Assalto all’Eurasia: la Corea del Nord è solo l’antipasto

Crescono le tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti d’America: la determinazione di Pyongyang a sviluppare il proprio deterrente nucleare si scontra con la convinzione di Washington che l’atomica nordcoreana abbia una natura offensiva. È ormai chiaro che, qualsiasi amministrazione occupi la Casa Bianca, la strategia di fondo non cambia: la potenza marittima americana ed i suoi alleati mirano a circondare il blocco euroasiatico su ogni lato. L’arsenale atomico di Pyonyang è solo un pretesto per militarizzare la regione e contenere la potenza navale cinese. Un’eventuale attacco alla Nord Corea anticiperebbe soltanto una guerra già ben delineata: l’ennesimo scontro tra terra e mare.

L’Heartland (Cina e Russia), il Rimland (la Corea) e le potenze marittime (USA)

Marx ed Engels definivano “struttura” l’economia e il sistema produttivo, “sovrastruttura” la politica, la cultura e la religione. La storia universale sarebbe quindi, secondo i due filosofi tedeschi trapiantati a Londra, questione di lavoro e capitale. Sbagliarono e, probabilmente , furono anche consapevoli del loro errore. “Struttura” è la volontà di potenza degli Stati e la geopolitica, la scienza che studia questa volontà di potenza, è il miglior strumento per capire ed interpretare la storia. In particolare, la storia è basata sulla volontà del “mare” di sottomettere la “terra” e sull’opposto desiderio della “terra” di domare il “mare”. Atene contro Sparta, Cartagine contro Roma, i Saraceni contro Bisanzio, Olanda contro Spagna, Inghilterra contro Francia, Londra contro Berlino, Washington contro Mosca.

Di fronte a questo scontro plurisecolare, mosso da forze telluriche che trascendono il contingente, tutto è “sovrastruttura”: tutto è accessorio, superfluo, quasi scontato. Le ideologie, le religioni, le singole personalità politiche. Tutto si muove perché la terra ed il mare bramano la guerra, in attesa della battaglia finale (se mai verrà).

È più utile, per chi volesse capire lo scenario internazionale, lo studio di “The Geographical Pivot of History”, pubblicato nel 1904 da Halford John Mackinder che la lettura di tutta la stampa specializzata attuale. Mackinder, esponente di spicco della talassocrazia per eccellenza, il Regno Unito, osserva il mappamondo ed individua nel cuore dell’Eurasia, zona inaccessibile alle potenze marittime, “l’area pivot” del globo terrestre: quell’area che, se debitamente organizzata dal punto di vista militare, logistico, economico e sociale, può schiudere, per chi la controlla, l’egemonia mondiale. Mackinder, in particolare, osserva con timore la costruzione delle ferrovie russe, capaci di spostare merci e soldati nelle sconfinate pianure come navi sul mare. Guai, dice Mackinder, se la Russia si alleasse alla Germania. Con un’incredibile preveggenza, Mackinder, chiude il suo pensiero con uno scenario ancora più preoccupante: l’integrazione tra la Cina ed il retroterra russo.

Seguiranno due guerre mondiali, che consentiranno agli angloamericani di annichilire la Germania e insediarsi in Europa (NATO-CEE/UE) e in Oriente (CENTO e SEATO, poi sciolte).

Durante lo svolgimento della Seconda Guerra Mondiale, lo stratega olandese, naturalizzato americano, Nicholas J. Spykman (1893-1943), pubblica un’opera (America’s Strategy in World Politics) che vuole aggiornare ed integrare il lavoro di Mackinder, per adattarlo alla prossima realtà geopolitica: poco importa, dice Spykman, chi controlla l’Heartland (URSS e la Cina che diverrà presto comunista), l’importante è che le potenze marittime “contengano” il nemico, circondandolo con una serie di Stati-satelliti così di depotenziarlo. A fianco dell’Heartland, nasce così il “Rimland”, rappresentato da tutti quegli appigli (dall’Italia al Giappone, passando per l’India) con cui le talassocrazie possono aggrapparsi alla masse terrestre. Non è, in realtà, un pensiero nuovo: già Mackinder, infatti, aveva evidenziato l’importanza di queste “teste di ponte”, indispensabili per le potenze marittime. Tra le teste di ponte citate da Mackinder nel 1904… c’è anche la Corea!

Iosif Stalin, ben consapevole dell’importanza di questo lembo di terra lungo 950 km, piuttosto brullo ed inospitale, decide di sfrattare gli americani dal condominio che si è creato dopo la sconfitta del Giappone: sovietici ed americani, infatti, si incontrano al 38esimo parallelo ed ognuno, nella propria metà, ha installato un governo amico. All’alba del 25 giugno 1950, l’esercito nordcoreano attraversa il 38esimo parallelo, travolgendo le difese sudcoreane. Caduta Seul, il 30 giugno, il presidente Truman autorizza il generale Douglas MacArthur ad intervenire: comincia così la guerra che si protrarrà fino al 1953 e si concluderà con un sostanziale pareggio (il confine tra le due Coree rimane fissato al 38esimo parallelo), grazie al massiccio intervento della Cina. Il regime di Kim Il Sung (1912-1994) supererà la Guerra Fredda senza altri particolari colpi di scena, grazie al costante appoggio cinese.

Simpatico aneddoto: l’ex-agente del SISMI, Francesco Pazienza, incontra i nordcoreani negli anni ‘80 alle isole Seychelles, dove gestiscono il servizio informazioni del presidente Ti France René. Propongono a Pazienza di eliminare un agente CIA, di cittadinanza italiana, che gira per le isole facendo troppe domante: il suo nome è Antonio Di Pietro1.

Nel 1991 collassa l’URSS e le potenze marittime riprendono la loro marcia verso l’Heartland (allargamento ad est della NATO, Georgia, Asia Centrale, etc. etc.). In questo contesto, la Corea del Nord è una potenza ostile situata nella fascia intermedia, il suddetto Rimland: il suo destino dovrebbe essere lo stesso quello della Jugoslavia. L’amministrazione Clinton, che apre le porte del WTO della Cina, ha però scarso interesse a scatenare una guerra a poca distanza dall’area in cui le imprese americane stanno delocalizzando. L’amministrazione Bush valuta il cambio di regime nel 2003, ma il pantano iracheno raffredda l’ardore bellico di Donald Rumsfeld e soci.

Resta il fatto che qualsiasi Stato ostile agli USA e privo di arsenale atomico può essere rovesciato in qualsiasi momento: Pyongyang accelera quindi il proprio programma nucleare bellico, usando uranio locale, e nel 2006 effettua con successo il primo test atomico. Nel caos dell’Ucraina post-Euromaidan2 (2014), i nordcoreani acquistano i missili balistici SS-18; il 29 agosto 2017 lanciano il primo vettore che sorvola il Giappone per inabissarsi nel Pacifico; il 3 settembre 2017 testano la prima bomba termonucleare.

La Nord Corea è ora nel ristretto club atomico: dispone di un arsenale che, in teoria, dovrebbe dissuadere qualsiasi aggressore. Il celebre “deterrente nucleare”.

La storia finirebbe qui se, come però sottolineato in precedenza, la penisola coreana non fosse parte di quel “Rimland” con cui le potenze marittime circondano, contengono e, all’occorrenza, attacco “l’Heartland”: è proprio quest’ultimo, non la piccola Corea del Nord, che ossessiona le talassocrazie.

L’intero continente euroasiatico, dal Mar Meridionale Cinese al Mar Baltico, si sta coprendo di ferrovie ad alta velocità ed alta capacità, anno dopo anno. Cina e Russia conducono esercitazioni navali congiunte nel Pacifico come nel Mediterraneo. Gasdotti ed oleodotti attraversano i due Paesi. Pechino costruisce linee ferroviarie capaci di raggirare lo Stretto di Malacca (attraverso la Birmania) o di raggiungerlo in poche ore (attraverso la Malesia), indebolendo così la funzione di Singapore. “L’area pivot” di Mackinder non è mai stata così viva e dinamica, ponendo le talassocrazie di fronte ad un bivio: la capitolazione o l’attacco.

È in questa cornice che va collocata la tensione tra angloamericani e nordcoreani: poco importa a Washington dell’arsenale di Kim Jong-un, molto invece della crescente potenza navale cinese (nell’aprile del 2017 i cantieri di Dalian hanno varato la prima portaerei Made in China) e della cooperazione con quella russa. Sia Mosca che Pechino ne sono coscienti ed è per questo che a settembre hanno votato in sede ONU le sanzioni contro Pyongyang, sebbene edulcorate quanto basta da non portare il regime al collasso3: il nucleare nordcoreano è soltanto un pretesto utile alle talassocrazie per tentare di strangolare il blocco continentale.

Un comodo espediente per il dispiegamento dei missili THAAD in Sud Corea4, duramente contestato dalla Cina, per il riarmo del Giappone (che gioca oggi un ruolo identico al Giappone filo-britannico ed anti-cinese di inizio Novecento), per la riesumazione della SEATO: sono questi gli obbiettivi che interessano a Washington e Londra, resi possibili dall’arsenale atomico nordcoreano.

Il presidente Donald Trump, sempre più avvinghiato nella ragnatela di Washington, lancerà un attacco preventivo contro la Nord Corea? Se così fosse, significherebbe soltanto anticipare al 2017 una guerra già ben delineata. L’ennesimo scontro tra terra e mare.

1Francesco Pazienza, il Disubbidiente, Longanesi, 1999, pg. 460

2https://www.nytimes.com/2017/08/14/world/asia/north-korea-missiles-ukraine-factory.html

3https://www.vox.com/world/2017/9/12/16294020/russia-china-water-un-sanction-north-korea

4http://edition.cnn.com/2017/09/07/asia/south-korea-thaad-north-korea/index.html

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52 thoughts on “Assalto all’Eurasia: la Corea del Nord è solo l’antipasto

  1. lancerà un attacco preventivo contro la Nord Corea?

    Se gli U$A potevano lo avevano già fatto. Ma le cose gli si sono complicate essendo nel frattempo passata la NK da ” pretesto” per avanzare le forze d’ attacco U$A a “fortezza avanzata” tipica della strategia di arresto russa , da ivangorod a brest-litovsky .

    E’ quindi è chiaro che non ci potrà essere in korea la “guerra circoscritta” che gli americani vorrebbero ; la NK è una porta per l’ inferno esattamente come l’ ukraina.

     
  2. Salvo il said:

    Nel bivio logica e buon senso vorrebbero che le talassocrazie capitolassero e trattassero con la Nuova via della Seta, ricordiamo che fra pochi giorni Trump va a Pechino da Xi e lì potrebbe avviare la svolta. Oppure potrebbero pensare di sconfiggere le potenze eurasiatiche con un first strike nucleare, in realtà suicidandosi. Magari credendo che Russia e Cina si arrendano dopo un primo colpo nucleare counterforce per paura di una seconda ondata sulle metropoli. O forse hanno messo in conto di sopravvivere solo loro da qualche parte, come nel delirio dello Stranamore di Kubrick. Staremo a vedere.

     
  3. Matteo il said:

    Se l’America colpisce per primo scoppia il finimondo. Ma temo che il copione sia già scritto, almeno in parte

     
    • pauldroogo il said:

      Gli USA sperano di poter ciurlare le atomiche alla Corea Settentrionale prima che possa usarle. In alternativa, potrebbero bloccarle dopo il lancio, ma prima che vengano a cadere nell’area tra San Diego, Los Angeles e San Francisco.
      Discutere è del tutto inutile: si può solo provare.
      In California ci sono un 14 milioni di persone che ardono di sapere come va a finire.

       
      • L’alternativa non funziona, questo è il dilemma, il missile che ha sorvolato il giappone non era intercettabile dai sistemi antimissile, perchè fuori portata, in discesa viaggiano troppo veloce quindi idem, semplicemente devono sperare che non lancino, altre soluzioni non ce ne sono.

         
  4. Mansfra il said:

    Catone concludeva i suoi discorsi nel senato romano dicendo: “Ceterum censeo Carthaginem esse delendam”, ossia che se i romani volevano abbattere la talassocrazia cartaginese dovevano appunto distruggere la stessa citta’ di Cartagine. Penso che russi e cinesi stiano seguendo, naturalmente modernizzandolo, il suggerimento di Catone. Per spaventare gli americani e’ assolutamente inutile l’ipotesi di una guerra confinata in uno dei tanti paesi della rimland, devono invece dimostrare di essere capaci questa volta, a differenza delle guerre mondiali, di attaccare la potenza americana a casa sua e non solo in punti marginali come fecero i giapponesi a Pearl Harbor.

     
    • Ventura Paolo Giuseppe il said:

      Per la verità mi pare che la Talassocrazia la Romania se la fosse aggiudicata fin dalla prima guerra Punica. Tanto è che Annibale non sbarcò ma preferì, prudentemente, un tortuoso e faticoso viaggio di invasione via terra.
      Poi sappiamo come finì grazie al controllo mediterraneo del naviglio Romano che sbarcò Scipione in Africa e costrinse Annibale al precipitoso e sconfitto ritorno in patria.
      Quindi la citazione di Catone il vecchio non mi sembra molto pertinente.

       
      • Esatto .
        Si potrebbe invero accettare la citazione con il suo imperativo categorico tradotto in “russia delenda est” ,di sicuro in circolo a washington.
        Con la fondamentale differenza però che i “talassocratici” neo-romani sul potomac non sono preventivamente riusciti a disarmare la russia perché non hanno mai avuto la forza MILITARE per ” sbarcare in russia”
        Ho infatti già espresso altrove fin da subito ( 2013) che l’ esatto equivalente storico di questo conflitto non è “roma contro cartagine” ma la “guerra del peloponneso” , con l’ “eurasia” nel ruolo di questultimo.

         
  5. Maurizio il said:

    “Talassocraticamente” parlando, la Siria era assai importante, come lo erano la Crimea, la Turchia, l’Egitto, Gibuti, le Filippine…
    Non c’è solo l’area pivot troppo viva e dinamica, c’è anche il Rimland che ormai va per conto suo. Perdono le partite, mollano tutto e spostano i soldati di ventura da un’altra parte a improvvisare altri casini. Più che seguire una strategia sembra stiano girando una serie televisiva. Uno show. Sembra Kubrick, concordo.

     
  6. Willy Muenzenberg il said:

    Sembra di vederli, a Londonia, Engels e Marx discutere in germanico fra loro: Ma davvero dobbiamo far finta di credere in queste struttura e sovrastruttura? Tacito ancora una volta comprende e spiega. ‘Probabilmente ne erano anche consapevoli’. Era esattamente così anche per l’empiriocriticismo di Ulianov, e tutto il resto.

     
  7. Geronimo il said:

    Intanto oggi Trump desecreterà i files coperti da segreto di stato, sulla morte di John Fitzgerald Kennedy http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/10/25/trump-domani-desecretati-i-file-su-jfk_e51df870-ac96-4041-8407-0b60c4a7d745.html

    La Cia e l’Fbi, pare si siano opposte alla divulgazione di buona parte di questi files. Ovviamente, per evitare ulteriori dubbi, gli americani alla fine pubblicheranno tutto on-line.

    Questo Presidente americano si sta dimostrando più abile di quanto previsto. Sta gettando le basi per aprire un solco profondo fra il popolo e la “solita èlite” responsabile di ogni nefandezza a livello globale.

    La cosa non è di scarsa rilevanza. Magari ne esce pure un articolo di Dezzani. Vediamo….

     
    • ricky66 il said:

      tutto quello che doveva scomparire è da tempo distrutto. non restano che informazioni artefatte e edulcorate. fumo per allocchi che credono ancora che cia, fbi, mafia e deep state lascino trapelare qualcosa delle loro trame.

       
  8. Robbert67 il said:

    L’assedio secolare continua…..ma sempre più indebolito al suo interno. Al contrario l’Eurasia appare più forte che mai. Sia militarmente che economicamente sia infine per i valori delle società in essa contenute. Questo ultimo punto deriva più dalla vorticosa caduta di valori dell’Occidente più che da una crescita di quelli russi e cinesi. Ma comunque mai come ora le società occidentali sono deboli e assolutamente non più coese. Troppe le continue pressioni economiche nei confronti dei popoli. Troppe le deviazioni dalla morale e dall’etica costruire su solidi principi . Ora tutto è solo basato sul fuoco denaro e imposto da chi ne detiene il potere di stampa. Per come la vedo io il vero unico obiettivo che ormai questi delinquenti portano avanti e di creare un esercito di robot e di mezzi militari con intelligenza artificiale. Ciò spiegherebbe anche come oggi la ricerca sui comportamenti umani ha assunto una fondamentale importanza. Devono disporre di dati sufficienti per programmare le loro macchine. Il tempo stringe sempre più.
    Il futuro dell’uomo e dell’umanità dipende ormai unicamente da questo scontro mare terra e dal vincitore. Se vinceranno i banchieri dell’asse Londra- New York allora per gli esseri umani superstiti potrebbe risultare preferibile la morte ad una vita da schiavi. Viceversa, se dovessero prevalere le forze di terra forse il mondo riprenderà un corso normale, più umano.

     
    • Maurizio il said:

      Soprattutto se vinceranno i cinesi. Non amano il business, non fanno una vita da schiavi e non la fanno fare agli altri. Il mondo ridiventerà subito più umano, pieno di farfalle, e senza smog.

       
      • Backward il said:

        @Maurizio

        Mi hai tolto le parole di bocca. Tutti si occupano di scontro tra interessi all’interno della società industriale, e nessuno si accorge che il nemico è la società industriale. Quando leggo di nuove ferrovie, nuovi aeroporti, nuove città, mi è chiaro che la follia umana non ha confini geografici.

         
        • Maurizio il said:

          Se avesse confini non si chiamerebbe globalizzazione. I cinesi prima clonavano solo i prodotti (prima ancora lo facevano i giapponesi), ora clonano direttamente il sistema nel suo insieme (sviluppandolo via terra, gli viene meglio) e lo mettono in concorrenza con quello basato sul dollaro. La demografia e l’entusiasmo degli asiatici faranno il resto. Se nessuno rovescia il tavolo hanno già vinto. Se qualcuno viceversa lo rovescia, al punto in cui siamo perdiamo tutti.

           
        • Gianni Barbato il said:

          Dedicato a Backward

          La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio servizio delle altre forze. V’è una minaccia di questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza… nel numero degli uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla mancanza di aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco! Ma non è questo, non è questo soltanto. Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorché la rondinella comprese che per essa non c’era altra possibile vita fuori dell’emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e che divenne la parte più considerevole del suo organismo. La talpa s’interrò e tutto il suo corpo si conformò al suo bisogno. Il cavallo s’ingrandì e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute. Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più adatto sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati. Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della Terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.

          Da ” La Coscienza di Zeno ” di Italo Svevo anno 1923 Ventidue anni prima di Hiroshima e Nagasaki

           
      • emanuele777 il said:

        Non hai capito granché il senso dell’articolo, non si tratta del gioco a chi vince o chi perde per il dominio mondiale. Si tratta di passare da una fase di guida unipolare, ad una fase multipolare, in cui i si tenga conto delle diverse realtà regionali senza cercare di uniformarle.
        Quando crollò il muro di Berlino e si intravide la fine dell’Unione Sovietica, molti di noi credettero in totale buona fede che il mondo sarebbe obiettivamente migliorato, dal momento che il mondo era diventato tutto ‘libero’. Nonostante ciò, da allora le condizioni di vita cominciarono a peggiorare sia in Occidente (America compresa), che in Europa che in Oriente.
        Nessuno qua si illude che si possa sconfiggere il Male e danzare con le Baccanti, si tratta solo di difendersi da quella che sarebbe una aggressione ingiusta

         
        • Maurizio il said:

          emanuele777
          Non hai capito granché il senso dell’articolo, non si tratta del gioco a chi vince o chi perde per il dominio mondiale.

          Questo è un sito di geopolitica, e valgono quindi i concetti richiamati da Dezzani. “Struttura” è la volontà di potenza degli Stati e la geopolitica, la scienza che studia questa volontà di potenza, è il miglior strumento per capire ed interpretare la storia.” Tutto il resto: religione, cultura, economia, tecnologia, è sovrastruttura (secondario, scontato).

          Stando così le cose, i giudizi “morali” che definiscono giusta o ingiusta una aggressione cosa sono? Sovrastruttura di terzo, quarto o quinto livello?

          La volontà di potenza degli Stati si esercita anzitutto attraverso la strategia, arte peraltro nella quale Cinesi e Russi hanno grande tradizione. E di sicuro né gli uni né gli altri si stanno battendo con l’Occidente per creare un mondo migliore. Semmai per dominare a loro volta.

          Tutto il resto è propaganda (sovrastruttura).

           
        • Backward il said:

          @Gianni Barbato

          In sintesi,

          “Sinistra e destra litigano soltanto su chi debba possedere la società industriale. Il reazionario brama la sua morte.”
          Nicolàs Gòmez Dàvila

           
        • emanuele777 il said:

          x Maurizio: Una volta si diceva che la responsabilità in una rissa era di chi iniziava

           
    • Francesca Ancona il said:

      Ricerca sui comportamenti umani? Io cominciai una ricerca sui comportamenti umani, la lasciai subito quando mi accorsi, annoiata, che gli umani facevano tutti le stesse cose (a parte quelli che un tempo, e anche oggi, chiamavano pazzi o malati di mente). Non credo sia così, loro dettano, i potenti decidono i comportamenti umani, come potrebbero studiarli? Sarebbe ridicolo. Se poi parliamo di suicidi, omicidi, stupratori, sono solo umani che a volte si svegliano dall’ipnosi e si accorgono della loro vera natura e cercano di ribellarsi al sistema compiendo questi atti estremi ma naturali.
      Una vita da schiavi? Ma l’uomo è tanto ormai che è schiavo

       
  9. Aspettavo da tempo un articolo sull’Eurasia!
    Se gli USA ataccassero per primi, la Cina è costretta a rispondere. Se non lo facesse il sogno di diventare una superpotenza crollerebbe ancora prima di iniziare.
    Mentre Kim non attaccherà mai per primo, sa bene che la Corea verrebbe polverizata.
    Le sue dichiarazioni, sono messaggi per far capire agli USA, che un eventuale cambio di regime non sarà facile come in Libia o Irak.
    In fine, la cosa interessante è capire qual’è la posizione dell’India, dagli ultimi eventi sembra legarsi sempre di più agli USA.
    Mi piacerebbe, Dot. dezzani sapere qual’è la sua opinione sulle relazioni tra India, Cina e Pachistan ?
    Inoltre, è interessante approfondire il gioco delle superpotenze nel sudest asiatico.
    La ringrazio per i suoi splendidi articoli.

     
  10. Il Maglia il said:

    Mi scusino gli astanti ed in particolare il sommo Federico,non vorrei apparire un a groupie del Dezzani… ma io ho avuto un orgasmo alla lettura di quest’articolo

     
  11. leonardo sandon il said:

    Non riesco ad interpretare il tracollo del “sistema Clinton” di questi ultimi tempi. Lo scandalo di Hollywood prima, lo sbriciolamento del Russiagate in questi giorni. E Trump che dicendo che lo hanno costretto a rimandare la desecretazione di parte dei documenti del caso JFK sembra palesare al mondo quello che si sapeva già, ossia delle due fazioni in lotta per il potere…
    A cosa stiamo assistendo? Sta cambiando veramente qualcosa? Può avere a che fare con gli scenari delineati dall’articolo?
    Complimenti per gli spunti di riflessione che questo sito sempre ci fornisce. Saluti!

     
  12. Cinà il said:

    Non si capisce bene cosa verrà fuori dalla cervellotica politica estera degli Usa. Fatto sta che oggi un rapporto Onu ha accusato formalmente Assad di aver usato armi chimiche contro civili, così l’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley: “Questo deve finire, adesso – ha tuonato -. Ignorare l’enorme quantità di prove in questo caso dimostra una deliberata mancanza di rispetto per le norme internazionali”.
    Dunque o dalla Corea o dalla Siria – Iran a breve qualcosa scoppierà. A quel punto vedremo se i cinesi e i russi sono pronti a fare fronte comune contro la violenta spallata che arriverà dagli usrael … credo sia molto difficile fare previsioni in questo senso, ma si ha l’impressione di un veloce schieramento per ridurre la Russia e la Cina a più miti consigli, lasciando il potere vero nelle mani dei soliti noti.

     
  13. andrea z. il said:

    La Cina trova bloccato l’accesso all’Oceano Pacifico da una serie di Stati alleati degli USA: Corea del Sud, Giappone, Taiwan e dalle basi di Guam e Okinawa.
    Gli Stati Uniti, inoltre, controllano lo Stretto di Malacca attraverso il loro alleato indonesiano, attraverso cui passa la maggior parte del traffico marittimo verso la Cina.
    Per evitare un eventuale strangolamento economico e militare, Xi Jinping ha lanciato il grande progetto infrastrutturale della Via della Seta in modo da bypassare il controllo marittimo americano e proiettarsi verso l’Europa via terra.
    Esistono almeno tre percorsi principali che vanno dalla Cina all’Europa.
    Due sono a nord attraverso la Russia e l’Asia Centrale e poi c’è quello più a sud che si innesta sulla via che collega Teheran e Beirut via Baghdad e Damasco.
    Se gli Stati Uniti riuscissero a creare uno Stato curdo in Siria o a sconfiggere l’Iran destabilizzerebbero l’asse sciita e bloccherebbero il tentativo di espansione della Cina via terra, attraverso il percorso più agevole.
    E’ per questo che la guerra in Siria e Iraq è ancora lontana dalla conclusione.

     
  14. La via della seta sta diventando sempre più realtà anche qui da noi, dove la costa adriatica diventa il tassello successivo al Pireo.
    Forse si comincia a comprendere il perché le destre si stiano armando in funzione anti-cinese, propalando propaganda sui loro giornali e media.
    Le destre kosher o para-fasciste che siano sono il prossimo cavallo del deep state.

     
    • per Dodo: la ‘spezia’ Kosher ha dimostrato ESAUSTIVAMENTE che può incarnarsi tanto bene in ogni Destra quanto in ogni Sinistra: come insegna Guénon – il pericoloso Guénon – categorie come il Destroroso il Sinistrorso sono solo specchi rifrangenti di un Inganno, di una Mistificazione che trae ‘solido’ da una stessa fonte.

       
      • Backward il said:

        @Danilo Febbroni

        Appunto. E mi riesce anche difficile credere che i soliti noti non abbiano niente a che fare con l’accumulo di oro da parte di Russia e Cina. Il parassita, consumato l’ospite, si trasferisce presso un altro ospite.

         
  15. Oriundo il said:

    Devo esser sincero: la contrapposizione terra/mare mi pare hobbesianamente solo la riedizione dello scontro Behemot vs Laviathan, ampiamente desunta peraltro dalla Bibbia. Dunque tutto si puo’ applicare a partire da contrapposizioni cosi’ ampie e datate. In un attimo i bombardieri, i missili possono annientare qualsivoglia stato nel mondo intero: vale ancora riferirsi a concetti simili ?
    Questi pero’ forse nascondono una realta’ ‘sommersa’: se guardate le basi americane nel globo potete verificare che si trovano nei c.d. punti di forza energetici della Terra. Ed uno importante si trova proprio in Afghanistan, ad esempio, come anche in Irak. Insomma, a mio avviso gli USA sanno perfettamente quello che fanno. Una volta impadronitisi della griglia energetica del Pianeta ( in molti siti: qui http://www.altrogiornale.org/mappa-della-griglia-mondiale/ ) possono dominarlo come vogliono. L’ ultima domanda appartiene a quel dominio di fattori che oggi sono censurati nei media ‘seri’: lo fanno per se’ od anche per ‘altri’, in particolare: per ‘un’ altro ? Se si ammette questa ‘possibilita’ si capisce come tutto e’ razionalizzazione di una realta’ che esula strettamente dagli ‘interessi’ strettamente ‘umani’.

     
    • per Oriundo: al di là di disquisire giustamente sulla fattibilità di una logistica militare o meno, ci riferiamo alla portata balistica missilistica o alla gamma di copertura di volo di certi bombardieri, la contrapposizione Terra e Mare va al di là di questo fattore contingente di mera tattica e strategia da accademie militari: il restauro coevo della Via della Seta cinese lo sta a dimostrare. Essa è un tentativo manifesto di spezzare la talassocrazia angloamericana, di cortocircuitarne i sensi occulti e non, attraverso un ribaltamento di prospettiva. D’altronde come propriamente qualcuno definì il nostro povero suolo quale una naturale portaerei affacciata sul Mediterraneo ogni base, lo dimostrano quale prova-provata le Isole Spratly per la Cina, terrestre strategica può mutarsi in una testa di ponte militare, acquatica, pur non essendo, ovvio, un’unità militare marina.

       
      • Oriundo il said:

        Non voglio fare polemiche ma se si guarda la carta geografica e la distribuzione umana sulla terra si vede una cosa essenziale: che i cinesi sono un miliardo e mezzo ( almeno ) ed occupano un territorio senza nemici naturali, aspetto che condividono con gli USA. Per ora si muovono ‘more oeconomicus’, con un understatement attento e circospetto, non volendo scoprire le loro carte, che sono anche e sopratutto militari. Hanno innanzitutto un accordo globale con la Russia, e dunque accesso agli armamenti più moderni, un surplus finanziario che consente qualsiasi investimento ovunque nel mondo e di qualunque portata, ed inoltre una produzione civile che solo un ingenuo può pensare esclusivamente tale: quanti aerei e carri armati possono produrre in un sol giorno quelle centinaia di milioni di uomini e donne, estremamente pazienti, laboriose, con un senso estremo del sacrificio personale a vantaggio della collettività ? Quanti ? Oggi dunque si impegnano come ragazzini che giocano al trenino. Ma di sicuro non si fermeranno di certo lì. Stanno apprestando portaerei, navi anfibie per attacchi mare\terra, pattugliatori veloci e quant’altro. Insomma, da potenza di terra si stanno trasformando assai rapidamente in potenza a full dominance, mare, dominio cibernetico ed anche nello spazio. Questo è un punto ampiamente sottovalutato da tutti i commentatori ma la Cina, come anche l’India, sta gettando le basi per un suo dominio extraterrestre. A breve, non fra cent’anni. Questo per dire che la contrapposizione terra-mare è a mio avviso ampiamente datata e poco esplicativa oramai delle strategie militari globali. Tralascio l’aspetto cibernetico: basti pensare che il più potente superalcolatore è cinese.

         
  16. “Il Disubbidiente”, toh!, è fuori catalogo, guarda caso! Libro non interessante, ma INTERESSANTISSIMO! sebbene se [https://www.libreriauniversitaria.it/disubbidiente-pazienza-francesco-longanesi/libro/9788830415362] uno avesse almeno sbirciato “The Italian Guillotine” – un altro caso bizzarro nevvero? – mai tradotto in italiano nonostante che uno dei 2 giornalisti sia italiano citava un passato dell’ArchiGiudice “coloniale” (da colono…) “Mo Che C’Azzecca” nelle fila di un’industria italica ‘facitrice’ di armi: zone assai prossime ai S.S. ca va sans dire…
    Del resto la rabbiosa e “bucolica”, per usar un eufemismo, reazione, quanto mai villana (la dice lunga di quanto villani e villici siano gli Italiani) a Diego Fusaro, in TV, udite udite!, all’accusa di quest’ultimo che delineava il Circo Spettacolo tangentopolizio come un autentico Putsch la dice lunga….la lingua batte dove il dente vuole…

     
  17. Geronimo il said:

    “L’EUROPA È SU UN BINARIO MORTO. NOI UNGHERESI SAPPIAMO IL PERCHÉ”, IL DISCORSO DI ORBÁN

    ll discorso ufficiale del Primo Ministro Viktor Orbán in occasioni delle celebrazioni per l’anniversario della Rivoluzione del 1956 non lascia adito a dubbi:” L’Europa è sootto attacco da parte di “forze del lato oscutoo” che vogliono fare del popolo europeo un crogiolo di meticci senza identità culturale nè storia.

    E’ il momento di opporci con tutte le nostre forze !

    https://www.sapereeundovere.com/leuropa-e-su-un-binario-morto-noi-ungheresi-sappiamo-il-perche-il-discorso-di-orban/

     
  18. Maurizio il said:

    X Emanuele777

    Nessuna volontà di rissa. O ideologia e pretesa di stabilire cosa sia giusto e cosa no. Leggo Dezzani volentieri e ogni tanto commento. Viviamo in un periodo particolare e mi sforzo di capire cosa davvero sta accadendo e accadrà. In tal senso cercare l’oggettività credo sia più utile del politically correct d’ordinanza.

     
    • emanuele777 il said:

      x Maurizio
      Non intendevo rissa tra noi due.. se hai seguito la geopolitica negli ultimi 3-4 anni ti saprai rendere conto, chi è che soffia sul fuoco e chi è che cerca di ragionare.. chi provoca e chi invece cerca di distendere

       
      • Maurizio il said:

        Ti ho già risposto. Non si tratta di bon ton.

        C’è un’impero che sta crollando e un “rivale” che fa finta di niente, perché ogni gg che passa ne trae vantaggio e perché la Cina attuale è creazione di WallSt e della City. Il pil cinese in parte è ancora quello delle multinazionali occidentali, interessate oggi più ai mercati asiatici che quelli a Ovest (pochi consumatori, già troppo indebitati, vecchi, viziati, improduttivi e quant’altro).
        I vari match in corso, come quello Usa-Cina col cowboy maleducato, servono più che altro a distrarre e prender tempo.
        Il match vero è la faida interna all’Occidente. Col capitale finanziario (ora moltiplicato dai QE), che continua ad andare dove più gli pare e conviene (le guerre convengono, e i territori ormai sono “piattaforme”), prestando poco orecchio sia al fisco degli Stati, che al lamento dei disoccupati o dei virtuosi dei bei tempi andati.

         
  19. Alberto il said:

    Una cosa che è passata inosservata ai più’ e che potrebbe ribaltare lo schieramento sullo scacchiere mondiale è il ruolo egemonico e di dominio della Cina nel mar Cinese Meridionale e sugli Stretti di Malacca in particolare. Se noi annettiamo così’ grande importanza al ruolo strategico dell’Italia come portaerei sul Mediterraneo, che dire della Malaysia nel Mar Cinese Meridionale? Italia sta a Mediterraneo come Malaysia sta a South China Sea e non ci vuole molto a capire l’enorme e maggior peso strategico acquisito da quest’ultimo rispetto alla nostra bagnarola.
    La Cina ha stabilito due grosse basi navali mi Malaysia: a Kuantan (costa orientale) e Malacca (occidentale): di fatto sta comprando la Malaysia.
    Questo la dice lunga sui nervi tesi di Trump a propos di Nord Korea.

     
  20. pippo il said:

    OT
    puijewmont scappato in belgio.
    manco hanno le palle di andare in galera sti pollitici che incitano alla guerra civil.

     
  21. Mihai Podeanu il said:

    buongiorno.
    siccome il collettivo Dezzani è impegnato nella stesura sul carabiniere Barre e re Giorgio, approfitto di un suo cinguettio col Borghi per incollarVi una evidenza di gennaio del Peter Yanez sul “sovranismo”; la sovranità sarebbe come le corna: bisogna saperla portare preparandovicisi… torna “a fagiolo” in questi giorni di “governatore”.
    —giovedì 26 gennaio 2017
    Dialogo telefonico tra Borghi e Bagnai la sera del primo lunedì dopo l’uscita dall’€
    Bo: Albe’, mi sta cercando Salvini, che gli dico?
    Ba: Come sarebbe a dire “che gli dico”? Gli devi dire che non sarà una passeggiata, l’ho sempre detto.
    Bo: Albe’, la storiella della passeggiata non la beve più, ha paura e non ti nascondo che anch’io comincio ad averne.
    Ba: Paura per la Borsa? È calata di 20 punti e allora? Domani rimbalza, vedrai …
    Bo: Dici? Mi dicono che le borse asiatiche apriranno in ribasso, a Wall Street tira un’aria bruttissima, in Europa poi … non ne parliamo… mi ha chiamato un vecchio amico che lavorava con me in DB e mi ha detto di aver saputo che le banche tedesche e francesi smobiliteranno subito tutte le loro posizioni in Italia per rientrare quando saremo nella bara
    Ba: I crucchi ed i galletti son fatti così, tutto come previsto
    Bo: Albe’, “tutto come previsto” una sega, qui le cose hanno preso una brutta piega. E poi le prospettive sulla Lira non sono buone per nulla …
    Ba: Ma si sapeva che si poteva verificare un overshooting, domani rimbalza, vedrai …
    Bo: Dici? Guarda che Salvini è molto preoccupato, ho saputo che lo ha chiamato Draghi per sapere come intendeva regolarsi con il passivo Target2
    Ba: Ma non si era detto che la BCE doveva attaccarsi al tram?
    Bo: Sì, si era detto ma Salvini non se l’è sentita di dirglielo. Ha saputo dalla Farnesina che sono tutti incazzatissimi con noi, se non onoriamo i debiti ci escludono da tutte le istituzioni internazionali. Tutti gli ambasciatori della UE hanno chiesto di essere ricevuti dal Presidente …
    Ba: È solo un momento passeggero …
    Bo: Dici? A fine settimana ci sono Titoli per 30 miliardi da sistemare? Che si fa?
    Ba: Basta alzare i tassi e vedrai che si ricolloca tutto …
    Bo: Dici? I tecnici mi dicono che non li vendiamo nemmeno se offriamo il 20% di interesse … mi sa che abbiamo sbagliato week-end per uscire …
    Ba: Ma il decreto per la ridenominazione dei titoli in essere è stato emanato?
    Bo: Sì ma era meglio non farlo. Un minuto dopo che le agenzie hanno battuto la notizia è cominciato il finimondo, al Ministero abbiamo dovuto staccare i fax ed i telefoni … L’Avvocatura ci ha detto che saremo sommersi dai contenziosi …
    Ba: È solo un momento, vedrai passerà …
    Bo: Dici? Secondo me non passa, potessi non lo rifarei
    Ba: Che?
    Bo: Albe’, NON LO RIFAREI, era meglio non uscire. A proposito, mi ha chiamato Madame sul cellulare, mi ha detto che non ci faranno un prestito nemmeno se trasferiamo tutto l’oro ed il Colosseo a NY. Poi mi ha chiamato il Governatore, mi ha detto che domani si dimette, non se la sente, stamani ha avuto un collasso
    Ba: Questo non era previsto …
    Bo: Senti, perché non prendi tu il posto del Governatore?
    Silenzio
    Bo: Mi senti? Albe’, mi hai sentito?
    Ba: Non ti sento bene … non c’è campo … che hai detto?
    Bo: Il Governatore si dimette, dovresti prendere il suo posto …
    Ba: Non posso
    Bo: Come sarebbe a dire ” Non posso”
    Ba: Non posso adesso, sono in viaggio …
    Bo: In viaggio??!! Adesso??!! E dove vai?
    Ba: Vado a Dakar, vogliono uscire dal franco CFA ed hanno chiesto la mia consulenza
    Bo: ma va’ a ciapà i rat …
    Borghi chiude la chiamata e comincia a piangere a dirotto …

    eppoi, avete notato il riposizionamento dei repubblichini/espressini? brutti sondaggi in Sicilia?…
    http://www.repubblica.it/esteri/2017/11/02/news/regeni_cambridge-179993364/?refresh_ce
    DNFTT: IST

     
  22. Forse Renzi ha letto l’articolo di Dezzani… e Repubblica?
    (ANSA) – ROMA, 2 NOV – “Noi vogliamo con forza la verità su Giulio Regeni. La verità, solo quella. Per questo chiediamo da mesi chiarezza anche all’Università di Cambridge, come oggi fa il quotidiano La Repubblica. Il team che seguiva Giulio sta nascondendo qualcosa?”. Così Matteo Renzi su twitter.

     
    • Francesca Ancona il said:

      Ma non c’è bisogno per Renzi leggere l’articolo di Dezzani, penso che lui la verità la conosca benissimo. Evidentemente ora gli conviene tirarla fuori e mettersi da un’altra parte

       
  23. Mihai Podeanu il said:

    Buongiorno.
    Che Vi scrivevo? McLeod Drumpf è uomo di deals. Di affari.
    https://zipster.it/dettaglio/4128-dettaglio-4128-trump-abe-corea
    Vende le carabattole del complesso militare-industriale ai vassalli spykmaniani del rimland e scommetto che contemporaneamente approccia rocket man per uno scambio poligoni sicuri in Nevada e bersagli liberi nelle Kwajalen a controvalore con spedizioni a container pieni di cloni Sojouz-TMA per Cape Canaveral per ISS…

     

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