Elezioni USA pericolosamente sporche

Mancano pochi giorni alle presidenziali USA e l’impensabile sembra concretizzarsi. Se i sondaggi che danno Donald Trump vincente in alcuni Stati chiave si rivelassero corretti, per il candidato anti-establishment si aprirebbero le porte della Casa Bianca: la vittoria di Trump assesterebbe il colpo di grazia al traballante “ordine liberale” post-1945. Dall’Unione Europea alla NATO, dall’euro alla Medio Oriente, niente sarebbe più come prima. Dalle ultime consultazioni è emersa la tendenza ad interventi sempre più sfacciati sul voto: la torbida narrazione costruita in campagna elettorale prepara il terreno ad un annullamento del voto, accampando come pretesto l’ingerenza russa?

Disperati e perciò pericolosi

I barbari sono alle porte. L’ultimo imperatore rischia di essere deposto dagli invasori accampati in Occidente: se le estreme difese cedono, se i barbari conquistano anche la capitale dell’impero, è la fine di un’epoca. È questo il clima crepuscolare che si respira a pochi giorni dalle presidenziali statunitensi che potrebbero eleggere Donald Trump alla Casa Bianca: le forze “populiste”, i partiti anti-establishment, hanno l’opportunità di installarsi nel cuore dell’impero già traballante, accelerandone così la dissoluzione. L’oligarchia, arroccata nei palazzi, trema: tutto può e deve essere tentato, pur di scongiurare la capitolazione.

Le province asiatiche (come testimonia la clamorosa “separazione” delle Filippine dagli USA) defezionano, il controllo su quelle europee si allenta man mano che l’Unione Europea si spegne, in quelle mediorientali dilagano russi ed iraniani, l’alleato più fedele, il Regno Unito, smaltisce a fatica i postumi della Brexit: se anche Washington dovesse cadere, l’impero angloamericano volgerebbe al termine. È questa la posta in gioco l’8 novembre: ciò spiega perché tutto il sistema euro-atlantico, dal Financial Times a Repubblica, dal massone Jorge Mario Bergoglio al pittoresco Dalai Lama, dai residuati come Silvio Berlusconi1 ai parvenu come Matteo Renzi, da François Hollande a Nicolas Sarkozy, da Lloyd Blankfein a George Soros, sono schierati per Hillary Clinton. Per la prima volta è in discussione l’intera impalcatura economica e geopolitica su cui si regge l’Occidente dal 1945.

Una vittoria di Donald Trump stravolgerebbe la politica estera americana, eccellerebbe il disimpegno militare in Medio Oriente, condannerebbe a morte certa la moneta unica, velocizzerebbe la dissoluzione dell’Unione Europea, archivierebbe definitivamente il mondo unipolare, sconquasserebbe persino la gerarchia della Chiesa Cattolica, ai cui vertici siede oggi un papa, Jorge Mario Bergoglio, espressione di quell’oligarchia massonica-finanziaria che si è stretta attorno ad Hillary Clinton. I barbari, perciò, devono essere fermati ad ogni costo.

Certo, nessuno avrebbe mai immaginato che, a distanza di pochi giorni dal voto, la vittoria di Donald Trump fosse uno scenario concreto: i sondaggi più recenti assegnano al populista (termine più appropriato di “repubblicano”) la Florida, il Nord Carolina e l’Ohio2, tre Stati decisivi per la conquista della Casa Bianca. Soltanto un mese fa era stato sferrato l’ultimo, disperato, attacco, con la pubblicazione da parte del Washington Post di un video “sessista” datato 2005. Per un certo momento, sembrava addirittura che il ritiro dalla corsa per la Casa Bianca fosse imminente, tanto da obbligare Trump ad una smentita ufficiale:

trump-smentita

L’assalto è respinto e Trump conquista il terzo dibattito televisivo, obbligando i media ad ammettere che il vantaggio della sfidante democratica, stimato precedentemente attorno ai dieci punti, si è quasi dissolto: gli imprevisti sviluppi dello scandalo email, così clamorosi da obbligare l’FBI ad intervenire al culmine della campagna elettorale, indeboliscono ulteriormente l’ex-first lady. James Comey, grida il New York Times, è come J. Edgar Hoover3, se non peggio: ha trasformato l’FBI in un reazionario strumento di lotta politica contro Hillary Rodham Clinton!

Già, Hillary Clinton: tutto sembrava fosse stato accuratamente predisposto perché potesse conquistare a tavolino la Casa Bianca: concorrenti scialbi nel partito democratico e nessuna figura di peso tra i repubblicani, cosicché il “meccanismo democratico” la installasse quasi automaticamente nello Studio Ovale. Con quale obiettivo? Portare alle estreme conseguenze la strategia già inaugurata da Barack Obama e benedetta dai neocon che, non a caso, convergono verso di lei durante la campagna elettorale: destabilizzazione del Medio Oriente (con un occhio particolare all’Egitto di Al-Sisi e probabilmente anche alla “retrograda” monarchia saudita), intervento militare contro la Siria di Bashar Assad e, se necessario, escalation con la Russia e la Cina. Anche perché il sistema finanziario anglosassone è in un vicolo cieco, e l’unico modo di salvare lo status del dollaro come valuta di riserva, è quello di eliminare gli sfidanti all’egemonia globale.

Hillary Clinton, però, non sfonda: candidata dell’establishment per antonomasia, appesantita da vent’anni di politica cinica e talvolta spietata, fatica persino ad imporsi sul 75enne, ex-socialista, Bernie Sanders. È cosi malconcia che persino uno sfidante “surreale” come Donald Trump, considerato addirittura da alcuni analisti come il “candidato della Manciuria” manovrato segretamente dai Clinton4, conquista terreno contro ogni pronostico, giorno dopo giorno.

A nulla servono le accuse di sessismo, l’anatema di papa Bergoglio contro la politica anti-immigrazione, il battage della stampa sui redditi non dichiarati, la mobilitazione delle corazzate mediatiche e delle stelle di Hollywood, il disimpegno persino dello stesso partito repubblicano: nonostante tutto, il “populista” Trump macina consensi, intercettando il malessere della classe media, prostrata da vent’anni di globalizzazione e nove anni di “Grande Recessione”.

L’impossibile, settimana dopo settimana, diventa così possibile, seminando il panico tra le file dell’oligarchia euro-atlantica che assiste impotente all’avanzata dei “barbari”, al crescere di quelle forze populiste che minacciano gli interessi dell’élite dominante.

La democrazia sta sfuggendo di mano, e non solo negli USA, rendendo necessari interventi sempre più pesanti. Si comincia con la frode elettorale alle elezioni austriache della scorsa primavera; si prosegue con l’omicidio Jo Cox pochi giorni prima del referendum inglese sulla permanenza nella UE; si termina, è cronaca di questi giorni, con il piano di procrastinare sine die o, addirittura, di cancellare tout court il referendum italiano sulla riforma costituzionale. Un’Austria in mano agli anti-europeisti, una Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea ed un’Italia in aperta ribellione, sono però poca cosa rispetto a vedere i barbari accampati nella Casa Bianca: i danni potenziali sono enormemente più alti. Come frenare, ad esempio, la dissoluzione dell’Unione Europea, il contenitore geopolitico dentro cui l’oligarchia massonico-finanziaria ha racchiuso l’Europa post-45, se il presidente statunitense è apertamente ostile a Bruxelles e si avvale della consulenza di Nigel Farage per la gestione degli affari europei?

Ecco quindi spiegata la ragione di una campagna elettorale così sporca.

Mai era successo che un candidato, Donald Trump, fosse accusato di essere un “fantoccio” di una potenza straniera5, la Russia, con cui gli Stati Uniti combattono una spietata guerra per procura. Mai era successo che un candidato, Hillary Clinton, accusasse i servizi segreti di uno Stato estero, ancora la Russia, di essere intervenuti a gamba tesa nella campagna elettorale, violando i server del Partito Democratico. Mai era successo che il vice-Presidente degli USA, Joe Biden, minacciasse un attacco cibernetico contro quello stesso Paese. Mai era successo che il governo in carica diffondesse la notizia che la Russia ha intenzione di alterare l’esito del voto, sferrando un assalto informatico il giorno delle elezioni.

Scrive la NBC6 il 3 novembre:

“The U.S. government believes hackers from Russia or elsewhere may try to undermine next week’s presidential election and is mounting an unprecedented effort to counter their cyber meddling, American officials told NBC News. (…) Russia has been warned that any effort to manipulate the actual voting or vote counting would be viewed as a serious breach, intelligence officials say. ”

Stiamo assistendo alla costruzione di una pericolosa narrazione: Trump è il fantoccio di Mosca, Mosca ha già interferito con la campagna elettorale, il governo crede che voglia farlo ancora. Come? Manipolando il voto del prossimo 8 novembre, in favore, è sottinteso, del suo burattino Donald Trump.

Non è peregrina l’ipotesi che l’establishment abbia voluto creare le premesse per annullare il voto, accampanando come preteso un’interferenza russa: simulato un attacco cibernetico (e c’è da chiedersi se quello dello scorso 21 ottobre, perpetrato dai fantomatici New World Hackers, non sia stata una prova generale7), cosa impedirebbe alla Casa Bianca di annullare le votazioni? E se si accusasse la Russia dell’attacco, quali sarebbero che le conseguenze internazionali?

Donald Trump ha più volte parlato di brogli elettorali ed è pressoché certo (anche alla luce dell’esperienza in Florida del 2000, quando George W. Bush conquistò la Casa Bianca dopo un contestassimo riconteggio) che si tenterà di manipolare il voto: sono espedienti, però, con cui non è possibile “aggiustare” l’esito, non ribaltarlo, specialmente se, a differenza di Al Gore, la vittima dei soprusi elettorali è determinata a difendersi fino in fondo. Più elementi, quindi, lasciano supporre che sia stato preparato un piano “B” nel caso in cui si profilasse la vittoria di Trump: invalidare le elezioni a causa di attacco cibernetico da attribuire alla Russia.

Lo scenario, fino a pochi anni fa, non sarebbe stato altro che fantascienza: il contesto, però, si è rapidamente deteriorato da allora. Chi avrebbe mai dato che nella civilissima Austria si sarebbero truccate le presidenziali pur di frenare i populisti? O che una deputata britannica sarebbe assassinata per sospendere la campagna referendaria sul Brexit? O che la Francia si sarebbe avvicinata alla presidenziali del 2017 in pieno di stato d’emergenza? O che in Italia si sarebbe tramato per cancellare un referendum costituzionale divenuto improvvisamente scomodo?

La Casa Bianca riveste ancora un ruolo decisivo negli equilibri occidentali, maggiore di qualsiasi cancelleria europea: per impedire che i “barbari” l’espugnino, l’oligarchia euro-atlantica è pronta a tutto. Aspettiamoci quindi una votazione ad altissima tensione: la disperazione può spingere l’establishment a gesti inconsulti.

ciberattacco

1https://web.archive.org/web/20151123144141/www.repubblica.it/politica/2015/10/31/news/l_ex_premier_il_leader_parla_dei_candidati_e_annuncia_che_sara_a_bologna_con_la_lega_salvini_fa_fughe_in_avanti_meglio_st-126286081/

2https://www.washingtonpost.com/news/the-fix/wp/2016/11/01/donald-trump-now-leads-in-two-of-his-three-must-win-states-but-the-path-forward-is-grim/

3http://www.nytimes.com/2016/11/01/us/politics/james-comey-fbi-emails.html?mtrref=www.google.it&gwh=9CF56DD9C7F861080D82EA59EB024055&gwt=pay

4https://sputniknews.com/analysis/201608141044262121-trump-hillary-rigged-presidential-election/

5http://edition.cnn.com/2016/10/19/politics/clinton-puppet-vladimir-putin-trump/

6http://www.nbcnews.com/news/us-news/white-house-readies-fight-election-day-cyber-mayhem-n677636

7http://www.cbsnews.com/news/new-world-hackers-claims-responsibility-internet-disruption-cyberattack/

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35 commenti su “Elezioni USA pericolosamente sporche

  1. elio de carolis il said:

    caro Federico. come al solito un articolo eccellente (tant’e’ vero che l’ho re-tweettato, spero si dica cosi’). pero’ c’e’ una cosa che vorrei sapere; hai scritto che Bergoglio e’ un massone e cio’ che vorrei sapere e’ se pensi (o hai le prove) che Bergoglio sia iscritto alla massoneria oppure se usi massone come sinonimo di individuo di malaffare.
    grazie.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Lo deduco da più elementi.
      Famosa è l’intervista del 2013 con Eugenio Scalfari (personaggio ben introdotto negli ambienti “illuminati”) dove Bergoglio dice che Dio non è cattolico: è il tipico deismo della massoneria.
      http://www.repubblica.it/vaticano/2016/10/28/news/papa_francesco_viaggio_in_svezia-150792108/

      La massoneria argentina festeggiò pubblicamente la sua nomina a pontefice:
      http://www.actualmasonica.com/2013/03/20/el-papa-francisco-los-masones/

      E’ in buoni contatti con la potente massoneria ebraica del B’nai B’rith
      https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/june/documents/papa-francesco_20150625_bnai-brith-international.html

      Pochi giorni fa ha detto che la Chiesa cattolica deve ispirarsi a Lutero: quello che per secoli è stato l’eretico numero uno, nemico della Chiesa e vessillo della massoneria.

      L’argomento interessa a molti: magari scriverò un articolo.

       
      • Nicola il said:

        D’altronde il don Luigi Villa lo disse per parola di padre Pio: la massoneria è già arrivata alle pantofole del papà (al tempo di Paolo 6). E visti i successivi papi che post concilio Vaticano ii hanno mantenuto tutti senza esclusione di uno l’impronta fortemente riformista della dottrina cattolica c’è da pensare che siano tutti della stessa pasta (a parte qualche lotta di potere interno)

         
        • Orazio il said:

          Allego per completezza il giuramento dei Gesuiti e quello dei massoni.

          Giuramento dei gesuiti
          Io…, ora al cospetto di Dio Onnipotente, Beata Vergine Maria, beato Arcangelo Michele, beato Giovanni Battista, Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi e i beati del cielo, e a voi, padre spirituale, Superiore Generale della Compagnia di Gesù fondata da Sant’Ignazio di Loyola nel Pontificato di Paolo III, e continuata ad oggi, nata dal grembo della vergine, matrice di Dio, e dalla verga di Gesù Cristo, dichiara e giura che Sua Santità il Papa è il vice-reggente di Cristo e vero ed unico capo della Chiesa cattolica universale in tutta la terra; e che in virtù delle chiavi che legano e sciolgono, date a Sua Santità dal Salvatore Gesù Cristo, egli ha il potere di deporre re, principi, Stati, commonwealth e governi eretici, tutti illegali senza la sua conferma sacra e che possono tranquillamente essere distrutti.

          Giuramento dei Massoni (organizzazioni massoniche collegate e studiosi della Rhode adottano tale giuramento)
          Io…, ora al cospetto di Dio Onnipotente, beata Vergine Maria, beato Giovanni Battista, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i santi del sacro esercito del cielo, e a voi, mio Spettrale Padre, superiore generale della Compagnia di Gesù fondata da S. Ignazio di Loyola nel pontificato di Paolo III e perpetrato fino ad oggi, nato dal grembo materno della Vergine, matrice di Dio, e dalla verga di Gesù Cristo, dichiara e giura che Sua Santità il Papa è il vicereggente di Cristo e vero ed unico capo della Chiesa cattolica universale in tutta la terra; e che in virtù delle chiavi che legano e sciolgono date a Sua Santità dal mio Salvatore Gesù Cristo, egli ha il potere di deporre re, principi, regni, commonwealth e governi eretici che possono essere distrutti per sicurezza. Pertanto, al culmine del raggio del potere, proteggerò questa dottrina, e diritto e volontà di Sua Santità contro tutti gli usurpatori eretici o protestanti all’autorità e qualsiasi altra cosa, soprattutto dalla Chiesa luterana di Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e le pretese autorità delle Chiese di Inghilterra e Scozia, e i rami della stessa in Irlanda, America e altrove, e di tutti gli aderenti che possano essere usurpatori ed eretici contro la sacra Madre Chiesa di Roma.

           
      • Orazio il said:

        Mi inserisco nell’argomento sollevato per allegare sia il giuramento dei Gesuiti, cui il “nostro” papa fa parte che quello dei massoni…. Buona lettura.

        Giuramento dei gesuiti
        Io…, ora al cospetto di Dio Onnipotente, Beata Vergine Maria, beato Arcangelo Michele, beato Giovanni Battista, Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i Santi e i beati del cielo, e a voi, padre spirituale, Superiore Generale della Compagnia di Gesù fondata da Sant’Ignazio di Loyola nel Pontificato di Paolo III, e continuata ad oggi, nata dal grembo della vergine, matrice di Dio, e dalla verga di Gesù Cristo, dichiara e giura che Sua Santità il Papa è il vice-reggente di Cristo e vero ed unico capo della Chiesa cattolica universale in tutta la terra; e che in virtù delle chiavi che legano e sciolgono, date a Sua Santità dal Salvatore Gesù Cristo, egli ha il potere di deporre re, principi, Stati, commonwealth e governi eretici, tutti illegali senza la sua conferma sacra e che possono tranquillamente essere distrutti.

        Giuramento dei Massoni (organizzazioni massoniche collegate e studiosi della Rhode adottano tale giuramento)
        Io…, ora al cospetto di Dio Onnipotente, beata Vergine Maria, beato Giovanni Battista, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i santi del sacro esercito del cielo, e a voi, mio Spettrale Padre, superiore generale della Compagnia di Gesù fondata da S. Ignazio di Loyola nel pontificato di Paolo III e perpetrato fino ad oggi, nato dal grembo materno della Vergine, matrice di Dio, e dalla verga di Gesù Cristo, dichiara e giura che Sua Santità il Papa è il vicereggente di Cristo e vero ed unico capo della Chiesa cattolica universale in tutta la terra; e che in virtù delle chiavi che legano e sciolgono date a Sua Santità dal mio Salvatore Gesù Cristo, egli ha il potere di deporre re, principi, regni, commonwealth e governi eretici che possono essere distrutti per sicurezza. Pertanto, al culmine del raggio del potere, proteggerò questa dottrina, e diritto e volontà di Sua Santità contro tutti gli usurpatori eretici o protestanti all’autorità e qualsiasi altra cosa, soprattutto dalla Chiesa luterana di Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia e le pretese autorità delle Chiese di Inghilterra e Scozia, e i rami della stessa in Irlanda, America e altrove, e di tutti gli aderenti che possano essere usurpatori ed eretici contro la sacra Madre Chiesa di Roma.

         
      • Si grazie e più che i “si dice” o “si desume” meglio un qualcosa di “piccante”. Oddiosanto basterebbe già il riccioluto Socci & Co, sebbene una qualche idea ci siam fatto cresciuti in illo tempore nelle “segrete” sagrestie di Nostra Signora Vaticano Spa, quelle del Tantum ergo sacramentum…

         
  2. Frank Brown il said:

    Negli Stati Uniti è tradizione che il Presidente uscente – finito il proprio mandato – si allontani subito da Washington e riprenda la sua abituale residenza privata. L’attuale presidente Obama ha invece deciso di continuare a risiedere nella capitale anche dopo la cessazione del suo incarico. Mentre la stampa europea – ed in particolare quella italiana – non hanno riportato la notizia, la stampa americana l’ha fornita con un certo risalto. Infatti questa decisione è parsa anomala e più di un commentatore si è iniziato a domandare quali motivi l’avessero determinata.

    Il Presidente Obama ha scelto di affrontare l’argomento durante il suo discorso alla cena annuale con la Stampa: la cosiddetta “correspondent’s dinner”. Come è noto, questo appuntamento ufficiale, è occasione per un discorso “leggero”, impostato all’ironia se non allo scherzo ed alla facezia. Non ha fatto eccezione quello di quest’anno, in cui il presidente ha parlato da attore consumato, riscuotendo applausi a scena aperta ed i sorrisi delle molte avvenenti signore presenti. Il discorso è stato peraltro veramente piacevole e divertente, lo potete vedere qui:

    https://www.youtube.com/watch?v=NxFkEj7KPC0

    In particolare il punto che ci interessa è tra i minuti 22.50 e 27.40. Il presidente Obama mostra un video auto – ironico che tratta della sua decisione di rimanere a Washington e delle attivià che gli si prospettano nel periodo di post presidenza. Il video coinvolge il vice presidente Biden, la consorte Michelle ed altri.

    Insomma ci scherza su, ma intanto rimane in zona. Non si sa mai.

     
  3. Rosso Piceno il said:

    E’ una situazione win-win. Possono truccare le elezioni per impedire l’elezione di Trump, ma non possono certo nasconderlo all’opinione pubblica mondiale. La reazione, a mio parere, sarebbe fortissima, violenta ed imprevedibile. Il dado ormai è tratto, non si tornerà indietro. Certo è che il momento è drammatico (da vecchio socialista, mai mi sarei aspettato di dover fare il tifo per Trump. Ma ho il conforto di poter contare sull’opinione di gente come Costanzo Preve. Dichiarò che se fosse stato francese avrebbe votato la Le Pen. Francamente, anch’io).

     
  4. Ho sempre pensato che HRC sara’ il prossimo POTUS ,con le buone o con le cattive , datosi che i ” mezzi” non mancano; ma gli ultimi ” eventi” pro-trump lasciano immaginare che forse all’ interno dell’ elite si sia finalmente aperto quel “margine di discussione” che era lo scopo primario della fazione che ha lanciato trump.
    Certo e’ che comunque qualunque riassetto all’ interno dell’ elite ( e della politica U$A ) prevede la ritirata della fazione attualmente dominante; essenzialmente quella “finanziaria” , perche’ potrebbe essere l’ altra “gamba sistemica” , il “complesso militare” , ad essere disponibile ad un qualche riassetto con il ” paese reale”.
    Ma la fazione finanziaria di certo non lasciera’ per una “elezione”; in ogni caso quindi sono” tempi interessanti”.

     
  5. Stefano il said:

    Ci proveranno Federico! Ci proveranno! Trump ha già vinto perchè ha dimostrato che l’èlite è battibile. Attualmente la stessa elite è in una posizione di acuta debolezza. Non è riuscita a prendere contromisure fino ad adesso. Vedi un po’ dove in che situazione si sono cacciati con queste elezioni avendo tutto dalla loro parte! E poi la tentazione di saltare sul carro di Trump da parte di chi è escluso dal potere o da chi potrebbe rischiare la vita in guerra (come i militari) è troppo forte. Se annullano le elezioni devono essere disposti a militarizzare tutte le strade e a dichiarare il copri-fuoco ma non hanno tutte le forze armate dalla loro parte. Questo è uno scenario non plausibile negli Stati Uniti. L’ultimo colpo di coda sarà un patetico fuoco di paglia. Probabilmente Obama sta negoziando già il suo salva condotto. Hillary invece scapperà in Qatar.

     
  6. Cinà il said:

    Quello che vorremmo, credo, tutti capire è chi sono le forze che appoggiano Trump. Ossia, vogliamo forse pensare che sia solo un populista privo di organizzazione che è arrivato lì per caso e adesso rischia di diventare il presidente degli Usa?
    Forse, bisognrebbe indagare meglio sulle forze politiche, sociali, economiche e di intelligence-militari che lo appoggiano. In ogni caso l’eventuale vittoria di Trump sarebbe una vera benedizione per tutti noi perché farebbe schiantare un sistema di potere tra i peggiori in assoluto degli ultimi tremila anni.
    Dezzani che ne pensa?

     
  7. Willy Muenzenberg il said:

    “Venivo a questa cena con mio padre fin da ragazzo”, ha detto alla cena di beneficenza organizzata alla presenza del cardinale di New York, irlandese in questo caso. E ha messo in guardia i presenti. Fra i quali in tanti beneficiari hanno iniziato a fischiare. Mentre, fuori, il popolo sfiancato dal debito, al contrario, applaudiva. Lo hanno formato loro. Oggi si dice “comunicatore geniale”. Ai nostri tempi, dicevamo: “capisce la filosofia”. Lo abbiamo formato noi. Nella ns University. Dove ha mandato i suoi figli, fra l’altro. Non era in programma che arrivasse al punto di umiliare il figlio della famiglia che più li a rovinati. Non in programma che tenesse il discorso di Palm Beach sui mass media ‘americani’, in realtà nostri, che avrebbe ben potuto essere tenuto da Tacito rinato in Italia: il genio autore di questo spazio di intelligenza sul web.

    “Cerchiamo di essere chiari su una cosa, i grandi media nel nostro paese non hanno più niente a che fare col giornalismo. Si tratta di un particolare gruppo di interesse politico non diverso da qualsiasi lobbista o altro ente finanziario con un programma politico, e l’ordine del giorno non è nel vostro interesse, è nel loro.

    “E il loro ordine del giorno è quello di eleggere ad ogni costo la corrotta, a qualsiasi prezzo, non importa quante vite vengano distrutte.”

    Ora, il comandante dell’esercito si chiama Giuseppe.
    E nemmeno questo è un caso, anche se il cardinale ormai apostata non lo capisce più.
    Giuseppe, ha viaggiato e parlato con gli omologhi Cinesi, Russi e Persiani.
    A Zurigo, si fanno i bagagli.

     
    • luigiza il said:

      @Willy Muenzenberg il 5 novembre 2016 a 9:26 pm said:

      “Venivo a questa cena con mio padre fin da ragazzo”, ha detto alla cena di beneficenza organizzata alla presenza del cardinale di New York, irlandese in questo caso. E ha messo in guardia i presenti. Fra i quali in tanti beneficiari hanno iniziato a fischiare…

      E c’è pure questo video del sodale politico:
      Obama Struggles To Quiet N. Carolina Crowd After Protester Disrupts
      Ma resto convinto che la loro fazione NON ha ancora perso e non é detto che perda.
      Sta solo scaricando le pedine non più utiilizzabili perchè sputtanate od auto-spuattanatesi.
      . Ripartiranno a breve con nuove facce e rinnovata energia. Il prossimo colpo sarà di una brutalità mostruosa.

       
  8. luigiza il said:

    Consiglio al sig. Trump di cercare appoggi tra le alte sfere militari. Ma non é detto che ne trovi perchè anche lassù pare sia tutto un magna-magna.

    Gli USA prima ancora che lui stesso ne avranno presto bisogno se vogliono sopravvivere come entità politica.

     
    • Massimo il said:

      Steve Pieczenik è uno che per professione ha mentito, depistato e manipolato per tutta la sua vita. Ce lo ricordiamo bene per il suo ruolo in Gladio anche noi italiani. Il fatto stesso che compaia spesso a fianco di Alex Jones, un fantoccio sotto controllo mentale diretto dai servizi (Stratfor), leader della falsa opposizione che il potere costituito ha scelto, a mio avviso lo scredita totalmente.

      L’unica cosa certa è che c’è un pezzo di intelligence che ha tentato di sabotare la Clinton usando Assange come mezzo (è chiaro che le mail l’NSA le aveva tutte fin dall’inizio e a lui hanno dato solo roba non classificata, seppur compromettente). Diciamola tutta, queste elezioni sono uno scontro tra poteri del “deep state” (per semplificare: intelligence contro certi poteri finanziari) che hanno preso sotto mano Trump in maniera del tutto evidente, basti pensare che tutti i temi della sua campagna elettorale è, dall’inizio alla fine, una psy op presa dai manuali che fanno studiare agli operativi.

      Che credibilità ha un candidato del genere? Uno sostenuto da certa stampa neocon israeliana (Breitbart), uno che ha accuratamente fatto sposare tutti i figli con esponenti di poteri ebraici? Uno che si intrattiene con Netanyahu per ore, in privato, prima di fare mosse importanti o dire certe cose? Ricordo che Pence sarà vicepesidente ed è un uomo pericoloso, un guerrafondaio che ha smentito totalmente, ad esempio, la linea di Trump sulla Siria.

      La Clinton certo sulla carta è il peggio del peggio, spinta oltre misura dai media, a dispetto perfino della legge dato che dovrebbe essere già stata incriminata per spionaggio, corruzione e reati ben più gravi visto il numero delle persone a lei scomode che hanno perso la vita. Ma Trump è davvero alternativo o è un’altra maschera con la quale il potere costituito si ripresenta, sotto mentite spoglie?

      Credo che la risposta sia semplice, purtroppo la mente umana sa ragionare solo per opposti e contrapposizioni che sono abilmente utilizzati da chi la manipola per ottenere la sintesi, cioè il vero obiettivo. Ancora una volta vedo presentati il bianco e il nero e, comunque finirà, purtroppo il colore ottenuto sarà il grigio.

       
      • Frank Brown il said:

        Cosa succederebbe se le elezioni negli Stati Uniti dovessero essere invalidate? Oppure se il futuro presidente americano, dopo aver vinto di strettissima misura, dovesse essere posto in stato di accusa insieme al suo vicepresidente? Cosa succederebbe se – sull’altra sponda atlantica – il Parlamento Britannico deliberasse in senso opposto all’esito referendario? E – nel nostro piccolo – se al prossimo referendum costituzionale vincesse – come spero – il “NO” ? Non è fuori luogo prospettare scenari che normalmente verrebbero considerati pure speculazioni teoriche. E quindi porsi poche domande semplici.

         
  9. L’Fbi grazia Hillary Clinton: “Non sarà incriminata per le email”.
    A questo punto non resta che aspettare mercolesì per capire quanto questo ennesimo dietrofront della FBI possa avere influenzato l’ultimo giorno di campagna elettorale.

     
  10. Credo che stiamo assistendo ad una sceneggiata.
    L’FBI che un giorno prima assolve la Clinton per delle mail,che una settimana prima, erano da indagare- ma non si sa per quanto tempo ci vorrà- sicuramente per un mese dopo le elezioni. (previsione loro).
    A questo punto i sondaggi sono tutti per lei.
    Obama, presidente, che fa i comizi in Florida, perchè lì la candidata è perdente.(Cosa mai vista che un presidente faccia campagna elettorale. Endorsement, presenziare qualche discorso, ma agit-prop atempo pieno, è francamente mai visto).
    Poi, magari, mercoledì vince Trump, CON I BROGLI. Perchè il sistema migliore sarebbe dare la colpa ai russi dei brogli, che verranno documentati tra un paio di anni…Magari una richiesta di impeachment per Trump ( troveranno qualche cosa) e si riprenderanno un potere “pulito” da una devastante crisi di borsa aiutata anche dal rialzo dei tassi.
    In pratica, si tratta di GIOCARE CONTRO LA CLINTON.
    perdere il potere per due anni o quattro al massimo. E riprendere a fare i giochi sporchi, con una nazione “pulita” dai loro brogli.
    Trump ha settanta anni. In una quadriennio, risistema le sue finanze e se ne andrà.
    E la banda dell’11 settembre ricomincia a lavorare…

     
  11. Parvus il said:

    Dalla pagina Facebook di Pepe Escobar, in un commento di Cynthia Parker (“Bank roll”)
    https://www.facebook.com/pepe.escobar.77377?hc_ref=NEWSFEED&fref=nf
    e poi in un post dello stesso Pepe si dice, rispettivamente, che
    “the deal was Hillary will be free from all email charges and jail, but she will not be president ever; she took the deal, but she has to finish the election out to the end without the public knowing.”

    “I would not say the FBI revolt took place. Comey was ordered to do what he did before and he was ordered to do what he did after. The orders were just reversed and it is as a marionette with a ventriloquist. No one steps out of bounds. […] We think Trump will win and they are making everyone think that this is democracy in action.”

     
  12. Guido il said:

    Eppure, mi sembra di rivedere gli scenari del Brexit.
    Anche lì sondaggi di grande vantaggio per il remain, poi declino e pericolosa rimonta dei leave, con pericoloso declino della Borsa, infine l’omicidio della Cox. Cambio di scena e rimbalzo delle Borse da venerdì a lunedì.
    Infine, la sorpresa delle cinque del mattino. Con crollo catastrofico della Borsa.
    Qui siamo sullo stesso schema. Annuncio dell’FBI, discesa dei titoli, (ma molto molto moderata, da 18.200 a 17.950 con ribassi giornalieri inferiori al mezzo punto percentuale, durata di otto sedute di ribasso) . Infine, colpo di scena: FBI assolve, e lunedì mattina grande rimbalzo, cui seguira un altro affannoso acquisto il martedì, mentre i telegiornali confermeranno la vittoria della signora…Infine nella notte la sorpresa: la Florida va a Trump ed il N.Hampshire (4 seggi) pure, oltre Ohio, N.Carolina, Indiana.. E vince Trump per 271 a 267….
    Sapete quanto perderebbe Wall Street, con grande gioia degli speculatori? Molte migliaia di miliardi di Dollari….Supponiamo di riacquistare sul DJ da 15.000..con tutti che si affannano a vendere..

     
    • Federico Dezzani il said:

      Concordo con te, Guido: stesso schema.
      La posta in gioco, però, è dieci volte più alta che la Brexit: aspettiamoci qualche scherzo per “correggere” il voto…

       
  13. oriundo il said:

    Hanno il modo di ‘aggiustare’ il voto come vogliono: i burattinai non sono in America sono a Sion. E la Clinton indubbiamente è il loro cavallo vincente: guerrafondaia a favore di Israele, conoscitrice dei retroscena sporchi delle guerre sporchissime contro i paesi musulmani, grande corruttrice estremamente corrotta e venale, una pattumiera ambulante di odio, inganno, sadismo: e proprio perciò UTILE al Nwo. E’ ricattabile, ha il comprendonio da manchurian candidate ideale, non farà nulla che non sia deciso da chi di dovere, starà zitta a comando…però sappiamo che anche il migliore dei Golem puo’ rivoltarsi contro i suoi padroni. E succederà.
    P.S.: prima un nero, poi ( quasi sicuramente ) una donna: e poi ? Un gay, of course…E’ la trilogia del Potere in salsa americanoide.

     
  14. Mihai Podeanu il said:

    Perché usavo mail troppo nuova.
    Capito, grazie.
    Comunicazione di servizio: zio Olinto ha già annusato tentativi di spostamento verso i “Balcani euroasiatici” brezinskjiani di “utili integralisti”.
    Ciau

     
  15. Mihai Podeanu il said:

    Ci vuoi proprio far sbilanciare…
    Ok. Scrivo a titolo personale e con tutti i caveat/disclaimer del caso.
    1 già sapete che ho finanziato Sanders per 12,5 $ e Trump per 10 (mica ho il leverage di Goldman Sachs…).
    2 stamattina 1 collega nativo digitale dopo aver letto lo spassoso articolo di ieri su RC http://www.rischiocalcolato.it/2016/11/trump-e-hillary-due-mondi-due-presidenti-e-due-menti-a-confronto.html mi sintetizza: meglio 1 pagliaccio che 1 pazza.
    Alle corte: più che 1 pronostico fo 1 auspicio sul Donald del clan materno McLoud.
    Per il resto, gente, birra & popcorn, per noi poveri untorelli.
    God bless America.
    DNFTT. IST

     
  16. MisterB il said:

    Hillary forse è il male assoluto ma trump è molto più filo-sionista di quanto si pensi, la figlia Ivanka si è convertita all’ebraismo poco prima di sposarsi e le dichiarazioni di trump all’AIPAC su Israele e sull’accordo nucleare con l’Iran non lasciano presagire nulla di buono.
    Dezzani che ne pensa?

     
  17. Marco il said:

    Caro Federico,
    Desidero ringraziarti per il lavoro di ricerca e di informazione svolto in questi mesi.
    Non è stato facile leggere il mondo dal tuo punto di vista vivendo a New York, dove tutti, dagli amici più cari, a coloro con cui lavoro, ai giornali e perfino sui muri e stampato sui marciapiedi, supportano Hillary Clinton e considerano Trump come il peggio del peggio.
    La mia ragazza è nell’altra stanza, incazzata e incredula per la vittoria di Trump, mentre io qui ti scrivo e mi rallegro del fatto che ancora una volta le cose sono andate come tu ed io ci auguravamo.

     
  18. Roberto Nicola il said:

    Che bello andare al contrario! HO fatto una gran bella dormita ed ora vedo la straripante vittoria del nostro. MI godo i giornalisti in lutto che a caldo ne sparano di tutti i colori: migrazioni epocali in Canada, cosa succederà a noi giornalisti …. Hitler detto a chiare lettere ….. ma la migliore è la Botteri: tutta la stampa anche quella repubblicana e mondiale contro Trump e non ci hanno creduto, il popolo!!! Hanno creduto a lui e non a noi! Come quando il popolo non ha fatto un vaccino contro l’influenza Hn qualcosa e non è successo niente di che, anzi ci sono state meno influenze quell’anno e il funzionario del OMS che ha sbottato vista la figura di aver consigliato un vaccino inutile: ma chi se lo immaginava che la gente si sarebbe rifiutata di vaccinarsi. Buona giornata a tutti.

     
  19. Willy Muenzenberg il said:

    A Zurigo la prima neve sui tetti accompagna la fuga.

    Nella ex Roma il sole, e un cielo pulito come non si vedeva da tempo, accompagna il risveglio del finto papa. A Roma, capitale delle Russie e del mondo, neve fresca e abbondante. E aria pulita.

    Soffia un vento, a Zurigo, come non ne sentiva uno così da oltre 7 secoli.

     

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