Gli angloamericani giocano la carta M5S-Lega puntando alla Germanexit


Dopo un travagliato parto, l’Italia ha infine il suo governo. Si tratta di un esecutivo integralmente “populista”, il cui complicato parto sarebbe stato impossibile senza l’imprimatur di Washington e Londra: decisiva deve essere risultata, a questo proposito, la “mediazione” dell’ambasciatore statunitense Lewis Eisenberg, ex-papavero di Goldman Sachs. Con la formazione del nuovo esecutivo M5S-Lega e la nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia, gli angloamericani intendono spingere la Germania, custode dell’ortodossia finanziaria, a uscire dall’euro: non c’è più alcun motivo, infatti, perché Berlino continui ad arricchirsi con una moneta sottovalutata, quando flirta apertamente con Cina e Russia e si allontana sempre di più dall’orbita atlantica.

Italexit? No, Germanexit

Salvo improbabili sorprese dell’ultimo minuto, l’Italia ha infine il suo governo, che poggerà in Parlamento sull’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Si è trattato di un parto non facile, passato per la dissoluzione della coalizione di centrodestra (cui Mattarella non ha mai misteriosamente voluto dare la possibilità di presentarsi in Parlamento per cercare i voti mancanti alla maggioranza), e l’archiviazione dell’alleanza “liberal” tra M5S e PD, resa impossibile, come avevamo previsto, dalla ferma opposizione di Matteo Renzi. In fondo il matrimonio giallo-verde era, dopo il voto del 4 marzo, inevitabile: nel momento in cui Luigi Di Maio ha posto il veto a Silvio Berlusconi e, specularmente, Matteo Salvini ha fatto altrettanto con Matteo Renzi, la sola via praticabile era un’unione dei due. Il rischio, verso la metà di maggio, di tornare a nuove elezioni dopo settimane di estenuanti trattative ed il provvidenziale “placet” di Silvio Berlusconi (sempre vulnerabile attraverso Mediaset) ha impresso lo slancio finale al governo integralmente “populista”: c’è chi, infatti, sarebbe rimasto molto irritato da ulteriori ritardi. E non ci riferiamo agli elettori italiani, che sulla scheda elettorale non hanno apposto nessuna croce sulla coalizione giallo-verde.

Passiamo così al secondo piano dell’analisi, quello decisivo, spostandoci dal livello nazionale a quello sovranazionale: si sa, l’Italia è dal 1943 un Paese a sovranità limitata, dove non si muove foglia che Londra e Washington non vogliano.

Chi si sarebbe molto irritato di ulteriori tergiversazioni è, in primis, l’ambasciatore statunitense Lewis Eisenberg che, ricevendo il 21 marzo Matteo Salvini1 e l’indomani Luigi Di Maio2, deve aver espresso il proprio consenso alla nascita del governo populista, di cui, passati quasi due mesi, era ormai in fremente attesa: nessuno meglio di Lewis Eisenberg, sa, infatti, che il tempo è denaro. Il neo-ambasciatore americano può vantare nel suo curriculum una ventennale esperienza (1966-1989) presso Goldman Sachs, di cui è stato persino capo nel settore Equity, e, proprio come il governo grillo-leghista, ha un profilo interpartitico: repubblicano e conservatore, certo, ma anche gradito ai liberal per le sue posizioni in materia di matrimoni omosessuali3. Bisogna, infatti, sottolineare bene questo punto: il governo M5S-Lega è il frutto di un compromesso, tra liberal (reddito di cittadinanza, decrescita felice, superamento della famiglia tradizionale) e neocon (flat tax, stretta sull’immigrazione, politica estera pro-Israele).

Un profilo simile a Lewis Eisenberg è quello di Steve Bannon, che è entrato in Goldman Sachs nel 1985 per poi uscirne nel 1990 nella veste di vicepresidente4: si è parlato di divorzio con Trump, dopo il suo addio alla carica di consigliere strategico nell’agosto 2017, ma, da quanto è avvenuto in Italia negli ultimi mesi, si evince che il potentissimo Bannon sia piuttosto una sorta di “agente speciale” dell’amministrazione Trump, incaricato delle missioni estere più sensibili, tra cui la stessa formazione del governo M5S-Lega. Gli appelli di Bannon per un esecutivo integralmente “populista” (appelli che si traducono in direttive per le istituzioni italiane) abbondano: si parte l’esortazione esplicita del 10 marzo5 e si termina con l’intervista rilasciata alla Stampa (Steve Bannon: “L’Ue sarà costretta a trattare con l’Italia anti-sistema”) il 23 maggio, lo stesso giorno in cui Sergio Mattarella ha asegnato l’incarico per la formazione del governo a Giuseppe Conte, premier indicato da M5S e Lega.

Con Eisenberg e Bannon si è analizzato il lato americano dell’operazione, ma altrettanto evidente è quello britannico. Innanzitutto, lo stesso Movimento 5 Stelle è un prodotto più inglese che americano, come dimostrano la lunga carriera di Gianroberto Casaleggio presso il colosso dell’informatica inglese Logica Plc ed il doppio passaporto, italiano e britannico, del figlio Davide. Londra ha giocato un ruolo decisivo nella nascita del governo giallo-verde attraverso il “protestante” Jorge Mario Bergoglio che, a sua volta, ha schierato l’ancora influente Conferenze Episcopale Italiana (La Cei non boccia l’alleanza: “La sfida è il nuovo che avanza” titolava il Fatto Quotidiano il 23 maggio6), indispensabile per vincere le ultime remore (c’è da chiedersi se davvero esistenti, considerando la rigida osservanza di Mattarella alla Trilaterale) del Presidente della Repubblica. Dopo un così lungo lavoro, partito nel 2009 con la fondazione del Movimento 5 Stelle, Londra vuole passare finalmente all’incasso e sembrerebbe avere buone probabilità di riuscirci: salvo improbabili sorprese, il prossimo Ministro dell’Economia sarà infatti l’82enne Paolo Savona, appositamente dimessosi per l’occasione dal fondo Euklid, basato, ça va sans rien dire, a Londra. È sufficiente dire che, durante la sua lunga carriera, i punti di riferimento di Savona sono stati tre: Francesco Cossiga, Ugo la Malfa e Mediobanca. Ossia le quinte colonne dell’Inghilterra e della finanza anglosassone in Italia.

Terminata l’analisi sulla genesi squisitamente “sovranazionale” del governo “populista”, veniamo ora al quesito più interessante: perché? Perché la City e Wall Street hanno, partendo dall’esito delle elezioni del 4 marzo, assemblato un governo M5S-Lega?

Ci spostiamo così su altro piano ancora, quello geopolitico.

Sulle origini della moneta unica si è molto scritto: ingabbiando le disomogenee economie europee in un regime a cambi fissi (l’euro) era solo questione di tempo perché si accumulassero tensioni tali da sfociare in una grave crisi finanziaria (l’eurocrisi). La suddetta crisi, prevedibile sfogliando qualsiasi manuale di macroeconomia, avrebbe dovuto fornire il pretesto per strappare l’unione politica della UE, i cosiddetti Stati Uniti d’Europa che la massoneria speculativa insegue nei secoli. È bene sottolineare come l’euro sia un progetto atlantico (può avvenire qualcosa in Europa senza il placet della NATO?) che la Germania non ha cercato, ma si è vista piuttosto regalare: lo stesso Helmut Kohl ammise che i tedeschi, se avessero potuto votare, non avrebbero mai abbandonato il D-Mark. Se però l’eurozona non evolve in un governo federale, dotato di un Tesoro Unico e di un potere esecutivo accentrato, l’unione monetaria rimane quello che è: un’enorme idrovora che risucchia ricchezza in tutta l’Europa e la concentra in Germania, come visibile dal fatto che le finanze tedesche sono talmente floride da poter, anno dopo anno, ridurre il debito pubblico accumulato nei decenni precedenti. La Germania è, probabilmente, l’unico Paese al mondo che ha attualmente un rapporto debito pubblico/PIL in discesa.

Una Germania, quindi, sempre più ricca e forte grazie all’euro. Già, ma altrettanto affidabile? E qui nascono i dubbi nelle più alte sfere dell’establishment angloamericano: Berlino, infatti, è irresistibilmente attratta dal polo euroasiatico e, in particolare, dalla Cina, che sta velocemente scalando la classifica dei Paesi destinatari dell’export tedesco (attualmente è in quinta posizione7) e diverrà nel prossimo decennio la prima economia al mondo. Negli ultimi anni, come abbiamo più volte sottolineato, i rapporti atlantico-tedeschi si sono progressivamente deteriorati: il Dieselgate, nato negli Stati Uniti e mirante al cuore dell’industria tedesca, l’assalto speculativo a Deutsche Bank condotto da Soros, ne sono esempi lampanti. Ultimamente si sono aggiunti il braccio di ferro sul North Stream 2, che i tedeschi intendono portare avanti nonostante la dichiarata ostilità americana e la minaccia di sanzioni8, e l’azione coordinata di Berlino con Mosca e Pechino per conservare l’accordo sul nucleare iraniano affossato da Trump9.

Se la Germania non si impegna nell’edificazione di un’Europa federale, si allontana dall’orbita atlantica e si avvicina a quella russo-cinese, non c’è più alcun motivo perché debba continuare ad avvalersi di una moneta sottovalutata, che le ha regalato in questi ultimi anni avanzi record della bilancia commerciale: come la potenza giapponese fu negli anni ‘80 duramente colpita dalla rivalutazione dello yen imposta con gli accordi di Plaza (settembre 1985), così la rinata potenza tedesca potrebbe frenata da una ritorno al D-Mark o dalla creazione di un Euro del Nord, più forte del 15-20% del suo omologo meridionale. A questo punto, rientra in scena il governo M5S-Lega assemblato dagli angloamericani.

Dopo aver digerito controvoglia la politica monetaria ultra-espansiva di Mario Draghi, aver già caldeggiato nel 2015 la Grexit e aver accolto con grande freddezza le riforme dell’eurozona avanzate dal presidente francese Macron, non c’è alcuna possibilità che Berlino voglia scendere a patti con un governo “populista” che si propone di “fare l’opposto di quello che dice l’Unione Europea”, tanto più se, dietro a quel governo, si nascondono le potenze che stanno cercando di affossare il Nord Stream 2 e mettere in ginocchio Deutsche Bank. Di fronte alla “ribellione populista” dell’Italia, spalleggiata da Londra e Washington, si aprono quindi due strade per la Germania:

  • difendere ad oltranza, come nel caso della Grecia nel 2015, il rigore finanziario a costo di un’Italexit;
  • uscire dall’euro, portando con sé il “nocciolo germanico”.

L’opzione della Italexit, con annesso default, è troppo rischiosa per la stessa Germania, su cui ricadrebbero le colpe di avere contribuito a generare uno tsunami finanziario. Il ritorno al D-Mark è più fattibile ed indolore ed è la opzione su cui puntano gli angloamericani10 e, in fondo, anche i falchi tedeschi: con una netta rivalutazione sull’euro meridionale e sul dollaro americano, l’export tedesco calerebbe immediatamente e con lui la crescita economica, d’altro canto i tedeschi potrebbero vantarsi di aver riottenuto la propria moneta. La Germania, così, continuerebbe il suo avvicinamento all’Eurasia, ma priva di quella moneta unica che le ha sinora regalato piena occupazione e finanze pubbliche più floride che mai: la speranza di Washington e Londra è che la Germania, come il Giappone dopo gli accordi di Plaza, entri in una lunga fase di stagnazione e recessione.

E l’Italia? Liberata dall’euro “tedesco”, certamente, ma ancora saldamente relegata all’orbita atlantica e francese.

P.S. Il piano di riunificazione delle due Coree sponsorizzato dalla Cina sta incontrando, come facilmente prevedibile, forte ostilità a Washington. Un’eventuale escalation non sarebbe certamente scollegata dal discorso appena concluso.

 

 

1https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_marzo_21/salvini-accolto-dall-ambasciata-usa-primo-invitato-le-elezioni-af1b565a-2ccd-11e8-af9b-02aca5d1ad11.shtml

2http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/03/22/di-maio-da-ambasciatore-usalegami-saldi_906f94aa-8b65-4a02-b0cd-0e880aed33c5.html

3https://www.lavocedinewyork.com/news/politica/2017/10/24/lewis-eisenberg-ecco-chi-e-luomo-forte-di-trump-a-roma/

4https://www.linkedin.com/pulse/steve-bannon-wasnt-managing-partner-goldman-sachs-dan-primack

5https://www.huffingtonpost.it/2018/03/10/steve-bannon-lex-stratega-di-donald-trump-un-governo-m5s-lega-sarebbe-coerente_a_23382368/

6https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-cei-non-boccia-lalleanza-la-sfida-e-il-nuovo-che-avanza/

7https://atlas.media.mit.edu/en/profile/country/deu/

8https://www.rt.com/business/422476-nord-stream-permits-germany-us/

9https://edition.cnn.com/2018/05/24/asia/iran-china-germany-nuclear-intl/index.html

10https://www.nytimes.com/2012/06/27/opinion/to-save-the-euro-germany-must-leave-it.html

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84 commenti su “Gli angloamericani giocano la carta M5S-Lega puntando alla Germanexit

  1. bigmanu70 il said:

    Situazione possibile. E quindi, che ne sarebbe dell’Italia e dei rimanenti paesi dell’area euro?

     
    • cicciopasticcio il said:

      Complimenti Federico, deduzioni interessanti. Staremo a vedere se dalle congetture si passerà ai fatti concreti che preannunci. Per il momento tutto il tuo racconto mi sembra molto credibile. Una domanda: mi piace la sequenza cronachistica del 21, 22 e 23 maggio, cioè Salvini, prima, e Di Maggio, poi, in visita all’ambasciatore Usa; dopodiché l’assegnazione dell’incarico a Conte da parte del Mattonella. Ma qual è la fonte di queste visite a Eisenberg? Sono documentabili?
      Altra domanda: non ti sembra che tutta questa pietosa impalcatura monetaristica che ci tiene in ballo da dieci anni serva a sostenere (a spese dell’Europa, naturalmente) un dollaro esangue ormai da due decenni? La crisi dell’eurozona sembra fatta apposta per impedire a un euro forte di prendere il posto del dollaro come riserva di valore e soprattutto come moneta di riferimento per gli scambi commerciali mondiali. Insomma, se l’Europa sta male, gli Usa riescono a sopravvivere. Che cosa ne pensi?

       
    • Massi Prad il said:

      Marzo, non maggio. Mattarella ha iniziato le consultazioni solo dopo Pasqua: mercoledì 04 aprile. Eisenberg le ha iniziate già prima del voto: ha ricevuto di sicuro anche Gentiloni, Renzi, Bonino, Grillo e Casaleggio; si va quindi dal Presidente del Consiglio dei Ministri ai “proprietari” dell’attuale prima forza politica italiana. Gli incontri sono avvenuti tutti a Villa Taverna (Parioli), non a Palazzo Margherita (via Veneto). Salvini e Di Maio sono nuovamente stati ricevuti nella settimana subito dopo il voto ad un giorno di distanza uno dall’altro. Queste informazioni a Roma sono di pubblico dominio perché quando entra una macchina a Villa Taverna o a Palazzo Margherita ci sono guardie giurate che riferiscono alla stampa e gli incontri non avvengono di notte. Gli ingressi sono ben visibili e in piena città. Solo per la Bonino è arrivata una sola auto; gli altri hanno il seguito, la sicurezza, ecc.. Per quanto riguarda Gentiloni poi c’è sempre una bella scorta. Gli ambasciatori negli Stati Uniti d’America sono di nomina presidenziale: non sono il punto più in alto di una carriera nel Dipartimento di Stato come avviene da noi alla Farnesina, in Francia, in Germania, ecc.. La nomina all’inizio del 2017 di Lewis Eisenberg proprio a Roma è di per sé stata significativa: è un pezzo da novanta; sicuramente Trump, anche in vista delle già previste elezioni politiche nei Paesi Bassi, in Francia, Germania, Italia, quando ha nominato Eisenberg ha riportato l’ambasciata di Roma al rango di una delle prime dieci rappresentanze diplomatiche statunitensi più importanti al mondo. I precedenti ambasciatori statunitensi a Roma, negli ultimi anni, non avevano il “peso” che ha Eisenberg.

       
  2. Hero of Sky il said:

    Un’uscita della Germania dall’Euro, che comunque non credo possa avvenire, avrebbe effetti a catena su tutti gli altri paesi dell’UE e causerebbe la sua disgregazione. Anche questo vogliono gli angloamericani?

     
    • Federico Dezzani il said:

      Guarda, “Hero of the Sky”, cosa pensi tu della Germanexit conta poco: tutti gli economisti anglosassoni la invocano e l’avranno.

       
    • Hero of Sky il said:

      Sì, che la vogliano c’è poco da discutere, ma se riusciranno ad ottenerla, dato il peso della Germania, faranno collassare l’UE. La mia domanda era: Vogliono anche questo?

       
  3. Loris il said:

    L’ Unione Monetaria Europea, privata della locomotiva tedesca, non avrebbe ragione d’esistere.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Sbaglio, o Grillo ha parlato pochi giorni fa di un euro a 2 velocità? D-Mark e euro-sud.

       
    • Un uccellino a metà febbraio ’18 che vola vicino all’Olympo mi ha detto:
      – che ci sarebbe stato un governo Lega + 5*;
      – poi entro 2 anni saranno istituiti:
      Euro Nord capitanato da Germania;
      Euro M(editerraneo) capitanato da Francia;
      Euro Est capitanato da Austria…
      – per il secondo (Euro M) tassi che schizzeranno tra il 25-30%…

       
    • bigmanu70 il said:

      Ehm…la Germania non è una locomotiva, perchè è un paese che vende più che comprare. Le locomotive dell’economia sono i compratori, non i venditori. Gli USA sono una locomotiva.

       
  4. Maurizio Destro Benini il said:

    Io mi limito ad osservare che con la flat-tax un operaio metelmeccanico al 3° livello 20.000 euro lordi , non avrà nessun beneficio , zero. Mentre beppe grillo 420.000 euro ( reddito 2017 ) avrà un beneficio di 125.000 euro netti. Ma decine di migliaia di euro guadagneranno anche quelli della classe media. Se questa è giustizia sociale…..

     
    • Jean il said:

      Mi sembra chiaro che sia giustizia sociale, dopo anni che affossano la classe media, è ben chiaro che bisogna ristabilirla, altrimenti non c’è ripresa, chi credi che si compri le case e le macchine di un certo livello, gli operai?
      Comunque anche i pensionati avranno benefici.
      PS: senza nulla togliere agli operai naturalmente.

       
    • ginko il said:

      Troveranno lavoro altri operai a 20000 euro l’anno, altrimenti disoccupati, probabilmente. Se vogliamo gli aumenti per gli operai ci vuole di piu’….la sovranita’ monetaria.
      ps: il seguito all’articolo di Dezzani, e’ che con il nuovo governo Mattarella dovrebbe dare le dimissioni, tra non moltissimo.

       
    • Maurizio Destro Benini il said:

      Io non ho votato nè 5s nè lega ed è chiaro che non mi aspettavo nulla da questo prossimo governo , sempre che si formi. Comunque in 74 anni di vita non ho mai visto un governo che prendesse veramente in considerazione i meno abbienti. Mai.

       
  5. Fabrice il said:

    Nel frattempo:

    “US Army flows fresh tanks, troops into Europe”

    https://www.defensenews.com/land/2018/05/23/us-army-flows-fresh-tanks-troops-into-europe/

    Insomma, la Germania per gli USA sembra essere ancora un pivot essenziale per potere lavorare ai fianchi la Russia e depredarla facendola tornare ai tempi di Eltsin , cosa che è ancora il vero obiettivo dei neocons.

    A tale proposito un articolo molto recente e interessante di Paul Craig Roberts:

    “Putin’s Peace Efforts Are Coming To Naught”

    https://www.paulcraigroberts.org/2018/05/24/putins-peace-efforts-coming-naught/

    Comunque, analisi davvero interessante la sua, ma non ci scommetterei i miei soldi che gli USA mollino la presa storica sulla Germania anche per le ragioni esposte da Paul Craig Roberts, staremo a vedere.

    Di nuovo complimenti per il suo articolo che getta degli squarci prospettici originali e intriganti!!

    Cordiali saluti.

    Fabrice

     
  6. Mikahel il said:

    Sinceramente ho sempre trovato strano il silenzio assoluto di polemiche della Merkel in queste tornate elettorali.
    a mio avviso ti sbagli nel credere che la Germania non sia co-autrice della dissoluzione europea per traghettarsi nel nord europa.
    d’altronde Draghi, ovvero la trilaterale, gioca con loro da un po’ di tempo.
    Qui il gioco è a distruggere l’europa del sud, disgregarla (come d’altronde hai scritto anche te) e farne mercato del nord, come da progetto ben riuscito di CavouRottshield.
    Dobbiamo solo attendere che nel centro Italia si instauri la mafio-crazia che renda impossibile la costruzione industriale (vedasi cosa è successo al post regno borbonico).

     
    • Federico Dezzani il said:

      La Germania è complessa, è strutturata, è un Paese “studiato”. La Merkel non è onnipotente, perché deve confrontarsi con enormi potentati industriali e finanziari, che guardano ovviamente a Est.

       
  7. Gianluca Effe il said:

    “E l’Italia? Liberata dall’euro “tedesco”, certamente, ma ancora saldamente relegata all’orbita atlantica”: certamente sì, ma la Liberazione dall’Euro sarebbe comunque una splendida notizia (anche se non avverrà certamente domattina).
    P.S. “Il piano di riunificazione delle due Coree sponsorizzato dalla Cina sta incontrando, come facilmente prevedibile, forte ostilità a Washington”. Complimenti davvero per la tua previsione azzeccata: sarà stato anche “facilmente prevedibile” come scrivi ma, in una situazione mediatica penosa come quella italiana in particolare e occidentale in generale, anche scrivere e dire cose ragionate e di buon senso è diventata una cosa quasi rivoluzionaria. Triste dirlo ma è così.

     
  8. Jean il said:

    Dezzani, se invece lo scenario fosse diverso e con la pressione di Savona e Macron si andasse verso gli Stati Uniti d’Europa, fissando il fatidico 3% non a livello stato, ma a livello zona Euro, quindi facendo pagare la Germania e permettendo ai pigs di sforare in bilancio per rilanciare l’economia?
    La pressione potrebbe essere anche per andare in questa direzione…
    Saluti

     
  9. Orazio il said:

    Gentile dr. Dezzani, Lei è come si dice, troppo buono.
    E’ vero quello che dice, ma a mio modestissimo parere, vi è anche dell’altro ed è molto spesso.
    Faccio questa osservazione, per far notare che gli Usa e L’Inghilterra, avrebbero temuto e non poco un diciamo patatrac dell’Italia, ovvero una reazione scomposta e rabbiosa del popolo sulla situazione economica a lungo andare dell’Italia, con tutte le conseguenze che ne consegue.
    Ovvero come si dice in Piemonte… “FORA DAI BAL” che si può tradurre, se mai ve ne fosse bisogno, fuori tutti dalle scatole, ivi inclusi chi sappiamo.
    Le motivazioni sono “anche economiche”… come penso che Lei sappia, ovvero azzeramento delle banche di proprietà o gestite da fondi americani, esistenti qui in Italia, come ovviamente la voglia di uscire non solo da questa situazione economica ma, anche dalla Nato.
    Le ricorda qualche cosa?

     
  10. Rifle il said:

    Condivido l’analisi, sono anch’io convinto che il governo giallo-verde nascerà a dispetto di Junker e dei giornalisti italiani perchè voluto oltreoceano ma ho un dubbio su chi farà parte del nocciolo germanico e chi rimarrà nell’euro dei poveracci.

    La Germania farà di tutto per tenere con sè anche la Francia altrimenti si ritroverebbe solo con Olanda, Cechia e forse Austria.
    Troppo poco per mantenere un peso internazionale, soprattutto nei confronti di Russia e Cina.

    Se Parigi dovesse rimanere nel Club Med, magari con funzione di cane da guardia per conto di Washington, per Berlino sarebbe una sconfitta.

     
  11. social il said:

    Salve,

    la seguo regolarmente.
    Devo dire che questo articolo non sta in piedi per svariati motivi ne elenco alucni i più macroscopici:
    1. La Merkel per deduzione dovrebbe non essere espressione di questo mondo angloamericano, ma non elenco tutte le prove, ma senza copertura non avrebbe spazzato 2 generazioni di politici della CDU, considerato che la Merkel era una sconosciuta e a livello politico non vale una scarpa di Wulf, giusot per citarne uno
    2. La Germani si è arricchita…ma i dati dicono il contrario http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-mai-cos-tanti-poveri-riunificazione-ad-oggi-1371145.html
    se poi intende l’elite allora ok, ma chi è questa elite…quella angloamericana?
    3. come mai tutti i media main stream sia in Italia che in UK, GEr e FRA sono contro questo governo, o vuole far passare l’idea che gli angloamericani non controllano i media?
    4. Sulla ricchezza della germania
    Il problema di fondo è come venga utilizzato dalla Germania questo surplus: il denaro sanguinosamente sottratto ai “fratelli” europei viene investito ad esempio in infrastrutture nazionali o inserito nei flussi finanziari globali?
    Perchè nel primo caso avremmo una nazione che persegue obiettivi indipendenti, nel secondo un Paese utilizzato dall’ elite bancaria per trasferire capitali dagli Stati europei ai loro forzieri attraverso il meccanismo dei derivati e degli altri prodotti finanziari ideati dai geniali manager angloamericani.
    Il fatto che la Germania sia solo una specie di stazione di passaggio che pompa soldi verso i centri finanziari della City e di Wall Street potrebbe essere dimostrato dalla quantità di titoli tossici che le sue banche si ritrovano regolarmante in pancia da decenni.
    E il fatto che Trump si scagli in continuazione contro la Germania e le sue politiche deriva probabilmente dal legame della sua classe dirigente con l’elite liberal-globalista USA nemica del nuovo presidente.
    5. se Mattarella è un uomo degli angloamericnai come mai ha problemi con la nomina di Savona, fra l’altro andando contro i dettmai costituzionali, se i suoi datori di lavoro vogliono questo govenro è un controsenso.

    Credo semmai che l’elite globalista liberale angloameircana cercherà di scendere con questo governo cercando di spingere per una riforma della UE per poter avere il super stato europeo….

    Ma l’elite non sembra essere compatta, e si sottovaluta il nuovo potere sovrano autoctono, insomma chi ha creato il fenomeno lega…crede davvero che sia salivni ad aver scelto Savona…o il contrario

    Saluti

     
    • Federico Dezzani il said:

      Il fatto che il tedesco medio non se la passi affatto bene, aumenta l’insofferenza dell’elettorato verso qualsiasi concessione a Itailia.

       
    • Massi Prad il said:

      Federico ti stimo moltissimo. Per questo ti chiedo di rispondere in modo più preciso al commento di Social. Vivo da trenta anni tra l’Italia e l’Europa settentrionale, in particolare proprio quei paesi pronti da anni per quello che i giornalisti hanno chiamato Nordeuro o … “Neuro”. Alcuni paesi sono in realtà pronti da molti anni. In particolare i Paesi Bassi, il Lussemburgo, l’Austria, la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania. Il Belgio vi entrerà di diritto. Ma è proprio a Berlino e a Francoforte che non si decidono. Il motivo di questo temporeggiare è duplice: da un lato il fatto che il drenaggio di capitali dalla periferia dell’area euro sta dando dei vantaggi anche ad una parte della classe dirigente tedesca, parassitaria non meno della nostra; dall’altro lato il surplus commerciale tedesco (quello olandese in percentuale del P.I.L. è addirittura più alto) sta consentendo alla Germania di mettere a posto i suoi conti in casa. Lo Stato tedesco ha le mani legate: la Germania è un paese occupato come e più dell’Italia e del Giappone. Non investono sulle infrastrutture interne perché hanno già deciso da anni di farlo non appena usciranno dall’euro: per sostenere la propria economia che dovrà affrontare nel breve e medio periodo un forte calo delle esportazioni. I tedeschi non sono più liberi e più indipendenti di noi. Sono solo meglio organizzati quanto meno creativi e meno produttivi di noi. Si meno produttivi. I dirigenti tedeschi non vanno nemmeno al bagno se non hanno l’autorizzazione o un preciso ordine britannico-statunitense. Ti chiedo quindi di approfondire ulteriormente questi temi. Grazie.

       
    • Orazio il said:

      Non fanno una piega le sue osservazioni.
      Del resto le sfaccettature della visione Germania, con le basi americane dentro dimostrano, se mai ve ne fosse bisogno, che il potere usa i politici per i suoi affari.

       
    • Gianni Barbato il said:

      Mi soffermo sul punto 5 .che è la riflessione che ho fatto anche io In effetti non si capisce la resistenza di Mattarella alla nomina di Savona al dicastero dell’ Economia se si parte dal presupposto che il Quirinale è al servizio di interessi non Nazionali . Nel nostro caso angloamericani . A meno che ci sia un gioco delle parti . Come quelle donne che hanno una voglia matta di scopare, ma fanno le ritrose per salvare le apparenze ( dal che si evince che non sono un giovanissimo ) . Quindi Mattarella è un populista che fa il ritroso per non apparire un populista, o uno che si arrende subito alle avance di due baldi giovanotti . Tesi francamente non realistica . Quindi atteniamoci alle apparenze che come diceva Oscar Wilde ” solo gli uomini superficiali non giudicano dalle apparenze “Allora perchè si vuole Savona come economista e c’è l’asse di ferro fra Salvini e Di Maio sul suo
      nome ? Semplicemente perché senza sforare i parametri economici nessuna delle promesse elettorali dei pentastellati sarebbe realizzabile . Questo punto è di vitale importanza per la sopravvivenza politica dei due movimenti .
      E teniamo presente che Conte ha detto pubblicamente che i risparmiatori che hanno perso i loro soldi nelle banche devono essere risarciti . Quindi ulteriori aumenti di spesa che non si possono eludere. Ma sforare i parametri del DEF oltre il 6% ci mette in rotta di collisione con l’asse franco-tedesco,e non servirebbe a nulla rimproverare loro che hanno fatto per anni quello che ora vogliamo fare noi per non morire di austerity.
      Diventa quindi indispensabile avere un economista come Savona nelle trattative europee che approderanno in un nulla di fatto perchè la Germania è irremovibile per una ” cassa per il mezzogiorno europeo ” A maggio del 2019 ci saranno anche le elezioni europee con lo sfondamento dei populisti ( già in Spagna si sta muovendo qualcosa oggi con Ciudadanos che chiede le dimissioni di Rajoy e invoca le elezioni anticipate), che decreterà
      la fine degli U.S.E .
      La domanda si impone . Ma se l’euro è stata una creazione imposta dagli americani ( vero ) , e ora l’uscita ci viene imposta ( vero ? )sempre dagli stessi, Matarella a chi risponde? E perchè TUTTI ci sparano addosso ? Non è che dietro gli angloamericani c’è qualcun altro che non vediamo e a cui dobbiamo rendere conto ? Ma qui arriviamo alle soglie del complottismo .
      Buona Vita

       
  12. interessante lettura che suscita una semplice domanda : era forse meglio un “renzusconi” con l’ appecoramento a bruxelles ?

     
    • Io ho fatto una domanda e “domandare è lecito e rispondere è cortesia” .
      In particolare vorrei fa notar ” il liquame” che quotidianamente cola su di noi da ” berlino” e riformulare la domanda in questo modo.Ha senso “obbedire ” a chi ci tratta da mafiosi fancazzisti e , ancor peggio, da “ladri” quando noi siamo i derubati ?

       
  13. Massimo Stefoni il said:

    E’ evidente che il nuovo governo è uno strumento in mano anglo-americana i quali utilizzano l’Italia come un ariete contro la Germania. Ma avevo ipotizzato che una volta raggiunto lo scopo (accordo Brexit per gli inglesi, importazioni tedesche per gli americani) i nostri padroni ci avrebbero semplicemente lasciati soli a pagare i costi della guerra commerciale. Credo che sia troppo alto il rischio che un default dell’Italia possa scatenare a catena il caos finanziario a livello mondiale.

     
  14. Il problema è che la Germania è in un vero e proprio disastro demografico e le maestranze qualificate ha bisogno di importarle dai Paesi messi in crisi proprio dall’euro con l’immigrazione qualificata. Non le servono certo energumeni disperati e di colore, ma una immigrazione selettiva di gente ben istruita che con il disfacimento dell’Euro potrebbe ricevere con minore copiosità e per contro continuare a importare manovalanza di bassissimo rango della quale hanno bisogno come di un incudine in Cristallo di Boemia. Con l’ordoliberismo si sono cotti da soli e pagheranno cari i surplus mercantilistici sino ad ora ottenuti schiacciando i redditi (vedi precarizzazioni e Harz IV). Nel lungo periodo sono destinati a soccombere e da un lato mi dispiace perché vedere il fallimento di Mackinder mi avrebbe dato slancio vitale, purtroppo però le cose stanno così e anche la Russia a livello demografico si sta rialzando, ma troppo lentamente. Dall’altro lato dell’Oceano comunque si stanno schiantando pure loro e in Saudistan sono settimane che non si hanno notizie di Bin Salman. Mai come ora attuale fu la massima di Mao “Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”…

     
  15. Angelo il said:

    L’articolo contiene un banale errore di battitura che rischia di compromettere la struttura logica, peraltro buona , dello stesso: “Di fronte alla “ribellione populista” dell’Italia, spalleggiata da Londra e Berlino, si aprono quindi due strade per la Germania:”. Se il governo populista è una creatura euroatlantica in chiave antitedesca non può essere spallegiata da Berlino.

     
  16. maurizio il said:

    rispetto al tuo precedente articolo del novembre scorso sugli stessi argomenti
    parti da ipotesi ed arrivi a conclusioni che sono diametramente opposte.
    pero’ i tasselli del mosaico li avevi bene individuati.
    quello che non capisco leggendo le tue analisi e’ quali sono i tuoi auspici
    (se ne hai a parte israel first) per l’italia.

     
  17. Federico Dezzani il said:

    Nuova regola: i commenti si chiuderanno automaticamente a distanza di 7 giorni dalla pubblicazione dall’articolo. No chat.

     
  18. Willy Muenzenberg il said:

    ‘La IV Roma viene, e viene per restare’.
    Cosa dovrebbe fare la Germania nostra dopo 3 guerre combattute tutte per conto dei badroni di oltremare: muovere di nuovo contro Roma, il Catai e la Persia? Tutti come la Kasner i suoi dirigenti politici e industriali? Volodia lo sa che, in funzione il nuovo gasdotto, Roma si riannette Berlino costruita come Atene. Quanto resisterebbe Lutezia? E le cartine colorate non più capaci di acquistare ne olio ne oro? La I Roma cade, dopo il grande tradimento. E i suoi figli si apprestano alla grande diaspora.

     
  19. StefanoD il said:

    Ciao Federico, ci sono rischi di disgregazione territoriale per l’Italia da questo voto e sopratutto dal ridisegno dei futuri assetti dell’europa?
    Con grande stima, Stefano

     
  20. “Il governo M5S-Lega è il frutto di un compromesso, tra liberal (reddito di cittadinanza, decrescita felice, superamento della famiglia tradizionale) e neocon (flat tax, stretta sull’immigrazione, politica estera pro-Israele)” sono daccordo e i cattolici integrali non dovrebbero esultare troppo su questa compagine. Non che gli altri fossero meglio.
    Inoltre ci vedo le stesse dinamiche del voto usa Trump vs Clinton e i rispettivi schieramenti (ue sostiene Clinton e populisti pro Russia sperano in trump)

     
  21. Guido il said:

    Credo che Mattarella sia in attesa di ordini. Io non sottovaluterei la questione MPS, con l’uscita di Borghi che deve restare statale e proteggere i risparmiatori. Ricordo che per fare le grandi unioni bancarie San Paolo-Intesa e Unicredit- Banco Roma, si fece saltare , con ridicole accuse dei magistrati milanesi, il Governatore Fazio, sostituendolo con Draghi. e draghi approvò lo svuotamento della cassa di MPS, pagando cash Antonveneta per una cifra spropositata, quando le Banche USA, nel 2007, avevano già perso il 50% del loro valore. Quindi MPS, quando verrà risanata coi soldi nostri, verrà regalata a qualche Banca USA. Ora l’uscita di Borghi sembra far capire che non siamo così ingenui, nè disposti a perdere altre banche nazionali. Insomma, non ci sono certezze che i nuovi barbari obbediscano ai voleri d’oltreoceano.
    Contemporaneamente, dare l’economia a Savona è essenziale perchè non puoi trattare con la Germania la riforma dei trattati, se non hai una pistola puntata. E l’Italexit è quindi necessaria, almeno dal punto di vista teorico. Se non passa Savona, non credo che nascerà il nuovo governo. O magari nascerà per fare una mancia del reddito di cittadinanza, una espulsione di 5000 migranti e nuove elezioni subito. Insomma, pubblicità ai due partiti, come gli 80 euro di Renzi….

     
  22. Cipollotti il said:

    Se colonia dobbiamo restare meglio sotto gli angli che sotto i tedeschi, andiamocene via dell euro inferno. Comunque lo scontro tra Germania e stati uniti era ampiamente previsto nel tramonto dell euro di bagnai

     
  23. Paul Droogo il said:

    ” … con una netta rivalutazione sull’euro meridionale e sul dollaro americano, l’export tedesco calerebbe immediatamente e con lui la crescita economica, d’altro canto i tedeschi potrebbero vantarsi di aver riottenuto la propria moneta.”

    Ci crede?
    Io credo che la rivalutazione della moneta tedesca sull’euro meridionale e sul dollaro americano agirebbe come la rivalutazione del Franco svizzero nel gennaio 2015. Il prodotto tedesco medio è di tale eccellenza da poter imporre i prezzi che vuole sia nelle America che nel SudEst Asiatico che in Cima, come in Russia.
    Per contro l’Euro (€) non garantito da alcuno Stato sovrano, ma da un’unione posticcia di Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Portogallo e … Grecia rispetto il Dollaro, il Remimbi ed il DMark farebbe la fine del ReichsMark nel 1919. Ad un risparmio di 10.000€ ai cittadini residenti nei Paesi sostenitori o ex sostenitori verrà garantito un acquisto di una dozzina di uova.
    Agli immigrati residenti, ma non cittadini, nemmeno quello.

     
    • brughen il said:

      ma come si fa a credere a queste favolette? l’Italia, ancora oggi, è leader mondiale in diversi settori, oltre che tra i primi paese più visitati al mondo. come si può pensare che la valuta di un paese che produce eccellenze possa svalutarsi oltre misura? una ferrari potrà mai costare come una polo? c’è vita anche oltre l’euro…

       
  24. Pippo il said:

    Ma se così fosse l Europa avrebbe una totale ristrutturazione geopolitica .La Germania si avvicinerebbe al blocco euroasiatico.Resterebbe filo atlantica il resto dell Europa ma per gli Usa sarebbe un arretramento della propria influenza. ..La Germania comunque si farebbe ancora sentire sull Europa….Comunque complimenti per le sue acute intuizioni sempre inedite e vere….

     
  25. Arlo il said:

    L’attacco recente di Der Spieghel la dice lunga su un possibile cambio di rotta della Germania nella attuale situazione europea. Attribuire la responsabilità del fallimento dell’Europa all’Italia dopo aver lungamente lucrato sulla deindustrializzazione del Paese (insieme alla Francia) potrebbe far comodo per creare un capro espiatorio atto a preparare l’opinione pubblica interna alla creazione di un’altra architettura europea.
    L’atteggiamento di Der Spieghel è intriso di vigliaccheria e ipocrisia. Totalmente privo di obbiettività. Il vero giornalismo, si sa, non è per tutti.
    L’Italia potrebbe essere inverosimilmente un Paese da tenere in equilibrio dagli anglo-americani, in considerazione della Brexit e della mutata situazione negli USA.
    La Brexit come punto di rottura sta già lavorando ad un assetto post-europeo come già dimostrato storicamente. La Germania sarà lasciata sola non appena le contraddizioni francesi riesploderanno. Da parte dell’Italia sarebbe auspicabile anche un riavvicinamento moderato alla Russia. Vediamo se sotto la spinta della “dottrina Trump” riusciamo a rialzarci e a fare nuovamente i nostri interessi.

     
  26. Cristina il said:

    Federico, Londra, attraverso Savona, vuole passare all’incasso. Vuole i risparmi degli italiani?

     
  27. Cinà il said:

    A prescindere da tutte le altre considerazioni introduco un semplice quesito: quale sarebbe l’interesse di Usa e Gb ad avere una Italia debole economicamente (sotto i colpi dell’austerity franco-germanica) e instabile politicamente? Sol che si volesse tenere in considerazione il fatto che l’Italia è un Paese che ospita decine di basi militari Usa e Nato, radar, droni, bombe H, si trova inoltre in posizione strategica nel Mediterraneo, nel Nord Africa, nel Medioriente e, da sempre, risulta essere un luogo di incontro privilegiato tra la politica araba, israeliana, russa etc.
    In conclusione, qualunque soluzione sarà trovata per il nuovo esecutivo o se si andrà a nuove elezioni, il progetto di distruzione economico e sociale dell’Italia perpetrato dalle potenze continentali sembra giunto al suo esaurimento.

     
    • Gianni Barbato il said:

      La domanda è ben posta . La mia risposta è che non è affatto vero che sia gli USA che la UK vogliano una Italia debole economicamente e instabile politicamente .IL paradosso svanisce se si capovolge la tesi di Dezzani che in sostanza dice che Tramp vuole spingere la Germania fuori dal euro perchè filtra un poco da “zoccola” con Putin .
      La mia tesi è che gli USA (,ancor prima di Tramp) accusino la Germania di fare dumpig economico , spingendo gli altri stati europei a politiche di austerity . Questa politica economica che non aiuta la domanda interna, di cui Washington avrebbe bisogno per rilanciare le proprie esportazioni, è una preoccupazione che non tocca Berlino. Né, si direbbe, la Commissione Europea, che ha risposto alle critiche americane ribadendo il sostegno alla «locomotiva d’Europa».
      Ora domandiamoci chi è che può mettere economicamente in crisi la Germania ? La Francia? No . E’ l’Italia . Questo e non altro è il motivo per il quale siamo attaccati duramente sulla stampa tedesca, ma molto più blandamente da quella francese , visto che persino Macron si sente onorato di ricevere Conte , e non abbiamo ancora il Governo in carica !!
      Ma cosa teme precisamente Berlino da Roma ?
      Il fine della Germania è impedire la saldatura tra la Via della Seta marittima e i porti italiani per favorire i porti della Lega Anseatica, vale a dire Rotterdam, Bremerhaven e Amburgo. I tedeschi sanno che se gli italiani entrano nel circuito cinese, e con buone relazioni con USA e Russia, possono far saltare il banco europeo.
      IL guaio per l’Italia è che ancora ci sono i collaborazionisti ,ovvero i repubblichini per i quali la guerra continua e a fianco della Germania . Ecco il motivo per il quale si teme Savona .Farebbe gli interessi nazionali . In questa ottica io sono propenso a pensare che non siano stati gli angloamericani ad aver affossato economicamente con la collaborazione dei repubblichini nostrani
      l’Italia, ma altre entità ( Massoneria?) su cui sarebbe bene indagare . Mi fermo sempre a questa soglia per mancanza di fonti sicure e non cadere nel complottismo .
      Quindi il filo da seguire per comprendere quello che sta succedendo è sempre il ” Cherche l’argent”
      Buona Vita .

       
  28. Calogero il said:

    forse sarà che sono vecchio , ma non riesco a riconoscere che il governo Lega M5s sia nato. Mi auguro che tu , Federico, abbia ancora una volta tratto giuste conclusioni.

     
  29. Raffaele il said:

    Dezzani è un po’ come quei navigatori che quando vai fuori dal tracciato impostato per raggiungere l’obiettivo ti ricalcola il percorso… Il problema riguardante la nuova formazione di governo a trazione Lega-5 stelle è quello di avvicinare l’italia sempre più a Putin (cosa inaccettabile per i nostri padroni atlantici). Le azioni di contrasto nei confronti della Germania da parte Usa si muovono sempre nella stessa ottica. L’ Europa è stata creata per imbrigliare l’unico stato sovrano del vecchio continente ovvero la Francia ed evitare che anch’essa guardi al vecchio orso. Ciò non significa che lo scenario descritto da Dezzani in merito alla creazione di un euro a due velocitá sia errata. Questa infatti è la soluzione alternativa all’attuazione di una politica fiscale comune in Europa ad una conseguente struttura federale europea,ma ,è un discorso che riguarda la politica monetaria europea interna volta a garantire una maggiore equità tra i paesi e scongiurare lo scoppio dell’ Ue per malumori. La politica monetaria infatti in un regime d’euro a due velocità resterebbe sempre nelle mani della BCE. Si confonde quindi secondo me uno scenario geopolitico globale con uno scenario economico che riguarda solo le dinamiche interne degli stati europei. Ma davvero Dezzani pensa che i padroni lascino scappare la Germania verso est con il pericolo di integrarsi economicamente con Cina e Russia?

     
  30. cicciopasticcio il said:

    Opps, ho letto 21 maggio anziché 21 marzo per l’incontro Salvini-Eisenberg. Per quello che non capivo. Me ne scuso. Senilità avanza…

     
  31. cicciopasticcio il said:

    Mi sembra invece, per rispondere a Raffaele, che le politiche monetaristiche intraeuropee, al di là delle dichiarazioni entusiastiche e formali, siano ormai da tempo volte al controllo delle singole economie degli stati membri. E non in maniera mutualistica, ma piuttosto come arma e come metodo di convincimento improprio. Altro che stati uniti d’Europa! La suggestione di Dezzani è invece interessante perché ci fa vedere la luna (scontro tra potenze marine e potenze di terra) mentre tutti guardiamo il dito (un miserando governucolo ancora tutto da formare). Ovvio che gli atlantici non lasceranno mai andare la Germania verso Est, e ci riusciranno con i mezzi che hanno sempre usato in tutto il mondo, cioè speculazioni finanziarie, scandali, terrorismo, Isis e altre amenità del genere. Quindi l’analisi di Dezzani per ora è corretta, mancano solo prove reali. L’attacco è probabilmente rivolto alla Germania, non a noi. Nei prossimi mesi lo capiremo dagli scandali, dagli omicidi rituali, dagli attacchi finanziari che avverranno su suolo germanico. Se non sarà così, Dezzani avrà sbagliato. Ma almeno avrà creato una prospettiva diversa per farci guardare la luna.

     
  32. Joker il said:

    La domanda è: come mai se questo governo “giallo-verde” è benvoluto dai poteri forti anglosassoni, i i mercati (da loro dominati) ci stanno affossando (spread già oltre i 200 punti) e le agenzie di rating americane ci vogliono declassare?

     
    • Joker il said:

      Spread a 233 punti. I miei dubbi aumentano…
      Secondo me Dezzani non ha tenuto conto del fatto che Trump, era e rimane un “outsider” del Vero Potere (o Poteri Forti), così come Bannon, nonostante il suo cv farebbe pensare il contrario (del resto TUTTA la politica USA è passata per le grandi lobby). Se avesse vinto la Clinton (lei si, falco dei Poteri Forti) e fosse arrivato un suo braccio destro a “benedire” il neo-governo eletto, Mattarella non si sarebbe nemmeno sognato di fare quello che ha fatto.

       
  33. Antonio il said:

    Al di là delle analisi geopolitiche, più o meno corrette, una cosa é certa:” Come disse Craxi, l’Italia è un grande paese e se l’Italia ha bisogno dell’Europa, l’Europa ha bisogno dell’Italia”. Basta! “Finimula di cacarici sutta” ( cit. De Niro ne “Il Padrino parte II). Dobbiamo liberarci dal giogo a tutti i costi. Una volta ai paesi sconfitti s’imponeva l’annessione che era dolorosa ma rapida e alla lunga piacevole, come il coito anale in alcune donne. Oggi s’impone una sempiterna finta democrazia che dura tanto e alla lunga serra il cappio intorno al collo sempre di più.

     
  34. cicciopasticcio il said:

    …mmmhh. Ppp sta per “Posti sotto il pentagramma” o per “Papule perlacee peniene”?

     
  35. Pieretti Palmino il said:

    Dezzani fondamentalmente ha ragione. Gli americani non temono tanto un riavvicinamento dell’ iitalia alla Russia, sanno che i tempi della volontà americana applicata alla lettera sono acqua passata. Temono, come Friedman non perde occasione di ribadire, la proiezione della Germania verso la Russia e l’Asia. Se la Germania decidesse di andare per la sua strada gli Usa ne uscirebbero inevitabilmente emarginati. Trump sta provando a tagliare le ali alla Germania usando il “ricatto” italiano. Bannon è a Roma per la seconda volta per questo. Basterà?

     
  36. enzo ariano il said:

    Non capisco perchè, oltre a dover combattere contro i governanti italiani venduti agli stranieri senza distinzione, si debba iniziare un dibattito divisivo anche tra gli italiani patrioti fra eurogermanici e anglosionisti. Non esistono nazioni o gruppi di potere sovranazionali che nel corso della storia siano mai state interessate a favorire una nazione straniera se non per puro tornaconto economico. Per esempio anche la stessa Russia dimostra che il suo intervento in Siria è dettato dal suo solo interesse geopolitico, se poi risulta utile anche alla Siria questo non guasta ma non è dovuto certamente ad uno spirito disinteressato di fratellanza fra le due nazioni. La Germania/Olanda hanno avuto un enorme vantaggio dalla UE perchè non è credibile che, per esempio, l’Italia non abbia più la produzione di automobili quando 20 anni prima eravamo quasi pronti al sorpasso della VW, la Telecom Italia era una delle prime aziende del settore al mondo e la Montedison/Ferruzzi il primo gruppo nell’agroalimentare/chimico. Siamo completamente rimbecilliti in una manciata di anni oppure c’è sotto dell’altro per averci ridotto ad una nazione di seria B quasi C ? Quello che è capitato secondo me è che l’Italia ha avuto in contemporanea due nemici che la aggredivano, gli angloatlantici da un lato e i germanaci con l’aiuto anche della Francia dall’altro. Ormai è ben risaputo che l’ invasione di africani da sostituire agli italiani, preceduta dalla preventiva distruzione della Libia, è stata organizzata di comune accordo far USA/GB/F (col beneplacito di Berlusconi e Putin stesso) mentre alla Germania è stato dato il compito di rapinare le industrie che potevano farle concorrenza. Nei prossimi mesi l’Italia assisterà alla prova decisiva della sua storia, nemici così potenti e coalizzati necessitano di una risposta unita senza divisioni.

     
  37. Francesca Ancona il said:

    Non ho ancora letto l’articolo, ma se ci fossero gli anglo americani dietro questo governo Mattarella non si sarebbe opposto. Cosa c’è sotto davvero? forse il contrario, l’Europa non vuole questo governo, e perché? forse troppo tendenzialmente nazionalista?

     
  38. Pieretti Palmino il said:

    Sono stato un po’ troppo frettoloso nelle conclusioni. Dezzani dice invece che gli angloamericani vuole spingere la Germania “a uscire dall’euro”. Penso invece che vogliono spingere i tedeschi a rientrare nei ranghi.

     
  39. Guido il said:

    Molti interventi fanno notare come esistano delle contraddizioni tra le mosse americane ed i fatti europei. Bisogna ricordare che la politica americana è strenuamente combattuta tra repubblicani o meglio trumpisti e democratici. I democratici fanno tutto il possibile per ostacolare Trump ed impedirgli il secondo mandato. Come ha fatto giustamente osservare Federico, le mosse per il nostro nuovo governo Lega-5 Stelle in funzione antitedesca, nascono da Trump, che ha inviato Bannon due volte a Roma, oltre al nuovo ambasciatore USA. La Merkel, invece, è sostenuta dai democratici- ricordate le sue gite con Obama alla fiera di Francoforte e la Monsanto acquistata dalla Bayer. Perciò il NYT sputtana subito Conte sul suo curriculum, mentre Macron – filo Trump perchè gli conviene su Libia e Syria- gli telefona cordialmente. Mi permetto una divagazione. La lotta è così feroce, che i democratici non hanno esitato a buttare alle ortiche l’importante israelita Weinstein, re di Hollywood, creando lo scandalo Me too, semplicemente per organizzare per tempo un movimento femminista radicatissimo, che riuscirà -finalmente secondo loro- a fare eleggere una donna come Presidente USA. Le candidate non mancano. Donne, nere, e famose. In primis la Michelle Obama, poi altre star della TV. Vedremo se sbaglio. Di fronte al maschilista Trump, verrà schierata una donna nera. Ecco il piano democratico delle prossime elezioni novembre 2020.

     
    • ..democratici e repubblicani in superficie…in realtà scontro tra fratelli di diverse tendenze..

       
  40. Hero of Sky il said:

    Poco fa mia madre: Salvini è pazzo, vuole uscire dall’euro. Gli effetti della propaganda di regime sulle persone già ingenue sono devastanti… Per lei a questo punto il governo salta o spetta a Di Maio con Giorgetti ministro?

     
  41. Raffaele il said:

    Dezzani ha toppato! Come ho scritto qualche commento sopra confonde politiche monetaria interna con geopolitica globale. I padroni atlantici non vogliono un governo filo russo e con la nomina di Savona sostenuto anche dai 5 stelle salta tutto il suo castello. La Germania sarà ricattata certo, ma chi muove i fili lo farà anche senza usare l’Italia. Deutsche Bank, Diesel gate e immigrazione di massa sono dinamiche già datate.

     
  42. cicciopasticcio il said:

    Bah, oggettivamente quale maggioranza darà il voto a Cottarelli? Nessuna.
    Ovvio che a questo punto si vada al voto subito dopo l’estate. Possibile che Mattonella non l’abbia messo in conto. O forse lo sa benissimo…
    L’ipotesi suggestiva formulata da Dezzani in quest’articolo è ancora in piedi. Anzi, con una crisi così grave (e che ormai investe pesantemente anche Bruxelles), è ancora più forte e verosimile.

     
  43. Gianni Barbato il said:

    Quanto è avvenuto merita un solo commento

    J’accuse
    « Monsieur le Président,
    Permettetemi di preoccuparmi per la Vostra giusta gloria e dirvi che la Vostra stella , se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie. Negare un governo al Popolo . Governo legittimato con il 68,4% alla Camera e al 67,5% al Senato. Quale macchia di fango sul Vostro nome, stavo per dire sul Vostro regno – soltanto quell’abominevole affare Savona ! Per ordine di una Massoneria Europea avete consegnato un intero popolo e i loro figli ad un futuro di fame e di sacrifici .
    È finita, l’Italia ha sulla guancia questa macchia, la storia scriverà che sotto la Vostra presidenza è stato possibile commettere questo crimine sociale. E poiché è stato osato, oserò anche io.
    Io accuso LE MOND “ Una sfida mortifera per l’Europa
    Io accuso L’Economist “”I populisti italiani sono più pericolosi di quanto sembrino”
    “ Conte Arlecchino servitore di due padroni “
    Io accuso il Financial Times “ I nuovi barbari “
    Io accuso il Frankfurter Allgemeine Zeitung. “ Mamma Mia “
    Io accuso il Suddeutsche Zeitung “ Di Maio e Salvini . Peste e Colera “
    Io vi accuso Sig. Presidente di non avere speso neanche una parola a difesa delle calunnie fatte la vostro Popolo e di rendere ancora più gravose le sue condizioni economiche .
    Dopo il Vostro discorso ho finito di essere soddisfatto dell’ assetto Parlamentare dell’ Italia e passo a volere una Repubblica Presidenziale . IL Popolo eleggerà direttamente il suo Presidente , e Vi ricordo che siete stato eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale .

     
  44. Massimo Stefoni il said:

    Salvini ha bleffato e ha vinto. Mattarella non è stato molto furbo. Se avesse concesso Savona il governo si sarebbe sfracellato subito.

     
  45. ”E l’Italia? Liberata dall’euro “tedesco”, certamente, ma ancora saldamente relegata all’orbita atlantica e francese.”
    Prima o poi si dovrà ben prendere in considerazione anche tale aspetto e spezzare la continua, innaturale e assurda sudditanza a questo e quello. L’Italia è un grande paese con un potenziale immenso in tutti i campi, è all’origine della civiltà occidentale e non c’è nessuna ragione di essere colonia, perennemente sotto scacco, devastati e depredati quando agli altri fa comodo. Basta.

     
  46. Ramon il said:

    Bet, vorrei ricordarti che: abbiamo perso l’ultima guerra 73 anni fa, gli anglo-americani non se ne sono mai andati dal nostro paese, inoculandone la società privata con le istituzioni massoniche e paramassoniche facenti capo alla massoneria speculativa nata nel 1717 con sede a Londra e ai cui vertici ci sono esponenti dei reali inglesi, che da un punto di vista militare siamo “di fatto” occupati con la presenza costante di ben 115 basi usa-nato armate fino ai denti anche con 70 testate nucleari, sul nostro territorio. Ecco perché siamo e saremo colonia.

     
    • Ramon, io come la stragrande maggioranza degli italiani non abbiamo perso nessuna guerra 73 anni fa quando non c’eravamo nemmeno, di conseguenza non vedo perché uno stato straniero dovrebbe occupare la nostra bella Italia in seguito ad eventi ormai lontani, morti e sepolti come i loro protagonisti.
      Un’altra era, generazioni passate. Sarebbe ora di togliere il disturbo e liberarci di una presenza che col tempo si farà sempre meno gradita perché chi ti occupa non è MAI tuo amico né alleato.
      E se l’ospite dopo tre giorni puzza, figuriamoci l’occupante dopo quasi 80 anni.

       
    • Ramon il said:

      La tua risposta, Bet, suscita tenerezza e simpatia ma ha poche affinità con il mondo del reale. Solo per farti un esempio: nel 1982 buona parte degli abitanti delle isole Falkland nutrivano sentimenti anti-britannici. Il generale, allora alla guida del governo dell’Argentina, Leopoldo Galtieri, con il fine di rinsaldare l’oroglio ferito nazionale, per una Argentina nel pieno di una delle sue tante devastanti crisi economiche, decise di riprendersi le Falkland, altresì chiamate Malvinas. La guerra fra Argentina e Regno Unito durò solo due mesi, da aprile a giugno del 1982, però fu una tale batosta per l’Argentina che ancora oggi ne paga le conseguenze.

      Ecco, con questo voglio dirti che l’Italia prima di cambiare il suo status di colonia, dovrebbe essere pronta ad imbarcarsi in una guerra dall’esito piuttosto certo e alla perdita di migliaia di vite umane .

      Credi di essere pronto a una tale evenienza ?

       
    • Io sì, e tu? Del resto l’alternativa è rimanere un paese occupato da qui all’eternità, o finché stelle e strisce non decide sua sponte che è ora di levare le tende, il che potrebbe benissimo accadere tra dieci secoli o mai. No, grazie.
      In caso di conflitto però, ipotesi tutt’altro che remota, è essenziale che a iniziarlo siano loro, in modo che ne portino il peso morale per intero. I bulletti contro il paese vittima, noi. L’unica possibile arma efficace, visto che militarmente siamo un peso piuma.
      L’ errore dell’Argentina è stato appunto aver cominciato per primi finendo nel modo peggiore, guerra e tante vite umane perdute. A parti rovesciate l’esito avrebbe potuto essere diverso, con margini di manovra in campo diplomatico e il possibile ritorno delle isole alla madrepatria anche in caso di sconfitta argentina, dopotutto il tempo delle colonie è finito da un pezzo.
      Resta solo da farlo capire agli anglos che la devono smettere di impossessarsi delle terre altrui. Vaste programme, ma non è certo abbassando la testa che riusciremo a scrollarceli di dosso.

       
  47. Alberto il said:

    Al di la delle considerazioni monetarie e geopolitiche e del loro continuo intersecarsi, sovrapporsi ed a volte anche apparentemente contraddirsi, forse occorre porsi una domanda banale banale: euro a o euro b, Italia fuori dall’euro o Germania fuori dall’euro, interessi atlantici contro interessi eurasiatici… ma se siamo tutti concordi che l’Italia deve per forza di cose staccarsi da quel folle sistema di cambi fissi che è l’euro e, dopo le inevitabili difficoltà che ci saranno in ogni caso ( ipotesi germania out o Italia out) , riappropriarsi della propria sovranità monetaria, è così importante il motivo per cui questo avverrà? io credo proprio di no! In ogni caso, visto il penoso stato in cui siamo a livello di classe politica, il depauperamento del nostro sistema manifatturiero è logico che comunque saremo “accasati” all’area atlantica, ma riacquistando parzialmente la nostra sovranità potremo tentare di risollevarci. Credo che molti dei lettori siano per l’uscita dall’euro, dalla NATO e per il ritorno ad una politica “andreottiana” nello scacchiere mediterraneo ed arabo, però per il momento cerchiamo di fare necessità virtù e provare a cogliere questa occasione. Ovviamente ammesso che tutto quanto sta succedendo sia frutto dello scenario descritto nel post o comunque di un qualcosa che effettivamente sta succedendo e non sia invece l’ennesima farsa in cui tutti siamo coinvolti …direi che da Tsipras a Macron a Trump di rappresentazioni teatrali ne abbiamo già viste molte.

     
  48. robbert67 il said:

    ora le possibili alternative sono????
    – tornare al voto? e ancora con la stessa legge elettorale che è stata creata proprio al fine di rendere ingovernabile il paese?
    – un bel governo tecnico (l’ennesimo) appoggiato trasversalmente dai numerosi gattopardisti presenti nella politica italiana? e magari con un demolition man come Cottarelli alla sua guida?
    Difficile per tutti fare dei pronostici visto i numerosissimi interessi in gioco tra loro spesso contrastanti.
    certamente se in Italia la gente continua a votare credendo alla storiella del fascismo o pensando che all’Europa non si può uscire o peggio ancora credendo alla favoletta dello spread e dei mercati……beh se cosi è allora tanto vale fare una legge elettorale con cui si toglie il voto agli italiani sostituendolo con un voto da parte di City – Wall Street – Parigi – Francoforte – Bruxelles (ovvero ai “Mercati” e all’entourage dell’alta finanza, alla BCE, all’Unione Europea).

     
  49. Arctos il said:

    Dico solo una cosa: qualcuno ha mai letto il trattato di pace firmato dall’Italia al termine dell’ultima guerra? No, nessuno. Perché è secretato. Da 73 anni. E l’accordo fatto all’inizio del XIX secolo tra le logge massoniche anglo-americane e i gesuiti è la causa di tutto ciò che di nefasto per l’Eurasia è accaduto ed accade. Io però, non dispero. Ci sono forze in ballo che costoro non sanno prevedere, né possono arginare.

     
  50. Arlo il said:

    Il vero obiettivo dei poteri atlantici è la Germania non l’Italia. I suoi affari interni con la Russia non sono visti di buon occhio e le sue esportazioni verso gli Stati Uniti di Trump sono da tempo nel mirino. L’embargo di materiali come l’alluminio russo colpisce in primis la Germania. La Germania ha accumulato enormi surplus commerciali nel “ventennio dell’euro” e sta traendo enormi guadagni con la Cina (mercato considerato strategico). Nessuno può permettersi di fare troppo di testa sua nella presente realtà. La Francia ci prova moderatamente, ma i tempi di De Gaulle sono lontani.
    Con il subdolo attacco all’alleanza Lega/5* quel tipo di stampa tedesca vuole dare la responsabilità del fallimento dell’euro (creato per il controllo ad uso uso e consumo di alcune elite) solamente perchè probabilmente sa che una mutata situazione in Italia farà saltare il banco (e il suo futuro surplus). Ovviamente sta pensando ai suoi interessi nazionali anche perchè le condizioni in seno all’alleanza atlantica sono mutate. Ritengo che le analisi di Federico siano sempre impeccabilmente valide e siano di stimolo alla comprensione della realtà geopolitica ed economica contemporanea.

     

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