Angela Merkel, una caduta a rallentatore che risolleva il 2017

Le presidenziali francesi apparivano l’unico appuntamento elettorale del 2017 capace di destabilizzare l’eurozona: nessuna sorpresa, invece, era attesa dalle elezioni federali tedesche dove, grazie al sistema proporzionale, la riconferma di Angela Merkel alla cancelleria era data per scontata. Il crollo della SPD ed il timore degli altri partiti di andare incontro ad un destino analogo hanno però vanificato i tentativi di formare una nuova coalizione di governo. Il ritorno alle urne è probabile e la CDU, questa volta, correrebbe senza Angela Merkel. La caduta dell’ultima “paladina del mondo liberale” imprime nuovo slancio alla disgregazione dell’Unione Europea.

La caduta di Angela Merkel imprime lo slancio finale all’euro-dissoluzione

Le aspettative “rivoluzionarie” riposte nel 2017 erano alte: le simultanee elezioni politiche nei Paesi chiave dell’Unione Europea, Francia e Germania, lasciavano prospettare grandi sconvolgimenti qualora “l’onda populista” avesse sfondato in almeno uno dei due. Le precarie condizioni economiche, le forti tensioni sociali soffocate con la classica strategia della tensione, l’artificiale promozione di un leader, Emmanuel Macron, agli antipodi rispetto agli umori popolari, suggerivano che la svolta sarebbe arrivata dalla Francia, tanto più che il sistema elettorale, un doppio turno con ballottaggio tra i due candidati più votati, offriva buone chance di vittoria alla “populista” Marine Le Pen. Sconfitta Marine Le Pen, l’attenzione si è quindi progressivamente spostata alle elezioni italiane del 2018, considerate l’unica incognita per il fantomatico rilancio del processo di integrazione europea.

Pochi colpi di scena si aspettavano dalla Germania, dove le solide prestazioni economiche (rispetto agli altri membri della UE), il provvidenziale blocco della “via balcanica” (primavera 2016) e l’accomodante sistema proporzionale ponevano le basi per la nascita, senza difficoltà, del quarto governo Merkel. Era improbabile che il voto tedesco del 24 settembre producesse scossoni sull’establishment politico tedesco tali da decretare la fine di Angela Merkel: noi stessi, a distanza di pochi giorni dal voto, avevamo evidenziato come l’indebolimento della cancelleria e lo spostamento generalizzato della Germania “a destra” aumentassero ulteriormente le criticità in seno all’Unione Europea, ma non avevamo contemplato la sua caduta, considerata anche la volontà, a Berlino come a Bruxelles, di non introdurre ulteriore instabilità nella già precaria Unione Europea.

Il logoramento di Angela Merkel si è sviluppato in sordina, sfociando in un’aperta crisi politica soltanto a distanza di due mesi dal voto: non è stata, quella della cancelliera, una caduta rumorosa e fulminea, il giorno dopo le elezioni. È stata una caduta a rallentatore, ma non per questo meno rovinosa per gli equilibri europei.

Uscito dalle elezioni un Bundestag incapace di esprimere un chiaro esecutivo, il 18 ottobre sono partite le consultazioni per formare la cosiddetta “coalizione Giamaica” (CDU-CSU, Verdi e Liberali): un mese di negoziati non è stato sufficiente per conciliare i diversi partiti e, ultimatum dopo ultimatum, si è infine arrivati alla rottura del 19 novembre. I liberali hanno rifiutato la linea in materia di immigrazione emersa durante in negoziati, piombando così la Germania nella più grave crisi istituzionale del dopoguerra: le possibilità che Angela Merkel sopravviva all’incidente sono ormai minime.

Qualcuno ipotizza un governo di minoranza presieduto dalla Merkel (e sono in molti, a Bruxelles e nei circoli liberal, che tifano per questa soluzione), ma lo scenario più realistico è un rapido ritorno alle urne, dove la CDU, già indebolita dalla peggiore prestazione elettorale degli ultimi 70 anni, sarebbe obbligata a sbarazzarsi di Angela Merkel, scelta/imposta come presidente del partito nel lontano 2000 (a discapito di Wolfgang Schäuble, neutralizzato con la “Tangentopoli tedesca”).

L ragione del fallimento dei negoziati va cercata nel sistema di potere adottato da Angela Merkel, lo stesso sistema di potere che lascia la CDU senza un delfino pronto a raccogliere la sua eredità: Angela Merkel, il cui unico obiettivo è stato sin dai primi anni ‘90 la conquista e la conservazione della Cancelleria Federale, ha sempre sfruttato, svuotato e, infine, abbandonato qualsiasi alleato. Consumatone uno, ne cercava un altro, assicurandosi soltanto di rimanere al centro della scena politica, così da essere il capo di questa o quella coalizione e rimanere al Bundeskanzleramt (con grande soddisfazione dei suoi padrini atlantici). Il gioco è andato avanti per dodici anni, fino a rompersi con l’indebolimento politico della cancelliera sull’onda dell’emergenza migratoria.

Angela Merkel inizia la sua carriera da cancelliera nel 2005, a capo di una Grande Coalizione coi verdi. La SPD, alle elezioni del 2009, ne esce a pezzi: la cancelliera, di conseguenza, forma il nuovo governo con i liberali. Alle successive elezioni del 2013, crollano i liberali e la Merkel riallaccia i rapporti con i socialisti della SPD, ridotti nuovamente a semplice satellite della cancelliera. Trascorrono quattro anni e, nel 2017, la Germania torna al voto: la SPD registra il peggiore risultato di sempre (20%), inducendo la cancelliera a cercare un’intesa con i precedenti alleati liberali, cui deve sommare anche i Verdi per sopperire al salasso di voti subito dalla CDU-CSU (dal 41% al 32%). Ora, è interesse dei liberali essere spremuti e gettati via come nel 2009, soltanto per garantire ad Angela Merkel altri quattro anni alla cancelleria? Decisamente no e ciò spiega la volontà generalizzata dei partiti (SPD, FDP, AdF) di tornare al voto il prima possibile: tutti vogliono evitare l’ennesimo abbraccio mortale della cancelliera, la cui immagine, oltretutto, è ormai indissolubilmente compromessa dalla crisi migratoria del 2015.

Assumendo quindi che il destino di Angela Merkel sia ormai segnato, quali previsioni si possono formulare per la Germania e l’Unione Europea? Bisogna, innanzitutto, ricordare chi è e quali interessi rappresenta la cancelliera, definita dal New York Times “the Liberal West’s Last Defender1”, l’ultima paladina dell’ordine liberale.

Angela Merkel è, in virtù del primato economico della Germania, il politico che ha chiesto ed ottenuto il coinvolgimento del Fondo Monetario Internazionale nei “salvataggi europei”, che ha favorito il saccheggio dell’europeriferia da parte della finanza internazionale, che ha avvallato il golpe italiano del 2011, che ha imposto le sanzioni contro la Russia al resto dell’Europa, che ha incentivato la politica migratoria di George Soros, che ha sinora garantito l’integrità dell’eurozona nel bene e nel male, che ha raccolto la guida dell’ordine mondiale “liberale” dopo l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump (surriscaldamento climatico, difesa della globalizzazione, etc. etc.).

L’uscita di scena di Angela Merkel avrebbe profonde e traumatiche conseguenze per l’Europa e l’Unione Europea. La Germania si prepara, una volta liberatasi dalla tutela di Angela Merkel, a spostarsi ulteriormente “a destra”: non si intende soltanto un travaso di voti verso i falchi della CDU-CSO o Alternativa per la Germania, ma anche un diverso approccio di Berlino negli affari esteri. Senza Merkel alla cancelleria federale, la Germania sarà più nazionalista e “continentale”, meno liberale e atlantica. Parallelamente, l’uscita di scena di Angela Merkel complica ulteriormente i progetti di integrazione franco-tedeschi, già indeboliti dal rapido sfaldamento della presidenza Macron, ed accelera le spinte centrifughe nel resto dell’Europa. Senza Angela Merkel alla testa dell’Europa, chi lotterà contro la svolta a destra di Polonia e Ungheria in materia di immigrazione? Chi scongiurerà una Grexit? Chi, soprattutto, ricatterà/blandirà l’Italia per evitare una sua uscita dall’euro nel 2018?

Il tramonto di Angela Merkel risolleva le sorti del 2017 e getta le basi per un 2018 esplosivo: il governatore della Banca Centrale Europa, Mario Draghi, è ormai il solo, vero, ostacolo alla dissoluzione dell’euro.

 

1https://www.nytimes.com/2016/11/13/world/europe/germany-merkel-trump-election.html

45 Risposte a “Angela Merkel, una caduta a rallentatore che risolleva il 2017”

  1. La più raffinata propaganda da noi ideata non e’ bastata: simul stabunt e ora simul cadent. Terrorizzati a Zurigo e nell’altro staterello che condivide la bandiera quadrata: e ora? Noi, smettere di creare il denaro mamre’ dal nulla, e prestarlo al mondo? Smetterla con la ‘pietra trasformata in pane’? Roma ricongiunta al suo destino si appresta a ricivilizzare il mondo.

  2. Dal Giornale: “Sul campo resta soltanto l’ipotesi di un governo di minoranza. Opzione quest’ultima che anche l’Unione europea guarda con preoccupazione. È, infatti, evidente che una Germania debole in questa fase della politica comunitariaa potrebbe causare non pochi problemi. E la stessa Merkel si troverebbe fortemente indebolita. Per questo la cancelleiera ha dichiarato di preferire elezioni anticipate all’ipotesi di guidare un governo di minoranza, sottolineando di essere pronta a guidare il suo partito, la Cdu, a un nuovo voto. “Sono una donna che ha delle responsabilità e sono pronta a prendermene delle altre”, ha detto la Merkel alla televisione pubblica tedesca”.
    Dunque sembrerebbe tracciata la strada di un nuovo voto e, a quanto pare, la Merkel di nuovo a capo della Cdu. A meno che, i noti prestigiatori dell’economia mondiale, non riescano a creare in provetta un “Macron tedesco”, pronto a sostituire l’imbolsito cancelliere.
    Speriamo che i tedeschi siano un tantino più audaci dei nostri cugini francesi.. e che le previsioni di Dezzani facciano centro.

  3. Auguriamoci l’uscita dalla scena politica della Merkel ma siamo sicuri che questo basti ad ottenere la svolta auspicata. O al contrario , nella sostanza, niente cambierà. Trump docet.

    1. Ha ragione Francesco: non bisogna sottovalutare la capacità di sopravvivenza del sistema, basti ricordare gli esempi di Francia – Austria – Olanda – Usa (Trump)…
      La prudenza è d’obbligo!

  4. Speriamo magari in una grande coalizione senza la Merkel con la SPD e Liberali che vogliono riallacciare i rapporti con la Russia. Forse e’ proprio la creazione di un nuovo direttorio russo-tedesco, che mandi finalmente in soffitta la Nato/Ue a guida USA, l’unica speranza che resta alla nostra povera Europa.

  5. LORO non hanno una “politica” di ricambio, quindi la LORO strategia sarà di andare a votare di nuovo (con la merkel ma anche con la sua fotocopia alla difesa ) dopo aver adeguatamente ” terrorizzato” l’ elettorato tedesco , così che CDU e SPD ,dopo essersi “rinfrancati” elettoralmente ai danni degli altri 4 partitini, possano mettersi di nuovo insieme ” nell’ interesse del paese”.

  6. Una piccola disgressione che ritengo utile per tutti i pooolitici nel prossimo naufragio dell’ eeeuropa (non sono un errori di battitura e sono volutamente minuscoli) …In ultimo, vi ricordo ancora una piccolissima questione di poco conto: da generazioni ii sto sabotando dall’interno, scientemente, lentamente e pazientemente, siete come una rana messa in una pentola a fuoco lento, quando ve ne accorgerete sarà troppo tardi, sarete già bolliti ed anche dimenticati; Io sono eterna Coscienza, insita in tutti gli “Italioti” ed anche oltre”…

  7. Commentando un articolo di Dezzani subito dopo il voto
    di settembre scrissi che la formazione di una coalizione
    con i verdi non era affatto scontata e che la Csu doveva
    fingere di essere fortemente antiimmigrazionista perché
    a Settembre del 2018 si voterà in Baviera.
    In realtà,secondo quanto riferito dalla Stampa tedesca in
    questi giorni,è stata la Fdp,il partito liberale,a rompere con
    i verdi in materia di immigrazione.
    Ho dei dubbi che le cose stiano proprio così perché,da un
    lato Lindner,leader della Fdp,non è affatto antiimmigrazionista
    (nel 2015 sostenne l’apertura indiscriminata delle frontiere,anche
    se poi,nell’ultima campagna elettorale,per rubare voti a Afd,ha
    virato di 180 gradi).
    Penso che,in realtà,quando si è capito che i negoziati stavano fallendo,
    Fdp abbia deciso di posizionarsi al meglio in vista delle possibili prossime
    elezioni,per contendere voti a Afd.
    I verdi hanno rotto,in realtà,con la Csu che non può che opporsi,pena la
    scomparsa,al ricongiungimento familiare del milione di Siriani o finti tali
    arrivati in Germania dal 2015.
    Squallidissimi i verdi tedeschi: nel corso dei negoziati erano pronti a un
    compromesso sui temi ecologici ma non sull’immigrazione.
    Solite angurie,verdi fuori e rosse dentro.
    I loro capi fanno schifo anche fisicamente,basta vedere tale Claudia Roth
    uno dei leaders del partito “die Gruenen”.

    1. Mi sembra strano ” I Marines a Langley” . E’ competenza di FBI .
      Rimano poi il problema che non è possibile lo spiegamento dell’esercito USA sul territorio USA , se non in stato di guerra. Tanto è che in caso di calamità naturale interviene la Guardia Nazionale.

  8. Ottima intuizione, spesso Dezzani ha una capacità quasi da Cassandra.
    Ha già predetto e molto azzeccato.

    Intuizioni corroborate da informazioni, spesso non abbondanti, spesso incasinate, ma dalle quali Dezzani vede puntini e collega.

    Vediamo come Merkel riuscirà a tenere il banco, perchè questo è quello che vuole e ciò che vogliono i suoi burattinai a Washington. Difficile sostituirla, non avendo mai candidato nessuno dopo di lei. Ci sarà una transizione, guidata da Merkel fino al dopo Merkel.

    I tempi nel 2018 diventeranno molto interessanti, particolarmente interessanti se il dopo Merkel sarà molto meno atlantista. Macron se la dovrà suonare e cantare da solo. Già sconfitto in Saudia, può solo peggiorare con la pratica poco pratica del piede in due scarpe.

    L’UE è un club di bastardi atlantici che si sputano addosso, rovinando la vita ai popoli, deve morire. L’UE doveva essere in funzione antirussa e Merkel ha fatto del suo peggio per questo. La Brexit è “arrangiatevi” a patto che fermiate la Russia. Da sempre, il terrore nero degli anglosassoni è che Germania e Russia si avvicinino tanto, anche troppo.

  9. Se sarà così, non so perché ma prevedo nuovi sciami di attentati “islamici” sulla Germania…

    1. Perché dovrebbero farlo, o permettere che vengano fatti…
      Faranno invece di tutto per far figurare come paladini difensori della Germania… sempre per chi ci crede.
      Poi dopo il voto, riprenderanno se non cambiano le cose, il solito tran tran.

  10. E’ giunto il momento di dare una mano alla Germania. A scendere però! Boicottare i prodotti ellenici, è un dover morale che ogni italiano per se e per i morti che la Germania ha provocato conoscendone il risultato, che ha da assolvere. Inutile dire che se il resto d’Europa ci imitasse, per la Germania della Merkel, sarebbe per la disfatta sua e un riscatto per il resto d’Europa. Che dite, la facciamo questa cazzo di rivoluzione e togliendoli di mezzo politicamente li poniamo nel dimenticatoio della storia o nella storia ci finiamo noi ignavi, che vediamo che si prospetta un pericolo e temporeggiamo prima di porvi rimedio.

  11. Stanno cercando di destabilizzare la Germania, infatti mentre il presidente Frank-Walter Steinmeier nella speranza di evitare un ritorno alle urne prosegue con sempre meno risultati le consultazioni, ecco la notizia dello sventato attentato nel mercatino di Natale di Essen, è inoltre guarda caso i presunti attentatori non solo sono siriani ma anche finti richiedenti asilo, quindi il profilo perfetto per far montare una bella ondata di populismo ad hoc, i sei infatti sarebbero arrivati in Germania con false identità tra la fine del 2014 e il 2015 spacciandosi per profughi di guerra, proprio nell’arco temporale della politica di porte aperte della Merkel, quella che né Liberali, né bavaresi della CSU intendono più sopportare.

  12. Penso forse provocatoriamente che l’insuccesso, per ora, solo per ora, della Merkel sia dovuto al vento nuovo che soffia e che ha prodotto ad esempio la Brexit: il tedesco medio ne ha PAURA e la Merkel con le sue politiche ondivaghe non lo rassicura affatto. Hanno scelto una ebrea per assicurarsi contro le politiche sioniste, hanno sopportato partners europei pur disprezzandoli, si sono ripiegati su se’ stessi per difendersi dalle solite accuse del solito passato, hanno accettato le sanzioni alla Russia come rivalsa a tutto il male che questo Paese fece alla Germania vinta: ma non possono accettare l’incertezza del domani. I tedeschi sono fatti cosi’ : hanno timore dell’incertezza, del caos, della mancanza di ordine. Qualsiasi cosa pur di esser rassicurati e stabilizzati nelle cose ordinarie. Tutto deve essere previsto e prevedibile. Non conosco abbastanza il politici di quel Paese cui dobbiamo davvero tanto anche noi italiani, per formulare una previsione: ma sceglieranno un uomo, non una donna, ed un uomo che confermi la solidita’ ‘mentale’ tedesca in tutto e per tutto. Mi viene un nome solo: Schauble. E li cominceranno i guai…

      1. Rebekkah Dorothea Kasner, in arte Angelona Merkel…http://www.cieliparalleli.com/Appunti-di-Cronaca/rebbekah-dorothea-kasner-e-il-vero-nome-dqangela-merkelq.html ). Di per se’ l’origine vuol dire poco ma il suo filosionismo e’ accertato. Lasciando perdere gli aspetti genealogici ( parla in Yiddish perfetto ), la Germania ha fatto BENE ad astenersi dalle guerre sponsorizzate da USA e servi vari: ha goduto cosi’ di anni di benessere sentendo assai poco la crisi ( burro vs cannoni…). Oggi pero’ le cose sono assai cambiate ed Angelona appartiene al passato, all’idea di una ‘affluent society ‘ in cui ci fosse posto per tutti, idea assai ‘democristiana’ degli anni ’90. Il tragitto dell’ex DDR nella Germania attuale si e’ compiuto proprio sulla falsariga del presupposto che il sistema occidentale potesse assorbire tutto, fosse il miglior risultato che la storia avesse partorito dopo secoli e secoli di infamie e di orrori, di ristrettezze e di odi sanguinosi. Adesso, dopo passati trent’anni dalla caduta del Muro, vediamo che cosi’ non e’: i bianchi non sono i neri, i cristiani non sono gli islamici del Maghreb e il sistema occidentale sta defungendo come sistema ‘aperto’ somigliando sempre piu’ ad un regime oppressivo globale che ha bisogno delle guerre a mo’ di immensi sacrifici umani per andare avanti. E non c’e’ piu’ trippa pei gatti, neri o bianchi o gialli che siano per ungere le ruote del sistema. Naturalmente rispuntano vecchie idee revansciste tedesche sul COME riuscire a far quadrare i conti, sia storici sia economici, tenuto ben presente che l’euro e’ irreversibile fino a prova contraria ( irreversibile come i regimi dell’Est … ). E dunque Angelona sta diventando fuori moda, una mutter che ha fallito e che ha creato casino in casa, fattore che genera nei tedeschi orrore misto a ripulsa. Verra’ Schauble e saranno c. amari per tutti.

  13. I liberali per ripetere un governo con la “vedova nera” Merkel chiedevano un tetto all’immigrazione pari a 200.000 ingressi, cosa che la cancelliera avrebbe accettato senza problemi.
    Il guaio è che Christian Lindner voleva chiudere la porta agli Stati mediterranei, evitando ogni possibilità di condivisione dei rischi, mentre Angela propendeva per un’ Europa carolingia a guida tedesca, con i Paesi del sud ridotti a colonie lavorative, ma dotati nel loro insieme di una massa critica demografica ed economica in grado di garantire lo slancio planetario dell’ herrenvolk tedesco.
    La Merkel è rimasta vittima della sua propaganda populista contro i Paesi cicala; è stata così convincente che i teutoni l’hanno bocciata favorendo i partiti che non hanno ben capito i vantaggi per il loro Stato dell’attuale costruzione comunitaria.
    Comunque, mal che vada la Germania scappa dall’Europa col malloppo, mentre noi italiani, spogliati di ogni asset di rilievo pubblico e privato, grazie alla complicità col crucco della nostra classe dirigente, dovremo affrontare la tormenta nudi, con una mano davanti e l’altra dietro.

  14. Fusse ca’ fusse la vorta bbona che ci togliamo dalla balle questa demonio cristiana ebrea militara nella RDT convertitasi o sempre stata dalla parte contraria al Muro Antifascista di Berlino. I francesi avevano reagito bene con la bionda marine lepen che però s’era rimangiata la sovranità monetaria francese con l’€ a mezzo oro di fort knox. Loro che blaterano di brogli hacker russi, mi sa tanto che li hanno fatti pro macronin je piacelavecchin. Teniamo presente l’ex treccartaro Ronzi M. rottamato dai rottamati, che ora parla come il pappa gorgoglio, riferendosi a “i nostri fratelli ebrei” [i suoi eh] chiagnendo [ma non più fottendo] s’è beccato una ribatosta a Ostia 40-60 pd m5s. Si è scagliato contro i soliti laziali “antisemiti” dimenticando che la son tutti figli di…Sem…Però ci ha fatto “realizzare” che lui ha avuto un SOLO grande merito. Ha compiuto l’unità d’Italia, contro ogni guerra civile colorata o in bianco e nero, avverata il 4 dicembre 2016. Uniti nel NO il Rosso ed il Nero, non quello del “milan”, né quello di Stendhal. Ettiè. Così sarà anche per la germania. E’ l’andazzo, bruttezzee treccartare bare di $ion…basta vi colga !

    1. Tutto bene nel complesso, eppure nella tua “missiva cryptex”, si evince una certa vicinanza ( o perlomeno una certa indicazione di preferenza) al m5s.

      Quando dici, ad esempio: “…. s’è beccato una ribatosta a Ostia 40-60 pd m5s “.

      * Ebbene hai sbagliato blog. Qui il m5s non lo possiamo vedere e sappiamo bene di che “pasta è fatto”.

      La vittoria ad Ostia della candidata del M5s ( con i voti degli Spada https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/20/ostia-il-centrodestra-sconfitto-al-movimento-5-stelle-i-voti-degli-spada-e-di-casapound/3988871/ ), non è certo una cosa che lascia tranquilli e di cui andare fieri.

      Il fatto poi che siano la “prima forza politica in Sicilia”, chiude il cerchio e fa capire chi ci sia dietro quel movimento.

  15. Ottime notizie! Avvremmo un 2018 interessante …
    Volevo chiederti Federico cosa ne pensi della PESCO?
    Secondo te questo ente della difesa comune potrà avere un futuro e reciclare la NATO, oppure è un’altra mossa per mangiare ancora più soldi ai contribuenti?

  16. Mi auguro che la caduta della Merkel, trascini con sé tutta la torme di schiavi asserviti sinistrorsi, che da decenni lottano contro la nostra patria ed a favore del nemico straniero.

    Mai l’Italia, dal dopoguerra ad oggi, aveva attraversato un periodo così buio come l’attuale. Ogni punto di riferimento o solido pilastro, è stato sapientemente abbattuto:” Scuola, sanità, sicurezza, pensioni, industria, distretti produttivi, religione, famiglia, matrimonio, coppie tradizionali, amicizie, arte, musica, spettacolo, immigrazione…”.

    Una tale devastazione è impssibile vederla ggi. Serviranno anni per poterla sservare bene a posteriori….e sarà terribile.

    Mi auguro che cadano tutti i “finti democratici” che tirano le file del cinema , dei media, dello spettacolo, in Italia , in Europa e negli Usa.

    Anno 2018, pensaci tu !

  17. “Una volta che la Merkel se ne sarà andata, inizierà lo smantellamento dell’attuale versione del progetto europeo. Macron è l’elite del Piano-B, un naif facilmente influenzato che promuoverà qualsiasi sciocchezza pazzoide vogliano. Questo significa:
    – Un esercito dell’UE per soggiogare gli Stati separatisti.
    – Nuove regole bancarie che assicurino che i depositanti vengano spazzati via dalla prossima crisi finanziaria .
    – Più pressione legale e politica sugli Stati dell’Europa orientale come Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca che respingono con tutto il cuore il Merkelismo.
    – Turbolenze politiche in Italia e Spagna che vedranno l’apertura a una maggiore autonomia dato che il messaggio di Bruxelles sarà meno volto al salvataggio delle banche tedesche dal contagio.
    La Merkel stava tenendo tutto questo insieme, ma i risultati delle elezioni rendono impossibile continuare. La sua eredità sarà un’Europa divisa lungo vecchie linee tribali, esattamente l’obiettivo opposto dell’UE. Soros e il resto delle élite del mondo unificato cercheranno di usare il caos per forgiare una nuova identità europea, un’Europa più forte. Ma non contateci. Theresa May regge meglio del previsto ai colloqui sulla Brexit. L’amministrazione Trump riesce a cavarsela internamente e ciò significa porre fine a John McCain come presidente via Senato. Una volta che Trump avrà una vera maggioranza e l’opposizione nel Great Old Party debitamente neutralizzata, sosterrà la resistenza contro i resti del Merkelismo. Perciò va osservato attentamente l’assalto ai pilastri del merkelismo. L’uscita della “Lista di Soros”, i parlamentari sotto suo controllo, è significativa. Lo è anche l’abbandono dei Clinton da parte dei democratici di ogni forma e dimensione. La perdita di fiducia diplomatica e, cosa più importante, del rispetto degli Stati Uniti da parte degli alleati su ciò che riguarda la Siria, come avevo già sottolineato, vi giocherà pure. E una volta che il nuovo voto confermerà la tendenza contro il merkelismo in Germania, avremo chiarezza su come sarà la prossima fase di questa storia.” Traduzione di Alessandro Lattanzio via Aurora dal https://tomluongo.me/2017/11/20/end-merkel-germany-nigh/
    DNFTT:IST

  18. Mihai la Merkel è stato il massimo esponente europeo di quella “mostruosa e demoniaca” élite euro-atlantica foraggiata da Soros and company e che ci ha condotto al collasso economico sociale e valoriale. Non a caso fu proprio lei ad aprire le porte della Germania all’immigrazione di massa, con la via balcanica. Non a caso Soros è il principale responsabile dell’immigrazione di massa dall’Africa e del traghettamento dei clandestini sui barconi delle sue Ong.

    Il tentativo di destabilizzazione dell’Europa con il sangue degli attentati terroristici e con i milioni di migranti, sono stati i due fattori determinanti nella caduta della Merkel e che porteranno ad un viraggio a destra di tutta la Ue (gli Usa e la Brexit sono stati degli apripista).

    La differenza con il passato della prima metà del novecento è che questa volta i “demoni mancini” saranno messi nella condizione di non nuocere più all’umanità

    1. che dire? speriamo nel “poliziotto buono” Schauble, al prossimo rito elettorale… sarà un “gran fjo de mignotta” in carrozzella come FDR, ma almeno lo riconosceremmo come “Nostro fjo de mignotta”?

  19. …è la caduta degli “dei”, lo sgonfiamento dei golem, animati dai maghi neri che aleggiano nella penombra delle nazioni…Tempo al tempo e ne vedremo delle belle (e purtroppo anche delle brutte). Ma questi – “come dio” -, che volevano rivoltare i connotati dell’umano, delle sue Tradizioni, delle sue Leggi, abbattendo i fondamenti spirituali del mondo, non trovano più la debolezza degli “animali parlanti”…ma a Forze Cosmiche, che stanno operando per distruggere le loro trame…prima di quanto possano mai immaginare.

    1. Si. Bravo. E’ esattamente quanto penso…e so…Chi di Quabbalah ferisce di Quabbalah perisce.

  20. da milanofinanza.it 22/11/2017:
    “La Commissione europea ha inserito l’Italia tra i cinque Paesi che rischiano di non rispettare il Patto di stabilità e crescita nel 2018. I progetti di bilancio di Belgio, Italia, Austria, Portogallo e Slovenia “potrebbero risultare in una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento” previsto dal Patto, secondo Bruxelles. Per questi cinque Paesi c’è un rischio di inadempienza (“risk of non-compliance”), quindi devono “adottare le misure necessarie ad aggiustare il loro percorso di bilancio”, ha detto il vice-presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, dopo che il collegio ha adottato il suo parere sui progetti di bilancio degli Stati membri per il 2018.
    L’esecutivo comunitario ha anche previsto un’inadempienza sul rispetto della regola del debito da parte dell’Italia per il 2018. Infatti, in base alla previsioni della Commissione Ue, l’Italia non rispetterà la regola del debito, dal momento che il rapporto debito/pil sarà notevolmente superiore al benchmark sia nel 2017 sia nel 2018.
    La Commissione Ue ha, quindi, inviato una lettera all’Italia per informare il governo che intende rivalutare il rispetto da parte del Paese della regola del debito nella primavera del 2018. La valutazione sarà effettuata sulla base dei dati convalidati da Eurostat per il 2017 e alla luce della legge di bilancio finale che sarà adottata dal parlamento italiano a dicembre.
    Nella lettera, firmata da Dombrobvskis e dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, “chiediamo di non annacquare” gli sforzi di risanamento dei conti pubblici, ha spiegato il vice-presidente, di attenersi alle riforme già applicate, in particolare quella delle pensioni: “è importante per la sostenibilità del debito italiano”, di procedere a una “rigorosa attuazione” delle misure previste, oltre a ribadire “l’importanza di attuare riforme strutturali”. Non solo. L’Italia deve realizzare “uno sforzo strutturale di almeno lo 0,3%” di pil, ha aggiunto. Nelle previsioni economiche, Bruxelles ritiene che l’Italia realizzerà uno sforzo strutturale dello 0,1%. La situazione è tale che “il suo saldo strutturale dovrebbe migliorare dello 0,1% nel 2018, quando è necessario uno sforzo dello 0,3%”, ha osservato anche Moscovici, sottolineando che per il Paese è “essenziale conformarsi” al Patto di stabilità perché il debito “resta una fonte di preoccupazione”.

  21. Qualche tempo fa, nel corso di una puntata della trasmissione Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber, i giornalisti Marco Travaglio e Alessandro Floris tessevano le lodi incondizionate alla cancelliera Angela Merkel per la sua decisione di fare entrare in Germania, senza nessun controllo e senza nessuna precauzione, più di un milione di mediorientali, in gran parte siriani e iracheni, di cui non si sapeva assolutamente nulla. Né come si chiamassero, né da dove venissero né se fossero criminali o, peggio ancora, terroristi.

    Una decisione giudicata da molti in Germania irresponsabile che veniva, invece, descritta dai due giornalisti icone della sinistra italiana come un gesto di eccezionale saggezza e lungimiranza politica che metteva la Merkel al di sopra di tutti i politici europei, specie di quei cattivoni dei politici ungheresi, cechi e slovacchi che, al contrario, avavano detto chiaramente di non voler ospitare persone che rischiavano di mettere a rischio la stabilità e la pace sociale dei loro Paesi. E ovviamente tutta la stampa di sinistra con i vari Severgnini e Giannini si unì prontamente ai “peana” innalzando cori entusiastici nei confronti della Cancelliera che, secondo alcuni, per questo suo gesto avrebbe addirittura meritato il Nobel per la Pace.

    Oggi, a distanza di pochi anni, il tempo galantuomo ha fatto giustizia di tutte le sciocchezze e di tutte le cretinate buoniste e terzo mondiste prodotte dai giornalisti di sinistra, anche se in effetti nessun mea culpa è arrivato da nessuno. La decisione della Merkel, alla luce della cruda realtà, si è dimostrata per quello che qualunque persona di media intelligenza e comune buon senso, non intossicata dalla menzogne della sinistra, aveva compreso essere, una sciagura assoluta e un errore di calcolo madornale. In Germania sono aumentati a dismisura i reati sessuali contro donne tedesche perpetrati dai cosiddetti rifugiati che si sentono liberi e in dovere di palpeggiare, importunare o peggio violentare quelle svergognate di donne occidentali che, invece di mettere il burqa, se ne vanno in giro “svestite”. Molti di quelli che la Germania aveva ospitato hanno commesso atti di aggressione e terrorismo che hanno portato alla morte di innocenti cittadini tedeschi. Tutta la nazione è attraversata da un senso di insicurezza che spinge i cittadini ad armarsi per paura di essere attaccati fin dentro le loro case. La tanto decantata integrazione non è affatto avvenuta anche perché molti di quelli che sono entrati non hanno alcuna intenzione di integrarsi in una società che non comprendono e, spesso, odiano visceralmente.


    Ma il disastro più grave è stato la perdita enorme di stima e fiducia che la Merkel ha dovuto pagare per la sua scellerata decisione di aprire le frontiere a tutti. Il suo partito ha preso una solenne sberla elettorale tutto vantaggio dei partiti di destra, comunemente detti populisti solo perché ascoltano quelli che il popolo ha da dire.

    Inoltre le difficoltà enormi che la Cancelliera incontra nel formare un governo di coalizione con forze antitetiche come i Liberali e i Verdi lasciano intravvedere la possibilità che quella, che fino a pochi mesi fa era considerata la donna più potente del mondo, debba mestamente lasciare la politica e ritirarsi a vita privata lasciando una triste eredità di disordine, violenza e insicurezza al popolo germanico. E sì, il tempo è galantuomo.

    Fonte: http://www.secoloditalia.it/2017/11/merkel-ora-paga-il-suo-errore-capitale-far-entrare-un-milione-di-rifugiati/

  22. C’e’ solo un difetto, che non e’ un difetto nelle analisi di Dezzani: l’ottimismo. Morto un servitore se ne fa immediatamente un altro, spremuta a fondo l’immagine di un Hollande tiri li’ un Macron, esautorata l’intera classe dirigente Greca prendi e assemble uno Tsipras. La persistenza dello stesso personaggio per lungo tempo si spiega nel carattere dei Tedeschi, ma sinceramente, Maestro, possiamo anche lontanamente pensare che un cambio di attore, sia pure attore blasonato cambi nulla? Gli sceneggiatori restano e nuovi personaggi in cerca d’autore da scritturare abbondano

  23. Come volevasi dimostrare, dopo i primi giorni la SPD tedesca comincia a mostrare le prime crepe nel muro di diniego verso l’ipotesi di una nuova Grosse Koalition con la CDU. Le pressioni del presidente della Repubblica, il socialdemocratico Karl-Walter Steinmeier, cominciano a farsi sentire e la scelta di prorogare le consultazioni alla prossima settimana, incontrando anche i rappresentanti di AfD e Linke (in quelli che appaiono colloqui di pura formalità strategica) non è casuale: occorre arrivare nell’incertezza al congresso della SPD, previsto dal 7 al 9 dicembre, al fine di garantire l’imprimatur democratico alla scelta di governare ancora una volta con i popolari di Angela Merkel.

    1. infatti è inutile sperare che il “golem” cada “democraticamente”. La “maggioranza” è composta da sempre da “pecore matte” ( altrimenti non ci sarebbero stati i massacri WW ) )e LORO hanno tutti i mezzi per manipolarla e corromperla …
      Insomma “Paradiso Canto V “

      1. Condivido completamente i commenti sopra. Per sperare in un vero cambiamento si deve verificare almeno una di due possibili condizioni:
        Il sistema consente la nascita di una nuova classe dirigente, con idee e uomini diversi, che lo scardini dall’interno…
        Accadono uno o più eventi esterni di portata tale da mettere in seria discussione la tenuta di tale sistema determinandone il crollo.
        Per il resto ci potremo appassionare in mille ragionamenti ma …. non caveremo un ragno dal buco!

  24. Lo sfaldamento del progetto “Unione Europea” come noi la conosciamo parrebbe antitetico all’improbabile costruzione del “muro contro muro” tra Europa e Russia. Forse qualcosa è scappato di mano agli architetti a vantaggio degli ingegneri. Speriamo solo che questa volta gli Europei non si lascino trascinare verso una ennesima trappola distruttiva.
    Per come la vedo io, i Russi se ne staranno placidamente a guardare fino a che non saranno costretti a difendersi, come è nel loro stile. La loro risposta sarà la fine di tutto.
    Mi piacerebbe sapere in anticipo dove i soliti noti si saranno rifugiati nel frattempo.
    Così, giusto per curiosità.
    Avranno avuto forse fretta di realizzare le teorie Malthusiane perchè il sistema, così come è concepito, stà collassando?
    Forse questa è l’ipotesi più plausibile.

        1. Giovanni si riferisce al fatto che grandi personalità stiano acquistando estensioni di terreno in NZ.

  25. Non c’è alcun bisogno di ricattare o blandire l’Italia.
    I Quisling che abbiamo/avremo al governo precederanno gli ordini tedeschi. Lo hanno sempre fatto, negli ultimi vent’anni.

  26. Intanto, a quanto pare, la Merkel sta corteggiando Martin Shultz per la riedizione annacquata di una Grosse Koalition 2 http://www.huffingtonpost.it/2017/11/27/angela-merkel-corteggia-martin-schulz-per-un-governo-serio-e-onesto_a_23289151/

    La via della Grosse Koalition non avrebbe comunque tempi brevi. Secondo Julia Kloeckner, numero due della Cdu, i colloqui con i socialdemocratici non inizieranno prima del 2018. Martin Schulz ha infatti annunciato di voler far esprimere la base del partito al Congresso, fra due settimane, su una eventuale adesione al prossimo esecutivo. “Dopo ci sarebbe soltanto una settimana, prima della pausa invernale”, ha aggiunto

    *****Frau Merkel, ma perchè non te ne vai aff………….. ?

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