Dietro lo spauracchio del “fascismo” il timore dello Stato

La campagna elettorale che volge al termine è stata dominata dal tema della “minaccia fascista”, spauracchio agitato dalla sinistra liberal e dai suoi media di riferimento. C’è di dice che il pericolo del fascismo sia stato resuscitato per soccorre una sinistra in profonda crisi, senza idee e destinata ad una storica sconfitta alle elezioni del 4 marzo: in realtà, è probabile che lo spauracchio fascista sia tornato per restare ed occupi la scena politica italiana ed europea anche nei prossimi anni. Demolito lo Stato a vantaggio dei poteri euro-atlantici, in economia come nella sicurezza, qualsiasi tentativo di restaurarlo sarà infatti bollato come “fascismo” dall’élite liberal. Lo Stato è l’ultimo baluardo contro la globalizzazione e la dissoluzione delle nazioni nella società cosmopolita.

Stato e globalizzazione: ne rimarrà soltanto uno

Uno spettro si aggira nella campagna elettorale che sta per chiudersi: è lo spettro del “fascismo”. All’orizzonte, però, non si vedono né camice nere, né balilla, né dopolavoro, né partito unico, né l’IRI, né l’OVRA, né culti della personalità: c’è chi dice, quindi, che la minaccia del fascismo sia stata resuscita in vista delle elezioni del 4 marzo. Scopo dell’operazione sarebbe soccorre la sinistra uscita letteralmente a pezzi dall’esperienza Letta-Renzi-Gentiloni, cercando di infonderle nuova vita grazie al suo storico cavallo di battaglia: l’antifascismo, appunto.

Se così fosse, lo spauracchio del fascismo dovrebbe dissolversi dopo il voto: chiuse le urne, contate le schede, iniziato l’iter per l’incerta formazione del prossimo governo, anche la minaccia del totalitarismo dovrebbe scomparire, senza peraltro aver rinvigorito la sinistra che si avvia ad una storica disfatta. Ma è davvero così?

L’antifascismo è soltanto un comodo tema da campagna elettorale per la sinistra in crisi di idee e d’identità? No, “la minaccia del fascismo” è tornata per restare e caratterizzerà, nei prossimi anni, non soltanto la vita politica italiana: ma anche quella tedesca, francese, americana, etc. Senza considerare, poi, quegli Stati che già mostrano evidenti tratti di “fascismo” secondo i canoni squisitamente liberali: la Russia di Vladimir Putin.

L’élite liberale, infatti, quella che sostiene da sempre il processo d’integrazione europea, quella che controlla l’ONU e le banche centrali, quella che ha impresso un’enorme accelerazione al commercio mondiale negli anni ‘90 cooptando la Cina, quella che supervisiona i flussi migratori che stanno investendo l’Europa, ha un’idea piuttosto allargata di “fascismo”. Il termine, dai connotati fortemente dispregiativi, è affibbiato a qualsiasi politica economica/interna/sociale che intralci i piani dell’establishment euro-atlantico: frenare l’immigrazione incontrollata è fascismo, attentare all’indipendenza della banca centrale (si veda il caso ungherese) è fascismo, sostenere la natalità contro i piani neo-malthusiani è fascismo, porre dazi o stimolare la domanda interna col varo di grandi opere è fascismo.

Ma chi frena l’immigrazione, ripristinando la difesa dei propri confini? Lo Stato.

Chi avanza pretese di controllo sull’emissione di moneta? Lo Stato.

Chi incentiva la natalità con piani ad hoc? Lo Stato.

Chi pone dazi a salvaguardia delle imprese nazionali o sostiene la domanda aggregata con opere infrastrutturali? Lo Stato.

Uno Stato forte ed efficiente, sicuro di sé, geloso delle proprie prerogative ed attento ai propri interessi è, agli occhi dell’élite cosmopolita che predica la globalizzazione, “fascismo”. Ne consegue che qualsiasi azione tesa a restaurare lo Stato sarà automaticamente etichettata come “fascismo” da chi individua nello Stato il maggiore ostacolo ai suoi piani di globalizzazione sfrenata e cancellazione delle nazioni: ecco perché lo spauracchio del “fascismo” non è transitorio ed accompagnerà l’intero Occidente nei prossimi anni.

Entrata in una fase  di deflusso la globalizzazione, cresciute a livello allarmante le diseguaglianze all’interno della società, falliti i sogni di diluirli in aggregati sovranazionali (gli Stati Uniti d’Europa) o di cannibalizzarli (Siria, Iraq e Spagna), gli Stati stanno rialzando la china. L’establishment liberal schiuma di rabbia e grida: “torna il fascismo!”.

Lo Stato, aggregato di più famiglie (l’unita base che si sta in ogni cercando di cancellare) è una volontà indipendente, un’autorità a sé stante: un individuo che, erigendosi nel mondo, impedisce quel livellamento universale, “il Grande e Santo Impero Universale massonico”, che dovrebbe cancellare lingue, culture e razze. La difesa dello Stato è, agli occhi dell’oligarchia euro-atlantica, l’azione più esecrabile e abbietta: è apostasia. È fascismo.

In vista delle elezioni, Stefano Feltri, firma di diversi giornali liberal e attualmente vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, ha pubblicato per Einaudi “Populismo Sovrano. I populismi si alimentano di un’illusione, che può essere pericolosa: il recupero della sovranità. Ma si tratta di una promessa che non si può mantenere, perché le leve del potere sono, ormai, inesorabilmente altrove.”

Non agitatevi, consiglia Feltri, perché le leve del potere sono ormai “inesorabilmente altrove”. Non è, però, un “altrove” metafisico: sono le stanze ovattate della BCE e della FED, le riunione segrete della Trilaterale e del Gruppo Bilderberg, il palazzo di vetro delle Nazioni Unite, i vari organismi che propugnano “più Europa, più mercato, più globalizzazione, più immigrazione”. Sapendo dove si trova il potere, è anche possibile riappropriarsene e c’è un solo strumento per farlo: lo Stato.

Forte, coeso e sovrano.

Se l’élite liberal, la cuspide ai vertici della globalizzazione, l’esigua minoranza che supervisiona questa grande dittatura economica e sociale, ritiene che sia “fascista” difendere e restaurare lo Stato, ebbene, non possiamo che dirci fascisti.

Vota!
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64 commenti su “Dietro lo spauracchio del “fascismo” il timore dello Stato

  1. Matteo il said:

    Bellissimo articolo, concordo totalmente. Nel mentre tutti tacciono sul bavaglio alla libertà di espressione da parte del governo e via dicendo. L’ipocrisia del cosiddetto Occidente…

     
  2. Giuseppe M. il said:

    Ottimo articolo sintetico delle forze che si stanno fronteggiando e il campo di gioco. Stato e sovranismo, contro massa informe e globalismo.
    Approfitto dell’articolo per rivolgere una domanda oltre che una riflessione.
    Al di là del fatto che Trump può essere considerato più o meno una delusione c’era una cosa che mi era chiara.
    Trump avrebbe rappresentato un certo potere che mirerebbe a scontrarsi con l’elite globalista, in Europa la Ue e le forze che la sostengono. Quindi, nell’analisi dell’articolo, Trump è il fascista.
    Contro Trump si sono scatenate queste forze e su Trump pende già dalla sua elezione l’accusa c.d. Russiagate.
    Questo Russiagate appare essere una stronzata colossale, infarcita di accuse grossolane senza che ne cavino un ragno dal buco.
    Poche settimane fa il Russiagate subisce un durissimo colpo dalla pubblicazione del FISA che anzi muove accuse pesantissime ai pezzi da 90 di FBI i Democratici, Clinton e lo stesso Obama.
    Sembra la resa dei conti, sembra che Trump stia per vincere la partita. Sembra che debba essere accantonato il Russiagate e che per “vincere” i globalisti debbano passare ad altro.
    Oggi invece leggo che Richard Gates, il capo della campagna elettorale di Trump si è dichiarato colpevole di cospirazione contro gli Usa ed è pronto a farsi interrogare da Muller.
    Non ci ho capito più niente.
    Quindi il Russiagate è più vivo che mai e il FISA non conta nulla?
    Chi sta vincendo negli Usa?

    La questione è importante e vitale perché il nostro destino è legato alla guerra in Usa. Vincono i globalisti noi siamo finiti. Perdono i globalisti, c’è speranza di uscire dalla gabbia.

    Federico?

     
  3. Willy Muenzenberg il said:

    E invece Aleppo liberata con la Siria tutta. Turchia, Catai e Persia fedeli vassalle di Roma. Come tutto il Nord Africa e il Libano. Due navi col gas mandate proprio per non vederli congelare. E Berlino di nuovo di fronte al bivio che vi impedisce persino la formazione del governo: continuare contro se stessi e il proprio popolo; o tornare liberi, parte di Roma. Roma: e non ‘lo Stato’. Questa era un’impostura berlinese del triste Hegel e dei suoi datori di lavoro. Roma: e non il ridicolo Napoleone sempre in cerca di ‘prestiti’. Roma emette moneta, tutela il povero con la legge e lo difende con i suoi soldati. Del suo impero i popoli volevano e vogliono far parte. Geniale Tacito lo sa e lo spiega: noi non vediamo che un fotogramma di una vicenda che ha migliaia di anni.

     
  4. Oriundo2006 il said:

    Il fascismo fu statolatrico: niente fuori lo stato, niente contro lo stato. Era un modo politico ‘interno’ per contrapporsi al Regno d’Italia senza negarlo ma affiancandogli una entità capace di realizzare le aspettative popolari sorte dopo la Grande Guerra. Anche altri paesi sono passati in questa fase storica, forse necessaria al capitalismo per divenire egemone nella società. Oggi si vuole da alcuni recuperare lo stato intendendo con ciò un forte interventismo in economia e la difesa del rapporto di una società con il suo territorio. Ma oggi lo stato italiano ha i mezzi intellettuali e le forze umane necessarie per operare in questo senso? Purtroppo no: saperi e poteri di dominio particolare o globale non appartengono più agli Stati ma alle piramidi multinazionali e ai loro circoli politici di riferimento. Una volta che si è ceduto di fronte al nemico questi ha campo libero. Solo opponendosi con le armi vittoriose si può riscattare il passato e stabilire a nuovo una società con i nostri valori: ma lo possiamo?

     
    • Torquemada il said:

      Troppo pessimista ! L’Italia contemporanea, vero è palesemente schiava e serva ( …….i politici senza spina dorsale, alla Gentiloni, direbbero:” Fedele alleata ” ) dell’alleanza atlantica, eppure i movimenti emergenti nella Russia di Putin, lasciano ben sperare, perchè vanno nella direzione opposta rispetto al liberalismo e globalismo spinto di matrice occidentale. La partita di collocazione geopolitica dell’Italia, sullo scacchiere politico internazionale, mi pare sia ancora aperta.

       
    • emanuele777 il said:

      Che domande sono? la Russia sotto Eltsin era messa molto peggio di noi, divisa fra gli oligarchi.. è bastato un solo uomo di buona volontà a farla risorgere

       
    • Non esageriamo, un uomo che hanno messo li quelli della Duma, che avevano bisogno di uno statista forte, che difendesse gli interessi degli oligarchi fedeli alla nazione….

       
    • Lochlomond il said:

      certo è bastato un uomo solo, ma sotto e dietro aveva un popolo che, per quanto allo sbando in quegli anni, lo ha immediatamente capito e appoggiato, e anzi perfino spinto a approfondire meglio alcuni temi (qualcuno, giustamente, dice che non è che la Russia sia diventata d”di Putin”, ma piuttosto è Putin, con gli anni, a diventare sempre più “russo”). E l’Italia? Ci siamo ancora, noi italiani?

       
    • cikagiuro il said:

      I russi, nel bene e nel male, sono un popolo, noi no. Basti pensare l’immane sacrificio di vite umane con il quale hanno sconfitto il nazismo.

       
    • eh no, putin è sceso da un “pero” che “di fuori” si chiamava KGB, ma “di dentro” era emanazione del GRU.
      Gli “uomini soli ” , anche “al comando” invece fanno presto ad andare a schiantarsi contro un camion pieno di tondini di ferro/mattoni o , nella versione più moderna ( e molto più “mediatica” ) , essere uccisi da un “pazzo solitario”.

       
    • Calogero il said:

      beh oltre che la buona volontà ( indispensabile), un uomo con i controcoglioni, intelligenza, , amore per la Patria e… uomini fidati su cui appoggiarsi per il lavoro di pulizia.

       
  5. andrea z. il said:

    Articolo interessante che dimostra come l’élite transnazionale che controlla media e istituzioni universitarie sia in grado di recuperare vecchi termini politici, adattandoli ai tempi nuovi.
    Conoscendo le tattiche di questi signori é probabile che il vocabolo fascismo venga utilizzato non solo per liquidare sbrigativamente i movimenti politici non allineati, ma anche per far crescere gli opposti estremismi, ad esempio estrema destra contro estrema sinistra, e scatenarli uno contro l’altro per destabilizzare e spingere l’opinione pubblica spaventata verso le soluzioni indicate dall’establishment globalista.
    Più contrapposizioni e conflitti si riescono a creare all’interno della società, più sarà facile tenere sotto controllo la popolazione dei sudditi e impedire che disturbino i piani di dominio dei manovratore.
    Nel Terzo Mondo l’élite finanzia e scatena le rivalità tra sunniti e sciiti, tra musulmani e indù, tra diversi gruppi etnici e tribali, che sfociano spesso in guerre e catastrofi umanitarie.
    Nel Primo Mondo occidentale la classe dirigente planetaria deve agire con più raffinatezza e astuzia, avendo a che fare con un’opinione pubblica abbastanza istruita e informata, ma lo scopo di dominio e controllo non cambia.

     
  6. Ottimo Dezzani, cambio di strategia per arrivare alla governance mondiale, cambiando strada, quelli che hanno creato tutte le porcate che conosciamo prenderanno un mucchio di mazzate, ma si sa bene come funzionano in verità le cose, prendiamo spunto da Churcill, “Prima erano 60 milioni di utili idioti che serivano al trozkysmo, dopo erano 60 milioni di utili idioti che servivano al fascismo”, la popolazione è raddoppiata? No, si salta tutti allegramente sulla prossima carovana, povero popolo gregge… e il cane abbaia….

     
  7. Calogero il said:

    ormai la miglior promozione del fascismo lo stanno facendo, da anni , i cosiddetti antifascisti.

     
  8. Massimo il said:

    La parola fascismo funziona egregiamente da deterrente psicologico e morale perché non ha più alcun significato storico, se non per chi ha vissuto quegli anni e oggi si domanda basito per quale motivo venga continuamente rispolverato il ventennio.

    E’ altresì logico e funzionale al sistema presentare come rilevante minaccia su base nazionale partiti inesistenti dal punto di vista numerico e di seguito (Casa pound, Forza nuova ecc.) che ammiccano al fascismo e presentano contemporaneamente temi apparentemente pro-patria al solo scopo di demonizzare, davanti all’opinione pubblica, chiunque voglia portare avanti seriamente l’interesse dello Stato contro i noti poteri sovranazionali che vogliono ingurgitarne ciò che ne resta.

    Ecco cosa Dezzani finge di non capire, cioè che è proprio per colpa della falsa opposizione ipergonfiata e superdemonizzata della destra italiana che la maggioranza continuerà a ritere certi temi tabu, addirittura indiscutibili e dogmatici, come ad esempio l’Euro, l’introduzione di dazi, una banca nazionale, il contenmento dell’immigrazione ecc.

    E’ nei Protocolli dei Savi di Sion la spiegazione di questa simpatia mediatica ed istituzionale per i “fascisti”, è grazie a loro e alla pochezza di chi dirige questi gruppi di imbecilli che il sistema sta in piedi, fino a quando l’opposione sarà controllata ed invotabile per la massa i meccanismi del potere andando avanti indisturbati, perché se prendi un tema giusto e sacrosanto e lo metti in mano ad uno squilibrato questo tema diventerà non solo indigeribile, ma sarà addirittura impensabile perchè non si potrà nominare in pubblico. Ciò che non può nominato pena il giudizio, infatti, non è possibile nemmeno pensarlo ed elaborarlo.

    Ecco perché l’uscita dalla moneta unica è impossibile, è impossibile perché non c’è una forza politica ragionevole, civile e culturalmente credibile che renda pensabile ragionare sui pro e i contro dell’Euro.

    Ne consegue che la coltivazione in vitro e l’amplificazione degli estremismi da parte del potere costituito, vedi cioè i veri nostalgici fascisti e i loro figli minori (o minorati), è la stampella sulla quale il potere si regge e, senza la quale si potrebbe, liberamente discutere e pensare un fururo migliore

     
    • Paolo Brunelli il said:

      Vero, ma vero anche che chi prova a mettere in discussione certi temi (Euro, immigrazione) viene subito etichettato come fascista, anche se fascista non è. Dezzani ha ragione, sbaglia solo sul plurale di “camicia” (errore veniale) e, a parer mio, su un titolo troppo morbido: sarebbe stato più incisivo “Epitaffio per lo Stato democratico, vittima di una Sinistra Liberal che divenne Minotauro globalista”

       
    • Federico Dezzani il said:

      Concordo al 100%. Il mio discorso è infatti: restaurare lo Stato, non restaurare il PNF!

       
    • Maurizio Destro Benini il said:

      E’ l’errore che ha fatto l’ avvocato Marco Mori , in sè e nei suoi ragionamenti giuridicamente ineccepibili , a candidarsi con casa puond.

       
    • Massimo il said:

      Corretto. Persone valide, energie positive ed eccellenze vengono purtroppo cooptate in false opposizioni, velleitarie e marginali per statuto, per vanificarne qualsiasi rilevanza. Fino a quando idee giuste e sensate verranno marginallizate by design da queste ridicole ed anacronistiche forze partitiche a cui il potere costituito dà più che volentieri spazio. Anche le migliori persone ne usciranno screditate.

      Vedasi il programma elettorale del Partito Comunista di Rizzo, con tanto di falce e martelllo, speculare in gran parte a quello di Casa pound o Forza nuova (uscita dall’Euro, dalla Nato) che è una prova, tutt’altro che circostanziale, che tutte le opposizioni estremistiche ed ideologiche sono gestite dal potere costituito per seppellire nel ridicolo, l’assurdo o la paura il libero pensiero

       
    • Torquemada il said:

      Hai centrato il punto purtroppo !

      Su questo stesso blog, un annetto fa ci fu un commento in cui si analizzava, dati Istat alla mano, la percentuale di cittadini che potrebbero salvarci dal degrado atlantico/massonico/globalista/liberals del paese.

      Bhe tolti i vecchi, i minorenni, i padri di famiglia, i tengo-famiglia, le donne, le persone con handicap fisici o mentali ( ce ne soo ogni anno di più ….), gli ammalati, gli immigrati ( ai quali sostanzialmente non interessa molto del paese ospitante ) i tiepidini e i moderati…bhe quelli che potrebbero lottare davvero, come un tempo, per difendere il paese, si riducono ad un pugno di qualche milione di uomini su 60 milioni di cittadini. La situazione non è semplice !

       
  9. Un articolo chiarissimo e perfetto.
    All’apparenza, il bla-bla contro il pericolo del fascismo sembra un appiglio per una sopravvivenza della sinistra ormai pugile suonato alle corde. In realtà è un piano sopraffino per inglobare nel “fascismo” tutto ciò che intralcia il potere massonico.
    Per questo la Polizia interviene a difesa delle manifestazioni di casapound e groppuscoli di destra possibilmente estrema, creando le premesse per gli scontri di piazza con gli antagonisti dei centri sociali. Ed i poliziotti che vengono legnati….
    No. Occorrono nuovi intellettuali che disarticolino questo progetto di fascistizzare tutto. Bisogna smascherarli, magari dandogli anche dei deficienti e colpendoli nel loro amor proprio (la Gruber non reggerebbe..)

     
    • Aproposito della gruber, relativamente alla domanda posta a Di Battista : “Ma lei è antifascista ? “, è posta con malizia o perchè è scema e non capisce niente ?

       
  10. Ottima questa traduzione dell'”antifascismo”.
    Rimane il problema di fondo: come disinnescare il “pensiero unico” che inventa, come pasti per il gregge, antifascismi in assenza di fascismi e “anti-qualche-cosa” in assenza della cosa?

     
  11. fortebraccio il said:

    egr.dezzani,noi i vecchietti di minghiapitittu,stiamo usando l arma degli immigrati,contro ,i poteri forti,che l hanno concepita, alleviando cosi’, anche, un po’ di disoccupazione.stiamo infiltrando,diversi nostri, disoccupati siciliani,tra gli immigrati che sbarcano qui,a linosa,a lampedusa,a porto empedocle a noto etc.che, confondendosi perfettamente con loro, per carnagione, scura, per capelli, ricci,etc, vengono schedati come immigrati,con gli stessi loro diritti:euro 36 al giorno ,ricariche telefoniche settimanali,un casa,2 litri di birra,e due di acqua minerale naturale, due di detersivi, al giorno ,un pollo cotto, e una teglia di pasta con le sarde,,un telefonino di ultima generazione,un computer portatile con internet,e vestiti a ogni cambio di stagione.e cosi, i nostri figli,sono contenti,di aver trovato lavoro come immigrati|

     
  12. Dezzani largheggia ché è giovane. Opposti estremismi è la misura esatta, un tempo si capisce. Il tempo della Balena bianca e del Pci, e del “rapimento” ed uccisione di Moro by Stars&stripes con manovalanza da Hypeiron e stella a “cinque punte” che per puro caso è anche dello Stato ebraico, di certa sua parte.
    La istoriala tenta l’ennesimo appiglio, meglio si attacca al tram. Che pensa sia quello dei desideri infiniti e inconfessabili. Ma è giunto al capolinea. E poi la “sinistra” e i sinistri istituzionalizzati a libro paga del neo liberismo che il giorno prima mandavano questurini nei covi sociali, oggi chiude un occhio: gli fa comodo la manovalanza loro. E i sinistri a cercare il contatto con i neri. I quali, quando si dice la combine, ma anche solo strumentalmente si capisce, parlano quel linguaggio (socialismo mussoliniano?) o meglio usano parole d’ordine del Sessantotto e dintorni. Mentre i sinistri tutti, come cane da guardia, si mostrano quali sono e latrano contro il popolo, che oggi è uso dire populismo, che è per lor signori Satana, come dire che il bue chiama cornuto l’asino. Gentiloni & Co compreso la chemioterapica (non a caso!) Emma Bonino è arrivato il Redde rationem (e se ne accorto pure Junker, sebbene l’Italia è molto più coriacea e “troppo grande per fallire” comunque la si guardi della Grecia/Spagna 1939). E se proprio non se può fare a me, voilà un bel saluto romano e mi raccomando secondo le regole di Starace. Sarebbe il “nemico” che sventola bandiere ma non distribuisce manganellate o olio di ricino, almeno per il momento…Pensa se si chiami Trilaterale o Monti-Napolitano-Draghi-Letta-Renzi. E mica ci si può dimenticare di un Prodi-Dalema-Fassina la moglie di Fassino; come pure la sora Camusso (hanno firmato cgil-cisl-uil dopo quasi dieci anni al cospetto della Madia che ne ha tirato appunto dalla madia il contratto degli statali, proprio come prima del referendum Renzi&Bank’Etruria Boschi, pensando al voto prodomo come un Psdi d’antan) l’insulsa blasé cislina e non da meno il pappagallo uillino! Peggio d’una armata brancaleone all’ultima crociata.
    Il tempo è scaduto: naturalmente anche la famigerata Reale, dei soliti morti innocenti, sarà riesumata, mentre continua più e meglio di prima l’eliminazioni di voci poco aduse al coro neoliberal “per ripetuti reati contro il copyright” vero Youtube?
    Benvenuto, questo sì, Fascismo Tecnocratico III Millennio, eppure Stampa&Regime dà voce perché venga sciolto Casa Pound e dintorni per ricostruzione del “partito fascista”. E chi lo dice? Quelli eletti di un parlamento Contra legem secondo la Consulta: vero Giorgio Napolitano?

     
  13. Sconfortati assistiamo attoniti da secoli ad, apparentemente, opposte fazioni confrontarsi quando gli unici a trarne profitto e potere sono sempre i soliti.
    E’ il film dell’esistenza sul Pianeta Terra.
    L’analisi del Dezzani, come al solito, è acuta.
    Quando cadrà il moloch?

     
  14. Monia De Moniax il said:

    sono d’accordissimo con Dezzani, Vorrei precisare che lo Stato siamo NOI, loro sono i governari. Per continuare a svendere l’Italia, quel poco che è rimasto, sono capaci di tutto. La mossa è sempre la stessa, da che si sono inventati il giovè dei chiagni per fottere. Noi un partito col 67% altro che 51, o 50% più 1, come nei condomini, ce l’avremmo. E’ formato da coloro che senza distinzione di posizione sx dx che esistono solo perché non facciamo come Giotto che fece il cerchio a mano libera anziché col compasso, abbiamo votato NOOOO il 4 dicembre 2016. Il 4 marzo 2018 dovremmo individuare quel partito che sta loro più sullo “stomaco” e votando quello vendicarci dei soprusi che ci hanno fatto subire e che vorrebbero ancora farci patire. La finta sinistra tipo Tzipras che ha tradito i Greci non deve passare, a costo di riberci l’olio di ricino o d’oliva magari non extravergine spremuto a freddo che costa troppo. Io che sono Vegana, mi farò sostituire l’olio con noci e mandorle. Magari Simone Di Stefano ha un noccioleto in Etruria…chi puo saperlo? Comunque non abboccheremo alle loro provocazioni per scatenare la “guerra civile”. Rifiutiamo la violenza su tutto e su tutti. A meno che non dobbiamo difenderci. E’ sufficiente la praticare l’Ateismo, il Veganesimo, il rifiuto della competizione e quindi del “tifo”. Che tutti i buonisti abbiamo pace, magari eterna. RIP va bene sia in Italiano che in anglocazzone. RIP, RIP, RIP, 4 volte, che è il numero della Logica e della Ragione.

     
  15. Simone il said:

    Buonasera. Ho letto con molto interesse i tuoi articoli (siamo coetanei, spero possa dare del Tu ). Sei un ottimo scrittore e analizzi superbamente là realtà attuale. Mi ha colpito l articolo sulle elezioni, il sacco di Roma, ecc…la mia domanda è: c è un partito o coalizione che in qualche modo diminuirebbe i rischi di collasso finanziario (spread, prelievo forzato, ecc) ordinato dalla UE in caso vinca uno o l altro schieramento? Oppure comunque vada, il destino è già scritto? Votare un partito, magari minore ma anti europeista, smuoverebbe qualcosa o non cambierebbe nulla? Puoi rispondere anche privatamente se il commento non dovrebbe essere imparziale. Grazie anticipatamente. Ti seguo sempre

     
    • Paolo Brunelli il said:

      Votare un partito “minore”, con la legge elettorale che prevede lo sbarramento al 3% per il singolo partito, equivale praticamente a votare scheda bianca. Senza fare nomi, c’è un partito (che tanto minore non è) che da un mese è nel mirino dei media mainstream per le sue posizioni, e le accuse rivolte sono quelle egregiamente illustrate nell’articolo di Dezzani

       
  16. annibale55 il said:

    Non c’ è nessun fascismo Federico, ne antifascismo. Ci sono solo i BUONI e i CATTIVI. La povera Italia c’ ha la costituzione più infantile del mondo.

     
  17. Caratteristica originale del fascismo non fu e non è l’autoritarismo. Ci sono regimi democratici, non liberali, che vedono la dittatura della maggioranza sulle minoranze, si conoscono governi oligarchici assoluti, molte sono le monarchie autoritarie.

    Peculiarità del fascismo fu invece il corporativismo.

    Con il disimpegno dall’intervento diretto dello stato nell’economia e nella sua regolazione, per abbandonare direzione e normazione della stessa agli agenti economici. Ovvero, inevitabilmente, agli agenti economici più forti.
    Con la sostituzione della dialettica tra organizzatori della forza lavoro e forza lavoro stessa con la finzione della composizione armonica del conflitto nell’ambito di una contrattazione collettiva corporativa.
    Con l’abdicazione dell’intervento pubblico per una redistribuzione equa e socialmente sostenibile del valore della produzione nazionale, per la sua concentrazione esponenziale in pochissimi soggetti che sequestrano il capitale dalla circolazione e che determinano una crescita vertiginosa delle diseguaglianze.
    Se si volesse trovare un sinonimo contemporaneo di corporativismo si potrebbe tradurre con governo del mercato e dell’economia da parte delle corporations.
    In questo senso si può sostenere che mai il corporativismo, principale caratteristica del fascismo, si affermò in modo così radicale, profondo e ampio, quanto in seguito agli interventi degli ultimi decenni dell’Unione europea.

    Le crisi ricorrenti che colpiscono l’Unione europea – nata per la prosecuzione del progetto economico fascista dopo la caduta del fascismo (v. ACUE) e costruita intorno all’idea del mercato invece che a un’idea di mercato – ne stanno svelando a poco a poco la natura più profonda.

    Come disse Winston Churchill durante una riunione dell’ACUE (American Committee on United Europe) il 29 marzo 1949 a New York: “Non è possibile avere una pace durevole mentre 10 capitali dell’Europa dell’est sono nelle mani del governo comunista dei soviet. … Il nostro obiettivo e ideale deve mirare a niente di meno che a unificare l’Europa, tutta l’Europa.”, Lo stesso Churchill che circa vent’anni prima, nel 1927 a Roma, aveva dichiarato: “Se io fossi italiano sarei stato con voi [Mussolini] fin dal principio […] il vostro movimento ha reso un servigio al mondo intero”.

     
  18. Poliziano il said:

    A proposito della utilità tattica dell’antifascismo.
    Ai tempi, si diceva che Saragat era come il ferro da stiro: senza la Resistenza non vale niente.

     
  19. .mussolini, hitler, peron, nasser, mossadeq,assad padre……saddam, gheddafi, assad figlio….chi si oppone alle forze occulte che manovrano il mondo va eliminato.

     
    • E Francisco Franco ? Se Mussolini fosse stato un po’ Franchista , sarebbe morto di vecchiaia anche lui.

       
  20. Carlito P. il said:

    Vorrei fare a proposito de ” Il Grande e Santo Impero Universale massonico, che dovrebbe cancellare lingue, culture e razze”, acutamente citato da Dezzani, una serie di considerazioni personali, pratiche e sociologiche, per capire il dramma che si cela dietro questo degradante progetto.

    1) Il sistema internazionale Massonico, non è vero che è democratico e trasversale come vogliono far credere, sia ai profani che a coloro che vi aderiscono. La piramide massonica internazionale continua a far capo a chi l’ha ideata, ovvero agli Inglesi ( con la massoneria speculativa nata nel 1717) a Israele e agli Usa e in parte alla Francia e alla Germania. Gli altri stati sono gregari e spesso sono astutamente utilizzati per il consolidamento del ” new world order”, che vede sempre gli stessi ai vertici.

    2) Il fatto che nel mondo occidentale, tutte o quasi, le figure di spicco della politica, dell’economia, dell’esercito siano aderenti all’èlite liberal massonica, presuppone una sorta di “protocollo massonico” nel selezionare chi porre ai vertici delle istituzioni o comunque nei posti chiave di potere.

    Da quello che si vede, i personaggi devono avere le seguenti caratteristiche:” Una buona dose di stronzaggine nei confronti del prossimo, mancanza di etica, di lealtà, di spirito patriottico, carenza di intelligenza al punto giusto ma tale che non infici l’eloquio pubblico, ambizione soprattutto monetaria ma anche di potere, manovrabilità e ricattabilità, fragilità interiore”.

    3) Che io sappia l’aderenza massonica, comporta il cambio delle priorità nella vita dell’individuo e quindi si chiede al nuovo “fratello” di far passare in secondo piano addirittura i “legami familiari” non diretti. Quindi a meno che non siamo moglie e figli, i cugini, anche di primo grado, dovranno passare in secondo piano, rispetto ai piani della “setta”. Figuriamoci gli sconosciuti del popolo.

    4) Non essendo persone particolarmente acute e/o dotate di una intelligenza brillante, dopo averle posizionate ai vertici istituzionali e politici dei vari stati che si vogliono controllare, gli si fa credere che abdicare ai diritti economici e di commercio o di sovranità (ad esempio) del proprio stato, con il fine di perseguire il progetto del “Grande e Santo Impero Universale massonico”), sia una cosa giusta.

    Il “sempliciotto”, totalmente cooptato in quella mentalità, asservirà pensando che si andrà verso un sistema massonico internazionale democratico e così si sentirà legittimato e giustificato a tradire il proprio mandato, il proprio popolo e il proprio stato. La verità è che non ci sarà nessun ” Grande e Santo Impero Universale massonico” ma solo un nuovo ordine mondiale che manterrà l’èlite atlantica ai vertici (fra l’altro sempre più nazionalista e patriottica…basti vedere l’utilizzo sistematico della bandiera americana in ogni scuola, istituzione etc., mentre in Italia quasi ci vergogniamo di mostrarla la bandiera ).

    5) L’ultima osservazione che si collega, in realtà, alle precedenti, riguarda proprio l’affiliazione al “sistema massonico internazionale”. Voglio dire, se esiste un modo per costringere un “uomo di stato” a tradire la propria gente e la propria terra è proprio quello di fargli credere che si andrà verso un mondo globalizzato, privo di confini, di razza, culture o distinzioni e dove le “barriere di difesa” del suo stato non hanno ragione di esistere. Fargli credere inoltre che egli risponde ai suoi superiori, nella piramide massonica, anche se appartenenti ad altri stati. Ecco quindi, che un Gran Maestro francese, magari industriale, potrà avere pieni poteri sull’operato di un Ministro per l’Industria Italiano, in quanto più alto in grado nella piramide gerarchica massonica.

    Capite le aberrazioni sociali e istituzionali che un tale ordine di cose può comportare ? Fra l’altro la svendita dell’Italia alla Francia potrebbe essere letta anche in questa chiave.

    Mioddio, spero solo che le mie siano solo supposizioni profane !

     
    • l’importante è che si sappia cosa c’è dietro la massoneria, che non conta un tubo.

       
    • Pippo, quali motivazioni valide e dimostrabili, adduci per dire che la Massoneria non conta un tubo ?

      Io ti posto, invece questo film del 1943, dal titolo “Forze Occulte”, girato in Francia. Il regista e l’attore principale (mi sembra pure il produttore) erano tutti ex-massoni e dopo l’uscita del film, furono barbaramente giustiziati https://www.youtube.com/watch?v=Nd1MqYKF_b8

       
    • Tallin il said:

      Brillante osservazione Carlito. Fra l’altro, mi soggiunge che il “Grande e Santo Impero Universale Massonico” sia proprio una sorta di toppa cioè di rammendo, che la massoneria internazionale sta cercando di mettere alle naturali storture del sistema, che loro stessi hanno creato e che gli sta sfuggendo di mano.

       
  21. Maurizio Destro Benini il said:

    Queste elezioni farsa come tutte le precedenti non avranno alcun significato. Mentre l’ accerchiamento della Russia prosegue : l’ucraina saranno i nuovi balcani ed in Siria gli usa non mollano , vogliono far cadere Assad. Altro che elezioni italiane……

     
  22. Alberto il said:

    Brillantissima intuizione, caro Dezzani: ha decisamente colto nel segno.
    Trovo invece non del tutto centrata l’osservazione che il pur brillante Massimo fa a proposito del supposto danno che la semplice esistenza di piccoli movimenti come FN e Casa Pound arrecherebbe alle fila degli oppositori al NWO. Interessantissima a questo proposito la distinzione che Meluzzi opera tra Fascismo, inteso come movimento di popolo, pur con tutti i suoi errori, le sue contraddizioni e i suoi pregi (ci sono stati anche quelli e tutti gli storici seri, a partire da De Felice, li hanno colti), e fascismo (minuscolo), inteso come degenerazione totalitaria e liberticida di un regime, fascismo che oggi si è perfettamente incarnato nella sinistra e nel pensiero unico politicamente corretto.
    Accusare movimenti come FN e CP di fare il gioco dei sedicenti “antifascisti” è profondamente sbagliato in quanto subalterno allo stesso pensiero unico massone. E’ un atteggiamento che, ove non riconosciuto e scoperto, consente ai veri “fascisti” di dettare loro le condizioni del dibattito e dello scontro e, in ultima analisi, di conferire loro stessi la patente di “democratico” e “civile” solo a chi è funzionale al loro disegno.
    Negare a FN e CP l’appartenenza al vasto movimento anti-globalista significa in qualche maniera sguarnire in parte il fronte che si oppone alla barbarie negazionista della nostra storia, religione, tradizione, in breve della nostra stessa civiltà e della verità che l’accompagna.

     
    • Massimo il said:

      Perché non verifichi chi è il padre Di Stefano (Casa pound)? Che farà mai di lavoro, quello vero intendo, uno che scrive certe cose palesando l’appartenenza ad un certo mondo? Guarda che questo genere di movimenti politici servono fondamentalmente a schedare le persone, a isolare chi potrebbe eventualmente pensare di ribellarsi imbracciando un fucile o anche chi semplicemente non è allineato con il pensiero unico. E’ talmente ovvio chi gestisce certi soggetti che non si tratta nemmeno di infiltrazioni… Al vertice non c’è l’infiltrato ma il lato opposto della scrivania di chi propaganda oggi fascismo ed antifascismo

       
    • Tutte le volte che Dezzani tocca determinati tasti, scatta l’accusa di “qualunquismo”. In realtà solo uno stolto o un colluso non vede o non vuole vedere tutto il marcio che ammorba l’Italia. Personalmente non sono di sinistra, non sono un comunista ma ho visitato l’Europa dell’est prima della caduta del muro di Berlino e mi auguro che l’Italia si tenga lontana e distante da Putin, dalla Russia e da quella ideologia di stato, grigio, triste e privo di libertà. D’altra parte sono stato negli USA ed ho visto persone non potersi pagare un intervento chirurgico in ospedale perchè privi di un lavoro o del denaro e quindi mi auguro che l’Italia si tenga distante anche da quel modello, estremo a stelle e strisce. Continuo a credere che la giusta via di mezzo era l’Europa socialista di Craxi, la meravigliosa libertà e l’ottimo welfare state dei paesi scandinavi, dell’Olanda e della Germania post-guerra. Baluardi e “modi di vivere” che ci invidiavano in tutto il mondo e che adesso per quattro disgraziati, farabutti, delinquenti che andrebbero porocessati e condannati in pubblica piazza, con la scusa dell’Europa, hanno quasi del tutto, letteralmente, abbattuto e distrutto. Altro che “qualunquismo”. Avevamo una Europa meravigliosa negli anni “80-“90 e adesso per ubriaconi come Junker, traditori della patria come Prodi, Dalema etc. siamo ridotti ad avere 18 milioni di poveri che non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena, nella sola Italia. Tu accisi Dezzani di “qualunquismo” ? Ma vai vai…..

       
  23. Stefano Radi il said:

    Ritengo molto fondata l’analisi dei fatti esposta. In Germania le cose stanno cambiando. Vasti settori della societa’ stanno comprendendo che le politiche filo atlantiste, ovvero anglo sioniste ovvero neocon non pagano ma penalizzano. L’AFD e’ li a dimostrarlo. Schultz e’ stato estromesso e’ questo e’ il prezzo dell’antipatia verso la cancelliera uscente. La Francia e’ annullata nella sua identita’ intellettuale. L’Italia inizia ad avere segni di risveglio politic e questo preoccupa la UE. Vedremo e nel frattempo speriamo. Certo non ci faremo ancora sottomettere.

     
  24. Oriundo2006 il said:

    Il desiderio e’ quello di abolire gli stati nazionali per costituire uno STATO mondiale. Dunque, e’ solo un obiettivo intermedio quello della lotta agli stati nazionali. Di fatto abbiamo INVECE un incremento gia’ da oggi delle prerogative statali che confliggono con i diritti individuali di pensiero ed espressione. Il governo mondiale e’ gia’ oggi una realta’ e la lotta non e’ solo o tanto agli stati ma alle costituzioni che difendono i valori un tempo reputati ‘borghesi’ ed alla omogeneita’ etnica dei popoli. Questo e’ secondo me il punto fondamentale. L’obiettivo e’ uno stato mondiale con una popolazione meticciata incapace di difendersi perche’ priva di un collante etnico comune.

     
  25. Eugenio Orso il said:

    Tutto vero.
    I trenta gloriosi anni furono caratterizzati dal compromesso fra Stato e Mercato, che consentì l’espansione, in Europa occidentale e anche negli Usa, del “ceto medio postbellico figlio del Welfare”, con miglioramenti nelle condizioni materiali di vita. Uno degli scopi era quello di rendere più attrattivo il capitalismo occidentale del collettivismo sovietico, per le classi dominate. Un effetto rilevante fu quello di limitare il potere dei grandi detentori del capitale nelle aziende e di dare un po’ di voce, nella gestione, ad interessi molteplici, dei lavoratori come delle comunità locali.
    Ora che l’élite finanziaria globalista, mutata rispetto alla vecchia alta borghesia proprietaria, ha ripreso il potere, siamo nella situazione dell’assolutismo del Mercato, che relega lo Stato in secondo piano, nella prospettiva di superarlo.
    Ciò che è veramente intollerabile per l’élite globale dominante, è la rivendicazione di sovranità politica e monetaria degli Stati, che significherebbe portare l’economia finanziaria sotto il controllo della politica.
    L’élite non permetterà che ciò avvenga, usando ogni mezzo a sua disposizione, dalla manipolazione antropologica e culturale delle masse, sempre più spinta, alle “rivoluzioni colorate” per destabilizzare gli stati, dall’uso di sanguinari mercenari e terroristi (isis, euronazisti ucraini, al-qaeda, etc.) alla vera e propria guerra fra eserciti, combattuta anche con armi non convenzionali.
    Abbiamo a che fare con la classe dominante peggiore di tutta la storia umana, priva di Etica e di scrupoli, che necessita di Democrazia e libero Mercato per riprodurre il neocapitalismo a vocazione finanziaria ed estenderlo a tutto il pianeta.

    Cari saluti

     
    • “Abbiamo a che fare con la classe dominante peggiore di tutta la storia umana”.
      Direi che il termine “peggiore” sia comune a tutti i secoli conosciuti. Semmai oggi questa classe ha a disposizione più “armi” per il suo fine (tecnologie ect.)

       
  26. Grazie per questo e per altri articoli. A proposito di “idea allargata di fascismo”, dietro questa ideologia, nel senso marxiano del termine, cioè falsa coscienza, sta anche la sigla inventata da U.Eco, l’ “ur-fascismo”, una sorta di Fascismo eterno. Non a caso U.Eco, per ogni starnuto che esprimeva era osannato. Era un po’ l’alfiere del sistema, uno che ridicolizzava le tesi complottiste sull’11 settembre, per poi sostenere l’esistenza del “fascismo eterno” quasi preternaturale, contro cui chiamare sempre alla vigilanza e alla lotta. Questi articoli di Dezzani ci spingono a leggere sempre di più siti e libri estranei al circuito ufficiale, e a trascurare i divulgatori di idee-ricevute. P.s. Chi scrive ciò non ha mai disprezzato l’Eco semiologo, mentre molti “liberal-pidioti” mai si abbasserebbero a leggere autori non mainstream.

     
    • Torquemada il said:

      Visualizzando la realtà oggi, l’umanità occidentale e l’Italia si trovano sospese su un ponte, nel passaggio da una condizione a un’altra. Dezzani è già dall’altra parte del ponte. Dezzani rappresenta l’umanità del domani, preparata, attenta e consapevole ! Il coraggio ce l’hanno quegli altri a resistere.

       
  27. …da fascista mussoliniano, condivido il contenuto dell’articolo in buona parte. Da oltre 70 anni in questo paese senza sovranità, con la scusa dell’antifascismo, si è eliminato lentamente ma progressivamente qualsiasi senso dello Stato inteso non come mero apparato, che quello anzi fa comodo alle elites liberali pluto massoniche al comando, ma quale entità etica, sostanza morale in grado di elevare socialmente, culturalmente e politicamente il popolo. In questo senso gli opposti estremismi sono stati adeguatamente infiltrati e “coltivati” dal potere costituito, per continuare a tenere diviso il popolo stesso, perpetuando ad aeternum una guerra civile senza senso, seguendo il classico ma sempre efficace metodo del divide et impera (un nome su tutti, Federico Umberto D’amato). Ma andate a grattare la patina “finto nera” o “finto rossa” di tutti i vari gruppi politici che si presentano alle elezioni (nessuno escluso!), vedrete che al fondo non c’é alcun fascismo o comunismo, nessuna vera alternativa alla liberal-democrazia partitocratica, ma la longa manus della plutocrazia apolide che ha stabilito la sua sede a Washington, che manovra tutta una serie di pupazzi e burattini… e da oltre 70 anni gioca con le nostre vite allo stesso modo, privandoci di un qualsiasi vero futuro !

     
  28. Joker il said:

    Federico spero che mi leggerai, cercavo la tua email ma non la trovo…

     
  29. Massimo F. il said:

    Dezzani ha ragione da vendere. Lo “spauracchio del Fascismo” sventolato da queste bestiammerde globals/liberals, capaci solo di distruggere gli stati e di diffondere degrado e perversione.

    Nessuno dei media ad essi (non a loro) asserviti, ricorda però quante cose buone, il fascismo fece per questa martoriata Italia. Oggi le voglio elencare qui, postandovi un articolo di Libero che trovate a questo link http://www.liberoquotidiano.it/lettere/lettere-al-direttore/1426813/le-100-cose-buone-del-fascismo.html

    Lo stesso Maurizio Blondet, in questa bella intervista, sul “totalitarismo che verrà” https://www.youtube.com/watch?v=dmh-xdfFh-Q ricorda a partire dal 1:01:00 del video, il salvataggio dell’Ansaldo da parte di Mussolini e la nascita dell’ I.R.I. durante il periodo fascista

    “100 COSE BUONE FATTE DURANTE IL FASCISMO”
    ( …ce ne sarebbero molte di più ! )

    Troppo spesso si parla di Mussolini e di Fascismo solo in senso negativo, addirittura viene identificata questa parola come soppressione di ogni diritto e libertà eppure l’ 80% delle leggi e dei regolamenti anche in ambito contrattuale e salariale come tutela dei piu’ deboli risalgono a quel periodo.

    1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184 2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158 3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841 4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653 5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277 6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798 7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055 8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312 9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928 10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397 11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827 12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768 13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264 14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923 15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817 16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048 17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138 18. Istituto Autonomo Case Popolari 19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali 20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859) 21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo 22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori) 23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927 24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512 25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni 26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole 27. Abolizione della schiavitù in Etiopia 28. Lotta contro la malaria 29. Colonie marine, montane e solari 30. Refezione scolastica 31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni 32. Scuole professionali 33. Magistratura del Lavoro 34. Carta della Scuola Opere architettoniche e infrastrutture 35. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939 36. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo 37. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie 38. Roma: Viale della Conciliazione 39. Progetto della Metropolitana di Roma 40. Tutela paesaggistica ed idrologica 41. Impianti di illuminazione elettrica nelle città 42. Prosciugamento del Lago di Nemi (1931) per riportare alla luce navi romane 43. Creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore 44. Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia 45. Fondazione di 16 nuove Province 46. Creazione dello Stadio dei Marmi (di fronte allo stadio si trova ancora un enorme obelisco con scritto “Mussolini Dux”) 47. Creazione quartiere dell’EUR 48. Ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici delle città più grandi 49. Creazione del Centro sperimentale di Guidonia (ex Montecelio), dotata del più importante laboratorio di galleria del vento di allora (distrutto nel 1944 dalle truppe tedesche che abbandonavano Roma) 50. Costruzione di numerose dighe 51. Fondò l’istituto delle ricerche, profondo stimatore di Marconi che mise a capo dello stesso istituto grazie alla sua grandiosa invenzione della radio e dei primi esperimenti del radar, non finiti a causa della sua morte 52. Costruzione di molte università tra cui la Città università di ROMA 53. Inaugurazione della Stazione Centrale di Milano nel 1931 e della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze 54. Costruzione del palazzo della Farnesina di Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri 55. Opere eseguite in Etiopia: 60.000 operai nazionali e 160.000 indigeni srotolarono sul territorio più di 5.000 km di strade asfaltate e 1.400 km di piste camionabili. Avevano trasformato non solo Addis Abeba, ma anche oscuri villaggi in grandi centri abitati (Dessiè, Harar, Gondar, Dire, Daua). Alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, collegamenti con altri centri dell’impero, telegrafo, telefono, porti, stazioni radio, aeroporti, financo cinematografi e teatri. Crearono nuovi mercati, numerose scuole per indigeni, e per gli indigeni crearono: tubercolosari, ospizi di ricovero per vecchi e inabili al lavoro, ospedali per la maternità e l’infanzia, lebbrosari. Quello di Selaclacà: oltre 700 posti letto e un grandioso istituto per studi e ricerche contro la lebbra. Crearono imprese di colonizzazione sotto forme di cooperative finanziate dallo stato, mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici, coltivando più di 75.000 ettari di terra. 56. Sviluppo aeronautico, navale, cantieristico Opere politiche e diplomatiche 57. Patti Lateranensi, 11/02/1929 58. Tribunale del popolo 59. Tribunale speciale 60. Emanò il codice penale (1930), il codice di procedura penale (1933, sostituito nel 1989), il codice di procedura civile (1940), il codice della navigazione (1940), il codice civile (1942) e numerose altre disposizioni vigenti ancora oggi (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica) 61. Conferenza di Losanna 62. Conferenza di Locarno 63. Conferenza di Stresa 64. Patto a quattro 65. Patto anti-Comintern Opere espansionistiche 66. Riconquista della Libia 67. Conquista dell’Etiopia 68. Guerra di Spagna Opere economiche e finanziarie 69. Istituto di Ricostruzione Industriale (I.R.I.), 1932 70. Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.), 1933 71. Casse Rurali ed Artigiane, R.D. 26 agosto 1937, n. 1706 72. Riforma bancaria: tra il 1936 e il 1938 la Banca d’Italia passò completamente in mano pubblica e il suo Governatore assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio 73. Socializzazione delle imprese. Legge della R.S.I., 1944 74. Parità aurea della lira 75. Battaglia del grano 76. 1929: crisi finanziaria mondiale. Il mondo del capitalismo è nel caos: il Duce risponde con 37 miliardi di lavori pubblici e in 10 anni vengono costruite 11.000 nuove aule in 277 comuni, 6.000 case popolari che ospitano 215.000 persone, 3131 fabbricati economici popolari, 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terremotati, 6.400 case riparate, acquedotti, ospedali, 10 milioni di abitanti in 2493 comuni hanno avuto l’acqua assicurata, 4.500 km di sistemazione idrauliche e arginature, canale Navicelli; nel 1922 i bacini montani artificiali erano 54, nel 1932 erano arrivati a 184, aumentati 6 milioni e 663 mila k.w. e 17.000 km di linee elettriche; nel 1932 c’erano 2.048 km di ferrovie elettriche per un risparmio di 600.000 tonnellate di carbone; costruiti 6.000 km di strade statali, provinciali e comunali, 436 km di autostrade. Le prime autostrade in Italia furono la Milano-Laghi e la Serravalle-Genova (al casello di Serravalle Scrivia si trova una scultura commemorativa con scritto ancora “Anno di inizio lavori 1930, ultimato lavori 1933”) 77. Salvò dalla bancarotta l’Ansaldo, il Banco di Roma e l’Ilva (1923-24) 78. Attacco al latifondo siciliano 79. Accordi commerciali con tutti gli Stati compreso l’Urss 80. Pareggio di bilancio già dal 1924 Opere sportive e culturali 81. Costruzione dell’Autodromo di Monza, 10/09/1923 82. Fondazione di CINECITTA’ 83. Creazione dell’ente italiano audizione radiofoniche (EIAR), anno 1927 84. Primi esperimenti della televisione che risalgono all’anno 1929 per volere del Duce; nel dicembre del ’38 l’ufficio stampa dell’EIAR comunicò che nei primi mesi del ’39 sarebbero iniziati servizi regolari di televisione. Il 4 giugno 1939 alla Mostra del Leonardo ci furono alcune trasmissione sperimentali, sul Radiocorriere apparvero i programmi e persino le pubblicità di alcuni paleolitici apparecchi televisivi. Purtroppo il progetto venne abbandonato a causa dell’entrata in guerra 85. Istituzione della Mostra del Cinema di Venezia, prima manifestazione del genere al mondo, nata nel 1932 per opera del direttore dell’Istituto Luce, De Feo, e dell’ex ministro delle Finanze Giovanni Volpi di Misurata 86. Creazione dell’albo dei giornalisti, anno 1928 87. Fondazione dell’istituto LUCE, anno 1925 88. Nel 1933 appoggiò la prima trasvolata atlantica compiuta da Italo Balbo (tra l’altro, fu in quella occasione che venne inaugurata la “posta aerea”) 89. Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni, ecc.) 90. Littoriali della cultura e dell’arte Opere di utilità varie 91. Registro per armi da fuoco 92. Istituzione della guardia forestale 93. Istituzione dell’archivio statale, anno 1923 94. Fondazione della FAO 95. Fondazione dei consorzi agrari 96. Annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate 97. Istituzione di treni popolari per la domenica con il 70% di sconto, anno 1932 98. Istituì il Corpo dei Vigili del Fuoco. 99. Ammodernò il Pubblico Catasto urbano e dei terreni 100. Mappò tutto il territorio nazionale compilando le mappe altimetriche usate ancora oggi, e che non sono mai state aggiornate da allora.

     

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