Una crisi “asiatica” per l’Europa

Le tensioni finanziarie attorno all’Italia sono in costante aumento: il governo “populista”, assemblato da Washington e dalla finanza internazionale, è deciso a procedere con una manovra fiscale dall’inconfondibile sapore provocatorio, così da esacerbare le tensioni europee ed accelerare il collasso dell’Unione Europea. È ormai chiaro che gli angloamericani hanno in serbo per l’Europa una crisi identica a quella asiatica del 1997: svalutazione delle monete, default pubblici e privati, recessione generalizzata, salvataggi del Fondo Monetario Internazionale, etc. L’Italia rischia di pagare un prezzo altissimo la sua funzione di “grimaldello” dell’unione monetaria.

Una crisi del 1997 tutta europea

Migliori sono le analisi, più lunga è la loro vita: se poi si riescono ad afferrare le dinamiche di fondo della politica internazionale, si possono scrivere analisi dal respiro secolare.

Nel mese di maggio, appena formatosi il governo giallo-verde, scrivemmo in articolo evidenziandone la funzione geopolitica in chiave anti-tedesca ed anti-continentale. “L’agente speciale” Steve Bannon e l’ambasciatore Lewis Eisenberg, entrambi ex-papaveri di Goldman Sachs, assemblano all’indomani delle elezioni politiche un esecutivo integralmente populista, sommando al Movimento 5 Stelle, prodotto della City sin dalle sue origini, parte della coalizione del centrodestra, la Lega Nord, col chiaro intento di trasformare l’Italia, terza economia del continente, in un grimaldello per scardinare l’eurozona: in particolare, si vuole costringere la Germania, potenza sempre più “euroasiatica”, a rivalutare la propria moneta, così da tarparle le ali. I piani del duo Bannon-Eisenberg sono perfettamente noti al presidente Sergio Mattarella, che abbozza una resistenza iniziale, salvo poi cedere, sotto la minaccia di impeachment, attacchi borsistici e pressioni internazionali.

Tutto procede tranquillamente nei primi mesi, finché non subentra la sessione di bilancio: il governo “populista” deve infatti iniziare ad assolvere alla sua funzione, ossia scardinare l’eurozona, di comune intensa con la finanza internazionale. Questo passaggio è molto importante e merita di essere evidenziato: i poteri finanziari che hanno formato l’esecutivo giallo-verde e ne dettano la politica economica, sono gli stessi che infieriscono (ed infieriranno sempre di più, non appena le agenzie di rating apriranno la stagione dei declassamenti) sull’Italia, per destabilizzare l’intera Unione Europea. L’esecutivo giallo-verde presenta dunque una manovra fiscale dall’inconfondibile sapore provocatorio, studiata ad hoc per esacerbare gli animi a nord delle Alpi: spesa pensionistica in deficit, condoni fiscali, reddito di cittadinanza, zero investimenti. Un pugno in un occhio, insomma, al rigore “teutonico”. La manovra fiscale non riserva sorprese: la commissione europea parla di “deviazioni senza precedenti” e, allo stesso tempo, i mercati si accaniscono contro i titoli di Stato, portando il differenziale con i bund tedeschi al massimo dal 2013.

Bisogna evidenziare, nell’escalation di tensione che contraddistingue il varo della manovra, il grande “silenzio” o addirittura la funzione di pompiere esercitata dai due grandi custodi dell’euro, Angela Merkel e Mario Draghi: è infatti chiaro che qualsiasi scontro frontale ai vertici di Italia, Germania e BCE non farebbe che precipitare la situazione, bloccando probabilmente l’accesso dell’Italia al mercato obbligazionario ed accelerando così l’euro-implosione. Spalleggiato da Washington e Londra, il governo populista procederà quindi nei prossimi mesi nella sua politica anti-europea, incurante di crolli borsistici, rendimenti di btp alle stelle e del crescente isolamento internazionale: attorno alle elezioni europee del maggio 2019, si dovrebbe essere accumulato un potenziale esplosivo sufficiente da scardinare l’attuale eurozona e gettare nel caos l’Europa, o perlomeno i sui membri più deboli.

La politica angloamericana non è infatti soltanto anti-tedesca (sebbene la Germania sia l’obiettivo numero uno dell’amministrazione Trump, come testimoniano i violenti e costanti attacchi al Nord Stream 2 e la ricostruzione dell’Intermarium a guida polacca rivolto contro Berlino e Mosca) ma anti-continentale nell’accezione più ampia possibile: l’intera regione deve essere destabilizzata il più possibile, così da minarne le fondamenta economiche e ritardarne l’inevitabile convergenza verso Russia e Cina. Finché gli angloamericani conservavano l’indiscusso primato industriale/finanziario era loro interesse sviluppare la UE/NATO come “testa di ponte” in Eurasia, ma man mano che questo primato viene meno, è loro interesse che l’integrazione europea regredisca, così da evitare la nascita di potenziali “blocchi continentali” a trazione tedesca.

Diversi elementi (il ruolo delle agenzie di rating, l’indebitamento pubblico e privato, la guerra valutaria, la portata regionale, etc.) rendono paragonabile l’attuale strategia angloamericana contro l’Europa a quella adottata contro le “Tigri asiatiche” alla fine degli anni ‘90: ci riferiamo alla crisi asiatica del 1997, che interessò Thailandia, Indonesia, Malesia, Filippine, Sud Corea e, di riflesso, anche la Cina ed il Giappone. Dopo aver fatto indebitare i Paesi in una valuta esterna (il dollaro nel caso dell’Asia, l’euro nel caso dell’Europa), gli angloamericani, ricorrendo al solito braccio armato della speculazione e delle agenzie di rating, obbligarono le Tigri asiatiche ad abbondare il cambio fisso col dollaro (uscire dall’euro, nel caso dei Paesi europei), generando a catena un’ondata di fallimenti privati e pubblici (la Thailandia), crolli borsistici, recessione economica, cambi di regime e smembramenti di Stati (cacciata del presidente indonesiano Suharto e indipendenza di Timor Est). Il grande regista dell’operazione terroristica-finanziaria fu George Soros1, lo stesso Soros che ormai si dice convinto che qualsiasi problema politico in uno dei maggiori Paesi europei possa innescare il collasso dell’Unione Europea e dell’euro (“everything that could go wrong has gone wrong for Europe”2).

Il ruolo di “innesco” che ebbe la Thailandia nella crisi asiatica del 1997 spetta oggi all’Italia, con la differenza che il Paese asiatico fu un attore passivo, mentre il nostro Paese sta attivamente lavorando (spronato dagli angloamericani) per gettare nel caos l’intera regione. Il commissario tedesco Guenther Oettinger, simpatico o meno, non ha certamente torto quando afferma che “l’Italia vuole distruggere l’Unione Europea3: Roma è infatti il cavallo di Troia delle potenze anglossasoni-marittime per scardinare il progetto europeo e gettare nel caos il continente. Costretta a “svalutare”, ossia ad uscire dall’euro, l’Italia andrà incontro ad un processo identico a quello subito dalla Thailandia nel 1997: crisi bancaria, default pubblico, ondata di fallimenti e violenta recessione. Come nel 1997, a quel punto l’Italia contagerà i Paesi circostanti più deboli (Grecia, Spagna, Portogallo, etc.) e potrebbe infliggere gravi danni persino al Giappone della situazione, ossia la Germania.

Si potrebbe obbiettare che è meglio un default, una violenta recessione ed una prospettiva di crescita futura, piuttosto che un’austerità senza fine. Bè, innanzitutto, per impatto a livello mondiale e conseguenze economiche, il default dell’Italia sarebbe incommensurabilmente più grave di quello thailandese e le nostre speranze di ripresa, vista la congiuntura internazionale, molto più limitate. In secondo luogo, il grande sponsor dell’austerità europea è stato il Fondo Monetario Internazionale4, basato a Washington, lo stesso che giocò un ruolo chiave nell’aggravare la crisi asiatica del 1997, imponendo le solite politiche di austerità e avanzi di bilancio.

L’Europa si dirige, in ultima analisi, verso una crisi identica a quella asiatica del 1997, che produrrà recessione e default su scala continentale, indebolendo l’intera regione a vantaggio degli USA. L’innesco della crisi sarà quasi certamente l’Italia, dove il governo “populista” sta semplicemente portando a termine l’agenda della finanza internazionale, inaugurata dal governo tecnico di Mario Monti nel 2011…

 

1https://www.businessinsider.com/how-george-soros-broke-the-bank-of-thailand-2016-9?IR=T

2https://www.bloomberg.com/view/articles/2018-06-02/soros-is-wrong-about-the-existential-threat-to-europe

3http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2018/09/05/oettinger-italia-vuole-distruggere-ue_1d9f7322-31ae-4f7c-924c-62aedcb272f5.html

4https://www.theguardian.com/business/2013/jun/05/imf-underestimated-damage-austerity-would-do-to-greece

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57 commenti su “Una crisi “asiatica” per l’Europa

  1. Hero of Sky il said:

    Già finito… Peccato. L’articolo è ottimo (detto per inciso, credo che noi tutti, qui, vogliamo uscire dall’UE e dall’euro, lei, Federico, ci ha anche scritto un libro sulle reali origini dell’UE, Progetto Stati Uniti d’Europa, ma certamente non nel modo sopra descritto), ma mi permetta di farle un appunto. La manovra in realtà ha un deficit perfettamente nella norma degli ultimi anni, semmai l’accanimento degli ultimi giorni è dato dal governo che la propone. Alla fine si tratta del solito scontro tra fazioni. Infine volevo esprimerle la mia solidarietà, dato che ho visto, che, a causa del suo stile caustico e sarcastico che utilizza su twitter, certuni, che evidentemente non la conoscono bene, la stanno fraintendendo e la stanno apostrofando con epiteti che non stanno nè in cielo nè in terra. Io continuerò a leggerla sempre, Federico. Com’è naturale, non sono sempre d’accordo con lei, però fin da quando ho scoperto il blog l’ho sempre ritenuta una persona interessante e per certe cose molto avanti. Continui così, senza farsi influenzare da chicchessia

    • Federico Dezzani il said:

      No, legga meglio l’articolo:

      Finché gli angloamericani conservavano l’indiscusso primato industriale/finanziario era loro interesse sviluppare la UE/NATO come “testa di ponte” in Eurasia, ma man mano che questo primato viene meno, è loro interesse che l’integrazione europea regredisca, così da evitare la nascita di potenziali “blocchi continentali” a trazione tedesca.

      Purtroppo, la politica è mobile e pochi rimangano agganciati al vagone.

  2. Valerio il said:

    Non so. Questa analisi mi convince poco.
    È vero che IMF ha sede a Washington, ma il “salvataggio” della Grecia è avvenuto per spinta dei membri francesi, allo scopo di salvare BNP e SocGen, fortemente esposte.
    Il governo Monti non è certamente stato avversato da Commissione ed Eurogruppo.
    Moscovici, Öttinger & C. sparano a palle incatenate contro un timido 2,4% di deficit italiano, ma tacciono sul 2,8% di Francia e sul recente 2,9% di Portogallo.
    Gli unici in Europa che dialogano con Trump e dichiarano pubblicamente di voler collaborare con Putin sono i ministri italiani.
    L’Italia ha sia avanzo primario che avanzo commerciale, per cui un eventuale default sarebbe problematico ma gestibile.
    Personalmente, penso che oggi gli Stati Uniti abbiano capito l’errore fatto non denazificando l’Europa e stiano correndo ai ripari.

    • Federico Dezzani il said:

      Eh, intanto quelli che fanno il Nord Stream 2 sono i tedeschi “nazisti”, gli stessi nazisti che fanno le ferrovie dirette in Cina.

  3. Hero of Sky il said:

    Ma le sue idee sullo scontro America-Germania le conoscevo già, Federico. Anche per affinità culturale non v’è dubbio che tra le due preferisca la Germania, nonostante tutti i suoi vari difetti, primo fra tutti la volontà di potenza, che però, a differenza di quella americana, trae ispirazione dalla romanità, e non dalle ideologie messianiche d’oltreoceano. Però è anche vero, che, nel corso della storia, per un senso di superiorità in comune con i gallici, non ci abbia mai considerato. è pur vero che gli austriaci fecero molto per migliorare le condizioni della Lombardia, però è anche vero che gli austriaci sono, in un certo qual senso, o forse sarebbe meglio dire erano, più latini dei tedeschi, che con la sola eccezione dei bavaresi e in parte degli svevi sono in tutto e per tutto prussiani nella morale. è un discorso complesso che andrebbe approfondito… Nonostante questi difetti, penso, in generale, e da molti anni, che se ci fossimo schierati con il Kaiser la storia sarebbe andata in modo migliore. A proposito di scontro America-Germania (che poi era la guerra di successione britannica) lei ha una sua idea, come anch’io ne ho una, sul perchè, fatto piuttosto notorio, Hitler risparmio l’esercito inglese a Dunkerque?

  4. Osservatore Internazionale il said:

    Può essere Dezzani, può essere. Certo si renderà conto che queste sue previsioni, questa volta, se dovessero verificarsi, lasceranno un tale cumulo di macerie che dubito ci sarà un altro suo samizdat a documentarle.

    • Federico Dezzani il said:

      Mah, le macerie non devono cadere proprio sulla MIA testa… magari potrò ancora scrivere qualcosa.

  5. solomon k il said:

    agli occhi degli americani, l’unica colpa dei tedeschi è che sono dei veri e propri rompiscatole: flirtano con la russia con cui fanno accordi sottobanco, egemonizzano le decisioni dell’UE spesso in chiave antiamericana, si pongono come interlocutori antagonisti con la cina, cercando di rubare fette e settori di mercato proprio agli americani…in campo finanziario sono spericolati con le loro banche e utilizzano la bce e l’euro come strumento di controllo e gestione di grandi flussi finanziari, sistematicamente disattendono le decisioni in sede nato, insomma per uno come Trump, abituato a sbarazzarsi degli ostacoli sulla sua strada, il sovranismo è una vera e propria manna dal cielo

    • Federico Dezzani il said:

      Una manna dal cielo, non certamente fortuita: vedi Bannon ed il suo The Movement.

  6. gengiss il said:

    Anche ammesso che esista un piano, non semplicemente per limitare lo strapotere tedesco in Europa, ma per destabilizzare il continente, starebbe alla Germania non cadere nella trappola e rendere funzionale l’Unione europea, ossia trasformarla da quel mostro liberista e austeritario che è oggi, in qualcosa di simile a una confederazione tra Stati con economia keynesiana (il modello europeo, appunto, ciò che era insomma prima di Maastricht), che faccia gli interessi anche dei Paesi periferici e non solo i propri. Ma è improbabile che ciò accada, sia perché un’economia post-liberista (con banche centrali non indipendenti) ridarebbe forza alle istanze dei lavoratori represse per 30 anni, sia perché i Tedeschi sembrano geneticamente ossessionati dal rispetto delle regole date, anche se sbagliate e disfunzionali.

    • Federico Dezzani il said:

      Condivido: dovrebbero perlomeno fare come i cinesi. Reinvestire i proventi dell’export in infrastrutte all’estero.

  7. Maurizio il said:

    Nel 97 il valore dei derivati in circolazione era un 50esimo di quello attuale, e contro il default dell’Italia si è già sicuramente assicurato mezzo mondo. Escluderei che oggi occidente e sistema finanziario mondiale possano permettersi un default simile. Penserei a un tentativo Anglo di ridimensionare la Germania sia in chiave Brexit che in termini di autonomia nell’Ue (forzandola a diventare garante e legarsi maggiormente al debito latino). Oltre che alla ricerca di un pretesto per rimettere in moto il QE mondiale (anche questo avversato anzitutto dalla Germania).
    E’ ovviamente un azzardo gigantesco, gestito da un presidente “dionisiaco” e alla vigilia delle elezioni di midterm. Ma non è minore l’azzardo (dionisiaco) di Junker, che finge rigore finanziario solo perché al governo ci sono i populisti e a breve le elezioni europee. Anche Germania e Francia ci stanno usando, non solo Usa e Uk.

    • Federico Dezzani il said:

      Escluderei che oggi occidente e sistema finanziario mondiale possano permettersi un default simile.

      Penso che mai come in questo momento “l’Occidente” sia tentato da manovre così azzardate.

  8. Maurizio il said:

    Possibile, hanno perso (tutto) e rovesciano il tavolo. Vivono su isole e scatenano l’apocalisse in tutto il macro-continente euroasiatico, speculando sul fatto che le risorse forse cercheranno riparo nel loro porto sicuro.
    Ne abbiamo discusso già un paio di anni fa nel suo blog. Anche la Brexit così si spiega molto bene.
    Lei ha visto molte cose arrivare, ora queste sono qui.

  9. Ma!!! Una volta tanto non condivido le tesi dell’articolo. Lo scenario di fondo è senz’altro verosimile e trovo il lavoro di analisi di Dezzani impagabile. Tuttavia l’Italia ha dei buoni, anzi buonissimi motivi di suo per cercare di uscire dalla gabbia europea: perdità del 25% del suo apparato industriale, 10 milioni di poveri, alta disoccupazione , etc… Io credo che l’Italia, per la prima volta da decenni tenti di giocare una sua partita ed anche con qualche possibilità se condotta con coraggio e furbizia. L’ Italia resta ancora molto competitiva sul piano industriale, ha un forte attivo della bilancia dei pagamenti ed un grande patrimonio di risorse private, finanziario ed immobiliare.Basterebbe una piccola patrimoniale per rimetterci in carreggiata( solo ed esclusivamente dopo aver ricquistato la sovranità monetaria). Se avessimo il coraggio di riprenderci la sovranità monetaria, mettere qualche dazio e qualche controllino al movimento dei capitali il certriolo stavolta potrebbe non andare al solito italico ortolano. Quanto agli angloamericani sarebbe ora che guardassero con un pò d’attenzione al nostro Paese dopo che lo hanno lasciato spolpare dall’asse franco-tedesco. Certo dovremmo avere una classe dirigente all’altezza della situazione e di questo non sono del tutto sicuro

    • Federico Dezzani il said:

      Ci mancherebbe! Dissentire è lecito.

      Diciamo che si sono sommati talmente tanti indizi, da indurmi a scrivere cio che credo che avverrà.

  10. Maurizio il said:

    La guerra in corso è quella che lei ha sempre ben descritto. Però ciò che oggi va registrato è che nella battaglia per la finanziaria italiana Junker (la Germania) azzarda in modo assurdo per pochi decimali (e per paura di perdere il parlamento Ue a maggio).

    La finanza scatena le guerre per speculare, chi vive per la bilancia commerciale in attivo (col marco svalutato) o per invadere il mondo col made in China (in dumping, e grazie ai capitali occidentali) scatena le guerre per ottusità.
    Meglio la gnosi o meglio l’ottusità? E’ una bella sfida, Dezzani.

  11. Stefano il said:

    Credo invece che la Germania stia cavalcando l’onda della frattura forzando il gioco anglo-americano forse in una prospettiva futura di formare non un blocco euroasiatico ma, molto egoisticamente, per un proprio tornaconto guardando sempre più ad est. Non si spiegherebbe infatti l’ossessione -come dice Gengiss – però solo nei confronti dell’Italia, di mantene le rigide regole dei parametri quando invece le permette ad altri (Spagna, Portogallo 2,8%).

  12. brughen il said:

    Ci son rimasto male che non ci hai preso con la Le Pen su Macron, mi auguro di recuperare sperando che non ci prendi neanche con questo!
    peraltro non so perché paragoni l’Italia alla Thailandia e non alla Sud Corea, molto più simile all’Italia per capacità produttiva votata all’export. non ho verificato ma: la Thailandia era in attivo nei conti con l’estero? altra cosa abbiamo risorse finanziarie per autofinanziare (in larga abbondanza) il nostro debito, se si arriva alla rottura dell’eurozona, le conseguenze, per noi, dipendono dal come. quello che ci espone a grandi rischi è l’uscita unilaterale, una rottura generale, più o meno concordata, che porti a che l’euro non esista più non ci farebbe gran danno, anzi!!!

    • Federico Dezzani il said:

      Bello. Non scrissi che vinceva la Le Pen, ma che c’erano matematicamente gli spazi per una sua vittoria! Cmq, le capre che non sanno come attaccarmi dicono sempre le stesse cose: hai sbagliato la Le Pen!

    • brughen il said:

      Grazie per la capra, comunque mica ti volevo “attaccare”, ti leggo sempre volentieri. il mio era un auspicio: hai scritto che c’erano matematicamente gli spazi per una vittoria della Le Pen e non è successo, mi auguro che non succeda nemmeno quello che paventi in questo ultimo post, che per buona parte condivido (questo governo è lì per volere anglo americano), ma la cui conclusione non trovo così scontata: la posizione sull’estero delle partite correnti, l’avanzo primario da 25 anni, l’enorme ricchezza finanziaria in mano italiana e tutt’ora presente in italia, sono punti di forza da non sottovalutare. per esperienza personale ho constatato che quando i soldi ci sono, il fallimento non arriva mai e noi i soldi li abbiamo, tanti.

  13. Paolo Gianoli il said:

    Il ragionamento non fa una grinza ed è grossomodo condivisibile.
    Ma non mi spiego perché dovrebbe essere un problema far saltare euro ed Ue.
    Non si sta parlando di un qualcosa che rafforza la Fortezza Europa, ma al contrario di un qualcosa che la vuole devastare anche attraverso le immigrazioni.
    Questa Europa è la negazione stessa della vera Europa, e pertanto deve scomparire.
    Piuttosto c’è da chiedersi se l’esecutivo giallo-verde abbia le qualità e la voglia effettiva di far saltare il banco adesso che c’è una finestra temporale favorevole, visto che c’è una convergenza di interessi con gli Stati Uniti.

    • Federico Dezzani il said:

      Non bisogna pensare all’Europa come ente autonomo. Credo che, come le sanzioni alla Russia, anche i flussi migratori siano stati imposti, con gli evidenti effetti destabilizzanti che vediamo oggi. Tra l’altro, la base delle forze anti-europee è proprio l’immigrazione: cosa è Salvini senza gli africani? Niente al cubo.

  14. Paolo Ventura il said:

    Dopo aver letto l’articolo, non so perchè, mi torna ossessivamente all’orecchio un romantico e appassionato motivo “Oci ciornie”

  15. Willy Muenzenberg il said:

    L’immenso autore delle nuove Historiae: il nuovo Tacito. Il genio autore di Terra contro Mare. La ex Roma agente del Leviatano ne adempie i voleri come facevano Parvus, Lenin e Trotzky. Obiettivo: Roma. Sfiancati da 30 anni di ‘Europa’ e dal resto dispiegato in abbondanza fin dagli anni ’20 i popoli europei, però, è proprio a Roma che guardano: e nessuno più dei popoli italici, la cui resistenza alla dissoluzione impostagli in molti modi non cessa di stupire.

  16. Massi Prad il said:

    La Germania può essere considerato un “nemico” degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito a fini propagandistici e nell’immaginario collettivo di una parte non irrilevante dell’elettorato di Trump.
    Che possa esserlo nella realtà è la solita credenza di quella maggioranza degli italiani che non capisce il tedesco, che non ha mai vissuto in Germania, che analizza la situazione del 2018 con una chiave di lettura del 1938 (peraltro quella della storiografia dei vincitori).
    La Germania, come del resto il Giappone, da almeno settantatre anni, è un paese sconfitto, occupato, sottomesso da Londra e da Washington, almeno quanto lo è l’Italia. Quanto a basi militari, a controllo degli apparati governativi e della stampa, lo è anche di più del nostro paese.
    L’analisi di una disgregazione dell’Unione Europea è condivisibile, plausibile e anche probabile, ma forse l’unica cosa che resterà in piedi sarà proprio l’Unione Valutaria (ad un’Unione Monetaria non si è mai arrivati) e, naturalmente, la Banca Centrale Europea che è nata come una sorta di “società per azioni” tra banche centrali (compresa la Bank of England) e che non è un organo dell’Unione Europea.
    L’eventuale, possibile, ma al momento non probabile, fine dell’Unione Valutaria Europea non può essere pianificata contro la Germania, ma semmai utilizzando i politici tedeschi (che non vanno neanche al bagno senza un’autorizzazione in inglese da Londra e da Washington).
    P.S.: Federico, Ho letto l’ultimo tuo lavoro. Complimenti!

  17. efremsdv il said:

    Non per fare le pulci alla tua ottima analisi (rara nel desolante e chiassoso panorama del web), ma c’è una contraddizione in un punto chiave: dici che lo sponsor dell’austerità europea è l’FMI, e che il governo populista italiano porta a termine l’agenda della finanza internazionale inaugurata da Monti… Austerità e populismo però si contrappongono, bisognerebbe spiegare meglio, e qui le cose si fanno complesse. Io penso che Monti-FMI da una parte e populisti dall’altra siano i rappresentanti di due fazioni in contrapposizione, rispettivamente denaro e cesarismo per dirla alla Spengler, oggi direi “finanza mondialista” e “industria belligerante”. L’austerità non è la politica dei populisti, ma è la politica della finanza mondiale conservatrice che punta a salvaguardare il sistema monetario (il Denaro appunto) quale ultima ed estrema forma di riserva di valore dell’Uomo nel mondo contemporaneo. Fragile e facile da colpire… Invece dietro i movimenti populisti mondiali si cela nientepopò di meno che il più “progressista” (!) complesso militare-industriale occidentale, capeggiato dalle corporation Usa e del loro indotto trilionario sparso su mezzo pianeta, espressione di forze “dinamiche” pronte invece a sacrificare il denaro. “Capitale incomprensibile” contro “Lavoro allucinato”, avrebbe detto Marx oggi.
    Ma la cosa veramente interessante però è che su questa contrapposizione se ne intreccia una seconda più fondamentale, quella dettata dalle forze della geopolitica (e su questo condivido molto il tuo approccio), che addirittura “gioca” con la prima, sfrutta cioè per i propri fini la lotta di interessi interna alle società. Marx è stato risvegliato per una ragione geopolitica ben precisa, addirittura andrebbe indagata l’ipotesi che siano state prodotte forme di provocazione “interclassista” funzionali a logiche di contrapposizione fra potenze globali.
    E perchè avviene questo gioco? Per una ragione molto semplice, capitale e lavoro saranno pure in contrapposizione, ma prima ancora sono complementari l’uno con l’altro (anzi è proprio dalla complementarietà che origina la contrapposizione…). Ma sfruttarne la complementarietà vuol dire garantire lo sviluppo economico, dare ricchezza, “crescita”, e magari diventare una potenza economica… e allora spezzare questa complementarietà è la strategia più impattante se si vuole disgregare la forza economica di una regione. Rispetto al caso asiatico gli strumenti usati dagli americani sono diversi, più sofisticati (in Europa il “populismo”, una raffinatezza neanche lontanamente immaginabile nel ’97), ma il bersaglio è sempre il ventre molle, ovvero il sistema monetario, ovviamente con il fine ultimo di sconfiggere economicamente l’avversario… Sarà un caso che Cina e Russia mantengono così sottotono il loro sistema finanziario? Secondo me no, perchè sanno che sarebbe solo un modo per esporre il ventre al nemico. Le Tigri asiatiche non ebbero la stessa accortezza, ed anche la stessa Russia allora allo sbando evidentemente fece qualche scelta sbagliata…

  18. Spock il said:

    Per proseguire l’opera di Mario Monti era sufficiente eseguire alla lettera gli ordini provenienti da Bruxelles.

  19. Caro Federico, commentando qualche giorno fa su un blog di sovranisti costituzionali , ho espresso una mia tesi che combacia con la tua, anzi la mia è ancora se possibile più pessimista perché io vedo lo smembramento totale
    dell’ EUROPA.
    Riporto qui sul tuo blog quello che penso , precisando che ne ho dato uno svolgimento sciamanico-aruspico, da non prendersi eccessivamente sul serio.
    Le tesi da me contestate erano due
    1) Non si va verso una rottura della eurozona perché nessuno ha interesse a varcare il punto di rottura: non l’Italia, il cui sistema bancario sarebbe travolto col rischio che debba essere nazionalizzato, ma nemmeno la Germania che ha interesse a mantenere l’euro. Quindi si andrà verso una correzione degli squilibri più macroscopici e la trasformazione della eurozona nella direzione di una politica più espansiva sostenuta dalla BCE, con passi verso un maggior coordinamento fiscale.
    2) Si va verso un super stato federale.( tesi di Marco Mori di Casa Pound)
    Quello che io contestavo lo riporto qui sotto scusandomi di queste sovrapposizioni di blog.

    “”Io credo che vi sbagliate entrambi . Quello dove stiamo correndo a velocità sempre maggiore è lo smembramento dell’Europa. Non Leuropa , ma l’ EUROPA.
    La disgregazione dell’Europa è iniziata ,come alcune volte ho commentato su questo blog ,con la rottura dell’unità religiosa, proseguita dalla rottura economica, dei nostri anni, e in un futuro molto breve, dalla rottura della Europa politica come organismo unico.
    Lo smembramento porterà i paesi del Sud, in prevalenza cattolici verso l’orbita americana, e i paesi del Nord , in prevalenza protestanti, verso l’orbita russa-cinese.
    Chi causerà questa frantumazione sarà la Germania. La Francia sarà tagliata in due parti(niente tettonica ,sto pensando a quello che successe durante la Rivoluzione Francese con le guerre della Vandea. Un vero e proprio popolicidio come lo chiamò il Babeuf ,visto che non era stato ancora coniato il termine .genocidio. Ma la cosa curiosa che ho scoperto da poco è che la riprendo da Wikipedia , per quel che vale, è questa;

    Il 21 febbraio 2007 venne presentata all’Assemblea nazionale francese, da un gruppo di deputati appartenenti all’UMP e al MPF, una proposta di legge per riconoscere il genocidio vandeano, basandosi sulla tesi di Secher.
    Nell’esposizione dei motivi di questa proposta viene spiegato che il tribunale internazionale di Norimberga definì il genocidio come la progettazione o la realizzazione parziale o totale, o la complicità nella progettazione o la realizzazione dello sterminio di un gruppo umano di una specifica etnia, razza o religione.».
    Destino che potrebbe toccare anche alla nostra Italia quello di dividersi in due parti,un Nord industrializzato che orbita attorno alla Russia-Cina con via della seta,e in Sud che orbita attorno agli Usa,con agganci con i paesi afro-arabici.
    Avremo quindi un Sud europeo pro NATO e un Nord europeo che seguirà il destino tedesco.
    Volendo si possono cogliere persino delle assonanze nominali facendo un confronto con i tempi della riforma protestante in Europa .
    In Italia il fautore di una riforma della UE senza sfasciare il libero mercato è Savona…..(rola) . Chi pigia l’acceleratore sulla rottura con Roma è Schulz Martin …(Lutero) Vedi anche la polemica di oggi sul nostro governo.
    Nella riforma protestante il primo che fece la Brexit religiosa fu Carlo VIII per questioni di donne (Anna Bolena-vs Caterina legittima moglie).Oggi il Principe…. Carlo, che per una questione di donne (Camilla-vs Diana) scatenò un putiferio mediatico si appresta a regnare al posto di Elisabetta.
    Quando avverrà lo smembramento dell’Europa ?
    Lutero ha affisso le tesi a Wittenberg nel il 31/10/1517 data che assomiglia molto al 31/10/2019 . Ricordiamo che a maggio del 2019 ci saranno le votazioni europee. Lutero si scagliò verso Roma che voleva una politica di espansione economica con la vendita delle indulgenze, mentre Lutero era per l’austerità economica e religiosa.
    IL braccio di ferro fra L’Italia e la Germania di quei tempi fu un bel CRAK religioso dell’Europa , a ancora oggi esistente.
    Tornando ai tempi attuali ,quando avverrà che la Germania affiggerà le sue tesi che smembreranno l’Europa ? Molto presto . E quale sarà il motivo scatenante ? La crisi delle due banche tedesche Deutscher Bank e Commerzbank due buchi neri piene di derivati che come pronostica Mazzalai in Icebergfinanza del 13/9/2018 “Ieri ho scritto che dieci anni dopo l’anniversario del fallimento della Lheman Brothers ora è la volta delle due banche tedesche che però non verranno fatte fallire ma saranno nazionalizzate. I dati di bilancio parlano chiaro e anche i modelli economici si muovono in quella direzione.”
    Questo sarà il liberi tutti. Da quel evento sarà inevitabile la nazionalizzazione delle banche dei paesi aderenti alla UE.
    Questo poi porterà allo smembramento degli Stati europei, che continueranno ad esistere, ma ognuno orbiterà verso Soli diversi.
    Tieni presente che già da oggi la Germania orbita attorno alla Russia di Putin ,con gli accordi commerciali del gazprom il e si avvicinerà ancora di più con il gasdotto Nord Stream 2 che fornirà la Germania evitando di passare per i Paesi Baltici. Il progetto consiste nella costruzione di due gasdotti paralleli che correranno per 1200 chilometri sul fondale del Mar Baltico, accanto a quelli già esistenti, collegando direttamente la stazione di pompaggio di Ust-Luga in Russia, con il terminal di Greifswald in Germania.
    Domanda ? Ma ti sembra che a queste condizioni la Germania può avere paura di perdere i vantaggi che ancora per poco tempo le vengono dall’euro ?
    I Paesi Baltici che non ricaveranno nessun vantaggio dal gazprom 2 ,orbiteranno verso il, Sole cinese o americano
    Così la vedo io, al netto dei paralleli storici fatti sopra alla maniera di un Nostradamus.
    Come vedi è uno scontro fra grandi élite nel quale non c’è spazio per movimenti popolari dal basso, almeno per moltissimi decenni, forse secoli . Tieni presente che al disfacimento della sinistra popolare dal basso come di quella storica non corrisponde la fondazione di una nuova sinistra , ad esempio come fu quando le social democrazie furono soppiantate dalla critica dei comunisti che erano per un cambio di passo politico. Oggi quando si smottano i partiti di sinistra il popolo , piaccia o no, va verso il M5S, Lega, Verdi che sono come giustamente tu fai notare , tutti di stampo liberista e dunque antipopolari per definizione.””

    Detto questo ,caro Federico, è doveroso specificare che di queste mie idee sono debitore a te, e ai commentatori del tuo blog.
    Buona Vita

    • brughen il said:

      pur auspicando che non si avveri, condivido questa lettura, peraltro collegabile alla tesi di Dezzani che vede il paese diviso in due con il sud in orbita anglo-americana, del resto questo governo porta già questa divisione: sud 5s, nord lega. Riuscirà Salvini a sfondare anche al Sud? Pare ci stia provando: è un tentativo serio o solo simulato? Col suo passato sembra davvero difficile che possa spopolare in meridione, tanto più che le concessioni sul reddito di cittadinanza non faranno che rafforzare i 5s. Anzi si potrebbe pensare che Salvini sia stato “scelto” proprio per la sua congenita impossibilità di prendere (troppi) voti al sud. Infine, se si andasse a chiedere a quelli del nord di abbandonare l’Italia per andare verso la germania, risponderebbero di SI in massa, tanto più i leghisti….
      unico limite di questa visione è che dà per scontata la fine del dominio degli anglo-americani, con questi ultimi che si danno già per sconfitti e stanno organizzando la “ritirata”, rinunciando al dominio globale e accontentandosi di alcune aree di influenza: possibile?

  20. Cinà il said:

    Ma se le “potenze del mare” volessero sconvolgere i piani economici della Ue basterebbe piazzare, usando i loro collaudati sistemi, qualche politico utile in Germania e in Francia eliminando dalla scena la ormai stanca Merkel, Macron è talmente attapirato che andrebbe bene per qualsiasi progetto.
    Se ottenessero : “La politica angloamericana non è infatti soltanto anti-tedesca (…) ma anti-continentale nell’accezione più ampia possibile: l’intera regione deve essere destabilizzata il più possibile, così da minarne le fondamenta economiche e ritardarne l’inevitabile convergenza verso Russia e Cina”, questa destabilizzazione non renderebbero, paradossalmente, più facile l’inserimento di Russia e Cina in aree abituate ad elevati standard di benessere e precipitate in una crisi sconvolgente? Avrebbero gioco facile a sostituire e ad “aggiustare” ciò che è stato rotto dall’impeto anglo-americano. Mentre adesso faticano parecchio ad entrare in un blocco, tutto sommato, assai fedele alle “potenze del mare”, basti guardare la perizia con cui si applicano le sanzioni alla Russia e il sostanziale ossequio a tutte le direttive che provengono dalle centrali anglofile. Quale sarebbe il loro reale vantaggio?

    • Gianni Barbato il said:

      Caro brughen , anche io sono convinto che gli anglo- americani non sono affatto sconfitti,soprattutto l’America. Come dice il proverbio?
      Non vendere le penne dell’Aquila prima di averla uccisa.

  21. Hero of Sky il said:

    Nel suo ultimo tweet, Federico, ha scritto che il capo dello Stato sarà l’ultimo argine al peggio. Ora, io credo, immagino e spero che con quel capo dello Stato lei non si riferisca all’orribile atlantista ed europeista Mattarella, su cui ha speso parole di fuoco, oltre che essere stato con la sua legge elettorale uno dei diretti artefici del declino della nostra democrazia, ma alla figura del presidente di un’Italia presidenziale che verrà, tra non molto… Ora io gentilmente le chiedo di dissipare i miei dubbi, dicendomi che è effettivamente così. So che può sembrare stupido, ma il fatto è che io sono convinto della sua buona fede, che la spinge attraverso i suoi articoli, a diffondere le sue idee sui piani dell’elite globalista. In questo il suo contributo , checché ne dicano i suoi detrattori, è decisivo e fondamentale. Quindi la esorto a dissipare il mio dubbio. Non voglio nemmeno prendere in considerazione l’idea che lei, mi perdoni per aver scritto questo, non sia in buona fede, come Bagnai che ha tradito la lotta. Auspico una sua risposta, è importante per me…

    • efremsdv il said:

      Non conta tanto l’uomo, ma l’istituzione, cioè il Quirinale. Si può dire di tutto, ma qualcosa è successo con il veto a Savona. Salvo pensare che non sia stata tutta una messinscena…

  22. Riccardo il said:

    Si può dire tutto ed il contrario di tutto, il problema è che se fino a 12 mesi fa tutto era prevedibile e scritto, ora viviamo nell’incertezza previsionistica.
    Mesi fa su questo sito si scriveva quanto Macron fosse pronto a tendere la mano a Conte ed a lavorare insieme; oggi la Francia è uno dei nostri principali “nemici” politici e non sta facendo nulla per tenerci dalla loro parte e da quella degli angloamericani, aggiungo inoltre quanto Salvini invece ben veda un legame con Mosca pur non disdegnando Trump.
    Ok, si dirà che il “main plan”(la politica internazionale) è una cosa, mentre scannarsi sulla gestione dei migranti sia la banale lotta di quartierino (la politica nazionale), tema sulla quale ai politici nazionali è lasciato margine di manovra rispetto invece al ben più incardinato “piano globale”.
    Quello che voglio dire è che si fa sempre presto a dire che i Governi faranno questo o quello per volere di Tizio o Caio, ma alla fine la cosa positiva di questa italica epoca folle è che non avendo più i politici della prima o seconda repubblica a governarci, bensì questi simpatici e naif rappresentanti, non si tiene mai conto della loro imprevedibilità.
    Abbiamo consegnato le chiavi del nostro futuro a Trump, Salvini e Di Maio..fatevene una ragione: per quanto manipolabili, come tutti i predecessori, è quanto di meglio ci potesse accadere perchè la loro sfrontatezza mixata ad imprevedibilità può rovesciare qualsiasi tavolo imbandito 5 minuti prima; ce li vedete nel portare avanti un piano pluriennale stabilito da altri? Oltretutto non si tiene conto di quanto i 5S oggi, con la perdita di Casaleggio, siano una vettura con l’acceleratore bloccato e senza pilota.
    La follia entusiasmante di chi ci governa rischia di essere il nostro miglior ed inaspettato jolly.

    Nessuno si è ancora reso conto che per quanto la giacchetta dell’Italia venga tirata da angloamericani o dagli euroasiatici, nessuno sa cosa abbiano in mente i nostri governanti (anche perchè probabilmente neanche questi ultimi lo hanno ancora capito).
    Mettiamoci seduti e godiamoci lo spettacolo, perchè mai come ora la storia è tutta da scrivere e non scarto a priori l’ipotesi che in caso di Italexit ed implosione dell’area euro non sarà proprio l’Italia, bruciando sul tempo la Germania, ad annettersi alleanza euro-asiatica, considerando anche i buoni rapporti con l’area Visegrad.

    • Massi Prad il said:

      Un governo italiano che abbia un minimo di indipendenza dalle potenze straniere e non sia prevedibile? L’ultimo è caduto il 25 luglio 1943.
      Avete mai sentito Matteo Salvini o Luigi Di Maio inveire contro Londra?
      Gridano ora contro Bruxelles, ora contro Parigi, ora contro Berlino… ma Londra è sacra e non perché sia in corso il negoziato per il “Brexit”.
      Davide Casaleggio è un cittadino britannico come sua madre e suo padre. E nella storia non tutti i cittadini britannici italiani si sono comportati come Guglielmo Marconi. Una buona parte di loro ha preso esempio da Giuseppe Mazzini.
      Il Movimento Cinque Stelle non è un partito politico: è una proprietà privata della Casaleggio Ltd. e Giuseppe Grillo proprio il 02 giugno 1992 era sul panfilo Britannia, a largo di Civitavecchia, insieme alla Bonino, a Draghi e a diversi altri personaggi noti. Fu pure intervistato con la telecamera solo apparentemente spenta, ma con il microfono acceso, dal giornalista Andrea Barbato e proprio da quell’operatore – Miran Hrovatin – che fu assassinato a Mogadiscio nel marzo 1994.

    • Riccardo il said:

      @MassiPrad

      Ok, magari ha ragione lei, ma io continuo a vedere due politici che si comportano, per fortuna nostra, come dei cavalli indomabili. Se l’intento dei giallo-verdi è la disgregazione dell’Europa che senso ha avuto la sparata di Di Maio in merito alla manina? Si cerca di disgregare l’Europa mettendo a rischio il Governo dall’interno? Stiamo parlando di eventi impronosticabili e lo stiamo facendo applicando le regole di un gioco che andavano bene fino al 2017, ma ora sono molto cambiate e molto fluide.
      E ancora: che senso ha strizzare l’occhio a Putin e a Visegrad invece di rifarsi alle politiche di crescita trumpiana se il fine ultimo è quello di anglo-americanizzarsi?

      Grillo era già votato alla causa nel 92? A me pare che durante i suoi spettacoli teatrali raccontasse molto bene quali fossero le storture del debito pubblico e della moneta-debito; piuttosto direi che ha smesso di parlarne a seguito dell’incontro con Casaleggio.

      Ripeto però che Casaleggio sr non c’è più e non è detto che Casaleggio jr abbia le solite capacità gestionali del padre, per quello dico che i 5S sono una scheggia impazzita.
      In questo blog il 6 Marzo si parlava di alleanza PD-5S come “colpo di grazia” eppure non c’è stato..dopo di che, in zona Cottarelli, si è detto (se non ricordo male) che si sarebbe tornati al voto e invece il Governo è nato.
      Quindi Dezzani non ci prende? Le analisi di Dezzani sono interessanti, altrimenti non sarei qui a leggerle eppure oggi nessuno riesce a capire cosa il dinamico duo abbia in mente e lo ribadisco: è la nostra più grande fortuna.

  23. Hero of Sky il said:

    I fatti, anche considerando un commento precedente mi sembra di Gianni Barbato, a mio parere sarà l’area latino mediterranea a passare nella sfera russa più, ma questo sarà oggetto di ampi scontri, la Germania. Il resto della Mitteleuropa più la Francia resterà nella sfera americana, e non il contrario come ipotizzato dal suddetto Gianni…

    • efremsdv il said:

      Una Francia nucleare e libera sul fronte est dall’influenza Usa (se vogliamo le basi in Germania funzionano anche come contenitore per la Francia), non la vedo più così schiacciata sulla politica atlantica e penso sarà in grado di crearsi una sua sfera tutta sua.

    • Gianni Barbato il said:

      Caro Hero of Sky ,non sono legato ad una tesi precostituita. Possibile che tu abbia ragione. Ma quello che io volevo mettere in evidenza è che l’ Europa sarà smembrata. Chi si ciberà dei suoi resti dal mio punto di vista,molto cinico se vuoi, è del tutto indifferente.
      L’Europa non ha scampo, non solo per gli errori e gli orrori politici commessi in passato ed odierni ,ma soprattutto perché è un continente ad alta densità di vecchi. Ecco una classifica in ordine decrescente
      Germania, Italia,Spagna Francia, Austria, Olanda Svezia , Finlandia, Portogallo, Grecia ,Polonia,Lussemburgo ,Regno Unito, Romania, Ungheria ,Slovacchia, Bulgaria,Lituania, Lettonia.
      Tutti Paesi di ultrasessantenni.
      Manca quindi la materia prima per combattere:sangue fresco e testosterone .
      Buona Vita

    • Massi Prad il said:

      Dividere la parte occidentale del continente europeo in base a categorie linguistiche o religiose non ha senso. Non nel 2018.
      Innanzi tutto si dimentica l’Europa centrale che in gran parte è entrata nell’OTAN/NATO e nella U.E. a partire dal 2004, che è più vicina alla Russia, quindi strategicamente ormai più importante per le ‘potenze del mare’.
      L’Europa neo-latina non coincide con quella mediterranea né tanto meno con quella cattolica (in riferimento a quanto scritto da Gianni Barbato).
      La stessa Germania è l’unico grande paese con due grandi confessioni cristiane, ma è e rimarrà uno stato unitario.
      In realtà la divisione di un’entità statale, che sia l’Italia del 2018 o il nuovo “sovrastato” Unione Europea, può avvenire durante o a seguito di un periodo bellico o quando una parte – quella tributaria di ricchezza verso l’altra – vuole staccarsi senza che l’altra si opponga con la forza (è il caso della pacifica scissione della Cecoslovacchia).
      Proprio nell’Unione Europea coesistono paesi, quali ad esempio l’Italia e la Germania, che non hanno più bisogno come un tempo uno dell’altro per ragioni economiche, commerciali, nonostante la Germania resti il primo ‘partner’ commerciale di quasi tutti i paesi europei, Italia compresa.
      I tedeschi non muoiono dalla voglia di coabitare con gli italiani e viceversa.
      Entrambi le nazioni soffrono, per motivi diversi, il dover sopportare questa coabitazione forzata, ampiamente sfruttata dalla propaganda di alcune forze politiche.
      Non hanno mai deciso né votato per stare insieme né tanto meno per avere la stessa moneta. Non hanno votato neanche per la Costituzione Europea (bocciata poi da francesi e olandesi) né per inserire alcune modifiche nelle rispettive costituzioni (entrambe fortemente condizionate, nel 1947 e nel 1948, dalla condizione di paese sconfitto, occupato e ridotto in macerie).
      Tedeschi e italiani, come tanti altri popoli europei, coabitano nella comune casa europea non per scelta, nonostante enormi sforzi d’integrazione negli ultimi quasi settanta anni.
      E la sede di questo condominio, costoso, poco efficiente, disorganizzato e caotico, è a Bruxelles perché lì è anche la sede dell’OTAN/NATO (dal 1966, prima era a Parigi).
      L’Unione Europea non sopravviverà all’OTAN/NATO come il COMECON non è sopravvissuto al Patto di Varsavia.
      Al momento l’OTAN, nonostante avrebbe potuto e dovuto sciogliersi nel 1991, non è per nulla in crisi, anzi è in continua espansione e sta costringendo la Russia a riarmarsi.
      L’OTAN è basata sul Patto Atlantico, solo giuridicamente difensivo, ma nei fatti offensivo.
      Se fosse stato storicamente un patto difensivo, stipulato quale reazione alla costituzione e organizzazione del Patto di Varsavia [la versione ufficiale della nostra storiografia per le masse] qualcuno dovrebbe riuscire a spiegare come potesse essere possibile reagire nel 1949 (Patto Atlantico, di Bruxelles e OTAN/NATO) a qualcosa che iniziò nel 1955 (il Patto di Varsavia).
      La U.E. serve all’OTAN/NATO. I paesi che intendono e presentano domanda di adesione all’Unione Europea normalmente prima devono entrare nell’OTAN. Tradotto: devono consentire alle forze armate statunitensi e britanniche di insediarsi stabilmente e definitivamente nel loro territorio. Con l’eccezione dei tre paesi entrati nel 1995 (Austria, Svezia e Finlandia) e l’Irlanda nel 1973.
      Indirettamente quindi il percorso di adesione e il definitivo ingresso nell’Unione Europea, con poche eccezioni, comporta l’ingresso di forze armate straniere in casa, cosa che normalmente non avviene al di fuori dei periodi bellici.
      Ora ad ottobre 2018 è il turno dell’Albania, del Montenegro e della Macedonia.
      L’Unione Europea e l’OTAN continuano ed espandersi e lo faranno finché i popoli di lingua inglese (the Five Eyes: UK, USA, Canada anglofono, Australia e Nuova Zelanda), le ‘potenze del mare’ avranno questa spinta militarmente e finanziariamente aggressiva.
      Crollerà tutto e molto velocemente quando l’impero anglofono imploderà.
      Nel frattempo italiani e tedeschi, ma pure tutti gli altri europei, non decideranno proprio nulla, a parte inutili, ridicole e costose piccolezze quali la lunghezza “standard” delle sardine o il tipo di plastica usato per le buste del supermercato.

  24. Stefano Petroncini il said:

    N€uro
    I suoi ultimi interventi su twitter ed anche l’ultimo scritto mi lasciano perplesso. Mi sembrava che, coerentemente con le sue convinzioni, valutasse negativamente sia l’euro (sistema di cambi fissi che provoca svalutazione interna) sia, comunque, il progetto degli Stati Uniti d’Europa, credo per la sua matrice liberista e mercantilista, e ponte USA/NATO usato per l’accerchiamento dell’Eurasia.
    Le tappe verso la dissoluzione dell’euro mi sembravano salutate con entusiasmo (Brexit, l’elezione di Trump inizialmente); gli stop (elezione Macron) negativamente.
    Nel corso degli anni, Il progetto Stati Uniti d’Europa, così come altri piani (euro a due velocità), non riuscivano a svilupparsi compiutamente e la politica del “più crisi, più Europa” (con l’aggiunta di “più immigrati”), sortiva effetti contrari. L’ascesa, cioè, dei partiti, cosiddetti, euroscettici populisti e sovranisti.
    Se lei scriveva così
    “…Come è ben visibile dai dati, l’Italia ha “smesso di vivere al di sopra dei propri mezzi”, uccidendo i consumi e l’import, ma il prezzo da pagare per salvaguardare il regime a cambi fissi dell’euro è altissimo. A distanza di quattro anni dall’adozione dell’austerità, il Paese è arrivato al carico di rottura: un grammo di austerità in più, qualche etto di recessione globale e l’intera Italia collassa, sotto il peso delle sofferenze bancarie e dal debito pubblico. Segue a ruota la dissoluzione dell’euro…”,
    la situazione italiana non era affatto brillante già nel 2015, e l’implosione dell’area euro era dietro l’angolo.
    Forse la volontà di dirigersi verso gli Stati Uniti d’Europa non c’è mai stata, ma hanno sempre prevalso, tra gli Stati Europei, gli interessi nazionali. A me sembra che non ci sia stato negli ultimi 5-6 anni alcun terreno fertile da coltivare in tal senso. Al massimo, come ho scritto, si è parlato di “moltiplicare” gli euro. (euro-nord, euro-sud, …). Il tentativo di Macron è arrivato, si, ma contemporaneamente ad un indebolimento politico di Merkel e con sentimenti antieuropesisti ancora più forti.
    Ma se l’elite “illuminata” tutto può, cosa ha impedito di progredire verso l’agognata meta? E non dico negli ultimi mesi, ma almeno tre, quattro, cinque anni indietro? Veramente possiamo pensare che l’eventuale reazione negativa, soprattutto dei popoli tedesco e francese, al limite dell’insurrezione, ha suggerito più miti consigli?
    “…Non è escludibile che François Hollande ed Angela Merkel sarebbero in privato più che felici di accordare il loro nulla osta agli Stati Uniti d’Europa, ma il rischio di un’esplosione della protesta, anche in forme così violente da rasentare la guerra civile, sarebbe concreto…” Stiamo parlando di almeno tre anni fa, e gli strumenti di persuasione non sarebbero mancati.

    Valutando gli eventi così come si sono svolti, Angela Merkel, designata guida verso gli USE, ha svolto bene il suo lavoro o no? (dal punto di vista delle elite). In fondo non ha tradito, sta tradendo, il mandato che gli è stato assegnato? Dal suo ultimo scritto sembra di si, visto che l’Unione Europa a trazione tedesca potrebbe non essere, e forse non lo è già da tempo, quel ponte utilizzato per accerchiare l’Eurasia, ma anzi potrebbe favorire una convergenza con l’Eurasia a scapito degli USA. E allora perché non abbandonare la Cancelliera prima al suo destino, come è stato fatto, ad esempio, con Renzi in Italia?
    Cambia così, ancora una volta, l’obiettivo finale: non più USE, non più Germanexit (come prefigurava a maggio 2018), ma rompere il giocattolo Unione Europea in più pezzi possibili. Ma quali USA provocherebbero tutto ciò: gli USA neocon o gli USA di Trump (ammesso e non concesso che esistano)? Oppure le due agende hanno finito per convergere? La prima (neocon) per scongiurare il rischio di convergenza , la seconda (Trumpiana) per disinnescare la politica mercantilista della Germania.
    E l’Italia sarà a provocare tutto ciò.
    Lei scrive “…La finanza internazionale completerà così l’agenda iniziata nel 2011 con Mario Monti…” Una conclusione che non mi convince, visto che con Mario Monti inizia il processo “più crisi (più immigrati) per più Europa” e qui stiamo per assistere all’implosione dell’Unione Europea. Che poi la finanza saprà trarre profitto anche dalle macerie, così come avrebbe tratto vantaggio dagli USE, è altro discorso, secondo me.
    Cosa sperare e cosa succederà?
    Sul cosa succederà non lo so, sul cosa sperare, mi sono sempre chiesto perché nel commentare l’esito delle elezioni in Germania, titolava, “…il tempo sta scadendo: no l’incidente di Angela Merkel non ci voleva…”, concludendo “…No, l’azzoppamento di Angie non ci voleva proprio…”
    L’avrò letto parecchie volte e non ci ho trovato dell’ironia in queste affermazioni, ma, diciamo così, timore. Sarò io che non ho capito l’autore, ma l’entusiasmo nel descrivere la Brexit, o i possibili scenari della vittoria di Marine Le Pen erano meno criptici.
    O forse evidenziava proprio la necessità di avere ancora una Merkel salda al governo.
    Per andare spediti verso gli USE? Per consentire all’Italia di continuare a galleggiare nella mediocrità ed austerità in quanto “carceriere” più buono (insieme a Draghi) rispetto ad altri scenari? Oppure perché un forte governo Merkel , tradendo l’agenda, avrebbe puntato più decisamente verso un’integrazione Euroasiatica che, forse Lei auspica, portandosi a traino il resto dei paesi Europei? Se quest’ultimo scenario più sembrare il più auspicabile rimarrebbero inalterati tutti i problemi legati alla costruzione dell’euro e dell’Unione Europea così com’è. La Germania, in Europa, la farebbe sempre da padrona.

    • Massi Prad il said:

      A maggio e giugno 2019 si svolgeranno le elezioni del Parlamento Europeo. Le prime senza i britannici, quindi con un ridotto numero di elettori e parlamentari.
      Probabilmente le elezioni saranno vinte da forze politiche non eurofile. Non è escluso che il prossimo Presidente della Commissione Europea possa essere un italiano, individuato quindi dall’attuale governo.
      L’Unione Europea continuerà ad esistere. Cambieranno alcune cose, ma non finirà finché esisterà l’OTAN/NATO alla quale è complementare e strumentale.

    • Gianni Barbato il said:

      Caro Stefano , ho letto da qualche parte che De Gaulle definiva
      l’Europa un cavallo tedesco montato da un fantino francese.
      A me oggi l’Europa sembra un ciuco tedesco , montato da una scimmia francese.

    • Gianni Barbato il said:

      Caro Stefano il tuo commento dimostra che hai buona memoria . Da parte mia riformulo così la tua chiusa finale : La Germania, in Europa la farà sempre da padrona?

      p.s . Ti stavo rispondendo qualche minuto fa, ma mi è partito il tasto di invio per distrazione, ed è finito dopo il commento qui sotto
      a Massi Prad

  25. Keith Richards il said:

    In Italia attualmente i partiti politici dichiaratamente pro Euro sono Forza Italia 5/7% e il PD 15/17%.
    Questo e’ il risultato di governi che hanno ubbidito supinamente ai voleri criminali di Bruxelles.
    Da Mario Monti a Renzi il debito pubblico e’ aumentato di 300 miliardi mentre lo spread e’ sceso a 150.
    E ora sarebbero Salvini e Di Maio con una manovra leggermente in deficit a provocare l’apocalisse?
    Cosa dovrebbero fare? Continuare a far aumentare il debito pubblico come i governi precedenti con politiche deliberatamente recessive ma con lo spread felicemente a 150?
    Allora chi vuole la distruzione della nostra nazione Salvini/Di Maio o Bruxelles?
    La Grecia del traditore Tsipras ha eseguito gli ordini..vi piace il risultato?

    • Osservatore Internazionale il said:

      Come negli USA, anche in Italia, vi è uno scontro in atto fra globalisti e sovranisti.

      Pd e FI si mostrano oggi per ciò che sono sempre stati: due facce della stessa medaglia, coniata dal blocco di potere atlantico pro-global ( allego interessante confronto serio macroeconomico fra Germania e Italia https://www.theglobalist.com/italy-germany-eurozone-reforms-economy/ ). Ovviamente Lega e M5s sono schierati dalla parte opposta e legati a doppio filo alla fazione Trump/Bannon.

      P.s. OT – Anche il blog di Blondet, come Dezzani nell’ultimo periodo, ha iniziato a chiudere i commenti ai thread, adducendo più o meno le stesse ragioni:” I commentatori, generalmente, non apportano alcun contributo e scrivono solo idiozie”.

      Così parlò il grande vecchio. Amen ! :-)))

      • Federico Dezzani il said:

        I commenti si chiudono automaticamente dopo 7 giorni, quando l’articolo è stato ampiamente letto e commentato. La dialettica sovranisti-globalisti è stata inventata da Goldman Sachs.

    • Gianni Barbato il said:

      Caro Federico,ignoravo che la dialettica sovranisti-globalisti è stata inventata da Goldman Sachs. Forse ci guadagna qualcosa ?
      GOLD(oro)-MAN(uomo) SACKS(sacchi) , ossia un uomo con sacchi colmi di oro. Nomen omen.

  26. andrea z. il said:

    Più che una crisi europea devastante mi sembra che agli Stati Uniti convenga una moderata destabilizzazione ottenuta con le immigrazioni, la nascita di partiti sovranisti che si oppongano a quelli europeisti o globalisti, come un tempo destra e sinistra.
    Forse prima di Trump abbiamo avuto una serie di presidenti perfettamente allineati allo “Stato Profondo” che vedevano nella Germania uno Stato sconfitto e subordinato, ideale per stare al vertice della piramide europea.
    L’elezione di questo nuovo presidente, esponente di una fazione diversa dell’establishment USA con una visione diversa dei rapporti con il vecchio continente, potrebbe aver creato conflitti e confusione anche all’interno dell’élite europea che presenterebbe le stesse divisioni di quella imperiale.

  27. Mansfra il said:

    E’ interessante notare che, parallelamente a scardinare la UE ed a mettere in difficoltà la Germania rea di essersi avvicinata troppo all’asse euro-asiatico, gli anglo-americani stanno intensificando il controllo militare sul vecchio continente. Alcuni mesi fa hanno indotto, chissà sotto quali pressioni, Grecia e Macedonia a trovare un compromesso sul nome di quest’ultima. Quella che sembrerebbe una questione marginale è invece assai importante, verrà così meno il veto greco all’ingresso della rinominata Macedonia Settentrionale nella NATO, completando l’accerchiamento della Serbia filo-russa. Il nuovo nome sarebbe poi dovuto essere approvato dai macedoni con un referendum svoltosi il 30 settembre, che è stato snobbato dagli elettori, l’affluenza è stata del 37%, rendendolo quindi invalido. Naturalmente le elites tengono scarsamente conto della sovranità popolare, ed il 19 ottobre il parlamento macedone ha approvato il cambio del nome con la prevista maggioranza costituzionale dei 2/3, 80 voti su 120, il minimo richiesto! Sarebbe bastata una sola defezione ed il tutto si sarebbe arenato. Pazienza la prossima volta saremo più fortunati.

  28. Se crisi è, passiamo direttamente dall’Euro al Dollaro USA Dezzani… senza se e senza ma…

  29. Un altro bell’articolo, complimenti. Apprezzo molto le tue osservazioni, e non vedo l’ora di comprare la versione cartacea del tuo Terra contro Mare. A ogni modo, non mi trovi d’accordo su un punto in particolare, ossia sul ruolo della Cina. Secondo me, non sono tutte rose e fiori. La Nuova Via della Seta rappresenta una ghiotta e imperdibile occasione per noi, ma non credi che possa trasformarsi in un Piano Marhall made in China? Il rischio cioè di diventare una colonia cinese e d’incentivare una feroce delocalizzazione nel fu Celeste Impero è alto. Emblematici i casi di Gibuti e Sri Lanka, per esempio, già indebitati con il Dragone. Certo, tra l’Impero a stelle e strisce e quello di Mezzo c’è un enorme differenza strutturale, ma da questo punto di vista il dolce abbraccio cinese può essere tanto mortifero quanto il rudo muscolo degli americani sempre in bella mostra. I nostri scaffali sono già pieni di prodotti cinesi scadenti e dozzinali. Le nostre industrie languiscono anche sotto il giogo cinese. Conviene davvero gettarsi tra le braccia della Cina?

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