativa europea subordinando ulteriormente quella nazionale. 5 anni di Renzi dovre ci avrebbero portato: fuori dall’Euro o ancora più all’interno? Evocare oggi la necessità di una stabilità governativa contro i rischi della ingovernabilità mi sembra un po’ tardivo. Anche all’epoca del referendum era evidente. Oggi la confusione in me è tanta, confesso. E “…sotto il cielo…?

     
    • Federico Dezzani il said:

      La realtà si comprende gradualmente.
      Confesso che il “no” dell’Economist non fu mai chiaro. Pensavo fosse per non accelerare le elezioni anticipate e disturbare le elezioni in Francia e Germania. Credo, oggi, che prevalesse la volontà di tenere l’Italia in una condizione di instabilità permanente.

       
      • pippo il said:

        Nel 92 tutti gli italiani (o almeno il 90%) ha goduto per le monetine al raphael….
        Sono sicuro che oggi, a distanza di 25 anni, quasi tutti abbiano capito chi c’era dietro a quelle monetine e che il msi e il pds erano molto peggio di dc-psi-psdi. Oggi mi vergogno per le monetine, visto che chi prese il posto di BC si è rubato l’italia intera.
        La realtà si comprende gradualmente.

         
      • Cinà il said:

        La stabilità politica ha un valore solo se viene gestita da persone che giocano per la propria squadra, nel caso di Renzi, Berlusconi e altri personaggi di questa risma non mi pare che abbiano perseguito il bene dell’Italia. Quindi il rimedio, dal mio modesto punto di vista, deve per forza essere un altro. Se per evitare le ricette di Napolitano e Prodi dobbiamo buttarci nelle mani di Renzi, Berlusconi, e dei loro amici stranieri non mi sembra ci sia alcun guadagno.
        Ci vuole una compagine politica totalmente rinnovata sia nei nomi che, soprattutto, negli intenti.

         
        • Cinà il said:

          Tengo a precisare che su M5 stelle la penso esattamente come Dezzani. Loro non rappresentano alcun rimedio ma solo un diversivo usato dal sistema.

           
        • Federico Dezzani il said:

          Tra il patto del Nazareno ed il Bilderberg, meglio il primo. Almeno sono massoni nazional-popolari e non anglofoni.

           
        • Nando il said:

          Dezzani cosa ti sta succedendo ? Sai bene che la Massoneria italiana, nasce dalla Massoneria speculativa inglese e ad essa “risponde”.

          Tu stesso hai “sottolineato” su questo blog, come le massonerie siano uno strumento degli anglo-americani al fine di controllare le loro colonie in giro per il mondo.

          Adesso ci dici che è meglio la Massoneria italiana che quella inglese ?

           
        • Federico Dezzani il said:

          E la P2 da chi è stata scoperchiata? Dal Mago Merlino o dagli altri massoni venuto dopo?

           
      • Petrox il said:

        Mi permetta un ulteriore commento. Ammesso e non concesso che tra governi tecnici e governi politici, Letta/Renzi/Gentiloni, la differenza non l’ho proprio notata, non riesco a trovare una forza politica, tra quelle attuali, rivolta alla salvaguardia/interesse dell’Italia. Tra un governo politico stabile filo€uro -perchè altri appunto non ne vedo- od un governo tecnico, anch’esso filo€uro, il primo è preferibile perchè avrebbe un elettorato a cui “rispondere” mentre il secondo risponderebbe solo a Bruxelles? Nel primo caso saremmo più oggetto di scambi di favore come quelli del tipo immigrati in cambio di flessibilità? Nel secondo ad applicazione rigorosa dei parametri? E’ comunque un’alternativa poco rosea.

         
        • Matteo il said:

          Dezzani, Nella P2 c’era anche Berlusconi, insieme a quell’altro scemo di Vittorio Emanuele di Savoia

           
      • Maurizio il said:

        Anche gli atlantisti hanno problemi di instabilità. Crescente, accelerata, e sempre meno gestibile. Vanno avanti in ordine sparso, vedi oggi le posizioni sull’Iran. Incombono la Bolla, e la produttività e la demografia dell’Asia, col conseguente grande progetto della Cina. Ci si prepara alla tempesta tentando di gettare fuori bordo i pesi inutili.
        La Ue carolingia ha urgenza di riorganizzarsi industrialmente e ricapitalizzarsi (Francia), risolvere il suo problema di governance, alzare le difese sprangando Alpi e Pirenei.
        Facendo a pezzi Italia e Spagna si ottimizzerebbero molte cose. Ed essendo questo il quadro (lasciamo perdere Grillo, che resta cmq un comico rancoroso vs il fu pentapartito e che un giorno ha incontrato Casaleggio) le posizioni di questi giorni di Napolitano e Prodi francamente fanno rabbrividire.

         
      • htabal il said:

        Beh, io nel mio piccolo questa tua conclusione l’avevo anticipata nel “lontano” 19 Settembre 2016, a commento di un tuo articolo sul referendum.
        Eccolo qui riproposto:

        I conti non mi tornano… Se ve’ vero che l’America e il suo ambasciatore hanno una grande influenza sulle vicende economiche e politiche Italiane, la loro azione si espleta essenzialmente sulle nostre, spesso sgangherate elite; non controllano, almeno direttamente, il popolo italiano (indirettamente certamente si, attraverso la loro implacabile macchina da guerra che e’ il complesso internettal-holliwooddiano).
        Dunque se apparentemente il messaggio pro referendum sembri essere un invito a chi “conta” a non scherzare col fuoco (proprio come un cortese invito mafioso), il popolo che non e’ il diretto destinatario, puo’ pensarne quello che vuole… e cosa ne pensa>?… in maggioranza credo (non ho dati statistici, ma chissa’ se qualche sondaggio e’ stato fatto) pensino un grande “V…………..” di grilliana memoria… oppure un “fa tutto abbasatanza schifo e questi pure ci vengono a dire come dobbiamo votare…
        Bene… non credo che l’abasciatore parli senza pensare bene quello che ha da dire, e non credo che quelli li su’ siano idioti totali, quindi credo che abbia invitato a votare per il “si” ben sapendo che l’effetto netto sarebbe stato quello di far ulteriormente inferocire il popolo contro il referendum…
        Come sembra (ma abbiamo gia’ visto sorprese) il “no” vincera’, allora Renzi o si dimette, aprendo la strada ad un ulteriore periodo di caos con o senza elezioni, oppure resta ma a quel punto il suo governo sara’ cosi’ debole che dovra’ sottomettersi definitivamente ai dictat dei nostri signori del potere…
        Se ci si guarda intorno tutto sta andando entropicamente verso stati di caos crescenti, la questione e’ se questo e’ un effetto accidentale e non voluto, oppure e’ proprio quello che e’ stato programmato.
        Io credo che il caos sia il “loro” obbiettivo a breve termine, e attraverso il caos la totale sottomissione dei popoli…
        Del resto in Europa uno dei pochi paesi, o forse l’unico, che prova a resistere alla campagna di guerra internazonalista e’ l’Ungheria di Orban che e’ appunto caratterizzata da un governo con un forte appoggio popolare….
        Il popolo in qualche modo conta… bisogna creare le condizioni adatte a farlo contare… e non credo che uno stato caotico aiuti a crearle.

        e p.s. questo discorso si puo’ facilmente allargare al referendum catalano, un altro esempio di distruzione di un popolo per mezzo dei i sui “successi”, Grecia insegna

         
  8. Questa “nazione” è diventata uno stagno melmoso.
    Spiace per chi ci ha rimesso la pelle in buonafede nei secoli precedenti.

     
  9. Matteo il said:

    La riforma era comunque invotabile, seppur per tutt’altre ragioni. Comunque penso che la Lega potrebbe superare il 30%. Non so se sia un bene o un male, Salvini potrebbe essere l’ennesimo utile idiota inconsapevole e rimangiarsi quello che dice

     
      • Cristina il said:

        Nella prima repubblica, i governi duravano forse un anno, eppure eravamo la quinta(se non sbaglio) potenza economica. La riforma costituzionale non sarebbe passata , a prescindere da Renzi, dalla recessione economica e dagli sbarchi.

         
        • Federico Dezzani il said:

          Nella Prima Repubblica, lo Stato era molto più forte di adesso: vedi IRI.

           
  10. Maurizio il said:

    D’accordo su quanto scritto da Dezzani, tranne che su un punto, ovvero le “critiche” mosse alla bocciatura della Riforma Costituzionale.

    Ricordo benissimo la spasmodica speranza e attesa ( Anche di Dezzani) per la vittoria del NO. Quando furono comunicati gli esiti (vittoria el NO con circa 20 punti percentuali di vantaggio) fu un tripudio di colori e di gioia.

    Una “buona e solida” Costituzione è tutto ciò che resta a questa martoriata Italia.

    Andrebbe cambiata la compagine politica e non la Costituzione!

    Sono gli uomini che fanno un paese…. e io di Uomini, in quel di Roma, non ne vedo !

     
    • Federico Dezzani il said:

      Credo che la riforma, in una congiuntura economica positiva e con un altro premier, sarebbe passata. Il referendum è stato ucciso dalla recessione economica, dagli sbarchi e da Renzi.

       
      • Petrox il said:

        Tutta questa analisi può essere, o meno, corretta. Ma qual è il nostro obiettivo? Quello di italiani stanchi di euro ed Unione Europea. Dobbiamo ancora giocare sulla difensiva ed attendere tempi migliori? Nel frattempo lasciare che si continui a depredare la nostra nazione? L’idea che il governo stabile sia la panacea mi sembra una chimera. Non sono forse stabili i governi da Monti ad oggi? Mi scuso se ripeto, ma a parte i nomi, ho notato una certa continuità. Governo stabile può anche essere corretto. Ma per fare cosa? Seguire una corrente franco-tedesca o contrastarla?

         
  11. Willy Muenzenberg il said:

    Tacito discerne il presente persino meglio del suo predecessore quando non agiva la sistematica propaganda messa a punto da noi. Della ex Roma avverrà quanto avvenne di Gerusalemme dove, secondo profezia, nemmeno una pietra restò al suo posto. Ed oggi sulla parete del Fortezza Antonia si fa finta sorgesse il muro del Tempio.

     
  12. Gianni Barbato il said:

    Caro Federico hai ragione al 100% meglio evitare gli O.T . Ma volevo far sapere a Daniela che sono più pessimista di lei e ho caricato sugli ET con una risposta naif . Altrimenti ci rimane solo il sig . CIAO .

     
  13. roberto il said:

    Nessun dubbio ormai che M5S è la peggiore fregatura accorsa all’Italia dopo mani pulite, il loro blog è una schifezza piena di pubblicità, caso unico al mondo di una forza politica che si dice anti sistema. Chi ha provato a fare qualche critica viene insultato nella maniera più vile e se non basta bloccato definitivamente. Poi quel Di Maio che bacia il Ferro Cloruro della teca di San Gennaro è talmente ridicolo che viene da domandarsi se si stia assistendo ad un film di Totò o nella realtà di un paese moderno. Continuo a pensare che l’unica possibilità di opporre una qualche onorata resistenza politica ai sicari dell’Italia sia la nuova Lega di Salvini e in parte FDI della Meloni depurata però dei filo CIA stile La Russa.

     
  14. Maurizio il said:

    Anche gli atlantisti hanno problemi di instabilità. Crescente, accelerata, e sempre meno gestibile. Vanno avanti in ordine sparso, vedi oggi le posizioni sull’Iran. Incombono la Bolla, e la produttività e la demografia dell’Asia, col conseguente grande progetto della Cina. Ci si prepara alla tempesta tentando di gettare fuori bordo i pesi inutili.
    La Ue carolingia ha urgenza di riorganizzarsi industrialmente e ricapitalizzarsi (Francia), risolvere il suo problema di governance, alzare le difese sprangando Alpi e Pirenei.
    Facendo a pezzi Italia e Spagna si ottimizzerebbero molte cose. Ed essendo questo il quadro (lasciamo perdere Grillo, che resta cmq un comico rancoroso vs il fu pentapartito e che un giorno ha incontrato Casaleggio) le posizioni di questi giorni di Napolitano e Prodi francamente fanno rabbrividire.

     
  15. Guido il said:

    L’unico spiraglio di luce è che Prodi ha ormai ottanta anni, e Napolitano novantasei..(credo).
    Forse la natura ci libererà. Non credo che i poteri facciano affidamento su questi.
    Nuove star? Minniti, il vecchio comunista? O Salvini a cui si farà bere di nuovo una secessione padana? Salvini non una intelligenza di lungo periodo. Perciò non siamo messi bene. In ogni caso, questi non trascineranno mai le folle.

     
      • Geronimo il said:

        Per essere meglio dei grillini non ci voleva molto.

        Il punto è capire quali di queste forze politiche ( Casapound, Forza Nuova….) è davvero dalla parte dei cittadini. Quello è il dilemma !

        Parlando con un senatore, anni fa, mi diceva che tutte le forza politiche ( di un certo peso ), in Italia, sono in pratica controllate.

        Quindi che fanno….non appena una forza politica comincia a prendere piede ed a fare “numero”, la infiltrano con gente che poi arriva ai vertici e così la controllano.

        Se solo avessi la certezza di UNA cazzo UNA SOLA FORZA POLITICA DALLA PARTE DEI CITTADINI, NON AVREI DUBBI A CHI DARE IL MIO VOTO .

         
        • Dario D. il said:

          Una cosa è certa, la ” politica sinistra italiana “, sinistra in tutti i sensi, mi auguro venga spazzata via una volta per tutte e per sempre.

          Non gli auguro neppure una minima rappresentanza in parlamento.

          Fra l’altro ” No allo Ius Soli”. Hanno quasi distrutto un paese meraviglioso come l’Italia. Quasi ! Non del tutto. Facciamo in modo che non completino l’opera.

           
        • tombino il said:

          Quella forza politica esiste e si chiama
          Alternativa Per L’Italia.

          Ora sapete a chi dare il Vostro voto.
          Riprendiamoci la nostra sovranità.
          Riappopriamoci della nostra vita.
          Mandiamoli affanculo.

           
        • Dario D,

          MAGARI la sinistra prendesse 0!
          Purtroppo temo di no.
          Credo che il suo 20% lo prenderà purtroppo!

           
      • Orazio il said:

        Dopo aver visto le votazioni in Germania e per ultime in Austria, con la destra estrema quasi al 30%, scartare l’ipotesi di un vero partito di destra in Italia con votazione del 15%, non mi sembra affatto male.
        Del resto chi abbiamo pro italiani?
        IL M5S, La Lega, Fratelli d’Italia, sono solamente bambocci messi li per distrarre. Per gli altri partiti e partitelli da Fi fino alla sinistra, non ne vedo nessuno.

         
  16. Pietro il said:

    Articolo con tanti cortocicuiti. Monti del patto euro atlantico per il no, cosi l italia non avrà un governo instabile. Il vero mandatario dell instabilita, napolitano, invece per il si. Sei sicuro che l instabilita sia la mptivazione delle differenti scelte? Patto del nazzareno contro bildeberg.? Nel patto del nazzareno ci sono berlusconi e renzi. Loro sarebbero i nuovi palladini? Ritengo che patto del nazzareno e bildeberg, siano sulla stessa barca. Mi sa che devi rivedere alcune ipotesi contradditorie in questo articolo

     
  17. Nicola il said:

    Penso che questo articolo sia fuori dalla realtà!!! Io voterò M5S e credo che mancano le prove per sostenere quello che scrivi!!! Portaci le prove!!! Il resto sono parole al vento e non capisco perché lo fai!!! Sono molte invece le prove e le certezze che abbiamo avuto nel corso di molti anni che avvicinano praticamente tutti gli altri gruppi politici a banche/lobby/mafia/…. Io mi informo costantemente su svariati blog e siti di informazione indipendente italiani ed esteri, seguo quotidianamente la politica italiana ed estera e la geopolitica mondiale e credo che il tuo discorso mescoli verità dimostrabili e verificabili a fantasie prive di ogni fondamento!!! Spero in buonafede!!!

     
    • Orazio il said:

      Se uno si fida, si fida.
      Ma andarsi a leggere i programmi elettorali e sentire tra le righe cosa ci raccontano e confrontare tra il dire e lo scrivere, non sarebbe male.
      Del resto i Romani se lo ricorderanno bene che razza di scelta sbagliata hanno fatto. Hanno per caso letto il programma elettorale? Credo proprio di no!!

       
  18. Nicola il said:

    Perdi credibilità e molta anche!!!
    Io voglio essere informato sulla base di fatti reali!!! E non con racconti di fantasia per riuscire a sostenere una tesi!!! Questa non è informazione!!! Ma disinformazione!!! Mi dispiace molto!!!

     
    • Parvus il said:

      Complimenti Nicola: punti esclamativi 30, argomenti 0.
      Un punteggio quasi tennistico: all’esclamativo mancano
      ancora 11… punti per fare “game”. Forza!

       
      • Orazio il said:

        Non mi sembra che i grillini, abbiano idea di come informarsi.
        Basta che gli venga detta qualsiasi stupidaggine, e subito vanno per la tangente. Nei blog. del movimento, nessuna domanda, nessuna contestazione, del resto si dice… non disturbare il manovratore.

         
  19. Sono d’accordo sul fatto che il m5s sia nato per raccogliere il malcontento, ecc..
    Ma non capisco perché l’elite dovrebbe non volere Renzi e Berlusconi!
    Boh!

     
  20. Marco Vinicio il said:

    come nel mio commento al precedente intervento di Dezzani, L’Europa “a due velocità” passa per il sacco di Roma, resto convinto che è LN il cavallo di troia in Italia del disegno di partizione-spartizione degli Stati euro-periferici già veicolato dai Maastrich-governi. Tuttavia sarà utile seguire gli sviluppi nei prossimi giorni in Spagna e Austria per trarre indicazioni sulla fase confusa nell’Europa che fatica a trovare strategia e collocazione a cospetto del grande confronto-scontro tra Atlantico ed Eurasia e tra gli Usa di Trump e la Ue stessa. In Austria l’affermazione di un partito nazionalconservatore e di Fpo sposta il paese nel campo di Visegrad, sebbene già la coalizione uscente avesse fatto l’inversione a U portandosi sulla politica anti-immigrazione dei paesi orientali dove si è saldato un blocco “sobieskiano”. In Spagna è stata la mobilitazione nazionale unionista a dare animo al prudentissimo governo Rajoy che ora ha il consenso per applicare l’art.155 e sciogliere il governo autonomico catalano che la grande stampa di destra e sinistra sottolinea essersi posto fuori dalla Costituzione. La prima impressione è che i separatismi, i particolarismi, i leghismi abbiano subito sul campo le prime severe batoste. Quanto pesanti si vedrà.
    Difficile dire se sia un salto di paradigma, ma tanto in Spagna quanto in Austria si è fatta sentire la voce nazional-popolare che si credeva estinta nell’Europa a quanto pare non sufficientemente diluita dal “multiculturalismo”: la pelle dell’orso Stato-nazione è stata venduta troppo presto?
    Lo dirà la Storia che fra i suoi paradossi ora vanta che i nazionalisti catalani – che puntavano sul sostegno “internazionale” – effettivamente veicolato dalla stampa mainstream con le immagini di qualche manganellata – non lo hanno trovato per le illegittimità del processo separatista e del plebiscito di minoranza e per il risveglio del nazionalismo unitario contro quello micro provocato dal loro “strappo”. Una “rivoluzione colorata” sarebbe stata possibile se non avesse trovato un argine popolare che ha sparigliato un tavolo ben apparecchiato e non si fossero messi davanti al carro gli “antisistema”. La prospettiva di una riedizione della Barcellona ’34-36 ha fatto scappare le imprese e depotenziato gli ammiccamenti europei. Un ammonimento ai leghisti nostrani? Fatto sta che la destabilizzazione degli Stati-nazione non è stata fermata solo in Siria dall’intervento russo, ma pure alla prospettiva dello “spezzatino” Europa. Tra l’altro il rafforzamento del blocco “austro-ungarico” – al quale aggiungere il mal di pancia della Csu bavarese per le politiche iperlassiste sull’immigrazione – rende il Lombardo-Veneto che guardasse all’ “impero” una provincia insignificante. In questo burrascoso mondo non più unipolare – forse con esito multipolare se gli Usa andranno a un tavolo di riscrittura del suo ordine e non alla guerra – la “patria chica” è solo un vaso di coccio e unicamente i partiti che fanno interessi nazionali hanno la possibilità di reggere il timone dei loro paesi con qualche chance di non farli andare a picco

     
  21. Parvus il said:

    (OT kulturale, in risposta all’immaginifico Willy
    http://federicodezzani.altervista.org/napolitano-e-grillo-gli-incendiari/#comment-13734 )
    La teoria che il Muro del pianto fosse parte della romana Fortezza Antonia è una baggianata, o meglio un’americanata, che solo quel credulone di Blondet poteva avallare. La partorì un certo Ernest Martin, ex-meteorologo che aveva fatto i soldi come predicatore della nientepopòdimenoche Worldwide Church of God.
    Come si può leggere qui ( https://docslide.com.br/documents/temple-and-the-antonia-j-murphy-oconnor.html – documento fuori copyright, con le note inframezzate al testo)
    1) i romani non erano così sciocchi da tenere un’intera guarnigione in un piccolo regno formalmente indipendente come la Giudea; le loro truppe professionali erano stanziate in Siria, mentre a Gerusalemme avevano solo truppe ausiliarie composte da milizie locali (che poi arrestarono Gesù per ordine del Sinedrio) ;
    2) quindi la fortezza Antonia era molto più piccola della Spianata fatta costruire dalla dinastia Erodiana (che tra l’altro era di etnia araba) come base di sostegno del Tempio (posto al centro della Spianata) e del portico detto Stoà (posto sul lato sud della Spianata), adibito alle cerimonie ufficiali;
    3) nel corso delle due rivolte giudaiche del 70 e del 130 d.C., i romani sconsacrarono e poi distrussero il Tempio, espulsero i Giudei da Gerusalemme e ribattezzarono la Giudea col nome di “Palestina” (cioè terra dei Filistei/Filastìn, per sfregio nei confronti dei giudei), ma ovviamente lasciarono in piedi la Spianata con i suoi muri di sostegno;
    4) il Muro del pianto è, appunto, il muro occidentale di sostegno della Spianata erodiana (non certo un muro “del Tempio”, come equivoca Willy), e non ha nulla a che fare con la fortezza Antonia, che invece era posta a nord della Spianata
    5) l’ex-meteorologo americano, oggi defunto, credeva invece che il perimetro della fortezza romana coincidesse con la Spianata, e immaginava che il Tempio sorgesse su un’appendice meridionale della Spianata, sostenuta da muri ancora più alti;
    6) convinto di poter conciliare capra e cavoli, Martin pensava che gli ebrei moderni avrebbero potuto ricostruire il Tempio senza distruggere la Cupola (dorata) della Roccia, che sta al centro della Spianata;
    7) la cosa più grottesca è però l’atteggiamento odierno degli arabi all’Unesco: quelli intellettualmente onesti sanno benissimo che il Tempio ebraico stava esattamente dove i loro califfi Umayyadi costruirono la Cupola della Roccia, ben 1300 anni fa; ma gli fa comodo provocare gli ebrei con la storiella della fortezza Antonia;
    8) date queste premesse, capisco benissimo la contro-provocazione di Israele e degli USA, di uscire dall’Unesco;
    9) dato che la centralità della Mecca e della Ka’ba/cubo è, come pensano gli studiosi più avvertiti, un’invenzione a posteriori per mettere d’accordo le varie fazioni islamiche delle origini, l’unico simbolo originario delle loro conquiste è, appunto, la Cupola della Roccia;
    10) secondo il defunto, grande semitista italiano Giovanni Garbini, la forma originaria del Tempio ebraico era un… cubo;
    11) il resto è chiacchiera e conflitto permanente, dato che ebrei e arabi, in Giudea, abitano gomito a gomito da circa 3.000 anni.

    PS: La teoria secondo la quale gli ebrei moderni discendono dai Kazari del Kavkaz/Caucaso è una cazzata. Ci può credere un Blondet, ma la genetica non è un’opinione.

     
    • pippo il said:

      quindi noi italiani, in quanto discendenti da quei romani che hanno colonizzato mezza europa, abbiamo il diritto di andare in catalogna e dire uè figli di pudjemont, 2000anni fa qua ci stavamo noi, e ora smammate che vogliamo tornarci……
      capito.
      interessante teoria la tua.
      per come la vedo io, se qualcuno rivendicasse un territorio dopo 2000anni sarebbe un malato di mente.

       
  22. Insomma, caro Dezzani, la sua tesi sarebbe che il patto Berlusconi – Renzi spaventa le elite?
    Intanto, la legge elettorale non cambia granchè le carte in tavola, ed in ogni caso Berlusconi è sempre stato della partita, sin da quando ha permesso l’insediamento del governo Monti dimettendosi e entrando nella nuova spuria maggioranza formatasi.
    Secondo il mio modesto parere, qui le elite c’entrano ben poco, c’è uno scontro mai sopito del tutto tra Napolitano e Renzi. Malgrado Renzi abbia assecondato completamente e pagando di persona il disegno di Napolitano di revisione costituzionale, il gruppo finora egemone che ruota attorno a Napolitano mal digerisce qualunque anche lieve spostamento dalla propria linea e questa legge elettorale, diciamocelo, è l’ennesima cazzata di Renzi che dimostra ancora una volta la sua sprovvedutezza, perchè quando si tenta di piegare una legge ai propri interessi, si rischia di prendere un granchio in quanto gli unici calcoli possibili sono quelli delle consistenze elettorali dei sondaggi che non hanno alcuna attinenza coi risultati reali che avremo.
    In ogni caso, la porcata c’è tutta. Intanto, nella stessa finalità espressa esplicitamente dallo stesso Mattarella che pretende due leggi elettorali omogenee per le due camere. Peccato che i padri costituenti l’abbiamo esclusa sin dal principio, visto che in una camera c’è il collegio unico nazionale, per il senato collegi regionali, il che per chi ha capacità di intendere e di volere significa che nella costituzione non si vuole proprio leggi omogenee per un motivo ovvio, che non si vuole che la maggioranza si ottenga facilmente. Nella costituzione viene privilegiata la rappresentanza e quindi si vuole rendere difficoltoso il raggiungimento di una maggioranza, si pretende che ci sia una base elettorale amplissima. Da questo punto di vista, le dichiarazioni del presidente sono gravissime, contraddicono platealmente lettera e spirito della costituzione e quindi configurano un suo ruolo fuori da quanto la costituzione gli detterebbe.
    Allo stesso modo, costruendo un sistema che riconferma l’impossibilità per l’elettore di esprimere preferenze, soprattutto a causa del voto congiunto che ha effetti di trascinamento totale, viola la lettera e lo spirito della sentenza della corte costituzionale: più golpisti di così, è difficile perfino immaginare come sarebbe possibile.
    La paura di Napolitano quindi è che il PD venga duramente ridimensionato, perchè non riesco proprio a capire perchè mai un governo Renzi -Berlusconi di cui abbiamo già esempi simili, dovrebbe preoccupare le elite.

     
    • Maurizio il said:

      Alle prime avvisaglie di tempesta sull’euro (ma forse basta anche solo un annuncio di Draghi sulla riduzione del QE) i titoli bancari e obbligazionari di Italia e Spagna saranno carta straccia e partirà l’attacco alla diligenza in puro stile Grecia, con “la necessità sistemica” di commissariare con troika e quant’altro. Se i due Paesi saranno ancora, come accade da vari anni, governati da una non maggioranza, per la Ue carolingia l’operazione sarà molto più semplice.
      Più che Renzi-Berlusconi, il problema è la possibilità che il voto faccia nascere un governo che rispetto a quello attuale sia meno condizionabile e abbia addirittura tracce di interesse nazionale al suo interno.

       
    • Federico Dezzani il said:

      Insomma, caro Dezzani, la sua tesi sarebbe che il patto Berlusconi – Renzi spaventa le elite?

      Non c’è nessuna tesi: è una descrizione delle forze in campo.

       
  23. oggi lo statista da san marzano, aspirante premier maionese, ha chiamato l’osce in italia a viggilare sulle elezioni sicule.
    il suo sogno però è chiamare la troika. ci riuscirà se gli taliani daranno la mangioranza dei pappamentari a maggio 2018.

     
    • naturalmente i pappamentari stellati faranno risparmiare fiori di soldoni agli taliani: anzichè 20mila euro netti, ne vogliono solo 10mila…..
      indi.
      20000x13x945=245.milioni 700.000 l’anno.
      un risparmione enorme rispetto ai 2000 MILIARDI di debito pubblico.
      w m5s ! w osce ” w troika !

       

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