Terra contro Mare: dalla rivoluzione inglese a quella russa

Cari lettori,

durante gli ultimi dodici mesi, come avrete notato, il blog è proceduto a singhiozzo: per un buon motivo. L’inasprirsi dei rapporti tra il blocco atlantico e la Russia, un muro contro muro fatto di sanzioni, provocazioni militari e propoganda, ci convinse a ricostruire l’ultima volta che le potenze occidentali avevano messo “in quarantena” la Russia, arrestando il suo decollo industriale ed interrompendo le grandi ferrovie euroasiatiche che, a inizio Novecento, già viaggivano da Pechino a Berlino:  volevamo, insomma, ricostruire la Rivoluzione russa del 1917, raccontando le gesta di Parvus, Trotsky, Lenin, etc.

Il lavoro è ben presto evoluto in qualcosa di più grande: la narrazione della scontro tra Terra e Mare a partire dal suo debutto nella storia moderna, portando così le lancette del tempo indietro sino alla Rivoluzione inglese. Ne è emerso un lavoro di geopolitica che copre tre secoli e mezzo.

Al momento, “Terra contro Mare: dalla rivoluzione inglese a quella russa” è disponibile solo in versione ebook. Entro la fine di ottobre, dovrebbe essere pronta anche la versione cartacea.

 

Buona lettura!

 

 

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27 commenti su “Terra contro Mare: dalla rivoluzione inglese a quella russa

  1. Mihai Podeanu il said:

    On attendant hard copy. Incuriosisce.
    Grazie anticipate e cordiali saluti.

     
  2. Hero of Sky il said:

    Per leggere l’opera di Federico (un titolo alternativo poteva essere quello di un capitolo, Leviatano contro Behemot, e allora sorge spontaneo di domandarsi chi è lo Ziz) aspetterò con estremo piacere il rilascio dell’edizione cartacea. Opera che va da Francis Drake agli U-Boot e che ne sono certo, lo dico con estrema sincerità, gli farà raggiungere l’eterno…

     
    • Federico Dezzani il said:

      Grazie. Spero solo che non mi faccia raggiungere l’eterno troppo presto! 🙂

       
  3. Mansfra il said:

    Aspetto con ansia che esca il cartaceo, sono un po’ all’antica e non sarei in grado di leggere un testo tanto lungo su PC, non vivendo in Italia spero sarà disponibile su Amazon. Finora il miglior testo che abbia mai letto sui rapporti inevitabilmente conflittuali tra l’Inghilterra, potenza talassocratica, e le potenze continentali per evitare che essi formino un blocco compatto è stato scritto nel 1937 (!) da Carlo Scarfoglio e si intitola “L’Inghilterra e il Continente”, un po’ datato ma di cui raccomando a tutti la lettura.

     
  4. gengiss il said:

    I Tedeschi (o gli Inglesi) possono aver aiutato Lenin con l’intento appunto di creare caos in Russia, ma non credo prevedendo che la rivoluzione avrebbe avuto successo permanente. Sarebbe stata una forma di autolesionismo creare volontariamente
    il più vasto e potente Stato comunista del mondo, che con la sua sola presenza ha tolto il sonno alla classe capitalista per quasi un secolo… oltre ad aver praticamente posto fine al colonialismo (fratello gemello del capitalismo) …

     
    • Sì, credo che l’interpretazione corretta sia che, prevedendo l’ascesa del comunismo, o intuendola o monitorandola, abbiano cercato di “opzionare” la versione del comunismo quantomeno per colpire la Russia sul versante religioso (altro cruccio degli europei), tant’è vero che la Russia contemporanea (quella di Putin) si trova in un doppio dilemma, in parte frutto della storia in parte creato ad hoc: dover ripudiare la storia comunista (quella della Russia-Urss dal 1917 al 1991) perché, perorando il ritorno dell’ortodossia (la Chiesa ortodossa) in Russia giocoforza deve opporsi alla storia comunista (ad esempio è noto che Putin ha commemorato i fatti del 1917 respingendo la rivoluzione voluta da Lenin), che però – ricordiamolo – ha coinvolto il popolo russo-sovietico almeno fino alla resistenza al nazi-fascismo, dunque deve ritornare a pensare la nazione precedentemente al 1917, al tempo cioè del primo impero russo pre-sovietico (la forma statale-imperiale che riavvicinerebbe la nazione russa attuale all’equilibrio precedente alla Rivoluzione comunista), dunque per cercare di recuperare un universalismo geo-politico che le permetta di pensare ai propri rapporti con le nazioni confinanti (sia quelle est-europee che quelle centro-asiatiche) secondo uno schema pan-russo ma pre-sovietico, la questione della Chiesa ortodossa russa, invece, pone nuovamente con forza la possibilità di un’egemonia della Russia dal punto di vista religioso, forse perorato dalla Chiesa ma irrealistico, perché credo sia ampiamente assodato dal mondo geo-politico che non è la Chiesa di Mosca a detenere la primazia dal punto di vista dottrinale-geostrategico potremmo dire (la questione petrina, oltre quella dell’ortodossia). Per questo è più che probabile che a Putin, come alla Russia, convenga “riagganciarsi” ad un progetto neo-imperiale – in termini geo-politici e geo-strategici, essendo difficile che la Russia possa comunque fare “tutto da sola” e sfuggendo alla trappola di una guerra “uno contro tutti” della Russia neo-religiosa contro l’intero Occidente – aderendo al progetto cinese (la Belt and Road o il raggruppamento Brics o la Shanghai Cooperation Organization), che invece si richiama ad un progetto di nuovo universalismo geo-politico ma su basi non egemoniche bensì di cooperation win-win.

       
    • robbert67 il said:

      uno stato comunista, proprio come poi è avvenuto, era funzionale alla esclusione della russia nella competizione economica. Verso la seconda metà dell’ottocento le elite avevano intuito le enormi potenzialità della Russia sia in funzione delle materie prime disponibili (incluso il prezioso petrolio) sia in funzione di una probabile riorganizzazione della forza lavoro che se fosse passata da un sistema quasi unicamente agricolo e ancora retrogrado ad uno industriale, avrebbe potuto determinare una concorrenza ben poco gradita. ecco che alla fine la creazione del grande impero comunista sovietico assume una sfaccettatura completamente diversa.
      peraltro occorre tenere presente che all’indomani della rivoluzione i banchieri ebraici che l’avevano finanziata si presentarono subito all’incasso ottenendo enormi ritorni economici a livello personale. dallo sfruttamento dei giacimenti di Baku (Standard Oil) alla fondamentale gestione della Banca centrale Russa…..
      Che poi con l’avvento di Stalin la situazione sia in parte sfuggita di mano….(il loro uomo era Trotzki).
      Infine il passaggio comunista aveva l’obiettivo di scardinare nelle fondamenta il popolo il suo pensiero la sua morale la sua educazione.
      Obiettivo quest’ultimo raggiunto solo in parte visto i risultati raggiunti da Putin in circa 20 anni….

       
  5. Ciao Federico, nel testo affronti la questione della “sionistizzazione” del comunismo primigenio (l’immissione cioè di un forti caratteristiche a(anti)-religiose, frutto della creazione in laboratorio da parte di logge massoniche che poi sostennero allo stesso modo l’ascesa del fasci-nazismo?
    Vorresti per caso indicazioni sui possibili interventi da parte di divinità circa la questione nazismo vs. comunismo? Ciao

     
  6. robbert67 il said:

    attendo la copia cartacea. sono legato alla sensazione delle pagine che scorrono tra le dita durante la lettura…..

     
  7. Osservatore Internazionale il said:

    Comprerò il suo libro Dezzani, tuttavia mi consenta una piccola critica, vista la mia lunga esperienza nel settore comunicazione:” Chiudere il suo Blog ai post e ai commenti, rendendolo inattivo per tre o quattro mesi è davvero da ingenuotti, mi passi il termine”.

    Quando un Blog è attivo e dinamico, com’era il suo, almeno fino al penultimo samizdat del 25 maggio 2018, lo “lasci lavorare”, lo tenga attivo. Voglio dire…non ha tempo di scrivere per mille motivi ? Ok, non importa ma lasci attivi i commenti, in quanto essi stessi da soli mantengono i lettori incollati al Blog e quando lei dopo mesi esce con il nuovo libro, avrà mantenuto almeno il 90% dei lettori sul pezzo. Tutti lettori che acquisteranno il suo libro.

    Complimenti per il lavoro svolto. Ho letto la prefazione. Eccellente !

    Con stima e simpatia
    O.I.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Non lo so: mi sono già accorto che, se mi assento una settimana, i commenti del blog degenerano. Ci penso.

       
  8. Paolo il said:

    Sig. Dezzani buongiorno
    È possibile avere la versione e-reader direttamente da applestore senza passare da kobo come per le precedenti edizioni?
    Rimango in attesa di un suo cortese riscontro.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Le consiglio di aspettare qualche giorno ancora: i tempi di caricamento dei nuovi ebook cambiano da Amazon, Kobo, Apple, etc.

       
  9. Enea il said:

    Mai come in questo momento
    Il potere manda in avanscoperta le sue truppe.
    Mai come ora il “sistema” sì espone all’ analisi.
    Occhi per vedere
    Cuori per sentire
    La lunga mano mostra i suoi artigli…
    Resisti Italia
    L attacco al popolo italiano e concentrici…e il momento di lottare.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Ma questa poesia a chi la dedichi? Casalino? Sbagli buca delle lettere.

       
  10. Hero of Sky il said:

    Volevo chiedere a Federico se nel libro, il cui corpo si concentra sugli eventi dell’Ottocento e della Grande Guerra, fossero citate le guerre dell’oppio e la rivolta dei Boxer

     
  11. Azimut il said:

    Un ottimo Prof. Zingales ( non quello conosciuto…un altro molto bravo…) scriveva nel 2010:

    “Diceva Holderlin “..l’uomo da servo dell’Essere è divenuto padrone dell’ente, da angelo si è fatto mercante..è giunta mezzanotte, l’ora dell’ombra più lunga, l’ora in cui l’uomo obliatosi oblia l’oblio”. Vivremo momenti veramente difficili nei prossimi anni: oscurata con colpevole scienza e con pervicace lavoro la luce della Fede, i popoli saranno
    sempre più spaventati, confusi, agitati. Eventi drammatici (naturali,politici, bellici ed economici) si susseguiranno in modo sempre più rapido, pietrificando nella paura, nella disperazione e nelle bestemmie le moltitudini ingannate dal pifferaio magico. L’economia virtuale e finanziaria è semplicemente un mattone dell’imponente
    edificio innalzato dall’uomo in un luciferino desiderio di ribellione: la moderna torre di Babele, costruita con la squadra ed il compasso da muratori sotto l’ordine diretto del pervertitore”.

    Non si sbagliava poi di molto http://economiaincrisi.blogspot.com/

     
  12. Hero of Sky il said:

    Ho letto i suoi ultimi tweet, Federico, e mi permetta di esprimerle il suo punto di vista. Secondo me con la prossima recessione la prima a dichiarare bancarotta sarebbe proprio l’America, le cui condizioni, tanto quelle economiche quanto soprattutto quelle sociali, sono già molto fragili. Questo potrebbe portare alla riesplosione di tensioni sociali e rivolte e forse allo scoppio di una nuova guerra civile. In pratica imploderebbe da sola…

     
  13. Dopo l’ ottimo lavoro dedicato alla Merkel aspetto che anche questa tua ultima fatica arrivi sul book store di Apple, speriamo si diano una mossa a renderlo disponibile.

     
  14. Il Gommista il said:

    …o Mare contro Terra? …l’esempio più lampante è l’Inghilterra …la domanda quindi sorge spontanea in questo periodo di dibattito su Prodotto Interno Lordo, Debito, spread, ecc. ma se l’Inghilterra ormai materialmente non produce più nulla… come “creano dal nulla” il loro PIL..??

     

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