La liberazione di Deir Ezzor e la rabbiosa impotenza degli Stati Uniti

Dopo tre anni di assedio, martedì 5 settembre, le truppe governative siriane hanno rotto l’assedio dell’ISIS attorno alla città di Deir Ezzor, ricongiungendosi con la resistenza militare e la popolazione civile. La vittoria non ha soltanto un forte significato simbolico, ma anche un’evidente valenza strategica: con la liberazione di Deir Ezzor, Damasco e Mosca superano di slancio gli angloamericani nella corsa per il controllo dell’est della Siria, dove si fa sempre più precaria la posizione dei ribelli sostenuti da Washington. Fallito il tentativo di “riagganciarla” al blocco occidentale, la Russia sta emergendo come il nuovo dominus del Medio Oriente: il rinnovo delle sanzioni economiche e le rappresaglie diplomatiche testimoniano l’impotenza degli Stati Uniti, relegati ai margini dei nuovi assetti regionali.

Sfumati anche gli ultimi disegni separatistici

Non c’è alcun dubbio che nei piani degli strateghi angloamericani la città di Deir Ezzor abbia sempre rivestito un ruolo di primo piano: bagnata dal fiume Eufrate, nodo stradale cruciale tra Siria ed Iraq, ricca di idrocarburi, questo centro urbano, che contava 200.000 abitanti prima della guerra, avrebbe dovuto costituire una delle colonne portanti del “Califfato”, la cui nascita è sempre l’inconfessabile priorità nelle cancellerie occidentali. Un’entità politica, di matrice sunnita ed estremista, collocata nel cuore del Medio Oriente, affiancata da un Kurdistan ritagliato anch’esso tra Siria, Iraq e Turchia: due nuovi corpi politici, studiati per impedire all’Iran di proiettarsi fino al Mediterraneo e garantire la supremazia angloamericana in una regione balcanizzata.

Sull’asse Raqqa-Ramadi, la città di Deir Ezzor è sempre mancata all’appello, anche quando sembrava (2014-2015) che il Califfato fosse ormai una realtà acquisita: all’avanzare dell’ISIS, la guarnigione locale si asserraglia in città ed avvia una strenua resistenza contro gli assedianti. Di fronte alla tenacia di quest’enclave governativa, nel settembre 2016 la coalizione a guida americana lancia “per errore” una serie di raid aerei: muoiono 62 soldati dell’Esercito Arabo Siriano ed un centinaio rimangono feriti, suscitando le ire di Mosca e Damasco1. L’immediata offensiva dell’ISIS fallisce però l’impresa di scardinare le difese e quando, nel gennaio successivo, i miliziani conquisteranno infine l’aeroporto della città, i russi ricorreranno ad un ponte aereo per garantire il rifornimento degli assediati2. È sempre dall’aria, dimensione in cui sinora gli angloamericani hanno sempre avuto un’indiscussa supremazia, che il 5 settembre è arrivata la svolta decisiva: i missili Kalibr, partita dalla nave da guerra russa “Ammiraglio Essen”, attraversano i cieli della Siria per piombare sugli ultimi bastioni dell’ISIS, consentendo ai parà dell’ormai famigerato generale Zahr Eddine di rompere definitivamente l’assedio3 (nel corso delle operazioni perdono la vita anche due “consulenti” russi4).

Grande è l’esultanza sugli organi di stampa di Damasco, ma il commento più significativo è certamente quello rilasciato dal presidente Vladimir Putin al vertice dei BRICS, che si svolge in contemporanea in Cina. Commentando gli ultimi sviluppi militari, Putin afferma5:

The situation in Syria is changing dramatically, and that is an obvious fact. I hope that our partners will follow through with their effort in Raqqa. And Deir ez-Zor is a strategic military stronghold for the entire radical opposition – radical in the worst sense of the word, the ISIS-affiliated opposition. As soon as the operation in Deir ez-Zor is finished, the terrorists will suffer a very serious defeat and the government forces will get an obvious advantage. Then the next step would be to foster the ceasefire and the de-escalation zones and to fully establish the political process,”

La liberazione di Deir Ezzor ha ripercussioni strategiche, tali da mutare il quadro generale in Siria: già, perché sventa i residui disegni separatistici coltivati dagli angloamericani. Fallito il tentativo di smembrare l’intera Siria, persa la città di Aleppo, sfuggita la presa su Palmira, l’obbiettivo minimo era quello di conservare nella sfera atlantica l’est del Paese, installandovi ribelli più o meno “moderati” ed impedendo la nascita del temutissimo corridoio Damasco-Baghdad-Teheran. La riconquista di Deir Ezzor da parte delle truppe governative compromette irreparabilmente gli ultimi piani di balcanizzazione e getta un’ombra anche sull’ultima testa di ponte angloamericana in Siria: quanto potranno resistere a Raqqa i curdi delle Syrian Democratic Forces, schiacciati tra una Turchia ostile e le truppe di Damasco che risalgono il fiume Eufrate?

Per il blocco atlantico si profila una sconfitta storica: incuneatosi nel cuore della Mesopotamia con la spedizione di Bush junior, allargatosi all’intero bacino mediterraneo con la rivoluzioni islamiste del 2011, lo schieramento occidentale sta vivendo uno spaventoso reflusso. Respinto in Siria, scaricato in Iraq, inviso in Turchia, sospettato in Egitto, mal digerito in Arabia Saudita. Ed ovunque retroceda l’americano, avanza il russo.

Di fronte alla prospettiva di una clamorosa disfatta (la cui portata, per attori coinvolti e territori interessati, supera la debacle in Vietnam), l’establishment atlantico è furente. Se il presidente Donald Trump fosse stato libero d’agire, si sarebbe tentato di riesumare la vecchia dottrina di Henry Kissinger: accomodamento con Mosca, rottura della triangolazione Russia-Cina-Iran, soluzione concordata in Siria. Ma l’oligarchia atlantica è troppo furente per scendere a patti con l’avversario che si credeva annichilito dopo l’implosione dell’URSS: si avanza così con sterili azioni militari (l’abbattimento del jet siriano dello scorso giugno) e rabbiose mosse diplomatiche. Il 28 luglio il Congresso americano approva con una schiacciante maggioranza l’inasprimento delle sanzioni economiche e finanziarie contro la Russia (e l’Iran): segue a ruota l’espulsione di 755 diplomatici statunitensi da parte del Cremlino e, come contromossa, la chiusura di alcune strutture diplomatiche russe sul suolo americano.

Lo strangolamento mediatico-diplomatico-economico fallisce però miseramente: troppo piccoli, ormai, gli Stati Uniti d’America rispetto “al resto”. Mosca incrementa il dialogo con i BRICS, digerisce la recessione causata dalle sanzioni, continua il suo sostegno al governo siriano, ottiene, dopo Aleppo e Palmira, la strategica vittoria di Deir Ezzor. Non paga, studia come rimettere discretamente un piede in Afghanistan, storico cimitero di eserciti che si è inghiottito Bush junior, Barack Hussein Obama e sta inghiottendo anche Donald Trump.

Mentre i tassi della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea rimangono schiacciati sullo zero, la società americana mostra preoccupanti segnali di sfaldamento ed i leader europei, sempre più discreditati, vagheggiano improbabili rilanci dell’integrazione europea: sull’intero Occidente grava oggi una cappa di rabbia, inquietudine ed strisciante angoscia. Si avvertono distintamente gli scricchiolii del prossimo crollo ed uno, più forte degli altri, si è alzato proprio ieri da Deir Ezzor, sulle rive del fiume Eufrate.

 

1http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Siria-Usa-RUssia-Isis-Terrorismo-9fe13939-42a6-48fd-a423-7de384385dfd.html

2https://www.youtube.com/watch?v=dy-XAZhoCV0

3https://www.youtube.com/watch?v=m6RXhbqoU1c

4https://sputniknews.com/middleeast/201709041057082549-russia-casualties-isis-syria-deir-ez-zor/

5https://www.rt.com/news/402028-russia-strike-isis-syria/

Vota!
Precedente Immigrazione e banlieue come armi di destabilizzazione Successivo “Movimento Arturo”: le truppe cammellate di George Soros in rete

50 thoughts on “La liberazione di Deir Ezzor e la rabbiosa impotenza degli Stati Uniti

  1. Calogero il said:

    una buona notizia; una boccata di aria pura in mezzo a miasmi dei merdia. Sursum corda.

     
  2. Willy Muenzenberg il said:

    Aleppo divenne la nuova Stalingrado. È come allora non passarono che 26 mesi all’ingresso di Roma a Berlino, così sarà con il crollo simultaneo tanto della ridicola comunità di cui De Gaulle non smise mai di pentirsi, che dei suoi ideatori. Gli imperi: o civilizzano, o crollano. ‘E’ difficile parlare con chi confonde Austria e Australia’.

     
    • luigiza il said:

      @Willy Muenzenberg
      ‘E’ difficile parlare con chi confonde Austria e Australia’.
      Sì, narrano che Vladimiro abbia detto questo che tu riporti, ma sono le implicazioni
      di tale mutato linguaggio nei confronti della dirigenza USA che contano.

      E sono queste che personalmente condivido:
      Citazione tratta da Putin: “È difficile parlare con chi confonde l’Austria con l’ Australia”
      Ma la vera storia è il cambiamento della retorica russa. Non verrà carpita dagli occidentali che da tempo hanno rinunciato a prendere seriamente ciò che dicono i politici e che sono abituati alle buffonate dei loro leader. Ma in una cultura in cui le parole contano (e che comprende tutta l’Asia) questo cambiamento di tono verrà immediatamente percepito per quel che è: l’equivalente di un medioevale schiaffo in faccia, un palese segno di disprezzo e di mancanza di rispetto.

      In pratica la Russia diverrà sempre più assertiva per poi, quando le condizioni diverranno a Lei favorevoli, passare all’azione.
      In Siria ha agito di rimessa, in Europa non sarà così.

       
      • Attenzione: fu la CNN a confondere l’Austria con l’Australia. Il messaggio è diretto a una precisa parte dell’apparato USA.
        E la CNN è il nemico numero uno di Trump.

         
  3. O.N.G. il said:

    Significativo il silenzio tombale dei media mainstream su queste strategiche vittorie.

    E’ palese lo scorno dei giornalisti di regime, e della politica occidentale tutta, di fronte alla sconfitta di quelli che dovrebbero essere in cima ai nostri desideri di distruzione: i tagliagole.

    E si fa sempre più marcato il divario tra la gente, da una parte, e il giornalismo e il mondo della politica, dall’altra.

     
    • oriundo2006 il said:

      Vero. Non e’ stato detto da Dezzani che la contromossa americana all’espulsione dei diplomatici e’ stata quella di chiudere due consolati: a Los Angeles, se non vado errato, hanno fatto addirittura IRRUZIONE all’interno, cosa vietatissima, suscitando le ire e la preoccupazione internazionale, tranne ovviamente in Italia. Nulla qui trapela che a Sion e Washington non voglia. E’ il paese piu’ ipersorvegliato e servo dell’intero occidente. Sarebbe lecito chiedersi il perche’…

       
  4. O.N.G. il said:

    Googleando “Deir Ezzor” infatti si possono trovare notizie delle vittorie anti-Isis solo in testate sconosciute e di nicchia e – importante – nelle riviste militari e della difesa.
    Addirittura nel primo record che compare nella schermata di ricerca si accenna a un possibile ruolo ambiguo della Coalizione, che si è precipitata a salvare un numero di spie e infiltrati (ufficialmente, in realtà consiglieri militari) prima dell’arrivo dei liberatori.
    Potrebbe essere un segnale – lo chiedo a Dezzani – che anche da noi gli ambienti militari sono insofferenti alla politica di regime?

     
      • Geronimo il said:

        Stai a vedere che il fattaccio di Firenze, con conseguente “condanna preventiva in pompa magna – con tanto di nomi e cognomi già dati in pasto all’opinione pubblica, dei due carabinieri” – non rientri in una sottile opera di discredito di quegli ambienti militari, più fedeli, storicamente, alla patria ? Perchè meravigliarsi ? Tutto coincide ! Per la chiesa ed il Vativano, la strategia è stata ed è la stessa e sono anni che si assestano colpi brutali alle fondamenta ecclesiastiche, a suon d’inchieste su pedofilia, messe nere etc.

         
  5. Deciomeridio il said:

    Non dimentichiamo inoltre che nel Settembre del 2016, in coincidenza col bombardamento di Deir Ezzour da parte delle canaglie USA, avvenne anche uno strano attentato negli Stati Uniti senza morti, ma che fu utilissimo a tenere impegnati i giornalisti leccaculo di tutto il Mondo, facendo passare in sordina la vigliaccata compiuta dai jet ameri-cani.

     
    • Enver Oxa il said:

      esatto! all’epoca avevo letto dello sconcertante bombardamento americano su Controinformazione, cercavo riscontro su Repubblica… e trovavo la roboante notizia dell’innocuo attentato di new york, sventato mi sembra da un robot artificiere!
      meno male che c’e’ questo blog e (poche) altre risorse del web a tenere sveglie le coscienze.
      Domanda: come mai ad esempio un Fasanella, mertevole per altri versi, sui temi geopolitici, ossessione per la perfida Albione a parte, sembra convergere con le strategie NATO?

       
  6. Daniela il said:

    Articolo molto buono, ben scritto, sintetico. Da inviare ai vari tiggì e telefuffa in modo che anche gli italiani scoprano con chi siamo “alleati”. Pensavamo di esserci liberati del fascismo e ci siamo alleati con i peggiori fascisti planetari, i KARI USA.

    La Russia sta diventando sempre più un pivot internazionale, con la possibilità di diventare, assieme all’alleato cinese, il nuovo fronte decisivo anti USA che riduca ai minimi termini le psicopatie del complesso militare, industriale e della sicurezza di Washington. Tocca tifare sempre per chi ha la luce dell’intelligenza, anche se non lavora per noi (occidentali). Ma il suo lavoro potrebbe avere delle ricadute positive, anche per noi, zerbini atlantici.

    La Siria sta per liberarsi del peso dell’ISIS grazie ai Russi. Anche se gli alleati degli “alleati” dell’ISIS (Israele) continuano a infastidire parecchio
    https://www.rt.com/news/402270-syrian-military-israel-strike/

    Io nutro speranzose speranze che l’occhio dei russi vada anche sulla crisi ucraina. Avere in Siria l’ISIS sarebbe stato “poco divertente” per gli europei, ma anche avere i nazisti in Ucraina è poco divertente, senza contare le rispercussioni sull’approvvigionamento energetico (Egitto).

    Ovviamente gli USA devono trovare un’altra valvola di sfogo. Ecco quindi pronta la “crisi coreana” che però non riguarda la Corea del Nord. È un’orchestrazione il cui fine è consentire a Washington di mettere basi con missili nucleari sul confine della Cina, parallelamente alla “crisi iraniana” che è la scusa per mettere basi con missili nucleari sulle frontiere della Russia.

    Le attuali “guerre diplomatiche” citate nell’articolo dimostrano solo che la Russia non può fare parte dell’Occidente se intende mantenere la propria sovranità (mi ricorda qualcosa…adesso mi sfugge…), e, parallelamente la Cina non può permettersi di mantenere la propria sovranità mediante le trattative economiche (in realtà geopolitiche) con l’America.

    I BRICS si sono riuniti e hanno detto molte cose interessanti, soprattutto il meeting dei media, che consiglio di ascoltare
    https://youtu.be/D3lz6Dwa4Zc

    Ma gli “alleati” (quelli che sono venuti a salvarci dal “pericolo nazista” due anni dopo, solo quando erano ben sicuri che i russi avessero fatto tutto il lavoro e per impedire ai russi di allargarsi troppo in Europa) continuano con le loro opere aggressive e di destabilizzazione. Non a caso, per una scaramuccia confinaria, sta entrando in crisi il rapporto tra Cina e india (insieme sono 2,6 miliardi di persone), ovvero le più antiche civiltà terrestri. E il Giappone (noto schiavo USA) sta cercando di attirare l’India nelle trame anti Nord Corea.

     
    • “Ovviamente gli USA devono trovare un’altra valvola di sfogo. Ecco quindi pronta la “crisi coreana” che però non riguarda la Corea del Nord.”

      E’ una valvola di sfogo molto renumerativa visti i miliardi di $ che il Giappone stà regalando alle lobby ammeregane degli armamenti!

       
    • Daniela il said:

      Non solo. Come ho messo nel link al mio primo commento ATTACCA. Non ha più i santi protettori di prima e quindi mostra la sua vera faccia: ATTACCA.
      Israele non è più il piccolo Paese “pacifico” che si doveva difendere dai cattivoni palestinesi. ATTACCA.

       
  7. Ottimo articolo!
    Finalmente gli USA-Isdraele le stanno prendendo sul muso!

    Ringraziamo Putin che ha avuto una pazienza infinita a sopportare tutte le aggressioni avute dagli americani e co con il pretesto di combattere l’isis.
    Ora , sono curioso di sapere come si evolverà la situazione in Ucraina.
    è di qualche giorno la notizia che Putin ha proposto una missione dei caschi blu nel Donbas, che cosa nè pensate?

     
  8. alberto il said:

    Grande successo la rottura dell’isolamento di Dei Ezzor (anche se non ancora completato) che è sintomatica dello stravolgimento che sta avvenendo in quelle aree, come sintomatiche della crisi che sta vivendo il fronte NATO/Israeliano, sono il viaggio lampo di Netanyhau a Mosca per chiedere a Putin di interrompere l’asse con l’Iran/Hezbollah e l’attacco di stanotte effettuato da aerei di Israele che (dai cieli del Libano secondo Al Manar) hanno lanciato missili contro obiettivi Siriani.
    Il punto da valutare è cosa farà Israele che, come ha dimostrato negli anni a volte agisce per conto proprio privilegiando i propri interessi a quelli del suo protettore USA, pare stia vivendo una crisi di nervi notevole. La fobia per l’Iran ed Hezbollah (ricordiamoci l’unico esercito che sinora ha sconfitto quello israeliano durante l’ultima invasione del Libano) e proprio la voglia di rivincita che pare permei una parte della sua dirigenza, potrebbero portare Israele a scatenare pro domo sua una guerra che coinvolga … loro malgrado…gli altri attori dell’area.
    Il fatto che, se dimostrato, l’attacco alla Siria di stanotte è stato effettuato dai cieli del Libano potrebbe significare che sia gli avvertimenti di Putin che i sistemi di difesa aerea russi ed iraniani posizionati in Siria al momento fanno desistere Israele da un attacco più su vasta scala,però io non sarei così tranquillo.
    A proposito dei media mainstream non hanno ancora desistito del tutto dalla narrazione siriana, infatti ieri sera, credo al TG1, la grande Lucia Goracci (superata solo dalla inarrivabile Botteri per quanto riguarda le analisi geopolitiche del medio oriente ) durante un servizio girato tra i profughi siriani ad Istambul relativo alla vittoria della nazionale di calcio Siriana nelle qualificazioni per i mondiali, riusciva ad infilare riferimenti alle carceri ed alla repressione del dittatore siriano…..
    Relativamente alla Corea del Nord penso sia l’ennesima azione intrapresa da Russia e Cina che, tramite il leader nordcoreano, stanno mettendo veramente in difficoltà gli USA che anche in quell’area stanno attraversando un brutto momento, nonostante i loro bellicosi proclami.
    Concludendo credo che la situazione continui ad essere veramente imprevedibile, come insegna anche il discorso sul Qatar che, a distanza ormai di mesi, pare non aver prodotto alcuna novità di rilievo rispetto alle evoluzioni che molti avevano previsto. Di una cosa sono quasi certo, se fosse presidente quella psicopatica pazzoide della Clinton a quest’ora la situazione geopolitica mediorientale sarebbe sicuramente peggiore di quanto lo è attualmente

     
  9. A giorni esplode il prossimo punto di frizione, il referendum sull’autonomia curda nel NO dell’Iraq, zona appunto curda.

     
  10. Mentre la sovranità del popolo e dello stato in Medioriente e nel Venezuela viene difesa con il sangue, da noi Macron ne canta il deprofundis ma la Boldrini, che la auspica con un twitter, si becca una denuncia da parte dell’Avv. Marco Mori per aver violato l’articolo 11 della nostra Costituzione e tradito il giuramento di lealtà e fedeltà alla patria.
    SCARICA LA DENUNCIA: Denuncia Boldrini
    http://www.actionweb24.com/2017/06/02/denunciata-laura-boldrini-lautore-un-noto-avvocato-violato-lart-11-della-costituzione-ed-tradito-giuramento-fedelta-lealta-perche/

     
      • stefanoG il said:

        In realtà, dalla lettura risulta che si tratta di un “esposto” e non di una vera e propria denuncia, perciò in pratica si lascia all’autorità giudiziaria la patata bollente (?) di decidere se dar corso a indagini e, quindi, a eventuali denunce penali oppure se archiviare la questione.
        Temo che la “denuncia” sarà semplicemente archiviata mentre sarebbe bello che andasse avanti visto che la sig.ra in questione , che si sente un padreterno (o madreterna?), è tanto incline a denunciare gli altri solo magari per qualche vignetta.

         
  11. la guerra si sposta in birmania… così i trogloditi imbranati americani riusciranno pure ad aiutare l’espansione della cina :))

     
  12. ricky66 il said:

    …e nel frattempo la florida verrà devastata da irma , giusto per gradire e pompare un pò di triliardi in lavori extra di ricostruzione, come pure in texas dopo le distruzioni pazzesche di harvey

     
  13. Terzo Dan il said:

    Diciamoci la verità Ricky66, entrambi pensiamo che gli Americani ( Us Army e Nasa) siano riusciti a sviluppare un sistema di controllo delle catastrofi naturali ( terremoti, inondazioni, uragani e tsunami).

     
  14. Mondo cane (non F. Grimaldi)... il said:

    Precisazione: L’aeroporto militare di Deir ez Zor non è mai stato occupato dai takfiri, è grazie a questo che, militari e civili, sono stati in grado di resistere.
    Per quello che concerne la crisi dei diplomatici tra Russia e Usa, bisogna ricordare che ad iniziare è stato Obama (mai anatra zoppa fù più vitale) con l’espulsione e il sequestro della sede vicino a New York nel periodo natalizio del 2016. Tra l’altro si sono presi sede e suppellettili. Violando platealmente ogni trattato, per dimostrare che loro, gli usa, hanno “le palle” per fare quello che vogliono, anche violare il diritto internazionale, come se fino ad ora lo avessero seguito come fosse la Bibbia!
    Il nuovo scenario in Myanmar si è aperto per contenere lo sviluppo dei rapporti Rangoon-Pechino necessario per impedire lo sviluppo dell’area commerciale a guida Cinese. Guarda caso ci troviamo anche sauditi a soffiare sul fuoco. Il modus operandi è sempre lo stesso, incunearsi nei vecchi rancori, magari non sopiti ma diventati blandi, riattizzarli e sfruttarli per i propri scopi.

     
    • così i trogloditi imbranati americani riusciranno pure ad aiutare l’espansione della cina :))

       
  15. Fabio Halt il said:

    Tutto molto giusto, solo che resta da tutta da dimostrare l’intenzione iraniana di arrivare al Mediterraneo

     
  16. learco il said:

    L’area di influenza iraniana è già arrivata fino al Mediterraneo, visto che Hezbollah riceve armi e addestramento militare dal regime degli ayatollah e tutto questo grazie agli errori strategici degli USA, che hanno eliminato Saddam Hussein e spianato la strada al grande nemico di Israele.
    Adesso, la formazione libanese, soldati russi e truppe speciali dei pasdaran sono a ridosso del confine israeliano, a contatto con le alture del Golan e la Galilea.
    Forse Putin si offrirà come mediatore e riuscirà a tenere momentaneamente sotto controllo gli alleati, ma Israele nei prossimi mesi dovrà decidere tra la guerra preventiva e un accordo umiliante con l’Iran, che stabilisca le rispettive aree di influenza in Medio Oriente, dopo decenni di dominio sionista incontrastato.
    Strategicamente lo Stato sionista è chiuso nell’angolo, con l’alleato americano sfinito da vent’anni di guerre inconcludenti e lo Stato sunnita dell’ISIS, che avrebbe dovuto spezzare l’asse sciita, ormai annientato.
    Inoltre, Putin, il grande vincitore che ha spiazzato tutti gli strateghi americani col suo intervento militare, ha chiarito che Israele non è un alleato strategico come l’Iran, sbattendo la porta in faccia a Netanyahu che si era recato a Soci cercando di nascondere il suo appoggio pluriennale all’ISIS.
    Probabilmente in futuro assisteremo ad un ridimensionamento di Israele e forse ad una resa dei conti interna a livello politico, dopo gli ultimi errori clamorosi.

     
  17. Il Gommista il said:

    ”errori clamorosi…!?” l’alternativa era: o gettare la spugna subito o provare a devastare per anni il medio oriente a costo zero ovvero senza neanche subire la minima distruzione in casa neanche di un giorno… la scelta è stata facile… credo

     
  18. Mondo cane (non F. Grimaldi)... il said:

    Speriamo che facciano presto il vaccino contro l’influenza iraniana del mediterraneo!
    Questa è solo propaganda sionista per non fare mollare il colpo agli usa. Infatti, in appena mezza settimana sono uscite due “notizie bomba” da parte dei “media” israeliani: la fabbrica di missli in libano e lo stabilimento di produzione di armi chimiche in siria, nessuna delle due è vera, ma si sà come funziona la propaganda quando hai in mano tutto il sistema mediatico occidentale. Se la cia non vuole, non pubblichi neanche il necrologio.

     
    • Mondo cane (non F. Grimaldi)... il said:

      Ho scordato di dire che le “rivelazioni”, per nulla interessate, asseriscono che “la fabbrica di missli in libano e lo stabilimento di produzione di armi chimiche in siria” sono entrambe di proprietà iraniana.

       
  19. Oggi è l’11 settembre.
    Tutte le Borse festeggiano questa data, che ricorda la presa di potere negli Stati Uniti da parte degli eletti.
    Quindi le Borse toccano il loro apice oggi.
    Vedremo in seguito cosa succede. Io vedo grossi problemi. Da domani le notizie entusiastiche cambieranno.

     
  20. da non pubblicare, è solo un suggerimento x un articolo

    i 2 carabinieri sono stati incastrati dalle sgallettate, mandanti ong x deviare il discorso dagli stupri di rimini?

     
  21. Mihai Podeanu il said:

    Scusate. A proposito il video lo scoperto grazie a https://corrieredellacollera.com/ .
    Poi Com. Di servizio al bravo Dezzani: Fede scusa le scansioni per la drole-de-guerre son arrivate? Dai, torna con noi ora che coi cinguettii hai ottenuto dimostrazione della esistenza dei trolls di stat… ehm del PD.

     
  22. FLUSSI MIGRATORI INCONTROLLATI IN ITALIA – PERCHE’ ?

    Avanzo ipotesi.

    1) Abbassare l’asticella dei salari medi e dei diritti sindacali conquistati dai lavoratori italiani nel tempo, facendo entrare centinaia di migliaia d’individui come manodopera a basso costo.

    2) Creare una sacca di diversi milioni d’individui non radicati al territorio ed alla nazione, da poter “utilizzare” come starter d’innesco al fine di destabilizzare il paese in qualunque momento

    3) Creare una sacca di diversi milioni d’individui non radicati al territorio ed alla nazione, da poter “utilizzare” come manovalanza per mafia, camorra e ndrangheta

    4) Creare una sacca di diversi milioni d’individui non radicati al territorio ed alla nazione, da poter cooptare nella rete massonica nazionale, in sopperimento alla presa di distanza, soprattutto dei giovani italiani.

     
    • tombino il said:

      Il quarto punto non ha senso se si pensa che i senzascarpe non possono di certo permettersi la retta annuale di partecipazione alle logge e i proverbiali 1.000 € per accedere alla loggia.

      Oltretutto dubito che un clandestino verrebbe accettato senza risentimenti dalla commissione che i primi due mesi si occupa di analizzare la storia dell’ospite.

      In genere l’ingresso alle logge è consentito solo ai conformisti col portafoglio gonfio.

       
  23. stefanoG il said:

    “La liberazione di Deir Ezzor e la rabbiosa impotenza degli Stati Uniti”….

    è di qualche ora fa la notizia (riportata anche su Sputnik.ita) che gli americani stanno fornendo armi ai ribelli prendendole, però, dai paesi dell’ex Urss…così nessuno potrà accusarli di fornire armi ai tagliagole e quant’altri. Queste armi (per milioni di dollari) sono partite da una base americana in germania e da alcuni porti della Bulgaria e romania per approdare non so bene dove sebbene probabilmente sono approdate in giordania e forse anche in israele e in turchia.
    Domanda retorica: ma Trump non aveva ordinato alla Cia di cessare ogni rifornimento di armi ai ribelli siriani?
    Gli americani sono si “rabbiosi” ma non sono poi tanto “impotenti”… e non parliamo di quello che stanno riuscendo a estorcere a russia e cina riguardo al NK!

     
  24. stefanoG il said:

    Avanti cretino! divertiti con i tuoi dislike anche a questo mio ultimo commento.
    amici del blog, scusatemi questo fuori tema ma anch’io ogni tanto ho bisogno di divertirmi con gli imbecilli.

     

I commenti sono chiusi.