Il tramonto del Qatar e l’alba di una nuova Libia

Si stringe il cerchio attorno al Qatar ed è solo questione di tempo perché lo strangolamento economico e finanziario sortisca i suoi effetti. Il regolamento di conti tra sauditi “reazionari” e qatariori “rivoluzionari” supera i confini della Penisola Arabica ed ha un impatto su tutto il Medio Oriente dove, a partire dal 2011, Doha ha investito decine di miliardi di dollari a sostegno della Fratellanza Mussulmana. Immediati ed importanti ripercussioni si avranno in Libia: l’isolamento del Qatar sottrae risorse agli islamisti in un momento cruciale del conflitto, favorendo l’avanzata del generale Khalifa Haftar, sostenuto da Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Dopo gli ultimi successi militari, Tripoli è ormai in vista: per la Turchia ed il Regno Unito si profila una cocente sconfitta.

Tagliata la testa del serpente…

Alla base della crisi internazionale tra Qatar ed Arabia Saudita c’è il diverso orientamento delle due monarchie del Golfo nei confronti della Fratellanza Mussulmana. A partire delle Primavere Arabe del 2011, Doha ha cavalcato con convinzione l’onda islamista, investendo decine di miliardi in tutto il Medio Oriente per sostenere il risveglio dell’islam politico: così facendo, il Qatar, insieme alla Turchia di Recep Erdogan, si è pienamente inserita nella manovra di Londra e dell’amministrazione Obama per “ridisegnare” politicamente la regione. L’Arabia Saudita, al contrario, ha assistito impotente all’improvvisa svolta impressa dall’establishment liberal alla regione (subendo lei stessa un abbozzo di rivoluzione colorata nel 2011), vedendo vecchi e buoni alleati cadere sotto l’urto islamico-rivoluzionario: il presidente tunisino Ben Ali trova riparo a Riad ed anche l’egiziano Hosni Mubarack sarebbe stato accolto a braccia aperte se non avesse preferito l’arresto all’esilio.

Sebbene le due monarchie si trovino sullo stesso lato della barricata in Siria, altrove la loro politica diverge completamente: se l’avvento della Fratellanza Mussulmana in Egitto è vissuto come un grande successo dal minuscolo emirato del Qatar, il successivo golpe nazionalista dell’estate 2013, guidato dal feldmaresciallo Abd Al-Sisi, è invece una contromossa dei Saud, felici di iniettare decine di miliardi di dollari nel malconcio Paese arabo, liberato dal demone dell’islam politico. Lo scontro tra Qatar ed Arabia Saudita, scontro che ha il proprio epicentro in Egitto, si riverbera in tutta la regione, ma è più accesso in un Paese in particolare: la Libia.

Anche nell’ex-colonia italiana si ripropone, sin dalla primavera del 2014, lo scontro tra i sauditi “reazionari” ed i qatarioti “rivoluzionario”: Qatar e Turchia sono le due potenze che sostengono il golpe islamista (appoggiato neppure troppo implicitamente da Londra e Washington) che installa una giunta della Fratellanza Mussulmana sull’asse Tripoli-Misurata. Il parlamento laico-nazionalista è costretto a rifugiarsi a Tobruk, dove riceve sostegno militare dall’Egitto di Al-Sisi e dagli Emirati Arabi Uniti (anch’essi, oggi, ai ferri corti col Qatar).

L’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca comporta un ribaltamento della politica estera adottato dalla precedente amministrazione Obama: il demone dell’islam politico è di nuovo imprigionato nella lampada e “la stabilità” della regione torna ad essere il faro della Casa Bianca. In questa nuova ottica la caduta in disgrazia del Qatar era solo questione di tempo: le recenti apertura della minuscola monarchia alla Russia ed all’Iran sono da leggere soltanto come il disperato tentativo di trovare nuove sponde diplomatiche in un contesto completamente stravolto dall’uscita di scena di Barack Obama e dalla sconfitta di Hillary Clinton (Segretario di Stato ai tempi delle Primavere Arabe).

Se l’Egitto di Abd Al-Sisi è tra i più convinti sostenitori del blocco economico-commerciale che sta strangolando giorno dopo giorno il Qatar, non è soltanto per obiettivi di politica interna. Certo, la caduta degli Al-Thani, l’ofuscamento del canale satellitare Aljazeera e la sospensione del flusso di denaro verso le fazioni islamiste, gioverebbe non poco a ristabilire la pace nel Paese che soffre dal 2011 di un’endemica instabilità. Tuttavia, l’Egitto spera di conseguire con lo strangolamento del Qatar anche un importate successo di politica estera, decisivo per mettere in sicurezza i propri confini: la riappacificazione della Libia.

Si può dire che il tempismo della crisi con Qatar sia, sotto quest’aspetto, perfetto: il blocco economico e diplomatico attorno a Doha, preludio di un cambio di regime quasi certo, coincide infatti con la massima spinta verso Tripoli sinora esercita dall’Esercito Nazionale Libico di Khalifa Haftar, sostenuto proprio dall’Egitto e degli Emirati Arabi Uniti. Il ripiegamento del Qatar, costretto a combattere per la propria sopravvivenza, rende impossibile al piccolo emirato sostenere gli islamisti della Tripolitania ora che stanno vivendo un momento critico.

Mentre “il governo d’unità nazionale” di Faiz Al-Serraj mostrava al mondo di essere soltanto un bluff e Tripoli sprofondava progressivamente nel caos (a fine maggio si contante decine di morti in città negli scontri fra fazioni1), il generale Khalifa Haftar ha allargato il suo raggio d’azione verso la capitale, forte anche del sostegno militare egiziano (e di qualche “consulente privato” russo): il 31 maggio il Cairo bombarda la roccaforte islamista di Derna come rappresaglia all’assalto al bus di coopti per mano dell’ISIS, il 3 giugno l’esercito di Haftar conquista la base aerea strategica di Giofra2, il 4 giugno le operazioni si spostano verso la città di Bani Walid, a soli più 140 chilometri da Tripoli. Tra il generale Haftar e la totale riconquista della Libia, si frappongono soltanto più le milizie islamiste di Tripoli e quella di Misurata (dove, ricordiamo, ci sono 300 militari italiani inviati dal premier Paolo Gentiloni su pressione dell’amministrazione Obama).

Lo strangolamento in atto del Qatar impedisce alle residue forze della Fratellanza Mussulmana libica di ricevere soccorsi esterni. Né l’amministrazione Trump ha, ovviamente, interesse nell’arrestare l’avanzata di Haftar sostenuto da Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti. Le uniche potenze cui preme ancora salvare i bastioni islamisti in Tripolitania sono il Regno Unito e la Turchia, ma i loro margini di manovra, senza una Casa Bianca connivente, sono molto ristretti.

Nelle prossime settimane, quindi, man mano che il nodo scorsoio di stringerà attorno al collo del Qatar, potremmo assistere al concretizzarsi di una previsione formulata nei nostri articoli sin dal 2015: una Libia riunificata e riappacificata, sotto la guida militare del generale Khalifa Haftar e l’ala protettrice del presidente Al-Sisi. Per l’Italia le possibilità di rientrare economicamente nella nostra ex-colonia dipendono, dopo il nefasto appoggio del governo Renzi a Faiez Al-Serraj e l’ancora più scellerata decisione di schierare i nostri militari nella roccaforte anglo-islamista di Misurata, dall’ENI e dalla sua storica collaborazione con le compagnie petrolifere russe: non c’è alcun dubbio, infatti, che Mosca sia destinata ad avere nella nuova Libia un peso pari o superiore all’epoca di Muammur Gheddafi.

1http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2017/05/27/libia-media-52-morti-ieri-a-tripoli_43521e22-e170-49b5-b402-309cb6acc89a.html

2http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/06/03/libia-haftar-avanza-su-base-aerea-jufra_879deec7-dfa6-4d74-be87-50f1a388cd8a.html

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68 thoughts on “Il tramonto del Qatar e l’alba di una nuova Libia

  1. Jean il said:

    Cambiamento importante, saranno contenti i francesi, amici dei Qatarioti, anche loro perdono una bella fetta di importanza in loco…

     
  2. ENEA il said:

    Se risultasse confermato quanto letto in un altro sito: l’Emiro Tamim al-Thani del Qatar declina l’invito ricevuto dallo staff di Trump di visitare la Casa Bianca per comporre la spaccatura con l’Arabia Saudita, e decide invece di partire sabato per Mosca, dove incontrerà Vladimir Putin, il significato é chiaro e devastante per il residuo prestigio degli Usa.
    Se…risultasse davvero cosi’, cio’ dimostrerebbe ancora una volta l’intelligenza della Russia nello scacchiere internazionale fomentando incendi dove prima c’erano alleanze.
    I Saud li vedo a rischio in un prossimo futuro potrebbero essere loro il boccone prelibato. Molti nemici li attorno travestiti da falsi cortesi.
    Riguardo il qatar mi lasciano perplesse alcune cose in merito ad una possibile invasione o guerra nei suoi confronti.
    La base americana, le truppe turche, le nuove linee di rifornimento con l’Iran. I loro soldi fanno gola.
    Purtroppo per capire questo interessante sviluppo occorrera’ attendere il domino della storia e che le polveri si siano posate per capire REALmente a chi giovera’ e chi sono gli attori che han programmato tutto questo. La Storia accellera. Noi siamo in gabbia.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Si, ma la Libia?
      Piallino il Qatar: saldiamo indirettamente i conti con la caduta di Gheddafi.
      Mosca e Teheran fanno solo i loro interessi. Noi dobbiamo fare i nostri.

       
      • ENEA il said:

        Noi come ho gia’ detto…siamo in gabbia da tempo
        e come da te giustamente riportato piu’ di una volta
        solo in via ufficiosa il ns stato profondo puo’ fare qlcosa.
        Noi non ho ancora capito se…abbiamo interessi nostri o facciamo solo quelli altrui a discapito dei nostri.
        Evidentemente non siamo piu’ in grado di avere autonomia dalla caduta del muro che IN REALTA’ CI PROTEGGEVA ECCOME…
        zero politica fiscale
        zero politica monetaria
        zero politica economica
        prendiamo ordini da un entita’ astratta opportunamente chiamata europa non sindacabile
        paghiamo tasse e imposte e non vediamo difendere i ns confini dallo stato che dovrebbe rappresentarci e ci dicono che e’ tutto normale
        mi chiedo quali sono i nostri interessi?
        Chi dovrebbe farli? I governi che ci hanno imposto perche’ l’europa lo vuole?
        E’ un cortocircuito mentale.
        Siamo messi molto male.
        Gli italiani che facevano i nostri interessi sono sotto terra. Mattei Moro Falcone…
        Spero tanto di sbagliarmi e che ci siano forze profonde che sanno ancora approfittare di questo riassestamento e mangiare di sponda come da te ben evidenziato nel caso Egitto / Russia /Eni.
        Noi per alcuni che non ragionano solo win /win siamo ancora importanti.
        Saluti

         
        • DANILO FABBRONI il said:

          Moro, Mattei e ci metterei de Gaulle ‘alla grande’…. non per niente de Gaulle fu oggetto di attentato da parte dell’OAS…. stessa gentaglia che si vide a Dallas per Kennedy…. pure Kennedy era un Moro, un Mattei, un de Gaulle…

           
        • Geronimo il said:

          ENEA lo dobbiamo gridare tutti forte e chiaro:” La nostra Sovranità è stata usurpata, nel 1946, dagli anglo-americani a seguito della nostra sconfitta nella seconda guerra mondiale”.

          L’ultimo statista italiano, che fu in grado di opporsi, concretamente, ai diktat, atlantica, è stato Bettino Craxi, che aveva condotto l’Italia al 4° posto come potenza industriale mondiale e ad avere un peso geopolitico internazionale importante. Dopo di lui, purtroppo, solo SERVI.

          In Italia esistono associazioni “esoteriche” ( alle quali vanno aggiunte le para-esoteriche ovvero i cosiddetti club ) che detengono il potere politico, istituzionale e militarenazionale e che servono letteralmente, ovvero sono serve del potere atlantico. O siamo consapevoli di questa cosa o continueremo ad essere schiavi.

           
        • ENEA il said:

          Fino a che c’era il muro dovevano lasciarci un minimo (ed era tanto alla luce dei fatti odierni) di autonomia per implementare il loro “sistema” di vita ed economico.
          Pur non avendo autonomia territoriale e militare (avendo perso una guerra)
          ci avevano lasciato la moneta e di seguito una certa flessibilita’ economica.Hanno atteso che le generazioni delle due guerre passassero. Le generazioni contadine e tradizionali quelle ancora legate al territorio ed alla vita reale ed al sacrificio. Il minimo di benessere materiale ci ha cambiati e ci hanno educato a valori diversi.Valori LORO. Siamo replicanti.
          Poi sono passati alla cassa e hanno implementato la fase successiva. Caduto il muro l’entita’ europea cui nessuno puo’ ribellarsi…perche’ sia chiaro…
          come puoi ribellarti a trattati capestro firmati in stanze ad hoc e prendertela con il nome europa?? Da li nascono tutte le incongruenze di una stato che esiste per prendere e non garantisce i suoi confini ai propri cittadini ormai alla merce’ di tutti. L’europa lo vuole e tu che puoi dire??? Tu come cittadino italiano devi pagare e pagare perche’ ti dicono che hai un debito. Poi pero’ vedi che se servono i soldi per chi ne ha bisogno ci sono. Sembra una farsa quello a cui assistiamo tutti i giorni sotto i nostri occhi.
          Ci sono ancora interessi italiani in giro?
          Ci sono ancora persona che fanno gli interessi dell’ITALIA?
          Lo spero ma il gioco di specchi fatto sulla nostra pelle non mi lascia ben sperare.
          Noi passiamo e la prossima generazione e’ gia’ diversa….si pone problematiche diverse cresce con valori diversi e parla gia’ una lingua diversa.

           
        • Senza Tetto il said:

          Kennedy ha spedito i figli degli operai statunitensi in Vietnam in nome del Capitale.
          Assieme a Moro e Mattei ci vedo più Craxi che Kennedy, dato che al Capitale ha anteposto la propria coscienza.

           
        • DANILO FABBRONI il said:

          @SenzaTetto: mi permpetto di consigliarLe la lettura di The Devil’s Chessboard: con questa capirà chi DAVVERO ha spedito i pagliacci a stelle & strisce in Vietnam. Dire che Kennedy l’abbia fatto è come credere a Eugenio Scalfari.

           
  3. Matteo il said:

    Il giovane emiro sarà sostituito da un parente fantoccio degli angloamericani e il Qatar perderà tutta la sua influenza

     
    • Federico Dezzani il said:

      Da un fantoccio “di Trump”, perché a Londra e nei circoli della Clinton non devono essere molto felici del cambio di regime.

       
    • Federico Dezzani il said:

      La Germania è un bastione dell’atlantismo liberal. Lo scontro Merkel-Trump è solo una variante del Russiagate.

       
  4. Daniela il said:

    Ha ragione Federico, le ragioni di questo fatto hanno pochissimo a che fare con l’Iran.

    I Sauditi accusano il Qatar di sostenere i “terroristi”. È come se la Gran Bretagna accusasse gli USA di imperialismo o la mafia non volesse più nulla a che fare con le modalità da ganster.

    L’ex vice presidente USA, Joe Biden, aveva osservato che entrambi i paesi wahhabi, Qatar e Arabia Saudita, avevano finanziato e alimentato il terrorismo in Siria, in Iraq e altrove. Ma il punto di vista saudita è che il Qatar è troppo “liberale” e supporta il tipo “sbagliato” di terroristi (quelli che credono alle elezioni).

    Il governo del Qatar e la sua televisione, Al-Jazeera, hanno installato e sostenuto il governo dei Fratelli Mussulmani in Egitto e i Sauditi hanno finanziato un colpo di stato contro tale governo. Il Qatar sta sostenendo il governo dei Fratelli Mussulmani in Turchia. Sostiene il gruppo palestinese Hamas, anch’esso un affiliato dei Fratelli Mussulmani. Il Qatar finanzia vari gruppi allineati con Al-Qaeda in Libia, in Siria e in Afghanistan; in effetti i talebani hanno la loro unica missione diplomatica a Doha. Fino a poco tempo fa i Sauditi hanno finanziato l’ISIS, adesso hanno smesso e finanziano altri gruppi di Jihadi in Siria, sotto il controllo della CIA. L’UAE sta sponsorizzando il generale libico Hiftar che combatte il Qatar, sostenendo i gruppi allineati con Al-Qaeda. I sauditi stanno cercando di avere buone relazioni con Israele e non hanno interesse per la causa palestinese che Qatar supporta.

    Poi ci sono interesse antagonisti per gli idrocarburi.

    Il Qatar è il più grande esportatore mondiale di gas naturale che produce una concorrenza pesante alle esportazioni di petrolio saudita. Recentemente ha intensificato i suoi rapporti con altri produttori e clienti nella regione del Golfo e oltre.

    Può darsi che il Qatar crollerà, ma può anche darsi che si stabilirà invece un “ponte aereo” (remenber Berlin?) e un “ponte navale” fra Bandar Abbas e Doha, ovviamente difeso dall’aviazione Turca e dalla marina Iraniana e pagato dal QATAR.

    Probabilmente così facendo gli Al THANI potrebbero andar avanti o almeno sopravvivere per un bel pezzo come dittatori del Qatar.

     
    • gengiss il said:

      Sulla vicenda Qatar circolano, anche negli ambienti “anti-imperialisti”, due letture opposte:
      – L’interpretazione “ottimista”, pro-Trump, come volontà di stabilità regionale incentrata sull’Arabia Saudita, wahabitismo “in un solo paese”, a cui si opponeva il Qatar specializzato a sponsorizzare rivoluzioni islamiste negli altri Paesi
      – L’interpretazione “pessimista”, anti-Trump, che vede in preparazione una guerra (intesa in senso lato) contro l’Iran, la costituzione di un fronte Arabia Saudita / Israele, a cui il Qatar non voleva aderire ed è stato punito
      Propendo per la prima, come Dezzani

       
      • Marco1 il said:

        @gengiss
        Giusto per chiarire un punto: il fronte anti-Trump non è contro la persona di Trump, ma contro i 200 neocons che gli ordinano come comportarsi.

        Cosa ci fa capire che il fronte anti-Trump ha sicuramente ragione? Un evento accaduto ad aprile:
        l’attacco aereo missilistico sferrato contro la base aerea siriana, ordito da Trump per prendere fiato dopo 3 mesi di attacchi incessanti (Russiagate e non solo…) che avrebbero altrimenti causato il suo impeachment.
        Trump non avrebbe mai spedito la carne da cannone in Corea del Sud e non avrebbe mai irritato Putin colpendo Assad.

         
        • Seth il said:

          Marco1, ma davvero vuoi raccontarci la storiella che i neocons sarebbero dietro Trump e la sua ascesa ? I neocons sono incarnati dal clan Clinton-Obama e questo lo sanno tutti.

           
        • Marco1 il said:

          @Seth,
          I neocons costituiscono la pietra miliare dell’apparato militarindustriale statunitense e sono sempre al comando dell’Impero, a prescindere dallo schieramento politico al potere in un determinato momento storico. Se il voto contasse qualcosa, semplicemente lo avrebbero impedito. Le decisioni non spettano mai al popolo, quindi la tua idea secondo cui in base al partito al Governo i neocons abbiano più o meno potere è semplicemente ingenua…

           
  5. tombino il said:

    State ammirando i risultati della presa del potere delle istituzioni del governo americano in atto dall’11 settembre 2001: un nuovo centro di potere (i neoconservatori, estremisti filo-israeliani della lobby ebraica in Usa) hanno detronizzato l’oligarchia storica (il Council on Foreign Relations e Rockefeller) per lanciare la super-potenza americana nelle guerre e destabilizzazioni dei paesi del Medio Oriente troppo potenti per Israele. A cominciare dall’Iraq, Paese modernizzato e media potenza regionale, per poi proseguire con la destabilizzazione-frammentazione di Libia, Siria, Libano e Iran.

     
    • tombino il said:

      Quando ha spaccato un paese (come ad esempio la Libia) e l’ha ridotto a gruppi armati che si combattono l’un l’altro in nome di qualche Islamismo, ha raggiunto il suo scopo – come del resto ha affermato a chiare lettere George Friedman, il gestore del sito Stratfor. L’America non mira più a pacificare questi paesi per farne i suoi vassalli e suoi mercati, come ha fatto agli europei nel dopoguerra. Il fine nuovo, di stampo ebraico, è quello descritto nella Bibbia quando sarà instaurato il Regno d’Israele: “spargerò il terrore di te” sulle nazioni, abiterai “case che non tu hai costruito”, raccoglierai da “campi che non ha coltivato tu”. La sola concezione possibile di impero, per Israele, è il saccheggio ed il terrore.

      L’altra essenziale novità è ch la guerra dell’Impero del Caos è “totale” ed orwelliana (con riferimento al romanzo 1984 di Orwell): in pratica,la superpotenza usa come mezzo di guerra tutti i mezzi di illusione di cui dispone – i media, le tv, Hollywood, i video dello Stato Islamico eccetera – allo scopo di trascinare le opinioni pubbliche europee nelle sue guerre, terrorizzando le masse con “immagini”, diffondendo stati d’animo voluti e progettati a tavolino. L’illusionismo ipnotico si è intravisto l’11 settembre 2001, ma anche nell’eccidio di Charlie Hebdo. Bisogna essere consapevoli che questa parte della guerra totale è diretta contro di noi. Siamo noi il nemico da soggiogare e terrorizzare con minacce immaginarie, o immaginariamente ingigantite, lo spettro colossale di un “nemico” misterioso, inafferrabile e imprecisabile, sterminatore, enigmatico.

       
  6. Guido il said:

    Infatti. Basta leggere la Bibbia per capire le nuove mosse del mondo.
    Abramo figlio di un fabbricante di idoli, mentre il padre si allonana qualche giorno, spacca tutti gli idoli di terracotta, tranne il più grosso…Il padre torna, vede il disastro e gli dice: Che cosa hai combinato!!!- Ed Abramo: -NOn sono stato io..Gli idoli degli dei hanno fatto una rissa ed il più grosso li ha spaccati…-
    Ed il padre: – O Figlio, credi di prendermi per i fondelli? Gli idoli sono terracotte. E non hanno nessuno spirito degli Dei.-
    Allora Abramo: – O padre, allora anche tu non credi negli Dei!!. Vedi che ho ragione io che parlo del Dio Unico!!!-
    Insomma, bisogna fare i disastri(11 settembre) ma dare le colpe agli altri ( gli arabi)….Così funziona il mkndo ebraico. Sull’astuzia. Ed è così che hanno conquistato il mondo, essendo 4 gatti…

    Finchè l’11 settembre resterà come una vittoria di Allah, anzichè una astutissima trappola per i gonzi, non andremo da nessuna parte.
    Purtroppo il ricatto effettuato al presidente Bush figlio impedisce qualunque rivelazione interna.
    Chissà che lo scandalo Trump e l’impeachment futuro non facciano scoppiare la bolla ….

     
    • Orazio il said:

      Se a molti non hanno ancora compreso, come giustamente fatto osservare da Guido, suggerirei di andarsi a leggere il testo “i protocolli dei savi di sion”, che è possibile scaricarlo in rete.
      E’ una lettura impegnata, di per se molto ma molto acida, nel senso che si può capire con quali porci abbiamo a che fare.
      Purtroppo credo che la maggior parte della gente, alla 3° pagina, smette di leggerla.

       
  7. stefanoG il said:

    Probabilmente gli effetti dello strangolamento del Quatar saranno positivi per l’egitto di Al-sisi e per quel generale Libico che sta marciando verso tripoli, tuttavia Io non mi sentirei di esultare troppo per la fine del Qatar. Intanto perché ne trarrebbe vantaggio l’arabia saudita (che oltre ad essere uno stato reazionario è stato ed è il principale finanziatore dell’Isi e, quindi, il migliore alleato degli ammerecani) In secondo luogo, se è vero che Iran e Qatar hanno una sorta di partenariato per lo sfruttamento comune di alcuni giacimenti di gas e se è vero che il Qatar ultimamente aveva preso delle posizioni non troppo anti iraniane, penso che la fine del Qatar sia una mossa anche (ripeto “anche”) contro l’Iran (e, quindi, contro la russia).

     
  8. Carlo V il said:

    FEDERICO DEZZANI E GLI ALTRI per favore leggete qui: http://www.soloitaliani.com/2017/03/05/la-massoneria-domina-mondo-la-lista-detiene-potere/

    Angela Merkel (classe 1954, politica, cancelliera tedesca dal 2005, affiliata alla “Golden Eurasia”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”). Barack Obama (classe 1961, attuale presidente degli Stati Uniti, affiliato alla “Maat” e all’ “A.I.P.A.C.”). Vladimir Putin (classe 1952, attuale presidente della Federazione Russa, affiliato alla “Golden Eurasia”).

    * Cioè la Merkel e Putin, affiliati alla stessa loggia ? La Golden Eurasia ? Se fosse vera questa notizia…siamo fottuti, populiti e non… Vuol dire che è tutto un teatro.

    Dezzani, quanto può essere vera questa cosa ?

    E poi, Hollande che dichiara in quel video:” Se parliamo di REPUBBLICA dobbiamo necessariamente passare per la Massoneria.

    Cosa cazzo sta succedendo ? Questo è l’armageddon…..

     
    • Francesca Ancona il said:

      Ora leggo, non so quanto possa essere affidabile questo sito o notizia. Comunque io non mi meraviglio per niente, avevo sempre avuto il dubbio che stessero, come dire, abbastanza uniti. Però penso che litighino anche fra loro e che ci sia qualcuno fuori. Comunque c’è un potere ancora più alto di questi…no?

       
    • Superza il said:

      La notizia è vecchia nel senso che la fonte è Gioele Magaldi e sono tutte contenute nel suo primo libro uscito da un paio d’anni oramai. Lui dice di avere le prove di tutto quello che scrive e che usciranno fuori in determinate condizioni.
      Il Libro ha una sua coerenza, la riscrittura storica degli ultimi anni secondo la logica delle UR Lodges più o meno tiene, ma su questi temi capire se sia vero oppure il solito tentativo di gatekeeping va al di la delle possibilità di chi non è dentro al vero potere.
      Personalmente credo che quello che dice sia possibile e ragionevole; Un teatrino di politici dietro i quali c’è il vero potere tramandato da generazione in generazione e che si organizza in queste associazioni da tantissimo tempo.

       
      • Carlo V il said:

        Grazie Francesca e grazie Superza. Si, sapevo che la fonte era Gioele Magaldi, però non ho mai capito se è lui che “genera la notizia” oppure lui è una “semplice sponda”.
        In tal caso le cose cambierebbero.

        La sensazione su Magaldi è quella di Dagospia, http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/sballo-massone-se-questo-gioele-magaldi-non-fosse-altro-che-89080.htm , anche se più che un “cazzaro” a me pare uno che fa “depistaggio”.

        Resta l’affermazione di Hollande nel video…però capisco pure che in Francia come in altri paesi, l’approccio a certe tematiche è assai diverso. Loro (i francesi) inoltre, hanno vinto la guerra. Noi l’abbiamo persa e questo cambia molto le cose.

         
        • Francesca Ancona il said:

          Comunque, perché dovremmo fidarci di Dagospia? Quello sembra un sito libero ma è un’altra buffonata di regime, travestita da sito indipendente. Roberto D’Agostino, per chi non lo ricorda, è un prodotto televisivo. Avere dei dubbi è lecito, ma è tanto straordinaria questa notizia? A me sembra naturale che queste persone “che contano” (per dire) stiano in queste logge, è sempre stato così. Sinceramente nella massoneria ci sono persone di ogni ceto, dipende dai livelli

           
        • Carlo V il said:

          Francesca, la notizia, se fosse vera, ci dice che Putin e la Merkel sono iscritti alla stessa loggia internazionale. Ti sembra notizia da poco ? Vorrebbe dire che non ci si può fidare di ciò che appare….

           
        • Io credo che il massone sia vincolato al segreto,che io sappia c’e’ un certo tipo di giuramento durante l’iniziazione.Secondo me un massone che “parla” lo fa in modo concordato.Quanto ci si puo’ fidare di un massone?

           
        • Carlo V il said:

          Fra l’altro Francesca, l’affermazione di Hollande……………:” Se crediamo nella Repubblica dobbiamo passare per la Massoneria” ………………..ha un peso DEVASTANTE in quanto affermazione del Presidente della Francia (al momento dell’affermazione) e non di un pincopallino qualsiasi.

          Questo porta ad interrogarsi sulle dichiarazioni di molti massoni che vogliono farci credere l’associazione della squadra e compasso sia una semplice associazione come il circolo del tennis o come gli amici della Lapponia, ovvero una associazione di cittadini che hanno il solo e unico scopo di accrescersi e migliorarsi da un punto di vista umano e che quindi non hanno niente da spartire con i giochi di potere economici, politici e finanziari. Hollande ci fa capire che non è così. Ti pare poco ?

           
        • Francesca Ancona il said:

          Scusa Carlo, ma tu t’illudevi che fossimo noi cittadini a decidere le sorti dell’universo? Lo sappiamo da molto che ci sono altri a decidere per noi, che sia in bene o male. Il fatto che Putin e la Merkel siano nella stessa loggia cosa stupisce? Questi sono legati dallo stesso interesse, approfittare, portare soldi al proprio cortile. Stare nella stessa loggia non vuol dire essere amici, ma condividere alcune cose. (mi fate venire voglia di entrare in massoneria e vedere che aria tira, per poi dirvi, il problema è che non mi piace l’ambiente…)

          In quanto al commento di Animaligebbia: non ci si può fidare di nessuno, però, un massone che parla, tradendo il patto, potrebbe essere un massone che è stato tradito…e quindi parla

           
        • pseudo-frammassone il said:

          Nessun massone che faccia vita di loggia, cioè quel 99% di fratelli che frequenta la casa massonica due sera al mese per poche ore, è in possesso delle notizie di cui scrive Magaldi. Non ho la più pallida idea se ciò che scrive/dice sia vero o no, e nemmeno mi interessa perché non lo prova mai, ma fino a verifica credo sia un millantatore. Nel GOI non gode di nessuna credibilità, ma se, per mera ipotesi di lavoro, dicesse il vero, beh, allora lui stesso apparterrebbe o frequenterebbe da vicino, molto vicino, queste fantomatiche ur -logge (la verità è che in massoneria si sa poco o nulla di ciò che accade sopra il proprio grado); se non che se lui le frequentasse davvero non ne parlerebbe affatto: se esistono logge così potenti e elitarie non accettano certo persone senza potere né futuro alcuno come Magaldi; se Putin e la Merkel si incontrano a Odessa il venerdì sera indossando un grembiulino e i guanti bianchi, cosa già ridicola per sé, di certo non lo sa Magaldi (ci dice anche il nome! Golden Eurasia… nemmeno Totò…). Tra l’altro uno che addirittura si fonda la sua obbedienza personale, come se già non ce ne fossero una serie, la dice lunga sulle sue finalità: è come la religione fai da te… Questo non significa certo escludere il fatto evidente che i vertici di tutte le istituzioni si parlino direttamente, non necessariamente in senso complottistico.

           
        • concordo con pseudo-frammassone, e posso affermare con estrema sicurezza che la maggior parte delle logge sono religioni fai da te, dove molti si fanno la propria obbedienza personale e pensano che la loro sia quella più “giusta” e più “tradizionale”. Ecco perchè hanno bisogno di avere una sovrastruttura, una comunione massonica, come ad esempio il GOI, proprio per avere delle linee guida che seguono tutti. Bisogna però stare attenti a pensare che il fine ultimo delle logge massoniche sia il miglioramento di se stessi. Questo è quello che dicono agli adepti . Il fine ultimo delle logge massoniche è un fine sia politico che religioso, ovvero la restaurazione del paganesimo, che deve necessariamente passare sia con l’eliminazione della religione cristiana e di conseguenza con la presa del potere politico proprio come, tanto per fare esempi, gli egizi, l’antica roma, l’antica grecia. Hitler, per completezza di informazioni, è stato il maggior esponente del secolo scorso che ha provato a restaurare il paganesimo in europa. Saluti. Gianni Palumbo

           
        • Giulietto il said:

          Pseudo-Frammassone il tuo ragionamento fila, tuttavia vorrei chiederti:” Ammesso che, come dici tu, Magaldi sia un millantatore, per quale ragione non è stato querelato da almeno uno di tutti quelli di cui ha fatto nome cognome e loggia di appartenenza ?

          Voglio dire, lui stesso, quando venne insinuato il dubbio che si fosse inventato tutto, disse:” Vediamo se qualcuno di quelli di cui ho parlato nel libro, mi querela. Sono pronto a dimostrare in tribunale, documenti alla mano, quello che sto affermando !”.

          Infatti nessuno lo ha querelato ! Credo che ognuno di noi, se venisse pubblicato un libro che racconta cose non vere sul nostro conto, querelerebbe l’autore. Allora perchè nessuno lo ha fatto ?

           
    • Calogero il said:

      per carità, tutto è possibile nel campo politico di questo mondo, ma dire che Putin appartiene ad una loggia massonica lo trovo un pochino esagerato o volutamente sputtanante. 5 tentativi di omicido, per fortuna sventati , mi sembrano eloquenti di quanto Volodia sia odiato dai guerrafondai con i grembiulini.

       
      • Forse il mondo massonico slavo e’ distinto o concorrente di quello occidentale,chi ne sa di piu’ ci illumini.Approfitto per rispondere a Francesca Ancona scusandomi per il ritardo: io resto convinto che il massone che parla sia un massone morto,vedi Sindona.Penso che l’operazione “magaldi” sia solo un tentativo di spacciare l’idea che esista una massoneria buona e una cattiva,mentre sappiamo tutti esiste solo la massoneria e siamo coscienti di chi sia il “grande architetto”.Ci basta solo essere “prudenti come serpenti”.Cordialmente

         
  9. roberto il said:

    Quell’immenso giacimento di metano fra Qatar e Iran non serve più a niente, almeno per i prossimi dieci anni potrà prendersi una bella pausa di riflessione dopo che l’Egitto con le sue nuove riserve del mediterraneo può soddisfare i bisogni dell’Europa passando per la Libia-Tunisia e poi in Italia. Il Qatar, persa la partita in Siria, avrebbe fatto qualsiasi accordo anche con l’Iran per un passaggio fino alla fidata Turchia e da qui all’Europa prima dell’avvio del giacimento egiziano. USA e Saud capiscono come potrebbe finire e danno il benservito al Qatar appena in tempo. Alla Russia va bene così perchè in Egitto ha il 30percento del metano dell’Eni e per la “Libia di Al-Sisi” ancora di più. Praticamente i Saud sanno di avere perso e con questa mossa perlomeno abbattono le perdite subite in Siria con il boccone Quatar. Sembra di essere tornati alle guerre di Roma, medioevali o napoleoniche e invece siamo nel 2017. Ma a parte noi chi lo capisce che tutto questo sangue e distruzione è mosso unicamente dal denaro e tutto il resto sono favole per gli imbecilli dei TG e compagnia ?

     
    • stefanoG il said:

      Ma se davvero il gas qatariota non conta e non serve a niente perché tutti ora cercano di far fuori il Qatar? Perché sponsorizza il terrorismo! Questa è la risibile risposta di chi quanto meno è stato complice del qatar nell’alimentare il terrorismo.
      Mi spiace ma continuo a credere che proprio il gas qatariota-iraniano sia l’obiettivo di questa nuova possibile guerra apparentemente contro il qatar ma in realtà contro l’iran (e, quindi, la russia).
      Dezzani ha scritto che Iran e russi fanno ii loro interessi e noi dobbiamo pensare ai nostri…ragion per cui lui esulta per il fatto che molto presto azzereranno il quatar, cosicchè Al Sisi sarà di nuovo nelle grazie dei gentiloni (dopo averlo stracciato per la vicenda regeni ) mentre in Libia probabilmente vincerà l’altro generale e con l’Eni l’italia potrà ritornare a farla da padrona in Libia. Ebbene io non credo che Al Sisi si dimenticherà facilmente della porcata che gli ha tirato l’italia e tantomeno i libici dimenticheranno facilmente le altre porcate di cui l’italia si è resa complice. Perciò gli affari d’oro ce li possiamo scordare anche se vincono Al Sisi in egitto e qualche altro in Libia…per non parlare che comunque Trump e company gli affari ce li faranno fare solo se gli fa comodo a loro per primi.
      Perciò credo che gli interessi dell’iran e, soprattutto, della russia siano anche i nostri interessi. Se la russia e l’iran perdono di sicuro perderemo tutti noi perché state certi che prima di perdere quei due paesi sono capaci di farcela pagare cara…quella è gente che non molla, mica come noialtri che nella migliore delle ipotesi siamo delle banderuole. La sconfitta dell’Iran sarebbe nient’altro che una sconfitta strategica per la russia e il preludio alla conquista della russia da parte degli ammerecani. Russia e Iran non lo permetteranno mai e piuttosto che cedere state certi che darebbero fuoco alle polveri.

       
      • Secondo me l’Iran e’ intoccabile semplicemente perche’ sono bene armati,determinati al combattimento,consapevoli della propria storia,nazionalisti il giusto e coesi.Gli americani non sarebbero mai disposti a vedere i loro costosissimi giocattoli galleggianti affondati da un semplice missile di cui gli iraniani sono ben forniti.Gli specialisti della guerra in casa altrui non saprebbero che pesci prendere visto che hanno gia’ fallito in Siria.Approfitto per rispondere a Francesca scusandomi per il ritardo il massone che parla e’ morto:vedi Sindona.Cordialmente

         
  10. Parvus il said:

    Pepe Escobar, nella sua pagina facebook, osservava 1 h fa che l’ultimatum saudita al Qatar si sta rivelando un ennesimo fiasco sovrano, perché lo staterello del Golfo ha amici potenti: oltre che in Iran e Turchia (e probailmente Germania), nella City e nel Deep state USA.

    PS @ roberto: le riserve di gas del Qatar sono 25-30 volte quelle dello Zohr egiziano.

     
    • roberto il said:

      Sicuramente hai ragione per le dimensioni ma il giacimento dell’Egitto è molto più vicino all’Europa e non ha il problema di passare in tutti quei posti particolarmente tranquilli. Quindi, relativamente alle forniture per l’Europa, immagino che venga preferito e sfruttato per primo e soltanto quando sarà esaurito si vedrà se saranno pronte le pipelines col Qatar, se ancora ci sarà uno stato con quel nome.

       
      • Federico Dezzani il said:

        Escobar scrive su Rt e, da pochi giorni, alla Russia fa comodo difendere il Qatar. A me preme di più cosa pensano Egitto e Libia. Qui non siamo gli avvocati d’ufficio della Russia.

         
        • stefanoG il said:

          qui non si tratta di fare “gli avvocati d’ufficio” di nessuno, si tratta invece di capire cosa c’è sotto certe mosse. Sotto la mossa di attaccare il Qatar per il suo appoggio al terrorismo (che sicuramente c’è stato) c’è in realtà la volontà di far fuori un paese che non si è perfettamente allineato alla strategia americana di isolamento dell’iran (e, quindi, della russia). Iran, russia, cina sono tra i pochi paesi che si oppongono alla strategia di dominio globale degli ammerecani, perciò ogni attacco diretto o indiretto nei loro confronti credo dovrebbe vederci schierati contro. Anche la Turchia fa schifo ma un eventuale attacco alla turchia sarebbe nient’altro che un tassello della guerra contro la russia in particolare e, quindi, magari turandoci il naso, non potremmo non schierarci dalla parte della turchia.
          Lo stesso vale per il Qatar. Lo si vuole distruggere per indebolire ulteriormente l’iran…questo è sufficiente per prendere posizione contro chi ora, col pretesto del terrorismo, vuole eliminarlo.

           
  11. Andrea il said:

    Sappiamo che Qatar, Saudi Arabia e Iran sono in qualche modo fulcro organizzativo degli attentati degli ultimi anni. Ma esiste un modo per capire a chi ricondurre ogni singolo attentato europeo dalla guerra in Iraq in poi?

     
    • stefanoG il said:

      ma che dici? l’iran sarebbe uno degli sponsor del terrorismo? ma su cosa basi simili affermazioni? Sulla propaganda di qualcuno interessato a far credere una bestialità del genere? L’iran ha fatto una rivoluzione di popolo contro lo scià senza mai ricorrere al terrorismo…poi ha vinto una guerra lunga ed estenuante contro la marionetta ammericana di nome Saddam (che comunque, meritava di essere difeso quando fu a sua volta attaccato dagli ammerecani) senza mai ricorrere al terrorismo. Allora, ripeto, su che cosa basi certe tue affermazioni che vedrebbero l’iran come “fulcro” del terrorismo (sebbene assieme ad altri)?

       
      • Andrea il said:

        Perchè Obama ha riallacciato i rapporti con l’Iran?
        Il terrorismo islamico non ha una sola matrice purtroppo.
        Viene usato in modi diversi per scopi anche in contrasto tra di loro.
        E’ impossibile capire queste dinamiche con un approccio dicotomico.
        Buoni – cattivi, Liberal-sovranisti non dicono più nulla in un mondo globale.
        Io sono convinto che ogni attentato europeo ha delle specifiche caratteristiche e potrebbe benissimo essere stato commissionato da mandanti in antitesi tra di loro. Ma questo vuol dire che una delle antitesi va ricercata per forza nella competizione regionale tra Saudi Arabia e Iran. Oltre che quella tra sovranisti e globalisti.
        La spiegazione banchieri anglofoni contro il resto del mondo diventa offensiva di fronte a tutta questa mole di elementi.
        Credo che le varie famiglie di banchieri giochino un ruolo importante nel muovere le pedine della scacchiera, ma le politiche economiche e le relazioni internazionali, sono mosse anche da interessi particolari che sfuggono al quadro semplicistico per cui esistono i terroristi da una parte e i non terroristi dall’altra.
        Nulla vieta, per esempio, che Russia e Iran abbiano commissionato degli attentati al Qatar.
        Ecco io voglio capire questo.
        Chi c’è dietro ogni attentato in europa. Non mi meraviglierei se ci fossero attori diversi.

         
        • stefanoG il said:

          “…Nulla vieta, per esempio, che Russia e Iran abbiano commissionato degli attentati al Qatar…”

          nulla vieta neppure di supporre che siano stati gli “alieni” a commissionare gli attentati in Qatar!
          Finora gli attentati hanno sempre avuto una sola matrice: quella islamica …naturalmente manovrata a dovere da non islamici (Usa in primis…tanto per intenderci).
          se non hai uno straccio di prova per le tue ipotesi, le tue affermazioni diventano pura propaganda diffamatoria.

           
    • haifa, palestine il said:

      L’iran proprio non direi…! La follia storica, sociale e politica che Israele è, piuttosto, si configura per essere un grosso problema, sia per la stabilità del Medio Oriente che per noi.

       
  12. Arlo il said:

    …intanto oggi si parla di open brexit (concetto illuminante). A quanto pare gli ultimi “avvenimenti/avvertimenti” in GB hanno sortito l’effetto desiderato….(non ci si sgancia dal progetto per volontà popolare…anche se paghi). Però, che dire, di questa lotta intestina tra superpoteri ci vanno di mezzo sempre i soliti…

     
    • Marcello il said:

      se con avvertimentiti ti riferisci, in modo subdolo, agli haox false flag, non si tratta di avvertimenti ma di eventi atti a creare una certa coesione tra i popoli europei, che altrimenti sarebbero lungi dall’essere uniti.

       
      • Arlo il said:

        ..vorresti dire che la strategia della tensione in atto in Europa servirebbe a quello scopo?….più che per unire i popoli direi per controllarli meglio…

         
      • DANILO FABBRONI il said:

        Cela vous rappelle quelque chose n’est pas? Nell’annosa ricerca di diradare la coltre della disinformatia – Mistero primo e ultima Mistificazione più assoluta – le capacità mentali, anche le più raffinate possibilmente immaginabili riservate a certi individui particolari – non certo a noi – si ottundono, per forza di cose, dinanzi al muro specchiante del Potere Opaco, pena la quasi o totale perdita della sanità mentale, lucidità intellettuale che dir si voglia. Se s’averasse quest’ultima condizione, per paradosso estremo, si darebbe null’altro che manforte tanto alla fenomenologia del Mistero quanto a quella strettamente imparentata alla Mistificazione, il che sarebbe la più palese autoconfutazione di ogni anelito di comprensione. Non solo abbiamo visto, più o meno en passant, stante al cosiddetto ‘eremita di Pechino’ che alfine è la sola ed unica Mistificazione di per sé il fine, ultimo, sovrano dell’Opera al Nero nihilista e non il Mistero giacché come insegna (purtroppo) il Guénon lungi d’essere il Mistero ‘discorribile’, soggetto quindi a chiosa, è solamente da intendersi come ‘inesprimibile’ tout court. Al riguardo ci ha colpito la lettura di due opere profondamente antitetiche l’una all’altra – Il pasto sacro. Dal cannibalismo all’ostia consacrata e poi La massoneria tra esoterismo, ritualità e simbolismo. Studi vari sulla Libera muratoria – ove in ambedue si pone l’accento in maniera che noi riteniamo inequivocabile sulla totale gratuità delle ‘concrezioni’ dell’Ideologia del Regresso, della contro-etica dispiegata dal Nihilismo Totalitario che risponde e si incarna perfettamente nella sequela rutilante di sessioni terroristiche, non ‘spiegabili’ quindi, in ultima istanza, con la prova del nove classica, con il ‘a cui prodest?’ che, per altro, e come minimo da sicuramente una traccia non solo del Tao relativo, motu proprio, generante questi atti scellerati ma anche della ‘direzione’ a cui si vuol far tendere lo spazio psico-socio-geografico immerso in tali nefasti accadimenti. Atti scellerati ‘leggibili’ pur nella loro ‘inesprimibilità’ quali versamento di sangue innocente atto a celebrare la Morte e non la Vita, quintessenza quindi del Nihilismo. Oltrepasseremmo di certo nel puro campo dell’Immaginario sforacchiando forse la Superficie Opaca posta a difesa strenua del Mistero e della Mistificazione se osasissimo e non lo facciamo quindi dacché ne siamo profondamente refrattari, pensare che alla deflagrazione, al compimento delle stragi del Terrore scattasse in perfetta sintonia, in qualche sito del globo incerto, in qualche guisa a noi totalmente ignota, un Rito Celebrativo, consonante, consustanziale per così dire, proprio a quella strage di innocenti. Non intendiamo ovviamente – sia detto chiaramente a scanso di ogni equivoco – le birrette stappate ed i consunti mozziconi di sigarette Merit gettati a terra, trovati sul luogo, ad esempio, da cui s’è consumato l’impulso del telecomando sulla strada di Capaci – evocazione al Male di chiara natura exoterica – quanto invece quello che – ci rammentiamo a braccio – racconta Calasso avvenga in certi mattatoi, in certi laboratori delle università di Chicago… e qui davvero in maniera esoterica. Qui si arresta prima la Logica e subito dopo anche la congettura come parimenti si arresta l’odio degli uomini difronte alla cancellata di quel cimitero umbro o perlomeno è ciò che invoca a mo’ di esergo il monito posto all’entrata: oltre si entrerebbe solo dove c’è stridor di denti, nel Regno del Principe delle Mosche.

        Sentiamo a proposito del Principe delle Mosche cosa riporta un ‘degno’ tovarish di questo ‘Principe’ qual’è il Bacchiega citato, a scanso di equivoci: «[…] nel pasto cannibalico […] non si tratta di una pura e semplice ingestione di parti del corpo altrui […] attraverso l’ingestione del cervello […] trapasso di forze […] connesso e concomitante con una specie di choc spirituale che deve sprigionarsi in colui che mangia questo terribile pasto. L’iniziando deve superare una fase di orrore. Mangiare carne umana o bere il liquido cadaverico, implica per chiunque […] il superamento del limite umano […]. La rottura di questo limite, mediante l’utilizzazione del disumano […] compimento cioè dell’atto estremo, che apre all’esperienza del sacro. L’umano è diventato sovraumano. […] il feroce divoramento del congiunto, dell’amico, del figlio, è un confronto disumano con la morte che, nell’urto, produce uno schianto interiore, un vero ‘salto’ ad un diverso livello esistenziale. […] è inutile parlare di bene o di male, se, in ognuna di queste realtà […] si trova sempre ed egualmente il sacro. Da questo punto di vista, il sangue a rivoli, la crudeltà e la violenza fisica, non sono la storia del male [né] il sangue a rivoli, la crudeltà […]».
        Davvero serve – ci domandiamo – una qualche chiosa a questi terribili proclami, accadimenti presunti, terroristici quanto terrorizzanti ammantati di una luce sinistra di Sacro Invertito di Senso?
        Se li si mettessero in sovrapposizione, come una filigrana di una banconota falsificata contro l’altra, autentica, non si farebbe punto fatica a scorgere che il ‘pasto sacro’ qui evocato e fatto segno di apertissima apologia può coincidere nei nostri tempi moderni agli happening terroristici ove il ‘consumo’ spettacolare, per così dire, gratuito della carne e del sangue dei propri simili, dei propri fratelli, dei congiunti, assume la valenza di un vero e proprio choc ‘spirituale’ come se stessimo proprio noi lì, a consumare, a far perire, i nostri simili, affinchè la ‘rottura del limite’ nonché il ‘superamento dell’orrore’ ci faccia traghettare verso il ‘disumano’. Da qui la ‘fondazione’ di quello che Bacchiega chiama irrispettosamente e blasfemamente un ‘Sacro’ che è per noi il miserrimo Sacro Invertito, dedivinizzato, che si ha nel compimento dell’Illusione gnostica per eccellenza che è il volersi comparare immanentemente dell’individuo a Dio. Il terribile non solo è accaduto ma lo si vuol far accadere, per volontà di questi ‘uomini del dubbio’, affinché si celebri la Perdita del Sé.

        Padre Paolo M. Siano scrive sempre a questo proposito nella sua opera citata : «Massimo Graziani […] risulta essere massone della Gran Loggia Regolare d’Italia. […] l’editrice Le Luci pubblica un libro di Graziani […] Graziani college la morte di Hiram […] ai sacrifici di Fondazione: riti sacrificali (anche umani) […] Graziani elogia il sacrificio umano e ne afferma la necessità […]. Infatti se la vittima morisse semplicemente di morte naturale […] sarebbe sterile […] la morte violenta di una vittima […] permette alla stessa di rinascere in una nuova forma. […] l’innocente muore […]. Nel libro Il Mistero delle Cattedrali, l’esoterista ed alchimista Fulcanelli spiega […] allegoria, per gli Alchimisti, il massacro di un Innocente o degli Innocenti […] La studiosa Matilde Battistini osserva che nella letteratura […] alchemica sono […] i giovani […] che vengono torturati, uccisi e smembrati […]».

        Si può esser più chiari di così nel dipingere l’identità di genere tra questi ‘agenti di influenza’ ed il divampare degli atti di terrorismo?

         
  13. Cinà il said:

    Russiagate, Trump indagato per ostruzione alla giustizia. Scoop del Washington Post che cita alcuni alti dirigenti che hanno voluto mantenere l’anonimato. Trump sempre più vicino alla defenestrazione.
    La Francia sotto il tallone di Micron Rotschild. La GB resettata dagli ultimi attentati e dalle elezioni.
    La Russia sempre più sotto la pressione economica e militare.
    I media completamente in “mani amiche”.
    Mi pare che i globalisti liberal siano a un passo dal dominio totale di tutto l’Occidente, il Medioriente è inutile analizzarlo perché tanto seguirà a ruota!
    Non riesco a essere più ottimista.

     
  14. stefanoG il said:

    Il Qatar sigla con Trump contratti di fornitura di aerei per 12 miliardi di dollari! mica bruscolini!
    Sembrava che Trump avesse dato semaforo verde ai feudatari di Riad e company per annichilire il Qatar e ora invece cambiano le carte in tavola.
    A meno che quel contratto siglato non sia il frutto di un cedimento a tutto campo del Qatar che vorrebbe così dimostrare di voler ritornare nei ranghi. Se è così l’Iran ha perso su questo fronte e idem la russia.
    Sta di fatto che non si parla più di guerra al Qatar.

     

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