Gli USA stanno perdendo la guerra per procura in Siria: ed ora?

Sale la tensione in Siria, dove il 18 giugno un Su-22 dell’aviazione siriana è stato abbattuto da un jet americano: si tratta dell’ennesimo attacco in poche settimane diretto contro le forze governative, sostenute da Iran e Russia. Fallita la rivoluzione colorata nel biennio 2011-2012 e la successiva creazione di un Califfato sunnita nel cuore della Mesopotamia (2014-2017), il conflitto in Siria rischia di evolversi da guerra per procura a confronto diretto tra super-potenze. Anche l’estremo tentativo angloamericano di ritagliarsi una sfera d’influenza nell’est della Siria vacilla: a Washington non rimane che accettare la sconfitta o optare per una (improbabile) escalation militare.

Giù la maschera: non siamo in Siria per l’ISIS

Il velo di menzogne ed ipocrisie con cui si ammanta la politica estera più cinica e spietata, presto o tardi, cade, svelando il vero motore gli eventi: arriva il momento in cui la retorica “liberale” (l’esportazione della democrazia, la difesa dei diritti umani, la violenza delle dittature, etc. etc.) esce di scena, incalzata dagli eventi, duri e crudi. Rapporti di forza, sfere di influenza e ambizioni territoriali prendono il sopravvento anche nel dibattito politico e mediatico: cala il silenzio su proteste, dissidenti e minoranze e l’attenzione si sposta su confini, oleodotti e zone cuscinetto. La guerra in Siria non fa eccezione.

Sia chiaro: nessun “addetto ai lavori” ha mai avuto dubbio che in Siria andasse in onda una guerra per procura tra il declinante impero angloamericano e le potenze emergenti. Le prime a prenderne atto furono proprio Russia e Cina che, bruciate dal colpo di mano con cui la NATO rovesciò Gheddafi, si opposero in sede ONU a qualsiasi manovra occidentale contro Bashar Assad, sin dall’autunno 2011. Per due anni, si continuò comunque a a parlare di “insurrezione” e “guerra civile” contro il regime. Nel 2013 si cercò l’intervento militare americano, usando come pretesto il falso attacco chimico da parte delle truppe governative. Nel 2014 l’attenzione si spostò sull’improvvisa comparsa dell’ISIS e sulla successiva “lotta contro il Califfato” condotta dalla coalizione a guida statunitense. Dietro a tutto, si nascondeva la volontà di potenze occidentali e sunnite (USA, GB, Francia, Germania, Israele, Qatar, Turchia, Arabia Saudita, etc. etc.) di “balcanizzare” la Siria, dividendola su faglie etniche e religiose, e l’opposta determinazione di garantire l’integrità del Paese degli alleati di Bashar Assad (Russia, Iran, sciiti libanesi ed iracheni).

Giunti al settimo anno di guerra e scongiurato (grazie alla campagna militare russa) lo smembramento della Siria, il conflitto si sta facendo finalmente esplicito, mostrando la sua vera natura: uno spietato e sanguinoso braccio di ferro tra potenze, per il controllo dello strategico territorio che unisce il Mar Mediterraneo al cuore della Mesopotamia. Il passaggio da guerra per procura a conflitto semi-diretto è stato sigillato da un’azione militare: il 18 giugno un caccia americano F/A-18 ha abbattuto nei pressi di Raqqa un Su-22 dell’aviazione siriana, impegnato in bombardamenti contro i ribelli supportati dagli USA. La reazione di Mosca non si è fatta attendere: sospensione immediata del canale diretto con le forze americane operanti in Siria ed un sinistro avvertimento del ministero della Difesa: “gli aerei e droni della coalizione internazionale individuati ad ovest del fiume Eufrate saranno d’ora in avanti monitorati e considerati come bersagli”1. Anche l’Iran ha sottolineato il “salto di qualità” nella settennale guerra siriana con un gesto carico di significati: a distanza di poche ore dall’abbattimento del Su-22, nella notte tra il 18 e 19 giugno, le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato una serie di missili a medio raggio Shahab-3, dal territorio siriano verso la città di Deir Ezzor ancora in mano all’ISIS. Se il bombardamento è formalmente una rappresaglia per l’assalto al Parlamento iraniano del 7 giugno, ci sono pochi dubbi che la prova di forza iraniana si inquadri nel più generale crescendo di tensione in corso.

Che la situazione per il blocco atlantico stesse volgendo al peggio, era emerso con chiarezza nell’autunno del 2016, quando le truppe governative avevano riconquistato Aleppo: rinsaldato l’asse tra la capitale ed il cuore economico-industriale della Siria, Bashar Assad poteva considerati raggiunti gli obbiettivi di massima della guerra. Da allora, la coalizione capeggiata da Washington ha dovuto rivedere i piani alla luce degli sviluppi sul campo. La nuova strategia contemplava una balcanizzazione “minima” del Paese: si preveda, in particolare, la nascita di un Kurdistan indipendente nel nord della Siria e la creazione di un feudo controllato dagli USA nell’estremo est del Paese (la zona di Raqqa ed il corso dell’Eufrate) così da impedire la nascita del temuto corridoio Damasco-Teheran via Baghdad. Il primo obbiettivo si è scontrato con la ferrea determinazione di Ankara di impedire la creazione di qualsiasi entità curda a ridosso dei suoi confini, col rischio che questa funga da catalizzatore per i milioni di curdi che vivono nel sud-est della Turchia: ne sono derivati i ripetuti bombardamenti aerei turchi contro i curdi alleati di Washington (SDF o YPG) che hanno incrinato i rapporti tra le due potenze2. Il secondo obbiettivo si è invece concretizzato con il dispiegamento di forze angloamericane nelle stesse zone controllate fino a poco prima dal Califfato.

Sul finire del 2016, gli USA creano (in barba a qualsiasi norma del diritto internazionale) una base nei pressi di At Tanf, ad una cinquantina di chilometri dal confine giordano ed iracheno: insinuandosi dentro i confini siriani, gli angloamericani mirano a tagliare le comunicazioni tra Damasco e Teheran che si avvalgono dell’autostrada per Baghdad ed a creare un cuneo per la conquista di Deir Ezzor, Raqqa e la valle dell’Eufrate. Dalla base di At Tanf, l’aviazione americana lancia saltuari raid contro le forze corazzate siriane in avanzata3, ma l’effetto deterrente è modesto: per impedire che l’enclave angloamericana sia sommersa, il comando militare statunitense decide quindi, ai primi di giugno, di dotare la base di missili balistici tattici con raggio di 300km (HIMARS). La mossa americana ha il sapore della disperazione: l’iniziativa militare è saldamente in mano a Damasco ed è altamente probabile che sia proprio la coalizione russo-iraniana ad entrare per prima a Raqqa e Deir Ezzor (si veda la recente riconquista di Rusafa4). L’abbattimento del Su-22 siriano di pochi giorni fa è nient’altro che il gesto inconsulto di chi vede svanire ogni possibilità di vittoria.

La realtà è molto amara per la coalizione “occidentale”: la pluriennale guerra per procura combattuta in Siria è sostanzialmente persa e con lei svaniscono le residue velleità neo-coloniali di Francia e Regno Unito, i progetti di un Nuovo Medio Oriente di USA ed Israele, le ambizioni regionali dell’Arabia Saudita e del Qatar. Di fronte a questo clamoroso scenario (il primo cambio di regime fallito dal crollo del Muro di Berlino), non resterebbe agli USA che un’ estrema opzione per ribaltare la situazione sul campo: accantonare la guerra per procura e procedere con un conflitto aperto, ingaggiando prima le forze governative siriane, poi l’Iran e, infine, la Russia. Come un incendio di devastanti proporzioni, la guerra si propagherebbe nel giro di pochi giorni dalla Siria all’intero Medio Oriente, dal Mar Mediterraneo al Mar Baltico, dall’Asia all’Europa, e poi oltre.

È uno scenario possibile ma, considerata la stanchezza economica, politica e militare degli USA, improbabile: più facile, invece, che l’establishment atlantico getti la spugna in Siria e contrattacchi altrove ricorrendo alle tattiche sinora utilizzate. Manovre sui mercati finanziari per abbattere il prezzo del greggio e le entrate fiscali russe (il barile è sceso attorno ai 40$), tentativi di rivoluzioni colorate in vista delle presidenziali russe, rilancio nei teatri periferici (Ucraina, Yemen, Centro Asia). È indubbio che esista una corrente oltranzista ed apocalittica che preme per il confronto militare con l’Iran e la Russia, ma è difficile che Donald Trump, sebbene tenuto sotto scacco dal “Russiagate”, voglia passare alla storia come il presidente che ha rischiato/condotto il primo conflitto nucleare.

La guerra per procura in Siria volge quindi al termine e, nonostante gli ultimi colpi di coda, si profila all’orizzonte una storica disfatta per il blocco atlantico: è l’ennesimo segnale di un sistema che marcia rapido verso il collasso economico, politico e morale.

 

1http://www.askanews.it/esteri/2017/06/19/siria-russia-jet-coalizione-a-ovest-eufrate-obiettivi-da-ora-pn_20170619_00653/

2http://edition.cnn.com/2017/04/25/politics/turkey-bombs-kurds-iraq-us-concerned/index.html

3http://www.telegraph.co.uk/news/2017/05/18/us-fighter-jets-bomb-assad-tank-convoy-advancing-coalition-base/

4https://southfront.org/syrian-army-captures-strategic-crossroad-town-of-resafa-in-raqqah-province-map/

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103 thoughts on “Gli USA stanno perdendo la guerra per procura in Siria: ed ora?

  1. Isis
    Terrorismo

    I sempre cari….nuovi/vecchi PIRATI in versione 2.0

    Non avendo il pretesto formale per dichiarare guerra aperta ad uno STATO SOVRANO
    i lobbisti ricorrono al caro vecchio metodo che sa di antico….i mercenari.

    Cosi’ ottengono i loro scopi. Cercano di ottenerli.
    Sempre nascosti dietro veli e specchi deformanti. Sempre ammantati del loro miglior profumo…l’ipocrisia che li contraddistingue da sempre.
    I diritti umani. La democrazia. Bandiere al vento…marciano contro gli stati sovrani non allineati per mantenere la verginita’ intatta.

    Comanda ….denari.

     
    • Geronimo il said:

      Senza dimenticare la strategia forse più cinica; quella utilizzata dalle nostre parti, ovvero:” Dopo aver sconfitto l’avversario (grazie ai soliti traditori della patria) in un sanguinoso conflitto bellico, gli si impone una “finta democrazia parlamentare”, dove tutto è finto e dove chi comanda, sono sempre loro (grazie, sempre, ai soliti traditori della patria).

       
  2. Matteo il said:

    Penso che nessuna delle due superpotenze coinvolte voglia scatenare la guerra. Resta da vedere come reagiranno gli americani a questa nuova bruciante umiliazione. Raqqa ricorda la Berlino del’45

     
    • Paul Droogo il said:

      Ma c’è qualcuno che potrebe essere in grado di fargliele scatenare.

       
      • l’ importante è quindi far capire a quel “qualcuno” che non gli sarà comunque MAI permesso di fare da “spettatore a bordo campo”.
        Tutto il resto poi è “nelle mani di Dio”.

         
  3. Daniela il said:

    Ho tradotto un po’ l’ultimo post di Paul Craig Roberts, ex vice segretario al Tesoro con la presidenza Reagan e uno dei migliori analisti politici viventi.
    Uno che dice chiaramente che non esiste intelligenza a Washington. Solo arroganza e tracotanza. E che il quarto di secolo che ivi ha trascorso ha scoperto che lì vive la maggior parte delle persone assolutamente più stupide della faccia della Terra.
    Qui il link
    http://www.paulcraigroberts.org/2017/06/19/another-step-toward-devastating-war/
    Il titolo è molto, molto pessimista.

    Un po’ del contenuto del post.
    Per giustificare la loro presenza in Siria, gli USA dovevano fare finta di essere lì per fare una “guerra al terrorismo” e non certo di sostenerlo. La vicenda dello stupido pilota USA del 18 giugno ha dimostrato che l’esercito americano è in Siria per fare la guerra ACCANTO all’ISIS, a fianco a fianco. I russi, i siriani e gli iraniani lo sapevano dall’inizio, ma in Occidente, grazie ai nostri media mainstream del tutto falsi e bugiardi tale bugia ha resistito. Fino al 18 giugno 2017.
    Gli USA mentiranno anche adesso, non possono fare altro.
    È l’unica cosa che Washington sa fare e sosterranno, per esempio, che lo stupido pilote non era USA ma un “combattente della coalizione” ovverossia un qualcun altro che stava volando per gli USA: come i bambini viziati diranno che “no no no, non siamo stati noi”. O magari inventeranno una bella balla “politically correct” e diranno che il pilota siriano stava attaccando donne e bambini oppure un edificio transgender o un reparto per donne stuprate dai brutali soldati di Assad “brutali. Washington farà in modo da rendere un evidente atto aggressivo di guerra come una eroica difesa un gruppo di vittime.
    Come ha potuto lo sciocco pilota statunitense fare tutto da solo, così senza preavviso? O piuttosto è stata una provocazione pianificata dal complesso militare e di sicurezza, fuori dai canali diplomatici e politici, per iniziare un conflitto tra USA e Russia in modo da impedire e prevenire qualsiasi possibilità al Presidente Trump di rilanciare il suo obiettivo di disinnescare l’alto livello di tensione con la Russia? Si sta parlando di 100.000 miliardi del bilancio annuale militare e di sicurezza pagato con le tasse dei contribuenti americani.
    Il risultato certo di questo atto sconsiderato è stato la reazione russa. Il ministero della Difesa russo ha detto l’immediato giorno dopo, il 19 giugno 2017, che tale decisione appalesa che il comando degli USA ha violato intenzionalmente gli obblighi che gli stessi USA si erano dati firmando un memo che doveva evitare gli incidenti e la sicurezza del trasporto aereo durante le operazioni in Siria. Fu firmato il 20 ottobre 2015.
    Un’altra volta gli USA hanno rotto accordi firmati con la Russia. Ma quanti accordi gli USA devono rompere unilateralmente prima che i russi finalmente capiscano che un accordo firmato con Washington non ha alcun senso? I russi riusciranno mai a capirlo? Gli indiani d’America lo avevano perfettamente compreso. Esiste in USA una T-shirt molto famosa che dice “Certo che ti puoi fidare del governo americano: basta chiedere a un indiano”.
    Forse i russi hanno finalmente imparato che qualsiasi accordo con Washington è inutile nel migliore dei casi, nel peggiore, una condanna a morte. Il ministero della Difesa russo in data 19 giugno 2017 ha annunciato che la Russia sta fermando tutte le interazioni con gli USA degli Stati Uniti e ha dichiarato che la difesa missilistica russa intercetterà qualsiasi velivolo nella zona delle operazioni delle Forze aerospaziali russe in Siria e nelle zone in cui l’aviazione russa sta conducendo la missione di combattimento nei cieli siriani, tutti i tipi di oggetti volanti compresi veicoli aerei senza equipaggio della coalizione internazionale scoperti a ovest del fiume Eufrate; questi oggetti volanti saranno puntati dalle difese aeree e terrestri russe.
    In altre parole, nell’usuale maniera sobria russa, la Russia ha dichiarato una no-fly zone su tutte le aree della Siria dove forze siriane e russe stanno operando. Qualsiasi intruso in quell’area sarà attaccato nel cielo, sia esso USA, israeliano. Chiunque, saranno carne morta.
    La guerra in Siria sarebbe stata vinta molto tempo fa dalla Russia e dai siriani, solo che la Russia cercava inutilmente un accordo con gli USA. Soprattutto per combattere il terrorismo, insieme. Ma la Russia deve assolutamente comprendere che non ci sono terroristi indipendenti, perché il terrorismo è un’arma di Washington.
    Vladimir Putin è un leader esperto, forte e affidabile del suo Paese, l’unico vero leader oltre al capo della Cina.
    Ovviamente leader così in Occidente non ce ne sono, dove invece emerge un deserto di vera leadership.
    Inoltre Putin è un leader morale, che si oppone alla guerra e vuole il meglio per tutti i Paesi.
    Ma non può sacrificare il vantaggio che ogni volta guadagna a causa dell’idea assurda di fare un accordo con Washington: Questa cosa è vissuta a Washington come debolezza. A Washington pensano che Putin sia solo un’altra persona su cui camminare sopra. È un evidente errore di calcolo e si tradurrà in guerra. Sarebbe molto meglio se Putin accettasse la sfida e chiarisse immediatamente che “se Washington vuole la guerra, l’avrà in trenta minuti”.
    Improvvisamente, la Russia sarebbe stata presa dannatamente sul serio.
    Paul Craig Roberts (ex vice segretario del Tesoro con il presidente Reagan e analista geopolitico di alto livello) ammira Putin, ma pensa che stia sbagliando tattica.
    Non dovrebbe limitarsi a parare l’aggressione di Washington, dovrebbe essere aggressivo a sua volta e pretendere una soluzione dagli USA e dall’UE.
    Putin è il leader del mondo libero, non deve presentarsi come un fallito sulla difensiva ma dovrebbe spazzare via il maligno governo di Washington.

     
    • Sarebbe molto meglio se Putin accettasse la sfida e chiarisse immediatamente che “se Washington vuole la guerra, l’avrà in trenta minuti”.

      Soprattutto per cui poi in questi inutili appeasements ci vanno di mezzo i popoli presi di mira ( es siriani o ucraini ).
      Ma in geopolitica ci sono sempre due buone ragioni per far marcire le cose prima di intervenire in modo risolutivo.
      1) avere comunque il tempo dalla propria
      2) la necessità che chi va “salvato” debba prima ben spurgare la propria colpa di essersi fatto mettere nella condizione “del tacchino” , altrimenti sarebbero “salvataggi” inutili
      E questo vale anche per noi €urokretini .

       
      • Lochlomond il said:

        Non va dimenticato mai che i russi stanno facendo quel che stanno facendo con un impiego di risorse di quante volte inferiore agli Usa, sei? o forse dieci volte in meno? E ne hanno molte meno a disposizione: insomma a loro non conviene affatto cercare di risolvere le questioni con la forza bruta: lo faranno solo quando non avranno altra alternativa, nel frattempo si impratichiscono nel gestire situazioni complesse con mezzi più “pacifici” o meno visibili, il che non fa male ed è quello che hanno completamente dimenticato gli americani.

         
      • Orazio il said:

        Mi viene in mente curiosamente il trattato militare cinese di Sun Tzu, il quale faceva osservare che è meglio vincere una battaglia senza scatenarla.
        Questo moltissimi anni fa, oppure se guardiamo più vicino il generale romano Fabio Massimo chiamato il temporeggiatore, il quale vinse le battaglie mai esponendo il suo esercito in scontri diretti ma operando una tattica di logoramento che alla fine lo fece vincere.
        Paul Craig Roberts, non credo che si occupi di eserciti, anche se di eserciti monetari potrebbe dire la sua certamente.

         
    • Cris il said:

      Io invece credo che tutto questo valzerino di “rispetto delle regole” abbia guadagnato a Putin una grande credibilità internazionale.
      Il giorno in cui reagirà, non si potrà che pensare che è stato davvero portato all’esasperazione.
      E’ un investimento che pagherà in futuro, i russi sono bravissimi in questo, contrariamente a certi idioti che pianificano al massimo fino a domattina e si ritrovano con mezzi continenti nel caos.

       
      • Daniela il said:

        Potrebbe essere, rientra in quanto detto da Gianni più sotto.
        E comunque gli accaniti guerrafondai USA stanno perdendo la trebisonda…attaccano anche l’aereo con il ministro della difesa russo…magari sostenendo che era un errore che non sapevano che fosse a bordo (tipico atteggiamento USA, insopportabile).

        Il solito metodo stronzo di inviare “messaggi” che li fa sentire meglio…
        Ma è probabilmente un buon segno. Se il numero di sbruffonate si attua in vari “teatri”, è meno probabile è che si voglia veramente iniziare la terza guerra mondiale.

        Ma attenzione, gli “errori” possono accadere.
        https://www.rt.com/news/393327-russia-defence-ministry-plane-nato/

         
    • Gianni Barbato il said:

      Cara Daniela, Paul Craig Roberts purtroppo è SOLO un analista geopolitico e non conosce minimamente le arti marziali di cui Putin è un cultore molto raffinato . Non dobbiamo assolutamente scambiare la tolleranza di Putin per debolezza . Riporto qui le parole di Aikidoka un commentatore di questo blog . ” Quanto all’Aikido, serve a salvarsi la salute mentale; a non farsi coinvolgere nei deliri, nella rabbia, nel furore, nell’odio, che seminano – come diluviasse – i nostri avversari. Che tali devono rimanere, avversari, mai nemici. Chi riesce nell’intento di farsi considerare nemico, di per ciò stesso ha vinto; ti ha portato dove voleva, sul suo terreno. Così perderai, avendo tradito te stesso, avendo sbriciolato la linea di confine che separa la tua giusta causa da quella sua. ” Credimi quando ti dico che non saranno le armi a decidere in un eventuale conflitto il vincitore, che sarà solo quello che avrà i nervi più saldi .( In una guerra nucleare non ci saranno vincitori , ma solo perdenti )

       
      • Daniela il said:

        Grazie Gianni, la tua risposta è molto, molto interessante, anche emozionante.
        L’Aikido è un’arte antica che coinvolge corpo e mente. PCR non è tuttavia SOLO un analista. é stato il vice segretario al tesoro con la presidneza Reagan, non è uno qualsiasi. Conosce le teste di m***a che girano dentro la cintura di Washington, meglio di molti. Probabilmente conosce meno bene, pur stimandolo moltissimo, il presidente Vladimir Putin. Il sito di PCR è molto letto ma molto attaccato, ritenuto di sinistra in USA, mentre secondo me l’unico di sinistra in USA è Ronald Ernest “Ron” Paul, un politico statunitense repubblicano (!!!) e esponente della corrente libertariana e non-interventista del medesimo Partito. Una persona di grand ecultura e di grandissima morale, altro che Bernie Sanders.

        E sulla tua ultima frase sulla guerra nucleare, che dire….tutto corretto, lo disse un signore come Einstein…E a noi sparì un grande scienziato a soli 29 anni, Ettore Majorana…consapevolezza?

         
        • Gianni Barbato il said:

          Cara Daniela ho detto che PCR è SOLO un analista a titolo di provocazione . Tu sei stata molto chiara nel descriverlo , ma io
          non sono d ‘accordo con i suoi consigli dati a Putin. In pratica ho un pregiudizio, per me gli americani sono tutto baseball e rugby .
          Forza e potenza . Non basta un’atomica ce ne vogliono due per
          piegare il Giappone . E ancora oggi continuano così . si bombarda
          si bombarda si bombarda fino a quando l’avversario non crolla per
          sfinimento . Non c’è niente da fare anche le menti più elette degli
          americani credono nella forza e nella potenza ,anche se fingono di no . Io la vedo molto male per loro e per noi europei se si arriverà
          ad una guerra in cui le doti delle arti marziali saranno determinanti.
          Di Einstein sappiamo che disse.: “Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre.” Di Ettore Majorana possiamo fare solo illazioni ,tenendo
          presente la fine che ha fatto Fermi in USA e Pontecorvo in URSS . Ciao .

           
  4. Paul Droogo il said:

    “È uno scenario possibile ma, considerata la stanchezza economica, politica e militare degli USA, improbabile”

    Ma se la stanchezza economica. politica e militare degli USA avesse raggiunto il grado di disperazione, lo scenario rifiutato diverrebbe, al contrario, il più probabile.

     
    • luigiza il said:

      @Paul Droogo

      No se a seguito della implosione economica USA scoppiasse in quel Paese. una guerra civile tra opposte fazioni, comprensive anche dei militari.

       
  5. Willy Muenzenberg il said:

    Il condottiero di Roma è il leader del mondo libero. Appena 25 anni dopo la caduta della falsa Unione che costruimmo con Ulianov come ci avevano richiesto. Mentre nelle povere ex città romane, gli abitanti si affrettano a tornare nelle loro abitazioni, impauriti dai mori liberamente vaganti imbarcati e mantenuti dai governanti dei poveri abitanti prigionieri. Governanti eletti dal popolo. Certo, eletti. Come diceva il mio amico Stalin: le elezioni conta chi le organizza e le gestisce. Gli afflitti abitanti della povera Gallia voterebbero infatti per chi li costringe ormai a vivere da ‘ladri in casa propria’. Non aveva, spiega Tacito, il genio di Annibale circondato e concluso le truppe di Roma a Canne? E non fa lo stesso adesso Roma insieme alla Persia con l’invasore?

     
    • Daniela il said:

      Tutto giusto. Anzi, giustissimo.
      “Come diceva il mio amico Stalin: le elezioni conta chi le organizza e le gestisce. Gli afflitti abitanti della povera Gallia voterebbero infatti per chi li costringe ormai a vivere da ‘ladri in casa propria’.”

       
  6. Aikidoka il said:

    Articolo eccellente, questo del Dr. Dezzani; unica ombra, quella evidenziata da Paul Droogo. C’è infatti da considerare – cosa rilevata nel bel post di Daniela – che la razionalità latita nelle alte sfere, e che questi Pierini elefantiacamente gonfianti, messi alle strette, potrebbero prendere il giocattolo e cercare di distruggerlo. Mai sottovalutare quanto l’esercizio del potere porti le menti comuni a sprofondare nella psicosi. Un aspetto molto sottovalutato della follia è che essa è contagiosa (provate ad avvicinate un cane o un gatto a uno schizofrenico; oppure chiedetevi perché la percentuale di disturbati mentali a vario titolo sia così alta tra il personale delle strutture psichiatriche). Troppo spesso, anche presso persone dotate delle migliori intenzioni, si finisce per combattere la follia con una follia di segno opposto; anche in questo caso, il folle/avversario/cattivo/villain di turno ha raggiunto il suo scopo.
    Alla lunga, vince chi è capace di coltivare la pazienza fin oltre il limite; chi sa aspettare; chi riesce a piegarsi (virtù di ciò che è vivo), tacere e non lamentarsi, sotto la tempesta di fuoco; chi ha compreso che tutte le tenebre dell’universo nulla possono contro la luce di una sola candela. Chi sa e ha davvero compreso questo, anzi, ha già vinto. Ora.

     
    • Daniela il said:

      Ciao. Una considerazione che mi ha stimolato leggere il tuo commento, quella che relaziona la psicopatia con le alte sfere.

      La stragrande maggioranza degli psicopatici (c’è una valutazione scientifica della psicopatia eseguita dal professor Hare, dai cui risultati emerge che circa l’1-2% della popolazione sia “al di sopra” del livello di soglia della scala…) non sono antisociali, o almeno non sono antisociali nel senso che sono già serial killer e criminali, così definiti nella nomenclatura standard di “reato”.

      Tuttavia molti CEO, politici e operatori di Wall Street commettono crimini con effetti sulla società di gran lunga peggiori rispetto a quelli di Ted Bundy o Jack lo Squartatore.

      La minoranza degli psicopatici sono in realtà dei serial killer.

      La maggioranza invece degli psicopatici si ritrova in tutte le professioni, per esempio tra i politici, gli accademici di alto livello, il clero, gli alti burocrati, i CEO, i manager e molti altri, anche se alcune professioni tendono a “selezionarli” e gli altri tendono a “escluderli”.

      Uno dei migliori trattati analitici e descrittivi sulla psicopatia che va oltre la solita psicologia cognitiva è stata realizzata da Kevin Dutton (psicologo ricercatore anziano presso il Centro di Evolution and Human Science a Oxford e membro della Società per lo Studio scientifico della psicopatia) nel suo libro ”The Wisdom Psychopaths: What Saints, Spies and Serial Killers can teach us about Success”.

      La parola chiave qui è “successo”.

      Molti tratti e tendenze degli psicopatici sono molto funzionali e utili per avere e attuare un grande successo nella società moderna come pure nelle precedenti epoche storiche.

      Meglio, tuttavia, non eccedere nelle connessioni con la psicopatia, in ogni caso, perchè ci sono sempre stati altri fenomeni culturali emergenti, tipo la burocrazia, che possono svolgere ruoli superiori a quelli del singolo individuo: certamente uno burocrate psicopatico aumenta e amplifica la cosidetta “psicopatia collettiva” ovvero, mentre osservo la foresta mi perdo gli alberi.

      La psicopatia invece può collegarsi molto bene ai fenomeni più politicamente complessi come quello dei “cosiddetti Gatekeeper”.

      Esempi di gatekeeper?

      Noam Chomsky a “sinistra” e Steve Pieczenik “a destra” e poi, naturalmente, diversi attori minori. La questione del riscaldamento globale di origine antropogenica è una bella fregatura per esempio. Primi gatekeper? Al Gore e Obama. Poi papa Bergoglio che addirittura ha mescolato i Vangeli con l’ultimo testo dell’IPCC. Ho fatto un esempio abbastanza ecclatante. Di come solo uno psicopatico possa portare milioni, miliardi di persone verso un burrone. Ovvio che loro pensano di salvarsi dal precipizio. Oppure sono matti, completi.

      Grazie della lettura.

       
      • Nexus il said:

        Esiste un libro molto interessante che pone in relazione la psicopatia con il potere (e con l’ambizione per ottenerlo).
        Il libro in questione è “L’Istituto Tavistock / L’organismo occulto che governa le nostre menti ” di Daniel Estulin.
        Davvero illuminante!

         
        • DANILO FABBRONI il said:

          Estulin è bravo ma rimastica bolo digerito da altrui; John Coleman aveva già dato ampia informazione sul Tavistock anni ed annui fa.

           
      • aikidoka il said:

        Eccomi.
        La prima cosa che salta all’occhio quando ci si appresta a concentrarsi per vedere di capire di che si parla, esattamente, usando il termine “potere”, è l’estrema difficoltà a pervenire a una definizione che non sia o del tutto non pertinente, oppure circolare.
        Vediamo come definisce “potere” il dizionario Corriere.it (per altre fonti, è la medesima solfa):
        1. autorità, facoltà, diritto
        2. forza, capacità, possibilità, attitudine, virtù, dono, dote
        Vediamo ora come la stessa fonte definisce il primo dei termini: autorità.
        1 Potere legale di governare i comportamenti sociali SIN facoltà, potestà: a. dello stato; estens. complesso di organi e persone dotate di tale potere: a. giudiziaria || a. costituita, riconosciuta pubblicamente | agire d’a., imponendo il proprio potere.
        Bene, come volevasi dimostrare, la definizione è sfacciatamente circolare (potere > autorità; autorità > potere; dunque, v’è fallacia, perché il soggetto è identico al complemento). Ma non è tutto; alla circolarità si aggiunge un madornale errore semantico, giacché “potere” e “autorità” non sono affatto sinonimi. Stessa cosa per forza, capacità, ecc… dato che è evidente che si può avere la forza e la capacità (di fare qualcosa), senza avere il potere di farla; un esempio per tutti, posso essere capace di costruire una sedia, ma non ho il legno, oppure mi è stato proibito. Fate da voi la prova con qualsiasi dizionario, il risultato, se sarete rigorosi, sarà identico.
        Una definizione generalissima e condivisa di potere, giacché da qualche parte bisogna partire, è: “la capacità di ottenere obbedienza”. Non ci si faccia ingannare, comunque, e si noti che la locuzione “la capacità di” è pressoché sinonimo di potere. “Essere capace di”, tanto per limitarci alla lingua inglese, si dice “To be able”, che è sinonimo di “Can”. Siamo al punto di partenza. Un fatto certo, che forse ci aiuta a uscire dallo stallo, è che il potere, qualsiasi cosa sia, implica il monopolio dell’uso della forza, e la legittimità alla minaccia e alla sanzione. Ma questo ci dice casa implica, ossia quali sono (almeno alcune) condizioni perché vi sia potere; ma non, ancora, cosa sia.
        La difficoltà, secondo me, consiste nello scambiare il “potere” per una specie di oggetto anche se complesso, mentre, con tutta evidenza, è un processo, una relazione, che potrebbe essere definita di tipo transazionale, che necessita di almeno due soggetti; uno nel ruolo one upmanship (dominanza), l’altro in quello one downmanship (sottomissione). La domanda più importante, la cui risposta ci avvicinerebbe alla soluzione della grande incidenza delle psico-nevrosi in chi maneggia il potere, concerne il cointesto in cui si formano e solidificano i due ruoli.
        Ma per questo giro ho scritto abbastanza o forse più; magari alla prossima. Per intanto sappiamo che quando pensiamo al concetto “potere”, deve esserci una qualche confusione nelle nostra testa, dato che, come mi pare di avere mostrato, non è per nulla semplice definirlo.
        Grazie ai volenterosi che sono arrivati in fondo.

         
        • Gianni Barbato il said:

          Caro Aikidoka ci sono molte cose interessanti nel tuo post . Stabiliamo alcuni punti fermi : forza e potere ,che sono in stretta
          relazione . Ma che tipo di relazione ? Secondo me è una relazione inversamente proporzionale . Più aumenta il potere e più diminuisce la forza che ti serve . Esempio ho il potere di uccidere chi voglio , basta che metto il dito all’ingiù ed è fatto . Ma per capire bene la simbiosi di forza e potere ci aiuta la fisica .
          IL Potere è l’energia potenziale la forza è l’energia cinetica . Quando l’energia potenziale diminuisce aumenta l’ energia cinetica esempio un sasso che viene lanciato verso l’alto . Questo ci riporta alla nostra discussione sulla natura duale dell’universo , che poi con il principio dell’ equilibrio che nessuna delle entità chiamiamole genericamente A e B devono prevalere diventa trino . Nella fisica il principio di equilibrio è chiamato conservazione dell’ energia .Ora un osservazione importante . In automobile l’energia del carburante viene trasformata in energia cinetica se si fa la somma i conti non tornano . Torneranno esatti se si considera l’attrito che in sostanza è calore che si disperde e mai più si recupererà . Veniamo ora a considerazioni più attinenti al tema trattato . La pazzia legata al potere subentra quando nel uomo viene spezzato l’equilibrio potere
          forza . La pazzia è l’attrito cioè energia mentale dispersa e mai più recuperabile che ha la sola funzione di riportare tutto ad una legge di conservazione . Nella storia dell’uomo abbiamo moltissimi esempi in cui la forza e il potere si sono equilibrati e altrettanti numerosi di quelli che non si sono equilibrati . IL tema forza- potere
          diventa ancora più pregnante con lo studio bella Bibbia già a partire dalla cacciata dal Eden . Ma mi fermo . Forse ho abusato già troppo della pazienza dei lettori .

           
  7. roberto il said:

    Ogni qualvolta gli USA sembrano uscire sconfitti da qualche disputa militare, come per esempio in Vietnam, in realtà ne escono sempre bene. Il loro obbiettivo è creare tensioni per inviare militari, o mercenari, fondare nuove basi come in Kosovo, e soprattutto vendere armi, tante armi, attualmente la loro unica vera industria. Anche se la guerra siriana finisse con una Siria integra e l’Iran alle porte di Israele i risultati citati sarebbero comunque ampiamente raggiunti e il relativo prezzo addebitato agli altri. Per quanto riguardo il pericolo che la situazione si incendi credo che ci siano tutte le possibilità che ciò avvenga, molte guerre totali sono state il frutto di lunghe tensioni che poi sistematicamente degenerano senza più possibilità di controllo. E poi chi ha organizzato per esempio l’11 settembre non credo proprio che si fermerà adesso, chissà cosa ci stanno preparando per i prossimi mesi.

     
    • emanuele777 il said:

      Gli USA avrebbero raggiunto i loro risultati?? hanno perso definitivamente la faccia davanti al mondo, e peggio ancora non possono più essere i poliziotti globali.
      I tempi dell’11 settembre e del Kosovo non sono paragonabili: allora gli Stati Uniti erano l’unica superpotenza di dominio mondiale, potevano insegnare la morale e fare le mosse sporche, e avevano sempre e solo da guadagnarci.
      La Siria è invece il primo cambio di regime fallito dopo la caduta del muro di Berlino (come ricordato da Dezzani), credo possa essere considerata come la fine del dominio americano sul mondo: dopo aver proclamato per anni che Assad se ne doveva andare hanno semplicemente fallito, e non possono più imporre politiche senza confrontarsi con Russia e Cina.
      Al di là delle mere questioni militari, il danno a livello simbolico non ha prezzo

       
  8. stefanoG il said:

    traggo dall’articolo: “…un sinistro avvertimento del ministero della Difesa: “gli aerei e droni della coalizione internazionale individuati ad ovest del fiume Eufrate saranno d’ora in avanti monitorati e considerati come bersagli”

    A parte che non si capisce perché i russi si limitano a parlare dell’ovest dell’Eufrate e non anche dell’Est dello stesso….mi sembra cha la versione integrale dell’avvertimento russo sia però questa:”Tutti gli oggetti volanti, inclusi droni e velivoli della coalizione internazionale, nel cielo siriano a ovest del fiume Eufrate, in cui hanno luogo le operazioni militari della nostra aviazione, saranno bersagli dei sistemi di difesa aerea russi”, si legge in una nota ufficiale del dicastero.”
    Notate che si specifica che saranno considerati bersagli solo gli oggetti volanti nelle zone (a ovest dell’Eufrate) IN CUI HANNO LUOGO LE OPERAZIONI MILITARI DELL’AVIAZIONE RUSSA.
    Mi sembra che ci sia una differenza sostanziale rispetto alla versione riportata nell’articolo di Dezzani perché i russi stanno dicendo di considerare bersagli solo gli aerei che dovessero volare nelle zone delle operazioni militari russe … perciò, se gli ammerecani dovessero abbattere altri aerei siriani o bombardare ancora truppe siriane in zone in cui non sono presenti forze russe, non ci sarà nessuna reazione russa!
    Una formula che trovo abbastanza (forse fin troppo) misurata e che ribadisce semplicemente la posizione che i russi hanno sempre tenuto: “bombardate pure i siriani…l’importante è che non toccate noi russi”!
    Quello che c’è di nuovo nella posizione russa è che hanno sospeso i famosi accordi con gli ammerecani volti a tenere aperta una linea telefonica tra comandi militari per impedire incidenti e scontri diretti.
    Insomma c’è un leggero inasprimento di toni ma niente di nuovo!
    Quello che c’è di nuovo, invece, è la posizione sempre più aggressiva degli ammerecani: prima il bombardamento coi missili Tomawak, ora l’abbattimento di un aereo siriano.
    Difficile dire se questi fatti siano solo colpi di coda di chi oramai è sostanzialmente sconfitto, oppure l’inizio di una strategia più interventista…io propendo per questa seconda ipotesi ma spero tanto che abbia ragione Dezzani.

     
  9. stefanoG il said:

    Devo correggere un’ imprecisione del mio precedente commento: in realtà già dopo i missili lanciati sulla Siria dagli ammerecani, i russi interruppero le linee di comunicazione salvo poi riprenderle. Ora le chiudono di nuovo…salvo riaprirle di nuovo?

     
  10. Il punto di vista.
    La convenienza.
    Il bias di conferma.
    Osservando quel che accade. Il gioco del dominio.
    La lotta agli stati sovrani procede per zone geografiche.
    Se questi Stati sono nemici, si cerca la giustificazione morale per ,muovere guerra nell’ ottica di cio’ che resta dell’onu. Altrimenti si ricorre al pretesto per generare il caso. Oppure dietro i pilastri della democrazia e dei diritti individuali si utilizzano ascari compiacenti e mercenari esteri arruolati in qualche paese gia’ distrutto.
    Nel frattempo ci si muove anche dentro le mura verso i propri (???) popoli. Ridisegnare la massa. rieducarla al nuovo.
    Se invece gli stati sono formalmente “amici” si generano organizzazioni sovranazionali per spogliare lo stato delle sue funzioni. Nel frattempo si agisce sulla sua popolazione operando contro la maggioranza e lo stile di vita. Sezionando le societa’ ed esaltando l’individuo a dispetto della socialita’.
    Liberismo. Si parla tanto di DIRITTI INDIVIDUALI ma non si parla piu’ di LAVORO E BENESSERE ECONOMICO. Nel mondo monetario ed economico del grande gioco e’ la monetizzazione a fare di un uomo “economico” un uomo LIBERO di spendere.
    Possiamo discutere di cosa sia un uomo. Del suo fine. Delle sue dimensioni. Ma senza moneta(misuratore della ns vita e del metodo di soddisfazione dei bisogni primari…tutto ha un prezzo se tutti riconosciamo al un bene un controvalore in moneta riconosciuta) in questo sistema egli ha poco spazio di manovra. Avra’ diritti individuali o di categoria…nei confronti della maggioranza di una volta…ma non ha peso economico.
    La massa segue la moneta e chi la gestisce. O si crea una massa alternativa o si rimane al palo.
    Cultura e radici. Usi e costumi. Sono nemici del nuovo che avanza. Il Risparmio non viene favorito.
    Ora e adesso e che fine fa il vincolo fra generazioni?
    Mentre si cerca di interpretare la storia altri la scrivono con piani ben precisi che produrranno i loro frutti nei tempi. Tutto quello che fanno e’ studiato e programmato, compresa l’immigrazione e la mezcla di culture diverse.
    Esiste qualcuno che lotta contro questa deriva dei tempi?
    Un contro potere?
    I migliori amici dei lobbisti siamo noi individui e la nostra scala temporale che spazia tra oggi e domani, le nostre debolezze. Tutte le masse sezionate possono essere usate come portatrici di specifici interessi da usare …contro.

     
  11. learco il said:

    Trump e gli USA non possono andarsene dal medio oriente come se niente fosse, perchè Israele e la sua potente lobby americana non lo permetteranno mai.
    Lo abbiamo visto nel caso dell’Iraq, quando le pressioni sulle varie amministrazioni statunitensi sono continuate fino alla cacciata di Saddam.
    Poi è venuta la sconfitta in Libano nel 2006 contro Hezbollah, rifornita e addestrata da specialisti militari iraniani, e subito gli israeliani si sono resi conto che, senza Saddam che faceva da ostacolo, armi e istruttori persiani potevano tranquillamente spostarsi da Teheran a Beirut senza problemi.
    Così, gli americani, su diretta pressione israeliana, hanno cercato di destabilizzare la Siria, tramite l’ISIS e movimenti terroristici vari, per interrompere i collegamenti tra Iran e Hezbollah; ma anche questo tentativo è finito male per l’intervento diretto della Russia alleata di Assad e degli ayatollah.
    Per Israele questo legame via terra tra Teheran e Beirut, attraverso l’Iraq sciita e la Siria, è un pericolo mortale e, dopo aver fallito la distruzione di questi due Paesi, per interromperlo non gli resta che l’opzione dell’attacco all’Iran da parte dei fedeli americani.

     
  12. Orazio il said:

    Visto che sono i soldi che fanno le guerre, non certamente la politica o la religione, vorrei segnalare che la riduzione del prezzo del petrolio ovvero i petrodollari, asse molto caro agli americani, hanno effetti perversi anche per loro.
    Se il prezzo continua a scendere e molte nazioni in particolare arabe …. Qatar, Kuwait, Arabia Saudita, nette esportatori di petrolio, si trovano a mal partito.
    Fine dei finanziamenti agli Americani, tramite acquisti di titoli di stato, riduzione delle riserve economiche/finanziarie accumulate e in parte depositate in USA, mal contento generale in tali popoli, fine delle guerre finanziate da tali paesi…
    Come ho detto la guerra si finanzia….
    Ma se queste non si possono più finanziarie e il dollaro è in forte recessione “anche per i motivi sopra esposti”, mi spiegate che cosa potrebbero ancora fare gli AMERIKANI?

     
  13. learco il said:

    Trump non potrà andarsene dal Medio Oriente senza prima aver garantito la sicurezza dei suoi alleati israeliani e sauditi, le cui lobby sono potentissime negli Stati Uniti.
    Lo abbiamo già visto con Saddam, colpevole di essere una potenziale minaccia per gli amici degli USA e per questo combattuto fino alla morte, per poi rendersi conto che senza di lui l’Iran aveva esteso la sua influenza fino al Libano e poteva senza ostacoli inviare armi e istruttori militari a Hezbollah.
    Quando nel 2006 gli sciiti libanesi hanno inaspettatamente sconfitto l’esercito israeliano, per gli USA e compagni è diventato prioritario interrompere il collegamento tra Teheran e Beirut.
    Da qui l’invenzione dell’ISIS e il tentativo di destabilizzazione della Siria, andato a vuoto per l’intervento russo.
    Adesso, l’unica opzione credibile per far dormire a israeliani e wahabiti sonni tranquilli è l’attacco all’Iran da parte degli USA o un qualche tentativo di destabilizzazione ai suoi danni utilizzando nemici politici o etnici interni.

     
    • Robertus il said:

      Ce li vedo i ‘Cani ad attaccare l’Iran dopo le esercitazioni della marina militare cinese assieme a quella iraniana nello stretto di Hormuz. 😉

       
    • I militari americani e i loro compagni di merende sono ormai alla frutta in medio oriente; sono rimasti bloccati in mezzo al deserto e i russi aspettano che il frutto cada dall’albero.I tempi della prima guerra del golfo sono lontani e dimenticati ormai.La guerra all’Iran gli americani semplicemente non se la possono permettere e il lancio iraniano lo dimostra:i professionisti della distruzione in casa altrui non sopportano di pagare il prezzo in prima persona.Il bullo arrogante e orgoglioso si e’ invecchiato ed e’ diventato flaccido ormai.

       
    • Guido il said:

      La sicurezza degli israeliani è garantita dagli israeliani. Punto.
      Non hanno bisogno di nessuno. Hanno 400 bombe atomiche e la capacità di usarle. Se qualche imbecille vuole provare i carri israeliani od i caccia, si accomodi. Anche su quel fronte, non c’è nulla da temere.
      Putin lo sa, ed ha garantito agli israeliani che la guerra non atomica, non si farà contro israele. perchè, se israele perdesse vite umane, attiverebbe l’atomica. Punto.
      Quindi Trump può ritirarsi quando vuole.
      Se si ritirasse da Afghanistha, iraq, ecc. farebbe bingo. Se lasciasse anche Nato ed affini, meglio ancora.
      Ognuno deve imparare a farsi i cazzi suoi.
      Macron ha dato il contentino alla lobby ebraica del pase- non indifferente- gli ebrei sono 600.000 in Francia, non i nostri 30.000 italiani, dichiarando che attaccherebbe la Siria se superasse la “linea rossa” delle armi chimiche. Non succederà. Se vi saranno attacchi chimici, si scoprirà- stavolta- che sono armi in mano ai “ribelli” o agli jadisti.

       
  14. learco il said:

    USA e alleati stanno perdendo il confronto strategico e militare con Iran e Russia, ma il rischio più grande è l’abbandono parziale o totale del dollaro, per i pagamenti di petrolio e gas, a favore dello yuan legato all’oro.
    Dal 2012 l’Iran accetta lo yuan e così la Russia, mentre il Qatar dovrà farlo se vorrà far passare il suo gas attraverso il territorio persiano verso la Cina.
    Nel prossimo futuro altri Stati produttori di energia potrebbero essere tentati di accumulare riserve valutarie in moneta cinese collegata all’oro invece del dollaro che poggia solo sulla forza militare americana.
    Dal 2014, inoltre, l’Arabia Saudita, a causa del calo del prezzo del petrolio, non riesce più ad accumulare il surplus necessario per l’acquisto dei titoli del debito americano e di conseguenza a finanziare le immense spese militari USA, che ammontano a 600 miliardi di dollari l’anno.
    Quindi, dopo gli errori clamorosi commessi in Medio Oriente dal 2003, si stanno accumulando una serie di eventi negativi che potrebbero portare ad un declino molto rapido dell’impero statunitense.

     
  15. ENEA il said:

    Per i lobbisti/sistema…… gli Stati nazionali sono:
    – marchi di societa’ per azioni quotate?
    – recinti di comodo?
    – accumulatori di potenza/economia/ricchezza?
    -pedine da usare a seconda della politica da realizzare?
    -strumenti di forza contro altri?
    il golem.
    Se gli usa dovessero crollare…verrebbe usato un nuovo strumento per imporre…il punto di vista?
    Sarebbe interessante ripercorrere la storia piu’ o meno ufficiale per verificare se esiste una longa manus capace di far accadere e guidare i fatti salienti della STORIA, fatti che hanno spostato equilibri e generato rivoluzioni politiche e sociali.
    Cosa sono gli Stati e di chi?
    Hardware e software.

     
    • Francesca Ancona il said:

      Bravo Enea, interessante riflessione; se gli Usa dovessero crollare cosa succederebbe? Cambierebbe tutto totalmente, ma come cambierebbe? Ogni ipotesi è aperta, potrebbe essere positiva o anche negativa.
      Buona sera a tutti

       
    • emanuele777 il said:

      Se gli Stati Uniti dovessero crollare (sono quasi a un pelo dalla guerra civile) e l’Unione Europea sfaldarsi, con ottime probabilità ritorneremmo a governarci da soli, con una spinta neo-autoritaria delle istituzioni, a discapito della dottrina liberista (per modo di dire) di oggi.
      Il potere vero, nonostante tutte le apparenze contrarie, appartiene ancora ai governi ed alle masse: il solo problema è che non lo esercitano, come dice Barnard: vi linko un articoletto interessante, in particolare nella seconda parte

      http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1592

      Non vi preoccupate di quello che faranno i lobbisti, il Bilderberg e compagnia bella: lasciate per una volta che siano loro a preoccuparsi di quello che facciamo noi

       
      • Francesca Ancona il said:

        Grazie Emanuele, interessante e vero l’articolo di Barnard, crudo com’è sempre il suo stile. Ma, voglio aggiungere un altro motivo per cui noi non lo facciamo. Qualcuno molto religioso non concorderà, io penso che abbiamo, da secoli, le mani legate con tutta la storia della cristianità, per carità, rispetto chi crede, sono cresciuta con questa fede, l’ho amata, ma poi mi sono venuti dei dubbi e potrei anche sbagliarmi, ma vedendo le cose che vedo…bah. Quindi, questa storia caritatevole del “porgi l’altra guancia”, dei santi che si spogliano dei beni materiali, in pratica ha insegnato all’uomo comune a non desiderare l’avidità, a non approfittare, non sopraffare l’altro, ha insegnato a chinare la testa al superiore. In pratica, tutta questa educazione non fa altro che tenerci a debita distanza dalle autorità. Loro si sentono sicuri, protetti, noi non avremo mai manie di grandezza. Intanto loro possono fare i comodi che vogliono, senza dare conto a nessuno. Loro possono, e lo fanno, calpestarci, noi non ce la sentiamo, non è nelle nostre corde. E’ difficile spiegare con un post, i miei sono dubbi che Barnard mi ha risvegliato, non siamo idioti, abbiamo solo avuto un bel lavaggio del cervello (ripeto, posso sbagliarmi e mi scuso con chi è profondamente credente))

         
        • Giangni Barbato il said:

          Cara Francesca ti piace Barnard ? La vedo molto male per te .
          Non prendertela , mi piace avvertire le vittime .

           
        • Francesca Ancona il said:

          Caro Gianni, a me non piace Barnard, cioè, poverino, non mi è simpatico diciamo, però sento che in qualcosa è sincero. Io ho solo preso spunto dall’articolo postatomi da Emanuele, e mi sono ricordata delle mie personali riflessioni che ho voluto riportare, che siano dubbi, verità, o scemenze, tutto qui. Barnard non mi cambia la vita, non cambia il mio parere personale.

           
        • emanuele777 il said:

          Porgi l’altra guancia è un concetto che è stato ampiamente estremizzato: è un concetto giusto, ma non è certo l’unico insegnamento cristiano.
          Gesù aveva insegnato l’amore verso il prossimo in un contesto che era un mondo imperniato di violenza: allora sì che gli insegnamenti cristiani erano rivoluzionari, ma il mondo di oggi è diverso.
          Quanto all’uomo che non deve desiderare l’avidità è una cosa che condivido, ma guai a confondere questa con la sottomissione, con il chinare la testa o il lasciarsi sopraffare dai potenti.
          Se vai a leggere certe storie dei santi che hai citato, scopri che non erano esattamente degli elementi ‘sottomessi’.. tutt’altro, i più erano dei veri duri che si lasciavano (letteralmente) uccidere pur di difendere quello in cui credevano.
          E ricordo che Gesù stesso aveva letteralmente aggredito i mercanti al tempio, rovesciando le loro mercanzie.
          Confondere il cristianesimo con questa melassa buonista marcescente petalosa che ci viene dipinta oggi lo trovo parecchio avvilente.. diamo tempo al tempo

           
        • Gianni Barbato il said:

          Cara Francesca , Barnard sincero è un dato di fatto , non lo discuto .
          Ma è troppo narcisista e qualsiasi critica serrata e decisa a quello
          che dice lo prende come un attacco personale e si infuria con chi
          non è d’accordo con le sue tesi specie in materia di economia .In
          sostanza pensa di avere la verità in tasca e di saperne di più e meglio di tutti . In questo senso ti avevo messo in guardia , ma tu hai chiarito
          tutto con la risposta alla mia osservazione . Ciao

           
        • Francesca Ancona il said:

          Emanuele, se parliamo di Gesù è una cosa, se parliamo d’indottrinamento cristiano è un’altra (e non solo cristiano). Gesù era un uomo fortissimo, più potente di ogni potente che agisce prepotentemente. Il martirio, resistere ad un martirio è un esempio di forza superiore ad ogni altra. Ma quanti hanno la personalità del Cristo? Alla massa sono passati solo certi principi, quelli che si voleva far passare, la bontà, la sottomissione, la carità, il perdono, il non desiderare di più, l’essere mansueti, ecc. Ma certe sfumature, di grande potenza, le vere armi del Cristo, non tutti le possono cogliere e fare proprie

           
      • Giove il said:

        Non sono d’accordo. Barnard depista e devia l’attenzione. Tralascia di dire (forse volutamente) che la maggior parte degli eletti delle Democrazie occidentali, in maniera diretta o indiretta, sono stati eletti proprio grazie a quei danari delle multinazionali, tanto bistrattati nell’articolo. Sopra i politici, quindi, le multinazionali, hanno lo stesso ascendente del padrone che ti ha pagato gli studi per farti diventare “Medico” e adesso tu però fai quello che ti dico io e mi curi gratis. Da non sottovalutare inoltre, il famoso “tessuto connettivo massonico” che pare e ripeto pare, interconnettere con rapporti diversi ma comunque sempre di sudditanza, tutta l’elite occidentale, soggiogandola in via ultima ai gruppi di potere anglo-americani.

         
  16. confuso il said:

    Scusi @Learco (o anche @Dezzani),
    perché i Secret Masters hanno “concesso” l’approvazione della Brexit per poi rimangiarsi la parola?

     
  17. ENEA il said:

    E del CETA che si dice?
    Altro trattato pro domo loro?
    Il canada e’ piu’ carino degli usa…nevvero?

     
  18. Jean il said:

    Andiamo verso la creazione del “croissant” sciita allora Dottor Dezzani? 🙂

     
    • Il Giusto il said:

      Sembra di si, Jacques Attali, ehm pardon, Macron, ha appena avvertito Assad:
      “LA FRANCIA BOMBARDERA’ LA SIRIA”.
      http://www.maurizioblondet.it/10952-2/

      In ogni caso il corridoio sciita che parte dall’Iran è già realtà da quando gli anglofoni hanno defenestrato Hussein.
      E intanto in Russia le oche mestruate femministe continuano a disturbare ulteriormente Putin, abbracciando la causa LGBT.
      L’Europa è alla deriva…

       
      • Gianni Barbato il said:

        Gianni Barbato @ Il Giusto . Grazie per la segnalazione , Articolo e blog interessantissimi . Ciao

         
  19. ENEA il said:

    Lasciare che gli altri ne paghino le conseguenze dei fuochi accesi.
    Guerre combattute direttamente o indirettamente.
    Per loro la vittoria finale e’ un concetto distinto da quel che noi consideriamo tale.
    Fingere, mentire distruggere vite e risorse altrui e poi osservare.Il tempo. Le generazioni. Salto nel buio.
    Non ragionano come noi.
    Chiediamoci perche’ e in nome di chi o cosa possono dichiarare guerra quasi ovunque senza che nessuno si sollevi piu’?
    Si torna al far west?

     
  20. StefanoD il said:

    Se gli USA vorranno fare la guerra alla Russia ce ne accorgeremo quando verrà attaccata la Korea del Nord. Quello sarà il segno. Per battere uno stato grande come la Russia occorre attaccarlo su tutti i fronti. Quello ovest e quello sud registrano già la presenza delle forze USA. Manca il lato ovest. Quando anche quel lato sarà occupato con una ingente presenza di forze USA allora prepariamoci all’attacco finale…

     
    • No , mi sembra piuttosto chiaro che gli U$A vogliono solo creare uno stato guerra”tiepida” in europa per tenere separate e in fase conflittuale €U erussia ,e affinché questo stato di guerra “controllato” porti al cedimento interno alla russia come già avvenne con l’ URSS.
      Nel caso poi la “temeperatura” salisse verso una “guerra calda” lo scopo americano sarà tenerla comunque confinata in europa come nelle precedenti WW.
      Per gli U$A sarebbe vittoria in ogni caso; ma il loro problema è che la russia non abbocca e quindi ce la devono costringere in tutti i modi.

       
      • StefanoD il said:

        dimentichi un particolare non trascurabile. L’economia degli USA versa in condizioni disastrose rispetto agli anni del crollo dell’URSS. L’industria è scappata oltre i confini nazionali e il dollaro perde terreno ogni giorni. In questa situazione sono gli USA che rischiano la disintegrazione politica (lo scontro in atto tra le diverse fazioni del deep-state ne sono conferma) ed economica. Prima che questo avvenga, qualche cane pazzo negli USA potrebbe tentare il tutto per tutto provocando una guerra convenzionale. Non mi sembra che in USA sia stato il buon senso a prevalere negli ultimi anni.

         
  21. Aikidoka il said:

    @Gianni Barbato,
    posto qui in basso, perchè sotto il tuo post non appare “Rispondi”.
    Le tue osservazioni sui rapporti tra, e sugli aspetti fisici di, potere e forza in ambito naturale sono interessanti e condivisibili. Non credo possano essere posti in relazione analogica con i corrispettivi nel mondo umano. Io ho analizzato e seguito fino in fondo (almeno credo) i correlati del potere, le sue costanti antropologiche sociali, psicologiche, politiche; e penso di aver capito sia la genesi, sia la dinamica di questo fenomeno “Potere”. Approfitto della tua disponibilità per farti una domanda: in quella che è la cellula base delle società umane, la famiglia, secondo te (rifletti un momento prima di rispondere), i rapporti tra i membri sono regolati dal potere? Ovviamente, mi riferisco a una famiglia normale, ove, soprattutto, i genitori siano normali. Non anticipo la mia opinione; anche se non dovrebbe essere difficile capire quale sia.

     
    • Gianni Barbato il said:

      Caro Aikidoka in effetti non c’è l’icona rispondi .
      La domanda che mi poni si può anche generalizzare ; Nel preciso istante che l’individuo A viene a contatto con l’individuo B nasce ipso facto un rapporto di potere e di forza . Si pone quindi immediatamente il problema di gestione dei rapporti che implicano la nascita di regole convenzioni e adattamenti per gestire il rapporto nel tempo .
      La famiglia non è che un sottogruppo del caso generale quindi i rapporti sono regolati da forme di potere . Ma preciso: il potere è una
      energia . Le forme del potere sono le espressioni con cui esso si evidenzia .
      Sempre dalla fisica .Esiste L ‘ ENERGIA poi questa si manifesta in energia eolica, chimica , nucleare , cinetica ,statica ecct . Quello che si
      dimentica è che dato il Potere ed ipso fatto la Forza nasce immedia-
      tamente il concetto di EQUILIBRIO . Fai conto che hai un asse di lunghezza L , ad un estremo hai il Potere all’estremo opposto la Forza
      Se quantitativamente il potere uguaglia la forza il fulcro è a mertà
      dell’asse . Se il Potere è maggiore della forza il fulcro si sposta
      verso il Potere , se invece è la Forza a prevalere il fulcro si sposta verso
      di essa . Al limite se uno dei due estremi è abnorme rispetto all’altro la
      leva salta perché il fulcro è andato a finire in uno degli estremi , Nella specie homo sapiens sapiens il fulcro è la società con tutte le sue convenzioni ,leggi , regole ,usi costumi ecc . IL Potere coincide con la grande finanza che ha assunto proporzioni gigantesche .Per cui il problema dal punto teorico per me si pone in questi termini ; Riuscirà l’uomo sapiens sapiens a portare il fulcro verso il centro per ristabilire
      l’equilibrio ? Se si avremo un futuro se no le leggi dell’ equilibrio violato verranno ristabilite dalla scomparsa della nostra specie .

       
      • Aikidoka il said:

        Grazie della risposta, caro Gianni.
        Scrivi;
        “La famiglia non è che un sottogruppo del caso generale quindi i rapporti sono regolati da forme di potere”.
        Quanto da te dichiarato mi porta a chiederti se concordi con la definizione generalissima di potere da me data post fa: “Un fatto certo, che forse ci aiuta a uscire dallo stallo, è che il potere, qualsiasi cosa sia, implica il monopolio dell’uso della forza, e la legittimità alla minaccia e alla sanzione”.
        I casi possibili sono due: o sei d’accordo con la definizione (perfettibile e ampliabile), o non lo sei. Non tertiur.
        Se sei d’accordo e se non ho frainteso, la coesione, l’armonia, e l’organicità, della famiglia tradizionale sarebbero state date dall’uso della forza in regime di monopolio da parte del padre-sposo, la cui podestà legittimava sia la minaccia che la sanzione. Analogamente, i figli avrebbero obbedito per evitare la conseguenza della minaccia, ossia la sanzione. Questo, se vero, negherebbe tutto quanto sappiamo della famiglia tradizionale, e non solo nell’area greco-romana e successivi sviluppi. Se sei d’accordo con la mia definizione, e sempre che non ti abbia frainteso, il ruolo della “pietas” – pilastro fondante di tutto il mondo antico, non solo della famiglia – verrebbe azzerato.
        Ipotesi B, esiste una definizione di potere, tale da poter spiegare sia il fenomeno della “pietas”, sia l’obbedienza di tutti gli anelli della catena di comando sottostanti al potere centrale. Una tale definizione non riesco ad immaginarla; l’eterogeneità dei casi è radicale.
        Ergo, probabilmente ho interpretato male quanto hai scritto; anche se “La famiglia non è che un sottogruppo del caso generale quindi i rapporti sono regolati da forme di potere.”, mi pare piuttosto chiaro.
        Se c’è minaccia e sanzione, in sintesi, non può esservi pietas; giacché questa è per definizione incompatibile con la costrizione. Ma sicuramente ci siamo fraintesi.

         
        • Gianni Barbato il said:

          Caro Aikidoka ti risponderò in modo più dettagliato stasera . Ora ti voglio solo chiedere se hai visto il film dei fratelli Taviani intitolato
          Padre Padrone . Ciao

           
  22. Aikidoka il said:

    Sì, lo vidi anni fa; un distillato di propaganda destruens. Nè Ledda, né i Taviani, sembrano capire la differenza tra autorità ed autoritarismo, essendo il secondo la caricatura grottesca e violenta del primo. Che l”autoritarismo esista è cosa ovvia, lo vediamo e lo respiriamo tutti i giorni, e le sue conseguenze sono tra i principali temi trattati in siti come questo. Denunciare il primo, allo scopo di decostruire e delegittimare il secondo è appunto, una delle tecniche più collaudate della propaganda che, se mi si passa l’approssimazione, definirei sovversiva. Un padre come quello dei libro-film è semplicemente un delinquente cui, in una società normale, sarebbe stata tolta la patria podestà.
    La grandezza multisecolare di Roma, per limitarci alla nostra area, fondò su quell’elemento cui ho accennato prima, la pietas (che va sempre nei due sensi, genitori > figli, figli > genitori). In sua assenza, fenomeno nella nostra società galoppante, le culture si autodistruggono.

     
    • Gianni Barbato il said:

      Caro Aikidoka sono contento che hai visto il film così posso essere più preciso . Ma andiamo con ordine .” il potere, qualsiasi cosa sia, implica il monopolio dell’uso della forza, e la legittimità alla minaccia e alla sanzione”. Io contesto questa affermazione perché non può assolutamente esistere il monopolio della della forza e pertanto non può esistere il potere assoluto .Lo vietano le leggi dell’equilibrio che reggono l’intero universo .Nell’intero universo non c’è niente che abbia un monopolio di qualsiasi cosa . I rapporti umani rientrano nell’ambito delle leggi che governano l’universo e non possono fare eccezione .
      Molti uomini si sono illusi di conseguire potere e avere un monopolio della forza , sono
      durati giusto il tempo che le leggi universali hanno tolto loro qualsiasi speranza di riuscire nell’intento . Io non conosco NESSUNA eccezione a tale regola.
      Veniamo ora alla pietas romana . Riporto le tue parole ” Se c’è minaccia e sanzione, in sintesi, non può esservi pietas; giacché questa è per definizione incompatibile con la costrizione ” Dissento . Giustamente tu hai riportato che Roma sulla pietas ha fondato
      la sua grandezza . Ma cosa è la pietas romana ? Consiste nel rispetto dei valori tradizionali quali la famiglia, la patria e la religione . Infatti Enea veniva soprannominato il pio non perché fosse buono e misericordioso, ma perché era non solo particolarmente devoto agli dèi, come si vede dalla cieca fiducia che ripose nei loro presagi, ma anche perché incarnava perfettamente i valori di rispetto dell’unità familiare, come si vede nell’Eneide, durante la fuga da Troia, quando Enea si fa carico sia del figlio, sia del padre Anchise. Enea obbedisce sempre agli dèi e al fato, mettendo in secondo piano le vicende personali come l’amore per Didone. ( da WIKIPEDIA )
      MA Enea fustigava suo figlio Ascanio ,come ogni buon padre familias romano ( che aveva potere di vita e di morte sui figli ) dopo di lui .
      Non a caso i figli si rivolgevano al padre con il voi . L’usanza di bastonare letteralmente i figli è rimasta anche nel proverbio : Mazze e panelle fannu li figli belli, panelle senza mazze fanno li figli pacci . Le panelle = PIETAS ROMANA .
      Questo mi porta al ultimo dissenso con te . IL padre del film-libro e un padre dotato di
      pietas in modo notevole . Io toglierei la patria podestà a MOLTI padri moderni . Tutti bambini con il pelo sotto le ascelle e in altri posti che pensano di educare i loro figli .
      La nostra società è caratterizzata dall’estinzione del maschio sia come amante sia come figura di confronto-scontro con i figli .

       
      • Francesca Ancona il said:

        Ti assicuro Gianni, per esperienza, che si può educare anche senza mazze e panelle, ma bisogna sapere educare. L’educazione severa di cui parli forgiava tre tipi di persone (principalmente, poi ci sono le sfumature): gli autoritari, i bloccati (psicologicamente), i ribelli. Il fenomeno di oggi non è quello dell’educazione libera e buonista, ma proprio dell’assenza dell’educazione, dell’abbandono del figlio ad altri mezzi “educativi” sociali, i media, la scuola, internet, la strada, gli amici, ecc. Il bambino è completamente solo, da solo affronta la realtà adulta. La guida adulta (i genitori), rassicurante e amorevole, è importantissima per crescere bene. Questo è ciò che manca oggi. Forse manca proprio l’amore, il compito del dare: informazioni, esempi, guida, consigli, tempo. Troppo lungo il discorso e non è questa la sede giusta

         
        • Gianni Barbato il said:

          Cara Francesca 10 e lode . Ho riportato il proverbio solo per evidenziare la continuità nel tempo di queste usanze corporali e di
          come queste si siano radicate nelle pratiche educative . Non dimentichiamo che i ragazzi venivano picchiati anche a scuola dai
          maestri . A Roma ancora nel era 1800 DC. si portavano i fanciulli
          a vedere le esecuzioni capitali a P..zza del Popolo ed a esecuzione avvenuta ricevevano uno scappellotto dal padre come monito .
          Per l’educazione in famiglia ho già detto . Con la morte del PADRE
          ovvero la figura maschile non può che esserci educazione , Specialmente per il bambino . La bambina trova ancora una sponda verso la madre .

           
  23. Aikidoka il said:

    Grazie, Gianni,
    non ho pretesa di monopolizzare le conversazioni; se il proprietario di questo spazio me lo consente, ti risponderò domani. Nel mentre, una cosina lampo posso scriverla: mi pare evidente che nell’universo relativo non possa esservi nulla di assoluto (sarebbe una palmare contraddizione nei termini); tuttavia, sempre con la riserva di cui sopra (riserva che davo per scontata nel mio post), è innegabile che i monopoli esistono. FED, BCE e BOE, per dire, hanno il monopolio della moneta nell’area euro-atlantica; solo le loro divise hanno corso legale. I pochissimi casi di tentativi di monete alternative (vedi il SIMEC di Auriti) sono stati annientati proprio per via di un altro monopolio, quello dell’uso della forza e della sanzione. Sempre per dire, lo Stato si riserva il monopolio della fabbricazione dell’alcool; c’è chi lo fabbrica lo stesso, a suo rischio e pericolo; ma il monopolio permane. Ecc… per centinaia di casi.
    Mi sembra superfluo occupare spazio per dire cose così ovvie: la differenza tra relativo e assoluto è uno dei pilastri della filosofia, e del comune buon ragionare.
    Se mi sarà consentito, commenterò domani il resto del tuo post.
    Grazie, e buone cose a tutti.

    ni)

     
  24. learco il said:

    La zona di Al-Tanf si trova lungo la cosiddetta “strada sciita” che collega Teheran a Beirut e permette il passaggio di armi e istruttori militari iraniani verso gli Hezbollah libanesi.
    Quindi, il controllo di quest’area è fondamentale per la sicurezza di Israele e gli USA non potranno andarsene se non vogliono incappare nelle ire della potente lobby filoisraeliana.
    I buoni propositi di Trump di concentrarsi sui problemi interni e di mollare la presa sul Medio Oriente sono finiti da tempo ed è interessante notare che anche nel caso di Obama le cose erano andate nello stesso modo.
    Nel 2008 aveva vinto le elezioni promettendo il ritiro dall’Iraq e presentando una squadra di esperti in politica estera, contraria all’interventismo americano all’estero, che aveva convinto l’elettorato.
    Dopo l’elezione questi esperti erano stati allontanati e sostituiti da furiosi guerrafondai come la Clinton agli esteri, Robert Gates alla difesa e James Jones, ex generale dei marines, alla Sicurezza Nazionale.
    Risultato: guerre e spese militari sono continuate.
    Però non sappiamo se Obama mentiva agli elettori fin dall’inizio o è stato ricattato dallo “Stato Profondo” dopo l’elezione.
    Comunque, rimane il fatto che spingere il nuovo presidente a cambiare lo staff e a rinnegare le promesse elettorali è una pratica continuata anche con Trump con i risultati che vediamo.

     
  25. Thor il said:

    Il vaso di Pandora è pronto per essere richiuso, portando con sè tutti i mali del mondo. Solo allora si riuscirà a vedere oltre la cortina di menzogne che il “potere” ha posto davanti agli occhi del popolo, affinchè potesse essere sfruttato meglio.

    Il mondo non ha più oltremodo bisogno di:

    a) Corrotti e corruttori
    b) Mafie e società segrete
    c) Lobbies di potere, avidi e avidità
    d) Malvagi, falsi e menzogneri
    e) Del numero 17
    f) Ladri e assassini
    g) Vigliacchi e pavidi

    Esiste un Dio ? Ci ascolterà ?

     
  26. Aikidoka il said:

    Spero di non sbagliare nel considerare il silenzio del Dr. Dezzani alla stregua di assenso, per cui cercando di essere il più stringato possibile, torno alla tastiera.
    Avrei senz’altro preferito approfondire direttamente il tema “potere”, dato che esso è intrinsecamente correlato alla politica, oggetto di base di questo sito, ma non posso farlo lasciando in sospeso la questione di “Padre padrone”, di Ledda e dei Taviani, che comunque non è affatto estranea al nostro tema principale.
    Sono certo che “Padre padrone”, libro e film, è un’operazione di marketing politico costruita a tavolino, così come molti film e libri degli anni ’70 e seguenti. La serie convergente ed univoca di indizi che mi porta a questa certezza è la seguente:
    1°, nel mondo che conosco io, non accadono cose come questa: un pecoraio analfabeta, dal nulla culturale dell’orizzonte ovino della Sardegna profonda, con le sole sue forze, scardina quell’orizzonte; scrive un libro in buon italiano, che viene tradotto in 40 lingue (una cosa tipo la Bibbia); vince il premio Viareggio; si laurea in glottologia. Credo nei miracoli, ma perché ne avvengano di questo genere occorre che il miracolato sia anche cooptato da esperti in miracoli. Su questo punto ritorno appresso.
    2°, Esperti in miracoli sono i funzionari della Feltrinelli, ai tempi organica al P.C.I., fino al punto di esserne una delle tipografie di prestigio. Qualcuno in Feltrinelli legge il manoscritto di Ledda Gavino e decide di pubblicarlo, spingendone la visibilità attraverso tutti i media controllati dal P.C.I.. Ora, prima di prendere qualsiasi posizione, provate voi a mandare un vostro manoscritto a una qualsiasi casa editrice. Fatelo, provate. Qualsiasi cosa abbiate scritto – anche un’opera fondamentale per la specie umana – se non avete almeno un angioletto esperto in miracoli, o magari un sacrestano, o che so un chierichetto – la vostra opera non verrà neppure letta, e riceverete una lettera di ringraziamento standard, con la quale vi si informa che il vostro scritto è interessante, ma non si adegua al momento alla linea editoriale della Società. A Ledda Gavino questo non accade. Pubblicazione immediata e poi, a breve, traduzione in 40 lingue, e, il tempo di organizzarsi, dal romanzo viene scritta una sceneggiatura per un film.
    3°, gli sceneggiatori sono i fratelli Taviani, con tessera P.C.I., che saranno anche i registi del film. Il produttore è tale Gaetano De Negri, uomo e prestanome P.C.I. per la produzione di film propagandistici dell’epoca. I fratelli Taviani, cineasti di buon polso (a ciascuno bisogna dare il suo) fanno un film – per me noiosetto, ma sono gusti – che, guarda la combinazione – vince la Palma d’oro e anche il premio della critica internazionale a Venezia.
    4°, allego dei link, presso i quali si può leggere una storia diversa da quella raccontata dai proprietari del pulpito. Ad esempio, salta fuori che – salvo uomini organici al sistema di potere che ha portato a termine l’operazione “Padre padrone” – non si trova un sardo che riconosce come verosimile la storia di Ledda. Come mai? Primo e fondamentale argomento, la Sardegna – contrariamente all’opinione comune, rafforzata da libro e film – non ha una cultura patriarcale. Su questo ci si documenti bene, prima di eventualmente obiettare, si tratta di un fatto non di una opinione. In Sardegna predomina il matriarcato. Non sono sardo, ma di sardi ne ho conosciuti, e ho conosciuto bene anche la Sardegna; mi spiace, per una storia come quella di Ledda la location è sbagliata; semmai la Calabria. Neppure la Sicilia, dove il ruolo delle donna è ben diverso da quello rappresentato (e falsificato) da cinema e romanzi; in Sicilia, “a signura” gli uomini li fa trottare.
    http://www.ladonnasarda.it/magazine/chi-siamo/2713/riflessioni-sul-matriarcato-in-sardegna-tra-storia-e-realta.html
    https://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=4217.0
    https://forum.termometropolitico.it/371426-la-sardegna-e-matriarcale.html
    E qui un piccolo esempio, non il solo, di quello che i sardi pensano di Ledda e del suo capolavoro:
    https://www.youtube.com/watch?v=9beOzWVcLmU
    5°, Il risultato dell’operazione Ledda/Taviani/P.C.I. è una stilettata al cuore della famiglia tradizionale, attraverso un illusionistico scambio di ruoli tra il troglodita padre padrone del libro-film, e il buon padre di famiglia, o pater familias, di sempre. Operazione tanto riuscita che, da allora, la locuzione “padre padrone” è entrata nel lessico quotidiano a indicare, come segno primario di disvalore, ogni genitore maschio che non abdichi al suo ruolo. Più abbagliante di così ci si acceca.
    6°, infine, la pietas. Prendo volentieri a prestito una bella definizione, non di mio conio, ma della quale sottoscrivo ogni parola: “La pietas è definibile come una qualità universale, in quanto occupa i principali campi del vivere umano: si tratta infatti di dovere e devozione verso gli dei, di amore ed affetto, tanto per i genitori ed i figli quanto per la patria e gli amici, e infine di personale clemenza, giustizia e senso del dovere”. Ecco, questa fu la pietas prima che il patto generazionale e sociale fosse distrutto dalla opera metodica, sistematica, onnipervadente e corrosiva, di personaggi come quelli che abbiamo visto. Ora, tu, caro Gianni, mi scrivi che il padre padrone di Ledda è dotato di pietas addirittura un modo notevole!! Sarebbe come dire che il buio è notevolmente luminoso. Nel film che ho visto io, non ho letto il libro, il padre compendia le peggiori qualità negative di un genitore, oltre a essere di suo un primitivo, geloso, possessivo, tirannico, ottuso, sadico. Da dove possa spuntare la pietas in un simile figuro, che è la sua negazione, va oltre il mio orizzonte.
    7°, concludo. L’area della cultura greco-romana ha visto la predominanza del tipo umano del guerriero/ kshatriya, soprattutto nella romanità e nel suo sviluppo medioevale. Questo genere di uomo ha una sensibilità opposta a quello moderno, tutto sentimento e distintivo; per tacere degli attuali snowflakes, che ne sono la caricaturale negazione. Il bastone, quando necessario, era strumento di educazione alla verticalità, alla disciplina, all’ethos, alla fedeltà. Non era mai abusato, non frequente che i padri lo usassero; ma il suo utilizzo fu sempre lecito. Padri molto diversi dalla caricaturale rappresentazione di Ledda. Padri che, ove necessario, difendevano figli, famiglia, patria, a costo della volontaria immolazione di se stessi. Quest’orizzonte è sconosciuto ai Ledda, ai Taviani, e a tutti i loro accoliti.
    (Qui devo saltare piè pari la questione del culto degli antenati, fondamentale sia nel nostro contesto, sia per comprendere la legittimazione del potere).
    Grazie al Dr. Dezzani per lo spazio, e a chi ha avuto la pazienza di leggermi.
    P.s.
    @Thor,
    Dio E’ ed esiste. Sa far di conto molto meglio di noi, e darà a ciascuno il suo salario.

     
  27. Aikidoka il said:

    @Gianni Barbato,
    caro Gianni, ieri ho postato la risposta alle tue osservazioni, il posto è stato presente nel sito per alcuni minuti, e poi e sparito. Ho provato a inserirlo nuovamente, e il sistema di avverte che il mio post è già presente nella discussione (cosa non vera). Non so come possa accadere una cosa simile; fatto sta che scrivere, avendo cura di argomentare dettagliatamente, possibilmente allegando dati e link di riferimento, richiede tempo e impegno. Mi spiace che il nostro scambio si sia arenato; già un paio di settimane fa è accaduto che un mio post sia finito chissà dove. E’ una cosa che non mi piace lasciare i discorsi in sospeso, soprattutto per rispetto all’interlocutore. Dovesse mai questo post materializzarsi, seguiteremo, diversamente, vedremo cosa ci porta il fato.
    Grazie per la tua attenzione.

     
    • Gianni Barbato il said:

      Caro Aikidoka non ti crucciare , Forse è meglio così perché altrimenti
      abusiamo dell’ ospitalità del Dott. Dezzani . I temi che mi hai prospet
      tato veramente richiedono dettagli e link di riferimento e sicuramente
      finiremo con un OT. Salutiamoci con l’ Amleto : Ci sono più cose in Cielo e in Terra, Orazio, di quante ne sogni la nostra filosofia” . Ciao

       
  28. Radio Lontra il said:

    PENTASTELLATI D’ITALIA ORSU’ CANTIAMO IN CORO:

    AL V-DAY CI SEI O NON CI SEI QUESTA E’ LA NUOVA EVOLUZIONE E’ LA RIVOLUZIONE
    AL V-DAY CI SEI O NON CI SEI ?
    AL TEMPIO MASSONICO DI VIA RICASOLI CI SEI O NON CI SEI
    QUESTA E’ LA NUOVA EVOLUZIONE E’ LA RIVOLUZIONE

    LINK: http://www.airdave.it/l/leo_pari/canzoni/testo_vaffanculo_day_1.htm#ixzz4lBE2LRG6

    Ahahahah i grillini !

    http://www.antimassoneria.org/il-movimento-5-stelle-apre-alla-massoneria/