Se il caos in Germania ha precedenza sulla rielezione della Merkel

Angela Merkel è stata negli ultimi anni il leader indiscusso dell’Unione Europea: dalla salvaguardia dell’eurozona al coinvolgimento del FMI nell’eurocrisi, dalle sanzioni alla Russia all sostegno del TTIP, ha sempre agito secondo gli interessi atlantici ed israeliani. Anche la politica delle “porte aperte all’immigrazione”, che ha riversato un milione di persone nel solo 2015, obbediva alle stesse logiche: l’ondata migratoria, con il suo effetto destabilizzante, avrebbe dovuto livellare la Germania al resto dell’Europa, in crisi economica e politica. L’immunità della Germania dagli attacchi dell’ISIS era la conditio sine qua non per un quarto mandato della cancelliera: la recente ondata terroristica significa che la volontà di destabilizzare il Paese ha preso il sopravvento sulla riconferma della Merkel al Bundeskanzleramt.

Un brusco licenziamento?

Estate 2015, un anno fa esatto. L’Unione Europea è un desolante e tetro campo di battaglia: l’Italia sta attraversando la peggiore congiuntura economica del dopoguerra, la Francia si è già flagellata le carni con il terrorismo di Stato nella vana speranza di sedare una società in ebollizione, la Spagna è piegata da una cronica disoccupazione che sta frantumando il panorama politico, la Grecia è impegnata in una strenua lotta con la Troika per strappare condizioni di salvataggio meno punitive.

L’unica isola di relativa felicità è la Germania: numero di occupati record, rigogliose entrate fiscali, bilancia commerciale positiva come non mai. Dall’alto della sua statura economica, Berlino detta le condizioni alle quali accetta di tenere in piedi l’eurozona: austerità nella periferia (ossia svalutazione interna) e minimo esborso di denaro dei contribuenti tedeschi. La “transfer union”, gli eurobond, la garanzia europea sui depositi bancari e qualsiasi altro strumento che implichi il sostegno fiscale della Germania al resto dell’eurozona, sono argomenti tabù. Di questo passo l’Unione Europea e, a fortiori, la moneta unica sono votate inevitabilmente al collasso, una vera debacle geopolitica per i poteri atlantici: le istituzioni di Bruxelles sono, infatti, il contraltare economico e politico della NATO.

Non è possibile riportare la Germania coi piedi per terra, seminando un po’ di caos in questo Paese apparentemente monolitico? Ma certo, è sufficiente creare un’emergenza ad hoc: nella tarda estate del 2015, tra la metà di agosto e la fine di settembre, la rotta balcanica esonda come un fiume in piena, riversando centinaia di migliaia persone che risalgono velocemente la Grecia, la Macedonia, la Serbia, l’Ungheria e l’Austria. L’ondata migratoria è attivata dal governo turco in coordinazione con i poteri atlantici: un’interessante analisi sull’origine dei messaggi sui social network che invitano i profughi a mettersi in viaggio verso l’accogliente Europa, scopre come quasi la metà parta dai Paesi del Five Eyes (USA, UK, Canada, Austrialia e Nuova Zelanda)1.

Ad accoglierli, infatti, c’è Angela Dorothea Kasner, in arte “Merkel”, che amministra la Germania e l’Unione Europea secondo le direttive atlantiche: dimenticando di essere presidente di un partito conservatore e le sue passate posizioni in materia di immigrazione, la cancelliera spalanca le porte al grido di “Wir schaffen das!”, “Ce la faremo!”. Il Paese è così sommerso da un’ondata migratoria paragonabile solo alla grande fuga verso Ovest al termine della Seconda Guerra Mondiale: un milione di persone, profughi siriani e semplici immigrati, spesso senza alcun documento, entra in Germania nel solo 2015.

L’effetto destabilizzante è palese, non solo in termini economici (la spesa per far fronte all’emergenza è stimata attorno ai 90 €mld tra il 2015 ed il 20202), ma anche, se non sopratutto, in termini sociali: le forze dell’ordine rinfacciano alle autorità centrali l’anarchia che regna nei centri d’accoglienza, comuni cittadini vandalizzano le strutture per ospitare gli immigrati e le violenze di cui sono vittime decine di donne a Colonia, durante il festeggiamento di fine anno, dimostrano che l’ordine pubblico scricchiola.

Il malumore nell’elettorato cresce, la Merkel sprofonda nei sondaggi e la prima tornata elettorale, le elezioni in alcuni decisivi land, regala una sonora sconfitta alla CDU. Urge correre ai ripari per impedire che la cancelliera, la figura che amministra de facto l’Unione Europea e garantisce il saldo ancoraggio all’orbita angloamericana, sia travolta: la Merkel, nel silenzio pressoché totale della stampa e dei media, stipula nella primavera del 2016 un controverso accordo con la Turchia di Recep Erdogan: denaro in cambio di un arresto dei flussi migratori.

L’implicito patto tra Angela Merkel e le oligarchie atlantiche (sia il Financial Times che il TIME la eleggono “persona dell’anno” per i servigi resi) è l’immunità della Germania dal terrorismo islamico: come avrebbe potuto, infatti, la cancelliera accogliere centinaia di migliaia di uomini, spesso senza documenti ed in partenza dai teatri di guerra mediorientali, se questi si fossero lanciati in operazioni terroristiche appena messo piede nel Paese? Sulla natura dei “profughi” ha pochi dubbi il presidente siriano Bashar Assad: è gente onesta che scappa dalla guerra, infiltrata però da significative presenze terroristiche3.

Nel tardo autunno del 2015 e nella primavera del 2016, mentre la Francia ed il Belgio sono flagellati da una serie di attentati islamisti, riconducibili ad una vera e propria strategia della tensione, la situazione in Germania è placida. L’interruzione della rotta balcanica e la relativa tranquillità, consentono alla Merkel di rifiatare e risalire lentamente i sondaggi: lo scenario di un suo quarto mandato alla Cancelleria Federale, in vista delle elezioni federali del 2017, non è poi così peregrino, nonostante quasi un tedesco su due gradirebbe un volto nuovo4.

Trascorrono ancora pochi mesi ed il 18 luglio, a distanza di quattro giorni dall’attentato che insanguinato Nizza, capita l’impensabile: un 17enne afghano, entrato in Germania nel 2015, convertitosi in poche settimane all’islamismo più radicale e registrato un video in cui giura fedeltà all’ISIS, aggredisce a colpi d’ascia i passeggeri di un treno regionale a Würzburg, Baviera, prima di essere ucciso dalle forze dell’ordine. L’avvenimento è come un fulmine a ciel sereno: per la prima volta, il terrorismo gestito dai servizi israeliani e dal Site Intelligent Group sbarca in Germania. Che si tratti di un errore nella catena di comando?

Nessun errore, perché è sufficiente attendere cinque giorni perché l’evento si ripeta: al centro commerciale Olympia di Monaco di Baviera, un 18enne tedesco-iraniano, affetto da disturbi psichici, apre il fuoco sui clienti di un McDonald’s, armato di una Glock 9mm col numero di matricola abrasa ed munito di 300 proiettili (chi glieli ha forniti?). Uccide nove persone, prima di togliersi la vita. L’attentatore non è ascrivibile al terrorismo islamico, ma si incastra nella stessa strategia della tensione che una una settimana prima ha mietuto 84 vittime a Nizza: sulla stessa scena del delitto troviamo infatti il giornalista e blogger tedesco, nonché marito di un ex-deputata israeliana, Richard Gutjhar, che sulla Promenade des Anglais ha avuto il privilegio di documentare da un balcone la macabra corsa del camion . Ecco la sua testimonianza raccolta dall’emittente BBC:

“I took shelter in a nearby flat, about 200 metres away from the shopping centre. About 12 people are here. They were taken in by a resident. And they told me what they’ve seen. Shots were fired inside the shopping centre as well as outside in the car park. These shots were not connected to the shooting outside a close-by fast food restaurant. That means, considering all these accounts, we might indeed be dealing with several perpetrators.”

Several perpetrators”, “diversi attentatori”: già perché Monaco è teatro di una vera e propria guerra psicologica il 22 luglio. Diffondendo false notizie di altri terroristi a piede libero (almeno tre), la città è gettata nel panico: metropolitana e stazioni chiuse, scene di isterismo collettivo, stato d’emergenza, ordine di barricarsi in casa, elicotteri che sorvolano l’abitato deserto. Si direbbe quasi un’esercitazione per testare le capacità di seminare la paura tra la popolazione.

È sufficiente di terrore somministrata? Non ancora. La strategia della tensione prosegue e colpisce proprio Angela Merkel è più debole: gli immigrati ed i profughi siriani entrati nel Paese attraverso la rotta balcanica. Il 25 luglio è infatti la volta di Mohammed Delel, rifugiato siriano 27enne, affetto da disturbi psichici e con alcuni tentativi di suicidio alla spalle: fabbricata artigianalmente una bomba, prova ad introdursi ad un festival musicale ad Ansbach, Baviera e, respinto perché privo del biglietto, si fa esplodere nelle vicinanze di un ingresso, causando una dozzina di feriti. Sul suo telefono sono rinvenute le immancabili prove dell’affiliazione all’ISIS, che si affretta a rivendicare la paternità dell’attentato attraverso il SITE Intelligent Group e, particolare interessante, sul cadavere è trovato un rotolo di banconote da 50 euro, a testimonianza che qualche ricco “mecenate” ha finanziato l’operazione.

“Deutschland steht unter Schock”, la Germania è sotto choc, titola il 25 luglio la versione online di Der Spiegel.

Per Angela Merkel il colpo è, ovviamente durissimo: alla destra dello schieramento politico Alternativa per la Germania parte alla carica cavalcando le tematiche dell’immigrazione, alla destra della sua coalizione, la bavarese CSU invoca un giro di vite sugli ingressi e, persino a sinistra, Die Linke chiede che sia posta un freno all’immigrazione indiscriminata per evitare una guerra tra poveri. La pressione aumenta giorno dopo giorno, allontanando sempre più la possibilità di uno quarto mandato alla Cancelleria Federale: nell’immaginario collettivo la “Mutti” è ormai indissolubilmente legata all’accoglienza illimitata dei migranti ed un eventuale attentato simile a Charlie Hebdo, al Bataclan od a Nizza, riconducibile a terroristi entrati in Germania attraverso la rotta balcanica, sancirebbe certamente la sua morte politica.

Cosa è successo? Perché i servizi israeliani ed atlantici hanno esportato il terrorismo targato ISIS anche in Germania, complicando terribilmente la rielezione della fidata cancelliera? Si direbbe proprio che ad Angela Merkel sia stato dato il benservito: l’instancabile garante dell’unità dell’eurozona, la sostenitrice del TTIP, la paladina delle sanzioni alla Russia, è stata brutalmente licenziata con una serie di attentati di matrice islamista che scavano un fossato incolmabile tra la cancelliera e l’elettorato.

Cresce quindi il sospetto che le oligarchie atlantiche diano l’Unione Europea, di cui Angela Merkel è l’ultimo leader superstite, ormai per spacciata e ne meditino lo smantellamento nella forma più caotica possibile, tra terrorismo islamico ed ondata migratorie, tensioni nell’Est europeo e guerre in Medio Oriente.

Gli attentati di questi giorni in Germania sarebbero così solo l’incipit di una lunga strategia destabilizzante: se il continente non si può controllare, meglio fare terra bruciata.

gutjahr

1http://it.sputniknews.com/opinioni/20151004/1290816.html

2http://www.wsj.com/articles/germany-puts-migration-related-costs-at-over-86-billion-over-next-four-years-1467392402

3http://www.abc.net.au/news/2015-12-01/syrian-president-warns-terrorists-among-refugees-in-europe/6988772

4http://www.reuters.com/article/us-germany-merkel-poll-idUSKCN0Y2246

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30 commenti su “Se il caos in Germania ha precedenza sulla rielezione della Merkel

  1. Cinà il said:

    Siamo dunque alla strategia della “terra bruciata “?
    Ci dobbiamo preparare a vivere nuovi disastri al fine di accontentare le mire dominatrici di questi personaggi?
    Se fosse vero uno scenario di questa portata allora troverebbero giustificazione certi eventi storici catalogati come follie prive di senso o fatte entrare a forza nella categoria del “male assoluto”.

     
  2. Dezzani, ha detto la frase giusta…
    “Fare terra bruciata”.
    Nel senso che oramai lo scopo a Lei assegnato, come ebrea massone è stato pienamente raggiunto.
    Se non sbaglio la Merckel è stata insignita della onorificenza annuale per il piano Kalergi.
    Ora ci sarebbe da chiedersi se altri massoni la sostituiranno o se vorranno “cancellare” le prove con anche l’eliminazione fisica della stessa.
    Vedremo.

     
  3. Tutto è cambiato con il Brexit, la presa Atlantica si è indebolita, staccandosi il Regno unito dall’Europa, probabilmente vedremo la Germania dominare ancora di più l’Europa, senza più fronzoli e maschere, appena c’è stato il voto Inglese, Hollande e Renzi sono andati a Berlino, a prendere ordini, probabilmente si potrebbe anche assistere a meno concessioni alla Francia, per demolirla completamente, ma più concessioni all’Italia per demolire la Francia appunto.
    Quindi potrebbe essere la paura che la Germania prenda le distanze dagli Anglosionisti a portare la strategia della tensione in terra Germanica.

    Saluti

     
    • Ottimo commento Jean.
      Mi domando quanto ci vuole però per esportare questa strategia di attentati e tensione nei paesi “amici”.
      Se quanto scritto fosse vero al 100%, perché i tedeschi stanno fermi ? In poco tempo si può arrivare ad esportare queste tecniche anche nei paesi come USA ed Israele… no ? O forse le tensioni razziali negli stati uniti delle scorse settimane sono un mascheramento di questi fatti ?

       
      • Jean il said:

        Molte sono le forze in campo, se Brexit significa che la Regina ha abbandonato i neocon e Wall Street, che a ottobre lo Yuan entra nel paniere DTS condannando a morte il dollaro, che il capitale abbandona gli USA per privilegiare la Cina, non ci si dovrebbe meravigliare se dietro alle tensioni razziali ci sia la longa mano di qualcuno, Russi? Cinesi? oppure la “cima della piramide”?
        A forza di fare gli stessi “giochetti”, gli altri non ci cascano più.
        Siamo probabilmente a un giro di boa secolare, la caduta dell’Impero USA e la nascita di un nuovo Impero, quello Euroasiatico, che da una parte significa probabilmente più mondializzazione, neanche troppo positiva, dall’altra non ci sarebbe da meravigliarsi, basta studiare un pò la storia, prima dell’Impero britannico la potenza economica era l’India, prima dell’India la Cina, lo sviluppo industriale ha dato un vantaggio e una supremazia all’occidente di circa 150 anni,, che adesso si è praticamente appiattito.
        L’unica cosa in cui si spera è in una caduta dell’impero senza una ulteriore guerra mondiale, che probabilmente, visto le forze in gioco potrebbe essere lunga a sanguinosa, finchè rimane convenzionale, se poi passiamo al nucleare allora lasciamo perdere….

        Saluti

         
  4. Willi Muenzenberg il said:

    Il Tacito che Roma dona al mondo lo ha compreso: dalla Svizzera, dove per la prima volta si nascondono invece che dominarvi incontrastati, è partito l’ordine: guerra.

    L’obiettivo, quello nostro di sempre: la Russia e la sua incrollabile fede. Non ci è dato conoscere il futuro. Ma se lo faranno, poche settimane e le truppe della Rus occuperanno Roma, Berlino, Parigi e, questa volta, Zurigo e Basilea.

     
    • Luca Di Roccoc il said:

      E’ triste sperare che altri facciano il lavoro che dovremmo fare noi. Tuttavia, se ciò accadrà, speriamo solo che sia completo e svolto in profondità…

       
      • non e’ solo triste e’ stupido , VAE VICTIS sempre e comunque e solo i rincitrulliti da secoli di finocchieria pretesca posso credere che “gli altri facciano il lavoro che dovremmo fare noi “

         
  5. La rottura con la tradizionale politica sull’immigrazione in Europa è stata segnata da un episodio che si è trasformato in fenomeno mediatico. Come sovente accade – per casualità o secondo causalità – quando si osservano rivolgimenti politici repentini e imprevisti.

    Ce lo ricordiamo ancora? Un anno fa Angela Merkel incontra un immigrato. Come ne avrà incontrati a decine.
    Ma in questo caso l’immigrato è donna, giovane e parzialmente disabile. Che cosa manca? Sul posto è presente una televisione, che riprende tutto.
    https://www.youtube.com/watch?v=ZoFDzUfjNys
    Il video fa il giro del mondo. A calcare l’effetto la ragazzina in un’intervista aggiunge che le era venuto da piangere pensando alla “deportazione” che avrebbe dovuto subire. Siamo in Germania.

    Riusciamo a immaginare uno spot più efficace per chi volesse promuovere un capovolgimento repentino della politica sull’immigrazione?
    Quando si registrano cambiamenti così impopolari e improvvisi, spinti dall’onda di eventi a forte impatto emotivo, ci viene il dubbio che possano essere eventi organizzati, nella realizzazione o anche soltanto nella loro strumentalizzazione?

     
  6. Datosi che putin non abbocca e LORO hanno fretta di seppellire il debito con una crisi globale il “caos in europa” e’ sicuramente un ottimo surrogato di una “guerra in europa” che tarda a venire..
    Per il resto il destino della kulona e’ “normale”, LORO distruggono sempre i loro burattini quando non gli servono piu’

     
    • Germano il said:

      Pare che con Erdogan non siano riusciti, qualche uccellino gli ha sussurrato qualcosa nell’orecchio giusto il tempo per non farsi trovare dal triste mietitore.

       
      • Dudu il said:

        Già.
        I neocon & Company avevano già dato il beneplacito ai Dunmeh per rovesciare il sultano … quando l’uccellino col colbacco gli ha rovinato tutto. O l’uccellino col turbante. O forse tutti e due.

         
  7. Peter Lan il said:

    E se invece fosse un diversivo per far passare in secondo piano il disastro della Deutsche Bank? Che in questi giorni pubblica i bilanci.
    Sono anomali rispetto alle versioni classiche.
    Il Brexit e la svolta turca sembrano il preludio della vittoria di Trump, e di conseguenza della smobilitazione Usa da Europa e Medio Oriente.
    Il fallito golpe in Turchia e l’attentato di Nizza sono gli ultimi rantoli dei neocons?
    Molleranno il potere in USa o arriveranno al punto di mantenerlo con la forza?
    Si prospetta una stagione interessante …
    Intanto a Nizza ad ottobre …. http://www.niceglobalforum.org

     
  8. a margine della spiegzione di questo “caos” c’ e’ un corollario importente.
    Se infatti deve essere “tensione” essa non potra’ essere attribuita solo all’ “azione” dell’ islam,; urge allo schema “dialetttico con veniamo veniamo (s)governati una “reazione” antislamica tale da giustificare la “soluzione” voluta.
    In pratica abbiamo per certo che avremo presto diverse “false flag” alla breverik come gia’ accennato nel “terrorismo di transizione” del mac di monaco.

     
  9. Dudu il said:

    Hanno fretta di creare una FRATTURA tra noi e il mondo islamico, sia per evitare il ‘contagio’ con una civiltà ancora religiosa, sia per evitare che perdiamo il nostro olo-senso di colpa. Vogliono farci combattere per procura l’ennesimo nemico di Sion.
    E così, da maghi neri quali sono, evocano le forze dormienti nel fondo dell’Islam, eccitano il suo lato caotico.
    Ma quando risvegli forze infere è difficile che tu poi riesca a controllarle a lungo. La cosa rischia di ritorcesi loro contro. Se susciti paura e odio nel cuore degli Europei, difficile convogliarlo unicamente contro gli islamici. Se poi si considera che l’acuirsi della crisi economica getterà verosimilmente l’Occidente sul lastrico, vi è il vero rischio (per i manipolatori) che la gente smetta di considerare gli immigrati come il nemico responsabile dei propri guai e si volga contro il mondo delle banche e della finanza. Se l’estrema destra dovesse poi mangiare la foglia e smetterla di fare l’utile idiota del Sistema, per loro sarebbe la fine.

     
  10. Davide Maglio il said:

    E meno male che il grande ed infaticabile Federico doveva prendersi un periodo di riposo….

     
    • Federico Dezzani il said:

      Francamente, ero quasi certo che l’estate 2016 avrebbe preso questa piega…

       
      • Santo Subito il said:

        Gent.mo Dott. DEZZANI, ben comprendendo gli impegni famigliari di ognuno, credo però che in un momento così delicato per il nostro bellissimo Paese (a causa del dominio decennale Anglo-Americano-Israeliano), sia un dovere di ogni Cittadino intelligente accettare un piccolo sacrificio di rinuncia di una parte delle meritate ferie, al fine di aprire gli occhi ad un popolo completamente addomesticato dietro al televisore.
        Credo che ogni Intellettuale, degno veramente di questo nome, debba fare proprio come sta facendo Lei Dott. DEZZANI, altrimenti sarebbe soltanto Chiacchiere e Distintivo.
        Grazie per la Sua comprensione.

         
  11. Ciao Federico,

    scusa se ti do del “tu” anche se non ci conosciamo ma siamo quasi coetanei.

    Il mio nome è Matteo Corallo, classe ’87 e da quasi 3 anni ormai vivo nella Capitale Millenaria del Quarto Reich economico, ossia Berlino.

    Dopo quello che è successo quest’estate tra “sbandati” che si fanno esplodere e “psicopatici” che dal nulla sparano su innocenti, sono anch’io giunto alla medesima conclusione che l’impero americano foraggerà ben presto una strategia della tensione nella UE per tenerci sempre più ancorati alla NATO e soprattutto farci digerire nel clima di isteria collettiva il TTTP. Per quanto riguarda la questione profughi, la mia è una visione più prosaica legata al declino demografico tedesco già in itinere.

    Se la cosa ti può interessare, da febbraio mi sono messo anch’io nel mio piccolo a riportare le mie osservazioni da insider nel paradiso teutonico. Il mio blog si chiama ironicamente “La Deutsche Vita”; ecco il link (sempre altervista.org): http://deutschevita.altervista.org/

    Mi farebbe piacere sentire cosa ne pensi e magari scambiarci delle opinioni su ciò che sta avvenendo, non solo in Germania!

    Cordiali saluti
    Matteo Corallo

     
    • Federico Dezzani il said:

      Volentieri, Matteo.
      Leggerò il tuo blog.
      Nessun andamento economico e demografico deve essere giudicato irreversibile. I “mini-job” hanno comunque inflitto un durissimo colpo alla società tedesca.

       
      • Matteo Corallo il said:

        Buongiorno,

        i mini jobs non sono altro che l’ennesimo trucchetto contabile usato dai governanti tedeschi per presentare al resto d’Europa i dati sul “miracolo tedesco” in termini di disoccupazione ufficiale.

        Dalle 8 milioni di baionette di mussoliniana memoria siamo passati agli 8 milioni di mini-jobbers. Interessante ma di sicuro non sorprendente riflettere su come questi lavoretti da 450 Euro al mese e 15 ore la settimana siano stati introdotti dai socialdemocratici di Schroeder and co….

        Detto questo, ti volevo segnalare “due righe” che mi sono permesso di scrivere sull’attentatore di Monaco Ali Sonboly. Tanto per cambiare la versione ufficiale dei media e della polizia presenta numerosi contraddizioni anche ad uno sguardo superficiale. Se ti va di approfondire, ecco le sudate carte che trasudano complottismo da ogni poro:

        http://deutschevita.altervista.org/sogno-o-sion-desto-12/
        http://deutschevita.altervista.org/sogno-o-sion-desto-22/
        http://deutschevita.altervista.org/il-curioso-caso-di-ali-sonboly/

        Viel Spass e saluti dalla Capitale millenaria del Reich
        Matteo Corallo

         
  12. Buongiorno,

    scusate se vi disturbo ma nel mio piccolo ho scritto un articolo sull’attentatore di Monaco: http://deutschevita.altervista.org/il-curioso-caso-di-ali-sonboly/, nel quale evidenzio alcune incongruenze nella versione ufficiale.

    Non ho nè grandi pretese nè sono così bravo come Federico! In ogni caso le mie sono solo domande a cui non ho ancora trovato risposta.

    Faccio notare che tutti i media mainstream hanno voluto associare la strage di Monaco con quella avvenuta il 22 novembre di 5 anni fa a Oslo da parte del massone e filo-sionista (lo scrive lui stesso nel suo Manifesto di 1500 pagine) Breivik.

    Tuttavia faccio notare che il 22 novembre è una data particolare poichè nel ’46 è avvenuto l’attentato al King David Hotel da parte del gruppo terroristico sinista Irgun (quello di Begin per intenderci), il 22 novembre ’63 veniva ucciso a Dallas Kennedy, il 22 novembre ’67 il Consiglio di Sicurezza Onu con la famosa Risoluzione 242 intima ad Israele di ritirarsi dai Territori, il 22 novembre ’74 l’Onu risconosce alla Palestina lo status di osservatore, sempre il 22 novembre 2005 la Signora Kasner in Merkel viene eletta per la prima volta Cancelliere (segnale mafioso a lei per l’anniversario?).

    Pensatela come volete…spero solo di avervi messo la pulce nell’orecchio.

    Saluti da Berlino
    Matteo Corallo