Congelare MPS, per salvare Unicredit: l’Italia vive ormai alla giornata

Sulla vicenda Monte dei Paschi di Siena è calato il silenzio. Si dovrebbe pensare che il salvataggio dell’istituto senese procederà secondo le linee annunciate dal governo: ricapitalizzazione preventiva, Stato-azionista, rimborso degli obbligazionisti subordinati con denaro pubblico. Ma è davvero così? La parallela urgenza di ricapitalizzare Unicredit, con una cifra monstre da 13 €mld, lascia supporre che la vicenda MPS sia stata soltanto “congelata”, per impedire che la seconda banca italiana fallisse la ricapitalizzazione. Nulla lascia supporre, infatti, che la Commissione Europea e la Germania abbiano fatto marcia indietro sul “bail-in” ed aspettino, come nel caso della legge di bilancio, solo il momento opportuno per presentare il conto. L’Italia vive il cruciale 2017 alla giornata, in balia degli eventi esterni.

MPS: salvataggio pubblico o occultamento di cadavere?

Ultimo prezzo: 15 €. Variazione: -7%. Data: 22 dicembre 2016.

La quotazione a Piazza Affari del Monte dei Paschi di Siena è eloquente: siamo ormai ai primi di febbraio, eppure la vicenda dell’istituto senese sembra essersi fermata agli ultimi giorni del 2016. Il (presunto) dileguarsi del fondo d’investimento del Qatar, il (prevedibile) fallimento del consorzio privato che avrebbe dovuto garantire l’aumento di capitale da 5,5 €mld, l’improvvisa (e sospetta) richiesta della BCE di iniettare 8,8 €mld per assicurare la sopravvivenza dell’istituto, 3,3 €mld in più di quelli chiesti prima che Renzi si dimettesse. A gennaio c’è stata ancora una nota di colore, con le indiscrezioni sui grandi insolventi dell’istituto: i De Benedetti, i Mercegaglia, gli ex-immobiliaristi rampanti ed altri avanzi del rachitico capitalismo privato italiano. Poi, il silenzio.

Tra pochi giorni il decreto Salva-banche, che prevede la costituzione del fondo pubblico da 20 €mld per la ricapitalizzazione di MPS e degli altri istituti in difficoltà, sbarcherà in Senato per l’iter di approvazione. Considerato il silenzio della stampa e della politica sulla vicenda di MPS, sarebbe normale credere che tutto proceda secondo le linee annunciate dal governo Gentiloni a fine dicembre: ricapitalizzazione preventiva dell’istituto senese (burden sharging) anziché risoluzione (bail-in), ingresso dello Stato come azionista di maggioranza, attorno al 50-60% del capitale, tutela dei piccoli obbligazionisti subordinati che, anziché partecipare al salvataggio della banca, sarebbero integralmente rimborsati dallo Stato. Bene, ma è davvero così?

Probabilmente no: è lecito avere più di un dubbio, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti in Italia ed in Europa e del sempre più convulso quadro internazionale. Ci riferiamo, in particolare, alla procedura d’infrazione sul deficit in cui l’Italia sta incappando.

Corre l’autunno del 2016 quanto il premier Renzi, alle prese con la campagna referendaria da cui dipendeva il futuro del governo, dell’establishment italiano e dell’Unione Europea, confeziona una “manovra espansiva, non di rigore”: ci sono pochi dubbi, a Bruxelles come a Berlino, che l’Italia sforerà il rapporto deficit/Pil concordato in sede europea, ma è interesse di tutti tacere in quel momento, per non indebolire Renzi e compromettere l’esito del referendum. Trascorre un mese dalla consultazione del 4 dicembre e i custodi del rigore presentano però il conto: la commissione europea chiede un aggiustamento da 3,4 €mld, senza il quale l’Italia andrà incontro ad una procedura d’infrazione. Poi la situazione politica si deteriora ulteriormente e si scopre che, anziché aver strappato una “manovra espansiva”, l’Italia rischia addirittura il commissariamento da parte della Troika: “Conti pubblici, la Ue vuole misure subito: Italia a rischio commissariamento” scrive Repubblica il 2 febbraio1, “Padoan: l’ipotesi di una procedura di infrazione Ue è estremamente allarmante” rilancia la Stampa2.

La stessa dinamica di cui è stata oggetto la legge di bilancio (provvedimento che ignora i parametri europei, silenzio da parte della commissione, improvviso intervento di Bruxelles e minaccia finale di commissariamento) si verificherà quasi certamente tra poche settimane, anche nel caso di Monte dei Paschi di Siena. L’anomalo silenzio europeo sull’istituto senese è molto simile a quello che ha avvolto la manovra finanziaria prima del referendum costituzionale dello scorso dicembre.

Qualcuno ricorderà come nelle immediate settimane successive al fallimento della ricapitalizzazione privata di MPS, si fosse acceso un acuto scontro tra Roma e Berlino, sebbene se ne abbia avuto pochissima eco sui giornali italiani: da un lato il governo Gentiloni premeva per la ricapitalizzazione preventiva dell’istituto senese (burden sharing), con conseguente impiego massiccio di denaro pubblico, dall’altro i falchi tedeschi ed i paladini del rigore, consapevoli che MPS è un istituto insolvente e non momentaneamente a corto di liquidità, chiedevano l’applicazione della normativa del “bail-in” appena introdotta: risoluzione della banca, con coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti subordinati e correntisti sopra i 100.000 €.

Monte dei Paschi, la richiesta di Schäuble: si verifichi attentamente che Roma rispetti le regole” scrive il Fatto Quotidiano il 28 dicembre, “Monte dei Paschi bailout comes under fire in Berlin” titola il Financial Times, “Mps, aiuti Stato solo dopo bail-in secondo il portavoce di Dijsselbloem” riporta Reuters. Sono gli stessi giorni in cui, tra l’altro, va in scena la strage al mercatino di Natale di Berlino, da leggersi come l’ennesimo avvertimento dei circoli atlantici lanciato a Berlino, affinché allenti la pressione sull’europeriferia e scongiuri l’implosione della moneta unica/Unione Europea.

Di fronte ai malumori tedeschi, il governo Gentiloni, proprio come Renzi ai tempi della manovra fiscale, sceglie semplicemente di ignorare le obiezioni sollevate da Berlino e dai falchi della commissione, procedendo con il fondo Salva-banche da 20 €mld. Sempre come Renzi ai tempi della legge fiscale, il governo Gentiloni può godere di un breve periodo di tregua, sebbene i problemi con Berlino e Bruxelles siano tutt’altro che risolti. Perché questa momentanea sospensione delle ostilità? Il motivo è semplice: anche il governo Gentiloni va incontro ad un appuntamento cruciale, che non è più il referendum costituzionale del 4 dicembre, bensì l’aumento di capitale di Unicredit.

Annunciando il salvataggio pubblico di MPS, in aperta violazione del bail in, Roma ha sostanzialmente guadagnato un paio di mesi, il tempo necessario perché il decreto sia approvato dal Parlamento e arrivi alle forche caudine di Bruxelles, dove difficilmente i falchi del rigore approveranno l’impiego del fondo Salva-banche in aperta violazione del bail-in. Un paio di mesi, però, fondamentali perché seconda banca italiana, Unicredit, tenti la ricapitalizzazione.

Unicredit, unico istituto italiano con una “rilevanza sistemica”, versa infatti in condizioni drammatiche: da ormai sei anni, proprio come MPS, non fa che inghiottire il denaro degli azionisti con ritmi e volumi sempre più allarmanti. Si parte con la ricapitalizzazione del 2010, 4 € mld, poi la ricapitalizzazione del 2012, che quasi raddoppia e raggiunge i 7,5 €mld, poi la ricapitalizzazione in corso, la cifra monstre di 13 €mld. Nell’arco di sette anni si assiste ad una crescita quasi geometrica del fabbisogno di capitale, testimoniando lo stato critico in cui versa la banca.

L’istituto si appresta ora a chiedere al mercato una cifra pari all’80% della sua capitalizzazione di borsa, spazzando sostanzialmente via i suoi attuali azionisti, e lo fa dopo aver gravemente compromesso anche la sua futura capacità di generare utili. Schiacciata infatti da 50 €mld di crediti in sofferenza e alla disperata ricerca di capitale, Unicredit, sotto la “lungimirante” guida di Jean Pierre Mustier (a suo tempo cacciato da Société Générale dopo il buco miliardario prodotto dal trader Jérôme Kerviel che operava alle sue dipendenze), ha infatti messo sul mercato gli ultimi pezzi pregiati, quelli che garantivano una qualche redditività: Pioneer, Bank Pekao, Fineco. Unicredit sta per chiedere ai suoi azionisti di dissanguarsi, senza garantire alcun credibile ritorno al loro denaro.

Gli ultimi aumenti di capitali, quelli di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, si sono rivelati un fiasco, obbligando all’immediata costituzione del Fondo Atlante che, tra l’altro, ha salvato anche la stessa Unicredit che, senza averne i mezzi, avrebbe dovuto garantire la ricapitalizzazione dell’istituto vicentino. Inoltre, il mercato dei capitali europei, come testimoniano i saldi di Target 2, è sempre più disfunzionale e le banche “dell’area marco” prestano sempre meno denaro all’europeriferia, sicure che una Italexit sia ormai nell’ordine delle cose.

Supponiamo ora che MPS, anziché “essere congelata”, fosse stata messa in risoluzione secondo la normativa del bail-in: quali sarebbero state le probabilità che l’aumento di Unicredit andassero a buon fine? La risposta è: zero. A quel punto, si sarebbe materializzato lo scenario di una drammatica crisi bancaria, con un epicentro nel secondo istituto italiano: l’Italexit od il commissariamento da parte della Troika sarebbero stati inevitabili.

Con il decreto Salva-banche il governo Gentiloni non ha quindi “salvato” MPS, ma solo comprato tempo: il tempo necessario ad Unicredit per tentare, tra il 6 febbraio ed il 10 marzo, di racimolare 13 €mld in un contesto finanziario critico. Dopo, anche ammesso che Gentiloni abbia più fortuna di Renzi e la ricapitalizzazione di Unicredit vada a buon fine, i nodi verranno comunque al pettine: questa volta la commissione europea non solleverà rilievi sulla legge di bilancio, ma sul salvataggio di MPS in aperta violazione del bail-in e sul fondo Salva-banche che aumenta di altri 20 €mld il debito pubblico italiano, ormai oltre i livelli di guardia.

Si riaprirà quindi ancora il dilemma, ora apparentemente risolto: bail-in per MPS, commissariamento dell’Italia o Italexit?

Allora saremo già in primavera e la risposta ai patemi italiani potrebbe arrivare da Oltralpe dove, tra aprile e maggio, si terranno le presidenziali francesi da cui Marine Le Pen ha alte probabilità di emergere vincitrice: a quel punto, l’eurozona sarebbe comunque spacciata ed il governo italiano sarebbe sollevato dall’onere di scegliere tra il commissariamento da parte della Troika o l’uscita dall’euro.

Il 2017 si dipana, giorno dopo giorno, come “l’anno della frattura” ed il nostro Paese, senza guida né strategia, vive alla giornata: si congela il cadavere di MPS per salvare Unicredit, si tappa una falla finché non se apre un’altra, si accantona un’emergenza per concentrarsi su una più impellente. In attesa della grande onda che sommergerà la Seconda Repubblica.

1http://www.repubblica.it/economia/2017/02/02/news/conti_pubblici_ue_italia-157404692/

2https://www.lastampa.it/2017/02/02/economia/padoan-lipotesi-di-una-procedura-di-infrazione-ue-estremamente-allarmante-V82gKUtGSOMqfwvRDkBdpI/pagina.html

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62 commenti su “Congelare MPS, per salvare Unicredit: l’Italia vive ormai alla giornata

  1. Willy Muenzenberg il said:

    Il dono del grande storico è quello del grande testimone: esegeta dei tempi suoi, e di quelli futuri. Tacito di Roma invicta. In Parlamento i placidi parlamentari italiani nominati non parlano d’altro durante interminabili discussioni fra lavori d’aula che ormai durano pochi istanti. Cosa aveva applicato uno dei loro perfetti rappresentanti presidenti discutendo l’ennesimo salvataggio bancario? La forbice? La cesura? Ecco: niente discussione. Approvato. Marine sarà risoluta. E la Francia resa schiava dalla finta rivoluzione da noi organizzata guiderà la fine della falsa unione zurighese. Dopo, sarà Pio XIII.

     
    • Che III Concilio di Nicea sia. Nel Nome di Costantino Invicto Imperatore di Roma Eterna.

      Riunione delle III Rome vicina, anche a scapito di quello statista da suk che è Erdogan.

       
    • Willy:

      ricordati che la Marine è importante, ma la Chiave sta in mano a Noi

      siamo Noi la Fiamma Eterna che brucia il Male, ed esorcizza gli Spiriti Immondi

      al momento opportuno quella Fiamma SARA’ LA FRECCIA CHE PARIDE/APOLLO SCAGLIO’ CONTRO ACHILLE, LA FRECCIA SOLARE DI ARJUNA CHE UCCIDE I DEMONI MENTRE KHRISHNA GUIDA IL SUO CARRO SOLARE… il Carro di Costantino, coi 7 Cavalli Solari o 7 Amesha Spenta persiani, che i Cristiani chiamano i 7 Angeli Planetari ( e li chiamano così grazie al greco Dionigi l’ Areopagita, ‘ Gerarchie Angeliche’ ), ma sono in effetti i 7 principali Spiriti Olimpici di Grecia e Roma.

      e che tra questi l’ Italia sia Regina Provinciarum, come diceva il Santo Giustiniano Imperatore col suo Sogno della Restauratio Imperii, lo sapeva perfino il bambolotto di Rignano col gelato a fiamma in mano, come comparve sulla copertina dell’ Ekomunist.

      L’ ha deriso mezza Italia… tranne chi conosce il segreto della Fiamma di Vesta/ Ishtar/Venere, Fiamma degli Olimpi.

      Allora Vedrai Pio XIII scendere dal Cielo, il Santo Spirito, Iside+ Horus insieme Due in Uno, e in armi. Come lo vedi nel Giudizio Universale della Sistina. E ricorderai che Pius era il secondo nome di Enea, Figlio della Lucente Venere, Signora della Fiamma Verde che non estingue mai.

      Noi siamo già Lui/ Loro, l’ Unicorno, l’ Angelo, il Cavaliere Bianco di RA, a cui viene data Corona e Arco per Vincere di Nuovo: e non tarderà a manifestarsi questa cosa, nell’ Italia tutta, Risvegliata dallo Spirito Infinito ed Immortale dei Nostri Grandi Padri, per combattere la Nostra Ultima Battaglia ( fino alla prossima volta… ).

      Vinceremo ancora. Per Onorare i Nostri Padri, e garantire Vita ai Nostri Figli, che saranno costretti ancora a sudare sull’ Eneide RIGOROSAMENTE IN LATINO. E niente Google Traduttore.

      http://www.okwave.com/uploads/attachments/reply/image_12/38151/c63d8093ad84374d008c23466380e4a2.jpg?1399982304

       
  2. Federico P il said:

    Ottima analisi, unita alla grande capacità di sintesi che la contraddistingue, di situazioni molto complesse.
    Sicuramente ne è già a conoscenza ma spero di essere utile, anche agli altri lettori, segnalando altri due “fronti caldi”. che si stanno aprendo ora:
    1)L’innalzamento dello spread Francia-Germania (oat-bund) http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-02-01/lo-spettro-frexit-agita-mercati-spread-francese-massimi-2014-092959.shtml?uuid=AEpshyL&refresh_ce=1
    2)le dichiarazioni del presidente della Banca Centrale Ceca che fanno presagire un “esito svizzero” al floor (peg) con l’euro.
    http://www.wallstreetitalia.com/repubblica-ceca-come-la-svizzera-abbandonera-leuro/
    https://www.forexinfo.it/Addio-al-floor-a-1-20-su-EUR-CHF

    grazie per l’attenzione
    cordiali saluti
    Federico Parigi

     
    • Federico Dezzani il said:

      Per quanto riguarda la Francia, sarà anche interessante capire i retroscena e le ripercussioni dello scandalo Fillon: lo scalzano? E se sì, torna Juppé o Sarkozy?

       
      • Questa Francese è una cosa che va controcorrente, gli altri candidati sono “bruciati” pure loro, molto peggio di Fillon, allora mi domando: chi sta spianando la strada a Marine Le Pen?

        Saluti

         
      • no semplicemente i banksters stanno facendo fuori fillon ( di cui probabilmente non si fidano troppo ) a vantaggio di un più sicuro “macro’ ” 😈

        ma non e’ detto che poi qualcuno ( magari un amico di fillon ) non ripeta lo stesso giochetto con macron che di scheletri ce ne deve aver anche lui

        ci sarà da divertirsi ..

         
      • Cavenaghi il said:

        Ciao Federico, ti leggo da tempo ma questo é il mio primo intervento.

        Se fosse un’azione dell’ex establishment atlantista credi veramente che il cavallo su cui puntano sia Juppé? Questa interpretazione abc é la più immediata e tuttavia mi soddisfa poco: non capisco cos’abbia da guadagnarci l’ex-establishment da un’operazione di questo tipo, Fillon non é già il miglior candidato possibile? L’unico suo punto debole é essere filo-putin, ma tra le priorità dell’ex-establishment credo la sconfitta della Le Pen sia infinitamente avanti rispetto ad avere un candidato russofobo oltre che neoliberista ed europeista. Non capisco perché dovrebbero togliere di mezzo un candidato apparentemente in grado di battere il Front National agilmente (Fillon) per l’azzardo di provare a stravincere.

        Per questo ti chiedo: non potrebbe essere, stavolta, un’operazione dei servizi antimpero, piuttosto che di una moribonda sinistra (le Canard se non erro é un giornale tradizionalmente schierato a gauche), anziché la solita operazione sporca atlantista?

        Forse la miglior spiegazione é che si siano resi conto (come tu sostiene) che Fillon sarebbe spacciato ad un ballottaggio con la Le Pen, e ritengano un candidato come Macron maggiormente in grado di raccogliere voti sia a destra che a sinistra. I media sembrano pompare proprio lui, il Macron, con il solito metodo degli pseudo-sondaggi fuffa (“é in rimonta”, “sorpresa Macron”, ecc) ….

        Ne approfitto per farti i complimenti e ringraziarti del tuo lavoro, al contempo estendoli a tutti gli utenti del blog! Ciao, Michele

         
      • Cavenaghi il said:

        Ciao Federico, ti leggo da tempo ma questo é il mio primo intervento.

        Se fosse un’azione dell’ex establishment atlantista credi veramente che il cavallo su cui puntano sia Juppé? Questa interpretazione abc é la più immediata e tuttavia mi soddisfa poco: non capisco cos’abbia da guadagnarci l’ex-establishment da un’operazione di questo tipo, Fillon non é già il miglior candidato possibile? L’unico suo punto debole é essere filo-putin, ma tra le priorità dell’ex-establishment credo la sconfitta della Le Pen sia infinitamente avanti rispetto ad avere un candidato russofobo oltre che neoliberista ed europeista. Non capisco perché dovrebbero togliere di mezzo un candidato apparentemente in grado di battere il Front National agilmente (Fillon) per l’azzardo di provare a stravincere.

        Per questo ti chiedo: non potrebbe essere, stavolta, un’operazione dei servizi antimpero, piuttosto che di una moribonda sinistra (le Canard se non erro é un giornale tradizionalmente schierato a gauche), anziché la solita operazione sporca atlantista?

        Forse la miglior spiegazione é che si siano resi conto (come tu sostiene) che Fillon sarebbe spacciato ad un ballottaggio con la Le Pen, e ritengano un candidato come Macron maggiormente in grado di raccogliere voti sia a destra che a sinistra. I media sembrano pompare proprio lui, il Macron, con il solito metodo degli pseudo-sondaggi fuffa (“é in rimonta”, “sorpresa Macron”, ecc) ….

        Ne approfitto per farti i complimenti e ringraziarti del tuo lavoro, al contempo estendoli a tutti gli utenti del blog! Ciao, Michele

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      • Guido il said:

        Fillon non verrà scalzato. Perderà semplicemente. Per me, arriva al secondo turno.
        Macron invece, non ha il minimo carisma. E’ un bambino sedotto dalla sua insegnate di Liceo, che poi lo sposò, divorziando dal marito. Situazione molto perversa, dunque. I media ci sguazzeranno in un eventuale ballottaggio. Credo che Le Pen abbia buone chanche. La Francia fuori dall’Euro, significa la fine dell’Europa. Saranno felici Inglesi, americani, francesi. Piangeranno i tedeschi e gli italiani.(che avrebbero pianto ancora di più se Le Pen perdesse).
        Circa il destino di MPS ed Unicredit, sarebbe bello riepilogare bene tutta la storia.Siamo vittime di una bolla immobiliare creata da a) tradizione italiana, b) ribasso dei mutui del 2001-2005 e c) dalla “bolla” vera a e propria di Prodi-GoldmanSachs agevolata da Draghi governatore di bankitalia, con i mutui tasso 3% trentennali al 100% del valore, che fecero balzare le compravendite da 400.000 a 850.000 nel 2005-2006. L’altra arcata del “ponte sull’abisso” è stato Monti che ha raddoppiato-triplicato le tasse sugli immobili. Di qui il grande disastro attuale.

         
      • Federico Dezzani il said:

        Quali americani saranno felici: gli elettori di Trump o l’oligarchia atlantica che vedrà la Francia uscire dalla NATO e schiantare l’amato euro dei massoni?

         
      • Guido il said:

        Quelli che hanno creato l’Euro ne hanno anche previsto la fine. Nel 2005, l’Economist diceva che l’Italia sarebbe uscita dall’Euro nel 2015, con presidente Fini. Una previsione non lontana dai fatti in seguito avvenuti. Berlusconi è stato eliminato, non da Fini, ma dallo spread nel 2009. Comunque, eliminato. Circa l’uscita del 2015, si è spostata al 2017-2018…Ma, tecnicamente, ne saremmo già fuori, se si applicasse un bail in.
        Diciamo che tutti sapevano che una simile moneta non poteva avere lunga vita.
        Mancavano le basi teoriche di sopravvivenza.

         
      • Federico Dezzani il said:

        Non l’hanno certo studiato solo per ripulirci e poi gettarlo nella spazzatura. GLI USE/Paneuropa erano l’obiettivo finale.

         
  3. Matteo il said:

    L’Italia non può più dare nulla. Per quel che vale, non resta che rievocare Dante, e son passati 700 anni, che già allora scriveva:
    “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province ma bordello!” (Purgatorio, canto VI).
    La nave è alla deriva nella tempesta, con le vele sbrindellate, il fasciame marcio, in attesa della salva che la farà affondare. E c’è ancora chi senza alcun pudore si ingozza delle ultime risorse; chi, pazzo, ingenuo o in mala fede, balla nel sottoponte, tra un interrogatorio alla Raggi, una sparata di Renzi e gli applausi dei passeggeri; il timoniere, terreo in volto, è allarmato: cosa Conta se ti hanno appena nominato, quando arriva il disastro e la nave affonda. Gli ufficiali, incapaci di tracciare una rotta e venduti al miglior offerente, novelli Schettino nella terra dei navigatori, si affannano alle lance, mentre rassicurano i marinai, che a capo chino si criticano tra loro.
    La cabina del comandante a Roma è vuota, chi comanda è altrove, su altre navi, e consiglia di gettare a mare merci e gioielli, per stare a galla ancora un po’: ci penserà lui a raccoglierli dalle acque.
    L’ammiraglio ha capito che è stato fregato e ha altri progetti, ma è ancora il più grosso e armato e chissà che per far abbassare la testa ad aquile e galletti non decida di servirsi dei tremuli lupi di mare.
    Basterà cambiare nave, se nessuno sarà giudicato e tutti resteranno al loro posto?
    Basterà se marinai e passeggeri continueranno a credere ai loro ufficiali?
    Senza alcuna pretesa, un’allegoria dell’Italia.

    Matteo

    P.S: Grazie Federico, per le tue preziose analisi.

     
    • Federico Dezzani il said:

      L’Italia ha grandi potenzialità e se si è spietati con se stessi, bisogna esserlo anche con gli altri: i nostri principali concorrenti non sono messi molto meglio.

       
      • I nostri concorrenti sanguinano, ma costoro che scrivono lagnandosi come ragazzine impaurite fanno così perchè ascoltano i giornalai, invece di usare il proprio raziocinio per comprendere che non solo siamo armati, ma ci stiamo preparando a dare battaglia.

        Putin è arrivato in Libia, ora la prossima nazione sull’ orlo della ribellione siamo noi, assieme a Le Pen in Francia: per questo Berlino ha fretta di tentare di commissariarci, proprio perché sa che sta per partire la bordata: le destre chiamano elezioni, Trump si aspetta che l’ Italia inviti Putin a Taormina, dal NO al referendum la rabbia monta, specie ora che abbiamo anche i terremotati; e Trump non ha nessuna intenzione di aspettare i comodi delle elezioni tedesche per partire con le prime bordate. Probabilmente non aspetterà nemmeno Le Pen: quando Gabriel tornerà dagli USA, ci sarà un momento di silenzio. E poi giù di cannonate.

        MPS è congelata, ma Deutsche Bank è copiosamente ferita ( altri 1.9 billions losses, da 6 millions a 1.9 billions, non c’ è male direi ), come Bloomberg non smette di rilevare ormai da giorni: e questo è un richiamo molto chiaro per chi deve avventarsi sul titolo.

        Siamo vicini allo scoppio della loro bolla… nemmeno con la minaccia farlocca di Target II riescono a tenere insieme le cose

        il loro complice in Olanda cerca in tutta fretta di far passare l’ adesione di Ucraina a EU, e di spingere per una revisione bancaria che metta nei casini le banche italiane come UCG e Intesa, ma se così facessero, le banchette dei landers salterebbero subito per assenza di capitalizzazione; quindi il Nemico sanguina, e chi pensa che in Italia non si senta l’ odore di quel sangue, sta sbagliando.

         
      • Germano il said:

        Imbrigliare il leone alato è l’italica priorità, altrimenti si torna al 1843.

         
      • ‘ Leone alato’? Non vedo leoni alati. Vedo Unicorni, Pegasi che portano Persei assistiti da Minerve per decapitare Meduse tedesche, e vedo Aquile. La Vera Aquila, quella Romana.

        Se invece mi si vuole parlare di Germagna, al momento vedo solo un grosso drago rosso. Sistemeremo anche quello. Gli piace essere trattato da gattone messo in castigo.

         
      • Federico Dezzani il said:

        Ma lo sai, Germano, che gli indipendentisti veneti sono culo e camicia con gli americani di camp Ederle?
        Occhio a non finire dalla parte sbagliata della barricata…

         
      • Germano il said:

        Federico ti rispondo da qui, perche sial commento di Lara che il tuo non vedo il pulsante rispondi. Il leone alato che intendo è quello delle generali.
        Lara gli unicorno non li vedo, ma sono certo che a breve lo sentiremo (anzi quancuno ne percepisce già ora la presenza)

         
  4. Voglio sperare fino all’ultimo che riusciremo a scongiurare l’Italexit perchè, come ho già detto in altri miei interventi, l’Italia, in questa eventualità, per via della sua storia e del suo carattere, non sarà in grado di andare per la sua strada con un progetto politico serio e con una classe politica adeguata e preparata, ma soprattutto con la pesante zavorra di una scarsa coesione sociale e di un mezzogiorno in mano alla criminalità organizzata. Sono cose che se lo possono permettere paesi come il Regno Unito e forse, dico forse, domani la Francia se vincerà Marine Le Pen. Quello che succederà nel caso infausto di un Italexit sarà il solito tripudio infantile degli italiani, come tante volte si è verificato nella storia nazionale, quando si è trattato di tirarsi indietro di fronte ai problemi per scegliere la soluzione (ma solo in apparenza) più facile, salvo poi rendersi conto che, una volta passata la sbornia iniziale, il presente potrebbe essere peggiore, se non un incubo.

     
    • Federico Dezzani il said:

      Potresti essere accontentato: l’euro imploderà e noi non usciremo formalmente da nessuna area monetaria, dato che sarà già dissolta.

       
      • Esatto. Prenderemo la loro pelle.

        Chi sta sui mercati si prepari a shortare l’ euro a sangue.

         
    • Frank Brown il said:

      Alcuni partecipanti al forum hanno disapprovato il commento del Signor Paolo. Esso si basa innazitutto sulla previsione che l’euro non “imploderà” affatto (per usare l’espressione del dott. Dezzani). Tra tutte le previsioni essa è di gran lunga la più probabile: troppo forte il complesso indistriale tedesco e la rete di interessi vivi che lega la parte economicamente più significativa dell’Unione Europea a tale baricentro. Questa area ha bisogno di una valuta unica per continuare a prosperare e non vi rinuncerà. Considerato questo, il signor Paolo correttamente esprime timore per una esclusione dell’Italia (o meglio della parte centro – meridionale dell’Italia) da tale zona. Il rischio sembra divenire sempre meno teorico e le conseguenze andrebbero valutate con molta attenzione. Invece molti forumisti preferiscono il tifo da stadio, avvalorando il famoso aforisma di Churchill: “Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”. Forse, inconsciamente, pensano così di esorcizzare le loro paure.

       
      • La ringrazio per il garbo con il quale ha commentato il mio intervento. Ovviamente non scrivo per avere il consenso, ma per esprimere le mie idee. L’Italia è sempre stato un paese molto complesso da governare. Non lo dico io, ma storici del calibro di Denis Mack Smith. Il mezzogiorno, nel malaugurato caso di un collasso politico e amministrativo generale affonderebbe definitivamente e irreversibilmente nei suoi mali antichi, mafie, corruzione e malcostume. Un “cupio dissolvi” i cui responsabili saremmo solo e soltanto noi perchè sarà anche vero come sosteneva sir Benjamin Disraeli, primo ministro britannico, che i corridoi del potere pullulano di contropoteri esterni, ma sta anche al carattere di ogni popolo e alla sua classe dirigente farvi fronte e, se necessario, nel caso di quest’ultima, rimetterci la vita perchè fare politica è anche questo. L’euro non ha portato dei nuovi problemi, o meglio, è stata una straordinaria occasione per mettere ordine nei nostri conti pubbici e provare ad avere una DI-SCI-PLI-NA nelle voci di spesa di questo paese. La stragrande maggioranza degli italiani quando entrò in circolazione l’euro esultò pensando, come sempre è successo nel corso della nostra storia, che i nostri problemi li avrebbero risolti gli altri. Molto comodo. E molto vigliacco, aggiungo io. Ma la storia in questo paese conta nulla e tutti hanno la memoria corta. Oggi molti italiani vogliono infantilmente il ritorno alla lira perchè pensano che tutto ritornerà come prima, ma il mondo è cambiato. Le persone come me che non sono più giovanissime si ricordano benissimo la svalutazione a due cifre degli anni settanta e ottanta che falcidiava gli stipendi e le buste paga della classe media e faceva solo il gioco di una classe politica inadeguata che con la svalutazione nascondeva i problemi di bilancio sotto il tappeto e degli industriali che invece dalla svalutazione ci guadagnavano sempre. Poi si può senz’altro discutere su come sono state gestite le trattative tra l’Italia e i suoi partner europei, ma non ci Stati cattivi e Stati buoni. Nessuno regala niente a nessuno. Se noi andiamo ad una trattativa con i tedeschi o i francesi o gli inglesi e siamo impreparati e non vogliamo combattere è chiaro che questi faranno sempre i loro interessi. Perchè la vita non regala niente a nessuno e neanche ai tedeschi che adesso sono demonizzati perchè ci torna comodo scaricare la coscienza. Se l’euro imploderà come ipotizza Dezzani, noi avremmo perso una straordinaria occasione, ma le valute forti sono per altre tempre.

         
      • Federico Dezzani il said:

        Le valute devono essere al servizio dell’ECONOMIA REALE e l’euro NON lo è!!!!

         
      • Frank Brown il said:

        Affermazione imprudente. Nell’Unione Europea l’euro è una moneta che rende un ottimo servizio all’economia reale degli stati a maggior peso industriale, in primis – come possiamo vedere – la Germania. Contrariamente a quanto possa sembrare giova anche ad una parte, purtroppo minoritaria, dell’economia italiana. E’ invece disfunzionale per quegli stati (o, nel caso dell’Italia, per quell’insieme di regioni) che – per cause che nulla hanno a che vedere con la moneta – non sono in condizione di competere in un regime di concorrenza infranazionale.
        E’ infatti questo il contesto che si è creato con l’introduzione della libera movimentazione di merci e persone e della introduzione di una moneta comune emessa da BCE.
        In questi giorni le cronache ci hanno riportato l’affermazione del Cancelliere Merkel (“Pensiamo ad una europa a due velocità”) e del Presidente BCE Draghi (“L’euro è irrevocabile” – si badi bene all’uso del verbo: ha detto “irrevocabile” non – come riporta la stampa – “irreversibile”) .
        Le due affermazioni sono reciprocamente complementari e anticipano una evoluzione dove l’Unione Europea si riconfigurerà sulla base della “forza competitiva assoluta” degli Stati.
        I più forti potrebbero formare un’area interna (prima velocità) quelli meno forti un’area esterna (seconda velocità) altri ancora un’area periferica debolmente associata e scarsamente omogenea (zona periferica o zona cuscinetto). Come spiega Draghi l’euro non verrà “revocato”: infatti i paesi più forti continueranno ad utilizzarlo. Potrebbe, invece, essere possibile un percorso di “reversibilità” per gli stati meno forti.
        Le parole hanno un senso, occorre prestarvi attenzione.
        Quanto all’Italia si dovrà vedere se la macro regione settentrionale – in grado di rientrare nell’area interna – accetterà di farsi trascinare in quella esterna. Non è escluso che si appalesi veramente quanto spera la Signora Francesca Ancona: la creazione di almeno due piccoli stati. Che poi questi siano destinati a stare veramente meglio è tutto da dimostrare…

         
      • Federico Dezzani il said:

        Certo, Franco Marrone, l’euro serve così bene all’economia reale che la Germania in questi anni sarebbe stata in perenne recessione, se non avesse avuto clienti cinesi, brasiliani ed americani.

         
      • Frank Brown il said:

        Chissà perchè quando scrivo qualcosa di diverso alla tesi dominante di questo forum il dott Dezzani replica storpiando il mio nome in “Franco Marrone”.
        Per quanto mi riguarda non mi permetterei mai di fare lo stesso.
        Quanto alla Germania che “sarebbe in recessione SE non ci fossero Cinesi Americani e Brasiliani” posso solo dire che ormai occorre accettare il fatto che la terra sia rotonda e che oltre le colonne d’Ercole esista un mondo a cui vendere i propri prodotti. E’ anche saggio ammettere che su quei mercati prevalgono i prodotti migliori… Purtroppo per il dott. Dezzani l’economia – come la storia – non si fa con i “se” e con i “ma”…

         
      • Francesca Ancona il said:

        Mi dispiace contraddirvi, cari signori, ma le cose non stanno proprio così. Il mezzogiorno è diventato tale, brutto sporco cattivo e malavitoso, dopo l’unione italiana, prima, era tutto molto diverso, eravamo ben governati e molto molto ricchi. La mafia è stata creata per interessi internazionali e nazionali, da soli non avrebbe più senso, indipendenti forse staremmo meglio. Io auspico l’indipendenza di piccoli stati, magari

         
      • G.F.L. il said:

        @Frank Brown
        hanno corrotto mezzo mondo per venderli “su quei mercati” gli integerrimi e incorruttibili agli occhi delle popolazioni “culturalmente colonizzate” , però il mondo bisogna girarlo e, soprattutto, lavorarci per “vederle” certe cose.

         
      • Massimiliano il said:

        L euro e l unione monetaria Paolo ci condannano alla miseria, ma come fai a non vederlo?

         
    • StefanoD il said:

      In quanto a criminalità organizzata ormai anche il Nord non è messo molto meglio del Sud!

       
      • si , dall’ “italia fatta” ci sono voluti 150 anni ma finalmente ANCHE gli “italiani” sono stati ” fatti”..&#128526

         
  5. Stiamo aspettando che Trump faccia secchi gli usurai trasferiti a Berlino. Gabriel è in viaggio verso gli USA, ma siccome Trump al telefono ha litigato con la Culona, Gabriel potrà vedere solo Pence. Indiscrezioni dicono che nemmeno Pence lo riceverà, ma sarà ricevuto da Tillerson. Attendiamo fiduciosi gli accordi del Plaza, mentre gli usurai tentano di prendere lo scalpo di Roma ( ma Roma prenderà la loro pelle ):

    Intanto che dopo aver visto la Culona, Poroshemo si è messo a biombardare la gente del Donbass per provocare Putin, Trump ha detto NO a nuovi insediamenti in Palestina.

    http://www.zerohedge.com/news/2017-02-02/trump-flip-flops-israel-tells-netanyahu-no-new-settlements

     
  6. Il Maglia il said:

    Federico, tra una pizza e un amaro oggi ho arruolato due signore brasiliane che mi han promesso seguiranno il tuo blog.
    L’argomento del post mi sta a cuore dato che con le banche io ci lavoro…che dire , la speranza a questo punto è che la tua previsione su Marine si avveri.
    Per inciso ho lasciato su Amazon una recensione del tuo libro sulla Angelona (visto che conosci il mio nome saprai individuarla)

     
    • Federico Dezzani il said:

      Grazie, Davide!
      Poi mi racconterai, rigorosamente in privato, cosa facevi in pausa pranzo con due brasiliane. 🙂

       
      • Il Maglia il said:

        Eh no caro 😉 un personaggio della tua caratura non può permettersi questa malizia…semplicemente ero a pranzo e avevo di fianco a me due signore che mi parlavano della corruzione brasiliana e io gli ho sfoderato il tuo samizdat sul golpe brasileiro, e tra l’altro di rado mi sento sollevare obiezioni..ho come l’impressione che la coscienza delle persone si stia risvegliando, ossia creperemo comunque tutti ma almeno sapremo il perchè 😉

         
  7. Ops! A quanto pare presto partirà un bello ‘ sior’ sull’ Euro. ve l’ ho detto che prendiamo lo scalpo degli usurai inguattatisi a Berlino. Se dovete proteggere il risparmio, comprate franchi, state via da tds europetti.

    http://foreignpolicy.com/2017/02/02/trumps-currency-war-against-germany-could-destroy-the-european-union/

    e intanto, apprendiamo che Bankitalia compra un po’ di stampanti nuove ( ce ne sarà bisogno, con la nuova lira )

    http://foreignpolicy.com/2017/02/02/trumps-currency-war-against-germany-could-destroy-the-european-union/

     
    • Germano il said:

      Franchi Svizzeri? con l’esposizione in Euro della BNS dubito che in caso di crollo dell’Euro questi non subiscano forti conseguenze. Tant’è che stanno cercando di regolamentare il bitcoin per aprirsi una strada di salvezza (ma ciò vorrebbe dire bye bye moneta fiat)

       
  8. Fabio il said:

    Ottimo articolo Federico, come sempre !
    Il botto finale si avvicina inesorabile, chissá se riusciremo a mangiare il panettone.

     
  9. Cinà il said:

    Ricordate quel titolo del Sole 24 h “Fate presto”? Rispetto ad oggi l’economia italiana era messa molto meglio. Il risultato fu il governo del bidello della Bocconi!!
    Oggi, quel titolo sarebbe invece veramente opportuno: “FATE PRESTO”!!
    Ma chi ci mandiamo a raddrizzare la rotta di una nave alla deriva?
    L’unica alternativa sono le scialuppe di salvataggio, sempre che si riesca a trovare ancora posto.

     
  10. p.s. Federico: suTarget II la questione è un po’ diversa

    non sono prestiti fatti all’ Europeriferia.

    I saldi import- export sono pagati alla fonte, nel senso che se tu compri un frigo Bosch importato da Germania paghi con assegno o c/c, e l’ importatore paga prima all’ esportatore fornitore con bonifico, quindi in tale senso import ed export non c’ entrano;

    c’ entra invece la questione dei passivi di T2, che sono di tipo finanziario speculativo, il cui aumento a dismisura è stato causato dai QE come ammette lo stesso Draghi nella sua lettera, e che stanno causando uno squilibrio e la c.d. fuga di capitali: ossia Bankitalia trasferisce somme a Bundesbank, queste somme diventano un passivo per Bankitalia e un attivo per Bundesbank per via del trasferimento ( quindi i deficit di ITA verso GER in T2 sono in realtà trasferimenti di denaroo da ITA a GER per via di attività speculative ), ma la cosa è di natura semplicemente contabile, e peraltro NON collateralizzata ( e non poteva esserlo, visto che il grosso di T2 non è denaro reale ma solo speculazione finanziaria ). Quindi non è esigibile da nessun ente. Non è nemmeno regolato, T2.

    T2 è semplicemente indicativo dei movimenti speculativi/ trasferimenti di denaro da una BC all’ altra in EZ e NON CONSISTE IN DEBITO SOVRANO. Questo va detto. Draghi nella sua lettera, che puoi leggere nel link sottostante, specifica che T2 è la prova di come il QE sia stato usato nei circuiti bancari ( certo: manco una briciola è arrivata all’ economia reale ).

    Metto i saldi T2 come li spiega Whelan nell’ articolo di Sacchetti, e come li spiegano un po’ tutti gli economisti, perché su questa cosa i soliti giornalai hanno fatto un sacco di terrorismo psicologico rigirando le parole di Draghi pro domo propria. Esattamente come fanno con le minacce di procedura di infrazione, una bufala enorme, perché la procedura di infrazione in EZ non è nemmeno sanzionabile pecuniariamente ( per dire, almeno una procedura di infrazione ce l’ hanno aperta tutti i membri, la Germania ce l’ ha aperta sul surplus )

    https:[email protected][email protected]f02#.s5sf7gb2h

    E poi ti metto la lettera in cui Draghi specifica cosa in effetti sono. Nulla da paventare. Sono solo una cosa CRIPTICA, non sono una cosa CRITICA.

    http://scenarieconomici.it/le-contraddizioni-di-draghi-sul-target-2-ed-i-suoi-timori-per-la-prossima-esplosione-delleuro/

     
    • Federico Dezzani il said:

      No, è sbagliato.
      Il Target 2 è un perfetto termometro dell’eurocrisi e non c’entra un fico secco con l’allentamento quantitativo. Che c’entra poi la Buba?
      Il QE è partito nel 2015 ed i saldi negativi sono esplosi NELL’AUTUNNO 2016!!!

      Che cavolo,
      almeno leggere i numeri!

       
      • Scusami Federico, ma credo che finché la signora LARA, monopolizzera’ i commenti del tuo blog, andando quasi sempre fuori dal tema principale, mi asterro’ dal venire su queste pagine.
        Tutto trascurabile io nn sono nessuno, ma credo che tale fastidio lo provino anche altri utenti. Buon proseguimento. Lucy

         
      • Federico Dezzani il said:

        Sì, ho provveduto.
        Anche se mi scoccia sempre fare il servizio d’ordine tra i commentatori.

         
      • Orazio il said:

        Vorrei dire la mia sul famigerato TARGET2 –
        Il t2 in sintesi, è stato per così dire creato nel 2011/12 in quanto il vecchio target che era una camera di compensazione, ha di fatto cessato di esistere, quando da parte delle nazioni del nord, non si “fidavano” più delle economie del sud — sporchi e cattivi.
        A quel punto si sarebbe dovuto sfaldare l’euro e l’europa, in quanto veniva a mancare la fiducia… si fa per dire, tra le nazioni.
        A quel punto nasce il target 2, in quanto le nazioni del sud, si trovano a mal partito, nel senso che come detto prima non hanno la fiducia delle nazioni del nord, e per il fatto che a differenza del passato, nel quale ogni moneta aveva un rapporto con altre nazioni in materia economica monetaria, questa non era più possibile in quanto c’è l’euro.
        Cosa si è pensato bene di fare? Si è fatto a mio avviso una BAD BANK, in quanto la BCE, ha fornito “credibilità” ovvero ha fornito moneta alle banche del nord per proseguire i vari “intrallazzi” commerciali.
        Ora con la dichiarazione di Draghi, è evidente che guardando i bilanci della BCE, viene fuori che il sud ed in particolare l’Italia, sia nei confronti della BCE in “debito” di 300 e passa miliardi.
        Quello che dice Federico, è giusto nella misura che focalizza il rapporto che c’è in Europa. Come è giusto che la Buba, in questo frangente non c’entra, salvo che ne era perfettamente a conoscenza.

         
  11. StefanoD il said:

    Federico, la Merkel ha parlato di Euro a due velocità uno per Germania&friends e l’altro per i paesi mediterranei. La cosa a dir poco scandalosa è che la Francia compare nel club della Germania anche se è messa come noi economicamente. Quindi rischia di essere sgretolata ancor di piu’ dalla Germania. Noi siamo sull’altra barca ma, uscita la Francia, siamo ancora l’economia piu’ forte nell’area mediterranea. Se così è, il secondo euro sarebbe incentrato su di noi e ci aiuterebbe a recuperare velocemente l’industria che abbiamo perso. Dov’è il trucco?

     
    • Cavenaghi il said:

      Dove hai trovato l’elenco Stefano? non mi risulta la Merkel abbia indicato quali paesi faranno parte del primo gruppo. In compenso il buon Letta si é sbrigato a dire che noi dovremmo fare parte del primo, lol

       
      • Federico Dezzani il said:

        Quello che dice e dirà la Merkel non fa più testo: è sempre più simile ad Adolf Hitler che dal bunker sposta armate inesistenti.

         
  12. Per carità Dott. Dezzani, resti inflessibile e seghi senza pietà qualunque commento senza un minimo di contenuto ed in linea con le tematiche del blog!!! Le assicuro che al minimo spiraglio lasciato libero, torrenti di liquame culturale da parte della miriade di troll (mercenari e non) e lobotimizzati attualmente in circolazione.